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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 8 febbraio 2013

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE GIOVANNI CHELI

Città del Vaticano, 8 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire al Vescovo Francesco Ravinale, di Asti (Italia), un telegramma di cordoglio per la scomparsa del Cardinale Giovanni Cheli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, mancato all'età di 94 anni.

Il Papa ricorda la preziosa collaborazione del Porporato "alla Sede Apostolica nella Rappresentanze Pontificie, in Segreteria di Stato, poi come Osservatore della Santa Sede alle Nazioni Unite, infine quale Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti" ed afferma che "Egli lascia la testimonianza di una vita spesa nell’adesione coerente e generosa alla propria vocazione, quale sacerdote sollecito per le necessità dei fedeli, specialmente per la formazione cristiana della gioventù".

Le Esequie del Cardinale Giovanni Cheli, celebrate dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, si terranno, domani 9 febbraio 2013, alle ore 17:00, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana.



SALUTO DEL PAPA CONFERENZA 50° ANNIVERSARIO TRATTATO DELL'ELISEO

Città del Vaticano, 8 febbraio 2013 (VIS). A nome del Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, ieri, un saluto alla Conferenza organizzata nel 50° anniversario del Trattato dell'Eliseo fra Francia e Germania. La Conferenza, organizzata dalla Pontificia Università Gregoriana, ha avuto per tema: "Cinquant'anni di amicizia franco-tedesca al servizio dell'Europa: l'Unione Europea, un modello per altre riconciliazioni?".

Nel testo del Messaggio, reso pubblico questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Bertone afferma: "I festeggiamenti in occasione del 50° anniversario di una tappa importante nel comune cammino di riconciliazione e di comprensione tra il popolo francese e quello tedesco, richiamano alla memoria anche l’impegno personale dei padri del Trattato, Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. Già prima della stipulazione del Trattato stesso, i due grandi protagonisti dell’Europa postbellica, con la loro partecipazione alla Messa di riconciliazione nella Cattedrale di Reims, misero in rilievo che la politica si basa su principi che essa non può darsi da se stessa".

"La legge morale naturale, inscritta dal Creatore nel cuore dell’uomo, e i valori e i diritti umani plasmati dal Vangelo costituiscono il fondamento di una politica che veramente si pone al servizio della giustizia e della pace, nonché del progresso dell’intera famiglia umana. Su tale fondamento l’azione politica dovrà costruirsi anche in futuro, affinché quanto è stato raggiunto insieme non venga minato da nuove sfide e da miopi interessi particolari, o non venga persino abbandonato. La pace è un compito che permane e che dev’essere adempiuto sempre nuovamente".

Il Santo Padre, ha detto infine il Cardinale Bertone, "invoca sui partecipanti al convegno, come pure sulle intere popolazioni di Francia e di Germania, la protezione e la benedizione di Dio per un futuro di pace e di libertà nei loro Paesi e in tutta l’Europa".

Fra i partecipanti alla conferenza, tenutasi nella giornata di ieri, la Signora Annegret Kramp-Karrenbauer, Ministro Presidente del Saarland ed Incaricata della Repubblica Federale di Germania per la relazioni culturali franco-tedesche, il Signor Michel Barnier, Commissario europeo per il mercato interno e i servizi e il Signor Jacques Santer, già Presidente della Commissione Europea.


UDIENZE

Città del Vaticano, 8 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Olanda)

Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Lazio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia.

- Il Vescovo Vincenzo Apicella, di Velletri-Segni.

- Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano.

- Il Vescovo Gino Reali, di Porto-Santa Rufina.

- Il Vescovo Ernesto Mandara, di Sabina-Poggio Mirteto.

- Il Vescovo Domenico Sigalini, di Palestrina.

- Il Vescovo Mauro Parmeggiani, di Tivoli.

- Il Vescovo Raffaello Martinelli, di Frascati.

- Don Mauro Meacci, O.S.B., Abate dell’Abbazia territoriale di Subiaco.

- Padre Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I., Archimandrita Esarca dell’Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata.
- Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale (superficie: 1.509; popolazione: 233.010; cattolici: 229.892; sacerdoti: 134; religiosi: 190; diaconi permanenti: 7), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Licodia Eubea (Italia) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Dal 1979 al 1997 è stato Docente di Teologia dogmatica presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania; dal 1979 al 1985 è stato Docente di Sociologia nella Scuola di Servizio Sociale L. Sturzo di Caltagirone; dal 1982 al 1997 è stato Docente di Teologia dogmatica presso l’Istituto di Scienze Religiose della diocesi di Caltagirone; dal 1985 al 1992 è stato Rettore del Seminario di Caltagirone; dal 1993 al 1997 è stato Vicario Episcopale per la Pastorale Sociale e Culturale; dal 1997 al 2002 è stato Rettore dell’Almo Collegio Capranica. È attualmente membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e in seno alla Conferenza Episcopale Italiana membro del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, Segretario della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università. Nel 2002 ha ricevuto l'ordinazione episcopale ed è stato nominato Vescovo di Piazza Armerina (Italia). Succede all'Arcivescovo Salvatore Di Cristina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.


giovedì 7 febbraio 2013

CONDIZIONE E CULTURA GIOVANILE PUNTI DI RIFERIMENTO INELUDIBILI AZIONE PASTORALE CHIESA

Città del Vaticano, 7 febbraio 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura dedicata al tema: "culture giovanili emergenti". Il Papa ha auspicato che i lavori dell'Assemblea siano proficui e offrano "un utile contributo per l’azione che la Chiesa svolge nei confronti della realtà giovanile; una realtà, (...), complessa e articolata, che non può più essere compresa all’interno di un universo culturale omogeneo, bensì in un orizzonte che può definirsi 'multiverso', determinato cioè da una pluralità di visioni, di prospettive, di strategie".

Benedetto XVI ha parlato successivamente del "clima diffuso di instabilità che tocca l’ambito culturale, come quello politico ed economico segnato anche dalle difficoltà dei giovani a trovare un lavoro - per incidere soprattutto a livello psicologico e relazionale. L’incertezza e la fragilità che connotano tanti giovani, non di rado li spingono alla marginalità, li rendono quasi invisibili e assenti nei processi storici e culturali delle società. (...) La sfera affettiva ed emotiva, l’ambito dei sentimenti (...) sono fortemente interessati da questo clima e dalla temperie culturale che ne consegue, espressa, ad esempio, da fenomeni apparentemente contraddittori, come la spettacolarizzazione della vita intima e personale e la chiusura individualistica e narcisistica sui propri bisogni ed interessi. Anche la dimensione religiosa, l’esperienza di fede e l’appartenenza alla Chiesa sono spesso vissute in una prospettiva privatistica ed emotiva".

"Non mancano, però, fenomeni decisamente positivi" come il volontariato ,"le esperienze di fede sincera e profonda (...); gli sforzi compiuti per costruire, in tante parti del mondo, società capaci di rispettare la libertà e la dignità di tutti, cominciando dai più piccoli e deboli. Tutto questo - ha sottolineato il Papa - ci conforta e ci aiuta a tracciare un quadro più preciso ed obiettivo delle culture giovanili. Non ci si può, dunque, accontentare di leggere i fenomeni culturali giovanili secondo paradigmi consolidati, ma divenuti ormai dei luoghi comuni, o di analizzarli con metodi non più utili, partendo da categorie culturali superate e non adeguate. Ci troviamo, in definitiva, di fronte ad una realtà quanto mai complessa ma anche affascinante, che va compresa in maniera approfondita e amata con grande spirito di empatia, una realtà di cui bisogna saper cogliere con attenzione le linee di fondo e gli sviluppi".

Nel riferirsi ai giovani di tanti Paesi del 'Terzo mondo', il Papa ha detto: "ci rendiamo conto che essi rappresentano, con le loro culture e con i loro bisogni, una sfida alla società del consumismo globalizzato, alla cultura dei privilegi consolidati, di cui beneficia una ristretta cerchia della popolazione del mondo occidentale. Le culture giovanili, di conseguenza, diventano 'emergenti' anche nel senso che manifestano un bisogno profondo, una richiesta di aiuto o addirittura una 'provocazione', che non può essere ignorata o trascurata, sia dalla società civile sia dalla Comunità ecclesiale".

Benedetto XVI ha ripetuto la sua preoccupazione per la cosiddetta '“emergenza educativa', a cui vanno sicuramente affiancate altre 'emergenze', che toccano le diverse dimensioni della persona e le sue relazioni fondamentali (...). Penso, ad esempio, alla crescente difficoltà nel campo del lavoro o alla fatica di essere fedeli nel tempo alle responsabilità assunte. Ne deriverebbe, per il futuro del mondo e di tutta l’umanità, un impoverimento non solo economico e sociale ma soprattutto umano e spirituale: se i giovani non sperassero e non progredissero più, se non inserissero nelle dinamiche storiche la loro energia, la loro vitalità, la loro capacità di anticipare il futuro, ci ritroveremmo un’umanità ripiegata su se stessa, priva di fiducia e di uno sguardo positivo verso il domani".

"Pur consapevoli delle tante situazioni problematiche, che toccano anche l’ambito della fede e dell’appartenenza alla Chiesa, vogliamo rinnovare la nostra fiducia nei giovani, riaffermare che la Chiesa guarda alla loro condizione, alle loro culture, come ad un punto di riferimento essenziale ed ineludibile per la sua azione pastorale. (...) La Chiesa ha fiducia nei giovani, spera in essi e nelle loro energie, ha bisogno di loro e della loro vitalità, per continuare a vivere con rinnovato slancio la missione affidatale da Cristo. Auspico vivamente, dunque, che l’'Anno della fede' sia, anche per le giovani generazioni, un’occasione preziosa per ritrovare e rafforzare l’amicizia con Cristo, da cui far scaturire la gioia e l’entusiasmo per trasformare profondamente le culture e le società".





ALLA FRATERNITÀ DI SAN CARLO BORROMEO: AIUTATE VOCAZIONI NELLA MATURAZIONE

Città del Vaticano, 7 febbraio 2013 (VIS). "L'educazione è sempre fondamentale per la crescita della verità", ha detto il Papa ai partecipanti all'Assemblea Generale della Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo nel corso di un incontro svoltosi ieri in Vaticano. La Fraternità è una società di vita apostolica sorta dal movimento Comunione e Liberazione fondata, prima di diventare sacerdote, dal Monsignor Massimo Camisasca che oggi è Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla (Italia). All'incontro erano presenti l'attuale Superiore Don Paolo Sottopietra e il Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Julián Carrón, con 18 sacerdoti provenienti dalle missioni in diversi continenti.

"Mi ricordo bene delle mie visite nel Palazzo accanto a Santa Maria Maggiore, dove ho conosciuto personalmente don Giussani; ho conosciuto la sua fede, la sua gioia, la sua forza e la ricchezza delle sue idee, la creatività della fede", ha detto il Santo Padre del fondatore di Comunione e Liberazione. "È cresciuta una vera amicizia; così, tramite lui, ho conosciuto anche meglio la comunità di Comunione e Liberazione. E sono lieto che il successore sia con noi; che continua questa grande opera e ispira tante persone, tanti laici, donne e uomini, sacerdoti e laici, per collaborare alla diffusione del Vangelo, alla crescita del Regno di Dio".

"E qui ho conosciuto anche Massimo Camisasca; abbiamo parlato di diverse cose, ho conosciuto la sua creatività nell’arte, la sua capacità di vedere, interpretare i segni dei tempi, il suo grande dono di educatore, di sacerdote. Una volta ho avuto anche l'onore di ordinare alcuni sacerdoti (...), ed era bello, quindi, conoscere che qui cresce una nuova Fraternità Sacerdotale nello spirito di San Carlo Borromeo, che sempre rimane il grande modello di un Pastore che è realmente stimolato dall’amore di Cristo, cerca i piccoli, li ama e così realmente crea fede e fa crescere la Chiesa".

"Adesso la vostra Fraternità è grande, ed è un segno che le vocazioni ci sono - ha concluso il Pontefice - Ma c’è anche la necessità della nostra apertura per trovare, per accompagnare, per guidare e aiutare le vocazioni nella maturazione. Questa è la cosa per la quale ringrazio don Camisasca che ha fatto da grande educatore. Ed oggi l’educazione è sempre fondamentale per la crescita della verità, per la crescita del nostro essere figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo".


UDIENZE

Città del Vaticano, 7 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L’Onorevole Signora Annegret Kramp-Karrenbauer, Ministro Presidente del Land Saar (Germania) , e Seguito.

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

mercoledì 6 febbraio 2013

NELLA GENESI L'INTELLIGENZA UMANA, ALLA LUCE DELLA FEDE, PUÒ TROVARE LA CHIAVE INTERPRETATIVA DEL MONDO

Città del Vaticano, 6 febbraio 2013 (VIS). Durante l'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre ha continuato la catechesi sul simbolo della fede cristiana e si è soffermato oggi sulla frase "Creatore del cielo e della terra", spiegandola alla luce del primo capitolo della Genesi.

Dio l’origine di tutte le cose e nella bellezza della creazione si dispiega la sua onnipotenza di Padre che ama. (...) In quanto origine della vita (...) si prende cura di ciò che ha creato con un amore e una fedeltà che non vengono mai meno, dicono ripetutamente i salmi. Così, la creazione diventa luogo in cui conoscere e riconoscere l’onnipotenza del Signore e la sua bontà, e diventa appello alla fede di noi credenti perché proclamiamo Dio come Creatore. (...) È nel libro della Sacra Scrittura che l’intelligenza umana può trovare, alla luce della fede, la chiave di interpretazione per comprendere il mondo. In particolare, occupa un posto speciale il primo capitolo della Genesi, con la solenne presentazione dell’opera creatrice divina che si dispiega lungo sette giorni (...).Per sei volte, ad esempio, viene ripetuta la frase: 'Dio vide che era cosa buona' (...) Tutto ciò che Dio crea è bello e buono, intriso di sapienza e di amore; l’azione creatrice di Dio porta ordine, immette armonia, dona bellezza. Nel racconto della Genesi poi emerge che il Signore crea con la sua parola: per dieci volte si legge nel testo l’espressione 'Dio disse'. (...) La vita sorge, il mondo esiste, perché tutto obbedisce alla Parola divina".

"Ma la nostra domanda oggi è: nell’epoca della scienza e della tecnica, ha ancora senso parlare di creazione? - si è chiesto il Santo Padre, spiegando che: "La Bibbia non vuole essere un manuale di scienze naturali; vuole invece far comprendere la verità autentica e profonda delle cose. La verità fondamentale che i racconti della Genesi ci svelano è che il mondo non è un insieme di forze tra loro contrastanti, ma ha la sua origine e la sua stabilità nel 'Logos', nella Ragione eterna di Dio, che continua a sorreggere l’universo. C’è un disegno sul mondo che nasce da questa Ragione, dallo Spirito creatore".

"Vertice dell’intera creazione sono "l’uomo e la donna, l’essere umano, l’unico 'capace di conoscere e di amare il suo Creatore'. I racconti della creazione nel Libro della Genesi ci introducono anche in questo misterioso ambito, aiutandoci a conoscere il progetto di Dio sull’uomo. Anzitutto affermano che Dio formò l’uomo con la polvere della terra. Questo significa che non siamo Dio, non ci siamo fatti da soli, siamo terra; ma significa anche che veniamo dalla terra buona, per opera del Creatore buono. (...) A questo si aggiunge un'altra realtà fondamentale: tutti gli esseri umani sono polvere, al di là delle distinzioni operate dalla cultura e dalla storia, al di là di ogni differenza sociale siamo un’unica umanità plasmata con l’unica terra di Dio. Vi è poi un secondo elemento: l’essere umano ha origine perché Dio soffia l’alito di vita nel corpo modellato dalla terra. L’essere umano è fatto a immagine e somiglianza di Dio. Tutti allora portiamo in noi l’alito vitale di Dio e ogni vita umana (...) sta sotto la particolare protezione di Dio. Questa è la ragione più profonda dell’inviolabilità della dignità umana contro ogni tentazione di valutare la persona secondo criteri utilitaristici e di potere".

"Nei primi capitoli del Libro della Genesi troviamo due immagini significative: il giardino con l’albero della conoscenza del bene e del male e il serpente. Il giardino ci dice che la realtà in cui Dio ha posto l’essere umano non è una foresta selvaggia, ma luogo che protegge, nutre e sostiene; e l’uomo deve riconoscere il mondo non come proprietà da saccheggiare e da sfruttare, ma come dono del Creatore, (...) dono da coltivare e custodire, da far crescere e sviluppare nel rispetto, nell’armonia, seguendone i ritmi e la logica, secondo il disegno di Dio. Poi, il serpente è una figura che deriva dai culti orientali della fecondità, che affascinavano Israele e costituivano una costante tentazione di abbandonare la misteriosa alleanza con Dio. (...) In questo modo il serpente suscita il sospetto che l’alleanza con Dio sia come una catena che lega, che priva della libertà e delle cose più belle e preziose della vita. La tentazione diventa quella di costruirsi da soli il mondo in cui vivere, di non accettare i limiti dell’essere creatura, i limiti del bene e del male, della moralità; la dipendenza dall’amore creatore di Dio è vista come un peso di cui liberarsi. Questo è sempre il nocciolo della tentazione. Ma quando si falsa il rapporto con Dio, con una menzogna, mettendosi al suo posto, tutti gli altri rapporti vengono alterati. Allora l’altro diventa un rivale, una minaccia: Adamo, dopo aver ceduto alla tentazione, accusa immediatamente Eva; (...) il mondo non è più il giardino in cui vivere con armonia, ma un luogo da sfruttare e nel quale si celano insidie; l’invidia e l’odio verso l’altro entrano nel cuore dell’uomo".

"Dei racconti della creazione, vorrei evidenziare un ultimo insegnamento: il peccato genera peccato e tutti i peccati della storia sono legati tra di loro. Questo aspetto ci spinge a parlare di quello che è chiamato il 'peccato originale'. Qual è il significato di questa realtà, difficile da comprendere? (...) Anzitutto dobbiamo considerare che nessun uomo è chiuso in se stesso (...); noi riceviamo la vita dall’altro e non solo al momento della nascita, ma ogni giorno. L’essere umano è relazione: io sono me stesso solo nel tu e attraverso il tu, nella relazione dell’amore con il Tu di Dio e il tu degli altri. Ebbene, il peccato è turbare o distruggere la relazione con Dio, questa la sua essenza: distruggere la relazione con Dio, la relazione fondamentale, mettersi al posto di Dio. (...) Turbata la relazione fondamentale, sono compromessi o distrutti anche gli altri poli della relazione, il peccato rovina le relazioni, così rovina tutto, perché noi siamo relazione. Ora, se la struttura relazionale dell’umanità è turbata fin dall’inizio, ogni uomo entra in un mondo segnato da questo turbamento delle relazioni, entra in un mondo turbato dal peccato, da cui viene segnato personalmente; il peccato iniziale intacca e ferisce la natura umana. E l’uomo da solo, uno solo non può uscire da questa situazione, non può redimersi da solo; solamente il Creatore stesso può ripristinare le giuste relazioni. (...) Questo avviene in Gesù Cristo, che compie esattamente il percorso inverso di quello di Adamo (...): mentre Adamo non riconosce il suo essere creatura e vuole porsi al posto di Dio, Gesù, il Figlio di Dio, è in una relazione filiale perfetta con il Padre, si abbassa, diventa il servo, percorre la via dell’amore umiliandosi fino alla morte di croce, per rimettere in ordine le relazioni con Dio. La Croce di Cristo diventa così il nuovo albero della vita".

"Vivere di fede - ha concluso Benedetto XVI - vuol dire riconoscere la grandezza di Dio e accettare la nostra piccolezza, la nostra condizione di creature lasciando che il Signore la ricolmi del suo amore e così cresca la nostra vera grandezza. Il male, con il suo carico di dolore e di sofferenza, è un mistero che viene illuminato dalla luce della fede, che ci dà la certezza di poterne essere liberati: la certezza che è bene essere un uomo".




INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER FEBBRAIO 2013

Città del Vaticano, 6 febbraio 2013 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di febbraio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché le famiglie migranti, in particolare le madri, siano sostenute ed accompagnate nelle loro difficoltà”.

Missionaria: "Perché le popolazioni che sperimentano guerre e conflitti possano essere protagoniste della costruzione di un avvenire di pace”.


UDIENZE

Città del Vaticano, 6 febbraio 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Partecipanti all’Assemblea generale della Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto in diocesi la prelatura territoriale di Cametá (Brasile) e ne ha nominato primo Vescovo S.E. Mons. Jesús María Cizaurre Berdonces, O.A.R, finora Vescovo Prelato.

- Ha nominato il Reverendo Valdir Mamede, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Brasilia (superficie: 5.814; popolazione: 2.246.000; cattolici: 1.541.000; sacerdoti: 320; religiosi: 674; diaconi permanenti: 69), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Silvianópolis (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1988. Dal 1989 al 1992 è stato Vicario parrocchiale; dal 1992 al 1995 è stato Parroco della Parrocchia "Imaculado Coração de Maria" a Rio de Janeiro; dal 1995 al 1999 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do perpetuo Socorro" a Taguatinga. Ha ricoperto finora l'Ufficio di Vicario Giudiziale e Parroco della Parrocchia "Imaculado Coração de Maria" a Brasilia.

martedì 5 febbraio 2013

ARCIVESCOVO FISICHELLA PRESENTA MOSTRA "IL CAMMINO DI PIETRO"

Città del Vaticano, 5 febbraio 2013 (VIS). L'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, è intervenuto questa mattina, alla conferenza stampa di presentazione della Mostra "Il Cammino di Pietro" (Castel Sant'Angelo, 6 febbraio - 1° maggio 2013), che sarà inaugurata domani, alle 18:00, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti Don Alessio Geretti, curatore della Mostra e Daniella Porro, Sovrintendente del Polo dei Musei di Roma. Alla mostra che si colloca nell'ambito delle manifestazioni dell'Anno della Fede, hanno collaborato nove paesi europei, con opere d'arte risalenti al IV-V secolo fino fino alle soglie del XX secolo.

"È bene spiegare, anzitutto - ha detto l'Arcivescovo Fisichella - il perché di questa Mostra. La fede non è un impegno solo dei credenti. Essa esprime l'esigenza dell'uomo di saper guardare dentro se stesso per cogliere quel desiderio di Dio che è impresso nel cuore di ogni persona. Il momento culturale che viviamo è fortemente caratterizzato da movimenti che si alternano e che lasciano intravedere le contraddizioni di questi anni. Da una parte, sembra verificarsi un generale senso di stanchezza e indifferenza che tocca anche la fede. Come se questa si limitasse a un gruppo minoritario di persone, spesso anziane, e come se non avesse più alcun appeal per le nuove generazioni. Dall'altra, si nota un entusiasmo eccessivo nei confronti del progresso scientifico e di nuove forme di vita come fossero la soluzione dei gravi problemi odierni. In questo caso, non raramente si giunge a sostenere che è bene ridurre lo spazio della fede dentro i confini privati e senza alcuna incidenza sociale e culturale. Eppure, è facile verificare come nello stesso tempo sia in costante crescita il desiderio per godere sia della bellezza della natura sia delle opere che l'arte ha creato. (...) Oggi, per fortuna, si ricerca ancora qualcosa di più importante e di più profondo, perché l'animo è mosso dal desiderio di conoscere e di ammirare (...) per andare alla ricerca di una contemplazione della bellezza che non può essere effimera, perché ha creato cultura e si prolunga nel corso dei secoli suscitando sempre stupore e meraviglia per il genio dell'artista e per quanto ha saputo creare mosso dalla sua fede e dalla sua capacità interpretativa".

"È proprio per sostenere questo desiderio e per dare voce alla nostalgia di Dio, che è spesso latente in tante persone - ha proseguito l'Arcivescovo - che abbiamo pensato di organizzare questa Mostra come un percorso nei secoli per entrare nella conoscenza di uno dei personaggi che da sempre ha provocato la mente degli artisti per tentare di capire il mistero che portava con sé e darne voce. Abbiamo voluto esprimere 'Il cammino di Pietro' nell'arte. (...) Pietro è icona dell'umanità che cerca e trova, e dopo aver trovato segue; purtroppo, è anche debole e tradisce e, tuttavia, sa chiedere perdono. Mosso dall'amore per un'esperienza unica e sconvolgente, lascia tutto per annunciare al mondo il mistero della Risurrezione di Cristo. Un vero cammino di fede che non conosce sosta e che gli artisti hanno saputo (...) esprimere (...) in molte opere che attestano la bellezza".

"Questa mostra è un cammino per crescere nella fede, ma è anche una provocazione a dover percepire l'esigenza di credere come risposta alla domanda di senso che la vita pone. Davanti all'opera d'arte, credenti e non credenti hanno reazioni diverse, ma la bellezza che viene espressa chiama gli uni e gli altri all'ascolto di un messaggio che può essere recepito nel silenzio della contemplazione. (...) È questo uno dei motivi per cui abbiamo pensato che la Mostra non dovesse essere realizzata in un luogo caratterizzato religiosamente, ma in uno spazio aperto, dove tutti potessero accedere senza pregiudizio, mossi solo dall'interesse artistico. La vera arte, d'altronde, sa come provocare ed è bene non forzare la mano con troppe parole, per non incorrere nel rischio di vanificare il suo messaggio".

STIMA RECIPROCA FRA IL PAPA E IL PRESIDENTE REPUBBLICA ITALIANA

Città del Vaticano, 5 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre e il Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio Napolitano, si sono incontrati, nel pomeriggio di ieri, in una delle Aulette attigue all'Aula Paolo VI, prima del concerto offerto al Papa dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede in occasione dell'84° anniversario dei Patti Lateranensi.

L'incontro, della durata di circa 20 minuti - si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - è stato particolarmente intenso, nel contesto dell’avvicinarsi al compimento del settennio presidenziale, caratterizzato, come è noto, dalla grande stima reciproca e dai sempre cordialissimi incontri fra i due illustri interlocutori.

Nella conversazione, il Papa ha manifestato la sua attenzione e partecipazione per gli importanti appuntamenti che attendono prossimamente il popolo italiano. Non sono mancati riferimenti ai principali temi della situazione internazionale, in particolare alle preoccupazioni per la pace nelle regioni più travagliate nel mondo, come il Medio Oriente e l’Africa.


CONCERTO IN ONORE DEL PAPA NELL'ANNIVERSARIO PATTI LATERANENSI

Città del Vaticano, 5 febbraio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta dal Maestro Zubin Mehta, ha eseguito un concerto offerto al Papa dall'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede in occasione dell'84° anniversario dei Patti Lateranensi. Il repertorio comprendeva "La forza del destino" di Giuseppe Verdi e la Sinfonia n. 3, in mi bemolle maggiore, op. 55, "Eroica", di Ludwig van Beethoven.

Al termine del concerto, il Santo Padre ha rivolto ai presenti alcune parole, commentando che la scelta de "La forza del destino" è stata "un omaggio dovuto al grande musicista italiano nell’anno in cui celebriamo i 200 anni dalla sua nascita. Nelle sue opere colpisce sempre come egli abbia saputo cogliere e tratteggiare musicalmente le situazioni della vita, soprattutto i drammi dell’animo umano, in modo così immediato, incisivo ed essenziale come raramente si trova nel panorama musicale. È un destino sempre tragico quello dei personaggi verdiani a cui non sfuggono i protagonisti de La Forza del Destino: la Sinfonia che abbiamo ascoltato, fin dalle prime battute, ce lo ha fatto percepire. Ma affrontando il tema del destino, Verdi si trova ad affrontare direttamente il tema religioso, a confrontarsi con Dio, con la fede, con la Chiesa; ed emerge ancora una volta l’animo di questo musicista, la sua inquietudine, la sua ricerca religiosa. Ne La Forza del Destino (...)
è disegnato il dramma dell’esistenza umana segnata da un tragico destino e dalla nostalgia di Dio, della sua misericordia e del suo amore, che offrono luce, senso e speranza anche nel buio. La fede ci offre questa prospettiva che non è illusoria, ma reale; (...). Questa è la forza del cristiano, che nasce dalla morte e risurrezione di Cristo, dall’atto supremo di un Dio che è entrato nella storia dell’uomo non solo con le parole, ma incarnandosi".

"Una parola - ha proseguito il Pontefice - anche sulla Terza Sinfonia di Beethoven" che "Come è noto, era dedicata a Napoleone, ma il grande compositore tedesco cambiò idea dopo che Bonaparte si proclamò imperatore, mutando il titolo in: 'composta per festeggiare il sovvenire di un grand’Uomo'. Beethoven esprime musicalmente l’ideale dell’eroe portatore di libertà e di uguaglianza, che è davanti alla scelta della rassegnazione o della lotta, della morte o della vita, della resa o della vittoria (...). Non entro nella lettura dei quattro tempi, ma accenno solo al secondo, la celebre Marcia funebre, un’accorata meditazione sulla morte, che (...) invita a riflettere sull’al di là, sull’infinito. In quegli anni, Beethoven, nel testamento di Heiligenstadt dell’ottobre 1802 scriveva: 'O Dio, Tu dall’alto guardi nel mio intimo, lo conosci e sai che è colmo d’amore per l’umanità e di desiderio di fare del bene'. La ricerca di senso che apra ad una speranza solida per il futuro fa parte del cammino dell’umanità".

lunedì 4 febbraio 2013

LA FAMIGLIA È UNA BUONA NOTIZIA

Città del Vaticano, 4 febbraio 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, è intervenuto alla conferenza stampa sul tema: "Da Milano a Philadelphia: le prospettive del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Presentazione degli Atti di Milano 2012". La Conferenza ha analizzato i risultati dell'Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano, nel maggio 2012. Sono intervenuti inoltre il coniugi Francesca Dossi e Alfonso Colzani, Responsabili del Servizio per la Famiglia dell'Arcidiocesi di Milano.

L'Arcivescovo Paglia ha ricordato che l'Incontro di Milano "ha mostrato la forza vitale che le famiglie rappresentano nella Chiesa e nella stessa società. (...) Certo, sono molti i problemi che riguardano il matrimonio e la famiglia, ma non dobbiamo dimenticare, dati alla mano, che la famiglia resta ancora oggi la 'risorsa' fondamentale delle nostre società. (...) I dati statistici sono unanimi nel rilevare che la famiglia si colloca al primo posto come luogo di sicurezza, di rifugio, di sostegno per la propria vita, e resta in cima ai desideri della stragrande maggioranza dei giovani. In Italia, ad esempio, circa l’80% dei giovani dichiarano di preferire il matrimonio (civile o religioso che sia), solo il 20% opta per la convivenza. (...) E in Francia, i sondaggi rilevano che il 77% desidera costruire la propria vita di famiglia, rimanendo con la stessa persona per tutta la vita. (...) Del resto, il bisogno di famiglia è iscritto nel cuore dell’uomo fin da quando Dio disse: 'Non è bene che l’uomo sia solo, facciamogli un aiuto che gli sia simile'”.

"Questa profonda verità che segna così radicalmente la vita umana viene come bastonata da una cultura che le è opposta. (...) Questa corsa all’individualismo sta scardinando la famiglia, come pure le diverse forme di società. Per questo lo scardinamento della famiglia è il primo problema della società contemporanea. (...) È vero che tanta storia occidentale contemporanea è stata concepita come liberazione da ogni legame: i legami con gli altri, quindi nella famiglia, nella responsabilità verso l’altro. Ed è altrettanto vero che i vincoli, talora, hanno oppresso la soggettività. Ma oggi la vertigine della solitudine con il culto dell’ 'io', sciolto da ogni legame (...). E lo spaesamento provocato dalla globalizzazione, accentua ancor più il ripiegamento su di sé e la tentazione del proprio particolare".

"Oggi la Chiesa - ha proseguito l'Arcivescovo Paglia - è preoccupata (...) per la crisi che il matrimonio e la famiglia stanno attraversando, anche perché è consapevole che ambedue sono un Vangelo, una buona notizia anche per gli uomini e le donne di oggi, spesso soli e privi di amore, di paternità, di sostegno. (...) La Chiesa, 'esperta in umanità', conosce bene (...) l’alto prezzo delle fragilità familiari che viene pagato soprattutto dai figli (nati e non nati), dagli anziani, dai malati. (...) Nelle diverse epoche storiche ci sono state trasformazioni talora anche profonde nell’istituto familiare, mai però è venuto meno il suo 'genoma', la sua dimensione profonda, ossia essere una istituzione formata da uomo-donna e figli. Per questo è urgente una attenta riflessione culturale e una più vigorosa difesa della famiglia perché sia posta – e con fretta - al centro della politica, della economia, della cultura, sia nei diversi paesi che nelle altre istanze internazionali e con il coinvolgimento anche dei credenti di altre tradizioni religiose e di uomini di buona volontà. È una frontiera che riguarda le fondamenta stesse della società umana. Di qui l’interesse straordinario della Chiesa soprattutto in questo momento storico".

"Il Pontificio Consiglio per la Famiglia sente l’urgenza di aiutare sia dentro che fuori i confini della Chiesa la riscoperta del valore della Famiglia. (...) C’è poi un grande lavoro da fare sul piano culturale: si tratta di operare per ridare valore ad una cultura della famiglia, perché torni ad essere attraente ed anche importante per la propria vita e per la società. (...) Occuparsi della famiglia non significa restringersi ad un segmento della vita o della società, oggi significa allargare l’orizzonte oltre se stessi e decidere di partecipare alla costruzione di una società che sia essa stessa 'familiare', sino a cogliere 'la famiglia' dei popoli e delle nazioni".

L'Arcivescovo Paglia ha concluso il suo intervento illustrando le iniziative che, nel corso dell'anno e fino al prossimo incontro mondiale delle famiglie di Philadelphia, il Pontificio saranno realizzate dal Consiglio per la Famiglia, fra le quali la presentazione della "Carta dei Diritti della Famiglia" - elaborata trenta anni fa dallo stesso Dicastero - alle Nazioni Unite a New York e nella sede di Ginevra e al Parlamento Europeo. Dal prossimo aprile partirà una serie di seminari di studio sotto il titolo: "Dialoghi per la famiglia". Esperti delle diverse discipline affronteranno temi concernenti le grandi sfide che riguardano la famiglia e il matrimonio ed infine, in ottobre, l'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio verterà sulla "Carta dei Diritti della Famiglia". I giorni 26 e 27 ottobre prossimo, in occasione dell'Anno della Fede, è in programma un pellegrinaggio delle famiglie alla tomba di Pietro.


CONCISTORO 11 FEBBRAIO: NUOVI SANTI

Città del Vaticano, 4 febbraio 2013 (VIS). Lunedì, 11 febbraio 2013, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, si terrà il Concistoro ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati: Antonio Primaldo e Compagni, martiri; Laura di Santa Caterina da Siena Montoya y Upegui, vergine, fondatrice della Congregazione delle suore missionarie della Beata Vergine Immacolata e di Santa Caterina da Siena; Maria Guadalupe García Zavala, confondatrice della Congregazione delle Serve di Santa Margherita Maria e dei Poveri.

ANGELUS: INVESTIRE SULLA VITA E SULLA FAMIGLIA

Città del Vaticano, 3 febbraio 2013 (VIS). La meditazione domenicale del Santo Padre prima della recita dell'Angelus, è stata dedicata al Vangelo di Luca che narra il ritorno di Gesù nella sinagoga di Nazareth dopo un periodo di assenza. Gesù legge una profezia di Isaia sul Messia e ne annuncia il compimento lasciando intendere che quella parola si riferisce a Lui, suscitando lo sconcerto dei nazaretani che se da una parte lo ammirano, dall'altra si chiedono: "Non è costui il figlio di Giuseppe?", come dire: un carpentiere di Nazaret, quali aspirazioni può avere"".

"Proprio conoscendo questa chiusura, che conferma il proverbio 'nessun profeta è bene accetto nella sua patria', Gesù rivolge alla gente, nella sinagoga, parole che suonano come una provocazione. Cita due miracoli compiuti dai grandi profeti Elia ed Eliseo in favore di persone non israelite, per dimostrare che a volte c’è più fede al di fuori d’Israele. A quel punto la reazione è unanime: tutti si alzano e lo cacciano fuori, e cercano persino di buttarlo giù da un precipizio, ma Egli, con calma sovrana, passa in mezzo alla gente inferocita e se ne va".

"Come mai Gesù ha voluto provocare questa rottura? - ha detto il Papa - All’inizio la gente era ammirata di lui, e forse avrebbe potuto ottenere un certo consenso… Ma proprio questo è il punto: Gesù non è venuto per cercare il consenso degli uomini, ma – come dirà alla fine a Pilato – per 'dare testimonianza alla verità'. Il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona. È vero che Gesù è il profeta dell’amore, ma anche l’amore ha la sua verità. Anzi, amore e verità sono due nomi della stessa realtà, due nomi di Dio. Nella liturgia odierna risuonano anche queste parole di san Paolo: 'La carità …non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità'. Credere in Dio significa rinunciare ai propri pregiudizi e accogliere il volto concreto in cui Lui si è rivelato: l’uomo Gesù di Nazaret. E questa via conduce anche a riconoscerlo e a servirlo negli altri".

"In questo è illuminante l’atteggiamento di Maria. Chi più di lei ebbe familiarità con l’umanità di Gesù? Ma non ne fu mai scandalizzata come i compaesani di Nazaret. Ella custodiva nel suo cuore il mistero e seppe accoglierlo sempre di più e sempre di nuovo, nel cammino della fede, fino alla notte della Croce e alla piena luce della Risurrezione".

Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che in questa prima domenica di febbraio, ricorre in Italia, la "Giornata per la vita". "Mi associo - ha detto Benedetto XVI - ai Vescovi italiani che nel loro messaggio invitano ad investire sulla vita e sulla famiglia, anche come risposta efficace alla crisi attuale. Saluto il Movimento per la Vita ed auguro successo all'iniziativa denominata 'Uno di noi', affinché l'Europa sia sempre luogo dove ogni essere umano sia tutelato nella sua dignità. Saluto i rappresentanti delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università di Roma, specialmente i docenti di Ostetricia e Ginecologia (...) e li incoraggio a formare gli operatori sanitari alla cultura della vita".

IL PAPA AL NUOVO PATRIARCA DI BABILONIA DEI CALDEI: MINISTERO AL SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE, DELLA VICENDEVOLE ACCOGLIENZA E DELLA PACE PER TUTTA LA POPOLAZIONE IRACHENA

Città del Vaticano, 3 febbraio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato una Lettera a Sua Beatitudine Louis Raphäel Sako, nuovo Patriarca di Babilonia dei Caldei, nella quale comunica la concessione della "Ecclesiastica Communio" richiesta dal nuovo Patriarca.

"Nel porgerLe sentite felicitazioni - scrive il Papa - imploro il Signore affinché La ricolmi di ogni grazia e benedizione. Possa Egli illuminarLa nel proclamare instancabilmente il Vangelo nella viva tradizione che risale a San Tommaso Apostolo. Il Pastore Buono ed Eterno La sostenga nella fede dei padri e Le accordi l’ardore dei martiri di ieri e di oggi per custodire il patrimonio spirituale e liturgico della veneranda Chiesa Caldea, quale suo Pater et Caput. Il Suo ministero sia a conforto dei fedeli caldei nella madre patria e nella diaspora, ma anche dell’intera comunità cattolica e dei cristiani che vivono nella terra di Abramo, quale stimolo alla riconciliazione, alla vicendevole accoglienza e alla pace per tutta la popolazione irachena".

Il Santo Padre ha indirizzato, inoltre, una Lettera, redatta in latino, al Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con cui lo nomina Suo Delegato a presiedere, lunedì 4 febbraio, nella Basilica Vaticana, la celebrazione eucaristica per la conferma della Comunione Ecclesiastica al nuovo Patriarca.


CONSACRATI E CONSACRATE: NON UNITEVI AI PROFETI DI SVENTURA

Città del Vaticano, 2 febbraio 2013 (VIS). Alle ore 17.30 di oggi, Festa della Presentazione del Signore e XVII Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Santa Messa con i Membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica.

"'Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele': così Simeone definisce il Messia del Signore, al termine del suo canto di benedizione. Il tema della luce (...) è fortemente presente in questa liturgia. Essa infatti è stata aperta da una suggestiva processione, a cui hanno partecipato i Superiori e le Superiore Generali degli Istituti di vita consacrata qui rappresentati, che portavano i ceri accesi. Questo segno, specifico della tradizione liturgica di questa Festa, è molto espressivo. Manifesta la bellezza e il valore della vita consacrata come riflesso della luce di Cristo; un segno che richiama l’ingresso di Maria nel Tempio: la Vergine Maria, la Consacrata per eccellenza, portava in braccio la Luce stessa, il Verbo incarnato, venuto a scacciare le tenebre dal mondo con l’amore di Dio".

"Cari fratelli e sorelle consacrati, tutti voi siete stati rappresentati in quel simbolico pellegrinaggio, che nell’Anno della fede esprime ancora di più il vostro convenire nella Chiesa, per essere confermati nella fede e rinnovare l’offerta di voi stessi a Dio. (...) Nella luce di Cristo, con i molteplici carismi di vita contemplativa e apostolica, voi cooperate alla vita e alla missione della Chiesa nel mondo. In questo spirito di riconoscenza e di comunione, vorrei rivolgervi tre inviti, affinché possiate entrare pienamente in quella 'porta della fede' che è sempre aperta per noi".

"Vi invito in primo luogo ad alimentare una fede in grado di illuminare la vostra vocazione. Vi esorto per questo a fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del 'primo amore' con cui il Signore Gesù Cristo ha riscaldato il vostro cuore, non per nostalgia, ma per alimentare quella fiamma. E per questo occorre stare con Lui, nel silenzio dell’adorazione; e così risvegliare la volontà e la gioia di condividerne la vita, le scelte, l’obbedienza di fede, la beatitudine dei poveri, la radicalità dell’amore".

"In secondo luogo vi invito a una fede che sappia riconoscere la sapienza della debolezza. Nelle gioie e nelle afflizioni del tempo presente, quando la durezza e il peso della croce si fanno sentire, non dubitate che la 'kenosi' di Cristo è già vittoria pasquale. (...) Nelle società dell’efficienza e del successo, la vostra vita segnata dal 'minorità' e dalla debolezza dei piccoli, dall’empatia con coloro che non hanno voce, diventa un evangelico segno di contraddizione".

"Infine, vi invito a rinnovare la fede che vi fa essere pellegrini verso il futuro. Per sua natura la vita consacrata è pellegrinaggio dello spirito, alla ricerca di un Volto che talora si manifesta e talora si vela (...). Questo sia l’anelito costante del vostro cuore, il criterio fondamentale che orienta il vostro cammino, sia nei piccoli passi quotidiani che nelle decisioni più importanti. Non unitevi ai profeti di sventura che proclamano la fine o il non senso della vita consacrata nella Chiesa dei nostri giorni; piuttosto rivestitevi di Gesù Cristo e indossate le armi della luce (...) restando svegli e vigilanti.

"La gioia della vita consacrata passa necessariamente attraverso la partecipazione alla Croce di Cristo. Così è stato per Maria Santissima. La sua è la sofferenza del cuore che forma un tutt’uno col Cuore del Figlio di Dio, trafitto per amore. Da quella ferita sgorga la luce di Dio, e anche dalle sofferenze, dai sacrifici, dal dono di se stessi che i consacrati vivono per amore di Dio e degli altri si irradia la stessa luce, che evangelizza le genti. In questa Festa, auguro in modo particolare a voi consacrati che la vostra vita abbia sempre il sapore della parresia evangelica, affinché in voi la Buona Novella sia vissuta, testimoniata, annunciata e risplenda come Parola di verità".

INVIATI SPECIALI DEL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 2 febbraio 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Inviato Speciale del Santo Padre alle celebrazioni del 50° anniversario del Santuario della Madonna della Salute (Our Lady of Good Health) a Vailankanni (India) e del 25° anniversario dell'istituzione della Conferenza Episcopale (C.C.B.I.), in programma dal 9 all'11 febbraio 2013. La Lettera, redatta in latino, è datata 10 gennaio. La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don A. Michael Arockisamy, Rettore della Basilica-Santuario di Vailankanni e da Don Alex Joseph Vadakumthala, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Verapoly.

Questa mattina è stata pubblicata anche la Lettera Pontificia - redatta in latino e datata 10 gennaio - con la quale il Santo Padre nomina l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute), suo Inviato Speciale alla celebrazione della XXI Giornata Mondiale del Malato che si terrà nel Santuario di Nostra Signora di Altötting (Germania), il prossimo 11 febbraio. La missione che accompagnerà l'Arcivescovo è composta dal Ludwig Limbrunner, Rettore del Santuario di Altötting e dal Monsignor Günther Mandl, Direttore dell'Ufficio economico della Diocesi di Passau.

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