CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle scorse settimane:
- Il Cardinale Corrado Bafile, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, (Italia), il 3 febbraio, all'età di 101 anni.
- Il Cardinale Jan Pieter Schotte, C.I.C.M., (Belgio), Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, il 10 gennaio, all'età di 76 anni.
- Il Vescovo Joseph Anthony De Palma, S.C.I., emerito di De Aar (Sudafrica), il 3 febbraio, all'età di 91 anni.
- L'Arcivescovo Benito Gennaro Franceschetti, di Fermo (Italia), il 4 febbraio, all'età di 69 anni.
- Il Vescovo Alberto Giglioli, emerito di Montepulciano-Chiusi-Pienza (Italia), il 3 gennaio, all'età di 80 anni.
- Il Vescovo Manuel Guirao, emerito di Santiago del Estero (Argentina), il 2 gennaio, all'età di 85 anni.
- L'Arcivescovo Jean Hengen, emerito di Luxembourg (Lussemburgo), il 29 gennaio, all'età di 92 anni.
- Il Vescovo Karl Heinz Jacoby, già Ausiliare di Trier (Germania), il 29 gennaio, all'età di 86 anni.
- L'Arcivescovo Paul Karatas, di Diarbekir dei Caldei, (Turchia), il 15 gennaio, all'età di 70 anni.
- Il Vescovo Marc Leclerc, già Ausiliare di Québec (Canada), il 3 gennaio, all'età di 71 anni.
- Il Vescovo Charles Paty, emerito di Luçon (Francia), il 31 dicembre 2004, all'età di 88 anni.
- Il Vescovo Jackson Berenguer Prado, emerito di Paulo Afonso (Brasile), l'8 febbraio, all'età di 86 anni.
- Il Vescovo Pascásio Rettler, O.F.M., emerito di Bacabal (Brasile), il 16 settembre 2004, all'età di 89 anni.
- Il Vescovo Francis Keiichi Sato, O.F.M., emerito di Niigata (Giappone), il 2 gennaio, all'età di 76 anni.
- L'Arcivescovo Yacoub Denha Scher, di Arbil dei Caldei (Iraq), l'8 gennaio, all'età di 70 anni.
- Il Vescovo Ricardo Antonio Suriñach Carreras, emerito di Ponce (Portorico), il 19 gennaio, all'età di 76 anni.
- Il Vescovo Luigi Zanzottera, O.S.I., già Ausiliare di Huaraz (Perù), il 18 gennaio, all'età di 78 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20050218 (320)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 18 febbraio 2005
DIMENSIONI SOCIALI ED ECONOMICHE SVILUPPO SOSTENIBILE
CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2005 (VIS). Nel pomeriggio del 3 marzo prossimo, presso la Sede Centrale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, la Missione dell'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'O.N.U., l'AVSI, Associazione di Volontari del Servizio Internazionale, U.S.A. Inc., la New Humanity e la Pax Romana, parteciperanno ad un incontro sul pensiero etico-sociale relativo alle dimensioni economiche, sociali ed ambientali dello sviluppo sostenibile.
Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che sarà l'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino (Irlanda), ex Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, a presentare l'incontro, la cui seconda fase avrà luogo nell'auditorium della Chiesa della Sacra Famiglia.
.../SVILUPPO SOSTENIBILE/O.N.U.:MARTIN VIS 20050218 (120)
Un Comunicato reso pubblico oggi, rende noto che sarà l'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino (Irlanda), ex Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, a presentare l'incontro, la cui seconda fase avrà luogo nell'auditorium della Chiesa della Sacra Famiglia.
.../SVILUPPO SOSTENIBILE/O.N.U.:MARTIN VIS 20050218 (120)
APPELLO DEL PAPA IN FAVORE POPOLAZIONI REGIONE DEL SAHEL
CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera del Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, all'Arcivescovo Seraphin Rouamba di Koupela (Burkina Faso), Presidente del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel", nella quale il Porporato esprime l'apprezzamento del Santo Padre per l'opera svolta dalla Fondazione sin dalla fondazione nel 1984, e rinnova il suo appello a favore delle popolazioni del Sahel.
La Lettera, redatta in lingua francese e datata 8 febbraio, ricorda l'appello alla comunità internazionale che Giovanni Paolo II lanciò da Ouagadougou (Burkina Faso), il 10 maggio 1980, all'epoca del Viaggio compiuto in cinque paesi africani, in favore delle popolazioni della regione del Sahel colpita da grave siccità e dalla desertificazione progressiva. Quell'appello si tradusse nella creazione della "Fondazione di Giovanni Paolo II per il Sahel" con Chirografo del 22 febbraio 1984.
Il Sahel è la regione dell'Africa sub-sahariana comprendente i paesi della costa occidentale e centrale del Continente.
Il Cardinale Sodano esprime l'apprezzamento del Santo Padre "a tutti coloro che, da diverse parti del mondo, hanno subito risposto al suo invito ed hanno collaborato con generosità alla sua sollecitudine per le numerose persone che si trovano in condizioni davvero precarie". Le iniziative concrete in risposta all'appello del Papa, scrive il Cardinale Sodano, hanno condotto alla creazione della Fondazione per il Sahel, che il Santo Padre "rimette alle gestione diretta dei rappresentanti dell'Episcopato dei nove paesi interessati, mentre la rappresentanza legale fu affidata al Presidente del Pontificio Consiglio 'Cor Unum'". I nove Paesi sono il Burkina Faso, Niger, Mali, Guinea Bissau, Capo Verde, Mauritania, Senegal, Gambia e Ciad.
Il Cardinale nota i "frutti" dello "efficace ed intenso lavoro della Fondazione" dal 1980, all'epoca del Viaggio in Africa e dell'appello del Papa, il quale auspica che "tali realizzazioni continuino con slancio crescente e rinnovato per sostenere le comunità che ne beneficiano, consentendo loro di essere sempre più responsabili del proprio sviluppo armonioso ed integrale".
Nonostante tali iniziative, scrive ancora il Segretario di Stato, "la situazione di tale regione continua ad essere preoccupante. Per questo il Santo Padre profitta di questa occasione per rinnovare il suo appello, incoraggiando nel contempo gli sforzi compiuti per superare i numerosi problemi e necessità che ancora sussistono riguardo alle risorse disponibili, purtroppo insufficienti", in particolare l'acqua potabile.
Il Cardinale Sodano conclude la Lettera ricordando che il Santo Padre Giovanni Paolo II formula l'augurio che "questo anniversario costituisca l'occasione propizia per far nascere un rinnovato slancio di solidarietà, al fine di assicurare alla meritevole 'Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel' mezzi adeguati che permettano di continuare con successo la sua missione di solidarietà umana e cristiana, rispondendo alle attese dei poveri".
SS/ANNIVERSARIO FONDAZIONE SAHEL/ROUAMBA VIS 20050218 (460)
La Lettera, redatta in lingua francese e datata 8 febbraio, ricorda l'appello alla comunità internazionale che Giovanni Paolo II lanciò da Ouagadougou (Burkina Faso), il 10 maggio 1980, all'epoca del Viaggio compiuto in cinque paesi africani, in favore delle popolazioni della regione del Sahel colpita da grave siccità e dalla desertificazione progressiva. Quell'appello si tradusse nella creazione della "Fondazione di Giovanni Paolo II per il Sahel" con Chirografo del 22 febbraio 1984.
Il Sahel è la regione dell'Africa sub-sahariana comprendente i paesi della costa occidentale e centrale del Continente.
Il Cardinale Sodano esprime l'apprezzamento del Santo Padre "a tutti coloro che, da diverse parti del mondo, hanno subito risposto al suo invito ed hanno collaborato con generosità alla sua sollecitudine per le numerose persone che si trovano in condizioni davvero precarie". Le iniziative concrete in risposta all'appello del Papa, scrive il Cardinale Sodano, hanno condotto alla creazione della Fondazione per il Sahel, che il Santo Padre "rimette alle gestione diretta dei rappresentanti dell'Episcopato dei nove paesi interessati, mentre la rappresentanza legale fu affidata al Presidente del Pontificio Consiglio 'Cor Unum'". I nove Paesi sono il Burkina Faso, Niger, Mali, Guinea Bissau, Capo Verde, Mauritania, Senegal, Gambia e Ciad.
Il Cardinale nota i "frutti" dello "efficace ed intenso lavoro della Fondazione" dal 1980, all'epoca del Viaggio in Africa e dell'appello del Papa, il quale auspica che "tali realizzazioni continuino con slancio crescente e rinnovato per sostenere le comunità che ne beneficiano, consentendo loro di essere sempre più responsabili del proprio sviluppo armonioso ed integrale".
Nonostante tali iniziative, scrive ancora il Segretario di Stato, "la situazione di tale regione continua ad essere preoccupante. Per questo il Santo Padre profitta di questa occasione per rinnovare il suo appello, incoraggiando nel contempo gli sforzi compiuti per superare i numerosi problemi e necessità che ancora sussistono riguardo alle risorse disponibili, purtroppo insufficienti", in particolare l'acqua potabile.
Il Cardinale Sodano conclude la Lettera ricordando che il Santo Padre Giovanni Paolo II formula l'augurio che "questo anniversario costituisca l'occasione propizia per far nascere un rinnovato slancio di solidarietà, al fine di assicurare alla meritevole 'Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel' mezzi adeguati che permettano di continuare con successo la sua missione di solidarietà umana e cristiana, rispondendo alle attese dei poveri".
SS/ANNIVERSARIO FONDAZIONE SAHEL/ROUAMBA VIS 20050218 (460)
TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER LA MORTE DI RAFIQ HARIRI
CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2005 (VIS). A nome del Santo Padre, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire al Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), il seguente telegramma di cordoglio per l'assassinio, il 14 febbraio scorso, del Primo Ministro del Libano Rafiq Hariri:
"Appresa la notizia del terribile attentato che è costato la vita al Signor Rafiq Hariri, ex Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica del Libano, e a numerose altre persone, il Santo Padre deplora vivamente questo gesto criminale che offende Dio e gli uomini creati a Sua immagine e somiglianza. Pregando ardentemente per la diletta terra libanese, il Papa implora una volta ancora la misericordia di Dio sulla regione del Medio Oriente che aspira ad una pace giusta e duratura ed invita tutti i fedeli cattolici del Libano, ad un impegno costante per la pace e la collaborazione con tutti gli uomini di buona volontà, per edificare, nel dialogo, un avvenire di concordia nel Paese e fra i popoli della regione".
TGR/MORTE HARIRI/SODANO:SFEIR VIS 20050218 (190)
"Appresa la notizia del terribile attentato che è costato la vita al Signor Rafiq Hariri, ex Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica del Libano, e a numerose altre persone, il Santo Padre deplora vivamente questo gesto criminale che offende Dio e gli uomini creati a Sua immagine e somiglianza. Pregando ardentemente per la diletta terra libanese, il Papa implora una volta ancora la misericordia di Dio sulla regione del Medio Oriente che aspira ad una pace giusta e duratura ed invita tutti i fedeli cattolici del Libano, ad un impegno costante per la pace e la collaborazione con tutti gli uomini di buona volontà, per edificare, nel dialogo, un avvenire di concordia nel Paese e fra i popoli della regione".
TGR/MORTE HARIRI/SODANO:SFEIR VIS 20050218 (190)
VISITA DI GIOVANNI PAOLO II AL PRESIDENTE REPUBBLICA ITALIANA
CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2005 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede annuncia che: "Sua Santità Giovanni Paolo II, accogliendo volentieri il cortese invito del Signor Presidente della Repubblica Italiana, Sua Eccellenza Carlo Azeglio Ciampi, si recherà in visita ufficiale al Quirinale venerdì 29 aprile 2005, festa di Santa Caterina da Siena, Patrona d'Italia".
OP/VISITA QUIRINALE/... VIS 20050218 (70)
OP/VISITA QUIRINALE/... VIS 20050218 (70)
giovedì 17 febbraio 2005
LETTERA APOSTOLICA SUI MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE
CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2005 (VIS). Lunedì 21 febbraio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, presiederà la Conferenza Stampa di presentazione della Lettera Apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II "Il rapido sviluppo", sui mezzi di comunicazione sociale. Alla Conferenza Stampa interverranno anche il Vescovo Renato Boccardo, Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ed il Dottor Comm. Angelo Scelzo, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
OP/LETTERA APOSTOLICA:MEDIA/FOLEY VIS 20050217 (80)
OP/LETTERA APOSTOLICA:MEDIA/FOLEY VIS 20050217 (80)
QUALITÀ DELLA VITA ED ETICA DELLA SALUTE
CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2005 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha presentato la XI Assemblea della Pontificia Accademia per la Vita, in programma dal 21 al 23 febbraio, sul tema: "Qualità della vita ed etica della salute".
Il Vescovo Sgreccia ha precisato che finalità dell'Assemblea "è quella di compiere un discernimento intorno a due concetti di grande attualità e pregnanza: quello di 'qualità di vita' e quello di 'salute'" e successivamente ha affermato: "Le società sviluppate spingono verso il raggiungimento del migliore livello di qualità di vita e le organizzazioni internazionali intendono assicurare il migliore livello di salute. (...) Che cosa si intenda esattamente con l'espressione 'qualità di vita' non è ancora chiaro al grande pubblico e forse neppure ai politici stessi".
Nella definizione del concetto di "qualità di vita", il Presidente della Pontificia Accademia ha precisato che esistono diversi parametri: medico-sanitario, socio-economico, con una maggiore disponibilità di beni di consumo rispetto al passato, ed una qualità della vita in senso ecologico. Accanto a queste accezioni, ha fatto notare il Vescovo Sgreccia, "è emerso un altro significato ben diverso, di carattere spiccatamente riduttivo", quando "si afferma che ove non esista un accettabile livello di qualità di vita, la vita stessa perde di valore e non merita di essere vissuta. (...) In questa prospettiva il termine 'qualità' di vita assume un carattere oppositivo a quello di 'sacralità di vita': in sostanza, si assolutizza la qualità e si relativizza la sacralità".
Anche per quanto attiene alla definizione del termine "salute", ha sottolineato il Vescovo Sgreccia, esistono problemi, ed ha affermato che : "Quantunque la salute non rappresenti il bene ultimo della persona, essa costituisce comunque un bene molto importante che esige il dovere morale di conservarla, sostenerla e recuperarla. (...) Da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute come 'completo benessere di natura fisica, psichica e sociale', questo valore è diventato utopico e mitico, inducendo un concetto di benessere edonistico e, talvolta, con significati perfino letali. Basti pensare al fatto che, a motivo della salute della donna, è stato legalizzato l'aborto". Infine il Vescovo Sgreccia ha posto i seguenti interrogativi: "Fin dove arriva, allora, il cosiddetto 'diritto alla salute'? Esiste un diritto alla salute 'a tutti i costi'? O esiste piuttosto un diritto alle cure?".
Il Dr. Jean-Marie Le Méné, Magistrato e Membro della Pontificia Accademia, ha dedicato il suo intervento alla salute e alle cure sanitarie, sia nei paesi ricchi, dove la domanda di salute "si è evoluta verso una domanda di benessere" e le spese mediche sono sempre più elevate e mal regolate dal mercato, e nei paesi poveri, dove "la gestione della salute è penalizzata da una situazione inadeguata".
Nei paesi ricchi, ha rilevato il Dr. Le Méné "sono promossi nuovi bisogni", e sovente essi "obbediscono al solo criterio del desiderio" - il desiderio di avere - o di non avere - un figlio, di essere belli, attraenti, per sempre giovani. Tali desideri, ha fatto osservare il Dr. Le Méné, hanno portato alle tecniche di procreazione assistita per coloro che desiderano ma non possono avere figli, ad aborti per i bambini indesiderati, a tecniche per sopprimere i bambini, non ancora nati, che non sono normali, come misura di prevenzione dell'handicap, alle tecniche di clonazione terapeutica per coloro che sono alla ricerca dell'eterna giovinezza.
"La salute dei paesi in via di sviluppo" - ha aggiunto il Dr. Le Méné - "è vittima delle ideologie" e di "piraterie", quali "la pirateria biologica: la privatizzazione del patrimonio biologico dei paesi del sud" e la "pirateria giuridica: i tentativi all'O.N.U. di autorizzare la clonazione (...) anche se la maggioranza dei paesi presenti era per l'interdizione generale".
Il Professor Maurizio P. Faggioni, teologo, ha segnalato che la salute: "non è semplice assenza di malattia, ma è armonia e integrazione di tutte le energie personali, fisiche, psichiche e spirituali, verso il progetto vitale proprio di ciascuno".
"Il diritto alla salute" - ha proseguito il Prof. Faggioni - "non è limitato a coloro che godono di standard di vita prefissati, ma deriva dal diritto alla vita, diritto che è radicato in ogni persona umana. (...) Mentre emergono con insistenza correnti di opinione che stimano il valore della vita di ciascuno e il diritto di accedere alla cure in modo proporzionale alla qualità attuale o potenziale delle rispettive esistenze, la morale cattolica annuncia profeticamente il valore di ogni vita umana e il dovere di prendersi cura dell'altro, dovere che è tanto più significativo quanto più risponde all'appello delle vite più semplici, più povere, più indifese".
Il Dottor Manfred Lütz, neurologo e psichiatra, ha affermato a sua volta che: "Noi viviamo nell'era dell'esistenza reale della religione della salute. (...) La salute, il bene, come quasi tutto nella nostra società, è visto come un prodotto che può essere fabbricato".
"Se la salute rappresenta il massimo valore" - ha proseguito il Dottor Lütz - "allora l'uomo sano è anche il vero uomo. E chi non è sano, e soprattutto, chi non può ritornare sano, allora diventa tacitamente un uomo di seconda o terza classe".
Il Dr. Lütz ha posto in rilievo poi che: "La salvezza, secondo la convinzione cristiana, non si trova primariamente nella cosiddetta buona salute, ma piuttosto in situazioni limite dell'esistenza umana, situazioni che vengono disprezzate dalla religione della salute come realtà da evitare o deficit da eliminare. Proprio nell'handicap, nella malattia, nel dolore, nella vecchiaia, nel morire e nella morte si può, invece, percepire la verità della vita in modo più chiaro e massiccio che nello scorrere del tempo senza disturbi importanti".
OP/QUALITÀ VITA/SGRECCIA VIS 20050217 (720)
Il Vescovo Sgreccia ha precisato che finalità dell'Assemblea "è quella di compiere un discernimento intorno a due concetti di grande attualità e pregnanza: quello di 'qualità di vita' e quello di 'salute'" e successivamente ha affermato: "Le società sviluppate spingono verso il raggiungimento del migliore livello di qualità di vita e le organizzazioni internazionali intendono assicurare il migliore livello di salute. (...) Che cosa si intenda esattamente con l'espressione 'qualità di vita' non è ancora chiaro al grande pubblico e forse neppure ai politici stessi".
Nella definizione del concetto di "qualità di vita", il Presidente della Pontificia Accademia ha precisato che esistono diversi parametri: medico-sanitario, socio-economico, con una maggiore disponibilità di beni di consumo rispetto al passato, ed una qualità della vita in senso ecologico. Accanto a queste accezioni, ha fatto notare il Vescovo Sgreccia, "è emerso un altro significato ben diverso, di carattere spiccatamente riduttivo", quando "si afferma che ove non esista un accettabile livello di qualità di vita, la vita stessa perde di valore e non merita di essere vissuta. (...) In questa prospettiva il termine 'qualità' di vita assume un carattere oppositivo a quello di 'sacralità di vita': in sostanza, si assolutizza la qualità e si relativizza la sacralità".
Anche per quanto attiene alla definizione del termine "salute", ha sottolineato il Vescovo Sgreccia, esistono problemi, ed ha affermato che : "Quantunque la salute non rappresenti il bene ultimo della persona, essa costituisce comunque un bene molto importante che esige il dovere morale di conservarla, sostenerla e recuperarla. (...) Da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute come 'completo benessere di natura fisica, psichica e sociale', questo valore è diventato utopico e mitico, inducendo un concetto di benessere edonistico e, talvolta, con significati perfino letali. Basti pensare al fatto che, a motivo della salute della donna, è stato legalizzato l'aborto". Infine il Vescovo Sgreccia ha posto i seguenti interrogativi: "Fin dove arriva, allora, il cosiddetto 'diritto alla salute'? Esiste un diritto alla salute 'a tutti i costi'? O esiste piuttosto un diritto alle cure?".
Il Dr. Jean-Marie Le Méné, Magistrato e Membro della Pontificia Accademia, ha dedicato il suo intervento alla salute e alle cure sanitarie, sia nei paesi ricchi, dove la domanda di salute "si è evoluta verso una domanda di benessere" e le spese mediche sono sempre più elevate e mal regolate dal mercato, e nei paesi poveri, dove "la gestione della salute è penalizzata da una situazione inadeguata".
Nei paesi ricchi, ha rilevato il Dr. Le Méné "sono promossi nuovi bisogni", e sovente essi "obbediscono al solo criterio del desiderio" - il desiderio di avere - o di non avere - un figlio, di essere belli, attraenti, per sempre giovani. Tali desideri, ha fatto osservare il Dr. Le Méné, hanno portato alle tecniche di procreazione assistita per coloro che desiderano ma non possono avere figli, ad aborti per i bambini indesiderati, a tecniche per sopprimere i bambini, non ancora nati, che non sono normali, come misura di prevenzione dell'handicap, alle tecniche di clonazione terapeutica per coloro che sono alla ricerca dell'eterna giovinezza.
"La salute dei paesi in via di sviluppo" - ha aggiunto il Dr. Le Méné - "è vittima delle ideologie" e di "piraterie", quali "la pirateria biologica: la privatizzazione del patrimonio biologico dei paesi del sud" e la "pirateria giuridica: i tentativi all'O.N.U. di autorizzare la clonazione (...) anche se la maggioranza dei paesi presenti era per l'interdizione generale".
Il Professor Maurizio P. Faggioni, teologo, ha segnalato che la salute: "non è semplice assenza di malattia, ma è armonia e integrazione di tutte le energie personali, fisiche, psichiche e spirituali, verso il progetto vitale proprio di ciascuno".
"Il diritto alla salute" - ha proseguito il Prof. Faggioni - "non è limitato a coloro che godono di standard di vita prefissati, ma deriva dal diritto alla vita, diritto che è radicato in ogni persona umana. (...) Mentre emergono con insistenza correnti di opinione che stimano il valore della vita di ciascuno e il diritto di accedere alla cure in modo proporzionale alla qualità attuale o potenziale delle rispettive esistenze, la morale cattolica annuncia profeticamente il valore di ogni vita umana e il dovere di prendersi cura dell'altro, dovere che è tanto più significativo quanto più risponde all'appello delle vite più semplici, più povere, più indifese".
Il Dottor Manfred Lütz, neurologo e psichiatra, ha affermato a sua volta che: "Noi viviamo nell'era dell'esistenza reale della religione della salute. (...) La salute, il bene, come quasi tutto nella nostra società, è visto come un prodotto che può essere fabbricato".
"Se la salute rappresenta il massimo valore" - ha proseguito il Dottor Lütz - "allora l'uomo sano è anche il vero uomo. E chi non è sano, e soprattutto, chi non può ritornare sano, allora diventa tacitamente un uomo di seconda o terza classe".
Il Dr. Lütz ha posto in rilievo poi che: "La salvezza, secondo la convinzione cristiana, non si trova primariamente nella cosiddetta buona salute, ma piuttosto in situazioni limite dell'esistenza umana, situazioni che vengono disprezzate dalla religione della salute come realtà da evitare o deficit da eliminare. Proprio nell'handicap, nella malattia, nel dolore, nella vecchiaia, nel morire e nella morte si può, invece, percepire la verità della vita in modo più chiaro e massiccio che nello scorrere del tempo senza disturbi importanti".
OP/QUALITÀ VITA/SGRECCIA VIS 20050217 (720)
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mercoledì 16 febbraio 2005
CONCISTORO PER IL VOTO SU ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2005 (VIS). Giovedì 24 febbraio, alle ore 11:00, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati: Vescovo Józef Bilczewski; Presbitero Gaetano Catanoso, Fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Presbitero Zygmunt Gorazdowski, Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Presbitero Alberto Hurtado Cruchaga, della Compagnia di Gesù ed il religioso Felice da Nicosia (Filippo Giacomo Amoroso), dell'Ordine Francescano Frati Minori Cappuccini.
OCL/CONCISTORO:CANONIZZAZIONE/... VIS 20050216 (100)
OCL/CONCISTORO:CANONIZZAZIONE/... VIS 20050216 (100)
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Nuovi Santi e Beati
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Jaime Vieira Rocha, finora Vescovo di Caicó (Brasile), Vescovo di Campina Grande (superficie: 20.051; popolazione: 830.118; cattolici: 720.000; sacerdoti: 55; religiosi: 173; diaconi permanenti. 2), Brasile.
- Il Sacerdote Edson de Castro Homem, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 5.857.904; cattolici: 4.059.527; sacerdoti: 582; religiosi: 1.575; diaconi permanenti: 34), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Rio de Janeiro (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Finora è stato Parroco della Parrocchia "São Lourenço" a Bangu (Brasile) e Docente di Teologia nella Pontificia Università Cattolica del Brasile.
NER:NEA/.../VIEIRA ROCHA:DE CASTRO HOMEM VIS 20050216 (110)
- Il Vescovo Jaime Vieira Rocha, finora Vescovo di Caicó (Brasile), Vescovo di Campina Grande (superficie: 20.051; popolazione: 830.118; cattolici: 720.000; sacerdoti: 55; religiosi: 173; diaconi permanenti. 2), Brasile.
- Il Sacerdote Edson de Castro Homem, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 5.857.904; cattolici: 4.059.527; sacerdoti: 582; religiosi: 1.575; diaconi permanenti: 34), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Rio de Janeiro (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Finora è stato Parroco della Parrocchia "São Lourenço" a Bangu (Brasile) e Docente di Teologia nella Pontificia Università Cattolica del Brasile.
NER:NEA/.../VIEIRA ROCHA:DE CASTRO HOMEM VIS 20050216 (110)
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Nomine ed altri atti pontifici
SIGNORE RICOMPENSI SUOR LUCIA SUO GRANDE SERVIZIO CHIESA
CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico il testo di una Lettera del Santo Padre al Vescovo Albino Mamede Cleto, di Coimbra (Portogallo), letto in occasione delle Esequie di Suor Maria Lúcia de Jesús e do Coração Imaculado, celebrate nella Cattedrale della città, dove la religiosa carmelitana è mancata domenica scorsa, all'età di 97 anni. Suor Maria Lúcia era l'ultima testimone delle apparizioni della Vergine a Fatima nel 1917.
Il Cardinale Tarcisio Bertone, Arcivescovo di Genova (Italia), ha presieduto il rito di suffragio nella Cattedrale di Coimbra, in qualità di Inviato Speciale del Santo Padre Giovanni Paolo II.
"La visita della Vergine, che a Fatima la piccola Lucia ricevette insieme con i cugini Francesco e Giacinta nel 1917" - scrive il Papa - "fu per lei l'inizio di una singolare missione a cui si è mantenuta fedele sino al termine dei suoi giorni. Suor Lucia ci lascia un esempio di grande fedeltà al Signore e di gioiosa adesione alla sua divina volontà".
Il Santo Padre ricorda con commozione i vari incontri avuti con la religiosa e "i vincoli di spirituale amicizia che con il trascorrere del tempo si sono intensificati" e scrive in merito: "Mi sono sentito sempre sostenuto dal quotidiano dono della sua preghiera, specialmente nei momenti duri della prova e della sofferenza. Che il Signore la ricompensi ampiamente per il grande e nascosto servizio che ha reso alla Chiesa".
"Amo pensare che ad accogliere Suor Lucia nel pio transito dalla terra al Cielo sia stata proprio Colei che ella vide a Fatima tanti anni or sono. Voglia ora la Vergine Santa accompagnare l'anima di questa devota sua figlia al beatificante incontro con lo Sposo divino".
Il giorno prima della scomparsa, il Papa ha fatto pervenire a Suor Lucia un messaggio nel quale esprimeva la sua vicinanza e l'assicurava della sua preghiera perché potesse "vivere questo momento di dolore, di sofferenza e di offerta, con lo spirito della Pasqua".
Giovanni Paolo II ha incontrato la religiosa carmelitana in tre occasioni: il 13 maggio 1982, nel 1991 e nel 2000. Il primo incontro ebbe luogo esattamente un anno dopo l'attentato in Piazza San Pietro, che quasi gli costò la vita. In quella occasione il Papa si recò a Fatima per ringraziare la Vergine che lo aveva salvato deviando la traiettoria del proiettile mortale, che invece rimase nella jeep, e volle che esso fosse incastonato nella corona della statua della Vergine di Fatima, in segno di gratitudine.
Il secondo incontro, nel 1991, ebbe luogo nel decimo anniversario dell'attentato. L'ultima volta che il Papa e Suor Lucia si incontrarono personalmente fu il 13 maggio 2000. Quel giorno il Santo Padre proclamò Beati i pastorelli Giacinta e Francesco ed il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, lesse un testo relativo al terzo segreto di Fatima.
MESS/SCOMPARSA SUOR LUCIA/COIMBRA:CLETO VIS 20050216 (470)
Il Cardinale Tarcisio Bertone, Arcivescovo di Genova (Italia), ha presieduto il rito di suffragio nella Cattedrale di Coimbra, in qualità di Inviato Speciale del Santo Padre Giovanni Paolo II.
"La visita della Vergine, che a Fatima la piccola Lucia ricevette insieme con i cugini Francesco e Giacinta nel 1917" - scrive il Papa - "fu per lei l'inizio di una singolare missione a cui si è mantenuta fedele sino al termine dei suoi giorni. Suor Lucia ci lascia un esempio di grande fedeltà al Signore e di gioiosa adesione alla sua divina volontà".
Il Santo Padre ricorda con commozione i vari incontri avuti con la religiosa e "i vincoli di spirituale amicizia che con il trascorrere del tempo si sono intensificati" e scrive in merito: "Mi sono sentito sempre sostenuto dal quotidiano dono della sua preghiera, specialmente nei momenti duri della prova e della sofferenza. Che il Signore la ricompensi ampiamente per il grande e nascosto servizio che ha reso alla Chiesa".
"Amo pensare che ad accogliere Suor Lucia nel pio transito dalla terra al Cielo sia stata proprio Colei che ella vide a Fatima tanti anni or sono. Voglia ora la Vergine Santa accompagnare l'anima di questa devota sua figlia al beatificante incontro con lo Sposo divino".
Il giorno prima della scomparsa, il Papa ha fatto pervenire a Suor Lucia un messaggio nel quale esprimeva la sua vicinanza e l'assicurava della sua preghiera perché potesse "vivere questo momento di dolore, di sofferenza e di offerta, con lo spirito della Pasqua".
Giovanni Paolo II ha incontrato la religiosa carmelitana in tre occasioni: il 13 maggio 1982, nel 1991 e nel 2000. Il primo incontro ebbe luogo esattamente un anno dopo l'attentato in Piazza San Pietro, che quasi gli costò la vita. In quella occasione il Papa si recò a Fatima per ringraziare la Vergine che lo aveva salvato deviando la traiettoria del proiettile mortale, che invece rimase nella jeep, e volle che esso fosse incastonato nella corona della statua della Vergine di Fatima, in segno di gratitudine.
Il secondo incontro, nel 1991, ebbe luogo nel decimo anniversario dell'attentato. L'ultima volta che il Papa e Suor Lucia si incontrarono personalmente fu il 13 maggio 2000. Quel giorno il Santo Padre proclamò Beati i pastorelli Giacinta e Francesco ed il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, lesse un testo relativo al terzo segreto di Fatima.
MESS/SCOMPARSA SUOR LUCIA/COIMBRA:CLETO VIS 20050216 (470)
martedì 15 febbraio 2005
PAPA PIO XI PROMOTORE ESERCIZI SPIRITUALI IN VATICANO
CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2005 (VIS). La consuetudine degli Esercizi Spirituali in Vaticano risale al Pontificato di Papa Pio XI, che, il 20 dicembre 1929, in occasione del 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, pubblicò l'Enciclica "'Mens nostra': sulla promozione degli Esercizi Spirituali", indirizzata ai "Patriarchi, Primati, Arcivescovi, Vescovi e altri Ordinari locali in pace e comunione con la Sede Apostolica".
Nell'Enciclica il Papa comunica ai fedeli di aver disposto di tenere ogni anno in Vaticano gli Esercizi Spirituali, una consuetudine seguita dal Santo Padre Giovanni Paolo II e dai membri della Curia Romana. Nei primi anni il ritiro spirituale si teneva la prima settimana di Avvento, attualmente si svolge la prima settimana di Quaresima.
Il Cardinale Achille Ratti, Arcivescovo di Milano, eletto al soglio pontificio il 6 febbraio 1922, con il nome di Pio XI, morì il 10 febbraio 1939.
Il 6 gennaio 1929, Solennità dell'Epifania, Pio XI indisse un Anno Giubilare per celebrare il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale e chiese ai fedeli di "condividere la gioia del loro Padre comune e di unirsi a noi nel rendere grazie al Supremo Datore di ogni bene".
L'Anno Giubilare si concluse con la pubblicazione dell'Enciclica "Mens nostra", nella quale Papa Pio XI ricordava "i molteplici e ricchi frutti" dell'Anno Giubilare e scriveva che: "Nell'esprimere la nostra sentita riconoscenza, (...) abbiamo ritenuto opportuno (...) di raccomandare a tutti una eccellente pratica che, confidiamo, sarà fonte di straordinari benefici per il popolo cristiano. Intendiamo la pratica degli Esercizi Spirituali, che vivamente desideriamo vedere diffondersi sempre più, non solo fra il clero, secolare e regolare, ma anche fra la moltitudine del laicato cattolico".
Pio XI scrisse profusamente sulla storia dei "Sacri Ritiri" citando i suoi predecessori, i Dottori della Chiesa e i fondatori di ordini religiosi, quali San Giovanni Bosco, e in particolare, Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù "che abbiamo la gioia di definire principale Maestro degli Esercizi Spirituali". Il 22 luglio 1922, Papa Pio XI "proclamò Sant'Ignazio di Loyola Patrono Celeste di tutti gli Esercizi Spirituali e, conseguentemente, degli istituti, dei sodalizi e digli organismi di ogni tipo che assistono coloro che seguono gli Esercizi Spirituali".
Papa Pio XI sottolineò la "gioia e la consolazione" che trovava negli Esercizi Spirituali ed annunciò che: "Allo scopo di assicurarci questa gioia e consolazione, sia per noi stessi che per coloro che ci sono vicini, abbiamo già disposto di tenere gli Esercizi Spirituali ogni anno in Vaticano". Nel ribadire il valore del ritiro spirituale, il Papa allo stesso tempo ammoniva: "Né i sacerdoti del clero, secolare e regolare, devono pensare che il tempo impiegato negli Esercizi Spirituali tenda ad essere a detrimento del loro ministero apostolico".
.../STORIA RITIRI:VATICANO/PIO XI VIS 20050215 (460)
Nell'Enciclica il Papa comunica ai fedeli di aver disposto di tenere ogni anno in Vaticano gli Esercizi Spirituali, una consuetudine seguita dal Santo Padre Giovanni Paolo II e dai membri della Curia Romana. Nei primi anni il ritiro spirituale si teneva la prima settimana di Avvento, attualmente si svolge la prima settimana di Quaresima.
Il Cardinale Achille Ratti, Arcivescovo di Milano, eletto al soglio pontificio il 6 febbraio 1922, con il nome di Pio XI, morì il 10 febbraio 1939.
Il 6 gennaio 1929, Solennità dell'Epifania, Pio XI indisse un Anno Giubilare per celebrare il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale e chiese ai fedeli di "condividere la gioia del loro Padre comune e di unirsi a noi nel rendere grazie al Supremo Datore di ogni bene".
L'Anno Giubilare si concluse con la pubblicazione dell'Enciclica "Mens nostra", nella quale Papa Pio XI ricordava "i molteplici e ricchi frutti" dell'Anno Giubilare e scriveva che: "Nell'esprimere la nostra sentita riconoscenza, (...) abbiamo ritenuto opportuno (...) di raccomandare a tutti una eccellente pratica che, confidiamo, sarà fonte di straordinari benefici per il popolo cristiano. Intendiamo la pratica degli Esercizi Spirituali, che vivamente desideriamo vedere diffondersi sempre più, non solo fra il clero, secolare e regolare, ma anche fra la moltitudine del laicato cattolico".
Pio XI scrisse profusamente sulla storia dei "Sacri Ritiri" citando i suoi predecessori, i Dottori della Chiesa e i fondatori di ordini religiosi, quali San Giovanni Bosco, e in particolare, Sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù "che abbiamo la gioia di definire principale Maestro degli Esercizi Spirituali". Il 22 luglio 1922, Papa Pio XI "proclamò Sant'Ignazio di Loyola Patrono Celeste di tutti gli Esercizi Spirituali e, conseguentemente, degli istituti, dei sodalizi e digli organismi di ogni tipo che assistono coloro che seguono gli Esercizi Spirituali".
Papa Pio XI sottolineò la "gioia e la consolazione" che trovava negli Esercizi Spirituali ed annunciò che: "Allo scopo di assicurarci questa gioia e consolazione, sia per noi stessi che per coloro che ci sono vicini, abbiamo già disposto di tenere gli Esercizi Spirituali ogni anno in Vaticano". Nel ribadire il valore del ritiro spirituale, il Papa allo stesso tempo ammoniva: "Né i sacerdoti del clero, secolare e regolare, devono pensare che il tempo impiegato negli Esercizi Spirituali tenda ad essere a detrimento del loro ministero apostolico".
.../STORIA RITIRI:VATICANO/PIO XI VIS 20050215 (460)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Harold Anthony Perera, finora Vescovo di Ratnapura (Sri Lanka), Vescovo di Galle (superficie: 5.493; popolazione: 2.170.269; cattolici: 7.933; sacerdoti: 25; religiosi: 108), Sri Lanka.
NER/.../PERERA VIS 20050215 (40)
NER/.../PERERA VIS 20050215 (40)
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Nomine ed altri atti pontifici
GLOBALIZZAZIONE E RISPETTO DIRITTI E DIGNITÀ ESSERE UMANO
CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2005 (VIS). Il 25 febbraio prossimo, alle ore 15:00, presso la Pontificia Università Lateranense, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed il Signor Juan Somavia, Direttore dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, presenteranno le conclusioni del Rapporto della Commissione Mondiale sulla Dimensione Sociale della Globalizzazione, pubblicato nel 2004.
Un Comunicato del Pontificio Consiglio informa che il Rapporto "intende avviare un processo di globalizzazione a forte dimensione sociale, fondato su valori universalmente condivisi, sul rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni individuo, una globalizzazione giusta, governata democraticamente e che offra opportunità e benefici tangibili per tutti i Paesi e per tutti i popoli".
.../GLOBALIZZAZIONE/MARTINO VIS 20050215 (130)
Un Comunicato del Pontificio Consiglio informa che il Rapporto "intende avviare un processo di globalizzazione a forte dimensione sociale, fondato su valori universalmente condivisi, sul rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni individuo, una globalizzazione giusta, governata democraticamente e che offra opportunità e benefici tangibili per tutti i Paesi e per tutti i popoli".
.../GLOBALIZZAZIONE/MARTINO VIS 20050215 (130)
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Libertà e diritti
lunedì 14 febbraio 2005
INIZIO ESERCIZI SPIRITUALI CURIA ROMANA IN PRESENZA SANTO PADRE
CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2005 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico Vaticano, iniziano gli Esercizi Spirituali per la Curia Romana e con la partecipazione del Santo Padre, con il seguente svolgimento: Esposizione Eucaristica, Celebrazione dei Vespri, Meditazione introduttiva, Adorazione e Benedizione Eucaristica. Le Meditazioni sono proposte quest'anno dal Vescovo Renato Corti di Novara, sul tema: "La Chiesa a servizio della nuova ed eterna Alleanza".
In occasione dell'Anno dell'Eucaristia, la conclusione degli Esercizi Spirituali avverrà nella Basilica Vaticana, sabato 19 febbraio, alle ore 10:00, con la Concelebrazione Eucaristica cui seguirà un momento di Adorazione. A questa celebrazione sono particolarmente invitati i Membri della Curia Romana, del Vicariato di Roma e i Dipendenti della Santa Sede.
Nella settimana degli Esercizi Spirituali vengono sospese tutte le udienze, compresa l'udienza generale di mercoledì 16 febbraio.
GPII-RITIRO/.../... VIS 20050214 (150)
In occasione dell'Anno dell'Eucaristia, la conclusione degli Esercizi Spirituali avverrà nella Basilica Vaticana, sabato 19 febbraio, alle ore 10:00, con la Concelebrazione Eucaristica cui seguirà un momento di Adorazione. A questa celebrazione sono particolarmente invitati i Membri della Curia Romana, del Vicariato di Roma e i Dipendenti della Santa Sede.
Nella settimana degli Esercizi Spirituali vengono sospese tutte le udienze, compresa l'udienza generale di mercoledì 16 febbraio.
GPII-RITIRO/.../... VIS 20050214 (150)
SENTO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO PER COMPIERE LA MIA MISSIONE
CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2005 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, I Domenica di Quaresima, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio privato per recitare l'Angelus con i migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Prima della recita della preghiera marina, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, ha dato lettura del testo preparato dal Papa.
"Vorrei ringraziare voi" - scrive il Santo Padre - "e anche quanto seguono mediante la radio e la televisione - per la vostra vicinanza, l'affetto e, soprattutto, la preghiera durante i giorni della mia degenza al Policlinico 'Gemelli'. Sento sempre bisogno del vostro aiuto davanti al Signore, per compiere la missione che Gesù mi ha affidato".
Ricordando che mercoledì scorso, con il rito delle Ceneri, ha avuto inizio la Quaresima, Giovanni Paolo II afferma che questo tempo liturgico "ogni anno ci ricorda una verità fondamentale: non si entra nella vita eterna senza portare la nostra croce in unione con Cristo. Non si giunge alla felicità e alla pace senza affrontare con coraggio il combattimento interiore. È un combattimento che si vince con le armi della penitenza: la preghiera, il digiuno e le opere di misericordia. Tutto ciò va compiuto nel nascondimento, senza ipocrisia, in spirito di sincero amore verso Dio e i fratelli".
Infine il Papa ha chiesto ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera con i suoi collaboratori della Curia Romana durante la settimana degli Esercizi Spirituali che comincia stasera. "Nel silenzio e nel raccoglimento pregherò il Signore per tutte le necessità della Chiesa e del mondo".
Dopo la recita dell'Angelus, l'Arcivescovo Sandri ha aggiunto, a nome del Santo Padre: "Mentre continuo a pregare per la pace in Medio Oriente, rivolgo il mio accorato appello per la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena e di tutti i sequestrati in Iraq".
Giovanni Paolo II ha pronunciato infine la formula della Benedizione e prima di ritirarsi ha detto: "Buona domenica a tutti, grazie".
ANG/QUARESIMA:RITIRO SPIRITUALE/... VIS 20050214 (340)
Prima della recita della preghiera marina, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, ha dato lettura del testo preparato dal Papa.
"Vorrei ringraziare voi" - scrive il Santo Padre - "e anche quanto seguono mediante la radio e la televisione - per la vostra vicinanza, l'affetto e, soprattutto, la preghiera durante i giorni della mia degenza al Policlinico 'Gemelli'. Sento sempre bisogno del vostro aiuto davanti al Signore, per compiere la missione che Gesù mi ha affidato".
Ricordando che mercoledì scorso, con il rito delle Ceneri, ha avuto inizio la Quaresima, Giovanni Paolo II afferma che questo tempo liturgico "ogni anno ci ricorda una verità fondamentale: non si entra nella vita eterna senza portare la nostra croce in unione con Cristo. Non si giunge alla felicità e alla pace senza affrontare con coraggio il combattimento interiore. È un combattimento che si vince con le armi della penitenza: la preghiera, il digiuno e le opere di misericordia. Tutto ciò va compiuto nel nascondimento, senza ipocrisia, in spirito di sincero amore verso Dio e i fratelli".
Infine il Papa ha chiesto ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera con i suoi collaboratori della Curia Romana durante la settimana degli Esercizi Spirituali che comincia stasera. "Nel silenzio e nel raccoglimento pregherò il Signore per tutte le necessità della Chiesa e del mondo".
Dopo la recita dell'Angelus, l'Arcivescovo Sandri ha aggiunto, a nome del Santo Padre: "Mentre continuo a pregare per la pace in Medio Oriente, rivolgo il mio accorato appello per la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena e di tutti i sequestrati in Iraq".
Giovanni Paolo II ha pronunciato infine la formula della Benedizione e prima di ritirarsi ha detto: "Buona domenica a tutti, grazie".
ANG/QUARESIMA:RITIRO SPIRITUALE/... VIS 20050214 (340)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2005 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Ernesto Antolin Salgado, finora Vescovo di Laong (Filippine), Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Nueva Segovia (superficie: 2.570; popolazione: 617.460; cattolici: 524.999; sacerdoti: 68; religiosi: 167), Filippine. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1936 a Santa Lucia (Filippine), ordinato sacerdote nel 1961 e Vescovo nel 1987, succede all'Arcivescovo Edmundo M. Abaya, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Mylo Hubert Claudio Vergara, Vescovo di San Jose (superficie: 2.540; popolazione: 642.377; cattolici: 546.021; sacerdoti: 37; religiosi: 113), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Manila (Filippine), nel 1962, è stato ordinato sacerdote nel 1990, ed è stato finora Parroco della Parrocchia "Holy Sacrifice" nella "University of the Philipines" a Diliman, Quezon City (Filippine).
- Ha nominato il Padre Pedro Hernández Cantarero, C.M.F., Vicario Apostolico di Darién (superficie: 16.780; popolazione: 60.000; cattolici: 48.000; sacerdoti: 9; religiosi: 19), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Jinotepe (Nicaragua) nel 1954, è stato ordinato sacerdote nel 1986, è stato finora Responsabile del Centro Claretiano di formazione per seminaristi a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).
Venerdì 11 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha nominato l'Arcivescovo André Vingt-Trois, finora Arcivescovo di Tours (Francia), Arcivescovo Metropolita di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.116.000; cattolici: 1.270.000; sacerdoti: 1.339; religiosi: 3.826; diaconi permanenti: 95), Francia. L'Arcivescovo Vingt-Trois succede al Cardinale Jean-Marie Lustiger, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Filomeno do Nascimento Vieira Dias, finora Ausiliare di Luanda (Angola), Vescovo di Cabinda (superficie: 7.120; popolazione: 300.627; cattolici: 225.150; sacerdoti: 27; religiosi: 42), Angola. Il Vescovo do Nascimento Vieira Dias succede al Vescovo Paulino Fernandes Madeca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore José Antonio Fernández Hurtado, finora Vicario Generale della Diocesi di Tula (Messico), Vescovo di Tuxtepec (superficie: 6.000; popolazione: 689.000; cattolici: 630.000; sacerdoti: 40; religiosi: 41; diaconi permanenti: 17), Messico. Il Vescovo eletto, nato nel 1952 in Morelia (Messico), ordinato sacerdote nel 1978, succede al Vescovo José de Jesús Castillo Rentería, M.N.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Reverendo Julio Hernando García Peláez, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.602; popolazione: 2.264.256; cattolici: 1.924.618; sacerdoti: 288; religiosi: 969; diaconi permanenti: 17), Colombia. Il Vescovo eletto è nato ad Anserma (Colombia), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Finora è stato Parroco della Cattedrale.
- Ha nominato il Reverendo Pierre-André Fournier, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.098.212; cattolici: 1.047.425; sacerdoti: 860; religiosi: 4.269), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Plessisville (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Finora è stato Direttore dell'ufficio diocesano della Pastorale e Vicario Episcopale della medesima Arcidiocesi
- Ha nominato il Reverendo Gilles Lemay, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.098.212; cattolici: 1.047.425; sacerdoti: 860; religiosi: 4.269), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Sainte-Emmélie (Canada) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Finora è stato Parroco delle Parrocchie Saint-Etienne de Lauzon, Saint-Nicolas e Très-Saint-Rédempteur, nella medesima Arcidiocesi.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20050214 (570)
- Ha nominato il Vescovo Ernesto Antolin Salgado, finora Vescovo di Laong (Filippine), Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Nueva Segovia (superficie: 2.570; popolazione: 617.460; cattolici: 524.999; sacerdoti: 68; religiosi: 167), Filippine. L'Arcivescovo eletto, nato nel 1936 a Santa Lucia (Filippine), ordinato sacerdote nel 1961 e Vescovo nel 1987, succede all'Arcivescovo Edmundo M. Abaya, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Mylo Hubert Claudio Vergara, Vescovo di San Jose (superficie: 2.540; popolazione: 642.377; cattolici: 546.021; sacerdoti: 37; religiosi: 113), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Manila (Filippine), nel 1962, è stato ordinato sacerdote nel 1990, ed è stato finora Parroco della Parrocchia "Holy Sacrifice" nella "University of the Philipines" a Diliman, Quezon City (Filippine).
- Ha nominato il Padre Pedro Hernández Cantarero, C.M.F., Vicario Apostolico di Darién (superficie: 16.780; popolazione: 60.000; cattolici: 48.000; sacerdoti: 9; religiosi: 19), Panamá. Il Vescovo eletto è nato a Jinotepe (Nicaragua) nel 1954, è stato ordinato sacerdote nel 1986, è stato finora Responsabile del Centro Claretiano di formazione per seminaristi a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).
Venerdì 11 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha nominato l'Arcivescovo André Vingt-Trois, finora Arcivescovo di Tours (Francia), Arcivescovo Metropolita di Parigi (superficie: 105; popolazione: 2.116.000; cattolici: 1.270.000; sacerdoti: 1.339; religiosi: 3.826; diaconi permanenti: 95), Francia. L'Arcivescovo Vingt-Trois succede al Cardinale Jean-Marie Lustiger, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Filomeno do Nascimento Vieira Dias, finora Ausiliare di Luanda (Angola), Vescovo di Cabinda (superficie: 7.120; popolazione: 300.627; cattolici: 225.150; sacerdoti: 27; religiosi: 42), Angola. Il Vescovo do Nascimento Vieira Dias succede al Vescovo Paulino Fernandes Madeca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore José Antonio Fernández Hurtado, finora Vicario Generale della Diocesi di Tula (Messico), Vescovo di Tuxtepec (superficie: 6.000; popolazione: 689.000; cattolici: 630.000; sacerdoti: 40; religiosi: 41; diaconi permanenti: 17), Messico. Il Vescovo eletto, nato nel 1952 in Morelia (Messico), ordinato sacerdote nel 1978, succede al Vescovo José de Jesús Castillo Rentería, M.N.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Reverendo Julio Hernando García Peláez, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cali (superficie: 2.602; popolazione: 2.264.256; cattolici: 1.924.618; sacerdoti: 288; religiosi: 969; diaconi permanenti: 17), Colombia. Il Vescovo eletto è nato ad Anserma (Colombia), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Finora è stato Parroco della Cattedrale.
- Ha nominato il Reverendo Pierre-André Fournier, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.098.212; cattolici: 1.047.425; sacerdoti: 860; religiosi: 4.269), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Plessisville (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Finora è stato Direttore dell'ufficio diocesano della Pastorale e Vicario Episcopale della medesima Arcidiocesi
- Ha nominato il Reverendo Gilles Lemay, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.098.212; cattolici: 1.047.425; sacerdoti: 860; religiosi: 4.269), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Sainte-Emmélie (Canada) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Finora è stato Parroco delle Parrocchie Saint-Etienne de Lauzon, Saint-Nicolas e Très-Saint-Rédempteur, nella medesima Arcidiocesi.
NER:RE:NEA/.../... VIS 20050214 (570)
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Nomine ed altri atti pontifici
LETTERA EPISCOPATO FRANCIA RAPPORTI CHIESA-STATO
CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Jean-Pierre Ricard, di Bordeaux, Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia, e all'Episcopato francese. La Lettera è dedicata ai rapporti fra Chiesa e Autorità civili francesi nella prospettiva del 100° anniversario della legge relativa alla separazione fra Chiesa e Stato in Francia. Tale argomento era stato discusso anche in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum" che i Vescovi francesi avevano compiuto nel 2003 e 2004.
"La legge di separazione fra Chiesa e Stato del 1905 che denunciava il Concordato del 1804" - scrive Giovanni Paolo II - "fu un avvenimento doloroso e traumatico per la Chiesa in Francia", poiché regolava il modo di vivere in Francia "secondo il principio della laicità" e "relegava il fatto religioso nella sfera del privato senza riconoscere alla vita religiosa e all'istituzione ecclesiale un posto nella società".
Il Papa ricorda inoltre che dal 1920 "il governo francese ha riconosciuto in un certo modo il posto della religione nella vita sociale". Nel corso del secolo scorso, il dialogo fra Chiesa e Stato, il ristabilimento di rapporti diplomatici e la firma di un accordo nel 1924, hanno consentito di "superare un certo numero di difficoltà".
"Il principio di laicità, al quale il vostro Paese è molto attaccato" - scrive il Papa - "se è ben compreso, appartiene anche alla Dottrina sociale della Chiesa. Esso ricorda la necessità di una giusta separazione dei poteri che riecheggia l'invito di Cristo ai discepoli: 'Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio'. (...) La Chiesa non ha la vocazione di gestire gli affari temporali, (...) ma nello stesso tempo, è importante che tutti operino nell'interesse generale e per il bene comune".
"Il Cristianesimo ha avuto ed ha tuttora un ruolo importante nella società francese, in ambito politico, filosofico, artistico o letterario". Ricordando i grandi teologi, i pastori e gli educatori francesi, Giovanni Paolo II ribadisce che: "Non si può più dimenticare il posto importante dei valori cristiani nell'edificazione dell'Europa e nella vita dei popoli del continente. Il Cristianesimo ha in larga parte forgiato il volto dell'Europa e tocca agli uomini di oggi edificare la società europea sui valori che hanno presieduto alla sua nascita e che fanno parte della sua ricchezza".
"La Francia non può che rallegrarsi di avere uomini e donne che attingono al Vangelo (...), per servire i loro fratelli, (...) e per diffondere la concordia, la pace, la giustizia, la solidarietà e l'armonia fra tutti". Il Papa esorta i Vescovi a dedicarsi all'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa ai fedeli, in particolare i giovani di oggi che sono il futuro di domani.
Riferendosi alla "crisi dei valori e la mancanza di speranza che si constata in Francia e più in generale in Occidente", il Papa ribadisce che essi "fanno parte della crisi d'identità attraversata attualmente dalle società moderne. (...) La Chiesa si interroga su tale situazione e auspica che i valori religiosi, morali e spirituali, che fanno parte del patrimonio della Francia ed hanno forgiato la sua identità e le generazioni dai primi secoli del Cristianesimo, non cadano nell'oblio".
Il Santo Padre esorta i fedeli di Francia "ad attingere dalla propria vita spirituale ed ecclesiale la forza per partecipare alla 'res publica'" ed auspica la collaborazione, e non l'antagonismo e la separazione fra la sfera religiosa e la sfera civile. "In ragione della vostra missione" - afferma il Papa rivolgendosi ai Vescovi - "voi siete chiamati ad intervenire regolarmente del dibattito pubblico sulle grandi questioni della società".
Giovanni Paolo II scrive ancora: "So che voi siete molto attenti alla presenza della Chiesa nei luoghi dove si pongono le grandi e formidabili domande sul senso dell'esistenza umana", in particolare gli ospedali, i centri sanitari e le istituzioni scolastiche. Riguardo all'educazione il Santo Padre scrive che: "Tocca alla Stato, nel rispetto delle norme stabilite, garantire alle famiglie che lo desiderano la possibilità di impartire ai loro figli la catechesi di cui hanno bisogno".
Il Papa conclude la Lettera ai Vescovi francesi esprimendo la sua fiducia "nel futuro per una buona intesa fra tutti i componenti della società francese. (...) Che nessuno abbia paura del cammino religioso delle persone e dei gruppi sociali! Vissuto nel rispetto della sana laicità, tale cammino non può che essere fonte di dinamismo e di promozione dell'uomo".
GPII-LETTERA/CHIESA:STATO/VESCOVI:FRANCIA VIS 20050214 (740)
"La legge di separazione fra Chiesa e Stato del 1905 che denunciava il Concordato del 1804" - scrive Giovanni Paolo II - "fu un avvenimento doloroso e traumatico per la Chiesa in Francia", poiché regolava il modo di vivere in Francia "secondo il principio della laicità" e "relegava il fatto religioso nella sfera del privato senza riconoscere alla vita religiosa e all'istituzione ecclesiale un posto nella società".
Il Papa ricorda inoltre che dal 1920 "il governo francese ha riconosciuto in un certo modo il posto della religione nella vita sociale". Nel corso del secolo scorso, il dialogo fra Chiesa e Stato, il ristabilimento di rapporti diplomatici e la firma di un accordo nel 1924, hanno consentito di "superare un certo numero di difficoltà".
"Il principio di laicità, al quale il vostro Paese è molto attaccato" - scrive il Papa - "se è ben compreso, appartiene anche alla Dottrina sociale della Chiesa. Esso ricorda la necessità di una giusta separazione dei poteri che riecheggia l'invito di Cristo ai discepoli: 'Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio'. (...) La Chiesa non ha la vocazione di gestire gli affari temporali, (...) ma nello stesso tempo, è importante che tutti operino nell'interesse generale e per il bene comune".
"Il Cristianesimo ha avuto ed ha tuttora un ruolo importante nella società francese, in ambito politico, filosofico, artistico o letterario". Ricordando i grandi teologi, i pastori e gli educatori francesi, Giovanni Paolo II ribadisce che: "Non si può più dimenticare il posto importante dei valori cristiani nell'edificazione dell'Europa e nella vita dei popoli del continente. Il Cristianesimo ha in larga parte forgiato il volto dell'Europa e tocca agli uomini di oggi edificare la società europea sui valori che hanno presieduto alla sua nascita e che fanno parte della sua ricchezza".
"La Francia non può che rallegrarsi di avere uomini e donne che attingono al Vangelo (...), per servire i loro fratelli, (...) e per diffondere la concordia, la pace, la giustizia, la solidarietà e l'armonia fra tutti". Il Papa esorta i Vescovi a dedicarsi all'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa ai fedeli, in particolare i giovani di oggi che sono il futuro di domani.
Riferendosi alla "crisi dei valori e la mancanza di speranza che si constata in Francia e più in generale in Occidente", il Papa ribadisce che essi "fanno parte della crisi d'identità attraversata attualmente dalle società moderne. (...) La Chiesa si interroga su tale situazione e auspica che i valori religiosi, morali e spirituali, che fanno parte del patrimonio della Francia ed hanno forgiato la sua identità e le generazioni dai primi secoli del Cristianesimo, non cadano nell'oblio".
Il Santo Padre esorta i fedeli di Francia "ad attingere dalla propria vita spirituale ed ecclesiale la forza per partecipare alla 'res publica'" ed auspica la collaborazione, e non l'antagonismo e la separazione fra la sfera religiosa e la sfera civile. "In ragione della vostra missione" - afferma il Papa rivolgendosi ai Vescovi - "voi siete chiamati ad intervenire regolarmente del dibattito pubblico sulle grandi questioni della società".
Giovanni Paolo II scrive ancora: "So che voi siete molto attenti alla presenza della Chiesa nei luoghi dove si pongono le grandi e formidabili domande sul senso dell'esistenza umana", in particolare gli ospedali, i centri sanitari e le istituzioni scolastiche. Riguardo all'educazione il Santo Padre scrive che: "Tocca alla Stato, nel rispetto delle norme stabilite, garantire alle famiglie che lo desiderano la possibilità di impartire ai loro figli la catechesi di cui hanno bisogno".
Il Papa conclude la Lettera ai Vescovi francesi esprimendo la sua fiducia "nel futuro per una buona intesa fra tutti i componenti della società francese. (...) Che nessuno abbia paura del cammino religioso delle persone e dei gruppi sociali! Vissuto nel rispetto della sana laicità, tale cammino non può che essere fonte di dinamismo e di promozione dell'uomo".
GPII-LETTERA/CHIESA:STATO/VESCOVI:FRANCIA VIS 20050214 (740)
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Visita 'ad Limina Apostolorum'
ELIMINAZIONE POVERTÀ IMPERATIVO MORALE
CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo dell'intervento pronunciato, l'11 febbraio scorso, dal Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, alla 43° Sessione della Commissione dello Sviluppo Sociale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Esprimendosi in francese, il Vescovo Crepaldi ha ricordato che la Dichiarazione Finale del Vertice per lo Sviluppo tenutosi dieci anni fa a Copenhagen, sottolineava "l'impegno a promuovere un concetto di sviluppo sociale che fosse 'politico, economico, etico e spirituale'". Da allora, ha affermato il Vescovo Crepladi, "questo concetto ha perduto tale connotazione.. I responsabili delle nazioni e gli specialisti prediligono attualmente un approccio riguardo all'eliminazione della povertà che si basa piuttosto sulla realizzazione di risultati economici misurabili".
È necessaria un'accelerazione nell'eliminazione della povertà, ha ribadito il Vescovo Crepaldi, poiché molte popolazioni e nazioni vivono questo flagello. "Perché il loro sviluppo sia finalmente in grado di decollare, occorre quella che è stata definita 'una grande spinta' negli investimenti pubblici". Il Vescovo ha illustrato diversi esempi di meccanismi innovativi impiegati da alcuni paesi e da alcuni gruppi ed ha aggiunto: "In effetti, tale 'grande spinta', di cui le economie dei paesi poveri hanno bisogno con urgenza, deve essere complementare, concessionaria, sicura e regolare, quattro esigenze ineludibili rispettate dai meccanismi ai quali ho fatto cenno".
"La vera sfida che ora dobbiamo affrontare" - ha proseguito il Vescovo Crepaldi - "è quella di lavorare concretamente alla realizzazione di risultati economici positivi per eliminare la povertà e salvaguardare, nello stesso tempo, il concetto dello sviluppo sociale espresso dal Vertice di Copenhagen. (...) Inoltre, se è vero (...) che l'eliminazione della povertà è diventato un imperativo morale, si arriverebbe, con la sua realizzazione, a considerarlo effettivamente un bene pubblico primario". Infine il Vescovo Crepaldi ha sottolineato che: "Questa sfida potrà essere affrontata solo quando si sarà ottemperato un obbligo morale. Si tratta della creazione, a livello internazionale, del senso della giustizia sociale che attualmente fa ancora difetto".
DELSS/ELIMINAZIONAE POVERTÀ/O.N.U.:CREPALDI VIS 20050214 (340)
Esprimendosi in francese, il Vescovo Crepaldi ha ricordato che la Dichiarazione Finale del Vertice per lo Sviluppo tenutosi dieci anni fa a Copenhagen, sottolineava "l'impegno a promuovere un concetto di sviluppo sociale che fosse 'politico, economico, etico e spirituale'". Da allora, ha affermato il Vescovo Crepladi, "questo concetto ha perduto tale connotazione.. I responsabili delle nazioni e gli specialisti prediligono attualmente un approccio riguardo all'eliminazione della povertà che si basa piuttosto sulla realizzazione di risultati economici misurabili".
È necessaria un'accelerazione nell'eliminazione della povertà, ha ribadito il Vescovo Crepaldi, poiché molte popolazioni e nazioni vivono questo flagello. "Perché il loro sviluppo sia finalmente in grado di decollare, occorre quella che è stata definita 'una grande spinta' negli investimenti pubblici". Il Vescovo ha illustrato diversi esempi di meccanismi innovativi impiegati da alcuni paesi e da alcuni gruppi ed ha aggiunto: "In effetti, tale 'grande spinta', di cui le economie dei paesi poveri hanno bisogno con urgenza, deve essere complementare, concessionaria, sicura e regolare, quattro esigenze ineludibili rispettate dai meccanismi ai quali ho fatto cenno".
"La vera sfida che ora dobbiamo affrontare" - ha proseguito il Vescovo Crepaldi - "è quella di lavorare concretamente alla realizzazione di risultati economici positivi per eliminare la povertà e salvaguardare, nello stesso tempo, il concetto dello sviluppo sociale espresso dal Vertice di Copenhagen. (...) Inoltre, se è vero (...) che l'eliminazione della povertà è diventato un imperativo morale, si arriverebbe, con la sua realizzazione, a considerarlo effettivamente un bene pubblico primario". Infine il Vescovo Crepaldi ha sottolineato che: "Questa sfida potrà essere affrontata solo quando si sarà ottemperato un obbligo morale. Si tratta della creazione, a livello internazionale, del senso della giustizia sociale che attualmente fa ancora difetto".
DELSS/ELIMINAZIONAE POVERTÀ/O.N.U.:CREPALDI VIS 20050214 (340)
MESSAGGIO DEL PAPA PER LA XIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2005 (VIS). In occasione della celebrazione della XIII Giornata Mondiale del Malato, che quest'anno si è tenuta a Yaoundé (Camerun), dal 9 all'11 febbraio, oggi è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II al Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale in Camerun. Il Messaggio, redatto in lingua francese, è datato 1° febbraio.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II ringrazia il Presidente della Repubblica del Camerun per la collaborazione nella preparazione e nella celebrazione della Giornata, saluta i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, e di seguito scrive: "Saluto, in modo speciale, gli operatori della sanità, dal cui generoso impegno dipende in modo rilevante la cura e l'assistenza degli infermi e di quanti fanno parte del mondo della salute. Il mio pensiero, in modo tutto speciale, va a voi, cari fratelli e sorelle ammalati, che portate nel corpo i segni del dolore e della fragilità, e a voi familiari, che più direttamente siete coinvolti nella loro vita: tutti vi stringo al mio cuore con affetto".
"Quest'anno" - scrive ancora il Pontefice - "la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato si svolge nuovamente in Africa, continente segnato da non pochi né lievi problemi, ma ricco anche di straordinarie risorse umane e spirituali e animato da un intenso desiderio di pace e di autentico progresso. L'Africa soffre per la presenza di tanti malati che silenziosamente invocano la solidarietà del mondo intero".
"Carissimi Fratelli e Sorelle d'Africa, Gesù è 'l'Uomo che conosce il soffrire'. In quest'anno dedicato all'Eucaristia, unitevi con la mente e con il cuore al sacrificio della Messa, inesauribile sorgente di speranza in ogni prova della vita".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/LOZANO VIS 20050214 (300)
Il Santo Padre Giovanni Paolo II ringrazia il Presidente della Repubblica del Camerun per la collaborazione nella preparazione e nella celebrazione della Giornata, saluta i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, e di seguito scrive: "Saluto, in modo speciale, gli operatori della sanità, dal cui generoso impegno dipende in modo rilevante la cura e l'assistenza degli infermi e di quanti fanno parte del mondo della salute. Il mio pensiero, in modo tutto speciale, va a voi, cari fratelli e sorelle ammalati, che portate nel corpo i segni del dolore e della fragilità, e a voi familiari, che più direttamente siete coinvolti nella loro vita: tutti vi stringo al mio cuore con affetto".
"Quest'anno" - scrive ancora il Pontefice - "la celebrazione della Giornata Mondiale del Malato si svolge nuovamente in Africa, continente segnato da non pochi né lievi problemi, ma ricco anche di straordinarie risorse umane e spirituali e animato da un intenso desiderio di pace e di autentico progresso. L'Africa soffre per la presenza di tanti malati che silenziosamente invocano la solidarietà del mondo intero".
"Carissimi Fratelli e Sorelle d'Africa, Gesù è 'l'Uomo che conosce il soffrire'. In quest'anno dedicato all'Eucaristia, unitevi con la mente e con il cuore al sacrificio della Messa, inesauribile sorgente di speranza in ogni prova della vita".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/LOZANO VIS 20050214 (300)
AI MALATI: OFFRITE PREGHIERE PER CHIESA E MISSIONE DEL PAPA
CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi, Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, ha celebrato la Santa Messa per gli ammalati e i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi e dell'U.N.I.T.A.L.S.I., in occasione della XIII Giornata Mondiale del Malato.
Nel corso della Celebrazione Eucaristica, il Cardinale Ruini ha dato lettura del Messaggio che il Santo Padre Giovanni Paolo II - rientrato ieri sera in Vaticano dal Policlinico Agostino Gemelli - ha indirizzato ai malati e ai pellegrini riuniti nella Basilica di San Pietro.
Il Santo Padre inizia il Messaggio ricordando la memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, che apparve per la prima volta a Santa Bernadette Soubirous l'11 febbraio 1858, nella Grotta di Massabielle. "Da quella grotta" - scrive il Papa - "diventata luogo di orazione e di speranza per tanti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, l'Immacolata continua ad invitare alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. (...) L'accorrere di malati e sofferenti ai piedi della Vergine costituisce un'incessante esortazione a fidarsi di Cristo e della sua celeste Madre, che mai abbandonano quanti a loro si rivolgono nel tempo del dolore e della prova".
"Cari malati" - scrive il Papa - "se unite le vostre pene" alle sofferenze di Cristo che morendo in croce ha redento il mondo, "potete essere suoi privilegiati cooperatori nella salvezza delle anime. È questo il vostro compito nella Chiesa, la quale è sempre ben consapevole del ruolo e del valore della malattia illuminata dalla fede. Non è pertanto mai inutile la vostra sofferenza, cari ammalati! Anzi, essa è preziosa, perché è condivisione misteriosa ma reale della stessa missione salvifica del Figlio di Dio".
"Per questo il Papa" - conclude il Messaggio Giovanni Paolo II - "conta tanto sul valore delle vostre preghiere e delle vostre sofferenze: offritele per la Chiesa e per il mondo; offritele anche per me e per la mia missione di Pastore universale del popolo cristiano".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/RUINI VIS 20050212 (35
Nel corso della Celebrazione Eucaristica, il Cardinale Ruini ha dato lettura del Messaggio che il Santo Padre Giovanni Paolo II - rientrato ieri sera in Vaticano dal Policlinico Agostino Gemelli - ha indirizzato ai malati e ai pellegrini riuniti nella Basilica di San Pietro.
Il Santo Padre inizia il Messaggio ricordando la memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, che apparve per la prima volta a Santa Bernadette Soubirous l'11 febbraio 1858, nella Grotta di Massabielle. "Da quella grotta" - scrive il Papa - "diventata luogo di orazione e di speranza per tanti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, l'Immacolata continua ad invitare alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. (...) L'accorrere di malati e sofferenti ai piedi della Vergine costituisce un'incessante esortazione a fidarsi di Cristo e della sua celeste Madre, che mai abbandonano quanti a loro si rivolgono nel tempo del dolore e della prova".
"Cari malati" - scrive il Papa - "se unite le vostre pene" alle sofferenze di Cristo che morendo in croce ha redento il mondo, "potete essere suoi privilegiati cooperatori nella salvezza delle anime. È questo il vostro compito nella Chiesa, la quale è sempre ben consapevole del ruolo e del valore della malattia illuminata dalla fede. Non è pertanto mai inutile la vostra sofferenza, cari ammalati! Anzi, essa è preziosa, perché è condivisione misteriosa ma reale della stessa missione salvifica del Figlio di Dio".
"Per questo il Papa" - conclude il Messaggio Giovanni Paolo II - "conta tanto sul valore delle vostre preghiere e delle vostre sofferenze: offritele per la Chiesa e per il mondo; offritele anche per me e per la mia missione di Pastore universale del popolo cristiano".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/RUINI VIS 20050212 (35
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