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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 30 ottobre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Franghískos Papamanólis, O.F.M.Cap., di Syros e Milos, Santorini, Thiras ed Amministratore Apostolico di Candia, Creta e La Canea.

    - Il Vescovo Anárghyros Printesis, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia.

    - L'Arcivescovo Nechan Karakéhéyan, Amministratore Apostolico dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Grecia.

  Sabato 28 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Christopher Jones, di Elphin.

    - Il Vescovo Martin Drennan, di Galway and Kilmacduagh.

    - Il Vescovo John Fleming, di Killala.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Nikólaos Fóscolos, di Athenai ed Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Rhodos.

    - Il Vescovo Yannis Spiteris, O.F.M.Cap., di Corfù, Zante, Cefalonia ed Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" del Vicariato Apostolico di Thessaloniki.

    - L'Arcivescovo Nikólaos Printesis, di Naxos, Andros, Tinos e Mykonos ed Amministratore Apostolico  "sede vacante" di Chios.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061030 (230)

RINGRAZIAMENTI PRO PETRI SEDE ED ETRENNES PONTIFICALES

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri delle due Associazioni del Belgio "Pro Petri Sede" e "Etrennes Pontificales", che ogni anno offrono aiuti finanziari per le necessità della Santa Sede.

  Nel suo discorso in lingua francese, il Santo Padre ha affermato che: "Il senso della comunione ecclesiale" che caratterizza le due associazioni, "si esprime ogni anno con un generoso gesto di solidarietà, destinato a soccorrere i nostri fratelli più bisognosi. Già al tempo degli Apostoli, i membri della giovane comunità cristiana 'mettevano tutto in comune' e San Paolo aveva la preoccupazione di organizzare in ogni comunità da lui fondata un servizio di raccolta in favore delle altre chiese".

  Citando l'Enciclica "Deus caritas est", il Papa ha detto: "'La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza'".

  "Voi conoscete gli immensi bisogni della solidarietà, perché i nostri fratelli siano rispettati nella loro dignità fondamentale, siano nutriti, siano provvisti di alloggio e ricevano istruzione; ogni anno, voi rispondete con generosità offrendo al Papa il frutto della vostra colletta. Vi ringrazio vivamente a nome di tutte le comunità cristiane che i vostri doni contribuiranno ad aiutare".
AC/.../PRO PETRI SEDE:ETRENNES PONTIFICALES               VIS 20061030 (240)


GRECIA: STATUTO GIURIDICO APPROPRIATO CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha iniziato il suo discorso ponendo in rilievo l'afflusso notevole di cattolici provenienti dalle Nazioni circostanti che pone ai Vescovi e al clero greco "nuove esigenze di servizio ministeriale a cui non è facile provvedere".

  Tenendo conto della varietà di lingue e di riti, il Papa ha detto di ritenere che "lo sviluppo di un dialogo costruttivo con gli altri Episcopati sia quanto mai opportuno (...). Dal confronto emergeranno sicuramente provvide decisioni sotto il profilo del reperimento sia dei ministri sacri necessari sia delle risorse su cui contare. Ovviamente il rispetto delle specifiche identità sarà da tenere presente, ma senza sacrificare per questo la vita e i programmi delle Chiese che Cristo vi ha affidato".

  Il Santo Padre ha esortato i Presuli a "perseverare nei vostri sforzi per incentivare la pastorale vocazione (...), si dovranno invitare le comunità cristiane a pregare con più intensità" per "venire incontro ai bisogni spirituali dei tanti immigrati che hanno trovato nel vostro Paese accoglienza dignitosa e cordiale. È questo lo stile proprio della vostra gente, che da sempre ha saputo aprirsi ad un contatto costruttivo con i popoli circostanti".

  In merito ai contatti con i fedeli ortodossi, che, numericamente, sono la maggioranza dei cittadini, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di "intensificare la preghiera perché si affretti il giorno benedetto in cui ci sarà dato di spezzare insieme il Pane e di bere insieme allo stesso Calice (...). In tale contesto, auspico che si aprano sempre maggiori prospettive di un dialogo costruttivo tra la Chiesa Ortodossa di Grecia e la Chiesa cattolica e si moltiplichino le iniziative comuni di ordine spirituale, culturale e pratico. Mi è grato, altresì, indirizzare un pensiero bene augurante a Sua Beatitudine l'Arcivescovo Christodoulos di Atene e di tutta la Grecia. (...) In lui intendo salutare con vivo affetto il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia e tutti i fedeli".

  "Nei colloqui avuti con voi" - ha proseguito il Pontefice - "ho pure raccolto i vostri desideri di vedere definito, da parte dello Stato, il diritto di avere uno statuto giuridico appropriato e riconosciuto. Sulla questione è in atto - come ben sapete - un dialogo che non vede come protagonista primaria la Sede Apostolica. Si tratta infatti di materia interna, alla quale tuttavia la Santa Sede è molto attenta, perchè desiderosa di una adeguata soluzione dei problemi in gioco".

  "Oltre al dialogo, occorre in tale campo la perseveranza. Non è necessario aggiungere che la Chiesa Cattolica non cerca alcun privilegio, ma chiede soltanto di veder riconosciuta la propria identità e missione, così da poter efficacemente recare il proprio contributo al benessere integrale del nobile Popolo greco, di cui voi siete parte integrante. Con pazienza e nel rispetto delle legittime procedure, sarà possibile giungere, grazie all'impegno di tutti, all'auspicata intesa".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando il disagio di numerose comunità "per gli spostamenti interni dei fedeli. Molti di loro" - ha affermato - "si trovano in una situazione di dispersione nel territorio, con la conseguenza di gravi difficoltà nei rapporti con i rispettivi Pastori. Anche alla luce di questi fenomeni si rivela tutta l'importanza dell'unità affettiva ed effettiva di voi Vescovi, mediante un coordinamento interno sempre più efficace".
AL/.../GRECIA                                   VIS 20061030 (550)


IL PAPA RICORDA LE PERSONE VITTIME DI SEQUESTRI

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha affermato che: "Da più parti mi giungono richieste di intervento in favore di persone che, in diversi Paesi del mondo, sono vittime di sequestri".

  "Mentre ribadisco la più ferma condanna di questo crimine, assicuro il mio ricordo nella preghiera per tutte le vittime e per i loro familiari e amici. In particolare, mi unisco al pressante appello recentemente rivoltomi dall'Arcivescovo e dalla comunità di Sassari in favore del Signor Giovanni Battista Pinna, rapito il 14 settembre scorso, perché sia presto restituito ai suoi cari".

  Successivamente Benedetto XVI si è rivolto ai giovani delegati delle Regioni italiane, riuniti in questi giorni a Roma per "l'attuazione del progetto triennale della Chiesa italiana denominato 'Agorà dei giovani'".

  "Cari amici" - ha detto il Pontefice - "benedico il vostro cammino e vi attendo numerosi al grande incontro dei giovani italiani in programma per l'1 e 2 settembre 2007 a Loreto. Presso quell'amato Santuario mariano vivremo insieme un momento di grazia, nella gioia della fede e nella prospettiva della missione, anche in preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney nel 2008".
ANG/VITTIME SEQUESTRI:GIOVANI/...                  VIS 20061030 (220)


ANGELUS: LA FEDE È UN CAMMINO DI ILLUMINAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, migliaia di fedeli hanno partecipato alla recita dell'Angelus con il Santo Padre Benedetto XVI. Commentando il Vangelo di oggi, la guarigione del cieco Bartimeo, il Papa ha spiegato che: "Questo racconto, nell'essenzialità dei suoi passaggi, evoca l'itinerario del catecumeno verso il sacramento del Battesimo, che nella Chiesa antica era chiamato anche 'Illuminazione'".

  "La fede" - ha detto il Santo Padre - "è un cammino di illuminazione: parte dall'umiltà di riconoscersi bisognosi di salvezza e giunge all'incontro personale con Cristo, che chiama a seguirlo sulla via dell'amore. Su questo modello sono impostati nella Chiesa gli itinerari di iniziazione cristiana, che preparano ai sacramenti del Battesimo, della Confermazione (o Cresima) e dell'Eucaristia".

  "Nei luoghi di antica evangelizzazione, dove è diffuso il Battesimo dei bambini, vengono proposte ai giovani e agli adulti esperienze di catechesi e di spiritualità che permettono di percorrere un cammino di riscoperta della fede in modo maturo e consapevole, per assumere poi un coerente impegno di testimonianza".

  Benedetto XVI ha elogiato il lavoro che i Pastori e i catechisti compiono in questo campo ed ha sottolineato che: "La riscoperta del valore del proprio Battesimo è alla base dell'impegno missionario di ogni cristiano, perché vediamo nel Vangelo che chi si lascia affascinare da Cristo non può fare a meno di testimoniare la gioia di seguire le sue orme".

  Ricordando che il mese di ottobre è particolarmente dedicato alla missione, il Papa ha invocato l'intercessione della Vergine Maria "affinché si moltiplichino i missionari del Vangelo" ed "Intimamente unito al Signore, possa ogni battezzato sentire di essere chiamato ad annunciare a tutti l'amore di Dio, con la testimonianza della propria vita".
ANG/FEDE:ILLUMINAZIONE/...                           VIS 20061030 (290)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2006 (VIS).  Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Lusaka (Zambia), presentata dall'Arcivescovo Medardo Joseph Mazombwe, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Telesphore George Mpundu, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Monsignore Daniel E. Flores, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Detroit (superficie: 10.106; popolazione: 4.486.000; cattolici: 1.457.780; sacerdoti: 710; religiosi: 2.166; diaconi permanenti: 141), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Palacios (Texas) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È stato finora Rettore della Cattedrale di Corpus Christi (Stati Uniti d'America) e Vice-Rettore del Seminario "Saint Mary" di Houston.

- Ha nominato membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
RE:NEA:NA/.../...                                   VIS 20061030 (140)


IRLANDA: SANA CATECHESI E PREGHIERA NUOVE VOCAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale Irlandese, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso il Papa ha sottolineato la costante testimonianza di fede e di fedeltà alla Santa Sede del popolo irlandese, il suo "importante contributo" alla vita della Chiesa e lo "straordinario coraggio dei suoi missionari".

  Benedetto XVI ha invitato i Vescovi ad aiutare i fedeli a "riconoscere l'incapacità della cultura secolare e materialista di portare autentica soddisfazione e gioia" esortandoli a parlare "loro con coraggio della gioia che proviene dalla sequela di Cristo e dal vivere i Suoi comandamenti".

  "Anche se è necessario denunciare con forza i mali che ci minacciano dobbiamo correggere l'idea che il Cattolicesimo sia soltanto 'una raccolta di proibizioni'. Sono necessari una sana catechesi ed un'attenta 'formazione del cuore'" - ha sottolineato Benedetto XVI ricordando che l'Irlanda è stata benedetta dalle "solide risorse di una estesa rete di scuole cattoliche".

  Benedetto XVI ha affermato che dobbiamo "evitare presentazioni superficiali dell'insegnamento cattolico, perché solo la pienezza della fede può comunicare la forze liberatrice del Vangelo. Esercitando grande attenzione sulla qualità dei programmi e dei libri di testo in uso e proclamando la dottrina della Chiesa nella sua interezza, voi portate a compimento la vostra responsabilità di 'annunziare la parola ... in ogni occasione opportuna e non opportuna .... ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina'".

  Riferendosi ai "molti casi di abusi sessuali sui minori" che si sono verificati negli ultimi anni, il Papa ha detto che "sono ancora più tragici quando in essi è coinvolto un prelato. Le ferite causate da questi atti sono molto profonde e urge la ricostruzione della fiducia e confidenza dove queste sono state danneggiate. Nei vostri continui sforzi di affrontare il problema con efficacia, è importante stabilire la verità di quanto accaduto nel passato, prendere tutte le precauzioni necessarie per impedire che accada nuovamente, assicurare che siano pienamente rispettati i principi di giustizia e, soprattutto, portare aiuto a queste vittime e a tutti coloro che sono stati colpiti da questi gravi crimini. In questo modo, la Chiesa in Irlanda crescerà e sarà capace di dare testimonianza del potere salvifico della Croce di Cristo".

  "L'ottimo lavoro e l'abnegazione della maggior parte dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni dei loro fratelli. Sono certo che il popolo comprende ciò e continua a guardare il clero con affetto e stima".

  Il Santo Padre ha ricordato che l'Irlanda è stata benedetta in passato da una dovizia di vocazioni, ma negli ultimi anni il loro numero è diminuito notevolmente per cui ha esortato i Presuli a "pregare il Padrone della messe che mandi operai nella sua messe!".

  "Sono felice nell'apprendere che molte delle vostre Diocesi hanno adottato la pratica della preghiera silenziosa per le vocazioni di fronte al Santissimo Sacramento. Questa pratica va vivamente incoraggiata. Ma soprattutto, è vostro dovere, di voi Vescovi e del vostro clero, offrire ai giovani una visione attraente ed ispirata del sacerdozio".

  "Anche se l'impegno cristiano" - ha affermato il Pontefice - "è considerato fuori moda in alcuni ambienti,  nei giovani irlandesi esiste una autentica fame spirituale e un desiderio generoso di servire gli altri".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso riferendosi al futuro dell'Irlanda del Nord ed ha detto in merito: "Malgrado l'arduo cammino, sono stati fatti molti progressi in tempi recenti. Prego affinché l'impegno profuso da tutte le parti coinvolte porti alla creazione di una società contraddistinta da spirito di riconciliazione, rispetto reciproco e cooperazione per il bene comune di tutti".
AL/.../IRLANDA                                       VIS 20061030 (530)


NON SOLTANTO TOLLERANZA MA AUTENTICA LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto il 27 ottobre scorso, alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in merito alle questioni legate alla promozione e alla salvaguardia dei diritti umani.

  Il Nunzio Apostolico ha dedicato particolare attenzione a tre temi connessi al problema: "la coesistenza di diverse religioni e comunità religiose, la propagazione della religione, compresa la delicata questione del proselitismo e del rapporto fra libertà di espressione e religione". Ricordando che mentre si celebra il 25° anniversario dell'adozione della Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione, l'Arcivescovo Migliore ha sottolineato come "in molte parti del mondo non esiste libertà di religione per i singoli e le comunità, specialmente fra le minoranze religiose".

  "L'alto livello di intolleranza religiosa in alcuni paesi sta portando ad un allarmante grado di polarizzazione e di discriminazione. (...) Mentre la tolleranza religiosa" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "è qualche volta caratterizzata dall'accettazione di quei credi e pratiche religiose che non sono in accordo con le proprie, è venuto il momento di superare questo tipo di tolleranza religiosa e di applicare invece i principi dell'autentica libertà religiosa".

  "La libertà religiosa consiste nel diritto di credere, praticare il culto, proporre e testimoniare la propria fede" ed "include il diritto di cambiare la propria religione e di associarsi liberamente con altri per esprimere le proprie convinzioni religiose. (...) Storicamente, la tolleranza è stato tema controverso fra i credenti di fede diversa, tuttavia viviamo in un momento storico che esige di più da noi, anche un maggior impegno nel dialogo interreligioso".

  In merito l'Arcivescovo Migliore ha fatto riferimento alla "grande importanza della reciprocità, che per sua natura, è atta a garantire il libero esercizio della religione in tutte le società" ed ha sottolineato "la preoccupazione della Santa Sede per il numero di situazioni dove l'esistenza di misure legislative ed amministrative per porre limiti alla pratica, all'osservanza o alla propagazione della religione sono una realtà" e "quelle situazioni dove la religione o la libertà di religione sono usate come pretesto o giustificazione per la violazione di altri diritti umani".

  Esistono ripetuti casi di intolleranza "quando interessi di gruppo o lotte di potere cercano di impedire alle comunità religiose di illuminare le coscienze rendendole capaci di agire liberamente e responsabilmente, secondo le autentiche esigenze della giustizia. Parimenti, un'altra manifestazione di intolleranza è quella di denigrare le comunità religiose ed escluderle dal dibattito pubblico solo perché non concordano con opinioni e non si conformano a pratiche contrarie alla dignità umana".

  "Nel nostro mondo" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "la religione è più di una questione interna attinente al pensiero e alla coscienza. Essa  può unirci in quanto membri della famiglia umana. (...) Non dobbiamo sottovalutare il potere che ha la religione, specialmente fra i conflitti e le divisioni, di volgere la nostra mente verso pensieri di pace, di permettere ai nemici di parlarsi e (...) di convincere le nazioni a cercare insieme la via della pace".
DELSS/LIBERTÀ RELIGIOSA/MIGLIORE                   VIS 20061030 (510)


venerdì 27 ottobre 2006

SUPERARE LE DIVISIONI PUNTANDO SULL'UNITA IN CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla riunione delle "Christian World Communions" (Comunioni Cristiane Mondiali) che esaminano in questi giorni il tema: "Prospettive dell'Unità Cristiana".

  "Per decenni la Conferenza dei Segretari delle Comunioni Cristiane Mondiali" - ha detto il Papa - "ha dato vita ad un forum per contatti proficui tra le varie comunità ecclesiali, dando la possibilità ai suoi rappresentanti di creare la fiducia reciproca, necessaria per porre la ricchezza delle diverse tradizioni cristiane al servizio della nostra missione comune".

  "Tutti noi sappiamo" - ha continuato il Papa - "che il mondo ha bisogno oggi di una nuova evangelizzazione, una coscienza rinnovata da parte dei cristiani della speranza che è in loro. Ma coloro che proclamano che Gesù Cristo è il Signore sono tragicamente divisi e non riescono sempre a dare una testimonianza univoca e comune. Qui sta l'enorme responsabilità di tutti noi".

  Il Papa ha espresso apprezzamento per il tema della riunione che "si incentra su di una questione ecumenica fondamentale" e ha affermato che "i dialoghi teologici delle Comunioni Cristiane Mondiali sono stati caratterizzati dall'impegno di muoversi oltre le cose che dividono, verso l'unità in Cristo da noi ricercata. Per quanto difficile sia il cammino, non dobbiamo mai perdere di vista l'obiettivo finale: la piena e visibile comunione in Cristo e nella Chiesa".

  "Quando il progresso è lento, potremmo sentirci scoraggiati, ma la posta in gioco è troppo alta per tornare indietro. Al contrario, vi sono buone ragioni per andare avanti, come ha indicato il mio Predecessore Papa Giovanni Paolo II nella Lettera Enciclica 'Ut unum sint' (...) quando parla della fratellanza riscoperta e di maggiore solidarietà al servizio dell'umanità".

  "L'Apostolo ci assicura che 'lo Spirito ci aiuta nella nostra debolezza'" - conclude il Santo Padre - "Nonostante i numerosi ostacoli da superare, crediamo fermamente che lo Spirito Santo è sempre presente e ci condurrà sulla giusta via".
AC/UNITA/CHRISTIAN WORLD COMMUNIONS                   VIS 20061027 (350)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor José Ramos-Horta, Primo Ministro di Timor Orientale, e seguito.

- La Signora Fauzia Mufti Abbas, Ambasciatrice del Pakistan, in visita di congedo.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Laurence Forristal, di Ossory.

    - L'Arcivescovo Michael Neary, di Tuam.

    - Il Vescovo Thomas Flynn, di Achonry.

    - Il Vescovo John Kirby, di Clonfert.

  Nel pomeriggio è in programma che il Papa riceva in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                               VIS 20061027 (100)

giovedì 26 ottobre 2006

CRISI DI SIGNIFICATO NELLA SOCIETÀ DELL'OPULENZA

CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Frank De Coninck, nuovo Ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Ricordando che sin dall'inizio il Belgio fu parte attiva nel "grande progetto della costruzione europea", il Santo Padre ha elogiato gli obiettivi raggiunti negli ultimi cinquanta anni ed ha detto: "Il Continente europeo ritrova poco a poco la sua unità nella pace e l'Unione Europea è divenuta, nel mondo, una forza economica di primo piano, come pure un segno di speranza per molti".

  "Davanti alle esigenze della globalizzazione degli scambi e della solidarietà fra gli esseri umani, l'Europa deve continuare ad aprirsi e ad impegnarsi nei grandi cantieri del pianeta. La prima di tali sfide è la questione della pace e della sicurezza, di fronte ad una situazione internazionale resa fragile dai conflitti (...), in particolare in Medio Oriente con le sempre drammatiche situazioni della Terra Santa, del Libano e dell'Iraq, ma anche in Africa e Asia".

  Successivamente Benedetto XVI ha parlato delle sfide che riguardano "il futuro dell'uomo e la sua identità. Gli immensi progressi della tecnica hanno rivoluzionato molte pratiche nell'ambito della scienza medica, mentre la liberalizzazione dei costumi ha considerevolmente relativizzato norme che sembravano intangibili. (...) Nelle società occidentali caratterizzate inoltre dalla sovrabbondanza dei beni di consumo e dal soggettivismo, l'uomo si confronta con una crisi di significato. In un certo numero di paesi si vedono apparire legislazioni nuove che rimettono in causa il rispetto della vita umana".

  "Fondandosi sulla sua lunga esperienza e sul tesoro della Rivelazione che ha ricevuto in deposito per la sua condivisione, la Chiesa intende ricordare con forza che essa crede nell'uomo e nel suo prodigioso destino"- ha detto Benedetto XVI soggiungendo che: "Quando i Vescovi del Belgio parlano a favore dello sviluppo delle cure palliative, al fine di permettere a tutti coloro che lo desiderano di morire con dignità, o quando intervengono nei dibattiti della società, per ricordare che esiste 'una frontiera morale invisibile davanti alla quale il progresso tecnico deve inchinarsi: la dignità dell'essere umano', essi intendono servire la società intera indicando le condizioni di un autentico futuro di libertà e di dignità per l'uomo. Insieme con loro invito i responsabili politici che devono legiferare per il bene di tutti, a misurare con serietà la propria responsabilità e le sfide poste da questi problemi per l'umanità".

  "Il Regno del Belgio" - ha proseguito il Pontefice - "si è costituito attorno al principio monarchico, rendendo il Re garante dell'unità nazionale e del rispetto delle particolarità linguistiche e culturali di ogni comunità in seno alla Nazione. L'unità di un paese (...) esige da parte di tutti la volontà di servire l'interesse comune e di conoscersi sempre meglio grazie al dialogo e all'arricchimento reciproco. Attualmente, l'accoglienza degli immigrati sempre più numerosi e la moltiplicazione su di uno stesso territorio di comunità diverse per cultura d'origine o per religione, rendono assolutamente necessario, nelle nostre società, il dialogo fra culture e fra religioni".

  "È opportuno approfondire la conoscenza reciproca, rispettando le convinzioni religiose di ognuno e le legittime esigenze della vita sociale, conformemente alle leggi in vigore, e all'accoglienza degli immigrati, in modo da rispettare sempre la loro dignità (...) mediante una politica d'immigrazione che sappia conciliare gli interessi propri del paese che accoglie e il necessario sviluppo dei paesi meno favoriti, politica sostenuta anche da una volontà di integrazione che non permetta che si sviluppino situazioni di rifiuto o di mancanza di diritto, come dimostra il dramma dei "sans papier". Si eviterà così il rischio di ripiegarsi su se stessi, del nazionalismo esacerbato o anche della xenofobia, e si potrà sperare in uno sviluppo armonioso delle nostre società".
CD/BELGIO:CREDENZIALI/DE CONINCK                   VIS 20061026 (630)


ORDINARIATI MILITARI: IL VALORE DELLA PERSONA E DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Quinto Convegno Internazionale degli Ordinariati Militari, in occasione del ventesimo anniversario della Costituzione Apostolica "Spirituali militum curae", promulgata dal Servo di Dio Giovanni Paolo II.

  Benedetto XVI ha ricordato che con questo Documento pontificio "veniva aggiornata la regolamentazione canonica dell'assistenza spirituale dei militari, alla luce del Concilio Vaticano II, tenendo conto delle trasformazioni riguardanti le forze armate e la loro missione sul piano nazionale e internazionale". Con gli ulteriori mutamenti degli ultimi decenni, il Documento pontificio "esige" - ha sottolineato il Papa - "di essere sempre meglio adattato alle necessità del momento presente. È quanto assai opportunamente avete volute fare con questo Convegno, organizzato dalla Congregazione per i Vescovi".

  "Due sono i valori fondamentali che il Documento pone in evidenza: il valore della persona e il valore della pace" - ha sottolineato il Pontefice affermando inoltre che "le persone a cui l'Ordinariato si rivolge non cessano di essere fedeli della Chiesa particolare in cui abitano o al cui rito appartengono. Ciò pone un'esigenza di comunione e di coordinamento tra l'Ordinariato militare e le altre Chiese particolari".

  "Mettere al primo posto le persone significa privilegiare la formazione cristiana del militare, accompagnando lui e i suoi familiari nel percorso dell'iniziazione cristiana, del cammino vocazionale, della maturazione nella fede e nella testimonianza; e contemporaneamente favorire le forme di fraternità e di comunità, come pure di preghiera liturgica e non, che siano appropriate all'ambiente e alle condizioni di vita dei militari".

  Riferendosi al "valore della pace", il Papa ha affermato: "Se dunque il Concilio chiama ministri della pace i militari, quanto più lo saranno i Pastori a cui essi sono affidati! Pertanto, esorto tutti voi a far sì che i Cappellani militari siano autentici esperti e maestri di quanto la Chiesa insegna e pratica in ordine alla costruzione della pace nel mondo".

  Ponendo in rilievo che "Anche nel mondo militare la Chiesa è chiamata ad essere 'sale', 'luce' e 'lievito', (...) affinché le mentalità e le strutture siano sempre più pienamente orientate alla costruzione della pace", Benedetto XVI ha affermato: "Il magistero della Chiesa sul tema della pace costituisce un aspetto essenziale della sua dottrina sociale".

  "Questo insistente richiamo alla pace ha influito sulla cultura occidentale promuovendo l'ideale che le forze armate siano 'a servizio esclusivo di difesa e di sicurezza e della libertà dei popoli'. Purtroppo talora altri interessi - economici e politici - fomentati dalle tensioni internazionali, fanno sì che questa tendenza costruttiva trovi ostacoli e ritardi, come traspare anche dalle difficoltà che incontrano i processi di disarmo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso sottolineando che "per offrire alle persone un'adeguata cura pastorale e per adempiere la missione evangelizzatrice, gli Ordinariati militari hanno bisogno di presbiteri e diaconi motivati e formati, come pure di laici che collaborino attivamente e responsabilmente con i Pastori".
AC/.../ORDINARIATI MILITARI                           VIS 20061026 (500)


IN BREVE


IN OCCASIONE DELLA SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI BENEDETTO XVI CELEBERÀ LA SANTA MESSA NELLA BASILICA VATICANA mercoledì 1° novembre, alle ore 10:00.

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'O.N.U., è intervenuto ieri alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale, dedicata al tema dello sviluppo sostenibile. "La questione ambientale" - ha detto l'Osservatore Permanente - "non è soltanto un importante problema etico e scientifico, ma anche un problema politico ed economico, come pure un oggetto del contendere nel processo di globalizzazione in generale. (...) Il mondo ha bisogno di una conversione ecologica per esaminare criticamente modelli di pensiero correnti e modelli di produzione e di consumo".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061026 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia).

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino con l'Arcivescovo emerito Cardinale Desmond Connell e con gli Ausiliari Vescovo Eamonn Oliver Walsh e Vescovo Raymond W. Field.

    - Il Vescovo Denis Brennan, di Ferns.

    - Il Vescovo James Moriarty, di Kildare and Leighlin.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore con il Padre Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061026 (110)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Liverpool (Gran Bretagna), presentata dal Vescovo Vincent Malone, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../MALONE                                     VIS 20061026 (50)

mercoledì 25 ottobre 2006

PAOLO ANNUNCIA LA SALVEZZA UNIVERSALE DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale odierna, tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 25.000 persone, il Santo Padre Benedetto XVI - terminata la settimana scorsa la catechesi sui dodici Apostoli - ha annunciato che il prossimo ciclo di catechesi sarà dedicato alle "figure di altri personaggi importanti della Chiesa primitiva", il primo dei quali è Paolo di Tarso, "il tredicesimo Apostolo".

  Tracciando a grandi linee la vita di Paolo di Tarso, il Papa ha ricordato che Luca ci informa che il suo nome originario era Saulo, e che era un giudeo della diaspora, essendo la città di Tarso situata tra l'Anatolia e la Siria. "Ben presto" - ha detto Benedetto XVI - "era andato a Gerusalemme per studiare a fondo la Legge mosaica (...). Aveva imparato anche un mestiere (...), la lavorazione di tende, che in seguito gli avrebbe permesso di provvedere personalmente al proprio sostentamento senza gravare sulle Chiese".

  "Fu decisivo per lui" - ha detto il Papa - "conoscere la comunità di coloro che si professavano discepoli di Gesù. Da loro era venuto a sapere di una nuova fede - un nuovo 'cammino', (...) che poneva al proprio centro non tanto la Legge di Dio, quanto piuttosto la persona di Gesù, crocifisso e risorto, a cui veniva ormai collegata la remissione dei peccati. Come giudeo zelante, egli riteneva questo messaggio inaccettabile, anzi scandaloso, e si sentì perciò in dovere di perseguitare i seguaci di Cristo anche fuori di Gerusalemme. Fu proprio sulla strada di Damasco, (...), che Saulo, secondo le sue parole, venne 'ghermito da Cristo'. (...) La luce del Risorto lo ha toccato e ha cambiato fondamentalmente tutta la sua vita".

  Nelle sue Lettere Paolo parla "non solo di visione, ma di illuminazione e soprattutto di rivelazione e di vocazione nell'incontro con il Risorto". Egli si definisce "'apostolo per volontà di Dio'" - ha ricordato il Santo Padre - "come a sottolineare che la sua conversine era non il risultato di uno sviluppo di pensieri, di riflessioni, ma il frutto di un intervento divino, di un'imprevedibile grazia divina. (...) E da quel momento tutte le sue energie furono poste al servizio esclusivo di Gesù Cristo e del suo Vangelo".

  "Da qui deriva per noi una lezione molto importante: ciò che conta è porre al centro della propria vita Gesù Cristo." - ha ribadito Benedetto XVI - "Un'altra fondamentale lezione offerta da Paolo è il respiro universale che caratterizza il suo apostolato. Sentendo acuto il problema dell'accesso dei Gentili, cioè dei pagani, a Dio che in Gesù Cristo crocifisso e risorto offre la salvezza a tutti gli uomini senza eccezioni, dedicò se stesso a rendere noto questo Vangelo, letteralmente 'buona notizia', cioè annuncio di grazia destinato a riconciliare l'uomo con Dio, con se stesso e con gli altri. Dal primo momento egli aveva capito che questa è una realtà che non concerneva solo i giudei o un certo gruppo di uomini, ma che aveva un valore universale e concerneva tutti, perchè Dio è il Dio di tutti".

  Papa Benedetto XVI ha successivamente menzionato i numerosi viaggi che Paolo compì partendo da Antiochia ed il suo proposito di spingersi fino alla Spagna "alle estremità dell'Occidente, per annunciare il Vangelo dappertutto, fino ai confini della terra allora conosciuta". Infine, concludendo la catechesi, il Papa ha ricordato che "l'Apostolo renderà la suprema testimonianza del sangue sotto l'imperatore Nerone qui a Roma, dove conserviamo e veneriamo le sue spoglie mortali".
AG/PAOLO/...                                  VIS 20061025 (590)


martedì 24 ottobre 2006

UNIVERSITÀ PONTIFICIE: IMPORTANTE PRIORITÀ VITA SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, al termine della Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi), il Santo Padre Benedetto XVI è sceso nella Basilica Vaticana per incontrare gli studenti delle Pontificie Università di Roma in occasione dell'apertura dell'Anno Accademico.

  La comunità di studenti e professori, di diverse nazionalità e culture, "manifesta in modo eloquente" - ha detto il Papa - "l'universalità e l'unità della Chiesa cattolica. Una comunità tanto più bella perché si rivolge prevalentemente a giovani, dando loro l'opportunità di entrare in contatto con istituzioni di alto valore teologico e culturale, ed offrendo loro, al tempo stesso, la possibilità di arricchenti esperienze ecclesiali e pastorali".

  Ribadendo "l'importanza prioritaria della vita spirituale e la necessità di curare, accanto alla crescita culturale, un'equilibrata maturazione umana e una profonda formazione ascetica e religiosa", Benedetto XVI ha affermato che: "L'approfondimento delle verità cristiane e lo studio della teologia (...) presuppongono un'educazione al silenzio e alla contemplazione, perché occorre diventare capaci di ascoltare con il cuore di Dio che parla".

  "Il pensiero ha sempre bisogno di purificazione" - ha proseguito il Pontefice - "per poter entrare nella dimensione in cui Dio pronuncia la sua Parola creatrice e redentrice, il suo Verbo 'uscito dal silenzio', per usare la bella espressione di Sant'Ignazio di Antiochia. Solo se provengono dal silenzio della contemplazione le nostre parole possono avere qualche valore e utilità, e non ricadere nell'inflazione dei discorsi del mondo, che ricercano il consenso dell'opinione comune".

  "Chi studia in un Istituto ecclesiastico" - ha sottolineato il Papa - "deve pertanto disporsi all'obbedienza alla verità e quindi coltivare una speciale ascesi del pensiero e della parola".

  "Il vostro apostolato sarà domani ricco e fruttuoso" - ha concluso il Santo Padre - "nella misura in cui, in questi anni, vi preparate studiando con serietà, e soprattutto alimentate il vostro personale rapporto con Lui, tendendo alla santità ed avendo come unico scopo della vostra esistenza la realizzazione del Regno di Dio".
AC/.../UNIVERSITÀ PONTIFICIE                           VIS 20061024 (350)


V CONVEGNO INTERNAZIONALE ORDINARIATI MILITARI


CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2006 (VIS). "I militari al servizio della pace" è il tema del V Convegno Internazionale degli Ordinariati Militari in corso in Vaticano, dal 23 al 27 ottobre, nell'Aula Vecchia del Sinodo.

  Il Convegno è presieduto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, coadiuvato da Padre Giulio Cerchietti, responsabile dell'Ufficio centrale di coordinamento pastorale degli Ordinariati Militari in seno al Dicastero.

  Il programma del Convegno è articolato in sei punti di riflessione, ciascuno dei quali sarà oggetto di una conferenza che verrà approfondita nei Circoli minori: "La natura degli Ordinariati Militari alla luce della Costituzione Apostolica 'Spirituali Militum Curae' e dei successivi documenti del Magistero'; "La missione degli Ordinariati Militari e la loro priorità alla luce delle nuove situazioni mondiali", "Il ministero ordinato e gli altri ministeri ecclesiali al servizio della missione pastorale degli Ordinariati Militari"; "Il diritto all'assistenza religiosa dei militari inviati in missione di pace e la necessità della formazione al diritto umanitario internazionale"; "L'esperienza di un Ordinario Militare nei suoi rapporti con la Conferenza Episcopale e con i Vescovi diocesani del suo Paese"; "Soldati come servitori della pace". Si discuterà anche su "Il valore giuridico degli statuti negli Ordinariati Militari".

  Il Convegno si è aperto con una prolusione del Cardinale Giovanni Battista Re e si concluderà con la Celebrazione Eucaristica in San Pietro presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.
.../CONVEGNO ORDINARIATI MILITARI/RE:BERTONE       VIS 20061024 (240)


IV RIUNIONE XI CONSIGLIO ORDINARIO SINODO DEI VESCOVI

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2006 (VIS). Il 10 e l'11 ottobre scorso, si è tenuta la IV Riunione dell'XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale, ed alla quale hanno partecipato sei Cardinali e sei Arcivescovi e Vescovi.

  Un Comunicato della Segreteria Generale del Sinodo rende noto che i partecipanti hanno esaminato diversi aspetti relativi al tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa", in programma dal 5 al 26 ottobre del 2008. Gli argomenti esaminati sono stati in particolare: la Parola di Dio nella liturgia, nella predicazione, nella catechesi, nella teologia, nella spiritualità, nella Lectio Divina, nella lettura privata, nell'inculturazione, nell'ecumenismo. Nella discussione è stato inoltre posto in grande evidenza il richiamo alla Costituzione Dogmatica del Concilio Vaticano II sulla Divina Rivelazione 'Dei Verbum', documento di riferimento obbligato soprattutto nella fase preparatoria del Sinodo".

  Nel corso dei lavori di gruppo si è approntata la redazione di due progetti di schema di 'Lineamenta' (vale a dire la prima bozza sul tema dell'Assemblea Generale). Nella prossima quinta riunione, fissata nei giorni 24 e 25 gennaio 2007, il Consiglio Ordinario procederà all'esame e all'approvazione del testo definitivo dei 'Lineamenta'.
SE/ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA/ETEROVIC         VIS 20061024 (220)


INAUGURAZIONE MOSTRA 145 ANNI L'OSSERVATORE ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha pronunciato a Palazzo Valentini a Roma, un breve discorso in occasione della cerimonia di inaugurazione della Mostra "L'Osservatore Romano: da Roma al mondo 145 anni di storia attraverso le pagine del giornale del Papa".

  Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Dottpr Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma e i rappresentanti della Giunta e del Consiglio Provinciale e diverse Autorità civili e religiose.

  "Creato per difendere la Religione Cattolica e il Pontefice Romano, il quotidiano" - ha ricordato il Cardinale Bertone - "divenne poi l'organo ufficioso della Sede Apostolica, che, compresone il valore, lo rese strumento per la diffusione degli insegnamenti del Successore di Pietro e per l'informazione circa gli avvenimenti della Chiesa".

  "Non si può inoltre non sottolineare" - ha proseguito il Cardinale Segretario di Stato - "che si deve ad alcuni fedeli laici, animati da forte motivazione missionaria, se esso poté muovere i primi passi e avviare con coraggio la sua attività presentando il volto genuino della Chiesa e gli ideali di libertà che essa propone ed incarna" In questi 145 anni "il susseguirsi degli eventi storici mostra che la Chiesa, nel passato come al presente, per diffondere il messaggio evangelico (...) ha bisogno dell'operosità, dell'inventiva e del carisma dei laici".

  Il Porporato ha poi precisato che la Mostra ci fa "familiarizzare con l'azione pastorale di ben undici Pontefici. Il beato Pio IX, che concesse l'assenso alla nascita del 'L'Osservatore Romano'; il lungo e complesso Pontificato di Leone XIII, con i profondi mutamenti sociali di quegli anni; San Pio X, il parroco del mondo, il Papa delle grandi riforme operate in seno alla Chiesa; Benedetto XV, colui che promulgò la più grande raccolta di leggi ecclesiastiche, e che proprio sul giornale vaticano pubblicò l'accorata 'Nota ai Capi dei popoli belligeranti'; Pio XI che condannò i totalitarismi di ogni colore politico, come fece anche il suo Successore, il Servo di Dio Pio XII. Non dimentichiamo che proprio durante la seconda guerra mondiale 'L'Osservatore Romano' fu una delle poche voci libere (specialmente con i famosi "Acta diurna") (...) L'Osservatore Romano descrisse poi la primavera fiorita nella Chiesa con l'opera Bel beato Giovanni XXIII e il soffio del Concilio Vaticano II". Il quotidiano della Sede Apostolica si fece fedele interprete pure "della saggia e provvidenziale azione del Servo di Dio Paolo VI", del breve Pontificato del "Servo di Dio Giovanni Paolo I e, (...) del rinnovato dialogo della Santa Sede con il mondo, che ha caratterizzato il lungo il pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo II" per giungere infine "alle vicende di questi nostri giorni, nei quali la Chiesa cammina guidata con sapienza da Benedetto XVI".

  Il Cardinale ha concluso il suo discorso auspicando che questa iniziativa possa "dalla gloriosa memoria del passato rilanciare e riprogettare con spirito profetico uno strumento di comunicazione della Chiesa universale efficace e convincente, affinché cresca il popolo degli uomini e delle donne di buona volontà, decisi a lavorare insieme per costruire un futuro di speranza per tutti, per la nostra città e il mondo intero".
SS/OSSERVATORE ROMANO/BERTONE                   VIS 20061024 (530)


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