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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 25 gennaio 2002

LA GIORNATA DI ASSISI RIMARRA' A LUNGO NEI NOSTRI CUORI

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2002 (VIS). "Quanto accaduto ieri ad Assisi rimarrà a lungo nei nostri cuori e, lo speriamo, avrà un'eco profonda tra i popoli del mondo", ha detto oggi il Papa durante l'Agape fraterna, in Vaticano, con i Membri delle Delegazioni che hanno partecipato alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo ad Assisi.

Ringraziando tutti per aver risposto all'invito a partecipare alla Giornata di Assisi, e per "il grande sforzo" compiuto per arrivare sin lì, il Santo Padre ha detto: "Vi ringrazio soprattutto per la vostra volontà di operare per la pace e per il coraggio di dichiarare di fronte al mondo che violenza e religione non possono mai camminare insieme".

"La porta di questa casa" - ha proseguito il Pontefice - "è aperta a tutti, e voi vi sedete a questa mensa non come stranieri, ma come amici. Ieri ci siamo raccolti all'ombra di San Francesco. Qui siamo riuniti all'ombra del pescatore, Pietro. Assisi e Roma, Francesco e Pietro: i luoghi e le persone sono diversi. Ma ambedue erano latori del messaggio di pace contato dagli Angeli a Betlemme: 'Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama!'".

Giovanni Paolo II ha detto infine: "Con tutte le nostre diversità, noi sediamo a questa tavola, uniti nell'impegno per la causa della pace. Tale impegno, scaturito da sincera religiosità, è sicuramente ciò che Dio si attende da noi. È quanto il mondo cerca nelle persone religiose. Questo impegno è la speranza che possiamo offrire in questo speciale momento. Dio ci conceda di essere umili ed efficaci strumenti della sua pace".
AC/PACE/RAPPRESENTANTI RELIGIONI VIS 20020125 (290)

giovedì 24 gennaio 2002

LE TENEBRE NON SI DISSIPANO CON LE ARMI, MA CON LA LUCE


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2002 (VIS). Dopo i saluti del Papa ai Rappresentanti delle diverse religioni che partecipano alla Giornata di Preghiera per la Pace ad Assisi (Italia), il Cardinale François Xavier Nguyên Van Thuân, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha letto una monizione d'introduzione alle Testimonianze per la Pace.

I vari Delegati hanno letto, in varie lingue, un discorso-testimonianza in favore della pace. Le testimonianze sono state intercalate da intermezzi musicali.

Successivamente il Papa ha tenuto il suo discorso:

"Siamo venuti ad Assisi in pellegrinaggio di pace. Siamo qui, quali rappresentanti delle varie religioni, per interrogarci di fronte a Dio sul nostro impegno per la pace, per chiederne a Lui il dono, per testimoniare il nostro comune anelito verso un mondo più giusto e solidale. Vogliamo recare il nostro contributo per allontanare le nubi del terrorismo, dell'odio, dei conflitti armati, nubi che in questi ultimi mesi si sono particolarmente addensate all'orizzonte dell'umanità. Per questo vogliamo ascoltarci gli uni gli altri: già questo - lo sentiamo - è un segno di pace. C'è già in questo una risposta agli inquietanti interrogativi che ci preoccupano. Già questo serve a diradare le nebbie del sospetto e dell'incomprensione".

"Le tenebre non si dissipano con le armi; le tenebre si allontanano accendendo fari di luce. Ricordavo alcuni giorni fa al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede che l'odio si vince solo con l'amore".

"Ci incontriamo ad Assisi, dove tutto parla di un singolare profeta della pace, chiamato Francesco. Egli è amato non solo dai cristiani, ma da tanti altri credenti e da gente che, pur lontana dalla religione, si riconosce negli ideali di giustizia, di riconciliazione, di pace che furono suoi".

"Qui il Poverello di Assisi ci invita anzitutto ad innalzare un canto di gratitudine a Dio per tutti i suoi doni. Lodiamo Dio per la bellezza del cosmo e della terra (...), per il dono della vita. (…) La vita in tutte le sue forme è affidata in maniera speciale alla responsabilità degli uomini. Con meraviglia ogni giorno rinnovata noi constatiamo la varietà con cui la vita umana si manifesta, a partire dalla polarità femminile e maschile, fino a una molteplicità di doni caratteristici, propri delle diverse culture e tradizioni, che formano un multiforme e poliedrico cosmo linguistico, culturale ed artistico. È una molteplicità chiamata ad integrarsi nel confronto e nel dialogo per l'arricchimento e la gioia di tutti".

"La storia ha conosciuto e continua a conoscere uomini e donne (…) testimoni di pace. Con il loro esempio, essi ci insegnano che è possibile costruire tra gli individui e i popoli ponti per incontrarsi e camminare insieme sulle vie della pace. (…) La pace! L'umanità ha bisogno della pace sempre, ma ancor più ne ha bisogno ora, dopo i tragici eventi che hanno scosso la sua fiducia e in presenza dei persistenti focolai di laceranti conflitti che tengono in apprensione il mondo. Nel Messaggio del 1° gennaio scorso, ho posto l'accento su due 'pilastri' sui quali poggia la pace: l'impegno per la giustizia e la disponibilità al perdono".

"Giustizia, in primo luogo, perché non ci può essere pace vera se non nel rispetto della dignità delle persone e dei popoli (…) Non si può dimenticare che situazioni di oppressione e di emarginazione sono spesso all'origine delle manifestazioni di violenza e di terrorismo. E poi anche perdono, perché la giustizia umana è esposta alla fragilità e ai limiti degli egoismi individuali e di gruppo. (…) Per questo le religioni sono al servizio della pace. Appartiene ad esse, e soprattutto ai loro leaders, il compito di diffondere tra gli uomini del nostro tempo una rinnovata consapevolezza dell'urgenza di costruire la pace".

"Lo hanno riconosciuto i partecipanti all'Assemblea Interreligiosa, tenutasi in Vaticano nell'ottobre 1999, affermando che le tradizioni religiose posseggono le risorse necessarie per superare le frammentazioni e per favorire la reciproca amicizia e il rispetto tra i popoli. (…) È doveroso, pertanto, che le persone e le comunità religiose manifestino il più netto e radicale ripudio della violenza, di ogni violenza, a partire da quella che pretende di ammantarsi di religiosità, facendo addirittura appello al nome sacrosanto di Dio per offendere l'uomo. L'offesa dell'uomo è, in definitiva, offesa di Dio. Non v'è finalità religiosa che possa giustificare la pratica della violenza dell'uomo sull'uomo".

"Mi rivolgo ora in modo particolare a voi, Fratelli e Sorelle cristiani. Il nostro Maestro e Signore Gesù Cristo ci chiama a essere apostoli di pace. Egli ha fatto sua la regola d'oro nota alla sapienza antica: 'Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro'".

"Fratelli e Sorelle qui convenuti da varie parti del mondo! (…) Chiediamo che ci sia dato di riconoscere la via della pace, dei giusti rapporti con Dio e fra di noi. (…) Unico è lo scopo e medesima è l'intenzione, ma pregheremo secondo forme diverse, rispettando le altrui tradizioni religiose. Anche in questo, in fondo, c'è un messaggio: vogliamo mostrare al mondo che lo slancio sincero della preghiera non spinge alla contrapposizione e meno ancora al disprezzo dell'altro, ma piuttosto ad un costruttivo dialogo, nel quale ciascuno, senza indulgere in alcun modo al relativismo né al sincretismo, prende anzi più viva coscienza del dovere della testimonianza e dell'annuncio".

"È ora di superare decisamente quelle tentazioni di ostilità che non sono mancate nella storia anche religiosa dell'umanità. In realtà, quando esse si richiamano alla religione, ne esprimono un volto profondamente immaturo. Il genuino sentimento religioso infatti conduce a percepire in qualche modo il mistero di Dio, fonte della bontà, e ciò costituisce una sorgente di rispetto e di armonia tra i popoli: in esso, anzi, risiede il principale antidoto contro la violenza e i conflitti". Infine, il Papa, riferendosi al vento che ha spirato incessantemente durante lungo tutta la cerimonia, ha ricordato la frase biblica: "Lo Spirito soffia dove vuole" ed ha auspicato che il medesimo Spirito accompagni nel loro cammino tutte le persone che ad Assisi hanno pregato per la pace.

Al termine della prima parte della Giornata di Preghiera, il Papa ha invitato tutti i partecipanti a raggiungere i luoghi destinati alla Preghiera per la Pace. Giovanni Paolo II e le Delegazioni dei cristiani, il gruppo più numeroso, sono entrati nella Basilica Inferiore.

Alla processione d'ingresso verso l'altare della Basilica hanno preso parte il Santo Padre ed i Rappresentanti delle Chiese e Comunità Ecclesiali. La processione è stata aperta dal Libro dei Vangeli, che il Patriarca Ecumenico e due Diaconi hanno incensato, quindi il Santo Padre ha introdotto la celebrazione. Un Rappresentante delle altre Chiese e Comunità ecclesiali ha proclamato dall'ambone un testo biblico. Dopo l'ultima acclamazione, un Rappresentante ha detto una preghiera per la pace, propria di una Chiesa o Comunità ecclesiale, alla quale è seguito un momento di silenzio. La lettura di un testo biblico, le tre invocazioni cristologiche, la preghiera per la pace e il silenzio si sono ripetute altre due volte. Quindi il Santo Padre ha introdotto con una monizione il 'Pater noster', che è stato 0cantato da tutti. Mentre l'assemblea si scioglieva, ha avuto luogo un'esecuzione musicale.

Successivamente il Papa ed i Rappresentanti delle diverse Religioni si sono recati al refettorio del Convento di San Francesco di Assisi e le Delegazioni in altri luoghi del Convento, per partecipare ad un'agape fraterna.

Alle 15:30, nella Piazza Inferiore di San Francesco, dieci Rappresentanti leggeranno, in varie lingue, il testo dell'impegno comune per la pace. Successivamente, il Santo Padre esclama: "Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo! In nome di Dio ogni religione porti sulla Terra Giustizia e Pace, Perdono e Vita, Amore!". Quindi, il Papa, seguito dai Rappresentanti, si reca presso il tripode posto al centro, davanti al palco, per accendere una lampada che colloca in un candelabro, simbolo dell'impegno comune per la pace. Il Santo Padre scambia poi un segno di pace e di comunione con tutti i Rappresentanti e congeda l'assemblea con brevi parole.

Prima di rientrare in Vaticano con tutti i Delegati, Giovanni Paolo II saluterà brevemente le religiose della Basilica di Santa Chiara e i Frati Minori della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Il rientro del treno della pace alla Stazione Ferroviaria della Città del Vaticano è previsto alle ore 19:45.
…/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020124 (860)

GIORNATA DI PREGHIERA PER LA PACE NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2002 (VIS). Partiti alle ore 8:40 dalla Stazione Ferroviaria dello Stato della Città del Vaticano, a bordo di un treno con sette vagoni, Giovanni Paolo II ed i Rappresentanti delle diverse religioni mondiali - 300 circa - sono arrivati, dopo due ore di viaggio, ad Assisi (Italia), per partecipare alla Giornata di Preghiera per la Pace.

Dalla Stazione di Assisi, il Papa si è recato in "papamobile" alla Piazza di San Francesco, dove, davanti al palco, ha accolto i Rappresentati che partecipano all'incontro insieme con le rispettive Delegazioni.

Successivamente il Papa ha letto il suo discorso di benvenuto:

"Grazie per aver aderito al mio invito, intervenendo, qui ad Assisi, a quest'incontro di preghiera per la pace. Esso richiama alla mente quello del 1986, e ne costituisce come un significativo prolungamento. Lo scopo è sempre lo stesso, quello cioè di pregare per la pace, che è anzitutto dono di Dio da implorare con fervorosa e fiduciosa insistenza. Nei momenti di più intensa apprensione per le sorti del mondo, si avverte con maggiore vivezza il dovere di impegnarsi personalmente nella difesa e nella promozione del fondamentale bene della pace".

"Un saluto speciale indirizzo al Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I e a quanti lo accompagnano; al Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, Sua Beatitudine Ignazio IV; al Catholicos Patriarca della Chiesa Assira dell'Oriente, Sua Santità Mar Dinkha IV; all'Arcivescovo di Tirana, Durres e di tutta l'Albania, Sua Beatitudine Anastas; ai Delegati dei Patriarchi di Alessandria, Gerusalemme, Mosca, Serbia, Romania; delle Chiese Ortodosse di Bulgaria, Cipro, Polonia; ai Delegati delle Antiche Chiese dell'Oriente: il Patriarcato Siro Ortodosso di Antiochia, la Chiesa Apostolica Armena, il Catholicossato Armeno di Cilicia, la Chiesa Ortodossa d'Etiopia, la Chiesa Ortodossa Sira del Malankar. Saluto il Rappresentante dell'Arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia George Carey, i tanti rappresentanti delle Chiese e Comunità Ecclesiali, Federazioni, Alleanze Cristiane d'Occidente; il Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese ed i Rappresentanti dell'Ebraismo mondiale, che hanno aderito a questa speciale Giornata di preghiera per la pace".

"Desidero, altresì, porgere il più cordiale benvenuto agli esponenti delle diverse confessioni religiose: ai rappresentanti dell'Islam, qui convenuti dall'Albania, dall'Arabia Saudita, dalla Bosnia, dalla Bulgaria, dall'Egitto, da Gerusalemme, dalla Giordania, dall'Iran, dall'Iraq, dal Libano, dalla Libia, dal Marocco, dal Senegal, dagli Stati Uniti d'America, dal Sudan, dalla Turchia; ai Rappresentanti del Buddismo, giunti da Taiwan e dalla Gran Bretagna, e a quelli dell'Induismo, giunti dall'India; ai Rappresentanti appartenenti alla Religione Tradizionale Africana, che vengono dal Ghana e dal Benin, come pure a coloro che vengono dal Giappone in rappresentanza di diverse religioni e movimenti; ai rappresentanti Sikh dell'India, di Singapore e della Gran Bretagna; ai Delegati del Confucianesimo, dello Zoroastrianesimo e del Giainismo. Non mi è possibile nominare tutti, ma vorrei che il mio saluto non dimenticasse nessuno di voi, gentili e graditi ospiti, che ringrazio ancora una volta per aver accettato di prendere parte a questa significativa giornata".

"La mia riconoscenza si estende ai venerati Cardinali e Vescovi presenti; in particolare al Cardinale Edward Egan, Arcivescovo di New York, città tanto duramente colpita nei tragici eventi dell'11 settembre; saluto inoltre i rappresentanti degli Episcopati di quelle Nazioni, dove più forte s'avverte l'esigenza della pace".

Infine il Santo Padre ha rivolto parole di saluto al Cardinale Lorenzo Antonetti, Delegato Pontificio per la Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi, ai Frati Minori Conventuali, al Presidente del Consiglio Italiano, Onorevole Silvio Berlusconi, alle diverse Autorità presenti, a tutti i partecipanti all'Incontro, ed in particolare a "voi, cari giovani che avete vegliato tutta la notte". Il Papa ha terminato il suo discorso con queste parole: "Iddio conceda che dall'odierno incontro scaturiscano quei frutti di pace per il mondo intero, che tutti cordialmente auspichiamo".
…/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020124 (630)

mercoledì 23 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don José Song Sui-Wan, S.D.B., finora Direttore dell'Oratorio Salesiano "São Luiz" nella Diocesi di Limeira (Brasile), Vescovo di São Gabriel da Cachoeira (superficie: 286.866; popolazione: 55.000; cattolici: 45.000; sacerdoti: 20; religiosi: 64), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Shanghai (Cina), nel 1941, ha emesso la professione religiosa nella Congregazione dei Salesiani nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Il Vescovo Song Sui-Wan succede al Vescovo Walter Ivan de Azevedo, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/SUI-WAN:DE AZEVEDO VIS 20020123 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/… VIS 20020123 (30)

ARCIVESCOVO FOLEY: CREDIBILITA' FONDAMENTO DEL GIORNALISMO


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). Martedì 22 gennaio, l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è intervenuto al Congresso dell'Associazione dei Giornalisti di Taiwan, svoltosi a Taipei (Taiwan, Repubblica di Cina).

Nel suo discorso, l'Arcivescovo ha ricordato il Documento, elaborato dal suo Dicastero e pubblicato nel 2000, in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, centrato, in particolare, sulla "credibilità" dell'informazione, che ha definito "la più preziosa caratteristica del giornalista" e sulla necessità di "promuovere lo sviluppo degli esseri umani", mediante i mezzi di comunicazione sociale.

"Di fronte a gravi ingiustizie, non basta che i comunicatori semplicemente affermino che il loro lavoro consiste nel riportare le cose come sono." - ha affermato l'Arcivescovo Foley - "Le strutture e le politiche delle comunicazioni e l'accesso alle tecnologie, sono fattori che contribuiscono a rendere alcuni 'ricchi di informazione' ed altri 'poveri di informazione', in un'epoca nella quale la prosperità, e perfino la sopravvivenza, dipendono dall'informazione".

"La cosa più importante per ciascuno di noi è di conservare la nostra integrità e credibilità in un mondo dominato dalla tentazione, se non di arrendersi, di compromettersi. Il pubblico non ci perdonerebbe mai se lo tradissimo, anzi, non ci perdoneremmo mai se tradissimo il nostro impegno ad essere al servizio della verità e di una società morale e giusta".
…/CREDIBILITÀ INFORMAZIONE/TAIWAN:FOLEY VIS 20020123 (230)

LA SANTA SEDE ADERISCE CONVENZIONE CONTRO ARMI BIOLOGICHE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). La Santa Sede ha aderito alla "Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione e stoccaggio delle armi batteriologiche (biologiche) e tossiche e sulla loro distruzione", adottata il 16 dicembre 1971 dall'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, ed entrata in vigore il 26 marzo 1975.

Il 4 gennaio 2002, l'Arcivescovo Gabriel Montalvo, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d'America, ha depositato lo strumento di adesione presso le competenti Autorità del Governo statunitense.

"La Santa Sede (…) desidera incoraggiare l'intera Comunità Internazionale" - si legge nel testo annesso allo strumento di adesione - "a seguire risolutamente la strada del disarmo delle armi di distruzione di massa, come parte del processo di disarmo globale e completo".

"I tragici avvenimenti dell'11 settembre" - si legge ancora nel documento - "hanno portato ad una maggiore e più chiara consapevolezza della necessità di costruire una cultura di dialogo multilaterale ed un clima di fiducia fra tutti i membri della famiglia umana. In questo particolare momento storico, gli strumenti di cooperazione e di prevenzione costituiscono una delle salvaguardie più efficaci di fronte ad atti esecrabili come l'uso delle armi biologiche, che colpiscono indiscriminatamente le popolazioni civili innocenti".
…/ARMI BIOLOGICHE/MONTALVO VIS 20020123 (210)

GIORNATA DI ASSISI: SINCERI PROPOSITI DI GIUSTIZIA E PERDONO


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2002 (VIS). Tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Cantico del Capitolo 36 del Libro del Siracide: "Preghiera per il popolo santo di Dio".

"Vi troviamo dapprima," - ha detto il Papa - "l'implorazione che Dio intervenga a favore d'Israele e contro le nazioni straniere che l'opprimono. (…) Il Dio della Bibbia non è indifferente nei confronti del male. (…) Egli si schiera dalla parte delle vittime e si presenta come giudice severo dei violenti, degli oppressori, dei trionfatori che non conoscono pietà. Ma questo suo intervento non tende alla distruzione".

Giovanni Paolo II ha affermato che la seconda parte dell'inno "non parla più dei nemici, ma chiede i favori di Dio per Israele, implora la sua pietà per il popolo eletto e per la città santa, Gerusalemme".

"Nella Bibbia il lamento dei sofferenti non si esaurisce mai nella disperazione, ma è sempre aperto alla speranza. Alla base c'è la certezza che il Signore non abbandona i suoi figli, non lascia cadere dalle sue mani coloro che Egli ha plasmato".

Dopo le parole di saluto, in diverse lingue, ai pellegrini presenti all'Udienza Generale, il Papa ha ricordato il Viaggio ad Assisi che compirà domani, insieme ad altri Esponenti di Chiese e Comunità ecclesiali e con i Rappresentanti di altre religioni per vivere "una giornata dedicata alla preghiera per la pace nel mondo. (…) Confido che tale iniziativa," - ha affermato - "oltre agli effetti spirituali che sfuggono alle misure umane, possa contribuire a orientare gli animi e le decisioni verso sinceri e coraggiosi propositi di giustizia e perdono. Se così sarà, avremo contribuito a consolidare le basi di una pace autentica e duratura".

"Invito, pertanto, i fedeli cattolici" - ha terminato il Santo Padre - "ad unire la loro preghiera a quella che domani, ad Assisi, eleveremo insieme come cristiani, coltivando al tempo stesso nel loro cuore sentimenti di simpatia per i seguaci di altre religioni convenuti nella città di San Francesco a pregare per la pace".
AG/SIRACIDE:PREGHIERA PACE/… VIS 20020123 (360)

martedì 22 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione alla dignità episcopale canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armena cattolica, riunitosi a Roma il 15 ottobre 2001, dell'Arciprete Kévork Khazoumian, Esarca Patriarcale di Gerusalemme ed Amman, attribuendogli la sede titolare di Marasc degli Armeni. L'Arciprete Kévork Khazoumian è nato a Chiah (Beirut) nel 1935 ed è stato ordinato Presbitero nel 1960.
NER/…/KHAZOUMIAN VIS 20020122 (80)

STAZIONE FERROVIARIA DELLO STATO DELLA CITTA' DEL VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). La Stazione Ferroviaria dello Stato della Città del Vaticano, dalla quale Giovanni Paolo II partirà per Assisi il 24 gennaio per partecipare alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, si trova all'interno della Città del Vaticano, a pochi metri dal Palazzo del Governatorato, in un'ampia piazza ornata di giardini ed aiuole, dominata dalla Cupola di San Pietro. Papa Pio XI, sotto il cui Pontificato la stazione fu costruita, visitando i lavori in via di ultimazione, ebbe ad esclamare ammirato: "Questa è la più bella stazione del mondo!".

I lavori ebbero inizio con la firma, l'11 febbraio 1929, del Trattato del Laterano fra la Santa Sede e il Regno d'Italia, che stabiliva che l'Italia avrebbe dovuto costruire una stazione ferroviaria all'interno della Città del Vaticano. Si diede inizio ai lavori il 3 aprile 1929 e la prima locomotiva di collaudo dei binari entrò in Vaticano nel marzo del 1932. Solo nel 1934, però, ebbe luogo lo scambio ufficiale delle tratte ferroviarie costruite in territorio vaticano ed in territorio italiano. Gli impianti, oltre il fabbricato della stazione, comprendono il raccordo ferroviario con la rete italiana della linea Roma-Viterbo.

Artefice del progetto fu l'Ingegnere italiano Giuseppe Momo, architetto di fiducia di Papa Pio XI. Il fabbricato, inaugurato nel 1933, ha le dimensioni di 61 per 21,50 metri, il corpo centrale è alto 16,85 metri e le due ali laterali 5,95 metri. La parte centrale racchiude un grande salone, con un elegante pavimento ed una ricca zoccolatura in marmi colorati, il soffitto con cassettonato di stucco, decorato con otto colonne monolitiche eseguite in cipollino della Versilia. Il fabbricato, esternamente rivestito in travertino, è arricchito da alcune sculture, opera del professore Eduardo Rubino, uno stemma di Papa Pio XI, sorretto da due figure rappresentanti il Pensiero e l'Azione e da due grandi bassorilievi illustranti la Barca di San Pietro, il più antico mezzo di trasporto per la propagazione della Fede ed il carro di fuoco del Profeta Elia, simboleggiante il mezzo più moderno: il trasporto aereo.

Pio XI, che volle la realizzazione della Stazione ferroviaria in Vaticano, non viaggiò mai in treno. In origine, la stazione era stata concepita come primo luogo di incontro dei Pontefici con le personalità in visita presso la Santa Sede, e come luogo di arrivo e partenza, soprattutto durante i giubilei, di moltitudini di pellegrini. Anche il "treno papale" che all'inizio si era pensato di approntare, non fu mai realizzato ed il Vaticano non ha mai avuto personale ferroviario né possiede materiale rotabile di sua immatricolazione.

Il primo Pontefice ad usare la Stazione Ferroviaria Vaticana, fu Giovanni XXIII, il 4 ottobre 1962, per recarsi in pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, una settimana prima dell'inaugurazione del Concilio Vaticano II.

Dal Pontificato di Pio XI ai nostri giorni, la Stazione Ferroviaria Vaticana è stata utilizzata soprattutto per il trasporto merci, negli ultimi anni molto ridotto, visti i vantaggi economici e di rapidità del traffico su gomma. Solo occasionalmente è stata usata per il traffico passeggeri.

L'11 aprile 1959, dalla Stazione Ferroviaria Vaticana partì il convoglio speciale che le Ferrovie italiane misero a disposizione del Vaticano per la traslazione della salma di Pio X a Venezia, per volere di Giovanni XXIII. Al ritorno, il feretro giunse alla stazione Termini, dove insieme con quello di Don Bosco, fu condotto in processione alla Basilica di San Pietro.

In questi ultimi anni la Stazione è stata usata per il transito di treni speciali, che ospitavano pellegrinaggi di malati, turisti in visita ai Musei Vaticani, o per il passaggio di una vaporiera che portava ragazzi in giro per l'Italia.

Giovanni Paolo II ha fatto uso della Stazione Ferroviaria Vaticana per la prima volta l'8 novembre 1979, in occasione della XXI Giornata del Ferroviere, recandosi, a bordo del treno "Arlecchino" delle Ferrovie dello Stato italiane, a Roma Termini. Il 24 gennaio, in viaggio verso Assisi, sarà la prima volta che Giovanni Paolo II si servirà della Stazione Vaticana per uscire da Roma.
…/STAZIONE VATICANA/… VIS 20020122 (690)

"INTERNET: UN NUOVO FORUM PER PROCLAMARE IL VANGELO"


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio di Giovanni Paolo II per la XXXVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 12 maggio prossimo, sul tema: "Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, pubblicato in lingua inglese, spagnola, francese, italiana, tedesca e portoghese:

"La Chiesa in ogni epoca prosegue l'opera cominciata il giorno della Pentecoste, quando gli Apostoli, con la forza dello Spirito Santo, andarono per le strade di Gerusalemme a predicare il Vangelo di Gesù Cristo in molte lingue. (…) Nei secoli successivi, questa missione evangelizzatrice si è diffusa in tutto il mondo, poiché il cristianesimo si è radicato in molti luoghi e ha imparato a parlare le diverse lingue del mondo".

"Tuttavia, la storia dell'evangelizzazione non è soltanto una questione di espansione geografica, poiché la Chiesa ha dovuto varcare anche numerose soglie culturali (…). L'epoca delle grandi scoperte, il Rinascimento e l'invenzione della stampa, la rivoluzione industriale e la nascita del mondo moderno: anche questi sono stati momenti di transizione che hanno richiesto nuove forme di evangelizzazione. Ora, con la rivoluzione delle comunicazioni e dell'informazione in atto, la Chiesa si trova senza dubbio di fronte ad un'altra soglia decisiva. E' dunque opportuno che in questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2002 riflettiamo sul tema: 'Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo'".

"Internet è certamente un nuovo 'forum', nel senso attribuito a questo termine nell'antica Roma, ossia uno spazio pubblico (…). Era uno spazio urbano affollato e caotico che rifletteva la cultura dominante, ma creava anche una cultura propria. Ciò vale anche per il ciberspazio, nuova frontiera che si schiude all'inizio di questo millennio. (…) Per la Chiesa, il nuovo mondo del ciberspazio invita alla grande avventura dell'utilizzazione del suo potenziale per annunciare il messaggio evangelico".

"La Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso. Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze. Soprattutto, offrendo informazioni e suscitando interesse, rende possibile un primo incontro con il messaggio cristiano, in particolare ai giovani che sempre più ricorrono al ciberpazio quale finestra sul mondo. E' importante, quindi, che la comunità cristiana escogiti modi molto pratici per aiutare coloro che entrano in contatto per la prima volta attraverso Internet, a passare dal mondo virtuale del ciberspazio al mondo reale della comunità cristiana".

"In una tappa successiva, Internet può anche facilitare il tipo di procedimento che l'evangelizzazione richiede. (…) Esistono già nella rete innumerevoli fonti di informazione, documentazione e istruzione sulla Chiesa, la sua storia e la sua tradizione, la sua dottrina e il suo impegno in ogni campo, dappertutto nel mondo. È chiaro allora che (…) Internet potrà certamente offrire un supplemento e un sostegno unici sia nella preparazione all'incontro con Cristo nella comunità, sia nel sostegno dei nuovi credenti nel cammino di fede che iniziano".

"Ciononostante, emergono alcune questioni necessarie (…) nell'utilizzazione di Internet per la causa dell'evangelizzazione. Infatti, la caratteristica essenziale di Internet consiste nel fornire un flusso quasi infinito di informazioni, molte delle quali durano solo un attimo. In una cultura che si nutre dell'effimero, si può facilmente correre il rischio di credere che siano i fatti a contare piuttosto che i valori. Internet offre numerose nozioni, ma non insegna valori (…). Nonostante il suo enorme potenziale di bene, alcuni modi degradanti e dannosi di utilizzare Internet sono noti a tutti e le autorità pubbliche hanno di certo la responsabilità di garantire che questo strumento meraviglioso serva il bene comune e non divenga dannoso".

"Inoltre, Internet ridefinisce in modo radicale il rapporto psicologico di una persona con lo spazio e con il tempo. Attrae l'attenzione ciò che è tangibile, utile, subito disponibile. Può venire a mancare lo stimolo ad un pensiero e ad una riflessione più profondi. (…) La comprensione e la saggezza sono il frutto di uno sguardo contemplativo sul mondo e non derivano dalla mera acquisizione di fatti (…). Sono il risultato di un'intuizione che penetra il significato più profondo delle cose in relazione fra loro e con tutta la realtà. Inoltre, quale 'forum' in cui praticamente tutto è accettabile e quasi nulla è duraturo, Internet favorisce un modo di pensare relativistico e a volte alimenta la fuga dalla responsabilità e dall'impegno personali".

"Il fatto che mediante Internet le persone moltiplichino i loro contatti in modi finora impensabili offre meravigliose possibilità alla diffusione del Vangelo. Ma è anche vero che rapporti mediati elettronicamente non potranno mai prendere il posto del contatto umano diretto, richiesto da un'evangelizzazione autentica. (…) In che modo la Chiesa, dal tipo di contatto reso possibile da Internet, conduce a quella comunicazione più profonda che richiede l'annuncio cristiano? In che modo sviluppiamo il primo contatto e il primo scambio di informazioni che Internet rende possibile?".

"Senza dubbio la rivoluzione elettronica ha in sé la promessa di grandi progressi per il mondo in via di sviluppo, ma esiste anche l'eventualità che aggravi di fatto le ineguaglianze esistenti poiché il divario dell'informazione e delle comunicazioni si fa più profondo. Come possiamo garantire che la rivoluzione dell'informazione e delle comunicazioni, che ha in Internet il suo motore primo, operi a favore della globalizzazione dello sviluppo umano e della solidarietà, obiettivi strettamente legati alla missione evangelizzatrice della Chiesa? (…) In che modo possiamo garantire che questo meraviglioso strumento, concepito in origine nell'ambito di operazioni militari, possa ora servire la causa della pace? Può esso promuovere quella cultura di dialogo, di partecipazione, di solidarietà e di riconciliazione senza la quale la pace non può fiorire? La Chiesa crede che ciò sia possibile. Per garantire ciò, è decisa a entrare in questo nuovo 'forum', armata del Vangelo di Cristo, Principe della Pace".

"Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udrà la sua voce? Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udrà la Sua voce, il mondo conoscerà la 'buona notizia' della nostra redenzione. (…) In questa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per 'prendere il largo' nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo 'la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo'.
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/… VIS 20020122 (1090)

VIÊT NAM: EVANGELIZZAZIONE E FORMAZIONE DI TUTTI I FEDELI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i membri della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, al termine della loro Visita "ad limina", Giovanni Paolo II ha rivolto loro parole di gratitudine per "la perseveranza e la coraggiosa testimonianza", dimostrate nella missione a loro affidata.

Il Papa ha iniziato il suo discorso parlando dell'importanza dell'evangelizzazione e della missione della Chiesa in Viêt Nam. "L'importanza fondamentale della missione" - ha affermato il Pontefice - "deve sempre ispirare scelte coraggiose, sotto la guida dello Spirito Santo, agente principale di evangelizzazione, con l'aiuto del quale sarete in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dell'annuncio del Vangelo".

Ricordando che, nella loro relazione quinquennale, i Vescovi hanno fatto riferimento alla necessità di sviluppare la formazione catechistica iniziale e la formazione permanente dei sacerdoti, dei religiosi, delle religiose e dei laici, il Papa ha affermato: "I numerosi anni di conflitto, la dispersione delle comunità cristiane e la disparità del livello di istruzione dei fedeli hanno reso difficile l'offerta e l'organizzazione di tale formazione. (…) È di particolare importanza offrire a tutti un solido insegnamento sulla dottrina sociale della Chiesa".

"La Chiesa cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "è anche invitata a condividere il suo messaggio di speranza proponendo instancabilmente la via del dialogo. (…) Un dialogo fiducioso e costruttivo fra tutti i componenti della società civile permetterà di dare nuova speranza a tutto il popolo vietnamita".

Il Santo Padre ha sottolineato, quindi, che la Chiesa non deve essere confusa con la comunità politica, anche se entrambe devono realizzare una "sana collaborazione" ed ha aggiunto che: "La Chiesa invita tutti i suoi membri ad impegnarsi lealmente per la crescita di tutti e per l'edificazione di una società giusta, solidale ed equa. (…) Per realizzare tale 'sana collaborazione', la Chiesa si attende dalla comunità politica il pieno rispetto della sua indipendenza e della sua autonomia. Il bene prezioso della libertà religiosa (…) è destinato sia agli individui che alle comunità religiose".

"Esprimo la speranza che tutte le componenti della nazione si uniscano per promuovere una civiltà dell'amore, fondata sui valori universali della pace, della giustizia, della solidarietà e della libertà".

Giovanni Paolo II ha ricordato "la vitalità ed il coraggio dei laici" vietnamiti "chiamati a vivere e a praticare la loro fede in condizioni spesso difficili", auspicando che essi possano fruire di mezzi che offrano una formazione che li renda "testimoni nella vita sociale, politica ed economica".

Il Papa ha ribadito la necessità che i sacerdoti ricevano "una formazione spirituale e intellettuale all'altezza delle sfide missionarie che devono affrontare" ed infine ha espresso la sua gioia per l'aumento delle vocazioni alla vita consacrata, soprattutto alla vita religiosa femminile, incoraggiando le persone consacrate "a non deflettere nel loro impegno missionario e ad impegnarsi con fervore rinnovato nell'annuncio di Cristo e nel servire tutti gli uomini".
AL/…/VIÈT NAM VIS 20020122 (490)

lunedì 21 gennaio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":

- Il Vescovo Thomas Nguyên Van Tan, di Vinh Long.
- Il Vescovo Joseph Hoang Van Thiem, di Bùi Chu.
- Il Vescovo Thomas Nguyên Van Tram, Ausiliare di Xuan Loc.
- Il Monsignore Domenico Nguyên Chan Hung, Amministratore Diocesano di Hai Phòng.
- Il Monsignore Joseph Nguyên Thai Ha, Amministratore Diocesano di Hung Hoá.

Sabato 19 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Pierre Trân Dinh Tu, di Phú Cuong.
- Il Vescovo Paul Bùi Van Doc, di My Tho.
- Il Vescovo Joseph Ngo Quang Kiet, di Lang Són et Cao Bang.
- Il Vescovo Pierre Nguyên Soan, di Quy Nhon.
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con il Vescovo Marc Ouellet, Segretario ed il Monsignore Francesco Eleuterio Fortino, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020121 (200)

"IL CONTRIBUTO DELLE RELIGIONI PER LA PACE"


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Mercoledì prossimo 23 gennaio, dalle ore 16:00 alle 19:00, si terrà nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano, un Forum dal titolo "Il Contributo delle Religioni per la Pace", presieduto dal Cardinale Francis Arinze, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo Interreligioso e moderato dal Vescovo Michael Fitzgerald, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

Il Forum, secondo quanto si legge in un Comunicato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, "vuole essere un momento di scambio tra i rappresentanti ufficiali delle diverse religioni che prederanno parte alla Giornata di preghiera per la pace nel mondo che si terrà ad Assisi il 24 gennaio. Ai partecipanti sarà data la possibilità di esprimere un breve messaggio".
…/FORUM RELIGIONI/ARINZE VIS 20020121 (130)

BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, seguendo un'antica tradizione, Giovanni Paolo II ha benedetto alcuni agnelli, la cui lana sarà utilizzata per tessere il Pallio, che il Papa impone ogni anno - il 29 giugno, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli - ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, quale simbolo del loro ufficio.

La benedizione degli agnelli, che hanno meno di un anno, si svolge tutti gli anni attorno al 21 gennaio, memoria liturgica di Sant'Agnese, il cui simbolo tradizionale è l'agnello. Sant'Agnese, Vergine e Martire, morta nel 350 circa, è sepolta nella Basilica che porta il suo nome, in Via Nomentana. Tradizionalmente i Padri Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane si occupano di allevare gli agnelli e dopo la rasatura, le Suore di Santa Cecilia fabbricano il Pallio con la lana appena tosata.
GPII-BENEDIZIONE/AGNELLI/SANTA AGNESE VIS 20020121 (150)

TERRA SANTA: RIMETTERE IN MOTO LA DINAMICA DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Dopo l'Angelus, Giovanni Paolo II ha lanciato un nuovo appello per la pace in Terra Santa, a seguito degli attentati e degli scontri della settimana passata:

"Una volta ancora - e con quanta tristezza - sono costretto ad evocare la drammatica situazione in Terra Santa, ove ripetuti attacchi e rappresaglie seminano ogni giorno sangue e morte".

"Questa logica perversa non conduce ad alcuna via di uscita ed è doloroso rilevare come i protagonisti del conflitto abbiano imboccato un vicolo cieco".

"Non posso che invitare accoratamente i responsabili delle parti in lotta a mettere fine a tali scontri e la comunità internazionale a non abbandonarli. È urgente individuare assieme quegli strumenti capaci di rimettere in moto la dinamica della pace, così da permettere a Israeliani e Palestinesi di pensare al loro futuro".

"Voglia Iddio, per intercessione della Vergine Maria, illuminare la mente ed il cuore di ogni uomo di buona volontà".

Successivamente Giovanni Paolo II ha espresso la sua vicinanza alle vittime dell'eruzione del vulcano Nyiragongo: "che da alcuni giorni ha ripreso la sua attività con violenza inaudita. Non manchi il nostro concreto aiuto a quanti soffrono a causa di questa grande calamità".

Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha inviato, inoltre, un telegramma di cordoglio, a nome del Papa, al Vescovo di Goma Faustin Ngabu, per tutte le vittime di questa catastrofe.
ANG/TERRA SANTA:CONGO/… VIS 20020121 (220)

GIOVANNI PAOLO II INVITA I CREDENTI A PREGARE PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato l'imminente celebrazione della "Giornata di Preghiera per la pace", il prossimo 24 gennaio, invitando a partecipare al "pellegrinaggio in treno", alla volta di Assisi, "i credenti e le persone di buona volontà del mondo intero, perché" - ha ribadito - "siamo chiamati tutti a costruire insieme la pace".

"Vorrei invitare ad unirsi a noi nella preghiera particolarmente le Comunità religiose e monastiche, specialmente quelle di clausura, come pure i bambini, gli ammalati e gli anziani".

Giovanni Paolo II ha affermato che dopo il tragico attentato dell'11 settembre e di fronte al rischio di nuovi conflitti "i credenti avvertono l'urgenza di intensificare la loro preghiera per la pace, perché essa è anzitutto dono di Dio". In merito, il Papa ha ricordato la "Giornata di digiuno" del 14 dicembre scorso e la "Giornata di preghiera per la pace" che si terrà ad Assisi il 24 gennaio prossimo. "Si ripeterà così l'esperienza del 27 ottobre 1986 quando, per la prima volta, la città di San Francesco vide confluire entro le sue mura esponenti delle religioni del mondo per elevare al Cielo una fervida implorazione di pace".

Sottolineando che "La Giornata di preghiera per la pace non intende in alcun modo indulgere al sincretismo religioso", il Papa ha affermato: "uomini e donne di diverse appartenenze religiose non solo possono collaborare, ma anzi devono impegnarsi sempre più per difendere e promuovere l'effettivo riconoscimento dei diritti umani, condizione indispensabile per un pace autentica e duratura. Di fronte alla violenza, che in questi tempi infierisce in tante regioni della Terra, essi avvertono il bisogno di mostrare che le religioni sono un fattore di solidarietà, sconfessando e isolando quanti strumentalizzano il nome di Dio per scopi o con metodi che in realtà lo offendono".
AG/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020121 (330)


GIOVANNI PAOLO II INVITA I CREDENTI A PREGARE PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato l'imminente celebrazione della "Giornata di Preghiera per la pace", il prossimo 24 gennaio, invitando a partecipare al "pellegrinaggio in treno", alla volta di Assisi, "i credenti e le persone di buona volontà del mondo intero, perché" - ha ribadito - "siamo chiamati tutti a costruire insieme la pace".

"Vorrei invitare ad unirsi a noi nella preghiera particolarmente le Comunità religiose e monastiche, specialmente quelle di clausura, come pure i bambini, gli ammalati e gli anziani".

Giovanni Paolo II ha affermato che dopo il tragico attentato dell'11 settembre e di fronte al rischio di nuovi conflitti "i credenti avvertono l'urgenza di intensificare la loro preghiera per la pace, perché essa è anzitutto dono di Dio". In merito, il Papa ha ricordato la "Giornata di digiuno" del 14 dicembre scorso e la "Giornata di preghiera per la pace" che si terrà ad Assisi il 24 gennaio prossimo. "Si ripeterà così l'esperienza del 27 ottobre 1986 quando, per la prima volta, la città di San Francesco vide confluire entro le sue mura esponenti delle religioni del mondo per elevare al Cielo una fervida implorazione di pace".

Sottolineando che "La Giornata di preghiera per la pace non intende in alcun modo indulgere al sincretismo religioso", il Papa ha affermato: "uomini e donne di diverse appartenenze religiose non solo possono collaborare, ma anzi devono impegnarsi sempre più per difendere e promuovere l'effettivo riconoscimento dei diritti umani, condizione indispensabile per un pace autentica e duratura. Di fronte alla violenza, che in questi tempi infierisce in tante regioni della Terra, essi avvertono il bisogno di mostrare che le religioni sono un fattore di solidarietà, sconfessando e isolando quanti strumentalizzano il nome di Dio per scopi o con metodi che in realtà lo offendono".
AG/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020121 (330)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Gerardo Antonio Zerdín Bukovec, O.F.M., finora Parroco della Missione di Atalaya (Perú), Vescovo Coadiutore per il Vicariato Apostolico di San Ramón (superficie: 80.000; popolazione: 450.000; cattolici: 356.000; sacerdoti: 17; religiosi: 63), Perú. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Lendava (Slovenia), nel 1975 ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine Francescano dei Frati Minori ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.

- Il Reverendo José Luis Escobar Alas, Vescovo Ausiliare della Diocesi di San Vicente (superficie: 2.044; popolazione: 478.060; cattolici: 457.300; sacerdoti: 43; religiosi: 148), El Salvador. Il Vescovo eletto è nato nell'Arcidiocesi di San Salvador (El Salvador), nel 1959 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Finora è stato Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Don Genesio Tarasco, S.D.B., finora Economo dell'Ispettoria Salesiana di Torino, Capo Ufficio nella Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NEC:NEA:NA/…/BUKOVEC:ALAS:TARASCO VIS 20020121 (160)

LEGATO PONTIFICIO DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE DI TIRANA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 20 dicembre, con la quale Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la solenne Dedicazione della Nuova Chiesa Cattedrale di Tirana (Albania), che avrà luogo il 26 gennaio 2002.
Il Cardinale Segretario di Stato sarà accompagnato da una Missione composta da Monsignor Ambrose Madtha, Consigliere della Nunziatura Apostolica in Albania; Monsignor Piero Pioppo, Segretario di Nunziatura in servizio presso la Segreteria di Stato e dal Padre George Frendo, O.P., Vicario Generale di Durrës-Tiranë.
GPII-LETTERA/LEGATO PONTIFICIO/SODANO:ALBANIA VIS 20020121 (120)

IL SACERDOTE, MINISTRO DEL VANGELO A NOME DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi, in occasione della memoria liturgica della loro Patrona Sant'Agnese, i Superiori e gli Alunni dell'"Almo Collegio Capranica", una delle più antiche istituzioni per la formazione dei candidati al sacerdozio della Diocesi di Roma e di altre Diocesi italiane e del mondo.

Rivolgendosi agli alunni, il Papa ha detto: "Voi siete chiamati a diventare testimoni e 'modelli del gregge' che vi sarà affidato. E per essere tali è necessario che acquistiate disposizioni interiori e specifici comportamenti, che sono alla base della spiritualità sacerdotale".

"Siate poi fedeli alla Chiesa ed in essa operate sempre in comunione con i vostri Vescovi. Il prete, infatti, non è l'uomo delle iniziative isolate e indipendenti; è il ministro del Vangelo a nome della Chiesa. Ogni sua opera apostolica parte dalla Chiesa e alla Chiesa ritorna". Giovanni Paolo II ha terminato il suo discorso, esortando gli alunni, con queste parole: "Se talora questa missione potrà apparirvi difficile, non temete!".
AC/…/ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20020121 (180)

L'UNITA DEI CRISTIANI E' FRUTTO DELLA GRAZIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della Festa di San Enrico, Apostolo e Patrono del paese. "È una felice coincidenza" - ha detto il Papa - "che la vostra visita cada durante la celebrazione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani".

Il Papa ha affermato successivamente che: "È di vitale importanza che i cristiani preghino incessantemente per l'unità, che si realizzerà non come frutto dello sforzo umano, ma come una grazia concessa in un tempo e in un modo che noi ignoriamo. Tuttavia la nostra preghiera deve essere unita alla determinazione di predicare il Vangelo di Gesù Cristo con un cuore e una voce, 'così che il mondo creda'".

"Noi" - ha concluso il Pontefice - "siamo andati molto avanti sulla strada ecumenica, e non si può tornare indietro. Certamente la Chiesa Cattolica 'si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca ecumenica'. (…) Lo Spirito deve condurci, passo dopo passo, a scoprire le cose che possiamo fare per accelerare la comunione piena e visibile di tutti i cristiani".
AC/UNITÀ CRISTIANI/… VIS 20020121 (200)

UNIONE SACERDOTALE SAN G. M. VIANNEY: PIENA COMUNIONE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2002 (VIS). Ieri sera si è svolta una cerimonia pubblica nel corso della quale il Vescovo Licinio Rangel, unitamente a tutti i Sacerdoti appartenenti all'"Unione Sacerdotale San Giovanni Maria Vianney", seguaci di Monsignor Marcel Lefèbvre, presenti nel territorio della Diocesi di Campos (Brasile), hanno ristabilito la piena comunione con la Cattedra di Pietro.

Ha presieduto la cerimonia, celebrata nella Cattedrale di São Salvador di Campos, il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", istituita con il compito di collaborare con i Vescovi, i Dicasteri della Curia Romana e gli ambienti interessati, per facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, finora in vario modo legati alla Fraternità fondata da Monsignor Marcel Lefèbvre, e che desiderano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.

In un Comunicato reso pubblico ieri sera, sono indicati i passi intrapresi per ristabilire la comunione con Roma: in data 15 agosto 2001, il Vescovo Licinio Rangel, unitamente a tutti i Sacerdoti appartenenti all'"Unione Sacerdotale di San Giovanni Maria Vianney", ha indirizzato al Santo Padre una lettera nella quale professava "'perfetta comunione con la Cattedra di Pietro', riconoscendo il Primato del Papa e il Suo governo sulla Chiesa Universale, dichiarando che 'per nulla in questo mondo vogliamo dissociarci dalla Pietra sulla quale Gesù Cristo ha fondato la Sua Chiesa'".

Nel Comunicato si legge, inoltre, che il Reverendo Licinio Rangel è stato consacrato Vescovo dai Presuli ordinati da Monsignor Lefebvre, e che il 25 dicembre scorso, Giovanni Paolo II ha accolto la richiesta dei lefebvriani brasiliani, disponendo che l'Unione fosse eretta come Amministrazione Apostolica, immediatamente soggetta alla Santa Sede, con giurisdizione personale, cumulativa con quella dell'Ordinario di Campos e coincidente con il medesimo territorio, concedendo l'uso del Rito Romano e della disciplina liturgica codificati da San Pio V, con gli adattamenti introdotti dai suoi Successori fino al Beato Giovanni XXIII.

Nel corso della cerimonia di ieri, "Il Vescovo Licinio Rangel ha emesso la Professione di Fede e il Giuramento di fedeltà al Romano Pontefice, secondo la prassi vigente".

"In tale contesto il Santo Padre" - si legge al termine del Comunicato - "'con profonda letizia' e 'per rendere effettiva la piena comunione', concede la remissione di tutte le censure canoniche a quanti vi sono incorsi".

Giovanni Paolo II ha anche nominato il Vescovo Licinio Rangel Amministratore Apostolico dell'Amministrazione Apostolica Personale "San Giovanni María Vianney" a Campos (Brasile).
…/RITORNO PIENA COMUNIONE/CASTRILLON:RANGEL VIS 20020121 (430)

venerdì 18 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Dominic Lumon, Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Imphal (superficie: 22.356; popolazione: 2.231.000; cattolici: 70.000; sacerdoti: 94; religiosi: 201), India. L'Arcivescovo eletto è nato a Mongsang Panghta (India) nel 1948 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977. È stato finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.

- Il Vescovo Salvatore Fisichella, Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, a norma dell'Articolo 11, n. 1 degli Statuti della medesima Università, e Preside del Pontificio Istituto "Giovanni Paolo II" per Studi su Matrimonio e Famiglia, per il prossimo quadriennio.
NEC:NA/…/LUMON:FISICHELLA VIS 20020118 (110)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Pierre Nguyên Van Nhon, di Da Lat.
- Il Vescovo Paul-Marie Cao Dinh Thuyên, di Vinh.
- Il Vescovo Joseph Nguyên Tich Duc, di Ban Mê Thuôt.

- Il Signor Ignacio Quintana, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela, in visita di congedo.
AL:AP/…/… VIS 20020118 (80)

INFORMAZIONI GIORNATA DI PREGHERA PER LA PACE AD ASSISI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha informato i giornalisti sul programma della Giornata di Preghiera per la Pace nel Mondo, che si terrà ad Assisi, il 24 gennaio prossimo.

La sera del 23 gennaio si celebrerà ad Assisi una Veglia di Preghiera per la Pace, organizzata dalla Conferenza Episcopale Italiana. Lo stesso giorno, in Vaticano, nell'Aula del Sinodo, si terrà una riunione dei Rappresentanti delle religioni non cristiane.

Il Dr- Navarro-Valls ha confermato che il Papa raggiungerà Assisi in treno, insieme ai partecipanti alla Giornata di Preghiera. La partenza è prevista alle 8:30 dalla Stazione ferroviaria della Città del Vaticano. Non sono previste fermate nelle due ore di viaggio.

I Rappresentanti delle diverse religioni parteciperanno insieme a due delle tre cerimonie in programma. Alle 11:00, avranno luogo le Testimonianze per la pace, nella Piazza Inferiore di San Francesco. Alle 12:30 i Rappresentanti delle varie religioni si recheranno nei diversi luoghi designati e, separatamene, pregheranno per la Pace. Giovanni Paolo II presiederà la preghiera dei cristiani nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi. Alle 15:30, nella Piazza Inferiore di San Francesco, si darà lettura, in dieci lingue, dei testi che esprimono l'impegno comune per la pace. Successivamente, il Santo Padre, simbolicamente, accenderà un cero che sarà collocato nella Basilica di Assisi.

Prima di rientrare in Vaticano in treno con tutti i Rappresentanti delle varie religioni, Giovanni Paolo II rivolgerà brevi parole di saluto alle religiose della Basilica di Santa Chiara ed ai Frati Minori della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Anche se il numero delle adesioni potrebbe ancora aumentare, alla data odierna si prevede la partecipazione di Rappresentanti di 12 Patriarcati e Chiese Ortodosse, di 6 Patriarcati e Chiese Orientali, di 15 Chiese, Comunità Ecclesiali, Federazioni, Alleanze ed Organizzazioni Mondiali Occidentali, di Rappresentanti dell'Ebraismo, del Buddismo, del Tenri-kyö, dello Shintoismo, dell'Islam, del Giainismo, del Sikhismo, dell'Induismo, dello Zoroastrismo, delle Religioni Tradizionali Africane, del Cristianesimo, oltre alla presenza di numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi. Parteciperanno anche i Rappresentanti degli Episcopati di paesi in guerra e paesi colpiti dalla violenza e dal terrorismo - Algeria, Angola, Burundi, Colombia, Filippine, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Rwanda, Spagna, Sri Lanka e Sudan -, infine autorità civili ed un gruppo di invitati.

Il 25 gennaio il Papa inviterà a colazione, in Vaticano, tutti i Delegati dell'Incontro di Assisi.
…/GIORNATA PREGHIERA PACE/ASSISI VIS 20020118 (410)

COLLABORARE NELLA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI DOTTRINALI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, i cui lavori si sono svolti in questi giorni, in Vaticano.

Nel suo discorso il Papa ha fatto riferimento ai temi affrontati dall'Assemblea e si è in particolare soffermato sul problema della ricezione dei documenti dottrinali, pubblicati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, affermando: "Al riguardo, vi è innanzitutto un problema di assimilazione dei contenuti dei medesimi e di collaborazione nella diffusione e nell'applicazione delle conseguenze pratiche che ne scaturiscono; esso tocca tutti i Dicasteri della Curia romana".

In merito al problema della trasmissione delle verità fondamentali a tutti i fedeli, il Papa ha detto: "Qui la questione si fa più difficile ed esige attenzione e ponderazione. Quanto incide su queste difficoltà di ricezione, la dinamica dei mezzi di comunicazione di massa? (…) o quanto semplicemente nasce dalla difficoltà di accogliere le severe esigenze del linguaggio evangelico, che pure ha una forza liberatrice?". Per rispondere a tali interrogativi, ha proseguito il Pontefice, è utile l'ascolto reciproco ed una maggiore partecipazione delle Conferenze Episcopali, dei singoli Vescovi e di tutti gli annunciatori del Vangelo. "Infine vi è un problema di stile, di coerenza nella vita".

Successivamente il Santo Padre ha affrontato la tematica della perdita di rilevanza della legge naturale, affermando: "si è qui in presenza di una dottrina appartenente al grande patrimonio della sapienza umana, purificato e portato alla sua pienezza grazie alla luce della Rivelazione". La legge naturale "permette anche un'ampia base di dialogo con persone di altro orientamento o formazione, in vista della ricerca del bene comune. In un momento così trepido per la sorte di tante nazioni, comunità e persone, (…), non posso che rallegrarmi per lo studio intrapreso, allo scopo di riscoprire il valore di tale dottrina, anche in vista delle sfide che attendono i legislatori cristiani nel loro dovere di difesa della dignità e dei diritti dell'uomo".
AC/VERITÀ FONDAMENTALI/CDF VIS 20020118 (340)

giovedì 17 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha creato la nuova Provincia Ecclesiastica di Kumasi, dividendola dalla Provincia Ecclesiastica di Cape Coast (Ghana). La nuova Provincia Ecclesiastica comprenderà la diocesi suffraganee di Obuasi, Goaso, Sunyani e Konongo-Mampong.

- Ha nominato il Vescovo Peter Kwasi Sarpong, finora Vescovo della precedente Diocesi di Kumasi, primo Arcivescovo Metropolita di Kumasi (superficie: 5.118; popolazione: 2.000.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 46; religiosi: 88), Ghana.
ECE:NER/…/KWASI VIS 20020117 (80)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":

- Il Vescovo Emmanuel Lê Phong Thuân, di Cân Tho.
- Il Vescovo Pierre Trân Thanh Chung, di Kontum.
- Il Vescovo François Xavier Nguyên Van Sang, di Thái Bình.
- Il Vescovo Joseph Nguyên Van Yen, di Phát Diêm.
- Il Vescovo Joseph Nguyên Quang Tuyên, di Bac Ninh.
AL/…/… VIS 20020117 (80)

CONCLUSIONE SETTIMANA PREGHIERA UNITA' CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2002 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, presiederà, per incarico del Santo Padre, le celebrazione dei Vespri, a conclusione della "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2002", venerdì prossimo, 25 gennaio, alle ore 18:00, nella Patriarcale Basilica di San Paolo Fuori le Mura.

Alla celebrazione saranno invitati i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali. "La comunità diocesana di Roma" - si legge in un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani - "è anch'essa invitata a partecipare per invocare dal Signore l'unità di tutti i cristiani".
…/PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/KASPER VIS 20020117 (120)

RIDARE FIDUCIA ALLA GENTE DI FRONTA PAURA TERRORISMO

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, in occasione del tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno, Giovanni Paolo II ha ricevuto i Funzionari e gli Agenti dell'Ispettorato dei Servizi di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, ai quali ha rivolto parole di saluto e di ringraziamento per la loro collaborazione.

"Grazie" - ha detto il Papa - "perché contribuite a proteggere le tante persone, note o sconosciute, che vengono a visitare il Papa. Possa questo vostro generoso ed esigente servizio essere abbondantemente ricompensato dal Signore".

Ricordando i "tragici attentati terroristici" dell'11 settembre, il Santo Padre ha sottolineato che: "La vigilanza è divenuta ancor più impegnativa per prevenire ogni possibile rischio".

"Come conseguenza del terrorismo" - ha detto il Pontefice al termine del suo breve discorso - "si è diffuso tra le persone un sentimento di paura, che ingenera ansia, diffidenza e chiusura. Se, pertanto, vanno opportunamente adottati provvedimenti adeguati a garantire la sicurezza di tutti, è al tempo stesso necessario ridare fiducia alla gente, in una società che sappia vivere, al suo interno, rapporti più aperti e solidali. A questo contribuisce anche la Chiesa con la sua vasta azione spirituale".
AC/…/SICUREZZA VATICANO VIS 20020117 (200)

mercoledì 16 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Feira de Santana (Brasile), elevando a Chiesa Metropolitana la sede vescovile di Feira de Santana ed assegnandole come suffraganee le Diocesi di Barra, Barreiras, Bonfim, Irecê, Juazeiro, Paulo Afonso e Ruy Barbosa, finora appartenenti alla Provincia Ecclesiastica di Sâo Salvador da Bahia.

- Ha nominato il Vescovo Itamar Navildo Vian, O.F.M.Cap., finora Vescovo di Feira de Santana, primo Arcivescovo Metropolita di Feira de Santana (superficie: 16.878; popolazione: 1.125.151; cattolici: 979.906; sacerdoti: 65; religiosi: 149; diaconi permanenti: 5), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1940 a Roca Sales (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1968 e l'ordinazione episcopale nel 1983.

- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Vitória da Conquista (Brasile), elevando a Chiesa Metropolitana la sede vescovile di Vitória da Conquista ed assegnandole come suffraganee le Diocesi di Bom Jesus da Lapa, Caetité, Jequié e Livramento de Nossa Senhora, finora appartenenti alla Provincia Ecclesiastica di São Salvador da Bahia.

- Ha nominato il Vescovo Geraldo Lyrio Rocha, finora Vescovo di Colatina (Brasile), primo Arcivescovo Metropolita di Vitória da Conquista (superficie: 24.709; popolazione: 750.000; cattolici: 600.000; sacerdoti: 26; religiosi: 72; diaconi permanenti: 2), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1942 a Fundão (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967 e l'ordinazione episcopale nel 1984.

- Ha nominato il Padre Alessio Saccardo, S.I., finora Direttore del Collegio "São Francisco de Sales" di Teresina (Brasile), Vescovo di Ponta de Pedras (superficie 14.283; popolazione: 106.504; cattolici: 97.700; sacerdoti: 11; religiosi: 17), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Marano Vicentino (Italia) nel 1940 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970. Il Vescovo Saccardo succede al Vescovo Angelo Maria Rivato, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Port of Spain (Trinidad e Tobago), presentata dal Vescovo John Mendes, per raggiunti limiti d'età.
ECE:NER:RE/…/… VIS 20020116 (340)

UDIENZA GENERALE: INVOCARE IL SIGNORE CON FIDUCIA


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2002 (VIS). Tema della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 41: "Desiderio del Signore e del suo tempio", che si apre con l'immagine di una cerva assetata, anelante le fresche acque di un ruscello. La cerva assetata è il simbolo "dell'orante che tende con tutto se stesso, corpo e spirito, verso il Signore sentito come lontano e insieme necessario".

"La prima scena del Salmo", - ha detto il Pontefice -, "esprime la profonda nostalgia suscitata dal ricordo di un passato reso felice da belle celebrazioni liturgiche ormai inaccessibili. (…) La preghiera festosa di allora, elevata al Signore durante il culto nel tempio, è sostituita adesso dal pianto, dal lamento, dall'implorazione".

"Purtroppo" - ha proseguito il Pontefice - "il Salmista si trova ora lontano da Sion", è in Galilea, nell'area in cui si trovano le cateratte del Giordano. "Queste acque, però, non sono dissetanti come quelle di Sion. Agli occhi del Salmista sono piuttosto simili alle acque caotiche del diluvio che tutto distruggono. Egli le sente piombare addosso come un torrente impetuoso che annienta la vita".

Giovanni Paolo II ha spiegato che l'irruzione delle acque simboleggia "i perversi, gli avversari dell'orante, forse anche i pagani che abitano in questa regione remota dove il fedele è relegato. Essi disprezzano il giusto e deridono la sua fede chiedendogli ironicamente: 'Dov'è il tuo Dio?' Ed egli lancia a Dio la sua angosciosa domanda: 'perché mi hai dimenticato?'. (…) Di fronte a quest'anima tormentata (…), Dio potrà restare muto? Certamente no!". Il Salmo successivo, il 42, ha concluso il Pontefice, "sarà una fiduciosa invocazione rivolta a Dio e userà espressioni liete e riconoscenti: 'Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo'".
AG/SALMO 41/… VIS 20020116 (310)

martedì 15 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), presentata dal Vescovo Manfred Müller per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Peter Louis Cakü, finora Ausiliare della Diocesi di Kengtung, Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 45.856; popolazione: 971.896; cattolici: 54.326; sacerdoti: 33; religiosi: 111), Myanmar. Il Vescovo Cakü succede al Vescovo Abraham Than, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Mario Joseph Conti, finora Vescovo di Aberdeen (Scozia), Arcivescovo Metropolita di Glasgow (superficie: 1.165; popolazione: 900.000; cattolici: 223.534; sacerdoti: 245; religiosi: 312), Scozia. L'Arcivescovo eletto è nato a Elgin (Scozia), nel 1934, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1958 e l'ordinazione episcopale nel 1977.

- Ha nominato il Sacerdote Francis Daw Tang, finora Parroco a Kamaing (Myanmar), Vescovo Ausiliare di Myitkyina (superficie: 78.000; popolazione: 1.600.000; cattolici: 93.000; sacerdoti: 41; religiosi:106), Myanmar. Il Vescovo eletto è nato a Maw Gun (Myanmar) nel 1946 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1979.
RE:NER:NEA/…/… VIS 20020115 (200)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza nove Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina":

- L'Arcivescovo Jean-Baptiste Pham Minh Mân, di Thành-Phô Hô Chi Minh, Hôchiminh Ville, con l'Ausiliare Vescovo Joseph Vu Duy Thong.
- Il Vescovo Nicolas Huynh Van Nghi, di Phan Thiêt, con il Coadiutore Vescovo Paul Nguyên Thanh Hoan.
- Il Vescovo Paul Nguyên Van Hòa, di Nha Trang, con il Coadiutore Vescovo Pierre Nguyên Van Nho.
- Il Vescovo Barthélémy Nguyên Son Lâm, P.S.S., di Thanh Hoá.
- Il Vescovo Jean-Baptiste Bui Tuân, di Long Xuyên, con il Coadiutore Vescovo Joseph Trân Xuân Tiéu.
AL/…/… VIS 20020115 (110)

lunedì 14 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale alla celebrazione della X Giornata Mondiale del Malato, che avrà luogo a Vailankanni (India), l'11 febbraio 2002.

Sabato 12 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Giovanni d'Aniello Nunzio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo.

- Il Padre Klemens Stock, S.I., attualmente Pro-Decano della Facoltà di Studi dell'Oriente Antico del Pontificio Istituto Biblico di Roma, Segretario della Pontificia Commissione Biblica.

- Il Monsignor Guillermo Durán ed il Dottor Agostino Borromeo, Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

- I seguenti Presuli Membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali: Arcivescovo Dominik Hrusovsky; Arcivescovo Patabendige Don Albert Malcolm Ranjith, Vescovo emerito di Ratnapura e Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; Arcivescovo Stephen Fumio Hamao, emerito di Yokohama e Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti; Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Vescovo emerito di Zacatecas e Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ed il Vescovo Marc Ouellet, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
NN:NA/…/… VIS 20020114 (200)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Viêt Nam, in Visita "ad Limina".
- Il Cardinale Paul Joseph Pham Dinh Tung, Arcivescovo di Hà Nôi.
- L'Arcivescovo Etienne Nguyên Nhu Thê, di Huê.

Sabato 12 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Vescovo Reinhard Lettmann, di Münster (Repubblica Federale di Germania).
- Il Monsignore James Patrick Green, Incaricato d'Affari a.i. della Nunziatura Apostolica nella Repubblica di Cina.
- Il Cardinale Agostino Cacciavillan, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, con l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Segretario dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il Monsignor Carlo Liberati, Delegato della Sezione Ordinaria ed il Commendator Giorgio Stoppa, Delegato della Sezione Straordinaria dell'A.P.S.A.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Padre Jozef Daniel Pravda, S.D.B., Superiore della Missione "sui iuris" a Baku (Azerbaigian).
AP/…/… VIS 20020114 (160)

PROSEGUIRE SFORZO DI COSTRUIRE SOCIETA' SOLIDALE E PACIFICA


CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto, per il tradizionale scambio di auguri all'inizio del nuovo anno, i Rappresentanti della Regione Lazio con il Presidente della Giunta Regionale, Onorevole Francesco Storace, del Comune, con il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, e della Provincia con il Presidente, Onorevole Silvano Moffa.

Nel suo discorso il Papa ha sottolineato la necessità di "proseguire senza stancarsi nello sforzo di costruire una società solidale e pacifica. (…) L'attenzione responsabile ai bisogni dei meno fortunati, una più equa ripartizione delle risorse e l'integrazione tra culture diverse costituiscono le premesse necessarie di un futuro a reale dimensione umana".

Facendo riferimento ai provvedimenti legislativi a favore della famiglia fondata sul matrimonio, approvati l'anno scorso, il Papa ha detto: "Risulta (…) particolarmente urgente venire incontro alle giovani coppie, perché siano in grado di affrontare con serenità il matrimonio e assumere le proprie responsabilità nell'educazione dei figli".

Sia a Roma, che nella Provincia e nella Regione, non ha mancato di notare il Santo Padre, "non poche persone, purtroppo, versano in condizioni di parziale o totale povertà ed emarginazione e (…), tra queste, un'alta percentuale è costituita da immigrati. (…) Che si tratti di persone senza fissa dimora, di anziani soli, di bambini e famiglie in pesanti ristrettezze, di giovani in situazioni di disagio, di immigrati, di disoccupati, di carcerati, di ammalati terminali o di altre categorie in difficoltà, mai la loro esistenza va considerata inutile".

Il Santo Padre, passando al tema della cura della salute, in particolare per le persone e le famiglie meno abbienti, ha espresso la speranza che mediante la cooperazione delle istituzioni competenti, comprese quelle di matrice cattolica, si riesca a fornire alla gente "un servizio sanitario efficiente e rispettoso della dignità della persona" ed ha concluso affermando: "L'accordo recentemente stipulato circa l'assistenza religiosa negli ospedali e nella case di cura contribuirà, ne sono certo, a venire incontro a una reale esigenza dei degenti nei luoghi di cura".
AC/…/RAPPRESENTANTI ROMA:LAZIO VIS 20020114 (350)

VISITA DI GIOVANNI PAOLO II AL PRESEPE NETTURBINI DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2002 (VIS). Questa sera, alle 18:00, come ogni anno, Giovanni Paolo II si è recato a visitare il Presepio allestito dai Netturbini di Roma. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Sindaco di Roma, dai Dirigenti e dal personale dell'Azienda Municipale Ambiente con i loro familiari.

Il Santo Padre ha auspicato che il 2002 "sia un anno di serenità e di pace. (…) Ciascuno deve diventare nel suo ambiente costruttore di pace. Possano i credenti e tutte le persone di buona volontà accogliere l'annuncio di pace, proclamato dagli Angeli sulla grotta di Betlemme. Quell'annuncio" - ha concluso il Pontefice - "risuona oggi anche per noi mentre sostiamo dinanzi al presepio, che ormai da trent'anni allestite con sincero sentimento di fede. Il Signore, Principe della pace, sia il vostro quotidiano sostegno: a Lui ricorrete con fiducia. Il suo amore darà senso nuovo a ogni vostra attività ed aspirazione".
GPII-VISITA/PRESEPIO NETTURBINI/… VIS 20020114 (170)

ANGELUS: BATTESIMO SIGNORE PRIMO EVENTO VITA PUBBLICA GESU'


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2002 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Anche quest'anno" - ha detto il Pontefice - "ho avuto la gioia di battezzare alcuni bambini, nell'odierna festa del Battesimo del Signore" e ricordando che i Vangeli pongono quest'evento all'inizio della vita pubblica di Gesù, ha affermato che il Battesimo del Signore: "È anzi, la prima manifestazione di Gesù come Figlio di Dio".

"Il Signore si manifestò così come 'il Cristo', consacrato da Dio nello Spirito Santo, e da Lui mandato ad annunciare ai poveri il lieto messaggio della salvezza. Scopo della sua missione è battezzare gli uomini nello Spirito Santo, cioè comunicare loro il 'fuoco' della vita divina. È quanto si realizzerà completamente con la sua morte e risurrezione, mistero del quale sono resi partecipi quanti appunto ricevono il sacramento del Battesimo".

Il Santo Padre ha inoltre ricordato che in questi giorni si svolge a Toronto (Canada), una riunione in preparazione alla diciassettesima Giornata Mondiale della Gioventù e, dopo aver rivolto parole di saluto agli organizzatori dell'evento, ha detto: "Il mio pensiero va per questo particolarmente a voi, cari giovani, già idealmente 'in cammino' verso Toronto. (…) Sono ansioso di incontrarvi ancora una volta numerosi. Lasciate da parte ogni timore e incertezza: ricordatevi che voi dovete essere le 'sentinelle del mattino', sempre pronte ad annunciare l'avvento del giorno nuovo, che è Cristo risorto".
ANG/BATTESIMO:XVII GIORNATA GIOVENTÙ/… VIS 20020114 (280)

I GENITORI COLLABORANO ALLA DIVINA PATERNITA' DEI FIGLI


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2002 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto nella Cappella Sistina la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a venti bambini, provenienti dall'Italia, dalla Francia, dalla Spagna e dagli Stati Uniti.

Nell'omelia, il Santo Padre, rivolgendosi in particolare ai genitori dei bambini, ha detto: "La grazia di Cristo trasformerà la loro esistenza da mortale a immortale, liberandola dal peccato originale. Rendete grazie al Signore per il dono della loro nascita e dell'odierna loro rinascita spirituale".

"Questi bambini" - ha proseguito il Pontefice - "oggi ricevono il Battesimo sulla base della vostra fede, che tra poco vi chiederò di professare. Quanto amore, carissimi, quanta responsabilità nel gesto che farete a nome dei vostri figli!", ha esclamato il Pontefice.

"Ma" - si è chiesto successivamente il Papa - "potranno aprirsi alla fede, se non ricevono una buona testimonianza di essa dagli adulti che li circondano? Questi bambini hanno bisogno anzitutto di voi, cari genitori; hanno bisogno poi anche di voi, cari padrini e madrine, per imparare a conoscere il vero Dio, che è amore misericordioso. (…) Capiranno che Dio è fedeltà, se potranno riconoscerne il riflesso, pur limitato e fallibile, anzitutto nella vostra presenza amorevole".

Giovanni Paolo II ha concluso l'omelia sottolineando che: "Grande è la responsabilità della cooperazione dei genitori alla crescita spirituale dei loro figli! (…) Se già è grande per voi la missione di essere genitori 'secondo la carne', quanto più lo è quella di collaborare alla divina paternità, offrendo il vostro contributo nel plasmare in queste creature l'immagine stessa di Gesù, Uomo perfetto".
HML/BATTESIMO BAMBINI/CAPPELLA SISTINA VIS 20020114 (300)

QUOTIDIANO TRASFIGURATO DA DIMENSIONE SOPRANNATURALE


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza i 5.000 partecipanti al Congresso internazionale promosso in occasione del centenario della nascita del Beato Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell'Opus Dei.

Il Santo Padre ha ricordato che il Congresso, tenutosi dall'8 all'11 gennaio, ha cercato di "approfondire gli aspetti più attuali del messaggio del Beato Josemaría Escrivá de Balaguer, specialmente per quanto concerne la grandezza della vita quotidiana come via verso la santità", ed ha affermato che il Beato Escrivá "fin dagli inizi del suo ministero sacerdotale (…) pose al centro della propria predicazione la verità che tutti i battezzati sono chiamati alla pienezza della carità, e che il modo più immediato per raggiungere questo comune traguardo si trova nella normalità quotidiana".

"Per ogni battezzato" - ha proseguito il Pontefice - "che voglia seguire fedelmente Cristo, la fabbrica, l'ufficio, la biblioteca, il laboratorio, l'officina, le pareti domestiche possono trasformarsi in altrettanti luoghi di incontro con il Signore. (…) Anche per noi, pertanto, il quotidiano (…) può acquistare il rilievo di una dimensione soprannaturale ed esserne in tal modo trasfigurato".

Giovanni Paolo II ha sottolineato inoltre che: "Santificando il proprio lavoro nel rispetto delle norme morali oggettive, il fedele laico contribuisce efficacemente ad edificare una società più degna dell'uomo", cooperando così "a plasmare il volto di un'umanità attenta alle esigenze della persona e del bene comune".

"Sulle orme del vostro Fondatore" - ha aggiunto il Papa - "proseguite con zelo e fedeltà la vostra missione. Mostrate con lo sforzo quotidiano che l'amore di Cristo può informare tutto l'arco dell'esistenza, consentendo di raggiungere l'ideale di quell'unità di vita che, come ho ribadito nell'Esortazione Apostolica Post-Sinodale 'Christifideles laici' è fondamentale nell'impegno di evangelizzazione nella società contemporanea".

"La preghiera, il lavoro e l'apostolato, come avete appreso dal Beato Josemaría, si incontrano e si fondono se sono vissuti in questo spirito. Egli vi ha sempre incoraggiati ad 'amare il mondo appassionatamente'. E aggiungeva un'importante precisazione: 'Siate uomini e donne di mondo, ma non siate uomini o donne mondani'. Riuscirete così ad evitare il pericolo del condizionamento di una mentalità mondana, che concepisce l'impegno spirituale come un qualcosa riconducibile alla sfera privata e pertanto irrilevante per l'agire pubblico".

"La terra, ricorda il vostro Beato Fondatore" - ha concluso Giovanni Paolo II - "è un cammino per il Cielo e l'esistenza di ogni credente, pur con i suoi pesi e limiti, deve diventare un vero tempio in cui abita il Figlio di Dio fatto uomo".
AC/…/CONGRESSO CENTENARIO ESCRIVÀ VIS 20020114 (430)

venerdì 11 gennaio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha dato il Suo assenso all'erezione dell'Esarcato Arcivescovile di Donets'k-Kharkiv (Ucraina), fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ucraina.

- Ha dato il Suo assenso all'elezione del Padre Stepan Meniok, C.SS.R., finora Superiore del Monastero di Sant'Alfonso di Lviv, ad Esarca dell'Esarcato Arcivescovile di Donets'k-Kharkiv, in Ucraina, fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ucraina. L'Esarca Arcivescovile eletto è nato a Nakonechne (Ucraina), nel 1949, ha professato i primi voti nella Congregazione del Santissimo Redentore (Padri Redentoristi) nel 1975, i voti perpetui nel 1981 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

- Ha dato il Suo assenso all'elezione, fatta a norma dei canoni, dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Ucraina:

- Del Padre Ihor Vozniak, C.SS.R., finora Maestro dei novizi della Provincia religiosa del Santissimo Redentore di Lviv (Ucraina), a Vescovo Ausiliare di Lviv degli Ucraini (superficie: 10.995; popolazione: 1.783.400; cattolici: 857.053; sacerdoti: 285; religiosi: 495; diaconi permanenti: 2), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato a Lypytsi (Ucraina) nel 1952, ha professato i primi voti nella Congregazione del Santissimo Redentore (Padri Redentoristi) nel 1975, i voti perpetui nel 1981 ed è stato ordinato presbitero nel 1980.

- Del Padre Hlib Lonchyn, M.S.U., finora Collaboratore della Nunziatura Apostolica a Kyiv (Ucraina), a Vescovo Ausiliare di Lviv degli Ucraini (superficie: 10.995; popolazione: 1.783.400; cattolici: 857.053; sacerdoti: 285; religiosi: 495; diaconi permanenti: 2), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Steubenville (Stati Uniti d'America), nel 1975 è entrato nel Monastero di San Teodoro Studita, dei Padri Studiti (M.S.U.), a Grottaferrata (Italia), dove ha emesso i voti perpetui nel 1976 ed è stato ordinato presbitero nel 1977.

- Ha nominato il Sacerdote James Fitzgerald, finora Parroco della "Saint Mary Parish" in Mokena (Stati Uniti d'America), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Joliet in Illinois (superficie: 10.920; popolazione: 1.494.978; cattolici: 571.742; sacerdoti: 285; religiosi: 889; diaconi permanenti: 152), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1938 a Chicago (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1964.
ECE:NER:NEA/…/… VIS 20020111 (340)

ARCIVESCOVO FOLEY SU NUOVA EVANGELIZZAZIONE AMERICA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2002 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, parteciperà, oggi e domani, ad un Incontro sulla nuova evangelizzazione dell'America, in corso a Miami, Florida (Stati Uniti d'America).

Il Presidente del Pontificio Consiglio pronuncerà un discorso alla colazione che si terrà oggi, presso l'Hotel Radisson di Miami, l'omelia della successiva Celebrazione Eucaristica e domani, 12 gennaio, interverrà nuovamente all'Incontro.
…/NUOVA EVANGELIZZAZIONE/STATI UNITI:FOLEY VIS 20020111 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Domenico De Luca, Nunzio Apostolico in Marocco.
- L'Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Rwanda.
- Il Vescovo Tommaso Valentinetti, di Termoli-Larino (Italia) e Seguito.

In serata è previsto che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020111 (70)

AL PAPA DOTTORATO HONORIS CAUSA ACCADEMIA SCIENZE AGRARIE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza i professori e gli studenti dell'Accademia di Scienze Agrarie di Varsavia (Polonia), che ha conferito al Pontefice il titolo di dottore "honoris causa" dell'Accademia.

Il Papa ha ricordato nel suo discorso che l'Accademia vanta "una lunga e ricca tradizione. (…) Qui si formavano ed insegnavano insigni studiosi, politici, ed anche eroi delle lotte per l'indipendenza della patria".

"La crisi economica dell'agricoltura" - ha proseguito il Pontefice - "produce degli effetti anche a livello della cultura nazionale. Se infatti, molti giovani capaci, provenienti da ambienti rurali non possono continuare, per motivi materiali, gli studi nelle scuole superiori e nelle università, avverrà indubbiamente un impoverimento spirituale non soltanto della campagna polacca, ma di tutta la società".

Sottolineando che "l'attività educativa dell'Accademia comprende oltre cinquanta specializzazioni", il Santo Padre ha ricordato la necessità di non dimenticare "le radici, la tradizione, che imponeva a tutti coloro che formavano la comunità di questa Accademia, di essere solleciti per lo sviluppo della campagna e di suscitare l'amore per la terra polacca - madre nutrice".

Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i professori e gli studenti dell'Accademia a dare a tutti gli abitanti della città e dei villaggi, la testimonianza dell'amore e del rispetto, dovuti alla terra polacca e a coloro che con il sudore della fronte la soggiogano. Fate quanto è in vostro potere, perché la campagna polacca possa entrare con dignità, benessere materiale e spirituale ricchezza, nelle strutture dell'Europa unita".
AC/…/ACCADEMIA POLACCA SCIENZE AGRARIE VIS 20020111 (260)

giovedì 10 gennaio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/…/… VIS 20020110 (40)

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI CORPO DIPLOMATICO


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia in Vaticano, Giovanni Paolo II ha ricevuto i membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede, per il tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno. Attualmente sono 172 gli Stati che intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede, ai quali vanno aggiunti l'Unione Europea ed il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione di Russia e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).

Al termine del discorso pronunciato dal Decano del Corpo Diplomatico, Ambasciatore Giovanni Galassi, della Repubblica di San Marino, il Papa si è soffermato sugli avvenimenti mondiali, contraddistinti da luci e ombre, dell'anno appena conclusosi.

Di seguito riportiamo estratti del discorso pronunciato dal Papa:

"Certo, l'orizzonte si presenta oscuro e molti di coloro che hanno conosciuto il grande movimento verso la libertà e il cambiamento degli anni novanta, si sorprendono oggi di essere attanagliati dalla paura di un avvenire ridiventato particolarmente incerto".

"Tuttavia, per quanti hanno posto la propria fiducia e la propria speranza in Gesù, (…), è risuonato proprio nel cuore della notte di Natale, il messaggio angelico. (…) La luce di Natale dà senso a tutti gli sforzi umani, posti in atto per rendere la terra più fraterna e solidale, affinché sia bello il viverci, e l'indifferenza, l'ingiustizia e l'odio non abbiano mai l'ultima parola".

"Tra i motivi di soddisfazione, va senz'altro menzionata l'unificazione progressiva dell'Europa, di cui è simbolo la recente adozione, da parte di dodici Paesi, di un'unica moneta. (…) È altresì importante che l'allargamento dell'Unione Europea continui a costituire una priorità. So inoltre che ci si sta interrogando circa l'opportunità di una Costituzione dell'Unione. In merito, è fondamentale che siano sempre meglio chiarificati gli obiettivi di questa costruzione europea e i valori sui quali essa deve fondarsi. Per questo, non senza una certa tristezza, ho preso atto del fatto che, fra i partner che dovranno contribuire alla riflessione sulla 'Convenzione' (…), le comunità dei credenti non sono state citate esplicitamente. La marginalizzazione delle religioni, che hanno contribuito ed ancora contribuiscono alla cultura e all'umanesimo dei quali l'Europa è legittimamente fiera, mi sembra essere al tempo stesso un'ingiustizia e un errore di prospettiva. Riconoscere un fatto storico innegabile non significa affatto disconoscere l'esigenza moderna di una giusta laicità degli Stati, e dunque dell'Europa!".

"Mi fa piacere far cenno pure alla notizia tanto attesa dell'avvio di un dialogo diretto tra i responsabili delle due comunità dell'isola di Cipro. Inoltre, un Parlamento legittimo in Kosovo è di buon augurio per un avvenire più democratico della regione. Dal mese di novembre scorso, poi, le delegazioni della Repubblica Popolare di Cina e della Repubblica di Cina siedono in seno all'Organizzazione Mondiale del Commercio. (…) Le conversazioni in corso tra le parti nel conflitto che lacera da tanti anni lo Sri Lanka sono senza dubbio da incoraggiare. Ecco, in definitiva, significativi passi in avanti sul sentiero della pacificazione tra gli uomini e i popoli".

"Ma la luce venuta dalla grotta di Betlemme illumina ugualmente, (…), le ambiguità e gli insuccessi delle nostre imprese. (…) Nella notte di Natale, ci siamo recati spiritualmente a Betlemme e abbiamo dovuto ahimè costatare che la Terra Santa, dove il Redentore ha visto la luce, è sempre, per colpa degli uomini, una terra di fuoco e di sangue. Nessuno può rimanere insensibile all'ingiustizia di cui il popolo palestinese è vittima da più di cinquant'anni. Nessuno può contestare il diritto del popolo israeliano a vivere nella sicurezza. Ma nessuno può nemmeno dimenticare le vittime innocenti che, da una parte e dall'altra, cadono ogni giorno sotto i colpi e gli spari. Le armi e gli attentati cruenti non saranno mai strumenti adeguati per far giungere messaggi politici agli interlocutori. Neanche però la logica della legge del taglione è adatta per preparare le vie della pace".

"Come ho già dichiarato tante volte, soltanto il rispetto dell'altro e delle sue legittime aspirazioni, l'applicazione del diritto internazionale, l'evacuazione dei territori occupati e uno statuto internazionalmente garantito per le parti più sacre di Gerusalemme, sono in grado di avviare un processo di pacificazione in questa parte del mondo, spezzando la catena infernale dell'odio e della vendetta".

"La legittima lotta contro il terrorismo, di cui gli odiosi attentati dell'11 settembre scorso sono l'espressione più efferata, ha ridato la parola alle armi. Di fronte alla barbara aggressione e ai massacri si pone non soltanto la questione della legittima difesa, ma anche quella dei mezzi più adatti a sradicare il terrorismo, come pure quella della ricerca delle cause che stanno all'origine di simili azioni, e quella delle misure da prendere per dare l'avvio a un processo di 'guarigione', per superare la paura ed evitare che male si aggiunga a male, violenza a violenza. Così, bisogna incoraggiare il nuovo governo installato a Kabul nei suoi sforzi tesi ad un'effettiva pacificazione di tutto l'Afghanistan. Devo, infine, accennare alle tensioni che oppongono, ancora una volta, l'India e il Pakistan, per invitare insistentemente i responsabili politici di queste grandi nazioni a dare la priorità assoluta al dialogo e al negoziato".

"Occorre inoltre ascoltare la domanda che ci viene rivolta dal cuore stesso di questo abisso: il posto e l'uso della religione nella vita degli uomini e delle società. Desidero ribadire qui, davanti a tutta la comunità internazionale, che uccidere in nome di Dio è una bestemmia e un pervertimento della religione, e voglio ripetere questa mattina quanto scrivevo nel mio Messaggio del 1° gennaio: 'È profanazione della religione proclamarsi terroristi in nome di Dio, uccidere e violentare l'uomo in nome di Dio. La violenza terrorista, infatti, è contraria alla fede in un Dio Creatore dell'uomo, un Dio che si prende cura dell'uomo e lo ama'".

"Di fronte a queste manifestazioni di violenza irrazionale e ingiustificabile, il grande pericolo è che altre situazioni passino inosservate e contribuiscano a far sì che popoli interi siano abbandonati al loro triste destino".

"Penso all'Africa, alle pandemie e agli scontri armati che ne stanno decimando le popolazioni. Di recente, nel corso di un dibattito in seno all'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, si faceva notare che ben 17 conflitti erano in atto nel continente africano. In una simile situazione, la nascita di una 'Unione africana' costituisce di per sé una buona notizia. Questa Organizzazione dovrebbe contribuire ad elaborare principi comuni che uniscano tutti gli Stati membri, per rispondere alle sfide più impegnative quali la prevenzione dei conflitti, l'educazione e la lotta contro la povertà".

"E come non far cenno all'America Latina, a cui ci sentiamo sempre così vicini? In alcuni Paesi di questo grande continente, il persistere di disuguaglianze sociali, il narcotraffico, fenomeni di corruzione e di violenza armata rischiano di minare le basi della democrazia e gettare il discredito sulla classe politica. Proprio di recente, la difficile situazione in Argentina si è espressa con pubblici disordini, che hanno dolorosamente colpito vite umane".

"Rivolgo un accorato appello agli abitanti dell'America Latina, e specialmente agli Argentini, perché nelle presenti difficoltà conservino viva la speranza, rimanendo consapevoli che, disponendo di così tante risorse umane e naturali, la situazione attuale non è irreversibile e può essere superata con l'apporto di tutti. A tal fine, è necessario accantonare gli interessi personali o di parte, e promuovere, con tutti i mezzi legittimi, l'interesse della nazione, tornando ai valori morali, come pure il dialogo aperto e franco e la rinuncia al superfluo in favore di quanti si trovano stretti da bisogni d'ogni sorta. In questo spirito, è bene ricordarsi che l'attività politica è anzitutto un nobile, austero e generoso servizio alla comunità".

"Non lasciamoci sopraffare dalla durezza di questi tempi. Apriamo piuttosto il cuore e l'intelligenza alle grandi sfide che ci attendono:
- la difesa della sacralità della vita umana in tutte le situazioni, specialmente di fronte alle manipolazioni genetiche;
- la promozione della famiglia, cellula fondamentale della società;
- l'eliminazione della povertà, grazie a sforzi dispiegati in favore dello sviluppo, della riduzione del debito e dell'apertura del commercio internazionale;
- il rispetto dei diritti dell'uomo in ogni circostanza, con speciale attenzione alle categorie di persone più vulnerabili: bambini, donne e rifugiati;
- il disarmo, la riduzione della vendita di armi ai paesi poveri e il consolidamento della pace dopo la fine dei conflitti;
- la lotta contro le grandi malattie e l'accesso dei più poveri alle cure e alle medicine di base;
- la salvaguardia dell'ambiente e la prevenzione delle catastrofi naturali;
- l'applicazione rigorosa del diritto e delle convenzioni internazionali".

"Certo, si potrebbero aggiungere tante altre esigenze. Ma se già queste priorità fossero al centro delle preoccupazioni dei responsabili politici, se gli uomini di buona volontà le traducessero in impegni quotidiani, se gli uomini di religione le includessero nel loro insegnamento, il mondo sarebbe radicalmente diverso".
AC/CORPO DIPLOMATICO/… VIS 20020110 (1470)
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