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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 7 marzo 2012

CORO ABBAZIA DI WESTMINSTER SI ESIBIRÀ IN SAN PIETRO

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Coro dell’Abbazia di Westminster, canterà insieme  al Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" durante le cerimonie liturgiche della Solennità dei Santi Pietro e Paolo - il 29 giugno prossimo - che  saranno trasmesse a livello internazionale. Il Coro di Westminster è stato invitato dalla Santa Sede, tramite il Maestro della Sistina, Monsignor Massimo Palombella.

In un Comunicato congiunto reso pubblico questa mattina, si precisa che "Questa importante iniziativa ecumenica rappresenta la prima volta che, in 500 anni di storia, il Coro della Cappella Sistina unisce le sue forze con quelle di un altro coro. L’invito a recarsi a Roma giunge dopo la visita di Papa Benedetto XVI all’Abbazia, nel settembre 2010, quando il Santo Padre partecipò ai Vespri e pregò sulla tomba di Eduardo il Confessore insieme all’Arcivescovo di Canterbury, il Reverendo Dr. Rowan Williams, durante la sua visita di Stato in Inghilterra e Scozia".

L'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Chiesa d'Inghilterra ha ricordato che San Pietro è il Patrono della Basilica Vaticana e dell'Abbazia di Westminster. "Celebrare insieme la sua testimonianza apostolica e il suo esempio è un forte richiamo alla vocazione comune delle nostre chiese ad essere fedeli, oggi, alla pienezza apostolica del Vangelo".

I due cori canteranno insieme durante i Primi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il 28 giugno e durante la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, la mattina del 29 giugno. Il Coro dell'Abbazia di Westminster si recherà anche al Monastero Benedettino di Montecassino per cantare i Vespri e la Messa insieme alla comunità monastica del luogo in cui è sepolto San Benedetto. Furono i Monaci Benedettini a stabilire la tradizione del culto liturgico quotidiano, che continua fino ai nostri giorni, nell'Abbazia di Westminster, fondata da San Dunstano nel 960.

TELEGRAMMI VITTIMA INCIDENTE FERROVIARIO IN POLONIA E PER VITTIME ESPLOSIONI IN CONGO

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato - tramite il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., all'Arcivescovo Józef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, un telegramma di cordoglio per le vittime dell'incidente ferroviario accaduto nella serata di sabato 3 marzo a Szczekociny, presso Zawiercie (Polonia).

Il Santo Padre esprime il suo cordoglio per l'avvenimento e la sua vicinanza spirituale a tutte le persone colpite ed assicura la sua preghiera per le vittime del tragico incidente, partecipando al lutto delle loro famiglie e di tutta la Polonia. Benedetto XVI implora per  tutti i defunti il dono della divina misericordia e la vita eterna. Ai feriti augura un pronto e completo ristabilimento in salute. Per quanti soffrono a causa del tragico incidente supplica il dono del coraggio e della pace anche nel dolore e li conforta con la parola di San Paolo ai Tessalonicesi: "Noi crediamo (...) che Gesù è morto e risuscitato, così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con Lui".

Il Santo Padre ha fatto ugualmente pervenire, tramite il Cardinale Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Louis Portella-Mbuyu, Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, per la morte di più di 200 persone a Brazzaville, domenica 4 marzo, a causa delle esplosioni verificatesi in un deposito di munizioni.

Davanti a tale "tragica catastrofe" Benedetto XVI esprime il suo profondo cordoglio ai familiari e agli amici delle vittime e invoca il Signore di accogliere i defunti nella sua pace e nella sua luce. Nel contempo il Papa esprime gratitudine per l'impegno dei soccorritori e domanda a Dio di portare conforto e speranza ai feriti ed a tutte le persone coinvolte in questa tragedia.

70% POPOLAZIONE MONDIALE VIVE IN PAESI CON GRAVI LIMITAZIONI DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). "Gli attacchi terroristici contro i cristiani in Africa, in Medio Oriente e in Asia sono aumentati del 309% dal 2003 al 2010. Circa il 70% della popolazione mondiale vive in Paesi con gravi limitazioni alla fede e alla pratica religiosa, e sono le minoranze religiose a pagare il prezzo più alto", ha affermato l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel suo intervento - il 1° marzo scorso - alla XIX sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani.

"In generale - ha ricordato l'Arcivescovo Tomasi - le crescenti restrizioni poste alla religione riguardano 2,2 miliardi di persone. Gli individui colpiti o hanno perso la protezione della loro società oppure hanno sperimentato ingiuste restrizioni imposte dal governo, oppure sono diventati vittima della violenza dovuta a un fanatismo impulsivo".

Fra le cause di questo fenomeno, l'Arcivescovo Tomasi ha citato "la mutevole situazione politica, percezioni errate del ruolo della religione, il vantaggio personale, e le sottili ambiguità nell’intendere il secolarismo". Nelle circostanze attuali, è urgente che la comunità internazionale si impegni ulteriormente "al fine di assicurare la protezione delle persone nell'esercizio della libertà di religione e della pratica religiosa" in modo da contribuire come cittadini al pieno diritto alla vita sociale e al progresso del proprio Paese.

L'Osservatore della Santa Sede ha ribadito che gli Stati devono assicurare a tutti i cittadini il diritto a godere della libertà di religione individualmente e comunitariamente. La libertà di religione non è un diritto derivato o concesso bensì "un diritto fondamentale e inalienabile della persona umana. (...) Il compito del Governo non è quello di definire la religione (...) bensì di conferire alle comunità di fede una personalità giuridica, affinché possa operare pacificamente all'interno di una struttura legale".
"Il rispetto della libertà religiosa di tutti i cittadini può essere a rischio laddove è riconosciuto il concetto di 'religione di Stato', specialmente quando questo diventa la fonte del trattamento ingiusto degli altri, che appartengano a una fede diversa, o che non abbiano nessuna fede".

Sostenere tolleranza reciproca tra i cittadini di religione diversa

Al di là delle considerazioni istituzionali - ha affermato l'Arcivescovo -, il problema fondamentale relativo alla promozione e alla tutela dei diritti umani nell’ambito della libertà religiosa è l’intolleranza, che ogni anno porta alla violenza e all’uccisione di tante persone innocenti solo per le loro convinzioni religiose. La responsabilità realistica e collettiva, pertanto, è quella di sostenere la tolleranza reciproca e il rispetto dei diritti umani, nonché una maggiore uguaglianza tra i cittadini di religione diversa, al fine di realizzare una democrazia sana, in cui vengano riconosciuti il ruolo pubblico della religione e la distinzione tra la sfera religiosa e quella temporale. (...) Al fine di raggiungere questo auspicabile obiettivo, occorre però superare una cultura che sminuisce la persona umana e che cerca di eliminare la religione dalla vita pubblica".

"Le religioni non sono una minaccia, bensì una risorsa. Contribuiscono allo sviluppo delle civiltà, e questo è un bene per tutti. Le loro libertà e attività vanno protette, affinché la collaborazione tra le fedi religiose e le società possa favorire il bene comune. (...) Il sistema educativo e i media hanno un ruolo importante, escludendo il pregiudizio e l’odio dai libri di testo, dai notiziari e dai giornali, e diffondendo informazioni accurate e corrette su tutti i gruppi che compongono la società".

"La mancanza di educazione e d’informazione, che facilita la manipolazione delle persone per trarne vantaggi politici, è però troppo spesso legata al sottosviluppo, alla povertà, all’impossibilità di partecipare in modo effettivo alla gestione della società. Una maggiore giustizia sociale offre un terreno fertile per l’attuazione di tutti i diritti umani. Le religioni sono comunità basate su convinzioni e la loro libertà garantisce un contributo di valori morali, senza i quali non è possibile la libertà di tutti. Per questa ragione, la comunità internazionale ha la responsabilità urgente e benefica di contrastare la tendenza alla crescente violenza contro i gruppi religiosi e l’ingannevole neutralità, che di fatto mira a neutralizzare la religione".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la nuova eparchia di Faridabad dei Siro-Malabaresi (India).

- Ha nominato il Monsignor Kuriakose Bharanikulangara primo Vescovo Eparchiale di Faridabad (sacerdoti 44; religiosi: 200), conferendogli la dignità di Arcivescovo "ad personam". L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1959 a Karippassery (India), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. È stato Vicario Assistente nella parrocchia di Tripunithura e Co-Editore di "Satyadeepam", il settimanale dell'Arcieparchia. Ha conseguito la licenza in diritto canonico e il dottorato in diritto canonico orientale. Ha conseguito il diploma in giurisprudenza pastorale presso l'Accademia Ecclesiastica Pontificia "in Urbe", ed ha svolto il servizio diplomatico in diverse Rappresentanze Pontificie. Ultimamente presso la "Permanent Observer Mission" all'ONU in New York, quindi è stato Consigliere di Nunziatura presso la Nunziatura Apostolica in Germania. Come nuovo Vescovo di Faridabad, col titolo "ad personam" di Arcivescovo, Monsignor Bharankiulangara sarà membro del Sinodo della Chiesa Siro-Malabarese.

lunedì 5 marzo 2012

NELLA PARROCCHIA SI IMPARA A VIVERE FEDE NEL "NOI" DELLA CHIESA



Città del Vaticano, 4 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, Vescovo di Roma, ha compiuto questa mattina una visita alla parrocchia romana di San Giovanni Battista de la Salle al Torrino, nel settore Sud della Diocesi, dove vivono numerose giovani famiglie.
Al suo arrivo il Papa ha salutato i bambini della catechesi parrocchiale che hanno offerto dei doni. Ricordando questo momento il Santo Padre ha detto nell'omelia: "Siamo realmente famiglia di Dio e il fatto che vedete nel Papa anche il papà, è per me una cosa molto bella che mi incoraggia! Ma adesso dobbiamo pensare che anche il Papa non è l’ultima istanza: l’ultima istanza è il Signore e guardiamo al Signore per percepire, per capire – in quanto possibile – qualcosa del messaggio di questa seconda Domenica della Quaresima".
Benedetto XVI ha ricordato che nel Vangelo di oggi, che narra l'episodio della Trasfigurazione "Gesù prende con sé i tre discepoli per aiutarli a comprendere che la strada per giungere alla gloria, la strada dell’amore luminoso che vince le tenebre, passa attraverso il dono totale di sé, passa attraverso lo scandalo della Croce. E il Signore sempre di nuovo deve prendere con sé anche noi, almeno per cominciare a capire che questo è il cammino necessario. La trasfigurazione è un momento anticipato di luce che aiuta anche noi a guardare alla passione di Gesù con lo sguardo della fede. Essa, sì, è un mistero di sofferenza, ma è anche la 'beata passione' perché è - nel nucleo - un mistero di amore straordinario di Dio; è l’esodo definitivo che ci apre la porta verso la libertà e la novità della Risurrezione, della salvezza dal male".

TUTTI ABBIAMO BISOGNO LUCE INTERIORE PER SUPERARE PROVE DELLA VITA


Città del Vaticano, 4 marzo 2012 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Prima dell'Angelus Benedetto XVI ha ricordato che la seconda domenica di Quaresima "si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo". L'episodio della trasfigurazione di Cristo è attestato dagli Evangelisti Matteo, Marco e Luca in maniera concorde: Gesù sale sul monte con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni e "fu trasfigurato davanti a loro, il suo volto e le sue vesti irradiarono una luce sfolgorante (...); una nube avvolse la cima del monte e da essa uscì una voce che diceva: 'Questi è il Figlio mio, l'amato; ascoltatelo!". (Mc 9,7).
"Il mistero della Trasfigurazione - ha spiegato il Papa - non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta percorrendo. Egli si è ormai decisamente diretto verso il compimento della sua missione, ben sapendo che, per giungere alla risurrezione, dovrà passare attraverso la passione e la morte di croce. Di questo ha parlato apertamente ai discepoli, i quali però non hanno capito, anzi, hanno rifiutato questa prospettiva, perché non ragionano secondo Dio, ma secondo gli uomini. Per questo Gesù porta con sé tre di loro sulla montagna e rivela la sua gloria divina, splendore di Verità e d’Amore. Gesù vuole che questa luce possa illuminare i loro cuori quando attraverseranno il buio fitto della sua passione e morte, quando lo scandalo della croce sarà per loro insopportabile".
"Dio è luce - ha proseguito il Papa - e Gesù vuole donare ai suoi amici più intimi l’esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura, Gesù è la lampada che non si spegne mai".
"Tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della vita. Questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela (...). Saliamo con Gesù sul monte della preghiera e, contemplando il suo volto pieno d’amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente della sua luce". Infine Benedetto XVI ha invitato i fedeli a dedicare, ogni giorno della Quaresima qualche momento per la preghiera silenziosa e per l’ascolto della Parola di Dio.

TERMINE SETTIMANA ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA


Città del Vaticano, 3 marzo 2012 (VIS). Questa mattina hanno avuto termine gli Esercizi Spirituali di Quaresima ai quali hanno partecipato il Santo Padre Benedetto XVI e i membri della Curia romana. Le meditazioni sono state proposte dal Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo, sul tema: "La comunione del cristiano con Dio".
Il Papa ha indirizzato parole di ringraziamento al Cardinale Monsengwo Pasinya a nome dei presenti, per aver guidato in questi giorni "con grande competenza esegetica e con esperienza spirituale e pastorale", arricchendo le sue meditazioni con belle storie ed esempi "che ci hanno dato gioia e ci hanno aiutato". Benedetto XVI ha ricordato in particolare l'episodio in cui il Cardinale parlava di un amico, che, essendo in coma, aveva l'impressione di stare in un tunnel oscuro, ma alla fine vedeva un po' di luce e soprattutto sentiva una bella musica. "Mi sembra che questa possa essere una parabola della nostra vita - ha detto il Pontefice - spesso ci troviamo in un tunnel oscuro (...) ma, per la fede, alla fine vediamo luce e sentiamo una bella musica, percepiamo la bellezza di Dio, del cielo e della terra, di Dio creatore e della creatura; e così, è vero, spe sumus salvati".
Benedetto XVI ha inoltre indirizzato una Lettera al Cardinale Monsengwo Pasinya per ringraziarlo del "prezioso servizio" che il Porporato ha offerto al Papa ed ai suoi collaboratori. "Commentando alcuni passi della Prima Lettera di San Giovanni, Lei ci ha guidato in un itinerario di riscoperta del mistero di comunione in cui siamo stati inseriti a partire dal nostro Battesimo. Grazie anche a questo percorso da Lei sapientemente predisposto, il silenzio e la preghiera di questi giorni, in modo speciale l’adorazione eucaristica, sono stati ricolmi di profonda riconoscenza verso Dio, per il 'grande amoreì (1 Gv 3,1) che ci ha dato e con il quale ci ha legati a Sé in una relazione filiale, che fin d’ora costituisce la nostra più profonda realtà".
"Un motivo di particolare letizia è stato per me il poter cogliere nella sua stessa presenza e nel suo stile, venerato Fratello, la peculiare testimonianza di fede della Chiesa che crede, spera e ama nel Continente africano: un patrimonio spirituale che costituisce una grande ricchezza per tutto il Popolo di Dio e per il mondo intero, specialmente nella prospettiva della nuova evangelizzazione. Quale figlio della Chiesa in Africa, Ella ci ha fatto sperimentare ancora una volta quello scambio di doni che è uno degli aspetti più belli della comunione ecclesiale, in cui la varietà delle provenienze geografiche e culturali trova modo di esprimersi in maniera sinfonica nell’unità del Corpo mistico". Infine il Papa impartisce la Benedizione Apostolica al Cardinale ed ai sacerdoti e fedeli affidati alle sue cure pastorali.
Questa mattina il Santo Padre ha ripreso le sue consuete attività. Domani si recherà in visita pastorale alla Parrocchia di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, nel settore Sud della Diocesi di Roma, dove celebrerà la Santa Messa.

UDIENZE



Città del Vaticano, 4 Marzo (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza l'Arcivescovo Julio Murat, Nunzio Apostolico in Zambia, con i Familiari.

ALTRI ATTI PONTIFICI



Città del Vaticano, 5 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; l'Arcivescovo José Octavio Ruiz Arenas, emerito di Villavicencio (Colombia), Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il Vescovo Joseph Kalathiparambil, emerito di Calicut (India), Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.
Sabato 3 marzo il Santo Padre ha nominato il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni d'apertura del pellegrinaggio alla "Sacra Tunica", nel V centenario dell'ostensione pubblica della medesima, che avranno luogo nel Duomo di Trier (Repubblica Federale di Germania), il 13 aprile 2012.

venerdì 2 marzo 2012

LA CHIESA DEVE COMBATTERE CONTRO MENZOGNA AL SUO INTERNO E NEL MONDO

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). Nel corso delle meditazioni degli Esercizi Spirituali di Quaresima ai quali in questi giorni partecipano il Santo Padre e la Curia Romana, il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo, ha trattato il tema: "La comunione del cristiano con Dio".  Partendo dal segno della Croce, il Cardinale ha presentato le sue riflessioni su Dio, come vita, luce, verità, misericordia e guida amorosa, e si è poi soffermato sull'amore del mondo, la mancanza di fede in Gesù e il peccato del sacerdote.

Il segno della croce è molto più di un'abitudine, è un atto con il quale "aggiungiamo a ogni azione lo splendore della coscienza, il dinamismo della libertà". È un segno che significa "sacrificio per amore: è la morte per la risurrezione. Questo implica anche rinunciare alla vanità, al prestigio, alla brama di possedere o di dominare, per consacrare la propria opera a Cristo".

Nel contesto delle meditazioni su Dio come via, verità e vita, il Cardinale Monsengwo Pasinya ha fatto riferimento ad alcuni dei fenomeni più drammatici che caratterizzano il nostro tempo: guerre, corsa agli armamenti, genocidi, violenza politica, aborto e ogni forma di strumentalizzazione dell'uomo ed ha invitato a non rimanere indifferenti "di fronte alla repressione e allo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, a non abbassare la guardia, anche se il mistero del peccato sembra superarci".

"Occorre camminare nella luce, ossia decidersi ad abbandonare il peccato e a lasciare trasformare la propria vita dalla verità attraverso un cammino di conversione sempre rinnovata". La comprensione di Dio come verità interpella soprattutto "coloro che non hanno più coscienza del loro peccati, quelli che hanno perduto il senso del peccato perché non si pongono più il problema di Dio", come pure coloro che "non hanno più criteri di moralità, che confondono il bene e il male. Una tendenza, questa, che il cardinale ha messo in relazione con l''indifferentismo religioso che afferma che tutte le religioni sono valide, ma in realtà, vuole una morale facile'".

Il Cardinale ha ammesso che anche il sacerdote non è esente da tali errori "nella misura in cui l'aridità spirituale lo conduce spesso agli stessi difetti. Il ministero sacerdotale si trasforma allora in funzionamento, senza un vero senso di Dio". Nella meditazione successiva, il Cardinale Monsengwo Pasinya ha offerto come esempio il caso emblematico degli apostoli Pietro e Giuda. Il primo, di animo generoso, "è caduto perché è stato temerario e si è esposto da vicino al pericolo. Ma subito, abbandona il luogo della sua caduta e piange amaramente il suo peccato. Da qui, una lezione per tutti i sacerdoti: 'La nostra generosità non ci mette al riparo dal peccato. Occorre prendere delle misure di prudenza ed evitare la temerarietà esponendosi alle cadute. In ogni situazione, qualunque cosa succeda, il Signore è sempre al nostro fianco. La più grande ingiuria che possiamo fargli è di dubitare della sua misericordia, come Giuda".

"Vivere nella verità - ha sottolineato il Porporato - è vivere secondo le beatitudini. È ripudiare le menzogne nelle nostre parole e nelle nostre azioni. È rigettare l'ipocrisia che ci spinge ad apparire diversamente da come siamo". Anche la Chiesa deve combattere contro la menzogna e l'inganno al suo interno e nel mondo "affinché la verità del Vangelo di Cristo sia conosciuta e vissuta".

PREDICHE QURESIMA: PADRI DELLA CHIESA MAESTRI DI FEDE

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). "Ricordatevi dei vostri Capi e imitatene la fede" (Ebrei, 13,17) è il tema reso pubblico, nella giornata di ieri, dalla Prefettura della Casa Pontificia per le quattro prediche di Quaresima 2012, tenute da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., nei prossimi quattro venerdì, a partire dal 9 marzo, con la partecipazione del Santo Padre. La prima settimana della Quaresima è stata dedicata agli Esercizi Spirituali del Santo Padre e della Curia Romana.
Nel Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, afferma: "In preparazione all'anno della fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, le quattro prediche di Quaresima si propongono di attingere slancio e ridare freschezza al nostro credere, mediante un rinnovato contatto con i 'giganti della fede' del passato. Ci metteremo ogni volta alla scuola di uno dei 'quattro grandi dottori della Chiesa orientale' – Atanasio, Basilio, Gregorio Nazianzeno e Gregorio Nisseno – per vedere cosa ognuno di essi dice a noi oggi a proposito del dogma di cui è stato il campione; rispettivamente: la divinità di Cristo, lo Spirito Santo, la Trinità e la conoscenza di Dio".
Citando il Servo di Dio Paolo VI, Padre Cantalamessa ricorda che "il ritorno ai Padri della Chiesa fa parte di quella risalita alle origini cristiane, senza la quale non sarebbe possibile attuare il rinnovamento biblico, la riforma liturgica e la nuova ricerca teologica auspicata dal Concilio Ecumenico Vaticano II".
Le prediche si tengono nella Cappella "Redemptoris Mater" alle ore 9:00 nei venerdì di Quaresima: 9, 16, 23, 30 marzo.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Puerto Gaitán (Colombia) presentata dal Vescovo José Alberto Rozo Gutiérrez, S.M.M., per raggiunti limiti d'età.

giovedì 1 marzo 2012

SOLIDARIETÀ CON I CRISTIANI DI TERRA SANTA

Città del Vaticano, 1 marzo 2012 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del mondo per chiedere il loro sostegno con la Collecta pro Terra Sancta, che si tiene come di consueto il Venerdì Santo. La lettera, a firma del Cardinale Prefetto Sandri e del Segretario, Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., ha la finalità di sensibilizzare l'intera Chiesa Cattolica a favore della Terra Santa, promuovendo particolari iniziative di preghiera  e di carità fraterna per i cristiani di Gerusalemme, Israele e Palestina e dei paesi circostanti.

"Il Figlio di Dio fatto uomo, dopo averla attraversata per annunciare il Regno ed aver confermato la parola con prodigi e segni (cf At 2,22), è salito alla Santa Città per immolare Sé stesso (...). Da allora ogni cristiano ritrova se stesso in quella Città e in quella Terra. Ciò è possibile perché ancora oggi i pastori posti dal Signore Gesù vi raccolgono i fratelli e le sorelle nella fede a celebrare l’amore di Colui che 'fa nuove tutte le cose'”.

"La Congregazione per le Chiese Orientali ricorda ai vescovi del mondo intero la costante richiesta di Papa Benedetto XVI affinché sia generosamente sostenuta la missione della Chiesa nei Luoghi Santi. E’ una missione specificamente pastorale, ma nel contempo offre a tutti indistintamente un encomiabile servizio sociale. Così cresce quella fraternità che abbatte le divisioni e le discriminazioni per inaugurare sempre di nuovo il dialogo ecumenico e la collaborazione interreligiosa. Ciò costituisce un’ammirevole opera di pace e di riconciliazione, tanto più necessaria oggi, preoccupati come siamo con il Santo Padre, “per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria e la Terra Santa” (...).

Il Venerdì Santo quest'anno sembra interpretare ancor più le necessità dei pastori e dei fedeli, le quali sono racchiuse nelle sofferenze di tutto il Medio Oriente. Per i discepoli di Cristo le ostilità sono il pane quotidiano che alimenta la fede e talora fanno risuonare l'eco del martirio in tutta la sua attualità. L'emigrazione cristiana è acuita dalla mancanza di pace, che tenta di impoverire la speranza, mutandosi nella paura di essere soli davanti ad un futuro che sembra non esistere se non come abbandono della propria patria".

"Come per l’evangelico chicco di frumento (cf Gv 12,24), la fatica dei cristiani di Terra Santa prepara senz’altro un domani di bene, ma chiede oggi di sostenere scuole, assistenza sanitaria, necessità abitative, luoghi di aggregazione e tutto quanto ha saputo suscitare la generosità della Chiesa". (...)

"Abbiamo il dovere di restituire il patrimonio spirituale ricevuto dalla loro millenaria fedeltà alle verità della fede cristiana. Lo possiamo e lo dobbiamo fare con la nostra preghiera, con la concretezza del nostro aiuto, con i pellegrinaggi. L’Anno della Fede, nel cinquantesimo del Concilio Ecumenico Vaticano II, fornirà motivazioni singolari per muovere i nostri passi verso quella Terra (...). Il prossimo Venerdì Santo, attorno alla Croce di Cristo, ci sentiremo insieme a questi nostri fratelli e alle sorelle: la solitudine che talora si affaccia fortemente nella loro esistenza sia vinta dalla nostra fraternità".

Questa mattina, inoltre, è stato reso pubblico un rapporto della Custodia di Terra Santa (Provincia dell'Ordine dei Frati Minori), che  illustra in forma dettagliata le opere realizzate grazie alla Collecta del 2011. Numerosi sono stati i lavori di ristrutturazione e manutenzione di santuari, chiese e conventi dei Luoghi Santi, a Betlemme, a Gerusalemme (fra i quali  Getsemani e Santuario della Flagellazione), Jaffa, Magdala e  Monte Tabor. Altri lavori hanno migliorato le infrastrutture per l'accoglienza dei pellegrini.

Una parte importante dei fondi è stata destinata a borse di studio per studenti universitari, ad aiuti a piccole imprese artigiane, costruzione di abitazioni, scuole ed impianti sportivi per bambini. Destinatari degli aiuti, che hanno compreso anche istituzioni culturali, sono stati i bisognosi, le famiglie e le comunità parrocchiali.

GESÙ NOSTRO CONTEMPORANEO

Città del Vaticano, 1 marzo (VIS). In occasione del Convegno internazionale "Gesù, nostro contemporaneo", promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana e tenutosi recentemente a Roma, il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

"Il nome e il messaggio di Gesù di Nazaret, - scrive Benedetto XVI - trovano frequentemente interesse ed esercitano una forte attrattiva, anche in coloro che non giungono ad aderire alla sua parola di salvezza. Siamo quindi stimolati a suscitare in noi stessi e dovunque una comprensione sempre più profonda e compiuta della figura reale di Gesù Cristo, quale può scaturire solo dall’ermeneutica della fede posta in fecondo rapporto con la ragione storica. A questo fine ho scritto i miei due libri dedicati a Gesù di Nazaret".

"Nel corso del mio Pontificato, ho più volte richiamato la priorità costituita dall’aprire a Dio una strada nel cuore e nella vita degli uomini. (...). Non a un indefinito ente superiore o a una forza cosmica possiamo affidare le nostre vite, ma al Dio il cui volto di Padre ci è stato reso familiare dal Figlio, 'pieno di grazia e di verità' (Gv 1, 14). È Gesù la chiave che ci apre la porta della sapienza e dell’amore, che spezza la nostra solitudine e tiene accesa la speranza davanti al mistero del male e della morte. La vicenda di Gesù di Nazaret, nel cui nome ancora oggi molti credenti, in diversi Paesi del mondo, affrontano sofferenze e persecuzioni, non può dunque restare confinata in un lontano passato, ma è decisiva per la nostra fede oggi".

"Cosa significa affermare che Gesù di Nazaret, vissuto tra la Galilea e la Giudea duemila anni fa, è 'contemporaneo' di ciascun uomo e donna che vive oggi e in ogni tempo? Ce lo spiega Romano Guardini con parole che rimangono attuali come quando furono scritte: 'La sua vita terrena è entrata nell’eternità e in tal modo è correlata ad ogni ora del tempo terreno redento dal suo sacrificio'" (...)

"Gesù è entrato per sempre nella storia umana e vi continua a vivere, con la sua bellezza e potenza, in quel corpo fragile e sempre bisognoso di purificazione, ma anche infinitamente ricolmo dell’amore divino, che è la Chiesa. A Lui essa si rivolge nella Liturgia, per lodarlo e ricevere la vita autentica. La contemporaneità di Gesù si rivela in modo speciale nell’Eucaristia, in cui Egli è presente con la sua passione, morte e risurrezione. È questo il motivo che rende la Chiesa contemporanea di ogni uomo, capace di abbracciare tutti gli uomini e tutte le epoche perché guidata dallo Spirito Santo al fine di continuare l’opera di Gesù nella storia".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MARZO 2012


Città del Vaticano, 1 marzo 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di marzo affidate dal Papa all'apostolato della preghiera.

Generale: Perché sia adeguatamente riconosciuto in tutto il mondo il contributo delle donne allo sviluppo della società.

Missionaria: Perché lo Spirito Santo conceda perseveranza a quanti, particolarmente in Asia, sono discriminati, perseguitati e messi a morte a causa del nome di Cristo.

mercoledì 29 febbraio 2012

VIETNAM INVITA CHIESA CATTOLICA A PARTECIPARE SVILUPPO NAZIONALE

Città del Vaticano, 29 Febbraio 2012 (VIS). I giorni 27 e 28 febbraio si è svolto ad Hanoi (Vietnam), il terzo incontro del gruppo di lavoro Vietnam-Santa Sede, con la presidenza congiunta dei capi delle due delegazioni: il Vice Ministro degli Affari Esteri del Vietnam, Signor Bui Thanh Son e il Mons. Ettore  Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

Un Comunicato pubblicato dal gruppo di lavoro, rende noto che nel corso dell'incontro, svoltosi "in un clima di cordialità, franchezza e mutuo rispetto", sono stati esaminati problemi di carattere internazionale ed è stato analizzato il progresso dei rapporti fra le due parti dall'ultimo incontro del giugno 2010; infine sono state discusse questioni relative alla Chiesa Cattolica in Vietnam.

"La delegazione vietnamita - si legge nel Comunicato - ha sottolineato che lo Stato del Vietnam ha sempre attuato ed ha continuamente migliorato la politica di rispetto e di garanzia della libertà di credo e di religione per il popolo. Ha incoraggiato la Chiesa Cattolica in Vietnam a partecipare attivamente ed effettivamente allo sviluppo nazionale, economico e sociale del tempo attuale".

"La Delegazione della Santa Sede, a sua volta, ha preso nota di queste considerazioni ed ha espresso apprezzamento per l'attenzione riservata dalle Autorità civili alle attività della Chiesa Cattolica. (...) La Santa Sede ha formulato l'auspicio che il suo ruolo e la sua missione siano rafforzati ed estesi, affinché vengano consolidati i legami tra la Santa Sede  e la Chiesa Cattolica in Vietnam", come pure i rapporti tra la Sede Apostolica e il Vietnam. Al riguardo si è inteso facilitare il lavoro dell'Arcivescovo Leopoldo Girelli, Inviato Speciale non residente, "perché possa svolgere al meglio la sua missione".

"Inoltre - si legge ancora nel Comunicato - entrambe le parti hanno richiamato gli insegnamenti di Sua Santità Papa Benedetto XVI" relativamente alle "sue considerazioni sull'essere un buon cattolico e un buon cittadino, sottolineando la necessità di una continua collaborazione tra la Chiesa Cattolica e le Autorità civili per attuare, concretamente e praticamente, tali insegnamenti in tutte le attività".

"Le due parti hanno condiviso la valutazione che i rapporti tra il Vietnam e la Santa Sede hanno ottenuto sviluppi positivi sulla base della buona volontà e del dialogo costruttivo, come anche sul rispetto dei principi fondanti di tale rapporto".

Le due parti hanno concordato di ritrovarsi in Vaticano per il quarto incontro le cui date saranno stabilite mediante canali diplomatici.

La Delegazione della Santa Sede ha compiuto visite di cortesia al Signor Pham Binh Minh, Ministro della Affari Esteri, al Signor Nguyen Thanh Xuan, Vice-Presidente del Comitato governativo per gli Affari religiosi e ad alcune istituzioni cattoliche del Vietnam

OLTRE DUE MILIONI DI DOLLARI PER PAESI DEL SAHEL

Città del Vaticano, 29 febbraio 2012 (VIS). Recentemente si è conclusa a Roma la XXX Sessione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel (regione subsahariana che si estende dall'Oceano Atlantico al Corno d'Africa, passando per gli stati centro-settentrionali del continente africano). 

Monsignor Giampietro Dal Toso, Segretario del Pontificio Consiglio "Cor Unum" di cui fa parte la Fondazione, ha spiegato, in una intervista alla Radio Vaticana, che nel corso della sessione, il Consiglio ha studiato diversi progetti presentati annualmente alla Fondazione per essere finanziati. "Quest'anno superiamo i due milioni di dollari in aiuti per quasi 200 progetti che sono distribuiti per i nove Paesi che fanno parte della Fondazione e che riguardano in particolare la lotta alla desertificazione, quindi la lotta alla siccità, l'irrigazione e la formazione".

Il fatto che si ripresenti quest'anno di nuovo il problema della siccità nel Sahel, ha detto Monsignor Dal Toso, conferma l'importanza degli interventi della Fondazione. La scarsità di alimenti, conseguenza dell'impatto della siccità sull'agricoltura "avrà il suo apice nei prossimi mesi. (...) Sia la comunità internazionale sia, nello specifico, alcuni organismi cattolici stanno cercando di intervenire per prevenire questa crisi".

  Il Segretario di Cor Unum afferma che la Chiesa Cattolica è minoritaria nei paesi del Sahel "in alcuni casi una minoranza veramente minuscola, in un ambiente segnato soprattutto dall'Islam o dalle religioni tradizionali". La Fondazione Giovanni Paolo II è perciò "uno strumento di dialogo concreto con altre religioni. (...) Come ci sta insegnando il Papa insistentemente in questi ultimi tempi, la fede si manifesta nelle opere e quello che riusciamo a manifestare attraverso la carità vuole essere alla fine nel piccolo, nel possibile, una testimonianza di Cristo".

Occorre ricordare che la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel ha origine dopo la prima visita del Beato Giovanni Paolo II in Africa (maggio 1980), dove rimase impressionatodalla grande tragedia provocata dalla siccità e dalla desertificazione. La Fondazione fu istituita con un Chirografo il 22 febbraio 1984, e da allora si dedica alla gestione e protezione delle risorse naturali, alla lotta contro la siccità e la povertà, allo sviluppo rurale, coinvolgendo la popolazione locale. 

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Sacerdote Luiz Henrique da Silva Brito, Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 6.158.000; cattolici: 3.737.000; sacerdoti: 602; religiosi: 1.044; diaconi permanenti: 124), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a  São Gonçalo (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1991. Nel 1992 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia “São Sebastião” nella diocesi di Campos; dal 1993 al 2003 è stato Parroco della Parrocchia “Santo Antônio de Pádua”; dal 2006 al 2012 è stato Parroco della Parrocchia “Santa Helena” (2006-2010); è stato Cancelliere, Direttore Spirituale del Seminario diocesano “Maria Imaculada” e Parroco della Parrocchia “São Benedito”. Nell’arcidiocesi di Niterói, ha svolto l’incarico di Difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico arcidiocesano e Professore di Teologia Morale presso il Seminario Arcivescovile.
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