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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 18 gennaio 2006

COMUNIONE IN CRISTO SORREGGE MOVIMENTO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna alla "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani" che ha inizio oggi. L'Udienza Generale si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 persone.

Questa settimana, ha spiegato il Papa, è un "appuntamento importante per riflettere sul dramma della divisione della comunità cristiana e domandare assieme a Gesù stesso 'che tutti siano una cosa sola affinché il mondo creda'".

"La preghiera 'per l'unione di tutti'" - ha proseguito il Pontefice - "coinvolge in forme, tempi e modi diversi cattolici, ortodossi e protestanti, accomunati dalla fede in Gesù Cristo, unico Signore e Salvatore. La preghiera per l'unità fa parte di quel nucleo centrale che il Concilio Vaticano II chiama 'l'anima di tutto il movimento ecumenico' 'Unitatis redintegratio, 8".

"Gli elementi che, nonostante la divisione permanente congiungono ancora i cristiani, sostengono la possibilità di elevare una preghiera comune a Dio. Questa comunione in Cristo sorregge tutto il movimento ecumenico e indica lo scopo stesso della ricerca dell'unità di tutti i cristiani nella Chiesa di Dio. Ciò distingue il movimento ecumenico da ogni altra iniziativa di dialogo e di rapporti con altre religioni e ideologie".

Il Santo Padre ha ricordato che: "Le preghiere comuni che si svolgono nel mondo intero particolarmente in questo periodo, oppure attorno alla Pentecoste, esprimono inoltre la volontà di comune impegno per il ristabilimento della piena comunione di tutti i cristiani".

Ma con le nostre preghiere, ha detto Papa Benedetto, non dobbiamo limitarci ad impetrare. "Possiamo anche ringraziare il Signore per la nuova situazione faticosamente creata dalle relazioni ecumeniche tra i cristiani nella ritrovata fraternità per i forti legami di solidarietà stabiliti, per la crescita della comunione e per le convergenze realizzate certamente in modo diseguale tra i vari dialoghi. Il futuro sta davanti a noi".

Il Papa ha concluso la catechesi citando le parole dell'Enciclica "Ut unum sint" di Giovanni Paolo II "che tanto ha fatto e sofferto per la questione ecumenica": "'riconoscere quanto Dio ha già concesso è la condizione che ci predispone a ricevere quei doni ancora indispensabili per condurre a compimento l'opera ecumenica dell'unità".
AG/UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060118 (370)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Remídio José Bohn, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Rosário" e Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Feliz (Brasile) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.

- Il Padre Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S., finora Superiore Provinciale della Provincia degli Scalabriniani con sede a Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Piazza Brembana (Bergamo), ha emesso la professione religiosa nella Congregazione degli Scalabriniani nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Il Vescovo Salvatore Fisichella, che è Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per un ulteriore quadriennio, a norma dell'Articolo 10 degli Statuti della medesima Università.

- Il Monsignore Livio Melina, che è Ordinario di Teologia morale fondamentale e Vice-Preside della Sezione Centrale del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Preside del medesimo Istituto, per il prossimo quadriennio, a norma dell'Articolo 8 degli Statuti dello stesso Istituto.
NEA:NA/.../... VIS 20060118 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Pedro López Quintana, Nunzio Apostolico in India e Nepal.
AP/.../... VIS 20060118 (30)

martedì 17 gennaio 2006

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2006 (VIS). Domani ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema prescelto per il 2006 è: "Se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome io sono in mezzo a loro" (Matteo 18,20).

I testi di quest'anno sono stati preparati da un gruppo ecumenico di Dublino (Irlanda), designato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Uniti nella presenza di Cristo. Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo" (Efesini 4, 5-6).

19 gennaio: "Costruire l'unità dei cristiani con Gesù in mezzo a noi. Ecumenismo quotidiano. Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri" (Giovanni 13, 14).

20 gennaio: "Pregare insieme nel nome di Gesù. Il Signore è disposto a perdonarvi" (Isaia 30, 18).

21 gennaio: "Dal passato al futuro: perdono guarigione delle memorie. Non dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette". (Matteo 18, 22).

22 gennaio: "Dio presente in mezzo a noi: un imperativo alla pace. Il Signore dell'universo è con noi". (Salmo 46).

23 gennaio: "Missione nel nome di Gesù. Il Padre vostro che è in cielo vuole che nessuna di queste persone semplici vada perduta" (Matteo 18, 14).

24 gennaio: "Riconoscere la presenza di Dio nell'altro: accogliere l'altro nel nome di
Gesù. E chi per amor mio accoglie un bambino come questo, accoglie me (Matteo 18,5).

25 gennaio: "Uniti nella speranza. In quel giorno conoscerete che io vivo unito al Padre, e voi siete uniti a me e io a voi" (Giovanni 14,20).

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento Fede e Costituzione nel 1926.

Mercoledì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura le celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2006.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060117 (400)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Guillermo Orozco Montoya, Vescovo di San José del Guaviare (superficie: 42.327; popolazione: 120.000; cattolici: 108.500; sacerdoti: 23: religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Sonsón (Colombia) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Dal 2000 è stato Direttore del Dipartimento per la Pastorale dei Ministeri Gerarchici del Segretariato dell'Episcopato colombiano. Il Vescovo Orozco Montoya succede al Vescovo Belarmino Correa Yepes, M.X.Y., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la nuova Diocesi di El Banco (Colombia), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Santa Marta e Valedupar, rendendola suffraganea dall'Arcidiocesi Metropolitana di Barranquilla.

- Ha nominato il Padre Jaime Enrique Duque Correa, M.X.Y., primo Vescovo della Diocesi di El Banco (superficie: 11.855; popolazione: 389.641; sacerdoti: 18), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Medellín (Colombia), ha emesso la professione perpetua nell'Istituto per le Missioni Estere di Yarumal nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Dal 2000 è stato Parroco di Emaús a Medellín (Colombia).

- Ha nominato il Reverendo Paul Hwang Cheol-soo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pusan (superficie: 3.267; popolazione: 5.437.906; cattolici: 379.030; sacerdoti: 313; religiosi: 661), Corea. Il Vescovo eletto, già Cancelliere diocesano, è nato nel 1953 a Miriang (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NER:RE:ECE:NEA/.../... VIS 20060117 (240)

lunedì 16 gennaio 2006

CRISTO CI VIENE INCONTRO PER DONARCI PIENEZZA DI VITA

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2006 (VIS). Nelle sue riflessioni precedenti la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato l'inizio del tempo ordinario dell'anno liturgico che "ci invita a vivere la nostra vita ordinaria come un itinerario di santità, e cioè di fede e di amicizia con Gesù, continuamente scoperto e riscoperto quale Maestro e Signore, Via, Verità e Vita dell'uomo".

Il Papa ha citato la pagina del Vangelo di San Giovanni che narra il primo incontro tra Gesù e alcuni di coloro che diventeranno suoi apostoli. Due dei discepoli di San Giovanni Battista, si legge nel testo evangelico, seguirono il Cristo, il quale domandò loro: "Che cosa cercate? Gesù li invitò a seguirlo e a stare un po' con Lui ed uno di loro, Andrea, disse al fratello Simone: "Abbiamo trovato il Messia".

Ecco due parole singolarmente significative" - ha detto il Santo Padre - "'cercare', 'trovare'. Possiamo estrarre dalla pagina evangelica odierna questi due verbi e ricavare un'indicazione fondamentale per il nuovo anno, che vogliamo sia un tempo in cui rinnovare il nostro cammino spirituale con Gesù, nella gioia di cercarlo e di trovarlo incessantemente".

"La gioia più vera, infatti," - ha proseguito il Pontefice - "sta nel rapporto con Lui incontrato, seguito, conosciuto, amato, grazie ad una continua tensione della mente e del cuore. (...) L'amicizia col Maestro assicura all'anima pace profonda e serenità anche nei momenti bui e nelle prove più ardue. Quando la fede si imbatte in notti oscure, nelle quali non si 'sente' e non si 'vede' più la presenza di Dio, l'amicizia di Gesù garantisce che in realtà nulla può mai separarci dal suo amore. Cercare e trovare Cristo, sorgente inesauribile di verità e di vita: la parola di Dio ci invita a riprendere, all'inizio di un nuovo anno, questo cammino di fede mai concluso".

"Per il credente" - ha concluso il Santo Padre - "è sempre un'incessante ricerca e una nuova scoperta, perchè Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre, ma noi, il mondo, la storia, non siamo mai gli stessi, ed Egli ci viene incontro per donarci la sua comunione e la pienezza della vita".
ANG/ANNO LITURGICO/... VIS 20060116 (380)

MONDO SAREBBE MIGLIORE SE OGNUNO SVOLGESSE SUO DOVERE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2006 (VIS). Seguendo una tradizione che ogni anno si rinnova, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi i dirigenti e il Personale dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano che provvedono a garantire la sicurezza in Piazza San Pietro e nelle adiacenze del Vaticano.

Garantire l'ordine e la sicurezza, ha affermato il Papa, è "un compito che domanda preparazione tecnica e professionale congiunta a non poca pazienza, vigilanza costante, cortesia e spirito di sacrificio".

Il Santo Padre ha ricordato "il grande sforzo" dispiegato dagli Agenti dell'Ispettorato e da diverse componenti delle Forze Armate Italiane nei giorni della malattia, della morte e dei funerali di Giovanni Paolo II ed "in occasione delle mia elezione alla Sede di Pietro. Profitto dell'odierno incontro" - ha detto - "per rinnovare il grazie più sincero mio e dei miei collaboratori a tutti coloro che in quelle storiche circostanze hanno offerto il loro apporto perché tutto si svolgesse con ordine e tranquillità, ed il mondo intero ha potuto ammirare l'efficienza dell'organizzazione dispiegata".

Ribadendo l'importanza di "lavorare sempre in armonia e con sincera cooperazione", il Papa ha detto: "Le famiglie, le comunità, le varie organizzazioni, le nazioni ed il mondo stesso sarebbero migliori se, come in un corpo sano e ben compaginato, ogni membro svolgesse con coscienza ed altruismo il proprio compito, piccolo o grande che sia".

Benedetto XVI ha concluso il suo breve discorso con queste parole: "Cari amici, apriamo il cuore a Cristo ed accogliamo con fiducia il suo Vangelo, preziosa regola di vita per coloro che sono alla ricerca del senso vero dell'esistenza umana".
AC/.../AGENTI PUBBLICA SICUREZZA VIS 20060116 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate.

- Il Signor Filip Vujanovic, Presidente della Repubblica di Montenegro, con la Consorte e Seguito.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, C.I.C.M., Arcivescovo di Kinshasa, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Vescovo Dominique Bulamatari e Vescovo Edouard Kisonga, S.S.S..

- Il Vescovo Cyprien Mbuka, C.I.C.M., di Boma.

- Il Vescovo Louis Mbwôl-Mpasi, O.M.I., di Idiofa

- Il Vescovo Philippe Nkiere Kena, C.I.C.M., di Inongo.

Sabato 14 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060116 (140)

AL RABBINO CAPO DI ROMA: TRASMETTIAMO INSIEME DECALOGO

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una Delegazione della Comunità Ebraica di Roma accompagnata dal Rabbino Capo, Dottor Riccardo Di Segni.

Papa Benedetto XVI ha iniziato il suo breve discorso citando il canto di grazie di Mosè dopo la traversata del Mar Rosso. "La vostra visita" - ha detto il Santo Padre - "mi arreca grande gioia, e mi spinge a rinnovare con voi questo medesimo cantico di gratitudine per la salvezza ottenuta. Il popolo di Israele è stato liberato varie volte dalle mani dei nemici, e nei secoli dell'antisemitismo, nei momenti drammatici della Shoà, la mano dell'Onnipotente lo ha sorretto e guidato. Sempre la predilezione del Dio dell'Alleanza lo ha accompagnato, dandogli forza per superare le prove. Di questa amorevole attenzione divina può rendere testimonianza anche la vostra comunità ebraica, presente nella città di Roma da oltre duemila anni".

"A voi è vicina la Chiesa cattolica e vi è amica. (...) Dopo il Concilio Vaticano II, è andata crescendo questa stima e reciproca fiducia. Si sono sviluppati contatti sempre più fraterni e cordiali, intensificatisi lungo il Pontificato del venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II".

"In Cristo noi partecipiamo della vostra stessa eredità dei Padri, per servire l'Onnipotente (...) innestati sull'unico tronco santo del Popolo di Dio. Ciò rende noi cristiani consapevoli che, insieme con voi, abbiamo la responsabilità di cooperare al bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace, nella verità e nella libertà, nella santità e nell'amore. Alla luce di questa comune missione non possiamo non denunciare e combattere con decisione l'odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell'animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto, come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?".

Il Papa ha concluso il suo discorso formulando al Rabbino fervidi voti augurali per la sua missione ed affermando: "Sono, poi, tante le urgenze e le sfide, a Roma e nel mondo, che ci sollecitano ad unire le nostre mani e i nostri cuori in concrete iniziative di solidarietà, di tzedek (giustizia) e di tzedekah (carità). Insieme possiamo collaborare nel trasmettere la fiaccola del Decalogo e della speranza alle giovani generazioni".
AC/COMUNITÀ EBRAICA ROMA/DI SEGNI VIS 20060116 (390)

VINCERE DISCRIMINAZIONE, INGIUSTIZIA E DISPREZZO PERSONA

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e che la Diocesi di Roma celebra la Giornata della Scuola Cattolica.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che le migrazioni "costituiscono un fenomeno assai diffuso nel mondo attuale: sono un 'segno dei tempi'. Tale fenomeno si presenta molto variegato: la migrazione infatti può essere volontaria o forzata, legale o clandestina, per motivi di lavoro o di studio".

"Se, da una parte" - ha proseguito il Pontefice - "si afferma il rispetto delle diversità etniche e culturali, dall'altra permangono difficoltà di accoglienza e di integrazione".

"La Chiesa invita a cogliere il positivo che questo segno dei tempi porta in sé, vincendo ogni forma di discriminazione, di ingiustizia e di disprezzo della persona umana, perchè ogni uomo è immagine di Dio".

Successivamente in merito alla celebrazione della Giornata della Scuola Cattolica il Papa ha detto: "Saluto i dirigenti, gli insegnanti, i genitori e gli alunni qui convenuti, e li incoraggio a proseguire nell'impegno per un'educazione integrale, che si sforzi di unire la qualità dell'istruzione e la concezione cristiana dell'uomo e della società".

"Auspico" - ha detto infine Benedetto XVI - "che sia costante la collaborazione tra famiglia e scuola, come pure che il servizio assicurato dalle scuole cattoliche sia pienamente riconosciuto".
ANG/MIGRANTI:SCUOLA CATTOLICA/... VIS 20060116 (240)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Saint-Flour (Francia), presentata dal Vescovo René Séjourné, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre John Hung Shan-chuan, S.V.D., Vescovo di Kiayi (superficie: 3.244; popolazione: 1.573.098; cattolici: 10.033; sacerdoti: 57; religiosi: 58), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Scuola Cattolica di Kiayi e Professore presso l'Università Cattolica di Taipei, è nato nel 1943 nell'isola di Penghu (Taiwan), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Verbiti nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.

Sabato 14 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Marlo Mendoza Peralta, Vescovo Coadiutore di Alaminos (superficie: 2.449; popolazione: 562.364; cattolici: 445.573; sacerdoti: 37; religiosi: 82), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Parrocchia di San Nino a Binalonan, è nato a San Carlos (Filippine), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.

- Il Monsignor Roberto Calara Mallari, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.000.000; cattolici: 2.800.000; sacerdoti: 162; religiosi: 204), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Parroco della parrocchia di "Our Lord's Ascension" e Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale per la Famiglia, è nato a Masantol (Filippine), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Il Professor Hsin-Chi Kuan, che è Presidente del Dipartimento del Governo e della Pubblica Amministrazione alla Chinese University di Hong Kong (Cina), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Sua Beatitudine il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Siro-Malabarese, ha accettato con il consenso del Sinodo Permanente, in conformità al canone 210, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, la rinuncia dell'Arcivescovo Kuriakose Kunnacherry, Metropolita di Kottayam dei Siro-Malabaresi (India). Gli succede l'Arcivescovo Mathew Moolakkatt, O.S.B., finora Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcieparchia Metropolitana.
RE:NER:NEC:NEA:NA/.../... VIS 20060116 (310)

venerdì 13 gennaio 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Il Vescovo Salvatore Fisichella, Ausiliare di Roma e Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.

- Il Reverendo Don Pascual Chávez Villanueva, S.D.B., Rettore Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco (Salesiani).

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva:

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Padre Dom Edmund Power, O.S.B., Abate dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura.
AP/.../... VIS 20060113 (100)

IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI RICEVE I SEDIARI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Sediari Pontifici, incaricati, nel corso dei secoli, di portare la sedia gestatoria e che, attualmente, assicurano la loro opera presso la Casa Pontificia.

"Quella di Sediario Pontificio" - ha detto il Papa - "è una mansione antica, che nel corso dei secoli si è evoluta secondo diverse modalità, legate alle usanze e alle necessità dei tempi. (...) Come ricorda la stessa denominazione, il vostro è un compito da sempre legato alla Sede di Pietro".

"Il vostro lavoro, pertanto, si inserisce in un contesto dove tutto deve parlare a tutti della Chiesa di Cristo, e deve farlo in modo coerente, imitando Colui che 'non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. In quest'ottica vanno viste le recenti riforme attuate dai miei venerati Predecessori, in particolare dal Papa Paolo VI, cui spettò l'attuazione delle nuove istanze conciliari. È stato semplificato il cerimoniale, per ricondurlo a una maggiore sobrietà, meglio intonata al messaggio cristiano e alle esigenze dei tempi".

Il Papa ha espresso ai Sediari "apprezzamento e riconoscenza per il contributo che rendete all'ordinato svolgimento delle udienze e delle celebrazioni pontificie" ed ha ricordato loro che: "Solerzia, cortesia e discrezione sono i tratti che devono distinguervi nel vostro lavoro, manifestando concretamente il vostro amore per la Chiesa e la vostra dedizione al Successore di Pietro".

"Il mio augurio, cari amici" - ha concluso il Pontefice - "è che possiate sempre essere, in Vaticano come a casa, in parrocchia e in ogni ambiente, persone servizievoli e attente al prossimo. È questo un insegnamento prezioso per i vostri figli e nipoti, che apprenderanno dal vostro esempio come l'essere al servizio della Santa Sede comporti prima di tutto una mentalità e uno stile di vita cristiano".
AC/.../SEDIARI PONTIFICI VIS 20060113 (320)

giovedì 12 gennaio 2006

NON OSCURARE VALORE FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Pietro Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni ed il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato come le popolazioni di Roma e del Lazio hanno mostrato, nei mesi della malattia e della morte di Giovanni Paolo II, "l'intensità della loro risposta di amore all'amore del Papa" ed ha ringraziato le Autorità e le Istituzioni per "il grande contributo" offerto all'accoglienza di milioni di persone, convenute a Roma da ogni parte del mondo "per rendere l'estremo saluto al compianto Pontefice e poi anche in occasione della mia elezione alla Sede di Pietro".

La "profonda esperienza spirituale, di fede e di preghiera, di fraternità e di riscoperta dei beni che rendono degna e ricca di significato la nostra vita" vissuta in quei giorni in tutto il mondo "non deve rimanere priva di frutti anche nell'ambito della comunità civile, dei suoi compiti e delle sue molteplici responsabilità e relazioni".

In merito alla famiglia, il Santo Padre ha ricordato che la Diocesi di Roma, da tre anni "ha posto la famiglia al centro del suo impegno pastorale, per aiutarla a fronteggiare i motivi di crisi e di sfiducia largamente presenti nel nostro contesto culturale, prendendo più chiara e convinta coscienza della propria natura e dei propri compiti".

Successivamente Papa Benedetto XVI ha ricordato quanto aveva affermato lo scorso giugno al Convegno della Diocesi di Roma: "'matrimonio e famiglia non sono in realtà una costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche. Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l'uomo e la donna affonda le sue radici dentro l'essenza più profonda dell'essere umano e può trovare la sua risposta soltanto a partire da qui'. Aggiungevo pertanto: 'Il matrimonio come istituzione non è quindi una indebita ingerenza della società o dell'autorità, l'imposizione di una forma dal di fuori, è invece esigenza intrinseca del patto dell'amore coniugale'".

"Non si tratta qui" - ha proseguito il Pontefice - "di norme peculiari della morale cattolica, ma di verità elementari che riguardano la nostra comune umanità: rispettarle è essenziale per il bene della persona e della società. Esse interpellano quindi anche le vostre responsabilità di pubblici Amministratori e le vostre competenze normative, in una duplica direzione".

"Da una parte, sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli", tenendo conto dei costi degli alloggi, degli asili-nido e delle scuole materne. "Dall'altra parte, è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è alcuna effettiva esigenza sociale".

Il Santo Padre ha quindi ribadito che è necessario prestare uguale attenzione ed impegno alla "tutela della vita umana nascente", per cui "occorre aver cura che non manchino di concreti aiuti le gestanti che si trovano in condizioni di difficoltà" ed occorre "evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto, come scelta contro la vita. In una società che invecchia diventano poi sempre più rilevanti l'assistenza agli anziani e tutte le complesse problematiche attinenti alla cura della salute dei cittadini".

Incoraggiando i presenti negli sforzi che compiono in questi ambiti, Papa Benedetto ha sottolineato che "in campo sanitario, i continui sviluppi scientifici e tecnologici, come anche l'impegno per il contenimento dei costi, vanno promossi tenendo ben fermo il superiore principio della centralità della persona del malato".

Di fronti ai "molti casi di sofferenza e di malattia psichica", il Santo Padre ha sottolineato la necessità di non lasciare "senza aiuti adeguati le famiglie che non di rado si trovano a dover fronteggiare situazioni assai difficili". Al riguardo il Papa ha detto: "Sono lieto per lo sviluppo che hanno avuto in questi anni le varie forme di collaborazione tra le pubbliche Amministrazioni di Roma, della Provincia e della Regione e gli organismi del volontariato ecclesiale, nell'opera volta ad alleviare le povertà vecchie e nuove che purtroppo affliggono una parte non piccola della popolazione, e in particolare molti immigrati".
AC/FAMIGLIA:VITA/REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20060112 (720)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Paul-Siméon Ahouanan Djro, O.F.M., Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Bouaké (superficie: 18.818; popolazione: 918.730; cattolici. 152.240; sacerdoti: 50; religiosi: 66), Costa d'Avorio, trasferendolo dalla Diocesi di Yamoussoukro (Costa d'Avorio).
NER/.../AHOUANAN DJRO VIS 20060112 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole Pietro Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20060112 (70)

FAMIGLIE NEOCATECUMENALI: DIFFONDETE VANGELO DELLA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano un gruppo della Comunità del Cammino Neocatecumanale, fra cui 200 famiglie che nei prossimi giorni si recheranno in missione evangelizzatrice in diversi paesi, in particolare in America Latina.

Le "famiglie di missione" sono nate nel 1986 in risposta ad un appello di Giovanni Paolo II di intraprendere una nuova evangelizzazione. I componenti delle famiglie di missione, appartenenti alla Comunità Neocatecumenale, si offrono volontari per prestare la loro opera nelle nazioni dove la Chiesa ha bisogno di aiuto per lo svolgimento della sua missione. Le destinazioni sono indicate dai fondatori del Cammino Neocatecumenale, gli spagnoli Kiko Argüello, Carmen Hernández ed il sacerdote italiano Mario Pezzi, in funzione delle specifiche necessità locali e rispondendo alle richieste dei Vescovi che chiedono l'invio delle "famiglie di missione" nelle loro Diocesi.

"È un compito, questo," - ha detto Papa Benedetto XVI - "che si colloca nel contesto della nuova evangelizzazione (...) perchè la vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino".

Sottolineando che le famiglie saranno testimoni miti e gioiose di Gesù Cristo, "percorrendo in semplicità e povertà le strade d'ogni continente", il Santo Padre ha ricordato l'importanza della liturgia nell'evangelizzazione ed ha affermato: "la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti".

Successivamente, riferendosi alle norme concernenti la Celebrazione eucaristica emanate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere più incisiva la sua azione evangelizzatrice, Benedetto XVI ha affermato: "Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi".

"Care famiglie" - ha concluso il Santo Padre - "voi potete testimoniare con la vostra storia che il Signore non abbandona quanti a Lui si affidano. Continuate a diffondere il Vangelo della vita. (...) In un mondo che cerca certezze umane e terrene sicurezze, mostrate che Cristo è la salda roccia su cui costruire l'edificio della propria esistenza e che la fiducia in lui riposta non è mai vana".
AG/FAMIGLIE NEOCATECUMENALI/ARGÜELLO VIS 20060112 (440)

mercoledì 11 gennaio 2006

VITTORIA DEL MESSIA: INTERVENTO LIBERAZIONE CONTRO MALE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Proseguendo la catechesi sui Salmi per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi di oggi alla prima parte del Salmo 143, "Preghiera del Re per la vittoria e per la pace". All'udienza, tenutasi nell'Aula Paolo VI, hanno partecipato 8.000 persone.

Il Papa ha rilevato che nella prima parte il Salmista "ricorre a citazioni di altri testi salmici (....). Proprio perché il Salmo è di epoca successiva è facile pensare che il re che viene esaltato abbia ormai i contorni non più del sovrano davidico, essendo la regalità ebraica conclusa con l'esilio babilonese del VI secolo A.C., bensì egli rappresenti la figura luminosa e gloriosa del Messia, la cui vittoria non è più un evento bellico-politico, ma un intervento di liberazione contro il male".

L'inno si apre con esclamazioni di lode che esaltano la grandezza del Signore. "Davanti al Signore onnipotente l'orante, pur nella sua dignità regale, si sente debole e fragile. Egli emette, allora, una professione di umiltà che è formulata (...) con le parole dei Salmi 8 e 38. Egli sente, infatti, di essere 'come un soffio', simile a un'ombra passeggera esile e inconsistente, immerso nel flusso del tempo che scorre, segnato dal limite che è proprio della creatura".

"Ecco, allora," - ha sottolineato il Papa - "la domanda: perché Dio si cura e si dà pensiero di questa creatura così misera e caduca? A questo interrogativo risponde la grandiosa irruzione divina, la cosiddetta teofania che è accompagnata da un corteo di elementi cosmici e di eventi storici, orientati a celebrare la trascendenza del Re supremo dell'essere, dell'universo e della storia".

Nel commento al Salmo, Origene, ha spiegato Papa Benedetto, risponde così alla domanda: "Non potrai salvare questa miseria che è l'uomo, se tu stesso non la prendi su di te. 'Signore, piega il tuo cielo e scendi'. Sei disceso, hai abbassato i cieli e hai steso la tua mano dall'alto, e ti sei degnato di prendere su di te la carne dell'uomo, e molti credettero in te".

"Il Salmo" - ha concluso il Pontefice - "partito dalla nostra scoperta di essere deboli e lontani dallo splendore divino, giunge alla fine a una sorpresa: accanto a noi c'è Dio-Emmanuele, che per il cristiano ha il volto amoroso di Gesù Cristo, Dio fatto uomo".
AG/SALMO 143/... VIS 20060111 (410)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto al termine dell'Udienza Generale, l'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico in Kenya.

Ieri sera il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../... VIS 20060111 (50)

INTENSIFICARE IMPEGNO PROMOZIONE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2006 (VIS). Al termine della catechesi sul Salmo 143, il Papa ha rivolto parole di saluto, nelle varie lingue, ai pellegrini che hanno partecipato all'Udienza Generale di oggi.

Rivolgendosi ad un gruppo di alunni e professori dell'Istituto Ecumenico di Bossey (Svizzera), il Santo Padre ha espresso l'auspicio che la visita alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo e gli incontri di questi giorni "rappresentino uno stimolo ad intensificare il vostro impegno nel compito fondamentale della promozione dell'unità fra i cristiani".

Successivamente il Papa si è rivolto ai rappresentanti della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, di cui ricorre il 25° anniversario di attività ed ha loro augurato di "proseguire con entusiasmo nell'opera di sostegno e di recupero di quanti sono vittime della droga e dell'emarginazione".

Rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli il Papa ha detto: "La festa del Battesimo del Signore, che ha chiuso il tempo natalizio, vi sia di stimolo, cari amici, perché nel ricordo del vostro battesimo siate pronti a testimoniare con gioia la fede in Cristo in ogni situazione, nella salute e nella malattia, in famiglia, nel lavoro e in tutti gli ambienti".

Il Papa ha salutato anche un gruppo di 30 bambini della Scuola di Beslan, in Ossezia del Nord (Federazione Russa), sopravvissuti al gravissimo attentato terroristico del settembre 2004, in cui morirono più di 340 fra allievi, genitori e insegnanti. I bambini che sono ospiti della Protezione civile italiana, hanno trascorso alcuni giorni in Italia e Milano e faranno ritorno al loro Paese domani.
AG/SALUTI/... VIS 20060111 (260)

martedì 10 gennaio 2006

ARCIVESCOVO MIGLIORE: ANALIZZARE CAUSE DOMANDA ARMI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, al Comitato Preparatorio della Conferenza dell'O.N.U. per l'analisi dei progressi nella messa a punto del programma di azione per prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di armi leggere (SALW) in tutti i suoi aspetti.

Il Nunzio Apostolico ha ricordato che questa riunione è la più importante dall'adozione nel 2001 del Programma di Azione che "ha importanti ripercussioni sulla promozione del disarmo, della pace e della ricostruzione dopo i conflitti, sulla lotta al terrorismo ed al crimine organizzato". "La Conferenza che si terrà nel 2006" - ha precisato l'Arcivescovo Migliore - "deve accordarsi per stabilire programmi più vasti di cooperazione internazionale e meccanismi per promuovere parti chiave del Programma di Azione come la gestione e la sicurezza delle riserve di armi, la raccolta di armi e munizioni e la loro sicura distruzione e controlli nazionali sulla produzione ed il trasferimento di armi leggere. Sarebbe perciò utile iniziare una seria riflessione sulla possibilità di negoziare uno strumento legalmente vincolante sul commercio internazionale di armi, (...) basato sui più importanti principi del diritto internazionale".

La Conferenza del 2006 potrebbe servire a lanciare un processo che permetta "agli Stati interessati e alle organizzazioni più importanti di elaborare principi, politiche e programmi (...) per prevenire e ridurre il traffico, la proliferazione e l'uso improprio di armi leggere".

"Spesso questo processo ha concentrato la sua attenzione sull'aspetto della fornitura della vendita delle armi" - ha proseguito l'Osservatore Permanente della Santa Sede - (...) tuttavia, se consideriamo i costi umani del SALW e la loro profonda connessione con il processo di sviluppo umano e sostenibile, allora diviene chiaro che occorre riservare maggiore attenzione alla riduzione della domanda di armi leggere. Per ridurre drasticamente la domanda di armi occorre non soltanto la volontà politica ma una ricerca più mirata nelle dinamiche dei conflitti, del crimine organizzato e della violenza. Ciò ci obbliga ad agire in modo responsabile per promuovere una autentica cultura della pace e della coesistenza fra tutti i membri della società".

L'Arcivescovo ha concluso il suo intervento sottolineando la necessità urgente di "norme e programmi internazionali adeguati per risolvere la questione della domanda" come pure "la messa in opera di attività educative e programmi di sensibilizzazione che coinvolgano la società civile".
DELSS/SALW/ONU:MIGLIORE VIS 20060110 (420)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Francisco Javier Del Río Sendino, Vescovo di Tarija (superficie: 37.623; popolazione: 391.226; cattolici: 301.785; sacerdoti: 45; religiosi: 130; diaconi permanenti: 1), Bolivia. Il Vescovo eletto, finora Rettore della Basilica Cattedrale di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) e Responsabile della Pastorale Sacerdotale, è nato a Palencia (Spagna) nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1965.
NER/.../DEL RIO SENDINO VIS 20060110 (80)

lunedì 9 gennaio 2006

CHIESA OGNI COMPITO IMPORTANTE REALIZZARE REGNO DIO

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i "Gentiluomini di Sua Santità" ed ha manifestato loro la sua gratitudine per il servizio che rendono al Successore di Pietro. I Gentiluomini di Sua Santità sono laici che appartengono alla Famiglia Pontificia e che prestano la loro opera in occasione di cerimonie e ricevimenti ufficiali quando il Papa incontra i Capi di Stato, i primi Ministri ed altre Autorità.

"Il vostro, cari Gentiluomini" - ha detto il papa - "è un servizio d'onore che si inserisce nella secolare tradizione della Casa pontificia. Oggi, certo, tutto in essa appare maggiormente semplificato, ma se rispetto al passato cambiano le funzioni e i ruoli, identico permane lo scopo di coloro che vi lavorano, quello cioè di servire il Successore dell'Apostolo Pietro".

Nel periodo di Natale, ha sottolineato il Pontefice "abbiamo guardato costantemente al Salvatore venuto sulla terra. (...) Avvolti da questo grande Mistero, iniziamo con serenità e fiducia questo nuovo anno sotto il segno dell'amore vivificante di Dio".

"Nella Chiesa ogni compito è importante, quando si coopera alla realizzazione del Regno di Dio. La barca di Pietro, per poter procedere sicura, ha bisogno di tante nascoste mansioni, che insieme ad altre più appariscenti contribuiscono al regolare svolgimento della navigazione. Indispensabile è non perdere mai di vista il comune obbiettivo, e cioè la dedizione a Cristo e alla sua opera di salvezza".
AC/SERVIZIO/GENTILUOMINI VIS 20060109 (250)

NELL'EPIFANIA SI MANIFESTA MISTERO E MISSIONE CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2006 (VIS). Oggi, Solennità dell'Epifania del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Patriarcale Basilica Vaticana.

"La luce che a Natale è brillata nella notte" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "illuminando la grotta di Betlemme, dove restano in silenziosa adorazione Maria, Giuseppe ed i pastori, oggi risplende e si manifesta a tutti. L'Epifania è mistero di luce, simbolicamente indicata dalla stella che guidò il viaggio dei Magi".

"La luce, spuntata a Natale, che oggi si manifesta alle genti" - ha spiegato il Papa - "è l'amore di Dio, rivelato nella Persona del Verbo incarnato. (...) La Persona incarnata del Verbo si presenta così come principio di riconciliazione e di ricapitolazione universale. Egli è la meta finale della storia. (...) Per questo, nella solennità dell'Epifania, la liturgia prevede il cosiddetto 'Annuncio della Pasqua': l'anno liturgico, infatti, riassume l'intera parabola della storia della salvezza, al cui centro sta 'il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto".

"I Magi" - ha detto ancora Papa Benedetto - "adorarono un semplice Bambino in braccio alla Madre Maria, perché in Lui riconobbero la sorgente della duplice luce che li aveva guidati: la luce della stella e la luce delle Scritture. Riconobbero in Lui il Re dei Giudei, gloria d'Israele, ma anche il Re di tutte le genti".

"Nel contesto liturgico dell'Epifania si manifesta anche il mistero della Chiesa e la sua dimensione missionaria. Essa è chiamata a far risplendere nel mondo la luce di Cristo, riflettendola in se stessa come la luna riflette la luce del sole".

"La Chiesa è santa" - ha sottolineato il Papa - "ma formata da uomini e donne con i loro limiti e i loro errori. È Cristo, Lui solo, che donandoci lo Spirito Santo può trasformare la nostra miseria e rinnovarci costantemente. È Lui la luce delle genti, 'lumen gentium', che ha scelto di illuminare il mondo mediante la sua Chiesa".

Al termine della Santa Messa dell'Epifania del Signore, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico per guidare la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli che affollavano Piazza San Pietro.

"Il mio pensiero" - ha detto il Santo Padre - "va in modo particolare agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebrano oggi il Santo Natale: ad essi rivolgo i più cordiali auguri di pace e di bene nel Signore".

"Viene spontaneo quest'oggi" - ha proseguito il Pontefice - "ripensare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Nello scorso mese di agosto essa ha radunato a Colonia oltre un milione di giovani, che avevano per motto le parole dei Magi riferite a Gesù: 'Siamo venuti per adorarlo'".

"Quante volte le abbiamo ascoltate e ripetute! Ora non possiamo sentirle senza ritornare spiritualmente a quel memorabile evento, che ha rappresentato un'autentica 'epifania'. Infatti, il pellegrinaggio dei giovani, nella sua dimensione più profonda, può essere visto come un itinerario guidato dalla luce di una 'stella', dalla luce della fede".

"Ed oggi mi piace estendere a tutta la Chiesa il messaggio che ho proposto allora ai giovani riuniti sulle rive del Reno: 'Spalancate il vostro cuore a Dio - dicevo loro e ripeto quest'oggi a tutti -, lasciatevi sorprendere da Cristo! Aprite le porte della vostra libertà al suo amore misericordioso! Esponete la vostra gioia e le vostre pene a Cristo, lasciando che egli illumini con la sua luce la vostra mente e tocchi con la sua grazia il vostro cuore'".

"Vorrei" - ha soggiunto il Papa - "che in tutta la Chiesa si respirasse, come a Colonia, l'atmosfera di 'epifania' e di autentico impegno missionario suscitato dalla manifestazione di Cristo, luce del mondo, mandato da Dio Padre per riconciliare e unificare l'umanità con la forza dell'amore. In questo spirito preghiamo con fervore per la piena unità di tutti i cristiani, affinché la loro testimonianza diventi fermento di comunione per il mondo intero".

Al termine dell'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi si celebra anche la Giornata Missionaria dei Bambini. "Con il motto 'I bambini aiutano i bambini'" - ha detto il Papa - "migliaia di iniziative di solidarietà vengono sostenute dalla Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria, educando i ragazzi a crescere con uno spirito di apertura al mondo e di attenzione alle difficoltà dei loro coetanei più svantaggiati. Anch'io, per il mio ministero, conto sulla preghiera dei bambini, e sulla loro attiva partecipazione alla missione della Chiesa".
HML/EPIFANIA SIGNORE/... VIS 20060109 (750)

VISITA DEL SANTO PADRE AL PRESEPE DEI NETTURBINI DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Questa sera, alle 18:00, il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una visita al presepe dei netturbini allestito nella sede dell'Azienda Municipale Ambiente (AMA), in Via di Porta Cavalleggeri nei pressi del Vaticano. Il Papa ha espresso la sua gratitudine per il servizio che gli operatori ecologici compiono quotidianamente nella vasta zona attorno a San Pietro ed ha ricordato che il compianto Giovanni Paolo II mai mancò di visitare il presepe dei netturbini ogni mese di gennaio, dal 1979 al 2002.

Benedetto XVI ha ricordato che il presepe dei netturbini è "il più conosciuto di Roma" ed ha oltre trent'anni di storia poiché fu realizzato per la prima volta per il Natale del 1972. Esso si compone di 95 case costruite interamente in pietra di tufo fra le quali non mancano i fiumi, le sorgenti, gli acquedotti, le luci, le strade lastricate di "sampietrini". È un paesaggio popolato di circa 200 personaggi, costruito con materiale proveniente da ogni parte del mondo, in particolare dal Colonnato di San Pietro, da Betlemme e da San Giovanni Rotondo.

"Soffermarsi a contemplare queste scene evangeliche" - ha detto il Santo Padre - "diventa uno stimolo a meditare sul mistero centrale della nostra salvezza: Dio si è fatto uomo per noi; noi possiamo accoglierlo nel nostro cuore e sperimentare la gioia della sua presenza santificatrice. Non basta però fermarsi a guardare, occorre fare di più. È necessario che Gesù diventi il centro di tutta la nostra esistenza. Sì, è importante che egli sia la guida del nostro quotidiano cammino e la meta ultima e definitiva del nostro pellegrinaggio terreno".

Porgendo a tutti i presenti i suoi cordiali auguri per un felice 2006, Papa Benedetto XVI ha ribadito: "il Signore ci vuole vigili e attenti, senza lasciarci abbindolare dai fallaci richiami di tutto ciò che è effimero e passeggero".
BXVI-VISITA/.../NETTURBINI ROMA VIS 20060109 (320)

FESTA BATTESIMO DEL SIGNORE: SÌ AD UNA CULTURA DELLA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Oggi, festa del Battesimo del Signore, seguendo una consuetudine inaugurata dal Suo Predecessore, il Santo Padre Benedetto XVI ha amministrato, nella Cappella Sistina, il sacramento del Battesimo a dieci neonati.

Nell'omelia, pronunciata a braccio, rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine dei cinque neonati e delle cinque neonate, tutti italiani, il Papa ha detto che nel ricevere questo sacramento i piccoli "entrano a far parte di una cerchia di amici che non li abbandonerà mai nella vita e nella morte. E questa cerchia di amici è la famiglia di Dio, che porta in sé la promessa dell'eternità".

Il Santo Padre ha detto che: "per essere coerenti con il Battesimo nel contesto attuale occorre dire "sì" a Cristo, alla vita e "no" al male e alla morte. "Nel nostro tempo è necessario un 'no' alla cultura ampiamente dominante della morte. Un'anticultura che si mostra per esempio nella fuga, nella droga, nella fuga dal reale, nell'illusorio, nella felicità falsa che si mostra nella menzogna, nella truffa, nell'ingiustizia, nel disprezzo dell'altro, della solidarietà, della responsabilità per i poveri e per i sofferenti".

Questa cultura della morte, ha detto ancora Papa Benedetto "si mostra in una sessualità che diventa puro divertimento senza responsabilità, che diventa una 'cosificazione' dell'uomo, che non è più una persona, ma diventa una merce, una cosa pura".

"A questa vita apparente che in realtà è solo strumento della morte, a questa cultura diciamo 'no' per coltivare la cultura della vita'. Quello dei battesimi di oggi, è un grande sì alla vita, il sì a Cristo, il sì al vincitore della morte".

Benedetto XVI ha affermato che il "sì" alla cultura della vita si pronuncia con fedeltà ai dieci comandamenti "che non sono delle proibizioni ma sono una visione di vita: sono un sì alla vita. Sono un 'sì' a un Dio che dà senso al vivere (i tre primi comandamenti), 'sì' alla famiglia (quarto comandamento); 'sì' alla vita (quinto comandamento); 'sì' all'amore responsabile (sesto comandamento); 'sì' alla solidarietà, alla responsabilità sociale, alla giustizia (settimo comandamento); 'sì' alla verità (ottavo comandamento); 'sì' al rispetto dell'altro e di ciò che gli è proprio (nono e decimo comandamento). Questa è la filosofia della vita, è la cultura della vita, che diviene concreta e praticabile e bella nella comunione con Cristo".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA VIS 20060109 (400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060109 (60)

RISULTATI SIGNIFICATIVI DIALOGO CATTOLICI E RIFORMATI

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Vaticano una Delegazione dell'Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate presieduta dal Reverendo Clifton Kirkpatrick.

Nel suo discorso, Papa Benedetto XVI, ricordando con gratitudine la presenza dei Rappresentanti dell'Alleanza Mondiale ai funerali di Giovanni Paolo II e alla cerimonia di inaugurazione del suo ministero petrino, ha affermato: "Mi rallegra constatare in questi segni di rispetto e di amicizia reciproca un risultato provvidenziale del dialogo fraterno e della cooperazione intrapresa negli ultimi quaranta anni, e un segno di certa speranza per il futuro".

Successivamente Papa Benedetto XVI ha fatto riferimento al 40° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II che promulgò il decreto sull'Ecumenismo "Unitatis Redintegratio" e ha affermato che: "il dialogo fra cattolici e riformati, che si instaurò a partire da quel momento, ha reso un importante contributo all'opera esigente della riflessione teologica e della ricerca storica indispensabili per superare le tragiche divisioni che sorsero fra i cristiani nel sedicesimo secolo".

Fra i risultati di tale dialogo il Papa ha citato le significative aree di convergenza fra la comprensione riformata della Chiesa come 'Creatura Verbi' e la comprensione cattolica della Chiesa come l'originario Sacramento della grazia di Dio dispensata generosamente in Cristo. (...) Il Decreto sull'Ecumenismo ha ribadito che 'non ci può essere ecumenismo degno del nome senza una conversione interiore".

"All'inizio del mio Pontificato" - ha detto il Santo Padre - "ho espresso la mia convinzione che 'la conversione interiore è il prerequisito di ogni progresso ecumenico' ed ho ricordato l'esempio del mio Predecessore Papa Giovanni Paolo II che spesso parlò della necessità di una 'purificazione della memoria' come mezzo per aprire i nostri cuori a ricevere la piena verità di Cristo. Il compianto Pontefice (...) diede un potente impulso a questo intendimento della Chiesa Cattolica e mi rallegro nell'apprendere che diverse Chiese riformate membri dell'Alleanza Mondiale abbiano intrapreso simili iniziative".

Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando che la via del dialogo "esige saggezza, umiltà, studio e pazienti interscambi. Che possiamo ripartire con rinnovata fiducia, in obbedienza al Vangelo e con la nostra speranza fermamente riposta nella preghiera di Cristo per la sua Chiesa".
AC/ALLEANZA CHIESE RIFORMATE/KIRKPATRICK VIS 20060109 (370)

LA VERITÀ PUÒ ESSERE RAGGIUNTA SOLO NELLA LIBERTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per il tradizionale scambio di auguri per il Nuovo Anno.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso del Papa, pronunciato in lingua francese e che è stato tradotto in lingua spagnola, inglese e italiana:

Il Papa inizia il suo discorso rivolgendo agli Ambasciatori, ai popoli e ai governi che rappresentano il suo augurio di "gioia cristiana". "Sia essa" - scrive il Pontefice - "la gioia dell'universale fratellanza portata da Cristo, una gioia ricca dei veri valori ed aperta alla generosa condivisione. Essa vi accompagni e cresca in ogni giorno dell'anno che da poco si è aperto".

"Ci sentiamo così uniti come in una comune missione, che ci pone sempre di fronte a nuove formidabili sfide. Noi le affrontiamo tuttavia con fiducia, nella volontà di sostenerci a vicenda - ciascuno secondo il compito suo proprio - verso grandi finalità comuni".

"Ho detto 'nostra comune missione'. E qual è essa, se non quella della pace? (...) La pace - lo constatiamo con dolore - resta in molte parti del mondo impedita o ferita o minacciata. Qual è la via verso la pace?".

"Guardando alla situazione del mondo di oggi, in cui accanto a funesti scenari di conflitti bellici, aperti o latenti, o solo apparentemente sopiti, si può - grazie a Dio - rilevare uno sforzo coraggioso e tenace da parte di tanti uomini e di tante istituzioni in favore della pace, vorrei, quasi a fraterno incoraggiamento, proporre qualche riflessione, che enucleo in alcuni semplici enunciati".

"Il primo: l'impegno per la verità è l'anima della giustizia. Chi è impegnato per la verità non può non rifiutare la legge del più forte, che vive di menzogna e che - a livello nazionale ed internazionale - ha tante volte segnato di tragedie la storia dell'uomo".

"Sistemi politici del passato, ma non solo del passato, ne sono un'amara esemplificazione. Sul versante opposto si collocano la verità e la veracità, che portano all'incontro, al suo riconoscimento ed all'intesa".

"La vostra esperienza di diplomatici non può confermare che, anche nei rapporti internazionali, la ricerca della verità riesce ad individuare le diversità fin nelle più sottili sfumature, e le relative esigenze, e per ciò stesso anche i limiti da rispettare e da non oltrepassare, nella tutela di ogni legittimo interesse delle parti. (...) E quando questi aspetti, distinti e complementari - la diversità e l'uguaglianza - sono conosciuti e riconosciuti, allora i problemi possono risolversi ed i dissidi ricomporsi secondo giustizia, e sono possibili intese profonde e durevoli, mentre quando uno di essi viene misconosciuto o non tenuto nel debito conto, è allora che subentra l'incomprensione, lo scontro, la tentazione della violenza e della sopraffazione".

"Quasi con evidenza esemplare tali considerazioni mi sembrano applicabili in quel punto nevralgico della scena mondiale, che resta la Terra Santa. In essa lo Stato di Israele deve poter sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale; in essa, parimenti, il Popolo palestinese deve poter sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche per un avvenire libero e prospero".

"Il pericolo è reso più acuto dal terrorismo organizzato, che si estende ormai a livello planetario. Numerose e complesse ne sono le cause, non ultime quelle ideologico-politiche, commiste ad aberranti concezioni religiose. Il terrorismo non esita a colpire persone inermi, senza alcuna distinzione, o a porre in essere ricatti disumani, inducendo nel panico intere popolazioni, al fine di costringere i responsabili politici ad assecondare i disegni dei terroristi stessi. Nessuna circostanza vale a giustificare tale attività criminosa, che copre di infamia chi la compie, e che è tanto più deprecabile quando si fa scudo di una religione, abbassando così la pura verità di Dio alla misura della propria cecità e perversione morale".

"L'impegno per la verità da parte delle Diplomazie, sia a livello bilaterale che plurilaterale, può dare un contributo essenziale, perché le innegabili diversità che caratterizzano popoli di differenti parti del mondo e le loro culture possano ricomporsi non solo in una coesistenza tollerante, ma in un più alto e più ricco disegno di umanità. In secoli passati gli scambi culturali (...) hanno fecondato la cultura e favorito le scienze e le civiltà. Così oggi dovrebbe essere di nuovo, ed in maggior misura, essendo di fatto le possibilità di scambio e di reciproca comprensione assai più favorevoli. Per questo ciò che oggi si richiede è, anzitutto, che si tolga ogni ostacolo all'accesso all'informazione a mezzo della stampa e dei moderni mezzi informatici, ed, inoltre, che si intensifichino gli scambi di docenti e di studenti tra le discipline umanistiche delle università delle diverse regioni culturali".

"Il secondo enunciato che vorrei proporre suona: l'impegno per la verità dà fondamento e vigore al diritto di libertà. (...) Ma la verità può essere raggiunta solo nella libertà. Ciò vale per tutte le verità, come appare dalla storia delle scienze; ma è vero in maniera eminente per le verità in cui è in giuoco l'uomo stesso in quanto tale, le verità dello spirito: quelle che riguardano il bene ed il male, le grandi mete e prospettive di vita, il rapporto con Dio. Perché essere non si possono attingere senza che ne derivino profondi riflessi sulla conduzione della propria vita. Ed una volta liberamente fatte proprie, hanno poi bisogno di spazi di libertà per poter essere vissute secondo tutte le dimensioni della vita umana".

"È qui che si inserisce naturalmente l'attività di ogni Stato, così come l'attività diplomatica inter-statale. Negli odierni sviluppi del diritto internazionale si avverte con crescente sensibilità che nessun Governo può dispensarsi dal compito di garantire ai propri cittadini adeguate condizioni di libertà, senza pregiudicare per ciò stesso la propria credibilità come interlocutore nelle questioni internazionali. E ciò è giusto: perché nella tutela dei diritti inerenti alla persona in quanto tale, internazionalmente garantiti, non si può non riservare una valutazione prioritaria allo spazio dato ai diritti di libertà all'interno dei singoli Stati, sia nella vita pubblica come in quella privata, sia nei rapporti economici come in quelli politici, in quelli culturali come in quelli religiosi".

"A questo proposito vi è ben noto, Signore e Signori Ambasciatori, come l'attività della diplomazia della Santa Sede sia per natura sua rivolta a promuovere, tra i vari ambiti in cui la libertà deve realizzarsi, l'aspetto della libertà di religione. Purtroppo in alcuni Stati, anche tra quelli che pure possono vantare tradizioni culturali plurisecolari, essa, lungi dall'essere garantita, è anzi gravemente violata, in particolare nei confronti delle minoranze. In merito vorrei solo ricordare quanto stabilito con grande chiarezza nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo".

"I diritti fondamentali dell'uomo sono i medesimo sotto tutte le latitudini; e tra di essi un posto di primo piano deve essere riconosciuto al diritto di libertà di religione, perché riguarda il rapporto umano più importante, il rapporto con Dio. A tutti i responsabili della vita delle Nazioni vorrei dire: se non temete la verità, non potete temere la libertà! La Santa Sede, nel chiedere per la Chiesa Cattolica, ovunque, condizioni di vera libertà, le chiede parimenti per tutti".

"Vorrei venire ad un terzo enunciato: l'impegno per la verità apre la via al perdono ed alla riconciliazione. Alla necessaria connessione tra l'impegno per la verità e la pace si solleva un'obiezione: le convinzioni diverse sulla verità danno luogo a tensioni, ad incomprensioni, a dispute, tanto più forti quanto più profonde sono le convinzioni stesse. Nel corso della storia esse hanno dato luogo anche a violente contrapposizioni, a conflitti sociali e politici e addirittura a guerre di religione. È vero, e non lo si può negare; ma ciò è sempre avvenuto per una serie di cause concomitanti, poco o nulla venti a che fare con la verità e la religione (...). Per quanto poi riguarda specificamente la Chiesa Cattolica, in quanto anche da parte di suoi membri e di sue istituzioni sono stati compiti gravi errori in passato, essa li condanna, e non ha esitato a chieder perdono. Lo esige l'impegno per la verità".

"La richiesta di perdono e la concessione del perdono, parimenti dovuta - perché per tutti vale il monito di Nostro Signore: chi è senza peccato scagli la prima pietra! - sono elementi indispensabili per la pace. (...) Non posso non ricordare le parole luminose di Giovanni Paolo II: 'Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono'. Io le ripeto, umilmente e con profondo amore, ai responsabili delle Nazioni, in particolare di quelle dove più brucianti sono le ferite fisiche e morali dei conflitti e più impellente il bisogno di pace".

"Il pensiero va spontaneamente alla terra dove è nato Gesù Cristo, il Principe della Pace, che per tutti ha avuto parole di pace e di perdono, va al Libano, la cui popolazione deve ritrovare, anche con il sostegno della solidarietà internazionale, la sua vocazione storica alla collaborazione sincera e fruttuosa tra le comunità di diversa fede; e va a tutto il Medio Oriente, in particolare all'Iraq, culla di grandi civiltà, in questi anno quotidianamente funestato da sanguinosi atti terroristici".

"Esso va all'Africa, e soprattutto a Paesi della Regione dei Grandi laghi, dove ancora si sentono le tragiche conseguenze delle guerre fratricide degli anni passati; va alle inermi popolazioni del Darfur, colpite da esecrabile ferocia, con pericolose ripercussioni internazionali; fa a tante altre terre, in diverse parti del mondo, che sono teatro di cruenti contese".

"Tra i grandi compiti della diplomazia deve essere sicuramente annoverato quello di far comprendere a tutte le parti in conflitto che, se sono amanti della verità, non possono non riconoscere gli errori - e non solo quelli degli altri - né possono rifiutare di aprirsi al perdono, richiesto e concesso. (...) Il sangue versato non grida vendetta, ma invoca rispetto della vita, e pace! A questa fondamentale esigenza dell'umanità possa la 'Peacebuilding Commission', recentemente istituita dall'O.N.U., rispondere efficacemente con volenterosa cooperazione da parte di tutti".

"Un ultimo enunciato vorrei proporvi, Signore e Signori Ambasciatori: l'impegno per la pace apre a nuove speranze. È quasi una logica conclusione di quanto ho cercato di illustrare finora. Perché l'uomo è capace di verità! Lo è sui grandi problemi dell'essere, come sui grandi problemi dell'agire: nella sfera individuale e nei rapporti sociali, a livello di un popolo come dell'umanità intera".

"La pace, alla quale tale suo impegno può e deve portarlo, non è solo il silenzio delle armi; è, ben più, una pace, che favorisce il formarsi di nuovi dinamismi nei rapporti internazionali, dinamismi che a loro volta si trasformano in fattori di mantenimento della pace stessa. Ed essi sono tali solo se rispondenti alla verità dell'uomo e della sua dignità. E per questo non si può dire pace, là dove l'uomo non ha nemmeno l'indispensabile per vivere in dignità".

"Penso qui alle turbe sterminate di popolazioni che soffrono la fame. Non è pace, la loro, anche se non sono in guerra: della guerra, anzi esse sono vittime inermi. Alla mente si affacciano spontaneamente anche le immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati - in diverse parti del mondo - raccolti in condizioni di fortuna, per scampare a sorte peggiore, ma di tutto bisognosi. Non sono questi esseri umani nostri fratelli e sorelle? Non sono i loro bambini venuti al mondo con le stesse legittime attese di felicità degli altri?"

"Il pensiero va anche a tutti coloro che condizioni di vita non degne spingono ad emigrare, lontano dal loro Paese e dai loro cari, nella speranza di una vita più umana. Né possiamo dimenticare la piaga del traffico di persone, che resta una vergogna del nostro tempo".

"Di fronte a queste 'emergenze umanitarie', così come ad altri drammatici problemi dell'uomo, molte persone di buona volontà, diverse istituzioni internazionali ed organizzazioni non governative non sono rimaste inerti. Ma si richiede un accresciuto sforzo congiunto delle Diplomazie per individuare nella verità, e superare con coraggio e generosità, gli ostacoli che tuttora si frappongono a soluzioni efficaci e degne dell'uomo. E verità vuole che nessuno degli Stati prosperi sottragga alle proprie responsabilità ed al dovere di aiuto, attingendo con maggiore generosità alle proprie risorse".

"Sulla base di dati statistici disponibili si può affermare che meno della metà delle immense somme globalmente destinate agli armamenti sarebbe più che sufficiente per togliere stabilmente dall'indigenza lo sterminato esercito dei poveri. La coscienza umana ne è interpellata".

"Alle popolazioni che vivono sotto la soglia della povertà, più a causa di situazioni dipendenti dai rapporti internazionali politici, commerciali e culturali, che non a motivo di circostanze incontrollabili, il nostro comune impegno nella verità può e deve dare nuova speranza".

Commentando una frase di Sant'Agostino: "La verità è germogliata dalla terra: Cristo, che ha detto: Io sono la Verità, è nato dalla Vergine", il Papa conclude il suo discorso affermando: "È di questa verità che la Chiesa sempre vive; ma di essa in particolare si illumina e gioisce in questa fase del suo anno liturgico. E alla luce di questa verità queste mie parole vogliono essere di fonte a voi e per voi, che qui rappresentate la maggior parte delle Nazioni del mondo, al contempo testimonianza ed augurio: nella verità, la pace!".

Sono 174 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede. A questi 174 Stati vanno aggiunti le Comunità Europee ed il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa, retta da un Ambasciatore, e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidata da un Direttore.
AC/NUOVO ANNO:CORPO DIPLOMATICO/... VIS 20060109 (2280)

DICHIARAZIONE SULLA POSSIBILE LIBERAZIONE DI ALI AGCA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato nel pomeriggio di oggi la seguente dichiarazione:

"La Santa Sede ha appreso soltanto dalle agenzie di stampa la notizia dell'eventuale possibile scarcerazione di Mehmet Ali Agca", il terrorista turco che attentò alla vita di Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 e che attualmente si trova in carcere in Turchia.

"La Santa Sede, di fronte ad un problema di natura giudiziaria, si rimette alle decisioni dei tribunali coinvolti in questa vicenda".
OP/LIBERAZIONE AGCA/NAVARRO-VALLS VIS 20060109 (100)

IL BATTESIMO VISSUTO CON FEDE CI RINNOVA CONTINUAMENTE

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Il Battesimo di Gesù, festività che conclude il tempo liturgico del Natale, è stato il tema della riflessione di Papa Benedetto XVI per l'Angelus di questa mattina.

"Si trattava di un battesimo di penitenza" - ha spiegato il Papa alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro - "che utilizzava il simbolo dell'acqua per esprimere la purificazione del cuore e della vita. (...) Quando Gesù fu battezzato nel Giordano, lo Spirito Santo discese, si posò su di Lui in apparenza corporea come di colomba, e Giovanni il Battista riconobbe che Egli era il Cristo, l''Agnello di Dio' venuto per togliere il peccato del mondo. Perciò il Battesimo al Giordano è anch'esso una 'epifania', una manifestazione dell'identità messianica del Signore e della sua opera redentrice, che culminerà in un altro 'battesimo', quello della sua morte e risurrezione, per il quale il mondo intero sarà purificato nel fuoco della divina misericordia".

"Il Battesimo dei bambini" - ha proseguito il Pontefice - "esprime e realizza il mistero della nuova nascita alla vita divina in Cristo: i genitori credenti portano i loro figli al fonte battesimale, che rappresenta il 'grembo' della Chiesa, dalle cui acque benedette vengono generati i figli di Dio. Il dono ricevuto dai neonati chiede di essere accolto da loro, una volta fattisi adulti, in modo libero e responsabile: questo processo di maturazione li porterà poi a ricevere il sacramento della Cresima e Confermazione, che, appunto, confermerà il Battesimo e conferirà a ciascuno il 'sigillo' dello Spirito Santo".

"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Santo Padre - "l'odierna solennità sia occasione propizia per tutti i cristiani di riscoprire con gioia la bellezza del loro Battesimo, che, se vissuto con fede, è una realtà sempre attuale: ci rinnova continuamente ad immagine dell'uomo nuovo, nella sanità dei pensieri e delle azioni".
ANG/BATTESIMO/... VIS 20060109 (320)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Lawrence Huculak, O.S.B.M., finora Vescovo di Edmonton degli Ucraini (Canada), Arcivescovo Metropolita di Winnipeg degli Ucraini (cattolici: 29.740; sacerdoti: 50; religiosi: 43; diaconi permanenti: 15), Canada. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1951 a Vernon (Canada), è entrato nell'Ordine Basiliano di San Giosafat nel 1971, ha emesso la professione perpetua nel 1977, è stato ordinato sacerdote nello stesso anno ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997. Succede all'Arcivescovo Michael Bzdel, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcieparchia, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 7 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Pierre-Célestin Tshitoko Mamba Vescovo di Luebo (superficie: 32.000; popolazione: 1.670.000; cattolici: 918.000; sacerdoti: 84; religiosi: 102), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Filosofato Interdiocesano di Kabwe (Repubblica Democratica del Congo), è nato nel 1956 a Kolwezi (Repubblica Democratica del Congo) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982.

- Ha nominato il Vescovo Felipe Bacarreza Rodríguez, finora Ausiliare di Concepción (Cile), Vescovo di Los Ángeles (superficie: 13.454; popolazione: 333.007; cattolici: 221.040; sacerdoti: 39; religiosi: 74; diaconi permanenti: 27), Cile. Succede al Vescovo Miguel Blas Caviedes Medina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ VIS 20060109 (240)

giovedì 5 gennaio 2006

CASA PONTIFICIA SIA SEMPRE ACCOGLIENTE CON TUTTI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza gli Addetti di Anticamera che prestano servizio d'onore nelle udienze, nelle cerimonie e nei ricevimenti ufficiali.

"Il vostro benemerito Collegio, coordinato dal Decano" - ha ricordato il Pontefice - "è alle dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia ed ha secoli di storia alle sue spalle. Cambiano i tempi, mutano le usanze e i costumi, resta però invariato lo spirito con cui ognuno è chiamato ad operare accanto a colui che la Provvidenza divina chiama a reggere la Chiesa universale. Poiché questa casa, la Casa Pontifica, è casa di tutti i credenti, tocca anche a voi, cari Addetti di Anticamera, renderla sempre accogliente a chiunque viene ad incontrare il Papa".

Il Santo Padre ha sottolineato inoltre che il servizio prestato dagli Addetti "comporta anche un impegno assiduo di testimonianza verso Colui che è il vero Signore e Padrone di casa: Gesù Cristo. Ciò richiede che si intrattenga con Lui un dialogo costante nella preghiera, che si cresca nella sua amicizia e intimità, pronti a testimoniare il suo amore accogliente con chiunque si incontra. Se questo è lo spirito con cui svolgete le vostre mansioni (...) allora esse possono diventare un singolare apostolato, un'occasione per trasmettere con la cortesia e la cordialità la gioia di essere discepoli di Cristo in ogni situazione e in tutti i momenti della nostra vita".

Ricordando infine che domani si celebra la solennità dell'Epifania del Signore, il Papa ha affermato: "Come presentò Gesù ai Magi, così la Vergine continua ad offrirlo all'umanità. Accogliamolo dalle sue mani: Cristo colma le attese più profonde del nostro cuore e dà senso pieno ad ogni nostro progetto e azione. Sia Egli presente nelle famiglie e regni dappertutto con la potenza del suo amore".
AC/.../ADDETTI ANTICAMERA VIS 20060105 (310)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kaohsiung (Taiwan), presentata dal Cardinale Paul Shan Kuo-hsi, S.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Reverendo Gary Gordon, Vescovo di Whitehorse (superficie: 723.515; abitanti: 35.614; cattolici: 9.175; sacerdoti: 13; religiosi: 9), Canada. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Delegato dell'Arcivescovo per le carceri, è nato a Vancouver (Canada) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Ha nominato il Monsignor Andrzej Siemieniewski, Vescovo Ausiliare di Wroclaw (superficie: 11.490; popolazione: 1.580.000; cattolici: 1.470.100; sacerdoti: 1.163; religiosi: 1.781), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Wroclaw (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Vicario Episcopale per la Formazione permanente del clero e Professore Ordinario e Direttore della Cattedra di Teologia Spirituale presso la Pontificia Facoltà di Teologia di Wroclaw (Polonia).

- Ha nominato il Dottor Adalbert Roth, finora Aiuto Scriptor, "Scriptor latinus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.

- Ha nominato il Dottor Sever Juan Voicu, finora Assistente, "Scriptor graecus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060105 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Principe Don Alessandro Torlonia, Assistente al Soglio, con la Consorte.

- Il Signor John Joseph Herron, Ambasciatore di Australia, con la Consorte, in visita di congedo.

- Frère Alois, Priore di Taizé.
AP/.../... VIS 20060105 (60)

mercoledì 4 gennaio 2006

UDIENZA: PROGRESSO È REALIZZARE UMANITÀ UNITA IN CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2006 (VIS). La prima Udienza Generale del 2006 ha avuto luogo in due momenti: alle 10:30 il Santo Padre ha incontrato nell'Aula Paolo VI diversi gruppi di fedeli e successivamente, nella Basilica Vaticana, ha salutato ed impartito la benedizione ai pellegrini singoli che non hanno trovato posto nell'Aula Paolo VI.

Il tema della catechesi di questo mercoledì è l'inno cristologico contenuto nella Lettera ai Colossesi: "Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti". Il testo, ha detto il Santo Padre, ha inizio con "un'ampia formula di ringraziamento. Essa ci aiuta a creare l'atmosfera spirituale per vivere bene questi primi giorni del 2006, come pure il nostro cammino lungo l'intero arco del nuovo anno".

"La lode sale a 'Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo', sorgente di quella salvezza che è descritta in negativo come 'liberazione dal potere delle tenebre', cioè come 'redenzione e remissione dei peccati'. Essa è poi riproposta in positivo come 'partecipazione alla sorte dei santi nella luce' e come ingresso 'nel regno del Figlio diletto'".

"Due sono" - ha precisato il Santo Padre - "i movimenti del canto. Nel primo è presentato il primogenito di tutta la creazione, Cristo, 'generato prima di ogni creatura'. Egli è, infatti, l'immagine del Dio invisibile'. (...) Il secondo movimento dell'Inno è dominato dalla figura di Cristo salvatore all'interno della storia della salvezza. La sua opera si rivela innanzitutto nell'essere 'capo del corpo, cioè della Chiesa': è questo l'orizzonte salvifico privilegiato nel quale si manifestano in pienezza la liberazione e la redenzione, la comunione vitale che intercorre tra il capo e le membra del corpo, ossia tra Cristo e i cristiani".

San Paolo, ha aggiunto il Papa, parlando a braccio, "ci indica una cosa molto importante, la storia ha una meta, ha una direzione, la storia va verso una umanità unita in Cristo. (...) O con altre parole San Paolo ci dice sì, c'è progresso nella storia, c'è una se vogliamo evoluzione nella storia, progresso è tutto ciò che ci avvicina a Cristo e ci avvicina così all'umanità unita al vero umanesimo e così dietro queste indicazioni si nasconde anche un imperativo per noi, lavorare per il progresso, cosa che vogliamo: tutti possiamo lavorare per l'avvicinamento degli uomini a Cristo, possiamo conformandoci personalmente a Cristo, andando nella linea del vero progresso".

"Cristo" - ha proseguito il Pontefice, ritornando al testo scritto - "è 'il primogenito di coloro che risuscitano dai morti', è colui che dischiude le porte alla vita eterna, strappandoci dal limite della morte e del male. Ecco, infatti, quel pleroma, quella 'pienezza' di vita e di grazia che è in Cristo stesso e che è a noi donata e comunicata. Con questa presenza vitale, che ci rende partecipi della divinità, siamo trasformati interiormente, riconciliati, rappacificati".

Il Santo Padre ha quindi ricordato le parole di San Proclo di Costantinopoli: "Chi ci ha redento non è un puro uomo (...) tutto il genere umano infatti era asservito al peccato; ma neppure era un Dio privo di natura umana: aveva infatti un corpo. Che, se non si fosse rivestito di me, non m'avrebbe salvato. Apparso nel seno della Vergine, Egli si vestì del condannato. Lì avvenne il tremendo commercio, diede lo spirito, prese la carne'".

"Siamo, quindi" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "davanti all'opera di Dio, che ha compiuto la Redenzione proprio perché anche uomo. Egli è contemporaneamente il Figlio di Dio, salvatore ma è anche nostro fratello ed è con questa prossimità che Egli effonde in noi il dono divino".
AG/CANTICO COLOSSESI/... VIS 20060104 (500)

TELEGRAMMA VITTIME CROLLO PALAGHIACCIO BAVIERA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire al Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising (Germania), un telegramma di cordoglio in cui trasmette le condoglianze del Santo Padre ai familiari delle vittime del crollo del tetto palaghiaccio a Bad Reichenhall (Alpi Bavaresi). La maggioranza delle vittime dell'incidente, occorso il 2 gennaio scorso, erano giovani e bambini.
TGR/CROLLO PALAGHIACCIO/SODANO:WETTER VIS 20060104 (70)

martedì 3 gennaio 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Paul Patrick Chomnycky, O.S.B.M., al presente Esarca Apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna, Vescovo di Stamford degli Ucraini (cattolici: 16.000; sacerdoti: 78; religiosi: 61; diaconi permanenti: 9), Stati Uniti d'America. Succede al Vescovo Basil Harry Losten, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore John Bura, al presente Parroco della Parrocchia di San Nicola a Wilmington (Stati Uniti d'America), Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Philadelphia degli Ucraini (cattolici: 65.500; sacerdoti: 66; religiosi: 118; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Wegeleben (Germania) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

- Ha nominato il Reverendo Basilio Cho Kyu-man, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seoul (superficie: 606; popolazione: 10.207.295; cattolici: 1.247.150; sacerdoti: 836; religiosi: 2.678), Corea. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore di Seoul e Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Coreana, è nato nel 1955 a Pochon (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

Sua Beatitudine il Cardinale Stéphanos II Ghattas, C.M., Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), ha trasferito, a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Antonios Aziz Mina, dall'ufficio di Vescovo Ausiliare del medesimo Patriarcato di Alessandria dei Copti (Egitto), alla Sede eparchiale di Guizeh dei Copti (Egitto).
NER:RE:NEA/.../... VIS 20060103 (260)

lunedì 2 gennaio 2006

TE DEUM: IL SIGNORE LENISCA NOSTRE PENE E CI DIA VIGORE


CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre ha presieduto nella Basilica Vaticana i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e il Te Deum di ringraziamento a conclusione dell'anno civile.

Nell'omelia Benedetto XVI ha affermato che la Chiesa "con l'abbondanza dei suoi doni, accompagna il cammino dell'uomo, affinché coloro che accolgono Cristo abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".

Negli ultimi mesi, la Chiesa di Roma, ha ricordato il Papa, ha ricevuto molte altre Chiese e Comunità ecclesiali "per approfondire il dialogo della verità nella carità, che unisce tutti i battezzati, e sperimentare insieme più vivo il desiderio della piena comunione. Ma anche molti credenti di altre religioni hanno voluto testimoniare la propria stima cordiale e fraterna a questa Chiesa e al suo Vescovo, coscienti che nell'incontro sereno e rispettoso si cela l'anima di un'azione concorde a favore dell'umanità intera".

Il Santo Padre ha precisato che quest'anno il programma pastorale della Diocesi di Roma ha concentrato la sua attenzione sulla famiglia e, citando le parole di Giovanni Paolo II che in ripetute occasioni ribadì che "la crisi della famiglia costituisce un grave pregiudizio per la stessa nostra civiltà", ha affermato: "Proprio per sottolineare l'importanza nella vita della Chiesa e della società della famiglia fondata sul matrimonio, anch'io ho voluto offrire il mio contributo intervenendo la sera del 6 giugno scorso, al Convegno diocesano".

Infine Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare "in modo speciale coloro che sono in difficoltà: le persone più povere e abbandonate, quanti hanno perso la speranza in un fondato senso della propria esistenza, o sono involontarie vittime di interessi egoistici, senza che a loro sia chiesta adesione o opinione".

"Facendo nostre le loro sofferenze" - ha proseguito il Pontefice - "li affidiamo tutti a Dio, che sa volgere ogni cosa al bene. (...) Al Signore della vita chiediamo di lenire con la sua grazia le pene provocate dal male, e di continuare a dare vigore alla nostra esistenza terrena, donandoci il Pane e il Vino della salvezza, per sostentare il nostro cammino verso la patria del Cielo".

Al termine della celebrazione il Papa ha compiuto una visita al Presepe di Piazza San Pietro davanti al quale è rimasto alcuni minuti in preghiera.
HML/VESPRI:TE DEUM/... VIS 20060102 (390)

CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE: GENNAIO-APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC 2005 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni che il Santo Padre presiederà dal 6 gennaio al 16 aprile 2006:

GENNAIO

- Venerdì 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 9:30 Santa Messa nella Basilica Vaticana.

- Domenica 8: Festa del Battesimo del Signore. Alle ore 10:00 Santa Messa e Battesimo dei bambini nella Cappella Sistina.

- Mercoledì 25: Festa della Conversione di San Paolo Apostolo. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Paolo Celebrazione dei Vespri.

FEBBRAIO

- Giovedì 2: Festa della Presentazione del Signore. Giornata della Vita Consacrata. Alle ore 17:30 nella Basilica Vaticana Benedizione delle candele, Processione e Santa Messa con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

MARZO

- Mercoledì 1°: Mercoledì delle Ceneri. Alle 16:30 Processione dalla Chiesa di Sant'Anselmo. Alle ore 17:00 nella Basilica di Santa Sabina Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.

- Domenica 5: I Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00 nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.

- Sabato 11: Alle ore 9:00, nella Cappella "Redemptoris Mater" conclusione degli Esercizi Spirituali.

- Domenica 19: III Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30 all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, Santa Messa per i lavoratori.

- Domenica 26: IV Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30, Visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso e Santa Messa.

APRILE

- Lunedì 3: alle ore 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana Santa Messa in suffragio del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.

- Domenica 9: Domenica delle Palme. Alle 9:30 in Piazza San Pietro Benedizione delle Palme, processione e Santa Messa.

- Martedì 11: Martedì Santo. Alle 17:30 nella Basilica Vaticana celebrazione della Penitenza. Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l'assoluzione individuale.

- Giovedì 13: Giovedì Santo. Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana. Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Giovanni in Laterano inizio del Triduo Pasquale e Santa messa nella Cena del Signore.

- Venerdì 14: Venerdì Santo. Alle ore 17:00 nella Basilica Vaticana. Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15 Via Crucis al Colosseo.

- Sabato 15: Sabato Santo. Alle ore 22:00 nella Basilica Vaticana. Veglia Pasquale nella notte santa.

- Domenica 16: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30 in Piazza San Pietro Santo Messa del giorno con il rito del "Resurrexit". Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/CALENDARIO GENNAIO:APRILE/... VIS 20060102 (420)

UDIENZA MEMBRI CORPO GENDARMERIA STATO CITTÀ VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere nella Sala Clementina in Vaticano i Membri del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, ha ricordato che la loro visita ha luogo in un "anno veramente speciale per la Chiesa. La malattia, la morte e i funerali dell'amato Papa Giovanni Paolo II, il periodo della Sede Vacante e il Conclave, la mia elezione a Vescovo di Roma sono eventi che hanno segnato in modo straordinario quanti vivono qui, in Vaticano, oltre che i fedeli del mondo intero. Per voi, lo so bene, è stato un periodo di più intenso lavoro, che avete svolto con impegno e spirito di sacrificio".

Papa Benedetto ha ringraziato la Gendarmeria per il lavoro quotidiano svolto "con abnegazione e fedeltà per servire il Papa ed i suoi collaboratori, insieme al Corpo della Guardia Svizzera Pontificia (...). La vostra è un'attività delicata e quanto mai necessaria, che richiede dedizione, prudenza e tanta disponibilità".

Successivamente il Papa ha esortato i gendarmi con queste parole: "Sappiate essere sempre vigilanti anche nell'ambito propriamente spirituale. (...) Per questo è indispensabile pregare sempre, conservando l'unione interiore con il Signore. Egli solo dà senso e valore alla nostra esistenza. Sia Lui, pertanto, a sostenervi in ogni momento e a ricompensarvi dei sacrifici che il vostro servizio comporta".
AC/.../GENDARMI VATICANO VIS 20060102 (240)

LA PACE SI EDIFICA CON L'APPORTO DI TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2006 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella XXXIX Giornata Mondiale della Pace.

Nell'omelia il Santo Padre ha precisato che, scegliendo come tema del Messaggio della Giornata Mondiale della Pace "Nella verità, la pace", ha voluto esprimere la convinzione che "dove e quando l'uomo si lascia illuminare dallo splendore della verità, intraprende quasi naturalmente il cammino della pace".

Sottolineando che la pace "grande aspirazione del cuore di ogni uomo e di ogni donna si edifica giorno dopo giorno con l'apporto di tutti", il Papa ha affermato che: "Di fronte al permanere di situazioni di ingiustizia e di violenza che continuano ad opprimere diverse zone della terra, davanti a quelle che si presentano come le nuove e più insidiose minacce alla pace - il terrorismo, il nichilismo ed il fondamentalismo fanatico - diventa più che mai necessario operare insieme per la pace!".

"È necessario un 'sussulto' di coraggio e di fiducia in Dio e nell'uomo per scegliere di percorrere il cammino della pace. E questo da parte di tutti: singoli individui e popoli, Organizzazioni internazionali e potenze mondiali. In particolare, nel Messaggio per l'odierna ricorrenza, ho voluto richiamare l'Organizzazione delle Nazioni Unite a prender rinnovata coscienza delle sue responsabilità nella promozione dei valori della giustizia, della solidarietà e della pace, in un mondo sempre più segnato dal vasto fenomeno della globalizzazione".

Benedetto XVI ha detto ancora che: "Se la pace è aspirazione di ogni persona di buona volontà, per i discepoli di Cristo essa è mandato permanente che impegna tutti; è missione esigente che li spinge ad annunciare e testimoniare 'il Vangelo della Pace', proclamando che il riconoscimento della piena verità di Dio è condizione previa e indispensabile per il consolidamento della verità della pace. Possa questa consapevolezza crescere sempre più, sì che ogni comunità cristiana diventi 'fermento' di un'umanità rinnovata nell'amore".

Il Papa ha concluso l'omelia esortando ad apprendere dalla scuola di Maria "a diventare attenti e docili discepoli del Signore. Con il suo aiuto materno, desideriamo impegnarci a lavorare alacremente nel 'cantiere' della pace, alla sequela di Cristo, Principe della Pace".
HML/GIORNATA MONDIALE PACE/... VIS 20060102 (380)

VIA DELLA PACE: DIALOGO, PERDONO, SOLIDARIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, prima di recitare l'Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ed ha ricordato che dal tempo liturgico del Natale "viene a noi una grande lezione: per accogliere il dono della pace, dobbiamo aprirci alla verità che si è rivelata nella persona di Gesù, il quale ci ha insegnato il 'contenuto' e insieme il 'metodo' della pace, cioè l'amore".

"Dio, infatti, che è l'Amore perfetto e sussistente" - ha proseguito il Pontefice - "si è rivelato in Gesù sposando la nostra condizione umana. In questo modo ci ha anche indicato la via della pace: il dialogo, il perdono, la solidarietà. Ecco l'unica strada che conduce alla vera pace".

Il Santo Padre ha invocato Maria Santissima "che oggi benedice il mondo intero mostrando il suo Figlio divino, il 'principe della pace'", affinché "la famiglia umana, aprendosi al messaggio evangelico, possa trascorrere l'anno che oggi inizia nella fraternità e nella pace".

Infine il Papa ha rivolto a tutti i presenti e a quanti erano collegati mediante la radio e la televisione i suoi "più cordiali auguri di pace e di bene".
ANG/PACE/... VIS 20060102 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore.

- L'Arcivescovo Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
AP/.../... VIS 20060102 (70)

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA MESE DI GENNAIO

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di gennaio è la seguente: "Perché lo sforzo di unità dei cristiani porti riconciliazione e pace tra gli uomini di tutto il mondo".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i migranti trovino tra i cristiani un'accoglienza fatta di rispetto e di amore, che riconosca in loro l'immagine di Dio".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GENNAIO/… VIS 20060102 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, di Semarang (Indonesia), Ordinario Militare di Indonesia. Succede al Cardinale Julius Riyadi Darmaatmadja, S.I., Arcivescovo di Jiakarta (Indonesia), del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Ordinariato Militare, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../HARDJOATMODJO:DARMAATMADJA VIS 20060102 (70)

venerdì 30 dicembre 2005

C'È GRANDE BISOGNO DI SOSTENERE LA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha compiuto una visita al Dispensario Pontificio "Santa Marta" in Vaticano, struttura destinata all'assistenza di nuclei extracomunitari di qualsiasi Paese, etnia o religione, in prevalenza bambini fino ai due anni di età. Essa si avvale di un'équipe composta da dieci medici delle diverse specializzazioni, una psicologa, e quaranta volontari, con il coordinamento delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.

Nel suo discorso il Santo Padre ha rilevato che la sua visita "assume un significato singolare, perché si svolge nel periodo natalizio: in questi giorni il nostro sguardo si posa sul Bambino Gesù". Nella Grotta di Betlemme "Gesù bussa alla porta del nostro cuore, domanda di fargli spazio nella nostra vita. Dio è così: non si impone, non entra mai con la forza ma, come un bambino, chiede di essere accolto. In un certo senso, anche Dio si presenta bisognoso di attenzione; attende che gli apriamo il cuore e che ci prendiamo cura di Lui".

Ricordando che oggi si celebra la festa della Santa Famiglia di Nazaret, il Papa ha affermato: "Trovandomi in mezzo a voi e vedendo il vostro impegno per i bambini e i genitori, desidero sottolineare la fondamentale vocazione della famiglia ad essere il primo e principale luogo di accoglienza della vita. La concezione moderna della famiglia, anche per reazione al passato, riserva grande importanza all'amore coniugale, sottolineandone gli aspetti soggettivi di libertà nella scelta e nei sentimenti. Si fa invece più fatica a percepire e comprendere il valore della chiamata a collaborare con Dio nel procreare la vita umana".

"Inoltre" - ha detto ancora il Pontefice - "le società contemporanee, pur dotate di tanti mezzi, non riescono sempre a facilitare la missione dei genitori, sia sul piano delle motivazioni spirituali e morali che su quello delle condizioni pratiche di vita. C'è un grande bisogno, tanto sotto il profilo culturale quanto sotto quello politico e legislativo, di sostenere la famiglia, ed iniziative come quella del vostro dispensario risultano al riguardo quanto mai utili. Si tratta di realtà piccole ma importanti e, grazie a Dio, la Chiesa ne è ricca e non cessa di metterle al servizio di tutti".

Infine il Papa ha invitato i presenti a "pregare con me per tutte le famiglie di Roma e del mondo, specialmente per quelle che versano in condizioni difficili, soprattutto perchè costrette a vivere lontano dalla loro terra d'origine. Preghiamo per quei genitori che non riescono ad assicurare ai figli il necessario per la salute, per l'istruzione, per un'esistenza dignitosa e serena".
BXVI-VISITA/DISPENSARIO VATICANO/... VIS 20051230 (430)

MUSICA SACRA: "FUNZIONE MINISTERIALE" NEL SERVIZIO DIVINO


CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i partecipanti al XXXIII Congresso Internazionale della Federazione Internazionale dei Pueri Cantores, in corso in questi giorni a Roma. L'Associazione, istituita come ente morale nel 1965 con decreto del Cardinale Vicario di Roma, si propone la diffusione del canto liturgico eseguito da bambini e bambine in età scolare.

Il Papa ha rivolto parole di saluto al Presidente dell'Associazione, ed ha espresso il suo apprezzamento per lo "spirito nel quale la vostra Federazione realizza ed intende perseguire la sua missione nella Chiesa, al servizio della liturgia, offrendo in più al mondo intero un messaggio di pace e di fraternità".

"È particolarmente opportuno nel tempo di Natale" - ha proseguito il Pontefice - "cantare le lodi del Signore e esprimergli gioia, seguendo così l'esempio della Vergine Maria, che, per prima, ha reso grazie al Signore per il mistero dell'Incarnazione, con il suo 'Magnificat', che la Chiesa riprende di generazione in generazione. (...) Il Concilio Vaticano II non ha mancato di ricordare quanto la Chiesa apprezzi il ruolo di coloro che, con il canto, contribuiscono alla bellezza della liturgia. Poiché 'il Cristo è presente quando la Chiesa prega e canta' e noi siamo uniti al cielo".

Il Santo Padre ha sottolineato ancora l'importante missione dei 'Pueri Cantores' nello "aiutare il popolo di Dio a pregare con dignità, poiché la musica sacra è una 'funzione ministeriale' nel servizio divino. Ricordate sempre che quando 'la Chiesa prega, canta o agisce, la fede dei partecipanti viene nutrita, le anime sono elevate al Signore per renderGli omaggio spirituale e ricevere la sua grazia con più abbondanza".

Al termine del discorso, il Papa ha impartito la Benedizione Apostolica a tutti i membri della Federazione dei Pueri Cantores.
AC/MUSICA SACRA:LITURGIA/PUERI CANTORES VIS 20051230 (310)
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