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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 8 ottobre 2012

TRASMETTERE AL MONDO L A PASSIONE PER CRISTO

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). La passione di comunicare Cristo al mondo e la consapevolezza che Dio agisce nella Chiesa sono stati i punti chiave del breve discorso che Benedetto XVI ha rivolto questa mattina ai Padri Sinodali in apertura del Sinodo dedicato alla nuova evangelizzazione e alla trasmissione della fede.

Le domande se Dio sia un'ipotesi, una realtà o no - ha detto il Papa - sono oggi così attuali come erano in quel tempo. Con il Vangelo Dio ha rotto il silenzio, ci ha parlato ed è entrato nella storia. Gesù è la sua Parola, il Dio che ci mostra, che ci ama e che soffre con noi fino alla morte e risorge.

Questa, ha proseguito il Pontefice, è la risposta della Chiesa a questo grande interrogativo. La questione però è anche come si può far arrivare questa realtà all'umanità del nostro tempo, affinché diventi salvezza. Noi non possiamo fare la Chiesa, possiamo solo far conoscere quanto ha fatto Lui. La Chiesa, ha affermato il Santo Padre, non comincia con il nostro fare; può soltanto far conoscere ciò che Dio ha fatto.

Nel ricordare che gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo, riuniti in preghiera nel cenacolo a Pentecoste, Benedetto XVI ha spiegato che non è una mera formalità il fatto che ogni assise sinodale inizi con una preghiera, ma una dimostrazione di consapevolezza del fatto che l'iniziativa è sempre di Dio, che noi possiamo implorarlo e che con Dio la Chiesa può solo cooperare.

Dopo aver acquisito tale consapevolezza, il secondo passo è quello della "confessio", la confessione pubblica della propria fede. Questa testimonianza in momenti difficili è, precisamente, una garanzia della sua credibilità ed implica la disponibilità a dare la vita per quello in cui si crede.

La confessione ha però bisogno di un abito che la renda visibile. Il terzo passo è la "caritas", la più grande forza che deve bruciare nel cuore di un cristiano. La fede, ha concluso il Papa, deve divenire in noi una fiamma dell'amore: fiamma che realmente accende il nostro essere e così accende il prossimo. Questa è l'essenza dell'evangelizzazione.

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede relativo ad un articolo apparso su "Il Messaggero" circa presunte irregolarità nella Fabbrica di San Pietro che amministra la Basilica Vaticana.

"In merito ad un articolo apparso su Il Messaggero dell’8 ottobre 2012, dal titolo "Fabbrica di San Pietro, al setaccio i bilanci", la Sala Stampa della Santa Sede, prese le dovute informazioni, precisa:

1) Nessun dossier giace sul tavolo del Segretario di Stato relativo ai bilanci della Fabbrica di San Pietro.

2) Tutti i bilanci della Fabbrica di San Pietro sono stati sottoposti all’esame della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e sono stati sempre approvati dalla Segreteria di Stato.

3) L’articolo in parola risulta del tutto disinformato.

IL PAPA INAUGURA IL SINODO SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha proclamato Dottori della Chiesa San Giovanni d'Avila e Santa Ildegarda di Bingen ed ha presieduto l'Eucaristia nel corso della quale ha inaugurato la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Hanno concelebrato con il Papa i Padri sinodali e i Vescovi delle Conferenze Episcopali spagnola e tedesca.

"L’evangelizzazione, in ogni tempo e luogo, ha sempre come punto centrale e terminale Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio; e il Crocifisso è per eccellenza il segno distintivo di chi annuncia il Vangelo: segno di amore e di pace, appello alla conversione e alla riconciliazione".

"La Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - esiste per evangelizzare. Fedeli al comando del Signore Gesù Cristo, i suoi discepoli sono andati nel mondo intero per annunciare la Buona Notizia, fondando dappertutto le comunità cristiane. Col tempo, esse sono diventate Chiese ben organizzate con numerosi fedeli. (...) Anche nei nostri tempi lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un nuovo slancio per annunciare la Buona Notizia, un dinamismo spirituale e pastorale che ha trovato la sua espressione più universale e il suo impulso più autorevole nel Concilio Ecumenico Vaticano II. Tale rinnovato dinamismo dell’evangelizzazione produce un benefico influsso sui due 'rami' specifici che da essa si sviluppano, vale a dire, da una parte, la missio ad gentes, cioè l’annuncio del Vangelo a coloro che ancora non conoscono Gesù Cristo e il suo messaggio di salvezza; e, dall’altra parte, la nuova evangelizzazione, orientata principalmente alle persone che, pur essendo battezzate, si sono allontanate dalla Chiesa, e vivono senza fare riferimento alla prassi cristiana".

"L’Assemblea sinodale che oggi si apre è dedicata a questa nuova evangelizzazione, per favorire in queste persone un nuovo incontro con il Signore, che solo riempie di significato profondo e di pace la nostra esistenza; per favorire la riscoperta della fede, sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale".

Successivamente il Papa ha affermato che il matrimonio, proposto dal Vangelo odierno e dalla prima lettura, merita "un'attenzione speciale" perché "ci invita a renderci più consapevoli di una realtà già nota ma forse non pienamente valorizzata: che cioè il matrimonio, costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato. L’unione dell’uomo e della donna, il loro diventare 'un’unica carne' nella carità, nell’amore fecondo e indissolubile, è segno che parla di Dio con forza, con una eloquenza che ai nostri giorni è diventata maggiore, perché purtroppo, per diverse cause, il matrimonio, proprio nelle regioni di antica evangelizzazione, sta attraversando una crisi profonda. E non è un caso. Il matrimonio è legato alla fede, non in senso generico. Il matrimonio, come unione d’amore fedele e indissolubile, si fonda sulla grazia che viene dal Dio Uno e Trino, che in Cristo ci ha amati d’amore fedele fino alla Croce. (...) C’è un’evidente corrispondenza tra la crisi della fede e la crisi del matrimonio. E, come la Chiesa afferma e testimonia da tempo, il matrimonio è chiamato ad essere non solo oggetto, ma soggetto della nuova evangelizzazione".

Infine, prima di soffermarsi sui due nuovi Dottori della Chiesa, il Papa ha ricordato che "Una delle idee portanti del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato all’evangelizzazione è quella della chiamata universale alla santità, che in quanto tale riguarda tutti i cristiani. I santi sono i veri protagonisti dell’evangelizzazione in tutte le sue espressioni. (...) La santità non conosce barriere culturali, sociali, politiche, religiose. Il suo linguaggio – quello dell’amore e della verità – è comprensibile per tutti gli uomini di buona volontà e li avvicina a Gesù Cristo, fonte inesauribile di vita nuova".

"A questo punto, soffermiamoci un momento ad ammirare i due Santi che oggi sono stati aggregati alla eletta schiera dei Dottori della Chiesa. San Giovanni di Avila visse nel secolo XVI. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, era dotato di ardente spirito missionario. Seppe penetrare con singolare profondità i misteri della Redenzione operata da Cristo per l’umanità. Uomo di Dio, univa la preghiera costante all’azione apostolica. Si dedicò alla predicazione e all’incremento della pratica dei Sacramenti, concentrando il suo impegno nel migliorare la formazione dei candidati al sacerdozio, dei religiosi e dei laici, in vista di una feconda riforma della Chiesa".

"Santa Ildegarda di Bingen, importante figura femminile del secolo XII, ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa del suo tempo, valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale. Il Signore la dotò di spirito profetico e di fervida capacità di discernere i segni dei tempi. Ildegarda nutrì uno spiccato amore per il creato, coltivò la medicina, la poesia e la musica. Soprattutto conservò sempre un grande e fedele amore per Cristo e per la sua Chiesa".

"Lo sguardo sull’ideale della vita cristiana, espresso nella chiamata alla santità, ci spinge a guardare con umiltà la fragilità di tanti cristiani, anzi il loro peccato, personale e comunitario, che rappresenta un grande ostacolo all’evangelizzazione, e a riconoscere la forza di Dio che, nella fede, incontra la debolezza umana. Pertanto, non si può parlare della nuova evangelizzazione senza una disposizione sincera di conversione".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia affidando a Dio "i lavori dell’Assise sinodale nel sentimento vivo della comunione dei Santi, invocando in particolare l’intercessione dei grandi evangelizzatori, tra i quali vogliamo con grande affetto annoverare il Beato Papa Giovanni Paolo II, il cui lungo pontificato è stato anche esempio di nuova evangelizzazione".


VALORIZZARE IL ROSARIO NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 7 ottobre (VIS). All'Angelus il Santo Padre ha ricordato che oggi nel Santuario di Pompei, dedicato alla Regina del Rosario, viene elevata la tradizionale "Supplica" a cui si uniscono innumerevoli persone in tutto il mondo.

"Mentre anche noi ci associamo spiritualmente a tale corale invocazione, vorrei proporre a tutti di valorizzare la preghiera del Rosario nel prossimo Anno della fede. Con il Rosario, infatti, ci lasciamo guidare da Maria, modello di fede, nella meditazione dei misteri di Cristo, e giorno dopo giorno siamo aiutati ad assimilare il Vangelo, così che dia forma a tutta la nostra vita. Pertanto, nella scia dei miei Predecessori, in particolare del Beato Giovanni Paolo II che dieci anni fa ci diede la Lettera apostolica 'Rosarium Virginis Mariae', invito a pregare il Rosario personalmente, in famiglia e in comunità, ponendoci alla scuola di Maria, che ci conduce a Cristo, centro vivo della nostra fede".

SENTENZA DEL TRIBUNALE VATICANO NEL PROCESSO A CARICO DI PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha emesso questa mattina la seguente sentenza relativa al processo a carico di Paolo Gabriele, colpevole di furto aggravato.

"L’imputato Paolo Gabriele colpevole del delitto previsto dall’art. 404 primo comma n.1 c.p., per aver egli operato, con abuso della fiducia derivante dalle relazioni di ufficio connesse alla sua prestazione d’opera, la sottrazione di cose che in ragione di tali relazioni erano lasciate od esposte alla fede dello stesso, lo condanna pertanto alla pena di anni tre (3) di reclusione;

visto l’art. 26 della legge 21 giugno 1969, n. L, considerate l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo - sia pure erroneo - indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi 6 (sei) di reclusione; condanna il medesimo al rifacimento delle spese processuali.

Firmato
Giuseppe Dalla Torre, Presidente; Paolo Papanti-Pelletier; Venerando Marano e Raffaele Ottaviano, Cancelliere supplente.

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Jõzef Nowacki, Nunzio Apostolico in Danimarca, Finlandia e Norvegia, attualmente Nunzio Apostolico in Svezia e Islanda.

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Edward Frankowski all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Sandomierz (Polonia), per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Charles J. Scicluna, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Malta (superficie: 246; popolazione: 412.970; cattolici: 388.970; sacerdoti: 671; religiosi: 1.291), Malta. Il Vescovo eletto è nato a Toronto (Canada) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Tra il 1990 e il 1995 è stato Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia al Tribunale Metropolitano di Malta, Professore di Teologia Pastorale e Diritto Canonico presso la locale Facoltà di Teologia e Vice-Rettore al Seminario Maggiore dell'arcidiocesi. Nello stesso periodo ha prestato la sua collaborazione nelle parrocchie di San Gregorio Magno, Silema e la parrocchia della Trasfigurazione, Iklin presso Malta. Nel 1995 è entrato al servizio della Santa Sede, prima come Promotore di Giustizia Sostituto presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e poi come Promotore di Giustizia presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. In questo periodo ha anche insegnato, come Professore Invitato, presso la Facoltà di Diritto della Pontificia Università Gregoriana.




venerdì 5 ottobre 2012

INDULGENZA PLENARIA NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede che sarà valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013), come si legge in un decreto reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica.

"Nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II - si legge nel Decreto - il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito l’inizio di un Anno particolarmente dedicato alla professione della vera fede e alla sua retta interpretazione, con la lettura, o meglio, la pia meditazione degli Atti del Concilio e degli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica".

"Poiché si tratta anzitutto di sviluppare in sommo grado – per quanto è possibile su questa terra – la santità di vita e di ottenere, quindi, nel grado più alto la purezza dell’anima, sarà molto utile il grande dono delle Indulgenze, che la Chiesa, in virtù del potere conferitole da Cristo, offre a tutti coloro che con le dovute disposizioni adempiono le speciali prescrizioni per conseguirle".

"Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre 2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, e che preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

a.- Ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazione durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo;

b.- Ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni;

c.- Ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima;

D.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima.

I Vescovi Diocesani o Eparchiali, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, nel giorno più opportuno di questo tempo, in occasione della principale celebrazione (ad es. il 24 Novembre 2013, nella solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo, con la quale si chiuderà l’Anno della fede) potranno impartire la Benedizione Papale con l’Indulgenza plenaria, lucrabile da parte di tutti fedeli che riceveranno tale Benedizione devotamente.

Il Decreto si conclude ricordando che tutti i fedeli che "per malattia o gravi motivi" non possono uscire di casa, potranno ottenere l'indulgenza plenaria "se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti, particolarmente nei momenti in cui le Parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi Diocesani verranno trasmesse per televisione e radio, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno della fede, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.


PRESENTAZIONE SINODO SU NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha presentato la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 7 al 28 ottobre, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Prima di soffermarsi sui particolari concreti dell'Assemblea, l'Arcivescovo ha sottolineato l'importanza di "tenere uniti i due aspetti dell’argomento sinodale. Esso, infatti, indica che lo scopo della nuova evangelizzazione è la trasmissione della fede. D’altra parte, il processo della trasmissione della fede, che oggi in molti casi trova ostacoli di varia indole, si svolge nell’ambito della nuova evangelizzazione".

Successivamente l'Arcivescovo Eterovic ha illustrato la preparazione e lo svolgimento di un'Assemblea sinodale "processo complesso ed esigente" nel quale si potrebbero distinguere tre aspetti che si intrecciano mutualmente: dimensione spirituale, riflessione teologica pastorale e preparazione tecnica-organizzativa".

1.- Dimensione spirituale

La preghiera accompagna ed anima ogni attività sinodale. (...) La preghiera che ha accompagnato i lavori di preparazione (...) sarà preminente durante i lavori sinodali. In particolare, il Santo Padre presiederà quattro celebrazioni liturgiche". Il 7 ottobre, la celebrazione eucaristica dell'inaugurazione del Sinodo durante la quale il Papa dichiarerà dottori due Santi della Chiesa: San Juan de Avila e Santa Ildegarda di Bingen; l'11 ottobre la Santa Messa durante la quale il Santo Padre darà inizio all'Anno della Fede; il 21 ottobre la Santa Messa di canonizzazione dei Beati: Jacques Berthieu; Pedro Calungsod; Giovanni Battista Piamarta; Carmen Sallés y Barangueras; Marianne Cope; Caterina Tekakwitha e Anna Schäffer. Infine il 28 ottobre la Santa Messa di chiusura del Sinodo.

2. - Riflessioni teologico-pastorali

Dopo che il Santo Padre Benedetto XVI ha scelto il tema dell’Assise sinodale, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha redatto i Lineamenta, documento di riflessione sull’argomento prescelto, reso pubblico il 4 marzo 2011. Il Questionario che accompagna i Lineamenta è stato sottoposto all'attenzione degli organismi ecclesiali, con i quali la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha rapporti istituzionali pregando di rispondere prima del 1° novembre 2011. Dall’alto numero di risposte che ha raggiunto il 90,5 % si può constatare il grande interesse delle Chiese particolari e di altri organismi sull’argomento della riflessione sinodale. Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale ha analizzato tali risposte che sono state sintetizzate nell’Instrumentum laboris. Tale documento è stato reso noto il 19 giugno 2012.

Altri documenti hanno avuto un ruolo importante nella preparazione dell’Assise sinodale. Si tratta, in primo luogo, delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI in vari suoi pronunciamenti. Oltre alle catechesi sulla preghiera, le due Lettere Apostoliche in forma di Motu proprio: "Ubicumque et semper" del 21 settembre 2010, con la quale il Sommo Pontefice erige il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. e "Porta fidei", dell’11 ottobre 2011, con la quale indice l’Anno della fede.


3.- Preparazione tecnica organizzativa

Secondo le norme dell’Ordo Synodi Episcoporum, all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi partecipano ex officio i Capi delle Chiese Orientali cattoliche sui iuris e dei Dicasteri della Curia Romana. Oltre i Padri sinodali di nomina Pontificia, gli altri Padri sinodali vengono eletti dalle rispettive Conferenze Episcopali, dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, se oltrepassano il numero di 25 Vescovi, come pure dall’Unione dei Superiori Generali che hanno diritto di eleggere 10 membri.


4.- Partecipanti all’Assemblea sinodale

Alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 262 Padri sinodali, il numero più elevato nella storia dei Sinodi. Dall’Europa provengono 103, dall’America 63, dall’Africa 50, dall’Asia 39 e dall’Oceania 7. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 182, è stata eletta, 172 dalle Conferenze Episcopali e 10 dall’Unione dei Superiori Generali; 3 sono stati designati dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; 37 partecipano ex officio, 40 sono stati nominati dal Santo Padre.

Benedetto XVI ha nominato il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America), Relatore Generale e l'Arcivescovo Pierre-Marie Carré, di Montpellier (Francia), Segretario Speciale. Il Papa ha inoltre nominato tre Presidenti Delegati: il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina); il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), ed il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo). All’Assemblea sinodale prenderanno parte anche 45 Esperti e 49 Uditori; i Delegati fraterni rappresentanti di 15 chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica ed infine 3 Invitati speciali: fratello Alois, Priore di Taizé (Francia); il Reverendo Lamar Vest, Presidente dell’American Bible Society (Stati Uniti d'America) e il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

V) Eventi di rilievo

Sono previste 23 Congregazioni Generali e 8 Sessioni dei Circoli minori. L'8 ottobre il Segretario Generale ed il Relatore Generale leggeranno la loro relazione. Nella sessione pomeridiana sono previsti brevi interventi dei rappresentanti dell'episcopato dei cinque continenti sul tema dell'Assemblea sinodale. Essi devono indicare in sintesi come è stato percepito il tema sinodale nella realtà della Chiese particolari dei singoli continenti.

Il 9 ottobre, nella Congregazione generale pomeridiana il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, riferirà sulla recezione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini, risultato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo nel mese di ottobre del 2008.

Nel pomeriggio del 10 ottobre, Sua Grazia dottor Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, nella Congregazione generale del pomeriggio, si rivolgerà all’Assemblea per illustrare dal punto di vista anglicano la sfida della nuova evangelizzazione e della trasmissione della fede cristiana.

Il 12 ottobre il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede.

Nel corso della celebrazione eucaristica dell’11 ottobre, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I° rivolgerà un indirizzo al Vescovo di Roma Benedetto XVI e a tutti i partecipanti alla Santa Messa con la quale inizierà l’Anno della fede.

All’inizio dei lavori, i Padri sinodali sceglieranno i membri della Commissione del Messaggio, composta da 12 membri, di cui il Presidente Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per i mezzi di comunicazione sociale, e il Vice-Presidente Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine) sono stati chiamati dal Santo Padre. Il Papa nominerà altri due membri, mentre i restanti 8 saranno scelti dai Padri sinodali.


6.- Conclusione

La metodologia sinodale, modificata dal Santo Padre Benedetto XVI nell’anno 2005, rimarrà sostanzialmente invariata. Pertanto, ogni Padre sinodale avrà a disposizione 5 minuti per fare il suo intervento nel corso delle Congregazioni generali. Durante la discussione libera, prevista in ogni Congregazione generale pomeridiana dalle ore 18 alle 19, ogni intervento dei Padri sinodali non durerà più di 3 minuti per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale.
Gli interventi dei Delegati fraterni, degli Uditori e delle Uditrici non dovrebbero superare 4 minuti.



giovedì 4 ottobre 2012

IL PAPA A LORETO: È LA FEDE CHE CI DÀ UNA CASA IN QUESTO MONDO

Città del Vaticano, 4 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una Visita pastorale a Loreto, per affidare alla Vergine Maria, venerata nel famoso Santuario - due imminenti avvenimenti: l'apertura dell'Anno della Fede (11 ottobre) e l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione (7 ottobre). Il Papa ha voluto inoltre ricordare il suo Predecessore, il Beato Giovanni XXIII che cinquanta anni fa si recò a Loreto per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II che si sarebbe inaugurato una settimana dopo.

Il Santuario di Loreto, luogo di pellegrinaggio fin dal secolo XIV, custodisce la Casa in muratura dove la Madonna visse a Nazareth. La Santa Casa, secondo la versione antica, di segno devozionale e popolare, fu trasportata dagli angeli da Nazaret a Loreto nel 1294, poco dopo l'espulsione definitiva dei Crociati dalla Palestina. Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli che regnava sulla regione dell'Epiro. L'assistenza divina in questo viaggio è simboleggiata dagli Angeli. La Casa è il luogo dove Maria è nata, è stata fidanzata con Giuseppe, ha ricevuto l'annuncio dell'Angelo Gabriele e ha concepito nel proprio grembo il Figlio di Dio. Essa fa memoria pertanto del Mistero dell'Incarnazione.

A Nazaret la dimora di Maria era costituita di due parti: una grotta, tuttora custodita a Nazaret nella Basilica dell'Annunciazione e una Casa antistante, di tre pareti in pietra. I raffronti tecnici della Santa Casa con la Grotta di Nazaret hanno messo in luce la coesistenza e la contiguità delle due parti. A conferma della tradizione è di grande importanza un recente studio sul modo in cui sono lavorate le pietre, cioè secondo l'uso dei Nabatei, diffuso nella Galilea di Gesù. Quando le tre pareti della Casa della Madonna arrivarono a Loreto furono appoggiate su una pubblica strada, senza fondamenta proprie. Essa fu subito oggetto di una straordinaria cura conservativa che si addice solo a una preziosa reliquia.

Benedetto XVI, partito dall'eliporto vaticano alle 9:00, alle 10:00 è giunto a Loreto, accolto ricevuto dalle autorità religiose e civili della Regione. Successivamente Benedetto XVI si è recato al Santuario Lauretano, nella Piazza della Madonna dove ha salutato la Comunità dei Cappuccini del Santuario. Nella Santa Casa il Papa ha sostato alcuni minuti in adorazione davanti al Santissimo Sacramento ed ha pregato la Vergine di Loreto.

Alle 10:30, nella Piazza della Madonna, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa ed ha tenuto l'omelia della quale riportiamo ampi estratti.

"Il 4 ottobre del 1962, il Beato Giovanni XXIII venne in pellegrinaggio a questo Santuario per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II, che si sarebbe inaugurato una settimana dopo. (...) A distanza di cinquant’anni, dopo essere stato chiamato dalla divina Provvidenza a succedere sulla cattedra di Pietro a quel Papa indimenticabile, anch’io sono venuto qui pellegrino per affidare alla Madre di Dio due importanti iniziative ecclesiali: l’Anno della fede, che avrà inizio tra una settimana, l’11 ottobre, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, da me convocata nel mese di ottobre sul tema 'La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana'".
"Come ricordavo nella Lettera Apostolica di indizione, attraverso l’Anno della fede 'intendo invitare i Confratelli Vescovi di tutto l’orbe perché si uniscano al Successore di Pietro, nel tempo di grazia spirituale che il Signore ci offre, per fare memoria del dono prezioso della fede'. E proprio qui a Loreto abbiamo l’opportunità di metterci alla scuola di Maria, di lei che è stata proclamata 'beata' perché 'ha creduto'. (...) Maria ha offerto la propria carne, ha messo tutta se stessa a disposizione della volontà di Dio, diventando 'luogo' della sua presenza, 'luogo' in cui dimora il Figlio di Dio. (...) La volontà di Maria coincide con la volontà del Figlio nell’unico progetto di amore del Padre e in lei si uniscono cielo e terra, Dio creatore e la sua creatura. Dio diventa uomo, Maria si fa 'casa vivente' del Signore, tempio dove abita l’Altissimo".

"Il Beato Giovanni XXIII cinquant’anni fa, qui a Loreto, invitava a contemplare questo mistero (...) e continuava affermando che lo stesso Concilio aveva come scopo di estendere sempre più il raggio benefico dell’Incarnazione e Redenzione di Cristo in tutte le forme della vita sociale. È’ un invito che risuona oggi con particolare forza. Nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere. Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna".

"Ma il dimorare del Figlio di Dio nella 'casa vivente', nel tempio, che è Maria, ci porta ad un altro pensiero: dove abita Dio, dobbiamo riconoscere che tutti siamo 'a casa'; dove abita Cristo, i suoi fratelli e le sue sorelle non sono più stranieri. (...) È la fede, allora, che ci dà una casa in questo mondo, che ci riunisce in un’unica famiglia e che ci rende tutti fratelli e sorelle. Contemplando Maria, dobbiamo domandarci se anche noi vogliamo essere aperti al Signore, (...) oppure se abbiamo paura che la presenza del Signore possa essere un limite alla nostra libertà, e se vogliamo riservarci una parte della nostra vita, in modo che possa appartenere soltanto a noi. Ma è proprio Dio che libera la nostra libertà, la libera dalla chiusura in se stessa, dalla sete di potere, di possesso, di dominio, e la rende capace di aprirsi alla dimensione che la realizza in senso pieno: quella del dono di sé, dell’amore, che si fa servizio e condivisione".

"La fede ci fa abitare, dimorare, ma ci fa anche camminare nella via della vita. Anche a questo proposito, la Santa Casa di Loreto conserva un insegnamento importante. Come sappiamo, essa fu collocata sopra una strada. La cosa potrebbe apparire piuttosto strana: dal nostro punto di vista, infatti, la casa e la strada sembrano escludersi. In realtà, proprio in questo particolare aspetto, è custodito un messaggio singolare di questa Casa. Essa non è una casa privata, non appartiene a una persona o a una famiglia, ma è un’abitazione aperta a tutti, che sta, per così dire, sulla strada di tutti noi. Allora, qui a Loreto, troviamo una casa che ci fa rimanere, abitare, e che nello stesso tempo ci fa camminare, ci ricorda che siamo tutti pellegrini, che dobbiamo essere sempre in cammino verso un’altra abitazione, verso la casa definitiva, verso la Città eterna, la dimora di Dio con l’umanità redenta".

"C’è ancora un punto importante del racconto evangelico dell’Annunciazione che vorrei sottolineare, un aspetto che non finisce mai di stupirci: Dio domanda il 'sì' dell’uomo, ha creato un interlocutore libero, chiede che la sua creatura Gli risponda con piena libertà. (...) Dio chiede la libera adesione di Maria per diventare uomo. Certo, il 'sì' della Vergine è frutto della Grazia divina. Ma la grazia non elimina la libertà, al contrario, la crea e la sostiene. La fede non toglie nulla alla creatura umana, ma ne permette la piena e definitiva realizzazione".

"In questo pellegrinaggio che ripercorre quello del Beato Giovanni XXIII - e che avviene, provvidenzialmente, nel giorno in cui si fa memoria di san Francesco di Assisi, vero 'Vangelo vivente' - vorrei affidare alla Santissima Madre di Dio tutte le difficoltà che vive il nostro mondo alla ricerca di serenità e di pace (...) Vorrei affidare (...) anche questo speciale tempo di grazia per la Chiesa, che si apre davanti a noi. Tu, Madre del 'sì', che hai ascoltato Gesù, parlaci di Lui, raccontaci il tuo cammino per seguirlo sulla via della fede, aiutaci ad annunciarlo perché ogni uomo possa accoglierlo e diventare dimora di Dio".

Al termine della celebrazione eucaristica il Papa ha consumato il pranzo al Centro Giovanni Paolo II. Alle 17:00 il Santo Padre ripartirà alla volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 18:00.

mercoledì 3 ottobre 2012

NELLA LITURGIA LA CHIESA SI RENDE PIENAMENTE VISIBILE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Lo spazio che occupa la preghiera liturgica, sopratutto la Santa Messa, nella vita del cristiano, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

La preghiera, ha spiegato il Papa "è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. Quindi la vita di preghiera consiste nell’essere abitualmente alla presenza di Dio e averne coscienza (...) Questa comunione di vita con Dio, (...) è possibile perché per mezzo del Battesimo siamo stati inseriti in Cristo", giacché "solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli".

La preghiera cristiana consiste "nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo". "Cristo lo scopriamo - ha proseguito il Pontefice - lo conosciamo come Persona vivente, nella Chiesa. Essa è il 'suo' Corpo (...) Il legame inscindibile tra Cristo e la Chiesa, attraverso la forza unificante dell’amore, non annulla il 'tu' e l’'io', bensì li innalza alla loro unità più profonda. (...) Pregare significa elevarsi all’altezza di Dio, mediante una necessaria graduale trasformazione del nostro essere".

"Partecipando alla liturgia, facciamo nostra la lingua della madre Chiesa, apprendiamo a parlare in essa e per essa. Naturalmente questo avviene in modo graduale, poco a poco. Devo immergermi progressivamente nelle parole della Chiesa, con la mia preghiera, con la mia vita, con la mia sofferenza, con la mia gioia, con il mio pensiero. È un cammino che ci trasforma".

La questione di come pregare si risolve guardando al Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato. "Noi vediamo che la prima parola è 'Padre' e la seconda è 'nostro'. La risposta, quindi, è chiara: apprendo a pregare, alimento la mia preghiera, rivolgendomi a Dio come Padre e pregando-con-altri, pregando con la Chiesa, accettando il dono delle sue parole, che mi diventano poco a poco familiari e ricche di senso. Il dialogo che Dio stabilisce con ciascuno di noi, e noi con Lui, nella preghiera include sempre un 'con'; non si può pregare Dio in modo individualista. Nella preghiera liturgica, soprattutto l’Eucaristia (...) in ogni preghiera, non parliamo solo come singole persone, bensì entriamo nel 'noi' della Chiesa che prega".

La liturgia "non è una specie di 'auto-manifestazione' di una comunità (...) è (...)l'entrare nella grande comunità vivente, nella quale Dio stesso ci nutre. La liturgia implica universalità" ed "è importante che ogni cristiano si senta e sia realmente inserito in questo 'noi' universale, che fornisce il fondamento e il rifugio all'io, nel Corpo di Cristo che è la Chiesa".

Per questo dobbiamo accettare la logica dell'incarnazione di Dio che "si è fatto vicino, presente, entrando nella storia e nella natura umana (...) E questa presenza continua nella Chiesa, suo Corpo. La liturgia allora non è il ricordo di eventi passati, ma è la presenza viva del Mistero Pasquale di Cristo che trascende e unisce i tempi e gli spazi".

"Non è il singolo - sacerdote o fedele - o il gruppo che celebra la liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, che ha la sua storia, la sua ricca tradizione e la sua creatività. Questa universalità ed apertura fondamentale, che è propria di tutta la liturgia, è una delle ragioni per cui essa non può essere ideata o modificata dalla singola comunità o dagli esperti, ma deve essere fedele alle forme della Chiesa universale".

La Chiesa - ha concluso il Papa - si rende visibile nella liturgia: "essa è l’atto nel quale crediamo che Dio entra nella nostra realtà e noi lo possiamo incontrare, lo possiamo toccare. È l’atto nel quale (...): Egli viene a noi, e noi siamo illuminati da Lui".


IL PAPA CHIEDE PREGHIERE PER L'ANNO DELLA FEDE ED IL SINODO

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha ricordato che domani si recherà in visita al Santuario di Loreto (Italia), "nel 50° anniversario del celebre pellegrinaggio del Beato Papa Giovanni XXIII in quella località mariana, avvenuto una settimana prima dell’apertura del Concilio Vaticano II".

"Vi chiedo - ha detto il Papa - di unirvi alla mia preghiera nel raccomandare alla Madre di Dio i principali eventi ecclesiali che ci apprestiamo a vivere. L’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione. Possa la Vergine Santa accompagnare la Chiesa nella sua missione di annunciare il Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di ottobre affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Per lo sviluppo e il progresso della Nuova Evangelizzazione nei Paesi di antica cristianità".

Missionaria: "Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale sia l'occasione di un rinnovato impegno di evangelizzazione".


POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato le Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Lunedì 8 ottobre 2012, alle ore 18:00, Sua Beatitudine il Cardinale Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras si Alba Iulia dei Romeni, prenderà possesso del Titolo di Sant'Atanasio, Via del Babuino, 149.

- Domenica 14 ottobre, alle ore 16:00, il Cardinale Sua Beatitudine Goerge Alencherry, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam Angamaly dei Siro-Malabaresi, prenderà possesso del Titolo di San Bernardo alle Terme, Via Torino, 94.

Sabato 20 ottobre, alle ore 18:30, il Cardinale Julien Ries, prenderà possesso della Diaconia di Sant'Antonio di Padova a Circonvallazione Appia, Circonvallazione Appia, 150.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey (superficie: 17.886; popolazione: 7.327.000; cattolici: 5.862.000; sacerdoti: 549; religiosi: 1.109), Messico. È stato finora Arcivescovo di Tuxtla Gutiérrez (Messico).

- Il Vescovo Francisco Carlos Bach, Vescovo di São José dos Pinhais (superficie: 7.172; popolazione: 741.000; cattolici: 529.000; sacerdoti: 65; religiosi: 170; diaconi permanenti: 33), Brasile. È stato finora Vescovo di Toledo (Brasile).


martedì 2 ottobre 2012

CONCILIO VATICANO II: RIPARTIRE DAGLI ARCHIVI

Città del Vaticano, 2 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del Convegno Internazionale di Studi sul Concilio Ecumenico Vaticano II alla luce degli archivi dei Padri Conciliari nel 50° anniversario di apertura (1962-2012), promosso dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in collaborazione con il Centro di Studi e Ricerche "Concilio Vaticano II" della Pontificia Università Lateranense. Il Convegno si terrà dal 3 al 5 ottobre.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e il Professor Philippe Chenaux, Direttore del Centro di Studi e Ricerche "Concilio Vaticano II" della Pontificia Università Lateranense e Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

Il Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche ha affermato che in vista dell'anniversario del Concilio Vaticano II, è stata avviata "una vasta inchiesta su tutti i continenti, allo scopo di promuovere una ricerca originale e scientificamente valida, per favorire lo studio e una sempre più profonda comprensione del Concilio Vaticano II", un evento "che ha così profondamente segnato la vita della Chiesa in questo ultimo mezzo secolo".

"Seguendo la linea indicata dal Beato Papa Giovanni XXIII nel suo discorso di apertura del Concilio - ha detto Padre Ardura - occorre svolgere un accurato studio storico di tutto il materiale archivistico a nostra disposizione, per non diventare persone che si comportino, diceva il Papa, 'come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita'. La consultazione e la pubblicazione di alcuni Diari e Memorie, corrispondenze di personaggi rilevanti che presero parte al Concilio Vaticano II hanno già contribuito all’elaborazione dell’ermeneutica del Concilio". Una "'ermeneutica della riforma nella continuità', indicata da Benedetto XVI come la via dell’autentica interpretazione ecclesiale".

"In questa prospettiva - ha proseguito il Padre Ardura - abbiamo proposto di iniziare una ricerca sugli archivi privati dei Padri conciliari, allo scopo di identificare ed inventariare i documenti da loro prodotti: diari, appunti vari sulle riunioni delle commissioni, e così via (...) tutti i documenti in grado di aiutarci a capire come i Padri conciliari hanno vissuto il grande evento del concilio, come lo hanno capito, come hanno reagito di fronte alle varie opinioni manifestatesi nell'aula conciliare".

L'attuale Convegno è il primo degli eventi sul Concilio Vaticano II e rappresenta il primo passo per far conoscere "lo stato della ricerca in atto" e per "segnalare, ad esempio, le difficoltà incontrate nella ricerca degli archivi", giacché i Padri conciliari "provenienti dall'Europa furono 2090, mentre furono soltanto 408 quelli provenienti dall'Asia, 351 quelli dall'Africa e 74 quelli dall'Oceania. Un gran numero di questi Vescovi provenienti dai "territori di missione" apparteneva a istituti missionari, per cui dei documenti ad essi correlati si trovano nei conventi. Inoltre "Il culto degli archivi sviluppatosi in Europa e in America, non è ugualmente diffuso in Asia e Africa, sebbene l'archivio della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli offra la possibilità di colmare, almeno in parte queste lacune.

"È intenzione del Pontificio Comitato promuovere, alla luce del Magistero del Santo Padre e secondo una schietta metodologia storico-critica, aliena da qualsivoglia ispirazione ideologica, una ponderata e scientificamente fondata rilettura storiografica di quello che fu innegabilmente il 'grande evento' del Concilio Vaticano II".

Il Convegno si aprirà con un documentario realizzato dalla Filmoteca Vaticana ed una conferenza a due voci. Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, ripercorrerà l'arco di tempo tra l'annuncio del Concilio e la sua apertura "perché il periodo di preparazione dell'evento offre molte chiavi per capire l'insieme del concilio". Il Professor Philippe Levillain offrirà una riflessione sulla storiografia di fronte all'evento del concilio. Al fine di ricordare la dimensione ecumenica "fortemente sottolineata" dal Beato Papa Giovanni XXIII; interverranno anche un rappresentante del Patriarcato di Mosca ed un rappresentante del protestantesimo che gestisce l'archivio personale del grande teologo riformato Oscar Cullmann.

I risultati della ricerca di questi anni e dei lavori del Convegno sarà un primo Repertorio degli Archivi dei Padri conciliari, di cui si provvederà al riversamento in un data base on-line sul sito web del Pontificio Comitato, con accesso gratuito.

Il Professor Chenaux ha spiegato che: "Questo tentativo di storicizzare il Concilio Vaticano II non implicava soltanto un lavoro di ricerca a livello di fonti (...) ma anche un lavoro di interpretazione, la cosiddetta 'ermeneutica' conciliare. In altre parole gli storici che hanno ideato questo progetto di storia del Vaticano II hanno 'pensato' il concilio, da cui sono emersi due criteri di interpretazione che hanno guidato il loro lavoro: il concilio come 'evento' e il concilio come 'rottura'".

"La posta in gioco fondamentale che si pone agli storici del concilio è dunque: come riconciliare queste due letture contrapposte dell’evento conciliare e delle sue decisioni? Non si tratta di scrivere una 'contro-storia' del concilio Vaticano II, quanto piuttosto, più modestamente, di riprendere l’indagine storica sulla base di una documentazione la più larga possibile e senza a priori di tipo ideologico, evitando di strumentalizzare la storia del concilio per fini estranei alla storia stessa, per arrivare ad una comprensione più equilibrata e più condivisa dell’evento e delle sue decisioni. “Ripartire dagli archivi” tale è la scommessa che sta alla base del grande progetto di ricerca sugli archivi dei padri conciliari".

RISPETTO MECCANISMI GIURIDICI NAZIONI UNITE

Città del Vaticano, 2 ottobre 2012 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto ieri alla 67ma Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, sul tema: "Realizzare attraverso mezzi pacifici l’aggiustamento o la risoluzione di dispute o di situazioni di carattere internazionale".

Nel suo discorso il Capo della Delegazione della Santa Sede ha sottolineato che: "La perdita di fiducia nel valore del dialogo, la tentazione di favorire a priori una delle parti in causa nei conflitti regionali e nazionali, mettono a rischio il rispetto dei meccanismi giuridici delle Nazioni Unite. Invece, la preminenza dei valori affermati dalla Carta dovrebbe portare all’adozione di tutti i mezzi possibili per assicurare la protezione dei più vulnerabili, promuovere il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti dell’uomo, come pure la salvaguardia degli equilibri culturali e religiosi multisecolari".

"L’urgenza della situazione appare in maniera ancora più evidente al riguardo degli avvenimenti in corso in Medio Oriente e, in particolare, in Siria. Non è possibile una soluzione fuori del rispetto delle regole del diritto internazionale e del diritto umanitario, come pure dell’attuazione dei meccanismi stabiliti dalla Carta delle Nazioni Unite. Tutte le istanze interessate dovrebbero non soltanto facilitare la missione dell’Inviato speciale dell’ONU e della Lega araba, ma anche assicurare l’assistenza umanitaria alle popolazioni angosciate. La comunità internazionale deve unire gli sforzi, perché tutte le parti coinvolte sostituiscano il ricorso alle armi con il negoziato, ed esigere il rispetto effettivo della libertà religiosa, dei diritti umani e di tutte le libertà fondamentali".

"Per di più, solo una Comunità internazionale fortemente ancorata sui valori autenticamente conformi alla dignità umana potrà avanzare soluzioni praticabili per i nuovi tipi di conflitti che vedono coinvolti gruppi transnazionali, che diffondono una ideologia egemonica pseudo-religiosa a dispetto dei diritti delle persone e della pace civile. Pensiamo all’instabilità e ai recenti attentati terroristici in certi Paesi dell’Africa e dell’Asia oppure alla collusione tra narcotraffico e terrorismo in altre regioni del mondo".

In tal senso, bisogna rifiutare i tentativi di concepire gli “Obiettivi di sviluppo del Millennio” e l’agenda per lo sviluppo dopo il 2015, nonché l’interpretazione dei trattati sui diritti umani, secondo una visione riduttrice e relativista dell’uomo, che, usando in modo abile espressioni ambigue, minaccia il diritto alla vita e tende alla decostruzione del modello della famiglia, fondata sull’unione di un uomo e una donna, orientata alla procreazione e all’educazione dei bambini. Tali tentativi rischiano, alla fine, di indebolire irrimediabilmente la credibilità e la legittimità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite quale strumento universale per una cooperazione e una pace durature.

"Risulta di primaria importanza dare uno sbocco effettivo al dibattito aperto circa la riforma e il miglioramento del funzionamento degli organi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, per ravvivare la sua capacità di prevedere i conflitti e di risolverli con mezzi pacifici".


lunedì 1 ottobre 2012

TESTIMONI NEL PROCESSO A CARICO DI GABRIELE E SCIARPELLETTI
Città del Vaticano, 1 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina è stato reso noto l'elenco dei testimoni chiamati a testimoniare nel processo a carico di Paolo Gabriele e Claudio Sciarpelletti, accusati rispettivamente di furto e favoreggiamento.

I testimoni del processo penale a carico di Claudio Sciarpelletti sono: Monsignor Carlo Maria Polvani; Signor William Kloter; il Signor Gianluca Gauzzi Broccoletti ed il Dottor Domenico Giani.

I testimoni del processo penale a carico di Paolo Gabriele sono: Signorina Cristina Cernetti; il Signor Giuseppe Pesce; il Monsignor George Gänswein; il Signor Costanzo Alessandrini; il Signor Luca Cintia; il Signor Stefano De Santis; il Signor Silvano Carli ed il Signor Luca Bassetti.

Nel contempo è stato precisato un punto rimasto aperto dopo il briefing del 27 settembre scorso. Non vi è un "Giudice relatore". Nel processo penale, a differenza di quello civile, non vi è normalmente una relazione sulla vicenda. I documenti già pubblicati il 13 agosto - Sentenza di rinvio a giudizio (e Requisitoria del Promotore di Giustizia che l'ha preceduta) - già descrivono dettagliatamente la vicenda.

I BENI MATERIALI DEVONO ESSERE USATI PER IL BENE COMUNE

Città del Vaticano, 30 settembre (VIS). Il Santo Padre si è affacciato questa mattina al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per recitare l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

Il Papa ha commentato il Vangelo di San Marco che narra di un tale che non era dei seguaci di Gesù e che aveva scacciato dei demoni nel suo nome. L'Apostolo Giovanni vorrebbe impedirglielo, ma Gesù non lo permette, anzi "prende spunto da quella occasione per insegnare ai suoi discepoli che Dio può operare cose buone e persino prodigiose anche al di fuori della loro cerchia, e che si può collaborare alla causa del Regno di Dio in diversi modi"

"Perciò, i membri della Chiesa - ha proseguito il Pontefice - "non devono provare gelosia, ma rallegrarsi se qualcuno esterno alla comunità opera il bene nel nome di Cristo, purché lo faccia con intenzione retta e con rispetto. Anche all’interno della Chiesa stessa, può capitare, a volte, che si faccia fatica a valorizzare e ad apprezzare, in uno spirito di profonda comunione, le cose buone compiute dalle varie realtà ecclesiali. Invece dobbiamo essere tutti e sempre capaci di apprezzarci e stimarci a vicenda, lodando il Signore per l’infinita ‘fantasia’ con cui opera nella Chiesa e nel mondo".

Successivamente Benedetto XVI ha commentato la lettera di Giacomo nella quale "risuona anche l’invettiva dell’apostolo (...) contro i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi (...) Le sue parole, mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli".


APPELLO PER LA PACE NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Città del Vaticano, 30 settembre 2012 (VIS). "Seguo con affetto e preoccupazione le vicende della popolazione dell’Est della Repubblica Democratica del Congo, oggetto, in questi giorni, di attenzione anche da parte di una Riunione di alto livello, presso le Nazioni Unite" - ha detto il Papa dopo la recita dell'Angelus.- "Sono particolarmente vicino ai profughi, alle donne e ai bambini, che a causa dei persistenti scontri armati subiscono sofferenze, violenze e profondi disagi. Invoco Dio, perché si trovino vie pacifiche di dialogo e di protezione di tanti innocenti e affinché torni al più presto la pace, fondata sulla giustizia, e sia ripristinata la convivenza fraterna in quella popolazione così provata, come pure nell’intera Regione".

Successivamente in francese, Benedetto XVI ha ricordato che in questa periodo si riaprono le aule universitarie ed ha esortato i professori e gli educatori "nella loro alta missione al servizio della gioventù", auspicando che trasmettano agli studenti "il piacere di apprendere per avere una professione ed occupare il loro posto nella società. L'università può essere un luogo dove già si vive la fraternità. Un luogo dal quale Dio non può essere assente. Invito gli adulti ad educare in tutte le circostanze i più giovani alla stima reciproca, all'attenzione all'altro e alla ricerca di Dio".

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