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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 26 marzo 2008

MAGDI ALLAM GIORNALISTA ORIGINE EGIZIANA BATTEZZATO PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato sabato sera ai giornalisti la seguente dichiarazione:

  "Nel corso della Veglia pasquale di questa notte il Santo Padre amministrerà il battesimo a 7 persone, 5 donne e due uomini provenienti da diversi Paesi".

  "Com'è noto, il Santo Padre amministra normalmente il sacramento del Battesimo in due circostanze liturgiche. Nella festa del Battesimo del Signore, nella Cappella Sistina, amministra il battesimo a un gruppo di bambini neonati. Nella Veglia pasquale invece amministra il Battesimo e gli altri due sacramenti della iniziazione cristiana (Confermazione e Comunione) a un gruppo di adulti di diversa nazionalità e condizione, che hanno compiuto il necessario cammino di preparazione spirituale e catechetica, che nella tradizione cristiana si chiama 'catecumenato'".

  "I catecumeni che riceveranno il Battesimo questa notte provengono dall'Italia, dal Camerun, dalla Cina, dagli Stati Uniti, dal Perù. Fra di essi vi è anche il Dottor Magdi Allam, noto giornalista di origine egiziana, Vicedirettore 'ad personam' del 'Corriere della Sera'".

  "Per la Chiesa cattolica ogni persona che chiede di ricevere il Battesimo dopo una profonda ricerca personale, una scelta pienamente libera e un'adeguata preparazione, ha il diritto di riceverlo".

  "Per parte sua, il Santo Padre amministra il Battesimo nel corso della liturgia pasquale ai catecumeni che gli sono stati presentati, senza fare 'differenza di persone', cioè considerandoli tutti ugualmente importanti davanti all'amore di Dio e benvenuti nella comunità della Chiesa".
OP/BATTESIMO/ALLAM                                       VIS 20080326 (260)


SABATO SANTO: SUO ANDARE VIA SI TRASFORMA IN NUOVO VENIRE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2008 (VIS). Alle 21:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua, durante la quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo e della Confermazione ad alcuni catecumeni provenienti da diversi Paesi.

  La Veglia ha avuto inizio nell'atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Alla processione verso l'Altare con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali.

  "Nel suo discorso d'addio, Gesù" - ha detto il Papa nell'omelia - "ha annunciato ai discepoli la sua imminente morte e risurrezione con una frase misteriosa. Dice: 'Vado e vengo da voi' (Gv 14, 28). Il morire è un andare via. (...).  Ma nel caso di Gesù c'è una novità unica che cambia il mondo. (...) Proprio nell'andare via, Egli viene. Il suo andare inaugura un modo tutto nuovo e più grande della sua presenza. Col suo morire Egli entra nell'amore del Padre. Il suo morire è un atto d'amore. L'amore, però, è immortale. Per questo il suo andare via si trasforma in un nuovo venire, in una forma di presenza che giunge più nel profondo e non finisce più".

  "Nella sua vita terrena Gesù, come tutti noi, era legato alla condizioni esterne dell'esistenza corporea (...) La corporeità pone dei limiti alla nostra esistenza. (...) Gesù, invece, che ora mediante l'atto dell'amore è totalmente trasformato, è libero da tali barriere e limiti. Egli è in grado di passare non solo attraverso le porte esteriori chiuse, come ci raccontano i Vangeli (cfr Gv 20, 19). Può passare attraverso la porta interiore tra l'io e il tu, la porta chiusa tra l'ieri e l'oggi, tra il passato ed il domani. (...) Il suo andare via diventa un venire nel modo universale della presenza del Risorto, in cui Egli è presente ieri, oggi ed in eterno; in cui abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi. Ora può oltrepassare anche il muro dell'alterità che separa l'io dal tu".

  "Le parole misteriose di Gesù nel Cenacolo ora - mediante il Battesimo - si rendono per voi di nuovo presenti. Nel Battesimo il Signore entra nella vostra vita per la porta del vostro cuore. Noi non stiamo più uno accanto all'altro o uno contro l'altro. Egli attraversa tutte queste porte. È questa la realtà del Battesimo: Egli, il Risorto, viene, viene a voi e congiunge la vita sua con quella vostra, tenendovi dentro al fuoco aperto del suo amore. Voi diventate un'unità, sì, una cosa sola con Lui, e così una cosa sola tra di voi".

  "Le persone battezzate e credenti non sono mai veramente estranee l'una per l'altra" - ha sottolineato il Santo Padre - "Possono separarci continenti, culture, strutture sociali o anche distanze storiche. Ma quando ci incontriamo, ci conosciamo in base allo stesso Signore, alla stessa fede, alla stessa speranza, allo stesso amore, che ci formano. Allora sperimentiamo che il fondamento delle nostre vite è lo stesso. Sperimentiamo che nel più profondo del nostro intimo siamo ancorati alla stessa identità, a partire dalla quale tutte le diversità esteriori, per quanto grandi possano anche essere, risultano secondarie".

  "Questa intima natura del Battesimo come dono di una nuova identità" - ha spiegato il Pontefice - "viene rappresentata dalla Chiesa nel Sacramento mediante elementi sensibili. (...) l'acqua" e "in secondo luogo la luce". Commentando le Letture della Veglia Pasquale, il Papa ha ricordato che: "Gesù appare come il nuovo Pastore, quello definitivo che porta a compimento ciò che Mosè aveva fatto: Egli ci conduce fuori dalle acque mortifere del mare, fuori dalle acque della morte. (...)  Nel Battesimo ci prende come per mano, ci conduce sulla via che passa attraverso il Mar Rosso di questo tempo e ci introduce nella vita duratura, in quella vera e giusta".

  "In secondo luogo c'è il simbolo della luce e del fuoco. (...) Gesù Cristo ha veramente preso la luce dal cielo e l'ha portata sulla terra - la luce della verità e il fuoco dell'amore che trasforma l'essere dell'uomo. Egli ha portato la luce, ed ora sappiamo chi è Dio e come è Dio. Così sappiamo anche come stanno le cose riguardo all'uomo; che cosa siamo noi e per che scopo esistiamo. Venir battezzati significa che il fuoco di questa luce viene calato giù nel nostro intimo. Per questo, nella Chiesa antica il Battesimo veniva chiamato anche il Sacramento dell'illuminazione".

  "Nella Chiesa antica c'era la consuetudine" - ha detto il Papa al termine dell'melia - "che il Vescovo o il sacerdote dopo l'omelia esortasse i credenti esclamando: 'Conversi ad Dominum' - volgetevi ora verso il Signore. Ciò significava innanzitutto che essi si volgevano verso Est - nella direzione del sorgere del sole come segno del Cristo che torna, (...) Era collegata con ciò poi l'altra esclamazione che ancora oggi, prima del Canone, viene rivolta alla comunità credente: 'Sursum corda' - in alto i cuori, fuori da tutti gli intrecci delle nostre preoccupazioni, dei nostri desideri, delle nostre angosce, della nostra distrazione - in alto i vostri cuori, il vostro intimo!".

  "In ambedue le esclamazioni" - ha concluso il Pontefice - "veniamo in qualche modo esortati ad un rinnovamento del nostro Battesimo: Conversi ad Dominum - (...). Sempre di nuovo dobbiamo volgerci verso di Lui, che è la Via, la Verità e la Vita. (...) E sempre di nuovo dobbiamo lasciare che il nostro cuore sia sottratto alla forza di gravità, che lo tira giù, e sollevarlo interiormente in alto: nella verità e l'amore".
BXVI-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/...               VIS 20080326 (930)


VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2008 (VIS). Alle 17:00 di oggi, Venerdì Santo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Durante la Liturgia della Parola, è stato riascoltato il racconto della Passione secondo Giovanni; quindi il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto l'omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l'adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

  Alle 21:15, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto al Colosseo il pio esercizio della Via Crucis, trasmesso in mondovisione. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest'anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti dal Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong. Filo conduttore delle meditazioni sono state le persecuzioni sofferte dalla Chiesa Cattolica in varie parti del mondo.

  In una serata fredda e piovosa, il Santo Padre Benedetto XVI ha seguito la cerimonia dalla collina del Palatino ed ha portato la Croce alla ultima Stazione. La Croce è stata portata anche dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma; da una religiosa del Burkina Faso; da una famiglia romana; una donna in sedia a rotelle; due frati francescani della Custodia di Terra Santa e una giovane cinese.

  Al termine della cerimonia, il Santo Padre ha pronunciato alcune parole:  "La Croce" - ha detto - " è sorgente di vita immortale, è scuola di giustizia e di pace, è patrimonio universale di perdono e di misericordia; è prova permanente di un amore oblativo e infinito che ha spinto Dio a farsi uomo vulnerabile come noi sino a morire crocifisso".

  "Purtroppo" - ha rilevato il Pontefice - "non sempre gli uomini riescono a percepire la profondità di quest'amore sconfinato che Iddio nutre per le sue creature. Per Lui non c'è differenza di razza e cultura. Gesù Cristo è morto per affrancare l'intera umanità dalla ignoranza di Dio, dal cerchio di odio e vendetta, dalla schiavitù del peccato. La Croce ci rende fratelli".

  "Tanti, anche nella nostra epoca, non conoscono Dio e non possono trovarlo nel Cristo crocifisso; tanti sono alla ricerca di un amore e di una libertà che escluda Dio; tanti credono di non aver bisogno di Dio. Cari amici, dopo aver vissuto insieme la passione di Gesù, lasciamo questa sera che il suo sacrifico sulla Croce ci interpelli; permettiamo a Lui di porre in crisi le nostre umane certezze; apriamogli il cuore: Gesù è la Verità che ci rende liberi di amare. Non temiamo! Morendo il Signore ha salvato i peccatori, cioè tutti noi".

  "Questa è la verità del Venerdì Santo" - ha concluso Benedetto XVI - "sulla croce il Redentore ci ha restituito la dignità che ci appartiene, ci ha resi figli adottivi di Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza".
BXVI-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO                   VIS 20080326 (490)


GIOVEDÌ SANTO: SANTA MESSA DEL CRISMA E IN COENA DOMINI



CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2008 (VIS). Alle 9:30 di oggi, ricorrenza del Giovedì Santo, il Papa ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali. Hanno concelebrato con il Santo Padre i Cardinali, i Vescovi e i Presbiteri, diocesani e religiosi, presenti a Roma. Nel corso della Celebrazione Eucaristica, dopo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, vengono benedetti l'olio dei catecumeni, l'olio degli infermi e il crisma.

  Il Santo Padre ha ricordato nell'omelia che "la Messa del Crisma ci esorta a rientrare in quel 'sì' alla chiamata di Dio, che abbiamo pronunciato nel giorno della nostra Ordinazione sacerdotale".

  L'Antico Testamento, ha spiegato il Pontefice, descrive "l'essenza del ministero sacerdotale: in primo luogo lo 'stare davanti al Signore'" e "servire".

  "Il sacerdote" - ha detto ancora il Pontefice - "Deve stare in guardia di fronte alle potenze incalzanti del male. Deve tener sveglio il mondo per Dio. Deve essere uno che sta in piedi: dritto di fronte alle correnti del tempo. Dritto nella verità. Dritto nell'impegno per il bene".

  "Lo stare davanti al Signore deve essere sempre, nel più profondo, anche un farsi carico degli uomini presso il Signore che, a sua volta, si fa carico di tutti noi presso il Padre. E deve essere un farsi carico di Lui, di Cristo, della sua parola, della sua verità, del suo amore".

  "A tutto ciò" - ha ripreso il Pontefice - "si aggiunge poi il servire". Nella celebrazione dell'Eucaristia, ciò che il sacerdote fa "è servire, compiere un servizio a Dio e un servizio agli uomini. Il culto che Cristo ha reso al Padre è stato il donarsi sino alla fine per gli uomini. In questo culto, in questo servizio il sacerdote deve inserirsi".

  "Così la parola 'servire' comporta molte dimensioni. Certamente ne fa parte innanzitutto la retta celebrazione della Liturgia e dei Sacramenti in genere, compiuta con partecipazione interiore" - ha detto ancora Benedetto XVI sottolineando che se i sacerdoti "hanno familiarità, la amano e la vivono: solo allora potremo spiegarla in modo adeguato".

  "Fanno parte del servire" - ha spiegato ancora il Santo Padre - "ancora due altri aspetti. Nessuno è così vicino al suo signore come il servo che ha accesso alla dimensione più privata della sua vita. In questo senso 'servire' significa vicinanza, richiede familiarità. Questa familiarità comporta anche un pericolo: quello che il sacro da noi continuamente incontrato divenga per noi abitudine. Si spegne così il timor riverenziale. Condizionati da tutte le abitudini, non percepiamo più il fatto grande, nuovo, sorprendente, che Egli stesso sia presente, ci parli, si doni a noi".

  "Servire significa vicinanza, ma significa soprattutto anche obbedienza. (...) La tentazione dell'umanità è sempre quella di voler essere totalmente autonoma, di seguire soltanto la propria volontà e di ritenere che solo così noi saremmo liberi; che solo grazie ad una simile libertà senza limiti l'uomo sarebbe completamente uomo. Ma proprio così ci poniamo contro la verità. Poiché la verità è che noi dobbiamo condividere la nostra libertà con gli altri e possiamo essere liberi soltanto in comunione con loro. Questa libertà condivisa può essere libertà vera solo se con essa entriamo in ciò che costituisce la misura stessa della libertà, se entriamo nella volontà di Dio".

  Benedetto XVI ha concluso ribadendo che: "Questa obbedienza fondamentale che fa parte dell'essere uomini: un essere non da sé e solo per se stessi, diventa ancora più concreta nel sacerdote: noi non annunciamo noi stessi, ma Lui e la sua Parola, che non potevamo ideare da soli. (...) La nostra obbedienza è un credere con la Chiesa, un pensare e parlare con la Chiesa, un servire con essa".

  Alle 17:30 del pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la concelebrazione della Santa Messa "nella Cena del Signore". Nel corso della Liturgia, il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici sacerdoti. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Santo Padre un'offerta a sostegno dell'Orfanotrofio "La edad de Oro", La Habana (Cuba).

  Commentando nell'omelia il gesto di Gesù di lavare i piedi ai suoi discepoli, il Papa ha sottolineato la necessità della purificazione interiore, condizione per vivere la comunione con Dio e con i fratelli.

  "Giorno dopo giorno" - ha detto il Pontefice - "siamo come ricoperti di sporcizia multiforme, di parole vuote, di pregiudizi, di sapienza ridotta ed alterata; una molteplice semifalsità o falsità aperta s'infiltra continuamente nel nostro intimo. Tutto ciò offusca e contamina la nostra anima, ci minaccia con l'incapacità per la verità e per il bene. Se accogliamo le parole di Gesù col cuore attento, esse si rivelano veri lavaggi, purificazioni dell'anima, dell'uomo interiore".

  "È, questo, ciò a cui ci invita il Vangelo della lavanda dei piedi: lasciarci sempre di nuovo lavare da quest'acqua pura, lasciarci rendere capaci della comunione conviviale con Dio e con i fratelli".

  "L'insieme di dono ed esempio, che troviamo nella pericope della lavanda dei piedi, è caratteristico per la natura del cristianesimo in genere. Il cristianesimo non è una specie di moralismo, un semplice sistema etico. All'inizio non sta il nostro fare, la nostra capacità morale. Cristianesimo è anzitutto dono: Dio si dona a noi - non dà qualcosa, ma se stesso. E questo avviene non solo all'inizio, nel momento della nostra conversione. Egli resta continuamente Colui che dona. Sempre di nuovo ci offre i suoi doni. Sempre ci precede. Per questo l'atto centrale dell'essere cristiani è l'Eucaristia: la gratitudine per essere stati gratificati, la gioia per la vita nuova che Egli ci dà".

  "Abbiamo bisogno della 'lavanda dei piedi', della lavanda dei peccati di ogni giorno, e per questo abbiamo bisogno della confessione dei peccati (...). Abbiamo bisogno della confessione come essa ha preso forma nel Sacramento della riconciliazione. In esso il Signore lava a noi sempre di nuovo i piedi sporchi e noi possiamo sederci a tavola con Lui".

  "A questo ci esorta il Giovedì Santo" - ha concluso il Pontefice - "non lasciare che il rancore verso l'altro diventi nel profondo un avvelenamento dell'anima. Ci esorta a purificare continuamente la nostra memoria, perdonandoci a vicenda di cuore, lavando i piedi gli uni degli altri, per poterci così recare insieme al convito di Dio".
BXVI-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/...                 VIS 20080326 (1050)


TRIDUO PASQUALE ED APPELLO TIBET

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2008 (VIS). l'Udienza Generale di questa mattina, 19 marzo, Onomastico del Santo Padre, si è svolta in due momenti distinti: alle 10:15, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato 3.500 studenti partecipanti all'Incontro Internazionale UNIV 2008; successivamente, nell'Aula Paolo VI, ha tenuto la catechesi e ha salutato i pellegrini e i fedeli provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo.

  Rivolgendosi ai giovani dell'UNIV, Benedetto XVI ha avuto parole di esortazione, invitandoli a non aver paura "di essere anticonformisti, quando necessario, in università, in collegio e dovunque" ed ha ricordato che "essere amici di Cristo e offrire testimonianza di Cristo dove ci troviamo a vivere esige, inoltre, lo sforzi di andare controcorrente".

  Nella catechesi in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sul significato del Triduo Pasquale, culmine dell'itinerario quaresimale, durante il quale riviviamo "l'evento centrale della nostra Redenzione".

  Il Giovedì Santo, ha detto il Papa, "la Chiesa fa memoria dell'Ultima Cena durante la quale il Signore, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il Sacramento dell'Eucaristia e quello del Sacerdozio ministeriale. In quella stessa notte Gesù ci ha lasciato il comandamento nuovo, "mandatum novum", il comandamento dell'amore fraterno".

  Il Venerdì Santo, ha proseguito il Santo Padre, "è la giornata che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Gesù. In questo giorno (...) l'assemblea cristiana si raccoglie per meditare sul grande mistero del male e del peccato che opprimono l'umanità (...). Dopo aver ascoltato il racconto della passione di Cristo, la comunità prega per tutte le necessità della Chiesa e del mondo, adora la Croce e si accosta all'Eucaristia".

  "Il Sabato Santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste particolari liturgie. Mentre attendono il grande evento della Risurrezione, i credenti perseverano con Maria nell'attesa pregando e meditando. (...) Questo Sabato di silenzio, di meditazione, di perdono, di riconciliazione sfocia nella 'Veglia Pasquale', che introduce la domenica più importante della storia, la domenica della Pasqua di Cristo. (...). Nel buio della notte viene acceso dal fuoco nuovo il cero pasquale, simbolo di Cristo che risorge glorioso".

  Al termine della catechesi il Santo Padre ha lanciato un appello per la situazione in Tibet ed ha detto: "Seguo con grande trepidazione le notizie, che in questi giorni giungono dal Tibet. Il mio cuore di Padre sente tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone. (...) Con la violenza non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera. Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce, che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza".
AG/TRIDUO PASQUALE:TIBET                                          VIS 20080326 (460)


martedì 18 marzo 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare della Diocesi di Würzburg (Germania), presentata dal Vescovo Helmut Bauer, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Etienne Ung'eyowun, Vescovo della Diocesi di Bondo
(superficie: 75.600; popolazione: 395.370; cattolici: 82.017; sacerdoti: 20; religiosi: 18), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Nyalebbe (Repubblica Democratica del Congo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. E' stato finora Segretario Generale Aggiunto della Conferenza Episcopale Nazionale.
RE:NER/.../BAUER:UNG'EYOWUN                               VIS 20080318 (100)


lunedì 17 marzo 2008

ACCORDO TRA LA SANTA SEDE E IL PRINCIPATO DI ANDORRA


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina, rende noto che oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, è stato firmato un Accordo tra la Santa Sede e il Principato di Andorra che "consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di collaborazione, esistenti tra le due Parti".

  "Andorra" - si legge nel Comunicato - "ha mantenuto da sempre una relazione speciale con la Chiesa cattolica. Nel 1993, il Principato si è dotato di una Costituzione che mantiene in vita il sistema del Co-Principato, risalente al 1278 (...). I Coprincipi - che sono il Vescovo di Urgell ed il Presidente della Repubblica francese - svolgono in modo congiunto ed indivisibile le funzioni del Capo dello Stato".

  "L'Accordo firmato tra la Santa Sede ed il Principato di Andorra si compone di un Preambolo e di sedici articoli, raggruppati in sei Parti, riguardanti le seguenti materie: il Vescovo di Urgell, lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Andorra, il matrimonio canonico, l'insegnamento della religione nella scuola, il sistema economico della Chiesa cattolica in Andorra".

  Per la Santa Sede ha firmato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e per il Principato di Andorra, il Signor Albert Pintati, Capo del Governo. L'Accordo entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratifica.
.../ACCORDO SANTE SEDE:ANDORRA/BERTONE:PINTAT VIS 20080317 (220)


PROGRAMMA VIAGGIO BENEDETTO XVI STATI UNITI D'AMERICA

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella mattinata di oggi, il programma del Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI negli Stati Uniti d'America e della visita alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (15-21 aprile).

  Martedì 15 aprile il Papa partirà dall'aeroporto di Roma/Fiumicino ed alle 16:00 (ora locale), giungerà all'aeroporto della "Andrews Air Force Base" di Washington, dove sarà accolto dal Presidente George W. Bush e la Consorte.

  Mercoledì 16 aprile, alle ore 10:30, avrà luogo la cerimonia di benvenuto e la visita di cortesia al Presidente degli Stati Uniti d'America nello Studio Ovale della "White House". Nel pomeriggio Papa Benedetto XVI presiederà la Celebrazione dei Vespri ed incontrerà i Vescovi degli Stati Uniti d'America nel Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione.

  Papa Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa alle 10:00 di giovedì 17 aprile, nel "Nationals Stadium" di Washington ed alle 17:00 parteciperà ad un Incontro con il Mondo Universitario Cattolico nella Sala Conferenze della "Catholic University of America" di Washington. Infine prenderà parte ad un Incontro con i Rappresentanti di altre Religioni nella Sala "Rotunda" del Centro Culturale "Giovanni Paolo II".

  La mattina di venerdì 18 aprile, il Santo Padre partirà alla volta di New York e alle 10:45 terrà un discorso alla Sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel pomeriggio è in programma un Incontro Ecumenico nella Chiesa di "St. Joseph".

  Il Santo Padre celebrerà la Santa Messa sabato 19, alle 9:15, con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di "St. Patrick". Successivamente pranzerà con i Vescovi dell'Arcidiocesi di New York ed alle 16:30 presiederà un incontro con i giovani e i seminaristi del Seminario di "St. Joseph".

  Domenica 20 aprile, alle 9:30, il Santo Padre si recherà in visita a "Ground Zero" e si raccoglierà in preghiera ricordando le vittime dell'attentato alle Torri Gemelle del settembre 2001. Alle 14:30 celebrerà la Santa Messa presso lo "Yankee Stadium" di New York.

  La cerimonia di congedo è prevista alla ore 20:00 presso l'aeroporto internazionale "John Fitzgerald Kennedy" di new York. L'aereo papale atterrerà all'aeroporto di Ciampino lunedì 21 aprile, alle 10:45, ora di Roma.
OP/PROGRAMMA VIAGGIO STATI UNITI/...                   VIS 20080317 (370)


ARCIVESCOVO RAHHO UOMO DI PACE E DI DIALOGO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato questa mattina nella Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, una Santa Messa in suffragio dell'Arcivescovo di Mosul dei Caldei, Sua Eccellenza Monsignor Paulos Faraj Rahho.

  Il Papa ha espresso la sua vicinanza ai Vescovi "di quella amata Chiesa che in Iraq soffre, crede e prega. A questi venerati Fratelli nell'Episcopato, ai loro Sacerdoti, ai Religiosi ed ai fedeli tutti invio una particolare parola di saluto e di incoraggiamento, confidando che nella fede essi sappiano trovare la forza per non perdersi d'animo nella difficile situazione che stanno vivendo".

  "Il contesto liturgico in cui ci troviamo" - ha ricordato nell'omelia il Pontefice - "è il più eloquente possibile: sono i giorni in cui riviviamo gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù: ore drammatiche, cariche di amore e di timore, specialmente nell'animo dei discepoli. Ore in cui si fece netto il contrasto tra la verità e la menzogna, tra la mitezza e la rettitudine di Cristo e la violenza e l'inganno dei suoi nemici. Gesù ha sperimentato l'approssimarsi della morte violenta, ha sentito stringersi attorno a sé la trama dei persecutori. Ha sperimentato l'angoscia e la paura, fino all'ora cruciale del Getsemani. Ma tutto questo Egli ha vissuto immerso nella comunione con il Padre e confortato dalla 'unzione' dello Spirito Santo".

  Citando il brano evangelico odierno che ricorda la cena di Betania ed il gesto di Maria, di ungere i piedi di Gesù con l'unguento prezioso, il Papa ha enumerato le "unzioni" dell'Arcivescovo Rahho ed ha detto: "Penso al sacro Crisma, che unse la fronte di Monsignor Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; che gli unse le mani nel giorno dell'Ordinazione sacerdotale, e poi ancora il capo e le mani quando fu consacrato Vescovo. Ma penso anche alle tante 'unzioni' di affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli riservavano alla sua persona, e che l'hanno accompagnato nelle ore terribili del rapimento e della dolorosa prigionia - dove giunse forse già ferito -, fino all'agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state ritrovate le sue spoglie mortali".

 "Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali" - ha sottolineato il Pontefice - "erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è venuto a donarci!".

  "La Lettura del profeta Isaia" - ha proseguito il Pontefice - "ci ha posto dinanzi la figura del Servo del Signore, nel primo dei quattro 'Carmi', in cui risaltano la mitezza e la forza di questo misterioso inviato di Dio, che si è pienamente realizzato in Gesù Cristo. Il Servo è presentato come colui che 'porterà il diritto', 'proclamerà il diritto', 'stabilirà il diritto', con un'insistenza su questo termine che non può passare inosservata". Il Servo "Di fronte a un'ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo fedele alla legge dell'amore".

  "Su questa stessa via, Monsignor Rahho" - ha detto il Papa - "ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione particolare per i poveri e i portatori di handicap (...). Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco".

  "In questi giorni, in profonda unione con la Comunità caldea in Iraq e all'estero, abbiamo pianto la sua morte, e il modo disumano in cui ha dovuto concludere la sua vita terrena" - ha concluso il Pontefice - "Ma oggi, in questa Eucaristia che offriamo per la sua anima consacrata, vogliamo rendere grazie a Dio per tutto il bene che ha compiuto in lui e per mezzo di lui. E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore".
HML/MESSA SUFFRAGIO/RAHHO                       VIS 20080317 (680)


ACCORATO GRIDO DEL PAPA CONTRO STRAGI IN IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2008 (VIS). Al termine della solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Al termine di questa solenne Celebrazione, in cui abbiamo meditato sulla Passione di Cristo" - ha detto Benedetto XVI - "desidero ricordare il compianto Arcivescovo di Mossul dei Caldei, Monsignor Paulos Faraj Rahho, tragicamente scomparso pochi giorni fa. La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l'odio in Iraq! Ed elevo in pari tempo un appello al Popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!".

  Infine il Santo Padre ha rivolto in modo speciale un saluto ai giovani invitandoli a partecipare alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Sydney (Australia), dal 15 al 20 luglio.
ANG/IRAQ/...                                   VIS 20080317 (240)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Martín Pablo Pérez Scremini, Vescovo di Florida (superficie: 22.600; popolazione: 124.100; cattolici: 91.300; sacerdoti: 29; religiosi: 80; diaconi permanenti: 1), Uruguay. Finora Vescovo Ausiliare di Montevideo (Uruguay), il Vescovo Pérez Scremini succede al Vescovo Raúl Scarpone Carcero, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti dì età.

- Ha nominato il Reverendo Charles Edward Tamba, Arcivescovo di Freetown and Bo (superficie: 20.251; popolazione: 1.396.494; cattolici: 80.000; sacerdoti: 59; religiosi: 29), Sierra Leone. L'Arcivescovo eletto, finora Rettore del "St.Paul's Major Seminary" a Freetown (Sierra Leone), è nato nel 1956 a Kainkordu (Sierra Leone), ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Reverendo Henry D'Souza, Vescovo di Bellary (superficie: 24.973; popolazione: 4.590.000; cattolici: 26.328; sacerdoti: 79; religiosi: 317), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Kinnigoly (India) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976. E' stato finora Segretario della Commissione della C.B.C.I. per le Comunicazioni Sociali.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mario Giordana, finora Nunzio Apostolico in Haiti, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- Ha nominato il Monsignor Jorge Raigosa Alzate ed il Monsignor Anthony McDaid, Capi ufficio nella Congregazione per il Clero. Entrambi sono stati finora Aiutanti di Studio nel medesimo Dicastero.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20080317 (240)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- Il Padre Álvaro Corcuera Martínez del Río, Superiore Generale dei Legionari di Cristo.

- Il Dottor Mario Morcone, Prefetto Commissario Straordinario del Comune di Roma.
AP/.../...                                 VIS 20080317 (90)

DECRETI DELLA CONGREGAZIONE PER LE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e nel corso dell'Udienza, ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beata Gertrude Comensoli (al secolo: Caterina), italiana, Fondatrice dell'Istituto delle Suore del Santissimo Sacramento; (1847-1903);

- Venerabile Servo di Dio Francesco Pianzola, italiano, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Regina della Pace; (1881-1943);

- Venerabile Servo di Dio José Olallo Valdés, cubano, Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; (1820-1889);

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Aurelio Bacciarini, svizzero, Amministratore Apostolico di Lugano; (1873-1935);

- Servo di Dio Michele McGivney, statunitense, Sacerdote Dioecesano e Fondatore dell'Ordine Fraterno "The Knights of Columbus"; (1852-1890);

- Servo di Dio Gioachino Alves Brás, portoghese, Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto Secolare delle Cooperatrici della Famiglia; (1899-1966);

- Servo di Dio Giocondo Pio Lorgna, italiano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore delle Suore Domenicane della Beata Imelda; (1870-1928);

- Servo di Dio Michelangelo Longo da Marigliano (al secolo: Michelangelo), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori; (1811-1886);

- Servo di Dio Mariano Roasenda da Torino (al secolo: Paolo), italiano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Cappuccini; (1906-1972);

- Servo di Dio Francisco de la Pasión Gondra Muruaga (al secolo: Victoriano), spagnolo, Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; (1910-1974);

- Servo di Dio Clemente Vismara, italiano, Sacerdote del Pontificio Istituto per le Missioni Estere; (1897-1988);

- Serva di Dio Gemma Giannini (al secolo: Eufemia), italiana, Fondatrice della Congregazione Missionaria delle Sorelle di Santa Gemma Galgani; (1884-1971);

- Serva di Dio Tarsilla del Crocifisso Osti (al secolo: Tarsilla), italiana, Religiosa professa della Congregazione delle Suore Missionarie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; (1895-1958);

- Servo di Dio Leopoldo Sánchez Márquez da Alpandeire (al secolo: Francesco Tomás), spagnolo, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; (1864-1956);

- Servo di Dio Serafino Riminucci da Pietrarubbia (al secolo: Pietro), italiano, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; (1875-1960);

- Serva di Dio Margherita Amengual Campaner, Giovane Laica; spagnola, 1888-1919;

- Serva di Dio Luigia Mazzotta, Giovane Laica; italiana, (1900-1922).
CCS/DECRETI CAUSA SANTI/SARAIVA                   VIS 20080317 (390)


SCOPRIRE TESORO VALORI CULTURA ELLENICA E CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi le Lettere Credenziali del Signor Miltiadis Hiskakis, nuovo Ambasciatore di Grecia presso la Santa Sede.

  Il Papa ha ricordato "i coraggiosi sforzi" di Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, da poco mancato, "per sanare la rottura fra i cristiani in Oriente ed Occidente" ed ha assicurato al Successore, Sua Beatitudine Ieronymos, le sue "costanti preghiere per un proficuo ministero e buone condizioni di salute".

  Esprimendo il suo entusiasmo "per la reciproca collaborazione mentre percorriamo il cammino dell'unità dei cristiani", il Santo Padre ha affermato che "sono necessarie da parte di tutti onestà e fiducia per affrontare efficacemente le importanti questioni che il dialogo comporta", da parte dei cattolici e degli ortodossi.

  Ricordando le celebrazioni per il bimillenario della nascita di San Paolo, Benedetto XVI ha sottolineato che la presente è "un'occasione particolarmente propizia per intensificare il nostro sforzo ecumenico. (...) Il grande 'Apostolo delle Genti'" - ha proseguito il Pontefice - "dedicò le sue energie a predicare la saggezza della Croce di Cristo al popolo di Grecia, educato nella estremamente sofisticata cultura ellenistica".

  "Il vibrante scambio fra la cultura ellenistica e il cristianesimo consentì alla prima di essere trasformata dall'insegnamento cristiano ed alla seconda di essere arricchita dalla lingua e dalla filosofia greca. (...) Ancora oggi, ad Atene i visitatori possono contemplare le parole di Paolo - incise sul monumento che domina l'Areopago - proclamate ai dotti cittadini della 'polis'. Egli parlò dell'unico Dio 'In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo'".

  Le parole di San Paolo, ha sottolineato il Pontefice, "risuonano ancora nel cuore degli uomini e donne di oggi e possono aiutare i nostri contemporanei ad apprezzare più in profondità la loro umana dignità e promuovere così il bene dell'intera famiglia umana. Auspico che l'Anno Paolino funga da catalizzatore invitando alla riflessione sulla storia d'Europa e stimoli i suoi abitanti a riscoprire l'inestimabile patrimonio di valori ereditati dalla saggezza della cultura ellenistica e del Vangelo".

  Benedetto XVI ha ringraziato l'Ambasciatore "per l'assicurazione data dal suo governo di risolvere le questioni amministrative riguardanti la Chiesa Cattolica nella sua Nazione, fra le quali, la questione dello stato giuridico è di particolare significato. I fedeli cattolici, sebbene pochi di numero, attendono con impazienza esiti favorevoli delle suddette deliberazioni. In realtà, quando i responsabili religiosi e le autorità civili operano insieme per formulare una giusta legislazione riguardante la vita delle comunità ecclesiali locali, vengono accresciuti il benessere spirituale dei fedeli e il bene di tutta la società".

  In merito alla sfera internazionale, il Santo Padre ha elogiato gli sforzi compiuti dal popolo greco "nel promuovere la pace e la riconciliazione, in particolare nelle aree del bacino del Mediterraneo".

  Prima di concludere il suo discorso, il Papa ha ricordato "la devastazione causata dai gravi incendi della scorsa estate" ed ha detto: "Continuo a ricordare nelle mie preghiere tutti coloro che sono riamasti colpiti da tali disastri".
CD/CREDENZIALI/GRECIA:HISKAKIS                       VIS 20080317 (500)


domenica 16 marzo 2008

PURIFICARE NOSTRO CUORE PER POTER RICONOSCERE DIO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2008 (VIS). Alle ore 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, in Piazza San Pietro, la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, dando inizio alla Settimana Santa.  Il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione dall'Obelisco all'Altare della Basilica Vaticana, accompagnato da Cardinali, Vescovi e 270 giovani, ha celebrato la Santa Messa della Passione del Signore.

  Alla celebrazione hanno preso parte 50.000 fedeli, in maggioranza giovani di Roma e di altre Diocesi, in occasione della ricorrenza diocesana della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù sul tema: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1, 8), come preludio della GMG 2008 che si terrà dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia).

  Il Papa ha commentato nell'omelia il brano evangelico della Domenica delle Palme che racconta l'ingresso di Gesù a Gerusalemme e che, nel giungere al Tempio, dove doveva esservi lo spazio dell'incontro tra Dio e l'uomo, trova "commercianti di bestiame e cambiavalute che occupano con i loro affari il luogo di preghiera".

  "Tutto ciò" - ha detto Papa Benedetto XVI - "deve oggi far pensare anche noi come cristiani: è la nostra fede abbastanza pura ed aperta, così che a partire da essa anche i 'pagani', le persone che oggi sono in ricerca e hanno le loro domande, possano intuire la luce dell'unico Dio, associarsi negli atri della fede alla nostra preghiera e con il loro domandare diventare forse adoratori pure loro?".

  "La consapevolezza che l'avidità è idolatria raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita?" si è domandato il Pontefice - "Non lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della nostra fede? Siamo disposti a lasciarci sempre di nuovo purificare dal Signore, permettendoGli di cacciare da noi e dalla Chiesa tutto ciò che Gli è contrario?".

  "Al posto dei sacrifici cruenti e delle offerte di vivande subentra il corpo di Cristo, subentra Lui stesso. Solo 'l'amore sino alla fine', solo l'amore che per gli uomini si dona totalmente a Dio, è il vero culto, il vero sacrificio".

  "Al commercio di animali e agli affari col denaro Gesù contrappone la sua bontà risanatrice. Essa è la vera purificazione del tempio. Egli non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione".

  Gesù "si dedica a coloro che a causa della loro infermità vengono spinti agli estremi della loro vita e al margine della società. Gesù mostra Dio come Colui che ama, e il suo potere come il potere dell'amore. E così dice a noi che cosa per sempre farà parte del giusto culto di Dio: il guarire, il servire, la bontà che risana".

  Ricordando che "ci sono poi i fanciulli che rendono omaggio a Gesù come figlio di Davide ed acclamano l'Osanna", il Papa ha sottolineato che: "Gesù aveva detto ai suoi discepoli che, per entrare nel Regno di Dio, avrebbero dovuto ridiventare come i bambini. Egli stesso, che abbraccia il mondo intero, si è fatto piccolo per venirci incontro, per avviarci verso Dio".

  "Per riconoscere Dio dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane, che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi".

  "Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "in questa ora ci associamo alla processione dei giovani di allora - una processione che attraversa l'intera storia. Insieme ai giovani di tutto il mondo andiamo incontro a Gesù. Da Lui lasciamoci guidare verso Dio, per imparare da Dio stesso il retto modo di essere uomini".
HML/DOMENICA DELLE PALME/...                       VIS 20080317 (640)


venerdì 14 marzo 2008

GIOVANI FATEVI PORTATORI GIOIA CHE VIENE DONI SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Liturgia Penitenziale con i giovani di Roma in preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, in programma dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia), sul tema: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni". (At 1,8).

  "All'inizio dell'essere cristiano" - ha detto Papa Benedetto - "c'è l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Proprio per favorire questo incontro vi apprestate ad aprire i vostri cuori a Dio, confessando i vostri peccati e ricevendo, attraverso l'azione dello Spirito Santo e mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace".

  "E' così che si fa spazio alla presenza in noi dello Spirito Santo, la terza Persona della Santissima Trinità che è la 'anima' e il 'respiro vitale' della vita cristiana: lo Spirito ci rende capaci 'di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un'efficace attuazione del Vangelo".

  Al riguardo Papa Benedetto XVI ha ricordato una meditazione sulla Pentecoste di quando era Arcivescovo di Monaco-Frisinga, ispirata al film intitolato "Seelenwanderung" (Metempsicosi), in cui uno dei due protagonisti vende l'anima in cambio del successo. "Dal momento in cui si era liberato della sua anima" - ha detto il Papa - "non aveva avuto più riguardi né umanità" dimostrando "in maniera impressionante come dietro alla facciata del successo si nasconda spesso un'esistenza vuota".

  "L'essere umano non può gettare via letteralmente la propria anima" - ha esclamato il Pontefice - "dal momento che è essa a renderlo persona. Egli infatti rimane comunque persona umana. Eppure ha la spaventosa possibilità di essere disumano, di rimanere persona vendendo e perdendo al tempo stesso la propria umanità".

  "La distanza tra la persona umana e l'essere disumano è immensa, eppure non si può dimostrare; è la cosa realmente esenziale, eppure è apparentemente senza importanza. Anche lo Spirito Santo, (...), non ha evidenza agli occhi esterni. Se penetra nella persona, oppure no, non lo si può vedere né dimostrare; ma ciò cambia e rinnova tutta la prospettiva dell'esistenza umana. Lo Spirito Santo non cambia le situazioni esteriori della vita, ma quelle interiori".

  "Prepariamoci dunque, con un sincero esame di coscienza" - ha esortato il Pontefice - "a presentarci a coloro ai quali Cristo ha affidato il ministero della riconciliazione. (...). Sperimenteremo così la vera gioia: quella che deriva dalla misericordia di Dio, si riversa nei nostri cuori e ci riconcilia con Lui. (...) Di questa gioia che viene dall'accogliere i doni dello Spirito Santo fatevi portatori, dando nella vostra vita testimonianza dei frutti dello Spirito: 'amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé'". (Gal 5,22).

  "Ricordate sempre che siete 'tempio dello Spirito'; lasciate che Egli abiti in voi e obbedite docilmente alle sue indicazioni, per portare il vostro contributo all'edificazione della Chiesa e discernere a quale tipo di vocazione il Signore vi chiama. (...) Siate generosi, fatevi aiutare col ricorso al sacramento della confessione e alla pratica della direzione spirituale nel vostro cammino di cristiani coerenti".

  Papa Benedetto XVI ha concluso l'omelia ricordando che venticinque anni or sono Giovanni Paolo II inaugurava a Roma il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo "per favorire l'accoglienza dei giovani, lo scambio di esperienze e di testimonianza della fede, e soprattutto la preghiera che ci fa scoprire l'amore di Dio".

  In quell'occasione, il 13 marzo 1983 Giovanni Paolo II disse: "'Dove andare in questo mondo, col peccato e la colpa, senza la Croce? La Croce prende su di sé tutta la miseria del mondo, che nasce dal peccato. Essa si rivela come segno di grazia. Raccoglie la nostra solidarietà e ci incoraggia al sacrificio per gli altri".

  "Cari giovani" - ha detto infine il Pontefice - "questa esperienza si rinnovi oggi per voi: guardate alla Croce, in questo momento e accogliamo l'amore di Dio che ci viene donato dalla Croce, dallo Spirito Santo che viene dal Costato trafitto del Signore e, come disse il Papa Giovanni Paolo II, 'Divenite, voi stessi, redentori dei giovani del mondo'.

  Durante la celebrazione numerosissimi giovani, delle migliaia presenti, hanno potuto accostarsi al sacramento della riconciliazione con il Santo Padre e le centinaia di sacerdoti e confessori delle quattro Basiliche papali.
HML/PENITENZA:GIOVANI/...                           VIS 20080314 (710)


BOLIVIA: CONCORDIA PER SUPERARE AVVERSITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Carlos Federico de la Riva Guerra, nuovo Ambasciatore di Bolivia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato che: "Le profonde radici cristiane della Bolivia hanno sostenuto la popolazione, accompagnando gli avvenimenti della sua storia e promuovendo il senso del rispetto e della riconciliazione, tanto necessario nei momenti difficili che la Nazione ha dovuto affrontare".

  Ponendo in rilievo che il Paese "vive profonde trasformazioni dalle quali scaturiscono situazioni difficili e a volte preoccupanti", Benedetto XVI ha affermato che "non è possibile rimanere indifferenti quando cresce la tensione sociale e si diffonde un clima ostile alla reciproca comprensione".

  In questo contesto il Papa ha segnalato che "le Autorità che hanno la responsabilità della vita della popolazione, e i dirigenti delle organizzazioni politiche, sociali e civili" devono adoperarsi per "promuovere in tutta la popolazione le condizioni necessarie al dialogo e alla concordia. Tale lodevole obiettivo sarà più facilmente realizzabile se tutti i boliviani daranno il meglio di sé con franchezza e generosità, spesso non senza abnegazione e sacrificio".

  "In tal modo" - ha proseguito il Pontefice - "la collaborazione sincera e altruista dei singoli e delle istituzioni contribuisce a sradicare i mali che affliggono il nobile popolo boliviano, tante volte colpito da catastrofi naturali, che esigono da tutti mezzi efficaci e sentimenti di fratellanza che aiutino a superarne le gravi conseguenze".

  Il Santo Padre ha sottolineato che "la rinascita civile e sociale, politica ed economica, esige sempre una disinteressata laboriosità ed una dedizione generosa a favore di un popolo che ha bisogno di aiuto materiale, morale e spirituale. Il conseguimento della pace deve fondarsi sulla giustizia, la verità e la libertà, come pure sulla reciproca collaborazione, l'amore e la riconciliazione".

  "Fedele alla sua missione", la Chiesa, "è sempre pronta a collaborare per la pacificazione e lo sviluppo umano e spirituale del Paese, proclamando la sua dottrina ed esprimendo anche pubblicamente il suo parere su questioni relative all'ordine sociale. Per cui, riconoscendo le competenze proprie dello Stato, assume come proprio dovere quello di offrire orientamenti, ai suoi fedeli e a tutta la società, che sradichino l'odio razziale, il revanscismo e la vendetta, e in definitiva, invece di adottare atteggiamenti di divisione, seguano le vie della solidarietà e della reciproca fiducia, nel rispetto della diversità".

  Benedetto XVI ha affermato inoltre che "è necessario che la difesa e la salvaguardia dei diritti umani siano fermamente sostenute da valori etici, come la giustizia e l'aspirazione alla pace, l'onestà e la trasparenza, e come l'effettiva solidarietà perché si correggano le ingiuste disuguaglianze sociali".

  "Per questo motivo" - ha proseguito il Pontefice - "l'insegnamento del bene morale, del giusto e dell'ingiusto, senza il quale nessuna società potrebbe sostenersi, è compito dell'educazione già dalla più tenera età. In tale missione, la famiglia ha un ruolo decisivo, per il quale deve poter contare sui necessari aiuti per il compimento della sua missione ed essere 'principale agente di pace' a beneficio di tutti".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invocando Dio affinché in Bolivia "trionfi la verità che cerca il rispetto dell'altro, anche di quanti non condividono le stesse idee, la pace e la giustizia che insieme favoriscano uno sviluppo armonico e stabile, la consapevolezza per cercare soluzioni eque e ragionevoli ai problemi, e la concordia che unisce le volontà nel superamento delle avversità e nel conseguimento del bene comune".
CD/CREDENZIALI/BOLIVIA:DE LA RIVA                   VIS 20080314 (600)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DI CHIARA LUBICH

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre ha fatto pervenire a Don Oreste Basso, Copresidente del Movimento dei Focolari, per la morte, all'età di 88 anni, di Chiara Lubitch, Fondatrice del suddetto Movimento.

  "Ho appreso con profonda emozione la notizia della pia morte della Signorina Chiara Lubitch, sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato. In quest'ora di doloroso distacco sono spiritualmente vicino con affetto ai familiari e all'intera opera di Maria - Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno costante per la comunione nella Chiesa per il dialogo ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli".

  "Ringrazio il Signore per la testimonianza della sua esistenza spesa nell'ascolto dei bisogni dell'uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e al Papa, e, mentre ne affido l'anima alla divina bontà affinché la accolga nel seno del Padre, auspico che quanti l'hanno conosciuta e incontrata, ammirando le meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo ardore missionario, ne seguano le orme, mantenendone vivo il carisma. Con tali voti invoco la materna intercessione di Maria e volentieri imparto a tutti la Benedizione Apostolica".
                                                   VIS         20080314 (220)


ARCIVESCOVO TOMASI SESSIONE O.N.U. DIRITTI DELL'UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 5 e l'11 marzo scorso, alla Settima Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, in corso a Ginevra fino al 28 marzo prossimo.

  Il 5 marzo il Presule si è soffermato sul tema: "La dignità di ogni persona, radice dei diritti attribuiti alla comunità", ricordando l'importanza di "chiarire ed individuare l'origine e il fondamento dei diritti umani" che risiede esattamente "in ciò che è 'umano', vale a dire il comune legame di tutte le persone e il fondamento dei diritti umani".

  L'11 marzo scorso, trattando del tema: "Assistenza sanitaria speciale ai più deboli: bambini nel grembo e malati gravi", l'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che: "Non si possono accettare compromessi sul diritto alla vita di un individuo, dal concepimento alla morte naturale, né con la capacità di una persona a godere del della dignità che deriva da tale diritto".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                           VIS 20080314 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

    - Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Vistia "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Guire Poulard, di Jacmel.

-    Il Vescovo Joseph Willy Romélus, di Jérémie.

-    Il Vescovo Jean Alix Verrier, di Les Cayes.

 Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                VIS 20080314 (90)

giovedì 13 marzo 2008

HAITI: PROMUOVERE CAMBIAMENTO E RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", nel corso della quale, ha detto, "avete condiviso con la Curia Romana i motivi di gioia e di speranza, come pure di inquietudine, vissuti dal popolo di Dio affidato alle vostre cure pastorali".

  Rievocando il Viaggio ad Haiti, venticinque anni fa, di Giovanni Paolo II, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, dal titolo: "Bisogna che qualcosa cambi qui", Benedetto XVI si è posto lo stesso interrogativo del Predecessore: "Sono cambiate le cose?", ed ha ricordato che il Paese "ha conosciuto momenti dolorosi, che la Chiesa segue con attenzione: divisioni, ingiustizie, miseria, disoccupazione, elementi fonte di profonda inquietudine per la popolazione".

  "Chiedo al Signore" - ha esclamato Benedetto XVI - "di suscitare in tutti gli haitiani, particolarmente in quanti hanno responsabilità sociali, il coraggio di promuovere il cambiamento e la riconciliazione, affinché tutti gli abitanti del Paese abbiano condizioni di vita degne e beneficino dei beni della terra, in una sempre maggiore solidarietà".

  "Non posso dimenticare coloro che sono costretti a recarsi nel paese vicino per provvedere alle proprie necessità. Auspico che la Comunità internazionale prosegua ed intensifichi il suo sostegno al popolo haitiano, affinché esso possa prendere in mano il proprio futuro ed il proprio sviluppo".

  Riferendosi alla preoccupazioni dei Vescovi, il Papa ha menzionato "la situazione della struttura familiare, resa instabile a causa della crisi attraversata dal Paese, ma anche dall'evoluzione dei costumi e dalla progressiva perdita del senso del matrimonio e della famiglia, che pongono sullo stesso piano altre forme di unione".

  "E' in gran parte a partire della famiglia che la società e la Chiesa si sviluppano. La vostra attenzione a questo aspetto della vita pastorale è dunque fondamentale, poiché si tratta del luogo primario dell'educazione dei giovani. (...) Vi incoraggio quindi a sostenere gli sposi e le giovani famiglie, mediante una formazione sempre più appropriata, insegnando loro anche il rispetto della vita".

  In merito ai sacerdoti, il Santo Padre ha esortato i Vescovi a "essere attenti alla loro formazione permanente, intrattenendo con essi rapporti fraterni e fiduciosi, aiutandoli ad esercitare un ministero fecondo, invitandoli anche ad astenersi da impegni politici. (...) Che essi fondino il loro apostolato sul proprio rapporto con Cristo, sul mistero eucaristico che ci ricorda che il Signore si è donato totalmente per la salvezza del mondo".

  "Vi invito" - ha proseguito il Pontefice riferendosi alla formazione dei candidati al sacerdozio - "ad esaminare con gli episcopati di altri paesi l'offerta di formatori esperti, dalla vita sacerdotale esemplare, per accompagnare lungo le diverse tappe della loro formazione (...) i futuri sacerdoti di cui la vostre Diocesi hanno bisogno, e da cui dipende il futuro della Chiesa in Haiti. Che le Chiese locali possano ascoltare questo appello e accettare di offrire sacerdoti per aiutarvi nella formazione dei seminaristi".

  "Le scuole cattoliche, malgrado i mezzi limitati" - ha rilevato il Papa - "hanno un ruolo importante in Haiti e vengono apprezzate dalle Autorità e dalla popolazione. (...) Attraverso l'insegnamento si realizza la formazione e la maturazione della personalità, mediante il riconoscimento dei valori essenziali e la pratica delle virtù; ad essere trasmesso è anche un concetto dell'uomo e della società".

  Infine il Santo Padre ha elogiato l'opera dei religiosi, delle religiose e dei volontari che "frequentemente operano con i più poveri e con i diseredati, dimostrando che, lottando contro la povertà, si lotta anche contro i numerosi problemi sociali che derivano da essa".
AL/.../HAITI                                       VIS 20080313 (590)


TELEGRAMMA SCOMPARSA EDOARDO LUCIANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre (Italia), per la scomparsa, martedì 11 marzo, all'età di 91 anni, di Edoardo Luciani, fratello del Servo di Dio Giovanni Paolo I.

  Rievocando il cordiale "recente incontro a Lorenzago di Cadore" nel luglio scorso, con il Commendatore Edoardo Lucani, il Papa ne ricorda "le elette virtù umane e cristiane particolarmente l'esemplare dedizione alla famiglia, il generoso servizio alla Chiesa e l'intenso impegno civile".

  "Elevo fervide preghiere" - si legge ancora nel telegramma - "perché il defunto possa condividere con il Signore Risorto accanto alla consorte e al fratello Pontefice, teneramente amati, la gioia e la pace senza fine".
TGR/MORTE EDOARDO LUCIANI/...                       VIS 20080313 (130)


DOLORE DEL PAPA PER LA MORTE DELL'ARCIVESCOVO DI MOSSUL

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), nell'apprendere la notizia della morte dell'Arcivescovo Paulos Farj Rahho, di Mossul dei Caldei (Iraq), a seguito del rapimento avvenuto il 29 febbraio scorso.

  Il Papa esprime la sua particolare vicinanza "alla Chiesa Caldea e all'intera comunità cristiana (...) riaffermando la più decisa deplorazione per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell'essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell'amato popolo iracheno".

  Benedetto XVI assicura "fervide preghiera di suffragio per lo zelante Pastore sequestrato proprio al termine della Celebrazione della Via Crucis" ed invoca "dal Signore la sua misericordia perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell'Iraq un futuro di pace".
 
  Anche il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "La notizia della morte dell'Arcivescovo Rahho, rapito nei giorni scorsi, colpisce e addolora profondamente il Santo Padre, che è stato subito informato".

  "Tutti avevamo continuato a sperare e a pregare per una sua liberazione, come il Papa aveva più volte chiesto nei suoi appelli".

  "Purtroppo la violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana, a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore".

  "Vi è da augurarsi che questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l'impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato".
OP/MORTE ARCIVESCOVO MOSSUL/LOMBARDI               VIS 20080313 (300)


COMUNICATO RELATIVO RIUNIONE VITA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si è riunita, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina".

  "La riunione ha avuto, come tema, la Lettera che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. I Partecipanti hanno, in primo luogo, esaminato l'accoglienza, che è stata riservata al Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si è riflettuto sui principi teologici, ispiratori della Lettera, per cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina. In concreto, sulla scia dei vari paragrafi del testo papale, sono stati considerati alcuni aspetti importanti, che riguardano la missione della Chiesa di essere 'strumento di salvezza' per il Popolo cinese: l'evangelizzazione in un mondo che vive nella globalizzazione; l'applicazione, nella situazione attuale in Cina, della dottrina del Concilio Vaticano II sulla natura e sulla struttura della Chiesa; il perdono e la riconciliazione all'interno della comunità cattolica; le esigenze della verità e della carità; il governo delle diocesi, che ha grande rilevanza per l'attività pastorale e per la formazione dei sacerdoti, dei seminaristi, dei religiosi, delle religiose e dei fedeli laici.  In linea con le indicazioni, espresse dal Papa nella sua Lettera, si è ribadita la volontà di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità civili. Infine, sempre alla luce del Documento pontificio, i Partecipanti si sono scambiati informazioni ed esperienze circa la vita e l'Attività della Chiesa in Cina".

  "La riunione si è conclusa con un incontro con il Santo Padre. Egli ha ascoltato un breve resoconto sul lavoro, svolto durante i tre giorni, e ha incoraggiato i Partecipanti a proseguire nel loro impegno a favore della comunità cattolica in Cina. Ha accennato anche all'appuntamento del 24 maggio prossimo, Giornata universale di preghiera per la Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                                     VIS 20080313 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia).

  - Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Chibly Langlois, di Fort-Liberté.

-    Il Vescovo Yves-Marie Péan, C.S.C., di Les Gonaïves, con il Vescovo emerito Emmanuel Constant.

-    Il Vescovo Pierre-Antoine Paulo, O.M.I., di Port-de-Paix.

-    L'Arcivescovo Joseph Serge Miot, di Port-au-Prince, con i Vescovi Ausiliari: Vescovo Joseph Lafontant, Vescovo Pierre-André Dumas e Vescovo Simon Saint-Hillien, C.S.C.
AP:AL/.../...                                         VIS 20080313 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Camille Perl, Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della medesima Pontificia Commissione.

- Il Monsignore Mario Marini, Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario Aggiunto della medesima Pontificia Commissione.
NA/.../PERL:MARINI                         VIS 20080313 (60)

mercoledì 12 marzo 2008

BOEZIO E CASSIODORO: GRANDI FIGURE CRISTIANESIMO ANTICO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Prima dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana un numeroso gruppo di studenti italiani ai quali ha detto: "La scuola oggi affronta notevoli sfide che emergono nel campo dell'educazione delle nuove generazioni. Per questo motivo la scuola non può essere soltanto luogo di apprendimento nozionistico, ma è chiamata ad offrire agli alunni l'opportunità di approfondire validi messaggi di carattere culturale, sociale, etico e religioso".

  "Chi insegna" - ha detto ancora il Pontefice - "non può non percepire anche il risvolto morale di ogni umano sapere, perché l'uomo conosce per agire e l'agire è frutto della sua conoscenza. Nell'odierna società, segnata da rapidi e profondi mutamenti voi, cari giovani che volete seguire Cristo, abbiate cura di aggiornare la vostra formazione spirituale, cercando di comprendere sempre più i contenuti della fede. Potrete così essere pronti a rispondere senza esitazioni a chi vi domanda ragione della vostra adesione al Signore".

  In un secondo tempo Benedetto XVI si è recato nell'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo migliaia di fedeli di tutto il mondo ed ha tenuto la catechesi dedicata alle due grandi figure del cristianesimo antico Boezio e Cassiodoro.

  "Boezio" - ha ricordato il Pontefice - "nato a Roma nel 480 circa dalla nobile stirpe degli Anicii, entrò ancora giovane nella vita pubblica, raggiungendo già a venticinque anni la carica di senatore. (...) Nonostante l'attività pubblica, non trascurò gli studi, dedicandosi in particolare all'approfondimento di temi di ordine filosofico-religioso. In questo ambito, cioè nell'impegno di promuovere l'incontro delle culture, utilizzò le categorie della filosofia greca per proporre la fede cristiana, anche qui in ricerca di una sintesi fra il patrimonio ellenistico-romano e il messaggio evangelico. Proprio per questo Boezio è stato qualificato come l'ultimo rappresentate della cultura romana antica e il primo degli intellettuali medievali".

  "La sua opera certamente più nota è il 'De consolatione philosophiae', che egli compose in carcere per dare un senso alla sua ingiusta detenzione. Era stato infatti accusato di complotto contro il re Teodorico per aver assunto la difesa in giudizio di un amico, il senatore Albino. (...) Processato e condannato a morte, fu giustiziato il 23 ottobre del 524".

  "Proprio per questa sua drammatica fine" - ha proseguito il Pontefice - "egli può parlare dall'interno della propria esperienza anche all'uomo contemporaneo e soprattutto alle tantissime persone che subiscono la sua stessa sorte a causa dell'ingiustizia presente in tanta parte della 'giustizia umana'".

  "La filosofia è, secondo Boezio, la vera medicina dell'anima. (lib. 1) (...)" e "l'uomo può sperimentare l'autentica felicità unicamente nella propria interiorità. (lib. II). Dio comunque resta il bene supremo verso cui tende ogni essere umano anche senza saperlo (lib. III)".

  Menzionando la triste esperienza di detenzione vissuta da Boezio, il Papa ha affermato: "Particolarmente assurda è poi la condizione di chi, ancora come Boezio (...), viene torturato a morte senza alcun altro motivo che non sia quello delle proprie convinzioni ideali, politiche e religiose. Boezio, simbolo di un numero immenso di detenuti ingiustamente di tutti i tempi e di tutte le latitudini, è di fatto oggettiva porta di ingresso alla contemplazione del misterioso Crocifisso del Golgota".

  Benedetto XVI ha dedicato la seconda parte della catechesi al contemporaneo di Boezio, Marco Aurelio Cassiodoro "un calabrese nato a Squillace verso il 485, che morì pieno di giorni a Vivarium introno al 580. Uomo di alto livello sociale" - ha detto il Papa - "si dedicò alla vita politica e all'impegno culturale come pochi altri nell'occidente romano del suo tempo".

  Con il fine di "recuperare, conservare e trasmettere ai posteri l'immenso patrimonio culturale degli antichi" - ha spiegato il Pontefice - Cassiodoro "fondò 'Vivarium', un cenobio in cui tutto era organizzato in modo tale che fosse stimato come preziosissimo e irrinunciabile il lavoro intellettuale dei monaci. E questo senza nessuno scapito per l'impegno spirituale monastico e cristiano e per l'attività caritativa verso i poveri".

  "Nel suo insegnamento" - ha ricordato ancora il Papa - "(...), soprattutto nel trattato 'De anima' e nelle 'Institutiones divinarum litterarum', la preghiera, (...), ha sempre una posizione centrale quale nutrimento necessario per tutti. (...) La ricerca di Dio, tesa alla sua contemplazione - annota Cassiodoro - "resta lo scopo permanente della vita monastica. Egli aggiunge però che, con l'aiuto della grazia divina, una migliore fruizione della Parola rivelata si può raggiungere con l'utilizzazione delle conquiste scientifiche e degli strumenti culturali 'profani'".

  "Viviamo infatti anche noi" - ha concluso il Pontefice - "in un tempo di incontro delle culture, di pericolo della violenza che distrugge le culture, e del necessario impegno di trasmettere i grandi valori e di insegnare alla nuove generazioni la via della riconciliazione e della pace. Questa via troviamo orientandoci verso il Dio con il volto umano, il Dio rivelatosi a noi in Cristo".
AG/BOEZIO:CASSIODORO/...                           VIS 20080312 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Guido Zendron, Vescovo di Paulo Afonso (superficie: 28.328; popolazione: 359.000; cattolici: 264.000;  sacerdoti: 29; religiosi:43), Brasile. Il Vescovo eletto, sacerdote "fidei donum" dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), è nato a Lisignago (Trento), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. E' stato finora Membro della Commissione Statale per l'Insegnamento della Religione e Coordinatore della Catechesi dell'Arcidiocesi di Bahia.

- Il Padre Fernando José Monteiro Guimarães, C.Ss.R., finora Capo Ufficio della Congregazione per il Clero, Vescovo di Garanhuns (superficie: 8.734; popolazione: 612.000; cattolici: 551.000; sacerdoti: 41; religiosi: 123), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Recife (Brasile), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Redentoristi nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER/.../ZENDRON:MONTEIRO GUIMARÃES                   VIS 20080312 (120)

martedì 11 marzo 2008

CARDINALE BERTONE RIENTRA VIAGGIO ARMENIA E AZERBAIGIAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il 9 marzo scorso si è conclusa la Visita del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in Armenia ed Azerbaigian, Paesi che il Servo di Dio Giovanni Paolo II visitò rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Il Porporato ha dovuto rinviare di due giorni il viaggio in considerazione della situazione creatasi in Armenia a seguito delle proteste e dello stato di emergenza dichiarato dal governo.

  Nella Sede Apostolica di Etchmiadzin, il Cardinale Bertone ha incontrato Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, al quale ha consegnato una lettera del Santo Padre Benedetto XVI, in cui il Papa auspica la pace nel Paese e il proseguimento del dialogo ecumenico. Successivamente il Porporato ha incontrato la comunità cattolica dell'Armenia, che nel Paese è una minoranza.

  Il 6 marzo, il Cardinale Segretario di Stato ha lasciato Yerevan (Armenia) diretto in Azerbaigian, seconda tappa del suo Viaggio. A Baku, il Porporato ha consacrato e presieduto, a nome del Santo Padre, la cerimonia ufficiale di inaugurazione della prima Chiesa Cattolica dell'Azerbaigian, dedicata all'Immacolata Concezione, segno - ha detto il Porporato - di "autentica tolleranza religiosa", in un Paese a maggioranza musulmana.
 
  Uno dei momenti più significativi del Viaggio del Cardinale nella ex-repubblica sovietica - nella quale il 94,3% della popolazione è di religione musulmana - è stata la visita alla Moschea della capitale Baku. Il Cardinale Bertone è stato ricevuto, nella sua residenza, dal Capo dei Musulmani del Caucaso, Sheykh-ul-Islam Allah Shukur Pasha Zade, alla presenza anche dei Capi Religiosi della Chiesa Ortodossa Russa e della Comunità Ebraica.

  Al termine della visita alla Moschea di Baku, il Segretario di Stato ha partecipato ad una preghiera di benvenuto nella Cattedrale ortodossa russa, ed ha espresso l'auspicio di poter quanto prima "manifestare in modo visibile l'unità della Chiesa". Infine ha compiuto una visita alla Sinagoga della capitale.

  L'ultima cerimonia in programma della Visista del Cardinale Bertone in Azerbaigian è stata la celebrazione della Santa Messa, il 9 marzo, nella nuova Chiesa cattolica dell'Immacolata Concezione di Baku, dove il Segretario di Stato ha avuto parole di incoraggiamento per la piccola comunità cattolica del Paese. La Chiesa è stata edificata sul terreno che il Presidente Heydar Aliyev, padre dell'attuale Capo di Stato, volle donare a Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo Viaggio Apostolico nel 2002.
.../VIAGGIO ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE               VIS 20080311 (370)


MOSTRA "MAGNIFICENZE VATICANE" FABBRICA DI SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). "Magnificenze Vaticane. Capolavori d'arte delle collezioni della Fabbrica di San Pietro" è il titolo della mostra che nel pomeriggio di oggi, alle 18:00, verrà inaugurata presso il Palazzo Incontro a Roma. Promossa dalla Provincia di Roma e dal Centro Europeo per il Turismo, la Mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio 2008.

  Per la prima volta in tempi moderni saranno esposti oltre 130 pezzi recuperati dai depositi della Basilica Vaticana, restaurati e studiati da noti specialisti. Il percorso espositivo della Mostra "Magnificenze Vaticane" è articolato in diverse sezioni, tra loro interconnesse ma autonome per generi: architettura, pittura, scultura e arti applicate.

  "Lo scopo di una così precisa distinzione" - si legge nel Comunicato Stampa che annuncia l'iniziativa - "è finalizzato a meglio rappresentare la pluralità di interventi in un unico centro quale è la Basilica di San Pietro, e testimoniare la qualità dei manufatti anche in quelle azioni solitamente ritenute di carattere minore, ma soprattutto la varietà e l'abilità creativa dei protagonisti della scena artistica romana che in ogni tempo, dal XIV al XX secolo, hanno aspirato e chiesto di poter lasciare una propria traccia nella Basilica Vaticana".

  "La basilica papale di San Pietro in Vaticano, nota universalmente quale centro della Cristianità, raccoglie all'interno la somma di importanti monumenti, frutto dell'ingegno e della creatività dei massimi artisti di ogni epoca. Ma prima di fermare sulla pietra o sul bronzo queste scintille di genio, esisteva una fase nella quale l'opera veniva abbozzata e verificata per poi essere eseguita. La riscoperta della tracce di questa preziosa impronta del passato (...), è l'argomento di questa grande ed unica esposizione". Il Comunicato precisa inoltre che la Fabbrica di San Pietro fu un'istituzione creata da Papa Giulio II nel 1506 per seguire le fasi di cantiere del nuovo edificio in costruzione e per assicurarne la manutenzione ordinaria e straordinaria.

  "Tra i capolavori poco conosciuti: il grande rotolo di Damasco con le armi di Papa Alessandro VII Chigi e i Candelabri e gli originali reliquiari in forma piramidale ideati e realizzati da Gian Lorenzo Bernini, il prezioso set di Candelieri e Croce acquistati da Papa Pio IX dal re di Napoli per la Basilica Vaticana; o la preziosa serie di paliotti in seta e ricamo in oro utilizzati nel Settecento per arredare l'altare maggiore durante le cerimonie di canonizzazione".

 "Il Quattrocento, a sua volta," - si legge ancora nel Comunicato - "è rappresentato dalla serie dei quattro Evangelisti eseguiti da due veri protagonisti della scena romana dell'epoca, Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata. La parte pittorica, a sua volta è bene rappresentata con l'esposizione per la prima volta di frammenti e affreschi della decorazione interna della Basilica di San Pietro. (...) Una seconda sezione dell'esposizione è invece dedicata alla memoria, al patrimonio cartaceo conservato nell'Archivio Storico Generale della Fabbrica, con gli autografi di Benvenuto Cellini, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e altri".
.../MAGNIFICENZE VATICANE/...                       VIS 20080311 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Fajardo-Humacao (Porto Rico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico e dalla Diocesi di Caguas, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di San Juan de Puerto Rico.

- Ha nominato il Reverendo Eusebio Ramos Morales, primo Vescovo di Fajardo-Humacao (superficie: 574; popolazione: 293.000; cattolici: 97.869; sacerdoti: 22; religiosi: 5; diaconi permanenti: 21), Porto Rico. Il Vescovo eletto, è nato a Maunabo (Porto Rico), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. E' stato finora Parroco della Parrocchia del "Santísimo Redentor" a Fajardo (Porto Rico) e Moderatore del Consiglio Presbiterale di Caguas (Porto Rico).

- Ha nominato il Reverendo Xolelo Thaddaeus Kumalo, Vescovo della Diocesi di Eshowe (superficie: 26.364; popolazione: 2.200.000; cattolici: 76.095; sacerdoti: 57; religiosi: 131), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Gogela (Sud Africa), ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Economo della Diocesi di Bethlehem (Sud Africa).

- Ha nominato il Monsignore Felipe Salazar Villagrana, Vescovo di San Juan de los Lagos (superficie: 12.000; popolazione: 974.000; cattolici: 951.000; sacerdoti: 315; religiosi: 519), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 ad Amatlán de Cañas ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Finora è stato Amministratore diocesano della medesima Diocesi.
ECE:NER/.../RAMOS:KUMALO:SALAZAR                  VIS 20080311 (220)


lunedì 10 marzo 2008

RICHIAMARSI VALORI ALTI ESISTENZA FRONTE SECOLARIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, in corso sul tema: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione".

  "Oggi più che mai" - ha detto il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano".

 "La secolarizzazione, (...), invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa".

  I credenti nel mondo, ha affermato Papa Benedetto XVI, "sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale".

  Ponendo in risalto il rischio di "cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore", il Papa ha detto: "Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena".

  "Sempre più la formula 'Etsi Deus non daretur' diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di 'superbia' della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera".

  "Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. (...) Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti", ma "entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti".

  "Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera".
AC/CHIESA:SECOLARIZZAZIONE/...                       VIS 20080310 (440)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE DERY

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato due telegrammi di cordoglio per la morte, il 6 marzo scorso, all'età di 89 anni, del Cardinale Peter Poreku Dery, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana); il primo all'Arcivescovo Gregory Ebo Kpiebaya, di Tamale (Ghana), ed un secondo al Signor Alipo Poreku, fratello del defunto Porporato.

  "Questo devoto Pastore" - scrive il Pontefice - "ha lasciato una luminosa eredità di preghiera, obbedienza alla volontà di Dio ed amore del prossimo. Per molti anni si dedicò con grande generosità al suo ministero sacerdotale ed episcopale al servizio dei fedeli della Diocesi di Wa e dell'Arcidiocesi di Tamale, predicando il Vangelo in situazioni difficili, con amore paterno, grande zelo e con cuore semplice, costantemente attento alle necessità dei poveri".
TGR/MORTE CARDINALE DERY/KPIEBAYA                   VIS 20080310 (140)

CONTRASTARE TUTTE LE FORME DI POVERTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento del Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), nel corso della XXIX Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Il Cairo (Egitto), dal 1° al 5 marzo.

  Nel suo discorso intitolato: "Promuovere la sicurezza alimentare con particolare attenzione alle condizioni dei piccoli agricoltori", Monsignor Volante ha affermato: "La Santa Sede dedica particolare attenzione a quelle iniziative portate a compimento a livello internazionale che si adoperano per risolvere le situazioni di fame, di carenza di alimenti, malnutrizione, specialmente in situazioni di grande necessità in alcune aree della terra".

  "La situazione della sicurezza alimentare in Medio Oriente è preoccupante nonostante uno sviluppo generale dovuto anche alla disponibilità degli alimenti destinati al nutrimento della popolazione. La scarsità d'acqua, oltre a condizionare la produzione agricola, influisce sul livello di vita, con una evidente opposizione fra le potenzialità reali e la volontà di prendere quei provvedimenti che garantiscono non solo il livello nutritivo e il consumo di cibo, ma, in senso più ampio, le condizioni sociali, la salute, in particolare in quelle aree che naturalmente sono a rischio di desertificazione".

  "Ciò significa prestare maggiore attenzioni ai piccoli agricoltori, spesso trascurati dalle istituzioni e dall'attività di cooperazione. Nello stesso modo alcune condizioni ambientali, certi fattori determinati dall'uomo e le malattie degli animali, obbligano le popolazioni nomadi a sradicarsi dal proprio 'habitat' e a dedicarsi alla produzione di cibo, guadagnandosi da vivere in modo diverso rispetto alle proprie tradizioni".

  "La Delegazione della Santa Sede invita a considerare i risultati della presente Conferenza in una prospettiva che coinvolge l'essere umano nella sua interezza, richiamando i valori fondamentali della storia, le culture diverse, le esperienze religiose e la vita sociale nel Vicino Oriente. Tali aspetti facilmente esprimono concetti di giustizia e di solidarietà che occorre mettere in pratica in politica, nei regolamenti e nelle azioni di lotta contro la povertà in tutte le sue dimensioni materiali e spirituali".
DELSS/MEDIO ORIENTE/FAO:VOLANTE               VIS 20080310 (350)


COMMISSIONE DI STUDIO VITA DELLA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si riunirà, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina. Fanno parte di detta Commissione i Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese e di congregazioni religiose".

  "In questa prima riunione si prenderanno in esame le reazioni alla Lettera, che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Si approfondirà il ricco contenuto del Documento pontificio e, alla luce di esso, si considereranno i principali aspetti della vita della Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                           VIS 20080310 (150)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri della Congregazione per le Chiese Orientali: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ed il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Brixelles, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1350° anniversario della nascita di San Willibrordo, che avranno luogo a Lussemburgo, dall'11 al 13 maggio 2008.
NA/.../...                                       VIS 20080310 (100)

UOMO CONSERVA DIGNITÀ ANCHE STATO DI COMA O EMBRIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). In questa Quinta Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Chiesa di San Lorenzo 'in Piscibus', in prossimità della Basilica di San Pietro, in occasione del XXV anniversario dell'istituzione del Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II il 13 marzo 1983.

  Alla Celebrazione Eucaristica hanno partecipato circa duecento giovani, provenienti da tutto il mondo, che collaborano alle attività di formazione del Centro.

  Il Santo Padre ha letto solo la prima parte dell'omelia preparata ed ha continuato parlando a braccio soffermandosi sul significato della vita e della morte alla luce del Vangelo di questa quinta Domenica di Quaresima, sulla risurrezione di Lazzaro.

  "L'uomo" - ha detto il Papa - "pur essendo parte di questo grande biocosmo, lo trascende (...). Certo, l'uomo è sempre uomo con tutta la sua dignità, anche se in stato di coma, anche se allo stadio di embrione, ma se egli vive solo biologicamente, non sono realizzate e sviluppate tutte le potenzialità del suo essere. L'uomo è chiamato ad aprirsi a nuove dimensioni".

  L'uomo "è un essere che conosce. Certo anche gli animali conoscono, ma solo le cose che sono interessanti per la loro vita biologica. La conoscenza dell'uomo va oltre; egli vuol conoscere tutto, tutta la realtà, la realtà nella sua totalità; vuol sapere che cosa è questo suo essere e che cosa è il mondo. Ha sete di una conoscenza dell'infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole bere a questa fonte, trovare la vita stessa".

  "E abbiamo toccato così una seconda dimensione: l'uomo non è solo un essere che conosce; egli vive anche in relazione di amicizia, di amore. Oltre alla dimensione della conoscenza della verità e dell'essere, esiste, inseparabile da questa, la dimensione della relazione, dell'amore. E qui l'uomo si avvicina maggiormente alla fonte della vita, dalla quale vuol bere per avere la vita in abbondanza, per avere la vita stessa".

  "Potremmo dire che tutta la scienza è un'unica grande lotta per la vita; lo è soprattutto la medicina. In fin dei conti, la medicina è ricerca di contrapporsi alla morte, è ricerca dell'immortalità. (...). Proviamo ad immaginare che la medicina arrivi a trovare la ricetta contro la morte, la ricetta dell'immortalità. Anche in quel caso, si tratterebbe pur sempre di una medicina che si collocherebbe entro la biosfera".

  "È facile immaginare quel che succederebbe se la vita biologica dell'uomo fosse senza fine, fosse immortale: ci ritroveremmo in un mondo invecchiato, un mondo pieno di vecchi, un mondo che non lascerebbe più spazio ai giovani, al rinnovarsi della vita. Comprendiamo così che questo non può essere quel tipo di immortalità a cui aspiriamo; non è questa la possibilità di bere alla fonte della vita che noi tutti desideriamo. (...) Bere alla fonte della vita è entrare in comunione con questo amore infinito che è la fonte della vita".

  "I Padri della Chiesa hanno chiamato l'Eucaristia 'farmaco dell'immortalità'" - ha ricordato Papa Benedetto - "Ed è così, perché nell'Eucaristia entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa".
HML/VITA:MORTE/CENTRO SAN LORENZO                   VIS 20080310 (550)


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