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sabato 12 maggio 2007

INCONTRO COMUNITÀ TOSSICODIPENDENTI E RECITA ROSARIO


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2007 (VIS). Oggi, sabato 12 maggio, al termine della celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Seminario "Bom Jesús" di Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita alla "Fazenda da Esperança" a Guaratinguetá.

  Successivamente il Papa incontrerà i membri della Comunità della "Fazenda da Esperança", centro per il reinserimento dei tossicodipendenti.

  A mezzogiorno Benedetto XVI consumerà la seconda colazione nel Seminario "Bom Jesús" con i Membri del Praesidium della V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe e con i Membri del Seguito Papale.

  Alle 18:00 (23:00 ora di Roma), nel Santuario dell'Aparecida, il Papa guiderà la recita del Santo Rosario e presiederà un incontro con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi del Brasile.
PV-BRASILE/.../GUARATINGUETÁ:APARECIDA               VIS 20070512 (140)


VESCOVI: TRASMETTERE FEDELTÀ PRIMATO E VOLONTÀ DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). La "Catedral da Sé" (abbreviazione di sede episcopale), in São Paulo, è stato lo scenario dell'incontro del Santo Padre Benedetto XVI con i Vescovi della Conferenza Episcopale del Brasile. La monumentale chiesa neogotica, dedicata a Nostra Signora dell'Annunciazione, è una delle cinque più monumentali chiese gotiche al mondo che può accogliere ottomila persone. Il luogo di culto sorge sul Tropico del Capricorno, nello stesso luogo dell'antica Cattedrale del 1745. Nella cripta è sepolto l'indio Tibiriçá, primo indigeno catechizzato dal Padre José de Anchieta, nel  XVI secolo.

  Il Santo Padre è giunto alla Cattedrale poco prima delle 16:00 e si è rivolto ai 430 Vescovi presenti esprimendo la sua gioia per l'incontro con "un episcopato prestigioso, che presiede ad una delle più numerose popolazioni cattoliche del mondo".

  "La missione che ci è affidata, come Maestri della fede" - ha detto il Papa nell'omelia - "consiste nel ricordare (...) che il nostro Salvatore 'vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità'. (...) Da qui, il mandato di evangelizzare (...). L'obbligo di predicare la verità della fede, l'urgenza della vita sacramentale, la promessa dell'aiuto continuo di Cristo alla sua Chiesa".

  "Laddove Dio e la sua volontà non sono conosciuti, dove non esiste la fede in Gesù Cristo, e nella sua presenza nelle celebrazioni sacramentali, manca l'essenziale anche per la soluzione degli urgenti problemi sociali e politici. La fedeltà al primato di Dio e della sua volontà, conosciuta e vissuta in comunione con Gesù Cristo, è il dono essenziale che noi Vescovi e sacerdoti dobbiamo offrire alla nostra gente".

  Benedetto XVI ha proseguito rilevando che: "I tempi presenti risultano difficili per la Chiesa e molti dei suoi figli sono nella tribolazione. La vita sociale sta attraversando momenti di smarrimento sconcertante. Viene attaccata impunemente la santità del matrimonio e della famiglia, cominciando dal fare concessioni di fronte a pressioni capaci di incidere negativamente sui processi legislativi; si giustificano alcuni delitti contro la vita nel nome dei diritti della libertà individuale; si attenta alla dignità dell'essere umano; si diffonde la ferita del divorzio e delle libere unioni".

  "Più ancora" - ha proseguito il Pontefice - "quando, in seno alla Chiesa, è messo in questione il valore dell'impegno sacerdotale come affidamento totale a Dio attraverso il celibato apostolico e come totale disponibilità a servire le anime e si dà la preferenza alle questioni ideologiche e politiche, anche partitiche, la struttura della totale consacrazione a Dio comincia a perdere il suo significato più profondo".

  Il Papa ha parlato successivamente della "questione dei cattolici che abbandonano la vita ecclesiale. Sembra chiaro" - ha affermato Benedetto XVI - "che la causa principale, tra le altre, di questo problema possa essere attribuita alla mancanza di un'evangelizzazione in cui Cristo e la sua Chiesa stiano al centro di ogni delucidazione. Le persone più vulnerabili al proselitismo aggressivo delle sette (...) sono in genere i battezzati non sufficientemente evangelizzati, facilmente influenzabili perché possiedono una fede fragile e, a volte, confusa, vacillante ed ingenua, anche se conservano una religiosità innata".

  Citando l'Enciclica "Deus caritas est" nella quale scrive: "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva", Papa Benedetto XVI ha ribadito che: "È necessario, pertanto, avviare l'attività apostolica come una vera missione nell'ambito del gregge costituito dalla Chiesa in Brasile, promuovendo un'evangelizzazione metodica e capillare in vista di un'adesione personale e comunitaria a Cristo".

  "In questo sforzo evangelizzatore" - ha sottolineato il Pontefice - "la comunità ecclesiale si distingue per le iniziative pastorali, inviando soprattutto nelle case delle periferie urbane e dell'interno, i suoi missionari, laici o religiosi, cercando di dialogare con tutti in spirito di comprensione e di delicata carità. Tuttavia, se le persone incontrate vivono in una situazione di povertà, bisogna aiutarle come facevano le prime comunità cristiane, praticando la solidarietà perché si sentano veramente amate. La gente povera delle periferie urbane o della campagna ha bisogno di sentire la vicinanza della Chiesa, sia nell'aiuto per le necessità più urgenti, sia nella difesa dei suoi diritti e nella promozione comune di una società fondata sulla giustizia e sulla pace".

  Trattando dell'importanza della vita sacramentale, il Papa ha menzionato il Sacramento della Riconciliazione ed ha invitato i Vescovi a "vigilare perché l'accusa e l'assoluzione dei peccati siano ordinariamente individuali, così come il peccato costituisce un fatto profondamente personale. (...) Ripartire da Cristo in tutti gli ambiti della missione, riscoprire in Gesù l'amore e la salvezza che il Padre ci dà. Mediante lo Spirito Santo: tale è la sostanza, la radice della missione episcopale che fa del Vescovo il primo responsabile della catechesi diocesana" - ha ribadito Papa Benedetto XVI - "È ovvio, pertanto, che i suoi catechisti non sono semplici comunicatori di esperienze di fede, ma devono essere autentici araldi, sotto la guida del loro Pastore, delle verità rivelate. La fede è un cammino condotto dallo Spirito Santo che si compendia in due parole: conversione e sequela", le quali "indicano chiaramente che la fede in Cristo implica una prassi di vita fondata sul duplice comandamento dell'amore di Dio e del prossimo, ed esprimono la dimensione sociale della vita".

  "Precisamente perchè fede, vita e celebrazione della sacra liturgia come fonte di fede e di vita sono inseparabili" - ha detto ancora il Pontefice - "è necessaria una più corretta applicazione dei principi indicati dal Concilio Vaticano II, riguardanti la Liturgia della Chiesa (...) il suo carattere sacro. (...) La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i santi Misteri".

  Successivamente il Papa ha ricordato ai Vescovi il dovere di "essere servitori della Parola, senza visioni riduttive né confusioni nella missione che ci è affidata. Non basta osservare la realtà a partire dalla fede; è necessario lavorare con il Vangelo alla mano ed ancorati all'autentica eredità della Tradizione Apostolica, senza interpretazioni motivate da ideologie razionalistiche. (...) Il dovere di conservare il deposito della fede e di mantenere la sua unità richiede una stretta vigilanza, in modo tale che esso sia 'conservato e trasmesso fedelmente, e che le posizioni particolari siano unificate nell'integrità del Vangelo di Cristo".

  "L'Ecumenismo (...), diventa in questo nostro tempo, nel quale si verifica l'incontro delle culture e la sfida del secolarismo, un compito sempre più urgente della Chiesa cattolica. (...) Il grande campo comune di collaborazione dovrebbe essere la difesa dei lavori morali fondamentali, trasmessi dalla tradizione biblica, contro la loro distruzione in una cultura relativistica e consumistica; è ancora, la fede in Dio Creatore ed in Gesù Cristo, suo Figlio incarnato".

  Infine Benedetto XVI ha fatto riferimento al "vasto contingente di brasiliani che vivono in situazione di indigenza" ed alla "disuguaglianza nella distribuzione del reddito", ricordando che "Una visione dell'economia e dei problemi sociali, dalla prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, porta a considerare le cose sempre dal punto di vista della dignità dell'uomo, che trascende il semplice gioco dei fattori economici".

  "È necessario formare nelle classi politiche ed imprenditoriali" - ha concluso Benedetto XVI - "un genuino spirito di verità e di onestà. Coloro che assumono un ruolo di leadership nella società devono cercare di prevedere le conseguenze sociali (...) delle proprie decisioni, agendo secondo criteri di massimizzazione del bene comune, invece di cercare profitti personali".
PV-BRASILE/VESCOVI/SÃO PAULO                     VIS 20070512 (1240)


FREI GALVÃO, PRIMO BRASILIANO ELEVATO GLORIA ALTARI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle  9:30 di questa mattina (14:30, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nel "Campo de Marte" di São Paulo, con la partecipazione di più di un milione di persone, la Santa Messa di Canonizzazione del Beato Frei Antonio de Santa Ana Galvão (1739-1822), sacerdote francescano che fondò il "Recolhimento" di Nostra Signora della Concezione della Divina Provvidenza, oggi Monastero dell'Immacolata Concezione della Luce.

  All'inizio dell'omelia, il Santo Padre ha salutato in particolare le monache Concezioniste che "dal Monastero della Luce" - ha detto il Papa - "dalla Capitale dello Stato di São Paulo, irradiano la spiritualità ed il carisma del primo brasiliano elevato alla gloria degli altari".

  "Il carisma francescano, evangelicamente vissuto" - ha proseguito il Pontefice - "ha dato frutti significativi attraverso la sua testimonianza di ardente adoratore dell'Eucaristia, di prudente e sapiente guida delle anime che lo cercavano e di grande devoto dell'Immacolata Concezione di Maria, della quale si considerava 'figlio e schiavo perpetuo'".

  Ribadendo che "Nella Sacra Eucaristia è contenuto tutto il bene spirituale della Chiesa", Benedetto XVI ha affermato che i cristiani "devono poter conoscere la fede della Chiesa, attraverso i suoi ministri ordinati, per l'esemplarità con cui compiono i riti prescritti, che indicano sempre nella liturgia eucaristica il centro di tutta l'opera di evangelizzazione. I fedeli, a loro volta, devono cercare di ricevere e venerare il Santissimo Sacramento con pietà e devozione, desiderando accogliere il Signore Gesù con fede, e sapendo ricorrere, ogni volta che sarà necessario, al Sacramento della riconciliazione per purificare l'anima da ogni peccato grave".

  "Consigliere di fama, pacificatore delle anime e delle famiglie" - ha detto il Papa di Fra Galvão, che fu "dispensatore della carità specialmente verso i poveri e gli infermi. Era molto ricercato per le confessioni, perché zelante, saggio e prudente. Una caratteristica di colui che ama veramente è il non voler che l'Amato venga offeso; la conversione dei peccatori era, perciò, la grande passione del nostro Santo".

  "Uniti con il Signore nella suprema comunione dell'Eucaristia e riconciliati con Lui e con il nostro prossimo, saremo così portatori di quella pace che il mondo non riesce a dare. Potranno gli uomini e le donne di questo mondo trovare la pace, se non saranno coscienti della necessità di riconciliarsi con Dio, con il prossimo e con sé stessi?", si è domandato il Pontefice.

  Benedetto XVI ha ricordato ancora che: "La fama della sua immensa carità non conosceva limiti", infatti: "Le iniziative di pastorale sociale, se sono orientate verso il bene dei poveri e degli infermi, portano in sé stesse questo sigillo divino", dell'amore di Dio per noi, che morì sulla Croce per la nostra salvezza.

  "Fra Galvão affermò con voce profetica la verità dell'Immacolata Concezione. (...) La Vergine Purissima, (...), vuole essere il sigillo definitivo del nostro incontro con Dio, nostro Salvatore. Non c'è frutto della grazia nella storia della salvezza che non abbia come strumento necessario la mediazione di Nostro Signore. Di fatto, questo nostro Santo si è donato in modo irrevocabile alla Madre di Gesù fin dalla sua giovinezza, desiderando appartenerle per sempre e scegliendo la Vergine Maria come Madre e Protettrice delle sue figlie spirituali".

  Benedetto XVI ha sottolineato ancora che: "Il mondo ha bisogno di vite limpide, di anime chiare, di intelligenze semplici, che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere. È  necessario dire no a quei mezzi di comunicazione sociale che mettono in ridicolo la santità del matrimonio e la verginità prima del matrimonio. È proprio ora che ci è data nella Madonna la miglior difesa contro i mali che affliggono la vita moderna; la devozione mariana è la sicura garanzia di protezione materna e di tutela nell'ora della tentazione".

  Al termine dell'omelia il Papa ha invitato i fedeli a rendere grazie a Dio per il dono della santità "che insieme alla fede, è la più grande grazia che possa essere concessa ad una creatura: il fermo desiderio di raggiungere la pienezza della carità, nella convinzione che la santità non solo è possibile ma anche necessaria ad ognuno nel proprio stato di vita, per svelare al mondo il vero volto di Cristo, nostro amico!".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre è rientrato al Monastero di São Bento per la seconda colazione. Preso congedo dal Monastero, il Papa si è diretto alla Catedral da Sé a São Paulo per un incontro con i Vescovi del Brasile.
PV-BRASILE/CANONIZZAZIONE/SÃO PAULO               VIS 20070512 (760)


venerdì 11 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Bernard Ginoux, Vescovo di Montauban (superficie: 3.717; popolazione: 206.800; cattolici: 160.600; sacerdoti: 90; religiosi: 189; diaconi permanenti: 7), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Orange e Decano di Orange-Bollène nell'Arcidiocesi di Avignone (Francia), è nato nel 1947 a Châteaurenard (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER/.../GINOUX                             VIS 20070511 (70)


IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, il 10 maggio scorso, alla XV Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U., riunita per esaminare il seguente argomento: "Trasformare l'impegno politico in azione ed operare congiuntamente in favore di tale obiettivo".

OCCORRONO POLITICHE EDUCATIVE CORAGGIOSE E RISPETTOSE che favoriscano un clima di dialogo e di serenità: è stato il tema dell'intervento dell'Arcivescovo Michael J. Miller, C.S.B., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, alla 22ma Sessione della Conferenza permanente dei Ministri Europei dell'Educazione, tenutasi nei giorni 4 e 5 maggio scorso a Istanbul (Turchia), nell'ambito delle attività del Consiglio d'Europa.

MONSIGNOR MICHAEL W. BANACH, OSSERVAOTRE PERMANENTE della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ha preso la parola, il 1° maggio scorso, nel corso della prima sessione del Comitato Preparatorio della VIII Conferenza di esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, in corso a Vienna (Austria), dal 30 aprile all'11 maggio. Tema del suo intervento è stato: "È sempre più necessario costruire un clima di fiducia e di reale cooperazione nel campo del disarmo e della non proliferazione nucleare".

MARY ANN GLENDON, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI, è intervenuta il 10 maggio scorso, ad un incontro sulla Religione nella Società Contemporanea nell'ambito del Dibattito Informale promosso dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dedicato al tema: "Civiltà e sfide per la pace: ostacoli ed opportunità". L'intervento della Professoressa Glendon si intitolava: "Prospettive di relazioni interculturali e interreligiose nella società contemporanea".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070511 (260)


CANONIZZAZIONE BEATO FREI GALVÃO ED INCONTRO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:30 (14:30 ora di Roma), di oggi, venerdì 11 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sull'area del "Campo de Marte", a São Paulo, la Santa Messa nel corso della quale procederà alla Canonizzazione del Beato Antônio de Santa Ana Galvão, O.F.M., noto come Frei Galvão, che sarà il primo santo brasiliano.

  Nel pomeriggio, congedatosi dalla Comunità dei Monaci nella Chiesa del Monastero di São Bento, il Santo Padre incontrerà, alle 16:00, i Vescovi del Brasile nella "Catedral da Sé" di São Paulo.

  Alle 18:00, dall'aeroporto di "Campo de Marte", Papa Benedetto partirà in elicottero alla volta di Aparecida, il Santuario più famoso del Brasile, visitato ogni anno da più di 7 milioni di persone.

  La storia della Madonna di Aparecida, proclamata da Papa Pio XI, "Regina e Patrona del Brasile", risale al 1717 dopo un episodio di pesca miracolosa. Tre pescatori, dopo alcuni tentativi di pesca infruttuosi, trovarono nelle reti una statua della Madonna senza la testa. Nel gettare nuovamente le reti vi ritrovarono la testa della statua e al terzo tentativo le ritirarono colme di pesci. Riconobbero nell'avvenimento un segno della speciale protezione della Vergine e da allora si diffuse nel popolo la devozione alla Vergine che fu chiamata semplicemente "Aparecida".

  Dall'eliporto del Santuario dell'Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI raggiungerà il Seminario "Bom Jesús" per la cena in privato e il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO:APARECIDA                   VIS 20070511 (240)


SENZA VOLTO DEI GIOVANI CHIESA SI PRESENTEREBBE SFIGURATA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Poco prima delle 18:00 (le 23:00, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto allo Stadio Municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu, accolto da oltre 40.000 giovani, mentre altre decine di migliaia seguivano l'evento da maxi-schermi collocati all'esterno. Il Papa ha presieduto la Liturgia della Parola durante la quale è stata data lettura del Cantico delle Creature con la simultanea proiezione di paesaggi della natura brasiliana.

  Rivolgendosi ai partecipanti all'incontro citando le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II pronunciò nel corso della sua visita nel Mato Grosso nel 1991:  "I 'giovani sono i primi protagonisti del terzo millennio (...) sono loro che tracceranno il destino di questa nuova tappa dell'umanità'", Papa Benedetto XVI ha soggiunto: "La carità di Dio è infinita e il Signore ci chiede, o meglio, esige che dilatiamo i nostri cuori, affinché in essi ci sia sempre più amore, bontà, comprensione per i nostri simili e per i problemi che coinvolgono non solo la convivenza umana, ma anche l'effettiva preservazione e la custodia dell'ambiente naturale, di cui tutti facciamo parte".

  "'I nostri boschi hanno più vita': non lasciate che si spenga questa fiamma di speranza che il vostro Inno nazionale pone sulle vostre labbra" - ha esclamato il Santo Padre - "La devastazione ambientale dell'Amazzonia e le minacce alla dignità umana delle sue popolazioni esigono un maggior impegno nei più diversi ambiti di azione che la società vien sollecitando".

  Tema centrale dell'omelia del Papa è stato il dialogo fra Gesù e il giovane ricco, episodio evangelico narrato da San Matteo, incentrato sull'interrogativo: "Cosa fare per raggiungere la vita eterna?".

  "La domanda del Vangelo" - ha spiegato il Papa - "non riguarda soltanto il futuro. Non riguarda solo la questione del che cosa accadrà dopo la morte. Al contrario, esiste un impegno con il presente, qui e adesso, che deve garantire autenticità e di conseguenza il futuro. In sintesi, la domanda pone in questione il senso della vita. Perciò può essere formulata così: cosa devo fare affinché la mia vita abbia senso?".

  Gesù è "un maestro che non inganna. (...) Gesù ci assicura che solo Dio è buono. Essere aperto alla bontà significa accogliere Dio. Così Egli ci invita a vedere Dio in tutte le cose e in tutti gli avvenimenti, anche laddove la maggioranza vede soltanto assenza di Dio. (...) Gesù manifesta ciò che per noi è buono, donandoci la sua prima catechesi. 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti'. (...) Essi conducono alla vita, il che vuole dire che ci garantiscono autenticità. Sono i grandi indicatori che ci additano la strada giusta. (...) Alla loro base si trovano la grazia e la natura, che non ci lasciano fermi. Dobbiamo camminare. Siamo stimolati a fare qualcosa per realizzarci. Realizzarsi per mezzo dell'azione, in realtà, è rendersi reali".

  "Sentiamo parlare delle paure della gioventù di oggi" - ha proseguito Papa Benedetto - "Esse ci svelano un enorme deficit di speranza: paura di morire (...); paura di fallire, per non aver scoperto il senso della vita; e paura di rimanere staccato, di fronte alla sconcertante rapidità degli eventi e delle comunicazioni. (...) Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, (...), assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la vita vera. Voi siete i giovani della Chiesa. (...) Siate gli apostoli dei giovani".

  "Esiste, in ultima analisi, un immenso panorama di azione" - ha rilevato il Papa - "nel quale le questioni di ordine sociale, economico e politico acquisiscono un rilievo particolare, sempre che la loro fonte d'ispirazione sia il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa. La costruzione di una società più giusta e solidale, riconciliata e pacifica; l'impegno a frenare la violenza; le iniziative di promozione della vita piena, dell'ordine democratico e del bene comune e, specialmente quelle che mirano ad eliminare certe discriminazioni esistenti nelle società latinoamericane non sono motivo di esclusione, bensì di arricchimento reciproco".

  Il Santo Padre ha esortato i giovani dicendo: "Abbiate soprattutto grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. (...) Dio vi chiama a rispettarvi gli uni gli altri anche nell'innamoramento e nel fidanzamento, poiché la vita coniugale, (...), sarà fonte di felicità e di pace solo nella misura in cui saprete fare della castità, dentro e fuori del matrimonio, un baluardo delle vostre speranze future. (...) La vita di fede e di preghiera vi condurrà per le vie dell'intimità con Dio e della comprensione della grandezza dei piani che Lui ha per ogni persona. 'Per il regno dei cieli', alcuni sono chiamati ad una donazione totale e definitiva, per consacrarsi a Dio nella vita religiosa (...), testimoniando la speranza nel Regno celeste tra tutti gli uomini".

  "La gioventù si presenta come una ricchezza" - ha detto ancora Benedetto XVI riprendendo il dialogo di Gesù con il giovane ricco- "perché conduce alla riscoperta della vita come dono e come compito. Il giovane del Vangelo comprese la ricchezza della propria giovinezza. Andrò da Gesù, (...), per cercare un orientamento. Nell'ora della grande opzione, tuttavia, non ebbe il coraggio di scommettere tutto su Gesù Cristo. (...) Capì che gli mancava la generosità, e ciò non gli permise una realizzazione piena".

  "Il mio appello odierno a voi, giovani che siete venuti a questo incontro" - ha concluso il Pontefice - "è di 'non sperperare la vostra gioventù'. Non cercate di fuggire da essa. (...) Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. Voi, giovani, non siete soltanto il futuro della Chiesa e dell'umanità, quasi si trattasse di una specie di fuga dal presente. Al contrario: voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata".
PV-BRASILE/GIOVANI/PACAEMBU                       VIS 20070511 (950)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Bernard Ginoux, Vescovo di Montauban (superficie: 3.717; popolazione: 206.800; cattolici: 160.600; sacerdoti: 90; religiosi: 189; diaconi permanenti: 7), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di Orange e Decano di Orange-Bollène nell'Arcidiocesi di Avignone (Francia), è nato nel 1947 a Châteaurenard (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER/.../GINOUX                             VIS 20070511 (70)



IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, è intervenuto, il 10 maggio scorso, alla XV Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U., riunita per esaminare il seguente argomento: "Trasformare l'impegno politico in azione ed operare congiuntamente in favore di tale obiettivo".

OCCORRONO POLITICHE EDUCATIVE CORAGGIOSE E RISPETTOSE che favoriscano un clima di dialogo e di serenità: è stato il tema dell'intervento dell'Arcivescovo Michael J. Miller, C.S.B., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, alla 22ma Sessione della Conferenza permanente dei Ministri Europei dell'Educazione, tenutasi nei giorni 4 e 5 maggio scorso a Istanbul (Turchia), nell'ambito delle attività del Consiglio d'Europa.

MONSIGNOR MICHAEL W. BANACH, OSSERVAOTRE PERMANENTE della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, ha preso la parola, il 1° maggio scorso, nel corso della prima sessione del Comitato Preparatorio della VIII Conferenza di esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, in corso a Vienna (Austria), dal 30 aprile all'11 maggio. Tema del suo intervento è stato: "È sempre più necessario costruire un clima di fiducia e di reale cooperazione nel campo del disarmo e della non proliferazione nucleare".

MARY ANN GLENDON, PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOCIALI, è intervenuta il 10 maggio scorso, ad un incontro sulla Religione nella Società Contemporanea nell'ambito del Dibattito Informale promosso dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dedicato al tema: "Civiltà e sfide per la pace: ostacoli ed opportunità". L'intervento della Professoressa Glendon si intitolava: "Prospettive di relazioni interculturali e interreligiose nella società contemporanea".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20070511 (260)


CANONIZZAZIONE BEATO FREI GALVÃO ED INCONTRO VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:30 (14:30 ora di Roma), di oggi, venerdì 11 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà sull'area del "Campo de Marte", a São Paulo, la Santa Messa nel corso della quale procederà alla Canonizzazione del Beato Antônio de Santa Ana Galvão, O.F.M., noto come Frei Galvão, che sarà il primo santo brasiliano.

  Nel pomeriggio, congedatosi dalla Comunità dei Monaci nella Chiesa del Monastero di São Bento, il Santo Padre incontrerà, alle 16:00, i Vescovi del Brasile nella "Catedral da Sé" di São Paulo.

  Alle 18:00, dall'aeroporto di "Campo de Marte", Papa Benedetto partirà in elicottero alla volta di Aparecida, il Santuario più famoso del Brasile, visitato ogni anno da più di 7 milioni di persone.

  La storia della Madonna di Aparecida, proclamata da Papa Pio XI, "Regina e Patrona del Brasile", risale al 1717 dopo un episodio di pesca miracolosa. Tre pescatori, dopo alcuni tentativi di pesca infruttuosi, trovarono nelle reti una statua della Madonna senza la testa. Nel gettare nuovamente le reti vi ritrovarono la testa della statua e al terzo tentativo le ritirarono colme di pesci. Riconobbero nell'avvenimento un segno della speciale protezione della Vergine e da allora si diffuse nel popolo la devozione alla Vergine che fu chiamata semplicemente "Aparecida".

  Dall'eliporto del Santuario dell'Aparecida, il Santo Padre Benedetto XVI raggiungerà il Seminario "Bom Jesús" per la cena in privato e il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO:APARECIDA                   VIS 20070511 (240)


SENZA VOLTO DEI GIOVANI CHIESA SI PRESENTEREBBE SFIGURATA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Poco prima delle 18:00 (le 23:00, ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è giunto allo Stadio Municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu, accolto da oltre 40.000 giovani, mentre altre decine di migliaia seguivano l'evento da maxi-schermi collocati all'esterno. Il Papa ha presieduto la Liturgia della Parola durante la quale è stata data lettura del Cantico delle Creature con la simultanea proiezione di paesaggi della natura brasiliana.

  Rivolgendosi ai partecipanti all'incontro citando le parole che il Servo di Dio Giovanni Paolo II pronunciò nel corso della sua visita nel Mato Grosso nel 1991:  "I 'giovani sono i primi protagonisti del terzo millennio (...) sono loro che tracceranno il destino di questa nuova tappa dell'umanità'", Papa Benedetto XVI ha soggiunto: "La carità di Dio è infinita e il Signore ci chiede, o meglio, esige che dilatiamo i nostri cuori, affinché in essi ci sia sempre più amore, bontà, comprensione per i nostri simili e per i problemi che coinvolgono non solo la convivenza umana, ma anche l'effettiva preservazione e la custodia dell'ambiente naturale, di cui tutti facciamo parte".

  "'I nostri boschi hanno più vita': non lasciate che si spenga questa fiamma di speranza che il vostro Inno nazionale pone sulle vostre labbra" - ha esclamato il Santo Padre - "La devastazione ambientale dell'Amazzonia e le minacce alla dignità umana delle sue popolazioni esigono un maggior impegno nei più diversi ambiti di azione che la società vien sollecitando".

  Tema centrale dell'omelia del Papa è stato il dialogo fra Gesù e il giovane ricco, episodio evangelico narrato da San Matteo, incentrato sull'interrogativo: "Cosa fare per raggiungere la vita eterna?".

  "La domanda del Vangelo" - ha spiegato il Papa - "non riguarda soltanto il futuro. Non riguarda solo la questione del che cosa accadrà dopo la morte. Al contrario, esiste un impegno con il presente, qui e adesso, che deve garantire autenticità e di conseguenza il futuro. In sintesi, la domanda pone in questione il senso della vita. Perciò può essere formulata così: cosa devo fare affinché la mia vita abbia senso?".

  Gesù è "un maestro che non inganna. (...) Gesù ci assicura che solo Dio è buono. Essere aperto alla bontà significa accogliere Dio. Così Egli ci invita a vedere Dio in tutte le cose e in tutti gli avvenimenti, anche laddove la maggioranza vede soltanto assenza di Dio. (...) Gesù manifesta ciò che per noi è buono, donandoci la sua prima catechesi. 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti'. (...) Essi conducono alla vita, il che vuole dire che ci garantiscono autenticità. Sono i grandi indicatori che ci additano la strada giusta. (...) Alla loro base si trovano la grazia e la natura, che non ci lasciano fermi. Dobbiamo camminare. Siamo stimolati a fare qualcosa per realizzarci. Realizzarsi per mezzo dell'azione, in realtà, è rendersi reali".

  "Sentiamo parlare delle paure della gioventù di oggi" - ha proseguito Papa Benedetto - "Esse ci svelano un enorme deficit di speranza: paura di morire (...); paura di fallire, per non aver scoperto il senso della vita; e paura di rimanere staccato, di fronte alla sconcertante rapidità degli eventi e delle comunicazioni. (...) Ma mentre guardo a voi, giovani qui presenti, (...), assumo lo sguardo di Gesù: uno sguardo di amore e fiducia, nella certezza che voi avete trovato la vita vera. Voi siete i giovani della Chiesa. (...) Siate gli apostoli dei giovani".

  "Esiste, in ultima analisi, un immenso panorama di azione" - ha rilevato il Papa - "nel quale le questioni di ordine sociale, economico e politico acquisiscono un rilievo particolare, sempre che la loro fonte d'ispirazione sia il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa. La costruzione di una società più giusta e solidale, riconciliata e pacifica; l'impegno a frenare la violenza; le iniziative di promozione della vita piena, dell'ordine democratico e del bene comune e, specialmente quelle che mirano ad eliminare certe discriminazioni esistenti nelle società latinoamericane non sono motivo di esclusione, bensì di arricchimento reciproco".

  Il Santo Padre ha esortato i giovani dicendo: "Abbiate soprattutto grande rispetto per l'istituzione del Sacramento del Matrimonio. (...) Dio vi chiama a rispettarvi gli uni gli altri anche nell'innamoramento e nel fidanzamento, poiché la vita coniugale, (...), sarà fonte di felicità e di pace solo nella misura in cui saprete fare della castità, dentro e fuori del matrimonio, un baluardo delle vostre speranze future. (...) La vita di fede e di preghiera vi condurrà per le vie dell'intimità con Dio e della comprensione della grandezza dei piani che Lui ha per ogni persona. 'Per il regno dei cieli', alcuni sono chiamati ad una donazione totale e definitiva, per consacrarsi a Dio nella vita religiosa (...), testimoniando la speranza nel Regno celeste tra tutti gli uomini".

  "La gioventù si presenta come una ricchezza" - ha detto ancora Benedetto XVI riprendendo il dialogo di Gesù con il giovane ricco- "perché conduce alla riscoperta della vita come dono e come compito. Il giovane del Vangelo comprese la ricchezza della propria giovinezza. Andrò da Gesù, (...), per cercare un orientamento. Nell'ora della grande opzione, tuttavia, non ebbe il coraggio di scommettere tutto su Gesù Cristo. (...) Capì che gli mancava la generosità, e ciò non gli permise una realizzazione piena".

  "Il mio appello odierno a voi, giovani che siete venuti a questo incontro" - ha concluso il Pontefice - "è di 'non sperperare la vostra gioventù'. Non cercate di fuggire da essa. (...) Consacratela agli alti ideali della fede e della solidarietà umana. Voi, giovani, non siete soltanto il futuro della Chiesa e dell'umanità, quasi si trattasse di una specie di fuga dal presente. Al contrario: voi siete il presente giovane della Chiesa e dell'umanità. Siete il suo volto giovane. La Chiesa ha bisogno di voi, come giovani, per manifestare al mondo il volto di Gesù Cristo, che si delinea nella comunità cristiana. Senza questo volto giovane, la Chiesa si presenterebbe sfigurata".
PV-BRASILE/GIOVANI/PACAEMBU                       VIS 20070511 (950)


giovedì 10 maggio 2007

VISITA AL PRESIDENTE LULA ED INCONTRO CON I GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha iniziato il secondo giorno del suo Viaggio Apostolico in Brasile con la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Monastero di São Bento a São Paulo.

  Alle 10.30 (15:30 ora di Roma), il Papa renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Signor Luiz Inácio Lula da Silva, nel Palacio dos Bandeirantes, Residenza del Governatore dello Stato di São Paulo. Il nome del Palazzo ricorda i gruppi di esploratori giunti nel XVII e XVIII secolo, chiamati "Bandeirantes" che setacciavano le foreste e i nuovi territori dell'America Latina in cerca di oro, diamanti, e altre ricchezze.

  Di ritorno al Monastero São Bento, nella tarda mattinata, il Santo Padre avrà un incontro con i Rappresentanti di altre Confessioni cristiane e di altre Religioni presenti in Brasile.

  Benedetto XVI consumerà la seconda colazione con l'Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, di Mariana, Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile, l'Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, Vice-Presidente e con il Vescovo Dimas Lara Barbosa, Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale e con i Membri del Seguito Papale.

  Nel pomeriggio il Papa incontrerà le migliaia di giovani nello Stadio municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu ed infine farà ritorno al Monastero di São Bento per la cena in privato ed il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO                           VIS 20070510 (240)


SULL'AEREO CONFERENZA STAMPA DEL PAPA CON I GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Nella giornata di ieri, sull'aereo diretto in Brasile, il Santo Padre ha tenuto la tradizionale Conferenza Stampa con i giornalisti che l'accompagnavano in questo suo Sesto Viaggio Apostolico.

  "Amo molto l'America Latina" - ha detto ai giornalisti il Papa esprimendo la sua "grande gioia" di recarsi nel "Continente della speranza". La finalità primaria del Viaggio, ha precisato il Pontefice è "specificamente" religiosa: "dare la vita in Cristo e farsi discepoli di Cristo".

  Ad una domanda sulla teologia della liberazione, Benedetto XVI ha ricordato che "Oggi la situazione è profondamente cambiata: la Chiesa è fortemente impegnata per la giustizia ma nello stesso tempo opera un discernimento per evitare i falsi millenarismi che credono di poter realizzare dalle rivoluzioni un sistema sociale perfetto. Ora la questione è come la Chiesa deve essere presente nella lotta e nelle riforme necessarie per garantire condizioni giuste. Precisamente su tali questioni esistono divisioni fra i teologi".

  Ricordando anche l'Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, di San Salvador, assassinato nel 1980 mentre celebrava la Santa Messa, Benedetto XVI, affermando che egli è "un grande testimone della fede", ha espresso nel contempo la convinzione che "la sua persona meriti la beatificazione, anche se la sua figura va liberata da quelle deformazioni ideologiche di quanti hanno cercato di appropriarsene per motivi politici".

  Sulla diffusione delle sette in America Latina il Papa ha affermato che "sono un segno che le persone hanno 'sete di Dio'. La Chiesa deve rispondere a questa esigenza su un piano molto concreto nella consapevolezza che oltre ad annunciare il messaggio cristiano, occorre aiutare le persone a trovare condizioni di vita giuste, micro e macroeconomiche".

  Ad una domanda sui politici che in Messico hanno appoggiato la legge sulla depenalizzazione dell'aborto, il Papa ha sottolineato "la necessità della coerenza per i politici cristiani", ribadendo che la Chiesa "annuncia il Vangelo della vita: 'la vita è un dono, non è una minaccia'".

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato che: "Non essendo stata dichiarata alcuna scomunica da parte dei vescovi messicani per quei politici, Benedetto XVI non ha inteso dichiararla nemmeno lui. L'azione legislativa favorevole all'aborto" - ha precisato Padre Lombardi - "non è compatibile con la partecipazione all'Eucaristia". "Ma sono dunque scomunicati?", gli è stato chiesto. "No" - ha risposto Padre Lombardi - "si autoescludono dalla Comunione".

  Nelle risposte ai giornalisti, Benedetto XVI aveva affermato che questa scomunica "è prevista dal Codice di Diritto Canonico, non è stato nulla di arbitrario, è scritto semplicemente nel Diritto canonico. L'uccisione di un innocente, di un bambino non nato è inconcepibile" - ha aggiunto il Papa  - "Non è un fatto arbitrario e la Chiesa esprime apprezzamento per la vita e l'individualità della vita fin dal primo momento del concepimento".
PV-BRASILE/CONFERENZA STAMPA/...                               VIS 20070510 (470)


BRASILE: VALORI CRISTIANI CHE MAI SARANNO CANCELLATI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2007 (VIS). All'arrivo all'aeroporto internazionale brasiliano di São Paulo-Guarulhos, alle 16:00 ora locale, (21:00 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI, dando inizio al Sesto Viaggio Apostolico fuori d'Italia, è stato accolto dal Presidente della Repubblica Federale del Brasile, Signor Luiz Inácio Lula da Silva, e dalle Autorità civili, militari e religiose.

  Nel discorso di benvenuto il Papa ha affermato che la sua visita "ha un obiettivo che va oltre le frontiere nazionali: vengo a presiedere, in Aparecida, la sezione di apertura della V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi. Per provvidenziale manifestazione della bontà del Creatore, questo Paese dovrà servire da culla per le proposte ecclesiali che, se Dio vorrà, potranno dare un rinnovato vigore e slancio missionario a questo Continente".

  Il fatto che il Brasile possegga il numero più elevato di cattolici, ha proseguito il Papa "significa che (essi) devono contribuire in maniera particolare al servizio del bene comune della Nazione. La solidarietà sarà, senza dubbio, una parola piena di contenuto quando le forze vive della società, ognuna nel proprio ambito, si impegneranno seriamente a costruire un futuro di pace e di speranza per tutti".

  "So che l'anima di questo Popolo, così come di tutta l'America Latina" - ha aggiunto il Pontefice - "custodisce valori radicalmente cristiani che mai saranno cancellati. E ho la certezza che in Aparecida, durante la Conferenza Generale dell'Episcopato, questa identità sarà rinforzata, promuovendo il rispetto della vita, dal momento del suo concepimento fino al suo declino naturale, come esigenza propria della natura umana; farà anche della promozione della persona umana l'asse della solidarietà, soprattutto con i poveri e gli abbandonati".

  "La Chiesa vuole soltanto indicare i valori morali di ogni situazione" - ha ribadito Benedetto XVI - "e formare i cittadini perché possano decidere coscientemente e liberamente; in questo senso, non mancherà di insistere sull'impegno che dovrà essere preso per assicurare il consolidamento della famiglia, come cellula base della società; della gioventù, la cui formazione costituisce un fattore decisivo per il futuro di una Nazione - e, infine, ma non da ultimo, difendendo e promuovendo i valori soggiacenti in tutti gli strati sociali, soprattutto nelle popolazioni indigene".

  Al termine del discorso il Papa si è diretto in elicottero all'aeroporto di "Campo de Marte" a São Paulo, dove erano ad attenderlo le Autorità locali. Dall'aeroporto ha quindi raggiunto in autovettura panoramica il Monastero di São Bento e, dopo un momento di preghiera nella Cappella, Benedetto XVI ha salutato e benedetto la folla dal balcone del Monastero.
PV-BRASILE/ARRIVO/SÃO PAULO                       VIS 20070510 (430)


VISITA AL PRESIDENTE LULA ED INCONTRO CON I GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha iniziato il secondo giorno del suo Viaggio Apostolico in Brasile con la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella del Monastero di São Bento a São Paulo.

  Alle 10.30 (15:30 ora di Roma), il Papa renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Signor Luiz Inácio Lula da Silva, nel Palacio dos Bandeirantes, Residenza del Governatore dello Stato di São Paulo. Il nome del Palazzo ricorda i gruppi di esploratori giunti nel XVII e XVIII secolo, chiamati "Bandeirantes" che setacciavano le foreste e i nuovi territori dell'America Latina in cerca di oro, diamanti, e altre ricchezze.

  Di ritorno al Monastero São Bento, nella tarda mattinata, il Santo Padre avrà un incontro con i Rappresentanti di altre Confessioni cristiane e di altre Religioni presenti in Brasile.

  Benedetto XVI consumerà la seconda colazione con l'Arcivescovo Geraldo Lyrio Rocha, di Mariana, Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile, l'Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, Vice-Presidente e con il Vescovo Dimas Lara Barbosa, Ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro, Segretario Generale della medesima Conferenza Episcopale e con i Membri del Seguito Papale.

  Nel pomeriggio il Papa incontrerà le migliaia di giovani nello Stadio municipale "Paulo Machado de Carvalho" di Pacaembu ed infine farà ritorno al Monastero di São Bento per la cena in privato ed il pernottamento.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO                           VIS 20070510 (240)


SULL'AEREO CONFERENZA STAMPA DEL PAPA CON I GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2007 (VIS). Nella giornata di ieri, sull'aereo diretto in Brasile, il Santo Padre ha tenuto la tradizionale Conferenza Stampa con i giornalisti che l'accompagnavano in questo suo Sesto Viaggio Apostolico.

  "Amo molto l'America Latina" - ha detto ai giornalisti il Papa esprimendo la sua "grande gioia" di recarsi nel "Continente della speranza". La finalità primaria del Viaggio, ha precisato il Pontefice è "specificamente" religiosa: "dare la vita in Cristo e farsi discepoli di Cristo".

  Ad una domanda sulla teologia della liberazione, Benedetto XVI ha ricordato che "Oggi la situazione è profondamente cambiata: la Chiesa è fortemente impegnata per la giustizia ma nello stesso tempo opera un discernimento per evitare i falsi millenarismi che credono di poter realizzare dalle rivoluzioni un sistema sociale perfetto. Ora la questione è come la Chiesa deve essere presente nella lotta e nelle riforme necessarie per garantire condizioni giuste. Precisamente su tali questioni esistono divisioni fra i teologi".

  Ricordando anche l'Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, di San Salvador, assassinato nel 1980 mentre celebrava la Santa Messa, Benedetto XVI, affermando che egli è "un grande testimone della fede", ha espresso nel contempo la convinzione che "la sua persona meriti la beatificazione, anche se la sua figura va liberata da quelle deformazioni ideologiche di quanti hanno cercato di appropriarsene per motivi politici".

  Sulla diffusione delle sette in America Latina il Papa ha affermato che "sono un segno che le persone hanno 'sete di Dio'. La Chiesa deve rispondere a questa esigenza su un piano molto concreto nella consapevolezza che oltre ad annunciare il messaggio cristiano, occorre aiutare le persone a trovare condizioni di vita giuste, micro e macroeconomiche".

  Ad una domanda sui politici che in Messico hanno appoggiato la legge sulla depenalizzazione dell'aborto, il Papa ha sottolineato "la necessità della coerenza per i politici cristiani", ribadendo che la Chiesa "annuncia il Vangelo della vita: 'la vita è un dono, non è una minaccia'".

  Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato che: "Non essendo stata dichiarata alcuna scomunica da parte dei vescovi messicani per quei politici, Benedetto XVI non ha inteso dichiararla nemmeno lui. L'azione legislativa favorevole all'aborto" - ha precisato Padre Lombardi - "non è compatibile con la partecipazione all'Eucaristia". "Ma sono dunque scomunicati?", gli è stato chiesto. "No" - ha risposto Padre Lombardi - "si autoescludono dalla Comunione".

  Nelle risposte ai giornalisti, Benedetto XVI aveva affermato che questa scomunica "è prevista dal Codice di Diritto Canonico, non è stato nulla di arbitrario, è scritto semplicemente nel Diritto canonico. L'uccisione di un innocente, di un bambino non nato è inconcepibile" - ha aggiunto il Papa  - "Non è un fatto arbitrario e la Chiesa esprime apprezzamento per la vita e l'individualità della vita fin dal primo momento del concepimento".
PV-BRASILE/CONFERENZA STAMPA/...                               VIS 20070510 (470)


mercoledì 9 maggio 2007

INIZIO VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI IN BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina ha avuto inizio il Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Brasile. L'Aereo Papale, decollato dall'Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino con destinazione São Paulo, atterrerà all'Aeroporto Internazionale di São Paulo-Guarulhos alle 16:30 ora locale (21:30 ora di Roma), dopo dodici ore e mezzo di volo ed un percorso di 9.477 chilometri.

  Ad accogliere il Santo Padre all'aeroporto sarà il Presidente della Repubblica Federale Luiz Inácio Lula da Silva. Al termine della cerimonia di benvenuto, durante la quale Benedetto XVI pronuncerà un breve discorso, il Papa si trasferirà in elicottero all'Aeroporto di "Campo de Marte" in São Paulo, dove sarà accolto dalle Autorità locali.

  Alle 18:10 (23:10 ora di Roma) il Papa si dirigerà in autovettura panoramica al Monastero São Bento che lo ospiterà durante il suo soggiorno nella città brasiliana. Il complesso benedettino comprende oltre al Monastero, il Collegio São Bento, uno dei più prestigiosi di São Paulo e la Basilica di Nostra Signora dell'Assunzione.

  Dopo un breve momento di preghiera nella Cappella del Monastero, il Papa raggiungerà il balcone, al primo piano, da dove saluterà e benedirà la folla.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO                           VIS 20070509 (200)


BRASILE: VALORI CRISTIANI CHE MAI SARANNO CANCELLATI

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2007 (VIS). All'arrivo all'aeroporto internazionale brasiliano di São Paulo-Guarulhos, alle 16:00 ora locale, (21:00 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI, dando inizio al Sesto Viaggio Apostolico fuori d'Italia, è stato accolto dal Presidente della Repubblica Federale del Brasile, Signor Luiz Inácio Lula da Silva, e dalle Autorità civili, militari e religiose.

  Nel discorso di benvenuto il Papa ha affermato che la sua visita "ha un obiettivo che va oltre le frontiere nazionali: vengo a presiedere, in Aparecida, la sezione di apertura della V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi. Per provvidenziale manifestazione della bontà del Creatore, questo Paese dovrà servire da culla per le proposte ecclesiali che, se Dio vorrà, potranno dare un rinnovato vigore e slancio missionario a questo Continente".

  Il fatto che il Brasile possegga il numero più elevato di cattolici, ha proseguito il Papa "significa che (essi) devono contribuire in maniera particolare al servizio del bene comune della Nazione. La solidarietà sarà, senza dubbio, una parola piena di contenuto quando le forze vive della società, ognuna nel proprio ambito, si impegneranno seriamente a costruire un futuro di pace e di speranza per tutti".

  "So che l'anima di questo Popolo, così come di tutta l'America Latina" - ha aggiunto il Pontefice - "custodisce valori radicalmente cristiani che mai saranno cancellati. E ho la certezza che in Aparecida, durante la Conferenza Generale dell'Episcopato, questa identità sarà rinforzata, promuovendo il rispetto della vita, dal momento del suo concepimento fino al suo declino naturale, come esigenza propria della natura umana; farà anche della promozione della persona umana l'asse della solidarietà, soprattutto con i poveri e gli abbandonati".

  "La Chiesa vuole soltanto indicare i valori morali di ogni situazione" - ha ribadito Benedetto XVI - "e formare i cittadini perché possano decidere coscientemente e liberamente; in questo senso, non mancherà di insistere sull'impegno che dovrà essere preso per assicurare il consolidamento della famiglia, come cellula base della società; della gioventù, la cui formazione costituisce un fattore decisivo per il futuro di una Nazione - e, infine, ma non da ultimo, difendendo e promuovendo i valori soggiacenti in tutti gli strati sociali, soprattutto nelle popolazioni indigene".

  Al termine del discorso il Papa si è diretto in elicottero all'aeroporto di "Campo de Marte" a São Paulo, dove erano ad attenderlo le Autorità locali. Dall'aeroporto ha quindi raggiunto in autovettura panoramica il Monastero di São Bento e, dopo un momento di preghiera nella Cappella, Benedetto XVI ha salutato e benedetto la folla dal balcone del Monastero.
PV-BRASILE/ARRIVO/SÃO PAULO                       VIS 20070509 (430)


INIZIO VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI IN BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2007 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina ha avuto inizio il Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Brasile. L'Aereo Papale, decollato dall'Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino con destinazione São Paulo, atterrerà all'Aeroporto Internazionale di São Paulo-Guarulhos alle 16:30 ora locale (21:30 ora di Roma), dopo dodici ore e mezzo di volo ed un percorso di 9.477 chilometri.

  Ad accogliere il Santo Padre all'aeroporto sarà il Presidente della Repubblica Federale Luiz Inácio Lula da Silva. Al termine della cerimonia di benvenuto, durante la quale Benedetto XVI pronuncerà un breve discorso, il Papa si trasferirà in elicottero all'Aeroporto di "Campo de Marte" in São Paulo, dove sarà accolto dalle Autorità locali.

  Alle 18:10 (23:10 ora di Roma) il Papa si dirigerà in autovettura panoramica al Monastero São Bento che lo ospiterà durante il suo soggiorno nella città brasiliana. Il complesso benedettino comprende oltre al Monastero, il Collegio São Bento, uno dei più prestigiosi di São Paulo e la Basilica di Nostra Signora dell'Assunzione.

  Dopo un breve momento di preghiera nella Cappella del Monastero, il Papa raggiungerà il balcone, al primo piano, da dove saluterà e benedirà la folla.
PV-BRASILE/.../SÃO PAULO                           VIS 20070509 (200)


martedì 8 maggio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona (superficie: 3.059; popolazione: 859.825; cattolici: 792.000; sacerdoti: 1.005; religiosi: 2.817; diaconi permanenti: 26), Italia. Finora Vescovo di Vittorio Veneto (Italia), il Vescovo Zenti succede al Vescovo Flavio Carraro, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Alberto Silvani, Vescovo di Volterra (superficie: 1.743; popolazione: 82.580; cattolici: 81.080; sacerdoti: 65; religiosi: 128), Italia. Il Vescovo eletto, attualmente Canonico Decano della Con-Cattedrale di Pontremoli, è nato a Virgoletta di Villafranca in Lunigiana (Massa Carrara), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.

- Ha nominato il Vescovo Robert Harris, finora Ausiliare di Sault Sainte Marie (Canada), Vescovo di Saint John, New Brunswick (superficie: 60.000; popolazione: 282.600; cattolici: 113.700; sacerdoti: 75; religiosi: 137; diaconi permanenti: 2), Canada.

- Ha nominato il Padre Michael John Zielinksi, O.S.B. Oliv., finora Abate dell'Abbazia di "Our Lady of Guadalupe" in Pecos (Stati Uniti d'America), Vice-Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e Vice-Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

- Ha nominato il Monsignore José Manuel Del Río Carrasco, finora Officiale della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, Sotto-Segretario della medesima Pontificia Commissione.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20070508 (220)


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