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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 14 gennaio 2009

VISIONE TEOLOGICA LETTERE COLOSSESI ED EFESINI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi dedicata a San Paolo, soffermandosi sulla visione teologica delle Lettere ai Colossesi e agli Efesini.

  "Solo in queste due 'Lettere'" - ha detto il Papa - "è attestato il titolo di 'capo', 'kefalé', dato a Gesù Cristo. E questo titolo viene impiegato a un doppio livello. In un primo senso, Cristo è inteso come capo della Chiesa. Ciò significa due cose: innanzitutto, che egli è il governante, il dirigente, il responsabile che guida la comunità cristiana come suo leader e suo Signore. (...) La Chiesa è considerata sottoposta a Cristo, sia per seguire la sua superiore conduzione - i comandamenti -, sia anche per accogliere tutti gli influssi vitali che da Lui promanano. (...) Poi, in un secondo senso, Cristo è considerato non solo come capo della Chiesa, ,a cp,e caèp delle potenze celesti e del cosmo intero".

  "Con queste parole le due 'Lettere' ci consegnano un messaggio altamente positivo e fecondo. Questo: Cristo non teme nessun eventuale concorrente, perché è superiore a ogni qualsivoglia forma di potere che presumesse di umiliare l'uomo. Solo Lui 'ci ha amati e ha dato se stesso per noi'. Perciò, se siamo uniti a Cristo, non dobbiamo temere nessun nemico e nessuna avversità; (...) Addirittura il cosmo intero è sottoposto a Lui, e a Lui converge come al proprio capo. (...) Cristo è il 'Pantokrator', a cui sono sottoposte tutte le cose: il pensiero va appunto al Cristo Pantocratore (...) a volte raffigurato seduto in alto sul mondo intero o addirittura su di un arcobaleno per indicare la sua equiparazione a Dio stesso, alla cui destra è assiso, e quindi anche la sua ineguagliabile funzione di conduttore dei destini umani".

   "Una visione del genere" - ha spiegato il Pontefice - "è concepibile solo da parte della Chiesa, non nel senso che essa voglia indebitamente appropriarsi di ciò che non le spetta, ma in un altro duplice senso: sia in quanto la Chiesa riconosce che in qualche modo Cristo è più grande di lei, dato che la sua signoria si estende anche al di là dei suoi confini, e sia in quanto solo la Chiesa è qualificata come Corpo di Cristo, non il cosmo. Tutto questo significa che noi dobbiamo considerare positivamente le realtà terrene, poiché Cristo le ricapitola in sé, e in pari tempo dobbiamo vivere in pienezza la nostra specifica identità ecclesiale, che è la più omogenea all'identità di Cristo stesso".

  "C'è poi anche un concetto speciale, che è tipico di queste due 'Lettere'" - ha detto ancora il Papa - "ed è il concetto di 'mistero'. (...) Esso sta a significare l'imperscrutabile disegno divino sulle sorti dell'uomo, dei popoli e del mondo. Con questo linguaggio le due Epistole ci dicono che è in Cristo che si trova il compimento di questo mistero. (...) Non è possibile pensare e adorare il beneplacito di Dio, la sua sovrana 'disposizione', senza confrontarci personalmente con Cristo in persona, in cui quel 'mistero' si incarna e può essere tangibilmente percepito".

  Infine il Papa ha citato un altro concetto ricorrente nelle due Lettere: "La Chiesa come partner sponsale di Cristo. (...) La Lettera agli Efesini sviluppa quest'immagine, precisando che la Chiesa non è solo una promessa sposa, ma è la reale sposa di Cristo. (...) Ma in più, egli è preoccupato per la sua bellezza: non solo di quella già acquisita con il battesimo, ma anche di quella che deve crescere ogni giorno grazie ad una vita ineccepibile 'senza ruga né macchia', nel suo comportamento morale".

  "Da qui alla comune esperienza del matrimonio cristiano il passo è breve; anzi, non è neppure ben chiaro quale sia per l'autore della Lettera il punto di riferimento iniziale, se sia il rapporto Cristo-Chiesa, alla cui luce pensare l'unione dell'uomo e della donna, oppure se sia il dato esperienziale dell'unione coniugale, alla cui luce pensare il rapporto tra Cristo e la Chiesa".

  "Queste due Lettere sono una grande catechesi" - ha esclamato il Pontefice - "dalla quale possiamo imparare non solo come essere buoni cristiani, ma anche come divenire realmente uomini. Se cominciamo a capire che il cosmo è l'impronta di Cristo, impariamo il nostro retto rapporto con il cosmo, con tutti i problemi della conservazione del cosmo. Impariamo a vederlo con la ragione, ma con una ragione mossa dall'amore e con l'umiltà e il rispetto che consentono di agire in modo retto. E se pensiamo che la Chiesa è il Corpo di Cristo, che Cristo ha dato se stesso per essa, impariamo come vivere con Cristo l'amore reciproco, l'amore che ci unisce a Dio e che ci fa vedere nell'altro l'immagine di Cristo, Cristo stesso".
AG/SAN PAOLO                                   VIS 20090114 (790)

PREGHIERA VI INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nei saluti ai gruppi presenti all'Udienza Generale di oggi, il Papa si è rivolto ai pellegrini di Lisieux (Francia), venuti a Roma con il reliquiario dei Beati Louis e Zélie Martin, genitori di Santa Teresina del Bambino Gesù, beatificati il 19 ottobre 2008.

  Benedetto XVI ha invitato gli sposi novelli ad unirsi a lui nella preghiera "per implorare l'abbondanza delle grazie divine sul VI Incontro Mondiale delle Famiglie che si sta svolgendo in questi giorni a Città del Messico".

  "Possa questo importante evento ecclesiale" - ha auspicato il Papa - "manifestare ancora una volta la bellezza e il valore della famiglia, suscitando in tutti nuove energie in favore di questa insostituibile cellula fondamentale della società e della Chiesa".
AG/LISIEUX:FAMIGLIA/...                           VIS 20090114 (130)

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). La prossima domenica ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra  dal 18 al 25 gennaio.

  Il tema scelto per il 2009 è:  "Essere riuniti nella tua mano" (cfr. Ezechiele 37, 17)
"La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2009" - si legge in una Nota del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani - "scaturisce dall'esperienza delle chiese cristiane in Corea. Nel contesto di divisione nazionale del paese, le chiese hanno trovato ispirazione nel profeta Ezechiele, che visse in una nazione tragicamente divisa e che desiderava ardentemente l'unità del suo popolo".

  I testi per la settimana di preghiera e per l'anno 2009 sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della Settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni".

19 gennaio: "I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza".

20 gennaio: "I cristiani di fronte all'ingiustizia economica e alla povertà"

21 gennaio: "I cristiani di fronte alla crisi ecologica".

22 gennaio: "I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale".
 
23 gennaio: "I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza".

24: gennaio: "I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni".

25 gennaio: "Proclamazione cristiana della speranza in un mondo di separazione".

  La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento "Fede e Costituzione" nel 1926.

  Domenica 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà, alle 17:30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2009
../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/...                 VIS 20090114 (400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Joachin  Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../...                                         VIS 20090114 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, finora Nunzio Apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia, Nunzio Apostolico in Austria. Succede all'Arcivescovo Edmond Farhat, del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Philippe Ballot, finora Vicario Generale di Besançon (Francia), Arcivescovo di Chambéry e Vescovo di Saint-Jean-de-Maurienne et Tarentaise (superficie: 7.460; popolazione: 362.000; cattolici: 319.000; sacerdoti: 168; religiosi: 380; diaconi permanenti: 20), Francia. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Corbenay (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Ha nominato il Reverendo Sviatoslav Shevchuk, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Santa Maria del patrocinio en Buenos Aires degli Ucraini (cattolici: 160.000; sacerdoti: 17; religiosi: 93; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto, al presente Rettore del Seminario Maggiore della medesima Arcieparchia, è nato nel 1970 a Stryj (Ucraina), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994.

- Ha nominato il Monsignore Liro Vendelino Meurer, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Passo Fundo (superficie: 12.200; popolazione: 508.000; cattolici: 382.000; sacerdoti: 126; religiosi: 463), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Geraldo" a Porto Alegre (Brasile), è nato nel 1954 a Salvador do Sul (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NN:NER:NEA/.../...                                   VIS 20090114 (220)

martedì 13 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignor Richard F. Stika, Vescovo di Knoxville (superficie: 36.872; popolazione: 2.236.573; cattolici: 56.068; sacerdoti: 70; religiosi: 53; diaconi permanenti. 25), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Saint Louis (Stati Uniti d'America), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora Parroco della "Church of the Annunziata" a Ladue e Vicario Episcopale dello "Office of Child and Youth Protection".

- Ha nominato il Vescovo Anton Bal, Vescovo di Kundiawa (superficie: 6.181; popolazione: 315.000; cattolici: 105.283; sacerdoti: 26; religiosi: 41), Papua Nuova Guinea. Il Vescovo Bal, finora Ausiliare della medesima Diocesi, succede al Vescovo Henk Te Maarssen, S.V.D., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Andrés Carrascoa Cosa, finora Nunzio Apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon, Nunzio Apostolico in Panamá.

- Ha nominato il Monsignore Luigi Bianco, finora Consigliere della Nunziatura Apostolica in Spagna, Nunzio Apostolico in Honduras, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Montemagno (Italia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

  Sabato 10 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi  di Chioggia (Italia), presentata dal Vescovo Angelo Daniel, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Milano (Italia), presentata dal Vescovo Marco Ferrari, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE:NN/.../                                           VIS 20090112 (260)

GAZA: CESSATE IL FUOCO E RIPRESA NEGOZIATI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel quadro del dibattito in corso nella Nona Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti Umani sulla situazione nei Territori Occupati palestinesi e nella Striscia di Gaza.

  Il discorso, tenuto il 9 gennaio scorso, ha avuto per tema: "Solidarietà con le popolazioni vittime di una violenza inaudita. Appello per il cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati". L'Arcivescovo esprime "la solidarietà della Santa Sede sia alle gente di Gaza, che muore e soffre a causa dell'offensiva militare da parte delle Forze di Difesa Israeliane, sia alla gente di Sderot, Ashkelon ed altre città israeliane che vivono nel costante terrore di attacchi di missili lanciati dai militanti palestinesi dalla Striscia di Gaza, che hanno causato morti e numerosi feriti".

  Il Presule ricorda l'iniziativa dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme che hanno dichiarato domenica 4 gennaio, giornata di preghiera per "la  fine del conflitto nella Striscia di Gaza e per ristabilire la pace e la giustizia in Terra Santa", e cita anche gli interventi del Papa nell'Angelus della stessa domenica e l'incontro con i rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede dell'8 gennaio scorso, quando Benedetto XVI ha affermato che: "l'opzione militare non  una soluzione le a violenza, da qualunque parte provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente".

  "E' evidente" - afferma l'Osservatore Permanente della Santa Sede - "che le parti in conflitto non sono in grado di uscire dal circolo vizioso della violenza senza l'aiuto della comunità internazionale che deve perciò assumere le proprie responsabilità, intervenire attivamente per far cessare lo spargimento di sangue, deve provvedere l'accesso all'assistenza umanitaria di emergenza e deve far cessare ogni forma di conflitto".

  "Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve impegnarsi a rimuovere le cause alla base del conflitto la cui risoluzione si trova soltanto nel quadro di una soluzione duratura del più ampio conflitto fra israeliani e palestinesi, che si fonda sulle risoluzioni internazionali adottate nel corso degli anni".
DELSS/CONFLITTO GAZA/ONU:TOMASI                           VIS 20090113 (370)

IL PAPA RICORDA MISSIONE SACERDOTALE CARDINALE PIO LAGHI

CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2009 (VIS). Nell'omelia pronunciata al termine della Santa Messa esequiale, il Santo Padre ha ricordato la figura del Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l'Educazione Cattolica, mancato dopo una lunga malattia, domenica 11 gennaio, all'età di 86 anni La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

  Benedetto XVI ha citato nell'omelia il testamento spirituale del Porporato, redatto il 14 novembre 2008, nel quale aveva scritto: "Offro a Dio di nuovo la mia vita per la Chiesa, per il Santo Padre e per la santificazione dei miei confratelli nel sacerdozio" ed ha ricordato che "l'intera missione sacerdotale del Cardinale Pio Laghi si è consumata al diretto servizio della Santa Sede".

  "Sempre egli si ispirò" - ha proseguito il Pontefice - "alle parole rivolte da Pietro a Gesù, in occasione della pesca miracolosa: 'Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti (...). Scelse queste parole come motto del suo ministero di Vescovo (...) perché quando il 22 giugno del 1969 ricevette l'ordinazione episcopale, la liturgia di quel giorno domenicale prevedeva appunto il racconto evangelico della pesca miracolosa".

  Il Papa ha quindi ripercorso le tappe della vita del defunto Cardinale, sottolineando che nacque in una famiglia "all'interno della quale ricevette una salda formazione umana e cristiana, e che nel suo testamento spirituale definisce 'cristiana cattolica laboriosa ed onesta". Benedetto XVI ha menzionato i suoi studi a Faenza e nel Pontificio Seminario Maggiore di Roma e ha ricordato la data della sua ordinazione sacerdotale, 20 aprile 1946.

  "Dopo aver conseguito le lauree in Teologia e in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense" - ha proseguito il Pontefice - "iniziò il suo lungo itinerario diplomatico e pastorale nelle Nunziature di diverse Nazioni: dal Nicaragua a Washington negli Stati Uniti d'America, a Delhi in India, tornando in seguito per cinque anni presso la Segreteria di Stato". Nel 1969 Papa Paolo VI "lo designò quale suo Delegato in Gerusalemme e in Palestina con l'incarico anche di Pro-Nunzio a Cipro e di Visitatore Apostolico per la Grecia. Nell'aprile del 1974 divenne Nunzio Apostolico in Argentina dove restò sino al dicembre del 1980 quando fu chiamato ad assumere la missione di Delegato Apostolico negli Stati Uniti. Fu proprio durante questi anni" - ha ricordato il Pontefice - "che vennero allacciati i rapporti ufficiali tra la Santa Sede e il Governo di Washington".

  "La lunga esperienza e conoscenza della Chiesa spinse il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II a sceglierlo quale Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica ed a crearlo Cardinale nel Concistoro del 28 giugno del 1991, assegnandogli anche, dal maggio del 1993, l'alto ruolo di Patrono del Sovrano Ordine di Malta".

  "E' altresì doveroso ricordare con gratitudine" - ha aggiunto il Papa - "le speciali missioni che furono affidate a questo compianto Porporato: nel maggio del 2001, presso Israele e presso l'Autorità Palestinese, per consegnare un autografo messaggio pontificio al fine di incoraggiare le parti ad un pronto cessate-il-fuoco e alla ripresa del dialogo; due anni dopo, il 1° marzo del 2003 fu incaricato di recarsi come inviato speciale a Washignton per rimettere al Presidente degli Stati Uniti un messaggio pontificio e per illustrare la posizione e le iniziative intraprese dalla Santa Sede per contribuire al disarmo e alla pace in Medio Oriente. Missioni delicate che egli cercò di compiere, come sempre, con fedele dedizione a Cristo e alla sua Chiesa".

  "Una speciale menzione" - ha detto ancora Benedetto XVI - "merita lo zelo che egli ha posto nella promozione delle vocazioni e nella formazione dei sacerdoti. (...) "Nel momento in cui ci congediamo da lui" - ha concluso il Pontefice - "il nostro cuore si anima della salda speranza che, come ci ha ricordato la liturgia odierna, 'resta piena di immortalità', la speranza che ha illuminato la vita sacerdotale ed apostolica del Cardinale Pio Laghi".
HML/ESEQUIE/LAGHI                               VIS 20090113 (650)

lunedì 12 gennaio 2009

INDULGENZA PLENARIA INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Un Decreto a firma del Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica, rende noto che Papa Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che "devotamente parteciperanno" al "VI Incontro Mondiale delle Famiglie" in programma Città del Messico, dal 14 al 18 gennaio prossimo, "alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dello stesso Sommo Pontefice), escluso qualsiasi affetto al peccato".

 "I fedeli veramente pentiti, che non potranno partecipare a tale evento, conseguiranno 'L'Indulgenza plenaria', alle medesime condizioni, se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti a Città del Messico, reciteranno in famiglia il 'Padre Nostro', il 'Credo' e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente nei momenti in cui le Parole e i Messaggi del Pontefice verranno trasmessi per televisione e radio".
OP/INDULGENZA PLENARIA/INCONTRO FAMIGLIE           VIS 20090112 (170)


CAMMINO NEOCATECUMENALE: GIOIA, FEDE, RICERCA UNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Membri del Cammino Neocatecumenale della Diocesi, nella ricorrenza dei quarant'anni dagli inizi del Cammino a Roma.

  All'incontro hanno partecipato 25.000 Membri del Cammino con i Fondatori Signor Kiko Argüelo, Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Il Papa ha consegnato la "croce della missione" a quattordici Comunità del Cammino, ognuna composta da 30-40 persone, che si recano in missione, in aiuto ai Parroci, nelle periferie più bisognose e nelle zone più secolarizzate della città di Roma.

  "La vostra presenza, così folta ed animata" - ha detto il Papa nel suo discorso - "sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi quattro decenni; essa indica anche l'impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca; un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell'uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il 'Cammino neocatecumenale' si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione".

  "Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici!" - ha esclamato il Papa - "Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del 'Cammino' da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori".

  "La vostra già tanto benemerita azione apostolica sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell'anelito verso l'unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l'Ultima Cena. (...) E' questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un'articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo. L'unità dei discepoli del Signore appartiene all'essenza della Chiesa ed è condizione indispensabile perché la sua azione evangelizzatrice risulti feconda e credibile".

  "C'è bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l'originalità del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella 'pastorale integrata' che ha già permesso di conseguire significativi risultati. E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invitando i Neocatecumenali a non scoraggiarsi "dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la 'propria croce' e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci è apparso nell'umiltà e nella povertà di Betlemme".
AC/XL ANNIVERSARIO/NEOCATECUMENALI                VIS 20090112 (580)


SACRAMENTO BATTESIMO TREDICI BAMBINI CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2009 (VIS). Come di consueto nella festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini e bambine.

  "Il Battesimo è per così dire" - ha detto il Papa nell'omelia - "il ponte che Gesù ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l'arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati".

  Con il Battesimo, ha proseguito il Pontefice - "restituiamo a Dio quello che da Lui è venuto. Il bambino non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio. Solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso plasmandoli in base alle proprie idee e desideri, e l'atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione, ritenendo ciò un modo giusto di coltivare la loro personalità".

  "Se, con questo sacramento, il neo-battezzato diventa figlio adottivo di Dio, oggetto del suo amore infinito che lo tutela e difende dalle forze oscure del maligno, occorre insegnargli a riconoscere Dio come suo Padre ed a sapersi rapportare a Lui con atteggiamento di figlio".

  "E pertanto, quando, secondo la tradizione cristiana come oggi facciamo, si battezzano i bambini introducendoli nella luce di Dio e dei suoi insegnamenti, non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio; una libertà che dovrà essere educata e formata con il maturare degli anni, perché diventi capace di responsabili scelte personali".

  "Cari genitori, cari padrini e madrine, vi saluto tutti con affetto e mi unisco alla vostra gioia per questi piccoli che oggi rinascono alla vita eterna. Siate consapevoli del dono ricevuto e non cessate di ringraziare il Signore che, con l'odierno sacramento, introduce i vostri bambini in una nuova famiglia, più grande e stabile, più aperta e numerosa di quanto non sia quella vostra: mi riferisco alla famiglia dei credenti, alla Chiesa, una famiglia che ha Dio per Padre e nella quale tutti si riconoscono fratelli in Gesù Cristo".

  "Voi dunque oggi affidate i vostri figli alla bontà di Dio, che è potenza di luce e di amore; ed essi, pur tra le difficoltà della vita, non si sentiranno mai abbandonati, se a Lui resteranno uniti. Preoccupatevi pertanto" - ha concluso il Pontefice - "di educarli nella fede, di insegnar loro a pregare e a crescere come faceva Gesù e con il suo aiuto, 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini' (cfr Lc 2,52)".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA                       VIS 20090112 (510)


BATTESIMO: DONO, GIOIA MA ANCHE RESPONSABILITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di tredici bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna Domenica che segue la solennità dell'Epifania, celebriamo il Battesimo del Signore", festività che chiude il tempo di Natale. "Giunto all'età di circa trent'anni, Gesù lasciò Nazaret, si recò al fiume Giordano e, in mezzo a tanta gente, si fece battezzare da Giovanni".

  "La persona umana, mediante il Battesimo" - ha detto il Papa - "viene innestata nella relazione unica e singolare di Gesù con il Padre, così che le parole risuonate dal cielo sul Figlio Unigenito diventano vere per ogni uomo e ogni donna che rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo: Tu sei il figlio mio, l'amato".

  "Cari amici, quant'è grande il dono del Battesimo!" - ha esclamato il Pontefice - "Se ce ne rendessimo pienamente conto, la nostra vita diventerebbe un 'grazie' continuo. Quale gioia per i genitori cristiani, che hanno visto sbocciare dal loro amore una nuova creatura, portarla al fonte battesimale e vederla rinascere dal grembo della Chiesa, per una vita che non avrà mai fine! Dono, gioia, ma anche responsabilità!".

  "I genitori, infatti, insieme con i padrini" - ha ribadito il Pontefice - "devono educare i figli secondo il Vangelo. Questo mi fa pensare al tema del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, che si svolgerà nei prossimi giorni a Città del Messico: 'La famiglia formatrice nei valori umani e cristiani'. Questo grande meeting familiare, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, si svilupperà in tre momenti: dapprima il Congresso Teologico-Pastorale, nel quale verrà approfondita la tematica, anche mediante lo scambio di esperienze significative; quindi, il momento di festa e di testimonianza, che farà emergere la bellezza di incontrarsi tra famiglie di ogni parte del mondo, unite dalla stessa fede e dallo stesso impegno; e infine la solenne Celebrazione eucaristica, come azione di grazie al Signore per i doni del matrimonio, della famiglia e della vita".

  "Ho incaricato il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone di rappresentarmi" - ha concluso il Papa - "ma io stesso seguirò con viva partecipazione lo straordinario evento, accompagnandolo con la preghiera e intervenendo in videoconferenza".
ANG/BATTESIMO:FAMIGLIA/...                           VIS 20090112 (390)


SINERGIA FRA ISTITUZIONI PUBBLICHE E CHIESA CATTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Piero Marezzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Gianni Alemanno e il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Nicola Zingaretti, con  i collaboratori, per il tradizionale scambio di auguri di inizio anno.

  "E' indubbio che la comunità mondiale" - ha detto il Papa - "stia attraversando un tempo di una grave crisi economica, ma che è connessa a quella strutturale, culturale e di valori. La difficile situazione, che va interessando l'economia mondiale, porta con sé dappertutto inevitabili ricadute, ed investe quindi anche Roma, la sua Provincia e le città e i paesi del Lazio. Dinanzi a così ardua sfida - (...)  - concorde deve essere la volontà di reagire, superando le divisioni e concertando strategie che, (...) mirano a disegnare un organico progetto strategico per gli anni futuri, ispirato a quei principi e valori, che fanno parte del patrimonio ideale dell'Italia e, più specificamente, di Roma e del Lazio. Nei momenti difficili della sua storia, il popolo sa ritrovare unità di intenti e coraggio, attorno alla saggia guida di amministratori illuminati, la cui fondamentale preoccupazione sia il bene di tutti".

  "Cari amici, nei vostri interventi appare chiaro che le Amministrazioni da voi guidate apprezzano la presenza e l'attività della comunità cattolica; qui mi preme ribadire che essa non chiede né vanta privilegi, ma desidera che la propria missione spirituale e sociale continui a trovare apprezzamento e cooperazione. (...) Roma e il Lazio hanno un ruolo peculiare per la cristianità. I cattolici qui si sentono stimolati ad una viva testimonianza evangelica e ad una solerte azione di promozione umana, in maniera speciale oggi, davanti alle difficoltà a noi ben note".

  "A questo riguardo" - ha ricordato il Papa - "sebbene le 'Caritas' diocesane, le comunità parrocchiali e le associazioni cattoliche non si risparmino nel prestare aiuto a quanti sono nel bisogno, diventa indispensabile una sinergia fra tutte le Istituzioni per offrire risposte concrete alle crescenti necessità della gente. Penso qui alle famiglie, (...). agli anziani, (...); penso all'emergenza abitativa, alla carenza di lavoro e alla disoccupazione giovanile, alla non facile convivenza tra gruppi etnici diversi, alla grande questione dell'immigrazione e dei nomadi".

  "Se l'attuare adeguate politiche economiche e sociali è compito dello Stato" - ha rilevato il Pontefice - "la Chiesa, alla luce della sua dottrina sociale, è chiamata a dare il suo apporto stimolando la riflessione e formando le coscienze dei fedeli e di tutti i cittadini di buona volontà. Forse mai come oggi la società civile comprende che soltanto con stili di vita ispirati alla sobrietà, alla solidarietà ed alla responsabilità, è possibile costruire una società più giusta e un futuro migliore per tutti".

  In merito all'educazione, sulla quale "la Chiesa da anni concentra i suoi sforzi", Benedetto XVI ha ripetuto che "le strutture ecclesiali, nel cuore di un quartiere, oltre a permettere l'esercizio del diritto fondamentale della persona umana che è la libertà religiosa, sono in realtà centri di aggregazione e di formazione ai valori della socialità, della pacifica convivenza, della fraternità e della pace".

  Riferendosi anche agli episodi di violenza giovanile e agli incidenti stradali dove muoiono tanti giovani, e auspicando la più ampia collaborazione possibile per prevenire  tali fenomeni, il Papa ha detto: "Si affievoliscono, specie tra le giovani generazioni, i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano ad una visione della vita aperta alla speranza; emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti. Tutto ciò ha come esito nefasto l'affermarsi di tendenze a banalizzare il valore della stessa vita (...) Davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile, la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di 'cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio".

  "Mi sia permessa, infine" - ha soggiunto il Papa - "una breve considerazione relativa al mondo della Sanità. So bene quanto sia impegnativo il compito di assicurare a tutti un'adeguata assistenza sanitaria nel campo delle malattie fisiche e di quelle psichiche, e quanto ingente sia la spesa da sostenere. Anche in questo campo, come del resto in quello scolastico, la comunità ecclesiale, erede di una lunga tradizione di assistenza verso gli ammalati, con tanti sacrifici continua a prestare la propria attività attraverso ospedali e luoghi di cura ispirati ai principi evangelici. Nell'anno appena trascorso, da parte della Regione Lazio, pur nelle difficoltà delle attuali contingenze, si sono colti segnali positivi per venire incontro anche alle strutture sanitarie cattoliche".

  Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che il compito affidato agli amministratori pubblici "non è facile: voi dovete misurarvi con numerose e complesse situazioni che necessitano, sempre più spesso, di interventi e decisioni non semplici e talora impopolari" ed ha affermato: "Il contributo più importante che il Papa vi assicura, e lo fa con tanto affetto, è la quotidiana preghiera, perché il Signore vi illumini e vi renda sempre onesti servitori del bene comune".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA                       VIS 20090112 (860)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DEL CARDINALE PIO LAGHI

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la morte, ieri, all'età di 86 anni, del Cardinale Pio Laghi, Prefetto emerito della Congregazione per l'Educazione Cattolica e Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta.

  "La triste notizia della scomparsa del vostro caro zio" - scrive il Papa ai nipoti del defunto Porporato - "Cardinale Pio Laghi ha suscitato viva commozione nel mio animo nel grato ricordo del suo lungo e generoso servizio alla Santa Sede in particolare come Rappresentante pontificio in diversi paesi e come Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Desidero esprimere a voi ed ai familiari tutti la mia sentita partecipazione al lutto che colpisce quanti conobbero e stimarono il compianto Porporato e mentre elevo fervide preghiere a Dio affinché voglia donarli il premio promesso ai fedeli servitori del Vangelo, invio di cuore, a quanti ne piangono la dipartita, una speciale confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/MORTE/LAGHI                               VIS 20090112 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Onorevole Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma.

  Sabato 10 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Francesco Monterisi, Segretario della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita.

- La Signora Mary Ann Glendon, Ambasciatore degli Stati Uniti d'America, in visita di congedo.

- La Signora Raychelle Awuor Omamo, Ambasciatore del Kenya, in visita di congedo.
AP/.../...                                       VIS 20090112 (110)

venerdì 9 gennaio 2009

INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE CITTÀ DEL MESSICO

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha presieduto la Conferenza Stampa di presentazione del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Città del Messico, dal 14 al 18 gennaio prossimo.

  "Il Papa sarà particolarmente presente" - ha detto il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia - con due videomessaggi: il primo registrato, la sera di sabato 17 gennaio, ed il secondo, in diretta, via satellite, domenica 18 gennaio, al termine della Santa Messa di chiusura dell'Incontro.

  All'incontro sul tema: "La famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani", parteciperanno Cardinali, Vescovi e Delegazioni di famiglie provenienti da ogni parte del mondo. Presiederà questo significativo evento ecclesiale il Legato Pontificio, Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

  A conclusione del V Incontro Mondiale delle Famiglie svoltosi a Valencia (Spagna), nel luglio 2006, Papa Benedetto XVI aveva annunciato la data e la diocesi sede del VI Incontro, che, come di consueto, sarà preceduto da un Congresso teologico pastorale che si terrà nei giorni 14, 15 e 16 gennaio 2009.

  Il Congresso del 2009 al quale parteciperanno 8.000 persone, verterà su tre argomenti fondamentali. "I rapporti e i valori familiari"; "Famiglia e sessualità", "La vocazione educatrice della famiglia". In programma anche conferenze e tavole rotonde sui temi: i rapporti e i valori familiari; quali sono i valori da scoprire e da riscoprire?; la famiglia e il valore della vita umana; gli organismi che aiutano la famiglia nella formazione dei valori; famiglia e mass media; la sfida di legiferare a favore della famiglia e della vita.

  Le celebrazioni di sabato 17 e 18 gennaio, ai quali è prevista la partecipazione di un milione di persone, si svolgeranno davanti alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Sabato 17 sono in programma la recita del Rosario e le testimonianze di famiglie provenienti dall'Africa, dall'Asia, dall'America, dall'Europa e dall'Oceania. Domenica 18 gennaio la solenne Celebrazione Eucaristica conclusiva sarà presieduta dal Legato Pontificio, Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

  Il Cardinale Antonelli ha ricordato inoltre che in occasione dell'Incontro Mondiale delle Famiglie, è stato preparato il "Mosaico delle Famiglie", formato da migliaia di fotografie di famiglie con lo scopo di comporre, come in un mosaico, l'immagine del Papa Benedetto XVI. Un'altra iniziativa che ha avuto grande risonanza è stata il concorso nazionale dal titolo "Una lettera a mio figlio", al quale partecipano le madri nubili e le madri sole residenti nella Repubblica Messicana che desiderano indirizzare una lettera ai loro figli e alle loro figlie. "Le lettere migliori saranno raccolte in un libro commemorativo che verrà consegnato a Benedetto XVI come testimonianza del profondo valore e della dignità delle madri messicane", ha detto il Cardinale Antonelli.

  Alla domanda sullo stato di salute della famiglia oggi in Messico, il Cardinale Antonelli ha risposto: "La famiglia in Messico, come in altre parti del mondo, sta attraversando oggi una crisi. Tuttavia" - ha rilevato - "la famiglia è la principale istituzione di aiuto e di solidarietà".

  "Aborto, divorzio, eutanasia, temi della bioetica, anche se lontani dalla cultura e dalla prassi popolare, stanno penetrando anche nella mentalità del popolo messicano. La famiglia oggi deve affrontare (...) la sfida di una cultura individualista e mercantilista, basata sulla produzione e sul consumismo. Abbiamo purtroppo un concetto errato di libertà, intesa, questa, come autonomia chiusa in se stessa. (...) Con questa mentalità errata, molte volte si diffondono - senza un ampio consenso sociale e sotto l'impulso di piccoli ma attivi gruppi di pressione fortemente ideologizzati e dalle grandi risorse economiche - delle leggi che permettono, con molta facilità, l'aborto come pure il divorzio rapido e l'eutanasia".

  "La Chiesa" - ha detto infine il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia - "sta compiendo un grande sforzo di evangelizzazione sostenendo le famiglie cristiane nei loro valori, stimolandole a intraprendere una vasta strategia di promozione, di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale e dei diritti della famiglia, anche in ambito politico, culturale, economico e sociale. (...) Grazie a Dio negli ultimi anni, sono sorte numerose iniziative, sia ecclesiali che civili, al servizio della famiglia (...) che appoggiano tutto questo lavoro".
OP/INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE/MESSICO               VIS 20090109 (680)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).

- L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Signor Gábor Erdody, Ambasciatore di Ungheria, in visita di congedo.

- Il Signor Geoffrey Kenyon Ward, Ambasciatore di Nuova Zelanda, in visita di congedo.

- La Signora Vera Barrouin Machado, Ambasciatore del Brasile, in visita di congedo.

- Il Professore Giovanni Maria Flick, Presidente della Corte Costituzionale, con la Famiglia.
AP/.../...                                       VIS 20090109 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Séamus Cunningham, Vescovo di Hexham and Newcastle (superficie: 8.438; popolazione: 2.241.451; cattolici: 200.361; sacerdoti: 219; religiosi: 196; diaconi permanenti: 11), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi, è nato a Knock (Irlanda), nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.
NER/.../CUNNINGHAM                                  VIS 20090109 (70)

giovedì 8 gennaio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo di Valencia (superficie: 13.060; popolazione: 3.127.368; cattolici: 2.962.702; sacerdoti: 1.541; religiosi: 4.690; diaconi permanenti: 8), Spagna. L'Arcivescovo Osoro Sierra, finora Arcivescovo di Oviedo (Spagna), succede al Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Philippe Mousset, Vescovo di Pamiers (superficie: 4.903; popolazione: 137.205; cattolici: 100.301; sacerdoti: 51; religiosi: 99; diaconi permanenti: 11), Francia. Il Vescovo eletto, finora Responsabile diocesano delle vocazioni, Parroco di Saint-Paul e Vicario Episcopale della Diocesi di La Rochelle (Francia), è nato nel 1955 a Le Guâ (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
NER:RE/.../OSORO SIERRA:GARCIA-GASCO:MOUSSET VIS 20090108 (130)


DISCORSO AL CORPO DIPLOMATICO PRESSO LA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Benedetto XVI ha tenuto l'annuale discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede ed ha ricevuto gli auguri degli Ambasciatori, presentati dal nuovo Decano del Corpo Diplomatico, Ambasciatore Alejandro Emilio Valladares Lanza, dell'Honduras.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici con 177 Paesi ai quali si devono aggiungere la Delegazione della Commissione delle Comunità Europee, il Sovrano Militare Ordine dei Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
 
  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ricordato "Quanti hanno sofferto a causa di gravi catastrofi naturali, in particolare in Vietnam, in Birmania, in Cina e nelle Filippine, in America Centrale e nei Caraibi, in Colombia e in Brasile, o a causa di sanguinosi conflitti nazionali o regionali o a causa di attentati terroristici che hanno seminato morte e distruzione in Paesi come l'Afghanistan, l'India, il Pakistan e  l'Algeria".

  "Nonostante tanti sforzi, la pace così desiderata è ancora lontana!" - ha esclamato il Pontefice ribadendo però che: "Di fronte a ciò, non dobbiamo scoraggiarci o diminuire l'impegno a favore di una cultura di pace, ma" dobbiamo "raddoppiare i nostri sforzi per promuovere la sicurezza e lo sviluppo. In questo senso, la Santa Sede ha voluto essere tra i primi a firmare e ratificare la 'Convenzione sulle munizioni a grappolo', (...). D'altra parte, osservando con preoccupazione i sintomi di una crisi che emergono nel settore del disarmo e della non proliferazione nucleare, la Santa Sede continua a ricordare che non siamo in grado di costruire la pace, quando la spesa militare sottrae enormi risorse umane e materiali per i progetti di sviluppo, specialmente dei popoli più poveri".

  Commentando il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace", Benedetto XVI ha sottolineato che: "Per costruire la pace, occorre ridare speranza ai poveri. Come non pensare a tante persone e famiglie colpite dalle difficoltà e dalle incertezze che l'attuale crisi finanziaria ed economica ha causato a livello mondiale? Come non evocare la crisi alimentare e il surriscaldamento climatico, che rendono ancora più arduo l'accesso al cibo e all'acqua per gli abitanti delle regioni fra le più povere del pianeta?".

  "E' d'ora innanzi urgente adottare" - ha ribadito il Pontefice - "una strategia efficace per combattere la fame e facilitare lo sviluppo agricolo locale, soprattutto perchè‚ la percentuale di persone povere nei Paesi ricchi aumenta. (...) Più in profondità, per rendere l'economia sana, è necessario costruire una nuova fiducia. Ciò si può realizzare solo con l'attuazione di un'etica basata sulla dignità innata della persona umana. So quanto ciò sia impegnativo, ma non è un'utopia! Oggi più di ieri, il nostro futuro è in gioco, così come il destino stesso del nostro pianeta e dei suoi abitanti, in primo luogo delle giovani generazioni che ereditano un sistema economico e un tessuto sociale fortemente compromessi".

  Riferendosi ai Viaggi Apostolici del 2008, il Papa ha ricordato il discorso pronunciato all'Organizzazione delle Nazioni Unite ed ha affermato: "Sessant'anni dopo l'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, ho voluto sottolineare che questo documento si basa sulla dignità della persona umana, e questa sulla natura comune a tutti che trascende le diverse culture". A Lourdes per il centocinquantesimo anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Santa Bernadette, "ho voluto sottolineare che il messaggio di conversione e di amore che si irradia dalla grotta di Massabielle resta di grande attualità, come un costante invito a costruire la nostra esistenza e le relazioni tra i popoli sulla base del rispetto e dell'autentica fraternità, nella consapevolezza che tale fraternità suppone un comune Padre di tutti gli uomini, il Dio Creatore. Inoltre, una sana laicità della società non ignora la dimensione spirituale e i suoi valori, perchè‚ la religione, e mi è sembrato utile ripeterlo durante la mia visita pastorale in Francia, non è un ostacolo, ma piuttosto un solido fondamento per la costruzione di una società più giusta e più libera".

  "Le discriminazioni e i gravissimi attacchi di cui sono state vittime, l'anno scorso, migliaia di cristiani, mostrano come non sia soltanto la povertà materiale, ma anche la povertà morale a nuocere alla pace. E' nella povertà morale, infatti, che simili abusi affondano le loro radici".

  "Il cristianesimo è una religione di libertà e di pace ed è al servizio del vero bene dell'umanità. Ai nostri fratelli e alle nostre sorelle vittime della violenza, specialmente in Iraq e in India, rinnovo l'assicurazione del mio paterno affetto; alle autorità civili e politiche, domando insistentemente di adoperarsi con energia per mettere fine all'intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani, di far sì che siano riparati i danni provocati, in particolare ai luoghi di culto e alle proprietà; e di incoraggiare con ogni mezzo il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio e di disprezzo. Auspico altresì che, nel mondo occidentale, non si coltivino pregiudizi o ostilità contro i cristiani, semplicemente perchè, su certe questioni, la loro voce dissente".

  "Da parte loro, i discepoli di Cristo" - ha ribadito il Pontefice - "di fronte a tali prove, non si perdano d'animo: la testimonianza del Vangelo è sempre un 'segno di contraddizione' rispetto allo 'spirito del mondo'! Se le tribolazioni sono penose, la costante presenza di Cristo è un potente conforto. Il suo Vangelo è un messaggio di salvezza per tutti ed è per questo che esso non può essere confinato nella sfera privata, ma va proclamato sui tetti, fino alle estremità della terra".

  Riferendosi al conflitto tra Israeliani e Palestinesi, il Santo Padre ha ripetuto: "l'opzione militare non è una soluzione e (...) la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l'impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore - ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione - e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all'odio, alle provocazioni e all'uso delle armi".

  "E' molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte".

  "Oltre agli sforzi rinnovati per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, che ho appena menzionato, occorre dare un sostegno convinto al dialogo tra Israele e la Siria e, per il Libano, appoggiare il consolidarsi in atto delle istituzioni, che sarà tanto più efficace quanto più si compirà in uno spirito di unità. Agli Iracheni, che si preparano a riprendere pienamente in mano il proprio destino, rivolgo un incoraggiamento particolare a voltare pagina per guardare al futuro, per costruirlo senza discriminazioni di razza, di etnia o di religione. Per quanto riguarda l'Iran, non bisogna rinunciare a ricercare una soluzione negoziata alla controversia sul programma nucleare, attraverso un dispositivo che permetta di soddisfare le legittime esigenze del Paese e della comunità internazionale. Un simile risultato favorirebbe grandemente la distensione regionale e mondiale".

  "Volgendo lo sguardo al grande continente asiatico, constato con preoccupazione che in certi Paesi le violenze perdurano e in altri la situazione politica rimane tesa, ma vi sono dei progressi che permettono di guardare al futuro con maggiore fiducia. Penso, ad esempio, alla ripresa di nuovi negoziati di pace a Mindanao, nelle Filippine, e al nuovo corso che prendono le relazioni tra Pechino e Taipei".

  "Nel medesimo contesto di ricerca di pace, anche una soluzione definitiva del conflitto in corso in Sri Lanka non potrebbe essere che politica, mentre i bisogni umanitari delle popolazioni interessate devono rimanere oggetto di attenzione continua. Le comunità cristiane che vivono in Asia sono spesso ridotte dal punto di vista numerico, ma desiderano offrire un contributo convinto ed efficace al bene comune, alla stabilità e al progresso dei loro Paesi, testimoniando il primato di Dio, che stabilisce una sana gerarchia di valori e dona una libertà più forte delle ingiustizie. (...) La Chiesa, come si è detto molte volte, non domanda privilegi, ma l'applicazione del principio della libertà religiosa in tutta la sua estensione. In tale ottica, è importante che, in Asia centrale, le legislazioni sulle comunità religiose garantiscano il pieno esercizio di questo diritto fondamentale, nel rispetto delle norme internazionali".

  "Fra qualche mese" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "avrò la gioia di incontrare molti fratelli e sorelle nella fede e in umanità che vivono in Africa. (...) Prego il Signore che i loro cuori siano disponibili ad accogliere il Vangelo e a viverlo con coerenza, costruendo la pace lottando contro la povertà morale e materiale. Una attenzione particolare dev'essere riservata all'infanzia (...). Molti bambini vivono il dramma dei rifugiati e dei trasferiti in Somalia, nel Darfur e nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di flussi migratori che riguardano milioni di persone che hanno bisogno di un aiuto umanitario e che sono soprattutto private dei loro diritti elementari e feriti nella loro dignità".

  "Chiedo a coloro che hanno responsabilità politiche, a livello nazionale e internazionale" - ha detto Papa Benedetto XVI - "di prendere tutte le misure necessarie per risolvere i conflitti in corso e porre fine alle ingiustizie che li hanno provocati. Spero che in Somalia la restaurazione dello Stato possa infine progredire affinché cessino le interminabili sofferenze degli abitanti di tale Paese. Anche nello Zimbabwe la situazione rimane critica e sono necessari considerevoli aiuti umanitari. Gli Accordi di pace in Burundi hanno gettato un barlume di speranza nella regione. Formulo l'augurio che essi vengano pienamente applicati e diventino sorgente di ispirazione per gli altri Paesi che non hanno ancora trovato la via della riconciliazione. Come voi sapete, la Santa Sede segue con una attenzione speciale il continente africano ed è lieta di avere stabilito l'anno scorso le relazioni diplomatiche con il Botswana".

  "In questo vasto panorama che abbraccia il mondo intero, desidero anche fermarmi un momento sull'America Latina. Anche lì i popoli desiderano vivere in pace, liberati dalla povertà e potendo liberamente esercitare i loro diritti fondamentali. In questo contesto occorre augurarsi che i bisogni di coloro che emigrano siano presi in considerazione da legislazioni che facilitino il ricongiungimento familiare e concilino le legittime esigenze della sicurezza e quelle dell'inviolabile rispetto della persona. Vorrei inoltre lodare l'impegno prioritario di certi governi per ristabilire la legalità e condurre una lotta senza compromessi contro il traffico di stupefacenti e la corruzione. Mi rallegro che, trent'anni dopo l'inizio della mediazione pontificia sulle vertenze tra l'Argentina e il Cile riguardanti la zona australe, i due Paesi abbiano in qualche modo suggellato la loro volontà di pace elevando un monumento al mio venerato predecessore Papa Giovanni Paolo II. Spero pertanto che la recente firma dell'Accordo tra la Santa Sede e il Brasile faciliti il libero esercizio della missione evangelizzatrice della Chiesa e rafforzi ancor più la sua collaborazione con le istituzioni civili per lo sviluppo integrale della persona".

  "La Chiesa accompagna da cinque secoli i popoli dell'America latina, condividendo le loro speranze e le loro preoccupazioni. I suoi Pastori sanno che per favorire un autentico progresso della società, il loro specifico compito è quello di illuminare le coscienze e di formare dei laici capaci di intervenire con coraggio nelle realtà temporali, mettendosi al servizio del bene comune".

  "Volgendo infine il mio sguardo alle nazioni che sono pi- vicine, desidererei salutare la comunità cristiana della Turchia, ricordando che, in questo anno giubilare speciale in occasione del secondo millennio della nascita dell'Apostolo san Paolo, numerosi pellegrini convergono verso Tarso, sua città d'origine, sottolineando così ancora una volta lo stretto legame di questa terra con le origini del cristianesimo. Le aspirazioni alla pace sono vive a Cipro, dove sono ripresi i negoziati in vista di eque soluzioni ai problemi legati alla divisione dell'Isola. Per quanto concerne il Caucaso vorrei ricordare ancora una volta che i conflitti che interessano gli Stati della Regione non possono essere risolti con le armi e, pensando alla Georgia, mi auguro che vengano onorati tutti gli impegni sottoscritti nell'Accordo di cessate-il-fuoco del mese di agosto scorso, concluso grazie agli sforzi diplomatici dell'Unione Europea, e che il ritorno degli sfollati nelle loro case sia al più presto reso possibile".

  "Trattando infine del Sud est dell'Europa, la Santa Sede continua il suo impegno per la stabilità nella regione e spera che si continueranno a creare le condizioni per un avvenire di riconciliazione e di pace tra le popolazioni della Serbia e del Kosovo, nel rispetto delle minoranze e senza dimenticare la difesa del prezioso patrimonio artistico e culturale cristiano, che costituisce una ricchezza per tutta l'umanità".

  Il Papa ha concluso il suo discorso citando nuovamente il Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2009 nel quale ricorda che: "Gli esseri umani più poveri sono i bambini non ancora nati (n.3). Non posso non ricordare, terminando, gli altri poveri, come i malati e le persone anziane abbandonate, le famiglie divise e senza possibilità di rimedio. La povertà si combatte se l'umanità è resa più fraterna tramite valori ed ideali condivisi, fondati sulla dignità della persona, sulla libertà unita alla responsabilità, sul riconoscimento effettivo del posto di Dio nella vita dell'uomo".
AC/ANNO NUOVO/CORPO DIPLOMATICO                VIS 20090108 (2240)


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