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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 giugno 2011

ACCORDO SANTA SEDE – MONTENEGRO

CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che questa mattina nel Palazzo Apostolico in Vaticano, è stato firmato un Accordo di Base tra la Santa Sede e il Montenegro, con cui vengono confermati principi e definite disposizioni circa questioni di interesse comune.

Per la Santa Sede ha firmato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e per il Montenegro il Signor Igor Luksic, Presidente del Governo di Montenegro.

“L’Accordo, prendendo atto dell’indipendenza e autonomia della Chiesa e dello Stato e dello loro disponibilità alla mutua collaborazione, fissa il quadro giuridico dei reciproci rapporti. In particolare, vengono regolate la posizione giuridica della Chiesa cattolica nell’ambito civile, la libertà e indipendenza nell’attività apostolica e nella regolazione delle materie di competenza specifica e la libertà di culto e di azione nei campi culturale, educativo, pastorale e caritativo. Il testo riguarda, inoltre, la gestione dei Seminari, come anche l’assistenza spirituale alle Forze Armate, nelle prigioni e negli ospedali. L’Accordo entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica”.
OP/ VIS 20110624 (180)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza l’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110624 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jean-Luc Brunin, Vescovo di Le Havre (superficie: 1.902; popolazione: 411.132; cattolici: 308.502; sacerdoti: 70; religiosi: 97; diaconi permanenti: 18), Francia. Finora Vescovo di Ajaccio (Francia), succede al Vescovo Michel Guyard, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignor Giovanni Tani, Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado (superficie: 781; popolazione: 54.900; cattolici: 50.500; sacerdoti: 68; religiosi: 118; diaconi permanenti: 1), Italia. L’Arcivescovo eletto è nato a Sogliano al Rubicone (Italia) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Finora Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, succede all’Arcivescovo Francesco Marinelli, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arciprete Raphaël Minassian, Ordinario per gli Armeni Cattolici dell’Europa Orientale, con il titolo di Arcivescovo “ad personam”. L’Arcivescovo eletto, finora Esarca Patriarcale di Gerusalemme ed Amman per gli Armeni, è nato a Beirut (Libano) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NER:RE/ VIS 20110624 (190)

mercoledì 22 giugno 2011

LIBRO DEI SALMI: LIBRO DI PREGHIERA PER ECCELLENZA

CITTA' DEL VATICANO, 22 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 10.000 persone, al “’libro di preghiera’ per eccellenza, il libro dei ‘Salmi’”.

Nel Salterio, una raccolta di centocinquanta Salmi dell’Antico Testamento, “trova espressione tutta l’esperienza umana” - ha detto il Papa – “Tutta la realtà del credente confluisce in quelle preghiere, che il popolo di Israele prima e la Chiesa poi hanno assunto come mediazione privilegiata del rapporto con l’unico Dio e risposta adeguata al suo rivelarsi nella storia”.

Nonostante la molteplicità espressiva dei Salmi, “possono essere identificati due grandi ambiti che sintetizzano la preghiera del Salterio” – ha spiegato il Pontefice – “la supplica, connessa al lamento, e la lode, due dimensioni correlate e quasi inscindibili. Perché la supplica è animata dalla certezza che Dio risponderà, e questo apre alla lode e al rendimento di grazie; e la lode e il ringraziamento scaturiscono dall’esperienza di una salvezza ricevuta, che suppone un bisogno di aiuto che la supplica esprime. (...) In tal modo, nella preghiera dei Salmi, supplica e lode si intrecciano e si fondono in un unico canto che celebra la grazia eterna del Signore che si china sulla nostra fragilità”.

“I Salmi, (...), insegnano a pregare. In essi, la Parola di Dio diventa parola di preghiera (...). Chi prega i Salmi parla a Dio con le parole stesse di Dio, rivolgendosi a Lui con le parole che Egli stesso ci insegna. (...) E, attraverso quelle parole, sarà possibile anche conoscere ed accogliere i criteri del suo agire, e avvicinarsi al mistero dei suoi pensieri e delle sue vie, così da crescere sempre più nella fede e nell’amore”.

“Insegnandoci a pregare, i Salmi ci insegnano che anche nella desolazione, anche nel dolore, la presenza di Dio è fonte di meraviglia e di consolazione; si può piangere, supplicare, intercedere (...), ma nella consapevolezza che stiamo camminando verso la luce, dove la lode potrà essere definitiva”.

“Altrettanto importanti e significativi sono il modo e la frequenza con cui le parole dei Salmi vengono riprese dal Nuovo Testamento, assumendo e sottolineando quel valore profetico suggerito dal collegamento del Salterio con la figura messianica di Davide. Nel Signore Gesù, che nella sua vita terrena ha pregato con i Salmi, essi trovano il loro definitivo compimento e svelano il loro senso più pieno e profondo. Le preghiere del Salterio, con cui si parla a Dio, ci parlano di Lui, ci parlano del Figlio, immagine del Dio invisibile, che ci rivela compiutamente il Volto del Padre. Il cristiano, dunque, pregando i Salmi, prega il Padre in Cristo e con Cristo, assumendo quei canti in una prospettiva nuova, che ha nel mistero pasquale la sua ultima chiave interpretativa”.

Al termine dell’Udienza, nei saluti rivolti ai vari gruppi, il Papa ha ricordato che domani è la festa del “Corpus Domini” ed ha invitato i fedeli di Roma e i pellegrini a partecipare, alle 19:00, alla Santa Messa in San Giovanni in Laterano e alla processione che percorrendo Via Merulana si conclude a Santa Maria Maggiore. “Invito i fedeli di Roma” – ha detto il Papa – “e i pellegrini ad unirsi in questo atto di profonda fede verso l’Eucaristia, che costituisce il più prezioso tesoro della Chiesa e dell’umanità”.
AG/ VIS 20110622 (560)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc (Ucraina), Membro della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Vescovo Daniel Kozelinski Netto, Amministratore Apostolico “sede vacante” dell’Eparchia di Santa Maria del Patrocinio in Buenos Aires degli Ucraini (cattolici:160.000; sacerdoti: 17; religiosi: 95; diaconi permanenti: 1), Argentina, al presente Ausiliare dell’Eparchia di São João Batista in Curitiba degli Ucraini (Brasile).
NA:NER/ VIS 20110622 (80)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 22 GIU. 2011 (VIS). Come precedentemente annunciato, domani, festa del ‘Corpus Domini’ e giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno venerdì 24 giugno.
.../ VIS 20110622 (40)

martedì 21 giugno 2011

IL PAPA CHIUDERÀ XXV CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del XXV Congresso Eucaristico Italiano, in programma ad Ancona dal 3 all’11 settembre, sul tema: “”Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Edoardo Menichelli, di Ancona-Osimo; il Dottor Vittorio Sozzi, Responsabile del Servizio Nazionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI); il Dottor Giovanni Morello, Presidente del Comitato Scientifico delle Mostre del Congresso e Don Ivan Maffeis, Vice Direttore dell’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni Sociali della CEI.

Il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in Visita Pastorale ad Ancona domenica 11 settembre, e, alle 10:00, presso il Cantiere Navale della città, presiederà la Concelebrazione Eucaristica a conclusione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale. Nel pomeriggio è in programma un Incontro con le Famiglie e con i Sacerdoti nella Cattedrale di San Ciriaco ed infine un Incontro con i Giovani Fidanzati nella Piazza Plebiscito.

Il Dottor Sozzi ha spiegato che le Giornate del Congresso saranno dedicate a cinque ambiti: affettività, fragilità, lavoro e festa, tradizione, cittadinanza. “La celebrazione del Congresso Eucaristico Nazionale” – ha detto – “può essere vissuta come un’importante opportunità per riaffermare pubblicamente la fede nell’Eucaristia, Sacramento di salvezza e di comunione”.

Nell’ambito del XXV Congresso Eucaristico Nazionale si svolgeranno una serie di eventi culturali fra i quali la Mostra “Alla Mensa del Signore”, Capolavori dell'arte europea da Raffaello a Tiepolo (Ancona, Mole Vanvitelliana, 2 settembre 2011-8 gennaio 2012).

La mostra, a cura del Ministero dei Beni Culturali e dei Musei Vaticani, ospiterà una serie di capolavori dell’arte italiana ed europea dal Quattrocento all’Ottocento, sul tema dell’Ultima Cena, nell’interpretazione degli artisti che vi hanno voluto raffigurare due momenti distinti, quali l’Istituzione dell’Eucaristia e la Comunione degli Apostoli. Per rendere ancora più preziosa l’esposizione è stata prevista un’apposita sezione di oreficerie sacre, di ambito marchigiano, scelte soprattutto tra i doni significativi fatti dai Pontefici, nel corso dei secoli, alle varie chiese della Regione.

Una seconda Mostra che fa da cornice alla serie di iniziative collegate al Congresso è quella intitolata “Segni dell’Eucaristia”, organizzata grazie alla collaborazione delle Diocesi marchigiane. Le mostre didattico illustrative sono basate sulla premessa che la chiesa, sia che si tratti di una grande basilica che di una semplice cappella rurale, è innanzitutto il luogo di celebrazione della Messa, la cui liturgia è strutturata intorno al Sacramento principale: l’Eucaristia. Lo svolgimento di tale rito liturgico richiede un complesso di apparati: mobili, oggetti, tessuti, connessi con l’altare e l’Eucaristia. (...) Raccontare e descrivere tutti gli “oggetti”, che siano espressione della religiosità popolare come della magnificenza della Chiesa e del loro rapporto con il territorio: edifici di culto, dipinti, oggetti, tessuti, vesti liturgiche, è il filo rosso che unisce tutte queste mostre.

“’Oggi devo fermarmi a casa tua’. L’Eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile”, è il titolo di una terza mostra documentaria itinerante che partendo dal celebre episodio di Zaccheo, illustra la radicale necessità che l’uomo ha dell’Eucaristia.
OP/ VIS 20110621 (510)

lunedì 20 giugno 2011

SVILUPPARE PREZIOSO DEPOSITO FEDE IN UN MOMENTO TRA I PIÙ DECISIVI DELLA STORIA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero dall’aeroporto di Ciampino (Roma) diretto alla Repubblica di San Marino, per la Visita Pastorale alla Diocesi di San Marino-Montefeltro. Alle 10:00, nello Stadio di Serravalle, il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica.

“Celebriamo oggi la festa della Santissima Trinità” – ha detto il Papa nell’omelia – “Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, festa di Dio, del centro della nostra fede. (...) Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno, perché amore e l’amore è la forza vivificante assoluta, l’unità creata dall’amore è più unità di un’unità puramente fisica”.

“La fede nel Dio trinitario” – ha proseguito il Pontefice – “ha caratterizzato anche questa Chiesa di San Marino-Montefeltro, nel corso della sua storia antica e gloriosa. L’evangelizzazione di questa terra è attribuita ai Santi scalpellini Marino e Leone, i quali alla metà del III secolo dopo Cristo sarebbero approdati a Rimini dalla Dalmazia. (...) Marino e Leone portarono nel contesto di questa realtà locale, con la fede nel Dio rivelatosi in Gesù Cristo, prospettive e valori nuovi, determinando la nascita di una cultura e di una civiltà incentrate sulla persona umana, immagine di Dio e perciò portatore di diritti precedenti ogni legislazione umana”.

“Accanto alla fede, occorre poi ricordare l’assoluta fedeltà al Vescovo di Roma, al quale questa Chiesa ha sempre guardato con devozione ed affetto; come pure l’attenzione dimostrata verso la grande tradizione della Chiesa orientale e la profonda devozione verso la Vergine Maria”.

Rivolgendosi ai fedeli presenti Benedetto XVI ha detto: “Voi siete giustamente fieri e riconoscenti di quanto lo Spirito Santo ha operato attraverso i secoli nella vostra Chiesa. (...) Voi siete chiamati a sviluppare questo prezioso deposito in un momento tra i più decisivi della storia. Oggi, la vostra missione si trova a dover confrontarsi con profonde e rapide trasformazioni culturali, sociali, economiche, politiche, che hanno determinato nuovi orientamenti e modificato mentalità, costumi e sensibilità”.

“Si è insinuata la tentazione di ritenere che la ricchezza dell’uomo non sia la fede, ma il suo potere personale e sociale, la sua intelligenza, la sua cultura e la sua capacità di manipolazione scientifica, tecnologica e sociale della realtà. Così, anche in queste terre, si è iniziato a sostituire la fede e i valori cristiani con presunte ricchezze, che si rivelano, alla fine, inconsistenti e incapaci di reggere la grande promessa del vero, del bene, del bello e del giusto che per secoli i vostri avi hanno identificato con l’esperienza della fede”.

“Non vanno, poi, dimenticate” – ha sottolineato il Pontefice – “la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilità psicologica e spirituale dei coniugi, come pure la fatica sperimentata da molti educatori nell’ottenere continuità formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarietà, prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilità lavorativa”.

“Esorto tutti i fedeli” – ha concluso il Santo Padre – “ad essere come fermento nel mondo, mostrandovi sia nel Montefeltro che a San Marino cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. I Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose vivano sempre nella più cordiale e fattiva comunione ecclesiale, aiutando ed ascoltando il Pastore diocesano. Anche presso di voi si avverte l’urgenza di una ripresa delle vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione: faccio appello alle famiglie ed ai giovani, perché aprano l’animo ad una pronta risposta alla chiamata del Signore. Non ci si pente mai ad essere generosi con Dio! A voi laici, raccomando di impegnarvi attivamente nella Comunità, così che, accanto ai vostri peculiari compiti civici, politici, sociali e culturali, possiate trovare tempo e disponibilità per la vita della fede, la vita pastorale”.
PV-SAN MARINO/ VIS 20110620 (620)

GARANTIRE ACCOGLIENZA E DEGNE CONDIZIONI VITA AI RIFUGIATI

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica nello Stadio di Serravalle, il Papa ha recitato l’Angelus e prima della preghiera mariana, ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione della sua Visita a San Marino.

“Sono lieto” – ha detto il Santo Padre – “di ricordare che quest’oggi a Dax, in Francia, viene proclamata Beata Suor Marguerite Rutan, Figlia della Carità. Nella seconda metà del secolo diciottesimo, ella lavorò con grande impegno all’Ospedale di Dax, ma, nelle tragiche persecuzioni seguite alla Rivoluzione, fu condannata a morte per la sua fede cattolica e la fedeltà alla Chiesa”. Ella fu, ha sottolineato Benedetto XVI, “testimone luminosa dell’amore di Cristo per i poveri”.

“Infine” – ha detto ancora il Santo Padre – “desidero ricordare che domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato. In tale circostanza, quest’anno si celebra il sessantesimo anniversario dell’adozione della Convenzione internazionale che tutela quanti sono perseguitati e costretti a fuggire dai propri Paesi. Invito quindi le Autorità civili ed ogni persona di buona volontà a garantire accoglienza e degne condizioni di vita ai rifugiati, in attesa che possano ritornare in Patria liberamente e in sicurezza”.
PV-SAN MARINO/ VIS 20110620 (200)

ALLE AUTORITÀ CIVILI: SUPERARE CRISI CON CORAGGIO E RESPONSABILITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 16:15 il Santo Padre Benedetto XVI ha lasciato in autovettura la Casa San Giuseppe per recarsi in Piazza della Libertà dove è stato accolto dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini.

Dopo gli Onori Militari e l’esecuzione degli Inni Pontificio e della Repubblica di San Marino, il Papa, accompagnato dai Capitani Reggenti, è entrato nel Palazzo Pubblico e quindi nella Sala del Consiglio dei XII, dove ha ricevuto il saluto dei Ministri del Governo ed ha avuto un Colloquio privato con i Capitani Reggenti. Nella Sala del Consiglio Grande e Generale, il Papa ha tenuto un discorso davanti ai Membri del Governo, del Congresso e del Corpo Diplomatico accreditato.

Benedetto XVI ha tracciato le origini della comunità che da diciassette secoli si formò conquistata al Vangelo dal diacono Marino, grande predicatore del Vangelo ed ha sottolineato come i Sammarinesi, lungo i secoli, “sono rimasti sempre fedeli ai valori della fede cristiana, ancorando saldamente ad essi la propria convivenza pacifica, secondo criteri di democrazia e di solidarietà”.

Il Papa ha elogiato l’attaccamento dei Sammarinesi “a questo patrimonio di valori” esortandoli a “conservarlo e a valorizzarlo, perché esso è alla base della vostra identità più profonda, un’identità che chiede alle genti ed alle istituzioni sammarinesi di essere assunta in pienezza. Grazie ad essa, si può costruire una società attenta al vero bene della persona umana, alla sua dignità e libertà, e capace di salvaguardare il diritto di ogni popolo a vivere nella pace. Sono questi i capisaldi della sana laicità, all’interno della quale devono agire le istituzioni civili, nel loro costante impegno a difesa del bene comune”.

“La Chiesa, rispettosa della legittima autonomia di cui il potere civile deve godere, collabora con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono iscritte nella sua stessa natura. Per questo la Chiesa si impegna affinché le legislazioni civili promuovano e tutelino sempre la vita umana, dal concepimento fino al suo spegnersi naturale. Inoltre, chiede per la famiglia il dovuto riconoscimento e un sostegno fattivo”.

“Ben sappiamo, infatti, come nell’attuale contesto l’istituzione familiare venga messa in discussione, quasi nel tentativo di disconoscerne l’irrinunciabile valore. A subirne le conseguenze sono le fasce sociali più deboli, specialmente le giovani generazioni, più vulnerabili e perciò più facilmente esposte al disorientamento, a situazioni di auto-emarginazione ed alla schiavitù delle dipendenze. Talvolta le realtà educative faticano a dare ai giovani risposte adeguate e, venendo meno il sostegno familiare, spesso essi si vedono precluso un normale inserimento nel tessuto sociale”.

Nel riferirsi alle difficoltà economica in cui versa anche la Comunità di San Marino e ricordando gli anni di prosperità, sulla scia dello sviluppo del commercio e del turismo, il Santo Padre ha ricordato anche la questione dei lavoratori frontalieri, che vedono in pericolo la propria occupazione, auspicando che “si possa risolvere tenendo conto del diritto al lavoro e della tutela delle famiglie. (...) L’attuale situazione di crisi spinge a riprogettare il cammino e diventa occasione di discernimento; essa infatti pone l’intero tessuto sociale di fronte all’impellente esigenza di affrontare i problemi con coraggio e senso di responsabilità, con generosità e dedizione, facendo riferimento a quell’amore per la libertà che distingue il vostro popolo”.

Benedetto XVI ha ricordato alle Autorità presenti che a loro corrisponde “il compito di costituire la città terrena nella dovuta autonomia e nel rispetto di quei principi umani e spirituali a cui ogni singolo cittadino è chiamato ad aderire con tutta la responsabilità della propria coscienza personale; e, allo stesso tempo, il dovere di continuare a operare attivamente per costruire una comunità fondata su valori condivisi”.

Al termine del discorso il Santo Padre, accompagnato dai Capitani Reggenti, ha visitato la Basilica di San Marino, chiusa al pubblico, dove ad accoglierlo era il Rettore Monsignor Lino Tosi. Il Papa si è raccolto in adorazione davanti al Santissimo Sacramento e ha venerato le reliquie del Santo. Infine, alle 18:15, il Santo Padre si è recato all’eliporto di Torraccia, da dove, dopo essersi congedato dai Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, è partito in elicottero diretto a Pennabilli (Rimini), per l’incontro, alle 19:15, con i giovani della Diocesi di San Marino-Montefeltro riuniti in Piazza Vittorio Emanuele.
PV-SAN MARINO VIS 20110620 (720)

SOLO IN CRISTO SI TROVANO RISPOSTE DOMANDE FONDAMENTALI VITA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 18:45 il Santo Padre Benedetto XVI è giunto in elicottero al campo sportivo di Pennabilli (Rimini), dove è stato accolto dalle Autorità Civili. Successivamente si è recato alla Cattedrale di Pennabilli e, alle 19:15, sul sagrato della Cattedrale, in Piazza Vittorio Emanuele, ha tenuto l’incontro con i giovani della Diocesi di San Marino-Montefeltro.

Dopo l’introduzione del Vescovo di San Marino-Montefeltro, Monsignor Luigi Negri, e il saluto di un rappresentante dei giovani, il Papa ha pronunciato un discorso.

“Oggi vorrei richiamare il celebre episodio” – ha detto Benedetto XVI – “in cui il Signore era in cammino e un tale - un giovane - gli corse incontro e, inginocchiatosi, gli pose questa domanda: ‘Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?’. Noi forse oggi non diremmo così, ma il senso della domanda è proprio: cosa devo fare, come devo vivere per vivere realmente, per trovare la vita?”.
“Proprio guardando in noi stessi con verità, con sincerità e con coraggio che intuiamo la bellezza, ma anche la precarietà della vita e sentiamo un’insoddiGiustificasfazione, un’inquietudine che nessuna cosa concreta riesce a colmare. Alla fine tutte le promesse si dimostrano spesso insufficienti”.

“Cari amici, vi invito a prendere coscienza di questa sana e positiva inquietudine, a non aver paura di porvi le domande fondamentali sul senso e sul valore della vita. Non fermatevi alle risposte parziali, immediate, certamente più facili al momento e più comode, che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che non portano alla vera gioia di vivere, quella che nasce da chi costruisce – come dice Gesù – non sulla sabbia, ma sulla solida roccia. Imparate allora a riflettere, a leggere in modo non superficiale, ma in profondità la vostra esperienza umana: scoprirete, con meraviglia e con gioia, che il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito!”.

“L’uomo, anche nell’era del progresso scientifico e tecnologico - che ci ha dato tanto - rimane un essere che desidera di più, più che la comodità e il benessere, rimane un essere aperto alla verità intera della sua esistenza, che non può fermarsi alle cose materiali, ma si apre ad un orizzonte molto più ampio”.

“Il rischio” – ha messo in guardia il Pontefice – “è sempre quello di rimanere imprigionati nel mondo delle cose, dell'immediato, del relativo, dell’utile, perdendo la sensibilità per ciò che si riferisce alla nostra dimensione spirituale. Non si tratta affatto di disprezzare l’uso della ragione o di rigettare il progresso scientifico, tutt’altro; si tratta piuttosto di capire che ciascuno di noi non è fatto solo di una dimensione ‘orizzontale’, ma comprende anche quella ‘verticale’. I dati scientifici e gli strumenti tecnologici non possono sostituirsi al mondo della vita, agli orizzonti di significato e di libertà, alla ricchezza delle relazioni di amicizia e di amore”.

“In Lui, in Cristo, potete trovare le risposte alle domande che accompagnano il vostro cammino, non in modo superficiale, facile, ma camminando con Gesù, vivendo con Gesù. L’incontro con Cristo non si risolve nell’adesione ad una dottrina, ad una filosofia, ma ciò che Lui vi propone è di condividere la sua stessa vita e così imparare a vivere, imparare che cosa è l'uomo, che cosa sono io”.

“Non temete” – ha esortato il Papa – “di affrontare le situazioni difficili, i momenti di crisi, le prove della vita, perché il Signore vi accompagna, è con voi! Vi incoraggio a crescere nell’amicizia con Lui attraverso la lettura frequente del Vangelo e di tutta la Sacra Scrittura, la partecipazione fedele all’Eucaristia come incontro personale con Cristo, l’impegno all’interno della comunità ecclesiale, il cammino con una valida guida spirituale”.

“Lasciate che il mistero di Cristo illumini tutta la vostra persona!” – ha concluso il Pontefice – “Allora potrete portare nei diversi ambienti quella novità che può cambiare le relazioni, le istituzioni, le strutture, per costruire un mondo più giusto e solidale, animato dalla ricerca del bene comune”.

A conclusione dell’Incontro, il Papa si è trasferito in auto al campo sportivo di Pennabilli, dove preso congedo dalla Autorità che lo hanno accolto all’arrivo, è partito in elicottero per far ritorno in Vaticano.
PV-SAN MARINO/ VIS 20110620 (700)

INVIATO VI CENTENARIO DEDICAZIONE CATTEDRALE WLOCLAWEK

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 11 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del VI centenario delle dedicazione della Cattedrale di Wloclawek (Polonia), che avranno luogo il 26 giugno 2011.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta dal Monsignore Grzegorz Karolak, Parroco della Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Ciechocinek e membro del Consiglio Presbiterale e Canonico onorario del Capitolo della Cattedrale di Wloclawek e dal Monsignore Artur Niemira, Cancelliere della Curia diocesana, Docente del Seminario Maggiore, Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori e Presidente del Comitato organizzativo del giubileo della Cattedrale di Wloclawek.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110620 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L’Arcivescovo Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico presso l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.), attualmente Nunzio Apostolico in Singapore ed in Timor Orientale, Delegato Apostolico in Malaysia e in Brunei e Rappresentante Pontificio non-residente per il Viêt Nam.

- Il Monsignore Miguel Delgado Galindo, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, finora Capo Ufficio del medesimo Dicastero.

- Il Sacerdote Wolfgang Ipolt, Vescovo di Görlitz (superficie: 9.700; popolazione: 715.500; cattolici: 28.816; sacerdoti: 54; religiosi: 76; diaconi permanenti: 5), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato a Gotha (Repubblica Federale di Germania), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Canonico del Capitolo Cattedrale e Rettore del Seminario Maggiore Regionale di Erfurt (Repubblica Federale di Germania).
NN:NA:NER/ VIS 20110620 (140)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 18 GIU. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo René Audet, emerito di Joliette (Canada), il 12 giugno, all’età di 91 anni.

- Il Vescovo Robert de Chevigny, C.S.Sp., emerito di Nouakchott (Mauritania), l’11 giugno, all’età di 90 anni.

- Il Vescovo Michael Ambrose Griffiths, O.S.B., emerito di Hexham and Newcastle (Gran Bretagna), il 14 giugno, all’età di 82 anni.

- Il Vescovo Joseph Nguyên Tich Duc, emerito di Ban Mê Thuôt (Viêt Nam), il 23 maggio, all’età di 73 anni.

- Il Vescovo Raúl Marcelo Pacifico Scozzina, O.F.M., emerito di Formosa (Argentina), l’11 giugno, all’età di 89 anni.
.../ VIS 20110620 (120)

venerdì 17 giugno 2011

VESCOVI DELL’INDIA: PROMUOVERE CARISMA UNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre, nel ricevere i Presuli di Madras-Mylapore, Madurai, Pondicherry e Raipur (India), al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”, ha proseguito le sue riflessioni sulla vita della Chiesa in India soffermandosi sulle responsabilità dei Vescovi nei confronti del clero, dei religiosi, delle religiose del Paese.

“Con l’imposizione delle mani e con l’invocazione dello Spirito Santo voi siete inviati da Dio quali pastori, e siete chiamati ad insegnare, santificare e governare le Chiese locali” – ha detto il Papa – “Voi compite questa missione con la predicazione del Vangelo, la celebrazione dei sacramenti, e la vostra attenzione per la santità e l’efficace azione pastorale del clero. (...) Siete anche chiamati a governare nella carità con prudente vigilanza, nella vostra capacità legislativa, esecutiva e giudiziaria. In tale ruolo delicato ed esigente, il Vescovo, quale pastore e padre, deve unire e forgiare il suo gregge in una sola famiglia che tutta, consapevole dei propri doveri, desidera vivere ed agire in unità nella carità”.

“La promozione del carisma dell’unità” – ha proseguito il Pontefice – “che è potente testimonianza dell’unicità di Dio e segno della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, è una delle più importanti responsabilità del Vescovo. (...) Con il vostro ministero, siete chiamati a fortificare il popolo che Dio ha scelto come suo, a servirlo e a edificarlo in un unico tempio, una dimora degna dello Spirito”.

“Voi dovete sostenere i vostri sacerdoti, i vostri più stretti collaboratori, ed essere attenti alle loro necessità ed aspirazioni, dimostrando sollecitudine per il loro benessere spirituale, intellettuale e materiale. Essi, quali figli e collaboratori, sono chiamati a loro volta a rispettare la vostra autorità, a lavorare con gioia, umilmente e con completa dedizione al bene della Chiesa, sempre sotto la vostra direzione. I legami di amore fraterno e la sollecitudine reciproca che promuovete nei vostri sacerdoti diventeranno la base per superare le tensioni che potrebbero sorgere, e promuovere le condizioni più propizie per il servizio al popolo di Dio, edificandoli spiritualmente, e portandoli a conoscere il proprio valore e ad assumere la propria dignità quali figli di Dio”.

“Anche i religiosi e le religiose” – ha detto ancora il Santo Padre – “si rivolgono a voi per sostegno e guida. La testimonianza del vostro profondo amore per Gesù Cristo e la sua Chiesa serve da ispirazione mentre si dedicano con perfetta povertà, castità e obbedienza alla vita alla quale sono stati chiamati”.

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando l’importanza della vita consacrata e ha esortato i Presuli affinché offrano ai consacrati “una solida formazione umana, spirituale e teologica. (...) Desidero esprimere l’apprezzamento della Chiesa” – ha detto infine il Papa – “alle numerose religiose della Chiesa in India. Esse testimoniano la sua santità, vitalità e speranza, offrono innumerevoli preghiere e compiono innumerevoli buone azioni, spesse nascoste, ma ciononostante di grande valore per l’edificazione del Regno di Dio”.
AL/ VIS 20110617 (490)

OMAGGIO ARTISTI AL PAPA 60° ORDINAZIONE SACERDOTALE

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della Mostra “Lo splendore della verità, la bellezza della carità – Omaggio degli Artisti a Benedetto XVI per il 60° Anniversario di Ordinazione Sacerdotale”, che ricorre il 29 giugno prossimo.

Alla presentazione sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e il Monsignor Pasquale Iacobone, Capo del Dipartimento “Arte e Fede” del medesimo Dicastero.

L’esposizione che sarà inaugurata dal Santo Padre nella mattina di lunedì 4 luglio, si terrà nell’Atrio dell’Aula Paolo VI in Vaticano e rimarrà aperta e visitabile dal 5 luglio al 4 settembre 2011.

Il Cardinale Ravasi ha spiegato che la presente iniziativa è stata promossa “sulla scia del memorabile incontro del Sommo Pontefice con gli Artisti del 21 novembre 2009 nella Cappella Sistina”. Gli artisti, in maggioranza italiani, appartengono a diverse categorie artistiche: pittura, scultura, architettura, fotografia, letteratura e poesia, musica, cinema, oreficeria.

La mostra assume rilevante significato per “il dialogo tra la Chiesa e gli artisti, come pure” per “la presenza in contemporanea di artisti di chiara fama e appartenenti alle diverse aree di espressione, che si cimentano con un tema di grande profondità e valenza spirituale”.
OP/ VIS 20110617 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Devadass Ambrose Mariadoss, di Tanjore.

- Il Vescovo Patras Minj, S.I., di Ambikapur.

- Il Vescovo Emmanuel Kerketta, di Jashpur.

- Il Vescovo Paul Toppo, di Raigarh.

- Il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano; Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano; Presidente della Fabbrica di San Pietro.
Giustifica
- Il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud.

- Il Vescovo Camillo Ballin, M.C.C.J., Vicario Apostolico dell’Arabia del Nord.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20110617 (130)

giovedì 16 giugno 2011

CONFERENZA IN NOVEMBRE CELLULE STAMINALI ADULTE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Conferenza Internazionale sul tema: “Cellule staminali adulte: la scienza e il futuro dell’uomo e della cultura”, organizzata dal Dipartimento “Scienza e Fede” del Pontificio Consiglio della Cultura (Aula Paolo VI-Vaticano, 9-11 novembre 2011).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Reverendo Tomasz Trafny, Responsabile Dipartimento “Scienza e Fede” e la Dottoressa Robin L. Smith, Presidente ed Amministratore Delegato della NeoStem Inc. (Stati Uniti d’America).

Il Reverendo Trafny ha illustrato i motivi per i quali il Pontificio Consiglio della Cultura è coinvolto nell’iniziativa riguardante la ricerca sulle cellule staminali adulte e perché ci sia un collaborazione con una azienda biofarmaceutica NeoStem, e quali sono i progetti legati a questa collaborazione.

“Già da diverso tempo” – ha detto il Reverendo Trafny – “il Pontificio Consiglio della Cultura si è impegnato nel promuovere un serio dialogo tra le scienze naturali e umane, specialmente la filosofia e la teologia, come p.es. Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), (Scienza, Teologia e Ricerca Ontologica” .

“L'interesse, però, che abbiamo in questa particolare indagine” – ha proseguito il Reverendo Trafny – “è piuttosto circoscritto. Esso si prefigge di esplorare l’impatto culturale delle ricerche sulle cellule staminali adulte e della medicina rigenerativa a medio e lungo termine”.

“La risposta alla questione della nostra collaborazione con la NeoStem va ricercata in due orizzonti. Il primo riguarda la condivisione della stessa sensibilità verso i valori etici che vedono al suo centro la tutela della vita umana in ogni stadio del suo sviluppo. Il secondo riguarda l'interesse a indagare sull'impatto culturale che possono avere le scoperte scientifiche derivanti dalla ricerca sulle cellule staminali adulte e le loro applicazioni nel campo della medicina rigenerativa”.

“Infine, per ciò che riguarda i possibili progetti, vorremo aiutare gli studenti delle Università Pontificie e istituzioni educative cattoliche a indagare sui temi legati al rapporto tra le scienze naturali e umane in un possibile quadro della ricerca interdisciplinare”.

La Conferenza - alla quale sono invitati coloro che non hanno una vera e propria preparazione scientifica riguardante le scienze della vita o la medicina - è organizzata in collaborazione con il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e la Pontificia Accademia per la Vita.

La Dottoressa Robin Smith della NeoStem Inc., ha spiegato che “La NeoStem Inc. è stata un pioniere nella nuova ricerca medica con le cellule staminali adulte. Questa ricerca è in grado di alleviare la sofferenza umana liberando il potere di guarigione del corpo umano. Fondamentale è il fatto che possiamo fare ciò senza distruggere un altro essere umano”.

“Non procediamo alla distruzione degli embrioni per raccogliere cellule staminali adulte (...). La vita umana è unica e deve essere protetta in tutti le sue fasi. La ricerca sulle cellule staminali adulte ci permette di progredire nella conoscenza scientifica e di difendere tale posizione etica”. Le cellule utilizzate dalla NeoStem, denominate VSEL’S, sono molto simili alle cellule staminali embrionali ed “hanno molte delle caratteristiche benefiche di una cellula staminale embrionale, senza presentare gli ostacoli morali ed etici perché prelevate da adulti, non da embrioni o feti”.

“La nostra associazione con il Vaticano si concentra su quattro punti: 1) progredire nella scienza; 2) eliminare la sofferenza umana; 3) educare la società attuale e le future generazioni e 4) incoraggiare la collaborazione nel perseguimento di tali obiettivi”.
OP/ VIS 20110616 (600)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Arockiasamy Jude Gerald Paulraj, di Palayamkottai.

- Il Vescovo Jebamalai Susaimanickam, di Sivagangai.

- Il Vescovo Antony Devotta, di Tiruchirapalli.

- Il Vescovo Yvon Ambroise, di Tuticorin.

- Il Vescovo Joseph Anthony Irudayaraj, S.D.B., di Dharmapuri.

- Il Vescovo Antonisamy Francis, di Kumbakonam.

- Il Vescovo Singaroyan Sebastianappan, di Salem.

Il Padre Cornelius Petrus Mayer, O.S.A.
AL:AP/ VIS 20110616 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote James Thoppil, Vescovo della Diocesi di Kohima (superficie: 16.579; popolazione: 2.154.000; cattolici: 57.549; sacerdoti: 156; religiosi: 331), India. Il Vescovo eletto è nato a Kottayam (India) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Rettore dell’”Oriens Theological College” a Shillong (India).
NER/ VIS 20110616 (70)

mercoledì 15 giugno 2011

FORZA DI INTERCESSIONE PREGHIERA PROFETA ELIA

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, per l’Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre ha ripreso la catechesi sul tema della preghiera, ed ha ricordato la figura del profeta Elia “suscitato da Dio per portare il popolo alla conversione”.

“È soprattutto sul monte Carmelo” – ha spiegato il Pontefice – “che Elia si mostra in tutta la sua potenza di intercessore quando, davanti a tutto Israele, prega il Signore perché si manifesti e converta il cuore del popolo. È l’episodio narrato nel capitolo 18 del ‘Primo Libro dei Re’, su cui oggi ci soffermiamo”.

“Il profeta, portatore dell’amore di Dio, non lascia sola la sua gente (...), ma la aiuta indicando il segno che rivelerà la verità: sia lui che i profeti di Baal prepareranno un sacrificio e pregheranno, e il vero Dio si manifesterà rispondendo con il fuoco che consumerà l’offerta. Comincia così il confronto tra il profeta Elia e i seguaci di Baal, che in realtà è tra il Signore di Israele, Dio di salvezza e di vita, e l’idolo muto e senza consistenza, che nulla può fare, né in bene né in male. E inizia anche il confronto tra due modi completamente diversi di rivolgersi a Dio e pregare”.

“I profeti di Baal (...) fanno ricorso a loro stessi per interpellare il loro dio, facendo affidamento sulle proprie capacità per provocarne la risposta. Si rivela così la realtà ingannatoria dell’idolo” che “chiude la persona nel cerchio esclusivo e disperante della ricerca di sé”.

“Ben altro atteggiamento di preghiera è invece quello di Elia. Egli chiede al popolo di avvicinarsi, coinvolgendolo così nella sua azione e nella sua supplica. (...)
Poi il profeta erige un altare, utilizzando, come recita il testo, dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe (...). Quelle pietre rappresentano tutto Israele (...). Elia si rivolge al Signore chiamandolo Dio dei Padri, facendo così implicita memoria delle promesse divine e della storia di elezione e di alleanza che ha indissolubilmente unito il Signore al suo popolo”.

La richiesta del profeta Elia “è che il popolo finalmente sappia, conosca in pienezza chi davvero è il suo Dio, e faccia la scelta decisiva di seguire Lui solo. Perché solo così Dio è riconosciuto per ciò che è, Assoluto e Trascendente, senza la possibilità di mettergli accanto altri dèi, che Lo negherebbero come assoluto, relativizzandoLo”.

“All’assoluto di Dio” – ha sottolineato il Pontefice – “il credente deve rispondere con un amore assoluto, totale, che impegni tutta la sua vita, le sue forze, il suo cuore. (...) Elia, con la sua intercessione, chiede a Dio ciò che Dio stesso desidera fare, manifestarsi in tutta la sua misericordia, fedele alla propria realtà di Signore della vita che perdona, converte, trasforma”.

“Il Signore (...) risponde, e in modo inequivocabile, non solo bruciando l’olocausto, ma persino prosciugando tutta l’acqua che era stata versata intorno all’altare. Israele non può più avere dubbi; la misericordia divina è venuta incontro alla sua debolezza, ai suoi dubbi, alla sua mancanza di fede. Ora, Baal, l’idolo vano, è vinto, e il popolo, che sembrava perduto, ha ritrovato la strada della verità e ha ritrovato se stesso”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Papa – “che cosa dice a noi questa storia del Passato? Qual è il presente di questa storia? Innanzitutto è in questione la priorità del primo comandamento: adorare solo Dio. Dove scompare Dio, l’uomo cade nella schiavitù di idolatrie, come hanno mostrato, nel nostro tempo, i regimi totalitari e come mostrano anche diverse forme di nichilismo, che rendono l’uomo dipendente da idoli, da idolatrie; lo schiavizzano. Secondo. Lo scopo primario della preghiera è la conversione: il fuoco di Dio che trasforma il nostro cuore e ci fa capaci di vedere Dio e così di vivere secondo Dio e di vivere per l’altro. E il terzo punto. I Padri ci dicono che anche questa storia di un profeta è profetica, se – dicono – è ombra del futuro, del futuro Cristo; è un passo nel cammino verso Cristo”.
AG/ VIS 20110615 (660)

GIUGNO MESE DEDICATO DEVOZIONE SACRO CUORE DI GESÙ

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2011 (VIS). Come di consueto, al termine della catechesi, Benedetto XVI si è rivolto ai diversi gruppi presenti all’Udienza Generale. Esprimendosi in inglese, il Papa ha presentato i suoi migliori auguri ai membri del Dialogo Internazionale Cattolico-Pentecostale per la prossima fase dei lavori ed ha salutato i partecipanti alla Cinquantesima Conferenza dell’Associazione Internazionale delle Scuole ed Istituti di Amministrazione, in corso a Roma.

“Do il mio benvenuto e un cordiale saluto ai pellegrini polacchi” – ha proseguito il Santo Padre – “Giugno è il mese dedicato alla devozione del Sacro Cuore di Gesù. In molte chiese e in molte comunità si celebra tale devozione. Vi incoraggio a mantenere viva questa bella tradizione”.

Infine il Santo Padre ha rivolto parole di saluto in italiano ai rappresentanti della Federazione Biblica Cattolica auspicando “che il loro impegno porti frutti preziosi specialmente per la vita pastorale delle Chiese locali”.
AG/ VIS 20110615 (160)

PROGRESSI COMMISSIONE DI LAVORO SANTA SEDE-ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2011 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente Santa Sede e Stato di Israele, ha tenuto ieri, 14 giugno 2011, una riunione di lavoro plenaria, nel Palazzo Apostolico, per portare avanti i negoziati relativi all’Accordo Fondamentale, Articolo 10, paragrafo 2, in materia economica e fiscale.

La riunione era presieduta dal Monsignore Ettore Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati e dal Signor Danny Ayalon, M.K., Vice-Ministro degli Affari Esteri dello Stato di Israele.

I negoziati hanno si sono svolti in un’atmosfera franca, amichevole e costruttiva e sono stati conseguiti significativi progressi.

Le parti hanno concordato i passi successivi verso la conclusione dell’Accordo ed hanno deciso che la prossima riunione plenaria si terrà il 1° dicembre 2011 presso il Ministero degli Affari Esteri dello Stato di Israele.
OP/ VIS 20110615 (140)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, che è Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Ha nominato l’Arcivescovo Sérgio da Rocha, Arcivescovo Metropolita di Brasilia (superficie: 5.814; popolazione: 2.196.000; cattolici: 1.507.000; sacerdoti: 294; religiosi: 652; diaconi permanenti: 70), Brasile. È stato finora Arcivescovo di Teresina (Brasile).

- Ha nominato il Padre Marek Marian Piatek, C.SS.R., Vescovo Prelato di Coari (superficie: 135.442; popolazione: 209.000; cattolici: 177.000; sacerdoti: 14; religiosi: 27), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Tuchów (Polonia), ha emesso la prima professione religiosa nella Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi) nel 1974 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Parroco della Parrocchia “Ressurreição do Senhor” a Salvador e Professore di Teologia Morale nell’Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Ha nominato il Vescovo Sergio Lasam Utleg, Arcivescovo di Tuguegarao (superficie: 9.000; popolazione: 1.709.000; cattolici: 1.356.000; sacerdoti: 92; religiosi: 122), Filippine. L’Arcivescovo eletto è nato a Solana (Filippine), nel 1943, è stato ordinato sacerdote nel 1968 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997. Finora Vescovo di Laoag (Filippine), succede all’Arcivescovo Diosdado A. Talamayan, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Jose B. Bantolo, Vescovo di Masbate (superficie: 7.000; popolazione: 776.000; cattolici: 704.000; sacerdoti: 56; religiosi: 18), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Guisijan (Filippine) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Vicario Generale della Diocesi di San Jose de Antique (Filippine).

- Ha nominato il Monsignore David William Valencia Antonio, Vescovo Ausiliare di Nueva Segovia (superficie: 2.570; popolazione: 691.000; cattolici: 582.000; sacerdoti: 77; religiosi: 118), Filippine. Il Vescovo eletto, è nato a Nagtupacan (Filippine) nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. È stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Petro Herkulan Malchuk, O.F.M., Vescovo di Kyiv-Zhytomyr dei Latini (superficie: 111.600; popolazione: 8.194.377; cattolici: 220.000; sacerdoti: 146; religiosi: 277; diaconi permanenti: 1), Ucraina, conferendogli la dignità di Arcivescovo “ad personam”. Finora Vescovo Ausiliare di Odessa-Simferopol (Ucraina), succede al Vescovo Jan Purwinski, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha aderito alla elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita dell’Arcivescovo Cyrille S. Bustros, M.S.P., ad Arcivescovo Metropolita di Beirut e Jbeil dei Greco-Melkiti (cattolici: 200.000; sacerdoti: 113; religiosi: 270; diaconi permanenti: 1), Libano, vacante in seguito alle dimissioni presentate dall’Arcivescovo Joseph Kallas, M.S.P., a norma del canone 210, paragrafi 1-2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ed ha accolto la rinuncia del Vescovo Bustros al governo pastorale della Eparchia di Newton dei Greco-Melkiti (Stati Uniti d’America).

- Ha aderito alla elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita del Vescovo Issam Darwish, B.S., ad Arcivescovo di Zahleh e Furzol dei Greco-Melkiti (cattolici: 126.000; sacerdoti: 28; religiosi: 65; diaconi permanenti: 2), Libano, vacante in seguito alle dimissioni presentate dal Vescovo André Haddad, B.S., a norma del canone 210, paragrafi 1-2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ed ha accolto la rinuncia del Vescovo Darwish al governo pastorale della Eparchia di St. Michael’s of Sydney dei Greco-Melkiti (Australia). L’Arcivescovo eletto è nato nel 1945 a Khabab (Siria). Entrato nell’Ordine Brasiliano Salvatoriano del Santissimo Salvatore, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 1996.

- Ha nominato il Vescovo Nicolas J. Samra, Vescovo di Newton dei Greco-Melkiti (cattolici: 25.000; sacerdoti: 68; religiosi: 20; diaconi permanenti: 54), Stati Uniti d’America, trasferendolo dalla sede titolare Vescovile di Gerasa dei Greco-Melkiti (Stati Uniti d’America).

- Ha nominato l’Archimandrita Robert Rabbat, Vescovo dell’Eparchia di Saint Michael’s of Sydney dei Greco-Melkiti (cattolici: 50.000; sacerdoti: 17; religiosi: 5; diaconi permanenti: 7), Australia, Rettore della Cattedrale dell’Annunciazione a Newton (USA). Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Beirut (Libano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994.
NA:NER:RE:NA/ VIS 20110615 (650)

martedì 14 giugno 2011

EVANGELIZZAZIONE: COMPITO DI TUTTI I MEMBRI DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). Alle 19:30 di ieri sera, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Convegno ecclesiale che conclude l’anno pastorale della Diocesi di Roma e che ha per tema: “Si sentirono trafiggere il cuore” (At 2, 37). La gioia di generare alla fede nella Chiesa di Roma (13-16 giugno 2011).

Nel commentare il tema del Convegno, il Papa ha affermato: “La fede non si conserva di per se stessa nel mondo, non si trasmette automaticamente nel cuore dell’uomo, ma deve essere sempre annunciata. E l’annuncio della fede, a sua volta, per essere efficace deve partire da un cuore che crede, che spera, che ama, un cuore che adora Cristo e crede nella forza dello Spirito Santo!. (...) La risposta della fede nasce quando l’uomo scopre, per grazia di Dio, che credere significa trovare la vita vera, la ‘vita piena’”.

“La Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “ciascuno di noi, deve portare nel mondo questa lieta notizia che Gesù è il Signore, Colui nel quale la vicinanza e l’amore di Dio per ogni singolo uomo e donna, e per l’umanità intera si sono fatti carne. Questo annuncio deve risuonare nuovamente nelle regioni di antica tradizione cristiana”. Benedetto XVI ha ricordato in proposito le parole rivolte ai giovani in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia (2005): “La felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia”.

“Se gli uomini dimenticano Dio” – ha proseguito il Pontefice – “è anche perché spesso si riduce la persona di Gesù a un uomo sapiente e ne viene affievolita se non negata la divinità. Questo modo di pensare impedisce di cogliere la novità radicale del Cristianesimo, perché se Gesù non è il Figlio unico del Padre allora nemmeno Dio è venuto a visitare la storia dell’uomo. L’incarnazione, invece, appartiene al cuore del Vangelo! Cresca, dunque, l’impegno per una rinnovata stagione di evangelizzazione, che è compito non solo di alcuni, ma di tutti i membri della Chiesa”.

“Non dobbiamo anche noi oggi mostrare la bellezza e la ragionevolezza della fede, portare la luce di Dio all’uomo del nostro tempo, con coraggio, con convinzione, con gioia? Molte sono le persone che ancora non hanno incontrato il Signore: ad esse va rivolta una speciale cura pastorale”. L’attenzione pastorale è oggi più che mai urgente e “chiede di impegnarci con fiducia, sostenuti dalla certezza che la grazia di Dio sempre opera nel cuore dell’uomo”.

“Ma chi è il messaggero di questo lieto annuncio? Sicuramente lo è ogni battezzato” – ha affermato il Papa – “Soprattutto lo sono i genitori, ai quali spetta il compito di chiedere il Battesimo per i propri figli. (...) Fin da piccoli, i bambini hanno bisogno di Dio ed hanno la capacità di percepire la sua grandezza; sanno apprezzare il valore della preghiera e dei riti, così come intuire la differenza fra il bene ed il male. Sappiate, allora, accompagnarli nella fede sin dalla più tenera età”.

“E come coltivare poi il germe della vita eterna a mano a mano che il bambino cresce? (...) Da sempre la comunità cristiana ha accompagnato la formazione dei bambini e dei ragazzi, aiutandoli non solo a comprendere con l’intelligenza le verità della fede, ma anche a vivere esperienze di preghiera, di carità e di fraternità” – ha proseguito il Santo Padre – “La parola della fede rischia di rimanere muta, se non trova una comunità che la mette in pratica, rendendola viva ed attraente”.

Successivamente il Papa ha incoraggiato “gli adolescenti che compiono il cammino dell’iniziazione cristiana, a maturare un coerente impegno di vita” e “a percorrere questa strada che fa scoprire il Vangelo non come un’utopia, ma come la forma piena dell’esistenza. Tutto ciò va proposto in particolare a coloro che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, affinché il dono dello Spirito Santo confermi la gioia di essere stati generati figli di Dio”.

“Perché tutto questo risulti efficace e porti frutto è necessario che la conoscenza di Gesù cresca e si prolunghi oltre la celebrazione dei Sacramenti. È questo il compito della catechesi” che “è azione ecclesiale e pertanto è necessario che i catechisti insegnino e testimonino la fede della Chiesa e non una loro interpretazione. Proprio per questo è stato realizzato il ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’, che idealmente questa sera riconsegno a tutti voi, affinché la Chiesa di Roma possa impegnarsi con rinnovata gioia nell’educazione alla fede”.

“È necessario” – ha concluso il Pontefice – “educare al silenzio e all’interiorità. Confido che nelle parrocchie di Roma gli itinerari di iniziazione cristiana educhino alla preghiera, perché essa permei la vita ed aiuti a trovare la Verità che abita il nostro cuore. La fedeltà alla fede della Chiesa, poi, deve coniugarsi con una ‘creatività catechetica’ che tenga conto del contesto, della cultura e dell’età dei destinatari. Il patrimonio di storia e arte che Roma custodisce è una via ulteriore per avvicinare le persone alla fede. Invito tutti a fare tesoro nella catechesi di questa ‘via della bellezza’ che conduce a Colui che è, secondo Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.
AC/ VIS 20110614 (870)

SANTO PADRE CONFERISCE PRIMA VOLTA “PREMIO RATZINGER”

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del “Premio Ratzinger”, istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”, che il Santo Padre conferirà per la prima volta il 30 giugno prossimo.

Nel corso della Conferenza Stampa, il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, ha presentato i vincitori del premio: il Professor Manlio Simonetti, laico italiano, studioso di Letteratura cristiana antica e Patrologia; il Professor Olegario González de Cardedal, sacerdote spagnolo, docente di Teologia sistematica ed il Professor Maximilian Heim, cistercense tedesco, Abate del Monastero di Heilingenkreuz (Austria) e docente di Teologia fondamentale e dogmatica.

“Il Professor Simonetti” - ha detto il Cardinale Ruini – “è una delle massime autorità a livello internazionale, e probabilmente la prima in Italia, nel campo degli studi sul cristianesimo antico. (...) Ora, pur avendo compiuto 85 anni, sta attivamente lavorando sui testi cristiani delle origini e ancora sul cristianesimo dei primi quattro secoli”.

Il Professor Olegario González de Cardedal, 76 anni, “è stato Ordinario di Teologia dogmatica alla Pontificia Università di Salamanca e per dieci anni, dal 1969 al 79, è stato Membro della Commissione Teologica Internazionale. (...) Le sue opere teologiche principali riguardano Dio e la Trinità, la cristologia, il rapporto tra teologia e antropologia, in particolare sotto l’aspetto del confronto tra fede cristiana e non credenza”.

Il Professor Maximilian Heim, 50 anni, “è stato chiamato nel 2009 a far parte del Nuovo Circolo di allievi di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI” ed “è consulente per la pubblicazione dell’’Opera Omnia’ di Joseph Ratzinger. (...) Oltre ad essere monaco e teologo, ha un’intensa attività di divulgazione dei temi della fede e della teologia ad un pubblico più ampio, attraverso una serie di conferenze e la pubblicazione di una collana di volumi: entrambe le iniziative portano il nome di ‘Auditorium’”.

Benedetto XVI ha disposto, a partire dal 1° marzo 2010, l’istituzione di questa Fondazione rispondendo al desiderio manifestato da molti studiosi nel corso degli anni. Una delle competenze del Comitato Scientifico è quella di elaborare i criteri di eccellenza per l’istituzione e l’assegnazione di premi agli studiosi che si sono distinti nelle attività di pubblicazione e/o ricerca scientifica.
OP/ VIS 20110614 (380)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). II Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Pascal N’Koué, Arcivescovo Metropolita di Parakou (superficie: 9.259; popolazione: 398.000; cattolici: 184.000; sacerdoti: 48; religiosi: 103), Benin. È stato finora Vescovo di Natitingou (Benin).

- Il Vescovo Hlib (Borys Sviatoslav) Lonchyna, M.S.U., Esarca Apostolico dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna (cattolici: 10.000; sacerdoti: 13; religiosi: 3). L’Esarca eletto è stato finora Amministratore Apostolico “sede vacante” del medesimo Esarcato.
NER/ VIS 20110614 (90)

lunedì 13 giugno 2011

BENEDETTO XVI AGLI ZINGARI: “VOI SIETE NELLA CHIESA”

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto 2.000 pellegrini zingari giunti da ogni parte d’Europa, in rappresentanza dei due milioni di zingari che vivono nel Continente.

All’inizio del suo discorso il Papa ha citato le parole che il Servo di Dio Paolo VI rivolse agli zingari nel 1965: “’Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa’. Anch’io ripeto oggi con affetto: voi siete nella Chiesa!”.

“Il vostro popolo” – ha ricordato Benedetto XVI – “ha dato alla Chiesa il beato Zefirino Giménez Malla, di cui celebriamo il centocinquantesimo anniversario della nascita e il settantacinquesimo del martirio. (...) Oggi, il beato Zefirino” – ha detto il Pontefice – “vi invita a seguire il suo esempio e vi indica la via: la dedizione alla preghiera e in particolare al Rosario, l’amore per l’Eucaristia e per gli altri Sacramenti, l’osservanza dei comandamenti, l’onestà, la carità e la generosità verso il prossimo, specialmente verso i poveri; ciò vi renderà forti di fronte al rischio che le sette o altri gruppi mettano in pericolo la vostra comunione con la Chiesa”.

“La vostra storia” – ha proseguito il Pontefice – “è complessa e, in alcuni periodi, dolorosa. (...) Siete rimasti senza patria e avete considerato idealmente l’intero Continente come la vostra casa. (...) Purtroppo lungo i secoli avete conosciuto il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio. È stato - come voi dite - il Porrájmos, il ‘Grande Divoramento’, un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore”.

“La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!”.

“Vi invito, cari amici, a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l’Europa!” – ha esclamato il Papa – “La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo!”.

“Infine, anche voi siete chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa” – ha concluso il Pontefice – “promuovendo l’attività pastorale nelle vostre comunità. La presenza tra di voi di sacerdoti, diaconi e persone consacrate, che appartengono alle vostre etnie, è dono di Dio e segno positivo del dialogo delle Chiese locali con il vostro popolo, che occorre sostenere e sviluppare. Date fiducia e ascolto a questi vostri fratelli e sorelle, e offrite insieme a loro il coerente e gioioso annuncio dell’amore di Dio per il popolo zingaro, come per tutti i popoli! La Chiesa desidera che tutti gli uomini si riconoscano figli dello stesso Padre e membri della stessa famiglia umana”.
AC/ VIS 20110613 (530)

BICENTENARIO NASCITA SAN GIOVANNI NEPOMUCENO

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la lettera, redatta in latino e datata 8 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo di Philadelphia (Stati Uniti d’America), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del bicentenario della nascita di San Giovanni Nepomuceno Neumann, che avranno luogo a Prachatice (Repubblica Ceca), il 18 giugno 2011.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Rigali è composta da: Don Zdenak Mares, Decano del Capitolo della cattedrale di San Nicola e da Don Vlastimil Krocil, membro del Capitolo della Cattedrale di San Nicola ed Amministratore a Veseli nad Luznici.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110613 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L’Arcivescovo Joseph Augustine Charanakunnel, Arcivescovo di Raipur (India) in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Signor Mario Juan Bosco Cayota Zappettini, Ambasciatore di Uruguay, con la Consorte, in visita di congedo.
AP:AL/ VIS 20110613 (70)

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei Romeni, S.B. Lucian Muresan, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Romena e dopo aver informato la Sede Apostolica, ha trasferito, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Vasile Bizau, al presente Vescovo della Curia Arcivescovile Maggiore, alla sede eparchiale di Maramures dei Romeni (cattolici: 152.383; sacerdoti: 143; religiosi: 3), Romania.
NA/ VIS 20110613 (80)

LA CHIESA È CATTOLICA FIN DAL PRIMO MOMENTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Domenica di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

“Lo Spirito creatore di tutte le cose” – ha detto il Papa nell’omelia – “e lo Spirito Santo che Cristo ha fatto discendere dal Padre sulla comunità dei discepoli, sono uno e il medesimo: creazione e redenzione si appartengono reciprocamente e costituiscono, in profondità, un unico mistero d’amore e di salvezza”.

“Lo Spirito Santo è innanzitutto Spirito Creatore e quindi la Pentecoste è festa della creazione. Per noi cristiani, il mondo è frutto di un atto di amore di Dio, che ha fatto tutte le cose (...). Dio perciò non è il totalmente Altro, innominabile e oscuro. Dio si rivela, ha un volto, Dio è ragione, Dio è volontà, Dio è amore, Dio è bellezza”.

“Lo Spirito Santo è Colui che ci fa riconoscere in Cristo il Signore” – ha spiegato Benedetto XVI – “e ci fa pronunciare la professione di fede della Chiesa: ‘Gesù è Signore. (...) Recitando il Credo, noi entriamo nel mistero della prima Pentecoste (...). Nel Credo che ci unisce da tutti gli angoli della Terra, che, mediante lo Spirito Santo, fa in modo che ci si comprenda pur nella diversità delle lingue, attraverso la fede, la speranza e l’amore, si forma la nuova comunità della Chiesa di Dio”.

“Lo Spirito Santo anima la Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “Essa non deriva dalla volontà umana, dalla riflessione, dall’abilità dell’uomo e dalla sua capacità organizzativa, poiché se così fosse essa già da tempo si sarebbe estinta, così come passa ogni cosa umana. Essa invece è il Corpo di Cristo, animato dallo Spirito Santo”.

“La Chiesa è cattolica fin dal primo momento (...) la sua universalità non è il frutto dell’inclusione successiva di diverse comunità. Fin dal primo istante, infatti, lo Spirito Santo l’ha creata come la Chiesa di tutti i popoli; essa abbraccia il mondo intero, supera tutte le frontiere di razza, classe, nazione; abbatte tutte le barriere e unisce gli uomini nella professione del Dio uno e trino. Fin dall’inizio la Chiesa è una, cattolica e apostolica: questa è la sua vera natura e come tale deve essere riconosciuta. Essa è santa, non grazie alla capacità dei suoi membri, ma perché Dio stesso, con il suo Spirito, la crea, la purifica e la santifica sempre”.

“Infine, il Vangelo di oggi ci consegna questa bellissima espressione: ‘I discepoli gioirono al vedere il Signore’” – “Oggi, a Pentecoste” – ha concluso il Pontefice – “questa espressione è destinata anche a noi, perché nella fede possiamo vederLo; nella fede Egli viene tra di noi e anche a noi mostra le mani e il fianco, e noi ne gioiamo. Perciò vogliamo pregare: Signore, mostrati! Facci il dono della tua presenza, e avremo il dono più bello: la tua gioia”.
HML/ VIS 20110613 (480)

PENTECOSTE BATTESIMO DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Conclusa la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Caeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

“La solennità della Pentecoste, che oggi celebriamo, conclude il tempo liturgico di Pasqua. In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Fu il ‘battesimo’ della Chiesa, battesimo nello Spirito Santo”.

“La voce di Dio divinizza il linguaggio umano degli Apostoli, i quali diventano capaci di proclamare in modo ‘polifonico’ l’unico Verbo divino. Il soffio dello Spirito Santo riempie l’universo, genera la fede, trascina alla verità, predispone l’unità tra i popoli” – ha spiegato il Pontefice ricordando che il Beato Antonio Rosmini scrive: “‘nel dì della Pentecoste dei cristiani Iddio promulgò … la sua legge di carità, scrivendola per mezzo dello Spirito Santo non sulle tavole di pietra, ma nel cuore degli Apostoli, e per mezzo degli Apostoli comunicandola poi a tutta la Chiesa’”.

Lo Spirito Santo, ‘che è Signore e dà la vita’ (...) ha il potere di santificare, abolire le divisioni, dissolvere la confusione dovuta al peccato. Egli, incorporeo e immateriale, elargisce i beni divini, sostiene gli esseri viventi, perché agiscano in conformità al bene. Come Luce intelligibile dà significato alla preghiera, dà vigore alla missione evangelizzatrice, fa ardere i cuori di chi ascolta il lieto messaggio, ispira l’arte cristiana e la melodia liturgica”.

“Cari amici, lo Spirito Santo, che crea in noi la fede nel momento del nostro Battesimo” – ha concluso Benedetto XVI – “ci permette di vivere quali figli di Dio, coscienti e consenzienti, secondo l’immagine del Figlio Unigenito”.

Dopo il Regina Coeli, il Papa ha ricordato che domani a Dresda (Germania), “sarà proclamato Beato Alois Andritzki, sacerdote e martire, ucciso dai nazionalsocialisti nel 1943, all’età di 28 anni. Lodiamo il Signore per questo eroico testimone della fede, che si aggiunge alla schiera di quanti hanno dato la vita nel nome di Cristo nei campi di concentramento. Vorrei affidare alla loro intercessione, oggi che è Pentecoste, la causa della pace nel mondo. Possa lo Spirito Santo ispirare coraggiosi propositi di pace e sostenere l’impegno di portarli avanti, affinché il dialogo prevalga sulle armi e il rispetto della dignità dell’uomo superi gli interessi di parte. Lo Spirito, che è vincolo di comunione, raddrizzi i cuori deviati dall’egoismo e aiuti la famiglia umana a riscoprire e custodire con vigilanza la sua fondamentale unità”.

“Dopodomani, 14 giugno, ricorre la Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue” – ha ricordato ancora il Santo Padre – “milioni di persone che contribuiscono, in modo silenzioso, ad aiutare i fratelli in difficoltà. A tutti i donatori rivolgo un cordiale saluto e invito i giovani a seguire il loro esempio”.

“Rivolgo un cordiale saluto” – ha detto infine il Santo Padre – “ai giornalisti e ai relatori riuniti a Pistoia per il Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato dall’associazione ‘Greenaccord’ sul tema: ‘Lo spazio comune dell’uomo nel creato". Ai giornalisti impegnati per la tutela dell’ambiente va il mio incoraggiamento”.
ANG/ VIS 20110613 (550)

IL PAPA PRESIEDE RIUNIONE CON CAPI DICASTERO CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha presieduto una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana.
.../ VIS 20110613 (50)

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Thomas Aquino Manyo Maeda, Vescovo della Diocesi di Hiroshima (superficie: 31.818; popolazione: 7.601.000; cattolici: 20.334; sacerdoti: 73; religiosi: 213), Giappone. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Tsuwasaki (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Giapponese, succede al Vescovo Joseph Atsumi Misue, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Reverendo Andrew Peter Wypych, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (superficie: 3.654; popolazione: 6.111.000; cattolici: 2.383.000; sacerdoti: 1.692; religiosi: 3.128; diaconi permanenti: 643), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Kazimierza Wielka (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Parroco della Parrocchia “Saint Francis Borgia Parish” a Chicago.

- Ha nominato il Reverendo Alberto Rojas, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (Stati Uniti d’America). Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a El Zapote de la Labor (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. È stato finora Parroco della “Good Shepherd Parish” a Chicago.

Sabato 11 giugno il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Vartan Achkarian, C.A.M., all’ufficio di Ausiliare dell’Eparchia Patriarcale di Beirut degli Armeni, a norma del canone 201, paragrafo, 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kayes (Mali), presentata dal Vescovo Joseph Dao, per raggiunti limiti d’età.
NER:NEA:RE/ VIS 20110613 (250)

venerdì 10 giugno 2011

DIPLOMAZIA PONTIFICIA SERVIZIO PAPA E COMUNIONE ECCLESIALE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Superiori ed Alunni della Pontificia Accademia Ecclesiastica, il cui Presidente è l’Arcivescovo Beniamino Stella.

“La diplomazia pontificia, come viene comunemente chiamata” – ha detto il Papa nel suo discorso – “ha una lunghissima tradizione e la sua attività ha contribuito in maniera non irrilevante a plasmare, in età moderna, la fisionomia stessa delle relazioni diplomatiche tra gli Stati”.

“Lealtà, coerenza, e profonda umanità sono le virtù fondamentali di qualsiasi inviato, il quale è chiamato a porre non solo il proprio lavoro e le proprie qualità, ma, in qualche modo, l’intera persona al servizio di una parola che non è sua”.

“Come si pongono, in tutto ciò, la persona e l’azione del diplomatico della Santa Sede, che, ovviamente, presenta aspetti del tutto particolari? Egli, in primo luogo – (...) - è un sacerdote, un vescovo. (...) Egli è un servitore della Parola di Dio, è stato investito, come ogni sacerdote, di una missione che non può essere svolta a tempo parziale, ma che gli richiede di essere, con l’intera vita, una risonanza del messaggio che gli è affidato, quello del Vangelo. Ed è proprio sulla base di questa identità sacerdotale, ben chiara e vissuta in modo profondo, che si viene ad inserire, con certa naturalezza, il compito specifico di farsi portatore della parola del Papa, dell’orizzonte universale del suo ministero e della sua carità pastorale, nei confronti delle Chiese particolari e di fronte alle istituzioni nelle quali viene legittimamente esercitata la sovranità nell’ambito statale o delle organizzazioni internazionali”.

“Ben si capisce come nell’esercizio di un ministero tanto delicato” – ha sottolineato il Pontefice – “la cura per la propria vita spirituale, la pratica delle virtù umane e la formazione di una solida cultura vadano di pari passo e si sostengano reciprocamente. Sono dimensioni che permettono di mantenere un profondo equilibrio interiore, in un lavoro che esige, fra l’altro, capacità di apertura all’altro, equanimità di giudizio, distanza critica dalle opinioni personali, sacrificio, pazienza, costanza e talora anche fermezza nel dialogo verso tutti”.

“D’altro canto” – ha concluso il Pontefice – “il servizio alla persona del Successore di Pietro, (...) consente di vivere in costante e profondo riferimento alla cattolicità della Chiesa. E laddove c’è apertura all’oggettività della cattolicità, lì c’è anche il principio di autentica personalizzazione: la vita spesa al servizio del Papa e della comunione ecclesiale è, sotto questo profilo, estremamente arricchente”.
AC/ VIS 20110610 (410)

SANTA SEDE E PROTOCOLLO CONVENZIONE DIRITTI FANCIULLO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 6 giugno scorso, alla XVII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell’Uomo sui diritti del fanciullo.

Il Nunzio ha presentato le sue congratulazioni agli incaricati della preparazione del progetto di Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo per facilitare una procedura di comunicazione (OPC), ed ha affermato che essa rappresenta “una parola di speranza e di incoraggiamento per quei fanciulli e giovani la cui innocenza e dignità umana è stata ferita dalla crudeltà che può essere presente nel mondo degli adulti”.

“La Santa Sede” – ha concluso l’Arcivescovo Tomasi - “considera il nuovo Protocollo Opzionale (...) un opportuno contributo per il rafforzamento del sistema dei diritti umani. Che esso ci faccia avvicinare al nostro obiettivo finale: la preservazione incondizionata e il rispetto delle dignità di ogni singola persona, donna o uomo, adulto o fanciullo”.
DELSS/ VIS 20110610 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Neethinathan Anthonisamy, di Chingleput.

- Il Vescovo Thomas Aquinas Lephonse, Vescovo di Coimbatore.

- Il Vescovo Amalraj Arulappan, di Ootacamund.

- Il Vescovo Soundaraj Periyanayagam, S.D.B., di Vellore.

- Il Vescovo Antony Pappusamy, di Dindigul.

- Il Vescovo Peter Remigius, di Kottar.

- Il Signor Benjamin Konan Kouamé, Ambasciatore di Costa d’Avorio, con la Consorte, in visita di congedo.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20110610 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Alfredo Zecca, Arcivescovo Metropolita di Tucumán (superficie: 10.996; popolazione: 1.112.000; cattolici: 1.034.201; sacerdoti: 143; religiosi: 238; diaconi permanenti: 10), Argentina. L’Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Attualmente Professore Ordinario della Facoltà Teologica dell’Università Cattolica Argentina, succede all’Arcivescovo Luis Héctor Villalba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha eretto l’Eparchia caldea del Canada con il titolo di “Mar Addai” di Toronto dei Caldei (fedeli caldei: 38.000: sacerdoti: 4).

- Ha nominato l’Arcivescovo Hanna Zora, primo Vescovo dell’Eparchia di Toronto dei Caldei, trasferendolo dalla Sede di Ahwaz dei Caldei (Iran) e conservandogli il titolo di Arcivescovo ad personam.

- Ha nominato il Vescovo Ernesto Mandara, Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto (superficie: 918; popolazione: 187.351; cattolici: 175.808; sacerdoti: 109; religiosi: 234; diaconi permanenti: 6), Italia. È stato finora Ausiliare della Diocesi di Roma.

- Ha nominato il Monsignore Matthew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto (superficie: 109.507; popolazione: 14.133.000; cattolici: 44.366; sacerdoti: 39; religiosi: 35), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Kulu (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Vicario Generale nell’Arcidiocesi di Kaduna (Nigeria), succede al Vescovo Kevin J. Aje, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE:ECE/ VIS 20110610 (240)

giovedì 9 giugno 2011

ECOLOGIA UMANA NECESSITÀ IMPERATIVA

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nella Sala Clementina le Lettere Credenziali di sei nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: Signor Stefan Gorda, Moldova; Signor Narciso Ntugu Abeso Oyana, Guinea Equatoriale; Signor Henry Llewellyn Lawrence, Belize; Signor Hussan Edin Aala, Siria; Signora Genevieve Delali Tsegah, Ghana; Signor George Robert Furness Troup, Nuova Zelanda.

Il Santo Padre ha tenuto ai sei nuovi diplomatici un discorso comune e successivamente ha consegnato ad ognuno un testo specifico relativo alla Nazione rappresentata.

“Il primo semestre di questo anno” – ha detto il Papa nel suo discorso – “è stato segnato da innumerevoli tragedie che hanno coinvolto la natura, la tecnica e i popoli. L’uomo (...) non può essere dominato dalla tecnica (...). Una tale consapevolezza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, davanti alle proprie responsabilità nei confronti della nostra vita e delle tecnologie”.

“L’ecologia umana” – ha affermato il Pontefice – “è una necessità imperativa. Adottare in tutto un modo di vivere rispettoso dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento delle energie pulite che salvaguardano il patrimonio della creazione e non presentano pericoli per l’uomo, devono essere priorità politiche ed economiche”.

“Il cambiamento di mentalità in questo ambito” – ha sottolineato il Papa – “deve permettere di giungere rapidamente ad una arte di vivere insieme che rispetti l’alleanza fra uomo e natura, senza la quale la famiglia umana rischia di estinguersi. (...) L’insieme dei governanti deve impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla a ricoprire il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. Le Nazioni Unite, mi sembra, siano il quadro naturale per una tale riflessione che non deve essere oscurata da interessi politici ed economici, ciecamente partigiani, ma deve privilegiare la solidarietà rispetto all’interesse particolare”.

“Occorre inoltre interrogarsi sul giusto ruolo della tecnica. (...) Credere che essa sia l’agente esclusivo del progresso e della felicità, significa ridurre l’uomo ad oggetto, cosa che finisce nell’accecamento e nell’infelicità, quando l’uomo attribuisce e delega alla tecnica poteri che non ha. (...) La tecnica che domina l’uomo, lo priva della sua umanità. L’orgoglio che essa genera ha fatto nascere nelle nostre società un economismo che non si può trattare e un certo edonismo che determina soggettivamente ed egoisticamente i comportamenti. L’indebolimento del primato dell’essere umano comporta uno smarrimento esistenziale ed una perdita del senso della vita”.

“È dunque urgente” – ha ribadito Benedetto XVI – “arrivare a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica (...) La tecnica deve aiutare la natura a sbocciare nella linea voluta dal Creatore. Operando in tal modo, lo scienziato e il ricercatore aderiscono al disegno di Dio che ha voluto che l’uomo sia vertice e gestore della creazione. Soluzioni basate su tale fondamento proteggeranno la vita umana e la sua vulnerabilità, i diritti delle generazioni presenti e di quelle future”.

“I governi devono promuovere un umanesimo rispettoso della dimensione spirituale e religiosa dell’uomo, poiché la dignità della persona umana non varia con la fluttuazione delle opinioni. Rispettare la sua aspirazione alla giustizia e alla pace permette l’edificazione di una società che si promuove da se stessa, quando sostiene la famiglia o quando rifiuta, ad esempio, il primato esclusivo del denaro”.

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: “La vita sociale deve essere considerata innanzitutto come una realtà di ordine spirituale, i responsabili della politica hanno la missione di guidare i popoli verso l’armonia umana e la saggezza tanto desiderate, che devono culminare nella libertà religiosa, volto autentico della pace”.

Nel suo discorso all’Ambasciatore della Moldova, il Santo Padre afferma: “È bene che la Moldova desideri far parte della casa comune europea” ed ha aggiunto: “Rendo grazie per il riconoscimento giuridico di cui gode la Chiesa cattolica in Moldova, per la sua organizzazione progressiva e per la costruzione di nuove chiese fra cui la cattedrale. (...) Che le autorità civili abbiano il coraggio di trovare soluzioni soddisfacenti giuste ed eque per il patrimonio ecclesiastico confiscato, per permettere alla Chiesa cattolica di disporre di mezzi per compiere la sua missione, non solo in ambito religioso ma anche in campo educativo, sanitario e caritativo”.

“Nel perfezionamento della società e nello spiegamento delle nuove strutture in grado di dare una trama più flessibile, non mancherà ai figli e alle figlie della Guinea Equatoriale” – scrive il Papa all’Ambasciatore di questa Nazione – “la presenza animatrice della Chiesa, che infonde la luce della fede in Cristo. (...) Non si può mancare di notare con viva soddisfazione l’impegno profuso per recuperare e ristrutturare molti luoghi di culto, e le iniziative intraprese per migliorare le condizioni di vita degli abitanti, in particolare di coloro che sperimentano grandi difficoltà a vivere in maniera degna”.

Nel suo discorso al Rappresentante del Belize il Santo Padre sottolinea: “La libertà di religione e la libertà di culto consentono ai credenti di prosperare come individui e di contribuire positivamente e pienamente alla vita della Nazione in ogni sfera dell’attività umana. Che il suo Paese, Signor Ambasciatore, sia un esempio a tale riguardo per i suoi vicini e per coloro che si impegnassero a diminuire le conseguenze di tali diritti e dei loro corrispettivi valori”.

“La Siria è stata tradizionalmente un esempio di tolleranza, convivenza e di rapporti armoniosi fra cristiani e musulmani, attualmente sono buone le relazioni ecumeniche e interreligiose” – afferma il Papa nel discorso indirizzato all’Ambasciatore della Siria - “Gli avvenimenti occorsi in questi ultimi mesi in alcuni paesi del Mediterraneo, fra cui la Siria, manifestano il desiderio di un futuro migliore nell’ambito dell’economia, della giustizia, della libertà e della partecipazione alla vita pubblica. Tali avvenimenti mostrano anche l’urgente necessità di autentiche riforme della vita politica, economica e sociale. Tuttavia, è estremamente auspicabile che tali evoluzioni non si realizzino in termini d’intolleranza, di discriminazione e di conflitto, ed ancor meno di violenza, ma in termini di rispetto assoluto della verità, della convivenza, dei diritti legittimi delle persone e della collettività, e della riconciliazione. Di tali principi devono essere garanti le Autorità, tenendo conto delle aspirazioni della società civile e delle istituzioni internazionali”.

Nel discorso all’Ambasciatore del Ghana, il Santo Padre elogia il fatto che “Il Ghana abbia potuto superare negli ultimi tempi certi ostacoli per progredire in modo stabile in ambito economico, sociale e politico. (...) Auspico che tale processo sia coronato da un risultato positivo nella corrente consultazione costituzionale, in modo tale che la struttura legislativa ed amministrativa della Nazione consolidino una cultura responsabile ed una attiva partecipazione allo sviluppo del Paese nella libertà, giustizia e solidarietà”.

Infine Benedetto XVI esprime al Rappresentante della Nuova Zelanda la sua “solidarietà a tutti coloro che ancora subiscono le conseguenze del devastante terremoto che ha colpito Christchurch il 22 febbraio scorso” e ricorda che: “A causa della sua posizione geografica (...) alcuni paesi vicini, fra i quali ‘I Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo’ guardano alla Nuova Zelanda come ad un esempio di stabilità politica, di stato di diritto e di alti standard dell’economia. (...) Tutto ciò assegna al suo Paese una particolare responsabilità morale. Fedele alle sue tradizioni migliori, la Nuova Zelanda è chiamata ad usare la sua posizione di influenza per la pace e la stabilità della regione, l’incoraggiamento di istituzioni democratiche mature e stabili, e la promozione di autentici diritti umani e di uno sviluppo economico sostenibile”.
CD/ VIS 20110609 (1240)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi.

- Il Signor Luiz Felipe de Seixas Corrêa, Ambasciatore del Brasile, con la Consorte, in Visita di congedo.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Malayappan Chinnappa, S.D.B., di Madras and Mylapore, con l’Ausiliare Vescovo Lawrence Pius Dorairaj.

- L’Arcivescovo Peter Fernando, di Madurai.

- L’Arcivescovo Anthony Anandarayar, di Pondicherry and Cuddalore.
AP:AL/ VIS 20110609 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Doaninoel, S.M., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Honiara (superficie: 10.728; popolazione: 235.136; cattolici: 53.378; sacerdoti: 41; religiosi: 110), Isole Salomone, trasferendolo dall’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Rabaul (Papua Nuova Guinea).
NEA/ VIS 20110609 (50)

mercoledì 8 giugno 2011

BENEDETTO XVI RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha rievocato il Viaggio Apostolico in Croazia, compiuto il 4 e 5 giugno scorso, il cui tema è stato: “Insieme in Cristo”.

“L’occasione principale della mia Visita” – ha ricordato il Papa – “era la Iª Giornata Nazionale delle famiglie cattoliche croate, culminata nella Concelebrazione eucaristica di domenica mattina, che ha visto la partecipazione, nell’area dell’Ippodromo di Zagabria, di un grande moltitudine di fedeli”.

“Nell’Europa di oggi, le Nazioni di solida tradizione cristiana” – ha affermato il Santo Padre – “hanno una speciale responsabilità nel difendere e promuovere il valore della famiglia fondata sul matrimonio, che rimane comunque decisiva sia nel campo educativo sia in quello sociale. Questo messaggio aveva dunque una particolare rilevanza per la Croazia, che, ricca del suo patrimonio spirituale, etico e culturale, si appresta ad entrare nell’Unione Europea”.

“La Santa Messa è stata celebrata nel peculiare clima spirituale della novena di Pentecoste. (...) Questo mi ha dato modo di sottolineare il dono e l’impegno della comunione nella Chiesa, come pure di incoraggiare i coniugi nella loro missione. Ai nostri giorni, mentre purtroppo si constata il moltiplicarsi delle separazioni e dei divorzi, la fedeltà dei coniugi è diventata di per se stessa una testimonianza significativa dell’amore di Cristo, che permette di vivere il Matrimonio per quello che è, cioè l’unione di un uomo e di una donna che, con la grazia di Cristo, si amano e si aiutano per tutta la vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”.

“La fede nel Dio che è Amore si trasmette prima di tutto con la testimonianza di una fedeltà all’amore coniugale, che si traduce naturalmente in amore per i figli, frutto di questa unione. Ma questa fedeltà non è possibile senza la grazia di Dio, senza il sostegno della fede e dello Spirito Santo”.

“In questo contesto di grande attenzione alla famiglia, si è collocata molto bene la Veglia con i giovani, avvenuta la sera di sabato” – ha ricordato ancora il Pontefice che ha affermato: “A loro ho ripetuto la domanda che Gesù fece ai suoi primi discepoli: ‘Che cosa cercate?’, ma ho detto loro che Dio li cerca prima e più di quanto essi stessi cerchino Lui. È questa la gioia della fede: scoprire che Dio ci ama per primo! È una scoperta che ci mantiene sempre discepoli, e quindi sempre giovani nello spirito!”.

“Un altro momento che possiamo dire di ‘cenacolo’ è stata la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale, con i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i giovani in formazione nei Seminari e nei Noviziati. (...) Nella Cattedrale di Zagabria si trova la monumentale tomba del Beato Cardinale Alojzije Stepinac, Vescovo e Martire. Egli, in nome di Cristo, si oppose con coraggio prima ai soprusi del nazismo e del fascismo e, dopo, a quelli del regime comunista”.

“Molto significativo” – ha proseguito il Pontefice – “è stato anche l’incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i Leaders religiosi, radunati nel Teatro Nazionale di Zagabria. In quel contesto, ho avuto la gioia di rendere omaggio alla grande tradizione culturale croata, inseparabile dalla sua storia di fede e dalla presenza viva della Chiesa”.

“Ancora una volta è apparsa evidente a tutti noi la più profonda vocazione dell’Europa, che è quella di custodire e rinnovare un umanesimo che ha radici cristiane e che si può definire ‘cattolico’, cioè universale ed integrale. Un umanesimo che pone al centro la coscienza dell’uomo, la sua apertura trascendente e al tempo stesso la sua realtà storica, capace di ispirare progetti politici diversificati ma convergenti alla costruzione di una democrazia sostanziale, fondata sui valori etici radicati nella stessa natura umana”.

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera” – ha concluso il Pontefice – “ottenendo che la mia visita pastorale si svolgesse ottimamente. Ora, mentre ringraziamo il Signore per questo grande dono, chiediamo a Lui, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Croati, che quanto ho potuto seminare porti frutti abbondanti, per le famiglie croate, per l’intera Nazione e per tutta l’Europa”.
AG/ VIS 20110608 (700)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Roberto Francisco Ferrería Paz, Vescovo della Diocesi di Campos (superficie: 12.520; popolazione: 1.063.000; cattolici: 919.000; sacerdoti: 81, religiosi: 103; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Ausiliare di Niterói (Brasile), succede al Vescovo Roberto Gomes Guimarães, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Francesco Biasin, Vescovo della Diocesi di Barra do Piraí – Volta Redonda (superficie: 4.768; popolazione: 804.000; cattolici: 604.267; sacerdoti: 51; religiosi: 82; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Vescovo di Pesqueira (Brasile), il Vescovo Biasin succede al Vescovo João Maria Messi, O.S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., Vescovo di Tibù (superficie: 7.825; popolazione: 222.000; cattolici: 211.000; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Colombia. Il Vescovo eletto è nato in Cogua (Colombia), nel 1963, ha emesso la professione religiosa solenne nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Superiore del Convento Cristo Re a Bucaramanga (Colombia).
NER:RE VIS 20110608 (150)

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