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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 16 novembre 2012

MESSAGGIO DEL PAPA PER XXVIII GIORNATA MONDIALE GIOVENTǕ

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). "Andate e fate discepoli tutti i popoli!" è il titolo del Messaggio del Santo Padre in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù 2013, che si terrà a Rio de Janeiro (Brasile) il prossimo luglio 2013. Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio.

"Desidero anzitutto rinnovarvi l’invito a partecipare a questo importante appuntamento. La celebre statua del Cristo Redentore, che domina quella bella città brasiliana, ne sarà il simbolo eloquente: le sue braccia aperte sono il segno dell’accoglienza che il Signore riserverà a tutti coloro che verranno a Lui e il suo cuore raffigura l’immenso amore che Egli ha per ciascuno e per ciascuna di voi. Lasciatevi attrarre da Lui! Vivete questa esperienza di incontro con Cristo, insieme ai tanti altri giovani che convergeranno a Rio per il prossimo incontro mondiale! Lasciatevi amare da Lui e sarete i testimoni di cui il mondo ha bisogno".

1. Una chiamata pressante

"La storia ci ha mostrato quanti giovani, attraverso il dono generoso di se stessi, hanno contribuito grandemente al Regno di Dio e allo sviluppo di questo mondo, annunciando il Vangelo. Con grande entusiasmo, essi hanno portato la Buona Notizia dell’Amore di Dio manifestato in Cristo, con mezzi e possibilità ben inferiori a quelli di cui disponiamo al giorno d’oggi (...) Oggi non pochi giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono chiarezza nel loro cammino. Più in generale, di fronte alle difficoltà del mondo contemporaneo, molti si chiedono: io che cosa posso fare? La luce della fede illumina questa oscurità, ci fa comprendere che ogni esistenza ha un valore inestimabile, perché frutto dell’amore di Dio. Egli ama anche chi si è allontanato da Lui o lo ha dimenticato: ha pazienza e attende; anzi, ha donato il suo Figlio, morto e risorto, per liberarci radicalmente dal male. E Cristo ha inviato i suoi discepoli per portare a tutti i popoli questo annuncio gioioso di salvezza e di vita nuova".

La Chiesa, nel continuare questa missione di evangelizzazione, conta anche su di voi. Cari giovani, voi siete i primi missionari tra i vostri coetanei! Alla fine del Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui quest’anno celebriamo il 50° anniversario, il Servo di Dio Paolo VI consegnò ai giovani e alle giovani del mondo un Messaggio che (...) concludeva con un appello: “Costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale” (...) Questo invito è di grande attualità. Stiamo attraversando un periodo storico molto particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite di interazione tra uomini e tra popolazioni, ma la globalizzazione di queste relazioni sarà positiva e farà crescere il mondo in umanità solo se sarà fondata non sul materialismo ma sull’amore, l’unica realtà capace di colmare il cuore di ciascuno e di unire le persone. Dio è amore. L’uomo che dimentica Dio è senza speranza e diventa incapace di amare il suo simile. Per questo è urgente testimoniare la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi".

2. Diventate discepoli di Cristo

Questa chiamata missionaria vi viene rivolta anche per un’altra ragione: è necessaria per il nostro cammino di fede personale(...) Annunciando il Vangelo voi stessi crescete nel radicarvi sempre più profondamente in Cristo, diventate cristiani maturi. L’impegno missionario è una dimensione essenziale della fede: non si è veri credenti senza evangelizzare (...)Ma che cosa vuol dire essere missionari? Significa anzitutto essere discepoli di Cristo, ascoltare sempre di nuovo l’invito a seguirlo, l’invito a guardare a Lui (...)Vi consiglio di fare memoria dei doni ricevuti da Dio per trasmetterli a vostra volta. Imparate a rileggere la vostra storia personale, prendete coscienza anche della meravigliosa eredità delle generazioni che vi hanno preceduto (...) Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. L’essere missionari presuppone la conoscenza di questo patrimonio ricevuto, che è la fede della Chiesa: è necessario conoscere ciò in cui si crede, per poterlo annunciare”

3. Andate!

Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione con questo mandato: 'Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato'. Evangelizzare significa portare ad altri la Buona Notizia della salvezza e questa Buona Notizia è una persona: Gesù Cristo (...)Più conosciamo Cristo, più desideriamo annunciarlo. Più parliamo con Lui, più desideriamo parlare di Lui. Più ne siamo conquistati, più desideriamo condurre gli altri a Lui (...)È dunque lo Spirito d’amore l’anima della missione: ci spinge ad uscire da noi stessi, per “andare” ed evangelizzare. Cari giovani, lasciatevi condurre dalla forza dell’amore di Dio, lasciate che questo amore vinca la tendenza a chiudersi nel proprio mondo, nei propri problemi, nelle proprie abitudini”.

4.Raggiungete tutti i popoli.

Cristo risorto ha mandato i suoi discepoli a testimoniare la sua presenza salvifica a tutti i popoli, perché Dio nel suo amore sovrabbondante, vuole che tutti siano salvi e nessuno sia perduto. Cari amici, volgete gli occhi e guardate intorno a voi (...). I 'popoli' ai quali siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero. L’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti della nostra vita, senza alcun limite (..)Vorrei sottolineare due campi in cui il vostro impegno missionario deve farsi ancora più attento. Il primo è quello delle comunicazioni sociali, in particolare il mondo di internet. (...) A voi, giovani, che quasi spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di comunicazione, spetta in particolare il compito della evangelizzazione di questo “continente digitale (...)Il secondo ambito è quello della mobilità. Oggi sono sempre più numerosi i giovani che viaggiano, sia per motivi di studio o di lavoro, sia per divertimento. Ma penso anche a tutti i movimenti migratori, con cui milioni di persone, spesso giovani, si trasferiscono e cambiano Regione o Paese per motivi economici o sociali. Anche questi fenomeni possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del Vangelo".

5. Fate discepoli!

L’annuncio di Cristo non passa solamente attraverso le parole, ma deve coinvolgere tutta la vita e tradursi in gesti di amore. L’essere evangelizzatori nasce dall’amore che Cristo ha infuso in noi; il nostro amore, quindi, deve conformarsi sempre di più al suo. Come il buon Samaritano, dobbiamo essere sempre attenti a chi incontriamo, saper ascoltare, comprendere, aiutare, per condurre chi è alla ricerca della verità e del senso della vita alla casa di Dio che è la Chiesa, dove c’è speranza e salvezza (...)I mezzi che abbiamo per “fare discepoli” sono principalmente il Battesimo e la catechesi. Ciò significa che dobbiamo condurre le persone che stiamo evangelizzando a incontrare Cristo vivente, in particolare nella sua Parola e nei Sacramenti: così potranno credere in Lui, conosceranno Dio e vivranno della sua grazia (...)Invocate lo Spirito Santo: Egli vi guiderà ad entrare sempre più nella conoscenza e nell’amore di Cristo e vi renderà creativi nel trasmettere il Vangelo"

6.Saldi nella fede

Quando vi sentite inadeguati, incapaci, deboli nell’annunciare e testimoniare la fede, non abbiate timore. L’evangelizzazione non è una nostra iniziativa e non dipende anzitutto dai nostri talenti, ma è una risposta fiduciosa e obbediente alla chiamata di Dio, e perciò si basa non sulla nostra forza, ma sulla sua. (...) Per questo vi invito a radicarvi nella preghiera e nei Sacramenti. L’evangelizzazione autentica nasce sempre dalla preghiera ed è sostenuta da essa: dobbiamo prima parlare con Dio per poter parlare di Dio (...)Sappiate trovare nell’Eucaristia la sorgente della vostra vita di fede e della vostra testimonianza cristiana (...). Ricorrete frequentemente al Sacramento della Riconciliazione. (...) E non esitate a ricevere il Sacramento della Confermazione o Cresima (...) Con l’Eucaristia, esso è il Sacramento della missione, perché ci dona la forza e l’amore dello Spirito Santo per professare senza paura la fede. Vi incoraggio inoltre a praticare l’adorazione eucaristica (...)Se seguirete questo cammino, Cristo stesso vi donerà la capacità di essere pienamente fedeli alla sua Parola e di testimoniarlo con lealtà e coraggio. A volte sarete chiamati a dare prova di perseveranza, in particolare quando la Parola di Dio susciterà chiusure od opposizioni. In certe regioni del mondo, alcuni di voi vivono la sofferenza di non poter testimoniare pubblicamente la fede in Cristo, per mancanza di libertà religiosa. E c’è chi ha già pagato anche con la vita il prezzo della propria appartenenza alla Chiesa. Vi incoraggio a restare saldi nella fede, sicuri che Cristo è accanto a voi in ogni prova".

7. Con tutta la Chiesa.

Per restare saldi nella confessione della fede cristiana là dove siete inviati, avete bisogno della Chiesa. Nessuno può essere testimone del Vangelo da solo. Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione insieme (...) È dunque sempre come membri della comunità cristiana che noi offriamo la nostra testimonianza, e la nostra missione è resa feconda dalla comunione che viviamo nella Chiesa: dall’unità e dall’amore che abbiamo gli uni per gli altri ci riconosceranno come discepoli di Cristo”.

8.”Eccomi, Signore”!

In conclusione, cari giovani, vorrei invitarvi ad ascoltare nel profondo di voi stessi la chiamata di Gesù ad annunciare il suo Vangelo. Come mostra la grande statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il suo cuore è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le braccia di Gesù! Andate a testimoniare il suo amore, siate i nuovi missionari animati dall’amore e dall’accoglienza! (...)La Chiesa ha fiducia in voi e vi è profondamente grata per la gioia e il dinamismo che portate: usate i vostri talenti con generosità al servizio dell’annuncio del Vangelo! Sappiamo che lo Spirito Santo si dona a coloro che, in umiltà di cuore, si rendono disponibili a tale annuncio (...) Questo appello, che rivolgo ai giovani di tutta la terra, assume un rilievo particolare per voi, cari giovani dell’America Latina! Infatti, alla V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano che si è svolta ad Aparecida nel 2007, i Vescovi hanno lanciato una 'missione continentale'. E i giovani, che in quel continente costituiscono la maggioranza della popolazione, rappresentano una forza importante e preziosa per la Chiesa e per la società (...)Trasmettete ai vostri coetanei del mondo intero l’entusiasmo della vostra fede!".


UDIENZE

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris con i Vescovi Ausiliari:

- Il Vescovo Jérôme Beau, di Privata.
- Il Vescovo Eric de Moulins-Beaufort.
- Il Vescovo Renauld de Dinechin.
- Il Vescovo Michel Santier, di Créteil.

- Il Vescovo Michel Dubost, C.I.M., di Evry-Corbeil-Essonnes.

- Il Vescovo Jean-Yves Nahmias, di Meaux.

- Il Vescovo Gérard Daucourt, di Nanterre.

- Il Vescovo Pascal Delannoy, di Saint-Denis.

- Il Vescovo Eric Aumonier, di Versailles.

- Il Vescovo Luc Ravel, C.R.S.V., Ordinario Militare.

- Il Vescovo Grégoire Ghabroyan, Vescovo di Sainte-Croix de Paris degli Armeni; Visitatore Apostolico per i fedeli Armeni cattolici residenti in Europa Occidentale sprovvisti di Ordinario proprio.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà l'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

ALTRI ATTI PONTFICI

Città del Vaticano, 16 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Javier Salinas Viñals, Vescovo di Mallorca (superficie: 3.689; popolazione: 361.000; cattolici: 668.810; sacerdoti: 333; religiosi: 948; diaconi permanenti: 11), Spagna. È stato finora Vescovo di Tortosa (Spagna).

giovedì 15 novembre 2012

META DELL'ECUMENISMO È L'UNITÀ DEI CRISTIANI DIVISI

Città del Vaticano, 15 novembre 2012 (VIS). Gli stretti legami che esistono tra il compito dell'evangelizzazione e il superamento delle divisioni esistenti fra i cristiani è stato il tema centrale del discorso che il Santo Padre ha rivolto questa mattina ai membri e consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in occasione dell'assemblea plenaria dedicata al tema: "L'importanza dell'ecumenismo per la nuova evangelizzazione".

Non si può perseguire un autentico cammino ecumenico, ha detto il Papa "ignorando la crisi di fede che stanno attraversando vaste regioni del pianeta, tra cui quelle che per prime accolsero l’annuncio del Vangelo e dove la vita cristiana è stata per secoli fiorente. D’altra parte, non possono essere ignorati i numerosi segni che attestano il permanere di un bisogno di spiritualità, che si manifesta in diversi modi. La povertà spirituale di molti dei nostri contemporanei, che non percepiscono più come privazione l’assenza di Dio dalla loro vita, rappresenta una sfida per tutti i cristiani".

"In questo contesto, a noi credenti in Cristo viene chiesto di ritornare all’essenziale, al cuore della nostra fede, per rendere insieme testimonianza al mondo del Dio vivente (...) Non dobbiamo dimenticare ciò che ci unisce, cioè la fede in Dio, Padre e Creatore, che si è rivelato nel Figlio Gesù Cristo, effondendo lo Spirito che vivifica e santifica. Questa è la fede del Battesimo che abbiamo ricevuto ed è la fede che, nella speranza e nella carità, possiamo insieme professare".

"Alla luce della priorità della fede si comprende anche l’importanza dei dialoghi teologici e delle conversazioni con le Chiese e Comunità ecclesiali in cui la Chiesa cattolica è impegnata. Anche quando non si intravede, in un immediato futuro, la possibilità del ristabilimento della piena comunione, essi permettono di cogliere, insieme a resistenze e ostacoli, anche ricchezze di esperienze, di vita spirituale e di riflessioni teologiche, che diventano stimolo per una sempre più profonda testimonianza".

La meta dell’ecumenismo, ha sottolineato Benedetto XVI è "l’unità visibile tra i cristiani divisi". Per perseguire tale obiettivo noi dobbiamo impegnarci "con tutte le nostre forze, ma dobbiamo anche riconoscere che, in ultima analisi, questa unità è dono di Dio, può venire solamente dal Padre mediante il Figlio, perché la Chiesa è la sua Chiesa. In questa prospettiva, appare l’importanza di invocare l’unità visibile dal Signore, ma emerge anche come la ricerca di tale meta sia rilevante per la nuova evangelizzazione".

"Il fatto di camminare insieme verso questo traguardo è una realtà positiva, a condizione, però, che le Chiese e Comunità ecclesiali non si fermino lungo la strada, accettando le diversità contraddittorie come qualcosa di normale o come il meglio che si possa ottenere. È invece nella piena comunione nella fede, nei sacramenti e nel ministero, che si renderà evidente in modo concreto la forza presente ed operante di Dio nel mondo".

"L’unità è, da un lato, frutto della fede e, dall’altro, un mezzo e quasi un presupposto per annunciare in modo sempre più credibile la fede a coloro che non conoscono ancora il Salvatore o che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, hanno quasi dimenticato questo dono prezioso. Il vero ecumenismo, riconoscendo il primato dell’azione divina, esige innanzitutto pazienza, umiltà, abbandono alla volontà del Signore. Alla fine, ecumenismo e nuova evangelizzazione richiedono entrambi il dinamismo della conversione, inteso come sincera volontà di seguire Cristo e di aderire pienamente alla volontà del Padre".

UDIENZE

Città del Vaticano, 15 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Thierry Jordan, di Reims.

- Il Vescovo Jean-Luc Bouilleret, di Amiens.

- Il Vescovo Jacques Benoit-Gonnin, di Beauvais.

- Il Vescovo Gilbert Louis, di Châlons.

- Il Vescovo Philippe Gueneley, di Langres.

Il Vescovo Hervé Giraud, di Soissons.

- Il VEscovo Marc Stenger, di Troyes.

- L'Arcivescovo Laurent Ulrich, di Lille, con l'Ausiliare Vescovo Gérard Coliche.

- Il Vescovo Jean-Paul Jaeger, di Arras.

- L'Arcivescovo François Garnier, di Cambrai.

Nella giornata di ieri, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre si è intrattenuto a colloquio con l'ex primo ministro libanese, Signor Saad Hariri, in visita da ieri in Vaticano. Successivamente il Signor Hariri ha avuto un incontro anche con il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti.

mercoledì 14 novembre 2012

TRE VIE PER ARRIVARE ALLA CONOSCENZA DI DIO: IL MONDO, L'UOMO E LA FEDE

Città del Vaticano, 14 novembre 2012 (VIS). Tre vie per arrivare alla conoscenza di Dio: il mondo, l'essere umano e la fede, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

"Vorrei ricordare (...) - ha detto il Santo Padre - che l’iniziativa di Dio precede sempre ogni iniziativa dell’uomo e, anche nel cammino verso di Lui, è Lui per primo che ci illumina, ci orienta e ci guida, rispettando sempre la nostra libertà. (...) Dio (...) non si stanca di cercarci, è fedele all’uomo che ha creato e redento, rimane vicino alla nostra vita, perché ci ama. È questa una certezza che ci deve accompagnare ogni giorno (...)".

"Oggi, lo sappiamo, non mancano le difficoltà e le prove per la fede, spesso poco compresa, contestata, rifiutata. (...) Nel passato, in Occidente, in una società ritenuta cristiana, la fede era l’ambiente in cui si muoveva; il riferimento e l’adesione a Dio erano, per la maggioranza della gente, parte della vita quotidiana. Piuttosto era colui che non credeva a dover giustificare la propria incredulità. Nel nostro mondo, la situazione è cambiata e sempre di più il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede. (...) Nei nostri tempi si è verificato un fenomeno particolarmente pericoloso per la fede: c’è infatti una forma di ateismo che definiamo, appunto, 'pratico', nel quale non si negano le verità della fede o i riti religiosi, ma semplicemente si ritengono irrilevanti per l’esistenza quotidiana, staccati dalla vita, inutili. Spesso, allora, si crede in Dio in modo superficiale, e si vive 'come se Dio non esistesse'. (...) Alla fine, però, questo modo di vivere risulta ancora più distruttivo, perché porta all’indifferenza verso la fede e verso la questione di Dio".

"In realtà, l’uomo, separato da Dio, è ridotto a una sola dimensione, quella orizzontale, e proprio questo riduzionismo è una delle cause fondamentali dei totalitarismi che hanno avuto conseguenze tragiche nel secolo scorso, come pure della crisi di valori che vediamo nella realtà attuale. Oscurando il riferimento a Dio, si è oscurato anche l’orizzonte etico".

"Di fronte a questo quadro, la Chiesa, fedele al mandato di Cristo, non cessa mai di affermare la verità sull’uomo e sul suo destino. (...) Quali risposte, allora è chiamata a dare la fede, con 'dolcezza e rispetto', all’ateismo, allo scetticismo, all’indifferenza verso la dimensione verticale, affinché l’uomo del nostro tempo possa continuare ad interrogarsi sull'esistenza di Dio e a percorrere le vie che conducono a Lui? Vorrei accennare ad alcune vie, che derivano sia dalla riflessione naturale, sia dalla stessa forza della fede. Le vorrei molto sinteticamente riassumere in tre parole: il mondo, l’uomo, la fede".

Relativamente alla prima di queste vie, il mondo, il Papa ha sottolineato che si deve "recuperare e far recuperare all’uomo d’oggi la capacità di contemplare la creazione, la sua bellezza, la sua struttura. Il mondo non è un magma informe, ma più lo conosciamo e più ne scopriamo i meravigliosi meccanismi, più vediamo un disegno, vediamo che c’è un’intelligenza creatrice. Albert Einstein disse che nelle leggi della natura 'si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante'".

Per illustrare la seconda via, l'uomo, Benedetto XVI, citando il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha detto: 'Con la sua apertura alla verità e alla bellezza, con il suo senso del bene morale, con la sua libertà e la voce della coscienza, con la sua aspirazione all’infinito e alla felicità, l’uomo si interroga sull’esistenza di Dio'".
Infine la fede: "Chi crede è unito a Dio, è aperto alla sua grazia, alla sua forza della carità (...) la sua fede non ha timore di mostrarsi nella vita quotidiana, è aperta al dialogo che esprime profonda amicizia per il cammino di ogni uomo, e sa aprire luci di speranza al bisogno di riscatto, di felicità, di futuro. La fede, infatti, è incontro con Dio che parla e opera nella storia. (...) Un cristiano, una comunità che siano operosi e fedeli al progetto di Dio che ci ha amati per primo costituiscono una via privilegiata per quanti sono nell'indifferenza o nel dubbio circa la sua esistenza e la sua azione"

Oggi molti hanno una concezione limitata della fede cristiana, perché la identificano con un mero sistema di credenze e di valori e non tanto con la verità di un Dio rivelatosi nella storia, desideroso di comunicare con l’uomo a tu per tu, in un rapporto d’amore con lui. In realtà, a fondamento di ogni dottrina o valore c’è l’evento dell’incontro tra l’uomo e Dio in Cristo Gesù. Il Cristianesimo, prima che una morale o un’etica, è l’avvenimento dell’amore, è l’accogliere la persona di Gesù", ha concluso Benedetto XVI.


COMMEMORAZIONE VISITA BEATO GIOVANNI PAOLO II AL PARLAMENTO ITALIANO

Città del Vaticano, 14 novembre 2012 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato a nome del Santo Padre, un messaggio al Senatore Renato Schifani, Presidente del Senato ed all'Onorevole Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, in occasione della commemorazione dei dieci anni della visita al Parlamento italiano del Beato Giovanni Paolo II.

"La riunione in seduta pubblica comune del 14 novembre 2002 nell’Aula di Montecitorio costituisce una pagina memorabile nella storia dei rapporti tra l’Italia e la Santa Sede, evento avvalorato dall’autorevolezza della venerabile figura del Beato Pontefice, che volle fortemente quell’incontro, malgrado le sue già precarie condizioni di salute".

"A dieci anni di distanza, in un contesto sociale reso più arduo dalle conseguenze della crisi economica allora già avvertita, occorre ricordare l’invito ad attingere dalla linfa vitale del cristianesimo, che anima l’identità sociale e culturale dell’Italia e la sua missione in Europa e nel mondo. Questo patrimonio spirituale ed etico può sempre offrire, anche nei momenti difficili, risorse adeguate per il rinnovamento delle coscienze e per il concorde orientamento al bene comune, innanzitutto da parte di coloro che sono chiamati a far parte di codesto Parlamento".

"Per questo, il Sommo Pontefice auspica che la costante collaborazione tra l’Italia e la Santa Sede, come pure tra lo Stato e la Chiesa che è in Italia continui a sostenere il cammino della Nazione italiana, in particolare le famiglie, nel loro primario ruolo educativo e sociale, e tutti i cittadini, specialmente nel senso di responsabilità civile".


IL 20 NOVEMBRE PRESENTAZIONE "L'INFANZIA DI GESÙ" DI BENEDETTO XVI

Città del Vaticano, 14 novembre 2012 (VIS). La Libreria Editrice Vaticana e la Casa Editrice Rizzoli hanno annunciato oggi che il 20 novembre prossimo si terrà la presentazione alla stampa internazionale del volume "L'infanzia di Gesù", il terzo volume della trilogia Gesù di Nazareth, di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

Il volume sarà presentato nella Sala Pio X (Via dell'Ospedale, 1), alle 11:00 di martedì 20 novembre. Interverranno il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; la Professoressa Maria Clara Bingemer, docente di teologia alla Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro; Don Giuseppe Costa, S.D.B., Direttore della Libreria Editrice Vaticana; il Dottor Paolo Mieli, Presidente di Rcs Libri ed il Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che introduce e modera.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore José Avelino Bettencourt, Capo del Protocollo della Segreteria di Stato, finora Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati.

- Il Padre Darci José Nicioli, C.SS.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Aparecida (superficie: 1.300; popolazione: 198.000; cattolici: 167.800; sacerdoti: 102; religiosi: 363; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Jacutinga (Brasile), ha emesso la prima professione nella Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi) nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1988 al 1989 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia “Nossa Senhora do Perpétuo Socorro”, a São Paulo; dal 1989 al 1990 Professore di Teologia presso l’Instituto Teológico São Paulo” (ITESP), Facoltà di Teologia “Nossa Senhora da Assunção” e presso l’Istituto di Teologia e Scienze Religiose della Pontificia Università Cattolica di Campinas (1989-1990); dal 1989 al 1996 è stato Rettore del Seminario di Filosofia a Campinas (1989-1996); dal 1990 al 1996 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia “São José Operário” a Campinas; nel 1996 Superiore della Comunità religiosa di Campinas; dal 1997 al 2005 è stato Amministratore del Santuario Nazionale di Aparecida; nel 2003 Consigliere Provinciale della Provincia Redentorista di São Paulo; dal 2005 al 2008 è stato Superiore della Casa Generalizia della Congregazione a Roma; è stato finora Rettore e Amministratore del Santuario Nazionale di “Nossa Senhora da Conceição Aparecida”, nell’arcidiocesi di Aparecida, Superiore della Comunità religiosa locale e Vice-Provinciale Redentorista.


martedì 13 novembre 2012

SOFFERENZA E MONDO SANITARIO: TESTIMONIANZA DI EVANGELIZZAZIONE E SPERANZA

Città del Vaticano, 13 novembre 2012 (VIS). “L’Ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale” è il tema della XXVII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma dal 15 al 17 novembre nell'Aula Nuova del Sinodo. La Conferenza si concluderà con l'Udienza ai partecipanti di Papa Benedetto XVI.

L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, e Padre Augusto Chendi, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Dicastero, hanno illustrato questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, gli obiettivi della Conferenza.

"'Andate, insegnate e curate gli infermi' - ha detto il Cardinale Zimowski - è il mandato di Gesù su cui si fondano due delle attività fondamentali e sempre attuali della sua Chiesa, l’annuncio della Parola e la cura dei malati. (...) I nosocomi dunque presi in considerazione, in armonia con il corrente Anno della Fede e con la recente XIII Assemblea generale ordinaria del sinodo dei Vescovi, nella loro qualità di luoghi privilegiati di evangelizzazione anche nei Paesi tecnologicamente avanzati, ove oggi costituiscono più che mai dei crocevia di culture e religioni, ambiti di espressione profonda della teandricità e di attuazione dell’Apostolato della Misericordia, come lo definì il Beato Papa Giovanni Paolo II, che nel 1985 istituì il nostro Pontificio Consiglio".

"Nei Paesi industrializzati, oltre alla grave congiuntura economico-finanziaria che ha attanagliato numerose nazioni portando a riconsiderare anche in modo drastico i servizi sanitari, si devono fronteggiare gravi sfide a partire da quelle della salvaguardia dell’identità degli ospedali e degli altri presìdi sanitari cattolici e del mantenimento del loro specifico ruolo di 'sussidiarietà'. Ciò senza assolutamente mettere in secondo piano questioni fondamentali quali: l’assoluto rispetto della vita dal concepimento alla sua fine naturale, l’umanizzazione delle cure, cioè del dovuto pieno rispetto verso la persona malata, della sua identità e del suo vissuto, le cure palliative e così via".

D’altro lato, per quanto attiene alla maggior parte dei Paesi economicamente svantaggiati, il Cardinale ha ricordato che "spesso le persone muoiono per la mancanza di farmaci del costo di appena qualche dollaro, come nel caso delle terapie antimalariche. Mancano inoltre le strumentazioni diagnostiche di base e la possibilità di farle funzionare, un’auspicabile formazione specialistica del personale sanitario, impedita in primo luogo dalla mancanza di possibilità, generalmente economica, di approfondire quanto studiato. Il poco a disposizione di tali nosocomi attivi nelle regioni più povere, desidero sottolinearlo, viene utilizzato in favore della popolazione e senza distinzioni basate su fede od appartenenza etnica, come la Parola, gli insegnamenti della Chiesa e lo spirito e la Storia delle missioni insegnano".

"Ma cosa unisce, inoltre, i grandi policlinici metropolitani e i piccoli ospedali rurali? Sono il rapporto paziente-operatore sanitario (...) Sono l'appartenenza alla Chiesa Cattolica Universale, la necessaria adesione ai suoi principi ed insegnamenti.

Nel suo intervento Padre Ghendi ha annunciato che il Pontificio Consiglio per gli Agenti Sanitari, in occasione della prossima Giornata del Malato (11 febbraio 2013), pubblica un Sussidio, tradotto nelle diverse lingue ed utile per tutto l'Anno Liturgico per offrire ai malati e a quanti si occupano di essi, fisicamente e spiritualmente, approfondimenti teologici e pastorali e formulari di preghiera".

"Affidando questo Sussidio a tutta la Chiesa e in particolare al mondo della salute, alle parrocchie, al variegato mondo del volontariato si intende quindi creare quella comunione di grazia, di preghiera e di carità vicendevole che vede nel mistero della sofferenza e nel mondo sanitario la testimonianza speculare, concreta e quotidiana di coloro che fanno del bene a chi soffre e fanno del bene con la propria sofferenza e, in tale modo, rendono valida testimonianza di una fede che dal letto del dolore e accanto a chi soffre è sorgente non secondaria di evangelizzazione e di speranza".




AFRICA: TUTELARE QUANTI VIVONO IN STRADA

Città del Vaticano, 13 novembre 2012 (VIS). Oggi è stato pubblicato il documento finale del Primo Incontro della Pastorale della Strada in Africa e Madagascar, promosso dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, in collaborazione con la Commissione Episcopale per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti della Conferenza Episcopale di Tanzania. All'Incontro hanno partecipato vescovi, sacerdoti, religiosi e laici provenienti da 31 paesi di Africa e Madagascar: Angola, Benin, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Repubblica Centroafricana, Congo, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, Egitto, Etiopia, Gabon, Ghana, Guinea. Costa d'Avorio, Kenya, Madagascar, Malawi, Marocco, Mozambico, Namibia, Nigeria, Rwanda, Senegal, Sierra Leone, Sudafrica, Tanzania, Togo, Uganda, Zambia e Zimbabwe.

Tema dell'incontro, tenutosi in settembre, a Dar-es-Salaam (Tanzania), è stato: "Gesù in persona si accostò e camminava con loro", durante il quale sono stati affrontati tutti i temi relativi alla vita della strada, dalla sicurezza, al fenomeno della prostituzione volontaria o forzata, alla tratta di persone con fini di sfruttamento sessuale e ai bambini di strada, ai diritti umani in particolare in rapporto alla dignità della donna e della giovane.

Fra le conclusioni i partecipanti hanno riconosciuto che l'Africa è un continente "dove milioni di persone, volontariamente o non volontariamente, sono quotidianamente in movimento, trasformando così le strade africane in un luogo privilegiato di evangelizzazione e di educazione. (...) Noi riconosciamo il fatto che la strada, in Africa e Madagascar, facilita la vita quotidiana, le comunicazioni umane e interculturali, ma pone anche gravi rischi per la vita, facilitando lo sfruttamento degli esseri umani e contribuendo alla diffusione di malattie come l'HIV/SIDA, sovente la conseguenza di orari di lavoro troppo prolungati, di mancanza di riposo, di mancanza di consigli spirituali, della corruzione e della criminalità organizzata".

Come azioni prioritarie per contrastare questo fenomeno, il documento propone fra le altre, la creazione urgente nelle conferenze episcopali e le diocesi, di un dipartimento di educazione e formazione che promuova la conoscenza della realtà completa degli uomini, della donne e dei bambini che vivono in o della strada e delle pratiche che attentano alla dignità umana e pongono in pericolo la vita. Ugualmente il documento pone l'accento sull'inculturazione del Vangelo come priorità in tutti i programmi pastorali diocesani per liberare le persone da pratiche nefaste che discriminano ed attentano alla dignità delle donne, delle fanciulle e di bambini innocenti, che sono a rischio nel continente africano".

Fra le azioni generali i partecipanti alla Conferenza sottolineano la cooperazione con le Conferenze Episcopali di altri continenti per coordinare l'impegno a prevenire la tratta delle donne, delle giovani, dei bambini ai fini di sfruttamento sessuale o di lavoro; la creazione di reti di aiuto alle vittime attraverso una cooperazione ecclesiale ed ecumenica a livello nazionale, regionale e continentale e la formazione di cappellani e ministri laici itineranti per aiutare quanti vivono sulla strada".

lunedì 12 novembre 2012

CHI FA SPAZIO AGLI ANZIANI FA SPAZIO ALLA VITA

Città del Vaticano, 12 novembre 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha compiuto una visita alla Casa-Famiglia "Viva gli anziani" della Comunità di Sant'Egidio e nel suo breve discorso ha detto ai residenti di venire in questo centro "come Vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei. Superfluo dire che conosco bene - ha detto il Papa - le difficoltà, i problemi e i limiti di questa età, e so che queste difficoltà, per molti, sono aggravate dalla crisi economica".

"Talvolta - ha proseguito il Papa - a una certa età, capita di volgersi al passato, rimpiangendo quando si era giovani, si godeva di energie fresche, si facevano progetti per il futuro. Così lo sguardo, a volte, si vela di tristezza, considerando questa fase della vita come il tempo del tramonto. Questa mattina, rivolgendomi idealmente a tutti gli anziani, pur nella consapevolezza delle difficoltà che la nostra età comporta, vorrei dirvi con profonda convinzione: è bello essere anziani! In ogni età bisogna saper scoprire la presenza e la benedizione del Signore e le ricchezze che essa contiene. Non bisogna mai farsi imprigionare dalla tristezza! Abbiamo ricevuto il dono di una vita lunga. Vivere è bello anche alla nostra età, nonostante qualche 'acciacco' e qualche limitazione. Nel nostro volto ci sia sempre la gioia di sentirci amati da Dio, e non la tristezza".

"Nella Bibbia, la longevità è considerata una benedizione di Dio; oggi questa benedizione si è diffusa e deve essere vista come un dono da apprezzare e valorizzare. Eppure spesso la società, dominata dalla logica dell'efficienza e del profitto, non lo accoglie come tale; anzi, spesso lo respinge, considerando gli anziani come non produttivi, inutili". Però, ha osservato il Pontefice "La sapienza di vita di cui siamo portatori è una grande ricchezza. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune. Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita!".

La visita di Benedetto XVI si inserisce nell'anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni e proprio in questo contesto il Papa ha riaffermato che gli anziani "sono un valore per la società, soprattutto per i giovani. Non ci può essere vera crescita umana ed educazione senza un contatto fecondo con gli anziani, perché la loro stessa esistenza è come un libro aperto nel quale le giovani generazioni possono trovare preziose indicazioni per il cammino della vita".

"Cari amici, alla nostra età facciamo spesso l'esperienza del bisogno dell'aiuto degli altri; e questo avviene anche per il Papa. (...) Vorrei invitarvi a vedere anche in questo un dono del Signore, perché è una grazia essere sostenuti e accompagnati, sentire l’affetto degli altri! Questo è importante in ogni fase della vita: nessuno può vivere solo e senza aiuto; l’essere umano è relazionale. (...) Non scoraggiatevi mai: voi siete una ricchezza per la società, anche nella sofferenza e nella malattia. E questa fase della vita è un dono anche per approfondire il rapporto con Dio. L’esempio del Beato Papa Giovanni Paolo II è stato ed è tuttora illuminante per tutti. Non dimenticate che tra le risorse preziose che avete c’è quella essenziale della preghiera".

"La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l'affannarsi di tanti. Vorrei affidare oggi alla vostra preghiera il bene della Chiesa e la pace nel mondo. Il Papa vi ama e conta su tutti voi! Sentitevi amati da Dio e sappiate portare in questa nostra società, spesso così individualista ed efficientista un raggio dell’amore di Dio".

NESSUN GESTO DI BONTÀ È PRIVO DI SENSO DAVANTI A DIO

Città del Vaticano, 11 novembre 2012 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Il Papa ha commentato la Liturgia della Parola di questa domenica che presenta come modelli di fede le figure di due vedove: una del Primo Libro dei Re e l'altra del Vangelo di Marco.

"Entrambe queste donne - ha detto il Santo Padre - sono molto povere, e proprio in tale loro condizione dimostrano una grande fede in Dio. La prima compare nel ciclo dei racconti sul profeta Elia. Costui, durante un tempo di carestia, riceve dal Signore l’ordine di recarsi nei pressi di Sidone, dunque fuori d’Israele, in territorio pagano. Là incontra questa vedova e le chiede dell’acqua da bere e un po’ di pane. La donna replica che le resta solo un pugno di farina e un goccio d’olio, ma, poiché il profeta insiste e le promette che, se lo ascolterà, farina e olio non mancheranno, lo esaudisce e viene ricompensata. La seconda vedova, quella del Vangelo, viene notata da Gesù nel tempio di Gerusalemme, precisamente presso il tesoro, dove la gente metteva le offerte. Gesù vede che questa donna getta nel tesoro due monetine; allora chiama i discepoli e spiega che il suo obolo è maggiore di quello dei ricchi, perché, mentre questi danno del loro superfluo, la vedova ha offerto 'tutto quello che aveva, (...) per vivere'".

"Da questi due episodi biblici, (...) si può ricavare un prezioso insegnamento sulla fede. Essa appare come l’atteggiamento interiore di chi fonda la propria vita su Dio, sulla sua Parola, e confida totalmente in Lui. Quella della vedova, nell’antichità, costituiva di per sé una condizione di grave bisogno. Per questo, nella Bibbia, le vedove e gli orfani sono persone di cui Dio si prende cura in modo speciale: hanno perso l’appoggio terreno, ma Dio rimane il loro Sposo, il loro Genitore. Tuttavia la Scrittura dice che la condizione oggettiva di bisogno, in questo caso il fatto di essere vedova, non è sufficiente: Dio chiede sempre la nostra libera adesione di fede, che si esprime nell’amore per Lui e per il prossimo. Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa. E infatti entrambe le nostre vedove di oggi dimostrano la loro fede compiendo un gesto di carità: l’una verso il "profeta e l’altra facendo l’elemosina. Così attestano l’unità inscindibile tra fede e carità, come pure tra l’amore di Dio e l’amore del prossimo (...) Nessun gesto di bontà è privo di senso davanti a Dio, nessuna misericordia resta senza frutto".

PAROLE DI SALUTO DOPO L'ANGELUS

Città del Vaticano, 11 novembre 2012 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che sabato 10 novembre a Spoleto (Italia), è stato proclamata Beata Maria Luisa Prosperi, vissuta nella prima metà del secolo XIX, che fu monaca e abbadessa del monastero benedettino di Trevi. "Rendiamo lode al Signore - ha detto il Papa - per questa sua figlia, che ha voluto associare in modo singolare alla Passione di Cristo".

Successivamente, riferendosi alla "Giornata del Ringraziamento" che si celebra oggi in Italia, il Papa ha detto: "Nel contesto dell’Anno della fede, il tema della Giornata – 'Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra' – richiama la necessità di uno stile di vita radicato nella fede, per riconoscere con animo grato la mano creatrice e provvidente di Dio che nutre i suoi figli. Un saluto e un augurio a tutti gli agricoltori!".

Nel salutare i pellegrini polacchi il Papa ha detto: "La Festa dell’Indipendenza che oggi si celebra in Polonia ricorda la fede dei vostri Padri, la storia, la forza dello spirito delle recenti generazioni. Su questo fondamento edificate la prosperità della vostra Patria. Oggi inoltre sostengo le vostre preghiere che – per iniziativa dell’Associazione 'Aiuto alla Chiesa che Soffre' – offrite per i cristiani in Egitto, in occasione della Giornata della solidarietà con la Chiesa perseguitata".

Infine Benedetto XVI ha salutato i partecipanti al convegno sul Padre Teilhard de Chardin, tenutosi in questi giorni alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

LA MUSICA SACRA CONTRIBUISCE ALLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). "La musica sacra può, anzitutto, favorire la fede e, inoltre, cooperare alla nuova evangelizzazione", ha detto il Papa ai membri dell'Associazione Italiana "Santa Cecilia", partecipanti ad un convegno a Roma.

Benedetto XVI, nel ricordare che il convegno coincide con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e con la proclamazione dell'Anno della Fede, ha dedicato buona parte del suo discorso agli insegnamenti della Costituzione conciliare sulla liturgia, in particolare la parte dedicata alla musica sacra.

"Circa la fede - ha detto il Papa - viene spontaneo pensare alla vicenda personale di Sant’Agostino (...) alla cui conversione contribuì certamente e in modo rilevante l’ascolto del canto dei salmi e degli inni, nelle liturgie presiedute da Sant’Ambrogio. Se infatti sempre la fede nasce dall’ascolto della Parola di Dio – un ascolto naturalmente non solo dei sensi, ma che dai sensi passa alla mente ed al cuore – non c’è dubbio che la musica e soprattutto il canto possono conferire alla recita dei salmi e dei cantici biblici maggiore forza comunicativa. Tra i carismi di Sant’Ambrogio vi era proprio quello di una spiccata sensibilità e capacità musicale, ed egli, una volta ordinato Vescovo di Milano, mise questo dono al servizio della fede e dell’evangelizzazione".

Benedetto XVI ha fatto notare come la Costituzione "Sacrosanctum Concilium" "in linea con la tradizione della Chiesa, insegna che 'il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne'. Perché 'necessaria ed integrante'? Non certo per motivi puramente estetici, in un senso superficiale, ma perché coopera, proprio per la sua bellezza, a nutrire ed esprimere la fede, e quindi alla gloria di Dio e alla santificazione dei fedeli, che sono il fine della musica sacra. (...) La musica (...) non è un accessorio o solo un abbellimento esteriore della liturgia, ma è essa stessa liturgia".

Nel riferirsi al rapporto tra il canto sacro e la nuova evangelizzazione, il Papa ha affermato che la "Costituzione conciliare sulla liturgia ricorda l’importanza della musica sacra nella missione ad gentes ed esorta a valorizzare le tradizioni musicali dei popoli. Ma anche proprio nei Paesi di antica evangelizzazione (...) la musica sacra con la sua grande tradizione che è propria, che è cultura nostra, occidentale - può avere e di fatto ha un compito rilevante, per favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano e ai misteri della fede".

In proposito il Pontefice ha ricordato le celebre esperienza di Paul Claudel che si convertì ascoltando il Magnificat durante i Vespri di Natale nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi. "Ma, senza scomodare personaggi illustri, pensiamo a quante persone sono state toccate nel profondo dell’animo ascoltando musica sacra; e ancora di più a quanti si sono sentiti nuovamente attirati verso Dio dalla bellezza della musica liturgica. (...) E qui, cari amici, voi avete un ruolo importante: impegnatevi a migliorare la qualità del canto liturgico, senza aver timore di recuperare e valorizzare la grande tradizione musicale della Chiesa, che nel gregoriano e nella polifonia ha due delle espressioni più alte".

"La partecipazione attiva dell’intero Popolo di Dio alla liturgia non consiste solo nel parlare, ma anche nell’ascoltare, nell’accogliere con i sensi e con lo spirito la Parola, e questo vale anche per la musica sacra".


IL PAPA ISTITUISCE LA PONTIFICIA ACCADEMIA DI LATINITÀ

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). Con il Motu Proprio "Latina Lingua", reso pubblico oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha istituito la Pontificia Accademia di Latinità, dipendente dal Pontificio Consiglio della Cultura. L'Accademia sarà retta da un Presidente, coadiuvato da un Segretario, nominati dal Papa e da un Consiglio Accademico. La Fondazione "Latinitas", costituita dal Papa Paolo VI, con il Chirografo "Romani Sermonis", del 30 giugno 1976, è estinta.

"La lingua latina - scrive il Papa nel Motu Proprio - è sempre stata tenuta in altissima considerazione dalla Chiesa Cattolica e dai Romani Pontefici, i quali ne hanno assiduamente promosso la conoscenza e la diffusione, avendone fatto la propria lingua, capace di trasmettere universalmente il messaggio del Vangelo, come già autorevolmente affermato dalla Costituzione Apostolica 'Veterum sapientia' del mio Predecessore, il Beato Giovanni XXIII".

"In realtà, sin dalla Pentecoste la Chiesa ha parlato e ha pregato in tutte le lingue degli uomini. Tuttavia, le Comunità cristiane dei primi secoli usarono ampiamente il greco ed il latino, lingue di comunicazione universale del mondo in cui vivevano, grazie alle quali la novità della Parola di Cristo incontrava l’eredità della cultura ellenistico-romana. Dopo la scomparsa dell’Impero romano d’Occidente, la Chiesa di Roma non solo continuò ad avvalersi della lingua latina, ma se ne fece in certo modo custode e promotrice, sia in ambito teologico e liturgico, sia in quello della formazione e della trasmissione del sapere".

"Anche ai nostri tempi, la conoscenza della lingua e della cultura latina risulta quanto mai necessaria per lo studio delle fonti a cui attingono, tra le altre, numerose discipline ecclesiastiche quali, ad esempio, la Teologia, la Liturgia, la Patristica ed il Diritto Canonico, come insegna il Concilio Ecumenico Vaticano II. Inoltre, in tale lingua sono redatti, nella loro forma tipica, proprio per evidenziare l’indole universale della Chiesa, i libri liturgici del Rito romano, i più importanti Documenti del Magistero pontificio e gli Atti ufficiali più solenni dei Romani Pontefici".

"Nella cultura contemporanea si nota tuttavia, nel contesto di un generalizzato affievolimento degli studi umanistici, il pericolo di una conoscenza sempre più superficiale della lingua latina, riscontrabile anche nell’ambito degli studi filosofici e teologici dei futuri sacerdoti. D’altro canto, proprio nel nostro mondo, nel quale tanta parte hanno la scienza e la tecnologia, si riscontra un rinnovato interesse per la cultura e la lingua latina, non solo in quei Continenti che hanno le proprie radici culturali nell’eredità greco-romana. Tale attenzione appare tanto più significativa in quanto non coinvolge solo ambienti accademici ed istituzionali, ma riguarda anche giovani e studiosi provenienti da Nazioni e tradizioni assai diverse".

"Appare perciò urgente sostenere l’impegno per una maggiore conoscenza e un più competente uso della lingua latina, tanto nell’ambito ecclesiale, quanto nel più vasto mondo della cultura. Per dare rilievo e risonanza a tale sforzo, risultano quanto mai opportune l’adozione di metodi didattici adeguati alle nuove condizioni e la promozione di una rete di rapporti fra Istituzioni accademiche e fra studiosi, al fine di valorizzare il ricco e multiforme patrimonio della civiltà latina".

"Per contribuire a raggiungere tali scopi, seguendo le orme dei miei venerati Predecessori, con il presente 'Motu Proprio' oggi istituisco la Pontificia Accademia di Latinità".

Inoltre con la presente Lettera Apostolica in forma di 'Motu Proprio', il Papa approva 'ad experimentum', per un quinquennio, l’unito Statuto della nuova Accademia.


MESSAGGIO AL NUOVO ARCIVESCOVO DI CANTERBURY

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani, ha inviato un messaggio al nuovo Arcivescovo di Canterbury e leader spirituale della Comunione Anglicana, Arcivescovo Justin Welby. Il Cardinale, a nome del Santo Padre e del Dicastero da lui presieduto, si congratula con il nuovo primate e porge le sue congratulazioni e i suoi sentiti auguri.

"I rapporti tra la Chiesa cattolica romana e la Comunione anglicana sono una parte importantissima della chiamata ecumenica di tutti i cristiani per ricercare maggiore fedeltà alla volontà di Dio, così chiaramente espressa nella sua preghiera al Padre durante l'Ultima Cena 'che tutti siano uno'. Per quasi cinquanta anni, come anche lei ben ricorda, vi è stato un formale dialogo teologico che continua a ricercare una più profonda comprensione del grande patrimonio condiviso dagli Anglicani e dai Cattolici, come pure i punti di divergenza che ancora impediscono una comunione ecclesiale pienamente restaurata. Durante questi cinquanta anni, i rapporti fra i Papi e gli Arcivescovi di Canterbury sono stati segnati da numerosi incontri che hanno espresso amicizia spirituale e umana ed una condivisa preoccupazione per la nostra testimonianza del Vangelo e il servizio alla famiglia umana".

"Sono certo che sotto la sua guida questi eccellenti rapporti continueranno ad essere proficui, e mi auguro di incontrarla di persona, ed in future occasioni per condividere il nostro comune impegno alla causa dell'unità dei cristiani 'così che il mondo creda'".


SENTENZA DEL TRIBUNALE VATICANO CONTRO CLAUDIO SCIARPELLETTI

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha reso pubblico questa mattina il dispositivo della sentenza del procedimento penale a carico di Claudio Sciarpelletti, il tecnico informatico della Segreteria di Stato, implicato nel caso Vatileaks.

Il Tribunale, visto l'articolo 225 del codice penale, dichiara l'imputato "colpevole del delitto ascrittogli, per avere egli aiutato a eludere le investigazioni dell’Autorità", e "lo condanna pertanto alla pena di mesi quattro (4) di reclusione".

"Visto l’art. 26 della legge 21 giugno 1969, n. L, considerato lo stato di servizio e la mancanza di precedenti penali, diminuisce la pena a mesi due (2) di reclusione; visto l’art. 9 della legge 21 giugno 1969, n. L, ordina che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni, alle condizioni di legge; visto l’art. 427 del codice di procedura penale, ordina che si sospenda la menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziario, fino a che il condannato non commetta altro fatto costituente delitto".

"Visti gli articoli 39 codice penale e 429 codice di procedura penale, condanna Sciarpelletti Claudio al rifacimento delle spese processuali; ordina la restituzione al medesimo della somma di euro mille (1.000/00) versata a titolo di cauzione".

La sentenza è a firma di Giuseppe Dalla Torre, Presidente, Paolo Papanti-Pelletier, Venerando Marano, Raffaele Ottaviano, Cancelliere supplente.


CARDINALE AMIGO VALLEJO INVIATO SPECIALE DEL PAPA A PORTO RICO

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino, e datata 10 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, O.F.M., Arcivescovo emerito di Siviglia (Spagna), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del V centenario dell'arrivo a Puerto Rico
del primo Vescovo, Don Alonso Manso, O.F.M., in programma il 19 novembre prossimo a San Juan (Porto Rico).

Inoltre sono stati resi noti i nomi della missione che accompagnerà il Porporato: il Monsignor Elias Salvador Morales Rodríguez, Rettore del Seminario Maggiore e Vicario Giudiziale della Diocesi di Ponce ed il Monsignor Mario Alberto Guijarro de Corzo, Parroco della Parrocchia "Mártires de Verona" a San Juan de Puerto Rico.

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 novembre 2012 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi

- L'Arcivescovo Richard William Smith, di Edmonton (Canada), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vice Presidente: Arcivescovo Paul-André Durocher, di Gatineau (Canada).


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 novembre (VIS). Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Nicaragua il Reverendo Monsignore Fortunatus Nwachukwu, finora Capo del Protocollo della Segreteria di Stato, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1960 a Ntigha (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 1994, ha prestato la propria opera presso le Nunziature Apostoliche in Ghana, Paraguay, Algeria, presso l'Ufficio della Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra e presso la Sezione Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato.

Sabato 10 novembre, il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale Paul Poupard, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive dell’anno giubilare dedicato alla Venerabile Serva di Dio Pauline Jaricot, nel 150° anniversario della sua morte e nel 50° anniversario del decreto dell’eroicità delle sue virtù, in programma a Lione (Francia), il 9 gennaio 2013.

- Ha nominato il Vescovo Carlos Maria Franzini, Arcivescovo di Mendoza (superficie: 63.839; popolazione: 1.226.000; cattolici: 1.042.000; sacerdoti: 165; religiosi: 276; diaconi permanenti: 54), Argentina L'Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1977 al 1990 è stato cancelliere della Curia, formatore nel seminario e Vicario Generale nella diocesi di San Isidro. È stato Segretario Aggiunto della Conferenza Episcopale, incaricato per la formazione permanente del clero e direttore della rivista sacerdotale Presbiteros. Finora Vescovo di Rafaela (Argentina), succede all'Arcivescovo José María Arancibia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Serge Poitras, Vescovo di Timmins (superficie: 26.200; popolazione: 89.300; cattolici: 48.900; sacerdoti:24; religiosi: 20; diaconi permanenti: 7), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Jonquière (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1980 al 1990 è stato Professore nel Seminario Minore della diocesi di Chicoutimi e Responsabile del Centro Diocesano per gli Studenti. Dal 1990 al 1998 è stato Professore e membro dell’équipe dei formatori presso il Seminario Maggiore di Montréal. Dal 1992 al 1997 è stato responsabile dell'anno di propedeutica e di Liturgia e dal 1998 al 2000 è stato Direttore degli Studi. Nel 2000 è divenuto Collaboratore della Nunziatura Apostolica di Ottawa e nel 2010 è stato nominato Sotto-Segretario Aggiunto della Congregazione per i Vescovi.

- Ha nominato il Padre Quesnal Alphonse, S.M.M., Vescovo Ausiliare di Port-au-Prince (superficie: 5.500; popolazione: 4.110.000; cattolici: 2.960.000; sacerdoti: 274; religiosi: 1.635; diaconi permanenti: 1), Haiti. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Port-au-Prince. Ha emesso i primi voti religiosi nella Congregazione dei Padri Monfortani nel 1972, i voti perpetui nel 1977 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1978 al 1980 è stato insegnante e Direttore del “Collège Notre-Dame de Lourdes” a Port-de-Paix; dal 1980 al 1986 è stato Direttore del Centro Catechetico dell’Arcidiocesi di Cap-Haïtien e al contempo Maestro dei Novizi monfortani; dal 1988 al 1989 è stato Direttore dello Scolastico dei Monfortani (1988-1989); dal 1990 al 1996 Superiore Provinciale dei Monfortani; dal 1998 al 2001 Parroco della Parrocchia a Chansolme, nella Diocesi di Port-de-Paix; dal 2002 al 2007 Direttore del Centro catechetico della Diocesi di Port-de-Paix, e nello stesso tempo, Direttore del Centro diocesano per la promozione dei pellegrinaggi e della Radio diocesana “Voix de la Paix” (2002-2007). Dal 2008 è Parroco della parrocchia “Saint-Louis, Roi de France” a Port-au-Prince.

- Ha nominato l'Arcivescovo Tommaso Caputo, Prelato di Pompei e Delegato Pontificio per il Santuario della Beata Maria Vergine del S. Rosario, finora Nunzio Apostolico in Malta e in Libia.

- Ha nominato il Professor Ivano Dionigi, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, e Segretario della medesima Don Roberto Spataro, S.D.B.

venerdì 9 novembre 2012

BENEDETTO XVI: LA VIOLENZA È SEMPRE INACCETTABILE

Città del Vaticano, 9 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti all'81ma Assemblea Generale dell'Interpol che ha riunito a Roma i rappresentanti degli organismi di polizia e di sicurezza ed esponenti della politica e delle Istituzioni dei 190 Stati membri, fra i quali, dall’anno 2008, vi è anche lo Stato della Città del Vaticano.

L'Assemblea è stata dedicata allo sviluppo della cooperazione internazionale nella lotta conto la criminalità ed in merito il Papa ha ribadito l'importanza di incrementare la collaborazione e lo scambio di esperienze "proprio nel momento in cui, a livello globale, assistiamo ad un’estensione delle fonti di violenza provocate da fenomeni transnazionali che frenano il progresso dell’umanità".

"L’evoluzione della violenza criminale - ha affermato il Pontefice - costituisce un aspetto particolarmente preoccupante per il futuro del mondo. Non meno importante è il fatto che questo sforzo di riflessione associa i responsabili politici della sicurezza e della giustizia, gli organismi giudiziari e le forze dell’ordine, in modo che ognuno, per quanto di propria competenza, possa compiere un efficace lavoro favorito da uno scambio costruttivo".

Nel constatare che la famiglia umana soffre nella nostra epoca "a causa di numerose violazioni del diritto e della legalità, che in non pochi casi sfociano in episodi di violenza e fatti criminosi", il Santo Padre ha ricordato che "è necessario tutelare i singoli e le comunità con un costante e rinnovato impegno e attraverso adeguati strumenti. Al riguardo, la funzione dell’Interpol, che possiamo definire un presidio di sicurezza internazionale, riveste notevole importanza in vista della realizzazione del bene comune, perché la società giusta esige anche l’ordine e il rispetto delle norme per una pacifica e serena convivenza civile. So che alcuni di voi compiono il loro dovere in condizioni talvolta di estremo pericolo e rischiano la loro vita per proteggere quella degli altri e permettere la costruzione di questa convivenza serena".

"Siamo consapevoli che la violenza oggi si manifesta sotto nuove forme. Alla fine della cosiddetta guerra fredda tra i due blocchi occidentale e orientale, sono nate grandi speranze, specialmente dove una forma di violenza politica istituzionalizzata è stata fermata da movimenti pacifici che rivendicavano la libertà dei popoli. Tuttavia, sebbene alcune forme di violenza sembrino diminuire, specialmente il numero di conflitti militari, ce ne sono altre che si sviluppano, come la violenza criminale, responsabile ogni anno della maggioranza dei decessi di morte violenta nel mondo. Oggi, questo fenomeno è così pericoloso che costituisce un grave fattore di destabilizzazione delle società e, talvolta, mette a dura prova la stessa supremazia dello Stato".

"La Chiesa e la Santa Sede - ha sottolineato il Pontefice - incoraggiano quanti si adoperano per combattere la piaga della violenza e del crimine, in questa nostra realtà che assomiglia sempre più ad un 'villaggio globale'. Le forme più gravi delle attività criminali possono essere individuate nel terrorismo e nella criminalità organizzata. Il terrorismo, una delle forme più brutali della violenza, semina odio, morte, desiderio di vendetta. Questo fenomeno, da strategia sovversiva tipica di alcune organizzazioni estremistiche finalizzata alla distruzione delle cose e all’uccisione delle persone, si è trasformato in una rete oscura di complicità politiche, utilizzando anche sofisticati mezzi tecnici, ingenti risorse finanziarie ed elaborando progetti su vasta scala. Dal canto suo, la criminalità organizzata prolifera nei luoghi della vita quotidiana e spesso agisce e colpisce al buio, al di fuori di ogni regola; realizza i suoi affari attraverso numerose attività illecite e immorali come la tratta delle persone – una forma moderna di schiavitù –, i traffici di beni o di sostanze, quali la droga, le armi, le merci contraffatte, giungendo anche al traffico di farmaci, utilizzati in gran parte dai poveri, che uccidono invece di curare. Questo commercio illecito diventa ancora più esecrabile quando riguarda gli organi umani di vittime innocenti: esse subiscono drammi e oltraggi che speravamo essere finiti per sempre dopo le tragedie del XX secolo ma che, purtroppo, ricompaiono attraverso le violenze generate dalle attività criminali di persone e organizzazioni senza scrupoli. Questi delitti infrangono le barriere morali progressivamente erette dalla civiltà e ripropongono una forma di barbarie che nega l’uomo e la sua dignità".

Nell'incontro con gli operatori della polizia internazionale, Benedetto XVI conferma ancora una volta che "la violenza, nelle sue diverse forme terroristiche e criminali, è sempre inaccettabile, perché ferisce profondamente la dignità umana e costituisce un’offesa all’intera umanità. È doveroso quindi reprimere il crimine, nell’ambito di regole morali e giuridiche, poiché l’azione contro la criminalità va sempre condotta nel rispetto dei diritti dell’uomo e dei principi di uno Stato di diritto. Infatti la lotta alla violenza deve mirare certamente ad arginare il crimine e a difendere la società, ma anche al ravvedimento e alla correzione del criminale, che rimane sempre persona umana, soggetto di diritti inalienabili e come tale non va escluso dalla società, ma recuperato".

"Al tempo stesso, la collaborazione internazionale contro la criminalità non può esaurirsi soltanto in operazioni di polizia. È essenziale che la pur necessaria opera repressiva sia accompagnata da una coraggiosa e lucida analisi delle motivazioni soggiacenti a tali inaccettabili azioni criminose; occorre prestare speciale attenzione ai fattori di esclusione sociale e di indigenza che persistono nella popolazione e che costituiscono un veicolo di violenza e di odio. È necessario anche un particolare impegno sul piano politico e pedagogico per risolvere i problemi che possono alimentare la violenza e per favorire le condizioni affinché essa non nasca e non si sviluppi".

"Pertanto, la risposta alla violenza e al crimine non può essere delegata alle sole forze dell’ordine, ma richiede la partecipazione di tutti i soggetti che possono incidere su questo fenomeno. Sconfiggere la violenza è un impegno che deve coinvolgere non solo le istituzioni e gli organismi preposti, ma la società nel suo complesso: le famiglie, le agenzie educative tra cui la scuola e le realtà religiose, i mezzi di comunicazione sociale e tutti i singoli cittadini. Ciascuno ha la sua specifica parte di responsabilità per un futuro di giustizia e di pace".


CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 9 novembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario della celebrazioni presiedute dal Santo Padre dal novembre 2012 al gennaio 2013.

NOVEMBRE


Sabato 24: Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi Cardinali, nella Basilica di San Pietro, ore 11:00.

Domenica 25: Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo, Santa Messa con i nuovi Cardinali, ore 9:30 nella Basilica di San Pietro.

DICEMBRE

Sabato 1: I Domenica di Avvento: Vespri con gli Universitari degli Atenei Romani e delle Università Pontificie, ore 17:30 nella Basilica Vaticana.

Sabato 8: Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Atto di venerazione all’Immacolata, ore 16:00 in Piazza di Spagna.

Domenica 16: III Domenica di Avvento "Gaudete", Visita pastorale alla Parrocchia romana “San Patrizio al Colle Prenestino”, ore 9:30 Santa Messa.

Lunedì 24: Solennità del Natale del Signore, Santa Messa della Notte, ore 22:00 nella Basilica Vaticana.

Martedì 25: Solennità del Natale del Signore, ore 12:00 Benedizione "Urbi et Orbi", dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana.

Sabato 29: Taizé: Incontro Europeo dei giovani. Preghiera presieduta dal Santo Padre, ore 18:00, nella Basilica Vaticana.

Lunedì 31: Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, Primi Vespri e Te Deum, in ringraziamento per l’anno trascorso, nella Basilica Vaticana, ore 17:00.


2013

GENNAIO

Martedì 1: Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, XLVI Giornata mondiale della pace; ore 9:30 Santa Messa nella Basilica Vaticana.

Domenica 6: Solennità dell'Epifania del Signore, ore 9:30 Santa Messa nella Basilica Vaticana.

Domenica 13: Domenica dopo l’Epifania. Festa del Battesimo del Signore. Cappella Sistina, ore 9:45 Santa Messa e Battesimo di alcuni bambini.

Venerdì 25: Solennità della Conversione di San Paolo. Celebrazione dei Vespri, ore 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.


UDIENZE

Città del Vaticano, 9 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mirko V. Jelić, Ambasciatore di Serbia, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- L'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 novembre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Robert P. Deeley, Vescovo Ausiliare di Boston (superficie: 6.386; popolazione: 4.181.000; cattolici: 1.908.000; sacerdoti: 1.233; religiosi: 2.550; diaconi permanenti: 247), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1946 a Cambridge (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1973 al 1978 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Bartholomew Parish” a Needham; dal 1978 al 1981 è stato Segretario del Tribunale Metropolitano di Boston; dal 1985 al 1989 è stato “Associate Judicial Vicar” dell’arcidiocesi di Boston; dal 1988 al 1991 è stato Cappellano arcidiocesano dei Cavalieri di Colombo; dal 1989 al 1999 è stato Vicario Giudiziale; dal 1991 al 1999 è stato Direttore Spirituale del “Catholic Lawyers Guild”; dal 1999 al 2004 è stato Parroco della “Saint Ann Parish”; dal 2000 al 2004 Presidente della “Canon Law Society of America”; dal 2002 al 2004 Vicario Foraneo della “South Region” dell’arcidiocesi di Boston; dal 2004 al 2011 è stato Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede; dal 2011 è Vicario Generale dell’arcidiocesi di Boston.

- Il Monsignore Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Pralboino (Italia) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Tra il 1983 ed il 1995 ha insegnato Sociologia Generale presso l'Istituto Filosofico-Teologico dei Salesiani di Nave e Sociologia della religione presso l'Istituto Teologico "Paolo VI" del Seminario diocesano di Brescia. Dopo aver contribuito a far nascere l'Istituto Superiore di Scienze Religiose presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, vi ha insegnato, Didattica della religione dal 1990 al 1995. Dal 1981 al 1995 è stato Direttore dell'Ufficio Pastorale presso la Curia diocesana. Dal 1995 al 2002 è stato Direttore dell'Ufficio nazionale per l'educazione, la scuola e l'università della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2002 è Sotto-Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

giovedì 8 novembre 2012

SCIENZA E FEDE: DIALOGO E COOPERAZIONE URGENTI E NECESSARI

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, svoltasi sul tema: "Complessità e analogia nella scienza: aspetti teorici, metodologici ed epistemologici".

"Nelle vostre discussioni - ha detto il Papa - avete cercato di esaminare, da una parte, la corrente dialettica della ricerca scientifica in costante espansione, i metodi e le specializzazioni e, dall'altra, la ricerca di una visione onnicomprensiva dell'universo nel quale gli esseri umani dotati di intelligenza e di libertà, sono chiamati a comprendere, amare, vivere e lavorare".

"Tale approccio interdisciplinare alla complessità mostra anche che le scienze non sono mondi intellettuali scollegati l'uno dall'altro e dalla realtà, ma piuttosto sono collegate e volte allo studio della natura come una realtà unificata, intelligibile ed armoniosa nella sua indubbia complessità. Tale visione ha proficui punti di contatto con la visione dell'universo della filosofia e della teologia cristiana, con la sua nozione di essere partecipato, nel quale ogni creatura individuale, possessore della sua propria perfezione, condivide anche una natura specifica e ciò entro un cosmo ordinato che ha origine nella Parola creativa di Dio. È precisamente questa organizzazione intrinseca 'logica' ed 'analogica' della natura che incoraggia la ricerca scientifica e stimola la mente umana a scoprire la partecipazione orizzontale fra esseri e la partecipazione trascendente del Primo essere".

"L'universo non è caos o il risultato del caos, piuttosto, appare sempre più chiaramente come una complessità ordinata che ci consente di elevarci, mediante l'analisi e l'analogia comparativa, dalla specializzazione verso una visione più universale e vice versa. Mentre i primissimi momenti del cosmo e della vita ancora eludono l'osservazione scientifica, la scienza tuttavia si ritrova a meditare un ampio raggio di processi che rivela un ordine di evidenti costanti e corrispondenze e serve come essenziale componente di creazione permanente".

"Nella grande impresa umana di cercare di schiudere i misteri dell'essere umano e dell'universo, sono convinto dell'urgente necessità del costante dialogo e cooperazione fra il mondo della scienza e quello della fede nel costruire una cultura del rispetto dell'uomo, della umana dignità e libertà, del futuro della nostra famiglia umana e dello sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta. Senza questo scambio, le grandi questioni dell'umanità lasciano l'ambito della ragione e della verità, e sono abbandonate all'irrazionale, al mito, o all'indifferenza, con grave danno per l'umanità stessa, per la pace del mondo e il nostro destino ultimo".



IL PAPA PROFONDAMENTE ADDOLORATO PER IL TERREMOTO IN GUATEMALA

Città del Vaticano, 8 novembre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma che il Santo Padre ha fatto pervenire al Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz (Guatemala), Presidente della Conferenza Episcopale del Guatemala, per il terremoto che ha colpito il Paese causando decine di morti e centinaia di feriti.

"Profondamente addolorato nell'apprendere la dolorosa notizia del sisma che ha causato numerose vittime e feriti, come pure innumerevoli danni materiali in questo amato paese, desidero far arrivare a tutti i suoi figli e figlie la mia vicinanza spirituale, mentre offro ferventi preghiere di suffragio per l'eterno riposo dei defunti ed elevo preghiere all'Onnipotente affinché porti la sua consolazione a tutte le persone colpite da tale immensa disgrazia ed ispiri in tutti sentimenti di fraterna solidarietà per affrontare l'avversità".

"Nel contempo, invito caldamente le comunità cristiane, le istituzioni civili e le persone di buona volontà, perché, in questi tristi momenti, prestino aiuto efficace a tutte le persone colpite dal terremoto, con spirito generoso e sollecita carità".
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