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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 21 dicembre 2011

NATALE: L'ETERNO ENTRA NEI LIMITI DEL TEMPO E DELLO SPAZIO

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2011 (VIS). "Il saluto che corre in questi giorni sulle labbra di tutti è 'Buon Natale! Auguri di buone feste natalizie!'. Facciamo in modo che, anche nella società attuale, lo scambio degli auguri non perda il suo profondo valore religioso, e la festa non venga assorbita dagli aspetti esteriori", ha detto Benedetto XVI nel corso dell'Udienza Generale del mercoledì, l'ultima a pochi giorni dalla celebrazione del Natale del Signore.

  "Con la liturgia natalizia - ha spiegato il Pontefice ai fedeli presenti nell'Aula Paolo VI -  la Chiesa ci introduce nel grande Mistero dell’Incarnazione. Il Natale, infatti, non è un semplice anniversario della nascita di Gesù, ma è celebrare un Mistero che ha segnato e continua a segnare la storia dell’uomo: Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi (...) Nella Santa Messa della Notte di Natale, ripeteremo come ritornello al Salmo Responsoriale queste parole: 'Oggi è nato per noi il Salvatore'. (...) Indicando che Gesù nasce 'oggi', la Liturgia sottolinea che questa Nascita investe e permea tutta la storia. (...) La redenzione dell’umanità avviene certo in un momento preciso e identificabile della storia: nell’evento di Gesù di Nazaret; ma Gesù è il Figlio di Dio" che "si è fatto uomo. L’Eterno è entrato nei limiti del tempo e dello spazio, per rendere possibile 'oggi' l’incontro con Lui. (...) Quando ascoltiamo o pronunciamo, nelle celebrazioni liturgiche, questo 'oggi è nato per noi il Salvatore', non stiamo utilizzando una vuota espressione convenzionale, ma intendiamo che Dio ci offre 'oggi' (...) la possibilità di riconoscerlo e di accoglierlo, come fecero i pastori a Betlemme, perché Egli nasca anche nella nostra vita e la rinnovi".

  Il Papa ha successivamente riflettuto sulla nascita a Betlemme alla luce del mistero pasquale perché "Natale e Pasqua sono entrambe feste della redenzione. La Pasqua - ha detto il Pontefice - la celebra come vittoria sul peccato e sulla morte: segna il momento finale, quando la gloria dell’Uomo-Dio splende come la luce del giorno; il Natale la celebra come l’entrare di Dio nella storia facendosi uomo per riportare l’uomo a Dio: segna, per così dire, il momento iniziale, quando si intravede il chiarore dell’alba".

  Contribuiscono a  intendere questo aspetto, ha aggiunto il Santo Padre, le due epoche dell'anno nelle quali, almeno in alcune regioni del mondo, si celebrano queste grandi feste. "Mentre la Pasqua cade all’inizio della primavera, quando il sole vince le dense e fredde nebbie e rinnova la faccia della terra, il Natale cade proprio all’inizio dell’inverno, quando la luce e il calore del sole non riescono a risvegliare la natura, avvolta dal freddo, sotto la cui coltre, però, pulsa la vita".

  "Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi. (...) Cari fratelli e sorelle, viviamo con gioia il Natale che si avvicina. (...) Soprattutto contempliamo e viviamo questo Mistero nella celebrazione dell’Eucaristia, centro del Santo Natale; lì si rende presente in modo reale Gesù, vero Pane disceso dal cielo, vero Agnello sacrificato per la nostra salvezza. Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie di celebrare un Natale veramente cristiano, in modo che anche gli scambi di auguri in quel giorno siano espressione della gioia di sapere che Dio ci è vicino e vuole percorrere con noi il cammino della vita", ha concluso Benedetto XVI.

I poveri non possono aspettare

  Al termine dell'Udienza, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto in diverse lingue agli oltre 7.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI, fra cui un gruppo di bambini delle scuole elementari della Corea ed un gruppo di seminaristi australiani. Ai pellegrini di lingua spagnola il Papa ha detto: "(Questo Natale) pregherò il Bambino Gesù per tutti, specialmente per coloro che attraversano difficili prove. Che in questi giorni santi la carità cristiana si mostri singolarmente attiva con i più bisognosi. I poveri non possono aspettare".
AG/                   VIS 20111221 (680)

BAMBINI COREANI RINGRAZIANO IL PAPA PER SUO SERVIZIO UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina, nel corso dell'Udienza Generale, tre bambini coreani hanno offerto a Papa Benedetto XVI un fascicolo contenente le lettere con i disegni fatti dai 33 bambini cattolici coreani vincitori del concorso organizzato dall'Ambasciata della Repubblica di Corea presso la Santa Sede in collaborazione con il giornale cattolico coreano "Pyeonghwa Shinmun" dell'Arcidiocesi di Seoul. Al concorso, promosso in occasione del 60° anniversario dell'ordinazione sacerdotale di  Benedetto XVI, hanno partecipato 1200 bambini da tutto il Paese.

  Un Comunicato Stampa dell'Ambasciata della Repubblica di Corea presso la Santa Sede rende noto il concorso è stato organizzato "per ringraziare il Santo Padre per l'instancabile servizio per l'umanità e per il grande affetto per il popolo della Corea. (...) Questo evento servirà in maniera significativa la Chiesa e la società in Corea a promuovere la vocazione cattolica edificando ulteriormente il 'sensus fide' dei cattolici della Corea".

  Nel corso della Messa della Vigilia di Natale uno di questi bambini, venuti espressamente dalla Corea, leggerà la preghiera dei fedeli nella sua lingua; due parteciperanno all'offertorio; due  porteranno i fiori al Presepe e altre due riceveranno la Comunione dalle mani del Santo Padre.
.../                  VIS 20111221 (210)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Trinidad e Tobago e in Barbados, attualmente Nunzio Apostolico in Antigua e Barbuda, Bahamas, Dominica, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincenzo e Grenadine, Suriname, Repubblica Cooperativistica della Guyana e Delegato Apostolico nelle Antille.

- Ha nominato il Vescovo Jaime Vieira Rocha, Arcivescovo Metropolita di Natal (superficie: 25.059; popolazione: 2.082.000; cattolici: 1.738.000; sacerdoti: 154; religiosi: 243; diaconi permanenti: 41), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Tangará (Brasile), nel 1947 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1975.  Dal 1987 al 1995 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Natal. Nel 1995 è stato nominato Vescovo di Caicὁ (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1996. Dal 2005 è stato Vescovo di Campina Grande (Brasile) e nel periodo 2007-2008 è stato anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Guarabira. Succede all'Arcivescovo Matias Patrício de Macêdo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
 
- Ha nominato il Sacerdote João Justino de Medeiros Silva, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Belo Horizonte (superficie: 7.240;  popolazione: 4.767.000; cattolici: 3.411.312; sacerdoti: 645; religiosi: 2.007), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Juiz de Fora (Brasile) e nel 1992 ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale. Dal 1993 al 1995 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora da Conceição de Benfica”; dal 1997 al 2004 è stato Parroco della Parrocchia “Bom Pastor”; dal 1998 è stato Professore, Vice Rettore e poi Rettore del Seminario Arcidiocesano “Santo Antônio”.

- Ha nominato il Padre Rubnes Sevilha, O.C.D., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vitória (superficie: 7.234; popolazione: 3.210.000; cattolici: 2.010.000; sacerdoti: 138; religiosi: 264), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Tarabai (Brasile), ha emesso la prima Professione Religiosa nel 1980  nell'Ordine dei Carmelitani Scalzi e quella perpetua nel 1984. Dal 1987 al 1989 è stato Maestro dei Postulanti e Vicario Parrocchiale a Caratinga; dal 1990 al 1993 è stato Maestro dei Novizi a São Roque; dal 1994 al 1996 è stato Provinciale della provincia “São José” con sede a São Paulo; dal 1997 al 2002 è stato Superiore del convento e Parroco della Parrocchia “Santa Terezinha” nell’arcidiocesi di São Paulo; dal 2003 al 2005 è stato Superiore del Convento e Parroco della Parrocchia “Santa Terezinha” nell’Arcidiocesi di Rio de Janeiro); dal 1996 al 2010 è stato Assistente Religioso dell’Associazione “Santa Teresa de Jesus” delle Carmelitane Scalze. È stato finora Provinciale della Provincia Carmelitana “São José” e Parroco della Parrocchia “Santa Terezinha” nell’Arcidiocesi di São Paulo.

- Ha nominato il Monsignore Joaquim Wladimir Lopes Dias, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Vitória (Brasile): Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Cafelândia (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1997. Dal 1997 al 1998 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia “São Sebastião” a Itupeva (1997-1998); dal 1997 al 1998 è stato Coordinatore diocesano del Movimento “Cursilhos de Cristandade” (1997-1998); dal 1999 al 2000 è stato Parroco della Parrocchia “São Francisco de Assis” a Campo Limpo (1999-2000); dal 2001 al 2002 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora da Piedade” a Várzea Paulista (2001-2002); dal 2003 al 2006 è stato Vice-Rettore e dal 2006 al 2009 Rettore del Seminario diocesano “Nossa Senhora do Desterro”; dal 2006 al 2009 è stato Vicario Generale (2006-2009) e Amministratore diocesano (2009). Dal 2010 è Vicario Generale della Diocesi di Jundiaí.
NN:NER:RE:NEA/                VIS 20111221 (580)

martedì 20 dicembre 2011

IL PAPA SARÀ ACCOLTO CON AFFETTO E RISPETTO DAL GOVERNO CUBANO

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2011 (VIS). Cuba si prepara a ricevere Benedetto XVI, "con affetto e rispetto", recita il testo ufficiale del Comunicato Stampa letto al telegiornale nazionale. Il Presidente Raúl Castro ha accolto "con soddisfazione" l'annuncio ufficiale della prossima visita, prevista nel marzo prossimo.

  Domenica 18 dicembre, il Presidente di Cuba ha ricevuto una Delegazione della Santa Sede in una visita di preparazione al Viaggio del Santo Padre a Cuba. Nel corso dell'incontro si è messo in evidenza "l'eccellente stato delle relazioni tra Cuba e Santa Sede e sono stati fissati alcuni punti relativi ai preparativi per la Visita papale che il Pontefice ha annunciato nel corso della Santa Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, il 12 dicembre scorso, in occasione della Solennità della Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona dell'America Latina e del Bicentenario dell'Indipendenza di diversi Paesi del Continente.

  La Visita di Benedetto XVI è la seconda in America Latina, dopo quella realizzata in Brasile nel 2007, e coincide con le celebrazioni organizzate dai Vescovi cubani per festeggiare i 400 anni del ritrovamento dell'immagine della Vergine della Carità del Cobre, Patrona di Cuba. Le celebrazioni comprendono un Pellegrinaggio nazionale della sacra immagine, che si concluderà con una Messa all'aperto il 30 dicembre, sulla Avenida del Puerto a La Habana, mentre i Vescovi hanno indetto l'Anno Giubilare Mariano, dal 7 gennaio 2012 al 5 gennaio 2013.
.../                  VIS 20111220 (240)

CATHERINE TAKEKWITHA PRIMA SANTA AMERINDIA

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2011 (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre ha firmato i Decreti che riconoscono i miracoli attribuiti all'intercessione di sette Beati - quattro donne e tre uomini - che saranno prossimamente canonizzati. Fra i nuovi santi spicca la figura di Catherine Tekakwitha, prima amerindia elevata alla gloria degli altari.

  Catherine o Kateri Tekakwitha, nata nel 1656 a Ossernenon, attuale Auriesville (Stati Uniti d'America), era figlia di un capo tribù Mohawk e di una india algonchina cattolica battezzata ed educata da missionari francesi. A quattro anni i suoi familiari morirono per una epidemia di vaiolo, a causa  della quale, anche lei rimase sfigurata e con una notevole diminuzione della vista. Adottata da un parente, capo della tribù vicina,  fu battezzata all'età di venti anni da un missionario francese.

  I membri della sua tribù, non comprendendo la sua nuova affiliazione religiosa, la emarginarono. Kateri esercitava la mortificazione fisica quale cammino di santità e pregava per la conversione dei suoi parenti e dei membri della sua tribù. Subì persecuzioni che attentavano alla sua vita per cui dovette fuggire per stabilirsi in una comunità di nativi cristiani a Kahnawake, Quebec (Canada), dove dedicò la sua vita alla preghiera, alla penitenza e alla cura dei malati e degli anziani. Fece voto di castità. Morì nel 1680, a 24 anni. Le sue ultime parole furono: "Gesù, ti voglio bene". La tradizione tramanda che le cicatrici di Catherine sparirono dopo la sua morte, rivelando un volto di grande bellezza; e che numerosi malati che avevano assistito ai funerali guarirono.

  Il processo di canonizzazione ebbe inizio nel 1884. Papa Pio XII la dichiarò Venerabile nel 1943 e il Beato Giovanni Paolo II la beatificò nel 1980. Prima Beata amerindia, i popoli nativi dell'America del Nord le dedicano una particolare devozione.
OP/                              VIS 20111220 (310)

lunedì 19 dicembre 2011

VIDEO-MESSAGGIO CHIUSURA ANNO GIUBILARE NAPOLI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2011 (VIS). La sera di venerdì 16 dicembre si è chiuso a Napoli l'Anno Giubilare della Chiesa partenopea, con una celebrazione presieduta dall'Arcivescovo Cardinale Crescenzio Sepe, nella Cattedrale della città. Nel corso della solenne Veglia di chiusura è stato proiettato un video-messaggio del Santo Padre preparato per l'occasione, del quale pubblichiamo di seguito alcuni estratti:

  "Il cammino che avete percorso in questi mesi ha visto la gioiosa partecipazione e il coinvolgimento cordiale della Comunità ecclesiale, come anche di quella civile e di tante persone di buona volontà. (...) Questo speciale anno giubilare è stato, infatti, per la Chiesa che è in Napoli un tempo di immersione nel mistero di Dio, e perciò un anno di grazia. (...) Il Giubileo ha aperto il cielo su di voi e ha fatto discendere sulla vostra vita e sulla vostra comunità la forza dello Spirito Santo, similmente a quando discese sui discepoli nel cenacolo, a Pentecoste". (...)

  "Potete camminare con rinnovato entusiasmo e affrontare con la forza della fede, della speranza e della carità i molti e complessi problemi che si incontrano nella vita quotidiana. Come gli Apostoli, dopo la Pentecoste, si misero ad annunciare con coraggio la Buona Novella, anche voi, dopo questo Giubileo, rinnovate la speranza, lasciatevi guidare dalla forza dello Spirito Santo e collaborate con rinnovato slancio alla missione della Chiesa. Ciascuno mettendo a frutto i doni ricevuti, ponendoli al servizio degli altri e della edificazione dell’intera comunità, senza personalismi né rivalità, ma in spirito di sincera umiltà e in gioiosa fraternità. Abbiate sempre, come già fate, speciale cura dei fratelli più piccoli e fragili, dei più poveri e svantaggiati".

  "La Beata Vergine del Carmine, protettrice della Città partenopea, e San Gennaro, veglino su di voi, e vi aiutino a portare avanti con perseveranza e fedeltà gli impegni assunti in questo Anno giubilare".
MESS/                              VIS 20111219 (320)

LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE NON È UN CONCETTO ASTRATTO

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Pacifico e di Nuova Zelanda, al termine della quinquennale Visita “ad Limina Apostolorum”.

  Soffermandosi sulle sfide comuni a tutti i Vescovi, nonostante la diversità dei contesti sociali, economici e culturali nei quali svolgono la loro attività pastorale, il Papa ha citato la secolarizzazione che "ha un importante impatto sulla comprensione e la pratica della fede cattolica. Ciò si rende particolarmente visibile nell'approccio inadeguato alla natura sacra del matrimonio cristiano e alla stabilità della famiglia".

  "Inoltre, in ultima analisi - ha proseguito il Pontefice - siamo consapevoli che la fede cristiana apporta alla vita un fondamento più sicuro rispetto alla visione secolarizzata. (...) Per cui è stato istituito il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Poiché la fede cristiana è fondata sulla Parola fatta carne, Gesù Cristo, la nuova evangelizzazione non è un concetto astratto ma un rinnovamento di una autentica vita cristiana che si fonda sugli insegnamenti della Chiesa. Voi, quali Vescovi e Pastori, siete chiamati ad essere protagonisti nel formulare questa risposta secondo le necessità e le circostanze locali nei vostri paesi e fra le vostre popolazioni".

  Benedetto XVI ha quindi incoraggiato i Presuli a dedicare particolare cura ai sacerdoti, soprattutto coloro che "sperimentano difficoltà e quanti hanno scarsi contatti con i loro fratelli nel sacerdozio. (...) Nella nostra epoca i giovani hanno bisogno di maggiore assistenza nel discernimento spirituale per comprendere la volontà del Signore. In un mondo colpito da una 'profonda crisi di fede', assicuratevi che i vostri seminaristi ricevano una solida formazione", ha ribadito il Pontefice. Inoltre Benedetto XVI ha fatto riferimento al "contributo fondamentale" dei religiosi e delle religiose alla diffusione del Vangelo nella regione, e il contributo dei laici nella medesima missione.

  "Mi soffermo con voi sulla Nuova Evangelizzazione, anche alla luce della recente proclamazione dell'Anno della Fede,  volto a dare 'nuovo impulso alla missione di tutta la Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto, in cui spesso si trovano'. Che questo tempo privilegiato sia di ispirazione mentre vi unite a tutta la Chiesa nell'impegno costante verso la nuova evangelizzazione, perché sebbene siate sparsi in numerose isole e grandi distanze ci separano, insieme professiamo 'un solo Signore, una fede, un battesimo, un Dio e Padre di tutti'!", ha concluso il Papa.
AL/                             VIS 20111219 (420)

CRISTIANI OCEANIA RISCOPRANO VOCAZIONE MISSIONARIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Sinodo dei Vescovi relativo alla X riunione del Consiglio Speciale per l'Oceania, del 9 dicembre scorso, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo. Alla riunione hanno partecipato la grande maggioranza dei Presuli dell'Oceania, a Roma per la Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel corso dei lavori del Consiglio è stata esaminata l'applicazione nella vita quotidiana delle Chiese particolari, dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Oceania" pubblicata, nel 2001, dal Beato Giovanni Paolo II. I Presuli sottolineano che l'Esortazione è di grande attualità nelle presenti condizioni ecclesiali e sociali, "che - si legge nel Comunicato - hanno conosciuto una certa radicalizzazione, soprattutto nel processo di secolarizzazione, in particolare in Australia e Nuova Zelanda. Vi sono, al contempo, segni di speranza, quali l'apertura dei giovani e di alcuni intellettuali al Vangelo di Gesù Cristo. Sono realtà significative, anche se ancora minoritarie, che alimentano speranza per il futuro".

  Le sfide che la Chiesa in Oceania si trova ad affrontare riguardano in particolare i diritti umani, la bioetica, il bene della società, della famiglia, dell'ecologia, la carità, l'inculturazione, il dialogo ecumenico ed interreligioso. "La chiamata alla missione 'ad gentes' è impellente in Oceania, dove le Chiese particolari sono impegnate a continuare la missione degli evangelizzatori che vi hanno annunciato in origine la verità di Gesù. Si tratta ora di continuare su questa via dell'annuncio, sia nel contesto di società secolarizzate, sia tra i popoli tradizionalmente religiosi del Pacifico, con particolare attenzione alle popolazioni indigene. (...) L'annuncio del Vangelo richiede un nuovo ardore da parte di tutti i cristiani, inclusi i laici, che devono riscoprire la propria vocazione missionaria".

  La riunione ha esaminato infine la preparazione della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma nell'ottobre 2012.
SE/CONSIGLIO OCEANIA               VIS 20111219 (310)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Serge Thomas Bonino, O.P., Segretario Generale della Commissione Teologica Internazionale, attualmente Docente di Filosofia presso l'Institut Catholique e di Teologia presso lo Studio Domenicano di Toulouse (Francia).

- Il Monsignor Giovanni Battista Gandolfo, Membro del Pontificio Consiglio "Cor Unum", attualmente Presidente del "Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo" e Responsabile del l'omonimo Servizio della Conferenza Episcopale Italiana.

- Il Vescovo Wojciech Polak, Ausiliare di Gniezno (Polonia), Membro del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- Il Vescovo Edward Janiak, Ausiliare di Wrocław (Polonia), Membro del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- Il Monsignor Enrico Feroci, Consultore del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, attualmente Direttore della Caritas diocesana di Roma.

- Il Monsignor Antonio Grappone, Capo Ufficio nel Pontificio Consiglio per i Laici, finora Officiale nel medesimo Dicastero.

- Suor Nicoletta Vittoria Spezzati, delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, Sotto Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, finora Officiale nel medesimo Dicastero.
NA/                              VIS 20111219 (200)

I CARCERATI MERITANO DI ESSERE TRATTATI CON RISPETTO E DIGNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Visita Pastorale alla Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia dove è stato accolto dall'Onorevole Paola Severino, Ministro della Giustizia del Governo Italiano e dal Dottor Franco Ionta, Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dottor. Carmelo Cantone, Direttore dell’istituto e da don Pier Sandro Spriano e don Roberto Guarnieri, Cappellani del carcere.

  L’incontro con i detenuti e gli agenti di Polizia penitenziaria è avvenuto nella Chiesa di Rebibbia intitolata al "Padre nostro". Di seguito riportiamo una sintesi del discorso pronunciato dal Santo Padre.

  "'Ero in carcere e siete venuti a trovarmi'. Queste sono le parole del giudizio finale, raccontato dall’evangelista Matteo, e queste parole del Signore, nelle quali Egli si identifica con i detenuti, esprimono in pienezza il senso della mia visita odierna tra voi. Dovunque c’è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c’è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto. (...) La Chiesa ha sempre annoverato, tra le opere di misericordia corporale, la visita ai carcerati. E questa, per essere completa, richiede una piena capacità di accoglienza del detenuto, 'facendogli spazio nel proprio tempo, nella propria casa, nelle proprie amicizie, nelle proprie leggi, nelle proprie città' (....). E lo stesso Unigenito Figlio di Dio, il Signore Gesù, ha fatto l’esperienza del carcere, è stato sottoposto a un giudizio davanti a un tribunale e ha subito la più feroce condanna alla pena capitale".

  "In occasione del mio recente viaggio apostolico in Benin, nel novembre scorso, ho firmato una Esortazione apostolica postsinodale in cui ho ribadito l’attenzione della Chiesa per la giustizia negli Stati, scrivendo: 'È pertanto urgente che siano adottati sistemi giudiziari e carcerari indipendenti, per ristabilire la giustizia e rieducare i colpevoli. Occorre inoltre bandire i casi di errori della giustizia e i trattamenti cattivi dei prigionieri, le numerose occasioni di non applicazione della legge che corrispondono ad una violazione dei diritti umani e le incarcerazioni che non sfociano se non tardivamente o mai in un processo. La Chiesa riconosce la propria missione profetica di fronte a coloro che sono colpiti dalla criminalità e il loro bisogno di riconciliazione, di giustizia e di pace. I carcerati sono persone umane che meritano, nonostante il loro crimine, di essere trattati con rispetto e dignità. Hanno bisogno della nostra sollecitudine'".

In Dio Giustizia e misericordia coincidono

  "La giustizia umana e quella divina sono molto diverse. Certo, gli uomini non sono in grado di applicare la giustizia divina, ma devono almeno (...) cercare di cogliere lo spirito profondo che la anima, perché illumini anche la giustizia umana, per evitare – come purtroppo non di rado accade – che il detenuto divenga un escluso. Dio, infatti, è colui che proclama la giustizia con forza, ma che, al tempo stesso, cura le ferite con il balsamo della misericordia".

  "Giustizia e misericordia, giustizia e carità, cardini della dottrina sociale della Chiesa, sono due realtà differenti soltanto per noi uomini, che distinguiamo attentamente un atto giusto da un atto d’amore. (...) Ma per Dio non è così: in Lui giustizia e carità coincidono; non c’è un’azione giusta che non sia anche atto di misericordia e di perdono e, nello stesso tempo, non c’è un’azione misericordiosa che non sia perfettamente giusta".

  "Il sistema di detenzione ruota intorno a due capisaldi, entrambi importanti: da un lato tutelare la società da eventuali minacce, dall’altro reintegrare chi ha sbagliato senza calpestarne la dignità e senza escluderlo dalla vita sociale. Entrambi questi aspetti hanno la loro rilevanza e sono protesi a non creare quell’'abisso' tra la realtà carceraria reale e quella pensata dalla legge, che prevede come elemento fondamentale la funzione rieducatrice della pena e il rispetto dei diritti e della dignità delle persone".

Il sovraffollamento e degrado delle carceri rendono ancora più amara la detenzione. 

"So che il sovraffollamento e il degrado delle carceri possono rendere ancora più amara la detenzione: (...) È importante che le istituzioni promuovano un’attenta analisi della situazione carceraria oggi, verifichino le strutture, i mezzi, il personale, in modo che i detenuti non scontino mai una 'doppia pena'; ed è importante promuovere uno sviluppo del sistema carcerario, che, pur nel rispetto della giustizia, sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana, con il ricorso anche alle pene non detentive o a modalità diverse di detenzione".

  "Oggi è la quarta domenica dell’Avvento. Il Natale del Signore, ormai vicino, riaccenda di speranza e di amore il vostro cuore. La nascita del Signore Gesù, di cui faremo memoria tra pochi giorni, ci ricorda la sua missione di portare la salvezza a tutti gli uomini, nessuno escluso. (...) Chiediamogli (...) di essere tutti liberati dalla prigionia del peccato, della superbia e dell’orgoglio: ciascuno infatti ha bisogno di uscire da questo carcere interiore per essere veramente libero dal male, dalle angosce e dalla morte".

  "Vorrei terminare dicendovi che la Chiesa sostiene e incoraggia ogni sforzo diretto a garantire a tutti una vita dignitosa. Siate sicuri che io sono vicino a ciascuno di voi (...). Il Signore benedica voi e il vostro futuro!".
PV-REBIBBIA/                VIS 20111219 (860)

IL PAPA: SONO VENUTO A REBIBBIA PERCHÈ SO CHE IN VOI SIGNORE MI ASPETTA

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Al termine del discorso nel carcere di Rebibbia, il Santo Padre ha risposto a sei domande che i detenuti gli hanno rivolto. Di seguito ne riportiamo una sintesi.

1..- Desidero chiedere a Vostra Santità se questo suo gesto sarà compreso nella sua semplicità, anche dai nostri politici e governanti affinché venga restituita a tutti gli ultimi, compresi noi detenuti, la dignità e la speranza che devono essere riconosciute ad ogni essere vivente.

R.- Io sono venuto soprattutto per mostrarvi questa mia vicinanza personale e intima, nella comunione con Cristo che vi ama, come ho detto. Ma certamente questa visita, che vuole essere personale a voi, è anche un gesto pubblico che ricorda ai nostri concittadini, al nostro Governo il fatto che ci sono grandi problemi e difficoltà nelle carceri italiane. E certamente, il senso di queste carceri è proprio quello di aiutare la giustizia, e la giustizia implica come primo fatto la dignità umana. (...) Quindi, io, per quanto posso, vorrei sempre dare segni di quanto sia importante che queste carceri rispondano al loro senso di rinnovare la dignità umana e non di attaccare questa dignità, e di migliorare la condizione. E speriamo che il Governo abbia la possibilità e tutte le possibilità per rispondere a questa vocazione".

2.- Più che una domanda preferisco chiederti di permetterci di aggrapparci con te con la nostra sofferenza e quella dei nostri familiari, come un cavo elettrico che comunichi con il Signore Nostro. Ti voglio bene.

R.- Anch’io ti voglio bene. Questa identificazione del Signore con i carcerati ci obbliga profondamente, e io stesso devo chiedermi: ho agito secondo questo imperativo del Signore? (...)  Questo è un motivo perché sono venuto, perché so che in voi il Signore mi aspetta, che voi avete bisogno di questo riconoscimento umano e che avete bisogno di questa presenza del Signore, il Quale, nel giudizio ultimo, ci interrogherà proprio su questo punto e, perciò, spero che qui, sempre più, possa essere realizzato il vero scopo di queste case circondariali: quello di aiutare a ritrovare se stessi, (...) nella riconciliazione con se stessi, con gli altri, con Dio, per rientrare di nuovo nella società e aiutare nel progresso dell’umanità".

3.- Santità, Le sembra giusto che (...) ora che sono un uomo nuovo, e da due mesi papà di una splendida bambina (...) non mi concedano la possibilità di tornare a casa, nonostante abbia ampiamente pagato il debito verso la società?".

R.- "Anzitutto, felicitazioni! Sono felice che (...) Lei si consideri un uomo nuovo (...). Lei sa che per la dottrina della Chiesa la famiglia è fondamentale, è importante che il padre possa tenere in braccio la figlia. E così, prego e spero che quanto prima Lei possa realmente avere in braccio sua figlia, essere con la moglie e la figlia per costruire una bella famiglia e così anche collaborare al futuro dell’Italia.

4.- Cosa possono chiedere degli uomini detenuti, malati e sieropositivi al Papa? (...) Troppo poco si parla di noi, spesso in modo così feroce come a volerci eliminare dalla società. Questo ci fa sentire sub-umani".

R.- Dobbiamo sopportare che alcuni parlino in modo “feroce”, parlano in modo “feroce” anche contro il Papa, e, tuttavia, andiamo avanti. Mi sembra importante incoraggiare tutti che pensino bene, che abbiano senso delle vostre sofferenze, abbiano il senso di aiutarvi nel processo di rialzamento, e, diciamo, io farò la mia parte per invitare tutti a pensare in questo modo giusto, non in modo dispregiativo, ma in modo umano, pensando che ognuno può cadere, ma Dio vuole che tutti arrivino da Lui, e noi dobbiamo cooperare in spirito di fraternità e di riconoscimento anche della propria fragilità, perché possano realmente rialzarsi e andare avanti con dignità

5.-  "Santità, mi è stato insegnato che il Signore vede e legge dentro di noi, mi chiedo perché l’assoluzione è stata delegata ai preti?

R.- Direi due cose. La prima: naturalmente, se Lei si mette in ginocchio e con vero amore di Dio prega che Dio perdoni, Egli perdona. (...) Un secondo elemento: il peccato non è solamente una cosa “personale”, individuale, tra me e Dio. Il peccato ha sempre anche una dimensione sociale, orizzontale. E perciò questa dimensione sociale, orizzontale, del peccato esige che sia assolto anche a livello della comunità umana, della comunità della Chiesa. (...) Quindi, questa seconda dimensione del peccato, che non è solo contro Dio ma concerne anche la comunità, esige il Sacramento. (...) L’assoluzione del prete, l’assoluzione sacramentale è necessaria per assolvermi realmente da questo legame del male e reintegrarmi nella volontà di Dio (...) e darmi la certezza (...): Dio mi perdona, mi riceve nella comunità dei suoi figli.

6.- Santo Padre, lo scorso mese è stato in visita pastorale in Africa, nella piccola nazione del Benin, una delle nazioni più povere del mondo. (...) Le chiedo: loro pongono la speranza e la fede in Dio e muoiono tra povertà e violenze. Perché Dio non li ascolta? Forse Dio ascolta solo i ricchi e i potenti che invece non hanno fede?

R.- Le misure di Dio, i criteri di Dio, sono diversi dai nostri. Dio dà anche a questi poveri gioia, il riconoscimento della sua presenza, fa sentire che è vicino a loro anche nella sofferenza, nelle difficoltà e, naturalmente, ci chiama tutti perché noi facciamo di tutto affinché possano uscire da queste oscurità delle malattie, della povertà. (...) E dobbiamo pregare Dio: mostraci, aiutaci, perché ci sia giustizia, perché tutti possano vivere nella gioia di essere tuoi figli.

  Al termine delle domande un detenuto ha letto una preghiera da lui composta dal titolo: "Preghiera dietro le sbarre" nella quale invoca Dio con queste parole "Accorcia le mie notti insonni (....) Solo l'amore dà vita, mentre l'odio distrugge e il rancore trasforma in inferno le lunghe e interminabili giornate". Infine il Papa ha recitato il Padre Nostro con i detenuti e uscendo dalla Chiesa ha benedetto un cipresso piantato nel cortile a ricordo della visita.
PV-REBIBBIA/                 VIS 20111219 (990)

CHI CONFIDA IN DIO ACCOGLIE GESÙ PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2011 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia, alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Pontefice ha introdotto la preghiera mariana con una riflessione sull'importanza della verginità di Maria, ed ha ricordato le parole del profeta Isaia: "Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emanuele".  "Questa antica promessa - ha detto Benedetto XVI - ha trovato compimento sovrabbondante nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Infatti, non solo la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cioè di Dio stesso. L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio".

  "Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine è dunque essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è il concepito. Come dice il Vangelo: 'Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio' In questo senso, la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente".

  "Dio aspetta il 'sì' di questa fanciulla per realizzare il suo disegno. Rispetta la sua dignità e la sua libertà. (...) La verginità di Maria è unica e irripetibile; ma il suo significato spirituale riguarda ogni cristiano. Esso, in sostanza, è legato alla fede: infatti, chi confida profondamente nell’amore di Dio, accoglie in sé Gesù, la sua vita divina, per l’azione dello Spirito Santo. È questo il mistero del Natale! Auguro a tutti voi di viverlo con intima gioia".

Per le vittime nelle Filippine

  Dopo l'Angelus, Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del sud delle Filippine, colpite da una violenza tempesta tropicale, che ha causato grandi perdite di vite umane e ingenti danni materiali: "Prego per le vittime, in gran parte bambini, per i senzatetto e per i numerosi dispersi".

  Infine il Papa ha salutato nelle diverse lingue i pellegrini presenti ed in particolare i numerosi fedeli spagnoli ricordando loro che sabato, a Madrid, sono stati proclamati Beati ventidue missionari Oblati di Maria Immacolata ed un laico, uccisi in Spagna nel 1936. "Alla gioia per la loro beatificazione - ha detto Benedetto XVI - si unisce la speranza che il loro sacrificio porti ancora tanti frutti di conversione e di riconciliazione".
ANG/                  VIS 20111219 (430)

AI BAMBINI: GESÙ NON VI DELUDERÀ MAI

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione dell'Azione Cattolica Italiana Ragazzi (ACR), per gli auguri natalizi.

  Ringraziandoli della visita, il Papa ha rivolto ai ragazzi un breve discorso dedicato al tema di riflessione scelto quest'anno dall'Associazione: l'invito fatto a Bartimeo: "Alzati, ti chiama".

  Questo invito - ha detto il Papa - "si è già ripetuto molte volte nella vostra vita e si ripete anche oggi. La prima chiamata l'avete avuta con il dono della vita; siate sempre attenti a questo grande dono, apprezzatelo, siatene riconoscenti al Signore, chiedetegli che doni una vita gioiosa ad ogni ragazzo e ragazza del mondo: tutti siano rispettati, sempre, e a nessuno manchi il necessario per vivere".

  "Un’altra chiamata importante l’avete ricevuta col Battesimo, (...); in quel momento siete diventati fratelli di Gesù, che vi vuole bene più di qualunque altro e vuole aiutarvi a crescere. Un’altra chiamata è stata quando avete ricevuto la santa Comunione: in quel giorno l’amicizia con Gesù è diventata stretta intima, e Lui vi accompagna sempre nel cammino della vostra vita. (...) Rispondete con generosità al Signore che vi chiama alla sua amicizia: non vi deluderà mai!".

  "Cari amici - ha detto infine Benedetto XVI -  vorrei chiedervi di fare una cosa: portate anche ai vostri compagni questo bell’invito - alzati, ti chiama - e dite loro: guarda che io ho risposto alla chiamata di Gesù e sono contento perché ho trovato in Lui un grande Amico, che incontro nella preghiera, che vedo tra i miei amici, che ascolto nel Vangelo. Il Natale che vi auguro è questo: quando farete il presepio pensate che state dicendo a Gesù: vieni nella mia vita e io ti ascolterò sempre".
AP/                              VIS 20111219 (300)
DECRETI CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e nel corso dell'udienza ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Giovanni Battista Piamarta, Sacerdote e Fondatore della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth e della Congregazione delle Suore Umili Serve del Signore; nato a Brescia (Italia), (1841-1913).

- Beato Giacomo Berthieu, Martire, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; (Polminhac, Francia, 1838) e ucciso ad Ambiatibe (Madagascar) l'8 giugno 1896.

- Beata Maria del Monte Carmelo (al secolo: Maria Carmela Sallés y Barangueras), Fondatrice delle Suore dell'Immacolata Concezione Missionarie dell’Insegnamento; spagnola (1848-1911).

- Beata Marianna (al secolo: Barbara Cope), Religiosa professa della Congregazione delle Suore del Terz'Ordine di San Francesco di Syracuse, nota come Mother Marianne of Molokai; tedesca (1838- 1918).

- Beata Caterina Tekakwitha, Laica; (nata nel 1656 ad Ossernenon (oggi Auriesville, Stati Uniti d'America) e morta a Sault (Canada)  nel 1680.

-  Beato Pietro Calungsod, Martire, Laico; nato a Ginatilan o Naga di Cebu (Filippine) nel 1654 e ucciso a Guam nell’Arcipelago delle Marianne il 2 aprile 1672;

- Beata Anna Schäffer, Laica; nata a Mindelstetten (Germania) (1882-1925).

- Venerabile Servo di Dio Luigi Brisson, Sacerdote, Fondatore degli Oblati e delle Oblate di San Francesco di Sales; nato a Plancy (Francia), (1817-1908);

- Venerabile Servo di Dio Luigi Novarese, Sacerdote diocesano, Fondatore della Pia Unione dei Silenziosi Operai della Croce; nato a Casale Monferrato (Italia), (1914-1984).

- Venerabile Serva di Dio Maria Luisa (al secolo: Gertrude Prosperi), dell'Ordine di San Benedetto, Abbadessa del Monastero di Trevi in Umbria; nata a Fogliano di Cascia (Italia), (1799-1847).

- Venerabile Serva di Dio Madre di San Luigi (al secolo: Maria Luisa Elisabetta de Lamoignon vedova Molé de Champlâtreux), Fondatrice delle Suore della Carità di San Luigi; nata a Parigi (Francia), (1763-1825).

- Venerabile Serva di Dio Maria Crescenzia (al secolo: Maria Angelica Pérez), Religiosa professa della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell'Orto; nata a San Martín (Argentina), (1897-1932).

MARTIRIO

- Servo di Dio Nicola Rusca, Sacerdote diocesano; nato a Bedano (Canton Ticino) nel mese di aprile 1563 e ucciso in odio alla Fede a Thusis (Svizzera) il 4 settembre 1618.

- Servi di Dio Luigi Orenzio (al secolo: Antonio Solá Garriga) e 18 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, di Antonio Matteo Salamero, Sacerdote Diocesano, nonché Giuseppe Gorostazu Labayen, Laico, padre di famiglia; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna) nel 1936.

- Servi di Dio Alberto Maria Marco y Alemán e 8 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza nonché Agostino Maria García Tribaldos e 15 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna) tra il 1936 e il 1937.

- Servi di Dio Mariano Alcalá Pérez e 18 Compagni, dell'Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede; uccisi in odio alla Fede in diversi luoghi entro i confini della Diocesi di Lleida (Spagna) tra il 1936 e il 1937.

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Donato Giannotti, Sacerdote diocesano, Fondatore della Congregazione delle Suore Ancelle dell'Immacolata; nato a Casapulla (Italia), (1828-1914).

- Servo di Dio Maria Eugenio del Bambino Gesù (al secolo: Enrico Grialou), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, Fondatore dell'Istituto Notre-Dame de Vie; nato a Gua/Aveyron (Francia), (1894-1967).

- Serva di Dio Alfonsa Maria (al secolo: Elisabetta Eppinger), Fondatrice della Congregazione delle Suore del Ss.mo Salvatore; nata a Niederbronn (France), (1814-1867).

- Serva di Dio Margherita Lucia Szewczyk, Fondatrice della Congregazione delle Figlie della Beata Maria Vergine Addolorata, dette Serafiche; nata a Szepetówka (Wołyń, Ucraina), (1828-1905).

- Serva di Dio Assunta Marchetti, Cofondatrice delle Suore Missionarie di San Carlo; nata a Lombrici di Camaiore (Italia), (1871-1948).

- Serva di Dio Maria Julitta (al secolo: Teresa Eleonora Ritz), Suora professa della Congregazione delle Suore del Redentore; nata a Uissigheim (Germania), (1882-1966);

- Serva di Dio Maria Anna Amico Roxas, Laica, Fondatrice della Società di Sant'Orsola; nata a San Cataldo (Italia), (1883-1947).
CSS/                             VIS 20111219 (690)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Signor Esteban Kriskovic, Ambasciatore del Paraguay, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Sabato 17 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Pacifico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
    - Il Padre Olivier P. Aro, M.S.P., Superiore della Missione “sui iuris” di Tokelau (Sud Pacifico).
    - L'Arcivescovo Petero Mataca, Arcivescovo di Suva (Isole Fiji).
    - Il Vescovo Paul Donoghue, di Rarotonga (Isole Cook).
    - Il Vescovo Paul Eusebius Mea Kaiuea, M.S.C., di Tarawa and Nauru (Kiribati).
    - Il Vescovo Soane Patita Paini Mafi, Vescovo di Tonga.
AL:AP/               VIS 20111219 (100)

venerdì 16 dicembre 2011

UNIVERSITARI COLLABORATE CON DIO PROGETTO STORIA CON FEDE E CULTURA

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Vespri in preparazione al Natale, con la partecipazione di migliaia di studenti delle università romane. Erano presenti numerose autorità accademiche, fra le quali il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Professor Francesco Profumo. Segnaliamo inoltre che quest'anno ricorre il ventesimo anniversario dell'Ufficio per la Pastorale Universitaria, istituito dal Beato Giovanni Paolo II a servizio della comunità accademica romana.

  Benedetto XVI si è soffermato nell'omelia sull'invito dell'Apostolo Giacomo "Siate costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore". Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

  "A voi che vivete nel cuore dell’ambiente culturale e sociale del nostro tempo, che sperimentate le nuove e sempre più raffinate tecnologie, che siete protagonisti di un dinamismo storico che talvolta sembra travolgente, l’invito dell’Apostolo può sembrare anacronistico (...). L’esortazione dell’Apostolo alla paziente costanza, che nel nostro tempo potrebbe lasciare un po’ perplessi, è in realtà la via per accogliere in profondità la questione di Dio, il senso che ha nella vita e nella storia, perché proprio nella pazienza, nella fedeltà e nella costanza della ricerca di Dio, dell’apertura a Lui, Egli rivela il suo Volto".

  "San Giacomo (...) ci ricorda che (...) non siamo soli e non siamo noi da soli a costruire la storia. Dio non è lontano dall’uomo, ma si è chinato su di lui e si è fatto carne (...). La pazienza è la virtù di coloro che si affidano a questa presenza nella storia, che non si lasciano vincere dalla tentazione di riporre tutta la speranza nell’immediato (...) in progetti tecnicamente perfetti, ma lontani dalla realtà più profonda, quella che dona la dignità più alta alla persona umana: la dimensione trascendente, l’essere creatura ad immagine e somiglianza di Dio".

  "Dio, (...) nell’incarnazione del suo Figlio, ha sperimentato il tempo dell’uomo, della sua crescita, del suo farsi nella storia. Quel Bambino è il segno della pazienza di Dio, che per primo è paziente, costante, fedele al suo amore verso di noi (...) Quante volte gli uomini hanno tentato di costruire il mondo da soli, senza o contro Dio! Il risultato è segnato dal dramma di ideologie che, alla fine, si sono dimostrate contro l’uomo e la sua dignità profonda". (...)

  "Essere costanti e pazienti significa imparare a costruire la storia insieme con Dio, perché solo edificando su di Lui e con Lui la costruzione è ben fondata (...). Questa sera riaccendiamo, allora, in modo ancora più luminoso la speranza nei nostri cuori, perché la Parola di Dio ci ricorda che (...) il Signore è con noi ed è possibile costruire con Lui. (...) Noi possiamo progettare la nostra storia, la storia dell’umanità non nell’utopia ma nella certezza che il Dio di Gesù Cristo è presente e ci accompagna".

  "A ciascuno di voi il Signore chiede di collaborare alla costruzione della città dell’uomo, coniugando in modo serio e appassionato fede e cultura. Per questo vi invito a cercare sempre, con paziente costanza, il vero Volto di Dio (...). Portate a tutti l’annuncio che il vero volto di Dio è nel Bambino di Betlemme, così vicino a ciascuno di noi che nessuno può sentirsi escluso, nessuno deve dubitare della possibilità dell’incontro, perché Lui è il Dio paziente e fedele, che sa attendere e rispettare la nostra libertà".

  Al termine della Liturgia, l'Icona della "Sedes Sapientiae", dono del Beato Giovanni Paolo II agli universitari del mondo, è stata consegnata dalla delegazione universitaria spagnola alla Delegazione dell'Università di Roma "La Sapienza". Inoltre avrà inizio la "Peregrinatio Mariae" nelle Cappellanie universitarie di Roma, che si concluderà con il Simposio internazionale dei professori universitari in programma nel giugno 2012.
HML/                                         VIS 20111216 (620)

ALBERO DI NATALE RICHIAMA PERDURARE DELLA VITA IN CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione dell'Ucraina, che quest'anno ha fatto dono al Papa dell'albero di Natale che viene collocato accanto al Presepio in Piazza San Pietro. Nel pomeriggio, in presenza dei Vescovi dell'Ucraina, saranno accese le luce dell'abete rosso - proveniente dalla regione di Zakarpattya - alto 30,5 metri e adornato con 2.500 sfere dorate e argentate. Come di consueto insieme all'abete grande sono stati donati anche piccoli alberelli da collocare in diversi siti in Vaticano.

  Il Papa, nel salutare gli Arcivescovi che accompagnavano la Delegazione: Sua Beatitudine Svioatoslav Schevchuck, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc; l'Arcivescovo Mieczysław Mokrzycki, di Leopoli dei Latini e l'Eparca Milan Sasik, di Mukachevo,  ha rivolto anche uno speciale pensiero ai Rappresentanti della Chiesa Ortodossa, guidati dall’Arcivescovo di Poltava e Myrhorod.

  "Significativo simbolo del Natale di Cristo, perché con i suoi rami sempre verdi richiama il perdurare della vita, l’abete è anche segno della religiosità popolare della vostra terra e delle radici cristiane della vostra cultura. Auspico che queste radici possano rinsaldare sempre più la vostra unità nazionale, favorendo la promozione di valori autentici e condivisi. Nel corso dei secoli, il vostro Paese è stato crocevia di culture diverse, punto di incontro tra ricchezze spirituali d’Oriente e d’Occidente. Nella tenace adesione ai valori della fede, possa continuare a rispondere a questa peculiare vocazione".

  "L’albero e il presepio - ha proseguito il Papa -  sono elementi di quel clima tipico del Natale che appartiene al patrimonio spirituale delle nostre comunità; un clima soffuso di religiosità e di intimità familiare, che dobbiamo conservare anche nelle odierne società, dove talora sembrano prevalere il consumismo e la ricerca dei beni materiali. Natale è festa cristiana e i suoi simboli costituiscono importanti riferimenti al grande mistero dell’Incarnazione e della Nascita di Gesù, che la liturgia costantemente rievoca. Il Creatore dell’universo, facendosi bambino, è venuto tra noi per condividere il nostro cammino; si è fatto piccolo per entrare nel cuore dell’uomo e così rinnovarlo con il suo amore. Predisponiamoci ad accoglierlo con fede".
AC/                  VIS 20111216 (360)
EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLV Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2012), sul tema: "Educare i giovani alla giustizia e alla pace". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero. Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio di Benedetto XVI:

  "Inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace".

  "È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. (...) Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: 'Educare i giovani alla giustizia e alla pace', nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo".

  "Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione". (...)

  "Educare (...) richiede la responsabilità del discepolo, che deve essere aperto a lasciarsi guidare alla conoscenza della realtà, e quella dell’educatore, che deve essere disposto a donare se stesso. Per questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni; (...) Il testimone è colui che vive per primo il cammino che propone".

  "Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poiché i genitori sono i primi educatori. (...) 'È nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. È nella famiglia che essi imparano la solidarietà fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l’accoglienza dell’altro'. Essa è la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace".

  "Viviamo in un mondo in cui la famiglia, e anche la vita stessa, sono costantemente minacciate e, non di rado, frammentate. Condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilità familiari, preoccupazioni per il futuro, ritmi di vita frenetici, migrazioni in cerca di un adeguato sostentamento, se non della semplice sopravvivenza, finiscono per rendere difficile la possibilità di assicurare ai figli uno dei beni più preziosi: la presenza dei genitori (...). Ai genitori desidero dire di non perdersi d’animo! Con l’esempio della loro vita esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui solo sorgono giustizia e pace autentiche".

  "Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con
grande senso di responsabilità affinché la dignità di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. (...) Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli". (...)

  "Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. (...) Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti". (...)

  "Nell’odierna società, i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all’educazione dei giovani". (...)

  "L’educazione (...) riguarda la formazione integrale della persona, inclusa la dimensione morale e spirituale dell’essere, in vista del suo fine ultimo e del bene della società di cui è membro. Perciò, per educare alla verità occorre innanzitutto sapere chi è la persona umana, conoscerne la natura. (...) L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità – non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. (...) Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano". (...)

 "Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà. Ed è compito dell’educazione quello di formare all’autentica libertà. (...) La libertà è un valore prezioso, ma delicato; può essere fraintesa e usata male. (...)  Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso. Per questo, l’esercizio della libertà è intimamente connesso alla legge morale naturale, che ha carattere universale, esprime la dignità di ogni persona, pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, e dunque, in ultima analisi, della convivenza giusta e pacifica fra le persone".

  "Il retto uso della libertà è dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace, che richiedono il rispetto per se stessi e per l’altro". (...)  

  "È importante non separare il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti. La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione umana, poiché ciò che è giusto non è originariamente determinato dalla legge positiva, ma dall’identità profonda dell’essere umano. È la visione integrale dell’uomo che permette di non cadere in una concezione contrattualistica della giustizia e di aprire anche per essa l’orizzonte della solidarietà e dell’amore". (...)

  "'La 'città dell’uomo' non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione". (...)

  "'La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza'. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità. La pace è anzitutto dono di Dio". (...)

  "Ma la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità". (...) 

  "La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno e nessuno può eludere questo impegno essenziale di promuovere la giustizia, secondo le proprie competenze e responsabilità. Invito in particolare i giovani, che hanno sempre viva la tensione verso gli ideali, ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente". (...)

  "Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione". (...)

  "Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace". (...)

  "Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace".
MESS/GIORNATA PACE 2012                       VIS 20111216 (1400)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza nove Presuli della Conferenza Episcopale del Pacifico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Anthony Sablam Apuron, O.F.M.Cap., di Agaña (Guam, Isole Marianne, U.S.A.).

    - Il Vescovo Amando Samo, di Caroline Islands (Stati Federali di Micronesia e Palau).

    - Il Padre Ryan Jimenez, Amministratore Apostolico di Chalan Kanoa (Isole Marianne Settentrionali, U.S.A.).

    - Il Padre Raymundo Sabio, M.S.C., Prefetto Apostolico di Marshall Islands.

    - L'Arcivescovo Michel-Marie-Bernard Calvet, di Noumea (Nuova Caledonia, Francia).

    - Il Vescovo Jean Bosco Baremes, S.M., Vescovo di Port Vila (Vanuatu).

    - Il Vescovo Ghislain de Rasilly, S.M., Vescovo di Wallis et Futuna (Territoire des îles Wallis-et-Futuna, Francia).

    - Il Padre Bruno Mai, Amministratore Apostolico di Papeete (Tahiti, Isole del Vento, Polinesia Francese).

    - Il Vescovo Pascal Chang-Soi, Vescovo Coadiutore di Taiohae o Tefenuaenata (Isole Marchesi, Polinesia Francese).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/                             VIS 20111216 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor José Leonardo Lemos Montanet, Vescovo della Diocesi di Orense (superficie: 5.281; popolazione: 299.489; cattolici: 290.275; sacerdoti: 357; religiosi: 408), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Barallobre (Spagna), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1978 al 1979 è stato formatore nel Seminario Minore a Belvís e dal 1988 al 2003 nel Seminario Maggiore a Santiago de Compostela; dal 1985 è stato Professore dell’"Instituto Teologico Compostelano"; dal 1992 è stato  Direttore della Biblioteca di Studi Teologici dell’Instituto Teologico Compostelano; dal 2003 è stato  Canonico e dal 2005 Segretario capitolare; Direttore dell’"Instituto Compostelano Superior de Ciencias Religiosas"; collaboratore pastorale nella Parrocchia di San Fernando a Santiago de Compostela.
NER/                  VIS 20111216 (140)

giovedì 15 dicembre 2011

SOLIDARIETÀ, FULCRO DELLO SVILUPPO INTEGRALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto le Lettere Credenziali di undici nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, non residenti a Roma: Signora Margaret A. King-Rousseau (Trinidad e Tobago); Signor Hília Garez Gomes Lima Barber (Guinea Bissau); Signor Paul Widmer (Svizzera); Signor Anatole Bacanamwo (Burundi); Signor Arbhorn Manasvanich (Thailandia); Signor Muhammad Saleem (Pakistan); Signor Amadeu P.S. da Conceição (Mozambico); Signor Tolendy Makeyev (Kirgyzstan); Signor Jaume Serra Serra (Andorra); Signora Tamara Kunanayakam (Sri Landa) e Signor Joseph Paré (Burkina Faso).

  Il discorso del Santo Padre ai nuovi ambasciatori è stato dedicato al tema della solidarietà quale fulcro dello sviluppo integrale dei popoli.

  "Nella nostra epoca - ha detto il Papa - l'unità della famiglia umana è un fatto innegabile. Grazie ai mezzi di comunicazione che collegano tutte le regioni del pianeta, ai trasporti che facilitano gli scambi umani, ai rapporti commerciali che rendono interdipendenti le economie, alle sfide di portata mondiale quali la salvaguardia dell'ambiente e l'importanza dei flussi migratori, gli uomini hanno compreso di avere un destino comune. (...) L'umanità deve considerare tale interdipendenza un vantaggio e non una minaccia. (...) Tutti siamo responsabili di tutti, ed è importante avere un concetto positivo della solidarietà, che è il fulcro dello sviluppo umano integrale".

  Nel considerare gli ambiti in cui la solidarietà viene esercitata, Benedetto XVI ha sottolineato "la solidarietà intergenerazionale" che ha le sue radici nella famiglia, ed ha affermato che la preoccupazione per l'educazione e la vita delle generazioni future "conduce ad un avanzamento significativo nella percezione dell'unità del genere umano".

  Successivamente il Papa ha ribadito che la "responsabilità comune" per il bene dell'umanità non si contrappone alla diversità culturale e religiosa e che "il pluralismo delle culture e delle religioni non si oppone alla ricerca comune del vero, del bene e del bello. Illuminata e sostenuta dalla luce della Rivelazione, la Chiesa incoraggia gli uomini a confidare nella ragione, che, se purificata dalla fede, (...) può superare i condizionamenti di parte o interessati, e riconoscere i beni universali di cui tutti gli uomini hanno bisogno. Tali beni sono la pace e l'armonia sociale e religiosa, tanto desiderate, legate non soltanto ad un quadro legislativo giusto e adeguato, ma anche alla qualità morale di ogni cittadino poiché 'la solidarietà si presenta sotto due aspetti complementari: il principio sociale e la virtù morale'".

  La solidarietà ricopre pienamente il suo ruolo di "virtù sociale" quando può contare "su strutture di sussidiarietà e sulla determinazione ferma e perseverante di ogni persona nell'operare per il bene comune. (...) Le nuove sfide che i vostri paesi devono attualmente affrontare richiedono certamente una mobilitazione delle intelligenze e della creatività dell'uomo per lottare contro la povertà e per una più efficace e sana utilizzazione delle energie e delle risorse disponibili. (...) Far accrescere la responsabilità di tutti comporta anche vigilare attentamente ed efficacemente sul rispetto e la promozione della dignità umana davanti ai tentativi di sminuirla".

  "Solo fondandosi sulla nozione di sviluppo integrale della persona umana la solidarietà potrà realizzarsi e realizzare prima di tutto la giustizia. Non soltanto le religioni, ma anche gli Stati, devono far risaltare il primato dello spirito, con una politica culturale che favorisca l'accesso di ogni individuo ai beni dello spirito, che valorizzi la ricchezza del rapporto sociale e non scoraggi mai l'essere umano nella sua libera ricerca di spiritualità".
CD/                  VIS 20111215 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS).

- L'Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Perù.

- Il Cardinale André Vingt-Trois, di Paris (Francia), Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia; con i Vice-Presidenti:

    - Arcivescovo Laurent Ulrich, di Lille;
    - Arcivescovo Hippolyte Simon, di Clermont
    - e con il Segretario Generale Monsignor Antoine Hérouard.

- Il Signor Yves Gazzo, Capo Delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, in visita di congedo.
AP/                                VIS 20111215 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi,  finora Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea e nel Principato di Monaco.

- L'Arcivescovo Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Armenia, attualmente Nunzio Apostolico in Georgia.
NN/                                VIS 20111215 (50)

mercoledì 14 dicembre 2011

GESÙ CI INSEGNA A PREGARE IL PADRE PER AIUTARE CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla preghiera di Gesù legata alla sua azione guaritrice, soffermandosi su due significativi episodi: la guarigione del sordomuto, narrata dall'evangelista Marco, e la risurrezione di Lazzaro.

  La guarigione del sordomuto "mostra che l’azione sanante di Gesù è connessa con un suo intenso rapporto sia con il prossimo, sia con il Padre. (...) Con un gesto, il Signore tocca le orecchie e la lingua del malato, ossia le sedi specifiche della sua infermità. (...) Ma il punto centrale di questo episodio è il fatto che Gesù, al momento di operare la guarigione, cerca direttamente il suo rapporto con il Padre. (...) L’insieme del racconto, allora, mostra che il coinvolgimento umano con il malato porta Gesù alla preghiera. Ancora una volta riemerge il suo rapporto unico con il Padre, la sua identità di Figlio Unigenito. In Lui, attraverso la sua persona, si rende presente l’agire sanante e benefico di Dio".

  Nel racconto della risurrezione di Lazzaro "s’intrecciano, da una parte, il legame di Gesù con un amico e con la sua sofferenza e, dall’altra, la relazione filiale che Egli ha con il Padre". Il Papa ha spiegato che: "L’affetto sincero per l’amico (...) si manifesta nella commozione profonda di Gesù alla vista del dolore di Marta e Maria e di tutti gli amici di Lazzaro, e sfocia nello scoppio di pianto – così profondamente umano - nell’avvicinarsi alla tomba. (...) Fin dall’inizio, l’avvenimento è letto da Gesù in relazione con la propria identità e missione e con la glorificazione che Lo attende. Alla notizia della malattia di Lazzaro, infatti, Egli commenta: 'Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato'".

  "Il momento della preghiera esplicita di Gesù al Padre davanti alla tomba, è lo sbocco naturale di tutta la vicenda". Narra l'evangelista Giovanni "'Gesù allora alzò gli occhi e disse: 'Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato'". Questa frase, ha affermato Benedetto XVI, "rivela che Gesù non ha lasciato neanche per un istante la preghiera di domanda per la vita di Lazzaro. Questa preghiera continua, anzi, ha rafforzato il legame con l’amico e, contemporaneamente, ha confermato la decisione di Gesù di rimanere in comunione con la volontà del Padre, con il suo piano di amore, nel quale la malattia e la morte di Lazzaro vanno considerate come luogo in cui si manifesta la gloria di Dio".

Fiducia nella volontà di Dio

  "Leggendo questa narrazione - ha proseguito il Papa - ciascuno di noi è chiamato a comprendere che nella preghiera di domanda al Signore non dobbiamo attenderci un compimento immediato di ciò che chiediamo, della nostra volontà, ma affidarci piuttosto alla volontà del Padre, leggendo ogni evento nella prospettiva della sua gloria, del suo disegno di amore, spesso misterioso ai nostri occhi. Per questo, nella nostra preghiera, domanda, lode e ringraziamento dovrebbero fondersi assieme, anche quando ci sembra che Dio non risponda alle nostre concrete attese. L’abbandonarsi all’amore di Dio, che ci precede e ci accompagna sempre, è uno degli atteggiamenti di fondo del nostro dialogo con Lui. (...) Anche per noi, al di là di ciò che Dio ci dona quando lo invochiamo, il dono più grande che può darci è la sua amicizia, la sua presenza, il suo amore". Il Donante è più prezioso del dono.

  "Con la sua preghiera, Gesù vuole condurre alla fede, alla fiducia totale in Dio e nella sua volontà, e vuole mostrare che questo Dio che ha tanto amato l’uomo e il mondo da mandare il suo Figlio Unigenito, è il Dio della Vita, il Dio che porta speranza ed è capace di rovesciare le situazioni umanamente impossibili. La preghiera fiduciosa di un credente, allora, è una testimonianza viva di questa presenza di Dio nel mondo".

  "In Gesù, vero Dio e vero uomo, l’attenzione verso l’altro, specialmente se bisognoso e sofferente, (...), Lo portano a rivolgersi al Padre (...). Ma anche viceversa: la comunione con il Padre, il dialogo costante con Lui, spinge Gesù ad essere attento in modo unico alle situazioni concrete dell’uomo per portarvi la consolazione e l’amore di Dio".

   Nello stesso modo, la relazione profonda fra l'amore a Dio e al prossimo deve essere presente nella nostra preghiera che "apre la porta a Dio, che ci insegna ad uscire costantemente da noi stessi per essere capaci di farci vicini agli altri, specialmente nei momenti di prova, per portare loro consolazione, speranza e luce".

  Al termine della catechesi, il Santo Padre ha salutato nelle diverse lingue gli oltre 7.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI ed ha ringraziato in particolare quanti hanno promosso il restauro della scultura "La Risurrezione", del Maestro Pericle Fazzini. "Dopo un periodo di accurati lavori - ha detto Benedetto XVI - oggi abbiamo la gioia di ammirare in tutto il suo originario splendore quest'opera d'arte e di fede".

  Esprimendosi in lingua spagnola, il Papa si è rivolto alla Delegazione dello Stato di Puebla, Messico, ed ha espresso l'auspicio che "con l'aiuto di Dio, possa essere io prossimamente a visitare il vostro Paese".
AG/                  VIS 20111214 (870)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote João Santos Cardoso, Vescovo della Diocesi di São Raimundo Nonato (superficie: 39.316; popolazione: 193.000; cattolici: 174.000; sacerdoti: 23; religiosi: 42), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Dário Meira (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986. Dal 1987 al 1991 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia "São Miguel Arcanjo"; dal 1992 al 1994 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Filosofia dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista; dal 1992 al 1995 e dal 2003 in poi, Professore Universitario a Vitὁria da Conquista; dal 2007 al 2009 Assessore Arcidiocesano della Pastorale Giovanile; dal 2009 è stato Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale; dal 2010 è stato Rappresentante del Presbitero dell'Arcidiocesi nel Consiglio Regionale dei Presbiteri. È stato finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora das Graças", a Vitὁria da Conquista, Professore di Filosofia in diverse Università e Coordinatore di Pastorale dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana), presentata dal Vescovo John Martin Darko, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mathias Nketsiah, di Cape Coast (Ghana), Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana).
NER:RE/                             VIS 20111214 (230)

martedì 13 dicembre 2011

AMERICA LATINA: SALVAGUARDARE FEDE E DINAMISMO STORICO-CULTURALE

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). In occasione del Bicentenario dell'indipendenza dei Paesi dell'America Latina e del Caribe, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto ieri, Solennità della Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona dell'America Latina, la Santa Messa nella Basilica Vaticana. Hanno concelebrato con il Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina; il Cardinale Norberto Rivera Carrasco, Arcivescovo di México (Messico) e il Cardinale Raymundo Damsceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile).

  Prima della Celebrazione Eucaristica, il Segretario della Pontificia Commissione per l'America Latina, Professor Guzmán Carriquiry, ha dato lettura di alcuni testi sul bicentenario e sulla Vergine di Guadalupe ed il Cardinale Nicolás de Jesús Lὁpez Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo (Repubblica Dominicana) ha recitato una preghiera alla Beata Maria Vergine di Guadalupe.

  Nell'omelia il Papa ha ricordato a quanti festeggiano il Bicentenario dell'indipendenza che "oltre gli aspetti storici, sociali e politici degli avvenimenti, rinnoviamo all'Altissimo la gratitudine per il grande dono della fede ricevuta, una fede che annuncia il Mistero redentore della morte e della risurrezione di Gesù Cristo, affinché tutti i popoli della terra in Lui abbiano la vita. Il Successore di Pietro non poteva far passare questa commemorazione senza far presente la gioia della Chiesa per i copiosi doni che Dio nella sua infinita bontà ha effuso in questi anni alle amatissime nazioni che instancabilmente invocano Maria Santissima".

  "La venerata immagine della Morenita del Tepeyac (...) con semplicità e cuore di madre - ha detto il Santo Padre - continua a indicare l'unica Luce e l'unica Verità: suo Figlio Gesù Cristo, che è la risposta definitiva alla domanda sul senso della vita e agli interrogativi fondamentali che anche oggi interpellano tanti uomini e donne del continente americano".

  "Attualmente (...) avanza il processo di integrazione di questo diletto continente, e contemporaneamente si avverte un nuovo protagonismo emergente nel concerto mondiale (....). È importante che i diversi popoli salvaguardino il ricco tesoro della fede ed il proprio dinamismo storico-culturale, essendo sempre difensori della vita umana dal concepimento fino al termine naturale. Promotori di pace, essi devono parimenti tutelare la famiglia nella sua autentica natura e missione, intensificando al tempo stesso una vasta e capillare missione educativa (....). Sono chiamati inoltre a promuovere sempre più iniziative pertinenti (...) che favoriscano la riconciliazione e la fratellanza, incrementino la solidarietà e l'attenzione all'ambiente, dando impulso agli sforzi per sconfiggere la miseria, l'analfabetismo e la corruzione e sradicare ogni ingiustizia, violenza, criminalità, l'insicurezza nelle città, il narcotraffico e l'estorsione".

  "Quando la Chiesa si preparava a ricordare il quinto centenario della 'plantatio' della Croce di Cristo nella buona terra del continente americano, il Beato Giovanni Paolo II formulò sul suo suolo, per la prima volta, il programma di una evangelizzazione nuova 'nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione'", ha rievocato il Pontefice. "È mia responsabilità confermare nella fede ed incoraggiare lo slancio apostolico che attualmente dà impulso (...) alla 'missione continentale' promossa ad Aparecida, perché 'la fede cristiana si radichi più profondamente nel cuore delle persone e dei popoli latinoamericani come manifestazione fondante e incontro vivificante con Cristo'".

  "Che la luce di Dio brilli, poi, ogni volta di più sul volto di ciascun figlio di questa amata terra e che la sua grazia redentrice orienti le sue decisioni, affinché si continui ad avanzare senza tralasciare l'edificazione di una società cementata nello sviluppo del bene, nel trionfo dell'amore e nella diffusione della giustizia. Con tali vivi auspici e sostenuto dall'ausilio della provvidenza divina, intendo intraprendere un Viaggio Apostolico, prima della Santa Pasqua, in Messico e Cuba, per proclamare la Parola di Cristo e riaffermare la convinzione che questo è un tempo prezioso per evangelizzare con una fede solida, una speranza viva e una carità ardente".

  "Raccomando tutti questi propositi - ha concluso Benedetto XVI - all'amorosa mediazione di Santa Maria di Guadalupe (...) come pure gli attuali destini delle nazioni latinoamericane e caraibiche e la via che percorrono verso un domani migliore. Invoco ugualmente su di esse l'intercessione di tanti santi e beati che lo Spirito ha suscitato nel corso della storia di questo continente, offrendo modelli eroici di virtù cristiane nella diversità di stati di vita e di ambienti sociali, affinché il loro esempio promuova una nuova evangelizzazione sotto lo guardo di Cristo, Salvatore dell'uomo e forza della sua vita".
HML/                                         VIS 20111213 (750)

CILE-SANTA SEDE: "ECCELLENZA" RELAZIONI BILATERALI

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). Accogliendo un invito ufficiale del Governo del Cile, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ha avuto in incontro con il Ministro degli Affari Esteri del Cile, Signor Alfredo Moreno Charme, e con Autorità del Ministero. Successivamente, l'Arcivescovo Mamberti è stato ricevuto dal Signor Sebastián Piñera, Presidente della Repubblica del Cile, nel Palazzo della Moneda.

  In un Comunicato reso pubblico questa mattina si legge che nel corso degli incontri "è stata espressa soddisfazione per l'eccellenza dei rapporti bilaterali fra il Cile e la Santa Sede e per il positivo contributo che le istituzioni cattoliche apportano alla società cilena, soprattutto in ambito educativo, nella promozione sociale e nell'integrazione dei popoli originari".

  "Sono stati quindi esaminati i temi trattati in occasione della Visita Ufficiale in Vaticano, nel marzo scorso, di Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Piñera che in quell'occasione ha potuto incontrare Sua Santità Benedetto XVI. Fra i temi di interesse comune erano la difesa della vita in tutte le sue fasi e la difesa della famiglia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, comprese la libertà religiosa e di educazione; l'adesione ai principi del Diritto Internazionale, la protezione dell'ambiente, il contributo allo sviluppo integrale e alla pace sociale; su questi temi e sui valori fondamentali della convivenza umana si è constatata la convergenza fra la Santa Sede e il Governo del Cile. Vi è stato inoltre uno scambio di opinioni su diversi affari internazionali, fra i quali la situazione dell'Ameca Latina.

   L'Arcivescovo Mamberti si recherà oggi a Valparaíso, presso la sede del Congresso Nazionale dove è in programma un incontro con il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei Deputati. Il Segretario per i Rapporti con gli Stati renderà anche omaggio alla memoria di Sant'Alberto Hurtado e Santa Teresita de los Andes, recandosi in visita ai rispettivi Santuari.
OP/                              VIS 20111213 (330)
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