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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 23 settembre 2011

TESTIMONIANZA CONGIUNTA CRISTIANI E MUSULMANI IN SETTORI CHIAVE VITA SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2011 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, presso la sede della Nunziatura Apostolica di Berlino, il Santo Padre ha incontrato i Rappresentanti della Comunità musulmana della Germania che conta circa 4 milioni e mezzo di persone, di cui 70% di origine turca, e gli altri provenienti dai Paesi arabi, dai Balcani e dall’Iran. Il 75% dei musulmani in Germania è di confessione sunnita e la moschea più antica sul suolo tedesco si trova a Berlino.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato che a partire dagli anni ’70 “la presenza di numerose famiglie musulmane è divenuta sempre di più un tratto distintivo di questo Paese. Sarà tuttavia necessario impegnarsi costantemente per una migliore reciproca conoscenza e comprensione. Ciò è essenziale non solo per una convivenza pacifica, ma anche per l’apporto che ciascuno è in grado di dare per la costruzione del bene comune all’interno della medesima società”.

“Molti musulmani attribuiscono grande importanza alla dimensione religiosa” – ha proseguito il Pontefice – “Ciò, a volte, è interpretato come una provocazione in una società che tende ad emarginare questo aspetto o ad ammetterlo tutt’al più nella sfera delle scelte individuali dei singoli. La Chiesa cattolica si impegna fermamente perché venga dato il giusto riconoscimento alla dimensione pubblica dell’appartenenza religiosa. Si tratta di un’esigenza che non diventa irrilevante nel contesto di una società maggiormente pluralista. Va fatta, però, attenzione che il rispetto verso l’altro sia sempre mantenuto. Il rispetto reciproco cresce solo sulla base dell’intesa su alcuni valori inalienabili, propri della natura umana, soprattutto l’inviolabile dignità di ogni persona”.

“In Germania – come in molti altri Paesi non solo occidentali – tale quadro di riferimento comune è rappresentato dalla Costituzione, il cui contenuto giuridico è vincolante per ogni cittadino, che sia appartenente o meno ad una confessione religiosa. Naturalmente il dibattito sulla migliore formulazione di principi come la libertà di culto pubblico, è vasto e sempre aperto, tuttavia è significativo il fatto che la Legge Fondamentale li esprima in un modo ancora oggi valido, a distanza di più di 60 anni”.

“La ragione di ciò, mi pare, si trova nel fatto che i padri della Legge Fondamentale ebbero la piena consapevolezza, in quel momento importante, di dover cercare un solido terreno, nel quale tutti i cittadini potessero riconoscersi. Nel fare ciò essi non prescindevano dalla propria appartenenza religiosa (...). Tuttavia sapevano di doversi confrontare con uomini con una base confessionale diversa o addirittura non religiosa: il terreno comune fu trovato nel riconoscimento di alcuni diritti inalienabili, che sono propri della natura umana e che precedono ogni formulazione positiva. In questo modo una società sostanzialmente omogenea pose il fondamento che oggi riconosciamo valido per un mondo segnato dal pluralismo. Fondamento che, in realtà, indica anche degli evidenti confini a tale pluralismo: non è pensabile, infatti, che una società possa sostenersi nel lungo termine senza un consenso sui valori etici fondamentali”.

“Cari amici – ha detto infine Benedetto XVI – sulla base di quanto ho qui accennato, penso che sia possibile una collaborazione feconda tra cristiani e musulmani (...). In quanto uomini religiosi, a partire dalle rispettive convinzioni possiamo dare una testimonianza importante in molti settori cruciali della vita sociale. Penso, ad esempio, alla tutela della famiglia fondata sul matrimonio, al rispetto della vita in ogni fase del suo naturale decorso o alla promozione di una più ampia giustizia sociale”.

Al termine dell’incontro il Papa si è recato all’aeroporto di Berlin-Tegel dove alle 10:00 è salito a bordo dell’aereo diretto a Erfurt.
PV-GERMANIA/ VIS 20110923 (590)

FEDE RIPENSATA E RIVISSUTA IN MODO NUOVO SALVERÀ CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2011 (VIS). Dopo la visita alla Cattedrale di Santa Maria di Erfurt, il Santo Padre ha raggiunto in auto l’ex-Convento degli Agostiniani per l’incontro con i Rappresentanti del Consiglio della Chiesa Evangelica di Germania, che raggruppa 22 chiese luterane e conta oltre 24 milioni di fedeli, il 30% della popolazione tedesca.

Al suo arrivo Benedetto XVI è stato accolto dal Presidente della Chiesa Evangelica in Germania, il Pastore Nikolaus Schneider e dalla Presidentessa della Chiesa Evangelica di Thüringen, Signora Ilse Junkermann, che lo hanno accompagnato alla Sala Capitolare, l’unica sala rimasta intatta dai tempi di Lutero.

“Per me, come Vescovo di Roma, è un momento emozionante incontrare qui, nell’antico convento agostiniano di Erfurt, rappresentanti del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania. Qui Lutero ha studiato teologia. Qui è stato ordinato sacerdote nel 1507” – ha detto Papa Benedetto XVI – “La questione su Dio, (...) fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino. ‘Come posso avere un Dio misericordioso?: questa domanda gli penetrava nel cuore e stava dietro ogni sua ricerca teologica e ogni lotta interiore”.

“Che questa domanda sia stata la forza motrice di tutto il suo cammino mi colpisce sempre nuovamente. Chi, infatti, si preoccupa oggi di questo, anche tra i cristiani? (...) La maggior parte della gente, anche dei cristiani, oggi dà per scontato che Dio, in ultima analisi, non si interessa dei nostri peccati e delle nostre virtù. (...) Quasi tutti presupponiamo in pratica che Dio debba essere generoso e, alla fine, nella sua misericordia, ignorerà le nostre piccole mancanze. Ma sono veramente così piccole le nostre mancanze? Non viene forse devastato il mondo a causa della corruzione dei grandi, ma anche dei piccoli (...); a causa del potere della droga (...). Non è forse minacciato dalla crescente disposizione alla violenza che, non di rado, si maschera con l’apparenza della religiosità?”.

“La fame e la povertà potrebbero devastare a tal punto intere parti del mondo se in noi l’amore di Dio e, a partire da Lui, l’amore per il prossimo, per le creature di Dio, gli uomini, fosse più vivo? (...) No, il male non è un’inezia. Esso non potrebbe essere così potente se noi mettessimo Dio veramente al centro della nostra vita”. La domanda di Lutero: Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? deve diventare di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda. (...) Questo Dio ha un volto e ci ha parlato. Nell’uomo Gesù Cristo è diventato uno di noi”.

Fede: è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge

La fede in Cristo è il punto di partenza per rilanciare l’ecumenismo. “La cosa più necessaria per l’ecumenismo è innanzitutto che, sotto la pressione della secolarizzazione, non perdiamo quasi inavvertitamente le grandi cose che abbiamo in comune, che di per sé ci rendono cristiani e che ci sono restate come dono e compito. È stato l’errore dell’età confessionale aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico. È questo il grande progresso ecumenico degli ultimi decenni: che ci siamo resi conto di questa comunione e (...) riconosciamo tale comunione come il nostro fondamento imperituro”.

Tuttavia, due fenomeni pongono in pericolo tale comunione: “una forma nuova di cristianesimo, che si diffonde con un immenso dinamismo missionario, a volte preoccupante nelle sue forme (...). È un cristianesimo di scarsa densità istituzionale, con poco bagaglio razionale e ancora meno bagaglio dogmatico e anche con poca stabilità. Questo fenomeno mondiale (...) ci mette nuovamente di fronte alla domanda su che cosa sia ciò che resta sempre valido e che cosa possa o debba essere cambiato, di fronte alla questione circa la nostra scelta fondamentale nella fede”.

Il secondo fenomeno è il “contesto del mondo secolarizzato, nel quale dobbiamo vivere e testimoniare oggi la nostra fede. L’assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione (...) sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più. (...) La fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente. Ma non è l’annacquamento della fede che aiuta, bensì solo il viverla interamente nel nostro oggi. Questo è un compito ecumenico centrale. In questo dovremmo aiutarci a vicenda: a credere in modo più profondo e più vivo. Non saranno le tattiche a salvarci, a salvare il cristianesimo, ma una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo, mediante la quale Cristo, e con Lui il Dio vivente, entri in questo nostro mondo. (...) La fede, vissuta a partire dell’intimo di se stessi, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l’unità nell’unico Signore”.

Al termine del suo discorso Benedetto XV I si è recato alla Chiesa dell’ex-Convento degli Agostiniani ed ha partecipato ad una celebrazione ecumenica con 300 persone, fra le quali Rappresentanti di altre Chiesa protestanti della Germania.
PV-GERMANIA/ VIS 20110923 (860)

COMUNE MISSIONE ECUMENICA: TESTIMONIARE DIO VIVO

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2011 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina Benedetto XVI ha partecipato ad un atto ecumenico nella Chiesa dell’ex-Convento degli Agostiniani di Erfurt, con la partecipazione di circa 300 persone. Nel corso della cerimonia il Vescovo evangelico Friedrich Weber ha dato lettura del Salmo 146 nella traduzione tedesca di Martin Lutero, a cui ha fatto seguito il saluto del Presidente del Sinodo della Chiesa Evangelica Tedesca, Signora Katrin Göring Eckhardt. Il Papa ha recitato la Preghiera per l’Unità dei Cristiani ed il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, ha letto la preghiera sacerdotale di Gesù, dal Vangelo di Giovanni: “Che tutti siano una cosa sola”. Quindi il Papa ha tenuto l’omelia di cui riportiamo ampi estratti.

“’Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola’: così ha detto Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni, nel Cenacolo, al Padre. (...) Nella preghiera di Gesù si trova il luogo interiore, più profondo, della nostra unità. Diventeremo una sola cosa, se ci lasceremo attirare dentro tale preghiera”.

“È rimasta inascoltata la preghiera di Gesù? La storia del cristianesimo è, per così dire, il lato visibile di questo dramma, in cui Cristo lotta e soffre con noi esseri umani. Sempre di nuovo Egli deve sopportare il contrasto con l’unità, e tuttavia sempre di nuovo si compie anche l’unità con Lui e così con il Dio trinitario. (...) Per questo, in un incontro ecumenico, non dovremmo soltanto lamentare le divisioni e le separazioni, bensì ringraziare Dio per tutti gli elementi di unità che ha conservato per noi e sempre di nuovo ci dona. E questa gratitudine deve al contempo essere disponibilità a non perdere, in mezzo ad un tempo di tentazione e di pericoli, l’unità così donata”.

“L’unità fondamentale consiste nel fatto che crediamo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. Che lo professiamo quale Dio trinitario – Padre, Figlio e Spirito Santo. L’unità suprema non è solitudine di una monade, ma unità attraverso l’amore. Crediamo in Dio – nel Dio concreto. Crediamo nel fatto che Dio ci ha parlato e si è fatto uno di noi. Testimoniare questo Dio vivente è il nostro comune compito nel momento attuale”.

“La sete di infinito è presente nell’uomo in modo inestirpabile. L’uomo è stato creato per la relazione con Dio e ha bisogno di Lui. Il nostro primo servizio ecumenico in questo tempo deve essere di testimoniare insieme la presenza del Dio vivente e con ciò dare al mondo la risposta di cui ha bisogno. Naturalmente di questa testimonianza fondamentale per Dio fa poi parte, in modo assolutamente centrale, la testimonianza per Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, che è vissuto insieme con noi, ha patito per noi, è morto per noi e, nella risurrezione, ha spalancato la porta della morte. Cari amici, fortifichiamoci in questa fede! Aiutiamoci a vicenda a viverla! Questo è un grande compito ecumenico che ci introduce nel cuore della preghiera di Gesù”.

“La serietà della fede in Dio si manifesta nel vivere la sua parola. Si manifesta, nel nostro tempo, in modo molto concreto, nell’impegno per quella creatura che Egli volle a sua immagine, per l’uomo. Viviamo in un tempo in cui i criteri dell’essere uomini sono diventati incerti. L’etica viene sostituita con il calcolo delle conseguenze. Di fronte a ciò noi come cristiani dobbiamo difendere la dignità inviolabile dell’uomo, dal concepimento fino alla morte – nelle questioni della diagnosi pre-impiantatoria fino all’eutanasia. (...) La fede in Dio deve concretizzarsi nel nostro comune impegno per l’uomo. Fanno parte di tale impegno per l’uomo non soltanto questi criteri fondamentali di umanità, ma soprattutto e molto concretamente l’amore che Gesù ci insegna nella descrizione del Giudizio finale: il Dio giudice ci giudicherà secondo come ci siamo comportati nei confronti di coloro che ci sono prossimi, nei confronti dei più piccoli dei suoi fratelli. La disponibilità ad aiutare, nelle necessità di questo tempo, al di là del proprio ambiente di vita è un compito essenziale del cristiano”.

“Ciò vale anzitutto nell’ambito della vita personale di ciascuno. Vale poi nella comunità di un popolo e di uno Stato, in cui tutti devono farsi carico gli uni degli altri. Vale per il nostro Continente, in cui siamo chiamati alla solidarietà in Europa. E, infine, vale al di là di tutte le frontiere: la carità cristiana esige oggi il nostro impegno anche per la giustizia nel vasto mondo”.

“Alla vigilia della visita del Papa si è parlato diverse volte di un dono ecumenico dell’ospite, che ci si aspettava da questa visita. Non c’è bisogno che io specifichi i doni menzionati in tale contesto. Al riguardo vorrei dire che questo costituisce un fraintendimento politico della fede e dell’ecumenismo. Quando un Capo di Stato visita un Paese amico, generalmente precedono contatti tra le istanze, che preparano la stipulazione di uno o anche di più accordi tra i due Stati: nella ponderazione dei vantaggi e degli svantaggi si arriva al compromesso che, alla fine, appare vantaggioso per ambedue le parti, così che poi il trattato può essere firmato. Ma la fede dei cristiani non si basa su una ponderazione dei nostri vantaggi e svantaggi. Una fede autocostruita è priva di valore. La fede non è una cosa che noi escogitiamo o concordiamo. È il fondamento su cui viviamo. L’unità cresce non mediante la ponderazione di vantaggi e svantaggi, bensì solo attraverso un sempre più profondo penetrare nella fede mediante il pensiero e la vita”.

“In questa maniera, negli ultimi 50 anni, e in particolare anche dalla visita di Papa Giovanni Paolo II, 30 anni fa, è cresciuta molta comunanza, della quale possiamo essere solo grati. (...) A tutti coloro che hanno collaborato (...) vorrei esprimere il mio vivo ringraziamento. (...) Insieme possiamo tutti solo ringraziare il Signore per le vie dell’unità sulle quali ci ha condotti, ed associarci in umile fiducia alla sua preghiera: ‘Fa’ che diventiamo una sola cosa, come Tu sei una sola cosa col Padre, perché il mondo creda che Egli Ti ha mandato’”.

Al termine della recita comune del Padre Nostro, il Pastore Nikolaus Schneider, Presidente del Consiglio Sinodo della Chiesa Evangelica Tedesca, ha invocato la benedizione aronitica ed il Papa ha elargito la benedizione nella forma trinitaria.
PV-GERMANIA/ VIS 20110923 (1050)

giovedì 22 settembre 2011

ARRIVO IN GERMANIA: BENEDETTO XVI SOTTOLINEA VALORE LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 22 SET. 2011 (VIS). Partito dall’aeroporto romano di Ciampino alle 8:15 di questa mattina, il Santo Padre è giunto alle 10:30 all’aeroporto di Berlin-Tegel, dando inizio al ventunesimo Viaggio Apostolico internazionale e alla sua prima Visita di Stato in Germania.

All’arrivo Papa Benedetto XVI è stato accolto da 21 salve di cannone, come prevede il protocollo delle Visite di Stato. Ai piedi della scaletta dell’aereo erano ad attendere il Papa il Presidente Federale, Signor Christian Wulff, e la Cancelliera Federale, Signora Angela Merkel. Erano presenti l’Arcivescovo Rainer Maria Woelki, di Berlino, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca e l’Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau.

Dopo una breve pausa nella Sala d’Onore dell’aeroporto, il Papa ha raggiunto il Castello di Bellevue, Residenza ufficiale del Presidente Federale di Germania, per la cerimonia di benvenuto svoltasi nei giardini.

“Pur essendo questo Viaggio una Visita ufficiale che rafforzerà le buone relazioni tra la Repubblica Federale di Germania e la Santa Sede – ha detto il Papa nel suo discorso - in primo luogo non sono venuto qui per perseguire determinati obiettivi politici o economici, come fanno giustamente altri uomini di stato, ma per incontrare la gente e parlare di Dio. Nei confronti della religione vediamo una crescente indifferenza nella società che, nelle sue decisioni, ritiene la questione della verità piuttosto come un ostacolo, e dà invece la priorità alle considerazioni utilitaristiche”.

“D’altra parte” – ha proseguito il Pontefice – “c’è bisogno di una base vincolante per la nostra convivenza, altrimenti ognuno vive solo seguendo il proprio individualismo. La religione è uno di questi fondamenti per una convivenza riuscita. ‘Come la religione ha bisogno della libertà, così anche la libertà ha bisogno della religione.’ Queste parole del grande vescovo e riformatore sociale Wilhelm von Ketteler, di cui si celebra quest’anno il secondo centenario della nascita, sono ancora attuali”.

“La libertà ha bisogno di un legame originario ad un’istanza superiore. Il fatto che ci siano valori che non sono assolutamente manipolabili, è la vera garanzia della nostra libertà” che “si sviluppa solo nella responsabilità di fronte a un bene maggiore. Tale bene esiste solamente per tutti insieme (...). Nella convivenza umana non si dà libertà senza solidarietà. (...) Questo vale non soltanto per l’ambito privato ma anche per la società. Secondo il principio di sussidiarietà, la società deve dare spazio sufficiente alle strutture più piccole per il loro sviluppo e, allo stesso tempo, deve essere di supporto, in modo che esse, un giorno, possano reggersi anche da sole”.

Il Castello Bellevue “con il suo passato movimentato è – come tanti edifici della città – una testimonianza della storia tedesca. Lo sguardo chiaro anche sulle pagine scure del passato ci permette di imparare da esso e di ricevere impulsi per il presente. La Repubblica Federale di Germania è diventata ciò che è oggi attraverso la forza della libertà plasmata dalla responsabilità davanti a Dio e dell’uno davanti all’altro. Essa ha bisogno di questa dinamica che coinvolge tutti gli ambiti dell’umano per poter continuare a svilupparsi nelle condizioni attuali. Ne ha bisogno in un mondo che necessita di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta di valori fondamentali su cui costruire un futuro migliore”.

Al termine del discorso, il Papa ha avuto un colloquio privato con il Presidente Wulff ed i familiari. Successivamente ha raggiunto la sede della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) dove è stato accolto dal Presidente Arcivescovo Zollitsch. Nella Biblioteca della DBK era ad attendere il Papa la Cancelliera Federale Angela Merkel, con la quale Benedetto XVI ha avuto un colloquio privato, al quale hanno partecipato in una fase successiva il consorte della Cancelliera e i suoi collaboratori. Al termine dell’incontro il Papa ha raggiunto il refettorio dell’Accademia Cattolica per il pranzo con i membri del Seguito papale.
BXVI-GERMANIA/ VIS 20110922 (650)

mercoledì 21 settembre 2011

BENEDETTO XVI IMPONE PALLIO CARDINALE ANGELO SCOLA

CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha imposto il Pallio al Cardinale Angelo Scola, nuovo Arcivescovo di Milano. Il Pallio, una striscia di lana bianca ornata di crocette nere, è il simbolo dell’ufficio di cui è investito l’Arcivescovo Metropolita, in comunione con la Sede Apostolica, nella sua provincia ecclesiastica. La provincia ecclesiastica della quale il Cardinale Scola è Arcivescovo Metropolita comprende le dieci diocesi della regione Lombardia: Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Vigevano.
.../ VIS 20110921 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Leonardo Ulrich Steiner, O.F.M., Vescovo Ausiliare di Brasilia (superficie: 5.814; popolazione: 2.196.000; cattolici: 1.507.000; sacerdoti: 294; religiosi: 652; diaconi permanenti: 70), Brasile. Il Vescovo Steiner è nato nel 1950 a Forquilhinha (Brasile). Ha emesso la professione religiosa nell’Ordine dei Frati Minori nel 1976 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Ha conseguito il Baccellierato in Filosofia e in Pedagogia presso la Facoltà Salesiana di Lorena ed ha ottenuto presso la Pontificia Università “Antonianum” a Roma, la Licenza e il Dottorato in Filosofia. Dal 1995 al 2003 è stato Professore di Filosofia e Segretario dell’”Antonianum”. Nel 2003, ritornato in Brasile, è stato Viceparroco della Parrocchia “Bom Jesus” nell’Arcidiocesi di Curitiba e Docente nella Facoltà di Filosofia “Bom Jesus”. Nel 2005 è stato nominato Vescovo Prelato di São Félix. Attualmente è Segretario Generale della Conferenza Nazionale dei Vescovi a Brasília.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Indianapolis (Stati Uniti d’America), presentata dall’Arcivescovo Daniel M. Buechlein, O.S.B., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Giuseppe Versaldi, finora Vescovo di Alessandria (Italia), Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L’Arcivescovo Versaldi succede al Cardinale Velasio De Paolis, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato Don Lucio Ángel Vallejo Balda, del clero della Diocesi di Astorga (Spagna), Segretario della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Don Lucio Ángel Vallejo Balda è nato nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Ha conseguito la licenza in Teologia presso la “Facultad de Teologia del Norte de España” (Burgos); ha seguito i corsi di Dottorato in Teologia presso la “Universidad Pontificia de Salamanca” e i corsi di Diritto presso la “Universidad Nacional de educación a distancia de la Universidad de Salamanca”. Formatore e professore della Scuola preparatoria nel Seminario di Astorga (1986-87) e del Collegio Giovanni XXIII in Zamora (1987-1988), è stato parroco di varie parrocchie (1987-91) ed insegnante di Teologia nel Seminario Maggiore di Bragança (Portogallo) (1990-91). Dal 1991 è stato Amministratore generale del Vescovado di Astorga, Segretario del Consiglio diocesano degli affari economici e Parroco di 13 parrocchie.

- Ha nominato il Dottor Marco Buonocore, che è Archivista Capo della Biblioteca Apostolica Vaticana, Presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Il Dottor Buonocore è nato nel 1954 a Roma, si è laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Roma e dal 1981 è dipendente della Biblioteca Apostolica Vaticana. È stato nominato “Scriptor Latinus” nel 1989 ed è Direttore della Sezione Archivi dal 2003. Dal 1988 è incaricato dell’Accademia delle Scienze di Berlino e Brandenburgo del Supplemento al “Corpus Inscriptionum Latinarum”, volume IX, relativo alla “Regio IV augustea” (Italia centrale). Socio effettivo della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, ha ricoperto gli incarichi di Bibliotecario-archivista e Curatore delle stampe. In occasione del Bicentenario della sua fondazione ha curato il volume “I duecento anni di attività della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (1810-2010)”.
NEA:RE:NA/ VIS 20110921 (190)

martedì 20 settembre 2011

RENDERE GIOIOSA TESTIMONIANZA VERITÀ DEL VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2011 (VIS). In occasione del primo anniversario della sua Visita Pastorale nel Regno Unito, Papa Benedetto XVI ha indirizzato un messaggio ai cattolici britannici. Nel testo a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, il Papa esprime profonda gratitudine “per il caloroso benvenuto” ricevuto in Gran Bretagna.

Domenica 18 settembre è stata celebrata nella Cattedrale di Westminster (Londra), una Messa di ringraziamento alla quale hanno partecipato i Vescovi e i Seminaristi del luogo, e alcuni Rappresentanti della Chiesa Anglicana e del Governo. Nel suo messaggio il Santo Padre auspica che la celebrazione “serva come una nuova esortazione a raccogliere la sfida lanciata un anno fa (...) rendere una gioiosa testimonianza della verità del Vangelo, che libera le menti ed illumina gli sforzi per vivere saggiamente e bene nella società”.

Nel contempo il Papa esorta i seminaristi “a tenere lo sguardo fisso su Gesù Cristo”, per dedicarsi anima e corpo alla formazione intellettuale e spirituale e per essere “araldi fermi della nuova evangelizzazione”. Infine Benedetto XVI affida il Regno Unito all’intercessione del Cardinale Newman, di cui, in questi giorni, ricorre il primo anniversario della beatificazione.
MESS/ VIS 20110920 (190)

ALVEARE PER LA FATTORIA PONTIFICIA DI CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2011 (VIS). In occasione della celebrazione della Giornata della Salvaguardia del Creato, gli agricoltori della Coldiretti hanno donato al Santo Padre un alveare composto di otto arnie con mezzo milione di api al lavoro per l’impollinazione e la produzione di miele (280 chili all’anno), nella ‘fattoria pontificia’ di Castel Gandolfo.

Gli agricoltori della Coldiretti hanno illustrato l’importanza fondamentale delle api nell’equilibrio del pianeta, tanto che la loro scomparsa avrebbe conseguenze disastrose per la salute e l’ambiente. L’alimentazione umana infatti dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro di insetti, al quale proprio le api concorrono per l’ottanta percento.

La Coldiretti-Campagna Amica offrirà la necessaria assistenza tecnica all’Azienda Agricola del Vaticano per la cura delle api e la produzione del miele. La “fattoria” di Castel Gandolfo, considerata una fattoria modello perché all’uso delle tecnologie più moderne unisce il carattere artigianale della produzione, è dotata di una moderna stalla con 25 mucche da latte, di un pollaio con 300 galline ovaiole e 60 polli. Comprende inoltre un uliveto secolare che produce fra i duemila e i tremilacinquecento litri di olio all’anno, un frutteto soprattutto di albicocchi e peschi ed un vivaio di piante e fiori ornamentali.
.../ VIS 20110920 (210)

lunedì 19 settembre 2011

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE MOSCA

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2011 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 2 agosto, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione per il centenario della consacrazione della Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca (Federazione Russa), in programma il 25 settembre prossimo.

Il Cardinale Tomko sarà accompagnato da una Missione composta da Don Viktor Jakubov, Direttore nazionale per le Pontificie Opere Missionarie in Slovacchia e già Direttore spirituale e Prefetto del Seminario interdiocesano "Regina degli Apostoli" a San Pietroburgo; e da Don Josif Zanevsky, Parroco della Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110919 (120)

BENEDETTO XVI ALLA TV TEDESCA SU VIAGGIO GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2011 (VIS). Nei giorni scorsi, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Televisione Pubblica Tedesca ARD ha registrato per la trasmissione “Wort zum Sonntag” di sabato 17 settembre, un messaggio del Santo Padre ai suoi connazionali, alla vigilia del Viaggio Apostolico in Germania (22-25 settembre).

“Tra pochi giorni partirò per il mio viaggio in Germania, e ne sono molto contento” – ha detto il Papa – “Penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri, e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande Messa che potremo celebrare allo stadio olimpico”.

“Uno dei momenti importanti della visita sarà Erfurt: in quel monastero agostiniano, in quella chiesa agostiniana, dove Lutero ha iniziato il suo cammino, potrò incontrare i rappresentanti della Chiesa Evangelica di Germania. Lì pregheremo insieme, ascolteremo la Parola di Dio, penseremo e parleremo insieme. Non attendiamo alcun evento sensazionale: infatti, la vera grandezza dell’evento consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la Parola di Dio e pregare, e così saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo”.

“Qualcosa di particolare è per me l’incontro con l’Eichsfeld, questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica; poi il Sudovest della Germania, con Friburgo, la grande città, con molti incontri che si svolgeranno lì, soprattutto la veglia con i giovani e la grande Messa che concluderà il viaggio”.

“Tutto ciò non è turismo religioso, e meno ancora uno ‘show’. Di che cosa si tratta, lo dice il motto di questi giorni: ‘Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno”.

“Forse mi chiederete: ‘Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a Lui?’. Certo, è vero: non possiamo mettere Dio sul tavolo, non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto. Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi. Possiamo intuire qualcosa della grandezza di Dio nella grandezza del cosmo. Possiamo utilizzare il mondo servendoci della tecnica, perché esso è costruito in maniera razionale. Nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio. Nella Parola delle Sacre Scritture possiamo sentire parole di vita eterna che non vengono semplicemente da uomini, ma che vengono da Lui, e in esse sentiamo la sua voce. E infine, vediamo quasi Dio anche nell’incontro con le persone che sono state toccate da Lui. Non penso soltanto ai grandi: da Paolo a Francesco d’Assisi fino a Madre Teresa; ma penso alle tante persone semplici delle quali nessuno parla. Eppure, quando le incontriamo, da loro promana qualcosa di bontà, sincerità, gioia e noi sappiamo che lì c’è Dio e che Egli tocca anche noi. Perciò, in questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere”.
BXVI-INTERVENTO/ VIS 20110919 (550)

REGIONI ANTICA RELIGIONE CRISTIANA RISCOPRANO BELLEZZA FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel recitare l’Angelus con i fedeli presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha introdotto la preghiera mariana spiegando la seconda lettura della liturgia odierna, la Lettera di San Paolo ai Filippesi.

Benedetto XVI ha ricordato che San Paolo giunse a Filippi (Grecia), circa vent’anni dopo la morte e la risurrezione di Gesù, e fu quella la prima volta in cui il Vangelo giunse in Europa. La Buona Notizia, “partendo da Gerusalemme, è destinata a raggiungere tutti gli uomini e i popoli, e a trasformare dall’interno tutte le culture, aprendole alla verità fondamentale: Dio è amore, si è fatto uomo in Gesù e con il suo sacrificio ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del male donandole una speranza affidabile”.
“San Paolo era un uomo che riassumeva in sé tre mondi: quello ebraico, quello greco e quello romano. Non a caso Dio affidò a lui la missione di portare il Vangelo dall’Asia Minore alla Grecia e poi a Roma, gettando un ponte che avrebbe proiettato il Cristianesimo fino agli estremi confini della terra”.

“Oggi viviamo in un’epoca di nuova evangelizzazione” – ha detto il Santo Padre – “Vasti orizzonti si aprono all’annuncio del Vangelo, mentre regioni di antica tradizione cristiana sono chiamate a riscoprire la bellezza della fede”.

“Protagonisti di questa missione sono (...) persone, famiglie, comunità che accettano di lavorare nella vigna del Signore (...). Operai umili e generosi, che non chiedono altra ricompensa se non quella di partecipare alla missione di Gesù e della Chiesa. (...) Cari amici, il Vangelo ha trasformato il mondo, e ancora lo sta trasformando, come un fiume che irriga un immenso campo”.

“Rivolgiamoci in preghiera alla Vergine Maria” – ha concluso il Pontefice – “perché in tutta la Chiesa maturino vocazioni sacerdotali, religiose e laicali per il servizio della nuova evangelizzazione”.

Pregare affinché ogni bambino riceva l’educazione alla quale ha diritto

Dopo l’Angelus, il Santo Padre ha rivolto ai fedeli saluti nelle diverse lingue ed ha ricordato la Beatificazione, sabato 17 settembre a Torino (Italia) di Monsignor Francesco Paleari della Società dei Sacerdoti di San Giuseppe Cottolengo. “Nato a Pogliano Milanese (Italia) nel 1863, da umile famiglia contadina, entrò giovanissimo in seminario e, subito dopo l’Ordinazione, si dedicò ai poveri e ai malati nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, ma anche all’insegnamento, distinguendosi per la sua affabilità e pazienza. Rendiamo lode a Dio per questo luminoso testimone del suo amore!”.

Nel rivolgersi ai pellegrini di lingua francese, il Santo Padre ha ricordato che in questi giorni comincia il nuovo anno scolastico ed ha esortato i genitori “che sono i primi educatori dei propri figli” a “dedicare ai figli tempo per ascoltarli e parlare con loro della loro vita. Li aiuterete così ad operare scelte giuste. La famiglia, la scuola, ecco il buon terreno dove si forgia l’umanità di domani. Per cui vi chiedo di pregare affinché ogni bambino riceva ovunque l’educazione alla quale ha diritto”.
ANG/ VIS 20110919 (500)

CRISTIANI IN INDIA PROMOTORI GIUSTIZIA, PORTATORI PACE

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). “Quale parte della sua antica e ricca eredità, l’India ha una lunga ed illustre presenza cristiana che ha dato un importante contributo alla società indiana e ha apportato beneficio alla vostra cultura in numerosi modi, arricchendo la vita di tantissimi cittadini, non soltanto dei cattolici”, ha detto il Papa al Sesto Gruppo dei Vescovi Latini della Conferenza Episcopale dell’India, provenienti dalle Province di Agra, New Delhi, Bhopal e dal Vicariato Apostolico di Nepal, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

“Soprattutto, la Chiesa in India proclama la fede e l’amore per la società nel suo complesso, ponendo tale fede in pratica con una sollecitudine verso tutte le persone, in ogni aspetto della vita spirituale e materiale. (...) In particolare, la Chiesa Cattolica è amica dei poveri. Come Cristo, essa accoglie senza eccezioni tutti coloro che le si avvicinino per ascoltare il divino messaggio di pace, speranza e salvezza. Inoltre, in obbedienza al Signore, la Chiesa continua a far ciò senza distinzione di ‘tribù, lingua, popolo e nazione’, perché in Cristo noi ‘siamo un solo corpo’. È perciò imperativo che il clero, i religiosi e i catechisti nelle vostre diocesi siano attenti alle diverse circostanze linguistiche, culturali ed economiche delle persone che servono”.

“Anche se voi, cari fratelli” – ha proseguito il Papa – “dovete tener conto delle sfide che la natura missionaria della Chiesa comporta, dovete essere sempre pronti a diffondere il Regno di Dio e a seguire le orme di Cristo, Lui stesso frainteso, disprezzato, falsamente accusato e che soffrì per amore della verità. Non fatevi scoraggiare quando tali prove si presentano nel vostro ministero, e in quello dei vostri sacerdoti e religiosi. Il nostro credere nella certezza della Risurrezione di Cristo ci dà la fiducia e il coraggio di affrontare tutto ciò che può ostacolare ‘l’edificazione del Regno di Dio’”.

Il Santo Padre, nel ricordare la commemorazione nelle Chiese locali del venticinquesimo anniversario della prima Visita Apostolica di Giovanni Paolo II in India e gli incontri del suo Predecessore con i Responsabili di altre religioni, ha detto: “Manifestando il rispetto personale per i suoi interlocutori, questo Papa benedetto ha dato una autentica testimonianza del valore del dialogo interreligioso”.

“Vi incoraggio cari fratelli” – ha concluso il Pontefice – “a perseverare nell’impegno della Chiesa nella promozione del benessere della società indiana con attenzione continua alla promozione dei diritti fondamentali – diritti condivisi da tutta l’umanità – e invitando i Cristiani e i seguaci di altre tradizioni religiose ad assumere la sfida di affermare la dignità di ogni persona umana. (...) Prego affinché i cristiani in India continuino ad essere promotori di giustizia, portatori di pace, persone di dialogo rispettoso, e amanti della verità su Dio e sull’uomo”.
AL/ VIS 20110919 (460)

PRESA DI POSSESSO DIACONIA DEL CARDINALE BARTOLUCCI

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Il Cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia, prenderà possesso della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in Via Lata, Via del Corso, 45.
OCL/ VIS 20110919 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Leo Cornelio, S.V.D., di Bhopal (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Anthony Francis Sharma, S.I., Vicario Apostolico del Nepal, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

Sabato 17 settembre, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Anil Joseph Thomas Couto, di Jullundur.

- Il Vescovo Ignatius Lojola Mascarenhas, di Simla and Chandigarh.

- Il Vescovo Joseph Kaithathara, di Gwalior.

- Il Vescovo Chacko Thottumarickal, S.V.D., di Indore.

- Il Vescovo Gerald Almeida, di Jabalpur.

- Il Vescovo Devprasad John Ganawa, S.V.D., di Jhabua.

- Il Vescovo Arockia Sebastian Durairaj, S.D.V., di Khandwa.
AP:AL/ VIS 20110919 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Peter A. Libasci, finora Ausiliare della Diocesi di Rockville Centre (Stati Uniti d’America), Vescovo di Manchester (superficie: 24.097; popolazione: 1.315.809; cattolici: 309.987; sacerdoti: 269; religiosi: 528; diaconi permanenti: 52), Stati Uniti d’America. Il Vescovo Libasci è nato nel 1951 a Jackson Heights (Stati Uniti d’America); ha ottenuto il Baccalaureato in Filosofia presso la “Saint John’s University”d i Queens; è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed è stato Parroco della “Saint Therese of Lisieux Parish” a Inwood (Stati Uniti d’America); ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2007. È Vicario Episcopale per il Vicariato Est (Suffolk County) della Diocesi. Presta la sua opera anche a favore della locale comunità rutena, avendo ottenuto dalla Santa Sede il “bi-ritualismo”. Succede al Vescovo John B. McCormack, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110919 (190)

venerdì 16 settembre 2011

DOLORE DEL PAPA INCIDENTI ZANZIBAR E ARGENTINA

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire due distinti telegrammi di cordoglio per i tragici incidenti dei giorni scorsi a Zanzibar e Argentina. Nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, per l’affondamento di un traghetto che ha causato 240 vittime nell’Arcipelago di Zanzibar, Benedetto XVI, addolorato nell’apprendere la notizia della perdita di così tante vite umane, esprime la sua vicinanza alle persone colpite dalla tragedia, in particolare ai familiari delle vittime e prega il Signore affinché conceda consolazione a coloro che soffrono, assicurando le sue preghiere a tutta la popolazione della Tanzania.

Il secondo incidente, lo scontro di un autobus e di un treno alla periferia di Buenos Aires, ha causato la morte di 11 persone e oltre 200 feriti. Nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Santo Padre, al Cardinale Jorge Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, firmato dal Cardinale Bertone, si legge: “Profondamente addolorato nell’apprendere la triste notizia dell’incidente ferroviario verificatosi nel quartiere di Flores, il Sommo Pontefice assicurare la sua vicinanza ed affetto ed offre fervide preghiere di suffragio invocando Dio affinché conceda l’eterno risposo ai defunti”. In segno di speranza nel Cristo Risorto, Benedetto XVI invia la Benedizione Apostolica.
TGR/ VIS 20110916 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Thomas E. Gullickson, Nunzio Apostolico in Ucraina.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”

- L’Arcivescovo Albert D’Souza, di Agra.

- L’Arcivescovo Vincent Michael Concessao, di Delhi, con l’Ausiliare Vescovo
Franco Mulakkal.

- Il Vescovo Isidore Fernandes, di Allahabad.

- Il Vescovo Anthony Fernandes, di Bareilly.

- Il Vescovo Oswald Lewis, di Jaipur.

- Il Vescovo Frederick D’Souza, di Jhansi.

- Il Vescovo Gerald John Mathias, di Lucknow.

- Il Vescovo Francis Kalist, di Meerut.

- Il Vescovo Raphy Manjaly, di Varanasi.

- Il Vescovo Peter Celestine Elampassery, O.F.M.Cap., di Jammu-Srinagar.
AP:AL/ VIS 20110916 (130)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Rudolf Balaz, di Banská Bystrica (Slovacchia), il 27 luglio, all’età di 70 anni.

- Il Vescovo William Leonard D’Mello, emerito di Karwar (India), il 19 luglio, all’età di 80 anni.

- Il Vescovo Henrique Johannpötter, O.F.M., emerito di Bacabal (Brasile), il 19 luglio, all’età di 78 anni.

- L’Arcivescovo Georges Kwaiter, B.S., emerito di Saïda dei Greco-Melkiti (Libano), il 26 luglio, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Paul Marchand, S.M.M., di Timmins (Canada), il 24 luglio, all’età di 74 anni.

- Il Vescovo Cesare Mazzolari, M.C.C.J., di Rumbek (Kenya), il 16 luglio, all’età di 74 anni.

- L’Arcivescovo Pedro Claro Murice Estíu, emerito di Santiago de Cuba (Cuba), il 21 luglio, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Slavomir Miklovs, emerito di Krizevci (Croazia), il 21 luglio, all’età di 77 anni.

- L’Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico, il 27 luglio, all’età di 73 anni.

- L’Arcivescovo Francis John Spence, emerito di Kingston (Canada), il 27 luglio, all’età di 85 anni.
.../ VIS 20110916 (190)

giovedì 15 settembre 2011

BENEDETTO XVI VISITA LA MOSTRA DEI LIBRI DI CUI È AUTORE

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Questa mattina nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha visitato l’esposizione della Casa Editrice Herder e della Libreria Editrice Vaticana, organizzata in occasione della sua visita in Germania. L’esposizione presenta le opere di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI tradotte in diverse lingue e raggruppa circa 600 volumi fra edizioni originali e traduzioni.

“Vi ringrazio tanto per esservi fatti carico di tanto impegno per rendere visibile all’umanità il grande mondo di libri che è originato da me, proprio in occasione del mio viaggio in Germania, che è per me anche un’occasione di riflessione su quanto io, attraverso il mio ministero, possa fare per il mondo e per la Chiesa” – ha detto il Papa – “Mi commuove e mi inquieta anche un po’ vedere quale raccolta di libri è nata dal mio pensiero. Spero che possa essere utile agli uomini, che non siano solamente parole che passano e vanno, ma che siano parole che possano aiutare a trovare la strada”.

Benedetto XVI ha ringraziato quanti hanno collaborato all’edizione delle sue opere ed ha così concluso: “L’autore fa la sua parte e acqusisce notorietà, gli altri rimangono nel retroscena e fanno il loro lavoro senza apparire, ma nel silenzio sono tutti presenti: ringraziare cordialmente per tutto questo è per me, in quest’ora, una reale necessità”.
.../ VIS 20110915 (240)

VESCOVI SIATE DI ESEMPIO CON SANTITÀ VITA

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha tenuto un discorso ai Vescovi di recente nomina che partecipano al corso promosso dalla Congregazione per i Vescovi. Sono dieci anni che i nuovi Vescovi si recano in pellegrinaggio alla Tomba di Pietro e si riuniscono per riflettere sui principali impegni del ministero episcopale.

“Siete così invitati” – ha detto il Papa – “a rinnovare la professione della vostra fede sulla Tomba del Principe degli Apostoli e la vostra adesione fiduciosa a Gesù Cristo con lo slancio di amore dello stesso Apostolo, intensificando i vincoli di comunione con il Successore di Pietro e con i confratelli Vescovi”.

“Il Vescovo” – ha spiegato Benedetto XVI – “non è un uomo solo, ma è inserito in quel ‘corpus episcoporum’ che si tramanda dal ceppo apostolico fino ai nostri giorni congiungendosi a Gesù”. Il Papa ha quindi esortato i Vescovi a vivere quotidianamente la fraternità episcopale per operare in comunione con il Papa e i confratelli nell’episcopato “cercando di coltivare anche l’amicizia con essi e con i vostri sacerdoti”.

“Oggi vorrei riflettere brevemente con voi” – ha proseguito il Pontefice – “sull’importanza dell’accoglienza da parte del Vescovo dei carismi che lo Spirito suscita per l’edificazione della Chiesa”, in particolare fra i fedeli. In proposito il Papa ha sottolineato che: “i Vescovi hanno il compito di vigilare e operare affinché i battezzati possano crescere nella grazia e secondo i carismi che lo Spirito Santo suscita nei loro cuori e nelle comunità”.

“Il dono fondamentale che siete chiamati ad alimentare nei fedeli affidati alle vostre cure pastorali è prima di tutto quello della filiazione divina, che è partecipazione di ciascuno alla comunione trinitaria. Il Battesimo, che costituisce gli uomini ‘figli nel Figlio’ e membri della Chiesa, è la radice e la fonte di tutti gli altri doni carismatici. Con il vostro ministero di santificazione, voi educate i fedeli a partecipare sempre più intensamente all’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, aiutandoli ad edificare la Chiesa, secondo i doni ricevuti da Dio, in modo attivo e corresponsabile”.

“Infatti, dobbiamo sempre tener presente che i doni dello Spirito, straordinari o semplici ed umili che siano, sono sempre dati gratuitamente per l’edificazione di tutti. Il Vescovo, in quanto segno visibile dell'unità della sua Chiesa particolare, ha il compito di unificare ed armonizzare la diversità carismatica nell’unità ecclesiale, favorendo la reciprocità tra il sacerdozio gerarchico ed il sacerdozio battesimale”.

“Accogliete dunque i carismi con gratitudine per la santificazione della Chiesa e la vitalità dell’apostolato!” - ha esortato il Papa - “E questa accoglienza e gratitudine verso lo Spirito Santo sono inscindibili dal discernimento, che è proprio della missione del Vescovo, come ha ribadito il Concilio Vaticano II, che ha affidato al ministero pastorale il giudizio sulla genuinità dei carismi e sul loro ordinato esercizio, senza estinguere lo Spirito, ma esaminando e ritenendo ciò che è buono. Per questo deve essere sempre chiaro che nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai Pastori della Chiesa”.

Il ministero episcopale richiede al Vescovo “di alimentare con cura la propria vita spirituale. Come afferma l’Esortazione apostolica ‘Pastores gregis’, egli diventa ‘padre’ proprio perché pienamente ‘figlio’ della Chiesa. (...) Questi due aspetti inscindibili lo chiamano a crescere come figlio e come Pastore alla sequela di Cristo, in modo che la sua santità personale manifesti la santità oggettiva ricevuta con la consacrazione episcopale”.

“Con la santità della vostra vita e la carità pastorale” – ha concluso Benedetto XVI – “sarete di esempio e di aiuto ai sacerdoti (...), che con voi sono chiamati ad edificare la Comunità con i loro doni, i loro carismi e con la testimonianza della loro vita, perché nella coralità della comunione la Chiesa renda testimonianza a Gesù Cristo, affinché il mondo creda”.
AC/ VIS 20110915 (640)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Pelplin (Polonia), presentata dal Vescovo Piotr Krupa, per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico nella Repubblica Ceca, finora Nunzio Apostolico in Irlanda.
RE:NN/ VIS 20110915 (60)

mercoledì 14 settembre 2011

APPARENTE SILENZIO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Partito in elicottero dalle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha raggiunto questa mattina il Vaticano per tenere l’Udienza Generale nell’Aula Paolo VI. Nella catechesi odierna, Benedetto XVI si è soffermato sulla prima parte del Salmo 22 (21 nella tradizione greco-latina), approfondendo alcune dimensioni significative della preghiera di supplica a Dio.

Il Salmo 22 è riportato continuamente nei brani evangelici della Passione di Gesù. “Questo Salmo” – ha detto il Papa – “presenta la figura di un innocente, perseguitato e circondato da avversari che ne vogliono la morte; ed egli ricorre a Dio in un lamento doloroso che, nella certezza della fede, si apre misteriosamente alla lode”.

Il grido iniziale del salmista “’Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato’ è un appello rivolto a un Dio che appare lontano, che non risponde. (...) Il Signore tace, e questo silenzio lacera l’animo dell’orante, che incessantemente chiama, ma senza trovare risposta. (...) L’orante del nostro Salmo per ben tre volte, nel suo grido, chiama il Signore ‘mio’ Dio, in un estremo atto di fiducia e di fede. Nonostante ogni apparenza, il Salmista non può credere che il legame con il Signore si sia interrotto totalmente”.

Il grido iniziale del Salmo 22 è riportato dai Vangeli di Matteo e di Marco come il grido lanciato da Gesù morente sulla croce. Benedetto XVI ha spiegato che “esso esprime tutta le desolazione del Messia, Figlio di Dio (...). Gesù è sotto il peso schiacciante di una missione che deve passare per l’umiliazione e l’annichilimento. Perciò grida al Padre (...). Ma il suo non è un grido disperato, come non lo era quello del Salmistra, che nella sua supplica percorre un cammino tormentato sfociando però infine in una prospettiva di lode, nella fiducia della vittoria divina”.

La violenza ha sempre in sé qualcosa di bestiale

“Tutta la storia biblica” – ha ricordato il Papa – “è stata una storia di grida di aiuto da parte del popolo e di risposte salvifiche da parte di Dio. E il Salmista fa riferimento all’incrollabile fede dei suoi padri, che ‘confidarono’ (...) senza mai rimanere delusi. (...) La preghiera torna a descrivere la situazione penosa dell’orante per indurre il Signore ad avere pietà e intervenire, come aveva sempre fatto in passato”.

“È dunque necessario che Dio si faccia vicino e soccorra, perché i nemici circondano l’orante, lo accerchiano (...) appaiono invincibili, sono diventati animali feroci e pericolosissimi. (...) Queste immagini usate nel Salmo servono anche a dire che quando l’uomo diventa brutale e aggredisce il fratello, qualcosa di animalesco prende il sopravvento in lui, sembra perdere ogni sembianza umana; la violenza ha sempre in sé qualcosa di bestiale e solo l’intervento salvifico di Dio può restituire l’uomo alla sua umanità”.

La morte inizia a impossessarsi del Salmista. “Con immagini drammatiche, che ritroviamo nei racconti della passione di Cristo, si descrive il disfacimento del corpo del condannato, l’arsura insopportabile che tormenta il morente e che trova eco nella richiesta di Gesù: ‘Ho sete’, per giungere al gesto definitivo degli aguzzini che, come i soldati sotto la croce, si spartiscono le vesti della vittima, considerata già morta”.

“Ecco allora, impellente, di nuovo la richiesta di soccorso”, un grido “che dischiude i cieli, perché proclama una fede, una certezza che va al di là di ogni dubbio (...) E il lamento si trasforma, lascia il posto alla lode. (...) Il Salmo si apre al rendimento di grazie (...) Il Signore è accorso in aiuto, ha salvato il povero e gli ha mostrato il suo volto di misericordia. Morte e vita si sono incrociate in un mistero inseparabile, e la vita ha trionfato (...). È la vittoria della fede, che può trasformare la morte in dono della vita, l’abisso del dolore in fonte di speranza. (...) Questo Salmo ci ha portati sul Golgota, ai piedi della croce di Gesù, per rivivere la sua passione e condividere la gioia feconda della risurrezione”.

“Come i discepoli di Emmaus” – ha concluso il Pontefice – “impariamo a discernere la realtà al di là delle apparenze, riconoscendo il cammino dell’esaltazione proprio nell’umiliazione” anche nell’apparente assenza di Dio, anche nel silenzio di Dio. “Così, riponendo tutta la nostra fiducia e la nostra speranza in Dio Padre, in ogni angoscia Lo potremo pregare con fede, e il nostro grido di aiuto si trasformerà in canto di lode”.
AG/ VIS 20110914 (720)

SETTIMANA EDUCAZIONE POLONIA E NUOVA BEATA ELENA AIELLO

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Nei saluti rivolti ai fedeli nelle diverse lingue, il Papa, nel ricordare che in Polonia si celebra la “Settimana dell’Educazione”, ha detto: “L’educazione, la cui meta è lo sviluppo integrale dell’uomo, è un compito che richiede la collaborazione dei genitori, degli insegnanti e dei pastori, nonché delle rispettive autorità statali e locali. Questa Settimana susciti in tutti il senso di responsabilità per una buona formazione delle menti e dei cuori dei giovani”.

“Oggi, la liturgia ci fa meditare sul mistero della Croce del Signore, e domani sui dolori della sua Madre. La Croce di Cristo e l’esempio di Maria, Vergine Addolorata, illuminino la vostra esistenza” ha proseguito il Pontefice, in italiano. Infine ha ricordato la Beatificazione, oggi a Cosenza (Italia) di Suor Elena Aiello, fondatrice delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

“Subito dopo il Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, la Chiesa che è in Italia gioisce per l’elevazione alla gloria degli altari di un’anima eminentemente eucaristica. (..) Suor Elena Aiello soleva dire: ‘L’Eucaristia è alimento essenziale della mia vita, (...) il Sacramento che dà senso alla mia vita, a tutte le azioni della giornata’. L’esempio e l’intercessione della nuova Beata accrescano in tutti l’amore per il mirabile Sacramento dell’altare”.
AG/ VIS 20110914 (220)

COMUNICATO FRATERNITÁ SACERDOTALE SAN PIO X

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato emesso nella tarda mattinata di oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede relativamente alla situazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

“Il 14 settembre 2011 si sono incontrati nella sede della Congregazione per la Dottrina della Fede Sua Eminenza il Cardinale William J. Levada, Prefetto della medesima Congregazione e Presidente della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, Sua Eccellenza Monsignore Luis Ladaria, S.I., Segretario della medesima Congregazione, Monsignore Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, con Sua Eccellenza Monsignor Bernard Fellah, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ed i Reverendi Niklaus Pfluger e Alain-Marc Nély, rispettivamente primo e secondo Assistente generale della medesima.

In seguito alla supplica indirizzata dal Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X il 15 dicembre 2008 a Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Santo Padre aveva deciso di rimettere la scomunica ai quattro Vescovi consacrati dall’Arcivescovo Lefebvre, e, nel medesimo tempo, di aprire dei colloqui dottrinali con detta Fraternità, al fine di chiarire i problemi di ordine dottrinale e giungere al superamento della frattura esistente.

In ottemperanza alle disposizioni del Santo Padre, una commissione mista di studio, composta da esperti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e da esperti della Congregazione per la Dottrina della Fede, si è riunita in otto incontri, che si sono svolti a Roma tra il mese di ottobre 2009 e il mese di aprile 2011. Questi colloqui, che avevano l’obiettivo di esporre e approfondire le difficoltà dottrinali essenziali sui temi controversi, hanno raggiunto lo scopo di chiarire le rispettive posizioni e relative motivazioni.

Anche tenendo conto delle preoccupazioni e delle istanze presentate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X in ordine alla custodia dell’integrità della fede cattolica di fronte all’’ermeneutica della rottura’ del Concilio Vaticano II rispetto alla Tradizione, di cui ha fatto menzione Papa Benedetto XVI nel Discorso alla Curia Romana (22-XII-2005), la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene come base fondamentale per il conseguimento della piena riconciliazione con la Sede Apostolica l’accettazione del testo del Preambolo Dottrinale che è stato consegnato durante l’incontro del 14 settembre 2011. Tale Preambolo enuncia alcuni principi dottrinali e criteri di interpretazione della dottrina cattolica, necessari per garantire la fedeltà al Magistero della Chiesa e il ‘sentire cum Ecclesia’, lasciando nel medesimo tempo alla legittima discussione lo studio e la spiegazione teologica di singole espressioni o formulazioni presenti nei documenti del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo.

Nella stessa riunione, sono stati proposti alcuni elementi di una soluzione canonica per la Fraternità Sacerdotale San Pio X, a seguito dell’eventuale e auspicata riconciliazione”.
OP/ VIS 20110914 (450)

martedì 13 settembre 2011

ESPOSIZIONE LIBRI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi annuncia che la Casa Editrice Herder, in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, ha colto l’occasione della visita del Papa in Germania per raccogliere e presentare le opere di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nelle loro molteplici traduzioni.

“In un’esposizione unica nel suo genere – allestita prima a Castel Gandolfo per il Santo Padre, poi per gli interessati in Vaticano al Campo Santo Teutonico, ed infine presso la sede della Casa Editrice Herder a Friburgo – vengono esposti circa seicento volumi rappresentativi di più di venticinque Paesi. Per la prima volta, in uno stesso luogo, è possibile vedere l’edizione rumena di ‘Sale della terra’ sino a quella cinese di ‘Dio e il mondo’, insieme alle grandi monografie di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”.

La presentazione della mostra è in programma venerdì 16 settembre, dalle 10:00 alle 18:00, presso il Campo Santo Teutonico in Vaticano. Sabato 24 settembre presso la sede della Casa Editrice Herder a Friburgo, la mostra verrà presentata nel corso di un incontro con la stampa in occasione della Visita del Papa.
.../ VIS 20110913 (190)

25 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest’anno alla celebrazione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, una manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa, alla quale aderiscono attualmente 50 stati del Continente. Tema della Giornata sarà “La vita oltre la vita”.

Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che all’elaborazione del programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Domenica 25 settembre sarà gratuito per l’intera giornata l’accesso ai Musei Vaticani e a tutte le Catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico (San Callisto, Santa Domitilla, Santa Priscilla, Sant’Agnese e San Sebastiano).
.../ VIS 20110913 (120)

CONGRESSI EUCARISTICI: L’INTUIZIONE DI UNA DONNA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). Riportiamo di seguito alcuni brani dell’articolo “L’intuizione di una donna” di Lucetta Scaraffia, pubblicato l’11 settembre scorso dall’edizione in lingua spagnola de L’Osservatore Romano, nel giorno in cui il Santo Padre ha chiuso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.

“Il primo congresso eucaristico si tenne nel 1881 a Lille, con un titolo emblematico: ‘L’Eucaristia salva il mondo’. Si dava così inizio alla copiosa serie di congressi eucaristici — nazionali, diocesani, internazionali — che ha costellato il cattolicesimo contemporaneo, fino all’ultimo, ad Ancona”.

“Non molti sanno che l’idea di questi incontri venne a una donna, la francese Émilie-Marie Tamisier, una delle tante laiche che hanno dedicato la loro vita alla difesa della Chiesa in anni in cui le polemiche anticattoliche erano particolarmente aspre. Tamisier, fin da bambina particolarmente devota all’Eucaristia, ebbe l’intuizione di organizzare attività per il risveglio religioso, in un contesto che si stava velocemente secolarizzando, centrandole intorno al culto eucaristico”.

“Il progetto le venne mentre era alla messa di consacrazione della Francia al Sacro Cuore nella cappella della Visitazione di Paray-le-Monial, lo stesso luogo dove Marguerite-Marie Alacoque aveva avuto le visioni da cui prese inizio il culto moderno del Sacro Cuore. Il nesso fra queste due devozioni è evidente: sono entrambe legate al Corpo di Cristo (...). Ed entrambe propongono un centro sacro verso il quale dirigere la propria fede, in un mondo che si sta sempre più disperdendo fra mille stimoli, proposte, ideologie che tendono a offuscare la ricerca della verità: un simbolo chiaro e comprensibile a tutti (...)”.

“Il primo congresso, per desiderio di Tamisier, avrebbe dovuto tenersi a Liegi (Belgio), patria di Julienne di Mont-Cornillon, promotrice della festa del Corpus Domini, ma poi per motivi politici si decise per la Francia. Probabilmente, se pure in modo implicito, Emilie-Marie Tamisier voleva sottolineare come la proposta di nuove devozioni, nuove feste e nuove modalità di incontro con Gesù fosse venuta, per tre volte, da una donna, capace di immaginare quale potesse essere il modello di religiosità atto a riaccendere la fede in momenti di crisi”. (...)

“I congressi eucaristici sembrano quindi a Emilie-Marie Tamisier un modo moderno per coinvolgere tante persone, per riportare l’attenzione di un vasto pubblico sulla cultura religiosa e sulle sue proposte di soluzione dei problemi del tempo. Con un aspetto inedito rispetto alle altre assemblee: quello di concentrare l’attenzione dei partecipanti non solo sui discorsi e le relazioni, ma soprattutto intorno al culto eucaristico, celebrato con particolare solennità e intensità”.

“Ma prima di vedere realizzato questo progetto, Emilie-Marie Tamisier dovette impegnarsi a lungo, e in una prima fase, durata circa un decennio, si limitò a organizzare in Francia pellegrinaggi a santuari che conservavano tracce di miracoli eucaristici. (...) Solo in una seconda fase, appoggiata e consigliata da alcuni ecclesiastici, Emilie-Marie Tamisier riuscì a coinvolgere Papa Leone XIII nel suo progetto congressuale: per realizzarlo non risparmiò fatiche, viaggi, raccolte di fondi, dedicando tutta la sua vita alla promozione di quello che vedeva come un nuovo ed efficace metodo di riportare al centro dell’attenzione pubblica la Chiesa. Un lavoro tenace e abile ma nascosto — il suo nome non fu mai fatto ufficialmente — e quindi in gran parte dimenticato. Come spesso è stato il lavoro delle donne nella Chiesa”.
LOR/ VIS 20110913 (540)

lunedì 12 settembre 2011

RECUPERARE PRIMATO DI DIO NEL NOSTRO MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per Ancona (Italia) e, alle 10:00, presso il Cantiere Navale della città, ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica a conclusione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, sul tema: "Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana".

Nell’omelia, nel soffermarsi sul brano evangelico del discorso di Gesù sul pane della vita, il Santo Padre ha spiegato: “La reazione dei discepoli, molti dei quali abbandonarono Gesù, non è molto lontana dalle nostre resistenze davanti al dono totale che Egli fa di se stesso. Perché accogliere veramente questo dono vuol dire perdere se stessi, lasciarsi coinvolgere e trasformare, fino a vivere di Lui”.

La difficoltà dell’accettazione deriva dal fatto che “spesso confondiamo la libertà con l’assenza di vincoli, con la convinzione di poter fare da soli, senza Dio, visto come un limite alla libertà. È questa un’illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura”.

“Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica, certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell’economia. La storia ci dimostra drammaticamente ” – ha sottolineato il Papa – “come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane.”

“È anzitutto il primato di Dio che dobbiamo recuperare nel nostro mondo e nella nostra vita, perché è questo primato a permetterci di ritrovare la verità di ciò che siamo, ed è nel conoscere e seguire la volontà di Dio che troviamo il nostro vero bene”.

Eucaristia, sorgente di sviluppo sociale positivo

Il punto di partenza per recuperare il primato di Dio è proprio l’Eucaristia. “Nel Sacramento dell’Eucaristia Dio si dona a noi, per aprire la nostra esistenza a Lui. (...) La comunione eucaristica sostiene e trasforma l’intera vita quotidiana. (...) La bimillenaria storia della Chiesa” – ha ricordato Benedetto XVI – “è costellata di santi e sante, la cui esistenza è segno eloquente di come proprio dalla comunione con il Signore, dall’Eucaristia nasca una nuova e intensa assunzione di responsabilità a tutti i livelli della vita comunitaria, nasca quindi uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata”.

“Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana (...) è anima di una comunità ecclesiale che supera divisioni (...) e valorizza le diversità di carismi e ministeri ponendoli a servizio dell’unità della Chiesa”.

“Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto”.

“Non c’è nulla di autenticamente umano” – ha concluso il Pontefice – “che non trovi nell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza: la vita quotidiana diventi dunque luogo del culto spirituale, per vivere in tutte le circostanze il primato di Dio”.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (550)

RIFIUTARE SEMPRE VIOLENZA COME SOLUZIONE PROBLEMI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica che ha concluso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, il Papa Benedetto XVI ha recitato l’Angelus al Cantiere Navale di Ancona ed ha ricordato che “la preghiera dell’Angelus ci invita a rispecchiarci in Maria Santissima per contemplare l’abisso d’amore da cui proviene il Sacramento dell’Eucaristia”. Il mistero eucaristico “rende presente Cristo Risorto, sorgente di speranza e di conforto per la vita quotidiana, specie nei momenti difficili”.

Nel decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti d’America, il Papa ha detto: “Nel ricordare al Signore della vita le vittime degli attentati compiuti in quel giorno e il loro familiari, invito i responsabili delle Nazioni e gli uomini di buona volontà a rifiutare sempre la violenza come soluzione dei problemi, a resistere alla tentazione dell’odio e ad operare nella società, ispirandosi ai principi della solidarietà, della giustizia e della pace”.
PV-ANCONA VIS 20110912 (160)

MATRIMONIO E SACERDOZIO: TESTIMONIARE AMORE DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Questo pomeriggio alle 17:00, nella Cattedrale di San Ciriaco, il Santo Padre, nel corso di un incontro con i sacerdoti e le famiglie della Diocesi di Ancona, ha invitato a riflettere sulla necessità di ricondurre Ordine sacro e Matrimonio all’unica sorgente eucaristica. “Entrambi questi stati di vita” – ha detto il Papa – “hanno, infatti, nell’amore di Cristo (...) la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del Popolo di Dio”.

“Questa prospettiva” – ha proseguito il Pontefice – “consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera come mera destinataria dell’azione pastorale. (...) La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale; essa è un dono prezioso per l’edificazione della comunità. La vicinanza del sacerdote alla famiglia, a sua volta, l’aiuta a prendere coscienza della propria realtà profonda e della propria missione”.

“Nessuna vocazione è una questione privata, tanto meno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera. Si tratta, dunque, di saper integrare ed armonizzare (...) il ministero sacerdotale con l’autentico Vangelo del matrimonio e della famiglia per una comunione fattiva e fraterna. E l’Eucaristia è il centro e la sorgente di questa unità che anima tutta l’azione della Chiesa”.

“Cari sacerdoti, per il dono che avete ricevuto nell’Ordinazione, siete chiamati a servire come Pastori la comunità ecclesiale, che è ‘famiglia di famiglie’ (...). Coltivate una profonda familiarità con la Parola di Dio (...) È Lui la vostra dimora e la vostra eredità. Di questo dovete essere testimoni per la famiglia (...) anche nelle circostanze più difficili. (...) Siate accogliente e misericordiosi, anche con quanti fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”.

“Il vostro Matrimonio” – ha detto il Papa rivolgendosi agli sposi – “si radica nella fede che ‘Dio è amore e che seguire Cristo significa ‘rimanere nell’amore’ (...) Costruite le vostre famiglie nell’unità, dono che viene dall’alto e che alimenta il vostro impegno nella Chiesa e nel promuovere un mondo giusto e fraterno”.

“Il vostro agire quotidiano” – ha detto infine il Papa rivolgendosi ai sacerdoti e agli sposi – “abbia nella comunione sacramentale la sua origine e il suo centro (...). L’educazione alla fede delle nuove generazioni passa anche attraverso la vostra coerenza. Testimoniate loro la bellezza esigente della vita cristiana (...). Siate, per quanti sono affidati alla vostra responsabilità, segno della benevolenza e della tenerezza di Gesù: in Lui si rende visibile come il Dio che ama la vita non è estraneo o lontano dalle vicende umane, ma è l’Amico che mai abbandona”.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (460)

LA CHIESA CONSAPEVOLE SETE DI VALORI DEI GIOVANI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Al termine dell’Incontro nella Cattedrale di Ancona con gli sposi e i sacerdoti, il Santo Padre ha raggiunto in auto la Piazza del Plebiscito per l’incontro con i giovani fidanzati.

“Per certi aspetti, il nostro è un tempo non facile, soprattutto per voi giovani” – ha detto Benedetto XVI – “La tavola è imbandita di tante cose prelibate, ma, come nell’episodio evangelico delle nozze di Cana, sembra che sia venuto a mancare il vino della festa. Soprattutto la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull’avvenire. Questa condizione contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione”.

“Manca il vino della festa anche a una cultura che tende a prescindere da chiari criteri morali: nel disorientamento, ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. (...) Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza”.

“Non perdete mai la speranza. Abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. (...) Nulla ci può separare dall’amore di Dio! Siate certi, poi, che anche la Chiesa (...) non cessa di guardare a voi con grande fiducia. Essa sa che avete sete di valori, quelli veri, su cui vale la pena di costruire la vostra casa! Il valore della fede, della persona, della famiglia, delle relazioni umane, della giustizia. Non scoraggiatevi davanti alle carenze che sembrano spegnere la gioia sulla mensa della vita”.

“Come fidanzati vi trovate a vivere una stagione unica, che apre alla meraviglia dell’incontro e fa scoprire la bellezza di esistere e di essere preziosi per qualcuno (...). Vivete con intensità, gradualità e verità questo cammino. (...) Vorrei dirvi anzitutto di evitare di chiudervi in rapporti intimistici, falsamente rassicuranti; fate piuttosto che la vostra relazione diventi lievito di una presenza attiva e responsabile nella comunità”.

“Cari amici, ogni amore umano è segno dell’Amore eterno che ci ha creati, e la cui grazia santifica la scelta di un uomo e di una donna di consegnarsi reciprocamente la vita nel matrimonio. Vivete questo tempo del fidanzamento nell’attesa fiduciosa di tale dono, che va accolto percorrendo una strada di conoscenza, di rispetto, di attenzioni che non dovete mai smarrire (...) Preparatevi a scegliere con convinzione il ‘per sempre’ che connota l’amore: l’indissolubilità, prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. (...) La fedeltà e la continuità del vostro volervi bene vi renderanno capaci anche di essere aperti alla vita, di essere genitori (...) Fedeltà, indissolubilità e trasmissione della vita sono i pilastri di ogni famiglia, vero bene comune, patrimonio prezioso per l’intera società”.

“L’esperienza dell’amore” – ha sottolineato infine il Papa – “ha al suo interno la tensione verso Dio. Il vero amore promette l’infinito! Fate, dunque, di questo vostro tempo di preparazione al matrimonio un itinerario di fede: riscoprite per la vostra vita di coppia la centralità di Gesù Cristo e del camminare nella Chiesa”.

Al termine dell’Incontro il Santo Padre ha raggiunto in auto il Molo Wojtyła del Porto di Ancona e, alle 18.45, è partito in elicottero alla volta di Roma, atterrando all’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo alle 19:30.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 20110912 (40)

MESSAGGIO PONTIFICIO INCONTRO ECUMENICO MONACO

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2011 (VIS). È stato reso pubblico il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania), in occasione del Congresso “Bound to live together. Religioni e culture in dialogo” (11-13 settembre), promosso dall’Arcidiocesi tedesca e dalla Comunità di Sant’Egidio che da 25 anni, da quando Giovanni Paolo II convocò i Responsabili religiosi del mondo ad Assisi, organizza ogni anno un incontro ecumenico per la pace.

Nel testo, redatto in lingua tedesca e datato 1° settembre, da Castel Gandolfo, Benedetto XVI, ricordando il tema dell’Incontro, scrive: “Il vivere insieme può trasformarsi in un vivere gli uni contro gli altri, (...) se non impariamo ad accoglierci gli uni gli altri (...). Così tutto dipende dall’intendere la predisposizione a vivere insieme come impegno e come dono, dal trovare la vera via del convivere. Tale vivere insieme, che un tempo poteva rimanere confinato ad una regione, oggi non può che essere vissuto a livello universale. Il soggetto del convivere è oggi l’umanità intera. Incontri come quello che ebbe luogo ad Assisi e quello che si tiene oggi a Monaco rappresentano occasioni in cui le religioni possono interrogare se stesse e chiedersi come diventare forze del convivere”.
MESS/ VIS 20110912 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Renzo Pegoraro, Docente di Bioetica alla Facoltà Teologica del Triveneto e Direttore Scientifico della Fondazione Lanza di Padova, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita.

Sabato 10 settembre il Santo Padre ha elevato alla dignità episcopale il Monsignore Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.
NA/ VIS 20110912 (70)

sabato 10 settembre 2011

NESSUNA CIRCOSTANZA PUÒ MAI GIUSTIFICARE ATTI TERRORISMO

CITTA' DEL VATICANO, 10 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio all’Arcivescovo Timothy M. Dolan, di New York, Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America, nel decimo anniversario degli attacchi terroristici, perpetrati l’11 settembre 2001, al World Trade Center, a Washington e in Pennsylvania, che causarono la morte di migliaia di persone.

Nel raccomandare le vittime all’infinita misericordia di Dio Onnipotente e alla consolazione del Padre celeste, Benedetto XVI ricorda che i terroristi erano convinti di agire in nome di Dio. “Ancora una volta” – scrive il Pontefice – “si deve inequivocabilmente affermare che nessuna circostanza può mai giustificare atti di terrorismo. Ogni vita umana è preziosa agli occhi di Dio e non bisogna risparmiare alcuno sforzo per cercare di promuovere in tutto il mondo un autentico rispetto dei diritti inalienabili e della dignità degli individui e dei popoli del mondo”.

“Il popolo americano è degno di lode per il coraggio e la generosità dimostrata nelle operazioni di salvataggio e nella capacità di recupero dimostrata nell’andare avanti con speranza e fiducia” – scrive ancora il Papa, che assicura “fervide preghiere affinché un fermo impegno alla giustizia e una cultura globale della solidarietà aiutino il mondo a liberarsi dalle offese che tanto sovente danno origine ad atti di violenza, creando le condizioni per una più diffusa pace e prosperità ed offrendo un futuro più luminoso e sicuro”.
MESS/ VIS 20110910 (240)

venerdì 9 settembre 2011

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE REGNO UNITO

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il nuovo Ambasciatore del Regno Unito presso la Santa Sede, Signor Nigel Marcus Baker, che ha presentato le Lettere Credenziali.

Nel ricordare la sua visita dello scorso anno in Gran Bretagna in occasione della Beatificazione del Cardinale John Henry Newman, il Papa ha auspicato che “una rilettura dei suoi scritti porti nuova consapevolezza a coloro che sono alla ricerca di soluzioni alle questioni politiche, economiche e sociali della nostra epoca”.

“La Santa Sede ed il Regno Unito” – ha proseguito il Pontefice – “condividono una preoccupazione comune per la pace fra le nazioni, per lo sviluppo integrale dei popoli nel mondo, (...) e per la diffusione di diritti umani autentici, in particolare mediante lo stato di diritto e l’equa partecipazione al governo, con speciale attenzione ai più poveri e deboli della società e a coloro i cui diritti naturali sono negati”.

Nel riferirsi al tema della pace, il Papa ha ricordato la recente visita della Regina Elisabetta II d’Inghilterra in Irlanda: “evento fondamentale nel processo di riconciliazione che fortunatamente sempre più va affermandosi in Irlanda del Nord, nonostante i disordini dell’estate scorsa. Colgo ancora una volta l’occasione per incoraggiare coloro che intendono ricorrere alla violenza, a mettere da parte le proteste per ricercare un dialogo con i propri vicini, a favore della pace e della prosperità di tutta la comunità”.

Il governo inglese “desidera servirsi di politiche fondate su valori duraturi che non si possono meramente esprimere in termini giuridici. Ciò è particolarmente importante alla luce degli avvenimenti dell’estate scorsa in Inghilterra. Quando le politiche non presumono o promuovono valori oggettivi, il relativismo morale che ne consegue, invece di realizzare una società libera, giusta e compassionevole, tende a produrre frustrazione, disperazione, egoismo e indifferenza per la vita e la libertà altrui. I responsabili politici devono giustamente e urgentemente cercare modi di diffondere equamente e diffusamente la ricchezza nella società, l’eccellenza nell’educazione, devono promuovere la mobilità sociale e la promozione dell’impiego a lungo termine”.

“Lo sviluppo sostenibile delle popolazioni più povere del mondo mediante un’assistenza mirata è un obiettivo primario” – ha detto ancora il Papa – “Tale assistenza deve essere costantemente volta al miglioramento della vita e delle prospettive di carattere economico di queste popolazioni. Lo sviluppo è a vantaggio anche dei paesi donatori, non solo attraverso la creazione di mercati economici, ma anche con la promozione del rispetto reciproco, della solidarietà, e soprattutto della pace, con la prosperità per tutte le popolazioni del mondo”.

“La promozione di modelli di sviluppo che si servono di conoscenze moderne per amministrare saggiamente le risorse avranno anche il beneficio di meglio proteggere l’ambiente sia per i paesi in via di sviluppo che per i paesi sviluppati”
CD/ VIS 20110909 (470).

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Bruno Musarò, Nunzio Apostolico a Cuba.

- Il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia), con il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
AP/ VIS 20110909 (70)

giovedì 8 settembre 2011

ISTITUZIONI CHIESA SIANO ESPRESSIONE AMORE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto un gruppo di 23 Presuli della Conferenza Episcopale dell’India a conclusione della Visita “ad Limina Apostolorum”.

“La Chiesa in India” – ha ricordato Benedetto XVI – “dispone di molteplici istituzioni, la cui finalità è quella di essere espressione dell’amore di Dio per l’umanità attraverso la carità e l’esempio del clero, dei religiosi e dei fedeli laici che ne fanno parte. Con le parrocchie, scuole, orfanotrofi, ospedali, cliniche e dispensari, la Chiesa offre un inestimabile contributo al benessere non soltanto dei cattolici, ma della società nel suo complesso”.

“Fra le istituzioni nella vostra regione, di particolare importanza sono le istituzioni educative (...). Nell’aiutare gli studenti a maturare le proprie facoltà spirituali, intellettuali e morali, le scuole cattoliche devono continuare a sviluppare una solida capacità di giudizio e trasmettere ai propri studenti il patrimonio delle precedenti generazioni, promuovendo così il senso dei valori e preparando gli alunni ad una vita produttiva e feconda”.

La verità salvifica, ha proseguito il Pontefice, deve essere alla base di tutte le iniziative della Chiesa così che i suoi membri “testimonino l’amore di Dio per tutta l’umanità mentre entrano in contatto con il mondo, offrendo una solida testimonianza cristiana nell’amicizia, nel rispetto e nell’amore, impegnandosi a non condannare il mondo ma ad offrire il dono della salvezza”, mediante la parola e l’esempio.

Nel riferirsi all’opera che i religiosi e le religiose compiono in India, il Papa ha sottolineato che la vita che essi conducono è “fonte di ricchezza spirituale per tutta la comunità cristiana. (...) I religiosi e le religiose ispirano gli altri a rispondere con fiducia, umiltà e gioia all’invito del Signore di seguirLo”.
AL/ VIS 20110908 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum:

- Il Vescovo Thomas Antony Vazhapilly, di Mysore.

- Il Vescovo Gerald Isaac Lobo, di Shimoga.

- Il Signor Ali Achour, Ambasciatore del Marocco, in visita di congedo.

- Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia).
AL:AP/ VIS 20110908 (80)

mercoledì 7 settembre 2011

DIALETTICA PREGHIERA: INTRECCIARSI GRIDO UMANO E RISPOSTA DIVINA

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, proveniente dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ha raggiunto in elicottero il Vaticano, dove, in Piazza San Pietro, ha tenuto l’Udienza Generale del Mercoledì.

Nel riprendere il ciclo catechetico dedicato alla “scuola della preghiera” Benedetto XVI si è soffermato sul Salmo 3 che narra la fuga da Gerusalemme del Re Davide quando il figlio Assalonne usurpa il trono regale. “Nel grido del Salmista” – ha detto il Papa – “ogni uomo può riconoscere quei sentimenti di dolore, di amarezza e insieme di fiducia in Dio che, secondo la narrazione biblica, avevano accompagnato la fuga di Davide dalla sua città”.

L’insistenza “sul numero e la grandezza dei nemici serve a esprimere la percezione, da parte del Salmista, dell’assoluta sproporzione esistente tra lui e i suoi persecutori, una sproporzione che giustifica e fonda l’urgenza della sua richiesta di aiuto. (...) Però i nemici tentano anche di spezzare questo legame con Dio e di incrinare la fede della loro vittima. Essi insinuano che il Signore non può intervenire, affermano che neppure Dio può salvarlo. L’aggressione quindi non è solo fisica, ma tocca la dimensione spirituale, (...) il nucleo centrale dell’animo del Salmista va aggredito. È l’estrema tentazione a cui il credente è sottoposto, è la tentazione di perdere la fede, la fiducia nella vicinanza di Dio”, ha commentato il Santo Padre.

Ma, come si legge nel “Libro della Sapienza” i nemici non sono imbattibili perché “il Signore (...) come scudo protegge chi si affida a Lui, e gli fa sollevare la testa, in un gesto di trionfo e di vittoria. L’uomo non è più solo (...) perché il Signore ascolta il grido dell’oppresso. (...) Questo intrecciarsi di grido umano e risposta divina è la dialettica della preghiera e la chiave di lettura di tutta la storia della salvezza. Il grido esprime il bisogno di aiuto e si appella alla fedeltà dell’altro; gridare vuol dire porre un gesto di fede nella vicinanza e nella disponibilità all’ascolto di Dio. La preghiera esprime la certezza di una presenza divina già sperimentata e creduta, che nella risposta salvifica di Dio si manifesta in pienezza”.

“Il Salmo III ci ha presentato una supplica piena di fiducia e di consolazione. Pregando questo Salmo, possiamo fare nostri i sentimenti del Salmista, figura del giusto perseguitato che trova in Gesù il suo compimento. Nel dolore, nel pericolo, nell’amarezza dell’incomprensione e dell’offesa, le parole del Salmo aprono il nostro cuore alla certezza confortante della fede. Dio è sempre vicino - anche nelle difficoltà, nei problemi, nelle oscurità della vita - ascolta, risponde e salva”.

“Ma bisogna saper riconoscere la sua presenza e accettare le sue vie, come Davide nella sua fuga umiliante dal figlio Assalonne, come il giusto perseguitato del ‘Libro della Sapienza’ e, ultimamente e compiutamente, come il Signore Gesù sul Golgota. E quando, agli occhi degli empi, Dio sembra non intervenire e il Figlio muore, proprio allora si manifesta, per tutti i credenti, la vera gloria e la definitiva realizzazione della salvezza”.

“Che il Signore” – ha concluso Benedetto XVI – “ci doni fede, venga in aiuto della nostra debolezza e ci renda capaci di credere e di pregare in ogni angoscia, nelle notti dolorose del dubbio e nei lunghi giorni del dolore, abbandonandoci con fiducia a Lui, nostro ‘scudo’ e nostra ‘gloria’”.
AG/ VIS 20110907 (670)

RICORDO CARDINALE DESKUR

ITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2011 (VIS). Al termine della catechesi, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto alcune parole, nelle diverse lingue, ai gruppi di pellegrini presenti all’Udienza Generale. Nel ricordare ai pellegrini polacchi il Cardinale Deskur, mancato domenica scorsa, ha detto: “Ieri durante la liturgia delle esequie abbiamo dato l’estremo saluto al Cardinale Andrej Maria Deskur, vostro connazionale, amico del Beato Giovanni Paolo II. Con la preghiera e con le sofferenze, egli ha sostenuto il suo servizio papale, affidando sempre la propria vita all’Immacolata. Ella implori per lui la gloria celeste. Alle vostre preghiere affido la sua anima e benedico di cuore voi qui presenti e i vostri cari”.

Infine, nei saluti, in italiano, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, Benedetto XVI ha detto: “Cari giovani, tornando dopo le vacanze alle consuete attività, sappiate trovare ogni giorno il tempo per il vostro dialogo con Dio e diffondete attorno a voi la sua luce e la sua pace. Voi, cari malati, trovate conforto nel Signore Gesù, che continua la sua opera di redenzione nella vita di ogni uomo. E voi, cari sposi novelli, imparate a pregare insieme, nell’intimità domestica, affinché il vostro amore sia sempre più vero, fecondo e duraturo”.
AG/ VIS 20110907 (210)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2011 (VIS). Questa mattina nell’Aula Paolo VI, al termine dell’Udienza Generale, il Santo Padre ha ricevuto il Signor Michael Spindelegger, Ministro degli Esteri dell'Austria e Vice Cancelliere del Governo Federale Austriaco, con la Consorte.
AP/ VIS 20110907 (40)

martedì 6 settembre 2011

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 SET. 2011 (VIS). In previsione del prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Germania, dal 22 al 25 settembre prossimo, pubblichiamo le statistiche della Chiesa cattolica in Germania. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2010, sono a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

La Germina, capitale Berlino, conta una popolazione di 81.751.000 abitanti, dei quali 24.675.000 cattolici: il 30,18% della popolazione. Il Paese, suddiviso in 29 circoscrizioni ecclesiastiche e 11.483 parrocchie, conta 113 vescovi, 17.274 sacerdoti, 28.651 religiosi, 1.657 membri laici di Istituti Secolari e 10.060 catechisti. I seminaristi minori sono 2.303 e i maggiori 1.151.

Un totale di 1.013.981 alunni frequentano i 9.439 centri di istruzione di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi, dalle scuole materne all’università. I centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi contano: 444 ospedali; 1.368 ambulatori; 2.804 case per anziani, invalidi e minorati; 1.172 orfanotrofi e asili nido; 2.176 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita; 2.204 centri speciali di educazione o rieducazione sociali e 468 istituzioni di altro tipo.
PV-GERMANIA/ VIS 20110906 (200)

lunedì 5 settembre 2011

TELEGRAMMA INCIDENTE AEREO ISOLA JUAN FERNÁNDEZ

CITTA' DEL VATICANO, 3 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio inviato, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, all’Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., di Santiago del Cile (Cile), Presidente della Conferenza Episcopale Cilena, per le vittime dell’incidente aereo avvenuto venerdì 2 settembre, nell’arcipelago di Juan Fernández (Cile).

“Sua Santità Benedetto XVI, profondamente addolorato nell’apprendere la triste notizia dell’incidente occorso ad un aereo dell’aviazione cilena, nei pressi dell’Isola di Juan Fernández, che ha causato numerose vittime, offre fervidi suffragi per l’eterno riposo dei defunti”.

“Nel contempo, prego Vostra Eccellenza di avere la bontà di trasmettere il sentito cordoglio del Papa, con espressioni di vicinanza e consolazione, ai familiari che piangono sì gravi perdite, e chiedo al Signore di effondere su di essi i doni della serenità spirituale e della speranza cristiana, in pegno delle quali il Santo Padre imparte di cuore la confortatrice Benedizione Apostolica”.
TGR/ VIS 20110905 (170)

SIGNORE ASSICURA SUA PRESENZA COMUNITÀ CHE PREGA UNITA

CITTA' DEL VATICANO, 4 SET. 2011 (VIS). Nell’introdurre la preghiera dell’Angelus di questa domenica, il Santo Padre ha illustrato ai fedeli presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il significato delle letture della liturgia odierna, sul tema della correzione fraterna.

“L’amore fraterno” – ha spiegato Benedetto XVI – “comporta anche un senso di responsabilità reciproca, per cui, se il mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono”. Amare il proprio fratello non è solo accoglierlo nelle sue necessità; “è anche, alle volte, saper rivolgergli una parola di correzione. Se un fratello pecca, non smettiamo di amarlo, invitandolo ad imboccare la retta via. (...) C’è una corresponsabilità nel cammino della vita cristiana: ciascuno, consapevole dei propri limiti e difetti, è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e ad aiutare gli altri con questo particolare servizio”.

“Un altro frutto della carità nella comunità – ha spiegato il Papa – è la preghiera concorde. (...) La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore”.

“Dobbiamo esercitarci sia nella correzione fraterna” – ha esortato il Santo Padre – “che richiede molta umiltà e semplicità di cuore, sia nella preghiera, perché salga a Dio da una comunità veramente unita in Cristo”.

Al termine dell’Angelus il Papa ha ricordato che questa domenica si è aperto ad Ancona il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, al quale interverrà nella giornata conclusiva, ed ha rivolto parole di saluto ai fedeli dei diversi paesi.
ANG/ VIS 20110905 (300)

MORTE CARDINALE DESKUR COLLABORATORE SEI PONTEFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), per la morte, il 3 settembre scorso, all’età di 87 anni, del Cardinale Andrzej Maria Deskur, Presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Nel porgere il suo sentito cordoglio ai familiari e alla Comunità diocesana di Cracovia di cui fu uno dei “figli più illustri”, il Papa ricorda la “preziosa collaborazione” che il defunto Porporato prestò “per tanti decenni alla Santa Sede, al servizio di ben sei pontefici, dedicandosi specialmente all’animazione cristiana nel campo dei mezzi della comunicazione sociale”.

“Legato da vincoli di profonda amicizia al Beato Giovanni Paolo II” – prosegue il Pontefice – “egli lascia il ricordo di una vita spesa nell’adesione coerente e generosa alla propria vocazione quale pio e zelante sacerdote che ha arricchito il suo ministero accettando l’infermità con evangelica rassegnazione”.

“Innalzo fervide preghiere di suffragio – conclude Benedetto XVI - perché auspice la Vergine Immacolata da lui tanto venerata, il Signore accolga questo pastore fedele al Vangelo e alla chiesa nel gaudio e nella pace eterna”.

La Liturgia Esequiale del Cardinale Deskur sarà celebrata domani, martedì 6 settembre, alle 11:30, nella Basilica Vaticana, dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.
TGR/ VIS 20110905 (230)
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