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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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sabato 13 marzo 2010

NOTA DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2010 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso pubblica oggi una Nota intitolata: "Una rotta chiara anche in acque agitate".

"Al termine di questa settimana in cui l'attenzione di gran parte della stampa europea si è concentrata sulla questione degli abusi sessuali compiuti da persone e in istituzioni della Chiesa cattolica, ci siano permesse tre osservazioni. Anzitutto, la linea presa dalla Conferenza episcopale tedesca si è confermata la strada giusta per far fronte al problema nei suoi diversi aspetti. Le dichiarazioni del presidente della Conferenza, arcivescovo Zollitsch, dopo l'incontro con il Santo Padre, riprendono le linee stabilite nella recente assemblea della Conferenza e ne ribadiscono i punti operativi essenziali: riconoscere la verità e aiutare le vittime, rafforzare la prevenzione e collaborare costruttivamente con le autorità - comprese quelle giudiziarie statali - per il bene comune della società. Mons. Zollitsch ha anche ribadito senza incertezze l'opinione degli esperti secondo cui la questione del celibato non va in alcun modo confusa con quella della pedofilia. Il Santo Padre ha incoraggiato la linea dei vescovi tedeschi, che - pur con le specificità del contesto del loro Paese - può ben essere considerata un modello molto utile e ispiratore per altre Conferenze episcopali che si trovino a fronteggiare analoghi problemi".

"Inoltre, l'importante e ampia intervista concessa dal promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna, spiega dettagliatamente il significato delle norme canoniche specifiche stabilite dalla Chiesa negli anni scorsi per giudicare i gravissimi delitti di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di ecclesiastici. Diventa assolutamente chiaro che tali norme non hanno inteso e non hanno favorito alcuna copertura di tali delitti, ma anzi hanno messo in atto un'intensa attività per affrontare, giudicare e punire adeguatamente questi delitti nel quadro dell'ordinamento ecclesiastico. E' giusto ricordare che tutto ciò è stato impostato e avviato quando il cardinale Ratzinger era prefetto della Congregazione. La sua linea è stata sempre quella del rigore e della coerenza nell'affrontare le situazioni anche più difficili".

"Infine, l'arcidiocesi di Monaco ha risposto, con un comunicato ampio e dettagliato, agli interrogativi circa la vicenda di un sacerdote che si era trasferito da Essen a Monaco di Baviera nel tempo in cui il cardinale Ratzinger era arcivescovo della città, sacerdote che si era poi reso colpevole di abusi. Il comunicato mette in luce come l'arcivescovo era rimasto del tutto estraneo alle decisioni in seguito alle quali si erano potuti verificare gli abusi. E' piuttosto evidente che negli ultimi giorni vi è chi ha cercato - con un certo accanimento, a Regensburg e a Monaco - elementi per coinvolgere personalmente il Santo Padre nelle questioni degli abusi. Per ogni osservatore obiettivo, è chiaro che questi sforzi sono falliti".

"Nonostante la tempesta, la Chiesa vede bene il cammino da seguire, sotto la guida sicura e rigorosa del Santo Padre. Come abbiamo già avuto modo di osservare, speriamo che questo travaglio possa essere alla fine di aiuto alla società nel suo insieme per farsi carico sempre meglio della protezione e della formazione dell'infanzia e della gioventù".
OP/ABUSI SESSUALI/LOMBARDI VIS 20100313 (2460)

PROMOTORE DI GIUSTIZIA DOTTRINA FEDE SU REATI PEDOFILIA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2010 (VIS). Riportiamo un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Avvenire" al "Promotore di Giustizia" della Congregazione per la Dottrina della Fede, Monsignor Charles J. Scicluna, sull'attività investigativa e giudiziaria della Congregazione sui "Delicta graviora" che includono i reati di pedofilia compiuti da membri del clero.

Monsignor Charles J. Scicluna è il "promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della Fede. In pratica si tratta del pubblico ministero del tribunale dell'ex Sant'Uffizio, che ha il compito di indagare sui cosiddetti "delicta graviora", i delitti che la Chiesa cattolica considera i più gravi in assoluto: e cioè quelli contro l'Eucaristia, quelli contro la santità del sacramento della penitenza e il delitto contro il sesto comandamento ("non commettere atti impuri") di un chierico con un minore
di diciotto anni. Delitti che un "motu proprio" del 2001, "Sacramentorum sanctitatis tutela" ha riservato, come competenza, alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Di fatto è il "promotore di giustizia" ad avere a che fare, tra l'altro, con la terribile questione dei sacerdoti accusati di pedofilia periodicamente alla ribalta sui mass media. E Monsignor Scicluna, un maltese affabile e gentile nei modi, ha la fama di adempiere il compito affidatogli con il massimo scrupolo, senza guardare in faccia a nessuno.

D. Monsignore, lei ha la fama di essere un "duro", eppure la Chiesa cattolica viene sistematicamente accusata di essere accomodante nei confronti dei cosiddetti "preti pedofili".

R. Può essere che in passato, forse anche per un malinteso senso di difesa del buon nome dell'istituzione, alcuni Vescovi, nella prassi, siano stati troppo indulgenti verso questi tristissimi fenomeni. Nella prassi dico, perché sul piano dei principi la condanna per questa tipologia di delitti è stata sempre ferma e inequivocabile. Per rimanere al secolo scorso basta ricordare l'ormai celebre istruzione "Crimen Sollicitationis" del 1922...

D. Ma non era del 1962?

R. No, la prima edizione risale al pontificato di Pio XI. Poi con il Beato Giovanni XXIII il Sant'Uffizio ne curò una nuova edizione per i padri Conciliari, ma ne vennero fatte solo duemila copie e non bastarono per la distribuzione che fu rinviata "sine die". Si trattava comunque di norme procedurali da seguire nei casi di sollecitazione in confessione e di altri delitti più gravi a sfondo sessuale come l'abuso sessuale di minori ...

D. Norme che raccomandavano però il segreto...

R. una cattiva traduzione in inglese di questo testo ha fatto pensare che la Santa Sede imponesse il segreto per occultare i fatti. Ma non era così. Il segreto istruttorio serviva per proteggere la buona fama di tutte le persone coinvolte, prima di tutto le stesse vittime, e poi i chierici accusati, che hanno diritto - come chiunque - alla presunzione di innocenza fino a prova contraria. Alla Chiesa non piace la giustizia spettacolo. La normativa sugli abusi sessuali non è stata mai intesa come divieto di denuncia alle autorità civili.

D. Quel documento però viene periodicamente rievocato per accusare l'attuale pontefice di essere stato - in qualità di prefetto dell'ex Sant'Uffizio - il responsabile oggettivo di una politica di occultamento dei fatti da parte della Santa Sede...

R. Si tratta di un'accusa falsa e calunniosa. A questo proposito mi permetto di segnalare alcuni fatti. Tra il 1975 e il 1985 mi risulta che nessuna segnalazione di casi di pedofilia da parte di chierici sia arrivata all'attenzione della nostra Congregazione. Comunque dopo la promulgazione del Codice di Diritto Canonico del 1983 c'è stato un periodo di incertezza sull'elenco dei "delicata graviora" riservati alla competenza di questo dicastero. Solo col "motu proprio" del 2001 il delitto di pedofilia è ritornato alla nostra competenza esclusiva. E da quel momento il Cardinale Ratzinger ha mostrato saggezza e fermezza nel gestire questi casi. Di più. Ha mostrato anche grande coraggio nell'affrontare alcuni casi molto difficili e spinosi, "sine acceptione personarum". Quindi accusare l'attuale pontefice di occultamento è, ripeto, falso e calunnioso.

D. Nel caso che un sacerdote sia accusato di un "delictum gravius", cosa succede?

R. Se l'accusa è verosimile il vescovo ha l'obbligo di investigare sia l'attendibilità della denuncia che l'oggetto stesso della medesima. E se l'esito di questa indagine previa è attendibile non ha più potere di disporre della materia e deve riferire il caso alla nostra Congregazione, dove viene trattato dall'ufficio disciplinare.

D. Da chi è composto questo ufficio?

R. Oltre al sottoscritto, che essendo uno dei superiori del dicastero, si occupa anche di altre questioni, c'è un capo ufficio, padre Pedro Miguel Funes Diaz, sette ecclesiastici ed un penalista laico che seguono queste pratiche. Altri officiali della Congregazione prestano il loro prezioso contributo secondo le esigenze di lingua e di competenza.

D. Questo ufficio è stato accusato di lavorare poco e con lentezza...

R. Si tratta di rilievi ingiusti. Nel 2003 e 2004 c'è stata una valanga di casi che ha investito le nostre scrivanie. Molti dei quali venivano dagli Stati Uniti e riguardavano il passato. Negli ultimi anni, grazie a Dio, il fenomeno si è di gran lunga ridotto. E quindi adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale.

D. Quanti ne avete trattati finora?

R. Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa 3000 casi di sacerdoti diocesani e religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta anni.

D. Quindi di tremila casi di preti pedofili?

R. Non è corretto dire così. Possiamo dire che grosso modo nel 60% di questi casi si tratta più che altro di atti di efebofilia, cioè dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro 30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi - per carità! - ma bisogna
riconoscere che il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere.

D. Tremila quindi gli accusati. Quanti i processati e condannati?

R. Intanto si può dire che un processo vero e proprio, penale o amministrativo, si è svolto nel 20% dei casi e normalmente è stato celebrato nelle diocesi di provenienza - sempre sotto la nostra supervisione - e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo così anche per una maggiore speditezza dell'iter. Nel 60% dei casi poi, soprattutto a motivo dell'età avanzata degli accusati, non c'è stato processo, ma, nei loro confronti, sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l'obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiere. È bene ribadire che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media, non si tratta di assoluzioni. Certo non c'è stata una condanna formale, ma se si è obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sarà...

D. All'appello manca ancora il 20% dei casi...

R. Diciamo che in un 10% di casi, quelli particolarmente gravi e con prove schiaccianti, il Santo Padre si è assunto la dolorosa responsabilità di autorizzare un decreto di dimissione dallo stato clericale. Un provvedimento gravissimo, preso per via amministrativa, ma inevitabile. Nell'altro 10% dei casi poi, sono stati gli stessi chierici accusati a chiedere la dispensa dagli obblighi derivati dal sacerdozio. Che è stata prontamente accettata. Coinvolti in questi ultimi casi ci sono stati sacerdoti trovati in possesso di materiale pedopornografico e che per questo sono stati condannati dall'autorità civile.

D. Da dove vengono questi tremila casi?

R. Soprattutto dagli Stati Uniti che per gli anni 2003-2004 rappresentavano circa l'80% del totale di casi. Per il 2009 lo "share" statunitense è sceso a circa il 25% dei 223 nuovi casi segnalati da tutto il mondo. Negli ultimi anni (2007-2009), infatti, la media annuale dei casi segnalati alla Congregazione dal mondo è stata proprio di 250 casi. Molti paesi segnalano solo uno o due casi. Cresce quindi la diversità ed il numero dei paesi di provenienza dei casi ma il fenomeno è assai ridotto. Bisogna ricordare infatti che il numero complessivo dei sacerdoti diocesani e religiosi nel mondo è di 400mila. Questo dato statistico non corrisponde alle percezione che si crea quando questi casi così tristi occupano le prime pagine dei giornali.

D. E dall'Italia?

R. Finora il fenomeno non sembra abbia dimensioni drammatiche, anche se ciò che mi preoccupa è una certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola. La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) offre un ottimo servizio di consulenza tecnico-giuridica per i vescovi che devono trattare questi casi. Noto con grande soddisfazione un impegno sempre maggiore da parte dei vescovi italiani di fare chiarezza sui casi segnalati loro.

D. Lei diceva che i processi veri e propri riguardano circa il 20% dei circa tremila casi che avete esaminato negli ultimi nove anni. Sono finiti tutti con la condanna degli accusati?

R. Molti dei processi ormai celebrati sono finiti con una condanna dell'accusato. Ma non sono mancati quelli dove il sacerdote è stato dichiarato innocente o dove le accuse non sono state ritenute sufficientemente provate. In tutti i casi comunque si fa non solo lo studio sulla colpevolezza o meno del chierico accusato, ma anche il discernimento sull'idoneità dello stesso al ministero pubblico.

D. Un'accusa ricorrente fatta alle gerarchie ecclesiastiche è quella di non denunciare anche alle autorità civili i reati di pedofilia di cui vengono a conoscenza.

R. In alcuni paesi di cultura giuridica anglosassone, ma anche in Francia, i vescovi, se vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione, sono obbligati a denunciarli all'autorità giudiziaria. Si tratta di un dovere gravoso perché questi vescovi sono costretti a compiere un gesto paragonabile a quello compiuto da un genitore che denuncia un proprio figlio. Ciononostante, la nostra indicazione in questi casi è di rispettare la legge.

D. E nei casi in cui i vescovi non hanno questo obbligo per legge?

R. In questo caso noi non imponiamo ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti, ma li incoraggiamo a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime. Inoltre li invitiamo a dare tutta l'assistenza spirituale, ma non solo spirituale, a queste vittime. In un recente caso riguardante un sacerdote condannato da un tribunale civile italiano, è stata proprio questa Congregazione a suggerire ai denunciatori, che si erano rivolti a noi per un processo canonico, di adire anche alle autorità civili nell'interesse delle vittime e per evitare altri reati.

D. Un'ultima domanda: è prevista la prescrizione per i "delicta graviora"?

R. Lei tocca un punto - a mio avviso - dolente. In passato, cioè prima del 1889, quello della prescrizione dell'azione penale era un istituto estraneo al diritto canonico. E per i delitti più gravi solo con il "motu proprio" del 2001 è stata introdotta una prescrizione di dieci anni. In base a queste norme nei casi di abuso sessuale il decennio incomincia a decorrere dal giorno in cui il minore compie i diciotto anni.

D. È sufficiente?

R. La prassi indica che il termine di dieci anni non è adeguato a questo tipo di casi e sarebbe auspicabile un ritorno al sistema precedente dell'imprescrittibilità dei "delicta graviora". Il 7 novembre 2002, comunque, il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II ha concesso a questo dicastero la facoltà di derogare dalla prescrizione caso per caso su motivata domanda dei singoli vescovi. E la deroga viene normalmente concessa.
CDF/DELICTA GRAVIORA/SCICLUNA VIS 20100313 (1.910)

venerdì 12 marzo 2010

SACERDOTI: TOTALE ADESIONE A CRISTO E ALLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Congresso Teologico, organizzato dalla Congregazione per il Clero, che si tiene nei giorni 11 e 12 marzo presso la Pontificia Università Lateranense, sul tema: "Fedeltà di Cristo, Fedeltà del Sacerdote".

  "In un'epoca come la nostra" - ha detto il Santo Padre - "è importante avere ben chiara la peculiarità teologica del Ministero ordinato per non cedere alla tentazione di ridurlo alle categorie culturali dominanti. In un contesto di diffusa secolarizzazione, che esclude progressivamente Dio dalla sfera pubblica, e, tendenzialmente, anche dalla coscienza sociale condivisa, spesso il sacerdote appare 'estraneo' al sentire comune (...). Per tale motivo è importante superare pericolosi riduzionismi, che, nei decenni passati (...), hanno presentato il sacerdote quasi come un 'operatore sociale', rischiando di tradire lo stesso Sacerdozio di Cristo".

  "Come si rivela sempre più urgente l'ermeneutica della continuità per comprendere in modo adeguato i testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, analogamente appare necessaria" - ha sottolineato il Pontefice - "un'ermeneutica che potremmo definire 'della continuità sacerdotale', la quale, partendo da Gesù di Nazaret, Signore e Cristo, e passando attraverso i duemila anni della storia di grandezza e di santità, di cultura e di pietà, che il Sacerdozio ha scritto nel mondo, giunga fino ai nostri giorni".

  "È particolarmente importante" - ha affermato Benedetto XVI - "che la chiamata a partecipare all'unico Sacerdozio di Cristo nel Ministero ordinato fiorisca nel 'carisma della profezia': c'è grande bisogno di sacerdoti che parlino di Dio al mondo e che presentino a Dio il mondo; uomini non soggetti ad effimere mode culturali, ma capaci di vivere autenticamente quella libertà che solo la certezza dell'appartenenza a Dio è in grado di donare. (...) Oggi la profezia più necessaria è quella della fedeltà che partendo dalla Fedeltà di Cristo all'umanità (...) conduca a vivere il proprio sacerdozio nella totale adesione a Cristo e alla Chiesa".

  Il sacerdote "deve porre ogni cura nel sottrarsi alla mentalità dominante, che tende ad associare il valore del ministro non al suo essere, ma alla sua funzione (...)" - ha ribadito ancora il Papa - "L'orizzonte dell'appartenenza ontologica a Dio costituisce, inoltre, la giusta cornice per comprendere e riaffermare, anche ai nostri giorni, il valore del sacro celibato, che nella Chiesa latina è un carisma richiesto per l'Ordine sacro ed è tenuto in grandissima considerazione nelle Chiese Orientali. Esso è autentica profezia del Regno, (...) espressione del dono di sé a Dio e agli altri".

  "Quella del sacerdote è, pertanto, un'altissima vocazione, che rimane un grande Mistero (...). I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a Sé, rendendoci partecipi della Sua Missione salvifica. Infatti, la comprensione del Sacerdozio ministeriale è legata alla fede e domanda, in modo sempre più forte, una radicale continuità tra la formazione seminaristica e quella permanente".

  "Gli uomini e le donne del nostro tempo" - ha concluso il Pontefice - "ci chiedono soltanto di essere fino in fondo sacerdoti e nient'altro. I fedeli laici troveranno in tante altre persone ciò di cui umanamente hanno bisogno, ma solo nel sacerdote potranno trovare quella Parola di Dio che deve essere sempre sulle sue labbra; la Misericordia del Padre, abbondantemente e gratuitamente elargita nel Sacramento della Riconciliazione; il Pane di Vita nuova".
AC/SACERDOZIO/...                               VIS 20100312 (550)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Akio Johnson Mutek, di Torit, con il Vescovo emerito Paride Taban.

-    Il Vescovo Rudolf Deng Majak, di Wau.

-    Il Vescovo Erkolano Lodu Tombe, di Yei.

- L'Arcivescovo Robert Zolltsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AL:AP/.../...                                       VIS 20100312 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Jean-Claude Boulanger, Vescovo di Bayeux (superficie: 5.548; popolazione: 647.933; cattolici: 460.110; sacerdoti: 236; religiosi: 617; diaconi permanenti: 19), Francia. Finora Vescovo di Sées (Francia), il Vescovo Boulanger succede al Vescovo Pierre Pican, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.
NER:RE/.../BOULANGER:PICAN                             VIS 20100312 (70)

giovedì 11 marzo 2010

CONFESSORI: INSTAURARE DIALOGO DI SALVEZZA CON PENITENTI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Nel ricevere questa mattina i partecipanti al Corso annuale sul Foro Interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, il Santo Padre Benedetto XVI ha rilevato nel suo discorso che essi manifestano "la forte esigenza di approfondire una tematica essenziale per il ministero e la vita dei presbiteri".

  "Il vostro Corso si colloca provvidenzialmente" - ha ricordato il Santo Padre - "nell'Anno Sacerdotale, che ho indetto per il 150° anniversario della nascita al Cielo di San Giovanni Maria Vianney, il quale ha esercitato in modo eroico e fecondo il ministero della Riconciliazione. (...) Dal Santo Curato d'Ars, noi sacerdoti possiamo imparare non solo una inesauribile fiducia nel Sacramento della Penitenza, che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del 'dialogo di salvezza' che in esso si deve svolgere".

  "La coscienza del proprio limite ed il bisogno di ricorrere alla Misericordia Divina per chiedere perdono" - ha affermato il Papa - "per convertire il cuore e per essere sostenuti nel cammino di santità, sono fondamentali nella vita del sacerdote: solo chi per primo ne ha sperimentato la grandezza può essere convinto annunciatore e amministratore della Misericordia di Dio".

  "Viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica e relativistica, che tende a cancellare Dio dall'orizzonte della vita, che non favorisce l'acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato. (...) Se guardiamo al contesto culturale in cui visse San Giovanni Maria Vianney, vediamo che, per vari aspetti, non era così dissimile dal nostro. Anche al suo tempo, infatti, esisteva una mentalità ostile alla fede, espressa da forze che cercavano addirittura di impedire l'esercizio del ministero".

  "In tali circostanze, il Santo Curato d'Ars fece 'della chiesa la sua casa', per condurre gli uomini a Dio. Egli visse con radicalità lo spirito di orazione, (...) apparendo ai suoi contemporanei un segno così evidente della presenza di Dio, da spingere tanti penitenti ad accostarsi al suo confessionale. Nelle condizioni di libertà in cui oggi è possibile esercitare il ministero sacerdotale, è necessario che i presbiteri vivano in 'modo alto' la propria risposta alla vocazione, perché soltanto chi diventa ogni giorno presenza viva e chiara del Signore può suscitare nei fedeli il senso del peccato, dare coraggio e far nascere il desiderio del perdono di Dio". 

  La 'crisi' del Sacramento della Penitenza, di cui spesso si parla, interpella anzitutto i sacerdoti e la loro grande responsabilità di educare il Popolo di Dio alle radicali esigenze del Vangelo" - ha ribadito il Pontefice - "In particolare, chiede loro di dedicarsi generosamente all'ascolto delle confessioni sacramentali; di guidare con coraggio il gregge, perché non si conformi alla mentalità di questo mondo, ma sappia compiere scelte anche controcorrente, evitando accomodamenti o compromessi".

  Infine Benedetto XVI ha invitato i sacerdoti  a instaurare con i penitenti il  "dialogo di salvezza", proposto da San Giovanni Maria Vianney. Un dialogo che "nascendo dalla certezza di essere amati da Dio, aiuta l'uomo a riconoscere il proprio peccato e a introdursi, progressivamente, in quella stabile dinamica di conversione del cuore, che porta alla radicale rinuncia al male e ad una vita secondo Dio".
AC/CONFESSIONE/PENITENZIERIA APOSTOLICA               VIS 20100311 (540)


MESSAGGIO PER LA MORTE DELLO SCEICCO TANTAWI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato a nome del Santo Padre Benedetto XVI, il seguente Messaggio allo Sceicco Muhammad Abd al-Aziz Wasil, "Wakil" dell'Università di Al-Azhar, Il Cairo (Egitto).

  "Nell'apprendere la notizia dell'improvvisa morte del Grande Imam e Sceicco di Al-Azhar, Dottor Muhammad Sayyed Tantawi, Papa Benedetto XVI mi ha pregato di trasmettere alla vostra comunità e alla famiglia dello Sceicco Tantawi le sue sentite condoglianze accompagnate dalla preghiera. Benedetto XVI ricorda la eminente figura del leader religioso che per molti anni è stato apprezzato interlocutore del dialogo fra musulmani e cattolici".

  "Esprimo a mia volta le mie condoglianze e ricordo con gratitudine l'impulso che il defunto Sceicco diede agli incontri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e del Comitato Permanente di Al-Azhar per il Dialogo".
MESS/MORTE SCEICCO TANTAWI/BERTONE               VIS 20100311 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

  - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Paulino Lukudu Loro, M.C.C.J., di Juba.

-    Il Monsignor Roko Taban Mousa, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Malakal, con il Vescovo emerito Vincent Mojwok Nyiker.

-    Il Vescovo Cesare Mazzolari, M.C.C.J., di Rumbek.

-    Il Vescovo Edward Hiiboro Kussala, di Tombura-Yambio.
AP:AL/.../...                                 VIS 20100311 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jorge Solórzano Pérez, Vescovo di Granata (superficie: 7.453; popolazione: 543.000; cattolici: 445.000; sacerdoti: 74; religiosi: 191), Nicaragua. Il Vescovo Solórzano Pérez, finora Vescovo di Matagalpa (Nicaragua), succede al Vescovo Bernardo Hombach, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore John Douglas Deshotel, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Dallas (superficie: 19.475; popolazione. 3.630.955; cattolici: 1.094.688; sacerdoti: 198; religiosi: 196; diaconi permanenti: 143), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Kinder (Stati Uniti d'America), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignore Mark Joseph Seitz, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Dallas (superficie: 19.475; popolazione. 3.630.955; cattolici: 1.094.688; sacerdoti: 198; religiosi: 196; diaconi permanenti: 143), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Milwaukee (Stati Uniti d'America) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Parroco della "Saint Rita Parish" a Dallas (Stati Uniti d'America).
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20100311 (190)


mercoledì 10 marzo 2010

SAN BONAVENTURA: UNICITÀ E CONTINUITÀ DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, all'opera letteraria e dottrinale di San Bonaventura da Bagnoregio.

  "San Bonaventura, tra i vari meriti" - ha detto Papa Benedetto XVI - "ha avuto quello di interpretare autenticamente e fedelmente la figura di San Francesco d'Assisi". Infatti reagì di fronte alla corrente spiritualistica dell'Ordine Francescano, nata dalle idee dell'Abate Gioacchino da Fiore, che "sosteneva che con San Francesco era stata inaugurata la fase finale della storia (...) per iniziare la nuova Chiesa dello Spirito, non più legata alle vecchie strutture della Chiesa gerarchica. Vi era dunque il rischio di un gravissimo fraintendimento del messaggio di San Francesco, della sua umile fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, e tale equivoco comportava una visione erronea del Cristianesimo nel suo insieme".

  "San Bonaventura affrontò il problema proprio nell'ultima sua opera (...)  intitolata 'Hexaëmeron'" nella quale afferma che: "Dio è uno per tutta la storia (...). La storia è una, anche se è un cammino e (...) un cammino di progresso. (...) Gesù Cristo è l'ultima parola di Dio (...) Non c'è un altro Vangelo, non c'è un'altra Chiesa da aspettare. Perciò anche l'Ordine di San Francesco deve inserirsi in questa Chiesa, nella sua fede, nel suo ordinamento gerarchico"

  "Questo non significa" - ha proseguito Benedetto XVI - "che la Chiesa sia immobile, fissa nel passato e non possa esserci novità in essa". Con l'espressione "Le opere di Cristo non vengono meno, ma progrediscono" "San Bonaventura formula esplicitamente l'idea del progresso (...) Anche san Bonaventura riconosce i Padri come maestri per sempre, ma il fenomeno di San Francesco gli dà la certezza che la ricchezza della parola di Cristo è inesauribile e che anche nelle nuove generazioni possono apparire nuove luci. L'unicità di Cristo garantisce anche novità e rinnovamento nel futuro".

  "Anche oggi" - ha affermato il Pontefice - "esistono visioni secondo le quali tutta la storia della Chiesa nel secondo millennio sarebbe stata un declino permanente; alcuni vedono il declino già subito dopo il Nuovo Testamento. (...) Che cosa sarebbe la Chiesa senza la nuova spiritualità dei Cistercensi, dei Francescani e Domenicani, della spiritualità di Santa Teresa d'Avila e di San Giovanni della Croce, e così via? (...). San Bonaventura ci insegna l'insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell'apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa".

  "Dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto è nuovo, che c'è un'altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare è finita, e avremmo un'altra, totalmente altra, un utopismo anarchico. Grazie a Dio, i timonieri saggi della barca di Pietro, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, hanno da una parte difeso la novità del Concilio e nello stesso tempo l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di grazia".
 
  Commentando alcuni scritti teologico-mistici di San Bonaventura "che sono l'anima del suo governo", il Papa ha fatto rilevare l'importanza del suo capolavoro l''Itinerarium mentis in Deum', nel quale l'Autore indica che la conoscenza di Dio è un percorso in diverse tappe che culmina nella "unione appagante con la Trinità per mezzo di Cristo, a imitazione di Francesco d'Assisi".

  Prima dell'Udienza, nella Basilica di San Pietro, il Papa ha salutato il pellegrinaggio promosso dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, "luminosa figura del clero milanese" dopo la recente Beatificazione, nell'ottobre 2009.

  Riferendosi alla "straordinaria attività" dispiegata "in favore dei bambini in difficoltà, dei disabili, degli anziani, dei malati terminali e nel vasto ambito assistenziale e sanitario", il Santo Padre ha affermato: "Mediante i vostri progetti di solidarietà, vi sforzate di proseguire la benemerita opera iniziata dal Beato Carlo Gnocchi, apostolo dei tempi moderni e genio della carità cristiana".

  "In questo Anno sacerdotale, ancora una volta la Chiesa guarda a lui come a un modello da imitare. Il suo fulgido esempio sostenga l'impegno di quanti si dedicano al servizio dei più deboli e susciti nei sacerdoti il vivo desiderio di riscoprire e rinvigorire la consapevolezza dello straordinario dono di Grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo".
AG/SAN BONAVENTURA/...                           VIS 20100310 (740)



APPELLO IN FAVORE TURCHIA E NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha manifestato la sua profonda vicinanza "alle persone colpite dal recente sisma in Turchia ed alle loro famiglie. A ciascuno assicuro la mia preghiera, mentre chiedo alla comunità internazionale di contribuire con prontezza e generosità ai soccorsi".

  Successivamente, nel ricordare i fatti di violenti degli ultimi giorni in Nigeria ha detto: "Il mio sentito cordoglio va anche alle vittime dell'atroce violenza, che insanguina la Nigeria e che non ha risparmiato nemmeno i bambini indifesi. Ancora una volta ripeto con animo accorato che la violenza non risolve i conflitti, ma soltanto ne accresce le tragiche conseguenze. Faccio appello a quanti nel Paese hanno responsabilità civili e religiose, affinché si adoperino per la sicurezza e la pacifica convivenza di tutta la popolazione. Esprimo, infine, la mia vicinanza ai Pastori e ai fedeli nigeriani e prego perché, forti e saldi nella speranza, siano autentici testimoni di riconciliazione".
AG/APPELLO/TURCHIA:NIGERIA                       VIS 20100310 (170)


CRISI FINANZIARIA E DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 3 marzo scorso alla XIII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo sulla crisi economica e finanziaria mondiale.

  All'inizio del suo discorso l'Arcivescovo Tomasi ha espresso anche a nome della Delegazione della Santa Sede "le condoglianze e la solidarietà al popolo cileno per le vittime del recente terremoto".

  "La Delegazione delle Santa Sede" - ha proseguito l'Arcivescovo "intende riaffermare la sua convinzione che la prospettiva dei diritti umani offre un contributo positivo per una soluzione della corrente crisi finanziaria. (...) Questa situazione richiede nuove regole ed un sano sistema globale di governo che assicuri una via sostenibile e di vasta portata per lo sviluppo di tutti".

  L'Arcivescovo ha citato fra le conseguenze negative della crisi finanziaria "lo scandalo della fame, la crescente disuguaglianza nel mondo, milioni di persone disoccupate e milioni di altre ridotte in estrema povertà, (...) la mancanza di protezione sociale per i più vulnerabili. Questi squilibri, il Santo Padre ci ricorda nella recente enciclica 'Caritas in Veritate' 'sono prodotti quando l'azione economica, concepita meramente come motore per la creazione di ricchezza, è distaccata dall'azione politica, concepita come mezzo per perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione'. Equità e giustizia sono criteri essenziali nella gestione dell'economia mondiale".

  "Obiettivo comune è la protezione e il rispetto della dignità umana che accomuna l'intera famiglia umana, una unità radicata nei quattro principi fondamentali della centralità della persona umana, la solidarietà, la sussidiarietà e il bene comune. In tale contesto la revisione del Consiglio dei Diritti Umani deve tendere anche a operare cambiamenti sulla base di una realtà e di una concreta applicazione dei diritti umani, che deve essere prioritaria".

  "La dottrina sociale della Chiesa da sempre ha perseguito tale obiettivo con particolare attenzione ai membri più vulnerabili della società. Infatti dando priorità agli esseri umani e all'ordine creato che li sostiene nel loro viaggio terreno, noi possiamo modificare le regole che governano il sistema finanziario per servire un cambiamento concreto, e allontanarci dalle antiche abitudini di cupidigia che hanno portato alla crisi attuale, e promuovere uno sviluppo integrale e l'applicazione effettiva dei diritti umani poiché 'il capitale primario che deve essere salvaguardato e tenuto in considerazione è la persona umana nella sua integrità".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                                   VIS 20100310 (390)


martedì 9 marzo 2010

A PROPOSITO DEL DIBATTITO SUGLI ABUSI SESSUALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo una Nota del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., relativa ai casi di abusi sessuali di minori in istituzioni di enti ecclesiastici.

  "Da alcuni mesi la gravissima questione degli abusi sessuali su minori in istituzioni gestite da entri ecclesiastici e da parte di persone con responsabilità nella Chiesa, in particolare sacerdoti, ha investito la Chiesa e la società irlandese. Di recente il Santo Padre ha dimostrato la sua partecipazione, in particolare con due incontri, prima con i più alti rappresentanti dell'episcopato e poi con tutti i vescovi ordinari, e prepara la pubblicazione di una lettera sull'argomento per la Chiesa in Irlanda".

  "Ma nelle ultime settimane il dibattito sugli abusi sessuali nei confronti di minori sta coinvolgendo la Chiesa anche in alcuni Paesi dell'Europa centrale (Germania, Austria, Olanda). Su questo sviluppo ci siano permesse alcune semplici considerazioni".

  "Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte (la Provincia dei gesuiti tedeschi - prima ad essere coinvolta per il caso del Collegio Canisius di Berlino -, la Conferenza episcopale tedesca, la Conferenza episcopale austriaca, la Conferenza episcopale olandese…) hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa. Così facendo hanno affrontato le questioni "con il piede giusto", perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro. Inoltre, hanno ripreso in considerazione le "Direttive" già esistenti o hanno previsto nuove indicazioni operative per mettere a fuoco anche la strategia di prevenzione, affinché sia fatto tutto il possibile perché in futuro simili gravissimi fatti non abbiano a ripetersi".

  "Questi fatti mobilitano la Chiesa ad elaborare le risposte appropriate e vanno inseriti in un contesto e in una problematica più ampia che riguarda la tutela dei bambini e dei giovani dagli abusi sessuali nella società. Certamente gli errori compiuti nelle istituzioni e da responsabili ecclesiali sono particolarmente riprovevoli, data la responsabilità educativa e morale della Chiesa. Ma tutte le persone obiettive ed informate sanno che la questione è molto più ampia, e il concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva. Solo per fare un esempio, i dati recentemente forniti dalle autorità competenti in Austria dicono che in uno stesso periodo di tempo i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti. E' bene preoccuparsi anche di questi".

  "Giustamente in Germania vengono ora ipotizzate iniziative, promosse dal Ministero della famiglia, per convocare una "tavola rotonda" delle diverse realtà educative e sociali per affrontare la questione in una prospettiva complessiva e adeguata. La Chiesa è naturalmente pronta a partecipare e impegnarsi. Probabilmente la sua dolorosa esperienza può essere un contributo utile anche per altri. Il Cancelliere, Signora Merkel, ha giustamente dato atto alla Chiesa in Germania della serietà e della costruttività del suo impegno".

  "Per completare queste considerazioni, è bene ricordare ancora che la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità, ma ha anche un suo ordinamento specifico distinto, quello "canonico", che risponde alla sua natura spirituale e sacramentale, in cui quindi anche le procedure giudiziali e penali sono di natura diversa (ad esempio non prevedono pene pecuniarie o di privazione della libertà, ma impedimento di esercizio di ministero, privazione di diritti nel campo ecclesiastico, ecc.). Nell'ambito canonico il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti, e le norme canoniche lo hanno costantemente riaffermato, in particolare la Lettera "De delictis gravioribus" del 2001, talvolta inopportunamente citata come causa di una "cultura del silenzio". Chi conosce e capisce di che cosa si tratta, sa che è stata un segnale determinante per richiamare l'episcopato sulla gravità del problema e un impulso concreto per l'elaborazione di direttive operative per affrontarlo".

  "In conclusione, se non si può negare la gravità del travaglio che la Chiesa sta attraversando, non bisogna rinunciare a fare tutto il possibile perché se ne ottengano alla fine anche risultati positivi, di migliore protezione dell'infanzia e della gioventù nella Chiesa e nella società, e di purificazione per la Chiesa stessa".
OP/ABUSI SESSUALI/LOMBARDI                       VIS 20100309 (740)


PREOCCUPAZIONE E ORRORE VIOLENZE IN NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha espresso ieri "preoccupazione e orrore" di fronte ai gravi fatti di violenza avvenuti in Nigeria, dove pastori nomadi di religione musulmana dell'etnia Fulani, hanno ucciso cinquecento cristiani di etnia Berom, nei villaggi della parte centro settentrionale del Paese.

  Padre Lombardi ha precisato che la lettura che viene data degli avvenimenti è che "non si tratti di scontri di natura religiosa, ma sociale".

    L'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria), in una dichiarazione resa alla Radio Vaticana ha affermato che: "Si tratta del classico conflitto tra pastori e agricoltori, solo che i Fulani sono tutti musulmani e i Berom sono tutti cristiani. Facilmente la stampa internazionale è portata a dire che sono i cristiani e i musulmani ad uccidersi. Ma non è questo il caso, perché non si uccide a causa della religione, ma per rivendicazioni sociali, economiche, tribali, culturali. Le vittime sono povera gente che non sa, che non ha niente a che fare con tutto questo e che non ha alcuna colpa. Dal punto di vista della Chiesa, continuiamo a lavorare per promuovere buone relazioni fra cristiani e musulmani e cerchiamo anche di metterci d'accordo nel tentare di domare la violenza e di impegnarci assieme per affrontare i problemi concreti, politici ed etnici".

  "Preghiamo per la pace, per il buon governo, per la verità" - ha concluso l'Arcivescovo - "E preghiamo anche che la gente riconosca che l'unico modo di sopravvivere in questo Paese è che ci si riconosca come fratelli e cittadini dello stesso Paese".
.../NIGERIA/LOMBARDI:OLORUNFEMI                       VIS 20100309 (280)


SOLUZIONI RISPETTOSE DIGNITÀ DELLA DONNA


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, alla LIV Sessione della Commissione sulla Condizione della Donna, del Consiglio Economico e Sociale, in occasione del dibattito sull'articolo 3: "Proseguimento della Quarta Conferenza Mondiale sul tema:  "Donne 2000: uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il XXI secolo".

  L'Arcivescovo Migliore ha affermato che il dibattito dei giorni precedenti sulla questione della condizione femminile "non è interamente positivo: include alcune luci, ma anche molte ombre inquietanti".

  "I progressi raggiunti relativi alla condizione della donna nel mondo negli ultimi quindici anni" - ha detto l'Arcivescovo - "includono, fra gli altri, miglioramenti nell'educazione delle giovani, la promozione di donne quali agenti fondamentali per l'eliminazione della povertà e la promozione dello sviluppo, la crescita della partecipazione alla vita sociale, le riforme politiche volte alla rimozione di forme di discriminazione contro le donne e leggi specifiche contro la violenza domestica".

  "In particolare" - ha proseguito l'Arcivescovo - "alcuni hanno posto l'accento sul ruolo indispensabile della società civile in tutte le sue componenti, nel ribadire la dignità delle donne, i loro diritti e responsabilità. Detto questo, le donne continuano a soffrire in molte parti del mondo".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha sottolineato che: "La violenza in forma di aborto di bambine, l'infanticidio, e l'abbandono sono realtà che non si  possono ignorare" come pure "La discriminazione nell'assistenza sanitaria e nella alimentazione". Inoltre "Ragazze dai 15 anni in poi rappresentano i due terzi della popolazione analfabeta del mondo".

  "E' triste constatare" - ha aggiunto l'Arcivescovo Migliore - "che tre quarti di persone colpite dall'Hiv/Aids siano ragazze e donne fra i 15 e i 24 anni. (...) E nel traffico internazionale di esseri umani, fino al 50% sono minori ed approssimativamente il 70% sono donne e ragazze".

  "Le ragioni di questa situazione precaria sono varie" e derivano da "dinamiche culturali e sociali e dal differimento e lentezza delle politiche"

  "Il raggiungimento dell'uguaglianza fra donne e uomini nell'educazione, nell'impiego, nella protezione legale e nei diritti politici e sociali è considerato nel contesto dell'uguaglianza di genere. Tuttavia l'evidenza dimostra che il trattamento di questo concetto, già menzionato nelle Conferenze de Il Cairo e di Pechino, e successivamente sviluppato in vari circoli internazionali, in modo crescente viene condotto ideologicamente, e attualmente rallentano il vero progresso della donna. Inoltre, in recenti documenti ufficiali ci sono interpretazioni di genere che dissolvono ogni specificità e complementarità fra uomini e donne. Queste teorie non cambieranno la natura delle cose ma certamente già oscurano e ostacolano ogni serio e opportuno progresso nel riconoscimento dell'inerente dignità e dei diritti della donna".

  L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato che quasi tutti i documenti di conferenze internazionali e di comitati ribadiscono che "Legare la realizzazione di diritti personali, sociali, economici e politici a una nozione di salute sessuale e a diritti riproduttivi che sono violenza verso la vita umana non nata, va a detrimento delle necessità integrali della donna  e degli uomini nella società"

  "Una soluzione rispettosa della dignità della donna non ci permette di sorvolare sul diritto alla maternità, ma ci impegna a promuovere la maternità investendo in essa e migliorando i sistemi sanitari locali, fornendo servizi essenziali di ostetricia".

  "Quindici anni fa la Piattaforma di Azione di Pechino" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "proclamò che i diritti umani della donna sono inalienabili, integrali e parte indivisibile dei diritti umani universali. Ciò è la chiave non solo per comprendere la dignità insita della donna e della giovane ma anche per renderla una realtà nel mondo".
DELSS/CONFERENZA DONNA/ONU:MIGLIORE               VIS 20100309 (570)


lunedì 8 marzo 2010

GRAZIE DEL PAPA SERVIZIO PROTEZIONE CIVILE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Dirigenti, il Personale e i Volontari della Protezione Civile Nazionale Italiana, accompagnati dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Dottor Guido Bertolaso.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ringraziato tutti per l'opera di assistenza dopo il terremoto dell'aprile 2009 in Abruzzo ed ha ripetuto le parole pronunciate durante la visita ad Onna e l'Aquila: "Grazie di ciò che avete fatto e soprattutto dell'amore con cui l'avete fatto. Grazie dell'esempio che avete dato", ed ha ugualmente citato i "tanti volontari e volontarie che hanno garantito assistenza e sicurezza alla folla sterminata di giovani, e non solo, presente all'indimenticabile Giornata Mondiale della Gioventù del 2000, o venuta a Roma per l'ultimo saluto al Papa Giovanni Paolo II".

  "Voi costituite" - ha detto Benedetto XVI ai rappresentanti del volontariato della protezione civile nazionale italiana, che comprende 1.300.000 membri - "una delle espressioni più recenti e mature della lunga tradizione di solidarietà che affonda le radici nell'altruismo e nella generosità del popolo italiano".

  "I termini 'protezione' e 'civile'" - ha sottolineato il Papa - "rappresentano delle precise coordinate ed esprimono in maniera profonda la vostra missione, direi la vostra 'vocazione': proteggere le persone e la loro dignità - beni centrali della società civile - nei casi tragici di calamità e di emergenza che minacciano la vita e la sicurezza di famiglie o di intere comunità. Tale missione non consiste solo nella gestione dell'emergenza, ma in un contributo puntuale e meritorio alla realizzazione del bene comune".

  "La duplice dimensione della protezione, che si esprime sia durante l'emergenza che dopo, è bene espressa dalla figura del buon Samaritano" che "insegna, (...), ad andare oltre l'emergenza e a predisporre, potremmo dire, il rientro nella normalità".

  Il Santo Padre ha inoltre sottolineato che:  "Come ci insegna la pagina evangelica, l'amore del prossimo non può essere delegato: lo Stato e la politica, pur con le necessarie premure per il 'welfare', non possono sostituirlo. (...) I volontari non sono dei 'tappabuchi' nella rete sociale, ma persone che veramente contribuiscono a delineare il volto umano e cristiano della società. Senza volontariato, il bene comune e la società non possono durare a lungo, poiché il loro progresso e la loro dignità dipendono in larga misura proprio da quelle persone che fanno più del loro stretto dovere".

  "Oltre che custodi del territorio" - ha concluso il Pontefice - "siate sempre più icone viventi del buon Samaritano, conferendo attenzione al prossimo, ricordando la dignità dell'uomo e suscitando speranza. Quando una persona non si limita solo a compiere il proprio dovere nella professione e nella famiglia, ma s'impegna per gli altri, il suo cuore si dilata. Chi ama e serve gratuitamente l'altro come prossimo, vive ed agisce secondo il Vangelo e prende parte alla missione della Chiesa, che sempre guarda l'uomo intero e vuol fargli sentire l'amore di Dio".
AC/.../PROTEZIONE CIVILE                           VIS 20100308 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Valentino di Cerbo, Vescovo di Alife-Caiazzo (superficie: 580; popolazione: 70.000; cattolici: 69.759; sacerdoti: 63; religiosi: 56; diaconi permanenti: 4), Italia. Il Vescovo eletto, finora Capo Ufficio della Prima Sezione della Segreteria di Stato, è nato Frasso Telesino (Italia), nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
NER/.../DI CERBO                                     VIS 20100308 (80)


QUARESIMA: DIO CI INVITA CONVERSIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2010 (VIS). Alle ore 9:00 di oggi - III Domenica di Quaresima - il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di San Giovanni della Croce a Colle Salario, nel settore nord della diocesi di Roma, ed alle 9:30 ha presieduto la celebrazione della Santa Messa.
                                       
  "In Quaresima" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "ciascuno di noi è invitato da Dio a dare una svolta alla propria esistenza pensando e vivendo secondo il Vangelo, correggendo qualcosa nel proprio modo di pregare, di agire, di lavorare e nelle relazioni con gli altri. Gesù ci rivolge questo appello non con una severità fine a se stessa, ma proprio perché è preoccupato del nostro bene, della nostra felicità, della nostra salvezza. Da parte nostra, dobbiamo rispondergli con un sincero sforzo interiore, chiedendogli di farci capire in quali punti in particolare dobbiamo convertirci".

  "Sin dal suo nascere" - ha proseguito il Pontefice - "questa Parrocchia si è aperta ai Movimenti ed alle nuove Comunità ecclesiali, maturando così una più ampia coscienza di Chiesa e sperimentando nuove forme di evangelizzazione".

  "Vi esorto a proseguire con coraggio in questa direzione, impegnandovi, però, a coinvolgere tutte le realtà presenti in un progetto pastorale unitario. Ho appreso con favore che la vostra comunità si propone di promuovere, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, la corresponsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Come ho già avuto modo di ricordare, ciò esige un cambiamento di mentalità, soprattutto nei confronti dei laici, 'passando dal considerarli 'collaboratori' del clero a riconoscerli realmente 'corresponsabili' dell'essere e dell'agire della Chiesa, favorendo così la promozione di un laicato maturo ed impegnato'".

  "Carissime famiglie cristiane, carissimi giovani che abitate in questo quartiere e che frequentate la parrocchia, lasciatevi" -  ha esortato ancora il Papa - "sempre più coinvolgere dal desiderio di annunciare a tutti il Vangelo di Gesù Cristo. Non aspettate che altri vengano a portarvi altri messaggi, che non conducono alla vita, ma fatevi voi stessi missionari di Cristo per i fratelli, dove vivono, lavorano, studiano o soltanto trascorrono il tempo libero. Avviate anche qui una capillare e organica pastorale vocazionale, fatta di educazione delle famiglie e dei giovani alla preghiera e a vivere la vita come un dono che proviene da Dio".

  "Cari fratelli e sorelle! Il tempo forte della Quaresima invita ciascuno di noi a riconoscere il mistero di Dio, che si fa presente nella nostra vita (...).  Sul Golgota Dio, che durante la notte della fuga dall'Egitto si è rivelato come Colui che libera dalla schiavitù, si rivela come Colui che abbraccia ogni uomo con la potenza salvifica della Croce e della Risurrezione e lo libera dal peccato e dalla morte, lo accetta nell'abbraccio del Suo amore".

  "Rimaniamo nella contemplazione" - ha concluso il Pontefice - "di questo mistero del nome di Dio per comprendere meglio il mistero della Quaresima, e vivere come singoli e come comunità in permanente conversione, in modo da essere nel mondo costante epifania, testimonianza del Dio vivente, che libera e salva per amore".
HML/CONVERSIONE/SAN GIOVANNI DELLA CROCE         VIS 20100308 (520)


FARE LETTURA DIVERSA FATTI NELLA PROSPETTIVA FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2010 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni della Croce a Colle Salario, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare la prima lettura della liturgia di oggi, tratta dal Libro dell'Esodo, nella quale "Mosè, mentre pascola il gregge, vede un roveto in fiamme, che non si consuma", il Papa ha detto: "Dio si manifesta in diversi modi anche nella vita di ciascuno di noi. Per poter riconoscere la sua presenza è però necessario che ci accostiamo a lui consapevoli della nostra miseria e con profondo rispetto. Diversamente ci rendiamo incapaci di incontrarlo e di entrare in comunione con Lui".

  "Nel brano del Vangelo odierno" - ha spiegato il Papa - "Gesù viene interpellato circa alcuni fatti luttuosi: l'uccisione, all'interno del tempio, di alcuni Galilei per ordine di Ponzio Pilato e il crollo di una torre su alcuni passanti" ed ha affermato: "Di fronte alla facile conclusione di considerare il male come effetto della punizione divina, Gesù restituisce la vera immagine di Dio, che è buono e non può volere il male, e mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano l'effetto immediato delle colpe personali di chi le subisce, afferma: 'Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo'".

  "Gesù invita a fare una lettura diversa di quei fatti" - ha spiegato Bendetto XVI - "collocandoli nella prospettiva della conversione: le sventure, gli eventi luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti colpevoli, ma devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l'illusione di poter vivere senza Dio, e per rafforzare, con l'aiuto del Signore, l'impegno di cambiare vita".

  "La possibilità di conversione" - ha concluso il  Pontefice - "esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell'esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per condurli a un bene più grande".

  Al termine della recita dell'Angelus il Papa ha rivolto parole di saluto ad un gruppo di pellegrini francesi ricordando in particolare le persone colpite dall'uragano che ha colpito la settimana scorsa la zona occidentale della Francia.
ANG/CONVERSIONE/...                               VIS 20100308 (450)

GARANTIRE UN FUTURO AI CRISTIANI DI TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2010 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del mondo in vista della colletta Pro Terra Sancta, che tradizionalmente si tiene il Venerdì Santo.

  La lettera, firmata anche dal Segretario del Dicastero, l'Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., precisa che: "Il nostro appello quest'anno trae ispirazione dal pellegrinaggio compiuto 'sulle orme storiche di Gesù' dal Santo Padre Benedetto XVI nel maggio scorso". 

  Il Cardinale Sandri ricorda "l'ansia pastorale, ecumenica e interreligiosa" che  hanno animato le parole e i gesti del Pontefice e l'aver ascoltato "Insieme alla comunità ecclesiale di Israele e Palestina" "'una voce' di fraternità e di pace". Nel corso della sua visita Benedetto XVI ha sottolineato "fortemente il problema incessante dell'emigrazione", "ha ricordato che 'nella Terra Santa c'è posto per tutti'! Ed ha esortato le autorità a sostenere la presenza cristiana, e, nel contempo, ha assicurato ai cristiani di quella Terra la solidarietà della Chiesa".

  "L'anno sacerdotale impegna a favore dei Luoghi Santi, insieme ai rispettivi Vescovi, i carissimi presbiteri e seminaristi di tutta la Chiesa" - scrive il Cardinale Sandri invitando tutti a prodigarsi "instancabilmente per garantire un futuro ai cristiani là dove apparvero 'la benignità e l'umanità' del Nostro Dio e Padre".

  "Il Papa ha affidato alla Congregazione per le Chiese Orientali il compito di tenere vivo l'interesse per quella Terra benedetta. A Suo nome esorto tutti a confermare la solidarietà finora mostrata. I cristiani d'Oriente portano, infatti, una responsabilità che spetta alla Chiesa universale" - conclude il Cardinale Sandri - "quella cioè di custodire le 'origini cristiane', i luoghi e le persone che ne sono il 'segno', perché quelle 'origini' siano sempre il riferimento della missione cristiana, la misura del futuro ecclesiale e la sua sicurezza. Essi meritano, pertanto, l'appoggio di tutta la Chiesa".

  Un documento curato dalla Custodia di Terra Santa e una nota della Congregazione per le Chiese Orientali attestano le opere realizzate grazie alla Colletta dell'anno 2008/2009.

   Oltre che offrire borse di studio a sacerdoti a seminaristi provenienti dalla Terra Santa che studiano nelle Università Pontificie, sono stati realizzati restauri in vari luoghi, Ain Karem (Santuario della Visitazione), Gerusalemme, Betania, Betlemme, Jaffa, Magdala, Nazareth, Monte Nebo, Monte Tabor e Nain. Sono stati stanziati fondi per sostenere parrocchie, famiglie, scuole, università e opere culturali - attraverso la Custodia di Terra Santa - come la Facoltà di Scienze Bibliche e di Archeologia dello "Studium Biblicum Franciscanum" di Gerusalemme e il "Franciscan Media Center", una nuova forma di apostolato che trasmette, mediante le catene televisive, il Messaggio dei Luoghi Santi e la descrizione della vita della comunità cristiane locali".
.../COLLETTA TERRA SANTA/SANDRI                       VIS 20100308 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

    - Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Uganda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Henry Apaloryamam Ssentongo, di Moroto.

-    Il Vescovo Emmanuel Obbo, di Soroti.

    - L'Arcivescovo James Odongo, emerito di Tororo, Direttore Castrense.

  Sabato 6 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

  - Due Vescovi della Conferenza Episcopale di Uganda in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Joseph B. Willigers, M.H.M., di Jinja.

-    Il Vescovo Giuseppe Filippi, M.C.C.J., di Kotido.
AP:AL/.../...                                    VIS 20100308 (120)

venerdì 5 marzo 2010

VESCOVI UGANDA VICINI NECESSITÀ LORO POPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Vescovi della Conferenza Episcopale di Uganda al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel ricordare le vittime delle inondazioni nella regione di Bududa, il Santo Padre ha assicurato le sue preghiere per i defunti e ha invocato l'Onnipotente affinché "dia forza e speranza a tutti coloro che soffrono le conseguenze di questo tragico avvenimento".

  Successivamente il Papa ha ricordato la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, tenutasi l'autunno scorso, definendola "memorabile per il suo richiamo ad un rinnovato impegno al servizio di una più profonda evangelizzazione del vostro Continente. Il potere della parola di Dio e la conoscenza e l'amore di Gesù non possono che trasformare la vita delle persone cambiando in meglio il loro modo di pensare e di agire".

  "Alle luce del messaggio evangelico, voi siete consapevoli della necessità di incoraggiare i cattolici ugandesi ad apprezzare pienamente il sacramento del matrimonio nella sua unità ed indissolubilità, e il sacro diritto alla vita", ha detto il Pontefice invitando i Vescovi ad aiutare i sacerdoti ed i fedeli "a resistere alla seduzione della cultura materialistica dell'individualismo diffusasi in molti paesi. Continuate ad esigere una pace duratura fondata sulla giustizia, la generosità verso i bisognosi e su di uno spirito di dialogo e di riconciliazione".

  "Nel promuovere un autentico ecumenismo" - ha aggiunto il Pontefice - "siate particolarmente vicini ai più vulnerabili davanti al proselitismo delle sette. Guidateli nel rifiutare sentimenti superficiali ed una predicazione che svuota della sua forza la croce di Cristo; in tal modo continuerete, come pastori responsabili, a conservarli, con i loro figli, fedeli alla Chiesa di Cristo. (...) Continuate a sostenere tutti coloro che con cuore generoso assistono i profughi e gli orfani delle zone di guerra. Incoraggiate coloro che si occupano delle persone colpite dalla povertà, dall'Aids e da altre malattie, insegnando a vedere in coloro che servono il volto sofferente di Gesù".

  "La rinnovata evangelizzazione dà luogo ad una più profonda cultura cattolica che si radica nella famiglia. I vostri rapporti quinquennali mi hanno informato che i programmi educativi nelle parrocchie, nelle scuole e nelle associazioni, e i vostri interventi su argomenti di comune interesse, stanno diffondendo una più forte cultura cattolica. Gran bene può venire da persone laiche ben preparate attive nei mezzi di comunicazione, in politica e nella cultura. Si devono perciò offrire corsi di adeguata formazione del laicato, specialmente nella dottrina sociale cattolica".

  "I Vescovi, come primi agenti di evangelizzazione, sono chiamati a testimoniare in modo chiaro la concreta solidarietà che nasce dalla nostra comunione in Cristo. In uno spirito di carità cristiana, le Diocesi provviste di maggiori risorse, materiali e spirituali, devono assistere quelle che hanno minori risorse. Nel contempo, tutte le comunità hanno il dovere di impegnarsi nell'autosufficienza. E' importante che le vostre popolazioni sviluppino un senso di responsabilità verso se stesse, le loro comunità e la loro chiesa, e siano sempre più profondamente immerse in uno spirito cattolico di sensibilità verso le necessità della Chiesa universale".

  "I vostri sacerdoti" - ha concluso il Santo Padre - "quali ministri impegnati di evangelizzazione, già grandemente beneficiano della vostra paterna sollecitudine e guida. In questo Anno Sacerdotale (...) esortateli alla preghiera e alla vigilanza, specialmente nei riguardi dell'egocentrismo e di ambizioni mondane e politiche, o dell'eccessivo attaccamento alla famiglia o al gruppo etnico. Continuate a promuovere le vocazioni, provvedendo il dovuto discernimento dei candidati per la loro adeguata motivazione e formazione. (...) I sacerdoti e religiosi richiedono un costante sostegno nella loro vita di celibato e di verginità consacrata. Con il vostro esempio, insegnate loro la bellezza di questo modo di vivere, della paternità e maternità spirituale con la quale essi possono arricchire e rendere più profondo l'amore dei fedeli per il Creatore e Datore di ogni bene".
AL/UGANDA/...                                   VIS 20100305 (650)


PREDICHE DI QUARESIMA IN PRESENZA DEL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina alle 9:00, nella Cappella Redemptoris Mater, alla presenza di Benedetto XVI, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, ha tenuto la prima predica di Quaresima. Tema delle meditazioni di quest'anno: "Dispensatori dei misteri di Dio": il sacerdote, ministro della Parola e dei sacramenti".

  Le meditazioni quaresimali proseguono la riflessione sul ministero episcopale e presbiterale nell'Anno Sacerdotale. In particolare si concentrano sui seguenti punti: la persona di Gesù Cristo, cuore dell'annuncio cristiano; annunciare ciò che si vive e vivere ciò che si annuncia; come vivere e aiutare a vivere il mistero eucaristico; per un rinnovamento del sacerdozio cattolico nello Spirito Santo.

  Le due prossime prediche di Quaresima avranno luogo il 12 e il 26 marzo. Venerdì 19, solennità di San Giuseppe, la predica non avrà luogo.
...PREDICHE QUARESIMALI/CANTALAMESSA               VIS 20100305 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Uganda in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Robert Muhiirwa, di Fort Portal, con l'Ausiliare Vescovo Joseph Mugenyi Sabiiti e con il Vescovo emerito S.E. Mons. Paul L. Kalanda.

-    Il Vescovo Callistus Rubaramira, di Kabale.

-    Il Vescovo Egidio Nkaijanabwo, di Kasese.

-    L'Arcivescovo Denis Kiwanuka Lote, di Tororo con l'Ausiliare Vescovo  Charles Martin Wamika.
AL/.../...                                 VIS 20100305 (90)

giovedì 4 marzo 2010

IL PAPA A SANTIAGO DE COMPOSTELA E BARCELONA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2010 (VIS). Ieri 3 marzo, l'Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela ed il Cardinale Lluís Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona, hanno annunciato che il Santo Padre Benedetto XVI si recherà a Santiago de Compostela e a Barcelona, il novembre prossimo. 

  Il Santo Padre sarà a Santiago de Compostela il 6 novembre in occasione dell'Anno Santo Compostelano 2010 e il 7 novembre a Barcelona per consacrare l'altare della grande chiesa della ''Sagrada Familia'', opera dell'architetto cattolico e Servo di Dio Antonio Gaudì.

  È la seconda volta che Benedetto XVI si reca in Spagna, la prima fu nel luglio 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie a Valencia. Nell'agosto 2011 è in programma che il Papa presieda a Madrid la Giornata Mondiale della Gioventù.
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UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale dell'Uganda, in Visita "ad Limina Apostolorum".

    - L'Arcivescovo Cyprian Kizito Lwanga, di Kampala, con l'Ausiliare Vescovo Christopher Kakooza e con l'Arcivescovo emerito Cardinale Emmanuel Wamala.

-    Il Vescovo Paul Ssemogerere, di Kasana-Luweero.

-    Il Vescovo Joseph Anthony Zziwa, di Kiyinda-Mityana.

-    Il Vescovo Matthias Ssekamanya, di Lugazi.

-    Il Vescovo John Baptist Kaggwa, di Masaka.

-    Il Vescovo Paul K. Bakyenga, di Mbarara,

-    Il Vescovo Lambert Bainomugisha, Ausiliare di Mbarara ed Amministratore Apostolico di Hoima.

 - Il Signor Francisco A. Soler, Ambasciatore di El Salvador, in visita di congedo.
AL:AP/.../...                                       VIS 20100304 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vilnius (Lituania), presentata dal Vescovo Juozas Tunaitis, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali: il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; il Cardinale Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; il Padre Wojciech Giertych, O.P., Teologo della Casa Pontificia; il Padre Theodore Mascarenhas, S.F.X., della Società dei Missionari di San Francesco Saverio (Society of Pilar), Officiale presso il Pontificio Consiglio della Cultura.
RE:NA/.../...                                       VIS 20100304 (110)


mercoledì 3 marzo 2010

SAN BONAVENTURA UOMO DI AZIONE E CONTEMPLAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2010 (VIS).  Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla figura di San Bonaventura da Bagnoregio ed ha confidato di proporre questo argomento con una certa nostalgia, "perché ripenso alle ricerche che, da giovane studioso, ho condotto proprio su questo autore, a me particolarmente caro".

  "Nato probabilmente nel 1217 e morto nel 1274" - ha detto il Papa - "egli visse nel XIII secolo, un'epoca in cui la fede cristiana, (...) ispirò imperiture opere nel campo della letteratura, delle arti visive, della filosofia e della teologia. Tra le grandi figure cristiane che contribuirono alla composizione di questa armonia tra fede e cultura si staglia appunto Bonaventura, uomo di azione e di contemplazione, di profonda pietà e di prudenza nel governo".

  "Si chiamava Giovanni da Fidanza. Un episodio che accadde quando era ancora ragazzo segnò profondamente la sua vita, come egli stesso racconta. Era stato colpito da una grave malattia e neppure suo padre, che era medico, sperava ormai di salvarlo dalla morte. Sua madre, allora, ricorse all'intercessione di Francesco d'Assisi, da poco canonizzato. E Giovanni guarì". Negli anni di formazione, frequentò la Facoltà di Teologia dell'Università di Parigi, studiò a fondo le Scritture, le Sentenze di Pietro Lombardo e i più importanti autori di teologia. "Affascinato dalla testimonianza di fervore e radicalità evangelica dei Frati Minori, che erano giunti a Parigi nel 1219, Giovanni bussò alle porte del Convento francescano di quella città, e chiese di essere accolto nella grande famiglia dei discepoli di Francesco", assumendo il nome di Bonaventura.  

  Lo scritto intitolato "La perfezione evangelica"  - ha spiegato il Papa - fu la risposta di Bonaventura a chi contestava il diritto dei Frati Minori "di insegnare nell'Università e (...) metteva in dubbio persino l'autenticità della loro vita consacrata". In esso l'Autore dimostrava che "gli Ordini mendicanti, in specie i Frati Minori, praticando i voti di povertà, di castità e di obbedienza, seguivano i consigli del Vangelo stesso".

  "Al di là di queste circostanze storiche, l'insegnamento fornito da Bonaventura in questa sua opera e nella sua vita rimane sempre attuale: la Chiesa è resa più luminosa e bella dalla fedeltà alla vocazione di quei suoi figli e di quelle sue figlie che non solo mettono in pratica i precetti evangelici ma, per la grazia di Dio, sono chiamati ad osservarne i consigli e testimoniano così, con il loro stile di vita povero, casto e obbediente, che il Vangelo è sorgente di gioia e di perfezione".

  Nel 1257, quando Bonaventura fu eletto Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, l'Ordine nel mondo contava più di 30.000 Frati sparsi in tutto l'Occidente con presenze missionarie nell'Africa del Nord, in Medio Oriente e anche a Pechino. "Occorreva consolidare questa espansione e soprattutto conferirle, in piena fedeltà al carisma di Francesco, unità di azione e di spirito. Infatti, tra i seguaci del santo di Assisi si registravano diversi modi di interpretarne il messaggio ed esisteva realmente il rischio di una frattura interna".

  Per preservare l'autentico carisma di Francesco, la sua vita ed il suo insegnamento, Bonaventura "raccolse, (...) con grande zelo documenti riguardanti il Poverello e ascoltò con attenzione i ricordi di coloro che avevano conosciuto direttamente Francesco. Ne nacque una biografia, storicamente ben fondata, del santo di Assisi, intitolata 'Legenda maior', redatta anche in forma più succinta, e chiamata perciò 'Legenda minor'.

  "Qual è l'immagine di San Francesco che emerge dal cuore e dalla penna del suo figlio devoto e successore, San Bonaventura? Francesco è un 'alter Christus', un uomo che ha cercato appassionatamente Cristo. Nell'amore che spinge all'imitazione, egli si è conformato interamente a Lui. Bonaventura additava questo ideale vivo a tutti i seguaci di Francesco".

  "Questo ideale, valido per ogni cristiano, ieri, oggi, sempre" - ha ricordato Benedetto XVI - "è stato indicato come programma anche per la Chiesa del Terzo Millennio dal mio Venerabile Predecessore Giovanni Paolo II".

  "Nel 1273" - ha proseguito il Papa - "la vita di San Bonaventura conobbe un altro cambiamento. Il Papa Gregorio X lo volle consacrare Vescovo e nominare Cardinale. Gli chiese anche di preparare un importantissimo evento ecclesiale: il II Concilio Ecumenico di Lione, che aveva come scopo il ristabilimento della comunione tra la Chiesa Latina e quella Greca. Egli si dedicò a questo compito con diligenza, ma non riuscì a vedere la conclusione di quell'assise ecumenica, perché morì durante il suo svolgimento".

  Il Papa ha concluso la biografia del Santo Dottore della Chiesa invitando a raccogliere la sua eredità che "ci ricorda il senso della nostra vita con le seguenti parole: 'Sulla terra… possiamo contemplare l'immensità divina mediante il ragionamento e l'ammirazione; nella patria celeste, invece, mediante la visione, quando saremo fatti simili a Dio, e mediante l'estasi ... entreremo nel gaudio di Dio'".
AG/BONAVENTURA/...                               VIS 20100303 (740)


SALUTO AI PELLEGRINI AL TERMINE UDIENZA GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAR. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina, il Papa si è rivolto, nelle diverse lingue, ai pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI.

  A un gruppo di fedeli della "Sophia University" di Tokio (Giappone), il Santo Padre ha detto: "Offro i miei auguri e le mie preghiere affinché il prossimo centenario della Università rafforzi il vostro servizio nella ricerca della verità e la vostra testimonianza dell'armonia della fede e della ragione".

  Esprimendosi in lingua polacca, Benedetto XVI ha ricordato che in questi giorni si celebra il bicentenario della nascita di Fryderyk Chopin ed "è in corso l'anno di Chopin. La musica di questo famosissimo compositore polacco, che ha portato grande contributo alla cultura dell'Europa e del mondo, avvicini a Dio coloro che l'ascoltano e aiuti a scoprire la profondità della spirito dell'uomo".

  Rivolgendosi in italiano ai partecipanti all'incontro che si tiene in questi giorni in Vaticano, sul tema: "Sollecitudine della Chiesa verso gli Zingari in Europa: situazione e prospettive", il Papa ha auspicato che "le Chiese locali sappiano operare insieme per un impegno sempre più efficace in favore degli Zingari".
AG/SALUTI/...                                   VIS 20100303 (200)


martedì 2 marzo 2010

CATTOLICI E MUSULMANI E STRUMENTALIZZAZIONE RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2010 (VIS). Si è svolto al Cairo (Egitto), il 23 e il 24 febbraio scorsi, l'incontro annuale del Comitato congiunto per il dialogo del Comitato permanente di Al-Azhar per il Dialogo tra le Religioni Monoteistiche e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

  A conclusione dei lavori, lo Sceicco Muhammad Abd al-Aziz Wasil, wakil di al-Azhar (Rappresentante  Legale) e Presidente del Comitato Permanente per il Dialogo con le Religioni Monoteistiche ed il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, hanno firmato una dichiarazione comune.

  Nella Dichiarazione si precisa che: "I partecipanti sono stati ricevuti dal Grande Imam di al-Azhar, Professor Sceicco Muhammad Sayyed Tantawi, che il Cardinale Tauran ha ringraziato per aver condannato gli atti di violenza nei quali sono morti sei cristiani e un poliziotto musulmano a Naga Hamadi (Egitto), lo scorso Natale ortodosso, per aver espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e per aver riaffermato l'uguaglianza di diritti e di doveri per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. Lo sceicco Tantawi ha dichiarato di aver fatto soltanto ciò che riteneva essere il suo dovere di fronte a quegli eventi tragici".

  Il Comitato ha esaminato il tema: "Il fenomeno della violenza confessionale: comprendere il fenomeno e le sue cause e proporre soluzioni con particolare riferimento al ruolo delle religioni a questo proposito".

  Al termine dell'Incontro, i partecipanti hanno concordato sulle seguenti raccomandazioni:  "prestare maggiore attenzione al fatto che la strumentalizzazione della religione a scopi politici o di altra natura può essere fonte di violenza; evitare la discriminazione sulla base dell'identità religiosa; aprire il cuore al perdono e alla riconciliazione reciproci, condizioni necessarie a una coesistenza pacifica e feconda".

  Musulmani e cattolici hanno concordato inoltre che occorre: "riconoscere le similitudini e rispettare le differenze come prerequisito di una cultura di dialogo basata su valori comuni; affermare che entrambe le parti si impegnano di nuovo a riconoscere e a rispettare la dignità di ogni essere umano, senza alcuna distinzione basata sull'appartenenza etnica o religiosa; opporsi alla discriminazione religiosa in tutti i campi (leggi giuste dovrebbero garantire un'uguaglianza fondamentale); promuovere ideali di giustizia, solidarietà e cooperazione per garantire una vita pacifica e prospera a tutti".

  I partecipanti si sono impegnati ad "opporsi con determinazione a qualsiasi atto che tenda a creare tensioni, divisioni e conflitti nelle società; promuovere una cultura di rispetto e di dialogo reciproci attraverso l'educazione a casa, a scuola, nelle chiese e nelle moschee, diffondendo uno spirito di fraternità fra tutte le persone e la comunità; opporsi agli attacchi contro le religioni da parte dei mezzi di comunicazione sociale, in particolare sui canali satellitari, in considerazione dell'effetto pericoloso che queste trasmissioni possono avere sulla coesione sociale e sulla pace fra comunità religiose".

  Infine hanno sostenuto che occorre "assicurarsi che la predicazione dei responsabili religiosi nonché l'insegnamento scolastico e i libri di testo non contengano dichiarazioni o riferimenti a eventi storici che, direttamente o indirettamente, possano suscitare un atteggiamento violento fra i seguaci delle differenti religioni".

  "Il Comitato ha concordato sul fatto che il prossimo incontro si svolgerà a Roma dal 23 al 24 febbraio del 2011".
.../DICHIARAZIONE CATTOLICI:MUSULMANI/AL-AZHAR           VIS 20100302 (530)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Charles Martin Wamika, Vescovo di Jinja (superficie: 8.917; popolazione: 2.914.099; cattolici: 681.533; sacerdoti: 90; religiosi: 342), Uganda. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Tororo (Uganda), succede al Vescovo Joseph B. Willigers, M.H.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Membro della Congregazione per i Vescovi, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
NER:RE:NA/.../WAMIKA:WILLIGERS:SANDRI                     VIS 20100302 (90)


lunedì 1 marzo 2010

ESERCIZI SPIRITUALI CURIA: RINNOVAMENTO SACERDOZIO


CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2010 (VIS). Al termine degli Esercizi Spirituali il Santo Padre ha tenuto un breve discorso a braccio ringraziando il Predicatore Don Enrico dal Covolo, S.D.B., per come ha guidato i partecipanti "nel cammino verso Cristo, nel cammino di rinnovamento del nostro sacerdozio".

  "Lei ha scelto come punto di partenza" - ha ricordato il Santo Padre - "come sottofondo sempre presente, come punto di arrivo - (...) - la preghiera di Salomone per 'un cuore che ascolta'. In realtà mi sembra che sia riassunta tutta la visione cristiana dell'uomo. L'uomo non è perfetto in sé, l'uomo ha bisogno della relazione, è un essere in relazione. Non è il suo 'cogito' che può 'cogitare' tutta la realtà. Ha bisogno dell'ascolto, dell'ascolto dell'altro, soprattutto dell'Altro con la maiuscola, di Dio. Solo così conosce se stesso, solo così diviene se stesso".

  "Dal mio posto qui" - ha proseguito il Pontefice - "ho sempre visto la Madre del Redentore, la 'Sede Sapientiae', il trono vivente della saggezza, con la Sapienza incarnata sul grembo. E come abbiamo visto, San Luca presenta Maria proprio come donna dal cuore in ascolto, che è immersa nella Parola di Dio, che ascolta la Parola, la medita, la compone e la conserva, la custodisce nel suo cuore. I padri della Chiesa dicono che nel momento della concezione del Verbo eterno nel grembo della Vergine lo Spirito Santo è entrato in Maria tramite l'orecchio. Nell'ascolto ha concepito la Parola eterna, ha dato la sua carne a questa Parola. E così ci dice che cosa è avere un cuore in ascolto".

  "Maria è qui circondata dai padri e dalle madri della Chiesa, dalla comunione dei santi. E così vediamo e abbiamo capito proprio in questi giorni che non nell'io isolato possiamo realmente ascoltare la Parola: solo nel noi della Chiesa, nel noi della comunione dei santi".

  "E lei" - ha detto il Papa rivolgendosi al Predicatore degli Esercizi - "ci ha mostrato, ha dato voce a cinque figure esemplari del sacerdozio, cominciando con Ignazio d'Antiochia fino al caro e venerabile Giovanni Paolo II. Così abbiamo realmente di nuovo percepito che cosa vuol dire essere sacerdote, divenire sempre più sacerdoti".

  "Lei ha anche sottolineato che la consacrazione va verso la missione, è destinata a divenire missione" - ha concluso Benedetto XVI - "In questi giorni abbiamo approfondito con l'aiuto di Dio la nostra consacrazione. Così con nuovo coraggio vogliamo adesso affrontare la nostra missione".
AC/ESERCIZI SPIRITUALI/...                           VIS 100301 (390)


TELEGRAMMA AUGURALE 70° COMPLEANNO BARTOLOMEO I


CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del telegramma augurale del Santo Padre Benedetto XVI a Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, in occasione del suo 70° compleanno.

  "La lieta occasione del suo settantesimo genetliaco mi offre la gradita opportunità di ringraziare Dio, Padre di nostro Signore Gesù Cristo e Datore di ogni bene, per le abbondanti benedizioni che ha riversato su Vostra Santità, e nel contempo di trasmetterle i miei più fervidi e affettuosi auguri".

  "Questi auguri fervidi e fraterni sono accompagnati delle mie preghiere che il nostro Signore la sostenga con la sua forza e la sua grazia nel compimento del suo alto ministero pastorale, di predicatore del Vangelo e maestro di vita spirituale".

  "Con il piacevole ricordo dei nostri incontri, particolarmente la mia visita al Phanar per la festa dell'Apostolo Andrea, fratello di Pietro, abbraccio santamente Vostra Santità, mentre esprimo la mia devota fiducia che lo spirito di Dio continui ad illuminare e guidare il nostro cammino verso la piena comunione voluta da Cristo per tutti i suoi discepoli".
TGR/COMPLEANNO/BARTOLOMEO I                       VIS 20100301 (190)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre José de Jesús González Hernández, O.F.M., Vescovo Prelato di Jesús María (superficie: 25.000; popolazione: 146.000; cattolici: 134.000; sacerdoti: 27; religiosi: 72; diaconi permanenti: 1), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Etzatlán (Messico), ha emesso la professione solenne ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Finora Rettore e Parroco della chiesa Cattedrale di Inhambane (Mozambico), succede al Vescovo José Antonio Pérez Sánchez, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prelatura, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato l'Arcivescovo André Léonard, Metropolita di Mechelen-Brussel, Ordinario Militare per il Belgio.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20100301 (130)

ANGELUS: GESÙ SOLO È CIÒ CHE DEVE BASTARE NEL CAMMINO


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nel ricordare la conclusione degli Esercizi Spirituali, Benedetto XVI ha detto: "Con i miei collaboratori della Curia Romana abbiamo trascorso giorni di raccoglimento e di intensa preghiera, riflettendo sulla vocazione sacerdotale, in sintonia con l'Anno che la Chiesa sta celebrando".

 Nel commentare la liturgia di oggi nella quale San Luca narra l'episodio della Trasfigurazione, il Papa ha spiegato che l'Evangelista "non parla di Trasfigurazione, ma descrive quanto è avvenuto attraverso due elementi: il volto di Gesù che cambia e la sua veste che diventa candida e sfolgorante, alla presenza di Mosè ed Elia, simbolo della Legge e dei Profeti. I tre discepoli che assistono alla scena sono oppressi dal sonno: è l'atteggiamento di chi, pur essendo spettatore dei prodigi divini, non comprende. Solo la lotta contro il torpore che li assale permette a Pietro, Giacomo e Giovanni di 'vedere' la gloria di Gesù".

  "Allora il ritmo si fa incalzante: mentre Mosé ed Elia si separano dal Maestro, Pietro parla e, mentre sta parlando, una nube copre lui e gli altri discepoli con la sua ombra; è una nube, che, mentre copre, rivela la gloria di Dio, come avvenne per il popolo pellegrinante nel deserto. Gli occhi non possono più vedere, ma gli orecchi possono udire la voce che esce dalla nube: 'Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!'".

  "I discepoli" - ha proseguito il Pontefice - "non sono più di fronte ad un volto trasfigurato, né ad una veste candida, né ad una nube che rivela la presenza divina. Davanti ai loro occhi, c'è 'Gesù solo'. Gesù è solo davanti al Padre suo, mentre prega, ma, allo stesso tempo, 'Gesù solo' è tutto ciò che è dato ai discepoli e alla Chiesa di ogni tempo: è ciò che deve bastare nel cammino. È lui l'unica voce da ascoltare, l'unico da seguire, lui che salendo verso Gerusalemme donerà la vita e un giorno 'trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso'".

  "La Trasfigurazione" - ha sottolineato il Papa - "ci ricorda che le gioie seminate da Dio nella vita non sono punti di arrivo, ma sono luci che Egli ci dona nel pellegrinaggio terreno, perché 'Gesù solo' sia la nostra Legge e la sua Parola sia il criterio che guida la nostra esistenza".

  "In questo periodo quaresimale" - ha concluso il Pontefice - "invito tutti a meditare assiduamente il Vangelo. Auspico, inoltre, che in quest'Anno Sacerdotale i Pastori 'siano veramente pervasi dalla Parola di Dio, la conoscano davvero, la amino al punto che essa realmente dia loro vita e formi il loro pensiero'".
ANG/TRASFIGURAZIONE/...                           VIS 20100301 (480)


PROTEZIONE CRISTIANI IRAQ E SOLIDARIETÀ TERREMOTO CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 FEB. 2010 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa si è soffermato sulle uccisioni di cristiani in Iraq e sulle popolazioni colpite dal terremoto in Cile.
 
  "Ho appreso con profonda tristezza le tragiche notizie delle recenti uccisioni di alcuni Cristiani nella città di Mossul e ho seguito con viva preoccupazione gli altri episodi di violenza, perpetrati nella martoriata terra irachena ai danni di persone inermi di diversa appartenenza religiosa. In questi giorni di intenso raccoglimento ho pregato spesso per tutte le vittime di quegli attentati ed oggi desidero unirmi spiritualmente alla preghiera per la pace e per il ripristino della sicurezza, promossa dal Consiglio dei Vescovi di Ninive. Sono affettuosamente vicino alle comunità cristiane dell'intero Paese. Non stancatevi di essere fermento di bene per la patria a cui, da secoli, appartenete a pieno titolo!".

  "Nella delicata fase politica che sta attraversando l'Iraq mi appello alle Autorità civili, perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili. Mi auguro che non si ceda alla tentazione di far prevalere gli interessi temporanei e di parte sull'incolumità e sui diritti fondamentali di ogni cittadino. Infine, mentre saluto gli iracheni presenti qui in Piazza, esorto la comunità internazionale a prodigarsi per dare agli Iracheni un futuro di riconciliazione e di giustizia, mentre invoco con fiducia da Dio onnipotente il dono prezioso della pace".

  Il Santo Padre ha successivamente ricordato le popolazioni colpite dal terremoto in Cile "che ha causato numerose perdite in vite umane e ingenti danni. Prego per le vittime e sono spiritualmente vicino alle persone provate da così grave calamità; per esse imploro da Dio sollievo nella sofferenza e coraggio in queste avversità. Sono sicuro che non verrà a mancare la solidarietà di tanti, in particolare delle organizzazioni ecclesiali".
ANG/IRAQ:CILE/...                                           VIS 20100301 (310)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI MARZO


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di marzo è la seguente: "Perché l'economia mondiale sia gestita secondo criteri di giustizia e di equità, tenendo conto delle reali esigenze dei popoli, specialmente di quelli più poveri".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le Chiese in Africa siano segno e strumento di riconciliazione e di giustizia in ogni regione del Continente".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/MARZO/…                             VIS 20100301 (90)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Uganda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Baptist Odama, di Gulu, con l'Ausiliare Vescovo Sabino Ocan Odoki, Amministratore Apostolico di Arua.

    - Il Vescovo Giuseppe Franzelli, M.C.C.J., di Lira, con l'emerito Vescovo Joseph Oyanga.
 
    - Il Vescovo Martin Luluga, di Nebbi.

    L'Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela (Spagna) e Seguito.

  Sabato 27 febbraio, il Papa ha ricevuto in udienza Don Enrico dal Covolo, Predicatore degli Esercizi Spirituali.
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venerdì 26 febbraio 2010

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Marie Fabien Raharilamboniaina, O.C.D., Superiore Provinciale dei Padri Carmelitani per il Madagascar e l'Oceano Indiano, Vescovo di Morondava (superficie: 46.620; popolazione: 490.000; cattolici: 43.640; sacerdoti: 34; religiosi: 78), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Ambohijanahary (Madagascar), ha emesso i voti nel 1990 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997.  Succede al Vescovo Donald Pelletier, M.S., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Peter Lee Kiheon, Vescovo di Uijongbu (superficie: 2.626; popolazione: 2.615.839; cattolici: 196.995; sacerdoti: 156; religiosi: 166), Corea.  Finora Vescovo dell'Ordinariato Militare in Corea, il Vescovo Kiheon succede al Vescovo Joseph Lee Han-taek, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Toamasina (Madagascar), elevando a Chiesa Metropolitana l'omonima sede vescovile, assegnandole come Chiese suffraganee le Diocesi di Ambatondrazaka, Moramanga e Fenoarivo-Atsinana.

- Ha nominato il Vescovo Désiré Tsarahazana, finora Vescovo della medesima Diocesi, primo Arcivescovo Metropolita di Toamasina (superficie: 23.690; popolazione: 2.000.000; cattolici: 600.000; sacerdoti: 42; religiosi: 88), Madagascar. L'Arcivescovo eletto  è nato ad Amboangibe (Madagascar), nel 1954, è stato ordinato sacerdote nel 1986 e ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2001.
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