Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 26 gennaio 2009

PREGHIERA UNITÀ RICHIEDE GESTI RICONCILIAZIONE CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dei secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, sul tema: "Che formino una cosa sola nella tua mano (Ez 37,17). Hanno preso parte alla celebrazione Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.

  "La conversione di San Paolo" - ha detto il Papa nell'omelia - "ci offre il modello e ci indica la via per andare verso la piena unità" che "richiede una conversione: dalla visione alla comunione, dall'unità ferita a quella risanata e piena".-

  La conversione dell'Apostolo delle Genti, ha proseguito il Santo Padre "non fu un passaggio dall'immoralità alla moralità, da una fede sbagliata ad una fede corretta, ma fu l'essere conquistata dall'amore di Cristo: la rinuncia alla propria perfezione, fu l'umiltà di chi si mette senza riserva al servizio di Cristo per i fratelli. E solo in questa rinuncia a noi stessi, in questa conformità con Cristo siamo uniti anche tra di noi, diventiamo 'uno' in Cristo. E' la comunione col Cristo risorto che ci dona l'unità".

  "L'unità che Dio dona alla sua Chiesa, e per la quale noi preghiamo, è naturalmente la comunione in senso spirituale, nella fede e nella carità; ma noi sappiamo che questa unità in Cristo è fermento di fraternità anche sul piano sociale, nei rapporti tra le nazioni e per l'intera famiglia umana. (...) La preghiera che eleviamo in questi giorni", - riferendoci alla profezia di Ezechiele - "si è fatta anche intercessione per le diverse situazioni di conflitto che al presente affliggono l'umanità".

  "Là dove le parole umane diventano impotenti" - ha affermato il Pontefice - "perché prevale il tragico rumore delle violenza e della armi, la forza profetica della Parola di Dio non viene meno e ci ripete che la pace è possibile, e che dobbiamo essere noi strumenti di riconciliazione e di pace. Perciò la nostra preghiera per l'unità e per la pace chiede sempre di essere comprovata da gesti coraggiosi di riconciliazione tra noi cristiani".

  "Penso ancora alla Terra Santa: quanto è importante per i fedeli che vivono là, come pure i pellegrini che vi si recano, offrire a tutti la testimonianza che la diversità dei riti e delle tradizioni non deve costituire un ostacolo al mutuo rispetto e alla carità fraterna".

  "Nelle diversità legittime di posizioni diverse dobbiamo cercare l'unità nella fede, nel nostro 'sì' fondamentale a Cristo e alla sua unica Chiesa. E così le diversità non saranno più ostacolo che ci separa, ma ricchezza nella molteplicità della espressioni della fede comune".

  "Il 25 gennaio del 1959" - ha ricordato Papa Benedetto XVI  - "esattamente cinquant'anni or sono, il Beato Papa Giovanni XXIII manifestò per la prima volta in questo luogo la sua volontà di convocare 'un Concilio ecumenico per la Chiesa universale'. (...) Da quella provvida decisione, (....) è derivato anche un fondamentale contributo all'ecumenismo, condensato nel Decreto 'Unitatis redintegratio'".

  "L'atteggiamento di conversione interiore in Cristo, di rinnovamento spirituale, di accresciuta carità verso gli altri cristiani ha dato luogo ad una nuova situazione nelle relazioni ecumeniche. I frutti dei dialoghi teologici, con le loro convergenze e con la più precisa identificazione delle divergenze che ancora permangono, spingono a proseguire coraggiosamente in due direzioni. Nella ricezione di quanto positivamente è stato raggiunto e in un rinnovato impegno verso il futuro".

  "Rimane aperto davanti a noi l'orizzonte della piena unità" - ha sottolineando infine Benedetto XVI - "Si tratta di un compito arduo, ma entusiasmante per i cristiani che vogliono vivere in sintonia con la preghiera del Signore: 'che tutti siano uno, affinché il mondo creda'".
HML/CONVERSIONE SAN PAOLO/...                       VIS 20090126 (630)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE FRANCIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, Signor Stanislas Lefebvre de Laboulaye.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha espresso la sua gioia e gratitudine per aver potuto recarsi in pellegrinaggio a Lourdes, nel settembre 2008, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Vergine a Bernadette Soubirous.

  Riferendosi successivamente al dibattito sulla bioetica che si svolgerà in Francia,  Benedetto XVI ha detto: "Mi rallegro che il gruppo parlamentare, sulle questioni relative alla fine della vita, abbia reso conclusioni sagge e piene d'umanità proponendo di potenziare gli sforzi per permettere di meglio accompagnare i malati. Auspico che la stessa saggezza che riconosce il carattere intangibile della vita umana possa essere all'opera al momento della revisione delle leggi sulla bioetica".

  "Per far fronte alla crisi economica" - ha detto ancora il Santo Padre - "auspico che le misure proposte tengano in particolare conto la promozione della coesione sociale, la protezione delle popolazioni più fragili e soprattutto, il ridare al più grande numero, la capacità e l'opportunità di diventare attori di una economia davvero creatrice di servizi e di autentica ricchezza".

  In merito al recente Accordo fra la Francia e la Santa Sede sul riconoscimento dei diplomi rilasciati delle Università Pontificie e dagli Istituti Cattolici, il Papa ha assicurato che "Questo Accordo, (...) sarà vantaggioso per numerosi studenti francesi e stranieri".

  Ricordando il Viaggio in Francia, dove ha potuto constatare la volontà del governo francese di dialogare con la Chiesa Cattolica, Benedetto XVI ha ringraziato i Vescovi di Francia per essersi adoperati "nell'assicurare le basi di un dialogo interculturale e interreligioso dove le diverse comunità religiose hanno l'opportunità di dimostrare di essere fattori di pace".

  Di fronte "alle numerose crisi che contraddistinguono oggi la scena internazionale", il Papa ha affermato: "La Santa Sede segue con costante preoccupazione le situazioni di conflitto e i casi di violazione dei diritti umani, ma non dubita che la comunità internazionale, nella quale la Francia riveste un importante ruolo, possa apportare un contributo sempre più giusto ed efficace a favore della pace e della concordia fra la nazioni e per lo sviluppo di ogni nazione".

  Rivolgendosi in particolare alla comunità cattoliche che vivono in Francia, il Santo Padre ha affermato: "So che la loro gioia sarà grande, quest'anno, nel veder canonizzare la Beata Jeanne Jugan, Fondatrice della Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri. (...) Questo avvenimento esprimerà, ancora una volta, quanto la fede viva e prodiga di buone opere e quanto la santità siano un balsamo benefico sulle piaghe dell'umanità".
CD/CREDENZIALI/FRANCIA:LEFEBVRE                   VIS 20090126 (440)


PROGRAMMA VIAGGIO APOSTOLICO IN CAMERUN E ANGOLA


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2009 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il programma del Viaggio Apostolico di Benedetto XVI in Camerun e Angola (17-23 marzo 2009).

  Il Papa partirà alle 10:00 di martedì 17 marzo dall'Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino ed arriverà alle 16:00 all'Aeroporto internazionale Nsimalen di Yaoundé.

  Mercoledì 18 renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica nel Palais de l'Unité di Yaoundé. Successivamente avrà un incontro con i Vescovi del Camerun nella Chiesa Christ-Roi in Tsinga a Yaoundé a cui seguirà la celebrazione del Vespri con il clero locale e i rappresentanti di movimenti ecclesiali e di altre confessioni cristiane del Camerun nella Basilica Marie Reine des Apôtres. Il Papa terrà l'omelia.

  Giovedì 19 marzo, nella sede della Nunziatura Apostolica, il Santo Padre incontrerà i rappresentanti della comunità musulmana del Camerun. Alle 10:00 il Santo Padre celebrerà la Santa Messa in occasione della pubblicazione dell''Instrumentum laboris' della II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi nello Stadio Amadou Ahidjo di Yaoundé. Alle 16:30, presso il Centro Cardinale Paul Emile Léger di Yaoundé il Santo Padre incontrerà i malati. Alle 18:30 Benedetto XVI avrà un incontro con i membri del Consiglio Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi.

  Venerdì 20, congedatosi dalla Nunziatura Apostolica di Yaoundé, il Papa partirà in aereo dall'Aeroporto internazionale Nsimalen di Yaoundé diretto all'aeroporto 4 Fevereiro di Luanda (Angola), dove giungerà alle 12:45. Dopo l'accoglienza delle Autorità locali, il Papa renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica nel Palazzo Presidenziale di Luanda. Alle 17:45 Benedetto XVI avrà un incontro con le Autorità politiche e civili e con il Corpo diplomatico ed alle 19:00 è in programma un incontro con i Vescovi dell'Angola e São Tomé nella Cappella Apostolica di Luanda.

  Sabato 21 marzo, alle 10:00, Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella chiesa San Paolo di Luanda e alle 16:30, incontrerà i giovani nello Stadio dos Cioqueiros di Luanda.

  Domenica 22 Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa con i Vescovi dell'I.M.B.I.S.A. (Inter-Regionale Bishops of Southern Africa) nella Spianata di Cimandola a Luanda. Nel pomeriggio nella parrocchia di Santo Antônio di Luanda il Papa incontrerà i Movimenti Cattolici per la Promozione della Donna.

  Alle 10:30 di lunedì 23 marzo, il Benedetto XVI intraprenderà il viaggio di ritorno a Roma, dove arriverà alle ore 18:00 all'aeroporto di Ciampino (Roma).
OP/VIAGGIO CAMERUN:ANGOLA/...                       VIS 20090126 (400)


MESSAGGIO CHIUSURA ANNO GIUBILARE SAN FRUTTUOSO


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2009 (VIS). Ieri, 25 gennaio, il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio all'Arcivescovo Jaume Pujol Balcells, di Tarragona (Spagna), per la chiusura dell'Anno giubilare nel 1750° anniversario del martirio di San Fruttuoso, Vescovo e Patrono della città e dei suoi diaconi Sant'.Augurio e San Eulogio.

  "La commemorazione di questi martiri" - scrive il Papa nel Messaggio datato 19 gennaio - "ci fa pensare a una comunità che avendo ricevuto agli albori del cristianesimo il messaggio evangelico trasmesso dagli apostoli, seppe dichiarare, vivere e celebrare la propria fede senza timore, in un ambiente di incomprensione e ostilità. La testimonianza che essi diedero di versare il proprio sangue per Cristo, continua ad illuminare e rafforzare la fede della chiesa, poiché indica senza equivoci che il significato e la pienezza della nostra esistenza, la ragione della più grande speranza e della più intima gioia è il rapporto con Dio, fonte di vita".

  "Con questo Anno Giubilare, la comunità ecclesiale di Tarragona, insieme con quanti si sono ad essa uniti, ha avuto una occasione privilegiata di apprezzare il tesoro che porta dentro e che deve tornare a brillare oggi per dare maggiore splendore e profondità alla vita cristiana nelle persone, nelle famiglie e nelle relazioni sociali".
MESS/SAN FRUTTUOSO/TARRAGONA:PUJOL              VIS 20090126 (220)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Federazione Russa.:

- L'Arcivescovo Paolo Pezzi, F.S.C.B., della Madre di Dio a Mosca.

- Il Vescovo Clemens Nickel, di San Clemente a Saratov.

- Il Vescovo Cyril Klimowicz, di San Giuseppe a Irkutsk (Russia); Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" della Prefettura Apostolica di Yuzhno Sakhalinsk.

- Il Vescovo Joseph Werth, S.I., della Trasfigurazione a Novosibirsk (Russia); Ordinario per i fedeli di rito bizantino residente in Russia.

  Sabato 24 gennaio il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Philip Edward Wilson, di Adelaide (Australia), Presidente della Conferenza Episcopale Australiana;

- Il Vescovo Petros Hanna Issa Al-Harboli, di Zaku dei Caldei (Iraq), in Visita "ad Limina Apostolorum";

- Il Vescovo Michel Kassarji, di Bairut dei Caldei (Libano), in Visita "ad Limina Apostolorum";

- Il Vescovo Youssef Ibrahim Sarraf, di Le Caire dei Caldei (Egitto), in Visita "ad Limina Apostolorum";

- Il Vescovo Antoine Audo, S.I., di Alep dei Caldei (Siria), in Visita "ad Limina Apostolorum".
 
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20090126 (210)

venerdì 23 gennaio 2009

UDIENZA AL PRESIDENTE EX-REPUBBLICA JUGOSLAVA MACEDONIA

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica dell'Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, il Signor Branko Crvenkovski, il quale ha incontrato successivamente il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti.
 
  "Il Presidente ha voluto esprimere riconoscenza per l'attenzione manifestata dalla Santa Sede verso il suo Paese sin dall'indipendenza, ed ha sottolineato le buone relazioni esistenti fra le Parti, di cui è segno anche la visita annuale di una Delegazione ufficiale a Roma, in occasione della festa dei SS. Cirillo e Metodio".

  "Si è fatta, inoltre, una ricognizione panoramica della situazione nella regine e si sono trattate alcune questioni bilaterali".
OP/UDIENZA PRESIDENTE/MACEDONIA:CRVENKOVSKI VIS 20090123 (150)


VESCOVI SIRO-CATTOLICI: UNITÀ PASTORI E COMUNITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Vescovi della Chiesa di Antiochia dei Siri, con il nuovo Patriarca, Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, canonicamente eletto dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Cattolica, tenutosi a Roma dal 18 al 20 gennaio.

  "Che il Signore conceda a Vostra Beatitudine" - ha detto il Papa - 'la grazia dell'apostolato' per poter servire la Chiesa e glorificare il suo Santo Nome davanti al mondo".

  Il Papa ha rivolto i suoi saluti al Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che ha presieduto il Sinodo tenutosi a gennaio, il Cardinale Ignace Moussa Daoud, Prefetto emerito del medesimo Dicastero, il Patriarca emerito di Antiochia dei Siri, Sua Beatitudine Ignace Pierre Abdel Ahad e tutti coloro che sono giunti a Roma "per compiere l'atto più importante della responsabilità sinodale".

  "Dalle origini del cristianesimo, gli Apostoli Pietro e Paolo furono intimamente legati ad Antiochia, dove per la prima volta i discepoli di Gesù ricevettero l'appellativo di cristiani" - ha detto il Papa ricordando gli illustri Padri della fede della regione, Sant'Ignazio, Vescovo di Antiochia e Sant'Efrem "la cui luce spirituale continua ad illuminare vivamente la Chiesa universale".

  "Di tale eredità, il nuovo Patriarca è il primo custode" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "tuttavia, ognuno dovrà, in quanto fratello e membro del Sinodo, contribuire a questo incarico in uno spirito di autentica collegialità episcopale. Pongo nelle mani del nuovo Patriarcato e dell'Episcopato siro-cattolico, in primo luogo e soprattutto, la missione dell'unità fra i pastori e in seno alle comunità ecclesiali".

  Il Santo Padre ha quindi fatto riferimento alla concessione della  "ecclesiastica communio" domandata dal nuovo Patriarca e ha detto: "la quale le ho ben volentieri accordato, ponendo in essere un aspetto del servizio petrino che mi è particolarmente caro. La comunione con il Vescovo di Roma, Successore dell'Apostolo Pietro, stabilita dal Signore quale fondamento visibile dell'unità nella fede e nella carità, è la garanzia del legame con il Cristo Pastore ed inserisce le Chiese particolari nel mistero della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica".

  Benedetto XVI ha tracciato la biografia del nuovo Patriarca, nato in Siria, che ha esercitato il suo ministero episcopale in America, come primo Vescovo della Eparchia "Our Lady of Deliverance in Newark" ed ha affermato: "La diaspora orientale ha contribuito ad offrire alla chiesa siriana il suo nuovo Patriarca. Anche i legami con la Madrepatria diventeranno ancora più stretti, madrepatria che tanti orientali hanno dovuto lasciare alla ricerca di migliori condizioni di vita".

  "Il mio desiderio è che in Oriente, da dove proviene l'annuncio del Vangelo, le comunità cristiane continuino a vivere e a testimoniare la loro fede, come hanno fatto nel corso dei secoli, ed auspico nel contempo che siano date le cure pastorali adeguate a tutti coloro che si sono stabiliti altrove, affinché possano rimanere legati in modo proficuo alle proprie radici religiose. Chiedo l'aiuto del Signore perché ogni comunità orientale dovunque si trovi, sappia integrare nel suo nuovo contesto sociale ed ecclesiale, senza perdere la sua propria identità e portando l'impronta della spiritualità orientale, in modo che utilizzando 'le parole dell'Oriente e dell'Occidente', la Chiesa parli efficacemente di Cristo all'uomo contemporaneo".

  Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che tutti i membri della Chiesa Siro-Cattolica siano "seminatori di pace in Terra Santa, Iraq e Libano, dove la Chiesa siriana ha una presenza storica molto apprezzata".
AC/VESCOVI SIRO-CATTOLICI/YOUNAN                   VIS 20090123 (580)


PRESENTAZIONE MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il Monsignor Paul Tighe, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore di Radio Vaticana, del Centro Televisivo Vaticano e della Sala Stampa della Santa Sede e il Signor Henrique de Castro, Managing Director Media Solutions di Google.

  L'Arcivescovo Celli ha affermato nel suo intervento che il Messaggio di quest'anno rappresenta "una vera e propria svolta" perché "è il tema stesso a guidarci sulla strada della novità, poiché esso non soltanto pone al centro le nuove tecnologie, ma ne esplora gli effetti e lo fa rivolgendosi in particolare alla generazione digitale, chiamando così in causa particolarmente i giovani".

  "La fiducia e la cordialità dei toni esprimono il primo segno distintivo di un messaggio che dà, nello sviluppo dei diversi passaggi, ampiamente conto di un atteggiamento aperto e positivo che arriva a definire le nuove tecnologie come 'un vero dono per l'umanità'" e "pone l'accento sui valori che un tale ambiente attraversa, a cominciare dall'amicizia e da una nuova rete di relazioni che proprio le nuove tecnologie rendono ora possibile".

  "Il campo dei benefici" - ha proseguito l'Arcivescovo - "si allunga e si allarga anche nella sfera degli affetti familiari - le famiglie possono cancellare più facilmente le distanze - come pure nello studio e nella stessa ricerca scientifica che non può che giovarsi delle continue barriere abbattute dal lavoro condiviso a distanza".

  "Davvero si è di fronte a un mondo nuovo, già largamente in funzione, ma esplorato non tanto sbarrando gli occhi di fronte alle sempre nuove conquiste, bensì allargando il cuore e dando respiro alla speranza al cospetto delle grandi possibilità che si aprono sul fronte del bene comune. E ciò è tanto più vero, nel momento in cui, realisticamente, il messaggio mette in campo anche i pericoli, legati non solo a un distorto uso dei mezzi, ma allo squilibrio delle possibili utilizzazioni; il pensiero corre a quel 'digital divide' che non può non preoccupare proprio perché le nuove tecnologie sono da considerare come risorse primarie per lo sviluppo e la promozione della persona umana".

  "Mai, forse, un messaggio era stato così forte, ma anche così esigente" ha detto infine l'Arcivescovo Celli.

  Monsignor Tighe ha affermato a sua volta che il Messaggio ribadisce "la capacità delle nuove tecnologie di favorire e incoraggiare rapporti buoni e sani e molte forme di solidarietà. Esso fa appello all'amicizia come presupposto per assicurare che il nuovo mondo digitale sia veramente accessibile a tutti, considerandola un punto di riferimento condiviso con tutta l'umanità che accoglie l'appello del messaggio per promuovere una cultura dove esiste rispetto per tutti e dove tutti sono invitati a cercare la verità nel dialogo".

  Padre Lombardi ha annunciato l'inaugurazione di un nuovo canale vaticano in You Tube, attraverso il quale si diffonderanno video-notizie - per il momento in inglese, spagnolo, tedesco e italiano - sull'attività del Papa e gli eventi vaticani di durata non superiore a 2' e sarà aggiornato quotidianamente (in media una o due news al giorno)".

  "La home page del canale" - ha spiegato Padre Lombardi - "contiene diversi link, con cui il navigatore può raggiungere una informazione e documentazione più ampia ed esauriente sul Papa, il Vaticano e la Chiesa cattolica. Da segnalare i link principali: naturalmente ai siti di CTV e Radio Vaticana (con le sue molteplici lingue, al sito ufficiale www.vatican.va e al nuovo sito dello Stato della Città del Vaticano. Molto importante il link al canale di H2Onews, che riporta molte altre videonews sulla vita della Chiesa nel mondo".

  "Sotto il video principale altre tre link" - ha spiegato ancora Padre Lombardi - "servono a connettersi con le fonti di informazioni vaticane di attualità: in ogni sottocanale linguistico vi è il link alla pagina web della Radio Vaticana nella stessa lingua, il link alla pagina del Bollettino della Sala Stampa (che contiene i testi completi in lingua originale), il link alla edizione dell'Osservatore Romano nella lingua rispettiva".

  Vista la possibilità di facilitare scambi e stabilire rapporti attraverso la piattaforma You Tube, dobbiamo studiare come "gestire un flusso 'mondiale' di commenti e risposte", ha sottolineato il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

  "Il Papa" - ha concluso Padre Lombardi - "è stato personalmente informato del nostro progetto e lo ha approvato con la sua abituale gentilezza e cordialità. Questo è per noi un grandissimo incoraggiamento".
OP/MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI/...               VIS 20090123 (770)


NUOVE TECNOLOGIE, RELAZIONI: RISPETTO, DIALOGO, AMICIZIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la 43ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il 24 maggio, sul tema: "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, datato 24 gennaio, memoria di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti e pubblicato in lingua italiana, inglese, spagnola, tedesca, francese e portoghese.

  "Le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. (...) Nel messaggio di quest'anno, il mio pensiero va quindi in modo particolare a chi fa parte della cosiddetta 'generazione digitale': con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana. Tali tecnologie sono un vero dono per l'umanità: dobbiamo perciò far sì che i vantaggi che esse offrono siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità, soprattutto di chi è bisognoso e vulnerabile".

  "I giovani, in particolare, hanno colto l'enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni".

  "Il desiderio di connessione e l'istinto di comunicazione, che sono così scontati nella cultura contemporanea, non sono in verità che manifestazioni moderne della fondamentale e costante propensione degli esseri umani ad andare oltre se stessi per entrare in rapporto con gli altri. In realtà, quando ci apriamo agli altri, noi portiamo a compimento i nostri bisogni più profondi e diventiamo più pienamente umani. Amare è, infatti, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore".

  "Riflettendo sul significato delle nuove tecnologie, è importante considerare non solo la loro indubbia capacità di favorire il contatto tra le persone, ma anche la qualità dei contenuti che esse sono chiamate a mettere in circolazione. Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volontà, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perché si impegnino nel promuovere una cultura del 'rispetto', del 'dialogo', dell''amicizia'".
 
  "Pertanto, coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al 'rispetto' della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l'essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l'odio e l'intolleranza, svilisce la bellezza e l'intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi".

  "Le nuove tecnologie hanno anche aperto la strada al 'dialogo' tra persone di differenti paesi, culture e religioni. La nuova arena digitale, il cosiddetto 'cyberspace', permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Occorre non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l'esperienza soggettiva soppianta la verità".

  "Il concetto di 'amicizia' ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni. Tale concetto è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Nelle nostre amicizie e attraverso di esse cresciamo e ci sviluppiamo come esseri umani. (...) Per questo motivo occorre essere attenti a non banalizzare il concetto e l'esperienza dell'amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare 'on-line' le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano".

  "L'amicizia è un grande bene umano, ma sarebbe svuotato del suo valore, se fosse considerato fine a se stesso. (...) E' gratificante vedere l'emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti".

  "Ci si deve tuttavia preoccupare di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell'umanità, se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell'informazione e della socializzazione umana".

  "Vorrei concludere questo messaggio rivolgendomi, in particolare, ai 'giovani cattolici', per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. Carissimi, sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita!"

"L'annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo. A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo 'continente digitale'. Sappiate farvi carico con entusiasmo dell'annuncio del Vangelo ai vostri coetanei!".

  "Il dono più prezioso che ad essi potete fare è di condividere con loro la 'buona novella' di un Dio che s'è fatto uomo, ha patito, è morto ed è risorto per salvare l'umanità. Il cuore umano anela ad un mondo in cui regni l'amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l'unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l'identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa. A queste attese la fede può dare risposta: siatene gli araldi! Il Papa vi è accanto con la sua preghiera e con la sua benedizione".
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/...            VIS 20090123 (1150)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Branko Crvenkovski, Presidente della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, e Seguito.

- Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), in Visita "ad Limina Apostolorum", con gli Ausiliari Vescovo Shlemon Warduni, Vescovo Andraos Abouna e L'Arcivescovo Jacques Ishaq.

- L'Arcivescovo Louis Sako, di Kerkuk dei Caldei (Iraq), in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Arcivescovo emerito André Sana.

- Il Vescovo Mikha Pola Maqdassi, di Alquoch dei Caldei (Iraq), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/.../...                                       VIS 20090123 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha concesso la comunione ecclesiastica richiestagli da Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, canonicamente eletto Patriarca di Antiochia dei Siri, dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Cattolica, svoltosi a Roma dal 18 al 20 gennaio 2009. Il nuovo Patriarca di Antiochia dei Siri è nato a Hassaké (Siria) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1995 è stato visitatore Apostolico per i fedeli Siro-Cattolici nell'America Centrale.
NA/.../YOUNAN                                     VIS 20090123 (90)


giovedì 22 gennaio 2009

BENEDETTO XVI: SONO LIETO DI ESSERE CITTADINO MARIAZELL


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di ieri, nel corso di una breve cerimonia in una delle sale dell'Aula Paolo VI, il Papa è stato nominato cittadino onorario di Mariazell, località austriaca, sede di uno dei più importanti santuari mariani d'Europa.

  Alla cerimonia che ha avuto luogo al termine dell'Udienza Generale sono intervenuti il Sindaco di Mariazell, Helmut Pertl; il Vescovo di Graz-Seckau, Monsignor Egon Kapellari ed il Rettore del Seminario di Mariazell, Padre Karl Schauer, O.S.B.

  Il Papa ha detto: "Sono contento di essere un cittadino di Mariazell" - dove si è recato in pellegrinaggio nel settembre 2007 - "e di poter vivere così vicino alla Madre di Dio".

  "Mariazell è molto più di un 'posto'" - ha detto ancora Benedetto XVI - "è l'attualizzazione della storia viva di un pellegrinaggio di fede e di preghiera nei secoli" nel quale "è presente anche la realtà di una risposta (...) che Dio c'è, e che attraverso sua Madre vuole essere particolarmente vicino a noi. (...) Per questo sono felice di essere di casa con il cuore, e ormai anche di diritto - per così dire - a Mariazell".

  "La Madonna di Mariazell" ha ricordato ancora il Papa - "ha nomi imponenti - 'Magna Mater Austriae', 'Domina Magna Hungarorum', Magna Mater Gentium Slavorum' (...) E soprattutto: lei è la 'Magna Mater', ma la sua grandezza si manifesta proprio nel fatto che Ella si rivolge ai piccoli ed è presente per i piccoli, che possiamo recarci da lei in qualunque momento, senza dover pagare alcun biglietto d'ingresso, semplicemente portando il cuore".
AC/CITTADINO ONORARIO/MARIAZELL                   VIS 20090122 (270)


MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MALATI DI LEBBRA


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio per la 56ma Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra che si celebra domenica prossima 25 gennaio. Il Messaggio reca la firma del Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute.

  Il Documento ricorda che il morbo di Hansen è "una malattia spesso ignorata dai mezzi di comunicazione, ma che ancora oggi ogni anno colpisce nel mondo oltre 250.000 persone, la maggior parte delle quali vive in condizioni di indigenza. Secondo le stime più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che si riferiscono al 2007, si sono registrati in quell'anno 254.525 nuovi malati di lebbra, con una presenza di 212.802 persone in trattamento". Buona parte di essi sono bambini (40.000) dei quali il 12% ha meno di 15 anni.

  "Nell'anno del XX Anniversario della Convenzione dei Diritti dei Fanciulli" - scrive il Cardinale Lozano Barragán - "faccio appello ai responsabili delle Organizzazioni Governative, affinché nell'attuare i programmi e i piani di salute nei diversi Paesi, riservino una speciale attenzione ai bambini malati di lebbra".

  "Sul piano sociale, purtroppo, persistono ancora infondate paure alimentate dall'ignoranza circa il morbo di Hansen. Queste paure generano atteggiamenti di esclusione e spesso imprimono una sorta di marchio nei malati di lebbra, rendendoli particolarmente vulnerabili. Questa 56ma Giornata Mondiale è quindi una opportuna occasione per offrire alla comunità degli uomini una corretta, larga e capillare informazione sulla lebbra, sugli effetti devastanti che può causare nei corpi se lasciati a se stessi nelle famiglie e nella società, e suscitare il dovere singolo e collettivo di una attiva fraterna solidarietà".

  Il Cardinale Lozano Barragán sottolinea la speciale sollecitudine della Chiesa per i malati di lebbra nel corso dei secoli, attraverso diverse congregazione religiose, e cita in particolare la figura del Beato Padre Damian de Veuster "simbolo di tutti i Consacrati a Cristo che ancora oggi dedicano la propria vita a questa nobile causa".

  Infine, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ringrazia a nome del suo Dicastero, i tanti volontari per le iniziative di solidarietà nella lotta contro il morbo di Hansen. Alle Associazioni e Organizzazioni Non Governative, in particolare alla "Sasakawa Foundation", il Cardinale esprime la sua riconoscenza "per l'apporto insostituibile che da decenni sta dando a questa causa, sostenendo finanziariamente le Istituzioni della Comunità Internazionale nella ricerca in campo terapeutico".
CON-AVA/GIORNATA MONDIALE LEBBRA/LOZANO        VIS 20090122 (400)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Horst Seehofer, Ministro Presidente della Baviera, con la Consorte e Seguito.

- Il Vescovo Rabban Al-Qas, di Amadiyah dei Caldei (Iraq), Amministratore Patriarcale di Arbil dei Caldei, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, di Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei (Stati Uniti d'America), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Djibrail Kassab, di Saint Thomas the Apostle of Sydney dei Caldei (Australia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo  Sahrad Yawsip Jammo, di Saint Peter the Apostle of San Diego dei Caldei (Stati Uniti d'America), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/.../...                                       VIS 20090122 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo (superficie: 2.442; popolazione: 918.016; cattolici: 882.000; sacerdoti: 1.000; religiosi: 2.639), Italia. Il Vescovo Beschi, finora Ausiliare di Brescia (Italia), succede al Vescovo Roberto Amadei, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Bergamo (Italia), presentata dal Vescovo Lino Bortolo Belotti, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Salvatore Muratore, Vescovo di Nicosia (superficie: 1.475; popolazione: 80.538; cattolici: 80.012; sacerdoti: 68; religiosi: 56; diaconi permanenti: 3), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Agrigento (Italia), è nato a Campobello di Licata (Italia), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha nominato il Monsignore Antonio Staglianò, Vescovo di Noto (superficie: 1.355; popolazione: 214.400; cattolici: 212.500; sacerdoti: 123; religiosi: 243; diaconi permanenti: 15), Italia. Il Vescovo eletto, finora Direttore dell'Istituto Teologico Calabro, è nato a Isola Capo Rizzuto (Italia), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
NER:RE/.../...                                       VIS 20090122 (190)


mercoledì 21 gennaio 2009

TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE BARACK OBAMA


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo del telegramma che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato al 44° Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama, in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca.

  "Porgo i miei cordiali e migliori auguri" - scrive Benedetto XVI - "con l'assicurazione delle mie preghiere affinché Dio Onnipotente le conceda la sua perenne saggezza e fortezza nell'esercizio delle sue grandi responsabilità".

  "Possa il popolo americano, sotto la sua presidenza, continuare a trarre dalla sua ricca eredità religiosa e politica i valori spirituali e i principi etici necessari per cooperare nell'edificazione di una società davvero giusta e libera, caratterizzata dal rispetto della dignità, dell'uguaglianza e dei diritti di ogni suo membro, specialmente i poveri, gli emarginati e coloro che non hanno voce".

  "In questo momento nel quale tanti nostri fratelli e sorelle nel mondo anelano ad essere liberati dal flagello della povertà, della fame e della violenza, prego che sia riconfermata la sua risoluzione di promuovere la comprensione, la cooperazione e la pace fra le nazioni, perché tutti i popoli del mondo possano partecipare al banchetto della vita che Dio ha preparato per tutta la famiglia umana".

  "Su lei e sulla sua famiglia, e su tutto il popolo americano invoco le benedizioni divine di gioia e di pace".
TGR/INAUGURAZIONE PRESIDENZA/OBAMA:USA                VIS 20090121 (240)


PREGARE E LAVORARE PERCHÈ SI COMPIA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che domenica 18 gennaio è iniziata la "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che quest'anno propone alla meditazione le parole tratte dal libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (37,17).

  "La piena unità, per la quale il Signore ha pregato e alla quale tutti i suoi discepoli devono tendere instancabilmente" - ha affermato il Santo Padre - "è connessa alla vita e alla missione stessa della Chiesa nel mondo. Per questo è importante che ogni comunità cristiana prenda consapevolezza dell'urgenza di operare in tutti i modi possibili per giungere a questo grande obbiettivo".

  "Sapendo che l'unità è innanzitutto 'dono' del Signore" - ha ribadito il Pontefice - "occorre al tempo stesso implorarla con instancabile e fiduciosa preghiera, dimenticando noi stessi e rivolgendoci a Cristo. E' questo l'invito che, con la presente 'Settimana', viene rivolto ai credenti in Cristo di ogni Chiesa e Comunità ecclesiale; ad esso, cari fratelli e sorelle, rispondiamo con pronta generosità".

  Dal brano del libro del profeta Ezechiele, ha proseguito il Papa, si apprende che: "Il Signore desidera che l'intero suo popolo cammini con pazienza e perseveranza verso il traguardo della piena unità. Impegno questo, che comporta adesione umile e docile obbedienza al comando del Signore, il quale lo benedice e lo rende fecondo".

  "La visione di Ezechiele diviene particolarmente eloquente per l'intero movimento ecumenico, perché pone in luce l'esigenza imprescindibile di un autentico rinnovamento interiore in tutti i componenti del Popolo di Dio che il Signore solo può operare. (...) La 'Settimana di preghiera per l'unità' diviene, in tal modo, per tutti noi stimolo a una conversione sincera e a un ascolto sempre più docile della Parola di Dio, ad una fede sempre più profonda".

  "La 'Settimana' è anche occasione propizia per ringraziare il Signore" per gli "incontri, dialoghi e gesti di fraternità che il Signore ci ha concesso di poter realizzare". In merito il Papa ha ricordato i tre incontri con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che nell'ottobre 2008 è intervenuto l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e ha proseguito affermando: "Ho condiviso il dolore del Patriarcato di Mosca per la dipartita dell'amato fratello in Cristo, il Patriarca S.S. Alessio II, e continuo a restare in comunione di preghiera con quei nostri fratelli che si preparano ad eleggere il nuovo Patriarca della loro veneranda e grande Chiesa ortodossa".

  "Ugualmente mi è stato dato di incontrare rappresentanti delle varie Comunioni cristiane di Occidente, con i quali prosegue il confronto sull'importante testimonianza che i cristiani sono chiamati a dare oggi in modo concorde, in un mondo sempre più diviso e posto di fronte a tante sfide di carattere culturale, sociale, economico ed etico".

  Nel contesto dell'Anno Paolino, ha detto ancora il Papa, "Facciamo nostro l'anelito di San Paolo, che ha speso la sua vita interamente per l'unico Signore e per l'unità del suo mistico Corpo, rendendo, con il martirio, una suprema testimonianza di fedeltà e di amore per Cristo".
 
  "Il desiderio che ci abita in cuore" - ha concluso il Pontefice - "è che si affretti il giorno della piena comunione, quando tutti i discepoli dell'unico nostro Signore potranno finalmente celebrare insieme l'Eucaristia, il sacrificio divino per la vita e la salvezza del mondo".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha benedetto, come di consueto nella festa di Santa Agnese, due agnelli la cui lana sarà impiegata nella confezione dei Sacri Palli che i nuovi Arcivescovi Metropoliti riceveranno il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Nel corso di una breve cerimonia, il Santo Padre ha ricevuto il titolo di cittadino onorario della città austriaca di Mariazell, dove si è recato in visita al celebre Santuario, nel settembre 2007.
AG/UNITÀ CRISTIANI/...                            VIS 20090121 (400)


PREGARE E LAVORARE PERCHÈ SI COMPIA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che domenica 18 gennaio è iniziata la "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che quest'anno propone alla meditazione le parole tratte dal libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (37,17).

  "La piena unità, per la quale il Signore ha pregato e alla quale tutti i suoi discepoli devono tendere instancabilmente" - ha affermato il Santo Padre - "è connessa alla vita e alla missione stessa della Chiesa nel mondo. Per questo è importante che ogni comunità cristiana prenda consapevolezza dell'urgenza di operare in tutti i modi possibili per giungere a questo grande obbiettivo".

  "Sapendo che l'unità è innanzitutto 'dono' del Signore" - ha ribadito il Pontefice - "occorre al tempo stesso implorarla con instancabile e fiduciosa preghiera, dimenticando noi stessi e rivolgendoci a Cristo. E' questo l'invito che, con la presente 'Settimana', viene rivolto ai credenti in Cristo di ogni Chiesa e Comunità ecclesiale; ad esso, cari fratelli e sorelle, rispondiamo con pronta generosità".

  Dal brano del libro del profeta Ezechiele, ha proseguito il Papa, si apprende che: "Il Signore desidera che l'intero suo popolo cammini con pazienza e perseveranza verso il traguardo della piena unità. Impegno questo, che comporta adesione umile e docile obbedienza al comando del Signore, il quale lo benedice e lo rende fecondo".

  "La visione di Ezechiele diviene particolarmente eloquente per l'intero movimento ecumenico, perché pone in luce l'esigenza imprescindibile di un autentico rinnovamento interiore in tutti i componenti del Popolo di Dio che il Signore solo può operare. (...) La 'Settimana di preghiera per l'unità' diviene, in tal modo, per tutti noi stimolo a una conversione sincera e a un ascolto sempre più docile della Parola di Dio, ad una fede sempre più profonda".

  "La 'Settimana' è anche occasione propizia per ringraziare il Signore" per gli "incontri, dialoghi e gesti di fraternità che il Signore ci ha concesso di poter realizzare". In merito il Papa ha ricordato i tre incontri con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che nell'ottobre 2008 è intervenuto l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e ha proseguito affermando: "Ho condiviso il dolore del Patriarcato di Mosca per la dipartita dell'amato fratello in Cristo, il Patriarca S.S. Alessio II, e continuo a restare in comunione di preghiera con quei nostri fratelli che si preparano ad eleggere il nuovo Patriarca della loro veneranda e grande Chiesa ortodossa".

  "Ugualmente mi è stato dato di incontrare rappresentanti delle varie Comunioni cristiane di Occidente, con i quali prosegue il confronto sull'importante testimonianza che i cristiani sono chiamati a dare oggi in modo concorde, in un mondo sempre più diviso e posto di fronte a tante sfide di carattere culturale, sociale, economico ed etico".

  Nel contesto dell'Anno Paolino, ha detto ancora il Papa, "Facciamo nostro l'anelito di San Paolo, che ha speso la sua vita interamente per l'unico Signore e per l'unità del suo mistico Corpo, rendendo, con il martirio, una suprema testimonianza di fedeltà e di amore per Cristo".
 
  "Il desiderio che ci abita in cuore" - ha concluso il Pontefice - "è che si affretti il giorno della piena comunione, quando tutti i discepoli dell'unico nostro Signore potranno finalmente celebrare insieme l'Eucaristia, il sacrificio divino per la vita e la salvezza del mondo".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha benedetto, come di consueto nella festa di Santa Agnese, due agnelli la cui lana sarà impiegata nella confezione dei Sacri Palli che i nuovi Arcivescovi Metropoliti riceveranno il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Nel corso di una breve cerimonia, il Santo Padre ha ricevuto il titolo di cittadino onorario della città austriaca di Mariazell, dove si è recato in visita al celebre Santuario, nel settembre 2007.
AG/UNITÀ CRISTIANI/...                            VIS 20090121 (400)


PAPA RICORDA VI INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai pellegrini di lingua spagnola e ricordando la celebrazione in Messico del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, ha avuto parole di esortazione affinché essi "rendano grazie a Dio per questo avvenimento tanto importante ed accompagnino con la preghiera i preparativi del prossimo incontro che si terrà a Milano".

  "Che il Signore sostenga con la sua grazia tutte le famiglie" - ha concluso il Pontefice - "perché in esse regni la fede viva, il rispetto reciproco, l'amore sincero e la comprensione reciproca! Affido questa intenzione alla protezione della Sacra Famiglia di Nazareth".
AG/INCONTRO FAMIGLIE/...                           VIS 20090121 (120)


ENCOMIO DEL PAPA DEL DEFUNTO CARDINALE GHATTAS


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio a Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Il Cairo, Egitto), per la morte, avvenuta ieri nella capitale, del Cardinale Stéphanos Ghattas, C.M., Patriarca emerito di Alessandria dei Copti, all'età i 89 anni.

  "Tengo ad esprimerle" - scrive Benedetto XVI - "la mia unione nella preghiera con la vostra Chiesa patriarcale, con la famiglia del defunto e con tutte le persone colpite da questo lutto. Prego Cristo Risorto di accogliere nella sua gioia e nella sua pace questo servitore fedele della Chiesa che prima come missionario nella Congregazione della Missione, poi come Vescovo di Luqsor ed infine come Patriarca, si è dedicato con zelo e semplicità al servizio del Popolo di Dio, in spirito di dialogo e di condivisione con tutti".

  "In segno di consolazione, accordo di gran cuore , Sua Beatitudine, la Benedizione Apostolica, ai Vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli del Patriarcato Copto d'Alessandria, ai confratelli Lazzaristi del defunto Cardinale, ai membri della sua famiglia e alla persone che prenderanno parte, nella speranza, alla liturgia esequiale".
TGR/MORTE GHATTAS/NAGUIB                               VIS 20090121 (200)


martedì 20 gennaio 2009

VISITA IN CAMPIDOGLIO DI BENEDETTO XVI IL 9 MARZO


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2009 (VIS). Accogliendo l'invito a suo tempo formulato dal Sindaco e dal Consiglio Comunale della Città di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Campidoglio lunedì 9 marzo 2009, dove interverrà ad una seduta straordinaria del medesimo Consiglio, dedicata al tema del "valore universale di Roma, capitale del Cattolicesimo e dei suoi valori".
OP/VISITA CAMPIDOGLIO/ROMA                         VIS 20090120 (70)


CATALOGO DI MANOSCRITTI EBRAICI BIBLIOTECA VATICANA


CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2009 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che venerdì 30 gennaio, nella Sala Conferenze di Via dell'Ospedale, 1, sarà presentato il volume "Hebrew Manuscripts in the Vatican Library: Catalogne" (Manoscritti ebraici nella Biblioteca Vaticana: Catalogo).

  Alle presentazione del volume interverranno il Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; il Signor Mordechay Lewy, Ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede; il Monsignore Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana ed il Dottor Benjamin Richler, già Direttore dell'Istituto di Microfilm di Manoscritti Ebraici della Biblioteca Ebraica Nazionale Universitaria.

  Il volume recentemente pubblicato dalla Biblioteca Vaticana costituisce un significativo esempio di cooperazione fattiva tra istituzioni culturali della Santa Sede e di Israele: si tratta del catalogo di tutti i manoscritti vaticani in scrittura ebraica - per un totale di circa 800 segnature, distribuite in 11 fondi manoscritti, curato dallo staff scientifico dell'Istituto che, presso la "National Library of Israel and University Library" si occupa di raccogliere, conservare e studiare i microfilm dei manoscritti ebraici che si trovano in numerose parti del mondo.

  Questo importantissimo contributo di conoscenza, apparso dopo oltre mezzo secolo dall'inventario analitico di Umberto Cassuto (Moshe David Cassuto 1883-1951) è il primo catalogo dall'epoca del settecentesco "Catalogus", di Giuseppe Simonio Assemani (1687-1768), "Primo Custode" della Biblioteca Vaticana.
.../MANOSCRITTI EBRAICI/BIBLIOTECA VATICANA          VIS 20090120 (220)


NECESSARIA UNA CULTURA E UNA POLITICA DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Poco dopo le ore 20:00. locali, è stato trasmesso il videomessaggio registrato dal Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al momento di festa e di testimonianza offerto da alcune famiglie cristiane di tutto il mondo. La festa si è tenuta nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, nell'ambito del VI Incontro Mondiale delle Famiglie (14-18 gennaio), sul tema: "La famiglia, educatrice ai valori umani e cristiani".

Il tema dell'Incontro Mondiale, ha affermato il Papa, ricorda che "l'ambiente familiare è scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, di conseguenze benefiche per le persone, per la Chiesa e la società. In effetti, la famiglia è chiamata a vivere e a coltivare l'amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso il prossimo, specialmente verso i più deboli. La famiglia cristiana (...) deve essere ricolma della presenza di Dio, ponendo nelle sue mani gli avvenimenti quotidiani e chiedendo il suo aiuto per compiere adeguatamente la sua imprescindibile missione".

"Perciò" - ha proseguito il Pontefice - "è di grande importanza la preghiera nella famiglia nei momenti più consoni e significativi. (...) Il Maestro è certamente con la famiglia che ascolta e medita la Parola di Dio, che apprende da Lui le cose più importanti nella vita e pone in pratica i suoi insegnamenti. In tal modo, si trasforma e migliora gradualmente la vita personale e familiare, si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il gusto di essere uniti e la famiglia si unisce e si consolida, come una casa costruita sulla roccia".

Benedetto XVI ha sottolineato che "con la forza che proviene dalla preghiera, la famiglia si trasforma in una comunità di discepoli e missionari di Cristo. (....) Vivendo la fiducia e l'obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l'accoglimento generoso dei figli, la cura dei più deboli, e la prontezza al perdono, la famiglia si converte in Vangelo vivo, che tutti possono leggere". Inoltre la famiglia deve "portare anche la sua testimonianza di vita e la sua esplicita professione di fede ai diversi ambienti che la circondano, come la scuola e le diverse associazioni, deve pure impegnarsi nella formazione catechistica dei propri figli e nelle attività pastorali della sua comunità parrocchiale, specialmente quelle in relazione con la preparazione al matrimonio o rivolte specificatamente alla vita familiare".

"Per la sua funzione sociale essenziale, la famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella sua identità e non deve essere confusa con altre forme di convivenza, deve anche poter contare sulla debita protezione culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e in modo speciale su di un appoggio che tenga in conto il numero dei figli e le risorse economiche disponibili, sufficienti per permettere la libertà di educazione dei figli e di scelta della scuola".

Il Santo Padre ha concluso sottolineando la necessità di "sviluppare una cultura e una politica della famiglia, che siano promosse anche in maniera organizzata per le famiglie stesse". Al riguardo il Papa ha incoraggiato le famiglie "a unirsi in associazioni che promuovano l'identità e i diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo", e ha invitato tali associazioni "a coordinarsi e a collaborare fra loro perché la loro attività sia più incisiva".
MESS/FAMIGLIA/MESSICO VIS 20090119 (570)

lunedì 19 gennaio 2009

APPELLO PER LA TERRA SANTA, SETTIMANA UNITÀ CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha nuovamente ricordato il conflitto nella Striscia di Gaza dicendo: "Continuo a seguire con profonda trepidazione il conflitto nella Striscia di Gaza. Ricordiamo anche oggi al Signore le centinaia di bambini, anziani, donne, caduti vittime innocenti dell'inaudita violenza, i feriti, quanti piangono i loro cari e coloro che hanno perduto i loro beni".

  "Vi invito, nello stesso tempo, ad accompagnare con la preghiera gli sforzi che numerose persone di buona volontà stanno compiendo per fermare la tragedia. Spero vivamente che si sappia approfittare, con saggezza, degli spiragli aperti per ripristinare la tregua e avviarsi verso soluzioni pacifiche e durevoli".

  "In questo senso, rinnovo il mio incoraggiamento a quanti, da una parte come dall'altra, credono che in Terrasanta ci sia spazio per tutti, affinché aiutino la loro gente a rialzarsi dalle macerie e dal terrore e, coraggiosamente, riprendere il filo del dialogo nella giustizia e nella verità. E' questo l'unico cammino che può effettivamente schiudere un avvenire di pace per i figli di quella cara regione!".

  "Inizia oggi" - ha continuato il Santo Padre - "la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che si concluderà la prossima domenica 25 gennaio". Il tema biblico è stato suggerito quest'anno "da un gruppo ecumenico della Corea ed è tratto dal Libro del profeta Ezechiele: "Che formino una cosa sola nella tua mano" (Ez 37,17)".

  "Accogliamo anche noi questo invito e preghiamo con maggiore intensità perché i cristiani camminino in modo risoluto verso la piena comunione tra loro. Mi rivolgo particolarmente ai cattolici sparsi nel mondo affinché, uniti nella preghiera, non si stanchino di operare per superare gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo. L'impegno ecumenico è ancora più urgente oggi, per dare alla nostra società, segnata da tragici conflitti e da laceranti divisioni, un segno e un impulso verso la riconciliazione e la pace".
ANG/GAZA:UNITÀ CRISTIANI/...                       VIS 20090119 (330)


MILANO SEDE PROSSIMO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Nel corso del Messaggio televisivo, in diretta, rivolto ai pellegrini che partecipavano, questa mattina, sul sagrato della Basilica di Nuestra Señora de Guadalupe, alla Messa di chiusura dell'Incontro delle famiglie, il Santo Padre ha annunciato che Milano sarà la sede del prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma nella primavera del 2012, sul tema: "La famiglia, il lavoro e la festa".
 
  "La famiglia" - ha detto il Papa - "è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli, un bene insostituibile per i figli, degni di venire alla luce come frutto dell'amore, della donazione totale e generosa dei genitori. (...) La famiglia ha un ruolo fondamentale nell'educazione dell'individuo. E' una vera scuola di umanità e di valori perenni. Nessuno si crea da se stesso".

  Il Santo Padre ha sottolineato che "abbiamo ricevuto da altri la vita, che si sviluppa e matura con le verità e i valori che apprendiamo nel rapporto e in comunione con gli altri. In proposito la famiglia fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l'ambito dove l'uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale".

  "Tuttavia, questo lavoro educativo viene messo in difficoltà da un ingannevole concetto di libertà, nel quale il capriccio e gli impulsi soggettivi dell'individuo si esaltano fino al punto di vedere ciascuno chiuso nella prigione del proprio io. La vera libertà dell'essere umano proviene dall'essere stato creato a immagine e somiglianza di Dio, per questo l'uomo deve esercitarlo con responsabilità, scegliendo sempre il bene autentico perché si converta in amore, in dono di se stessi. Più che le teorie, sono necessarie la vicinanza e l'amore, caratteristiche della comunità familiare. Nella famiglia si apprende a vivere davvero, ad apprezzare il valore della vita e della salute, la libertà e la pace, la giustizia e la verità, il lavoro, la concordia e il rispetto".

  Oggi più che mai ha ribadito il Pontefice è necessaria "la testimonianza e l'impegno pubblico di tutti i battezzati per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna e aperto alla vita, come pure la dignità della vita umana in tutte le sue fasi. Occorre promuovere anche strumenti legislativi e amministrativi che sostengano la famiglia nei suoi diritti inalienabili, necessari per portare avanti la sua straordinaria missione".

  Nell'esprimere la sua vicinanza e nell'assicurare la sua preghiera "per tutte le famiglie che danno testimonianza di fedeltà in circostanze particolarmente ardue", Benedetto XVI ha concluso il suo messaggio incoraggiando le famiglie numerose "che vivendo a volte in mezzo a opposizione ed incomprensioni, danno un esempio di generosità e fiducia in Dio, con l'auspicio che non le manchi il necessario sostegno". Il Papa ha ricordato inoltre le famiglie "che soffrono per la povertà, la malattia, l'emarginazione e l'emigrazione e in particolare le famiglie cristiane perseguitate a causa della fede".

  Prima della conclusione, il Papa ha affidato tutte le famiglie del mondo alla protezione della Vergine Santissima "tanto venerata nella nobile terra messicana con il nome di Guadalupe".
AC/FAMIGLIE/MESSICO                               VIS 20090119 (530)


LA CHIESA SEGNO E STRUMENTO DI SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della festa di Sant'Enrico, Patrono del Paese, che si celebra oggi.

  "La Commissione di Dialogo Cattolico-Luterano in Finlandia e Svezia continua a esaminare la 'Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione'" - ha ricordato il Pontefice - "Quest'anno celebriamo il decimo anniversario di questa importante Dichiarazione e la Commissione attualmente studia le sue implicazioni e la possibilità della sua ricezione. Sotto il tema di 'Giustificazione nella Vita della Chiesa', il dialogo tiene conto della natura della Chiesa quale segno e strumento della salvezza portata da Gesù Cristo, e non semplicemente una mera assemblea di credenti o una istituzione con diverse funzioni".

  "Il vostro pellegrinaggio a Roma ha luogo durante l'Anno Paolino" - ha ricordato il Papa  - "in cui ricorrono i duemila anni della nascita dell'Apostolo delle genti, la cui vita ed insegnamenti erano instancabilmente impegnati nell'unità della Chiesa. San Paolo ci ricorda della meravigliosa grazia che abbiamo ricevuto divenendo membri del corpo di Cristo attraverso il Battesimo. La Chiesa è il Copro mistico di Cristo, ed è continuamente guidata dallo Spirito Santo; lo Spirito del Padre e del Figlio".

  "Soltanto fondandosi sulla realtà dell'incarnazione si può comprendere il carattere sacramentale della Chiesa come comunione in Cristo. Un consenso riguardo alle implicazioni profondamente cristologiche e penumatologiche del mistero della Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "si dimostrerebbe una base molto promettente per il lavoro della Commissione".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA               VIS 20090119 (250)


IN BREVE

BENEDETTO XVI HA ASSISTITO AD UN CONCERTO NELLA CAPPELLA SISTINA, nel pomeriggio di sabato 17 gennaio, in occasione dell'85° compleanno di Monsignor Georg Ratzinger, che è stato Maestro di Cappella del Duomo di Ratisbona (Germania). E' stata eseguita la Messa in do minore K 427 di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791).

IL CARDINALE PAUL JOSEF CORDES, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM", su invito della Conferenza dei Vescovi cattolici delle Filippine (CBCP), si è reato nelle Filippine, dal 19 al 24 gennaio, per partecipare all'Assemblea Plenaria dei Presuli filippini, che si terrà a Manila. Il Porporato rifletterà con i Vescovi sugli insegnamenti riaffermati nella prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Deus Caritas Est", ed ascolterà le diverse esperienze delle chiese locali. Nel corso della visita, il Cardinale Cordes visiterà i poveri, i malati e i sofferenti. Incontrerà anche il Presidente delle Filippine e riceverà una laurea "honoris causa" della "Pontificia y Real Universidad de Santo Tómas" di Manila, la più antica Università dell'Asia e uno dei più grandi atenei cattolici del mondo.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20090119 (180)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con il Vescovo Mariano Crociata, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale.

  Domenica 18 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in  udienze separate:

- Il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), con l'Ausiliare Vescovo Reinhard Pappenberger.

 - Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau (Repubblica Federale di Germania).

  Sabato 17 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
AP/.../...                                 VIS 20090119 (90)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Edward J. Burns, Vescovo di Juneau (superficie: 97.258; popolazione: 74.000; cattolici: 7.350; sacerdoti: 10; religiosi: 8; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Diocesano "St. Paul" di Pittsburgh (Stati Uniti d'America), è nato a Pittsburgh (Stati Uniti d'America), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Il Vescovo Dionisio Lachovicz, O.S.B.M., Visitatore Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Italia e Spagna.

  Sabato 17 gennaio il Santo Padre.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Caracas (Venezuela), presentata dal Vescovo Pedro Nicolás Bermudez Villamizar, C.I.M., per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Rutana (Burundi), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Bururi e Ruyigi, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Gitega.

- Ha nominato il Reverendo Bonaventure Nahimana, Primo Vescovo di Rutana (superficie: 2.180; popolazione: 378.387; cattolici: 168.160; sacerdoti: 23; religiosi: 30), Burundi. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Gisebuzi (Burundi) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Burasira e Segretario della Commissione Episcopale per le Vocazioni e i Seminari.

- Ha nominato il Reverendo Franco Mulakkal, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Delhi (superficie. 15.420; popolazione: 19.023.000; cattolici: 107.500; sacerdoti: 247; religiosi: 1.118), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Mattam (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. E' stato finora Tesoriere dell'Unione Apostolica del Clero e Consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Cultura: il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela); il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India); il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia); il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria); il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia); il Cardinale Daniel N. DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America); il Cardinale Théodore-Adrien Sarr, Arcivescovo di Dakar (Senegal); l'Arcivescovo Charles Maung Bo, di Yangon (Myanmar); il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania); l'Arcivescovo Willem Jacobus Eijk, di Utrecht (Paesi Bassi); l'Arcivescovo Héctor Rubén Aguer, di La Plata (Argentina).

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura: il Padre Sebastian Maria Michael, S.V.D., Direttore dell'Istituto di Cultura Indiana di Andheri, Mumbai (India); il Professor Dominique Jean-Marie Lambert, Professore all'Università Notre Dame de la Paix a Namur (Belgio); il Professor Jean-Dominique Durand, filosofo-economista, Professore di Storia all'Università Statale e Presidente della Fondazione "Fourvière" di Lyon (Francia); Signor Roberto José Méndez Martínez, Fondatore e coordinatore della 'Aula della Poesia' del Centro Culturale de La Habana "Dulce Maira Loynaz" (Cuba); Dottoressa Rita Maria Isabell Naumann, delle Sorelle Mariane di Schönstatt, docente all'Istituto Cattolico e Decano degli Studi al Seminario "Buon Pastore" di Sydney (Australia); Professoressa Giovanna Parravicini, Consigliere culturale della Rappresentanza Pontificia nella Federazione Russa; Dottoressa Marie Louise Kanse Tah in Mbida, Avvocato, Membro fondatore della Commissione "Giustizia e Pace" dell'Arcidiocesi di Douala (Camerun).
NER:RE:ECE:NEA:NA/.../...                                                      VIS 20090119 (50)   


DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privata l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Venerabile Servo di Dio Ciriaco Maria Sancha y Hervás, Arcivescovo di Toledo e Cardinale, Fondatore dell'Istituto delle Religiose di Carità del Cardinale Sancha; spagnolo, (1833-1909);

- Venerabile Servo di Dio Carlo Gnocchi, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Opera 'Pro Iuventute'; italiano, (1902-1956);

- Venerabile Servo di Dio Bernardo Francisco de Hoyos, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; spagnolo, (1711-1735);

- Venerabile Servo di Dio Raffaele Rafiringa (al secolo: Luigi), Fratello professo dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; Madagascar (1856-1919);

- Venerabile Servo di Dio Eustachio Kugler (al secolo: Giuseppe), Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; tedesco (1867-1946);

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Giovanni de Palafox y Mendoza, Vescovo di Osma; spagnolo (1600-1659);

- Servo di Dio Roberto Spiske, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore di Sant'Edvige; polacco, (1821-1888).

- Serva di Dio Carolina Beltrami, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Immacolatine di Alessandria; italiana (1869-1932);

- Serva di Dio Maria dell'Immacolata Concezione Salvat y Romero (al secolo: Maria Isabella), Superiora Generale dell'Istituto delle Suore della Compagnia della Croce; spagnola (1926-1998);

- Serva di Dio Liberata Ferrarons y Vives, Laica, del Terz'Ordine dei Carmelitani; spagnola (1803-1842).

  Nel corso dell'Udienza privata concessa il 22 dicembre 2008 al Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio José Tous y Soler, spagnolo (1811-1871). Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e Fondatore delle Suore Cappuccine della Madre del Divino Pastore.
CCS/DECRETI CAUSE SANTI/AMATO                       VIS 20090119 (310)

CELEBRAZIONI ANNIVERSARIO MARTIRIO SAN FRUTTUOSO

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera del Papa, redatta in lingua latina e datata 10 dicembre 2008, con la quale nomina il Cardinale Julián Herrranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, suo inviato Speciale alle celebrazioni del 1750° anniversario del martirio del Vescovo San Fruttuoso e dei Diaconi Sant'Augurio e Sant'Eulogio, conosciuti come i protomartiri di Tarragona (Spagna), che avranno luogo in detta Città il 24 e il 25 gennaio 2009.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Herranz è composta dal Monsignore Miguel Barbará Anglès, Vicario Generale dell'Arcidiocesi e Canonico della Cattedrale di Tarragona ed il Monsignore Joaquim Fortuny Vizcarro, Canonico Penitenziere della Cattedrale di Tarragona ed Economo Diocesano.
BXVI-LETT/INVIATO SPECIALE/TARRAGONA:HERRANZ          VIS 20090119 (130)

AIUTI ALLA POPOLAZIONE DI GAZA

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). In un Comunicato reso pubblico oggi si legge: "Davanti all'implacabile conflitto nella Striscia di Gaza, che ha causato una grave crisi umanitaria, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha espresso più volte la Sua vicinanza ai nostri fratelli e sorelle, che hanno già tanto sofferto".

  "A nome del Papa, il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', il Dicastero della Santa Sede che ha il compito di promuovere le iniziative caritative del Pontefice, ha inviato un concreto segno personale per aiutare la piccola ma fervente presenza cattolica a Gaza a prestare soccorso e aiuto. Gli aiuti sono stati inviati a Padre Manuel Musallam, Parroco della Chiesa della Santa Famiglia, alle Missionarie della Carità e ad altre congregazione religiose, che sono al servizio dei più vulnerabili nella terra natale di Gesù, ora tragicamente colpita dalla morte, dalla sofferenza, dai danni materiali, dalle lacrime versate dalle popolazioni che anelano alla pace".
CON-CU/AIUTI GAZA/...                                                              VIS 090119 (160)


SOLIDARIETÀ POPOLAZIONI PALESTINA E ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto il 16 gennaio scorso, alla Decima Sessione Speciale di emergenza dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul tema: "Azioni illegali di Israele nella Gerusalemme Est Occupata e nel resto dei Territori Palestinesi Occupati: bozza di risoluzione (A/ES-10/L21)".

  Nell'esprimere la solidarietà della Santa Sede alle popolazione civile della Striscia di Gaza e di alcune regioni di Israele "che sopportano l'urto di un crudele conflitto", il Nunzio ha insistito sulla necessità di "accelerare il cammino degli sforzi diplomatici congiunti e garantire che una assistenza umanitaria urgente raggiunga coloro che ne hanno bisogno".

  "La Santa Sede" - ha proseguito il Presule - "chiede che la risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza, dell'8 gennaio, che invoca un immediato e permanente cessate il fuoco e una assistenza umanitaria priva di ostacoli, sia realizzata pienamente. Nei giorni scorsi siamo stati testimoni del fallimento, da parte di tutte le parti coinvolte, del rispetto della distinzione fra popolazione civile e obiettivi militari. Nell'ambito di tale risoluzione, noi invitiamo tutte le parti a conformarsi pienamente alle richieste del diritto umanitario internazionale, per assicurare la protezione della popolazione civile".

  Il Nunzio ha ricordato che "nei sessanta anni di coesistenza fra i popoli di Israele e di Palestina sono stati testimoni di una lunga successione di conflitti, ma anche di dialogo, come nel caso degli incontri di Madrid, gli Accordi di Oslo, il "Wye Memorandum", il processo di pace del Quartetto, la "Road map" e la Conferenza di Annapolis (...) Tuttavia i molteplici sforzi per stabilire la pace fra Israele e le popolazioni palestinesi sono falliti. La mia Delegazione constata che il fallimento di tanti sforzi è dovuto ad una volontà politica insufficientemente coraggiosa e coerente per instaurare la pace, da ambo le parti".

  "Le Nazioni Unite" - ha concluso  l'Arcivescovo Migliore - "ha il gravoso compito di fare in modo che le parti rispettino il cessate il fuoco, di facilitare i negoziati e gli accordi fra le due parti e garantire l'assistenza umanitaria. In particolare, l'Assemblea Generale può assistere le parti nel conflitto per scoprire nuovi modelli per l'instaurazione della pace, modelli basati sull'accettazione reciproca e sulla cooperazione nella diversità".
DELSS/CONFLITTO ISRAELE:PALESTINA/MIGLIORE         VIS 20090119 (370)


NECESSARIA UNA CULTURA E UNA POLITICA DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2009 (VIS). Poco dopo le ore 20:00. locali, è stato trasmesso il videomessaggio registrato dal Santo Padre Benedetto XVI ai partecipanti al momento di festa e di testimonianza offerto da alcune famiglie cristiane di tutto il mondo. La festa si è tenuta nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, nell'ambito del VI Incontro Mondiale delle Famiglie (14-18 gennaio), sul tema: "La famiglia, educatrice ai valori umani e cristiani".

Il tema dell'Incontro Mondiale, ha affermato il Papa, ricorda che "l'ambiente familiare è scuola di umanità e di vita cristiana per tutti i suoi membri, di conseguenze benefiche per le persone, per la Chiesa e la società. In effetti, la famiglia è chiamata a vivere e a coltivare l'amore reciproco e la verità, il rispetto e la giustizia, la lealtà e la collaborazione, il servizio e la disponibilità verso il prossimo, specialmente verso i più deboli. La famiglia cristiana (...) deve essere ricolma della presenza di Dio, ponendo nelle sue mani gli avvenimenti quotidiani e chiedendo il suo aiuto per compiere adeguatamente la sua imprescindibile missione".

"Perciò" - ha proseguito il Pontefice - "è di grande importanza la preghiera nella famiglia nei momenti più consoni e significativi. (...) Il Maestro è certamente con la famiglia che ascolta e medita la Parola di Dio, che apprende da Lui le cose più importanti nella vita e pone in pratica i suoi insegnamenti. In tal modo, si trasforma e migliora gradualmente la vita personale e familiare, si arricchisce il dialogo, si trasmette la fede ai figli, si accresce il gusto di essere uniti e la famiglia si unisce e si consolida, come una casa costruita sulla roccia".

Benedetto XVI ha sottolineato che "con la forza che proviene dalla preghiera, la famiglia si trasforma in una comunità di discepoli e missionari di Cristo. (....) Vivendo la fiducia e l'obbedienza filiale a Dio, la fedeltà e l'accoglimento generoso dei figli, la cura dei più deboli, e la prontezza al perdono, la famiglia si converte in Vangelo vivo, che tutti possono leggere". Inoltre la famiglia deve "portare anche la sua testimonianza di vita e la sua esplicita professione di fede ai diversi ambienti che la circondano, come la scuola e le diverse associazioni, deve pure impegnarsi nella formazione catechistica dei propri figli e nelle attività pastorali della sua comunità parrocchiale, specialmente quelle in relazione con la preparazione al matrimonio o rivolte specificatamente alla vita familiare".

"Per la sua funzione sociale essenziale, la famiglia ha il diritto di essere riconosciuta nella sua identità e non deve essere confusa con altre forme di convivenza, deve anche poter contare sulla debita protezione culturale, giuridica, economica, sociale, sanitaria e in modo speciale su di un appoggio che tenga in conto il numero dei figli e le risorse economiche disponibili, sufficienti per permettere la libertà di educazione dei figli e di scelta della scuola".

Il Santo Padre ha concluso sottolineando la necessità di "sviluppare una cultura e una politica della famiglia, che siano promosse anche in maniera organizzata per le famiglie stesse". Al riguardo il Papa ha incoraggiato le famiglie "a unirsi in associazioni che promuovano l'identità e i diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo", e ha invitato tali associazioni "a coordinarsi e a collaborare fra loro perché la loro attività sia più incisiva".
MESS/FAMIGLIA/MESSICO VIS 20090119 (570)

FAVORIRE PACIFICA CONVIVENZA ETNIE, CULTURE E RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Oggi, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato, durante la recita dell'Angelus di mezzogiorno con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, la figura di San Paolo "migrante, Apostolo delle genti".

A San Paolo "grande missionario itinerante del Vangelo", ha detto il Papa è dedicata quest'anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Quando si convertì da persecutore dei cristiani in apostolo del Vangelo" - ha detto il Santo Padre - "Paolo divenne 'ambasciatore' di Cristo risorto per farlo conoscere a tutti, nella convinzione che in Lui tutti i popoli sono chiamati a formare la grande famiglia dei figli di Dio".

"Questa è anche la missione della Chiesa, più che mai in questo nostro tempo di globalizzazione. Come cristiani, non possiamo non avvertire il bisogno di trasmettere il messaggio d'amore di Gesù specialmente a quanti non lo conoscono, oppure si trovano in situazioni difficili e dolorose. Oggi penso particolarmente ai migranti. (...) Vorrei assicurare che la comunità cristiana guarda ad ogni persona e ad ogni famiglia con attenzione, e chiede a San Paolo la forza di un rinnovato slancio per favorire, in ogni parte del mondo, la pacifica convivenza tra uomini e donne di etnie, culture e religioni diverse".

"Ognuno di noi" - ha proseguito il Pontefice - " secondo la propria vocazione e là dove vive e lavora, è chiamato a testimoniare il Vangelo, con una cura più grande per quei fratelli e sorelle che da altri Paesi, per diversi motivi, sono venuti a vivere in mezzo a noi, valorizzando così il fenomeno delle migrazioni come occasione di incontro tra civiltà. Preghiamo ed agiamo perché questo avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione".

"Desidero aggiungere una parola speciale per i marittimi e i pescatori" - ha detto infine il Santo Padre - "che vivono da qualche tempo maggiori disagi. Oltre alle abituali difficoltà, essi subiscono restrizioni per scendere a terra e accogliere a bordo i cappellani, come pure affrontano i rischi della pirateria e i danni della pesca illegale. Esprimo ad essi la mia vicinanza e l'augurio che la loro generosità, nelle attività di soccorso in mare, sia ricompensata da maggiore considerazione".

"Penso infine all'Incontro Mondiale delle Famiglie" - ha detto infine il Pontefice - "che si conclude oggi a Città del Messico, e alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che inizia proprio oggi. Cari fratelli e sorelle, per tutte queste intenzioni vi invito a pregare, invocando la materna intercessione della Vergine Maria".
ANG/MIGRANTI/... VIS 20090119 (430)

FAVORIRE PACIFICA CONVIVENZA ETNIE, CULTURE E RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2009 (VIS). Oggi, Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato, durante la recita dell'Angelus di mezzogiorno con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, la figura di San Paolo "migrante, Apostolo delle genti".

A San Paolo "grande missionario itinerante del Vangelo", ha detto il Papa è dedicata quest'anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Quando si convertì da persecutore dei cristiani in apostolo del Vangelo" - ha detto il Santo Padre - "Paolo divenne 'ambasciatore' di Cristo risorto per farlo conoscere a tutti, nella convinzione che in Lui tutti i popoli sono chiamati a formare la grande famiglia dei figli di Dio".

"Questa è anche la missione della Chiesa, più che mai in questo nostro tempo di globalizzazione. Come cristiani, non possiamo non avvertire il bisogno di trasmettere il messaggio d'amore di Gesù specialmente a quanti non lo conoscono, oppure si trovano in situazioni difficili e dolorose. Oggi penso particolarmente ai migranti. (...) Vorrei assicurare che la comunità cristiana guarda ad ogni persona e ad ogni famiglia con attenzione, e chiede a San Paolo la forza di un rinnovato slancio per favorire, in ogni parte del mondo, la pacifica convivenza tra uomini e donne di etnie, culture e religioni diverse".

"Ognuno di noi" - ha proseguito il Pontefice - " secondo la propria vocazione e là dove vive e lavora, è chiamato a testimoniare il Vangelo, con una cura più grande per quei fratelli e sorelle che da altri Paesi, per diversi motivi, sono venuti a vivere in mezzo a noi, valorizzando così il fenomeno delle migrazioni come occasione di incontro tra civiltà. Preghiamo ed agiamo perché questo avvenga sempre in modo pacifico e costruttivo, nel rispetto e nel dialogo, prevenendo ogni tentazione di conflitto e di sopraffazione".

"Desidero aggiungere una parola speciale per i marittimi e i pescatori" - ha detto infine il Santo Padre - "che vivono da qualche tempo maggiori disagi. Oltre alle abituali difficoltà, essi subiscono restrizioni per scendere a terra e accogliere a bordo i cappellani, come pure affrontano i rischi della pirateria e i danni della pesca illegale. Esprimo ad essi la mia vicinanza e l'augurio che la loro generosità, nelle attività di soccorso in mare, sia ricompensata da maggiore considerazione".

"Penso infine all'Incontro Mondiale delle Famiglie" - ha detto infine il Pontefice - "che si conclude oggi a Città del Messico, e alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che inizia proprio oggi. Cari fratelli e sorelle, per tutte queste intenzioni vi invito a pregare, invocando la materna intercessione della Vergine Maria".
ANG/MIGRANTI/... VIS 20090119 (430)

venerdì 16 gennaio 2009

CATTOLICI IRAN: FEDELI PROPRIA FEDE E PROPRIO PAESE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale dell'Iran, di cui fanno parte gli Ordinari della Chiesa Armena, della Chiesa Caldea e della Chiesa Latina ed ha affermato: "Voi rappresentate, cari Fratelli, la ricchezza dell'unità nella diversità che esiste in seno alla Chiesa cattolica e di cui voi date testimonianza quotidianamente nella Repubblica Islamica dell'Iran".

  "Oggi come ieri, la Chiesa cattolica non cessa di incoraggiare tutti coloro che hanno a cuore il bene comune e la pace fra le nazioni. Da parte sua, l'Iran, ponte fra il Medio Oriente e l'Asia subcontinentale, non mancherà di realizzare questa vocazione".

  Esprimendo la sua gratitudine per il servizio reso dai Vescovi "in una terra dove la presenza cristiana è antica e dove si è sviluppata e mantenuta nel corso delle diverse vicende della storia iraniana", il Papa ha ringraziato i sacerdoti, i religiosi e le religiose che operano in Iran, per la loro opera ed ha ricordato in particolare la collaborazione della Chiesa Cattolica nella ricostruzione della regione di Bam, dopo il terremoto.

   "Non voglio dimenticare l'insieme dei fedeli cattolici la cui presenza nel Paese dei loro antenati fa pensare all'immagine biblica del lievito nella pasta, che fa lievitare il pane, dandogli sapore e consistenza. Tramite voi, cari Fratelli" - ha detto Benedetto XVI - "vorrei ringraziare tutti della loro costanza e perseveranza ed incoraggiarli a rimanere fedeli alla fede dei loro padri e a restare attaccati alla loro terra per contribuire allo sviluppo della Nazione".

  "Anche se le vostre diverse comunità vivono in variati contesti, hanno in comune alcuni problemi. Occorre che esse sviluppino armoniose relazioni con le istituzioni pubbliche, le quali, con la grazia di Dio, si approfondiranno certamente poco a poco e permetteranno loro di realizzare al meglio la loro missione di Chiesa nel rispetto reciproco e per il bene di tutti. Vi incoraggio a promuovere tutte le iniziative che favoriscono una migliore conoscenza reciproca. Si possono esplorare due vie: quella del dialogo culturale, ricchezza plurimillenaria dell'Iran e quella della carità".

  Il Papa ha successivamente fatto riferimento alla scarsezza di sacerdoti e religiosi e alle loro difficoltà, come ad esempio "la difficile missione dei sacerdoti e dei religiosi che li obbliga ad allontanarsi per raggiungere diverse comunità cristiane disseminate sul territorio. Per superare queste difficoltà concrete è allo studio la costituzione di una Commissione bilaterale con le vostre Autorità per permettere di sviluppare i rapporti e la conoscenza reciproca fra la Repubblica Islamica dell'Iran e la Chiesa Cattolica".

  "Vorrei menzionare un altro aspetto della vostra vita quotidiana" - ha proseguito il Pontefice - "Alle volte i cristiani delle vostre comunità cercano altrove possibilità più favorevoli per la loro vita professionale e l'educazione dei figli. Questa situazione richiede che voi, quali pastori del vostro gregge, aiutiate in particolare i fedeli che rimangono in patria, incoraggiandoli a restare in contatto con i membri delle loro famiglie che hanno scelto un'altra vita. Essi potranno così essere in grado di conservare la propria identità e la fede ancestrale".

  "Il cammino che si apre davanti a voi è lungo. Esso richiede molta costanza e pazienza. L'esempio di Dio che è misericordioso e paziente con il suo popolo, sarà il vostro modello e vi aiuterà a percorrere lo spazio necessario al dialogo".

  "Le vostre Chiese sono eredi di una nobile tradizione e di una lunga presenza cristiana in Iran" - ha concluso il Pontefice - "Esse hanno contribuito, ciascuna a suo modo, alla vita e all'edificazione del Paese. Esse desiderano proseguire la loro missione in Iran mantenendo la propria identità e vivendo liberamente la propria fede".
AL/IRAN/...                                       VIS 20090116 (610)

PROTEGGERE POPOLAZIONE CIVILE NEI CONFLITTI ARMATI


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, il 14 gennaio scorso, al Consiglio di Sicurezza dell'O.N.U., nel dibattito aperto sulla protezione della popolazione civile in caso di conflitti armati.

 Il Nunzio Apostolico ha affermato che nonostante l'argomento sia stato dibattuto per un decennio "tuttavia la sicurezza delle popolazioni civili nei conflitti è sempre più difficile, alle volte drammatica, come abbiamo potuto constatare in questi ultimi mesi, settimane e giorni nella Striscia di Gaza, in Iraq, nel Darfur e nella Repubblica Democratica del Congo".

  "L'accesso agli aiuti umanitari, la protezione speciale dei bambini e delle donne e il disarmo continuano ad essere tre condizioni fondamentali per fornire una maggiore protezione alle popolazioni civili" - ha detto l'Arcivescovo Migliore - "E' triste constatare che le ragioni politiche e militari prevalgono sul rispetto fondamentale della dignità e dei diritti delle persone e delle popolazioni, quando vengono usati metodi o armamenti senza prendere tutte le ragionevoli misure per evitare di colpire i civili; quando donne e bambini sono usati come scudi umani; quando l'accesso agli aiuti umanitari è negato nella Striscia di Gaza; quando le persone vengono deportate e i villaggi distrutti in Darfur e quando la violenza sessuale devasta la vita di donne e bambini nella Repubblica Democratica del Congo".

    "In tale contesto, la protezione dei civili richiede non solo un rinnovato impegno nel diritto umanitario, ma esige prima di tutto la buona volontà e l'azione politica".

  "L'ampio sistema dell'ONU è posto in opera per assicurare che la protezione dei civili sia efficace, e almeno, sia in grado di promuovere una cultura dell'esercizio  della responsabilità politica, e garantisca che ogni membro ed ogni parte del conflitto risponda di tale responsabilità verso gli individui e la comunità, in tutte le parti in conflitto".

  L'Arcivescovo Migliore ha denunciato le conseguenze che hanno sulla popolazione civile lo sviluppo di nuove armi sempre più sofisticate ed ha affermato che "La Santa Sede sostiene pienamente ed incoraggia gli obiettivi della risoluzione della recente Assemblea Generale 'Verso un  Accordo sul Traffico di Armi', che è un primo passo importante verso uno strumento giuridico vincolante sul traffico e il trasferimento di armi".
DELSS/CONFLITTI ARMATI/ONU:MIGLIORE                   VIS 20090116 (380)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale James Francis  Stafford, Penitenziere Maggiore, con il Vescovo Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varala, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
AP/.../...                                 VIS 20090116 (50)


giovedì 15 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Christian Blouin, C.M.M., Vescovo della Diocesi di Lae (superficie: 35.968; popolazione: 534.810; cattolici: 31.000; sacerdoti: 14; religiosi: 5), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo eletto, finora Maestro dei Postulanti a Lae (Papua Nuova Guinea), è nato nel 1941 a Saint-Sébastien (Canada), ha emesso la prima professione religiosa nella Congregazione di Mariahill nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede al Vescovo Henry Anthony A. van Lieshout, C.M.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Gervas Rozario, Vescovo di Rajshahi (superficie: 18.063; popolazione: 15.000.000; cattolici: 45.588; sacerdoti: 40; religiosi: 89), Bangladesh. Il Vescovo eletto, è nato nel 1951 a Stiangaccha (Bangladesh), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Amministratore diocesano e Presidente della Fraternità dei Sacerdoti diocesani del Bangladesh.

- Ha nominato il Sacerdote Emigdio Duarte Figueroa, Vescovo Ausiliare di Culiacán (superficie: 37.800; popolazione: 2.383.072; cattolici: 2.287.722; sacerdoti: 150; religiosi: 301; diaconi permanenti: 4), Messico. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Diocesano di Culiacán (Messico), è nato nel 1968 a Guamuchil (Messico), ed è stato ordinato sacerdote nel 1996.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20070115 (210)
Copyright © VIS - Vatican Information Service