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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 6 maggio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Charles Henry Dufour, di Montego Bay (Giamaica).
- Il Vescovo Louis Sankalé, di Cayenne (Guyana Francese)
- Il Vescovo Dorick McGowan Wright, Ausiliare di Belize City-Belmopan (Belize).

Sabato 4 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Robert Rivas, O.P., di Kingstown (San Vincenzo e Grenadine).
- Il Vescovo Paul Michael Boyle, C.P., di Mandeville (Giamaica).
- Il Vescovo Malcolm Patrick Galt, C.S.Sp., di Bridgetown (Barbados).
- Il Vescovo Robert Kurtz, C.R., di Hamilton in Bermuda (Bermude).
- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Nunzio Apostolico, Segretario e con il Monsignor Krzysztof Nitkiewicz, Sotto-Segretario della medesima Congregazione.
AL:AP/…/… VIS 20020506 (160)

IN BREVE

IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II, TRAMITE IL CARDINALE ANGELO SODANO, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma al Vescovo Patrick Francis Sheehan, O.S.A., di Kano (Nigeria), per "il disastroso incidente aereo di Kano" che ha causato oltre 140 vittime. Esprimendo "il suo cordoglio alle famiglie e agli amici delle vittime", il Papa ha offerto "la sua sincera vicinanza ai sopravvissuti e a quanti sono stati colpiti da questa terribile tragedia", invocando "su di essi le confortanti e fortificanti benedizioni divine".

IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, A NOME DEL SANTO PADRE, ha fatto pervenire al Vescovo Fidel León Cadavid Marín, di Quibdó (Colombia), un telegramma nel quale si legge che "Sua Santità Giovanni Paolo II ha appreso con profonda tristezza la notizia dell'esecrabile attentato perpetrato dalla guerriglia con bombe incendiarie, che ha causato un gran numero di vittime e numerosissimi feriti fra la popolazione civile rifugiatasi nella Chiesa di Bellavista a Bojayá. In quest'occasione, il Santo Padre esprime ancora una volta la sua ferma condanna per questi nuovi atti terroristici che attentano alla pacifica convivenza e offendono i sentimenti del caro popolo colombiano". Il Papa ha offerto preghiere per le vittime, per le loro famiglie e per i loro amici, esprimendo la sua vicinanza spirituale alla comunità ecclesiale di Quibdó.

IL CARDINALE JOSÉ T. SANCHEZ, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, prenderà possesso del Titolo di San Pio V a Villa Carpegna, Diaconia elevata 'pro hac vice' a Titolo Presbiterale, in Largo San Pio V, 3, domenica 12 maggio 2002, Solennità dell'Ascensione del Signore, alle ore 19:00, secondo quanto comunicato dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
…/IN BREVE/… VIS 20020506 (280)

ALLE GUARDIE SVIZZERE: VIVIATE PIENAMENTE VOSTRA MISSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto, nella Sala Clementina, gli ufficiali e le nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia - che questo pomeriggio presteranno giuramento - insieme ai familiari e agli amici.

Nel suo discorso in lingua tedesca, italiana e francese, il Santo Padre, rivolgendosi alle nuove reclute, ha auspicato che: "nonostante le difficoltà e le fatiche del vostro servizio, viviate pienamente questo tempo di missione come approfondimento della vostra fede e del vostro attaccamento alla Chiesa, e come esperienza di fraternità fra di voi. Siate attenti gli uni verso gli altri, per sostenervi nel lavoro quotidiano e per arricchirvi reciprocamente".

"Care reclute, non dimenticate mai di vivere il responsabile servizio che prestate alla Santa Sede in qualità di 'soldati del Papa', come missione che il Signore stesso vi affida. Profittate del tempo che trascorrete qui a Roma, nel centro della Chiesa, per crescere nell'amicizia con Cristo e camminare verso la meta di ogni vera vita cristiana: la santità".
AC/GUARDIA SVIZZERA/… VIS 20020506 (180)

STATISTICHE DELLA CHIESA NEL MONDO: 1978 - 2000


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2002 (VIS). In occasione dell'imminente presentazione dell'Annuario Statistico della Chiesa, preparato dall'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, riportante i dati relativi all'anno 2000, è stato reso pubblico un Comunicato che illustra le modifiche delle caratteristiche dell'attività pastorale in tutti i continenti fra il 1978, anno di inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II e l'anno 2000.

Il numero di fedeli battezzati è venuto progressivamente accrescendosi a livello planetario, passando da 757 milioni nel 1978 a 1.045 milioni nel 2000, con un incremento di circa il 38%. Si va da un 62,8% di fedeli battezzati presenti nella popolazione dell'America, al 40% in Europa, fino al 2,9% in Asia.

Fra il 1978 e il 2000 il numero dei Vescovi è passato da 3.714 a 4.541, con un aumento relativo che sfiora il 22%. Dal 1978 la distribuzione dei Vescovi nelle differenti aree geografiche è rimasta sostanzialmente invariata. In particolare l'intera America raccoglie il 37,3% di tutti i Presuli, seguita dall'Europa con il 33%, dall'Asia con il 13,8%, dall'Africa con il 13,2% e dall'Oceania con il 2,7%.

Riguardo alla variazione numerica dei sacerdoti, nel 2000 il loro numero contava 405.178 (di cui 265.781 diocesani e 139.397 religiosi), con una decrescita rispetto al 1978 del 3,75% risultante dal decremento del 12,04% del clero diocesano e dall'aumento dell'1,26% di quello religioso. Mentre in Europa, la diminuzione del numero di sacerdoti diocesani è progressiva, la diminuzione del numero di religiosi è di più lieve entità. Invece in Africa, in Asia, in America e in Oceania si sono verificati aumenti più o meno consistenti.

I diaconi permanenti costituiscono il gruppo in più forte evoluzione nel corso del tempo: complessivamente in tutti i continenti si sono più che quintuplicati, con un incremento relativo del 400,25%. Fra il 1978 e l'anno 2000 si è passati da un totale di 5.562 ad un totale di 27.824.

I religiosi professi non sacerdoti sono passati da un totale di 75.802 nel 1978 ad un totale di 55.057 nel 2000. La decrescita ha riguardato in primo luogo l'Oceania, l'Europa e l'America, mentre è stato riscontrato un incremento in Africa ed in Asia. Riguardo alle religiose professe, nel 1978 si contavano quasi un milione di persone, mentre nel 2000 le religiose contavano 801.000 persone, con un decremento relativo del 19%, su un arco di 22 anni.

Riguardo al numero di catechisti, di missionari laici e di membri di Istituti Secolari, solo gli ultimi hanno subito una lievissima flessione nei dieci anni considerati (1990-2000), mentre i missionari laici e i catechisti sono aumentati considerevolmente di numero.

Infine, il numero dei candidati al sacerdozio è venuto crescendo, globalmente, nel tempo. Dai 64.000 che erano nel 1978 sono passati a 111.000 nel 2000 con una tendenza di crescita continua ed ininterrotta, in tutti gli anni di tale intervallo temporale.
…/STATISTICHE CHIESA/… VIS 20020506 (480)

MEMBRI "CURSILLOS DE CRISTIANDAD" RICEVUTI DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, nel ricevere 350 membri del Movimento "Cursillos de Cristiandad", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato, all'inizio del suo discorso, che: "il piccolo seme gettato in Spagna più di cinquant'anni fa" è diventato così ricco di frutti che "i 'Cursillos de Cristiandad' sono attualmente presenti in più di 60 Paesi di tutti i continenti e in ben 800 Diocesi".

Ricordando gli Incontri con i 'Cursillos' e con gli appartenenti ai Movimenti Ecclesiali e alle Nuove Comunità, il Santo Padre ha affermato: "In quell'occasione riconoscevo in queste nuove realtà ecclesiali una risposta provvidenziale, suscitata dallo Spirito Santo per la formazione cristiana e per l'evangelizzazione. Allo stesso tempo, però, esortavo a crescere nella coscienza e nell'identità ecclesiale".

"L'invito conserva tutta la sua attualità e urgenza" - ha proseguito il Pontefice - "Nella linea di questo impegno per il raggiungimento di una sempre più solida maturità ecclesiale si pone la richiesta che l'Organismo mondiale dei 'Cursillos' ha sottoposto al competente Dicastero della Curia Romana, per ottenere il riconoscimento canonico e l'approvazione degli Statuti".

"Che cosa significa, infatti, l'annunzio kerygmatico che costituisce il cuore del vostro Movimento, se non quel 'fissare lo sguardo sul volto di Cristo' (…)? Che cosa comporta tale sguardo, se non un affidarsi al 'primato della grazia', per intraprendere un cammino di catechesi e di preghiera, di conversione e di santità di vita? Quali frutti esso produce, se non un più saldo senso di appartenenza alla Chiesa e un rinnovato slancio di evangelizzazione negli ambienti di vita e di attività quotidiana?".
AC/CURSILLOS CRISTIANDAD/… VIS 20020506 (280)

AI GIOVANI: SIATE SALE E LUCE PER COLORO CHE INCONTRATE


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i Vescovi della Campania nella residenza del Vescovo di Ischia, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha raggiunto Forio d'Ischia per l'incontro con i giovani, previsto per le ore 17:00 nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Il Papa ha ricordato alle migliaia di giovani presenti nel piazzale che: "'Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo'. Queste parole di Gesù, (…), costituiscono il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Così il Maestro divino si rivolse ai suoi discepoli sulle rive del Lago di Galilea, duemila anni fa. Così di nuovo parlerà a migliaia di giovani cristiani di ogni parte del mondo, nella prossima estate, a Toronto".

"Quando non esistevano mezzi per garantire la lunga conservazione degli alimenti" - ha spiegato il Santo Padre - "il sale non aveva solo la funzione di dare sapore, ma era spesso indispensabile per garantire la stessa possibilità di accesso ai cibi. Dicendo 'voi siete il sale della terra', il Redentore affidava ai discepoli una duplice missione: dare sapore alla vita, mostrandone il senso rivelato in Lui, e consentire a tutti l'accesso al nutrimento che viene dall'Alto. (…) Giovani di Ischia, siate il sale della terra, che dà sapore e bellezza alla vita. (…) Siate il sale che consente al nutrimento del Cielo di essere distribuito a tutti".

"'Voi siete la luce del mondo'. Ecco l'altro messaggio di Gesù ai suoi discepoli" - ha proseguito il Pontefice - "La luce ha la caratteristica di fugare le tenebre, di riscaldare ciò che raggiunge, di esaltarne le forme. Tutto questo lo fa con velocità altissima. Essere luce del mondo vuol dire allora per i cristiani, e specialmente per i giovani cristiani, diffondere dovunque la luce che viene dall'Alto. Vuol dire combattere l'oscurità, tanto quella dovuta alla resistenza del male e del peccato, quanto quella causata da ignoranza e pregiudizi. Giovani di Ischia, siate raggi della luce di Cristo. (…) Propagate questa luce in ogni ambiente, specialmente là dove Gesù non è conosciuto e amato o è addirittura rifiutato. (…) Questo messaggio va trasmesso con la velocità della luce! Non perdete tempo".

Concluso l'incontro con i giovani, il Papa ha raggiunto in auto l'eliporto di Casamicciola ed alle ore 18:15 è ripartito, in elicottero, per la Città del Vaticano.
PV-ISCHIA/GIOVANI/FORIO VIS 20020506 (410)

IL PAPA SPERA DI RECARSI NUOVAMENTE AL SANTUARIO DI POMPEI


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Al termine della Concelebrazione Eucaristica, il Santo Padre ha guidato la recita del "Regina Coeli" con i fedeli presenti nel Piazzale Aragonese di Ischia-Ponte. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha presentato alcune riflessioni sulla Vergine Maria ricordando che il mese di maggio è tradizionalmente dedicato alla recita del Santo Rosario.

"Parlando del Rosario" - ha detto il Pontefice - "il mio pensiero va alla città di Pompei, che sorge a poca distanza da qui. In essa il Beato Bartolo Longo volle dedicare alla Vergine del Santo Rosario un tempio, divenuto il cuore mariano della Campania, noto nel mondo intero. Nel sorvolare i cieli di questa bella Regione, ho pensato con devoto affetto a quel caro Santuario, dove, a Dio piacendo, spero di potermi nuovamente recare".

Giovanni Paolo II ha proseguito dicendo: "Il mio pensiero va ai nostri fratelli orientali, che oggi celebrano, secondo il loro calendario, la festa di Pasqua. Ci uniamo di cuore alla loro esultanza per la risurrezione di Cristo, pregando il nostro comune Signore perché quanto prima tutti i cristiani possano sperimentare la gioia della piena unità".

Al termine delle sue riflessioni il Santo Padre ha affermato che: "Resta sempre davanti al mio cuore la difficile situazione in cui versano non poche popolazioni nel mondo. Vorrei presentare alla Vergine la richiesta di sicurezza e di pace che sale insistente da tante parti e specialmente dalla Terra Santa. Vi invito a pregare con me la Madonna per ottenere l'esaudimento di quelle accorate invocazioni".
PV-ISCHIA/REGINA COELI/ISCHIA-PONTE VIS 20020506 (270)

CHIESA DI ISCHIA: SII DOCILE E OBBEDIENTE ALLA PAROLA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 9:00 di questa mattina, Giovanni Paolo II è partito in elicottero dall'eliporto della Città del Vaticano per la Visita Pastorale nell'Isola di Ischia, dando inizio al 141° viaggio pastorale in Italia. Ad accogliere il Papa all'eliporto, allestito a Casamicciola per l'occasione, erano presenti le autorità civili e religiose del luogo. Successivamente il Santo Padre ha raggiunto in automobile il Piazzale Aragonese a Ischia-Ponte, per la celebrazione, alle ore 10:30, della Santa Messa della VI Domenica di Pasqua.

Nell'omelia Giovanni Paolo II ha rivolto ai presenti "tre parole importanti", prese dalle letture bibliche di oggi. La prima è "ascolta!" L'ascolto delle parole di Filippo, testimone di Gesù, "che parla di Lui con amore ed entusiasmo, produce, come frutto immediato, la gioia. (…) Comunità cristiana di Ischia, se vuoi sperimentare anche tu questa gioia, resta in ascolto della Parola di Dio!".

Il Santo Padre ha affermato che la seconda parola importante è "'accogli!'. La vostra splendida isola, meta di un gran numero di visitatori e turisti, conosce bene il valore dell'accoglienza. Ischia, pertanto, può diventare un laboratorio privilegiato anche di quella tipica accoglienza, che i discepoli di Cristo sono chiamati ad offrire a tutti, da qualunque paese provengano e a qualsiasi cultura appartengano".

Riferendosi alla terza parola importante "ama", il Papa ha affermato: "L'ascolto e l'accoglienza aprono l'animo all'amore. (…) Quando si sperimenta l'amore di Dio, si è più pronti a seguire Colui che ha amato i suoi discepoli 'sino alla fine', cioè fino al dono totale di sé. È di questo amore che l'umanità, oggi forse più che mai, ha bisogno, perché solo l'amore è credibile. È la fede incrollabile in questo amore che ispira ai discepoli di Gesù di ogni epoca pensieri di pace, spalancando orizzonti di perdono e di concordia".

"Chiesa che vivi in Ischia: sii docile e obbediente alla Parola di Dio e sarai laboratorio di pace e di autentico amore. Diventerai Chiesa sempre più accogliente, dove tutti si sentono a casa. Coloro che vengono a visitarti ripartiranno rinfrancati nel corpo, ma ancor più rinvigoriti nello spirito".
PV-ISCHIA/SANTA MESSA/ISCHIA-PONTE VIS 20020506 (360)

venerdì 3 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Basil Myron Schott, O.F.M., finora Vescovo di Parma dei Ruteni (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Pittsburgh dei Bizantini (cattolici: 64.986; sacerdoti: 74; religiosi: 116), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1939 a Freeland (Stati Uniti d'America), nel 1958 è entrato nel noviziato dei francescani bizantini dell'Ordine dei Frati Minori, dove ha emesso i voti ed è stato ordinato sacerdote nel 1959, ricevendo la consacrazione episcopale nel 1996.

- L'Arciprete John Kudrick, finora Amministratore Arcieparchiale di Pittsburgh e Rettore della Cattedrale (Stati Uniti d'America), Vescovo di Parma dei Ruteni (cattolici: 12.572; sacerdoti: 45; religiosi: 17; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Lloydell (Stati Uniti d'America), nel 1967 è entrato nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco ed ha emesso i voti perpetui nel 1972, ricevendo l'ordinazione sacerdotale nel 1975.

- Il Monsignor Mark Benedict Coleridge, finora Officiale della Segreteria di Stato, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.365.173; cattolici: 995.797; sacerdoti: 611; religiosi: 1.988; diaconi permanenti: 1), Australia.
NER:NEA/.../... VIS 20020503

GIURAMENTO DI 28 NUOVE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il pomeriggio di lunedì 6 maggio, in commemorazione dei 147 soldati elvetici morti eroicamente, in difesa del Sommo Pontefice Papa Clemente VII durante il Sacco di Roma, il 6 maggio 1527, avrà luogo, nel cortile di San Damaso, nel Palazzo Apostolico dello Stato della Città del Vaticano, il giuramento di 28 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia.

Diciotto nuove guardie presteranno giuramento in lingua tedesca, sei in lingua italiana e quattro in lingua francese. Saranno presenti autorità vaticane, rappresentanze delle legazioni diplomatiche, dell'esercito della Confederazione Elvetica e di altri paesi.

Alle 7:30, le Guardie Svizzere e i loro famigliari assisteranno alla Santa Messa, celebrata dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico e alle ore 8:45 parteciperanno alla cerimonia di commemorazione per i Caduti del Corpo nel Cortile d'Onore della caserma davanti al Monumento ai Caduti. In mattinata è prevista un'udienza con il Santo Padre. Infine, alle ore 17:00, si svolgerà la cerimonia del giuramento delle nuove reclute.
…/GIURAMENTO GUARDIE SVIZZERE/… VIS 20020503 (180)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile).
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo John Joseph Myers, di Newark (Stati Uniti d'America) e Superiore della Missione "sui iuris" di Turks and Caicos (Turks and Caicos).
- Il Vescovo Aloysius Ferdinandus Zichem, C.SS.R., di Paramaribo (Suriname).
- Il Vescovo Benedict Singh, di Georgetown (Repubblica Cooperativistica della Guyana).
- Il Vescovo Sydney Anicetus Charles, di Saint George's in Grenada (Grenada).
- Il Vescovo Donald James Reece, di Saint John's-Basseterre (Anguilla) (Antigua e Barbuda, Saint Kitts e Nevis).
- Il Vescovo Ernest Mesmin Lucien Cabo, di Basse-Terre (Guadalupa).
AP:AL/…/… VIS 20020503 (130)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera di Giovanni Paolo II per il mese di maggio è la seguente: "Perché i cristiani vivano la fede in maniera coerente e siano testimoni credibili della speranza evangelica".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché, con l'aiuto di Maria Santissima, Vergine e Madre, in ogni Paese e cultura sia tutelata e promossa la vocazione familiare e sociale della donna".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/MAGGIO/… VIS 20020503 (80)

EUROPA: RECUPERARE IDENTITA' AUTENTICA NEL CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Giuseppe Verucchi, di Ravenna-Cervia (Italia), nella ricorrenza del "millenario della costruzione della prima Chiesa dedicata in Ravenna a Sant'Adalberto, Vescovo di Praga e dell'invio in Polonia dei monaci Giovanni di Classe e Benedetto di Benevento".

Il Santo Padre scrive nel Messaggio, datato 23 aprile, che il progetto di evangelizzazione di Papa Silvestro II e dell'Imperatore Ottone III "diviene stimolo per i credenti di oggi a rendersi sempre più consapevoli del fatto che il grande mosaico dell'identità sociale e religiosa del continente europeo trova nella fede cristiana uno dei principali fattori della sua unità più profonda".

"Il ricordo di Adalberto, di Romualdo, di Giovanni e di Benedetto" - si legge ancora nel Messaggio - "in questa ricorrenza giubilare, richiami codesta Comunità diocesana e ogni cristiano a salvaguardare la dimensione spirituale e morale dell'Europa, offrendo al progetto dell'unità dei popoli europei un 'ancoraggio trascendente' mediante un esplicito riconoscimento dei 'diritti di Dio'. È questa l'unica garanzia veramente inoppugnabile della dignità dell'uomo e della libertà dei popoli".

"Andando oltre le pur necessarie normative tecniche, amministrative, economiche e monetarie, si deve recuperare quell'identità autentica e quel patrimonio di civiltà, che hanno nel cristianesimo una componente fondamentale, ispiratrice di quel sogno di un universalismo europeo che è stato conservato durante tante generazioni".

Come Adalberto, Romualdo, Giovanni e Benedetto superarono grazie alla fede "le tentazioni di anguste visioni esistenziali e politiche", anche ora "sarà la piena adesione a valori di matrice cristiana, quali la spiritualità, la solidarietà, la sussidiarietà, la centralità della persona, che permetterà all'Europa di svilupparsi in maniera armonica e di svolgere un ruolo significativo nel consesso delle Nazioni".
MESS/MILLENARIO CHIESA/RAVENNA:VERUCCHI VIS 20020503 (300)

NUOVO AMBASCIATORE DEL MAROCCO RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, il Signor Mohamed Sbihi, nuovo Ambasciatore del Regno del Marocco presso la Santa Sede, ha presentato al Santo Padre Giovanni Paolo II le Lettere Credenziali. Nei rispettivi discorsi, il Pontefice ed il nuovo Ambasciatore hanno ricordato i legami fra il Marocco e la Santa Sede risalenti al XIII secolo. Il Papa ha sottolineato come il Marocco, per la sua posizione geografica e la sua storia, sia terra d'incontro di popoli, culture e religioni e possa "ricoprire un grande ruolo" nella promozione del dialogo per la pace.

Il Santo Padre ha ricordato le circostanze difficili della situazione internazionale, in particolare in Medio Oriente, affermando che: "i responsabili delle Nazioni e le autorità spirituali hanno il dovere di adoperarsi senza sosta per sradicare la violenza che domina troppo spesso, nel mondo, i rapporti fra gli individui ed i gruppi". Essi hanno anche il dovere, ha detto ancora il Pontefice, di "denunciare chiaramente tutte le false legittimazioni della violenza, specialmente in nome della religione".

Il Santo Padre, riferendosi nuovamente alla "tragica situazione in Medio Oriente e alle preoccupazioni che ci assalgono riguardo ai Luoghi Santi della regione, in particolare la Città Santa di Gerusalemme, simbolo per tutti i credenti delle religioni monoteiste", ha lanciato un appello per la ripresa dei negoziati, perché "si faccia tutto il possibile per far cessare il conflitto armato", che "non dà prospettive né speranze ai popoli lì presenti".

"Come ho già detto" - ha affermato Giovanni Paolo II - "né la violenza cieca del terrorismo, né la violenza della guerra, possono portare ad una soluzione".

Il Santo Padre ha detto infine che il Marocco "si onora di un'antica tradizione di tolleranza e di apertura religiosa, e i fedeli di diverse religioni vivono nel rispetto reciproco, senza ostacolare le libertà fondamentali, dimostrando così che è possibile, a credenti di tradizioni religiose diverse, vivere in pace sul medesimo suolo", ed ha aggiunto che i cattolici "hanno il loro ruolo nella vita del paese e godono della stima della popolazione. Essi sperano di contribuire (…) all'edificazione di un mondo di giustizia e di pace, al servizio dell'uomo e del suo sviluppo".
CD/LETTERE CREDENZIALI/MAROCCO:SBIHI VIS 20020503 (380)

giovedì 2 maggio 2002

DICHIARAZIONE A GERUSALEMME INVIATO DEL PAPA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi il Cardinale Roger Etchegaray, inviato dal Santo Padre in missione speciale in Terra Santa, ha rilasciato la seguente dichiarazione, in lingua francese:

"Sono - semplicemente - l'Inviato del Santo Padre Giovanni Paolo II, del quale l'unica missione, spirituale, è di proclamare a tutti la Buona Novella della Pace, dell'Amore e della Misericordia che è stata proclamata per la prima volta, dopo i Profeti, da Cristo in questa Terra Santa, in questa Città di Gerusalemme".

"Vengo, a nome del Vangelo, a portare la mia piccola pietra nel grande cantiere della Pace, aperto su questo suolo insanguinato. Mi impegnerò solidarmente con tutte le Chiese cristiane".

"Vengo in nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, che ostinatamente non cessa di testimoniare rispetto e fiducia ai due popoli israeliano e palestinese, entrambi lacerati, ma uniti da una profonda aspirazione a vivere nella libertà, nella giustizia e nella sicurezza, alle quali entrambi hanno diritto".

"Sono giunto qui per chiedere che sia fatto di tutto per risolvere al più presto la tragica situazione di Betlemme e perché la Basilica della Natività sia restituita a Dio ed ai credenti. Si può sempre sperare quando ciascun uomo crede al suo simile, quando segue la strada dell'amore e non quella della violenza".

"Penso anche ai responsabili politici dei due popoli israeliano e palestinese. Sono stato appena ricevuto dal Signor Moshe Katzav, Presidente dello Stato d'Israele. Sarò ricevuto questa sera dal Signor Yasser Arafat, Presidente dell'Autorità Palestinese. Prego per tutti coloro che hanno nelle mani il destino dei due popoli".

"Shalom, Salam, la pace non si costruisce se non con le pietre di un autentico dialogo".
…/MEDIO ORIENTE/GERUSALEMME:ETCHEGARAY VIS 20020502 (290)

LETTERA APOSTOLICA CELEBRAZIONE SACRAMENTO PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, in forma di "Motu proprio" su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della penitenza, "Misericordia Dei". Nella Lettera, datata 7 aprile, Domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre scrive: "Tutto ciò che con la presente Lettera apostolica in forma di 'Motu proprio' ho stabilito, ordino che abbia pieno e durevole valore e sia osservato a partire da questo giorno, nonostante qualsiasi altra disposizione in contrario. Quanto ho stabilito con questa Lettera ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"La celebrazione del sacramento della Penitenza ha avuto nel corso dei secoli uno sviluppo che ha conosciuto diverse forme espressive, sempre, però, conservando la medesima struttura fondamentale che comprende necessariamente, oltre all'intervento del ministro - soltanto un Vescovo o un presbitero, che giudica e assolve, cura e guarisce nel nome di Cristo - gli atti del penitente: la contrizione, la confessione e la soddisfazione".

"Affinché il discernimento sulle disposizioni dei penitenti in ordine alla remissione o meno, e all'imposizione dell'opportuna penitenza da parte del ministro del Sacramento possa essere attuato, occorre che il fedele, oltre alla coscienza dei peccati commessi, al dolore per essi e alla volontà di non più ricaderci, confessi i suoi peccati. In questo senso, il Concilio di Trento dichiarò che è necessario 'per diritto divino confessare tutti e singoli i peccati mortali'. (…) Pertanto, essendo la confessione completa dei peccati gravi per istituzione divina parte costitutiva del Sacramento, essa non resta in alcun modo affidata alla libera disponibilità dei Pastori (dispensa, interpretazione, consuetudini locali, ecc.)".

"Nelle attuali circostanze pastorali, venendo incontro alle preoccupate richieste di numerosi Fratelli nell'Episcopato, considero conveniente richiamare alcune delle leggi canoniche vigenti circa la celebrazione di questo Sacramento, precisandone qualche aspetto. (…) Ciò appare specialmente necessario dal momento che si osserva in alcune regioni la tendenza all'abbandono della confessione personale insieme ad un ricorso abusivo alla 'assoluzione generale' o 'collettiva', sicché essa non appare come mezzo straordinario in situazioni del tutto eccezionali".

"Pertanto, dopo aver sentito in merito la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, nonché i pareri di venerati Fratelli Cardinali preposti ai Dicasteri della Curia Romana, (…) dispongo quanto segue:

"1. Gli Ordinari ricordino a tutti i ministri del sacramento della Penitenza che la legge universale della Chiesa ha ribadito, in applicazione della dottrina cattolica in materia, che:

"a) 'La confessione individuale e integra e la assoluzione costituiscono l'unico modo ordinario con cui il fedele, consapevole di peccato grave, è riconciliato con Dio e con la Chiesa; solamente una impossibilità fisica o morale scusa da una tale confessione, nel qual caso la riconciliazione si può ottenere anche in altri modi'. (can. 960)".

"b) Perciò, 'tutti coloro cui è demandata in forza dell'ufficio la cura delle anime, sono tenuti all'obbligo di provvedere che siano ascoltate le confessioni dei fedeli a loro affidati, che ragionevolmente lo chiedano, e che sia ad essi data l'opportunità di accostarsi alla confessione individuale, stabiliti, per loro comodità, giorni e ore'. (can. 986, paragrafo 1)".

"2. Gli Ordinari del luogo, nonché i parroci e i rettori di chiese e santuari, devono verificare periodicamente che di fatto esistano le massime facilitazioni possibili per le confessioni dei fedeli".
"3. Poiché 'il fedele è tenuto all'obbligo di confessare secondo la specie e il numero tutti i peccati gravi commessi dopo il Battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante il potere delle chiavi della Chiesa, né accusati nella confessione individuale, dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame', (can. 988, paragrafo 1), va riprovato qualsiasi uso che limiti la confessione ad un'accusa generica o soltanto di uno o più peccati ritenuti più significativi".
"4. Alla luce e nel contesto delle norme precedenti, deve essere compresa e rettamente applicata la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale, prevista al can. 961 del Codice di Diritto Canonico. Essa, infatti, 'riveste un carattere di eccezionalità' e 'non può essere impartita in modo generale se non:
"1º vi sia imminente pericolo di morte ed al sacerdote o ai sacerdoti non basti il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti;
"2º vi sia grave necessità, ossia quando, dato il numero dei penitenti, non si hanno a disposizione confessori sufficienti per ascoltare, come si conviene, le confessioni dei singoli entro un tempo conveniente, sicché i penitenti, senza loro colpa, sarebbero costretti a rimanere a lungo privi della grazia sacramentale o della sacra comunione; però la necessità non si considera sufficiente quando non possono essere a disposizione dei confessori, per la sola ragione di una grande affluenza di penitenti, quale può aversi in occasione di una grande festa o di un pellegrinaggio'.
"Circa il caso di grave necessità, si precisa quanto segue:
"a) Si tratta di situazioni che, oggettivamente, sono eccezionali, come quelle che si possono verificare in territori di missione o in comunità di fedeli isolati, dove il sacerdote può passare soltanto una o poche volte l'anno o quando le condizioni belliche, meteorologiche o altre simili circostanze lo consentano".
"b) Le due condizioni stabilite nel canone per configurare la grave necessità sono inseparabili (…)".
"La prima condizione, l'impossibilità di poter ascoltare le confessioni 'come si conviene' 'entro un tempo conveniente', fa riferimento solo al tempo ragionevolmente richiesto per l'essenziale amministrazione valida e degna del Sacramento (…)".
"d) Circa la seconda condizione, sarà un giudizio prudenziale a valutare quanto lungo debba essere il tempo di privazione della grazia sacramentale affinché si abbia vera impossibilità a norma del can. 960, allorché non vi sia imminente pericolo di morte".
"e) Non è ammissibile il creare o il permettere che si creino situazioni di apparente grave necessità, derivanti dalla mancata amministrazione ordinaria del Sacramento per inosservanza delle norme sopra ricordate e tanto meno, dall'opzione dei penitenti in favore della assoluzione in modo generale, come se si trattasse di una possibilità normale ed equivalente alle due forme ordinarie descritte nel Rituale".
"f) La sola grande affluenza di penitenti non costituisce sufficiente necessità, non soltanto in occasione di una festa solenne o di un pellegrinaggio, ma neppure per turismo o altre simili ragioni dovute alla crescente mobilità delle persone".
"5. Giudicare se ricorrano le condizioni richieste a norma del can. 961, paragrafo 1, 2°, non spetta al confessore, ma 'al Vescovo diocesano, il quale, tenuto conto dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza Episcopale, può determinare i casi di tale necessità'. (Can. 961, paragrafo 2)".
"6. Essendo di fondamentale importanza, in una materia tanto essenziale per la vita della Chiesa, la piena armonia tra i vari Episcopati del mondo, le Conferenze Episcopali, a norma del can. 455, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico, faranno pervenire quanto prima alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il testo delle norme che esse intendono emanare oppure aggiornare, alla luce del presente 'Motu proprio' sull'applicazione del can. 961 del Codice di Diritto Canonico".
"7. Quanto alle disposizioni personali dei penitenti viene ribadito che:
"a) 'Affinché un fedele usufruisca validamente della assoluzione sacramentale impartita simultaneamente a più persone, si richiede che non solo sia ben disposto, ma insieme faccia il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che al momento non può confessare'. (can. 962, paragrafo 1)".
"b) Per quanto è possibile, anche nel caso di imminente pericolo di morte, venga premessa ai fedeli 'l'esortazione che ciascuno provveda a porre l'atto di contrizione'. (can. 962, paragrafo 2).
"c) È chiaro che non possono ricevere validamente la assoluzione i penitenti che vivono in stato abituale di peccato grave e non intendono cambiare la loro situazione".
"8. Fermo restando l'obbligo 'di confessare i propri peccati gravi almeno una volta all'anno', (can. 989), 'colui al quale sono rimessi i peccati gravi mediante la assoluzione generale, si accosti quanto prima, offrendosene l'occasione, alla confessione individuale, prima che abbia a ricevere un'altra assoluzione generale, a meno che non sopraggiunga una giusta causa'. (can. 963)".
"9. Circa il luogo e la sede per la celebrazione del Sacramento, si tenga presente che:
"a) 'il luogo proprio per ricevere le confessioni sacramentali è la chiesa o l'oratorio', (can. 964, paragrafo 1), pur restando chiaro che ragioni di ordine pastorale possono giustificare la celebrazione del Sacramento in luoghi diversi; (cfr. can. 964, paragrafo 3)".
"b) la sede per le confessioni è disciplinata dalle norme emanate dalle rispettive Conferenze Episcopali, le quali garantiranno che essa sia collocata 'in luogo visibile' e sia anche 'provvista di grata fissa', così da consentire ai fedeli ed agli stessi confessori che lo desiderano di potersene liberamente servire".
LIT/SACRAMENTO PENITENZA/… VIS 20020502 (1440)

CONFESSIONE INTEGRA DEI PECCATI E ASSOLUZIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Joseph Ratzinger, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez e l'Arcivescovo Julián Herranz, hanno presentato questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Lettera Apostolica in forma di 'Motu proprio' "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del Sacramento della Penitenza.

Il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha posto in rilievo il carattere personalistico del Sacramento della Penitenza, sottolineato nel documento, ed ha spiegato che la colpa "è qualcosa di totalmente personale" e di conseguenza il perdono "deve essere totalmente personale". Questo carattere personalistico è stato negli ultimi decenni messo in ombra a motivo di un sempre più frequente ricorso alla assoluzione collettiva "considerata sempre più come una forma normale del sacramento della Penitenza - un abuso, che ha contribuito alla progressiva scomparsa di questo sacramento in alcune parti della Chiesa".

"Il dovere della confessione è istituito - così ci dice il Concilio (di Trento) - dal Signore stesso e costitutivo del sacramento, non lasciato quindi alla disposizione della Chiesa. Non è dunque nel potere della Chiesa sostituire la confessione personale con la assoluzione generale", ha detto ancora il Cardinale Ratzinger.

Il Cardinale Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha ribadito che: "Il ministero della riconciliazione non è un privilegio o un esercizio di potere, ma è espressione della responsabilità pastorale che ogni Vescovo e presbitero hanno assunto davanti a Dio il giorno della loro ordinazione, è quindi un servizio doveroso reso ai fratelli".

"Il Motu proprio 'Misericordia Dei' ribadisce l'insegnamento tradizionale della dottrina della Chiesa, secondo il quale l'unico modo ordinario della celebrazione del Sacramento della Penitenza è quello che comporta la confessione integra dei peccati al sacerdote con la assoluzione personale. Le cosiddette 'assoluzioni collettive' o 'generali' sono da considerarsi straordinarie ed eccezionali, alle quali si ricorre solo ed esclusivamente in pericolo di morte o quando è fisicamente o moralmente impossibile la celebrazione del sacramento nella forma ordinaria".

L'Arcivescovo Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha segnalato che questo documento legislativo "costituisce (…) un atto di governo ecclesiastico non soltanto prudente e opportuno ma anche pienamente rispondente al magistero di Giovanni Paolo II circa la virtù della giustizia vista come esigenza primaria della carità, e al tempo stesso inseparabile dalla misericordia nell'ordinamento giuridico della Chiesa".

Nel 'Motu proprio' emergono fortemente due realtà: "il diritto fondamentale dei fedeli a ricevere dai sacri Pastori i sacramenti istituiti da Cristo" ed il dovere di questi ultimi "di stabilire e di far applicare con diligenza le leggi canoniche e liturgiche che assicurino la valida e lecita celebrazione dei sacramenti".

L'Arcivescovo Herranz ha affermato inoltre che le norme dispositive del documento "riguardano, in primo luogo, l'unico modo ordinario" di ricevere il perdono divino per i peccati gravi, cioè "la confessione individuale". In secondo luogo, "il modo straordinario di amministrare il Sacramento, cioè la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale", è contemplato in due unici casi: "'l'imminente pericolo di morte' e lo stato di 'grave necessità'".

Infine l'Arcivescovo Herranz ha ricordato l'affermazione del Legislatore "che quanto stabilito nel 'Motu proprio' 'ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".
…/CONFESSIONE SACRAMENTALE/… VIS 20020502 (560)

MOSTRARE IL VOLTO DI CRISTO AI MALATI E AI SOFFERENTI


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che obiettivo dell'Assemblea è stato quello di riflettere su "come meglio mostrare il Volto di Cristo dolente e glorioso, illuminando con il Vangelo il mondo della salute, della sofferenza e della malattia, santificando il malato e gli operatori della salute, e promuovendo il coordinamento della pastorale della salute nella Chiesa".

"Le nuove frontiere aperte dal progresso delle scienze della vita, e le applicazioni che ne derivano" - ha detto ancora il Pontefice - "hanno posto un potere e una responsabilità enormi nelle mani dell'uomo. Se prevarrà la cultura della morte, se nel campo della medicina e della ricerca biomedica gli uomini si lasceranno condizionare da scelte egoistiche o da ambizioni prometeiche, sarà inevitabile che la dignità umana e la vita stessa siano pericolosamente minacciate. Se, al contrario, il lavoro in questo importante settore della salute sarà improntato alla cultura della vita, sotto la guida della retta coscienza, l'uomo troverà risposte valide alle sue attese più profonde".

Sottolineando i "nuovi e complessi problemi" che gli operatori della salute devono affrontare, il Papa ha esortato il Pontificio Consiglio a rimanere "fedele alla sua missione" e "ad avere sempre un atteggiamento di rispetto per la vita e la dignità dell'essere umano".
AC/PLENARIA/CON-AVA VIS 20020502 (250)

UDIENZA GENERALE: INVITO A PREGARE PER I DISOCCUPATI


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2002 (VIS). "Quest'oggi, primo maggio, si celebra la Festa del Lavoro. Essa, per noi cristiani" - ha detto il Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro - "è posta sotto la protezione di San Giuseppe lavoratore".

Frutto del lavoro, ha affermato Giovanni Paolo II, è "quel 'pane quotidiano', che invochiamo nella preghiera del Padre nostro. Si potrebbe dire, in un certo senso, che mediante il lavoro l'uomo diventa più uomo. Ecco perché la laboriosità è una virtù. Ma perché la laboriosità permetta effettivamente all'uomo di diventare più uomo, occorre che essa sia sempre congiunta con l'ordine sociale del lavoro. Solo a queste condizioni, vengono salvaguardati la dignità inalienabile della persona e il valore umano e sociale dell'attività lavorativa".

Il Santo Padre ha anche ricordato che oggi ha inizio "il mese dedicato alla Madonna" ed ha auspicato che esso sia "un mese di intensa preghiera con Maria! È questo l'augurio che di cuore formulo a ciascuno di voi, carissimi Fratelli e Sorelle, raccomandandovi ancora una volta la quotidiana recita del Santo Rosario".

"Vi invito tutti" - ha concluso il Pontefice - "ad unirvi a me nel pregare per i lavoratori, e specialmente per quanti si trovano in difficoltà occupazionali. Non possiamo, poi, non intensificare la nostra fiduciosa e incessante preghiera per la pace in Terra Santa, dove ci auguriamo tornino quanto prima a convivere nella sicurezza e nella serenità i popoli israeliano e palestinese, entrambi cari al mio cuore. Ce l'ottenga l'intercessione della Vergine Santa e del suo sposo San Giuseppe, custode del Redentore".
AG/SAN GIUSEPPE/… VIS 20020502 (280)

martedì 30 aprile 2002

DOCUMENTO SUL SACRAMENTO DELLA PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Giovedì 2 maggio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, verrà presentata la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della Penitenza.

Alla presentazione interverranno il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e l'Arcivescovo Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.
OP/SACRAMENTO PENITENZA/… VIS 20020430 (100)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad
Limina":
- Il Vescovo Senan Louis O'Donnel, di Maiduguri.
- Il Vescovo Joseph Bagobiri, di Kafanchan.
- Il Vescovo Martin Igwe Uzoukwu, di Minna.
- Il Vescovo James Naanman Daman, di Jalingo.
- Il Vescovo Gorge Dodo, di Zaria.
- Il Vescovo Matthew Ishaya Audu, di Lafia.
- Don Samuel Ehatikpo, Amministratore Diocesano di Otukpo.
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Ieri, 29 aprile, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotá (Colombia).
AL:AP/…/… VIS 20020430 (110)

CARDINALE ETCHEGARAY IN MISSIONE SPECIALE A GERUSALEMME


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

"Nella sua sollecitudine per la Pace in Terra Santa, per quella delle comunità cristiane e dei popoli israeliano e palestinese, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha deciso di inviare in missione speciale a Gerusalemme il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito dei Pontifici Consigli 'Giustizia e Pace' e 'Cor Unum'. Il Cardinale partirà da Roma domani, mercoledì 1° maggio, e a Gerusalemme sarà ospitato nella residenza dell'Arcivescovo Pietro Sambi, Rappresentante Pontificio".
OP/MISSIONE SPECIALE GERUSALEMME/ETCHEGARAY VIS 20020430 (100)

PROGRAMMA VIAGGIO del PAPA IN AZERBAIjAN E BULGARIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Dal 22 al 26 maggio, il Santo Padre Giovanni Paolo II compirà un Viaggio Apostolico in Azerbaijan e Bulgaria, il 96° Viaggio fuori d'Italia. Di seguito riportiamo il programma.

Alle ore 8.40 di mercoledì 22, partenza del Pontefice dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma), ed arrivo all'aeroporto internazionale di Baku (Azerbaijan) alle ore 16:00. In serata il Papa si recherà in visita di cortesia dal Presidente della Repubblica. Successivamente è previsto un incontro con i Capi Religiosi del Paese e con rappresentanti della politica, della cultura e dell'arte.

La mattina di giovedì 23, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nel Palazzo dello Sport a Baku e nel pomeriggio è previsto un incontro con il Capo dei Musulmani del Caucaso, il Vescovo Ortodosso di Baku ed il Presidente della Comunità Ebraica. In serata il Papa si recherà a Sofia (Bulgaria).

Venerdì 24, Giovanni Paolo II renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica ed a Sua Santità il Patriarca Maxim. Nel pomeriggio avrà un incontro con i rappresentanti della comunità ebraica.

Sabato 25 il Papa si recherà in pellegrinaggio al Monastero di San Giovanni di Rila ed in serata avrà un incontro con il Gran Mufti e con alcuni rappresentanti della Comunità Musulmana e delle Chiese Evangeliche.

Domenica 26, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa, durante la quale proclamerà Beati alcuni Servi di Dio. Prima del rientro a Roma, previsto alle 19:00, il Papa parteciperà ad un incontro con i giovani.
PV-AZERBAIJAN-BULGARIA/PROGRAMMA/AZERBAIJAN:BULG VIS 20020430 (270)

COSTRUIRE CHIESA COME FAMIGLIA A BENEFICIO INTERA SOCIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi il secondo gruppo di Vescovi della Nigeria, a Roma in Visita "ad Limina". Esprimendosi in lingua inglese, il Papa ha detto ai Vescovi di condividere la loro sollecitudine "per lo sviluppo pacifico dei vostri popoli, non solo in termini di progresso materiale, ma soprattutto nell'autentica libertà politica, nell'armonia etnica e nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini".

Giovanni Paolo II ha evidenziato due punti del Piano Pastorale Nazionale dei Vescovi Nigeriani, che, - ha sottolineato -, contribuirà a realizzare questo sviluppo: la nuova evangelizzazione e la responsabilità della Chiesa nella società civile. In questo duplice contesto, il Papa ha dato particolare rilievo alla necessità di costruire la Chiesa come una famiglia, affermando: "Quando la proclamazione e la catechesi riescono a costruire la Chiesa sul modello di una famiglia, ne beneficia l'intera società: l'armonia tra i diversi gruppi etnici è più solida, si evita l'etnocentrismo e s'incoraggiano la riconciliazione, una maggiore solidarietà e la condivisione delle risorse tra le persone; la vita nella società ha una maggiore consapevolezza degli obblighi che scaturiscono dal rispetto della dignità donata da Dio ad ogni essere umano".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso affermando che: "l'onestà e l'apertura al dialogo sono atteggiamenti cristiani necessari sia in seno alla comunità sia fuori di essa, con gli altri credenti e con gli uomini e le donne di buona volontà. Un'erronea comprensione dell'inculturazione o dell'ecumenismo, però, non deve compromettere il dovere di evangelizzare".

"Inoltre" - ha detto ancora il Papa - "l'evangelizzazione e lo sviluppo integrale dell'uomo, ossia lo sviluppo di ogni persona e di tutta la persona, sono strettamente connessi". Il Pontefice ha osservato che: "Proclamare Gesù Cristo significa rivelare alle persone la loro dignità inalienabile (…). Proprio perché le persone sono state dotate di questa straordinaria dignità, esse non devono essere ridotte a vivere in condizioni sociali, economiche, culturali o politiche disumane. È questa la base teologica della lotta per la difesa della giustizia e della pace sociale, per la promozione, la liberazione e lo sviluppo umano integrale di tutti i popoli e di ciascun individuo".

Giovanni Paolo II ha detto ancora ai Vescovi nigeriani che: "Il legame tra evangelizzazione e sviluppo umano spiega la presenza della Chiesa nell'ambito sociale ed il suo ruolo nella vita pubblica e sociale (…). Seguendo l'esempio di Nostro Signore, essa svolge la sua missione profetica per tutti, soprattutto per chi è povero, sofferente, indifeso. Nel ribadire il principio che la dignità della persona umana deve sempre essere al centro di programmi a livello locale, nazionale e internazionale, la Chiesa è la voce di chi non ha voce".

"La proclamazione della Buona Novella" - ha concluso il Papa - "comprende quindi la promozione di iniziative che contribuiscono allo sviluppo e alla nobilitazione delle persone nella loro esistenza spirituale e materiale. Inoltre denuncia e combatte tutto ciò che degrada o distrugge la persona umana".
AL/…/NIGERIA VIS 20020430 (490)

lunedì 29 aprile 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Kevin J. Aje, di Sokoto.
- Il Vescovo Victor Adibe Chikwe, di Ahiara.
- Il Vescovo Lucius Iwejuru Ugorji, di Umuahia.
- Il Vescovo Ayo-Maria Atoyebi, O.P., di Ilorin.
- Il Vescovo Joseph Sunday Ajomo, di Lokoja.

Sabato 27 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo Ignatius Ayau Kaigama, di Jos.
- Il Vescovo Patrick Francis Sheehan, O.S.A., di Kano.
- Il Vescovo Ephraim Silas Obot, di Idah.
- Il Vescovo Christopher Shaman Abba, di Yola.
- Il Vescovo Gregory O. Ochinga, di Orlu.
- Il Vescovo Anthony Ekezia Ilonu, di Okigwe.

- L'Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo) e Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (S.C.E.A.M.).
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020429 (180)

IN BREVE


IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, ha inviato sabato 27 aprile, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, un telegramma al Vescovo Joachim Wanke, di Erfurt (Germania), per le vittime della strage di venerdì mattina, nella scuola "Gutenberg". Il Santo Padre assicura la sua vicinanza spirituale ed il suo sostegno spirituale alle famiglie delle 16 persone assassinate.

IN UN MESSAGGIO INDIRIZZATO AI PARTECIPANTI all'Incontro Nazionale del "Movimento Giovanile Guanelliano", in corso a Como (Italia), il Papa scrive che il Beato Don Guanella, Fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e Suor Chiara Bosatta, discepola del Beato e Fondatrice delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza, furono "solidali con la sofferenza dei poveri", e sottolinea che: "Questo messaggio di sensibilità e di attenzione verso l'altro è quanto mai necessario nel mondo attuale, che rischia di naufragare nell'egoismo e nell'indifferenza e ha un radicale bisogno di generosi testimoni dell'ideale dell'amore e della condivisione verso tutti, soprattutto verso i fratelli maggiormente provati".

GIOVANNI PAOLO II HA INDIRIZZATO UN MESSAGGO al Padre Vittorio Liberti, S.I., Superiore della Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, in occasione del 90° anniversario della fondazione del "Pontificio Seminario Campano Interregionale" di Napoli-Posillipo, affidato ai Padri della Compagnia di Gesù da Papa San Pio X, il quale "indicò un compito preciso al nuovo Seminario: 'Il fine altissimo di portare i sacerdoti a quel grado di pietà e di dottrina che li renda esemplari nell'esercizio del loro ministero'".
…/IN BREVE/… VIS 20020429 (250)

ANGOLA: APPLICARE GLI ACCORDI DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Armindo Fernandes do Espírito Santo Vieira, nuovo Ambasciatore dell'Angola presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ed ha espresso la sua gioia nel constatare che dopo quaranta anni di guerra civile il Paese "ha imboccato nuovamente la strada della concordia nazionale".

Dopo aver invocato l'aiuto di Dio affinché "siano applicati gli accordi già stipulati per risolvere i problemi nazionali", il Santo Padre ha detto: "Esprimo la fervida speranza che grazie al vivo sentimento di solidarietà e di vita comunitaria, profondi valori della cultura africana, gli ostacoli e le resistenze nella ricerca del bene comune siano rapidamente superati e si instauri una vita sociale pacifica e solidale, nella quale tutte le animosità siano dimenticate e si rispettano le convinzioni di ciascuno, promuovendo la comprensione fra le diverse componenti socio-politiche ed utilizzando saggiamente le differenze per il comune arricchimento".

"Per conseguire tutto ciò" - ha proseguito il Pontefice - "è importante che i responsabili della vita pubblica facciano tutto il possibile per favorire l'edificazione di un futuro migliore per tutti i compatrioti, ed in modo particolare, per i più bisognosi".

Il Santo Padre ha ricordato che, nel suo discorso, l'Ambasciatore ha manifestato la speranza che la Chiesa si impegni "in questa fase di consolidamento di una pace definitiva e di riconciliazione fra tutti gli angolani". Infine ha affermato che la Chiesa, "con le sue istituzioni educative aiuterà a liberare le persone dalla quella grave forma di miseria che è la mancanza di formazione culturale e religiosa. Grazie alla sua azione nel settore sanitario, la Chiesa desidera promuovere" - ha concluso il Papa - "il rispetto della vita umana, testimoniando la sollecitudine di Dio per coloro che soffrono".
CD/CREDENZIALI/ANGOLA:VIEIRA VIS 20020429 (300)

SFIDE ED OPPORTUNITA' APOSTOLATO GENTE DEL MARE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti alla XV Riunione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che ha come tema il mondo del mare e l'attività dei marittimi.

Nel suo discorso il Santo Padre ha affermato: "Si tratta di un ambito sociale assai diversificato, dove, se anche non poche sono le sfide, non mancano le opportunità di evangelizzazione. L'incremento della mobilità umana e il processo di globalizzazione hanno notevolmente influito sui flussi migratori e turistici, e sull'attività della gente del mare".

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto riferimento ai vantaggi ed anche agli effetti negativi del fenomeno della globalizzazione, affermando che fra questi ultimi vi sono: "dolorose separazioni e situazioni complesse e difficili. Penso, ad esempio, ai marittimi obbligati a vivere lunghi periodi di lontananza dalle famiglie; ai ritmi lavorativi stressanti. (…) Né si possono dimenticare quelle singolari offerte turistiche di 'paradisi artificiali', dove si sfruttano, a scopi meramente commerciali, popolazioni e culture locali".

Il Papa ha ribadito l'importanza di "non far mancare a quanti fanno parte della grande famiglia del mare un supporto spirituale. (…) Se è presente il sostegno di qualificati agenti pastorali, i turisti potranno apprezzare di più la vacanza e le crociere, perché non saranno solo viaggi di piacere". Inoltre il Papa ha sottolineato che: "In ogni situazione, sarà necessario assicurare condizioni di lavoro più giuste e rispettose delle esigenze individuali e familiari, ed insieme ci si dovrà sforzare di proporre adeguate opportunità di coltivare la propria fede e la pratica religiosa. Ciò richiede l'impostazione di una pastorale attenta alle diverse condizioni".
AC/GENTE DI MARE/CON-SM VIS 20020429 (290)

Il PAPA CHIEDE "ININTERROTTA PREGHIERA" PACE TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2002 (VIS). Prima della recita del "Regina Coeli" con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha chiesto "un'ininterrotta e corale preghiera verso il Cielo" per la pace in Terra Santa.

"Mercoledì prossimo" - ha detto il Papa - "inizia il mese di maggio, consacrato a Maria. La pietà popolare da secoli ha reso questo mese una stupenda occasione per moltiplicare iniziative di pietà mariana. Viviamo intensamente, carissimi Fratelli e Sorelle, questi giorni dedicati alla celeste Madre del Signore. Recitiamo, se possibile ogni giorno, il Santo Rosario, sia da soli che in comunità. Il Rosario è una preghiera semplice, ma profonda e tanto efficace, anche per implorare grazie in favore delle famiglie, delle comunità e del mondo intero".

Il Santo Padre ha detto ancora: "Dinanzi alla situazione internazionale, dove emergono tanti bisogni e problemi, e, in particolare, di fronte al dramma della Terra Santa, che non conosce fine, dobbiamo ricorrere con fiducia alla materna intercessione della Vergine. Siamo certi che Lei può sostenere gli sforzi di chi cerca con sincerità e impegno la pace. Nessuno più di Lei, Regina della Pace, veglia costantemente su questo faticoso cammino dell'umanità".

"Durante il mese di maggio" - ha concluso il Pontefice - "si elevi, pertanto, da ogni parte del mondo un'ininterrotta e corale preghiera verso il Cielo, perché finalmente s'affermino iniziative di distensione e di dialogo nella Terra di Cristo e in ogni altro luogo del Pianeta, segnato dalla violenza e dal dolore".
ANG/PACE TERRA SANTA:ROSARIO/… VIS 20020429 (270)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Anthony Meagher, finora Ausiliare di Toronto (Canada), Arcivescovo Metropolita di Kingston (superficie: 16.500; popolazione: 315.000; cattolici: 102.650; sacerdoti: 76; religiosi: 189; diaconi permanenti: 11), Canada. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1940 a Oshawa (Canada), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972 e la consacrazione episcopale nel 1997. L'Arcivescovo Meagher succede all'Arcivescovo Francis John Spence, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paul André Durocher, finora Ausiliare di Sault Sainte Marie (Canada), Vescovo di Alexandria-Cornwall (superficie: 1.290; popolazione: 87.388; cattolici: 56.050; sacerdoti: 43; religiosi: 78; diaconi permanenti: 18), Canada. Il Vescovo Durocher succede al Vescovo Eugène Philippe LaRocque, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Ronald P. Fabbro, C.S.B., finora Superiore Generale della Congregazione dei Preti di San Basilio, Vescovo di London (superficie: 21.349; popolazione: 1.421.916; cattolici: 455.013; sacerdoti: 281; religiosi: 521), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Sudbury (Canada), nel 1950, ha emesso la prima professione nel noviziato basiliano nel 1975 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Il Vescovo Fabbro succede al Vescovo John Michael Sherlock, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Richard Smith, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Halifax (Canada), Vescovo di Pembroke (superficie: 20.000; popolazione: 131.812; cattolici: 65.896; sacerdoti: 75; religiosi: 180; diaconi permanenti: 7), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 ad Halifax (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Vescovo Richard Grecco, finora Ausiliare di London (Canada), Vescovo Ausiliare di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.360.000; cattolici: 1.847.000; sacerdoti: 886; religiosi: 1.351; diaconi permanenti: 147), Canada.
NER:RE:NEA/…/… VIS 20020429 (330)

INTERVENTO SANTA SEDE SU SISTEMI GIUDIZIARI E DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2002 (VIS). Dal 23 al 25 aprile si è tenuto a Varsavia (Polonia), un Seminario organizzato dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, sul tema: "Sistemi Giudiziari e Diritti Umani". Il Rappresentante della Santa Sede, Monsignor Ettore Balestrero, ha pronunciato il suo intervento, reso pubblico oggi, il 23 aprile scorso.

All'inizio del suo discorso Monsignor Balestrero ha affermato che: "i sistemi giudiziari costituiscono una conquista di progresso della civiltà e del rispetto della dignità umana. Di conseguenza essi contribuiscono al patrimonio culturale dell'umanità e sono sempre stati parte del patrimonio culturale della Chiesa". Il Rappresentante della Santa Sede ha proseguito il suo discorso affermando che: "il successo dell'ordinamento giuridico non può essere scisso dal riconoscimento e dal rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che nessuna istituzione umana può alterare o eliminare. La difesa e la promozione della democrazia quindi comportano il rispetto dei diritti umani".

Monsignor Balestrero ha osservato inoltre che: "nessun diritto umano è al sicuro se non ci impegniamo a rispettare tutti i diritti umani". Mettere in pericolo e violare un diritto pretendendo di proteggerne altri, significa, in realtà, mettere in pericolo tutti i diritti. Il Rappresentante della Santa Sede ha inoltre dichiarato che ciò che conta in ogni sistema giudiziario è: "la giustizia, e oltre questa, l'essere umano".

"Per quanto riguarda l'accesso alla giustizia" - ha ancora affermato Monsignor Balestrero, "la Santa Sede ribadisce la necessità di evitare abusi alimentati dal desiderio di creare scandalo invece di cercare di riaffermare un diritto negato o un risarcimento per un male subito; gli alti costi rendono ancora più difficile ai poveri l'accesso alla giustizia". Convinzione della Santa Sede, ha concluso il Monsignor Balestrero, è la necessità della "indipendenza dei giudici e l'attività imparziale del servizio giudiziario pubblico".
DELSS/GIUSTIZIA:DIRITTI UMANI/BALESTRERO VIS 20020429 (320)

DOTTRINA SOCIALE CHIESA E SFIDE DELL'ETA CONTEMPORANEA


CITTA' DEL VATICANO, 27 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 8.000 membri delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI), in occasione della Conferenza Organizzativa e Programmatica delle Associazioni.

Giovanni Paolo II ha ricordato ai responsabili ed ai membri delle ACLI che, davanti "ai rapidi mutamenti della società, voi volete rinnovare il vostro impegno ad assumere fino in fondo l'antico e sempre nuovo compito di evangelizzare il lavoro e la vita sociale". Il Santo Padre ha proseguito affermando: "Siete oggi chiamati ad essere nuovamente le 'api operaie' della Dottrina sociale della Chiesa, strada maestra per rispondere alle grandi sfide dell'età contemporanea. Studiate la Dottrina sociale, annunciatela in tutta la sua interezza, osate proposte concrete che dicano (…) la centralità della persona umana".

Facendo riferimento alla famiglia, il Papa ha ribadito che sono necessarie "politiche sociali a misura di famiglia, politiche della formazione e del lavoro orientate a conciliare tempo di lavoro e tempo per la cura della famiglia. Importanza non minore avrà la decisione di investire per il dialogo tra le generazioni, formando e valorizzando giovani capaci di dare sapore e illuminare la nostra società come sale della terra e luce del mondo".

"Oggi" - ha proseguito il Pontefice - "siete chiamati ad allargare i confini della vostra azione sociale, in relazione ai nuovi fenomeni dell'immigrazione e della mondializzazione. (…) Lo stretto legame tra la dimensione locale e quella globale richiede, in particolare ai Paesi più favoriti, più esigenti forme di responsabilità nei confronti dei Paesi in via di sviluppo".

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: "È questo il tempo di fedeli laici che sappiano riconoscere nella realtà sociale e del lavoro le speranze e le angosce delle persone del nostro tempo, laici capaci di testimoniare con la loro vita i 'valori del Regno', anche quando ciò comporti l'andare contro corrente rispetto alle logiche del mondo".
AC/…/ACLI VIS 20020429 (330)

venerdì 26 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Daniel Koroma, dal 1998 Direttore della Caritas Nazionale, Vescovo di Kenema (superficie: 15.710; popolazione: 1.000.000; cattolici: 20.490; sacerdoti: 18; religiosi: 35; diaconi permanenti: 3), Sierra Leone. Il Vescovo eletto è nato nel 1950, a Jenneh (Sierra Leone), in una famiglia musulmana, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977. Il Vescovo Koroma succede al Vescovo John C. O'Riordan, C.S.Sp., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/…/KOROMA:O'RIORDAN VIS 20020426 (100)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Jaroskaw Kalinowski, Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell'Agricoltura della Repubblica di Polonia, con la Consorte e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale di Nigeria, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo Peter Yariyok Jatau, di Kaduna.
- L'Arcivescovo Anthony J.V. Obinna, di Owerri.
- Il Signor Carl A. Anderson, Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.
- Delegazione della "Società degli Studenti Svizzeri" e dell'Associazione "Helvetia Romana".
AP:AL/…/… VIS 20020426 (90)

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2002 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Giovanni Paolo II, dal 5 maggio al 19 agosto.

MAGGIO

- Domenica 5: V Domenica di Pasqua. Visita Pastorale alla Diocesi di Ischia.

- Domenica 19: Domenica di Pentecoste. Alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, avrà luogo la cerimonia di Canonizzazione dei Beati: Alonso de Orozco, Ignazio da Santhià, Umile da Bisignano, Paulina do Coração Agonizante de Jesus e Benedetta Cambiagio Frassinello.

- Da Mercoledì 22 a Domenica 26, Solennità della Santissima Trinità: Viaggio Apostolico in Azerbaigian e Bulgaria.

- Giovedì 30: Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: alle ore 19:00, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Santa Messa, Processione a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica.
GIUGNO

- Domenica 16: XI Domenica "per annum": alle ore 10:00, in Piazza San Pietro, Cerimonia di Canonizzazione del Beato Pio da Pietrelcina.

- Sabato 29: Solennità dei Santi Pietro e Paolo: alle ore 9:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa e imposizione del Pallio.

LUGLIO

- Da martedì 23 a venerdì 2 agosto: Viaggio Apostolico a Toronto, in occasione della Celebrazione della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, a Città del Guatemala e a Città del Messico per le Canonizzazioni del Beato Pedro de San José de Betancur e del Beato Jaun Diego Cuauhtlatoatzin.

AGOSTO

- Giovedì 15: Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Alle ore 8:00, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, celebrazione della Santa Messa.

- Da Venerdì 16 a lunedì 19: Viaggio Apostolico in Polonia.
GPII-CALENDARIO/MAGGIO-AGOSTO/… VIS 20020426 (270)

UOMO PROTAGONISTA DELLO SVILUPPO, NON DENARO O TECNICA


CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha indirizzato un Messaggio ai giovani della F.U.C.I. (Federazione Universitari Cattolici Italiani), in occasione dell'imminente Congresso Nazionale sul tema: "Solidarietà nella rete delle interdipendenze".

Il Papa scrive che il tema scelto verte sul "progressivo intensificarsi delle relazioni tra i popoli, fenomeno che è oggi qualificato con il termine di 'globalizzazione'. (…) La crescente interdipendenza tra i popoli, mentre richiede il rifiuto del terrorismo e della violenza come via praticabile per ricostruire le condizioni essenziali di giustizia e di libertà, esige soprattutto una forte solidarietà morale, culturale, economica e un'organizzazione politica della società internazionale che possa garantire i diritti di tutti i popoli".

"La soluzione al male del sottosviluppo" - scrive ancora il Pontefice - "e alle situazioni drammatiche in cui vivono e muoiono milioni di persone è di natura fondamentalmente etica, e ad essa devono corrispondere scelte economiche e politiche coerenti. (…) 'È l'uomo il protagonista dello sviluppo, non il denaro o la tecnica'".

Al termine del Messaggio il Papa ribadisce anche che "va perseguita la riforma del commercio internazionale e del sistema finanziario mondiale, ma ognuno è chiamato ad assumere impegni precisi secondo le proprie possibilità, modificando per quanto è necessario, il proprio stile di vita, affinché si possa giungere ad uno sviluppo equo e solidale".
AC/GLOBALIZZAZIONE/F.U.C.I. VIS 20020426 (230)

"LA CHIESA NON PUO' FARE A MENO DELL'AZIONE CATTOLICA"

CITTA' DEL VATICANO, 26 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 1.500 partecipanti alla XI Assemblea Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, che ha voluto ringraziare: "per il vostro amore alla Chiesa" e per "il vostro impegno nella vita ordinaria delle comunità parrocchiali".

Il Santo Padre ha auspicato che i membri dell'Azione Cattolica continuino a costruire all'interno del Popolo di Dio "legami di comunione e di dialogo" ed ha sottolineato l'importanza di "plasmare vere coscienze cristiane, attraverso una formazione diretta a giovani e adulti, a ragazzi e anziani, a famiglie e adolescenti".

"La Chiesa non può fare a meno dell'Azione Cattolica" - ha proseguito il Santo Padre - "La Chiesa ha bisogno di un gruppo di laici, che fedeli alla loro vocazione e stretti attorno ai legittimi Pastori, siano disposti a condividere, insieme con loro, la quotidiana fatica dell'evangelizzazione in ogni ambiente. (…) Ha bisogno di laici la cui esperienza manifesti, in maniera concreta e quotidiana, la grandezza e la gioia della vita cristiana; (…) laici che non riducano la fede a fatto privato, e non esitino a portare il fermento del Vangelo nel tessuto delle relazioni umane e nelle istituzioni".

Giovanni Paolo II ha esclamato: "Duc in altum, Azione Cattolica!", esortando i suoi membri ad essere "nel mondo presenza profetica, promuovendo quelle dimensioni della vita spesso dimenticate e perciò ancora più urgenti come l'interiorità e il silenzio, la responsabilità e l'educazione, la gratuità e il servizio, la sobrietà e la fraternità, la speranza nel domani e l'amore alla vita". Infine il Papa ha concluso con queste parole: "Opera efficacemente perché la società di oggi recuperi il senso vero dell'uomo e della sua dignità, il valore della vita e della famiglia, della pace e della solidarietà, della giustizia e della misericordia".
AC/…/AZIONE CATTOLICA ITALIANA VIS 20020426 (300)

giovedì 25 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Inchon (Corea), presentata dal Vescovo William J. McNaughton, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Boniface Choi Ki-san, Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sées (Francia), presentata dal Vescovo Yves-Marie Dubigeon, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Jean-Claude Boulanger, Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
RE/…/… VIS 20020425 (100)

PELLEGRINI DI DIVERSE REGIONI ITALIANE RICEVUTI DAL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 4.000 pellegrini italiani, fra i quali numerosi ministranti della Diocesi di Napoli, i rappresentanti dell'Opera salesiana di Genova - Sampierdarena, in occasione del centotrentesimo anniversario di fondazione ed i membri della Comunità giovanile "Gli alunni del cielo" di Torino.

Il Santo Padre ha ringraziato i ministranti di Napoli per il servizio reso alla Chiesa ed ha ribadito che nello svolgimento della loro missione "voi siete collaboratori del sacerdote, ma soprattutto siete servitori di Gesù. Vi invito, pertanto, a coltivare un'intima amicizia con Lui, riconoscendo in Lui un vero amico, sempre al vostro fianco, nei momenti belli e in quelli difficili".

Ai pellegrini provenienti da Genova il Santo Padre ha ricordato che proprio "Dal Centro di Sampierdarena partivano i primi missionari, e con essi le Figlie di Maria Ausiliatrice, diretti nelle Americhe. (…) Considerate, carissimi, l'ardore apostolico di questi intrepidi evangelizzatori e fate in modo che l'Istituto di Sampierdarena continui ad essere una finestra spalancata sul mondo".

Rivolgendosi ai giovani della Comunità "Gli alunni del cielo" di Torino, che "da tanti anni sono impegnati a testimoniare con il linguaggio universale del canto e della musica il Vangelo della vita", il Papa ha avuto parole di esortazione dicendo loro: "Comunicate a quanti incontrate un messaggio di speranza, proponendo sempre l'autentica visione evangelica della realtà".
AC/PELLEGRINI ITALIA/… VIS 20020425 (240)

SIMPOSIO VESCOVI EUROPEI: GIOVANI D'EUROPA NEL CAMBIAMENTO


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto oggi in udienza i partecipanti al Decimo Simposio dei Vescovi europei, in corso a Roma, organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa, il cui Presidente è il Vescovo Amédée Grab.

Ricordando che tema del Simposio è: "Giovani d'Europa nel cambiamento. Laboratorio della Fede", il Papa ha affermato che: "Dinanzi al vuoto di valori ed ai profondi interrogativi esistenziali che interpellano l'odierna società, dobbiamo proclamare e testimoniare che Cristo ha preso su di sé le domande, le attese e persino i drammi dell'umanità di ogni tempo".

"L'Europa" - ha proseguito il Pontefice - "ha urgenza di incontrare questo Dio, che ama gli uomini e si fa presente in ogni umana prova e difficoltà. Perché ciò avvenga, è indispensabile che i credenti siano pronti a testimoniare la fede con la vita".

Esortando i giovani presenti, a seguire Cristo "fiduciosamente con entusiasmo e perseveranza", il Santo Padre ha detto loro: "Non permettete che (Cristo) venga emarginato. Il Vangelo è indispensabile per rinnovare la cultura; è indispensabile per costruire un futuro di pace vera in Europa e nel mondo. Tocca a voi, carissimi giovani, offrire questo contributo. Non esitate, pertanto, a rispondere 'sì' a Dio che vi chiama".
AC/…/VESCOVI EUROPEI VIS 20020425 (220)

MESSAGGIO AI SACERDOTI DEGLI STATI UNITI D'AMERICA


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2002 (VIS). Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, reso pubblico ieri sera, che i Cardinali e la Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America hanno indirizzato ai sacerdoti americani:

"Noi, Cardinali degli Stati Uniti e la Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici, riuniti attorno al Successore di Pietro con i nostri fratelli Cardinali della Curia Romana, desideriamo rivolgerci in particolare a voi, nostri fratelli sacerdoti che con tanta dedizione vi adoperate generosamente e quotidianamente al servizio del Popolo di Dio".

"Nel corso del nostro incontro, siete stati presenti al nostro spirito e al nostro cuore, poiché conosciamo il pesante fardello di dolore e di vergogna causato da coloro che hanno tradito la grazia dell'Ordinazione, abusando dei giovani affidati alle loro cure".

"Siamo addolorati che la supervisione dei Vescovi non sia stata in grado di preservare la Chiesa da questo scandalo. La Chiesa tutta, Sposa di Cristo, è afflitta da questa ferita - le vittime e le loro famiglie, prima di tutto, ma anche voi che avete dedicato la vita al 'servizio presbiterale del Vangelo di Dio' (Rm 15:16)".

"A tutti voi esprimiamo la nostra profonda gratitudine per la vostra opera volta ad edificare il Corpo di Cristo, nella santità e nell'amore. Ci impegniamo a sostenervi in ogni modo possibile in questi tempi difficili, e chiediamo di rimanere uniti nel legame sacerdotale mentre compiamo ogni sforzo per portare la grazia salvatrice di Cristo al popolo che tutti noi serviamo".

"Concordiamo pienamente con l'affermazione del Santo Padre, espressa nel discorso di ieri: "Non dobbiamo dimenticare l'immenso bene spirituale, umano e sociale che la vasta maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi degli Stati Uniti ha compiuto e continua a compiere".

"Mentre guardiamo al futuro, invochiamo insieme dall'eterno Grande Sacerdote la grazia di vivere questo momento di prova con coraggio e fiducia nel Signore Crocifisso. (…) Dalla casa del Successore di Pietro, che ci ha riconfermato nella fede, desideriamo a nostra volta riconfermare voi nell'umile e prezioso servizio al sacerdozio cattolico al quale siamo stati chiamati. La pace sia con voi!".
…/MESSAGGIO SACERDOTI USA/… VIS 20020425 (360)

ABUSI SESSUALI: SOLIDARIETA' VITTIME E SEVERITA' COLPEVOLI


CITTA' DEL VATICANO, 25 APR. 2002 (VIS). Al termine dell'Incontro del 23 e 24 aprile in Vaticano, al quale hanno partecipato dodici Cardinali statunitensi, la Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, ed alcuni membri della Curia Romana, si è svolta, nella Sala Stampa della Santa Sede, una Conferenza Stampa. La mattina del 23 aprile, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Incontro, e, ieri, ha invitato a pranzo i Prelati americani, per proseguire la riesamina degli avvenimenti al centro dell'Incontro.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale James Stafford, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, il Cardinale Theodore McCarrick, Arcivescovo di Washington, il Vescovo Wilton Daniel Gregory, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, ed il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls. All'inizio della Conferenza, alle ore 22:00, è stato reso pubblico un Comunicato Finale di tre pagine, in lingua inglese. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"L'incontro è stato organizzato avendo presenti tre punti:
- da parte dei Vescovi Americani, informare la Santa Sede sulle difficoltà affrontate negli ultimi mesi.
- da parte dei Dicasteri della Curia Romana, ascoltare direttamente dai Cardinali americani e dalla Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, una valutazione generale della situazione.
- individuare insieme modi di procedere per affrontare questi problemi".

"Innanzitutto, i partecipanti desiderano esprimere unanime riconoscenza al Santo Padre per le sue chiare indicazioni relative all'impegno per il futuro. In comunione con il Papa noi riaffermiamo alcuni principi fondamentali:

"1) L'abuso sessuale dei minori è giustamente considerato un crimine dalla società ed un peccato spaventoso agli occhi di Dio, soprattutto quando commesso da sacerdoti e da religiosi, la cui vocazione consiste nell'aiutare le persone a vivere santamente al cospetto di Dio e degli uomini".

"2) È necessario trasmettere alle vittime e alle loro famiglie, il nostro profondo senso di solidarietà ed offrire assistenza appropriata per il recupero della fede e l'accoglimento della cura pastorale".

"3) Anche se i casi di vera pedofilia da parte di sacerdoti e di religiosi sono pochi, tutti i partecipanti hanno riconosciuto la gravità del problema. Nel corso dell'Incontro sono stati anche esaminati i termini quantitativi del problema, poiché le statistiche non sono molto chiare al riguardo. È stata richiamata l'attenzione sul fatto che quasi tutti i casi hanno interessato adolescenti, per cui essi non sono stati casi di vera pedofilia".

"4. Insieme al fatto che non si può scientificamente provare l'esistenza di un legame fra celibato e pedofilia, l'incontro ha riaffermato il valore del celibato sacerdotale come dono di Dio alla Chiesa".

"5. Considerando le questioni dottrinali sottese ai deplorevoli comportamenti in esame, sono state suggerite alcune linee di condotta:

"a) i Pastori della Chiesa devono chiaramente promuovere il corretto insegnamento morale della Chiesa e pubblicamente condannare gli individui che diffondono dissenso ed i gruppi che portano avanti approcci ambigui alla cura pastorale;

"b) Occorre compiere senza indugio, nuove e serie Visite Apostoliche ai Seminari ed ad altri Istituti di formazione, con particolare enfasi sulla necessità di restare fedeli agli insegnamenti della Chiesa, particolarmente nell'ambito della moralità e ribadire la necessità di uno studio più approfondito dei criteri di idoneità dei candidati al sacerdozio.

"c) Sarebbe auspicabile che i Vescovi della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, proponessero ai fedeli di osservare una giornata nazionale di preghiera e di pentimento in riparazione delle offese perpetrate e di invocazione a Dio per la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime.

"6) Tutti i partecipanti (…) vedono il tempo attuale come un momento di grazia. (…) Non possiamo sottovalutare, con le parole del Santo Padre 'la forza della conversione cristiana, la decisione radicale di abbandonare il peccato e ritornare a Dio'. (…) Allo stesso tempo, Sua Santità ha anche dichiarato che: 'Bisogna sapere che non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per coloro che potrebbero fare del male ai giovani'.

"Citiamo nuovamente le parole del Santo Padre: 'né dobbiamo dimenticare l'immenso bene spirituale, umano e sociale che la grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi degli Stati Uniti ha compiuto e continua a compiere'".

"In vista della preparazione dell'Incontro dei Vescovi Americani del giugno prossimo, i partecipanti statunitensi all'Incontro di Roma hanno presentato ai Prefetti delle Congregazioni Romane le seguenti proposte:

"1) Proponiamo di inviare alle rispettive Congregazioni della Santa Sede una serie di norme nazionali, che la Santa Sede deve attentamente esaminare ('recognitio'), nelle quali siano esposti i principi essenziali riguardanti linee di condotta da adottare relativamente all'abuso sessuale dei minori nelle Diocesi e negli Istituti Religiosi degli Stati Uniti.

"2) Proponiamo che la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti raccomandi uno speciale processo per la destituzione dallo stato clericale di sacerdoti riconosciuti colpevoli di abuso sessuale di minori ripetuto e predatorio.

"3) Nel riconoscere che il Codice di Diritto Canonico già prevede il processo giudiziale per la destituzione di sacerdoti colpevoli di abuso sessuale su minori, proponiamo anche un processo speciale per casi che non siano conclamati ma dove il Vescovo Diocesano consideri il sacerdote una minaccia per l'incolumità di bambini e di giovani, allo scopo di evitare in futuro grave scandalo e salvaguardare il bene comune della Chiesa.

4) Proponiamo una Visita Apostolica ai Seminari e agli Istituti religiosi di formazione, che dedichi particolare attenzione ai requisiti di ammissione e all'esigenza di insegnare la dottrina morale cattolica nella sua integrità.

5) Proponiamo che i Vescovi degli Stati Uniti si adoperino per rendere effettivo il principio espresso dal Santo Padre che l'attuale crisi 'deve condurre ad un sacerdozio maggiormente santo, ad un episcopato maggiormente santo, ed a una Chiesa maggiormente santa'.

6) Proponiamo che i Vescovi degli Stati Uniti riservino un giorno alla preghiera e al pentimento in tutta la Chiesa degli Stati Uniti, allo scopo di implorare la riconciliazione ed il rinnovamento della vita ecclesiale".
…/COMUNICATO CARDINALI USA/… VIS 20020425 (980)

mercoledì 24 aprile 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Accogliendo la richiesta presentataGli dal Cardinale Virgilio Noè, ha accettato le sue dimissioni dall'incarico di Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, di Suo Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e di Presidente della Fabbrica di San Pietro ed ha nominato Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, Suo Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, l'Arcivescovo Francesco Marchisano, attualmente Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

- Ha nominato il Monsignore Paulo Romeu Dantas Bastos, finora Vicario Generale della Diocesi di Barreiras (Brasile), Vescovo di Alagoinhas (superficie: 15.795; popolazione: 597.576; cattolici: 418.300; sacerdoti: 29; religiosi: 84; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Nuova-Soure (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985. Il Vescovo Dantas Bastos succede al Vescovo Jaime Mota de Farias, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Ercílio Turco, finora Vescovo di Limeira (Brasile), Vescovo di Osasco (superficie: 2.416; popolazione: 2.143.000; cattolici: 1.895.978; sacerdoti: 95; religiosi: 363), Brasile. Il Vescovo Turco succede al Vescovo Francisco Manuel Vieira del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Guillermo Vega Afable, finora Ausiliare di Davao (Filippine), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Digos (superficie: 3.958; popolazione: 758.475; cattolici: 606.780; sacerdoti: 45; religiosi: 127), Filippine.

- Ha nominato il Padre Caetano Ferrari, O.F.M., dal 1994 Ministro Provinciale dei Francescani in São Paulo, Vescovo Coadiutore di Franca (superficie: 6.721; popolazione: 750.000; cattolici: 600.000; sacerdoti: 44; religiosi: 111), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Pirajuí (Brasile), nel 1942. Nel 1969 ha emesso la professione solenne nell'Ordine dei Frati Minori e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970.

- Ha nominato il Sacerdote Joseph Perumthottam, finora Direttore del "Marthoma Vidya Niketan, Theological Institute for Laity" e Professore al "St. Thomas Apostolic Seminary, Vadavathoor", Vescovo Ausiliare di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (superficie: 24.595; popolazione: 13.000.000; cattolici: 380.000; sacerdoti: 584; religiosi: 3.349), India. Il Vescovo eletto è nato a Punnathura (India), nel 1948 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974.

- Ha nominato il Monsignore Francesco Giovanni Brugnaro, finora Minutante nella Congregazione per le Chiese Orientali, Capo Ufficio del medesimo Dicastero.
RE:NA:NER:NEC:NEA/…/… VIS 20020424 (410)

VISITA PASTORALE SANTO PADRE DIOCESI DI ISCHIA IL 5 MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2002 (VIS). Domenica 5 maggio, il Santo Padre Giovanni Paolo II partirà in elicottero dall'eliporto della Città del Vaticano per una visita pastorale alla Diocesi di Ischia. L'arrivo all'eliporto allestito a Casamicciola è previsto alle ore 10:00.

Alle ore 10:30, il Santo Padre presiederà, nel Piazzale Aragonese ad Ischia Ponte, la Concelebrazione Eucaristica, alla quale seguirà la recita del "Regina Coeli" con i fedeli presenti ed un incontro e pranzo con i Vescovi della Campania nell'Episcopato di Ischia.

Alle ore 17:00 è in programma un Incontro con i Giovani nel Piazzale del Soccorso a Forío di Ischia ed infine, alle 18:15 il Santo Padre ripartirà da Casamicciola alla volta del Vaticano dove giungerà verso le 19:15.
PV-ISCHIA/ITINERARIO/ISCHIA VIS 20020424 (130)

UDIENZA GENERALE: DIO DESIDERA SALVARE UMANITA DAL MALE


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2002 (VIS). Il Salmo 80: "Solenne invito a rinnovare l'alleanza", è stato il tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 17.000 fedeli.

Il Santo Padre ha affermato che il Salmo "si apre con un invito alla festa, al canto, alla musica. (…) Da un lato c'è il dono divino della libertà che è stata offerta a Israele oppresso e infelice", dall'altro lato, la religione biblica è presentata come "un dialogo, una parola seguita da una risposta, un gesto d'amore che chiede adesione".

"Il Signore" - ha proseguito il Pontefice - "invita (Israele) anzitutto all'osservanza fedele del primo comandamento, sostegno di tutto il Decalogo, cioè la fede nell'unico Signore e Salvatore e il rifiuto degli idoli. (…) Solo attraverso la fedeltà nell'ascolto e nell'obbedienza il popolo può ricevere pienamente i doni del Signore. Purtroppo, con amarezza Dio deve registrare le numerose infedeltà di Israele".

Il Papa ha poi segnalato che nell'ultima parte del Salmo, Dio "esprime un desiderio che finora non è stato soddisfatto: 'Se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse per le mie vie!'. (…) Il Signore cerca evidentemente di ottenere la conversione del suo popolo, una risposta di amore sincero ed effettivo al suo amore quanto mai generoso".

"Come sempre nella storia della salvezza" - ha terminato il Santo Padre - "l'ultima parola nel contrasto tra Dio e il popolo peccatore non è mai il giudizio e il castigo, ma l'amore e il perdono. Dio non desidera giudicare e condannare, ma salvare e liberare l'umanità dal male".
AG/SALMO 80/… VIS 20020424 (280)

APPELLO DEL PAPA: SI PONGA FINE ASSEDIO BASILICA DI BETLEMME


CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2002 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un appello perché si ponga fine all'assedio alla Basilica della Natività a Betlemme:

"Il mio pensiero è sempre rivolto alla Basilica della Natività a Betlemme, ove la comunità religiosa e numerose altre persone continuano a subire l'assedio, che si prolunga da ormai ventidue giorni. Le loro condizioni, già drammatiche per la mancanza di acqua e di cibo, si sono ulteriormente aggravate dopo l'interruzione delle linee telefoniche. Continuiamo a pregare il Signore perché si trovi finalmente una soluzione a questa disumana situazione e si giunga, con l'apporto di tutti, alla desiderata pace in quella Regione tanto cara al cuore di tutti i credenti".
AG/APPELLO:BASILICA:BETLEMME VIS 20020424 (140)

NON C'È POSTO NEL SACERDOZIO PER CHI ABUSA DEI GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 23 APR. 2002 (VIS). Questa mattina in Vaticano, ha avuto inizio, con la recita di una preghiera e un discorso di benvenuto del Cardinale Angelo Sodano, l'incontro del Santo Padre Giovanni Paolo II con dodici Cardinali degli Stati Uniti d'America ed alcuni membri della Curia Romana. Successivamente sono intervenuti il Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America ed i Cardinali statunitensi.

Quindi il Santo Padre Giovanni Paolo II ha preso la parola ed ha detto, rivolgendosi ai Cardinali statunitensi: "Apprezzo grandemente l'impegno da voi profuso per tenere informati la Santa Sede, e me personalmente, riguardo alla complessa e difficile situazione che si è prodotta nel vostro Paese negli ultimi mesi. (…) Vi siete recati presso la casa del Successore di Pietro. (…) La porta di questa casa è sempre aperta per voi e ancor più quando le vostre comunità sono in difficoltà".

"Come voi" - ha proseguito il Pontefice - "anche io sono rimasto profondamente addolorato dal fatto che sacerdoti e religiosi, la cui vocazione è aiutare le persone a vivere santamente al cospetto di Dio, abbiano causato tante sofferenze e scandalo a dei giovani. A causa del grande male commesso da alcuni sacerdoti e religiosi, la Chiesa stessa è considerata con diffidenza, e molti si sentono offesi dal modo di agire, come da loro percepito, dei responsabili della Chiesa, relativamente a questo problema. L'abuso che ha causato questa crisi è iniquo e giustamente considerato un crimine dalla società; è anche uno spaventoso peccato agli occhi di Dio. Alle vittime e alle loro famiglie, dovunque esse si trovino, esprimo il mio profondo senso di solidarietà e di sollecitudine".

"È vero" - ha dichiarato il Santo Padre - "che una mancanza di conoscenza generalizzata della natura del problema ed anche, alle volte, il consiglio di esperti, ha portato i Vescovi a prendere decisioni che alla luce degli avvenimenti successivi, si sono dimostrate errate. Adoperatevi a fissare criteri affidabili affinché tali errori non si ripetano. (…) Mentre riconosciamo che tali criteri sono indispensabili, non possiamo dimenticare il potere della conversione cristiana. (…) Né dovremmo dimenticare l'immenso bene spirituale, umano e sociale che la grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi degli Stati Uniti ha compiuto e tuttora compie".

"Un'importante opera d'arte può presentare delle imperfezioni, ma la sua bellezza rimane; e questa è una verità che ogni critico intellettualmente onesto riconosce". Il Papa ha quindi ringraziato personalmente e "di tutto cuore" le comunità cattoliche degli Stati Uniti d'America, i professori delle Università e delle scuole cattoliche e i missionari americani in tutte le parti del mondo.

"L'abuso perpetrato ai danni dei minori" - ha sottolineato Giovanni Paolo II - "è un grave sintomo di una crisi che interessa non solo la Chiesa ma la società nel suo complesso. È una profonda crisi della moralità sessuale, anche dei rapporti umani, e le sue prime vittime sono la famiglia e i giovani. Nell'affrontare il problema degli abusi con chiarezza e determinazione, la Chiesa potrà aiutare la società a comprendere e ad affrontare la crisi in profondità".

"Deve essere assolutamente chiaro ai fedeli cattolici, e all'intera comunità, che i Vescovi e i Superiori si preoccupano, soprattutto, del benessere spirituale delle anime. La gente ha bisogno di sapere che non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per coloro che abusano dei giovani. Devono sapere che, riguardo alla moralità sessuale, i Vescovi ed i sacerdoti sono obbligati al rispetto della verità cattolica nella sua pienezza".

Il Santo Padre ha detto ancora ai presenti che: "Dobbiamo confidare che questo tempo di prova porti una purificazione all'intera comunità cattolica, purificazione urgentemente necessaria se la Chiesa deve predicare più efficacemente il Vangelo di Gesù Cristo in tutta la sua forza liberatoria".

"Dio soltanto è fonte di santità" - ha dichiarato il Papa. - "È soprattutto a Lui che dobbiamo rivolgerci per il perdono, per la guarigione e per la grazia, per affrontare questo problema con coraggio, senza compromessi e con armonia d'intenti".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso con queste parole: "Invoco il Signore affinché dia ai Vescovi degli Stati Uniti la forza di costruire la loro risposta alla attuale crisi, su basi solide di fede e su un'autentica carità pastorale verso le vittime, come pure per i sacerdoti e tutta la comunità cattolica del vostro Paese. E chiedo ai cattolici di rimanere accanto ai loro sacerdoti e Vescovi e di sostenerli con la preghiera in un momento tanto difficile".
AC/INCONTRO CARDINALI USA/… VIS 20020423 (790)

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