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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 4 aprile 2002

DOMENICA DIVINA MISERICORDIA: PREGHIERA PACE MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2002 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico il testo di una lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II al Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, nella quale il Pontefice chiede a tutta la Chiesa di dedicare la prossima domenica, 7 aprile 2002, - Domenica della Divina Misericordia - alla preghiera per la pace in Medio Oriente. Di seguito riportiamo il testo della Lettera:

"La drammatica situazione in cui versa la Terra Santa mi induce a rivolgere di nuovo un pressante appello a tutta la Chiesa, affinché si intensifichino le preghiere di tutti i credenti per quelle popolazioni ora dilaniate da forme di violenza inaudita. Proprio in questo periodo, nel quale il cuore dei cristiani si volge verso i luoghi dove il Signore Gesù ha patito, è morto ed è risorto, giungono notizie sempre più tragiche, che contribuiscono ad accrescere lo sgomento dell'opinione pubblica, suscitando l'impressione di una inarrestabile deriva di disumana efferatezza".

"Di fronte alla caparbia determinazione con cui, da una parte e dall'altra, si continua ad avanzare sulla strada della ritorsione e della vendetta, si apre di fronte all'animo angosciato dei credenti la prospettiva del ricorso alla preghiera accorata a quel Dio che, solo, può cambiare i cuori degli uomini, anche dei più ostinati".

"La prossima domenica 7 aprile la Chiesa celebrerà con particolare fervore il mistero della Divina Misericordia, e renderà grazie a Colui che s'è fatto carico delle miserie della nostra umanità. Quale ricorrenza più adatta potrebbe trovarsi per far salire verso il Cielo una corale invocazione di perdono e di misericordia, che implori dal Cuore di Dio uno speciale intervento su quanti hanno la responsabilità e il potere di compiere i passi necessari, anche se costosi, per avviare le parti in lotta verso accordi giusti e dignitosi per tutti?"

"Le sarei pertanto grato, venerato Fratello, se volesse farsi interprete, nel modo che riterrà opportuno, di questo mio desiderio presso i Pastori delle varie Chiese particolari, invitandoli per la prossima domenica a questa concorde supplica in un'ora tanto grave per tutta l'umanità. Possa così giungere a quella Terra cara ai credenti delle tre Religioni monoteiste un messaggio di pace stabile e duratura".

"Con questo auspicio, che sale dal profondo del mio cuore, invio a Lei ed a tutti i miei Fratelli nell'Episcopato una speciale Benedizione Apostolica".
GPII-LETT/PREGHIERA:PACE:MEDIO ORIENTE:SODANO VIS 20020404 (400)

mercoledì 3 aprile 2002

DICHIARAZIONI DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2002 (VIS). Questa mattina sono state rese pubbliche due diverse dichiarazioni, rilasciate ieri mattina dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, relative alla salute del Santo Padre ed alla situazione in Medio Oriente.

In merito a notizie apparse in questi giorni sulla stampa circa un possibile ricovero ospedaliero del Santo Padre, il Dr. Navarro-Valls ha detto: "Posso confermare che non è stata mai presa in considerazione l'eventualità di un intervento chirurgico al ginocchio destro del Santo Padre. Sono carenti di ogni fondamento le informazioni riguardanti un presunto ricovero del Papa in una clinica romana per sottoporsi a risonanza magnetica. E non risulta che alcuno degli specialisti i cui nomi sono apparsi in queste informazioni, abbia visitato il Santo Padre oppure sia stato consultato".

Circa il drammatico evolversi della situazione in Medio Oriente, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha dichiarato: "Il Santo Padre segue costantemente l'evolversi della drammatica situazione in Medio Oriente. Oltre ai Suoi recenti interventi personali, ha dato indicazioni al Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico a Gerusalemme perché prenda le opportune iniziative diplomatiche. Inoltre, attraverso la Segreteria di Stato, sono stati presi contatti diplomatici con diverse Cancellerie, tra le altre, quella negli U.S.A., lo Stato di Israele, la Lega Araba, l'Autorità Palestinese e le istituzioni comunitarie europee".
OP/PAPA:MEDIO ORIENTE/NAVARRO-VALLS VIS 20020403 (230)

UDIENZA GENERALE: SALMO 96 CELEBRA LA GIOIA DELLA PASQUA

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto l'Udienza Generale del Mercoledì in presenza di 15.000 fedeli. Tema della catechesi dell'Udienza odierna è stato il Salmo 96 "La gloria del Signore nel giudizio", che, ha detto il Papa, "celebra la regalità di Dio e la manifestazione della Sua gloria divina sulla terra".

Il Salmo 96 si apre, ha detto ancora il Pontefice, con la solenne proclamazione: "'Il Signore regna, esulti la terra, gioiscano le isole tutte'. (…) Il Salmista delinea l'irrompere sulla scena del mondo del Gran Re, che appare circondato da una serie di ministri o attendenti cosmici: le nubi, le tenebre, il fuoco, le folgori. Accanto ad essi, un'altra serie di ministri personifica la sua azione storica: la giustizia, il diritto, la gloria. Il loro ingresso in scena fa fremere tutto il creato. La terra esulta in tutti i luoghi, comprese le isole, considerate come l'area più remota".

"I cieli" - ha proseguito il Pontefice - "sono attraversati da inni angelici che esaltano la giustizia, cioè l'opera di salvezza compiuta dal Signore per i giusti. (…) Il Salmo descrive due tipi di reazione di fronte al Gran Re e al suo ingresso nella storia. Da un lato, gli idolatri e gli idoli piombano a terra confusi e sconfitti; dall'altro, i fedeli (…) innalzano gioiosi un inno di lode".

Giovanni Paolo II ha concluso: "L'avvento del Regno di Dio è fonte di liberazione per gli oppressi e gioia per i retti di cuore. Durante il tempo pasquale, rinnoviamo con novella speranza il potere glorioso di Dio rivelato nella Risurrezione, il Suo giudizio definitivo sul peccato e sulla morte, e l'avvento del Suo Regno di santità, giustizia e pace".
AG/SALMO 96/… VIS 20020403 (310)

REGINA COELI: DOLORE DEL PAPA PER GLI ABITANTI DI BETLEMME

CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2002 (VIS). Alle 12:00 di oggi, Lunedì dell'Angelo, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il "Regina Coeli" - preghiera che per tutto il tempo pasquale sostituisce l'Angelus - con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha detto che oggi: "Risuona con forza il grande annuncio della risurrezione di Gesù anche in questo 'Lunedì dell'Angelo', che ricorda l'incontro del messo celeste con le donne accorse al sepolcro. (…) Dalla tomba vuota quest'annuncio angelico si diffonde nel mondo e raggiunge ogni angolo della terra; è un messaggio di speranza per tutti".

"Come vorrei" - ha esclamato il Pontefice - "che l'annuncio pasquale rinvigorisse sempre più la fede di ogni battezzato! Come vorrei che la pace, dono di Cristo risorto, raggiungesse ogni cuore umano e ridonasse speranza a chiunque è oppresso e sofferente!".

Infine il Santo Padre ha detto: "Maria, testimone silenziosa della morte e della risurrezione del figlio Gesù, ci aiuti a credere sino in fondo a questo mistero di salvezza che, accolto con fede profonda, può cambiare la vita. Faccia sì che lo trasmettiamo con gioia a quanti incontriamo, come coerenti e coraggiosi discepoli del Signore risuscitato".

Al termine del "Regina Coeli", Giovanni Paolo II ha invitato a pregare in modo particolare per gli abitanti di Betlemme "la città della nascita di Gesù, la quale in questo momento sta vivendo ore difficili e si trova in grave pericolo. Giungono infatti notizie tristi e preoccupanti che hanno turbato l'atmosfera del giorno di Pasqua, che dovrebbe essere festa di pace, di gioia e di vita. Con grande apprensione e dolore il Papa è vicino a questi nostri fratelli e sorelle, come lo è anche la Chiesa intera che prega e lavora perché presto abbia fine un così doloroso calvario".
ANG/RISURREZIONE/… VIS 20020403 (330)

DOMENICA DI PASQUA: SANTA MESSA E BENEDIZIONE URBI ET ORBI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2002 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina - Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore - il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana, la solenne celebrazione della Messa del giorno. Con il Papa hanno concelebrato il Cardinale Protodiacono Luigi Poggi e il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Successivamente il Papa ha pronunciato, davanti a circa 100.000 fedeli provenienti da ogni parte del mondo, il tradizionale Messaggio Pasquale ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".

"Risuona oggi, in questo giorno solennissimo, - ha detto il Papa all'inizio del Messaggio - "l'augurio di Cristo: Pace a voi! Pace agli uomini e alle donne di tutto il mondo! Cristo è veramente risorto, e porta a tutti la pace!".

"La pace 'alla maniera del mondo' - l'esperienza d'ogni tempo lo dimostra - è spesso un precario equilibrio di forze, che prima o poi tornano a contrapporsi. La pace, dono di Cristo risorto è profonda e completa, e può riconciliare l'uomo con Dio, con sé stesso e con il creato. Molte religioni proclamano che la pace è dono di Dio. È stata questa l'esperienza anche del recente incontro di Assisi. Possano tutti i credenti del mondo congiungere i loro sforzi per costruire un'umanità più giusta e fraterna; possano operare instancabilmente, perché le convinzioni religiose non siano mai causa di divisione e di odio, ma solo e sempre sorgente di fraternità, di concordia, di amore".

Rivolgendosi alle comunità cristiane di ogni continente, il Santo Padre ha chiesto "con trepidazione e speranza, di testimoniare che Gesù è veramente risorto, e di operare perché la sua pace blocchi la drammatica spirale di soprusi ed uccisioni, che insanguinano la Terra Santa, sprofondata ancora una volta, in questi ultimi giorni, nell'orrore e nella disperazione. Sembra che sia stata dichiarata guerra alla pace! Ma la guerra nulla risolve, arreca soltanto più vasta sofferenza e morte, né servono ritorsioni o rappresaglie. La tragedia è davvero grande: nessuno può rimanere silenzioso e inerte, nessun responsabile politico o religioso! Alle denunce seguano atti concreti di solidarietà, che aiutino tutti a ritrovare il mutuo rispetto e il leale negoziato".

Giovanni Paolo II ha quindi esclamato: "Quanti membri dell'umana famiglia sono oppressi ancora dalla miseria e dalla violenza!" ed ha aggiunto: "In quanti angoli della terra risuona il grido di chi implora aiuto, perché soffre e muore: dall'Afghanistan, provato duramente nei mesi scorsi ed ora colpito da un disastroso terremoto, a tanti altri Paesi del Pianeta, dove squilibri sociali ed ambizioni contrapposte colpiscono innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Uomini e donne del terzo millennio! Lasciate che vi ripeta: aprite il cuore a Cristo crocifisso e risorto, che viene offrendo la pace! Là dove entra Cristo risorto, entra con Lui la vera pace! Entri anzitutto in ogni cuore umano, abisso profondo, non facile da risanare. Pervada anche i rapporti tra ceti sociali, popoli, lingue e mentalità diverse, portando ovunque il fermento della solidarietà e dell'amore".

Al termine del Messaggio, il Papa ha augurato Buon Pasqua in 62 lingue ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi" ai presenti in Piazza San Pietro e a quanti hanno seguito la Liturgia pasquale attraverso la radio e la televisione.
GPII-SETTIMANA SANTA/PASQUA:URBI ET ORBI/… VIS 20020403 (560)

VENERDÌ SANTO: CONFESSIONi, PASSIONE SIGNORE, VIA CRUCIS


CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2002 (VIS). Come di consueto in occasione del Venerdì Santo, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha confessato alcuni fedeli, quindi, alle 17:00 ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore e poco dopo le 21:00 ha presieduto la Via Crucis al Colosseo.

Verso mezzogiorno, il Papa si è recato nella Basilica di San Pietro su di una piccola pedana mobile, ha ascoltato la confessione di nove persone di diverse nazionalità e successivamente ha salutato alcuni dei fedeli che si trovavano, in quel momento, nella Basilica.

Alle 17:00 il Papa è ritornato in Basilica per presiedere la celebrazione della Passione del Signore, durante la quale il Predicatore della Casa Pontifica, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., ha tenuto l'omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

Poco dopo le 21:00 ha avuto inizio la processione della Via Crucis al Colosseo. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha seguito la Via Crucis, alla quale hanno partecipato circa 30.000 fedeli, dalla terrazza del Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo. I testi delle meditazioni proposte quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati da 14 giornalisti che si occupano di informazione dal Vaticano, accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede e provenienti da dieci nazioni.

La Croce è stata portata, nelle prime XIII Stazioni, dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e da fedeli provenienti dall'Italia, dal Madagascar, dalla Mongolia, dalla Colombia e dalla Terra Santa. Al termine della XIII Stazione, un frate francescano della Terra Santa ha consegnato la Croce a Giovanni Paolo II che, visibilmente sofferente, nonostante il dolore al ginocchio, è rimasto in piedi sostenendo la Croce durante le letture e le meditazioni della XIV Stazione.

Al termine della Via Crucis il Papa, invece di leggere un discorso precedentemente preparato, ha rivolto alla folla di fedeli presenti, visibilmente commossi, un discorso improvvisato, una meditazione personale, ricca di citazioni latine, sulla morte di Cristo in Croce.

"Noi camminiamo in questa giornata, in questo Venerdì Santo, vicino al Golgota, vicino alla tomba aperta, alla tomba vuota, con grande speranza. Domani, Sabato Santo, è il giorno del silenzio, della misteriosa attenzione al manifestarsi del Mistero della Risurrezione. 'Tertia die', domenica mattina, Colui che è stato crocifisso e sepolto uscirà dalla tomba. (…) E noi lo aspettiamo, 'tertia die', domenica mattina, come vincitore della morte, come Salvatore del mondo".
GPII-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/… VIS 20020403 (430)

SABATO SANTO: BATTESIMO E CRESIMA DI NOVE CATECUMENI


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2002 (VIS). Alle 20:00 di questa sera, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Patriarcale Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua, durante la quale ha amministrato i Sacramenti dell'iniziazione cristiana a sette catecumeni e a due bambini provenienti dall'Albania, dall'Italia, dal Giappone, dalla Polonia, dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla Cina.

La Veglia ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Al termine della processione verso l'Altare - che Giovanni Paolo II ha seguito da una pedana mobile - con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, il Pontefice ha presieduto, da un altare collocato ad un livello più basso davanti all'Altare Maggiore della Basilica, la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica. A destra e a sinistra del Papa erano i Cardinali Angelo Sodano, Segretario di Stato e Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nell'omelia il Papa ha parlato della "prima notte, la notte della creazione", nella quale, "affonda le sue radici il mistero pasquale che, dopo il dramma del peccato, costituisce la restaurazione e il coronamento di quel primo inizio. (…) Un'altra notte costituisce l'evento fondamentale della storia d'Israele: è il prodigioso esodo dall'Egitto (…); la notte dell'esodo. (…) Quale nuovo Mosè, Cristo ci ha fatto passare dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio. Morti con Gesù, con Lui risorgiamo a vita nuova, grazie alla potenza del suo Spirito. Il suo Battesimo è diventato il nostro".

Successivamente, rivolgendosi ai catecumeni, fra i quali una mamma di nazionalità giapponese ed una di nazionalità cinese con i loro bambini, il Santo Padre ha detto: "'In questa santissima notte', in cui Cristo è risuscitato dai morti, si compie per voi un 'esodo' spirituale: lasciate alle spalle la vecchia esistenza ed entrate nella 'terra dei viventi'. Questa è la terza notte, la notte della risurrezione".

"Dopo la notte tragica del Venerdì Santo (…), dopo il grande silenzio del Sabato Santo, (…) ecco finalmente la notte che precede 'il terzo giorno', nel quale, secondo le Scritture, il Messia sarebbe risorto, come Egli stesso aveva più volte preannunciato ai suoi discepoli".
GPII-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/… VIS 20020403 (380)

GIOVEDi' SANTO: SANTE MESSE DEL CRISMA ED IN "CENA DOMINI"

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2002 (VIS). Alle ore 9:30 di questa mattina, Giovedì Santo, nella Patriarcale Basilica Vaticana, il Papa ha presieduto la Santa Messa Crismale, Liturgia durante la quale vengono rinnovate le promesse sacerdotali e vengono benedetti l'Olio dei catecumeni, l'Olio degli infermi e il Crisma.

La Messa del Crisma è stata celebrata dal Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri - diocesani e religiosi - presenti a Roma. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto l'omelia.

Facendo riferimento al ministero sacerdotale, il Papa ha affermato: "Se ogni battezzato partecipa del suo sacerdozio regale e profetico (…), i presbiteri sono chiamati a condividere la sua oblazione in modo speciale. Sono chiamati a viverla nel servizio al sacerdozio comune dei fedeli".

"Mentre rendiamo grazie per questo dono misterioso" - ha detto ancora il Pontefice - "non possiamo non confessare le nostre infedeltà. Nella lettera che, come ogni anno, ho voluto inviare ai sacerdoti per questa speciale occasione, ho ricordato che 'noi tutti - coscienti dell'umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina - siano chiamati ad abbracciare il 'Mysterium Crucis' e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità'".

Il Santo Padre ha concluso l'omelia affermando: "Preghiamo per tutti i presbiteri; in modo singolare per quanti operano tra tante difficoltà o soffrono persecuzioni, con un pensiero speciale per coloro che hanno pagato con il sangue la loro fedeltà a Cristo. Preghiamo per quei nostri confratelli che sono venuti meno agli impegni assunti con l'ordinazione sacerdotale o che attraversano un periodo di difficoltà e di crisi. Scegliendoci per una missione così sublime, Cristo non ci fa mai mancare la grazia e la gioia di seguirlo, sul Tabor come sulla via della Croce".

La Messa in "Cena Domini", iniziata alle 17:30 e presieduta dal Santo Padre, è stata, quest'anno, concelebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e dai Cardinali Roger Etchegaray ed Alfonso López Trujillo, nella Patriarcale Basilica Vaticana invece che nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale del Romano Pontefice.

Il Cardinale Sodano ed il Cardinale Etchegaray hanno compiuto il rito della lavanda dei piedi, lavando i piedi a dodici Presbiteri. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Papa un'offerta destinata agli indigeni ed ai meticci più poveri tra i poveri in America Latina e nei Caraibi.

Nell'omelia, Giovanni Paolo II ha detto: "Questa sera entriamo nella Pasqua di Cristo, che costituisce il momento drammatico e conclusivo, lungamente preparato ed atteso, dell'esistenza terrena del Verbo di Dio. Gesù è venuto tra di noi non per essere servito, ma per servire, ed ha assunto su di sé i drammi e le speranze degli uomini di tutti i tempi. Anticipando misticamente il sacrificio della Croce, nel Cenacolo ha voluto restare con noi sotto le specie del pane e del vino ed ha affidato agli Apostoli e ai loro successori la missione e il potere di perpetuarne la memoria viva ed efficace nel rito eucaristico".
GPII-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/… VIS 20020403 (510)

DOMENICA DI PASQUA: SANTA MESSA E BENEDIZIONE URBI ET ORBI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2002 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina - Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore - il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana, la solenne celebrazione della Messa del giorno. Con il Papa hanno concelebrato il Cardinale Protodiacono Luigi Poggi e il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Successivamente il Papa ha pronunciato, davanti a circa 100.000 fedeli provenienti da ogni parte del mondo, il tradizionale Messaggio Pasquale ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".

"Risuona oggi, in questo giorno solennissimo, - ha detto il Papa all'inizio del Messaggio - "l'augurio di Cristo: Pace a voi! Pace agli uomini e alle donne di tutto il mondo! Cristo è veramente risorto, e porta a tutti la pace!".

"La pace 'alla maniera del mondo' - l'esperienza d'ogni tempo lo dimostra - è spesso un precario equilibrio di forze, che prima o poi tornano a contrapporsi. La pace, dono di Cristo risorto è profonda e completa, e può riconciliare l'uomo con Dio, con sé stesso e con il creato. Molte religioni proclamano che la pace è dono di Dio. È stata questa l'esperienza anche del recente incontro di Assisi. Possano tutti i credenti del mondo congiungere i loro sforzi per costruire un'umanità più giusta e fraterna; possano operare instancabilmente, perché le convinzioni religiose non siano mai causa di divisione e di odio, ma solo e sempre sorgente di fraternità, di concordia, di amore".

Rivolgendosi alle comunità cristiane di ogni continente, il Santo Padre ha chiesto "con trepidazione e speranza, di testimoniare che Gesù è veramente risorto, e di operare perché la sua pace blocchi la drammatica spirale di soprusi ed uccisioni, che insanguinano la Terra Santa, sprofondata ancora una volta, in questi ultimi giorni, nell'orrore e nella disperazione. Sembra che sia stata dichiarata guerra alla pace! Ma la guerra nulla risolve, arreca soltanto più vasta sofferenza e morte, né servono ritorsioni o rappresaglie. La tragedia è davvero grande: nessuno può rimanere silenzioso e inerte, nessun responsabile politico o religioso! Alle denunce seguano atti concreti di solidarietà, che aiutino tutti a ritrovare il mutuo rispetto e il leale negoziato".

Giovanni Paolo II ha quindi esclamato: "Quanti membri dell'umana famiglia sono oppressi ancora dalla miseria e dalla violenza!" ed ha aggiunto: "In quanti angoli della terra risuona il grido di chi implora aiuto, perché soffre e muore: dall'Afghanistan, provato duramente nei mesi scorsi ed ora colpito da un disastroso terremoto, a tanti altri Paesi del Pianeta, dove squilibri sociali ed ambizioni contrapposte colpiscono innumerevoli nostri fratelli e sorelle. Uomini e donne del terzo millennio! Lasciate che vi ripeta: aprite il cuore a Cristo crocifisso e risorto, che viene offrendo la pace! Là dove entra Cristo risorto, entra con Lui la vera pace! Entri anzitutto in ogni cuore umano, abisso profondo, non facile da risanare. Pervada anche i rapporti tra ceti sociali, popoli, lingue e mentalità diverse, portando ovunque il fermento della solidarietà e dell'amore".

Al termine del Messaggio, il Papa ha augurato Buon Pasqua in 62 lingue ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi" ai presenti in Piazza San Pietro e a quanti hanno seguito la Liturgia pasquale attraverso la radio e la televisione.
GPII-SETTIMANA SANTA/PASQUA:URBI ET ORBI/… VIS 20020403 (560)

SABATO SANTO: BATTESIMO E CRESIMA DI NOVE CATECUMENI

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2002 (VIS). Alle 20:00 di questa sera, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto, nella Patriarcale Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua, durante la quale ha amministrato i Sacramenti dell'iniziazione cristiana a sette catecumeni e a due bambini provenienti dall'Albania, dall'Italia, dal Giappone, dalla Polonia, dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla Cina.

La Veglia ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Al termine della processione verso l'Altare - che Giovanni Paolo II ha seguito da una pedana mobile - con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, il Pontefice ha presieduto, da un altare collocato ad un livello più basso davanti all'Altare Maggiore della Basilica, la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica. A destra e a sinistra del Papa erano i Cardinali Angelo Sodano, Segretario di Stato e Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nell'omelia il Papa ha parlato della "prima notte, la notte della creazione", nella quale, "affonda le sue radici il mistero pasquale che, dopo il dramma del peccato, costituisce la restaurazione e il coronamento di quel primo inizio. (…) Un'altra notte costituisce l'evento fondamentale della storia d'Israele: è il prodigioso esodo dall'Egitto (…); la notte dell'esodo. (…) Quale nuovo Mosè, Cristo ci ha fatto passare dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio. Morti con Gesù, con Lui risorgiamo a vita nuova, grazie alla potenza del suo Spirito. Il suo Battesimo è diventato il nostro".

Successivamente, rivolgendosi ai catecumeni, fra i quali una mamma di nazionalità giapponese ed una di nazionalità cinese con i loro bambini, il Santo Padre ha detto: "'In questa santissima notte', in cui Cristo è risuscitato dai morti, si compie per voi un 'esodo' spirituale: lasciate alle spalle la vecchia esistenza ed entrate nella 'terra dei viventi'. Questa è la terza notte, la notte della risurrezione".

"Dopo la notte tragica del Venerdì Santo (…), dopo il grande silenzio del Sabato Santo, (…) ecco finalmente la notte che precede 'il terzo giorno', nel quale, secondo le Scritture, il Messia sarebbe risorto, come Egli stesso aveva più volte preannunciato ai suoi discepoli".
GPII-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/… VIS 20020403 (380)

VENERDÌ SANTO: CONFESSIONi, PASSIONE SIGNORE, VIA CRUCIS


CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2002 (VIS). Come di consueto in occasione del Venerdì Santo, il Santo Padre Giovanni Paolo II, ha confessato alcuni fedeli, quindi, alle 17:00 ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore e poco dopo le 21:00 ha presieduto la Via Crucis al Colosseo.

Verso mezzogiorno, il Papa si è recato nella Basilica di San Pietro su di una piccola pedana mobile, ha ascoltato la confessione di nove persone di diverse nazionalità e successivamente ha salutato alcuni dei fedeli che si trovavano, in quel momento, nella Basilica.

Alle 17:00 il Papa è ritornato in Basilica per presiedere la celebrazione della Passione del Signore, durante la quale il Predicatore della Casa Pontifica, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., ha tenuto l'omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

Poco dopo le 21:00 ha avuto inizio la processione della Via Crucis al Colosseo. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha seguito la Via Crucis, alla quale hanno partecipato circa 30.000 fedeli, dalla terrazza del Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo. I testi delle meditazioni proposte quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati da 14 giornalisti che si occupano di informazione dal Vaticano, accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede e provenienti da dieci nazioni.

La Croce è stata portata, nelle prime XIII Stazioni, dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e da fedeli provenienti dall'Italia, dal Madagascar, dalla Mongolia, dalla Colombia e dalla Terra Santa. Al termine della XIII Stazione, un frate francescano della Terra Santa ha consegnato la Croce a Giovanni Paolo II che, visibilmente sofferente, nonostante il dolore al ginocchio, è rimasto in piedi sostenendo la Croce durante le letture e le meditazioni della XIV Stazione.

Al termine della Via Crucis il Papa, invece di leggere un discorso precedentemente preparato, ha rivolto alla folla di fedeli presenti, visibilmente commossi, un discorso improvvisato, una meditazione personale, ricca di citazioni latine, sulla morte di Cristo in Croce.

"Noi camminiamo in questa giornata, in questo Venerdì Santo, vicino al Golgota, vicino alla tomba aperta, alla tomba vuota, con grande speranza. Domani, Sabato Santo, è il giorno del silenzio, della misteriosa attenzione al manifestarsi del Mistero della Risurrezione. 'Tertia die', domenica mattina, Colui che è stato crocifisso e sepolto uscirà dalla tomba. (…) E noi lo aspettiamo, 'tertia die', domenica mattina, come vincitore della morte, come Salvatore del mondo".
GPII-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/… VIS 20020403 (430)

GIOVEDi' SANTO: SANTE MESSE DEL CRISMA ED IN "CENA DOMINI"


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2002 (VIS). Alle ore 9:30 di questa mattina, Giovedì Santo, nella Patriarcale Basilica Vaticana, il Papa ha presieduto la Santa Messa Crismale, Liturgia durante la quale vengono rinnovate le promesse sacerdotali e vengono benedetti l'Olio dei catecumeni, l'Olio degli infermi e il Crisma.

La Messa del Crisma è stata celebrata dal Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, con i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri - diocesani e religiosi - presenti a Roma. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha tenuto l'omelia.

Facendo riferimento al ministero sacerdotale, il Papa ha affermato: "Se ogni battezzato partecipa del suo sacerdozio regale e profetico (…), i presbiteri sono chiamati a condividere la sua oblazione in modo speciale. Sono chiamati a viverla nel servizio al sacerdozio comune dei fedeli".

"Mentre rendiamo grazie per questo dono misterioso" - ha detto ancora il Pontefice - "non possiamo non confessare le nostre infedeltà. Nella lettera che, come ogni anno, ho voluto inviare ai sacerdoti per questa speciale occasione, ho ricordato che 'noi tutti - coscienti dell'umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina - siano chiamati ad abbracciare il 'Mysterium Crucis' e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità'".

Il Santo Padre ha concluso l'omelia affermando: "Preghiamo per tutti i presbiteri; in modo singolare per quanti operano tra tante difficoltà o soffrono persecuzioni, con un pensiero speciale per coloro che hanno pagato con il sangue la loro fedeltà a Cristo. Preghiamo per quei nostri confratelli che sono venuti meno agli impegni assunti con l'ordinazione sacerdotale o che attraversano un periodo di difficoltà e di crisi. Scegliendoci per una missione così sublime, Cristo non ci fa mai mancare la grazia e la gioia di seguirlo, sul Tabor come sulla via della Croce".

La Messa in "Cena Domini", iniziata alle 17:30 e presieduta dal Santo Padre, è stata, quest'anno, concelebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e dai Cardinali Roger Etchegaray ed Alfonso López Trujillo, nella Patriarcale Basilica Vaticana invece che nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale del Romano Pontefice.

Il Cardinale Sodano ed il Cardinale Etchegaray hanno compiuto il rito della lavanda dei piedi, lavando i piedi a dodici Presbiteri. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Papa un'offerta destinata agli indigeni ed ai meticci più poveri tra i poveri in America Latina e nei Caraibi.

Nell'omelia, Giovanni Paolo II ha detto: "Questa sera entriamo nella Pasqua di Cristo, che costituisce il momento drammatico e conclusivo, lungamente preparato ed atteso, dell'esistenza terrena del Verbo di Dio. Gesù è venuto tra di noi non per essere servito, ma per servire, ed ha assunto su di sé i drammi e le speranze degli uomini di tutti i tempi. Anticipando misticamente il sacrificio della Croce, nel Cenacolo ha voluto restare con noi sotto le specie del pane e del vino ed ha affidato agli Apostoli e ai loro successori la missione e il potere di perpetuarne la memoria viva ed efficace nel rito eucaristico".
GPII-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/… VIS 20020403 (510)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha sollevato il Vescovo Alphonse U Than Aung dal governo pastorale dell'Arcidiocesi di Mandalay (Myanmar), trasferendolo alla sede titolare di Cusira, con dignità arcivescovile.

- Ha nominato il Vescovo Charles Maung Bo, S.D.B., che è Vescovo di Pathein, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Mandalay (superficie: 212.407; popolazione: 15.000.000; cattolici: 21.681; sacerdoti: 31; religiosi: 128), Myanmar.

Ieri, 2 aprile, è stato reso noto che il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Calcutta (India), presentata dall'Arcivescovo Henry Sebastian D'Souza, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Lucas Sirkar, S.D.B., Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

Il 28 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Francisco Gil Hellín, finora Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Arcivescovo Metropolita di Burgos (superficie: 13.849; popolazione: 343.722; cattolici: 336.000; sacerdoti: 601; religiosi: 1.645; diaconi permanenti: 1), Spagna. L'Arcivescovo eletto è nato a Murcia (Spagna), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1964 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1996. L'Arcivescovo Gil Hellín succede all'Arcivescovo Santiago Martínez Acebes, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Stanislaw Gadecki, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Gniezno (Polonia), Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Poznan (superficie: 9.700; popolazione: 1.617.000; cattolici: 1.554.000; sacerdoti: 1.080; religiosi: 2.109), Polonia. L'Arcivescovo eletto è nato a Strzelno (Polonia) nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1973 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1992. L'Arcivescovo Gadecki succede all'Arcivescovo Juliusz Paetz, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Monsignor Zbigniew Kiernikowski, finora Rettore del Pontificio Istituto Polacco a Roma, Vescovo di Siedlce (superficie: 11.440; popolazione: 756.562; cattolici: 742.809; sacerdoti: 623; religiosi: 463), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1946 a Szamarzewo (Polonia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

- Ha nominato il Monsignor Zygmunt Zimowski, finora Officiale presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, Vescovo di Radom (superficie: 8.000; popolazione: 953.000; cattolici: 950.000; sacerdoti: 727; religiosi: 528), Polonia. Il Vescovo eletto è nato a Kupienin (Polonia), nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NER:RE/…/… VIS 20020403 (370)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI APRILE


CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2002 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera di Giovanni Paolo II per il mese di aprile è la seguente: "Perché nelle rapide e molteplici mutazioni in atto nel mondo contemporaneo sia valorizzato il ruolo della famiglia nella sua fondamentale vocazione di culla della vita e di scuola di fede e di valori".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché, sorrette dall'eroica testimonianza dei martiri del nostro tempo, le Comunità ecclesiali annuncino con coraggio sempre nuovo Gesù Cristo, Redentore dell'uomo".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/… VIS 20020403 (100)

martedì 2 aprile 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- Il Cardinale Adam Joseph Maida, Arcivescovo di Detroit (Stati Uniti d'America) e Superiore della Missione "sui iuris" di Cayman Islands (Isole Cayman).
- L'Arcivescovo Edgerton Roland Clarke, di Kingston in Jamaica (Giamaica).
- L'Arcivescovo Kelvin Edward Felix, di Castries (Santa Lucia).
- L'Arcivescovo Lawrence Aloysius Burke, S.I., di Nassau (Bahamas).
- L'Arcivescovo Edward Joseph Gilbert, C.SS.R., di Port of Spain (Trinidad & Tobago).
AL/…/… VIS 20020502 (100)

mercoledì 27 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Diego Rafael Padrón Sánchez, finora Vescovo di Maturín (Venezuela), Arcivescovo Metropolita di Cumaná (superficie: 6.162; popolazione: 505.864; cattolici: 480.000; sacerdoti: 35; religiosi: 53), Venezuela. L'Arcivescovo eletto è nato a Montalbán (Venezuela), nel 1939, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1963 e la consacrazione episcopale nel 1990.

- Ha nominato il Vescovo Emiliano Antonio Cisneros Martínez, O.A.R., finora Vescovo Prelato di Chota (Perù), Vescovo di Chachapoyas (superficie: 21.659; popolazione: 281.000; cattolici: 267.000; sacerdoti: 22; religiosi: 65), Perù.

- Ha nominato il Padre José Carmelo Martínez Lázaro, O.A.R., finora Superiore della Comunità e Vice-Parroco della Parrocchia di "Santa Rita de Casia", a Lima (Perù), Vescovo Prelato di Chota (superficie: 6.823; popolazione: 320.000; cattolici: 310.000; sacerdoti: 32; religiosi: 30), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Luezas (Spagna), nel 1954, ha emesso la professione perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha elevato l'Amministrazione Apostolica di Zakarpattia dei Latini a Diocesi di Mukacheve dei Latini (Ucraina), ed ha nominato primo Vescovo della nuova Diocesi il Vescovo Antal Majnek, O.F.M., finora Amministratore Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica.
NER:ECE/…/… VIS 20020327 (200)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/… VIS 20020327 (30)

INTERVENTO SANTA SEDE COMMISSIONE DIRITTI UMANI A GINEVRA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Diarmuid Martin, Osservatore Permanente della Santa Sede, è intervenuto ieri alla LVIII Sessione della Commissione dei Diritti Umani dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, in corso a Ginevra, dal 18 marzo al 26 aprile. Il suo discorso ha avuto come tema centrale il primo principio della Dichiarazione di Rio del 1992: "Gli esseri umani sono al centro dell'interesse relativo allo sviluppo sostenibile".

L'Arcivescovo Martin ha affermato che: "Sono le persone umane ad essere il fulcro di un'economia fondata sulla conoscenza. Le loro iniziative e abilità creative sono la forza innovativa e ispiratrice della moderna economia". Tuttavia, ha affermato ancora l'Osservatore Permanente, citando le parole di Giovanni Paolo II, "la triste realtà è che 'molte persone, forse la maggioranza oggi, non hanno i mezzi che li renderebbero capaci di occupare il loro posto in modo efficace e umanamente degno, nell'ambito di un sistema produttivo nel quale il lavoro è prioritario'".

L'Arcivescovo ha quindi ricordato che "la povertà oggi deve essere definita non semplicemente in termini di mancanza di entrate, ma più in termini di possibilità di esprimere con pienezza il potenziale umano che Dio ha donato ad ogni uomo e ad ogni donna. Combattere la povertà (…) significa promuovere il potenziale umano".

L'Arcivescovo Martin ha inoltre ribadito: "il diritto degli uomini ad essere in grado di realizzare pienamente le loro capacità", affermando che: "il conseguimento di questo diritto non è solo una comprensibile aspirazione umana, è prerequisito per lo sviluppo di una economia forte e moderna".
DELSS/SVILUPPO:DIRITTI UMANI/MARTIN VIS 20020327 (260)

PRESA DI POSSESSO CHIESA TITOLARE DEL CARDINALE ANGELINI


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato che domenica 7 aprile 2002, II di Pasqua, alle ore 9:45, il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, prenderà possesso del Titolo di Santo Spirito in Sassia, Diaconia elevata "pro hac vice" a Titolo Presbiterale, in Via dei Penitenzieri, 12.
OCL/TITOLO PRESBITERALE/ANGELINI VIS 20020327 (80)

SESSIONE PLENARIA ANNUALE PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Secondo quanto riportato in un Comunicato reso pubblico oggi, la Pontificia Commissione Biblica terrà la sua Sessione Plenaria Annuale dall'8 al 12 aprile prossimo, presso la "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano, sotto la presidenza del Cardinale Joseph Ratzinger, Presidente della Commissione. Il Padre Klemens Stock, S.J., Segretario Generale, dirigerà i lavori dell'Assemblea.

Si tratta della prima riunione della Pontificia Commissione Biblica dopo il rinnovo parziale dei suoi membri. Nel corso della riunione verrà affrontato un nuovo studio avente come tema il rapporto "Bibbia e morale". Una sottocommissione, presieduta dal Padre Stock, ha predisposto una bozza di lavoro che è stata inviata ai Membri e che servirà come base per la discussione assembleare.
COM-B/PLENARIA/RATZINGER VIS 20020327 (130)

UDIENZA GENERALE: INIZIO DOMANI DEL TRIDUO PASQUALE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Nell'udienza generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricordato che domani ha inizio il Triduo Pasquale "che ci farà rivivere l'evento centrale della nostra salvezza": la passione, morte e risurrezione di Cristo.

Il Giovedì Santo si commemora l'istituzione del sacerdozio ministeriale e dell'Eucaristia. "Nel sacramento dell'Eucaristia" - ha detto Giovanni Paolo II - Cristo "ha voluto così restare con noi, facendosi nostro nutrimento di salvezza".

Il Papa ha affermato che il giorno del Venerdì Santo "ripercorreremo i tragici sviluppi della passione del Redentore sino alla crocifissione sul Golgota. L'adorazione della Croce ci permetterà di comprendere più profondamente l'infinita misericordia di Dio. (…) Cammino, certo, difficile quello della Croce! Eppure, solo lì ci viene consegnato il Mistero della morte che dona la vita".

"Il clima raccolto e silenzioso del Sabato Santo ci offrirà, poi, l'occasione di attendere, pregando con Maria, l'evento glorioso della Resurrezione, pregustandone già l'intima gioia".

Il giorno di Pasqua - ha proseguito il Pontefice - "potremo comprendere e amare fino in fondo la Croce di Cristo: su di essa Cristo ha sconfitto per sempre il peccato e la morte!".

"Nel Triduo pasquale fisseremo lo sguardo, in maniera più intensa, sul volto di Cristo. Volto sofferente e agonizzante, che ci fa meglio comprendere la drammaticità degli eventi e delle situazioni che, anche in questi giorni, affliggono l'umanità".

Infine Giovanni Paolo II ha detto: "Nel Getsemani ci sentiremo in singolare sintonia con coloro che giacciono sotto il peso dell'angoscia e della solitudine. Meditando il processo a cui fu sottoposto Gesù, ricorderemo quanti sono perseguitati per la loro fede e a causa della giustizia. (…) Nell'ora suprema del sacrificio del Figlio di Dio, deporremo con fiducia ai piedi della Croce l'anelito che alberga nel cuore di tutti: il desiderio della pace!".
AG/TRIDUO PASQUALE/… VIS 20020327 (310)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Diego Rafael Padrón Sánchez, finora Vescovo di Maturín (Venezuela), Arcivescovo Metropolita di Cumaná (superficie: 6.162; popolazione: 505.864; cattolici: 480.000; sacerdoti: 35; religiosi: 53), Venezuela. L'Arcivescovo eletto è nato a Montalbán (Venezuela), nel 1939, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1963 e la consacrazione episcopale nel 1990.

- Ha nominato il Vescovo Emiliano Antonio Cisneros Martínez, O.A.R., finora Vescovo Prelato di Chota (Perù), Vescovo di Chachapoyas (superficie: 21.659; popolazione: 281.000; cattolici: 267.000; sacerdoti: 22; religiosi: 65), Perù.

- Ha nominato il Padre José Carmelo Martínez Lázaro, O.A.R., finora Superiore della Comunità e Vice-Parroco della Parrocchia di "Santa Rita de Casia", a Lima (Perù), Vescovo Prelato di Chota (superficie: 6.823; popolazione: 320.000; cattolici: 310.000; sacerdoti: 32; religiosi: 30), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Luezas (Spagna), nel 1954, ha emesso la professione perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Ha elevato l'Amministrazione Apostolica di Zakarpattia dei Latini a Diocesi di Mukacheve dei Latini (Ucraina), ed ha nominato primo Vescovo della nuova Diocesi il Vescovo Antal Majnek, O.F.M., finora Amministratore Apostolico della medesima circoscrizione ecclesiastica.
NER:ECE/…/… VIS 20020327 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/…/… VIS 20020327 (30)

INTERVENTO SANTA SEDE COMMISSIONE DIRITTI UMANI A GINEVRA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Diarmuid Martin, Osservatore Permanente della Santa Sede, è intervenuto ieri alla LVIII Sessione della Commissione dei Diritti Umani dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, in corso a Ginevra, dal 18 marzo al 26 aprile. Il suo discorso ha avuto come tema centrale il primo principio della Dichiarazione di Rio del 1992: "Gli esseri umani sono al centro dell'interesse relativo allo sviluppo sostenibile".

L'Arcivescovo Martin ha affermato che: "Sono le persone umane ad essere il fulcro di un'economia fondata sulla conoscenza. Le loro iniziative e abilità creative sono la forza innovativa e ispiratrice della moderna economia". Tuttavia, ha affermato ancora l'Osservatore Permanente, citando le parole di Giovanni Paolo II, "la triste realtà è che 'molte persone, forse la maggioranza oggi, non hanno i mezzi che li renderebbero capaci di occupare il loro posto in modo efficace e umanamente degno, nell'ambito di un sistema produttivo nel quale il lavoro è prioritario'".

L'Arcivescovo ha quindi ricordato che "la povertà oggi deve essere definita non semplicemente in termini di mancanza di entrate, ma più in termini di possibilità di esprimere con pienezza il potenziale umano che Dio ha donato ad ogni uomo e ad ogni donna. Combattere la povertà (…) significa promuovere il potenziale umano".

L'Arcivescovo Martin ha inoltre ribadito: "il diritto degli uomini ad essere in grado di realizzare pienamente le loro capacità", affermando che: "il conseguimento di questo diritto non è solo una comprensibile aspirazione umana, è prerequisito per lo sviluppo di una economia forte e moderna".
DELSS/SVILUPPO:DIRITTI UMANI/MARTIN VIS 20020327 (260)

PRESA DI POSSESSO CHIESA TITOLARE DEL CARDINALE ANGELINI

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, l'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato che domenica 7 aprile 2002, II di Pasqua, alle ore 9:45, il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, prenderà possesso del Titolo di Santo Spirito in Sassia, Diaconia elevata "pro hac vice" a Titolo Presbiterale, in Via dei Penitenzieri, 12.
OCL/TITOLO PRESBITERALE/ANGELINI VIS 20020327 (80)

SESSIONE PLENARIA ANNUALE PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Secondo quanto riportato in un Comunicato reso pubblico oggi, la Pontificia Commissione Biblica terrà la sua Sessione Plenaria Annuale dall'8 al 12 aprile prossimo, presso la "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano, sotto la presidenza del Cardinale Joseph Ratzinger, Presidente della Commissione. Il Padre Klemens Stock, S.J., Segretario Generale, dirigerà i lavori dell'Assemblea.

Si tratta della prima riunione della Pontificia Commissione Biblica dopo il rinnovo parziale dei suoi membri. Nel corso della riunione verrà affrontato un nuovo studio avente come tema il rapporto "Bibbia e morale". Una sottocommissione, presieduta dal Padre Stock, ha predisposto una bozza di lavoro che è stata inviata ai Membri e che servirà come base per la discussione assembleare.
COM-B/PLENARIA/RATZINGER VIS 20020327 (130)

UDIENZA GENERALE: INIZIO DOMANI DEL TRIDUO PASQUALE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2002 (VIS). Nell'udienza generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricordato che domani ha inizio il Triduo Pasquale "che ci farà rivivere l'evento centrale della nostra salvezza": la passione, morte e risurrezione di Cristo.

Il Giovedì Santo si commemora l'istituzione del sacerdozio ministeriale e dell'Eucaristia. "Nel sacramento dell'Eucaristia" - ha detto Giovanni Paolo II - Cristo "ha voluto così restare con noi, facendosi nostro nutrimento di salvezza".

Il Papa ha affermato che il giorno del Venerdì Santo "ripercorreremo i tragici sviluppi della passione del Redentore sino alla crocifissione sul Golgota. L'adorazione della Croce ci permetterà di comprendere più profondamente l'infinita misericordia di Dio. (…) Cammino, certo, difficile quello della Croce! Eppure, solo lì ci viene consegnato il Mistero della morte che dona la vita".

"Il clima raccolto e silenzioso del Sabato Santo ci offrirà, poi, l'occasione di attendere, pregando con Maria, l'evento glorioso della Resurrezione, pregustandone già l'intima gioia".

Il giorno di Pasqua - ha proseguito il Pontefice - "potremo comprendere e amare fino in fondo la Croce di Cristo: su di essa Cristo ha sconfitto per sempre il peccato e la morte!".

"Nel Triduo pasquale fisseremo lo sguardo, in maniera più intensa, sul volto di Cristo. Volto sofferente e agonizzante, che ci fa meglio comprendere la drammaticità degli eventi e delle situazioni che, anche in questi giorni, affliggono l'umanità".

Infine Giovanni Paolo II ha detto: "Nel Getsemani ci sentiremo in singolare sintonia con coloro che giacciono sotto il peso dell'angoscia e della solitudine. Meditando il processo a cui fu sottoposto Gesù, ricorderemo quanti sono perseguitati per la loro fede e a causa della giustizia. (…) Nell'ora suprema del sacrificio del Figlio di Dio, deporremo con fiducia ai piedi della Croce l'anelito che alberga nel cuore di tutti: il desiderio della pace!".
AG/TRIDUO PASQUALE/… VIS 20020327 (310)

martedì 26 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Ivo Scapolo, finora Consigliere di Nunziatura,


DIGNITA' PERSONA UMANA, VALORE CHIAVE DELLO SVILUPPO


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso pronunciato, il 21 marzo scorso, dall'Arcivescovo Renato Raffaele Martino, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, alla Conferenza Internazionale sul Finanziamento allo Sviluppo, tenutasi a Monterrey (Messico), dal 18 al 22 marzo.

L'Arcivescovo Martino ha sottolineato che obiettivo della Conferenza è stato quello di "individuare modi realistici e realizzabili di conseguire l'eliminazione della povertà ed il progresso della famiglia umana" ed ha ribadito che: "lo sviluppo è il primo e più importante problema da risolvere. Gli esseri umani sono al centro delle nostre preoccupazioni per uno sviluppo sostenibile".

"Nel mondo attuale, troppe famiglie" - ha affermato l'Osservatore Permanente - "sono costrette a preoccuparsi della loro sopravvivenza tanto da non poter permettersi il lusso di partecipare come attori al loro sviluppo; troppe persone sono costrette ad emigrare, troppi individui continuano ad essere oppressi dalla assoluta povertà e vivono in paesi dove il peso del debito rende impossibile accedere ai servizi sociali fondamentali. In questa prospettiva, il finanziamento dello sviluppo deve interessare tutti gli aspetti della vita, l'individuo, la famiglia, la comunità e il mondo".

L'Arcivescovo Martino ha inoltre ricordato che: "La Santa Sede si è costantemente preoccupata dello sviluppo sociale ed economico dei popoli del mondo e dei mezzi migliori per realizzarlo. (…) La Santa Sede è fermamente convinta che ogni sforzo compiuto in favore dello sviluppo deve tener conto delle diramazioni dell'attività economica e dei finanziamenti connessi, alla luce di una visione globale della persona umana. (…) La dignità umana deve essere il valore da cui non si può prescindere, quando si contempla il finanziamento allo sviluppo".

"Troppi individui" - ha concluso il Nunzio - "vivono vite senza speranza, con scarse opportunità di realizzare un futuro migliore per sé, per i loro figli e per le generazioni future. (…) La Famiglia delle Nazioni non può permettere che trascorra ancora un giorno, senza compiere autentici tentativi per realizzare obiettivi e realizzare progressi concreti nell'eliminazione della povertà, con tutta l'energia e la determinazione di cui è capace".
DELSS/SVILUPPO/MESSICO:MARTINO VIS 20020326 (360)

PONTIFICATO GIOVANNI PAOLO II SESTO PIU' LUNGO STORIA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2002 (VIS). Venerdì 29 marzo, il Pontificato di Giovanni Paolo II diverrà il sesto più lungo nella storia della Chiesa, compreso il Pontificato di Pietro. Giovanni Paolo II è il 264° Pontefice Romano. Eletto il 16 ottobre 1978, il suo Pontificato ha avuto ufficialmente inizio il 22 ottobre. Il 29 marzo sarà durato un giorno in più rispetto al Pontificato di Papa Pio VII (23 anni, 5 mesi e 6 giorni), secondo quanto riportato nell'Annuario Pontificio.

Solo il Pontificato di cinque Pontefici, compreso San Pietro, è durato più a lungo del Pontificato di Giovanni Paolo II. In ordine crescente, i Pontefici che hanno regnato più a lungo sono stati: Adriano I (23 anni, 10 mesi, 24 giorni); Pio VI (24 anni, 6 mesi, 7 giorni); Leone XIII (25 anni, 5 mesi); Pio IX (31 anni, 7 mesi, 21 giorni) e San Pietro (date non conosciute).
GPII-PONTIFICATO/SESTO PIÙ LUNGO/… VIS 20020326 (170)

ACCORDO SANTA SEDE E ALBANIA RELAZIONI RECIPROCHE

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2002 (VIS). Il 23 marzo scorso, a Tirana, è stato sottoscritto l'"Accordo fra la Santa Sede e la Repubblica di Albania sul regolamento delle relazioni reciproche". Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Giovanni Bulaitis, Nunzio Apostolico in Albania e per la Repubblica di Albania, il Signor Pandeli Majko, Primo Ministro.

Secondo quanto riportato in un Comunicato reso pubblico ieri sera, l'Arcivescovo Bulaitis "ha espresso la viva soddisfazione della Santa Sede e della Chiesa locale per la firma dell'Accordo, che, nel contesto della recente storia dell'Albania, può essere considerato come un evento storico. Da parte sua, il Signor Majko ha ringraziato la Santa Sede e la Chiesa locale per la speciale e costante sollecitudine verso il Paese e ha auspicato che l'Accordo rafforzi maggiormente i legami tra l'Albania e la Santa Sede".
…/ACCORDO SANTA SEDE:ALBANIA/BULAITIS VIS 20020326 (150)

lunedì 25 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Jhabua (superficie: 22.141; popolazione: 4.143.251; cattolici: 30.360; sacerdoti: 46; religiosi: 176), India, con territorio dismembrato dalle Diocesi di Indore e di Udaipur, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Bhopal ed ha nominato il Padre Chacko Thottumarickal, S.V.D., che è Provinciale dei Missionari Verbiti ad Indore (India), primo Vescovo della nuova Diocesi. Il Vescovo eletto è nato a Kalloorkad (India), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Ha nominato il Padre Antonio Palang, S.V.D., attuale Amministratore Apostolico del Vicariato di San Jose in Mindoro (Filippine), Vicario Apostolico del medesimo Vicariato. Il Vescovo eletto è nato a Concepción (Filippine), nel 1946 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972.
Sabato 23 marzo è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Domingo Díaz Martínez, finora Parroco e Vicario per la Pastorale nella Diocesi di Querétaro (Messico), Vescovo di Tuxpan (superficie: 18.850; popolazione: 2.000.000; cattolici: 1.300.000; sacerdoti: 77; religiosi: 68; diaconi permanenti: 3), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Bravo (Messico), nel 1948 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1977.

- Il Cardinale Paul Poupard, che è Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Suo Inviato Speciale per le celebrazioni conclusive del millennio della nascita di Papa San Leone IX, in programma a Eguisheim (Francia), il 23 giugno 2002.
ECE:NER:NA/…/… VIS 20020325 (240)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza l'Onorevole Jose de Venecia, Presidente della Camera dei Deputati delle Filippine, con la Consorte e Seguito.

Sabato 23 marzo, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/…/… VIS 20020325 (60)

INTERVENTO ARCIVESCOVO MARTIN CONFERENZA ONU RAZZISMO


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso che l'Arcivescovo Diarmuid Martin, Osservatore Permanente della Santa Sede, ha pronunciato il 22 marzo scorso, nell'ambito del dibattito sulla discriminazione razziale, alla 58a Sessione della Commissione sui Diritti Umani dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. L'incontro si svolge a Ginevra (Svizzera), dal 18 marzo al 26 aprile.

Il Nunzio ha osservato che: "Gli avvenimenti dell'anno trascorso hanno riportato la nostra attenzione sull'esigenza di dar forma ad una nuova visione, nel nostro mondo contemporaneo, della coesistenza fra gli individui, i popoli e le nazioni, ognuno con la propria cultura e la propria storia".

L'Arcivescovo ha proseguito affermando che: "La bancarotta morale del pregiudizio razziale e dell'animosità etnica', per usare le parole di Giovanni Paolo II, si possono definitivamente eliminare soltanto mediante uno sforzo consapevole di solidarietà e di riconoscimento dell'essenziale unità dell'unica famiglia umana. Il terrorismo è un affronto alla dignità umana e deve essere contrastato vigorosamente. La lotta contro il terrorismo è per definizione un diritto in favore della norma giuridica, dei rapporti fra gli individui e delle nazioni, fondati sul rispetto della dignità di ogni persona umana e sui diritti umani fondamentali".

In merito al problema del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e dell'intolleranza, l'Osservatore Permanente ha affermato che: "Ogni generazione deve dire 'no' al razzismo e costruire il suo 'sì' per ricercare la verità, la giustizia, la libertà e l'amore, in modo tale che i diritti inalienabili di ogni persona umana siano rispettati, ed ogni popolazione possa godere del diritto alla pace".
DELSS/RAZZISMO/GINEVRA:MARTIN VIS 20020325 (270)

"UNIV 2002": SERVIRE GLI ALTRI CON LO STUDIO ED IL LAVORO


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricevuto 4.000 studenti, provenienti da 30 diversi paesi, che partecipano al Congresso Universitario Internazionale "Univ 2002", che quest'anno ha per tema: "Studio, lavoro, servizio".

Il Papa ha detto ai giovani, che partecipano alle attività formative promosse dalla Prelatura dell'Opus Dei, che: "Lo studio e il lavoro presuppongono in effetti un atteggiamento personale di disponibilità e di dono di sé, che chiamiamo appunto servizio. (…) Con questa apertura ai fratelli ognuno di voi, cari giovani, perfeziona, grazie anche allo studio e al lavoro, aspetti fondamentali della propria missione".

"Quanto utili sono, al riguardo, gli insegnamenti del Beato Josemaría Escrivá, del quale quest'anno si celebra il centenario della nascita!" - ha esclamato il Pontefice - "Più volte egli amava sottolineare che nel Vangelo Gesù è conosciuto come 'carpentiere', anzi come 'il figlio del carpentiere'".

"'Tutta la dignità del lavoro" - ha continuato il Santo Padre, ricordando le parole del Beato Josemaría Escrivá - "'è fondata sull'amore'", affermando ancora che: "Quando, fedeli a questo itinerario spirituale, ci si applica seriamente allo studio e al lavoro, si diventa realmente il sale della terra e la luce del mondo", tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. "Si tratta di un cammino non facile, che non di rado è in contrasto con la mentalità di vostri coetanei. È certamente un andare controcorrente, rispetto a comportamenti e mode oggi dominanti".

Giovanni Paolo II ha quindi esortato gli studenti a resistere "alla tentazione della mediocrità e del conformismo. Solo così potrete fare della vita un dono e un servizio per l'umanità; soltanto in questo modo, contribuirete ad alleviare le ferite e le sofferenze dei tanti poveri ed emarginati ancora presenti in questo nostro mondo tecnologicamente avanzato".

"Perché tutto ciò sia possibile, occorre porre al primo posto la preghiera. (…) Siate ragazzi e ragazze di generosa attività, ma al tempo stesso di profonda contemplazione del mistero di Dio. Fate dell'Eucaristia il cuore della vostra giornata".
AC/…/UNIV 2002 VIS 20020325 (350)

RECITA DELL'ANGELUS CON I GIOVANI IN PIAZZA SAN PIETRO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2002 (VIS). Al termine della solenne celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Giovanni Paolo II ha recitato la preghiera dell'Angelus con i circa 30.000-40.000 giovani riuniti in una Piazza San Pietro inondata di sole, ma spazzata da un vento piuttosto freddo. Al termine della preghiera mariana, il Papa, indossando ancora i paramenti sacri, ha sorpreso i fedeli salendo sulla jeep papale bianca e facendo il giro della Piazza.

Nelle meditazioni di introduzione alla recita dell'Angelus, il Santo Padre ha detto: "Prima di concludere questa solenne Celebrazione, ci rivolgiamo a Maria Santissima, che sotto la croce del Figlio confermò il 'fiat' pronunciato all'annuncio dell'Angelo. Ci aiuti Lei a seguire fedelmente Gesù, sull'esempio di tanti fratelli e sorelle che hanno dato al Vangelo la suprema testimonianza del sangue. Penso, in particolare, ai missionari e alle missionarie martiri, di cui ricorre oggi in Italia l'annuale commemorazione. Questa coerenza e questo coraggio la Vergine ottenga in modo speciale a voi giovani, chiamati a compiere scelte fondamentali per la vostra vita".

Infine Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto in lingua francese, inglese, tedesca, spagnola, portoghese, polacca e italiana.
ANG/…/… VIS 20020325 (220)

IL PAPA AI GIOVANI: LA CROCE SIA VOSTRA SCUOLA DI SAPIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Papa ha presieduto la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore ed ha pronunciato l'omelia, mentre il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma, ha celebrato l'Eucaristia. Alla celebrazione hanno preso parte, in occasione della ricorrenza diocesana della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, giovani di Roma e di altre diocesi.

Prima della celebrazione della Santa Messa, il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi, e successivamente ha avuto luogo la processione dall'obelisco posto al centro della Piazza fino all'altare situato davanti alla Basilica di San Pietro. Il Santo Padre non ha partecipato alla processione a causa del persistere della sintomatologia dolorosa del ginocchio destro.

Nell'omelia Giovanni Paolo II ha sottolineato che la Croce è al centro della Liturgia odierna ed ha detto: "Voi, cari giovani, con la vostra attenta ed entusiastica partecipazione a questa solenne celebrazione, mostrate che non vi vergognate della Croce. Voi non temete la Croce di Cristo. Anzi, l'amate e la venerate, perché è il segno del Redentore morto e risorto per noi".

"Il racconto della Passione mette in luce la fedeltà di Cristo, in contrasto con l'umana infedeltà. (…) La vera forza dell'uomo si vede nella fedeltà con cui egli è capace di rendere testimonianza alla verità, resistendo a blandizie e minacce, ad incomprensioni e ricatti, e persino alla persecuzione dura e spietata". Per cui, ha aggiunto il Papa, "Solo se sarete disposti a fare questo, diventerete ciò che Gesù si attende da voi, e cioè 'sale della terra' e 'luce del mondo'", tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù.

Il Santo Padre ha esortato i giovani a non perdere "il vostro sapore di cristiani, il sapore del Vangelo! Mantenetelo vivo, meditando costantemente il mistero pasquale: la Croce sia la vostra scuola di sapienza. Di nient'altro vantatevi, se non di questa sublime cattedra di verità e di amore".

"Colui che avete scelto come Maestro" - ha concluso il Santo Padre - "non è un mercante d'illusioni, non è un potente di questo mondo, né un astuto e abile ragionatore. Voi sapete chi avete scelto di seguire: è il Crocifisso risorto! Cristo morto per voi, Cristo risorto per voi".
HML/DOMENICA PALME:GIOVANI/… VIS 20020325 (390)

LA VOSTRA PROFESSIONE MEDICA SI ISPIRI PERENNI VALORI ETICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto una Delegazione di Medici partecipanti al Congresso promosso dall'Organizzazione Mondiale di Gastroenterologia che intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della prevenzione del cancro dell'apparato digerente.

Nel ringraziare i medici per il loro impegno, il Santo Padre ha auspicato che la loro professione "si ispiri sempre ai perenni valori etici, che danno ad essa un solido fondamento".

Il Papa ha affermato che: "Non si può non essere contenti nel constatare la crescente disponibilità di risorse tecniche e farmacologiche, che consentono di individuare tempestivamente, nella maggior parte dei casi, i sintomi del cancro e di intervenire così con più rapidità ed efficacia" ed ha esortato i medici "a continuare con fiducia e tenacia sia nella ricerca che nella terapia, utilizzando le risorse scientifiche più avanzate".

"Certo" - ha sottolineato il Pontefice - "non si può dimenticare che l'uomo è un essere limitato e mortale. Occorre, pertanto, accostarsi al malato con quel sano realismo, che eviti di ingenerare in chi soffre l'illusione dell'onnipotenza della medicina. Ci sono limiti che non sono umanamente superabili; in questi casi bisogna saper accogliere con serenità la propria condizione umana, che il credente sa leggere alla luce della volontà divina".

Giovanni Paolo II ha quindi osservato che: "La complessità dell'essere umano esige poi che, prestandogli le cure necessarie, si tenga conto non soltanto del corpo, ma anche dello spirito. Sarebbe presuntuoso contare allora unicamente sulla tecnica. (…) Il concetto di salute, caro al pensiero cristiano, contrasta con una visione di essa che la riducesse a puro equilibrio psico-fisico. Tale visione, trascurando le dimensioni spirituali della persona, finirebbe per pregiudicarne il vero bene".

"Informare i cittadini con rispetto e verità" - ha concluso il Pontefice - "soprattutto quando si trovano in condizioni patologiche, costituisce una vera e propria missione per quanti si occupano della salute pubblica".
AC/MEDICINA:CANCRO/… VIS 20020325 (320)

venerdì 22 marzo 2002

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020322 (30)

PRESENTAZIONE DELL'EDITIO TYPICA DEL MISSALE ROMANUM


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della Terza Editio Typica del Missale Romanum, a cura del Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dell'Arcivescovo Francesco Pio Tamburrino, Segretario della medesima Congregazione.

Il Cardinale Medina Estévez ha affermato che la nuova edizione, successiva a quelle del 1970 e del 1975, ed il Decreto con il quale la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l'ha pubblicata, attesta l'approvazione del Santo Padre avvenuta il 10 aprile del 2000. "L'edizione che presentiamo" - ha detto il Cardinale - "è il risultato di una lunga opera di revisione e aggiornamento iniziata nel 1991 e proseguita nel 1996, anni nei quali il Dicastero ha celebrato le sue Assemblee Plenarie".

Si tratta, ha continuato il Porporato, di "una edizione (…) ufficiale, aggiornata, destinata alla celebrazione eucaristica in lingua latina e che costituisce la base immediata per le traduzioni nelle lingue nazionali".

"Il Decreto di promulgazione di questa terza edizione tipica, approvato dal Santo Padre, stabilisce la necessità di una revisione globale dei Messali finora in uso attraverso una nuova presentazione dei testi tradotti alla Santa Sede per la necessaria 'recognitio'", ha spiegato il Cardinale Prefetto.

Questa nuova edizione apporta alcuni ritocchi e novità nel testo della "Institutio Generalis", quella parte del Messale che costituisce un "direttorio sulla celebrazione eucaristica, con indicazioni di carattere teologico, liturgico, pastorale e spirituale".

Il Cardinale Medina Estévez ha inoltre segnalato che fra le novità più rilevanti va sottolineata quella "di aver allargato la possibilità di amministrare ai fedeli la comunione sotto le due specie", essendo, "competenza del Vescovo diocesano emanare per la sua diocesi norme" in merito. "Inoltre, il Vescovo diocesano può rimettere la facoltà a ciascun sacerdote, in quanto pastore di una particolare comunità, il giudizio sull'opportunità di distribuzione della comunione sotto le due specie, al di fuori dei casi segnalati nei quali viene sconsigliata".

È stato anche inserito un nuovo capitolo, il IX, sull'inculturazione liturgica, nel quale vengono ribaditi "i principi e i criteri da applicare quando una Conferenza dei Vescovi giudichi necessario introdurre nel Messale adattamenti al di là di quelli previsti dal Messale stesso". Il Prefetto del Dicastero ha quindi sottolineato che gli adattamenti "vanno considerati come particolari ed eccezionali" e devono venire incontro "al bene spirituale delle chiese particolari interessate, ferma restando la salvaguardia dell'unità sostanziale del Rito romano".

Infine, ha affermato ancora il Cardinale, sono state inserite nel "Calendarium Romanum generale" diverse celebrazioni distribuite durante l'anno e riguardanti nuovi santi e nuovi patroni; è stato aggiunto un nuovo Prefazio per i martiri; è stato arricchito di nuovi formulari il Comune della Beata Vergine Maria e tra le Messe votive, è stato inserito il formulario della Messa denominata "De Dei Misericordia".

L'Arcivescovo Tamburrino è intervenuto, a sua volta, su alcuni aspetti significativi della terza edizione tipica la quale, ha affermato, "ha tenuto conto di particolari adattamenti del Messale Romano, avvenuti negli ultimi trent'anni in molte Chiese locali mediante le traduzioni nelle lingue parlate e confermate dalla Santa Sede. In questo senso, il nuovo 'Missale Romanum' recepisce alcune istanze già ufficializzate nei Messali tradotti e rappresenta, sotto qualche aspetto, uno sviluppo del Rito Romano".
…/MESSALE ROMANO/MEDINA:TAMBURRINO VIS 20020322 (550)

MESSAGGIO DEL PAPA PER BICENTENARIO FRATELLI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha indirizzato un Messaggio ai Fratelli Cristiani, in occasione del XXIX Capitolo Generale e della celebrazione, quest'anno, del bicentenario della Congregazione, fondata in Irlanda dal Beato Edmund Ignatius Rice. Il Santo Padre ha avuto parole di apprezzamento, "a nome della Chiesa, per tutto ciò che i Fratelli Cristiani hanno compiuto a favore dell'educazione dei giovani, nel corso di due secoli".

Il Santo Padre ha osservato che la Congregazione fu fondata "in un'epoca di grandi rivolgimenti sociali in Europa e di grandi difficoltà nella nativa Irlanda di Edmund Rice". Nonostante fosse un'epoca di "povertà e di persecuzione", le "grandi tradizioni della vita cattolica irlandese (...) fiorirono in modo straordinario, quando Dio ispirò persone come Edmund Rice ad assumersi il compito dell'educazione dei giovani, altrimenti condannati alla povertà materiale, intellettuale, morale e spirituale, che avviliva non solo loro ma la società intera".

Il Papa ha aggiunto che il Beato Edmund "sostenne l'azione della Chiesa Cattolica che ha sempre posto l'educazione al centro della sua missione di predicazione del Vangelo".

"La fiamma della fede accesa dal vostro Fondatore brucia ancora con vivezza" - ha proseguito Giovanni Paolo II - "ed è ora vostro compito assicurarvi che tale 'fuoco sulla terra' sia creativo oggi, come lo fu nel passato. In un'epoca in cui molte culture sperimentano una crisi nella trasmissione dei valori morali e religiosi ai giovani, la missione educativa a voi affidata è più importante che mai. Tuttavia essa è anche più impegnativa, poiché l'attuale è un tempo, come osservò Papa Paolo VI, in cui le persone 'prestano ascolto più volentieri ad un testimone, che agli insegnanti, e se danno ascolto agli insegnanti, è perché essi sono testimoni'".
MESS/BICENTENARIO/FRATELLI CRISTIANI VIS 20020322 (290)

I CONGRESSI EUCARISTICI: ESPERIENZE DI FEDE E DI PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, con il Presidente, Cardinale Jozef Tomko, riuniti in questi giorni per programmare l'attività del Comitato.

Nel ringraziare i presenti per l'impegno profuso nel "promuovere in tutta la Chiesa il culto eucaristico", il Santo Padre ha affermato: "I Congressi Eucaristici costituiscono importanti esperienze di fede e di intensa preghiera, perché offrono a molti credenti l'opportunità di contemplare il volto di Cristo misteriosamente velato nel sacramento dell'Eucaristia".

"Voi ben sapete quanto importante sia la devozione eucaristica per la vita della Chiesa e per la diffusione del Vangelo. Nell'Eucaristia, infatti, è racchiuso il bene spirituale più prezioso della Comunità cristiana, cioè lo stesso Cristo, che sulla Croce si è immolato per la salvezza dell'umanità. Proseguite, dunque, con dedizione ed entusiasmo in questa vostra opera quanto mai apprezzata".
AC/CONGRESSI EUCARISTICI/TOMKO VIS 20020322 (160)

INCONTRO CON 20.000 GIOVANI PRELUDIO GIORNATA GIOVENTU'


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2002 (VIS). Ieri pomeriggio, in Piazza San Pietro, 20.000 giovani della Diocesi di Roma hanno incontrato il Papa in preparazione alla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, a livello diocesano, che si terrà la Domenica delle Palme in Piazza San Pietro ed alla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Toronto, il luglio prossimo. I giovani hanno affollato Piazza San Pietro per testimoniare la loro fede, con racconti delle loro esperienze, canti e preghiere.

L'incontro in Piazza San Pietro ha avuto inizio alle 17:30 ed il Santo Padre è apparso poco dopo le 18:00. Tra le testimonianze anche quella di due fratelli canadesi che hanno perso il padre l'11 settembre nell'attentato alle Twin Towers in New York City.

Il discorso del Papa è stato dedicato al tema della Giornata Mondiale della Gioventù, "Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo".

"Comprendo le vostre difficoltà", ha detto Giovanni Paolo II rivolgendosi ai giovani e alle giovani presenti. "Le molteplici proposte, che giungono da più parti alla vostra coscienza, non vi aiutano certo ad individuare con facilità" il disegno di vita che Cristo vi ha riservato. "Non è forse vero che alcuni vostri coetanei vivono come a momenti, scegliendo di volta in volta quello che può apparire più comodo? Ascoltatemi! Se non dedicate tempo alla preghiera e non vi lasciate aiutare da una guida spirituale, la confusione del mondo può persino giungere a soffocare la voce di Dio".

"Voi mi avete posto la seguente domanda: 'Cosa dobbiamo fare per essere sale della terra e luce del mondo?'. Per rispondere, dobbiamo ricordare anzitutto che Dio ha creato l'uomo a sua immagine, destinandolo a quella prima e fondamentale vocazione che è la comunione con Lui!".

"Proprio perché creati a immagine di Dio, abbiamo ricevuto da Lui anche quel grande dono che è la libertà. Se non è esercitata bene però, la libertà ci può condurre lontani da Dio. Può farci perdere la dignità di cui Egli ci ha rivestiti. Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato e della morte eterna".

"Giovani del nuovo millennio, non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Sottomettetevi unicamente a Cristo. (…) Scoprirete in tal modo che soltanto aderendo alla volontà di Dio possiamo essere luce del mondo e sale della terra!".

Al termine, dopo il discorso del Papa e la lettura del Vangelo, il gruppo di pattinatori che aveva aperto la cerimonia, ha acceso delle fiaccole sul sagrato della Basilica di San Pietro e successivamente è sceso fino nella piazza.
AC/CELEBRAZIONI GIORNATA GIOVENTÙ/… VIS 20020322 (460)

giovedì 21 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha trasferito il Vescovo Romulo Emiliani Sánchez, CMF, dall'ufficio di Vicario Apostolico di Darién in Panama, nominandolo Vescovo Ausiliare della Diocesi di San Pedro Sula (superficie: 8.465; popolazione: 1.500.000; cattolici: 1.000.000; sacerdoti: 88; religiosi: 184), Honduras.
NEA/…/EMILIANI VIS 20020321 (50)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
- L'Arcivescovo Joseph Chennoth, Nunzio Apostolico nella Repubblica Centroafricana e in Ciad.
- Il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AP/…/… VIS 20020321 (70)

CARDINALE HOYOS SUI PROBLEMI DI ABUSO SESSUALE E PEDOFILIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Nel corso della conferenza stampa di presentazione della "Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai sacerdoti per il Giovedì Santo 2002", il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha trattato dei problemi riguardanti l'abuso sessuale e la pedofilia.

Di seguito riportiamo per intero il suo intervento in merito:

"Con riguardo al problema degli abusi sessuali e casi di pedofilia, mi permetto di dare una sola ed unica risposta".

"Nell'ambiente di pansessualismo e libertinaggio sessuale creatosi nel mondo, alcuni preti, anch'essi uomini di questa cultura, hanno commesso il gravissimo delitto dell'abuso sessuale".

"Vorrei fare due rilievi:

"1. Non c'è ancora un'accurata statistica comparativa con riguardo ad altre professioni, medici, psichiatri, psicologi, educatori, sportivi, giornalisti, politici o ad altre categorie comuni, inclusi genitori e parenti. Da quel che sappiamo, risulta da uno studio ? tra gli altri ? pubblicato nel Libro del Professor Philip Jenkins della 'Pensylvania State University', che circa il 3% del clero americano avrebbe tendenze all'abuso dei minori e lo 0,3% del clero stesso sarebbe pedofilo".

"2. Nel momento in cui la morale sessuale cristiana e l'etica sessuale civile hanno sofferto un notevole rilassamento mondiale, paradossalmente ma anche fortunatamente, si è sviluppato, in non pochi paesi, un senso di rigetto ed una sensibilità congiunturale con riguardo alla pedofilia, con ripercussioni penali ed economiche per risarcimento di danni".

"Qual è l'atteggiamento della Chiesa Cattolica?"

"La Chiesa ha difeso sempre la morale pubblica ed il bene comune ed è intervenuta in difesa della santità di vita dei sacerdoti, stabilendo con le sue pene canoniche sanzioni per questi crimini".

"La Chiesa non ha mai trascurato il problema degli abusi sessuali soprattutto di Ministri sacri, non solo verso i fedeli in genere ma in specie verso i minori, per i quali è prioritario il compito di educare alla fede e al progetto morale cristiano (cfr. la storia delle Congregazioni dedite all'educazione e alla promozione umana).

"Già nel Codice di Diritto Canonico del 1917, il canone 2359, paragrafo 2, recitava: 'Si delictum admiserint contra sextum decalogi praeceptum cum minoribus infra aetatem sexdecim annorum (...) suspendantur, infames declarentur, quolibet officio, beneficio, dignitate, munere, si quod habeant, priventur, et in casibus gravioribus deponantur'".

"Nel Codice di Diritto Canonico riformato del 1983 c'è un riferimento preciso al nostro problema nel canone 1395, paragrafo 2 ('Il chierico che abbia commesso altri delitti contro il sesto precetto del Decalogo, se invero il delitto sia stato compiuto con un minore al di sotto dei 16 anni, sia punito con giuste pene, non esclusa la dimissione dallo stato clericale, se il caso lo comporti') e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali del 1990, nel canone 1435, paragrafo 1".

"Più recentemente il Santo Padre Giovanni Paolo II ha deplorato la gravità di questi comportamenti richiamando fermamente i Vescovi e i Sacerdoti alla vigilanza nella fedeltà all'impegno di esemplarità morale, sia scrivendo e parlando ai Vescovi degli Stati Uniti d'America, sia nell'Esortazione apostolica 'Ecclesia in Oceania' dove dichiara: 'In alcune parti dell'Oceania, abusi sessuali da parte di sacerdoti e di religiosi sono stati causa di grandi sofferenze e di danno spirituale per le vittime. È stato pure un grave danno alla vita della Chiesa ed è divenuto un ostacolo all'annuncio del Vangelo. I Padri del Sinodo hanno condannato ogni genere di abusi sessuali come pure ogni forma di abuso di potere, sia all'interno della Chiesa che più in generale nella società. L'abuso sessuale all'interno della Chiesa è una profonda contraddizione all'insegnamento ed alla testimonianza di Gesù Cristo. I Padri sinodali hanno espresso le loro scuse incondizionate alle vittime per il dolore e la delusione causati loro. La Chiesa in Oceania è alla ricerca di giuste procedure per rispondere alle lagnanze in tale ambito, ed è impegnata in modo inequivocabile nel provvedere alla cura compassionevole ed efficace per le vittime, le loro famiglie, l'intera comunità e i colpevoli stessi.' (n. 49)".

"Il Santo Padre poi ha pubblicato, il 30 aprile del 2001, la Lettera Apostolica 'Sacramentorum sanctitatis tutela' con le 'Normae de gravioribus delictis Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis' dove si riserva alla Congregazione per la Dottrina della Fede la competenza su una serie di gravi delitti contro la santità dei Sacramenti e contro la specifica missione educativa dei Ministri sacri verso i giovani, tra i quali la pedofilia".

"La Congregazione per la Dottrina della Fede, assumendo questa speciale competenza, ha inviato un'apposita lettera ai Vescovi di tutto il mondo e li accompagna nella presa di responsabilità davanti a fatti così gravi, sia per evitare il rischio di una qualche trascuratezza, sia per un maggior raccordo e coordinamento tra le Chiese locali e il centro di governo della Chiesa universale, al fine di ottenere un atteggiamento omogeneo da parte delle Chiese locali pur rispettando la diversità delle situazioni e delle persone".

"Con le vecchie norme, si poteva parlare di pedofilia se un chierico aveva un comportamento delittuoso di questo genere con un minore di meno di 16 anni. Ora questo limite di età è stato innalzato a 18 anni. Inoltre per questo tipo di delitto è stata prolungata la prescrizione a dieci anni ed è stato stabilito che scatti a partire dal compimento dei 18 anni della vittima a prescindere da quando abbia subito l'abuso".

"Nella normativa c'è anche un elemento, diciamo così, garantista. Serve ad allontanare i pericoli che vinca la cultura del sospetto. Si prevede un vero, regolare processo per accertare i fatti, per confermare le prove della colpevolezza davanti ad un tribunale. Certamente si insiste sulla rapidità del processo. Ma si insiste anche sulle indagini previe che permettono di prendere dei provvedimenti cautelativi che impediscano all'individuo sospettato di recare ulteriori danni".

"I provvedimenti ed i processi devono garantire la preservazione della santità della Chiesa, il bene comune ed i diritti e delle vittime e dei colpevoli".

"Le leggi della Chiesa sono serie e severe e sono concepite dentro la tradizione, già apostolica, di trattare le cose interne all'interno, il che non significa nell'ordine pubblico esterno, di sottrarsi a qualsiasi ordinamento civile vigente nei diversi paesi, salvo sempre il caso del sigillo sacramentale o del segreto vincolato all'esercizio del ministero episcopale ed al bene comune pastorale".
OP/ABUSI:PEDOFILIA/CASTRILLÓN HOYOS VIS 20020321 (1040)

LETTERA GIOVANNI PAOLO II AI SACERDOTI PER GIOVEDì SANTO 2002


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo della tradizionale Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai Sacerdoti per il Giovedì Santo 2002. Quest'anno il Messaggio ha per tema il Sacramento della Riconciliazione, la mancanza di pace nel mondo e i "peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del 'mysterium iniquitatis' che opera nel mondo".

La Lettera ai Sacerdoti, pubblicata in diverse lingue, è stata firmata dal Santo Padre in data 17 marzo, Quinta Domenica di Quaresima.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento di diciannove pagine:

"Nella gioiosa ri-meditazione di questo dono, vorrei quest'anno intrattenermi con voi su un aspetto della nostra missione, sul quale già l'anno scorso, in questa circostanza, richiamai la vostra attenzione. Ritengo che esso meriti di essere ulteriormente approfondito. Mi riferisco alla missione che il Signore ci ha dato di rappresentarlo non solo nel Sacrificio eucaristico, ma anche nel sacramento della Riconciliazione".

"Ci ricorda, a tal proposito, il Catechismo della Chiesa Cattolica: 'L'Eucaristia non può unirci a Cristo senza purificarci, nello stesso tempo, dai peccati commessi e preservarci da quelli futuri' (n. 1393) (…). 'L'Eucaristia - ci dice ancora il Catechismo - non è ordinata al perdono dei peccati mortali. Questo è proprio del sacramento della Riconciliazione. (…) 'chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione' (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1385)".

"Nel ricordare questa verità, sento il desiderio, miei cari Fratelli nel sacerdozio, di invitarvi caldamente, come ho già fatto lo scorso anno, a riscoprire personalmente e a far riscoprire la bellezza del sacramento della Riconciliazione. Esso per diversi motivi soffre da alcuni decenni di una certa crisi, alla quale più di una volta mi sono riferito, volendo che su di essa riflettesse perfino un Sinodo di Vescovi, le cui indicazioni ho poi raccolto nell'Esortazione apostolica 'Reconciliatio et paenitentia'. (…) Una tale riscoperta è sicuramente favorita dall'esigenza di comunicazione personale, oggi resa sempre più difficile dai ritmi frenetici della società tecnologica, ma proprio per questo sentita sempre di più come un bisogno vitale. Certo, a questo bisogno si può venire incontro in vari modi. Ma come non riconoscere che il sacramento della Riconciliazione, pur non confondendosi con le varie terapie di tipo psicologico, offre quasi per sovrabbondanza una risposta significativa anche a questa esigenza? Lo fa mettendo il penitente in rapporto con il cuore misericordioso di Dio attraverso il volto amico di un fratello".

"A tal proposito, desidero ribadire che la celebrazione personale è la forma ordinaria di amministrazione di questo Sacramento, e solo in 'casi di grave necessità', è legittimo ricorrere alla forma comunitaria con confessione e assoluzione collettiva. Sono ben note le condizioni richieste per tale genere di assoluzione, ricordando comunque che mai si è esonerati dalla successiva confessione individuale dei peccati gravi, che i fedeli devono impegnarsi a fare perché sia valida l'assoluzione (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, n.1483)".

"Collocati come siamo nelle realtà pastorali più diverse, ci può talvolta scoraggiare o demotivare il fatto che, alla vita sacramentale, tanti cristiani non solo non prestino la debita attenzione, ma spesso, quando si accostano ai Sacramenti, lo facciano in modo superficiale. (…) Il confessore non mancherà di valersi dell'incontro sacramentale per tentare di portare il penitente ad intravedere in qualche modo la condiscendenza misericordiosa di Dio, che a lui tende la sua mano non per colpirlo ma per salvarlo".

"Questo cammino della salvezza, espresso in modo così chiaro nell'episodio di Zaccheo, deve offrirci, carissimi Sacerdoti, l'orientamento per svolgere con sapiente equilibrio pastorale il nostro difficile compito nel ministero delle confessioni. Da sempre esso risente delle opposte spinte di due eccessi: il 'rigorismo' e il 'lassismo'. (…) Occorre essere sempre attenti a mantenere il giusto equilibrio per non incorrere in nessuno di questi due estremi. Il 'rigorismo' schiaccia e allontana. Il 'lassismo' diseduca ed illude".

"Di qui anche la necessità di 'una adeguata preparazione del confessore' alla celebrazione di questo Sacramento. (…) Facciamoci poi scrupolo di tenere veramente aggiornata la nostra formazione teologica, soprattutto in considerazione delle nuove sfide etiche, restando sempre ancorati al discernimento del magistero della Chiesa. Succede a volte, su nodi etici di attualità, che i fedeli escano dalla confessione con idee piuttosto confuse, anche perché 'non trovano nei confessori la stessa linea di giudizio'".

La Lettera termina con queste parole: "Carissimi Sacerdoti! Vogliate sentirmi particolarmente vicino a voi, mentre vi raccogliete intorno ai vostri Vescovi, in questo Giovedì Santo dell'anno 2002. Abbiamo tutti vissuto un rinnovato slancio ecclesiale all'alba del nuovo millennio, all'insegna del 'ripartire da Cristo'. Era desiderio di tutti che ciò coincidesse con un nuovo tempo di fraternità e di pace per l'intera umanità. Abbiamo visto invece scorrere nuovo sangue. Siamo stati ancora testimoni di guerre. Sentiamo con angoscia la tragedia della divisione e dell'odio che devastano i rapporti tra i popoli".

"In questo momento, inoltre, in quanto sacerdoti, noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del 'mysterium iniquitatis' che opera nel mondo. Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità. Mentre la Chiesa esprime la propria sollecitudine per le vittime e si sforza di rispondere secondo verità e giustizia ad ogni penosa situazione, noi tutti - coscienti dell'umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina - siamo chiamati ad abbracciare il 'mysterium Crucis' e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità. Dobbiamo pregare perché Dio, nella sua provvidenza, susciti nei cuori un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo che stanno alla base del ministero sacerdotale".
LIT/SACERDOTI:GIOVEDÌ SANTO/… VIS 20020321 (980)

RISCOPRIRE BELLEZZA DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, erano presenti il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e dell'Arcivescovo Csaba Ternyák, Segretario della medesima Congregazione, per la presentazione della "Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai sacerdoti per il Giovedì Santo 2002".

L'Arcivescovo Ternyák ha detto che la Lettera che il Santo Padre indirizza ai sacerdoti di tutto il mondo "ha come tema centrale il sacramento della riconciliazione, più precisamente, la confessione individuale. Forse può sorprendere che il Papa ritorni una seconda volta su un argomento già trattato l'anno scorso".

Il Cardinale Castrillón ha sottolineato tre aspetti del contenuto della Lettera. Il primo è "l'intima connessione del sacramento della Riconciliazione con l'Eucaristia 'fonte ed apice di tutta la vita cristiana'". Ribadendo che l'Eucaristia "non è ordinata al perdono dei peccati mortali, la Lettera richiama l'importanza per ogni sacerdote di scoprire e far riscoprire a tutti la ricchezza del Perdono di Dio".

In secondo luogo, ha proseguito il Cardinale Prefetto, "si afferma che la confessione sacramentale è uno specialissimo colloquio personale e salvifico dell'uomo con Cristo che perdona. Se molti hanno perso la dimensione del bene e del male, è perché hanno smarrito il senso di Dio, interpretando la colpa soprattutto secondo prospettive psicologiche e sociologiche".

"È necessario" - ha detto ancora il Cardinale Castrillón - "che l'annuncio della riconciliazione, il cammino di conversione e la stessa celebrazione del sacramento possano maggiormente risplendere e toccare l'intimo del cuore umano. (…) I sacerdoti sanno che si è buoni confessori se si è umili ed assidui penitenti".

La Lettera presenta infine "l'icona biblica dell'incontro di Gesù con Zaccheo, mirabile manifestazione" - ha affermato il Cardinale Prefetto - "della misericordia divina che previene e conduce l'uomo penitente ad una sincera conversione esistenziale: ad aprirsi all'amore, alla riparazione del male compiuto ed ad un proposito fermo di vita nuova".

In merito al problema dei gravi scandali che hanno in questi giorni interessato alcuni sacerdoti, in vari paesi, il Cardinale Castrillón ha affermato che: "Il Santo Padre esprime la sollecitudine di tutta la Chiesa per le vittime di queste penose situazioni e rivolge l'invito a tutti i sacerdoti a fidarsi della potenza sanatrice della grazia, ad abbracciare il 'misterium Crucis' e ad impegnarsi ulteriormente nella ricerca della santità".
OP/LETTERA SACERDOTI/CASTRILLÓN:TERNYÁK VIS 20020321 (390)

mercoledì 20 marzo 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Julián López Martín, finora Vescovo di Ciudad Rodrigo (Spagna), Vescovo di León (superficie: 9.620; popolazione: 319.104; cattolici: 316.504; sacerdoti: 467; religiosi: 1.018; diaconi permanenti: 2), Spagna. Il Vescovo López Martín succede al Vescovo Antonio Vilaplana Molina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Félix Lázaro, Sch.P, finora Decano del "Colegio de Artes y Humanidades" e Professore di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Porto Rico, Vescovo Coadiutore di Ponce (superficie: 2.045; popolazione: 604.210; cattolici: 483.000; sacerdoti: 116; religiosi: 277; diaconi permanenti: 71), Porto Rico. Il Vescovo eletto è nato a Logroño (Spagna) nel 1936 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1961.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), presentata dal Vescovo João d'Ávila Moreira Lima, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Jozef De Kesel, finora Vicario Episcopale per la formazione teologica e pastorale della Diocesi di Gand (Belgio), Vescovo Ausiliare di Malines-Bruxelles (superficie: 3.700; popolazione: 2.514.185; cattolici: 1.800.000; sacerdoti: 2.120; religiosi: 4.908; diaconi permanenti: 101), Belgio. Il Vescovo eletto è nato a Gand (Belgio) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Luc De Hovre e del Vescovo Paul Lanneau all'ufficio di Ausiliari dell'Arcidiocesi di Malines-Bruxelles, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NEC:NEA/…/… VIS 20020320 (270)

TESTI MEDITAZIONI VIA CRUCIS PREPARATA DA 14 GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Quest'anno i testi delle meditazioni per la Via Crucis che il Santo Padre presiede al Colosseo la sera del Venerdì Santo, sono stati preparati da 14 giornalisti che si occupano di informazione dal Vaticano, accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede.

Questi i loro nomi: John M. Thavis, Stati Uniti d'America; Alexej M. Bukalov, Russia; Henri Tincq, Francia; Gregory Burke, Stati Uniti d'America; Angel Gómez Fuentes, Spagna; Erich B. Kusch, Germania; Hiroshi Miyahira, Giappone; Jacek Moskwa, Polonia; Marina Ricci, Italia; Aura Miguel Vistas, Portogallo; Luigi Accattoli, Italia; Sophie De Ravinel, Francia; Valentina Alazraki, Messico; Marie Czernin, Germania.
…/MEDITAZIONI:VIA CRUCIS/… VIS 20020320 (120)

UDIENZA GENERALE: GIOIA E SPERANZA DEGLI UMILI E' IN DIO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2002 (VIS). Tema della catechesi di Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, è stato il Primo Libro di Samuele - "La gioia e la speranza degli umili è in Dio" - nel quale una donna sterile, Anna, dà alla luce, per grazia di Dio, il figlio Samuele, ed intona un inno di lode al Signore dopo avergli offerto il suo bambino.

Il canto di ringraziamento di Anna sarà ripreso da Maria, "che, rimanendo vergine, genererà per opera dello Spirito Santo", per cui, ha detto il Papa, il canto è chiamato "il Magnificat dell'Antico Testamento".

Nell'inno di ringraziamento di Anna, il Papa sottolinea in particolare due aspetti. "Il primo dominerà anche nel Magnificat di Maria ed è il ribaltamento delle sorti operato da Dio. I forti sono umiliati, i deboli 'rivestiti di vigore'; i sazi vanno in cerca disperata di cibo e gli affamati si assidono ad un banchetto sontuoso. (…) È una professione di fede pronunziata dalle due madri nei confronti del Signore della storia, che si schiera a difesa degli ultimi, dei miseri e infelici, degli offesi e umiliati".

"L'altro tema che vogliamo mettere in luce" - ha proseguito il Pontefice - "si collega ancora di più alla figura di Anna: 'La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita'. Il Signore che ribalta i destini è anche colui che è alla radice della vita e della morte. (…) Si apre, così, un orizzonte quasi 'pasquale' di risurrezione. Canterà Isaia: 'Di nuovo vivranno i tuoi morti, risorgeranno i loro cadaveri. Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nella polvere, perché la tua rugiada è rugiada luminosa; la terra darà alla luce le ombre".

Nelle parole di saluto rivolte ai pellegrini di lingua italiana presenti all'Udienza, il Santo Padre ha ricordato il Professor Marco Biagi "barbaramente ucciso ieri sera a Bologna sotto la sua casa, al rientro dal lavoro. Mentre esprimo ai familiari la mia spirituale vicinanza in questo tragico momento di dolore, elevo al Signore la mia preghiera di suffragio per l'anima del defunto economista. Nel deplorare con ogni fermezza questa nuova manifestazione di insensata violenza, auspico che si affermi nella cara Nazione italiana un clima di intesa fra le parti sociali, per una pacifica soluzione dei problemi in atto".
AG/PRIMO LIBRO SAMUELE/… VIS 20020320 (400)
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