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giovedì 2 maggio 2002

CONFESSIONE INTEGRA DEI PECCATI E ASSOLUZIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Joseph Ratzinger, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez e l'Arcivescovo Julián Herranz, hanno presentato questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Lettera Apostolica in forma di 'Motu proprio' "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del Sacramento della Penitenza.

Il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha posto in rilievo il carattere personalistico del Sacramento della Penitenza, sottolineato nel documento, ed ha spiegato che la colpa "è qualcosa di totalmente personale" e di conseguenza il perdono "deve essere totalmente personale". Questo carattere personalistico è stato negli ultimi decenni messo in ombra a motivo di un sempre più frequente ricorso alla assoluzione collettiva "considerata sempre più come una forma normale del sacramento della Penitenza - un abuso, che ha contribuito alla progressiva scomparsa di questo sacramento in alcune parti della Chiesa".

"Il dovere della confessione è istituito - così ci dice il Concilio (di Trento) - dal Signore stesso e costitutivo del sacramento, non lasciato quindi alla disposizione della Chiesa. Non è dunque nel potere della Chiesa sostituire la confessione personale con la assoluzione generale", ha detto ancora il Cardinale Ratzinger.

Il Cardinale Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha ribadito che: "Il ministero della riconciliazione non è un privilegio o un esercizio di potere, ma è espressione della responsabilità pastorale che ogni Vescovo e presbitero hanno assunto davanti a Dio il giorno della loro ordinazione, è quindi un servizio doveroso reso ai fratelli".

"Il Motu proprio 'Misericordia Dei' ribadisce l'insegnamento tradizionale della dottrina della Chiesa, secondo il quale l'unico modo ordinario della celebrazione del Sacramento della Penitenza è quello che comporta la confessione integra dei peccati al sacerdote con la assoluzione personale. Le cosiddette 'assoluzioni collettive' o 'generali' sono da considerarsi straordinarie ed eccezionali, alle quali si ricorre solo ed esclusivamente in pericolo di morte o quando è fisicamente o moralmente impossibile la celebrazione del sacramento nella forma ordinaria".

L'Arcivescovo Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha segnalato che questo documento legislativo "costituisce (…) un atto di governo ecclesiastico non soltanto prudente e opportuno ma anche pienamente rispondente al magistero di Giovanni Paolo II circa la virtù della giustizia vista come esigenza primaria della carità, e al tempo stesso inseparabile dalla misericordia nell'ordinamento giuridico della Chiesa".

Nel 'Motu proprio' emergono fortemente due realtà: "il diritto fondamentale dei fedeli a ricevere dai sacri Pastori i sacramenti istituiti da Cristo" ed il dovere di questi ultimi "di stabilire e di far applicare con diligenza le leggi canoniche e liturgiche che assicurino la valida e lecita celebrazione dei sacramenti".

L'Arcivescovo Herranz ha affermato inoltre che le norme dispositive del documento "riguardano, in primo luogo, l'unico modo ordinario" di ricevere il perdono divino per i peccati gravi, cioè "la confessione individuale". In secondo luogo, "il modo straordinario di amministrare il Sacramento, cioè la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale", è contemplato in due unici casi: "'l'imminente pericolo di morte' e lo stato di 'grave necessità'".

Infine l'Arcivescovo Herranz ha ricordato l'affermazione del Legislatore "che quanto stabilito nel 'Motu proprio' 'ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".
…/CONFESSIONE SACRAMENTALE/… VIS 20020502 (560)

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