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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 22 ottobre 2008

RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). I Padri Sinodali, questa mattina, si sono riuniti per Gruppi linguistici o Circoli minori per preparare gli Emendamenti collettivi alle più delle 50 Proposizioni che si sono presentate.

 Questo pomeriggio, al termine delle riunione, anche per Gruppi linguistici, le Proposizioni verranno consegnate alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
SE/GRUPPI LINGUISTICI/...                                                         VIS 20081022 (50)


PAOLO: CRISTO RISORTO E IL MISTERO DELLA SALVEZZA


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). Benedetto XVI, nell'Udienza Generale di oggi, ha ripreso la catechesi di San Paolo, in particolare l'insegnamento dell'Apostolo delle genti sulla "centralità di Cristo risorto nel mistero della salvezza". All'udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 17.000 persone.

 Per Paolo, ha spiegato il Papa, Cristo "è il principio per capire il mondo e per trovare la strada nella storia". L'apostolo delle genti, ha proseguito il Santo Padre "non si è preoccupato di narrare i singoli fatti in cui si articola la vita di Gesù" ma "il suo intento pastorale e teologico era talmente teso all'edificazione delle nascenti comunità, che gli era spontaneo concentrare tutto nell'annuncio di Gesù Cristo quale "Signore", vivo adesso e presente adesso in mezzo ai suoi".

 La caratteristica essenziale della cristologia paolina, ha detto Benedetto XVI, più dell'annuncio di Gesù "vivo" è soprattutto "l'annuncio della realtà centrale (...) la morte e la risurrezione di Gesù come culmine della sua esistenza terrena e radice del successivo sviluppo di tutta la fede cristiana, di tutta la realtà della Chiesa. Per l'Apostolo la risurrezione non è un avvenimento a sé stante, disgiunto dalla morte: il Risorto è sempre colui che, prima, è stato crocifisso.
 
 "L'Apostolo contempla affascinato il segreto nascosto del Crocifisso-risorto e attraverso le sofferenze sperimentate da Cristo nella sua umanità, risale a quell'esistenza eterna in cui Egli è tutt'uno col Padre". Ma per entrare nel pensiero di Paolo tanto "sulla preesistenza come sulla (...) incarnazione di Cristo, è necessario conoscere "alcuni testi dell'Antico Testamento che esaltano il ruolo della Sapienza preesistente alla creazione del mondo (...) come quello che parla della Sapienza creatrice".

 "Gli stessi testi (...) parlano anche della discesa di questa Sapienza che si è creata una tenda tra gli uomini", come una prefigurazione "della tenda della carne", citata da San Giovanni nel suo Vangelo. "Questo abbassamento della Sapienza (...) implica anche la possibilità che essa sia rifiutata" e San Paolo chiarisce che "Cristo al pari della Sapienza, può essere rifiutato soprattutto dai dominatori di questo mondo, cosicché può crearsi nei piani di Dio una situazione paradossale, la croce, che si capovolgerà in via di salvezza per tutto il genere umano".

 Nella Lettera ai Filippesi, Paolo sviluppa ulteriormente questa idea della Sapienza che si abbassa "per poi essere esaltata nonostante il rifiuto (...) Il gesto del Figlio di Dio è esattamente il contrario: non la superbia, ma l'umiltà, che è realizzazione dell'amore e l'amore è divino. L'iniziativa di abbassamento, di umiltà radicale di Cristo, con la quale contrasta la superbia umana, è realmente espressione dell'amore divino; ad essa segue quell'elevazione al cielo alla quale Dio ci attira".

 Nelle Lettere ai Colossesi e agli Efesini, Cristo è qualificato come "primogenito" e ciò significa, ha evidenziato il Papa, che "il primo tra tanti figli (...) è disceso per attirarci e farci suoi fratelli e sorelle".

 Per ultimo nella Lettera agli Efesini, l'Apostolo si avvicina " al piano divino della salvezza, quando dice che "in Cristo Dio voleva ricapitolare tutto" (...) Cristo riassume tutto e ci guida a Dio. E così ci implica in un movimento di discesa e di ascesa, invitandoci a partecipare alla sua umiltà, cioè al suo amore verso il prossimo, per essere così partecipi anche della sua glorificazione".
AG/PAOLO/...                                                                        VIS 20081022 (580)


VOLUME DI SCRITTI DI JOSEPH RATZINGER/BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2008 (VIS). Il Vescovo Gerhard Ludwing Muller, di Ratisbona (Germania), ha presentato, a mezzogiorno, presso la Sala Stampa della Santa Sede il primo volume dell'"Opera Omnia" di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, in tedesco pubblicata per Herder Verlag.

 Alla conferenza stampa, hanno anche partecipato Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Libreria Editrice Vaticana e Don Giuseppe Costa S.D.B., Direttore della stessa libreria.

 Il vescovo Muller ha affermato che " Benedetto XVI, nel corso della sua lunga attività accademica come professore di Teologia Fondamentale e di Dogmatica, ha elaborato in autonomia un'opera teologica che lo pone senz'altro tra i più significativi studiosi del ventesimo e ventunesimo secolo. Da più di 50 anni al nome di Joseph Ratzinger si ricollega un'originale visione di insieme della teologia sistematica".

 "Benedetto XVI - ha continuato - nella sua attività scientifica ha sempre potuto ricorrere alla sua mirabile conoscenza della storia della teologia e dei dogmi, che egli trasmette in maniera illuminante mettendo in risalto la divina visione dell'uomo, su cui tutto si fonda".

 Il Vescovo di Ratisbona ha evidenziato che il Papa lo ha incaricato di pubblicare tutti i suoi scritti in 16 volumi. "Per realizzare questo progetto - ha detto - ho fondato a Ratisbona l'Istituto Papa Benedetto XVI, dove verrà conservata la documentazione della vita, del pensiero e dell'opera del teologo, vescovo e pontefice Joseph Ratzinger/Benedetto XVI".

 L'obiettivo de questa edizione degli scritti del Santo Padre "è una presentazione il più possibile completa dell'opera già pubblicata, integrata da testi finora inediti o non ancora apparsi in tedesco, secondo un orientamento sistematico che instaura un legame tra gli aspetti cronologici e quelli tematici".  

 Riferendosi particolarmente ai 16 volumi, Monsignor Muller ha affermato che gli scritti "si aprono con la tesi di laurea sulla dottrina agostiniana della Chiesa e con l'altra, di abilitazione all'insegnamento, sulla dottrina della Rivelazione di Bonaventura".

 Il volume III, per esempio, "prende spunto dalla conferenza inaugurale del professor Ratzinger "Il Dio della fede e il Dio dei filosofi" (Bonn, 1959) ed include tutte le sue riflessioni sui fondamenti storico-ideali dell'Europa".

 Il Vescovo Muller ha detto che nel volume IV "parte dalla Introduzione al Cristianesimo" (1968), mentre il volume VI si apre con il libro "Gesù di Nazareth" (2007) e raccoglie tutti gli studi di argomento cristologico".

 Il volume XIII "raccoglie le numerose interviste di Joseph Ratzinger ed il volume XIV presenta una selezione della vasta produzione omiletica di Joseph Ratzinger, compresi sermoni e meditazioni poco noti e finora inediti".

 Quanto ai due ultimi volumi, il XV raccoglie l'autobiografia di Joseph Ratzinger apparsa nel 1997/98 con il titolo "La mia vita" e le numerose dichiarazioni relative al suo predecessore Papa Giovanni Paolo II e al fratello Georg Ratzinger, nonché molti altri discorsi tenuti in occasione di giubilei, etc. Il volume XVI offrirà una bibliografia completa delle opere di Joseph Ratzinger in lingua tedesca, oltre ad un indice sistematico di tutti i volumi".
OP/SCRITTI RATZINGER/MULLER                                   VIS 20081022 (530)


martedì 21 ottobre 2008

VENTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, durante la ventesima Congregazione Generale celebrata nell'aula del Sinodo, è stato presentato l'Elenco Unico della Proposizioni che verranno consegnate al Santo Padre per la redazione dell'esortazione apostolica post-sinodale. Il Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di San Paolo (Brasile).

 I Padri Sinodali hanno anche partecipato alla seconda votazione per l'elezione dei membri del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo.

 Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi viene costituito alla fine di ogni Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Esso è formato da 15 Membri, dei quali 12 sono eletti dallo stesso Sinodo, tenuto conto della rappresentanza dei Vescovi sparsi in tutto il mondo, e tre sono designati
dal Romano Pontefice.

 I Vescovi eletti al Consiglio Ordinario della Segreteria Generale conservano il proprio ufficio fino a quando inizia la nuova Assemblea Generale Ordinaria.

 Nel pomeriggio, i Padri Sinodali si riuniranno in Gruppi Linguistici o Circoli Minori per la preparazione degli Emendamenti collettivi alle Proposizioni.
SE/VENTESIMA CONGREGAZIONE/...        VIS 20081021 (80)


ALTRI ATTI PONTIFICI

 CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Cardinale Marian Jaworski al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Lviv dei Latini (Ucraina), per limite di età. Gli succede l'Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, attualmente coadiutore nella stessa Arcidiocesi.
RE/.../JAWORSKI:MOKRZYCKI                                          VIS 20081021 (50)


lunedì 20 ottobre 2008

DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Nel corso della Diciannovesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, tenuta nella mattina di ieri, sono state presentate le relazioni di Dodici Circoli Minori o Gruppi Linguistici. Il V.I.S. ha offerto una sintesi delle due relazioni pubblicate fino a quel momento.

  Oggi riportiamo alcuni estratti di quattro relazioni:

CIRCOLO MINORE TEDESCO: VESCOVO FRIEDHELM HOFMANN, DI WÜRZBURG (GERMANIA). "In alcune relazioni esposte nell'aula del Sinodo sembra esserci un certo timore del metodo storico-critico, timore che minaccia di ridurre i meriti e i frutti dell'Esegesi scientifica. L'esegesi spirituale, che si basa sulla 'lectio divina' nel contesto della liturgia nella comunità della Chiesa, esige da parte sua come premessa l'esegesi scientifica. Inoltre è essenziale separare il fondamentalismo nella lettura della Bibbia dalle correnti moderniste che corrono il pericolo di una demitizzazione ideologica. Entrambi questi atteggiamenti contraddicono il 'sensum ecclesiae'. (...) Per quanto concerne la diffusione dei pentecostali e di altre sette dobbiamo chiederci qual è la genesi del loro successo. Ciò rappresenta una sfida per la pastorale della Chiesa in considerazione dei cosiddetti 'catecumeni battezzati'. (...) Occorre formare in modo autorevole e adeguato i laici nel loro importante compito dell'annuncio della Parola. È importante soprattutto il ruolo della famiglia come luogo di iniziazione alla lettura della Scrittura e, allo stesso tempo, della lettura in comune della stessa. (...) Ci si è chiesti inoltre se, in seno a un mondo secolarizzato in cui gli uomini hanno nostalgia della verità, la Chiesa non debba avvicinarsi con più decisione agli agnostici. (...) Quando non è possibile celebrare l'Eucaristia, e al suo posto si celebra la Parola di Dio, questa non va considerata come una sostituzione in tono minore, bensì nel suo valore intrinseco di incontro con il Signore che si manifesta. (...) La Sacra Scrittura rappresenta non solo il punto di partenza dell'ecumenismo, ma anche un importante luogo di incontro fra le confessioni cristiane".

CIRCOLO MINORE SPAGNOLO A: DON JULIÁN CARRÓN, PRESIDENTE DI COMUNIONE E LIBERAZIONE (SPAGNA). "Le nostre proposte sono le seguenti. Si osserva scarsa familiarità con l'Antico Testamento, perfino un certo imbarazzo e resistenza di fronte ad alcuni passaggi di difficile comprensione, essendo le questioni più dibattute la violenza divina e umana, l'amoralità di alcune figure bibliche e una teologia insufficiente rispetto all'aldilà. Si propone di offrire ai fedeli un'adeguata formazione biblica che non solo contribuisca alla comprensione dei testi dell'Antico Testamento nel suo contesto storico e letterario ma anche, soprattutto, favorisca la lettura cristiana quale principale chiave ermeneutica poiché i testi acquistano e manifestano il loro pieno significato nel Nuovo Testamento. La missione di annunciare Cristo appartiene ad ogni persona battezzata. Oltre l'omelia, la predicazione propria della celebrazione liturgica, è necessario ricordare il valore della predicazione di ogni cristiano alla luce del Battesimo e della Confermazione. Sentiamo una profonda preoccupazione per l'influenza delle sette e dei nuovi gruppi religiosi sui fedeli cattolici che alle volte li ha portati addirittura all'abbandono della Chiesa (...) Sarebbe molto utile poter avere uno studio più vasto sulle sette e le nuove manifestazioni di questo fenomeno per poterlo fronteggiare adeguatamente (...). Nei rapporto con l'Islam e nel dialogo con i suoi rappresentanti, bisogna tenere conto della loro concezione dell'ordine socio-politico e giuridico, non sempre dovutamente differenziati dall'ordine religioso, e la loro concezione del matrimonio e della famiglia, dove il ruolo e i diritti delle donne non si trattano come è previsto nella dottrina dei diritti fondamentali dell'uomo e dell'istituzione familiare come precisa la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".

CIRCOLO MINORE ITALIANO A: ARICVESCOVO SALVATORE FISICHELLA, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA. "La Parola di Dio non può essere identificata solo con la Bibbia. La Parola di Dio è Cristo, il Verbo del Padre. (...) L'annuncio della Parola di Dio è il compito primario della Chiesa. Un annuncio esplicito sempre e dovunque che si accompagna alla testimonianza coerente di vita la quale rende evidente il contenuto e lo rafforza. (...) Si è ritenuto necessario osservare che in un contesto generalizzato di secolarizzazione - che va ben oltre i Paesi occidentali - si presti una particolare attenzione: che è dinanzi a Dio che parla. (...) Si sottolinea l'importanza di un'educazione permanente, soprattutto dei catechisti, che permetta di superare il forte ostacolo di una mancanza di conoscenza dei contenuti basilari della fede, che deve allarmare non poco la nostra azione pastorale. (...) E' necessario superare lo iato tra Bibbia e Liturgia, Parola e Sacramento. Questo avviene nella misura in cui si rafforza l'idea che la Parola di Dio è Cristo stesso nella sua differenziata presenza nella via della sua Chiesa: anzitutto nella presenza reale del sacrificio eucaristico (...). Deve crescere pertanto, la consapevolezza di una unità profonda che tende al suo culmine nella santa Eucaristia".

CIRCOLO MINORE INGLESE B: VESCOVO GERALD FREDERICK KINCANAS, DI TUCSON, VICEPRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI VESCOVI CATTOLICI (STATI UNITI D'AMERICA). "Il gruppo ha suggerito che la tonalità dell'esortazione fosse pieno di speranza, per infonder forza alla Chiesa sulla Parola di Dio, per essere pastorale e missionario (...) e ha individuato alcuni settori critici per i quali é necessario formulare proposte, primo la necessità di valorizzare i catechisti laici, professori della scuola cattolica, ministri della gioventù, animatori biblici laici (...) Secondo: la necessità di comprendere che ciò che attrae le persone verso le sette e ad apprendere da esse. Terzo: come migliorare e rendere più vibrante la predicazione. Quarto: la necessità di accentuare la dimensione contemplativa. Quinto, individuare strutture per riunire gli esegeti, i liturgisti e Vescovi. Sesto la necessità di far risaltare la vita consacrata, la penumatologia, il valore terapeutico, il sacramento della penitenza e l'uso dei mezzi di comunicazione. (...) Occorre sottolineare la natura dialogale della Parola di Dio (...) E' necessario meglio formare  le persone nella Parola (...). C'è stata una reazione eterogenea sulla predicazione (...) è stato proposto un compendio per aiutare le persone nella lettura della Parola di Dio (...). Non c'è stato un grande interesse riguardo alla revisione del legionario (...). Il gruppo ha esaminato il rapporto con gli altri cristiani con gli ebrei. Si nota preoccupazione perché gli ebrei ritengono che a volte i cristiani diano meno importanza alla loro posizione nel dialogo (...). Trasmettere l'esperienza del Sinodo ad altre Chiese potrebbe promuovere la comunione".

CIRCOLO MINORE FRANCESE B: VESCOVO HJOSEPH LUC ANDRÉ BOUCHARD, DI SAINT PAUL IN ALBERTA (CANADA). "A proposito della Relatio: sarebbe auspicabile un'Esortazione post-sinodale che abbiamo come linea generale un testo della Sacra Scrittura. (...) Occorre rilanciare l'importanza di Dei Verbum per il contesto attuale, ricordando alcuni problemi che devono essere risolti (come il dibattito sul Libro, il fondamentalismo, l'interpretazione personale, l'interpretazione 'cum Eclesia'). Per quanto attiene alle proposte istituzionali: non mancheranno convegni specifici sulla Parola di Dio, è necessario insistere sull'aspetto della scrittura nei congressi che si terranno; (...) Sarebbe possibile programmare un rinnovamento del ministero del lettore o di un mandato per i lettori, come i ministri straordinari della comunione? (...) Rispetto all'omelia: (...) Occorre - conoscere la comunità alla quale si dirige, sapendo che rappresenta un appello al suo valore, ricordando che la maggiore parte dei catechisti sono donne; per quanto attiene alla formazione dei sacerdoti: in primo luogo tutta la formazione nel seminario dee fondarsi sulla Parola di Dio (...) Occorrerà rivedere il metodo pedagogico".
SE/DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE/...                 VIS 20081020 (1210)


DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, nel corso della Diciannovesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, ha avuto luogo la prima votazione per la scelta dei Membri del Consiglio Post-Sindoale ed è stato presentata e discussa la bozza del Messaggio finale. Presidente Delegato di turno il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

  Nel pomeriggio, il Santo Padre e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, hanno presieduto nella Cappella Sistina, una celebrazione della Parola ed hanno pronunciato un discorso sul tema della Parola di Dio.

  Nelle giornate di domenica e lunedì, nelle quali non è prevista una Congregazione Generale, il Relatore Generale, il Segretario Speciale ed i relatori dei Circoli Minori unificheranno le proposte presentate dai Padri Sinodali.
SE/DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE       VIS 20081020 (130)


PAROLE DEL PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI AL SINODO


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Alle 17:00 di oggi, nella Cappella Sistina, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della XXIX domenica del tempo ordinario in occasione della partecipazione del Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, ai lavori della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

  La cerimonia, alla quale hanno partecipato più di 400 cardinali, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, è stata introdotta dalle parole del Santo Padre Benedetto XVI.

  All'inizio del suo intervento, Bartolomeo I ha ribadito che per "la prima volta nella storia che si offre ad un Patriarca Ecumenico l'opportunità di rivolgersi al Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Romana. Per cui, essere parte della vita della Chiesa sorella al più alto livello. Vediamo ciò come manifestazione dell'opera dello Spirito Santo che guida le nostre Chiesa perché si approssimino ed approfondiscano i rapporti rispettivamente, un  passo importante fino alla restaurazione della nostra piena unità".

  "E' noto che la Chiesa Ortodossa attribuisce al sistema sinodale" - ha proseguito il Patriarca Bartolomeo - "un'importanza ecclesiologica fondamentale. Congiuntamente la primato della 'sinodalità' costituisce l'asse portante del governo e l'organizzazione della Chiesa.  (...) Per cui, nell'avere oggi, il privilegio di rivolgermi al Vostro Sinodo, le nostre speranza crescono perché arrivi il giorno nel quale entrambe le Chiese convergano totalmente sul ruolo di detto primato e della 'sinodalità' nella vita della Chiesa, per cui la nostra Commissione teologica dedica oggi i studi".

  "Abbiamo indagato" - ha concluso il Patriarca - "l'insegnamento patristico dei significati spirituali, discernendo il potere dell'ascolto e dell'espressione della Parola di Dio nella Scrittura, vedere la Parola di Dio nelle immagini, nella natura, e nel contempo, condividere la Parola di Dio nei santi e nei sacramenti. Di conseguenza  perché la vita e la missione della Chiesa siano autentiche, dobbiamo noi lasciarci cambiare personalmente dalla Parola. La Chiesa deve paragonarsi ad una madre, che si sostenta e si nutre con 'alimento che prende'. Ciò che non può alimentare e nutrire ogni uomo non potrà sostenere la Chiesa. Quando il mondo non condivide la gioia della Risurrezione di Cristo, tale fatto è un'accusa alla nostra propria integrità e al nostro impegno di vivere la Parola di Dio".

  Al termine del discorso, il Papa ha ringraziato il Patriarca e ha assicurato che le sue parole saranno oggetto di esame e riflessione per il Sinodo. "E'stato" - ha detto Benedetto XVI al Patriarca - una gioiosa esperienza di unità, anche se non perfetta, però vera e profonda. Ho pensato che i Padri della sua Chiesa, ampiamente citata, sono anche i nostri Padri; i nostri sono i vostri. Se abbiamo gli stessi padri, come non possiamo essere fratelli?".
AC/VESPRI/BARTOLOMEO I                           VIS 20081020 (440)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Dom Yvon Moreau, O.C.S.O., finora Abate della Trappa d'Oka (Canada), Vescovo di Sainte-Anne-de-la-Pocatière (superficie: 9.623; popolazione: 91.948, cattolici: 89.778; sacerdoti: 83; religiosi: 161; diaconi permanenti: 7), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Saint-Pascal-de-Kamouraska (Canada), nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
NER/.../MOREAU                                     VIS 20081020 (70)

L'AMORE A DIO E AL PROSSIMO SONO INSEPARABILI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina il Santo Padre è partito in elicottero per Pompei, dove alle 10:30 ha celebrato la Santa Messa nella Piazza del Santuario della Vergine e nel pomeriggio ha guidato la recita del Santo Rosario.

  Rivolgendosi nell'omelia ai 50.000 fedeli presenti il Santo Padre ha affermato: "Sono venuto in pellegrinaggio quest'oggi a Pompei per venerare, insieme a voi, la Vergine Maria, Regina del Santo Rosario. Sono venuto, in particolare, per affidare alla Madre di Dio, (...), l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano".

  Commentando le letture della Messa di oggi, Benedetto XVI ha detto: "Vorrei sottolineare, in particolare, la stupenda espressione di Sofonia, che rivolgendosi a Gerusalemme dice: il Signore 'ti rinnoverà con il suo amore' (3,17). Sì, l'amore di Dio ha questo potere: di rinnovare ogni cosa, a partire dal cuore umano, che è il suo capolavoro e dove lo Spirito Santo opera al meglio la sua azione trasformatrice".

  "Con la sua grazia" - ha proseguito il Pontefice - "Dio rinnova il cuore dell'uomo perdonando il suo peccato, lo riconcilia ed infonde in lui lo slancio per il bene. Tutto questo si manifesta nella vita dei santi, e lo vediamo qui particolarmente nell'opera apostolica del Beato Bartolo Longo, fondatore della nuova Pompei".

  "All'amore esorta anche l'apostolo Paolo nella seconda Lettura, tratta dalla 'Lettera ai Romani'. Troviamo delineato in questa pagina il programma di vita di una comunità cristiana, i cui membri sono stati rinnovati dall'amore e si sforzano di rinnovarsi continuamente, per discernere sempre la volontà di Dio e non ricadere nel conformismo della mentalità mondana"

  "E la caratteristica della civiltà cristiana, come tante volte hanno ribadito i miei venerati Predecessori, è la carità: l'amore di Dio che si traduce in amore del prossimo".

  Riferendosi al Beato Bartolo Longo e alle tante iniziative di carità da lui attivate per i fratelli più bisognosi, il Santo Padre ha detto: "Spinto dall'amore, egli fu in grado di progettare una città nuova, che poi sorse attorno al Santuario mariano, quasi come irradiazione della sua luce di fede e di speranza. Una cittadella di Maria e della carità, (...), ma inserita nel territorio di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia della Chiesa, grazie a Dio, è ricca di esperienze di questo tipo, (...) Sono esperienze di fraternità, che mostrano il volto di una società diversa, posta come fermento all'interno del contesto civile. La forza della carità, infatti, è irresistibile: è l'amore che veramente manda avanti il mondo!".

  Il Beato Bartolo Longo, "come San Paolo fu trasformato da persecutore in apostolo" perché "si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose (...) con la sua personale conversione diede testimonianza di questa forza spirituale che trasforma l'uomo interiormente e lo rende capace di operare grandi cose secondo il disegno di Dio".

  "Pompei è un esempio di come la fede può operare nella città dell'uomo, suscitando apostoli di carità che si pongono al servizio dei piccoli e dei poveri, ed agiscono perché anche gli ultimi siano rispettati nella loro dignità e trovino e promozione. Qui a Pompei si capisce che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili. (...) Qui, ai piedi di Maria, le famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell'amore che le mantiene unite".

  Al termine dell'omelia, il Papa, ha sottolineato l'importanza del Santo Padre ha affermato: "Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. E' vincolo spirituale con Maria per rimanere uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato. Il Rosario è 'arma' spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società del mondo".

  Al termine della Messa e della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI ha guidato la Supplica alla Vergine del Rosario, composta dal Beato Bartolo Longo, nel 1883, e che tradizionalmente si recita la prima domenica di ottobre.
PV-ITALIA/MESSA/POMPEI                                   VIS 20081020 (680)


PRIMO IMPEGNO MISSIONARIO È LA PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Dopo una solenne Celebrazione Eucaristica e la tradizionale Supplica alla Vergine di Pompei, Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con le migliaia di persone riunite nel Santuario di Pompei.

  Prima della recita della preghiera mariana il Papa ha affidato alla Vergine i risultati dei lavori dell'Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi "perché possa portare frutti di autentico rinnovamento in ogni comunità cristiana" e ricordando che questo mese di ottobre, "mese missionario e del Rosario", ha affermato che "il primo impegno missionario di ognuno di noi è la preghiera".

  "E' innanzitutto pregando" - ha detto il Papa - "che si prepara la via al Vangelo; è pregando che si aprono i cuori al mistero di Dio e si dispongono gli animi ad accogliere la sua Parola di salvezza".

  Successivamente il Papa ha ricordato la beatificazione oggi a Lisieux, dei beati Louis Martin e Zélie Guérin, genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, dichiarata da Pio XI patrona delle missioni, ed ha detto che: "Questi nuovi Beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a Lui senza riserve tra le mura del Carmelo. (...) Mi è caro richiamare un'altra intenzione, che mi sta tanto a cuore: la famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria".

  Il Papa ha invocato la protezione della Vergine di Pompei soprattutto i nuclei familiari del mondo "pensando già al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, a Città del Messico, il prossimo gennaio 2009".

  Infine Benedetto XVI si è rivolto in francese ai pellegrini riuniti a Lisieux ed ha detto che i nuovi Beati "con la loro vita matrimoniale esemplare hanno annunciato il Vangelo di Cristo. Hanno vissuto ardentemente la fede e la trasmissione alla loro famiglie e al loro ambiente".

  Dopo la recita dell'Angelus, il Papa si è diretto alla residenza della Delegazione Pontificia per la colazione con i Vescovi della regione Campania e nel primo pomeriggio ha salutato diversi benefattori del Santuario di Pompei.
PVITALIA/ANGELUS/POMPEYA                        VIS 20081020 (370)

DICHIARAZIONE SU POSSIBILE VIAGGIO IN TERRASANTA


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). A proposito di alcuni dispacci di agenzia concernenti il Papa Pio XII a riguardo della didascalia nel Museo di Vad Vashem e della causa di beatificazione, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella serata di ieri la seguente dichiarazione:
 
  "E' noto che sul testo della didascalia su Pio XII nel Museo di Yad Vashem già in passato il Rappresentante della Santa Sede in Israele ha manifestato obiezioni. È auspicabile quindi che sia oggetto di una nuova obiettiva e approfondita considerazione da parte dei responsabili del Museo".

  "Tuttavia - per quanto rilevante - non si può considerare questo fatto come determinante per una decisione su un eventuale viaggio del Santo Padre nella Terra Santa, viaggio che - com'è noto - è nei desideri del Papa, ma per ora non è stato ancora concretamente programmato".

  "Quanto alla causa di beatificazione, ripeto quanto detto ancora recentemente. Cioè che il Papa non ha a tutt'oggi firmato il decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio Pio XII, firma che è la premessa per la prosecuzione dell'iter della causa. Ciò è oggetto da parte sua di approfondimento e di riflessione, e in questa situazione non è opportuno cercare di esercitare su di lui pressioni in un senso o nell'altro".
OP/PIO XII/.../                                   VIS 20081020 (230)


RECITA DEL SANTO ROSARIO PONTIFICIO SANTUARIO POMPEI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, alle 17:00, prima della recita del Santo Rosario con i fedeli nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, ha sostato brevemente dinanzi nall'urna del Beato Bartolo Longo, adiacente al Santuario. Nel corso della meditazione, successiva all'orazione mariana il Papa si è domandato: "Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto l'energia e la costanza necessarie per portare a compimento un'opera così importante (...) Non è proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?".

  "Si, è stato veramente così! (...) Lo testimonia l'esperienza dei santi, questa popolare preghiera mariana è un mezzo spirituale prezioso per crescere nell'intimità con Gesù e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la volontà divina".

  "Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondità di questa preghiera, semplice. (...) e accessibile a tutti. Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio.  A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell'Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta".

  Il Papa ha ricordato anche che: "Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia della Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con essa parla al cuore. (...) Anche quando viene pregato da grandi assemblee, (...) è necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non può avvenire se manca un clima di silenzio interiore. (...) A ben vedere il Rosario è tutto intessuto di elementi tatti dalla Sacra Scrittura. (...) L'enunciazione del mistero, fatta preferibilmente con parole tratte della Bibbia. (...) La prima parte dell'Ave Maria, tratta anch'essa del Vangelo (...) La seconda parte dell'Ave maria risuona come la risposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla madre, non fanno altri che esprimere la propri adesione al disegno salvifico. (...) Così il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati".

  Infine, Benedetto XVI ha parlato della Giornata Mondiale delle Missioni che si celebra oggi, nuovamente evocando la figura del Beato Bartolo Longo ed ha affermato che il Beato celebre per il suo spirito caritativo, volle che il Santuario di Pompei fosse sempre "aperto al mondo intero, come centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace fra i popoli". "Desidero affidarvi" - ha concluso il Papa - "l'impegno spirituale e pastorale di queste finalità; l'apostolato della carità e l'orazione per la pace".

  Al termine della recita del Rosario, Benedetto XVI si è congedato dal Santuario di Pompei e alle 18:30, è rientrato in elicottero in Vaticano.
PV-ITALIA/ROSARIO/POMPEI                           VIS 20081020 (510)


RISPETTARE LA DIGNITÀ UMANA DI TUTTI I PAZIENTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Il Papa ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia, che hanno esaminato il tema: "Per una chirurgia nel rispetto del malato".

  Dopo aver rilevato che nel passato "ci si accontentava di alleviare la sofferenza della persona malata", mentre oggi gli sviluppi della scienza e della tecnica, chirurgica hanno consentito di intervenire con crescente successo nella vicenda del malato", il Santo Padre ha richiamato l'attenzione di fronte al rischio di "abbandonare il paziente nel momento in cui si avverte l'impossibilità di ottenere risultati apprezzabili".

  Benedetto XVI ha ribadito che: "Se anche la guarigione non è più prospettabile, si può ancora fare molto per il malato: se ne può alleviare la sofferenza e che ogni paziente ha una dignità da onorare, che costituisce il fondamento ineludibile di ogni agire medico. Il rispetto della dignità umana, infatti, esige il rispetto incondizionato di ogni singolo essere umano, nato o non nato, sano o malato, in qualunque condizione si trovi".

  Riferendosi all'importanza per il medico di "scorgere le modalità di comunicazione più adeguate al singolo paziente" in modo che tale strategia comunicativa (miri soprattutto a sostenere, pur nel rispetto della verità, dei fatti, la speranza, elemento essenziale del contesto terapeutico" il paziente "vuole essere ascoltato, non solo sottoposto a diagnosi sofisticate".

 "Da una parte, è innegabile che si debba rispettare l'autodeterminazione del paziente, senza dimenticare però che l'esaltazione individualistica dell'autonomia finisce per portare ad una lettura non realistica, e certamente impoverita, della realtà umana. Dall'altra la responsabilità professionale del medico deve portarlo a proporre un trattamento che miri al vero bene del paziente, nella consapevolezza che la sua specifica competenza lo mette in grado in genere da valutare la situazione meglio che non il paziente stesso".

  Benedetto XVI ha concluso sottolineandole necessità "di promuovere il senso di responsabilità dei familiari nei confronti del loro congiunto: è un elemento importante per evitare l'ulteriore alienazione che questi, quasi inevitabilmente, subisce se affidato ad una medicina altamente tecnologizzata, ma priva di una sufficiente vibrazione umana".
AC/MALATI: DIGNITÀ UMANA/...                       VIS 20081020 (360)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

     - Il Vescovo Eugenio Arellano Fernández, M.C.C.J., Vicario Apostolico di Esmeraldas.

- Il Vescovo Luis Antonio Sanchez Armijos, S.D.B., de Tulcán.

- Il Vescovo Néster Montesdeoca Becerra, Vicario Apostolico di Méndez, con il Vicario Apostolico emerito Pietro Gabrielli, S.D.B.
AP:AL/.../....                                         VIS 20081020 (80)


venerdì 17 ottobre 2008

DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina è stata celebrata, in presenza del Santo Padre, la Diciottesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi durante la quale sono state presentate le relazioni dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici.

  Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Willima Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Di seguito riportiamo estratti di alcune relazioni:

CIRCOLO MINORE FRANCESE C: ARCIVESCOVO PIERRE-MARIE CARRË, DI ALBI (FRANCIA). "Il rinnovamento della Bibbia nella Chiesa Cattolica è ancora recente. (...) Dobbiamo lavorare più intensamente per rendere questo grande testo meglio conosciuto. Semplici proposizioni sono necessarie così che la Bibbia divenga nutrimento spirituale per tutti i membri della Chiesa, ad esempio: 1) la Lettura della Scrittura che ha inizio in famiglia e continua nelle sere bibliche nella parrocchia. 2) L'insegnamento di un vivo ascolto della Parola di Dio. (...) 3). Strumenti pedagogici, supporti online (Internet) per facilitare la comprensione dei passaggi biblici più difficili della Bibbia; 7. Potremmo istituire ministri straordinari della Parola, catechisti, lettori, animatori delle comunità di base. 8) Legami intrinsechi fra l'Eucaristia e la Parola. (...) Varrebbe la pena assegnare un maggiore ruolo ai servi della Parola (lettori, cantori, predicatori) Cristo Gesù dona se Stesso attraverso la Parola a coloro che celebrano l'Eucaristia. 9. Diffondere la Bibbia. Tutto deve essere fatto per assicurare il maggior numero di lingue per la traduzione e per la diffusione della Bibbia. 10. Come ripristinare i rapporti fra esegeti teologi? 11. Nella formazione dei sacerdoti, ci dovrebbero essere diversi approcci alla Scrittura: Lectio Divina, esegesi. 12. Il Convegno Mondiale della Parola di Dio. 13. dialogo gli Ebrei. Una santa lettura ebraica della Scrittura, attenta alle edizioni critiche e alla datazione dei testi ebraici, potrebbe completare la ricerca del contesto del testo biblico, condotto con un approccio storico-critico. (...) Speriamo che le donne, e specialmente le madri, possano ricevere  una formazione appropriata a tale condizione di "trasmettitore" della Parola.

CIRCOLO MINORE INGLESE A: ARCIVESCOVO MARK COLERIDGE, DI CANBERRA-GOULBURN (AUSTRALIA). "Nel corso della discussione sono emersi temi cruciali che saranno alla base delle Proposizioni. Vorrei elencarli poiché sono stati identificati come necessità: 1). Occorre mettere a punto un piano pastorale ampio e ben strutturato, fondato sulla Parola di Dio e che in tutti i suoi elementi guardi alla Parola di Dio. (...) Occorre offrire ai poveri ciò che rappresenta il loro diritto e il loro bisogni fondamentali - la Parola di Dio (...). E' vitale che la Bibbia venga tradotta nel maggior numero possibile di lingue. Occorre guidare i giovani a scoprire e amare la Parola di Dio affinché possano assumere il proprio ruolo di agenti della missione, soprattutto tra i coetanei. Occorre sottolineare l'essenziale missione evangelizzatrice che i laici hanno assunto in virtù del Battesimo. In particolare occorre richiamare l'attenzione sulla famiglia come Chiesa domestica. 6) Occorre mettere in luce che la vita della Chiesa "è" missione e far sì che il maggior numero possibile di persone si dedichino alla missione, senza spaventarsi se non si sentono perfettamente all'altezza. Occorre una salda formazione permanente alla Parola di Dio di tutti gli operatori della missione, compresi i Vescovi. (...)  Nel nostro primo incontro è stato suggerito che sarebbe stato meglio per i piccoli gruppi incontrarsi a livello continentale piuttosto che linguistico, in quanto avrebbero avuto più argomenti comuni per la discussione".
SE/DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE/...                   VIS 20081017 (540)


IL PAPA ASSISTE A UN DOCUMENTARIO SU GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito alla proiezione del Documentario "Testimonio", ispirato al volume "Una vita con Karol", del Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, e di Gian Franco Svidercoschi.

  La proiezione a cui abbiamo assistito" - ha detto il Papa rivolgendosi a tutti i presenti, molti dei quali polacchi - "ci fa riandare con il pensiero a quella tarda sera del 16 ottobre 1978 di 30 anni fa, rimasta impressa nel cuore di tutti. Come oggi, e quasi alla stessa ora, il nuovo Papa rivolto ai numerosi fedeli accolti in Piazza San Pietro, disse: 'Se mi sbaglio mi corriggerete'".

  "Potremmo dire che il Pontificato di Giovanni Paolo II è racchiuso tra due espressioni. La prima - 'Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura' - fu vibrante, e impressionò e scosse l'opinione pubblica e risuonerà sulle sue labbra molte volte ancora lungo gli anni seguenti; l'altra - 'Lasciatemi andare al Signore ' - il Ppa la pronunciò flebilmente sul letto di morte, al compiersi di un lungo e fruttuoso pellegrinaggio terreno".

  "Rivelando inediti episodi, il film lascia trasparire l'umana semplicità, il coraggio deciso e infine la sofferenza di Papa Wojtyla, affrontata sino alla fine con la tempra del montanaro e la pazienza dell'umile servitore del Vangelo".

  "Questo interessante racconto cinematografico va ad aggiungersi alle moltissime pubblicazioni su questo Pontefice che ha segnato la storia della Chiesa e del mondo nell'ultima parte del secolo XX e all'inizio del terzo millennio. Grazie a questo film, costituito si di materiali documentari che di ricostruzioni narrative di dati storici, lo spettatore che non ha conosciuto Giovanni Paolo II ha modo di intuirne l'animo e la passione evangelica. (...) Il film ci dà modo inoltre di conoscere meglio la patria di Papa Wojtyla, la Polonia, e le sue tradizioni culturali e religiose, ci permette di ripercorrere noti eventi ecclesiali e civili ed episodi sconosciuti ai più. Tutto è raccontato con l'affetto di chi ha condiviso questi eventi da vicino, all'ombra del protagonista".

 Ringraziando il Cardinale Dziwisz, per 39 anni accanto a Papa Karol Wojtyla, il regista e gli altri collaboratori, il Papa ha esteso a tutti i presenti l'invito di Giovanni Paolo II "a non avere paura" e a "rendere con coraggio la nostra testimonianza a Cristo".

  "Testimonianza", diretta dal polacco Pawel Pietra, è stato girato in Vaticano, a Cracovia, Wadowice (paese natale di Wojtyla), Portogallo e Germania. Il primo narratore è lo stesso Cardinale Dziwisz e il secondo, l'attore inglese Michael York.
AC/PELLICOLA GIOVANNI PAOLO II/...                   VIS 20081017 (440)


PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE FRANCISCO ROBLES ORTEGA

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto questa mattina che sabato 25 ottobre, alle ore 18:30, il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo Metropolita di Monterrey (Messico), prenderà possesso del nuovo Titolo di Santa Maria della Presentazione, Via di Torrevecchia, 1104.
OCL/TITOLO/ROBLES ORTEGA                                     VIS 20081017 (60)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Antonio José González Zumárraga, Arcivescovo emerito di Quito (Ecuador), il 13 ottobre 2008, all'età di 83 anni.

- Il Vescovo Pablo Estevan Barrachina, di Orihuela-Alicante (Spagna), il 13 ottobre 2008, all'età di 95 anni.

- Il Vescovo Joan Carrera Planas, Ausiliare di Barcelona (Spagna), il 3 ottobre, all'età di 78.

- Il Vescovo Antonio Iannucci, Arcivescovo emerito di Pescara-Penne (Italia), il 14 ottobre, all'età di 94 anni.

 - Il Vescovo Eduardus Sangsun, S.V.D., di Ruteng (Indonesia), all'età di 65 anni.

- Adam Smigielski, S.D.B., di Sosnowiec, S.D.B., (Pologne), il 7 ottobre, all'età di 74 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 081017 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Consultore della Congregazione della Cause dei Santi il Sacerdote Francesco Asti, Docente presso la Sezione San Tommaso della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, in Napoli.

- Il Vescovo Tennis M. Schnurr, finora Vescovo Duluth (Stati Uniti d'America),  Arcivescovo Coadiutore di Cincinnati (superficie: 22.118; popolazione: 2.964.909; cattolici: 500.000; sacerdoti: 501; religiosi: 1.370; diaconi permanenti: 149), Stati Uniti d'America.
NA:NEC/...SCHNURR:ASTI                                                      VIS 20081017 (80)

giovedì 16 ottobre 2008

PERDURANTE ATTUALITÀ ENCICLICA "FIDES ET RATIO"


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Nel decimo anniversario della pubblicazione della Lettera Enciclica "Fides et ratio", l'Università Lateranense in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze e la Conferenza Mondiale delle Istituzioni Universitarie Cattoliche di Filosofia, ha organizzato un Convengo Internazionale.

I partecipanti al Congresso sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre che, nel suo discorso, ha espresso ammirazione per "la perdurante attualità" dell'Enciclica che "si caratterizza per la sua grande apertura nei confronti della ragione, soprattutto in un periodo in cui ne viene teorizzata la debolezza. Giovanni Paolo II sottolinea invece l'importanza di coniugare fede e ragione nella loro reciproca relazione, pur nel rispetto della sfera di autonomia propria di ciascuna".

"Con questo magistero, la Chiesa si è fatta interprete di un'esigenza emergente nell'attuale contesto culturale. Ha voluto difendere la forza della ragione e la sua capacità di raggiungere la verità, presentando ancora una volta la fede come una peculiare forma di conoscenza, grazie alla quale ci si apre alla verità della Rivelazione (cfr Fides et ratio, 13). Si legge nell'Enciclica che bisogna avere fiducia nelle capacità della ragione umana e non prefiggersi mete troppo modeste".

"Chi potrebbe negare il contributo che i grandi sistemi filosofici hanno recato allo sviluppo dell'autoconsapevolezza dell'uomo e al progresso delle varie culture? Queste, peraltro, diventano feconde quando si aprono alla verità, permettendo a quanti ne partecipano di raggiungere obiettivi che rendono sempre più umano il vivere sociale".

"Non possiamo nasconderci, tuttavia, che si è verificato uno slittamento da un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale. La ricerca si è volta soprattutto all'osservazione della natura nel tentativo di scoprirne i segreti. Il desiderio di conoscere la natura si è poi trasformato nella volontà di riprodurla".

"La conquista scientifica e tecnologica, con cui la 'fides' è sempre più provocata a confrontarsi, ha modificato l'antico concetto di 'ratio'; in qualche modo, ha emarginato la ragione che ricercava la verità ultima delle cose per fare spazio ad una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi della natura".

"La ricerca scientifica ha certamente il suo valore positivo. La scoperta e l'incremento delle scienze matematiche, fisiche, chimiche e di quelle applicate sono frutto della ragione ed esprimono l'intelligenza con la quale l'uomo riesce a penetrare nelle profondità del creato. La fede, da parte sua, non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all'uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l'umanità".

"La ragione, peraltro, sente e scopre che, oltre a ciò che ha già raggiunto e conquistato, esiste una verità che non potrà mai scoprire partendo da se stessa, ma solo ricevere come dono gratuito. La verità della Rivelazione non si sovrappone a quella raggiunta dalla ragione; purifica piuttosto la ragione e la innalza, permettendole così di dilatare i propri spazi per inserirsi in un campo di ricerca insondabile come il mistero stesso".

"La passione per la verità ci spinge a rientrare in noi stessi per cogliere nell'uomo interiore il senso profondo della nostra vita. Una vera filosofia dovrà condurre per mano ogni persona e farle scoprire quanto fondamentale sia per la sua stessa dignità conoscere la verità della Rivelazione".
AC/FIDES:RATIO/... VIS 20081016 (540)


DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2008 (VIS). Alle 16:30 di oggi mercoledì, ha avuto inizio - in presenza del Santo Padre e di 236 Padri Sinodali - la Diciassettesima Congregazione Generale nel corso della quale è stata presentata la "Relatio post disceptationem". Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).

  Alle precedenti Congregazioni Generali sono intervenuti 229 Padri Sinodali, 9 Delegati fraterni e 22 Uditori.

  Il Relatore Generale del Sinodo dei Vescovi, Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Québec (Canada),  ha dato lettura in lingua latina della "Relatio post disceptationem", sul tema sinodale: "Verbum Domini in vita et missione Ecclesiae" ("La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa"). Il Porporato ha sintetizzato gli interventi dei Padri Sinodali durante le Congregazioni Generali dei giorni scorsi ed ha offerto alcuni orientamenti per facilitare i lavori dei Circoli Minori e la preparazione delle proposte pastorali da presentare al Santo Padre.

  Il Cardinale Ouellet - si legge in una sintesi in lingua spagnola - ha affermato che la Relazione è elaborata a partire da un quadro generale in dieci capitoli, scelti dal Relatore Generale e sviluppati con l'ausilio del segretario Speciale e degli Esperti. Seguendo la divisione utilizzata nello "Instrumentum laboris", la materia è presentata in tre parti.

  La prima parte ha per titolo "Dio parla e ascolta" e contiene tre punti: 1- Rivelazione, creazione, storia della salvezza; 2- Il Cristo, lo Spirito e la Chiesa; 3-Parola di Dio, liturgia, ascolto.

La prima parte ha per titolo "Dio parla e ascolta" e contiene tre punti: 1- Rivelazione, creazione, storia della salvezza; 2- Il Cristo, lo Spirito e la Chiesa; 3- Parola di Dio, liturgia, ascolto. Il primo punto parte dalla considerazione della riflessione del Santo Padre Benedetto XVI che, commentando il Salmo 18, ha ricordato che la Parola di Dio è salda, è la realtà, è il fondamento stabile e duraturo di ogni cosa. A partire da questo invito a un nuovo realismo fondato sulla Parola di Dio, l'Assemblea sinodale - ha spiegato il Relatore Generale - ha intrapreso una preziosa discussione.

  Il Cardinale ha fatto riferimento agli argomenti: "Rivelazione e il dialogo intratrinitario", al carattere 'dialogico' della Parola, il cui fondamento si trova nel mistero della Trinità e che chiama l'uomo al dialogo; alla "Parola di Dio e la storia della salvezza", la rivelazione come movimento dialogico nel quale Dio si rivolge alla sua creatura e la conduce alla pienezza della salvezza; infine, la storia della salvezza, che si è realizzata nell'incarnazione, la morte e la risurrezione del Verbo e nel dono definitivo dello Spirito Santo.

  Il secondo punto presenta il Cristo, pienezza e compimento della rivelazione trinitaria; il Cristo, unico mediatore, e il dialogo; il mistero della Chiesa, l'azione dello Spirito Santo e l'interpretazione delle Scritture.

  Il terzo punto ricorda la dimensione sacramentale inerente alla Parola di Dio e l'importanza, sottolineata da un gran numero di interventi dei Padri Sinodali, che la relazione esistente tra la Parola di Dio e la liturgia e, in particolare, la liturgia eucaristica, sia rafforzata; la dimensione antropologica della rivelazione di Dio nella sua Parola, per cui l'uomo è un essere chiamato all'ascolto della Parola; la Chiesa, madre e maestra d'ascolto della Parola di Dio; infine la relazione tra Parola e vocazione, la Parola e i poveri, Parola, silenzio e preghiera, Parola e fede, Parola e santità.

  La seconda parte si intitola: "Parola di Dio, Sacra Scrittura, Tradizione" ed è sviluppata in quattro punti: 1- Evento, incontro, interpretazione; 2- Unità, primato, circolarità; 3- Eucaristia, omelia, comunità; 4- Esegesi, teologia, lectio divina.

  Nel primo punto, "Evento, incontro, interpretazione" è presentata la Parola di Dio come evento nella storia. Si ricorda che molti interventi in aula hanno sottolineato il fatto che la Parola di Dio come tale non si identifica semplicemente con la Sacra Scrittura, nonostante i due termini siano sovente ritenuti sinonimi. La dottrina espressa infatti nella 'Dei Verbum' afferma chiaramente che la Parola di Dio ci è trasmessa inseparabilmente nella Parola scritta ispirata (Sacre Scritture) e nella Tradizione viva della Chiesa.

  La sintesi prosegue trattando dell'interpretazione e del legame tra Sacra Scrittura e vita del credente nella Chiesa; la Parola di Dio e le sfide culturali del nostro tempo.

  Nel secondo punto, intitolato "Unità, primato, circolarità", si presentano i temi dell'unità e del primato della Parola di Dio, dell'unità nella relazione tra Scrittura, Tradizione e Magistero espressa dalla 'Dei Verbum'; l'opera dello Spirito Santo nella triplice connessione Scrittura-Tradizione-Magistero.

  Il terzo punto "Eucaristia, omelia, comunità" tratta della relazione tra Scrittura e Eucaristia, con l'interrogativo , emerso nella discussione sinodale, di come favorire, tra i fedeli, una percezione più unitaria di tale rapporto; la dimensione sacramentale della Parola, Parola e dimensione escatologica; la celebrazione della Parola; l'importanza dell'omelia; l'arte come forma analogica di predicazione; infine, la relazione tra Parola di Dio, celebrazione e comunità.

  Il quarto punto, "Esegesi, teologia, lectio divina", tratta del rapporto tra esegesi e teologia e presenta la Lectio Divina come lettura individuale e comunitaria di un brano, ricordando che l'approccio al testo sacro, quando è fatto personalmente dal fedele, non può essere isolato dalla comunione e dal contesto ecclesiale.

  Infine, la terza parte si intitola "Parola di Dio, missione, dialogo" e comprende tre punti: 1- Testimonianza, kerygma, catechesi; 2- Cultura, dialogo, impegno; 3- Comunicazione, proclamazione, traduzioni. In questa parte, al secondo punto "Cultura, dialogo, impegno", la Parola di Dio è presentata come legame ecumenico e fonte di dialogo tra credenti ed Ebrei; la sintesi prosegue presentando la Parola di Dio nell'ambito del dialogo interreligioso, nella relazione con le culture e come chiamata all'impegno.

  Si sottolinea che molti Padri sinodali hanno parlato di inculturazione, e che un intervento in aula ne ha illustrato il fondamento cristologico. L'ultimo punto pone in luce l'urgenza, espressa frequentemente dai Padri Sinodali, di rendere la Bibbia disponibile in tutte le lingue, comprese quelle non scritte; tratta delle nuove possibilità di trasmissione delle Sacre Scritture attraverso i moderni mezzi di comunicazione; sottolinea la proposta, avanzata da più Padri sinodali, di creare un ministero specifico o di valorizzare il lettorato nella Chiesa.

  Nelle Conclusioni, il Relatore Generale ha infine ricordato come tutti i Padri sinodali avvertano l'urgenza dell'annuncio del Vangelo e come le nuove possibilità di comunicazione invitino a prendere iniziative originali per far conoscere e amare Cristo e le Scritture, per favorire l'unità dei Cristiani e contribuire alla giustizia e alla pace nel mondo.
SE/RELATIO POST DISCEPTATIONES/OUELLET             VIS 20081016 (1070)


SESSIONI DI LAVORO DEI CIRCOLI MINORI

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo la Seconda Sessione di lavoro dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici, per la stesura e l'approvazione dei progetti di testi per le Proposizioni sul tema dell'Assemblea Generale.

  Nel pomeriggio di oggi, fra le 16:30 e le 19:00, si terrà la Terza Sessione dei Circoli Minori.

  Di seguito riportiamo estratti degli interventi "In scriptis" dei Padre Sinodali, non pronunciati in Aula.

PADRE ADOLFO NICOLÁS, S.I., Preposito Generale della Compagnia di  Gesù (Spagna). "Sono convinto che la Parola di Dio possa rivendicare una grande funzione 'terapeutica" nella vita della comunità cristiana. Ogni volta che entriamo nel mondo della Bibbia, siamo esposti a un mondo nuovo: il mondo di Dio, l'azione di Dio, l'insegnamento di Dio al suo Popolo. L'incontro, se reale, può essere sconvolgente, sorprendente, illuminante, rasserenante o consolante. Può anche essere frainteso e andare perduto. (...) I pastori e i ministro della Parola hanno bisogno di una formazione alla buona 'diagnosis', a una saggia applicazione dei modi di lettura, a una preghiera e interiorizzazione più profonde della Parola di Dio e a un accompagnamento significativo che aiuti il fedele a discernere l'azione dello Spirito Santo in e attraverso la lettura della Bibbia. (...) Sembra indispensabile che questa formazione venga inclusa nella preparazione al ministero pastorale e nei programmi di formazione permanente per tutti i sacerdoti. Inoltre tutte le parrocchie e/o diocesi dovrebbero avere accesso a centri o a persone preparate che possano offrire questo servizio".

CARDINALE VARKEY VITHAYATHIL, C.SS.R., ARCIVESCOVO MAGGIORE DI ERNAKULAM-ANGAMALY DEI SIRO-MALABARESI, PRESIDENTE DEL SINODO DELLA CHIESA SIRO-MALABARESE (INDIA). "Nonostante il diritto di ogni Chiesa particolare di predicare il Vangelo ovunque nel mondo sotto la guida del romano Pontefice, e sebbene il Concilio Vaticano II e i due codici di diritto canonico  riconoscano il diritto di tutti i fedeli delle Chiese orientali di ricevere le cure pastorali dai propri Vescovi e dai propri sacerdoti, a quarantatre anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, alla Chiesa siro-malabarese ancora non vengono affidati nuovi territori di missione in India, Africa, ecc., né le viene data la libertà di esercitare il suo diritto ad offrire cure pastorali attraverso i suoi Vescovi e i suoi sacerdoti alle centinaia di miglia di migranti in India, nei paesi del Golfo, in Europa e altrove. (...) La Chiesa non deve solo predicare la Parola di giustizia ai fedeli, ma essi dovrebbero ricevere un aiuto pastorale per viverla. Questo vale ancor più quando non viene fatta giustizia, perché la pace è frutto della giustizia. La giustizia è stata negata per molti secoli. E' giunto il momento che il sinodo rifletta su questa situazione ingiusta in seno alla Chiesa e proponga soluzioni durature".
SE/CIRCOLI MINORI/...                               VIS 20081016 (460)


ECUADOR: LAICATO MATURO ILLUMINI SOCIETÀ LUCE DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Vescovi della Conferenza Episcopale dell'Ecuador a conclusione della quinquennale "Visita ad Limina Apostolorum".

  "Constato con soddisfazione" - ha detto il Santo Padre - "che una delle iniziative pastorali che ritengo più urgenti per la Chiesa in Ecuador è la realizzazione della 'grande missione' convocata dall'Episcopato Latinoamericano ad Aparecida. (...) L'appello che il Signore Gesù lanciò ai suoi discepoli, inviandoli a predicare il suo messaggio di salvezza, di rendere discepoli tutti i popoli, deve essere per tutta la comunità ecclesiale motivo di costante meditazione e la ragion d'essere di tutta l'azione pastorale".

  "Per far fronte alle numerose sfide della vostra missione, e in un ambiente culturale e sociale che sembra dimenticare le radici spirituali più profonde della sua identità (...) è necessario compiere un generoso sforzo di diffusione della Parola di Dio, in modo che nessuno rimanga privo di questo imprescindibile alimento spirituale, fonte di vita e di luce.".

  Il Papa ha ricordato che la missione di diffusione della parola "in modo particolare è compito dei sacerdoti" e, di fronte allo scarso numero di sacerdoti in molte aree dell'Ecuador, i Presuli devono "impegnarsi risolutamente nel coinvolgere tutti i gruppi, movimenti e persone" delle Diocesi "in una ampia e generosa pastorale vocazionale". "Tale impegno" - ha ribadito il  Papa - "deve comportare la massima attenzione alla selezione e preparazione intellettuale, umana e spirituale dei seminaristi. In tal modo (...) potranno essere assunte con gioia e senso di responsabilità le esigenze del futuro ministero".

  "In tale importante fase della storia della Chiesa in Ecuador è necessario poter contare su di un laicato maturo e impegnato, che, dotato di solida formazione dottrinale e di una profonda vita interiore, viva la sua vocazione specifica" Bisogna "Illuminare con la luce di Cristo tutta la realtà umana, sociale, cultural e politica" - ha Papa Benedetto XVI ringraziando i Presuli che si adoperano per "richiamare l'attenzione della società su quei valori che rendono la vita umana più giusta e solidale".

  "Sebbene l'attività della Chiesa non può essere confusa con il potere politico" - ha aggiunto il Pontefice - "essa ha da offrire all'insieme della comunità umana il suo contributo mediante la riflessione e i giudizi morali, inclusi quelli sulle questioni politiche che riguardano in particolare la dignità della persona".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esortando i Vescovi a prestare speciale attenzione all'azione caritativa delle Chiese "nelle quali si rende presente l'amore misericordioso di Cristo, soprattutto alle persone in difficoltà, agli anziani, i bambini, i migranti, le donne abbandonate e maltrattate".
AL/.../ECUADOR                                           VIS 20081016 (440)


SICUREZZA ALIMENTARE: CAMBIAMENTI CLIMATICI E BIOENERGIE


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), Jacques Diouf, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che si celebra ogni anno il 16 ottobre.

  Commentando il tema della Giornata di quest'anno: "La sicurezza alimentare mondiale: le sfide dei cambiamenti climatici e delle bioenergie" , il Santo Padre scrive che esso: "permette di riflettere su ciò che è stato realizzato nella lotta contro la fame e sugli ostacoli che la F.A.O. affronta di fronte alle nuove sfide che minacciano la vita della famiglia umana".

  Benedetto XVI sottolinea che "occorre soprattutto impegnarsi per eliminare le ragioni che impediscono un autentico rispetto della dignità della persona. I mezzi e le risorse delle quali il mondo attuale dispone, rende possibile fornire la autosufficienza alimentare e soddisfare i crescenti bisogni di tutti".

  "L'assenza di una corretta gestione delle risorse alimentari causata dalla corruzione nella vita pubblica o dall'aumento degli investimenti in armi e in tecnologie militari sofisticate, a scapito delle necessità primarie delle persone hanno grande importanza".

  Il Papa sottolinea che "una campagna efficace contro la fame esige molto più che un semplice studio scientifico per far fronte ai cambiamenti climatici o per destinare in primo luogo la produzione agricola all'uso alimentare. E' necessario, soprattutto, riscoprire il senso della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria".

  "Tale contesto" - ha continuato il Santo Padre - "risponde alla necessità di costruire relazioni fra i popoli fondate su di una disponibilità autentica e costante, di rendere ogni paese capace di soddisfare le necessità delle persone nel bisogno, ma anche di trasmettere il concetto di relazione fondato sullo scambio di conoscenze reciproche, di valori, di rapida assistenza e di rispetto".

  Benedetto XVI ha rilevato l'importanza di "promuovere una effettiva giustizia sociale nei rapporti fra i popoli, che esige che ciascuno sia consapevole che i beni della creazione sono destinati a tutti e che nella comunità mondiale la vita economica deve essere orientata alla condivisione di tali beni, all'uso duraturo ed alla giusta ripartizione dei vantaggi che ne derivano".

  "Condizione essenziale per aumentare il livello della produzione, per garantire l'identità delle comunità indigene" - conclude il Pontefice - "e anche la pace e la sicurezza nel mondo, è garantire l'accesso alla terra, favorendo anche i lavoratori agricoli e promuovendo i loro diritti".
MESS/GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE/FAO        VIS 20081016 (410)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina, in udienze separate:

- Il Vescovo Paolo Mietto, Vicario Apostolico di Napo (Ecuador), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Gonzalo López Maranñón, Vicario Apostolico di San Miguel de Sucumbícs (Ecuador), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP/.../...                                 VIS 20081016 (60)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Joseph Anthony Toal, finora Rettore del "Royal  Scots College" di Salamanca (Spagna), Vescovo di Argyll and The Isles (superficie: 31.080; popolazione: 74.383; cattolici: 10.383; sacerdoti: 29; religiosi: 12), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, è nato a Roy Bridge (Scozia) nel 1956 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980. Il Vescovo Toal succede al Vescovo Ian Murray, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Thomas Matthew Burns, S.M., finora Ordinario Militare di Gran Bretagna, Vescovo di Menevia (superficie: 9.310; popolazione: 801.650; cattolici: 26.688; sacerdoti: 52; religiosi: 133), Gran Bretagna. Il Vescovo Burns succede al Vescovo Mark Jabalè, O.S.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Membro della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, il Padre Adolfo Nicolás, Preposito Generale della Compagnia di Gesù.
NER:NA/.../                                       VIS 20081016 (190)


mercoledì 15 ottobre 2008

QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTÀ DEL VATICANO, 14 OCT 2008 (VIS). Alle 16:30 di oggi pomeriggio, ha avuto inizio la Quindicesima Congregazione Generale, alla quale sono intervenuti i Padri Sinodali ed alcuni Delegati Fraterni. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

CARDINALE ANTONIO MARÍA ROUCO VARELA, ARCIVESCOVO DI MADRID (SPAGNA). "Fare in modo che la Parola di Dio sia fermento della cultura moderna presuppone tenere in considerazione uno dei tratti che la caratterizzano maggiormente, soprattutto nel contesto euroamericano, ovvero: la concezione immanentista dell'uomo e del mondo, senza riferimento né esplicito né implicito a Dio Creatore e Redentore dell'uomo. Questa caratteristica si rileva in particolare nella cultura sociopolitica e giuridica. (...) La postmodernità ha inasprito la concezione moderna dell'uomo, della società e dell'ordine politico-giuridico nei suoi aspetti più negativi, aprendo la strada al nichilismo esistenziale e alla 'dittatura' del relativismo etico. Il trattamento legale riservato al diritto alla vita, come se lo Stato potesse disporre di esso illimitatamente, è una prova eloquente di quanto detto. Occorre, dunque, una risposta culturale del Vangelo che, in un dialogo sincero fra fede e ragione, faccia presente nella vita pubblica la verità di Dio Creatore e Redentore dell'uomo: del 'Dio che è amore'. I laici devono esserne i protagonisti più attivi".

VESCOVO JEAN GASPARD MUDISO MUND'LA, S.V.D., DE KENGE (REPUPPLICA DEMOCRATICA DEL CONGO). "Il mio intervento riguarda la preparazione e la formazione dei futuri sacerdoti all'Apostolato biblico come disciplina accademica nei seminari e negli istituti di formazione religiosa. (…) Se la Parola di Dio deve ispirare tutta la pastorale della Chiesa (IL n° 48; DV n° 24), dobbiamo ripensare e rivedere la formazione nei grandi seminari e negli istituti religiosi, poiché la Parola di Dio non è e non può essere una materia d'insegnamento come le altre, al pari delle altre. (…) L'Apostolato biblico (…) desidera aiutare il credente a incontrare il Signore che si rivolge a lui e lo interpella nella sua vita concreta. Questa lezione potrebbe avere una doppia finalità:
a) risvegliare nel seminarista una profonda presa di coscienza delle Scritture come Parola di Dio, sorgente della vita cristiana e strumento del ministero pastorale; b) aiutare il seminarista a tradurre le proprie conoscenze delle Scritture nella quotidianità della vita".

VESCOVO MARK SERGEJ GOLOVKOV, DI YEGORIEVSK, VICEPRESIDENTE DEL DIPARTAMENTO PER LE RELAZIONI ECCLESIASTICHE ESTERNE DEL PATRIARCADO DI MOSCA (FEDERAZIONE RUSSA). " La Chiesa Ortodossa ritiene importante che le Sacre Scritture siano accessibili ad ognuno. La lettura della Bibbia in Chiesa durante le funzioni liturgiche, tuttavia, rappresenta il modo di ascolto più valido. Assieme all'accessibilità dei testi biblici, un principio basilare per la loro comprensione risulta essere l'adempimento della tradizione. La teologia ortodossa non rinuncia a nuovi studi sui testi sacri. Ciò nonostante noi riteniamo che l'interpretazione dei testi biblici sia strettamente legata alla spiegazione lasciataci dai Padri della Chiesa. La fedeltà alla tradizione è la strada sicura che aiuta a non perdersi tra le molteplici opinioni".

VESCOVO ARMASH (HAGOP NALBANDIAN), PRIMATE DI DAMASCO (SIRIA). "La Parola di Dio in Armenia è stata proclamata già nel I secolo dagli apostoli Taddeo e Bartolomeo che, dopo la loro azione missionaria sono morti martiri. L'annuncio della Parola di Dio nei tre secoli successivi ha dato frutto, sicché, primo stato al mondo, nel 301 l'Armenia ha proclamato il cristianesimo come religione di stato.(…)  Il popolo armeno, attraverso il suo martirio, ha dato una testimonianza che ancora oggi forgia l'identità cristiana di ogni armeno. La Parola di Dio è stata ed è fonte della speranza e della sopravvivenza. Com'è la situazione dell'annuncio della Parola in Armenia oggi? L'Armenia è un paese post-sovietico. Quale fosse la situazione in epoca sovietica è già noto. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, oggi in Armenia sperimentiamo un risveglio spirituale e un profondo interesse per l'ascolto della Parola di Dio. Il numero dei circoli biblici e delle persone che frequentano la chiesa è in aumento".
SE/QUINDICESIMA  CONGREGAZIONE/…                       VIS 20081015 (670)


SEDICESIMA CONGREGAAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina ha avuto luogo la Sedicesima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in presenza di 238 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Odilo Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).

  Di seguito riportiamo estratti di alcuni interventi dei Padri Sinodali.

CARDINALE ANGELO BAGNASCO, ARCIVESCOVO DI GENOVA, PRESIDENZA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (ITALIA). "Per quanto riguarda la formazione ad una fede pensata e consapevole, in grado di dare ragione della propria speranza (cfr 1 Pietro), mi pare opportuno ricordare che se è necessario percorrere la via della conoscenza documentata, pregata e condivisa della Parola di Dio scritta, è altresì necessario percorrere la via della ragione. La Sacra Scrittura è attraversata non solo dalle verità soprannaturali, ma anche da quelle naturali che assume, conferma e porta a compimento. Ritorna la necessità e l'urgenza di tenere unita la Scrittura, la Tradizione e il Magistero, perché il credente possa comprendere meglio le grandi questioni del nascere e del morire, della famiglia e della libertà, dell'amore e della legge naturale, dell'eutanasia, della fecondazione ... e le sappia presentare anche ai non credenti, per i quali la Bibbia vale solo per la forza degli argomenti. Quando la Chiesa parla di questi temi non fa ingerenza, non va fuori della sua missione evangelizzatrice, ma è dentro alla sua missione. Nello stesso tempo serve le culture e le società perché possano diventare più umane".

CARDINALE GIOVANNI LAJOLO, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTÁ DEL VATICANO E PRESIDENTE  DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO. "Si pone il quesito su come si possa far giungere in maniera convincente la Parola di Dio a tre categorie di persone: Gli analfabeti e coloro che, pur sapendo leggere, non leggono, i quali sono facilmente inducibili a credenze e superstizioni assurde. Converrebbe studiare come poterli raggiungere di persona o con mezzi audio visivi di facile comprensione e di vasta diffusione. Le persone di un certo livello culturale, talvolta anche assai alto, che si sentono urtate da pagine della Bibbia in cui apparirebbero violati, per ordine o con il consenso di Dio, diritti umani fondamentali. Per esse bisognerebbe cercare di evolvere ulteriormente il concetto di ispirazione della Sacra Scrittura. I credenti nell'Antico Testamento, ai quali non giova proporre la realizzazione delle profezie quale conoscibile 'post fidem'. Ad essi bisognerebbe dunque poter mostrare il significato cristiano delle profezie realizzate nel Messia Gesù quale conoscibile 'ante fidem'.

ARCIVESCOVO PAUL CREMONA, DI MALTA, O.P., PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (MALTA). "Parlerò nel contesto di paesi tradizionalmente cattolici come Malta. Ogni volta che parliamo della nuova evangelizzazione troviamo una pietra d'inciampo. Molti dei nostri fedeli provano ancora nostalgia per il modello di Chiesa che esisteva 30-40 anni fa e fanno un confronto con essa. Poiché la Chiesa cattolica non ha mantenuto la posizione privilegiata che aveva allora, vivono come un trauma quando la Chiesa o i suoi Pastori vengono sfidati. Spesso hanno paura di parlare apertamente dinanzi a questa cultura molte volte ostile. Dobbiamo uscire da questa esperienza traumatica ed iniziare una nuova evangelizzazione. Dobbiamo aiutare i fedeli a riconoscere che quel genere di Chiesa non esiste più e che non può essere riproposta in questo mondo cambiato. Non possiamo continuare a confrontare la nostra realtà con quella di allora. Dobbiamo proporre un nuovo modello di essere Chiesa e quello che corrisponde maggiormente alla realtà attuale è la comunità cristiana primitiva, così come viene descritta nei capitoli 2 e 4 degli Atti degli Apostoli ed emerge negli altri scritti del Nuovo Testamento. Dobbiamo confrontare la Chiesa attuale con quella comunità e conformarla ad essa".

VESCOVO AGUSTIN TRAORE, DI SÉOUE (MALI). "I cristiani del Mali costituiscono una piccola minoranza dal punto di vista numerico, ma sono apprezzati e rispettati per la testimonianza che rendono al Vangelo di Gesù Cristo. La qualità della testimonianza di vita dei cristiani cattolici e protestanti malesi s'impone all'ammirazione dei loro fratelli e sorelle musulmani che amano dire spesso che è necessario affidare sempre la gestione delle cose serie ai cristiani, perché il Vangelo che essi annunciano porta la giustizia e la pace. La coerenza nella testimonianza deve essere promossa da una collaborazione sempre più fruttuosa tra le comunità cristiane cattoliche e protestanti. La Segreteria dell'Apostolato Biblico della Conferenza Episcopale del Mali ha deciso, dopo la sua creazione, di favorire il dialogo ecumenico nel Mali. Quindi, lavoro a stretto contatto con l'Alleanza Biblica Universale del Mali, (...) in uno spirito di ecumenismo. I buoni rapporti intrattenuti fra i membri della Segreteria Biblica e l'Alleanza Biblica del Mali hanno permesso una fruttuosa collaborazione nei settori della formazione dei traduttori della Bibbia, della diffusione della Bibbia, dell'alfabetizzazione... La Parola di Dio, essendo per tutti i figli di Dio, è un potente mezzo di comunicazione tra gli uomini di religioni diverse. (...) Il dialogo interreligioso presuppone una buona conoscenza della Parola di Dio che è anche dialogo e che favorisce le condizioni di un dialogo fruttuoso fra le differenti confessioni".

CARDINALE ANTONIO CAÑIZARES LLOVERA, ARCIVESCOVO DI TOLEDO (SPAGNA). "L'intervento si riferisce alla catechesi, come a una delle forme di ministero della Parola. Si vuole sottolineare il ruolo insostituibile e fondamentale della catechesi per la trasmissione della Parola di Dio, la cui peculiarità consiste nell'essere un periodo di insegnamento e maturità, di riflessione vitale sul ministero di Cristo, di iniziazione integrale - vitale, ordinata e sistematica - alla Rivelazione che Dio stesso ha fatto all'uomo in Gesù Cristo, non isolata dalla vita né giustapposta artificialmente a essa, e custodita nella memoria profonda della Tradizione viva della Chiesa. (...) Senza catechesi, la maggior parte dei cristiani non sarebbe in grado di appropriarsi del Vangelo e tradurlo in vita, né di agire in senso missionario e apostolico, né di confrontarsi con successo con le correnti spirituali e culturali del nostro tempo. Solo partendo da una catechesi seria, autentica e rinnovata, la Chiesa potrà spiegare con forza tutta la vastità degli elementi e delle funzioni della sua azione evangelizzatrice".

VESCOVO FRAGKISKIS PAPAMANOLIS, O.F.M.CAP., DIO SYROS, MILOS E SANTORINI, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (GRECIA). "Sono consapevole delle necessità delle istituzioni e del bene che viene fatto anche attraverso la diplomazia. Tuttavia è pur vero che esse vanno sempre riesaminate e verificate alla luce della Parola di Dio, perchè il fine non giustifica i mezzi. Studiando la storia incontriamo nella vita della Chiesa delle decisioni di emergenza e modi di comportamento strutturale che potrebbero essere giustificati a causa di quel dato momento storico, ma quelle decisioni, rimaste poi nelle strutture della Chiesa, mi domando, continueranno a segnare il passo della vita della Chiesa per i secoli dei secoli? Specialmente quando simili strutture non reggono alla luce dei principi teologici? Per la Chiesa Cattolica l'impegno ecumenico è l'impegno primario nel terzo millennio. Un impegno che non può limitarsi allo scambio di inviti, di visite e di doni, o anche a tutti quei gesti che esprimono il nostro desiderio di creare unità. II desiderio non basta. Dobbiamo essere disposti a sacrificare leggi e strutture, per preparare il giorno benedetto in cui i cristiani saremo uniti".
SE/SEDICESIMA CONGREGAZIONE/...                    VIS 20081015 (1190)


LA CHIESA ASSEMBLEA CONVOCATA DA DIO NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2008 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha continuato il ciclo di catechesi dedicato a San Paolo Apostolo, soffermandosi sul tema: "La dimensione ecclsiologica del pensiero di Paolo".

  La parola Chiesa "presa dal greco 'Ekklesia'" - ha spiegato il Papa  - "viene dall'Antico Testamento e significa l'assemblea del popolo di Israele, convocata da Dio". Il vocabolo appare per la prima volta nella Lettera di Paolo ai Tessalonicesi e in altre Lettere Egli parla della Chiesa di Dio che è in Corinto, che è in Galazia, "ma dice anche di avere perseguitato 'la Chiesa di Dio': non una determinata comunità locale, ma 'la Chiesa di Dio'.

  "Così vediamo che questa parola 'Chiesa' ha un significato pluridimensionale: indica da una parte le assemblee di Dio in determinati luoghi (una città, un paese, una casa), ma significa anche tutta la Chiesa nel suo insieme. E così vediamo che 'la Chiesa di Dio' non è solo una somma di diverse Chiese locali, ma che le diverse Chiese locali sono a loro volta realizzazione dell'unica Chiesa di Dio".

  Benedetto XVI ha precisato poi che: "È importante osservare che quasi sempre la parola 'Chiesa' appare con l'aggiunta della qualificazione 'di Dio': non è una associazione umana, nata da idee o interessi comuni, ma da una convocazione di Dio. Egli l'ha convocata e perciò è una in tutte le sue realizzazioni. L'unità di Dio crea l'unità della Chiesa in tutti i luoghi dove essa si trova".

  Nella Lettera agli Efesini, ha proseguito il Pontefice, San Paolo "elaborerà abbondantemente il concetto di unità della Chiesa, in continuità col concetto di Popolo di Dio, Israele, considerato dai profeti come 'sposa di Dio', chiamata a vivere una relazione sponsale con Lui. Paolo presenta l'unica Chiesa di Dio come 'sposa di Cristo' nell'amore, un solo corpo e un solo spirito con Cristo stesso".

  "Una cosa fu per Paolo subito chiara nella nuova situazione: il valore fondamentale e fondante di Cristo e della 'parola' che Lo annunciava. Paolo sapeva che non solo non si diventa cristiani per coercizione, ma che nella configurazione interna della nuova comunità la componente istituzionale era inevitabilmente legata alla 'parola' viva, all'annuncio del Cristo vivo nel quale Dio si apre a tutti i popoli e li unisce in un unico popolo di Dio".

  "L'opera evangelizzatrice di Paolo"- ha sottolineato il Pontefice - "non è finalizzata ad altro che ad impiantare la comunità dei credenti in Cristo. Questa idea è insita nella etimologia stessa del vocabolo 'ekkl?sía', (...) perché esso implica direttamente l'idea più teologica di una chiamata 'ab extra', non quindi di un semplice riunirsi insieme; i credenti sono chiamati da Dio, il quale li raccoglie in una comunità, la sua Chiesa".
 
  "In questa linea possiamo intendere anche l'originale concetto, esclusivamente paolino, della Chiesa come 'Corpo di Cristo'" - ha spiegato ancora il Santo Padre - "Al riguardo, occorre avere presente le due dimensioni di questo concetto. Una è di carattere sociologico, secondo cui il corpo è costituito dai suoi componenti e non esisterebbe senza di essi. (...) Paolo sostiene che la Chiesa non è solo un organismo, ma diventa realmente corpo di Cristo nel sacramento dell'Eucaristia, dove tutti riceviamo il suo Corpo e diventiamo realmente suo Corpo. Si realizza così il mistero sponsale che tutti diventano un solo corpo e un solo spirito in Cristo".

  "Paolo mostra di saper bene e fa capire a noi tutti che la Chiesa non è sua e non è nostra: la Chiesa è corpo di Cristo, è 'Chiesa di Dio'", 'campo 'di Dio', edificazione di Dio, ... tempio di Dio' (1Cor 3,9.16). Quest'ultima designazione è particolarmente interessante, perché attribuisce a un tessuto di relazioni interpersonali un termine che comunemente serviva per indicare un luogo fisico, considerato sacro. Il rapporto tra Chiesa e tempio viene perciò ad assumere due dimensioni complementari: da una parte, viene applicata alla comunità ecclesiale la caratteristica di separatezza e purità che spettava all'edificio sacro, ma, dall'altra, viene pure superato il concetto di uno spazio materiale, per trasferire tale valenza alla realtà di una viva comunità di fede".

  Nel commentare poi la qualifica di "popolo di Dio" "che in Paolo è applicata sostanzialmente al popolo dell'Antico Testamento e poi ai pagani che erano 'il non popolo' e sono diventati anch'essi popolo di Dio grazie al loro inserimento in Cristo mediante la parola e il sacramento".

  "E finalmente un'ultima sfumatura" - ha concluso il Pontefice - "Nella 'Lettera a Timoteo' Paolo qualifica la Chiesa come 'casa di Dio'; e questa è una definizione davvero originale, poiché si riferisce alla Chiesa come struttura comunitaria in cui si vivono calde relazioni interpersonali di carattere familiare".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20081015 (790)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Cape Palmas (Liberia), presentata dal Vescovo Boniface Nyema Dalieh, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Marc Aillet, Vescovo di Bayonne (superficie: 7.712; popolazione: 628.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 477; religiosi: 911; diaconi permanenti: 7), Francia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Fréjus-Toulon (Francia), è nato a Parakou (Benin), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Ha nominato il Vescovo John M. Quinn, finora Ausiliare della Diocesi di Detroit (Stati Uniti d'America), Vescovo Coadiutore di Winona (superficie: 31.798; popolazione: 570.488; cattolici: 131.280; sacerdoti: 107; religiosi: 414; diaconi permanenti: 20), Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Reverendo Laurent Chu Van Minh, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Hà Nôi  (superficie: 7.000; popolazione: 5.300.000; cattolici: 328.725; sacerdoti: 69; religiosi: 278), Viêt Nam. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Hà Nôi (Viêt Nam), è nato nel 1943 a Nam Dinh (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.

- Ha nominato il Reverendo Pierre Nguyen Van Kham, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Thàn-Phô Hô Chi Minh, Hôchiminh Ville (superficie: 2.093; popolazione: 6.129.000; cattolici: 640.437; sacerdoti: 571; religiosi: 5.444), Viêt Nam. Il Vescovo eletto, è nato nel 1952 a Ha Dong (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal marzo 2008, è Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale del Viêt Nam.
RE:NER:NEC:NEA/.../...                               VIS 20081015 (240)


martedì 14 ottobre 2008

TREDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, in presenza del Santo Padre e di 241 Padri Sinodali, ha avuto luogo la Tredicesima Congregazione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

  Di seguito riportiamo estratti degli interventi di alcuni Padri Sinodali:

CARDINALE TARCISIO BERTONE, S.D.B., SEGRETARIO DI STATO. "Si registra, cioè una sostanziale indifferenza per una fede comunicata tramite la Sacra Scrittura, rispetto invece alla testimonianza di una persona credente, indifferenza che si accompagna ad un notevole tasso di ignoranza e soprattutto alla difficoltà di avvertirne il valore vitale. (...) Tuttavia, si nota in tanti di questi ragazzi una sorprendente disponibilità verso la Bibbia quando la sintonia si raggiunge non tanto, almeno all'inizio, per l'autorevolezza di una pagina biblica detta Parola di Dio, ma per degli adulti che li accostano come educatori pazienti e testimoni credibili del personaggio più grande che è la figura di Gesù, di persone insomma che quando dicono Parola di Dio, la mostrano nella loro vita. Se l'adulto, da educatore-amico, riesce a farsi aprire la porta del cuore del giovane, allora la Scrittura si propone come un dono che porta con sé tutte le qualità della Parola di Dio".

CARDINALE EMMANUEL III DELLY, PATRIARCA DI BABILONIA DEI CALDEI (IRAQ). "Sono un figlio della terra d'Abramo, l'Iraq. (...) Non abbiamo lasciato niente di intentato per ottenere la pace e la tranquillità per il Paese. La situazione in alcune parti dell'Iraq è disastrosa e tragica. La vita è un calvario: mancano la pace e la sicurezza, così come mancano nella vita di ogni giorno gli elementi basilari. (...) Tutti temono il rapimento, i sequestri e le intimidazioni (...) per non parlare del numero sempre crescente di morti causati dalle autobombe e dai kamikaze che indossano cinture esplosive. (...) Vivere la parola di Dio significa per noi testimoniarla anche a costo della propria vita, com'è accaduto finora ed ancora accade con il sacrificio di vescovi, sacerdoti e fedeli. (...) Per questo, vi supplico di pregare per noi e con noi il Signore Gesù, Verbo di Dio, e condividere la nostra preoccupazione, le nostre speranze e il dolore delle nostre ferite, affinché la Parola di Dio fatta carne rimanga nella sua Chiesa e insieme a noi come buon annunzio e come sostegno. Sedici dei nostri sacerdoti e due vescovi sono stati rapiti e rilasciati dopo un riscatto molto elevato. Alcuni di loro appartengono alla schiera dei nuovi martiri che oggi pregano per noi dal Cielo: l'Arcivescovo di Mosul, Faraj Rahho, Padre Raghid Ganni, altri due sacerdoti e altri sei giovani".

VESCOVO JAVIER ECHEVARRIA RODRIGUEZ, PRELATO DELL'OPUS DEI. "Nella via dei santi l'incontro con la Parola di Dio attraverso la lettura della Sacra Scrittura ha prodotto un cambiamento radicale nell'esistenza. Dobbiamo cercare di avere tutti, noi, i nostri sacerdoti e i laici, una profonda sete di Gesù Cristo, vivendo ogni scena del Vangelo come un personaggio tra gli altri. (...) È opportuno che noi pastori, nel sacramento della Confessione, raccomandiamo spesso ai fedeli la lettura del Vangelo, insegnando a partecipare in quanto lì ci viene narrato e invitando i penitenti ad offrire anch'essi questo stesso consiglio ai colleghi, ai famigliari, agli amici. (...) È necessario far sì che tutti noi cristiani, come i santi, cerchiamo di portare questi testi alla nostra vita personale di ogni giorno, per trasformarla. (...) Sarebbe conveniente promuovere iniziative volte a diffondere tra i fedeli questo atteggiamento di preghiera e di raccoglimento interiore di fronte al Vangelo, per far sì che incida realmente nella nostra vita quotidiana. Ritengo inoltre che sia molto opportuno curare la lettura ben fatta, cioè davvero vissuta, dei testi della Messa, non come una declamazione, ma con la certezza che Dio stia parlando a loro e alla comunità".

VESCOVO JOSEPH NGUYEN CHI LINH, DI THANH HOA (VIÊT NAM). "Il Vangelo è stato proclamato per la prima volta nella nostra terra agli inizi del XVI secolo nel doloroso contesto di una guerra intestina tra due regni di fratelli nemici. (...) Immersi in una storia intessuta di odio, di guerre ideologiche e di limitazioni discriminatorie, i nostri cristiani sono sempre più convinti che solo la Parola di Dio li possa conservare nell'amore, nella gioia, nella pace, nella comunione  e nella tolleranza. (...) Un episodio merita di essere citato, per dimostrare che la Parola di Dio continua a sostenere la Chiesa in  Viêt Nam. Si tratta delle conversione in massa di migliaia di persone appartenenti a minoranze etniche, poco dopo la canonizzazione dei 117 Martiri del Viêt Nam nel 1988. La cosa curiosa è che molti hanno ammesso di aver ascoltato la Radio protestante a Manila, nelle Filippine, ma si sono convertiti al cattolicesimo in Viêt Nam. Così, i protestanti seminano e i cattolici mietono. La Parola di Dio, risuonando da molto lontano e raggiungendo le loro orecchie, è diventata fonte di speranza per queste persone disperse fra le montagne, prive di tutto e senza futuro. In conclusione, vorrei ribadire, in quanto cristiano vietnamita, la convinzione che nelle persecuzioni la nostra grazia più grande è la fedeltà alla Parola di Dio".

PROFESSOR ANDREA RICCARDI, FONDATORE DELLA COMUNTIÀ DI SANT'EGIDIO (ITALIA). "Gregorio Magno insegna: la Parola cresce con chi la legge. Illumina i poveri, guidandoci a capire che stare vicino a loro è esserlo a Cristo stesso. Fa emergere la dimensione strutturante del cristiano: il discepolo. (...) In un tempo di turbinio di parole, la Parola è incatenata da progetti, protagonismo, letture ideologiche. (...) 'Evangelizzare non è tecnica, ma traboccare della Parola. Il Sinodo può essere il momento opportuno per far maturare nel popolo di Dio una stagione di amore per la Scrittura. Forti di un secolo di cultura biblica, non è tempo per sviluppare la devozione alla Sacra Pagina tra il popolo di Dio? L'uomo e la donna cristiani diverranno allora - dice Crisostomo - 'semplici con intelligenza' in un mondo complesso".

LUIS FERNANDO FIGARI, SUPERIORE GENERALE DELLA SOCIETÀ DI VITA CRISTIANA (PERÙ) "Papa Paolo VI pose in evidenza la dimensione comunicativa della rivelazione divina nella "Ecclesiam suam". (...) La Parola eterna incarnata parla un linguaggio umano e manifesta il mistero di Dio e del suo progetto, come pure il mistero dell'essere umano,  la grandezza della vocazione e dell'orizzonte della realizzazione personale (...). In tale percorso è fondamentale la padronanza di un silenzio attivo che implica non solo il debito ascolto, ma l'ascolto "in Ecclesia", aprendo il cuore all'interiorizzazione ed adesione alla Parola di Dio. La Parola ascoltata e accolta, alimenta in noi la fede nella mente, trasformando i nostri criteri fino ad arrivare ad avere 'la mente di Cristo' (...); che ci invita alla fede nell'azione, consapevoli che sono ben accolti coloro che "udendo la parola la pongono in pratica".
SE/TREDICESIMA CONGREGAZIONE/...                     VIS 081014 (1160)


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