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lunedì 10 ottobre 2011

NON CEDERE TENTAZIONE PESSIMISMO E RIPIEGAMENTO SU SE STESSI

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha compiuto una Visita Pastorale a Lamezia Terme e Serra San Bruno, in Calabria. Alle 8:30 il Papa è partito in aereo dall’aeroporto di Ciampino diretto a Lamezia Terme dove, alle 10:00, ha celebrato la Santa Messa nella zona Ex Sir, nella periferia industriale della città.

“La liturgia di questa domenica ci propone una parabola che parla di un banchetto di nozze a cui molti sono invitati.” – ha detto il Pontefice nell’omelia. – “È un’immagine - quella del banchetto - usata spesso nelle Scritture per indicare la gioia nella comunione e nell’abbondanza dei doni del Signore (...). Gli invitati sono molti, ma avviene qualcosa di inaspettato: si rifiutano di partecipare alla festa, hanno altro da fare (...). Ma ciò non frena la generosità del Signore. Egli non si scoraggia, e manda i suoi servi ad invitare molte altre persone. Il rifiuto dei primi invitati ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti, anche ai più poveri, abbandonati e diseredati. (...) Ma c’è una condizione per restare a questo banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale. Ed entrando nella sala, il re scorge qualcuno che non l’ha voluto indossare e, per questa ragione, viene escluso dalla festa”.

Benedetto XVI ha spiegato il significato dell’”abito nuziale” citando un commento di San Gregorio Magno che scrive che quel commensale che ha risposto all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, “ha, in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli manca qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la carità, l’amore. (...) E questa veste è intessuta simbolicamente di due legni, uno in alto e l’altro in basso: l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Tutti noi siamo invitati ad essere commensali del Signore, ad entrare con la fede al suo banchetto, ma dobbiamo indossare e custodire l’abito nuziale, la carità, vivere un profondo amore a Dio e al prossimo”.

“Sono venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni di questa comunità diocesana – ha aggiunto il Papa –. Se osserviamo questa bella regione, riconosciamo in essa una terra sismica non solo dal punto di vista geologico, ma anche da un punto di vista strutturale, comportamentale e sociale; una terra, cioè, dove i problemi si presentano in forme acute e destabilizzanti; una terra dove la disoccupazione è preoccupante, dove una criminalità spesso efferata, ferisce il tessuto sociale, una terra in cui si ha la continua sensazione di essere in emergenza. All’emergenza, voi calabresi avete saputo rispondere con una prontezza e una disponibilità sorprendenti, con una straordinaria capacità di adattamento al disagio. (...) Non cedete mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su voi stessi. Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell’altro e di ogni bene pubblico, custodite l’abito nuziale dell’amore”.

Il Papa ha ricordato che la sua visita coincide con il termine del progetto pastorale quinquennale della Chiesa locale e lodando le iniziative intraprese, fra cui la Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa, ha auspicato che da esse scaturisca “una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune”. Infine ha esortato sacerdoti e laici che si dedicano alla formazione delle coppie cristiane al matrimonio e alla famiglia a dare “una risposta evangelica e competente alle tante sfide contemporanee nel campo della famiglia e della vita”.

Rivolgendosi ai sacerdoti, di cui ha elogiato la dedizione e lo zelo, il Papa li ha esortati “a radicare sempre più la vostra vita spirituale nel Vangelo, (...) e distaccandovi con decisione da una certa mentalità consumistica e mondana, che è una tentazione ricorrente nella realtà in cui viviamo. (...) Sappiate valorizzare, con discernimento, secondo i noti criteri di ecclesialità, i gruppi e movimenti”.

“A voi fedeli laici, giovani e famiglie, dico: non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana! – ha concluso il Pontefice - Avete tutti i motivi per mostrarvi forti, fiduciosi e coraggiosi, e questo grazie alla luce della fede e alla forza della carità”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa si è trasferito all’Episcopio di Lamezia Terme per il pranzo con i Vescovi della Chiesa locale. Benedetto XVI ha offerto il pranzo agli ospiti della mensa della Caritas diocesana di Lamezia Terme ed ha espressamente chiesto che il menu fosse lo stesso del pranzo che avrebbe consumato in Episcopio.
PV-LAMEZIA TERME:CERTOSA SAN BRUNO VIS 20111010 (770)

LAICI: CONTRIBUIRE RESPONSABILMENTE AL BENE COMUNE

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2011 (VIS). “So che diversi sono i Santuari mariani presenti in questa vostra terra, e mi rallegro di sapere che qui in Calabria è viva la pietà popolare” –, ha detto il Papa introducendo la preghiera dell’Angelus ed invitando i fedeli a praticare costantemente la pietà “alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, della Sede Apostolica e dei vostri Pastori”.

“Invochiamo l’intercessione di Maria” – ha detto ancora il Pontefice – “anche per i problemi sociali più gravi di questo territorio e dell’intera Calabria, specialmente quelli del lavoro, della gioventù e della tutela delle persone disabili, che richiedono crescente attenzione da parte di tutti, in particolare delle Istituzioni. In comunione con i vostri Vescovi, esorto in particolare voi, fedeli laici, a non far mancare il vostro contributo di competenza e di responsabilità per la costruzione del bene comune”.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa ha raggiunto l’Episcopio di Lamezia Terme per il pranzo con i Vescovi della Chiesa locale ed alle 16:45 è partito in elicottero alla volta di Serra San Bruno.
PV-LAMEZIA TERMA:CERTOSA SAN BRUNO VIS 20111010 (190)

FUNZIONE INDISPENSABILE DEI MONASTERI NEL MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2011 (VIS). Alle 17:15 di questo pomeriggio, il Santo Padre è giunto in elicottero a Serra San Bruno (Vibo Valentia), e in automobile ha raggiunto il Monastero di Serra San Bruno. Nel Piazzale Santo Stefano, antistante la Certosa, il Pontefice ha ricevuto il saluto del Sindaco Dottor Bruno Rosi e ha rivolto alcune parole alle migliaia di fedeli presenti.

Nel ricordare la visita di Giovanni Paolo II nel 1984, Benedetto XVI ha affermato: “Grande privilegio è quello di avere nel vostro territorio questa ‘cittadella’ dello spirito che è la Certosa. (...) I monasteri hanno nel mondo una funzione molto preziosa, direi indispensabile. Se nel medioevo essi sono stati centri di bonifica dei territori paludosi, oggi servono a ‘bonificare’ l’ambiente in un altro senso: a volte, infatti, il clima che si respira nelle nostre società non è salubre, è inquinato da una mentalità che non è cristiana, e nemmeno umana, perché dominata dagli interessi economici, preoccupata soltanto delle cose terrene e carente di una dimensione spirituale”.

“In questo clima non solo si emargina Dio, ma anche il prossimo, e non ci si impegna per il bene comune. Il monastero invece è modello di una società che pone al centro Dio e la relazione fraterna. Ne abbiamo tanto bisogno anche nel nostro tempo”.

Infine Benedetto XVI ha esortato i fedeli di Serra San Bruno con queste parole: “Fate tesoro della grande tradizione spirituale di questo luogo e cercate di metterla in pratica nella vita quotidiana”.
PV-LAMEZIA TERME:CERTOSA SAN BRUNO VIS 20111010 (260)

SILENZIO E SOLITUDINE PER SPERIMENTARE PRESENZA DIO

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2011 (VIS). Dopo i saluti alla popolazione di Serra San Bruno (Vibo Valentia), il Santo Padre è entrato nella Certosa dei Santi Stefano e Bruno, accolto dal Priore Padre Jacques Dupont ed, alle 18:00, ha celebrato i Vespri con i religiosi nella Chiesa del complesso monastico.

“La visita del Successore di Pietro in questa storica Certosa intende confermare non solo voi, che qui vivete, ma l’intero ordine nella sua missione, quanto mai attuale e significative nel mondo di oggi” – ha sottolineato Benedetto XVI nell’omelia ed ha ricordato che il nucleo della spiritualità certosina, fondata da San Bruno, è: “Il forte desiderio di entrare in unione di vita con Dio, abbandonando tutto il resto, tutto ciò che impedisce questa comunione e lasciandosi afferrare dall’immenso amore di Dio per vivere solo di questo amore”, nella solitudine e nel silenzio.

“Il progresso tecnico” – ha segnalato il Papa – “ha reso la vita dell’uomo più confortevole, ma anche più concitata, a volte convulsa. (...) Lo sviluppo dei media ha diffuso e amplificato un fenomeno (...): la virtualità che rischia di dominare sulla realtà. Sempre più, anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera. I più giovani, che sono nati già in questa condizione, sembrano voler riempire di musica e di immagini ogni momento vuoto, quasi per paura di sentire, appunto, questo vuoto. (...) Alcune persone non sono più capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine”.

Tale condizione socioculturale “mette in risalto il carisma specifico della Certosa, come un dono prezioso per la Chiesa e per il mondo, un dono che contiene un messaggio profondo per la nostra vita e per l’umanità intera. Lo riassumerei così: ritirandosi nel silenzio e nella solitudine, l’uomo, per così dire, si ‘espone’ al reale nella sua nudità, si espone a quell’apparente ‘vuoto’ cui accennavo prima, per sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realtà più reale che ci sia (...). Il monaco, lasciando tutto, (...) si espone alla solitudine e al silenzio per non vivere di altro che dell’essenziale, e proprio nel vivere dell’essenziale trova anche una profonda comunione con i fratelli, con ogni uomo”.

“Questa vocazione (...) trova risposta in un cammino, nella ricerca di tutta una vita. (...) Il diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza (...). Proprio in questo consiste la bellezza di ogni vocazione nella Chiesa: dare tempo a Dio di operare con il suo Spirito e alla propria umanità di formarsi, di crescere secondo la misura della maturità di Cristo, in quel particolare stato di vita. In Cristo c’è il tutto, la pienezza; noi abbiamo bisogno di tempo per fare nostra una delle dimensioni del suo mistero. (...) A volte, agli occhi del mondo, sembra impossibile rimanere per tutta la vita in un monastero, ma in realtà tutta una vita è appena sufficiente per entrare in questa unione con Dio, in quella Realtà essenziale e profonda che è Gesù Cristo”.

“La Chiesa ha bisogno di voi, e (...) voi avete bisogno della Chiesa – ha detto il Pontefice. (...) Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realtà nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell’amore di Dio”.

Conclusa la Celebrazione dei Vespri, il Santo Padre ha avuto un incontro con la Comunità dei Certosini in refettorio, ha firmato il Libro d‘Oro dei visitatori illustri, quindi ha visitato una cella e l’infermeria della Certosa. Infine alle 20:00, è ripartito dall’aeroporto di Lamezia Terme alla volta di Roma.
PV-LAMEZIA TERME:SERRA SAN BRUNO VIS 20111010 (620)

lunedì 19 settembre 2011

BENEDETTO XVI ALLA TV TEDESCA SU VIAGGIO GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2011 (VIS). Nei giorni scorsi, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Televisione Pubblica Tedesca ARD ha registrato per la trasmissione “Wort zum Sonntag” di sabato 17 settembre, un messaggio del Santo Padre ai suoi connazionali, alla vigilia del Viaggio Apostolico in Germania (22-25 settembre).

“Tra pochi giorni partirò per il mio viaggio in Germania, e ne sono molto contento” – ha detto il Papa – “Penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri, e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande Messa che potremo celebrare allo stadio olimpico”.

“Uno dei momenti importanti della visita sarà Erfurt: in quel monastero agostiniano, in quella chiesa agostiniana, dove Lutero ha iniziato il suo cammino, potrò incontrare i rappresentanti della Chiesa Evangelica di Germania. Lì pregheremo insieme, ascolteremo la Parola di Dio, penseremo e parleremo insieme. Non attendiamo alcun evento sensazionale: infatti, la vera grandezza dell’evento consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la Parola di Dio e pregare, e così saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo”.

“Qualcosa di particolare è per me l’incontro con l’Eichsfeld, questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica; poi il Sudovest della Germania, con Friburgo, la grande città, con molti incontri che si svolgeranno lì, soprattutto la veglia con i giovani e la grande Messa che concluderà il viaggio”.

“Tutto ciò non è turismo religioso, e meno ancora uno ‘show’. Di che cosa si tratta, lo dice il motto di questi giorni: ‘Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno”.

“Forse mi chiederete: ‘Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a Lui?’. Certo, è vero: non possiamo mettere Dio sul tavolo, non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto. Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi. Possiamo intuire qualcosa della grandezza di Dio nella grandezza del cosmo. Possiamo utilizzare il mondo servendoci della tecnica, perché esso è costruito in maniera razionale. Nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio. Nella Parola delle Sacre Scritture possiamo sentire parole di vita eterna che non vengono semplicemente da uomini, ma che vengono da Lui, e in esse sentiamo la sua voce. E infine, vediamo quasi Dio anche nell’incontro con le persone che sono state toccate da Lui. Non penso soltanto ai grandi: da Paolo a Francesco d’Assisi fino a Madre Teresa; ma penso alle tante persone semplici delle quali nessuno parla. Eppure, quando le incontriamo, da loro promana qualcosa di bontà, sincerità, gioia e noi sappiamo che lì c’è Dio e che Egli tocca anche noi. Perciò, in questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere”.
BXVI-INTERVENTO/ VIS 20110919 (550)

lunedì 12 settembre 2011

RECUPERARE PRIMATO DI DIO NEL NOSTRO MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per Ancona (Italia) e, alle 10:00, presso il Cantiere Navale della città, ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica a conclusione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, sul tema: "Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana".

Nell’omelia, nel soffermarsi sul brano evangelico del discorso di Gesù sul pane della vita, il Santo Padre ha spiegato: “La reazione dei discepoli, molti dei quali abbandonarono Gesù, non è molto lontana dalle nostre resistenze davanti al dono totale che Egli fa di se stesso. Perché accogliere veramente questo dono vuol dire perdere se stessi, lasciarsi coinvolgere e trasformare, fino a vivere di Lui”.

La difficoltà dell’accettazione deriva dal fatto che “spesso confondiamo la libertà con l’assenza di vincoli, con la convinzione di poter fare da soli, senza Dio, visto come un limite alla libertà. È questa un’illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura”.

“Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica, certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell’economia. La storia ci dimostra drammaticamente ” – ha sottolineato il Papa – “come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane.”

“È anzitutto il primato di Dio che dobbiamo recuperare nel nostro mondo e nella nostra vita, perché è questo primato a permetterci di ritrovare la verità di ciò che siamo, ed è nel conoscere e seguire la volontà di Dio che troviamo il nostro vero bene”.

Eucaristia, sorgente di sviluppo sociale positivo

Il punto di partenza per recuperare il primato di Dio è proprio l’Eucaristia. “Nel Sacramento dell’Eucaristia Dio si dona a noi, per aprire la nostra esistenza a Lui. (...) La comunione eucaristica sostiene e trasforma l’intera vita quotidiana. (...) La bimillenaria storia della Chiesa” – ha ricordato Benedetto XVI – “è costellata di santi e sante, la cui esistenza è segno eloquente di come proprio dalla comunione con il Signore, dall’Eucaristia nasca una nuova e intensa assunzione di responsabilità a tutti i livelli della vita comunitaria, nasca quindi uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata”.

“Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana (...) è anima di una comunità ecclesiale che supera divisioni (...) e valorizza le diversità di carismi e ministeri ponendoli a servizio dell’unità della Chiesa”.

“Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto”.

“Non c’è nulla di autenticamente umano” – ha concluso il Pontefice – “che non trovi nell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza: la vita quotidiana diventi dunque luogo del culto spirituale, per vivere in tutte le circostanze il primato di Dio”.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (550)

RIFIUTARE SEMPRE VIOLENZA COME SOLUZIONE PROBLEMI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica che ha concluso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale, il Papa Benedetto XVI ha recitato l’Angelus al Cantiere Navale di Ancona ed ha ricordato che “la preghiera dell’Angelus ci invita a rispecchiarci in Maria Santissima per contemplare l’abisso d’amore da cui proviene il Sacramento dell’Eucaristia”. Il mistero eucaristico “rende presente Cristo Risorto, sorgente di speranza e di conforto per la vita quotidiana, specie nei momenti difficili”.

Nel decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti d’America, il Papa ha detto: “Nel ricordare al Signore della vita le vittime degli attentati compiuti in quel giorno e il loro familiari, invito i responsabili delle Nazioni e gli uomini di buona volontà a rifiutare sempre la violenza come soluzione dei problemi, a resistere alla tentazione dell’odio e ad operare nella società, ispirandosi ai principi della solidarietà, della giustizia e della pace”.
PV-ANCONA VIS 20110912 (160)

MATRIMONIO E SACERDOZIO: TESTIMONIARE AMORE DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Questo pomeriggio alle 17:00, nella Cattedrale di San Ciriaco, il Santo Padre, nel corso di un incontro con i sacerdoti e le famiglie della Diocesi di Ancona, ha invitato a riflettere sulla necessità di ricondurre Ordine sacro e Matrimonio all’unica sorgente eucaristica. “Entrambi questi stati di vita” – ha detto il Papa – “hanno, infatti, nell’amore di Cristo (...) la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del Popolo di Dio”.

“Questa prospettiva” – ha proseguito il Pontefice – “consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera come mera destinataria dell’azione pastorale. (...) La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale; essa è un dono prezioso per l’edificazione della comunità. La vicinanza del sacerdote alla famiglia, a sua volta, l’aiuta a prendere coscienza della propria realtà profonda e della propria missione”.

“Nessuna vocazione è una questione privata, tanto meno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera. Si tratta, dunque, di saper integrare ed armonizzare (...) il ministero sacerdotale con l’autentico Vangelo del matrimonio e della famiglia per una comunione fattiva e fraterna. E l’Eucaristia è il centro e la sorgente di questa unità che anima tutta l’azione della Chiesa”.

“Cari sacerdoti, per il dono che avete ricevuto nell’Ordinazione, siete chiamati a servire come Pastori la comunità ecclesiale, che è ‘famiglia di famiglie’ (...). Coltivate una profonda familiarità con la Parola di Dio (...) È Lui la vostra dimora e la vostra eredità. Di questo dovete essere testimoni per la famiglia (...) anche nelle circostanze più difficili. (...) Siate accogliente e misericordiosi, anche con quanti fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno”.

“Il vostro Matrimonio” – ha detto il Papa rivolgendosi agli sposi – “si radica nella fede che ‘Dio è amore e che seguire Cristo significa ‘rimanere nell’amore’ (...) Costruite le vostre famiglie nell’unità, dono che viene dall’alto e che alimenta il vostro impegno nella Chiesa e nel promuovere un mondo giusto e fraterno”.

“Il vostro agire quotidiano” – ha detto infine il Papa rivolgendosi ai sacerdoti e agli sposi – “abbia nella comunione sacramentale la sua origine e il suo centro (...). L’educazione alla fede delle nuove generazioni passa anche attraverso la vostra coerenza. Testimoniate loro la bellezza esigente della vita cristiana (...). Siate, per quanti sono affidati alla vostra responsabilità, segno della benevolenza e della tenerezza di Gesù: in Lui si rende visibile come il Dio che ama la vita non è estraneo o lontano dalle vicende umane, ma è l’Amico che mai abbandona”.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (460)

LA CHIESA CONSAPEVOLE SETE DI VALORI DEI GIOVANI

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Al termine dell’Incontro nella Cattedrale di Ancona con gli sposi e i sacerdoti, il Santo Padre ha raggiunto in auto la Piazza del Plebiscito per l’incontro con i giovani fidanzati.

“Per certi aspetti, il nostro è un tempo non facile, soprattutto per voi giovani” – ha detto Benedetto XVI – “La tavola è imbandita di tante cose prelibate, ma, come nell’episodio evangelico delle nozze di Cana, sembra che sia venuto a mancare il vino della festa. Soprattutto la difficoltà di trovare un lavoro stabile stende un velo di incertezza sull’avvenire. Questa condizione contribuisce a rimandare l’assunzione di decisioni definitive, e incide in modo negativo sulla crescita della società, che non riesce a valorizzare appieno la ricchezza di energie, di competenze e di creatività della vostra generazione”.

“Manca il vino della festa anche a una cultura che tende a prescindere da chiari criteri morali: nel disorientamento, ciascuno è spinto a muoversi in maniera individuale e autonoma, spesso nel solo perimetro del presente. (...) Anche le scelte di fondo allora diventano fragili, esposte ad una perenne revocabilità, che spesso viene ritenuta espressione di libertà, mentre ne segnala piuttosto la carenza”.

“Non perdete mai la speranza. Abbiate coraggio, anche nelle difficoltà, rimanendo saldi nella fede. (...) Nulla ci può separare dall’amore di Dio! Siate certi, poi, che anche la Chiesa (...) non cessa di guardare a voi con grande fiducia. Essa sa che avete sete di valori, quelli veri, su cui vale la pena di costruire la vostra casa! Il valore della fede, della persona, della famiglia, delle relazioni umane, della giustizia. Non scoraggiatevi davanti alle carenze che sembrano spegnere la gioia sulla mensa della vita”.

“Come fidanzati vi trovate a vivere una stagione unica, che apre alla meraviglia dell’incontro e fa scoprire la bellezza di esistere e di essere preziosi per qualcuno (...). Vivete con intensità, gradualità e verità questo cammino. (...) Vorrei dirvi anzitutto di evitare di chiudervi in rapporti intimistici, falsamente rassicuranti; fate piuttosto che la vostra relazione diventi lievito di una presenza attiva e responsabile nella comunità”.

“Cari amici, ogni amore umano è segno dell’Amore eterno che ci ha creati, e la cui grazia santifica la scelta di un uomo e di una donna di consegnarsi reciprocamente la vita nel matrimonio. Vivete questo tempo del fidanzamento nell’attesa fiduciosa di tale dono, che va accolto percorrendo una strada di conoscenza, di rispetto, di attenzioni che non dovete mai smarrire (...) Preparatevi a scegliere con convinzione il ‘per sempre’ che connota l’amore: l’indissolubilità, prima che una condizione, è un dono che va desiderato, chiesto e vissuto, oltre ogni mutevole situazione umana. (...) La fedeltà e la continuità del vostro volervi bene vi renderanno capaci anche di essere aperti alla vita, di essere genitori (...) Fedeltà, indissolubilità e trasmissione della vita sono i pilastri di ogni famiglia, vero bene comune, patrimonio prezioso per l’intera società”.

“L’esperienza dell’amore” – ha sottolineato infine il Papa – “ha al suo interno la tensione verso Dio. Il vero amore promette l’infinito! Fate, dunque, di questo vostro tempo di preparazione al matrimonio un itinerario di fede: riscoprite per la vostra vita di coppia la centralità di Gesù Cristo e del camminare nella Chiesa”.

Al termine dell’Incontro il Santo Padre ha raggiunto in auto il Molo Wojtyła del Porto di Ancona e, alle 18.45, è partito in elicottero alla volta di Roma, atterrando all’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo alle 19:30.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (580)

mercoledì 20 luglio 2011

PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO IN GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 20 LUG. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Germania, dal 22 al 25 settembre 2011.

La partenza, giovedì 22 settembre, dall’aeroporto romano di Ciampino, è prevista alle 8:15 e l’atterraggio all’aeroporto internazionale di Berlin Tegel, alle 10:30. Dopo la cerimonia di benvenuto al Castello di Bellevue di Berlino, il Papa compirà, nella medesima sede, una visita di cortesia al Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Cristian Wulff. Successivamente è in programma un incontro ufficiale con la Cancelliera Federale Signora Angela Merkel, presso la Sede della Conferenza Episcopale Tedesca in Berlin.

Nel pomeriggio il Papa visiterà il Parlamento Federale nel Reichstag di Berlino e di seguito avrà un incontro con rappresentanti della Comunità ebraica. Alle 18:30 celebrerà la Santa Messa nell’Olympiastadion di Berlin.

Alle 9:00 di venerdì 23 settembre, il Papa parteciperà ad un incontro con rappresentanti della Comunità musulmana presso la Nunziatura Apostolica di Berlin. Alle 10:00 Benedetto XVI partirà alla volta di Erfurt dove compirà una visita alla Cattedrale di Santa Maria. Alle 11:45 presiederà un incontro con rappresentanti del Consiglio della Chiesa Evangelica Tedesca ed assisterà ad una celebrazione ecumenica.

Nel pomeriggio il Santo Padre partirà in elicottero per Etzelsbach, dove, alle 17:45, presiederà i Vespri Mariani presso la Wallfahrtskapelle. Infine è previsto il rientro del Papa a Erfurt.

Alle 9:00 di sabato 24 settembre, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Domplatz di Erfurt e successivamente partirà in aereo diretto a Freiburg im Breisgau, dove compirà una visita alla Cattedrale. Nel pomeriggio il Santo Padre avrà un incontro con l’ex Cancelliere Helmut Kohl nel Seminario di Freiburg im Breisgau. Alle 17:15 il Papa incontrerà i rappresentanti delle Chiese Ortodosse, i seminaristi e il Consiglio del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZDK).

Alle 19:00 il Papa si dirigerà alla Fiera di Freiburg im Breisgau per la Veglia di Preghiera con i Giovani.

Alle 10:00 di domenica 25 settembre, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nell’aeroporto turistico di Freiburg im Breisgau e reciterà l’Angelus Domini.

Benedetto XVI consumerà il pranzo con i Membri della Conferenza Episcopale Tedesca e con il Seguito Papale ed alle 16:20 è previsto l’incontro con i Giudici della Corte Costituzionale Federale. Infine il Santo Padre incontrerà i cattolici impegnati nella Chiesa e nella società.

Dopo la cerimonia di congedo all’aeroporto di Lahr, l’aereo papale ripartirà alla volta di Roma, dove l’arrivo all’aeroporto di Ciampino è previsto alle 20:45.
PV-GERMANIA/ VIS 20110720 (380)

lunedì 20 giugno 2011

SVILUPPARE PREZIOSO DEPOSITO FEDE IN UN MOMENTO TRA I PIÙ DECISIVI DELLA STORIA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero dall’aeroporto di Ciampino (Roma) diretto alla Repubblica di San Marino, per la Visita Pastorale alla Diocesi di San Marino-Montefeltro. Alle 10:00, nello Stadio di Serravalle, il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica.

“Celebriamo oggi la festa della Santissima Trinità” – ha detto il Papa nell’omelia – “Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, festa di Dio, del centro della nostra fede. (...) Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno, perché amore e l’amore è la forza vivificante assoluta, l’unità creata dall’amore è più unità di un’unità puramente fisica”.

“La fede nel Dio trinitario” – ha proseguito il Pontefice – “ha caratterizzato anche questa Chiesa di San Marino-Montefeltro, nel corso della sua storia antica e gloriosa. L’evangelizzazione di questa terra è attribuita ai Santi scalpellini Marino e Leone, i quali alla metà del III secolo dopo Cristo sarebbero approdati a Rimini dalla Dalmazia. (...) Marino e Leone portarono nel contesto di questa realtà locale, con la fede nel Dio rivelatosi in Gesù Cristo, prospettive e valori nuovi, determinando la nascita di una cultura e di una civiltà incentrate sulla persona umana, immagine di Dio e perciò portatore di diritti precedenti ogni legislazione umana”.

“Accanto alla fede, occorre poi ricordare l’assoluta fedeltà al Vescovo di Roma, al quale questa Chiesa ha sempre guardato con devozione ed affetto; come pure l’attenzione dimostrata verso la grande tradizione della Chiesa orientale e la profonda devozione verso la Vergine Maria”.

Rivolgendosi ai fedeli presenti Benedetto XVI ha detto: “Voi siete giustamente fieri e riconoscenti di quanto lo Spirito Santo ha operato attraverso i secoli nella vostra Chiesa. (...) Voi siete chiamati a sviluppare questo prezioso deposito in un momento tra i più decisivi della storia. Oggi, la vostra missione si trova a dover confrontarsi con profonde e rapide trasformazioni culturali, sociali, economiche, politiche, che hanno determinato nuovi orientamenti e modificato mentalità, costumi e sensibilità”.

“Si è insinuata la tentazione di ritenere che la ricchezza dell’uomo non sia la fede, ma il suo potere personale e sociale, la sua intelligenza, la sua cultura e la sua capacità di manipolazione scientifica, tecnologica e sociale della realtà. Così, anche in queste terre, si è iniziato a sostituire la fede e i valori cristiani con presunte ricchezze, che si rivelano, alla fine, inconsistenti e incapaci di reggere la grande promessa del vero, del bene, del bello e del giusto che per secoli i vostri avi hanno identificato con l’esperienza della fede”.

“Non vanno, poi, dimenticate” – ha sottolineato il Pontefice – “la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilità psicologica e spirituale dei coniugi, come pure la fatica sperimentata da molti educatori nell’ottenere continuità formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarietà, prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilità lavorativa”.

“Esorto tutti i fedeli” – ha concluso il Santo Padre – “ad essere come fermento nel mondo, mostrandovi sia nel Montefeltro che a San Marino cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. I Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose vivano sempre nella più cordiale e fattiva comunione ecclesiale, aiutando ed ascoltando il Pastore diocesano. Anche presso di voi si avverte l’urgenza di una ripresa delle vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione: faccio appello alle famiglie ed ai giovani, perché aprano l’animo ad una pronta risposta alla chiamata del Signore. Non ci si pente mai ad essere generosi con Dio! A voi laici, raccomando di impegnarvi attivamente nella Comunità, così che, accanto ai vostri peculiari compiti civici, politici, sociali e culturali, possiate trovare tempo e disponibilità per la vita della fede, la vita pastorale”.
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GARANTIRE ACCOGLIENZA E DEGNE CONDIZIONI VITA AI RIFUGIATI

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica nello Stadio di Serravalle, il Papa ha recitato l’Angelus e prima della preghiera mariana, ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione della sua Visita a San Marino.

“Sono lieto” – ha detto il Santo Padre – “di ricordare che quest’oggi a Dax, in Francia, viene proclamata Beata Suor Marguerite Rutan, Figlia della Carità. Nella seconda metà del secolo diciottesimo, ella lavorò con grande impegno all’Ospedale di Dax, ma, nelle tragiche persecuzioni seguite alla Rivoluzione, fu condannata a morte per la sua fede cattolica e la fedeltà alla Chiesa”. Ella fu, ha sottolineato Benedetto XVI, “testimone luminosa dell’amore di Cristo per i poveri”.

“Infine” – ha detto ancora il Santo Padre – “desidero ricordare che domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato. In tale circostanza, quest’anno si celebra il sessantesimo anniversario dell’adozione della Convenzione internazionale che tutela quanti sono perseguitati e costretti a fuggire dai propri Paesi. Invito quindi le Autorità civili ed ogni persona di buona volontà a garantire accoglienza e degne condizioni di vita ai rifugiati, in attesa che possano ritornare in Patria liberamente e in sicurezza”.
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ALLE AUTORITÀ CIVILI: SUPERARE CRISI CON CORAGGIO E RESPONSABILITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 16:15 il Santo Padre Benedetto XVI ha lasciato in autovettura la Casa San Giuseppe per recarsi in Piazza della Libertà dove è stato accolto dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini.

Dopo gli Onori Militari e l’esecuzione degli Inni Pontificio e della Repubblica di San Marino, il Papa, accompagnato dai Capitani Reggenti, è entrato nel Palazzo Pubblico e quindi nella Sala del Consiglio dei XII, dove ha ricevuto il saluto dei Ministri del Governo ed ha avuto un Colloquio privato con i Capitani Reggenti. Nella Sala del Consiglio Grande e Generale, il Papa ha tenuto un discorso davanti ai Membri del Governo, del Congresso e del Corpo Diplomatico accreditato.

Benedetto XVI ha tracciato le origini della comunità che da diciassette secoli si formò conquistata al Vangelo dal diacono Marino, grande predicatore del Vangelo ed ha sottolineato come i Sammarinesi, lungo i secoli, “sono rimasti sempre fedeli ai valori della fede cristiana, ancorando saldamente ad essi la propria convivenza pacifica, secondo criteri di democrazia e di solidarietà”.

Il Papa ha elogiato l’attaccamento dei Sammarinesi “a questo patrimonio di valori” esortandoli a “conservarlo e a valorizzarlo, perché esso è alla base della vostra identità più profonda, un’identità che chiede alle genti ed alle istituzioni sammarinesi di essere assunta in pienezza. Grazie ad essa, si può costruire una società attenta al vero bene della persona umana, alla sua dignità e libertà, e capace di salvaguardare il diritto di ogni popolo a vivere nella pace. Sono questi i capisaldi della sana laicità, all’interno della quale devono agire le istituzioni civili, nel loro costante impegno a difesa del bene comune”.

“La Chiesa, rispettosa della legittima autonomia di cui il potere civile deve godere, collabora con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono iscritte nella sua stessa natura. Per questo la Chiesa si impegna affinché le legislazioni civili promuovano e tutelino sempre la vita umana, dal concepimento fino al suo spegnersi naturale. Inoltre, chiede per la famiglia il dovuto riconoscimento e un sostegno fattivo”.

“Ben sappiamo, infatti, come nell’attuale contesto l’istituzione familiare venga messa in discussione, quasi nel tentativo di disconoscerne l’irrinunciabile valore. A subirne le conseguenze sono le fasce sociali più deboli, specialmente le giovani generazioni, più vulnerabili e perciò più facilmente esposte al disorientamento, a situazioni di auto-emarginazione ed alla schiavitù delle dipendenze. Talvolta le realtà educative faticano a dare ai giovani risposte adeguate e, venendo meno il sostegno familiare, spesso essi si vedono precluso un normale inserimento nel tessuto sociale”.

Nel riferirsi alle difficoltà economica in cui versa anche la Comunità di San Marino e ricordando gli anni di prosperità, sulla scia dello sviluppo del commercio e del turismo, il Santo Padre ha ricordato anche la questione dei lavoratori frontalieri, che vedono in pericolo la propria occupazione, auspicando che “si possa risolvere tenendo conto del diritto al lavoro e della tutela delle famiglie. (...) L’attuale situazione di crisi spinge a riprogettare il cammino e diventa occasione di discernimento; essa infatti pone l’intero tessuto sociale di fronte all’impellente esigenza di affrontare i problemi con coraggio e senso di responsabilità, con generosità e dedizione, facendo riferimento a quell’amore per la libertà che distingue il vostro popolo”.

Benedetto XVI ha ricordato alle Autorità presenti che a loro corrisponde “il compito di costituire la città terrena nella dovuta autonomia e nel rispetto di quei principi umani e spirituali a cui ogni singolo cittadino è chiamato ad aderire con tutta la responsabilità della propria coscienza personale; e, allo stesso tempo, il dovere di continuare a operare attivamente per costruire una comunità fondata su valori condivisi”.

Al termine del discorso il Santo Padre, accompagnato dai Capitani Reggenti, ha visitato la Basilica di San Marino, chiusa al pubblico, dove ad accoglierlo era il Rettore Monsignor Lino Tosi. Il Papa si è raccolto in adorazione davanti al Santissimo Sacramento e ha venerato le reliquie del Santo. Infine, alle 18:15, il Santo Padre si è recato all’eliporto di Torraccia, da dove, dopo essersi congedato dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, è partito in elicottero diretto a Pennabilli (Rimini), per l’incontro, alle 19:15, con i giovani della Diocesi di San Marino-Montefeltro riuniti in Piazza Vittorio Emanuele.
PV-SAN MARINO VIS 20110620 (720)

SOLO IN CRISTO SI TROVANO RISPOSTE DOMANDE FONDAMENTALI VITA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 18:45 il Santo Padre Benedetto XVI è giunto in elicottero al campo sportivo di Pennabilli (Rimini), dove è stato accolto dalle Autorità Civili. Successivamente si è recato alla Cattedrale di Pennabilli e, alle 19:15, sul sagrato della Cattedrale, in Piazza Vittorio Emanuele, ha tenuto l’incontro con i giovani della Diocesi di San Marino-Montefeltro.

Dopo l’introduzione del Vescovo di San Marino-Montefeltro, Monsignor Luigi Negri, e il saluto di un rappresentante dei giovani, il Papa ha pronunciato un discorso.

“Oggi vorrei richiamare il celebre episodio” – ha detto Benedetto XVI – “in cui il Signore era in cammino e un tale - un giovane - gli corse incontro e, inginocchiatosi, gli pose questa domanda: ‘Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?’. Noi forse oggi non diremmo così, ma il senso della domanda è proprio: cosa devo fare, come devo vivere per vivere realmente, per trovare la vita?”.
“Proprio guardando in noi stessi con verità, con sincerità e con coraggio che intuiamo la bellezza, ma anche la precarietà della vita e sentiamo un’insoddiGiustificasfazione, un’inquietudine che nessuna cosa concreta riesce a colmare. Alla fine tutte le promesse si dimostrano spesso insufficienti”.

“Cari amici, vi invito a prendere coscienza di questa sana e positiva inquietudine, a non aver paura di porvi le domande fondamentali sul senso e sul valore della vita. Non fermatevi alle risposte parziali, immediate, certamente più facili al momento e più comode, che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che non portano alla vera gioia di vivere, quella che nasce da chi costruisce – come dice Gesù – non sulla sabbia, ma sulla solida roccia. Imparate allora a riflettere, a leggere in modo non superficiale, ma in profondità la vostra esperienza umana: scoprirete, con meraviglia e con gioia, che il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito!”.

“L’uomo, anche nell’era del progresso scientifico e tecnologico - che ci ha dato tanto - rimane un essere che desidera di più, più che la comodità e il benessere, rimane un essere aperto alla verità intera della sua esistenza, che non può fermarsi alle cose materiali, ma si apre ad un orizzonte molto più ampio”.

“Il rischio” – ha messo in guardia il Pontefice – “è sempre quello di rimanere imprigionati nel mondo delle cose, dell'immediato, del relativo, dell’utile, perdendo la sensibilità per ciò che si riferisce alla nostra dimensione spirituale. Non si tratta affatto di disprezzare l’uso della ragione o di rigettare il progresso scientifico, tutt’altro; si tratta piuttosto di capire che ciascuno di noi non è fatto solo di una dimensione ‘orizzontale’, ma comprende anche quella ‘verticale’. I dati scientifici e gli strumenti tecnologici non possono sostituirsi al mondo della vita, agli orizzonti di significato e di libertà, alla ricchezza delle relazioni di amicizia e di amore”.

“In Lui, in Cristo, potete trovare le risposte alle domande che accompagnano il vostro cammino, non in modo superficiale, facile, ma camminando con Gesù, vivendo con Gesù. L’incontro con Cristo non si risolve nell’adesione ad una dottrina, ad una filosofia, ma ciò che Lui vi propone è di condividere la sua stessa vita e così imparare a vivere, imparare che cosa è l'uomo, che cosa sono io”.

“Non temete” – ha esortato il Papa – “di affrontare le situazioni difficili, i momenti di crisi, le prove della vita, perché il Signore vi accompagna, è con voi! Vi incoraggio a crescere nell’amicizia con Lui attraverso la lettura frequente del Vangelo e di tutta la Sacra Scrittura, la partecipazione fedele all’Eucaristia come incontro personale con Cristo, l’impegno all’interno della comunità ecclesiale, il cammino con una valida guida spirituale”.

“Lasciate che il mistero di Cristo illumini tutta la vostra persona!” – ha concluso il Pontefice – “Allora potrete portare nei diversi ambienti quella novità che può cambiare le relazioni, le istituzioni, le strutture, per costruire un mondo più giusto e solidale, animato dalla ricerca del bene comune”.

A conclusione dell’Incontro, il Papa si è trasferito in auto al campo sportivo di Pennabilli, dove preso congedo dalla Autorità che lo hanno accolto all’arrivo, è partito in elicottero per far ritorno in Vaticano.
PV-SAN MARINO/ VIS 20110620 (700)
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