Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

venerdì 7 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA XI GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XI Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l'11 febbraio prossimo, Festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica del Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, D.C. (Stati Uniti d'America). Il Messaggio, datato 2 febbraio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, spagnola, tedesca e portoghese.

Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:
"La Chiesa, riconoscendo la presenza del Signore nei fratelli che sono nel dolore, si impegna a recare loro il lieto annuncio del Vangelo e ad offrire a ciascuno segni credibili di amore".

"Domande urgenti sul dolore e sulla morte, drammaticamente presenti nel cuore di ogni uomo nonostante i continui tentativi di rimuoverle o di ignorarle messi in atto da una mentalità secolarizzata, attendono risposte valide. Specialmente quando si è in presenza di tragiche esperienze umane, il cristiano è chiamato a testimoniare la consolante verità del Cristo risorto, che assume le piaghe e i mali dell'umanità, compresa la morte, e li converte in occasioni di grazia e di vita".

"Nel Continente americano, come in altre parti del mondo, 'sembra oggi profilarsi un modello di società in cui dominano i potenti, emarginando e persino eliminando i deboli: penso qui ai bambini non nati, vittime indifese dell'aborto; agli anziani ed ai malati incurabili, talora oggetto di eutanasia; ed ai tanti altri esseri umani messi ai margini dal consumismo e dal materialismo. Né posso dimenticare il non necessario ricorso alla pena di morte... Un simile modello di società è improntato alla cultura della morte ed è perciò in contrasto col messaggio evangelico' ("Esortazione post-sinodale Ecclesia in America", 63). Di fronte a tale preoccupante realtà, come non porre tra le priorità pastorali la difesa della cultura della vita? E' urgente compito dei cattolici, che operano nel campo medico-sanitario, fare il possibile per difendere la vita quando maggiormente è in pericolo, agendo con una coscienza rettamente formata secondo la dottrina della Chiesa".

"Perché questa testimonianza di amore sia sempre più credibile, gli operatori della Pastorale della Salute devono agire in piena comunione tra loro e con i loro Pastori. Ciò è particolarmente urgente negli ospedali cattolici, chiamati a riflettere sempre meglio nella loro organizzazione, rispondente alle necessità moderne, i valori evangelici, come insistentemente ricordano le direttive sociali e morali del Magistero".

"Gli ospedali cattolici siano centri di vita e di speranza, dove si incrementino, insieme alle cappellanie, i comitati etici, la formazione del personale sanitario laicale, l'umanizzazione delle cure ai malati, l'attenzione alle loro famiglie ed una particolare sensibilità verso i poveri e gli emarginati. Il lavoro professionale si concretizzi in autentica testimonianza di carità, tenendo presente che la vita è dono di Dio, del quale l'uomo è soltanto amministratore e garante".

"Questa verità va continuamente ribadita di fronte al progresso delle scienze e delle tecniche mediche, finalizzate alla cura ed alla migliore qualità dell'umana esistenza. Postulato fondamentale resta infatti che la vita va protetta e difesa dal suo concepimento fino al suo naturale tramonto".

"La Chiesa, aperta all'autentico progresso scientifico e tecnologico, apprezza lo sforzo e il sacrificio di chi, con dedizione e professionalità, contribuisce ad elevare la qualità del servizio stesso offerto agli ammalati, nel rispetto della loro inviolabile dignità. Ogni azione terapeutica, ogni sperimentazione, ogni trapianto deve tener conto di questa fondamentale verità. Pertanto, mai è lecito uccidere un essere umano per guarirne un altro. E se nella tappa finale della vita possono essere incoraggiate le cure palliative, evitando l'accanimento terapeutico, non sarà mai lecita alcuna azione o omissione che di sua natura e nelle intenzioni dell'agente sia volta a procurare la morte".

"Il mio vivo auspicio è che l'XI Giornata Mondiale del Malato susciti nelle Diocesi e nelle comunità parrocchiali un rinnovato impegno per la Pastorale della Salute. (…) Adeguato spazio sia riservato alla Pastorale della Salute nel programma di formazione dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, perché nella cura dei malati, più che altrove, si rende credibile l'amore e si offre una testimonianza di speranza nella risurrezione".

"Carissimi cappellani, religiosi e religiose, medici, infermieri e infermiere, farmacisti, personale tecnico e amministrativo, assistenti sociali e volontari (…) Consapevoli della vostra identità, scorgete nei sofferenti il Volto del Signore dolente e glorioso. Siate pronti a recare assistenza e speranza soprattutto alle persone colpite dalle malattie emergenti, quali l'AIDS, o tuttora presenti quali la tubercolosi, la malaria, la lebbra".

"A voi, carissimi Fratelli e Sorelle che soffrite nel corpo o nello spirito, auguro di vero cuore di saper riconoscere ed accogliere il Signore che vi chiama ad essere testimoni del Vangelo della sofferenza, guardando con fiducia ed amore al Volto di Cristo crocifisso (cfr "Novo millennio ineunte", 16), e unendo le vostre alle sue sofferenze".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/… VIS 20030207 (800)

DISCORSO DEL SANTO PADRE A 37 PRESULI BRASILIANI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 37 Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, fra i quali il Vescovo Jayme Henrique Chemello, Presidente della Conferenza Episcopale ed il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasilia, che domani concludono la loro Visita "ad Limina Apostolorum", in corso dal 27 gennaio.

Il discorso del Papa ai Vescovi brasiliani si è incentrato sul ministero pastorale, in particolare sulla loro triplice missione, di governo, insegnamento e santificazione. Il Papa, ricordando l'estensione delle regioni che comprendono le diocesi brasiliane, ha affermato di conoscere le difficoltà che i Vescovi incontrano nella loro triplice missione, proprio a causa della vastità del Paese. "Essere Vescovo non è facile", ha aggiunto il Santo Padre, poiché comporta obblighi, impegni e difficoltà che "in circostanze sovente impreviste, costituiscono enormi e complessi ostacoli, alle volte umanamente insormontabili".

Il Papa ha proseguito il suo discorso affermando che: "Senza negare la specifica diversità di ogni diocesi, esistono situazioni e problemi che esigono un'azione pastorale comune per esercitare, in unione e carità, 'alcune funzioni pastorali (…) al fine di promuovere il bene più grande che la Chiesa offre all'umanità, attraverso forme e programmi di apostolato adatti alle circostanze del tempo e del luogo".

"Con la consacrazione episcopale e nella comunione gerarchica col Capo e con le membra del Collegio", ha detto ancora il Papa, riferendosi al canone 375 del Codice di Diritto Canonico, "il Vescovo appartiene al Collegio Episcopale, partecipando così alla cura di tutte le Chiese particolari, come maestro di dottrina, sacerdote del sacro culto e ministro del governo. Il suo compito principale è governare la diocesi a lui affidata".

Il Papa ha ribadito che oltre le specifiche funzioni del Vescovo nella sua Diocesi, deve esserci, fra Vescovi e Conferenze Episcopali, un'unità effettiva e concreta. Anche quando le grandi distanze causano difficoltà d'incontro, il pastore deve fare tutto ciò che è in suo potere "per compiere efficacemente la sua missione" così che egli non manchi, per esempio, di essere vicino ai suoi sacerdoti o di assisterli nella loro formazione".

Giovanni Paolo II ha deplorato il fenomeno dello "eccesso di organizzazioni e di riunioni, che obbliga il Vescovo ad allontanarsi frequentemente dalla sua Chiesa particolare, contrariamente alla 'legge della residenza personale' (Canone 395), con conseguenze negative relativamente ai suoi rapporti con i sacerdoti diocesani e nel compimento delle altre attività pastorali, come ad esempio l'ostacolare la penetrazione delle sette". Il Santo Padre ha esortato i Presuli ad evitare "l'eccessiva moltiplicazione di organizzazioni o la burocratizzazione di organismi sussidiari e di commissioni che continuano ad essere attivi nel periodo che intercorre fra le sessioni plenarie: questi organi 'esistono per aiutare il Vescovo e non per prendere il suo posto'".

Il Papa ha avuto parole di lode per la Conferenza Episcopale in merito alla recente revisione degli Statuti, auspicando che ciò "possa stimolare una solida comunione fra i Vescovi" e "promuovere una maggiore partecipazione di ognuno nell'ambito della Conferenza Episcopale". Successivamente il Santo Padre ha ricordato che, vista la vastità, il Brasile conta numerose Diocesi, Prelature, Eparchie, un Esarcato, Abbazie territoriali, un Ordinariato Militare, un'Amministrazione Apostolica Personale per i fedeli di rito orientale e di rito latino. "Tutte queste strutture devono essere al servizio della Conferenza e di ogni Vescovo locale".

Il Santo Padre ha ugualmente ricordato che il ministero petrino del Vescovo di Roma comprende l'essere il garante dell'insegnamento della Chiesa universale, e riferendosi ancora al Codice di Diritto Canonico, ha affermato che è necessaria "una corretta applicazione, caso per caso, delle norme del Codice di Diritto Canonico, sia Orientale che Occidentale". Infine il Papa ha evidenziato "un certo legalismo che, in pratica, riduce il Codice ad un insieme di leggi ecclesiastiche, poco teologiche e poco pastorali, contrarie in se stesse alla libertà dei figli di Dio".

Il Papa ha affermato che "è necessario ricordare che l'azione pastorale non può ridursi a un certo 'pastoralismo', che ignora o attenua le altre dimensioni essenziali del mistero cristiano, fra le quali la dimensione giuridica. (…) La verità pastorale non può mai essere contraria alla verità della Legge della Chiesa".
AL/MINISTERO PASTORALE/BRASILE VIS 20030207 (710)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania e Seguito.

- L'Arcivescovo Ludwig Schick, di Bamberg (Repubblica Federale di Germania).

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Capistrano Francisco Heim, O.F.M., Prelato di Itaituba.

- Il Vescovo Heriberto Hermes, O.S.B., Prelato di Cristalândia.

- Il Vescovo Jesús María Cizaurre Berdonces, O.A.R., Prelato di Cametá.

- Il Vescovo Augustinho Petry, Ausiliare dell'Ordinariato Militare.

- Un Gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "Ad Limina Apostolorum".

In serata è previsto che il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel pomeriggio di giovedì 6 febbraio 2003 alla presenza del Santo Padre si è svolta una riunione di tutti i Capi dei Dicasteri della Curia Romana.
AP:AL/…/… VIS 20030207 (170)

MINISTRO ESTERI GERMANIA RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, nella tarda mattinata di oggi, una dichiarazione relativa alla visita oggi in Vaticano del Signor Joschka Fischer, Ministro degli Esteri della Repubblica Federale di Germania:

"Oggi, venerdì 7 febbraio, il Signor Joschka Fischer, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania, è stato ricevuto dal Papa Giovanni Paolo II e, successivamente, si è incontrato con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati".

"La visita del Ministro Fischer è stata un'occasione propizia per uno scambio di opinioni sui problemi dell'ora presente e, in particolare, sulla nota crisi dell'Iraq e sul tema del futuro trattato costituzionale europeo".

"Circa la situazione in Medio Oriente è stata ribadita all'illustre ospite la posizione della Santa Sede, espressa in numerosi documenti ed interventi, in favore della pace e di soluzioni rispettose del diritto internazionale. Si è anche sottolineata la responsabilità di tutte le Parti per evitare il sorgere di un tragico conflitto".

"Circa, poi, il futuro trattato costituzionale europeo, la Santa Sede ha rilevato come i valori e gli elementi già inseriti nel progetto - diffuso ieri e relativo ai primi tre titoli del trattato - siano fondamentali per la vita dell'Unione. A questo proposito, si è espressa sorpresa perché è stato trascurato lo statuto giuridico delle Chiese e delle comunità religiose. Infine, si è formulato l'auspicio che l'attuale progetto venga perfezionato e le lacune colmate".
OP/MINISTRO ESTERI/GERMANIA:FISCHER VIS 20030207 (270)

giovedì 6 febbraio 2003

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA DEDICATO ALLA CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003, datato 7 gennaio, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, italiana, tedesca, spagnola e portoghese ed è stato presentato presso la Sala Stampa della Santa Sede dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum". Secondo la Costituzione Apostolica "Pastor Bonus" del 1988, il Pontificio Consiglio "Cor Unum" che collabora alla preparazione del Messaggio annuale per la Quaresima, "esprime la sollecitudine della Chiesa cattolica verso i bisognosi, perché sia favorita la fratellanza umana e si manifesti la carità di Cristo".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"Quest'anno, a guida della riflessione quaresimale, vorrei proporre la frase tratta dagli Atti degli Apostoli: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" (20,35)".

"La nostra epoca, purtroppo, è influenzata da una mentalità particolarmente sensibile alle suggestioni dell'egoismo, sempre pronto a risvegliarsi nell'animo umano. Nell'ambito sociale, come in quello mediatico, la persona è spesso sollecitata da messaggi che, in forma insistente, aperta o subdola, esaltano la cultura dell'effimero e dell'edonistico. Pur non mancando un'attenzione agli altri in occasione di calamità ambientali, di guerre o di altre emergenze, non è in genere facile sviluppare una cultura della solidarietà".

"Lo sfruttamento dell'uomo, l'indifferenza per la sofferenza altrui, la violazione delle norme morali sono solo alcuni tra i frutti della bramosia di guadagno. Di fronte al triste spettacolo della perdurante povertà che colpisce tanta parte della popolazione mondiale, come non riconoscere che il profitto ricercato a tutti i costi e la mancanza di fattiva e responsabile attenzione per il bene comune concentrano nelle mani di pochi una grande quantità di risorse, mentre il resto dell'umanità soffre nella miseria e nell'abbandono?"

"Facendo appello ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà, vorrei ribadire un principio in se stesso ovvio, anche se non di rado disatteso: è necessario ricercare non il bene di una cerchia privilegiata di pochi, ma il miglioramento delle condizioni di vita di tutti".

"'Vi è più gioia nel dare che nel ricevere'. Acconsentendo alla sollecitazione interiore a dare se stessi agli altri senza nulla aspettarsi, il credente sperimenta una profonda soddisfazione interiore".

"Lo sforzo del cristiano di promuovere la giustizia, il suo impegno per la difesa dei più deboli, la sua azione umanitaria per procurare il pane a chi ne è privo e per curare i malati venendo incontro a ogni emergenza e necessità, traggono forza da quel singolare ed inesauribile tesoro di amore che è il dono totale di Gesù al Padre".

"Osserva Sant'Agostino che solamente Dio, il Sommo Bene, è in grado di vincere le miserie del mondo. La misericordia e l'amore verso il prossimo devono pertanto sgorgare da un rapporto vivo con Dio e a Lui fare costante riferimento, poiché è nello stare vicino a Cristo che risiede la nostra gioia"

"La Quaresima offre l'arma pratica ed efficace del digiuno e dell'elemosina per lottare contro lo smodato attaccamento al denaro. Privarsi non solo del superfluo, ma anche di qualcosa di più per distribuirlo a chi è nel bisogno, contribuisce a quel rinnegamento di sé senza il quale non c'è autentica pratica di vita cristiana".

"E' l'amore di Dio trasfuso nei nostri cuori che deve ispirare e trasformare il nostro essere ed il nostro operare. Non si illuda il cristiano di poter ricercare il vero bene dei fratelli, se non vive la carità di Cristo. Anche laddove riuscisse a modificare importanti fattori sociali o politici negativi, ogni risultato resterebbe effimero senza la carità. La stessa possibilità di dare se stessi agli altri è un dono e scaturisce dalla grazia di Dio".

"All'uomo di oggi, spesso inappagato da un'esistenza vuota ed effimera e alla ricerca della gioia e dell'amore autentici, Cristo propone il proprio esempio invitando a seguirlo. A chi l'ascolta Egli chiede di spendere la vita per i fratelli. Da tale dedizione scaturiscono la realizzazione piena di sé e la gioia, come dimostra l'esempio eloquente di quegli uomini e di quelle donne che, lasciando le loro sicurezze, non hanno esitato a porre in gioco la propria vita come missionari nelle diverse parti del mondo. Lo testimonia la decisione di quei i giovani che, animati dalla fede, hanno abbracciato la vocazione sacerdotale o religiosa per porsi al servizio della 'salvezza di Dio'".

"Recentemente si è assistito ad una benemerita gara di solidarietà per le vittime delle alluvioni in Europa, del terremoto in America Latina e in Italia, delle epidemie in Africa, delle eruzioni vulcaniche nelle Filippine, senza dimenticare le altre zone del mondo insanguinate dall'odio o dalla guerra".

"In queste circostanze i mezzi di comunicazione sociale svolgono un significativo servizio, rendendo più diretta la partecipazione e più viva la disponibilità a sostenere chi si trova nella sofferenza e nella difficoltà. Talora non è l'imperativo cristiano dell'amore a motivare l'intervento a favore degli altri, ma una compassione naturale. Chi assiste il bisognoso gode però sempre della benevolenza di Dio".
MESS/QUARESIMA 2003/… VIS 20030206 (840)

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima 2003: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" è stato presentato, questa mattina, ai giornalisti, nel corso di una Conferenza Stampa nella Sala Stampa della Santa Sede, dall'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", dal Monsignor Karel Kasteel, Segretario del medesimo Dicastero e da Don Oreste Benzi, Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII".

L'Arcivescovo Cordes ha affermato che le parole di Gesù - "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" - hanno "riscosso apparentemente un consenso universale", se guardiamo alle istituzioni caritative nel mondo, alle multinazionali che investono in azioni caritative, ai governi che destinano alte percentuali dei loro budget per l'aiuto ai poveri ed ai bisognosi, come alle tombole, ai gala di beneficenza di attori, sportivi e politici. L'Arcivescovo ha ricordato, come ha avuto modo di constatare personalmente, che per sponsorizzare una specifica fondazione, le compagnie aeree internazionali organizzino collette a bordo degli aerei, oppure, negli aeroporti venga chiesto ai passeggeri di sostenere una particolare iniziativa benefica.

L'Arcivescovo si chiede: "Questa diffusa attuazione della buona azione è forse una prova che l'affermazione di Gesù ha trovato un riconoscimento globale e che perciò è superfluo sottolinearla oggi? Ad un esame più attento si riconosce che sia riceventi come donatori possono avere scopi ben diversi nelle loro attività per gli altri".

L'Arcivescovo cita in merito le parole di Gesù: "Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra". La filantropia e la solidarietà sono diventate un "business", per cui "al di là dei buoni scopi, c'è sempre la possibilità per chi amministra di ritagliarsi una quota sostanziosa per i propri bisogni". Non solo, "In un mondo in cui il dare è diventato una moda, con le donazioni si possono ottenere gloria e grandezza".

Il Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha spiegato che l'invito del Santo Padre Giovanni Paolo II contenuto nella frase: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" rappresenta, "una nuova esortazione" che "impone anche dei chiari limiti. (…) Non conferma solo la disponibilità ad aiutare, (…) ma dà proprio ai cristiani un preciso orientamento". Ricordando le parole del Papa sulla generosità dei missionari e dei membri di movimenti, che aiutano i poveri e i bisognosi del mondo, l'Arcivescovo ha detto che essi: "Fanno (…) di se stessi strumento per l'altro - nel significato che dà a ciò l'odierno Messaggio Quaresimale, nel quale il Santo Padre descrive la forma più alta di disponibilità per il sofferente come il 'dono disinteressato di sé agli altri'".

L'Arcivescovo ha ribadito che è a questa forma di carità altruistica che dobbiamo ritornare, mettendo da parte aspirazioni alla gloria personale, al riconoscimento e il desiderio di ricompense materiali.

Don Oreste Benzi, ha affermato l'Arcivescovo Cordes, è una di quelle persone che hanno fatto dono si se stesse agli altri. Fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII", Don Benzi ha iniziato già dal 1968 insieme ai giovani raccolti attorno a lui ad occuparsi di persone povere materialmente e psichicamente. Sono 186 i centri in tutto il mondo da lui fondati "nei quali vivono famiglie cosiddette normali con prostitute, ex drogati ed alcolisti, così come handicappati fisici e mentali". L'Arcivescovo ha detto di Don Benzi: "Non si ritiene uno 'specialista di un settore della carità'. È un uomo semplice, che sta cambiando il mondo a 180 gradi. Il suo motto è: 'I giovani non hanno bisogno di qualcosa, ma di qualcuno'".

Don Oreste Benzi ha affermato: "Ai poveri agli ultimi devo dare la risposta di cui essi hanno bisogno e non la risposta che fa comodo all'establishment di tutti coloro che stanno bene. La condivisione richiede l'appartenenza e non solo la prestazione. È necessario rimuovere le cause che creano l'ingiustizia e l'emarginazione. Non si possono solo assistere le vittime, bisogna impedire di farle, secondo il discorso di Sant'Agostino, secondo l'insegnamento dei Padri e del magistero della Chiesa. La carità non può coprire i problemi ma li deve risolvere. Non ci si può limitare a versare lacrime sugli affamati; è necessario smascherare chi affama. Non ci si può solo muovere contro gli atti terroristici. Bisogna sconvolgere il sistema terroristico".

"La Chiesa è in se stessa giustizia" - ha detto ancora Don Benzi. "Promuovendo atti di giustizia, la Chiesa manifesta la sua vera identità e attrae gli uomini. Il Papa è la prova di questo".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA 2003/CORDES VIS 20030206 (760)

L PAPA RICEVE DELEGAZIONE PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere una Delegazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Serbia, ha espresso "profonda gioia" per l'incontro che è di "grande significato" e ricolma di "speranza tutti noi".

Il Santo Padre ha ricordato che "l'ultimo decennio del XX secolo è stato contrassegnato da non pochi dolorosi avvenimenti, che hanno provocato indicibili sofferenze a numerose popolazioni dei Balcani. Purtroppo, non sono mancate ingiustizie ed i loro autori non hanno esitato a ricorrere alla strumentalizzazione dei sentimenti e dei valori religiosi e patriottici, per ferire più in profondità il loro prossimo".

"Le Chiese non sono venute meno al compito di richiamare tutte le parti in causa alla pace" - ha sottolineato il Pontefice - "al ristabilimento della giustizia e al rispetto dei diritti di ciascuna persona, prescindendo dalla sua appartenenza etnica o credenza religiosa. Com'è noto, anche la Santa Sede, senza fraintendimento e con imparzialità, ha spesso levato la sua voce, ed io personalmente non ho mancato di farlo prima e durante le azioni che hanno in particolare colpito la popolazione del vostro Paese nel 1999".

"Le Chiese" - ha proseguito il Papa - "hanno il compito di agire secondo il modello del 'buon samaritano'. Esse debbono alleviare le comuni sofferenze, curare le ferite e promuovere quella purificazione delle memorie da cui sgorgherà un sincero perdono e una fraterna collaborazione".

"Oggi" - ha affermato il Santo Padre - "le Chiese si confrontano con nuove esigenze e sfide, che derivano da una inarrestabile trasformazione del Continente europeo. L'identità cristiana dell'Europa, plasmata nelle sue radici dalle due tradizioni occidentale ed orientale, sembra talora essere messa in discussione".

Lodando la Chiesa Ortodossa per essersi impegnata a proclamare "con perseveranza la Buona Novella della salvezza", il Santo Padre ha esortato i cattolici e gli ortodossi a "dare insieme una vivida e convincente testimonianza della loro comune tradizione (…) efficace non soltanto nell'affermazione dei valori evangelici come la pace, la dignità della persona, la difesa della vita e la giustizia nella società di oggi, ma anche nell'avvicinamento e nel consolidamento di quella fraternità che dovrebbe contraddistinguere le relazioni ecclesiali tra cattolici ed ortodossi".
AC/PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA/… VIS 20030206 (380)

PROSSIMA VISITA DEL VICE PRIMO MINISTRO IRACHENO TARIK AZIZ


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue: "Il Vice Primo Ministro del Governo dell'Iraq, Signor Tarik Aziz ha chiesto di essere ricevuto dal Papa. Il Santo Padre riceverà in udienza in Vaticano il Signor Tarek Aziz il giorno 14 di febbraio".
OP/VISITA AZIZ:IRAQ/NAVARRO-VALLS VIS 20030206 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha oggi ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nursultan Nazarbayev, Presidente della Repubblica del Kazakhstan, e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Martinho Lammers, O.F.M., Prelato di Óbidos.

- Il Vescovo José Luis Azcona Hermoso, O.A.R., Prelato di Marajó.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/…/… VIS 20030206 (80)

mercoledì 5 febbraio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Maracay (Venezuela), presentata dal Vescovo José Vicente Henríquez Andueza, S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Reinaldo Del Prette Lissot, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Sacerdote Antônio Carlos Félix, finora Parroco della Parrocchia "São Cristóvão" di Pouso Alegre (Brasile), Vescovo di Luz (superficie: 32.083; popolazione: 493.023; cattolici: 398.000; sacerdoti: 57; religiosi: 115), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Caldas (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986.
RE:NER/…/HENRÍQUEZ:DEL PRETTE:FÉLIX VIS 20030205 (100)

SALMO 116: L'ESSENZA DELLA PREGHIERA È IL DIALOGO CON DIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2003 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 116: "Invito a lodare Dio per il suo amore", il più breve di tutte le composizioni del Salterio, che tuttavia "coglie il cuore della preghiera, che consiste nell'incontro e nel dialogo vivo e personale con Dio", un dialogo nel quale il mistero divino è proclamato attraverso l'amore e la fedeltà.

Prima della catechesi del Santo Padre, è stata data lettura ai fedeli del Salmo 116: "Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria; perché forte è il suo amore per noi e la fedeltà del Signore dura in eterno".

"Attraverso la preghiera" - ha detto il Papa ai 3.500 fedeli presenti, "'tutte le nazioni e tutti i popoli' sono invitati a lodare Dio e a sperimentare la gioia della fede. (…) Il Salmista aggiunge un aspetto particolare della preghiera: l'esperienza orante deve irradiarsi nel mondo, trasformandosi in testimonianza presso chi non condivide la nostra fede. Infatti, in apertura, l'orizzonte si allarga a 'tutti i popoli' e a 'tutte le nazioni', perché di fronte alla bellezza e alla gioia della fede siano anch'esse conquistate dal desiderio di conoscere, incontrare e lodare Dio".

"In un mondo tecnologico minato da un'eclisse del sacro" - ha proseguito il Pontefice - "in una società che si compiace in una certa autosufficienza, la testimonianza dell'orante è come un raggio di luce nell'oscurità. In un primo tempo può solo incuriosire, poi può indurre la persona riflessiva a interrogarsi sul senso della preghiera e, infine, può suscitare un crescente desiderio di farne l'esperienza. Per questo la preghiera non è mai un evento solitario, ma tende a dilatarsi fino a coinvolgere il mondo intero".
AG/SALMO 116:PREGHEIRA/… VIS 20030205 (310)

martedì 4 febbraio 2003

QUARESIMA 2003: "VI È PIÙ GIOIA NEL DARE CHE NEL RICEVERE"


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Giovedì 6 febbraio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", presiederà una Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2003, sul tema: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere".

Alla Conferenza Stampa interverranno anche Monsignor Karel Kasteel, Segretario del Pontificio Consiglio "Cor Unum" e Don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII". Il Messaggio sarà pubblicato in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola e portoghese.
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/… VIS 20030204 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Antônio Lino da Silva Dinis, di Itumbiara.

- Il Vescovo Guilherme Antônio Werlang, M.S.F., di Ipameri.

- Il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, di Tocantinópolis.

- Il Vescovo Alessio Saccardo, S.I., di Ponta de Pedras.

- Il Vescovo Carmelo Scampa, di São Luis de Montes Belos.

- Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu.
AL/…/… VIS 20030204 (100)

lunedì 3 febbraio 2003

AI GIOVANI: SIATE LIEVITO, LUCE E SALE PER I VOSTRI COETANEI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha ricevuto novecento giovani provenienti dalla Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, accompagnati dall'Arcivescovo e da numerosi sacerdoti, in pellegrinaggio a Roma per la preparazione della missione definita "Missione dei giovani per i giovani".

Il Santo Padre ha precisato che i Vescovi italiani hanno proposto: "i giovani e la famiglia come destinatari privilegiati dell'impegno pastorale di questi anni. (…) Giovani e famiglie costituiscono il futuro della società e della Chiesa, ed è confortante veder maturare in mezzo a loro numerose e significative esperienze di spiritualità, di servizio e di condivisione".

Citando le parole di Papa Paolo VI, che affermò: "Occorre che i giovani, ben formati nella fede e nella preghiera, diventino sempre più gli apostoli della gioventù", il Santo Padre ha aggiunto che: "La riuscita della missione dipenderà dalla qualità dei missionari: più voi sarete strumenti docili nelle mani di Dio, e più la vostra testimonianza risulterà efficace. Preparatevi con impegno, per essere 'lievito', 'sale' e 'luce' in mezzo ai vostri coetanei e negli ambienti nei quali vivete".

"La santità stupisce, fa pensare, convince e, se Dio vuole, converte." - ha proseguito il Pontefice - "La santità dei giovani è uno dei doni più belli che il Signore elargisce alla Chiesa. Ciascuno di voi è chiamato ad essere santo e cioè a seguire Gesù con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze".

"Giovani di Trani-Barletta-Bisceglie, è Cristo 'la speranza che è in voi'! Sia Lui ad illuminare le vostre giovani coscienze!" - ha esclamato il Papa - "E trasmettete ai vostri coetanei la gioia di seguirlo. Chi incontra Gesù sperimenta un modo diverso di essere felice, una gioia diversa di vivere, basati non sull'avere o sull'apparire, ma sull'essere. Essere giovani cristiani significa vivere con Gesù, per Gesù, in Gesù".

Infine il Papa ha esortato i giovani con queste parole: "Siate sempre pronti a rendere ragione alla verità di Gesù e al suo amore. Siate testimoni convinti e miti della verità".
AC/GIOVANI:TESTIMONI/… VIS 20030203 (360)

GIORNATA PER LA VITA: "DELLA VITA NON SI FA MERCATO"


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus Domini, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, ha ricordato ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro che oggi l'Italia celebra la "Giornata per la Vita" e che la Chiesa celebra la Festa della Presentazione del Signore e la "Giornata della Vita Consacrata".

Ribadendo l'importanza della promozione e della difesa della vita umana, il Santo Padre ha ricordato il tema della "Giornata per la Vita": "Della vita non si fa mercato". "Questo principio" - ha detto il Papa - "anche se teoricamente riconosciuto, non è purtroppo sempre rispettato. Vi sono situazioni in cui la persona umana diventa strumento per interessi economici, politici, scientifici, soprattutto quando essa è debole e non ha la forza di difendersi".

"Inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "una certa logica mercantile, alleandosi con moderne tecnologie, può talvolta approfittare di desideri umani in sé buoni, come quello di diventare madre e padre, per spingere a volere un figlio 'ad ogni costo'. In realtà, la vita umana non può mai diventare 'oggetto': dal concepimento alla morte naturale, l'essere umano è soggetto di inviolabili diritti, di fronte ai quali la libertà deve sapersi fermare. È pertanto indispensabile che gli Stati si diano, su tali complesse materie, leggi organiche e chiare, fondate su solide basi etiche, a tutela del bene inestimabile della vita umana".
ANG/VITA/… VIS 20030203 (260)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., finora Superiore del Convento di Ambato (Ecuador), Vicario Apostolico di Zamora (superficie: 20.000; popolazione: 76.414; cattolici: 66.000; sacerdoti: 22; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 a Toacazo (Ecuador), ha emesso la professione solenne nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Il Vescovo Trávez Trávez succede al Vescovo Serafin Cartagena Ocaña, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Julien Andavo Mbia, finora Rettore del Filosofato Interdiocesano di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo di Isiro-Niangara (superficie: 60.000; popolazione: 705.233; cattolici: 518.875; sacerdoti: 108; religiosi: 217), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Faradje (Repubblica Democratica del Congo), ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NER:RE/…/TRÁVEZ:CARTAGENA:MBIA/… VIS 20030203 (160)

CELEBRAZIONE SETTIMA GIORNATA MONDIALE VITA CONSACRATA


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Alle 17:30 di oggi, Festa della Presentazione del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Basilica di San Pietro, una Celebrazione Eucaristica per i Membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, in occasione della Settima Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

La celebrazione di questa sera comprendeva la liturgia della luce, con l'accensione e la Benedizione delle candele, la processione iniziale, la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica.

Nell'omelia il Papa ha affermato che: "La Festa della Presentazione di Gesù al Tempio si rivela particolarmente adatta ad ospitare la lode riconoscente delle persone consacrate, e ben a ragione da alcuni anni si celebra proprio in questa data la 'Giornata della vita consacrata'. L'icona di Maria, che nel tempio offre a Dio il Figlio, parla con eloquenza al cuore degli uomini e delle donne che hanno fatto totale oblazione di sé al Signore mediante i voti di povertà, castità e obbedienza per il Regno dei cieli".

Il Santo Padre ha osservato che attualmente le persone consacrate nel mondo "rinnovano la loro consacrazione, tenendo tra le mani i ceri accesi, espressione della loro esistenza ardente di fede e d'amore. Anche qui, nella Basilica di San Pietro, si leva questa sera un solenne rendimento di grazie a Dio per il dono della vita consacrata nella Diocesi di Roma e nella Chiesa universale".

Il Santo Padre, riferendosi ai numerosi Fondatori e Fondatrici delle tante Congregazioni e Istituti le cui statue ornano le nicchie della Basilica di San Pietro, ha affermato che: "Essi richiamano il mistero della comunione dei santi, in forza della quale, nella Chiesa pellegrinante, si rinnova di generazione in generazione la scelta di seguire Cristo con speciale consacrazione, secondo i molteplici carismi suscitati dallo Spirito".

Al termine dell'omelia il Santo Padre ha affermato che: "Povertà, castità e obbedienza sono caratteri distintivi dell'uomo redento, interiormente affrancato dalla schiavitù dell'egoismo. Liberi per amare, liberi per servire: così sono gli uomini e le donne che rinunciano a se stessi per il Regno dei cieli"
HML/VITA CONSACRATA:PRESENTAZIONE SIGNORE/… VIS 20030203 (360)

ARCIVESCOVO LOZANO INVIATO SPECIALE XI GIORNATA MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera di nomina del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ad Inviato Speciale alla celebrazione della XI Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Washington D.C. (Stati Uniti d'America), l'11 febbraio prossimo. La Lettera, redatta in lingua latina, porta la data del 25 gennaio 2003.

Sono stati anche resi pubblici i nomi dei componenti la Missione Pontificia: Monsignor Michael J. Bransfield, Rettore della Basilica del Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione a Washington, D.C. e Padre Michael Place, Coordinatore della "Catholic Health Association" degli Stati Uniti d'America.
GPII-LETTERA/GIORNATA MALATO/LOZANO VIS20030203 (130)

DOCUMENTO DI RIFLESSIONE CRISTIANA SUL "NEW AGE"


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sul 'New Age'", a cura del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

La Conferenza è stata presieduta dal Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e dall'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Sono intervenuti anche Don Peter Fleetwood, del Segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE) e la Dottoressa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Coordinatrice del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi.

Il Cardinale Poupard, citando un suo editoriale, pubblicato recentemente, ha detto: "Il fenomeno della 'New Age', insieme a tanti altri nuovi movimenti religiosi, è una delle sfide più urgenti per la fede cristiana. Si tratta di una sfida religiosa e allo stesso tempo di una sfida culturale: la 'New Age' propone teorie e dottrine su Dio, sull'uomo e sul mondo, incompatibili con la fede cristiana. Inoltre, la 'New Age' è insieme il sintomo di una cultura in profonda crisi e una risposta sbagliata a questa situazione di crisi culturale: alle sue inquietudini e domande, alle sue aspirazioni e speranze".

Il Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha sottolineato che il Documento di oggi riguarda questo fenomeno ed intende offrire riflessioni cristiane sul "New Age" e successivamente ha affermato: "Oggi, la cultura occidentale, adesso seguita da molte altre culture, è passata da un senso della presenza di Dio quasi istintivo a ciò che si chiama spesso visione più 'scientifica' della realtà". Le ragioni di tale cambiamento sono numerose, e rientrano, ha detto ancora il Cardinale Poupard, nell'ambito di quel passaggio culturale "da forme tradizionali di religione ad espressioni più personali ed individuali di ciò che ora si chiama 'spiritualità'".

Il Cardinale Poupard ha proseguito il suo intervento affermando: "Ci sono tre distinti motivi all'origine di tale cambiamento. Il primo risiede nella sensazione che le religioni tradizionali o istituzionali non possano dare quel che una volta si affermava potessero fornire". Relativamente al secondo motivo, il Cardinale ha detto: "Uno dei più significativi sviluppi in quella che potrebbe essere chiamata la sfera 'spirituale' nel secolo scorso, più o meno, è stato un ritorno alle forme precristiane di religione".

"Il terzo motivo, all'origine di un disincanto piuttosto diffuso nei riguardi della religione istituzionale, deriva da una crescente ossessione nella cultura occidentale per le religioni orientali e le vie di saggezza. (…) La convinzione crescente che esista una certa verità di fondo, un nocciolo di verità nel cuore di ogni esperienza religiosa ha portato all'idea che si possano e si debbano cogliere gli elementi caratteristici delle diverse religioni per arrivare ad una forma universale di religione".

Il Cardinale ha ribadito quanto affermato nel Primo Capitolo del Documento: "Il documento guida coloro che sono impegnati nella pastorale nella loro comprensione e risposta alla spiritualità 'New Age', sia illustrando i punti nei quali questa spiritualità contrasta con la fede cattolica sia rifiutando le posizioni esposte dai pensatori 'New Age', in opposizione alla fede cristiana".

Successivamente il Cardinale ha sottolineato un altro punto del Primo Capitolo nel quale si afferma: "L'inizio del terzo millennio non occorre soltanto duemila anni dopo la nascita di Gesù, ma anche in un momento in cui gli astrologi credono che l'Età dei Pesci, loro nota come era cristiana, volga al termine. Il movimento 'New Age' prende il nome dall'imminente Età astrologica dell'Acquario. Il 'New Age' è una delle numerose spiegazioni del significato di questo momento storico che bombardano la cultura contemporanea (in particolare quella occidentale) ed è difficile individuare con chiarezza quanto sia coerente o meno con il messaggio cristiano".

L'Arcivescovo Fitzgerald, spiegando che il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso si è interessato al fenomeno 'New Age' per due ragioni, una ragione storica e un'altra di competenza, ha detto: "Lo studio delle forme alternative di religiosità è stato condiviso da diversi dicasteri, tra i quali il nostro Consiglio. Questa collaborazione, da cui è nato il documento sulle 'Sette o Nuovi Movimenti Religiosi' del 1986, è continuata".

"Il documento presentato oggi" - ha proseguito l'Arcivescovo Fitzgerald - "riconosce nelle persone che sono influenzate dal 'New Age' un vero 'senso religioso'. È bene però fare una distinzione quando si parla di dialogo. Una forma di dialogo è quello che si fa con gli aderenti a religioni costituite e comprende l'incontro e la comprensione reciproca, la collaborazione per la pace e lo sviluppo, lo scambio sui valori spirituali comuni. Un'altra forma consiste nell'accompagnare l'individuo nella sua ricerca".

Successivamente l'Arcivescovo Fitzgerald ha dedicato le sue osservazioni al contenuto del Documento che si compone di una Premessa e nove Capitoli: 1. Che tipo di riflessione?; 2. La spiritualità New Age: una panoramica; 3. New Age e spiritualità cristiana; 4. Il New Age e la fede cristiana a confronto; 5. Gesù Cristo ci offre l'acqua della vita; 6. Punti da notare; 7. Appendice; 8. Risorse; 9. Bibliografia generale.
OP/NEW AGE/POUPARD:FITZGERALD VIS 20030203 (860)

SINODO CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA IN UDIENZA DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II nel ricevere i Membri del Sinodo permanente della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, con il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore, ha affermato che questo Incontro "offre la felice opportunità di riaffermare la vostra comunione con il Successore di Pietro".

Il Santo Padre ha detto che: "La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, rinata dopo i tragici eventi del secolo scorso, prosegue il suo cammino di ricostruzione nella consapevolezza della sua grande eredità spirituale, della feconda testimonianza dei suoi martiri e della necessità di mantenere a tutti i livelli un atteggiamento di dialogo, di collaborazione, di comunione".

Il Papa ha proseguito il suo discorso incoraggiando i Membri del Sinodo a proseguire su questo cammino, ricordando, in particolare, gli incontri con i Fratelli Vescovi di rito latino che hanno permesso "di considerare (…) le questioni pastorali che interessano ambedue le comunità. Anch'essi sono applicazione pratica di quella comunione effettiva e affettiva che deve guidare i Pastori del gregge di Cristo".

"Tale comunione" - ha affermato il Santo Padre - "è tanto più necessaria se si riflette sulle sfide che la situazione odierna vi pone di fronte: dai bisogni spirituali di larghe fasce della popolazione, ai gravi dilemmi dell'emigrazione; dai disagi dei meno fortunati alle difficoltà familiari; dall'esigenza di un dialogo ecumenico al desiderio di una maggiore integrazione nel contesto europeo".
AC/CHIESA GRECO-CATTOLICA UCRAINA/… VIS 20030203 (240)

PREGHIERA PER LE VITTIME ESPLOSIONE NAVICELLA SPAZIALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2003 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ha parlato dell'esplosione della navicella spaziale statunitense "Columbia", della crisi in Costa d'Avorio, ed infine ha rivolto parole di saluto a tutti coloro che ieri hanno celebrato il capodanno lunare.

"Viva emozione ha suscitato in tutti la dolorosa notizia della tragica esplosione della navicella spaziale statunitense 'Columbia', al suo rientro nell'atmosfera." - ha detto il Santo Padre - "Invito tutti a pregare per le vittime dell'incidente, perite nell'adempimento di una missione scientifica internazionale. In questo momento di dura prova, sono spiritualmente vicino ai familiari, ai quali assicuro il mio ricordo nella preghiera".

Successivamente, riferendosi alla crisi in Costa d'Avorio, il Papa ha detto: "Ancora una volta il mio pensiero va alla Costa d'Avorio, provata da una grave crisi che dilania quelle popolazioni. Preghiamo perché sulle divisioni e le rivendicazioni prevalgano gli sforzi di quanti hanno a cuore l'unità del Paese ed il rispetto della legalità. I fedeli cattolici, in particolare, guidati dai loro Pastori, sappiano adoperarsi affinché il dialogo ed il rispetto delle persone e dei loro beni siano praticati e promossi da tutti".

Infine il Santo Padre ha ricordato che: "Ieri, primo giorno di febbraio, ricorreva il capodanno lunare per numerosi milioni di persone - soprattutto Cinesi, Vietnamiti e Coreani -, che vivono questo giorno di festa nell'intimità familiare. (…) Il nuovo anno sia un periodo di pace, fondata su 'quattro precise esigenze dell'animo umano: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà'".
ANG/COLOMBIA:COSTA D'AVORIO/… VIS 20030203 (270)

1° INCONTRO EUROPEO DIRETTORI NAZIONALI PASTORALE STRADA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Ha inizio questa mattina in Vaticano il Primo Incontro Europeo dei Direttori Nazionali per la Pastorale della Strada, per iniziativa del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, sotto la presidenza dell'Arcivescovo Stephen Fumio Hamao, Presidente del medesimo Pontificio Consiglio e dell'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario.

All'incontro, che si svolgerà a Palazzo San Calisto, sede del Pontificio Consiglio, parteciperanno quattro Vescovi e alcuni Direttori Nazionali e Delegati in rappresentanza di undici Nazioni europee: Albania, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Italia, Romania, Slovacchia, Spagna ed Ucraina.
CON-SM/PASTORALE STRADA/HAMAO VIS 20030203 (110)

DOTTORATO "HONORIS CAUSA" CONFERITO CARDINALE KASPER


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Oggi il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, riceverà un dottorato "honoris causa" in teologia dall'Università Cattolica di Lovanio (Belgio).

In un Comunicato del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, reso pubblico oggi, si legge che: "La motivazione del dottorato - come indica il Rettore dell'Università - si riferisce a vari aspetti della ricerca teologica e degli scritti del Cardinale Kasper, e loda 'uno sviluppo teologico che affronta le questioni della verità sulla base di una genuina apertura allo spirito dei tempi".

Il Cardinale Kasper pronuncerà l'omelia durante una celebrazione liturgica nella Chiesa di San Pietro, presieduta dal Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles e Gran Cancelliere dell'Università.
CON-UC/DOTTORATO:KASPER/BELGIO VIS 20030203 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Roberto Gomes Guimarães, di Campos.

- Il Vescovo Eugène Lambert Adrian Rixen, di Goiás.

- Il Vescovo Pedro José Conti, di Santíssima Conceição do Araguaia.

- Il Vescovo Luigi Ferrando, di Bragança do Pará.

- Il Vescovo Geraldo Vieira Gusmão, di Porto Nacional.

- Il Vescovo João Wilk, O.F.M.Conv., di Formosa.

Sabato 1° febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo João Risatti, P.I.M.E., di Macapá.

- Il Vescovo Agostinho Stefn Januszewicz, O.F.M., di Luziânia.

- Il Vescovo José Foralosso, S.D.B., di Marabá.

- Il Vescovo João José Burke, O.F.M., di Miracema do Tocantins.
AL/…/… VIS 20030203 (160)

DELEGAZIONE PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA IN VISITA A ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2003 (VIS). Una Delegazione del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Serbia è a Roma per una visita alla Santa Sede, dal 3 all'8 febbraio. La Delegazione è composta da Sua Eminenza Amfilohije, Metropolita di Crna Gora e Primorje; Sua Eccellenza Irinej, Vecovo di Backa; Sua Eccellenza Lavrentije, Vescovo di Sabac-Valjevo; Sacerdote Dr. Vladan Perisic, Decano della Facoltà di Teologia; Archimandrita Andrej Cilerdzic, Segretario del Santo Sinodo del Patriarcato Ortodosso di Belgrado. I Rappresentanti sono ricevuti come ospiti della Santa Sede presso la "Domus Sanctae Marthae".

I Membri della Delegazione avranno estese conversazioni con i responsabili del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, e gli officiali di altri dicasteri della Curia Romana. Sono in programma incontri con il Vice Presidente della Pontificia Accademia della Vita, con i Rettori della Pontificia Università Gregoriana e del Pontificio Ateneo Salesiano e con il Direttore dei Programmi della Radio Vaticana. I Rappresentanti saranno ricevuti in udienza privata dal Santo Padre Giovanni Paolo II giovedì 6 febbraio.

Secondo quanto annunciato da un Comunicato pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il 4 febbraio, il Cardinale Kasper offrirà una cena di benvenuto alla quale parteciperanno alcuni Cardinali e Officiali della Santa Sede, fra i quali l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

La visita si inaugurerà con una preghiera nella Patriarcale Basilica Vaticana. Nei giorni successivi la Delegazione sarà ricevuta dal Cardinale Jorge María Mejía, Archivista Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Il programma prevede, inoltre, visite alle Basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Clemente, l'Aventino, il Colosseo e l'Abbazia delle Tre Fontane. Infine i Membri della Delegazione assisteranno ai Vespri nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Venerdì 7 febbraio la Delegazione sarà associata alla celebrazione liturgica presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura in occasione del 35° anniversario di fondazione della Comunità di Sant'Egidio.
CON-UC/PATRIARCATO ORTODOSSO SERBIA/KASPER VIS 20030203 (370)

venerdì 31 gennaio 2003

COMMISSIONE CONGIUTA PER IL DIALOGO TEOLOGICO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico un Comunicato nel quale si legge che: "I Rappresentanti della Chiesa Cattolica e delle Chiese Ortodosse d'Oriente, delegati dalle rispettive Chiese, hanno partecipato ad un Incontro svoltosi dal 27 al 29 gennaio, in qualità di Membri del Comitato Preparatorio della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo fra Chiesa Cattolica e Chiese Ortodosse d'Oriente, sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e del Metropolita Amba Bishoy di Damiette, Segretario Generale del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Copta".

"L'Incontro ha avuto luogo a Roma, Italia, presso gli uffici del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, in risposta ad una Lettera del Cardinale Kasper, datata 10 settembre 2002, indirizzata a tutti i Capi delle Chiese Ortodosse d'Oriente, invitati ad impegnarsi in un dialogo ufficiale con la Chiesa Cattolica. Le Chiese Ortodosse d'Oriente sono: Patriarcato Copto Ortodosso d'Egitto, Patriarcato Siro Ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Tutti gli Armeni), Chiesa Apostolica Armena (Catholicossato di Cilicia), Chiesa Ortodossa d'Etiopia, Chiesa Ortodossa Sira del Malankar e Chiesa Ortodossa d'Eritrea".

Nel suo discorso d'apertura, il Cardinale Kasper, ha accolto i partecipanti con queste parole: "Apprezzo grandemente la vostra disponibilità a prendere parte a questo Incontro, che speriamo possa essere un nuovo e promettente passo del nostro viaggio verso la piena comunione" e riferendosi al lavoro svolto in passato, ha affermato: "Questo Incontro non è il primo, né sarà l'ultimo lungo il cammino della nostra avventura ecumenica. Sono stati compiuti progressi notevoli negli anni precedenti, ed ancora molto rimane da fare negli anni futuri".

"Il Comitato preparatorio ha fissato ufficialmente regole relative alla scelta dei Membri della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse d'Oriente ed ha preparato il piano di lavoro, i programmi e le procedure, le metodologie e l'agenda della Commissione Congiunta. Il primo Incontro della Commissione Congiunta è fissato per la fine di gennaio 2004".
CON-UC/DIALOGO COMMISSIONE CONGIUNTA/KASPER VIS 20030131 (340)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI FEBBRAIO


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per il mese di febbraio è la seguente: "Per ogni cristiano, perché, prendendo consapevolezza della preoccupante condizione dei popoli che ancora soffrono la fame e la sete, sia mosso a una maggiore solidarietà verso i fratelli".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per la Chiesa in Malesia, Singapore e Brunei perché, rimanendo aperta al dialogo con i seguaci delle altre religioni, non venga meno alla propria impegnativa missione evangelizzatrice".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20030131 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Ciliberti, finora Arcivescovo di Matera-Irsina (Italia), Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace (superficie: 1.604; popolazione: 249.426; cattolici: 245.313; sacerdoti: 195; religiosi: 290; diaconi permanenti: 19), Italia. L'Arcivescovo Ciliberti succede all'Arcivescovo Antonio Cantisani, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/CILIBERTI:CANTISANI VIS 20030131 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Rafic Hariri, Presidente del Consiglio dei Ministri del Libano, con la Consorte e Seguito.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Maurilo Sebastião Ramos Krieger, S.C.I., di Florianópolis.

- L'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Palmas.

- Il Vescovo Jayme Henrique Chemello, di Pelotas.

- Il Vescovo Lino Vomboemmel, O.F.M., di Santarém.

- Il Vescovo Aloísio Hilário de Pinho, F.D.P., di Jataí.

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli (Italia) e Seguito.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/… VIS 20030131 (110)

giovedì 30 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Colorado Springs (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Richard Charles Hanifen, in conformità al canone 402, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Michael John Sheridan, finora Vescovo Coadiutore della medesima sede.
RE:NER/…/HANIFEN:SHERIDAN VIS 20030130 (60)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Monsignor Raffaello Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, accompagnato dai Prelati Uditori.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale José Freire Falcão, Arcivescovo di Brasília, con gli Ausiliari Vescovo Raimundo Damasceno Assis, Vescovo Jesus Rocha e Vescovo João Evangelista Martins Terra, S.I.

- L'Arcivescovo Washington Cruz, C.P., di Goiânia.
AP:AL/…/… VIS 20030130 (80)

ROTA ROMANA: MAI DIMENTICARE SACRAMENTALITÀ MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2003 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Cappella Paolina in Vaticano, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario del Tribunale della Rota Romana, il Decano, i Prelati Uditori, i Promotori di Giustizia, i Difensori del Vincolo, gli Officiali e gli Avvocati sono stati ricevuti in udienza dal Santo Padre che ha rivolto loro un discorso, in qualità di "giudice supremo in tutto l'orbe cattolico" come recita il Canone 1442 del Codice di Diritto Canonico.

Nel suo discorso alla Rota Romana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che le richieste di annullamento di matrimonio comprendono la maggioranza dei casi presentati al Tribunale e, riferendosi alle parole pronunciate da Monsignor Raffaele Funghini, Decano del Tribunale della Rota Romana, il Papa ha sottolineato "la profonda crisi che attualmente investe il matrimonio e la famiglia".

Attualmente sembra esserci un "offuscamento", ha affermato il Papa, "tra i contraenti di ciò che comporta, nella celebrazione del matrimonio cristiano, la sacramentalità del medesimo, oggi assai frequentemente disattesa nel suo intimo significato, nel suo intrinseco valore soprannaturale". Il Papa ha voluto anche richiamare l'attenzione sul "peculiare rapporto che il matrimonio dei battezzati ha con il mistero di Dio, un rapporto che (…) assume la dignità di 'sacramento'".

Il Santo Padre ha inoltre ribadito che "Il nesso tra la secolarizzazione e la crisi del matrimonio e della famiglia è fin troppo evidente", come evidente è "la crisi sul senso di Dio e sul senso del bene e del male morale" che porta all'offuscamento. Occorre, ha sottolineato ancora il Santo Padre "riscoprire la dimensione trascendente che è intrinseca alla verità piena sul matrimonio e sulla famiglia, superando ogni dicotomia tendente a separare gli aspetti profani da quelli religiosi, quasi che esistessero due matrimoni: uno profano ed un altro sacro. (…) Perciò, la trascendenza è insita nell'essere stesso del matrimonio, già dal principio", dalla creazione dell'uomo "a immagine e somiglianza di Dio".

"Purtroppo," - ha lamentato il Pontefice - "per effetto del peccato originale, ciò che è naturale nel rapporto tra l'uomo e la donna rischia di essere vissuto in modo non conforme al piano e alla volontà di Dio e l'allontanamento da Dio implica di per sé una proporzionale disumanizzazione di tutte le relazioni familiari". Tuttavia, ha affermato il Santo Padre, Gesù ha redento l'umanità e mediante la redenzione "l'unione tra l'uomo e la donna (…) viene realmente inserita nello stesso mistero dell'alleanza di Cristo con la Chiesa. (…) L'intrinseco nesso tra il matrimonio (…) e l'unione del Verbo incarnato con la Chiesa si mostra in tutta la sua efficacia salvifica mediante il concetto di sacramento". Il Papa ha quindi sottolineato che: "L'umano e il divino s'intrecciano in modo mirabile".

"L'odierna mentalità, altamente secolarizzata" - ha detto ancora il Papa - "tende ad affermare i valori umani dell'istituto familiare staccandoli dai valori religiosi e proclamandoli del tutto autonomi da Dio". Il Papa ha ribadito che la domanda posta fin troppo spesso oggigiorno - "Perché si deve essere sempre fedeli all'altro coniuge? (…) si trasforma in dubbio esistenziale nelle situazioni critiche". Affermando che le difficoltà coniugali "possono essere di varia indole, ma tutte sfociano alla fine in un problema di amore", il Santo Padre ha detto: "Perciò, il precedente interrogativo si può riformulare così: perché bisogna sempre amare l'altro, anche quando tanti motivi, apparentemente giustificativi, indurrebbero a lasciarlo?".

Molte buone risposte si possono dare a questa domanda, ha detto il Papa, ma se i coniugi ricordano che il matrimonio è "dono reciproco" dato da Dio, allora essi devono ricordarsi di ricorrere Dio nelle difficoltà e riconoscere che "Dio è fedele!", per cui "anche nei casi più duri, è quindi a Dio che bisogna ricorrere, nella certezza di riceverne l'aiuto".

Il Santo Padre ha ricordato ai presenti che "La considerazione della sacramentalità mette in risalto la trascendenza della vostra funzione. (…) Il senso religioso deve pertanto permeare tutto il vostro lavoro. (…) Non c'è spazio nella Chiesa per una visione meramente immanente e profana del matrimonio, semplicemente perché tale visione non è teologicamente e giuridicamente vera".

Il Papa ha quindi esortato i presenti a "prendere molto sul serio l'obbligo formalmente imposto al giudice dal canone 1676, di favorire e cercare attivamente la possibile convalidazione del matrimonio e la riconciliazione. (…) Occorre creare una sinergia che coinvolga tutti nella Chiesa: i Pastori d'anime, i giuristi, gli esperti nelle scienze psicologiche e psichiatriche, gli altri fedeli".

A conclusione del suo discorso il Papa ha rivolto l'attenzione ad "alcuni equivoci, sia in sede di ammissione alle nozze che di giudizio sulla loro validità" ed in merito ha affermato: "La Chiesa non rifiuta la celebrazione delle nozze a chi è 'bene dispositus', anche se imperfettamente preparato dal punto di vista soprannaturale, purché abbia la retta intenzione di sposarsi seconda la realtà naturale della coniugalità".

Ribadendo che il matrimonio è una realtà sia sacramentale che naturale, il Papa ha detto che: "Questa verità non deve essere dimenticata al momento di delimitare l'esclusione della sacramentalità e l'errore determinante circa la dignità sacramentale come eventuali capi di nullità. Per le due figure è decisivo tener presente che un atteggiamento dei nubendi che non tenga conto della dimensione soprannaturale nel matrimonio, può renderlo nullo solo se ne intacca la validità sul piano naturale nel quale è posto lo stesso segno sacramentale".
AC/ROTA ROMANA:MATRIMONIO/… VIS 20030130 (900)

mercoledì 29 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Samarinda, (Indonesia), dividendola dalla Provincia Ecclesiastica di Pontianak. La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà le Diocesi suffraganee di Banjarmasin, Palangkaraya e Tanjung Selor.

- Ha nominato il Vescovo Sului Hajang Hau, M.S.F., primo Arcivescovo Metropolita di Samarinda, (superficie: 114.810; popolazione: 1.538.601; cattolici: 100.000), Indonesia. L'Arcivescovo è stato finora Vescovo della stessa sede.

- Ha nominato il Reverendo Harold Anthony Perera, finora Direttore del filosofato del Seminario Maggiore Nazionale, Vescovo di Ratnapura (superficie: 4.968; popolazione: 1.766.890; cattolici: 25.525; sacerdoti: 27; religiosi: 88), Sri Lanka. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Bopitiya (Sri Lanka) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha nominato il Reverendo Abraha Desta, attuale Cancelliere e Segretario Generale del Segretariato Cattolico dell'Eparchia di Adigrat, (Etiopia), Vicario Apostolico di Meki (superficie: 156.600; popolazione: 5.474.070; cattolici: 20.107; sacerdoti: 29; religiosi: 49), Etiopia. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Medea-Sebea (Etiopia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.
ECE:NER/…/SULUI:PERERA:DESTA VIS 20030129 (170)

DOCUMENTO RELATIVO RIFLESSIONE CRISTIANA SUL "NEW AGE"


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Lunedì 3 febbraio, alle ore 11:30, nella Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sul 'New Age'".

Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e l'Arcivescovo Michael Louis Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, presenteranno il Documento preparato dai loro Dicasteri. Interverranno alla Conferenza Stampa anche Don Peter Fleetwood, del Segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE); la Dottoressa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso e Coordinatrice del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi.
OP/PRESENTAZIONE/POUPARD:FITZGERALD VIS 20030129 (110)

SIGNORE, DAMMI SAPIENZA PER CONOSCERE COSA È GRADITO A DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione migliaia di pellegrini, al Cantico "Signore, dammi la sapienza", del 9° Libro della Sapienza di Salomone, il quale, ha precisato il Papa, "nella tradizione biblica è considerato il re giusto e il sapiente per eccellenza".

Il Libro della Sapienza, ha spiegato il Papa, è "uno scritto dell'Antico Testamento composto in greco forse ad Alessandria d'Egitto, alle soglie dell'era cristiana. (…) Tre sono sostanzialmente i percorsi di pensiero teologico che questo libro ci propone: l'immortalità beata come approdo finale dell'esistenza del giusto; la sapienza come dono divino e guida della vita e delle scelte del fedele; la storia della salvezza, soprattutto l'evento fondamentale dell'esodo dall'oppressione egizia, come segno di quella lotta tra bene e male, che sfocia in una piena salvezza e redenzione".

Il Re Salomone, ha affermato il Santo Padre, "ha nella notte un sogno-rivelazione. Alla richiesta stessa di Dio, che lo invita a chiedergli un dono, egli risponde: 'Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male'".

Come leggiamo nel Cantico, ha detto ancora Giovanni Paolo II, l'implorazione di Re Salomone: "'Dammi la sapienza… Mandala dai cieli santi, dal tuo trono glorioso'. (…) Questa sapienza, non è solo conoscenza, talento o abilità, ma piuttosto è la condivisione dei pensieri di Dio stesso. Infatti il Re Salomone chiede al Signore di dotarlo del dono della sapienza così da poter 'conoscere che cosa è gradito agli occhi del Signore e ciò che è conforme ai suoi decreti'".

"Senza la sapienza" - ha ribadito il Santo Padre - "noi siamo nulla. Ma la sapienza ci conduce alla santità e alla rettitudine. Ci permette di comprendere la storia e ci aiuta a vedere oltre le apparenze e ad apprezzare il significato più profondo della vita. Con Salomone, chiediamo al Signore il dono della sapienza, per illuminare il nostro cuore e il nostro spirito in modo a Lui gradito".

Sull'esempio di Salomone, ha ricordato il Santo Padre a conclusione della catechesi di oggi, dobbiamo aspirare alla sapienza, amandola come l'amò Salomone, che confessa: "'Questa (cioè la sapienza) ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, ho cercato di prendermela come sposa, mi sono innamorato della sua bellezza'".
AG/SAPIENZA/… VIS 20030129 (410)

martedì 28 gennaio 2003

"PROGRESSI" FRA CATTOLICI E CHIESE ORTODOSSE D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, in Vaticano, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza i Membri del Comitato preparatorio per l'attivazione di un dialogo teologico fra la Chiesa Cattolica e tutte le Antiche Chiese d'Oriente.

Il Papa ha rivolto parole di saluto ai Rappresentanti delle Chiese Ortodosse d'Oriente e ai "venerabili Fratelli, Capi delle Chiese da voi rappresentate", ed ha detto di ricordare "con gratitudine le varie opportunità in cui ho potuto incontrarvi e rafforzare i legami di carità fra di noi". Il Santo Padre ha dato il benvenuto ai Membri cattolici del Comitato preparatorio "che rappresentano varie comunità dell'Oriente e dell'Occidente".

"Notevoli progressi ecumenici sono stati compiuti fra la Chiesa Cattolica e le diverse Chiese d'Oriente", ha affermato il Santo Padre. "Siamo giunti a chiarimenti essenziali riguardo alle tradizionali controversie sulla Cristologia, e ciò ci ha consentito di professare insieme la fede che abbiamo in comune. (…) Che i vostri sforzi per istituire una Commissione Congiunta per il Dialogo Teologico, siano un passo in avanti verso la piena comunione nella verità e nella carità".

"Molti di voi provengono dal Medio Oriente e dai Paesi confinanti" - ha concluso Giovanni Paolo II. "Preghiamo insieme affinché questa regione sia preservata dalla minaccia della guerra e da ulteriori violenze. Che la nostra azione ecumenica sia sempre volta all'edificazione di una 'civiltà dell'amore', fondata sulla giustizia, la riconciliazione e la pace".
AC/DIALOGO CATTOLICI:ORTODOSSI/… VIS 20030128 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regioni Centro-Ovest e Nord II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Vicente Joaquim Zico, C.M., di Belém do Pará con l'Ausiliare Vescovo Carlo Verzeletti.

- Il Vescovo José da Silva Chaves, di Uruaçu.

- Il Vescovo Manoel Pestana Filho, di Anápolis.

- Il Vescovo José Carlos de Oliveira, C.SS.R., di Rubiataba-Mozarlândia.
AL/…/… VIS 20030128 (80)

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Giovanni Paolo II, dal 1° febbraio al 27 aprile 2003.

FEBBRAIO

- Sabato 1°: Festa della Presentazione del Signore e Settima Giornata della Vita Consacrata. Alle ore 17:30, nella Basilica Vaticana, Benedizione delle candele e processione. Santa Messa con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

- Martedì 11: Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato. Alle ore 16:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa per l'Opera Romana Pellegrinaggi e l'U.N.I.T.A.L.S.I., presieduta, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Camillo Ruini. Al termine della Celebrazione il Santo Padre saluterà e benedirà i malati presenti in Basilica.

MARZO

- Mercoledì 5: Mercoledì delle Ceneri. Alle ore 16:30, nella Basilica di Santa Sabina, Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.

- Venerdì 7: alle ore 11:00, nel Palazzo Apostolico, Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

- Domenica 9: I Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00 nella Cappella "Redemptoris Mater", Inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

- Sabato 15: alle ore 9:00, nella Cappella "Redemptoris Mater", Conclusione degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

- Domenica 23: III Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Beatificazione dei Servi di Dio: Pierre Bonhomme; María Dolores Rodríguez Sopeña; María Caridad Brader; Juana María Condesa Lluch; László Batthyány-Strattmann.

APRILE

- Domenica 13: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. XVIII Giornata Mondiale della Gioventù. Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Benedizione delle Palme e Processione. Santa Messa.

- Giovedì 17: Giovedì Santo. Alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30, nella Basilica Vaticana, Inizio del Triduo Pasquale e Santa Messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 18: Venerdì Santo. Alle ore 17:00, nella Basilica Vaticana, Celebrazione della Passione del Signore. Alle ore 21:15, al Colosseo, "Via Crucis".

- Sabato 19: Sabato Santo. Alle ore 20:00, nella Basilica Vaticana, Veglia Pasquale nella Notte Santa.

- Domenica 20: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30, in Piazza San Pietro, Santa Messa del Giorno e Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 27: II Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Beatificazione dei Servi di Dio: Giacomo Alberione; Marco D'Aviano; Maria Cristina Brando; Eugenia Ravasco; Maria Domenica Mantovani e Giulia Salzano.
GPII-CALENDARIO/FEBBRAIO-APRILE/… VIS 20030128 (410)

CELEBRAZIONE SANTA MESSA FESTA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE


CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2003 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, reso pubblico oggi, annuncia che il Santo Padre Giovanni Paolo II presiederà, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione della Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore, alle ore 17:30 di sabato 1° febbraio 2003, Settima Giornata della Vita Consacrata.

Il Papa presiederà la Benedizione delle candele, la processione iniziale, la Liturgia della Parola, terrà l'omelia, guiderà il ringraziamento a Dio per il dono della vita consacrata e impartirà la Benedizione finale.

La Liturgia Eucaristica sarà celebrata dal Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Concelebreranno l'Eucaristia il Segretario, il Sotto-Segretario, i Capi Ufficio del Dicastero e i presbiteri membri del Consiglio Direttivo dell'Unione Superiori Generali.
OCL/PRESENTAZIONE DEL SIGNORE/… VIS 20030128 (150)

lunedì 27 gennaio 2003

CHE LO SPIRITO CI GUIDI SULLA VIA DELL'ECUMENISMO


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Questa sera, alle 18:00, Festa della Conversione di San Paolo, il Santo Padre Giovanni Paolo II, con la partecipazione dei Rappresentanti di altre Chiese e Comunità Ecclesiali di Roma, ha celebrato i Secondi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, per la chiusura della "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani". Il Santo Padre ha rivolto parole di saluto agli "amati fratelli e sorelle delle Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma, uniti dall'unico Battesimo nel Signore Gesù Cristo".

Giovanni Paolo II ha iniziato l'omelia ricordando che il tema della Settimana di Preghiera: "Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta" è stato tratto dalla Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi ed ha affermato che: "A tutti i cristiani, pertanto, è chiesto di proseguire nel pellegrinaggio terreno senza lasciarsi sopraffare dalle difficoltà e dalle afflizioni, con la certezza di poter superare ogni ostacolo grazie all'aiuto e alla potenza che viene dall'Alto".

"Come cristiani" - ha proseguito il Pontefice - "siamo consapevoli di essere chiamati a rendere al mondo la testimonianza del 'glorioso Vangelo' che Cristo ci ha insegnato. In suo nome, uniamo i nostri sforzi per servire la pace e la riconciliazione, la giustizia e la solidarietà, specialmente al fianco dei poveri e degli ultimi della terra".

Rendendo grazie a Dio "per i tanti e abbondanti frutti che Egli, (….), ha profuso sul cammino dell'ecumenismo", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato la Giornata di preghiera per la pace nel mondo, tenutasi ad Assisi un anno fa, e gli Incontri dell'anno passato con i Rappresentanti di altre Chiese, in particolare gli incontri con le Chiese Ortodosse e con l'Arcivescovo di Canterbury, Dottor Carey, "al termine del suo mandato".

"Al tempo stesso" - ha commentato il Papa - "non possiamo non riconoscere con realismo le difficoltà, i problemi e le delusioni che tuttora incontriamo. Succede così di avvertire a volte una certa stanchezza, una carenza di fervore, mentre vivo resta il dolore di non poter ancora condividere la Mensa eucaristica".

"Nell'attuale situazione dell'ecumenismo" - ha sottolineato il Pontefice - "è importante considerare che solo lo Spirito di Dio è in grado di darci la piena unità visibile. (…) Ecco perché va sottolineata l'importanza dell'ecumenismo spirituale. (…) Ciò non significa in alcun modo sminuire o addirittura trascurare il dialogo teologico, che ha recato abbondanti frutti negli ultimi decenni. (…) L'ecumenismo spirituale apre gli occhi e i cuori alla comprensione della verità rivelata, rendendoci capaci di riconoscerla e di accoglierla anche grazie alle argomentazioni degli altri cristiani".

Successivamente il Santo Padre ha sottolineato gli "incoraggianti segni di promettente ripresa della vita spirituale" nelle Comunità ecclesiali dell'Oriente e dell'Occidente. "Né vanno dimenticati" - ha aggiunto - "i casi in cui ecclesiastici di altre Chiese frequentano le Università cattoliche: ospiti dei nostri seminari, essi prendono parte alla vita degli studenti in conformità con la vigente disciplina ecclesiale".

Nelle frasi conclusive dell'omelia, il Santo Padre riferendosi al cammino dell'Ecumenismo, ha detto: "Proseguiamo, pertanto, con coraggio e pazienza su questo cammino, confidando nella potenza dello Spirito! Non spetta a noi fissare i tempi e le scadenze; ci basta la promessa del Signore".
HML/PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20030127 (540)

DISCORSO DEL PAPA INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE A MANILA


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2003 (VIS). Una delle celebrazioni principali del IV Incontro Mondiale delle Famiglie, inaugurato il 22 gennaio a Manila, si è svolta questo pomeriggio in presenza di delegati provenienti da 77 Nazioni, del Legato Pontificio, Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e dei Presuli delle Filippine e del mondo.

Culmine della cerimonia, che ha avuto inizio alle 18:00, ora locale (alle 11:00 ora di Roma), con la liturgia della luce e le testimonianze di famiglie in rappresentanza dell'America, dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia e dell'Oceania, è stato il collegamento televisivo con il Santo Padre Giovanni Paolo II. Il Papa ha benedetto le candele e ha presieduto una breve preghiera della luce. Concluse le testimonianze delle famiglie, il Santo Padre ha pronunciato un discorso davanti a due milioni di persone.

Giovanni Paolo II si è espresso in lingua inglese, ed il suo discorso è stato anche pubblicato in lingua italiana, francese, tedesca, spagnola, portoghese e polacca. Al termine il Papa ha detto: "Sono lieto di annunciarvi che il quinto Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà a Valencia, in Spagna, nel 2006".

Il Santo Padre ha iniziato il suo discorso con queste parole: "Sono con voi con il pensiero e la preghiera, amate famiglie delle Filippine e di tante regioni della terra, convenute a Manila per il vostro IV Incontro Mondiale: vi saluto con affetto nel nome del Signore! In questa occasione, sono lieto di rivolgere un pensiero cordiale e benedicente a tutte le famiglie del mondo, che voi rappresentate".

"So che nella sessione teologico-pastorale appena celebrata" - ha ricordato il Pontefice - "avete approfondito il tema: 'La famiglia cristiana, buona notizia per il terzo millennio'. Ho scelto queste parole, in vista del vostro Incontro Mondiale, per sottolineare la missione sublime della famiglia".

Giovanni Paolo II ha esortato le famiglie cristiane con queste parole: "Annunciate con gioia al mondo intero il tesoro meraviglioso di cui, come chiese domestiche, siete portatrici! Coniugi cristiani, nella vostra comunione di vita e di amore, nel vostro dono reciproco e nell'accoglienza generosa dei figli, siate in Cristo luce del mondo!".

"Siate innanzitutto" - ha detto ancora il Pontefice - "'buona notizia per il terzo millennio' vivendo con impegno la vostra vocazione. Il matrimonio che avete celebrato un giorno più o meno lontano è il vostro modo specifico di essere discepoli di Gesù, di contribuire all'edificazione del Regno di Dio, di camminare verso la santità alla quale ogni cristiano è chiamato".

Il Papa ha invitato le famiglie cristiane ad accogliere "pienamente, senza riserve, l'amore che nel sacramento del matrimonio Iddio vi dona per primo e con il quale vi rende capaci di amare. Rimanete sempre ancorati a questa certezza, la sola che può dare senso, forza e gioia alla vostra vita: l'amore di Cristo non si allontanerà mai da voi, non verrà mai meno la sua alleanza di pace con voi".

"La grazia che avete ricevuto nel matrimonio" - ha ribadito il Santo Padre - "e che permane nel tempo proviene dal cuore trafitto del Redentore. (…) Questa grazia, perciò, porta con sé la peculiarità della sua origine: è la grazia dell'amore che si offre, dell'amore che si dona e perdona. (…) E' la grazia dell'amore benevolo, che tutto crede, tutto sopporta, tutto spera, tutto tollera, che non ha fine e senza il quale tutto il resto non è niente".

Successivamente il Santo Padre ha affermato: "Certo, questo non è sempre facile, e nella vita quotidiana non mancano le insidie, le tensioni, la sofferenza e anche la stanchezza. Ma nel vostro cammino non siete soli. Con voi è sempre presente ed operante Gesù, come lo fu a Cana di Galilea, in un momento di difficoltà per quegli sposi novelli".

"Coniugi cristiani, siate 'buona notizia per il terzo millennio'" - ha esortato nuovamente il Papa - "testimoniando con convinzione e coerenza la verità sulla famiglia. La famiglia fondata sul matrimonio è patrimonio dell'umanità, è un bene grande e sommamente apprezzabile, necessario per la vita, lo sviluppo e il futuro dei popoli. Essa, secondo il piano della creazione stabilito fin dal principio, è l'ambito nel quale la persona umana, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, è concepita, nasce, cresce e si sviluppa".

Il Papa ha detto ancora alle famiglie presenti: "Vi ringrazio delle testimonianze che avete presentato questa sera e che ho seguito con attenzione. Esse richiamano alla mia mente anche l'esperienza acquisita come sacerdote, come Arcivescovo di Cracovia e in questi quasi 25 anni di Pontificato: come ho affermato altre volte, l'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia".

"Raccomando a voi, care famiglie cristiane" - ha sottolineato il Pontefice - "di testimoniare con la vita di ogni giorno che, pur tra tante difficoltà ed ostacoli, è possibile vivere in pienezza il matrimonio come esperienza colma di senso e come 'buona notizia' per gli uomini e le donne del nostro tempo. Siate protagonisti nella Chiesa e nel mondo".

Al termine del suo discorso il Papa ha detto: "Infine, per essere 'buona notizia per il terzo millennio', cari sposi cristiani, non dimenticate che la preghiera in famiglia è garanzia di unità in uno stile di vita coerente con la volontà di Dio. Proclamando recentemente l'Anno del Rosario, ho raccomandato questa devozione mariana come preghiera della famiglia e per la famiglia: recitando il Rosario, infatti, 'si pone Gesù al centro, si condividono con lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da lui la speranza e la forza per il cammino'".

"A tutti impartisco ora la mia Benedizione, lasciandovi una consegna: con l'aiuto di Dio fate del Vangelo la regola fondamentale della vostra famiglia ed una pagina di Vangelo scritta per il nostro tempo!".
AC/INCONTRO FAMIGLIE/MANILA VIS 20030127 (870)

TELEGRAMMA SCOMPARSA SENATORE GIOVANNI AGNELLI


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire al Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, per la scomparsa del Senatore Giovanni Agnelli, avvenuta ieri mattina a Torino, all'età di 81 anni.

"Appresa la mesta notizia della scomparsa del Senatore Giovanni Agnelli, affido a Lei Signor Cardinale l'incarico di far pervenire alla Consorte Signora Marella ed ai familiari, l'espressione della mia viva partecipazione al loro dolore per il grave lutto. Nel ricordare così autorevole protagonista di momenti importanti della storia italiana che seppe prodigarsi con generosa intraprendenza per il bene e per lo sviluppo economico e sociale del Paese, elevo fervide preghiere di suffragio per l'illustre e compianto Avvocato ed invoco dalla Divina Bontà pace eterna per la sua anima, mentre di cuore impartisco ai congiunti e a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/SCOMPARSA AGNELLI/… VIS 20030127 (170)

CONFERMA SCOMUNICA DI SETTE DONNE "ORDINATE" IN AUSTRIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato oggi il Decreto, del quale riportiamo di seguito alcuni estratti, in lingua italiana, inglese e tedesca. Il Decreto, datato 21 dicembre 2002, è stato approvato dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso di un'udienza concessa al Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione, il 20 dicembre 2002.

"Il 29 giugno 2002 il fondatore di una comunità scismatica di nome Romulo Antonio Braschi ha attentato di conferire l'ordinazione sacerdotale alle Signore cattoliche Christine Mayr-Lumetzberger, Adelinde Theresia Roitinger, Gisela Forster, Iris Müller, Ida Raming, Pia Brunner e Dagmar Braun Celeste, presentatasi nell'occasione sotto il nome di Angela White".

"Richiamandosi ai precedenti interventi del Vescovo di Linz e della Conferenza Episcopale Austriaca, il 10 luglio 2002 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una Dichiarazione, con la quale si ammonivano le suddette persone che sarebbero state punite con la scomunica, se - entro il 22 luglio 2002 - non avessero riconosciuto la nullità della 'ordinazione' ricevuta e chiesto perdono per lo scandalo causato tra i fedeli. Poiché esse non manifestavano alcun segno di ravvedimento, con Decreto del 5 agosto 2002 questa Congregazione - oltre a confermare che il vescovo "ordinante", in quanto scismatico, era già scomunicato - inflisse la scomunica, riservata alla Sede Apostolica, alle persone summenzionate, esprimendo nel contempo la speranza che esse potessero ritrovare il cammino della conversione".

"Con lettera del 14 agosto 2002 esse hanno chiesto la revoca del Decreto di scomunica, e con lettera del 27 settembre 2002 hanno fatto ricorso contro il medesimo Decreto, facendo riferimento ai cann. 1732-1739 del CIC".

"Nei giorni 4 e 18 dicembre 2002 la richiesta di revoca ed il ricorso sono stati esaminati dalla Sessione Ordinaria della Congregazione. (…) In queste riunioni è stato deciso collegialmente di rigettare detto ricorso. Nel caso in parola, infatti, non è ammissibile un ricorso gerarchico, trattandosi di un Decreto di scomunica emanato da un Dicastero della Santa Sede, che agisce a nome del Sommo Pontefice"

"Occorre precisare anzitutto che nel caso in parola non si tratta di una pena 'latae sententiae', nella quale s'incorre per il fatto stesso d'aver commesso un delitto espressamente stabilito dalla legge, ma di una pena 'ferendae sententiae', irrogata dopo la doverosa comminazione ai rei".

"E' evidente la particolare gravità degli atti compiuti, che si articola sotto diversi aspetti. a) Il primo aspetto è quello scismatico: le donne summenzionate si sono fatte "ordinare" da un vescovo scismatico e - pur non aderendo formalmente al suo scisma - sono entrate in una complicità con lo scisma. b) Il secondo aspetto è di natura dottrinale: esse rifiutano formalmente e con pertinacia la dottrina, da sempre insegnata e vissuta dalla Chiesa e in modo definitivo proposta da Giovanni Paolo II, cioè che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale" (Lettera Apostolica 'Ordinatio sacerdotalis', n. 4)".

"Inoltre, negando la suddetta dottrina, le persone in questione (…) contrastano la dottrina sul Magistero del Successore di Pietro, (…), e di fatto non riconoscono l'irreformabilità dell'insegnamento del Sommo Pontefice su dottrine da tenersi in modo definitivo da tutti i fedeli".

"Il rifiuto di ottemperare al precetto penale comminato da questa Congregazione viene ulteriormente aggravato dal fatto che alcune di esse stanno creando circoli di fedeli, in aperta e di fatto settaria disobbedienza al Romano Pontefice e ai Vescovi diocesani. Data la gravità di questa contumacia (cf. can. 1347 del CIC), la pena inflitta non soltanto è giusta, ma anche necessaria, allo scopo di tutelare la retta dottrina".

"I summenzionati Membri della Congregazione per la Dottrina della Fede confermano pertanto il Decreto di scomunica emanato il 5 agosto 2002, precisando ancora una volta che l'attentata ordinazione sacerdotale delle suddette donne è nulla ed invalida (cf. can. 1024 del CIC) e che perciò tutti gli atti propri dell'Ordine sacerdotale da loro compiuti, sono anche essi nulli ed invalidi (cf. cann. 124; 841 del CIC). Come conseguenza della scomunica, è fatto pertanto loro divieto di celebrare sacramenti o sacramentali, di ricevere i sacramenti e di esercitare qualsiasi funzione in uffici, ministeri o incarichi ecclesiastici (cf. can. 1331, § 1 del CIC)".

"Nel contempo si ribadisce la speranza che, sorrette dalla grazia dello Spirito Santo, esse possano ritrovare il cammino della conversione per il ritorno all'unità della fede e alla comunione con la Chiesa infrante con il loro gesto.
CDF/DECRETO:SCOMUNICHE/RATZINGER VIS 20030127 (740)

INCONTRO A ROMA CHIESA CATTOLICA E ANTICHE CHIESE D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico oggi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani:

"La Chiesa cattolica e le Antiche Chiese d'Oriente - Patriarcato copto ortodosso d'Egitto, Patriarcato siro ortodosso d'Antiochia, Chiesa Apostolica Armena (Sede di Etchmiadzine e Catholicossato di Antelias, in Libano), Chiesa ortodossa d'Etiopia, Chiesa ortodossa d'Eritrea, Chiesa ortodossa sira del Malankar - iniziano una seconda fase di dialogo, nei giorni 27, 28 e 29 gennaio 2003 a Roma, durante un incontro che si terrà presso la sede del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Durante la prima fase di tale dialogo, sono stati firmati congiuntamente da Papa Giovanni Paolo II e dalle Autorità di queste Chiese, delle importanti dichiarazioni di accordo cristologico. L'attuale raduno ha un carattere preparatorio, ed intende stabilire i temi ed i metodi del futuro dialogo. Martedì 28 gennaio, i membri del Comitato preparatorio saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre".

"Le Antiche Chiese dell'Oriente si sono separate dalla Chiesa di Roma e da Bisanzio nel contesto del Concilio di Calcedonia (451)".
CON-UC/ANTICHE CHIESE D'ORIENTE/… VIS 20030127 (200)

ANGELUS: RIFLESSIONI DEL PAPA SU FAMIGLIA, LEBBRA, PACE


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II, affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato il IV Incontro Mondiale delle Famiglie, appena conclusosi a Manila (Filippine). "Molto significativo il tema dell'Incontro 'La famiglia cristiana: una buona novella per il terzo millennio'" - ha detto il Santo Padre - "Sì! L'unione fedele e feconda dell'uomo e della donna, benedetta dalla grazia di Cristo, costituisce un autentico Vangelo di vita e di speranza per l'umanità".

"'L'avvenire della società passa attraverso la famiglia', così ho scritto nell'Esortazione Apostolica 'Familiaris consortio'. Si tratta di un'affermazione quanto mai attuale. Ma di quale famiglia si tratta? Non certamente di quella inautentica basata sugli egoismi individuali. L'esperienza dimostra che tale 'caricatura' della famiglia non ha futuro e non può dare futuro ad alcuna società".

Il Papa ha spiegato che: "La famiglia, invece, è 'buona notizia' nella misura in cui accoglie e fa propria la perenne vocazione che Dio ha posto all'inizio dell'umanità. Questo originario progetto di vita è condiviso, grazie a Dio, anche da tanti coniugi non cristiani. La famiglia appare così ai nostri giorni via privilegiata di dialogo tra diverse religioni e culture, e quindi via di riconciliazione e di pace".

Terminata la preghiera dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che si celebra oggi la Giornata mondiale dei malati di lebbra, ed anche che i ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma dedicano l'ultima domenica di gennaio alla pace.

Riferendosi alla Giornata mondiale dei malati di lebbra, il Santo Padre ha detto: "Quest'anno ricorre inoltre il centenario della nascita del suo celebre iniziatore, Raoul Follereau, il cui nome è per sempre legato alla lotta contro la lebbra, la povertà e l'emarginazione. Quanto è attuale il suo appello, che invitava a destinare risorse non agli arsenali bellici, ma a combattere la miseria e le malattie!".

Infine, quando il Papa ha concluso le riflessioni successive alla recita dell'Angelus, due ragazzi dell'Azione Cattolica di Roma hanno raggiunto il Santo Padre nel suo studio e dalla finestra hanno liberato due colombe "per offrire a tutti un messaggio di fraternità e di speranza".
ANG/FAMIGLIE:LEBBRA:PACE/… VIS 20030127 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Pascal Roland, finora Professore presso il Seminario di "Saint-Sulpice" di Issy-les-Moulineaux (Francia), Vescovo di Moulins (superficie: 7.381; popolazione: 344.721; cattolici: 284.000; sacerdoti: 114; religiosi: 307; diaconi permanenti: 19), Francia. Il Vescovo eletto è nato a Chatou (Francia), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

Sabato 25 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francisco Robles Ortega, finora Vescovo di Toluca (Messico), Arcivescovo Metropolita di Monterrey (superficie: 17.886; popolazione: 4.720.000; cattolici: 4.500.000; sacerdoti: 455; religiosi: 960; diaconi permanenti: 6), Messico. Il Vescovo Robles Ortega succede al Cardinale Adolfo Antonio Suárez Rivera, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lichinga (Mozambico), presentata dal Vescovo Louis Gonzaga Fereira da Silva, S.I., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Michel Christian Cartatéguy, S.M.A., finora Ausiliare della medesima Diocesi, Vescovo di Niamey (superficie: 200.000; popolazione: 5.000.000; cattolici: 18.500; sacerdoti: 30; religiosi: 87); Niger. Il Vescovo Cartatéguy succede al vescovo Guy Romano, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo John Hsane Hgyi, finora Rettore del Seminario Maggiore Teologico Nazionale di Yangon, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pathein, (superficie: 25.328; popolazione: 4.700.000; cattolici: 82.150; sacerdoti: 93; religiosi: 400), Myanmar. Il Vescovo eletto è nato a Pyingadoe Mayanchaung (Myanmar), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20030127 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln con il Vescovo Anton Schlembach, di Speyer (Repubblica Federale di Germania).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Fares Maakaroun, Miss.Santo Padre., Arcivescovo-Vescovo di Nossa Senhora do Paraiso em São Paulo dei Greco-Melkiti.
- Il Vescovo Paulo Antonino Mascarenhas Roxo, O. Praem., di Mogi das Cruzes.

- Il Vescovo Fernando Mason, O.F.M., di Caraguatatuba.

- Il Vescovo Luciano Bergamin, C.R.L., di Nova Iguaçu.

- Il Monsignor Otávio Dorigon, Amministratore Diocesano di Limeira.
AP:AL/…/… VIS 20030127 (110)
Copyright © VIS - Vatican Information Service