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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 19 settembre 2011

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE MOSCA

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2011 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 2 agosto, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione per il centenario della consacrazione della Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca (Federazione Russa), in programma il 25 settembre prossimo.

Il Cardinale Tomko sarà accompagnato da una Missione composta da Don Viktor Jakubov, Direttore nazionale per le Pontificie Opere Missionarie in Slovacchia e già Direttore spirituale e Prefetto del Seminario interdiocesano "Regina degli Apostoli" a San Pietroburgo; e da Don Josif Zanevsky, Parroco della Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110919 (120)

BENEDETTO XVI ALLA TV TEDESCA SU VIAGGIO GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 SET. 2011 (VIS). Nei giorni scorsi, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, la Televisione Pubblica Tedesca ARD ha registrato per la trasmissione “Wort zum Sonntag” di sabato 17 settembre, un messaggio del Santo Padre ai suoi connazionali, alla vigilia del Viaggio Apostolico in Germania (22-25 settembre).

“Tra pochi giorni partirò per il mio viaggio in Germania, e ne sono molto contento” – ha detto il Papa – “Penso con gioia particolarmente a Berlino, dove ci saranno molti incontri, e, naturalmente, al discorso che terrò al Bundestag e alla grande Messa che potremo celebrare allo stadio olimpico”.

“Uno dei momenti importanti della visita sarà Erfurt: in quel monastero agostiniano, in quella chiesa agostiniana, dove Lutero ha iniziato il suo cammino, potrò incontrare i rappresentanti della Chiesa Evangelica di Germania. Lì pregheremo insieme, ascolteremo la Parola di Dio, penseremo e parleremo insieme. Non attendiamo alcun evento sensazionale: infatti, la vera grandezza dell’evento consiste proprio in questo, che in questo luogo insieme possiamo pensare, ascoltare la Parola di Dio e pregare, e così saremo intimamente vicini e si manifesterà un vero ecumenismo”.

“Qualcosa di particolare è per me l’incontro con l’Eichsfeld, questa piccola striscia di terra che, pur passando attraverso tutte le peripezie della storia, è rimasta cattolica; poi il Sudovest della Germania, con Friburgo, la grande città, con molti incontri che si svolgeranno lì, soprattutto la veglia con i giovani e la grande Messa che concluderà il viaggio”.

“Tutto ciò non è turismo religioso, e meno ancora uno ‘show’. Di che cosa si tratta, lo dice il motto di questi giorni: ‘Dove c’è Dio, là c’è futuro’. Dovrebbe trattarsi del fatto che Dio torni nel nostro orizzonte, questo Dio così spesso totalmente assente, del quale però abbiamo tanto bisogno”.

“Forse mi chiederete: ‘Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a Lui?’. Certo, è vero: non possiamo mettere Dio sul tavolo, non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto. Dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi. Possiamo intuire qualcosa della grandezza di Dio nella grandezza del cosmo. Possiamo utilizzare il mondo servendoci della tecnica, perché esso è costruito in maniera razionale. Nella grande razionalità del mondo possiamo intuire lo spirito creatore dal quale esso proviene, e nella bellezza della creazione possiamo intuire qualcosa della bellezza, della grandezza e anche della bontà di Dio. Nella Parola delle Sacre Scritture possiamo sentire parole di vita eterna che non vengono semplicemente da uomini, ma che vengono da Lui, e in esse sentiamo la sua voce. E infine, vediamo quasi Dio anche nell’incontro con le persone che sono state toccate da Lui. Non penso soltanto ai grandi: da Paolo a Francesco d’Assisi fino a Madre Teresa; ma penso alle tante persone semplici delle quali nessuno parla. Eppure, quando le incontriamo, da loro promana qualcosa di bontà, sincerità, gioia e noi sappiamo che lì c’è Dio e che Egli tocca anche noi. Perciò, in questi giorni vogliamo impegnarci per tornare a vedere Dio, per tornare noi stessi ad essere persone dalle quali entri nel mondo una luce della speranza, che è luce che viene da Dio e che ci aiuta a vivere”.
BXVI-INTERVENTO/ VIS 20110919 (550)

REGIONI ANTICA RELIGIONE CRISTIANA RISCOPRANO BELLEZZA FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 18 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel recitare l’Angelus con i fedeli presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha introdotto la preghiera mariana spiegando la seconda lettura della liturgia odierna, la Lettera di San Paolo ai Filippesi.

Benedetto XVI ha ricordato che San Paolo giunse a Filippi (Grecia), circa vent’anni dopo la morte e la risurrezione di Gesù, e fu quella la prima volta in cui il Vangelo giunse in Europa. La Buona Notizia, “partendo da Gerusalemme, è destinata a raggiungere tutti gli uomini e i popoli, e a trasformare dall’interno tutte le culture, aprendole alla verità fondamentale: Dio è amore, si è fatto uomo in Gesù e con il suo sacrificio ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del male donandole una speranza affidabile”.
“San Paolo era un uomo che riassumeva in sé tre mondi: quello ebraico, quello greco e quello romano. Non a caso Dio affidò a lui la missione di portare il Vangelo dall’Asia Minore alla Grecia e poi a Roma, gettando un ponte che avrebbe proiettato il Cristianesimo fino agli estremi confini della terra”.

“Oggi viviamo in un’epoca di nuova evangelizzazione” – ha detto il Santo Padre – “Vasti orizzonti si aprono all’annuncio del Vangelo, mentre regioni di antica tradizione cristiana sono chiamate a riscoprire la bellezza della fede”.

“Protagonisti di questa missione sono (...) persone, famiglie, comunità che accettano di lavorare nella vigna del Signore (...). Operai umili e generosi, che non chiedono altra ricompensa se non quella di partecipare alla missione di Gesù e della Chiesa. (...) Cari amici, il Vangelo ha trasformato il mondo, e ancora lo sta trasformando, come un fiume che irriga un immenso campo”.

“Rivolgiamoci in preghiera alla Vergine Maria” – ha concluso il Pontefice – “perché in tutta la Chiesa maturino vocazioni sacerdotali, religiose e laicali per il servizio della nuova evangelizzazione”.

Pregare affinché ogni bambino riceva l’educazione alla quale ha diritto

Dopo l’Angelus, il Santo Padre ha rivolto ai fedeli saluti nelle diverse lingue ed ha ricordato la Beatificazione, sabato 17 settembre a Torino (Italia) di Monsignor Francesco Paleari della Società dei Sacerdoti di San Giuseppe Cottolengo. “Nato a Pogliano Milanese (Italia) nel 1863, da umile famiglia contadina, entrò giovanissimo in seminario e, subito dopo l’Ordinazione, si dedicò ai poveri e ai malati nella Piccola Casa della Divina Provvidenza, ma anche all’insegnamento, distinguendosi per la sua affabilità e pazienza. Rendiamo lode a Dio per questo luminoso testimone del suo amore!”.

Nel rivolgersi ai pellegrini di lingua francese, il Santo Padre ha ricordato che in questi giorni comincia il nuovo anno scolastico ed ha esortato i genitori “che sono i primi educatori dei propri figli” a “dedicare ai figli tempo per ascoltarli e parlare con loro della loro vita. Li aiuterete così ad operare scelte giuste. La famiglia, la scuola, ecco il buon terreno dove si forgia l’umanità di domani. Per cui vi chiedo di pregare affinché ogni bambino riceva ovunque l’educazione alla quale ha diritto”.
ANG/ VIS 20110919 (500)

CRISTIANI IN INDIA PROMOTORI GIUSTIZIA, PORTATORI PACE

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). “Quale parte della sua antica e ricca eredità, l’India ha una lunga ed illustre presenza cristiana che ha dato un importante contributo alla società indiana e ha apportato beneficio alla vostra cultura in numerosi modi, arricchendo la vita di tantissimi cittadini, non soltanto dei cattolici”, ha detto il Papa al Sesto Gruppo dei Vescovi Latini della Conferenza Episcopale dell’India, provenienti dalle Province di Agra, New Delhi, Bhopal e dal Vicariato Apostolico di Nepal, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

“Soprattutto, la Chiesa in India proclama la fede e l’amore per la società nel suo complesso, ponendo tale fede in pratica con una sollecitudine verso tutte le persone, in ogni aspetto della vita spirituale e materiale. (...) In particolare, la Chiesa Cattolica è amica dei poveri. Come Cristo, essa accoglie senza eccezioni tutti coloro che le si avvicinino per ascoltare il divino messaggio di pace, speranza e salvezza. Inoltre, in obbedienza al Signore, la Chiesa continua a far ciò senza distinzione di ‘tribù, lingua, popolo e nazione’, perché in Cristo noi ‘siamo un solo corpo’. È perciò imperativo che il clero, i religiosi e i catechisti nelle vostre diocesi siano attenti alle diverse circostanze linguistiche, culturali ed economiche delle persone che servono”.

“Anche se voi, cari fratelli” – ha proseguito il Papa – “dovete tener conto delle sfide che la natura missionaria della Chiesa comporta, dovete essere sempre pronti a diffondere il Regno di Dio e a seguire le orme di Cristo, Lui stesso frainteso, disprezzato, falsamente accusato e che soffrì per amore della verità. Non fatevi scoraggiare quando tali prove si presentano nel vostro ministero, e in quello dei vostri sacerdoti e religiosi. Il nostro credere nella certezza della Risurrezione di Cristo ci dà la fiducia e il coraggio di affrontare tutto ciò che può ostacolare ‘l’edificazione del Regno di Dio’”.

Il Santo Padre, nel ricordare la commemorazione nelle Chiese locali del venticinquesimo anniversario della prima Visita Apostolica di Giovanni Paolo II in India e gli incontri del suo Predecessore con i Responsabili di altre religioni, ha detto: “Manifestando il rispetto personale per i suoi interlocutori, questo Papa benedetto ha dato una autentica testimonianza del valore del dialogo interreligioso”.

“Vi incoraggio cari fratelli” – ha concluso il Pontefice – “a perseverare nell’impegno della Chiesa nella promozione del benessere della società indiana con attenzione continua alla promozione dei diritti fondamentali – diritti condivisi da tutta l’umanità – e invitando i Cristiani e i seguaci di altre tradizioni religiose ad assumere la sfida di affermare la dignità di ogni persona umana. (...) Prego affinché i cristiani in India continuino ad essere promotori di giustizia, portatori di pace, persone di dialogo rispettoso, e amanti della verità su Dio e sull’uomo”.
AL/ VIS 20110919 (460)

PRESA DI POSSESSO DIACONIA DEL CARDINALE BARTOLUCCI

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Il Cardinale Domenico Bartolucci, già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia, prenderà possesso della Diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in Via Lata, Via del Corso, 45.
OCL/ VIS 20110919 (50)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Leo Cornelio, S.V.D., di Bhopal (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Anthony Francis Sharma, S.I., Vicario Apostolico del Nepal, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

Sabato 17 settembre, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Anil Joseph Thomas Couto, di Jullundur.

- Il Vescovo Ignatius Lojola Mascarenhas, di Simla and Chandigarh.

- Il Vescovo Joseph Kaithathara, di Gwalior.

- Il Vescovo Chacko Thottumarickal, S.V.D., di Indore.

- Il Vescovo Gerald Almeida, di Jabalpur.

- Il Vescovo Devprasad John Ganawa, S.V.D., di Jhabua.

- Il Vescovo Arockia Sebastian Durairaj, S.D.V., di Khandwa.
AP:AL/ VIS 20110919 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Peter A. Libasci, finora Ausiliare della Diocesi di Rockville Centre (Stati Uniti d’America), Vescovo di Manchester (superficie: 24.097; popolazione: 1.315.809; cattolici: 309.987; sacerdoti: 269; religiosi: 528; diaconi permanenti: 52), Stati Uniti d’America. Il Vescovo Libasci è nato nel 1951 a Jackson Heights (Stati Uniti d’America); ha ottenuto il Baccalaureato in Filosofia presso la “Saint John’s University”d i Queens; è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed è stato Parroco della “Saint Therese of Lisieux Parish” a Inwood (Stati Uniti d’America); ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2007. È Vicario Episcopale per il Vicariato Est (Suffolk County) della Diocesi. Presta la sua opera anche a favore della locale comunità rutena, avendo ottenuto dalla Santa Sede il “bi-ritualismo”. Succede al Vescovo John B. McCormack, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110919 (190)

venerdì 16 settembre 2011

DOLORE DEL PAPA INCIDENTI ZANZIBAR E ARGENTINA

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire due distinti telegrammi di cordoglio per i tragici incidenti dei giorni scorsi a Zanzibar e Argentina. Nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, per l’affondamento di un traghetto che ha causato 240 vittime nell’Arcipelago di Zanzibar, Benedetto XVI, addolorato nell’apprendere la notizia della perdita di così tante vite umane, esprime la sua vicinanza alle persone colpite dalla tragedia, in particolare ai familiari delle vittime e prega il Signore affinché conceda consolazione a coloro che soffrono, assicurando le sue preghiere a tutta la popolazione della Tanzania.

Il secondo incidente, lo scontro di un autobus e di un treno alla periferia di Buenos Aires, ha causato la morte di 11 persone e oltre 200 feriti. Nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Santo Padre, al Cardinale Jorge Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, firmato dal Cardinale Bertone, si legge: “Profondamente addolorato nell’apprendere la triste notizia dell’incidente ferroviario verificatosi nel quartiere di Flores, il Sommo Pontefice assicurare la sua vicinanza ed affetto ed offre fervide preghiere di suffragio invocando Dio affinché conceda l’eterno risposo ai defunti”. In segno di speranza nel Cristo Risorto, Benedetto XVI invia la Benedizione Apostolica.
TGR/ VIS 20110916 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Thomas E. Gullickson, Nunzio Apostolico in Ucraina.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”

- L’Arcivescovo Albert D’Souza, di Agra.

- L’Arcivescovo Vincent Michael Concessao, di Delhi, con l’Ausiliare Vescovo
Franco Mulakkal.

- Il Vescovo Isidore Fernandes, di Allahabad.

- Il Vescovo Anthony Fernandes, di Bareilly.

- Il Vescovo Oswald Lewis, di Jaipur.

- Il Vescovo Frederick D’Souza, di Jhansi.

- Il Vescovo Gerald John Mathias, di Lucknow.

- Il Vescovo Francis Kalist, di Meerut.

- Il Vescovo Raphy Manjaly, di Varanasi.

- Il Vescovo Peter Celestine Elampassery, O.F.M.Cap., di Jammu-Srinagar.
AP:AL/ VIS 20110916 (130)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 16 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Rudolf Balaz, di Banská Bystrica (Slovacchia), il 27 luglio, all’età di 70 anni.

- Il Vescovo William Leonard D’Mello, emerito di Karwar (India), il 19 luglio, all’età di 80 anni.

- Il Vescovo Henrique Johannpötter, O.F.M., emerito di Bacabal (Brasile), il 19 luglio, all’età di 78 anni.

- L’Arcivescovo Georges Kwaiter, B.S., emerito di Saïda dei Greco-Melkiti (Libano), il 26 luglio, all’età di 83 anni.

- Il Vescovo Paul Marchand, S.M.M., di Timmins (Canada), il 24 luglio, all’età di 74 anni.

- Il Vescovo Cesare Mazzolari, M.C.C.J., di Rumbek (Kenya), il 16 luglio, all’età di 74 anni.

- L’Arcivescovo Pedro Claro Murice Estíu, emerito di Santiago de Cuba (Cuba), il 21 luglio, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Slavomir Miklovs, emerito di Krizevci (Croazia), il 21 luglio, all’età di 77 anni.

- L’Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico, il 27 luglio, all’età di 73 anni.

- L’Arcivescovo Francis John Spence, emerito di Kingston (Canada), il 27 luglio, all’età di 85 anni.
.../ VIS 20110916 (190)

giovedì 15 settembre 2011

BENEDETTO XVI VISITA LA MOSTRA DEI LIBRI DI CUI È AUTORE

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Questa mattina nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha visitato l’esposizione della Casa Editrice Herder e della Libreria Editrice Vaticana, organizzata in occasione della sua visita in Germania. L’esposizione presenta le opere di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI tradotte in diverse lingue e raggruppa circa 600 volumi fra edizioni originali e traduzioni.

“Vi ringrazio tanto per esservi fatti carico di tanto impegno per rendere visibile all’umanità il grande mondo di libri che è originato da me, proprio in occasione del mio viaggio in Germania, che è per me anche un’occasione di riflessione su quanto io, attraverso il mio ministero, possa fare per il mondo e per la Chiesa” – ha detto il Papa – “Mi commuove e mi inquieta anche un po’ vedere quale raccolta di libri è nata dal mio pensiero. Spero che possa essere utile agli uomini, che non siano solamente parole che passano e vanno, ma che siano parole che possano aiutare a trovare la strada”.

Benedetto XVI ha ringraziato quanti hanno collaborato all’edizione delle sue opere ed ha così concluso: “L’autore fa la sua parte e acqusisce notorietà, gli altri rimangono nel retroscena e fanno il loro lavoro senza apparire, ma nel silenzio sono tutti presenti: ringraziare cordialmente per tutto questo è per me, in quest’ora, una reale necessità”.
.../ VIS 20110915 (240)

VESCOVI SIATE DI ESEMPIO CON SANTITÀ VITA

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha tenuto un discorso ai Vescovi di recente nomina che partecipano al corso promosso dalla Congregazione per i Vescovi. Sono dieci anni che i nuovi Vescovi si recano in pellegrinaggio alla Tomba di Pietro e si riuniscono per riflettere sui principali impegni del ministero episcopale.

“Siete così invitati” – ha detto il Papa – “a rinnovare la professione della vostra fede sulla Tomba del Principe degli Apostoli e la vostra adesione fiduciosa a Gesù Cristo con lo slancio di amore dello stesso Apostolo, intensificando i vincoli di comunione con il Successore di Pietro e con i confratelli Vescovi”.

“Il Vescovo” – ha spiegato Benedetto XVI – “non è un uomo solo, ma è inserito in quel ‘corpus episcoporum’ che si tramanda dal ceppo apostolico fino ai nostri giorni congiungendosi a Gesù”. Il Papa ha quindi esortato i Vescovi a vivere quotidianamente la fraternità episcopale per operare in comunione con il Papa e i confratelli nell’episcopato “cercando di coltivare anche l’amicizia con essi e con i vostri sacerdoti”.

“Oggi vorrei riflettere brevemente con voi” – ha proseguito il Pontefice – “sull’importanza dell’accoglienza da parte del Vescovo dei carismi che lo Spirito suscita per l’edificazione della Chiesa”, in particolare fra i fedeli. In proposito il Papa ha sottolineato che: “i Vescovi hanno il compito di vigilare e operare affinché i battezzati possano crescere nella grazia e secondo i carismi che lo Spirito Santo suscita nei loro cuori e nelle comunità”.

“Il dono fondamentale che siete chiamati ad alimentare nei fedeli affidati alle vostre cure pastorali è prima di tutto quello della filiazione divina, che è partecipazione di ciascuno alla comunione trinitaria. Il Battesimo, che costituisce gli uomini ‘figli nel Figlio’ e membri della Chiesa, è la radice e la fonte di tutti gli altri doni carismatici. Con il vostro ministero di santificazione, voi educate i fedeli a partecipare sempre più intensamente all’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, aiutandoli ad edificare la Chiesa, secondo i doni ricevuti da Dio, in modo attivo e corresponsabile”.

“Infatti, dobbiamo sempre tener presente che i doni dello Spirito, straordinari o semplici ed umili che siano, sono sempre dati gratuitamente per l’edificazione di tutti. Il Vescovo, in quanto segno visibile dell'unità della sua Chiesa particolare, ha il compito di unificare ed armonizzare la diversità carismatica nell’unità ecclesiale, favorendo la reciprocità tra il sacerdozio gerarchico ed il sacerdozio battesimale”.

“Accogliete dunque i carismi con gratitudine per la santificazione della Chiesa e la vitalità dell’apostolato!” - ha esortato il Papa - “E questa accoglienza e gratitudine verso lo Spirito Santo sono inscindibili dal discernimento, che è proprio della missione del Vescovo, come ha ribadito il Concilio Vaticano II, che ha affidato al ministero pastorale il giudizio sulla genuinità dei carismi e sul loro ordinato esercizio, senza estinguere lo Spirito, ma esaminando e ritenendo ciò che è buono. Per questo deve essere sempre chiaro che nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai Pastori della Chiesa”.

Il ministero episcopale richiede al Vescovo “di alimentare con cura la propria vita spirituale. Come afferma l’Esortazione apostolica ‘Pastores gregis’, egli diventa ‘padre’ proprio perché pienamente ‘figlio’ della Chiesa. (...) Questi due aspetti inscindibili lo chiamano a crescere come figlio e come Pastore alla sequela di Cristo, in modo che la sua santità personale manifesti la santità oggettiva ricevuta con la consacrazione episcopale”.

“Con la santità della vostra vita e la carità pastorale” – ha concluso Benedetto XVI – “sarete di esempio e di aiuto ai sacerdoti (...), che con voi sono chiamati ad edificare la Comunità con i loro doni, i loro carismi e con la testimonianza della loro vita, perché nella coralità della comunione la Chiesa renda testimonianza a Gesù Cristo, affinché il mondo creda”.
AC/ VIS 20110915 (640)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Pelplin (Polonia), presentata dal Vescovo Piotr Krupa, per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico nella Repubblica Ceca, finora Nunzio Apostolico in Irlanda.
RE:NN/ VIS 20110915 (60)

mercoledì 14 settembre 2011

APPARENTE SILENZIO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Partito in elicottero dalle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha raggiunto questa mattina il Vaticano per tenere l’Udienza Generale nell’Aula Paolo VI. Nella catechesi odierna, Benedetto XVI si è soffermato sulla prima parte del Salmo 22 (21 nella tradizione greco-latina), approfondendo alcune dimensioni significative della preghiera di supplica a Dio.

Il Salmo 22 è riportato continuamente nei brani evangelici della Passione di Gesù. “Questo Salmo” – ha detto il Papa – “presenta la figura di un innocente, perseguitato e circondato da avversari che ne vogliono la morte; ed egli ricorre a Dio in un lamento doloroso che, nella certezza della fede, si apre misteriosamente alla lode”.

Il grido iniziale del salmista “’Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato’ è un appello rivolto a un Dio che appare lontano, che non risponde. (...) Il Signore tace, e questo silenzio lacera l’animo dell’orante, che incessantemente chiama, ma senza trovare risposta. (...) L’orante del nostro Salmo per ben tre volte, nel suo grido, chiama il Signore ‘mio’ Dio, in un estremo atto di fiducia e di fede. Nonostante ogni apparenza, il Salmista non può credere che il legame con il Signore si sia interrotto totalmente”.

Il grido iniziale del Salmo 22 è riportato dai Vangeli di Matteo e di Marco come il grido lanciato da Gesù morente sulla croce. Benedetto XVI ha spiegato che “esso esprime tutta le desolazione del Messia, Figlio di Dio (...). Gesù è sotto il peso schiacciante di una missione che deve passare per l’umiliazione e l’annichilimento. Perciò grida al Padre (...). Ma il suo non è un grido disperato, come non lo era quello del Salmistra, che nella sua supplica percorre un cammino tormentato sfociando però infine in una prospettiva di lode, nella fiducia della vittoria divina”.

La violenza ha sempre in sé qualcosa di bestiale

“Tutta la storia biblica” – ha ricordato il Papa – “è stata una storia di grida di aiuto da parte del popolo e di risposte salvifiche da parte di Dio. E il Salmista fa riferimento all’incrollabile fede dei suoi padri, che ‘confidarono’ (...) senza mai rimanere delusi. (...) La preghiera torna a descrivere la situazione penosa dell’orante per indurre il Signore ad avere pietà e intervenire, come aveva sempre fatto in passato”.

“È dunque necessario che Dio si faccia vicino e soccorra, perché i nemici circondano l’orante, lo accerchiano (...) appaiono invincibili, sono diventati animali feroci e pericolosissimi. (...) Queste immagini usate nel Salmo servono anche a dire che quando l’uomo diventa brutale e aggredisce il fratello, qualcosa di animalesco prende il sopravvento in lui, sembra perdere ogni sembianza umana; la violenza ha sempre in sé qualcosa di bestiale e solo l’intervento salvifico di Dio può restituire l’uomo alla sua umanità”.

La morte inizia a impossessarsi del Salmista. “Con immagini drammatiche, che ritroviamo nei racconti della passione di Cristo, si descrive il disfacimento del corpo del condannato, l’arsura insopportabile che tormenta il morente e che trova eco nella richiesta di Gesù: ‘Ho sete’, per giungere al gesto definitivo degli aguzzini che, come i soldati sotto la croce, si spartiscono le vesti della vittima, considerata già morta”.

“Ecco allora, impellente, di nuovo la richiesta di soccorso”, un grido “che dischiude i cieli, perché proclama una fede, una certezza che va al di là di ogni dubbio (...) E il lamento si trasforma, lascia il posto alla lode. (...) Il Salmo si apre al rendimento di grazie (...) Il Signore è accorso in aiuto, ha salvato il povero e gli ha mostrato il suo volto di misericordia. Morte e vita si sono incrociate in un mistero inseparabile, e la vita ha trionfato (...). È la vittoria della fede, che può trasformare la morte in dono della vita, l’abisso del dolore in fonte di speranza. (...) Questo Salmo ci ha portati sul Golgota, ai piedi della croce di Gesù, per rivivere la sua passione e condividere la gioia feconda della risurrezione”.

“Come i discepoli di Emmaus” – ha concluso il Pontefice – “impariamo a discernere la realtà al di là delle apparenze, riconoscendo il cammino dell’esaltazione proprio nell’umiliazione” anche nell’apparente assenza di Dio, anche nel silenzio di Dio. “Così, riponendo tutta la nostra fiducia e la nostra speranza in Dio Padre, in ogni angoscia Lo potremo pregare con fede, e il nostro grido di aiuto si trasformerà in canto di lode”.
AG/ VIS 20110914 (720)

SETTIMANA EDUCAZIONE POLONIA E NUOVA BEATA ELENA AIELLO

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Nei saluti rivolti ai fedeli nelle diverse lingue, il Papa, nel ricordare che in Polonia si celebra la “Settimana dell’Educazione”, ha detto: “L’educazione, la cui meta è lo sviluppo integrale dell’uomo, è un compito che richiede la collaborazione dei genitori, degli insegnanti e dei pastori, nonché delle rispettive autorità statali e locali. Questa Settimana susciti in tutti il senso di responsabilità per una buona formazione delle menti e dei cuori dei giovani”.

“Oggi, la liturgia ci fa meditare sul mistero della Croce del Signore, e domani sui dolori della sua Madre. La Croce di Cristo e l’esempio di Maria, Vergine Addolorata, illuminino la vostra esistenza” ha proseguito il Pontefice, in italiano. Infine ha ricordato la Beatificazione, oggi a Cosenza (Italia) di Suor Elena Aiello, fondatrice delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

“Subito dopo il Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, la Chiesa che è in Italia gioisce per l’elevazione alla gloria degli altari di un’anima eminentemente eucaristica. (..) Suor Elena Aiello soleva dire: ‘L’Eucaristia è alimento essenziale della mia vita, (...) il Sacramento che dà senso alla mia vita, a tutte le azioni della giornata’. L’esempio e l’intercessione della nuova Beata accrescano in tutti l’amore per il mirabile Sacramento dell’altare”.
AG/ VIS 20110914 (220)

COMUNICATO FRATERNITÁ SACERDOTALE SAN PIO X

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato emesso nella tarda mattinata di oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede relativamente alla situazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

“Il 14 settembre 2011 si sono incontrati nella sede della Congregazione per la Dottrina della Fede Sua Eminenza il Cardinale William J. Levada, Prefetto della medesima Congregazione e Presidente della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, Sua Eccellenza Monsignore Luis Ladaria, S.I., Segretario della medesima Congregazione, Monsignore Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, con Sua Eccellenza Monsignor Bernard Fellah, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ed i Reverendi Niklaus Pfluger e Alain-Marc Nély, rispettivamente primo e secondo Assistente generale della medesima.

In seguito alla supplica indirizzata dal Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X il 15 dicembre 2008 a Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Santo Padre aveva deciso di rimettere la scomunica ai quattro Vescovi consacrati dall’Arcivescovo Lefebvre, e, nel medesimo tempo, di aprire dei colloqui dottrinali con detta Fraternità, al fine di chiarire i problemi di ordine dottrinale e giungere al superamento della frattura esistente.

In ottemperanza alle disposizioni del Santo Padre, una commissione mista di studio, composta da esperti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e da esperti della Congregazione per la Dottrina della Fede, si è riunita in otto incontri, che si sono svolti a Roma tra il mese di ottobre 2009 e il mese di aprile 2011. Questi colloqui, che avevano l’obiettivo di esporre e approfondire le difficoltà dottrinali essenziali sui temi controversi, hanno raggiunto lo scopo di chiarire le rispettive posizioni e relative motivazioni.

Anche tenendo conto delle preoccupazioni e delle istanze presentate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X in ordine alla custodia dell’integrità della fede cattolica di fronte all’’ermeneutica della rottura’ del Concilio Vaticano II rispetto alla Tradizione, di cui ha fatto menzione Papa Benedetto XVI nel Discorso alla Curia Romana (22-XII-2005), la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene come base fondamentale per il conseguimento della piena riconciliazione con la Sede Apostolica l’accettazione del testo del Preambolo Dottrinale che è stato consegnato durante l’incontro del 14 settembre 2011. Tale Preambolo enuncia alcuni principi dottrinali e criteri di interpretazione della dottrina cattolica, necessari per garantire la fedeltà al Magistero della Chiesa e il ‘sentire cum Ecclesia’, lasciando nel medesimo tempo alla legittima discussione lo studio e la spiegazione teologica di singole espressioni o formulazioni presenti nei documenti del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo.

Nella stessa riunione, sono stati proposti alcuni elementi di una soluzione canonica per la Fraternità Sacerdotale San Pio X, a seguito dell’eventuale e auspicata riconciliazione”.
OP/ VIS 20110914 (450)

martedì 13 settembre 2011

ESPOSIZIONE LIBRI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico oggi annuncia che la Casa Editrice Herder, in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, ha colto l’occasione della visita del Papa in Germania per raccogliere e presentare le opere di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nelle loro molteplici traduzioni.

“In un’esposizione unica nel suo genere – allestita prima a Castel Gandolfo per il Santo Padre, poi per gli interessati in Vaticano al Campo Santo Teutonico, ed infine presso la sede della Casa Editrice Herder a Friburgo – vengono esposti circa seicento volumi rappresentativi di più di venticinque Paesi. Per la prima volta, in uno stesso luogo, è possibile vedere l’edizione rumena di ‘Sale della terra’ sino a quella cinese di ‘Dio e il mondo’, insieme alle grandi monografie di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”.

La presentazione della mostra è in programma venerdì 16 settembre, dalle 10:00 alle 18:00, presso il Campo Santo Teutonico in Vaticano. Sabato 24 settembre presso la sede della Casa Editrice Herder a Friburgo, la mostra verrà presentata nel corso di un incontro con la stampa in occasione della Visita del Papa.
.../ VIS 20110913 (190)

25 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). La Santa Sede parteciperà anche quest’anno alla celebrazione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, una manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa, alla quale aderiscono attualmente 50 stati del Continente. Tema della Giornata sarà “La vita oltre la vita”.

Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che all’elaborazione del programma hanno collaborato la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, i Musei Vaticani e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Domenica 25 settembre sarà gratuito per l’intera giornata l’accesso ai Musei Vaticani e a tutte le Catacombe di Roma normalmente aperte al pubblico (San Callisto, Santa Domitilla, Santa Priscilla, Sant’Agnese e San Sebastiano).
.../ VIS 20110913 (120)

CONGRESSI EUCARISTICI: L’INTUIZIONE DI UNA DONNA

CITTA' DEL VATICANO, 13 SET. 2011 (VIS). Riportiamo di seguito alcuni brani dell’articolo “L’intuizione di una donna” di Lucetta Scaraffia, pubblicato l’11 settembre scorso dall’edizione in lingua spagnola de L’Osservatore Romano, nel giorno in cui il Santo Padre ha chiuso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona.

“Il primo congresso eucaristico si tenne nel 1881 a Lille, con un titolo emblematico: ‘L’Eucaristia salva il mondo’. Si dava così inizio alla copiosa serie di congressi eucaristici — nazionali, diocesani, internazionali — che ha costellato il cattolicesimo contemporaneo, fino all’ultimo, ad Ancona”.

“Non molti sanno che l’idea di questi incontri venne a una donna, la francese Émilie-Marie Tamisier, una delle tante laiche che hanno dedicato la loro vita alla difesa della Chiesa in anni in cui le polemiche anticattoliche erano particolarmente aspre. Tamisier, fin da bambina particolarmente devota all’Eucaristia, ebbe l’intuizione di organizzare attività per il risveglio religioso, in un contesto che si stava velocemente secolarizzando, centrandole intorno al culto eucaristico”.

“Il progetto le venne mentre era alla messa di consacrazione della Francia al Sacro Cuore nella cappella della Visitazione di Paray-le-Monial, lo stesso luogo dove Marguerite-Marie Alacoque aveva avuto le visioni da cui prese inizio il culto moderno del Sacro Cuore. Il nesso fra queste due devozioni è evidente: sono entrambe legate al Corpo di Cristo (...). Ed entrambe propongono un centro sacro verso il quale dirigere la propria fede, in un mondo che si sta sempre più disperdendo fra mille stimoli, proposte, ideologie che tendono a offuscare la ricerca della verità: un simbolo chiaro e comprensibile a tutti (...)”.

“Il primo congresso, per desiderio di Tamisier, avrebbe dovuto tenersi a Liegi (Belgio), patria di Julienne di Mont-Cornillon, promotrice della festa del Corpus Domini, ma poi per motivi politici si decise per la Francia. Probabilmente, se pure in modo implicito, Emilie-Marie Tamisier voleva sottolineare come la proposta di nuove devozioni, nuove feste e nuove modalità di incontro con Gesù fosse venuta, per tre volte, da una donna, capace di immaginare quale potesse essere il modello di religiosità atto a riaccendere la fede in momenti di crisi”. (...)

“I congressi eucaristici sembrano quindi a Emilie-Marie Tamisier un modo moderno per coinvolgere tante persone, per riportare l’attenzione di un vasto pubblico sulla cultura religiosa e sulle sue proposte di soluzione dei problemi del tempo. Con un aspetto inedito rispetto alle altre assemblee: quello di concentrare l’attenzione dei partecipanti non solo sui discorsi e le relazioni, ma soprattutto intorno al culto eucaristico, celebrato con particolare solennità e intensità”.

“Ma prima di vedere realizzato questo progetto, Emilie-Marie Tamisier dovette impegnarsi a lungo, e in una prima fase, durata circa un decennio, si limitò a organizzare in Francia pellegrinaggi a santuari che conservavano tracce di miracoli eucaristici. (...) Solo in una seconda fase, appoggiata e consigliata da alcuni ecclesiastici, Emilie-Marie Tamisier riuscì a coinvolgere Papa Leone XIII nel suo progetto congressuale: per realizzarlo non risparmiò fatiche, viaggi, raccolte di fondi, dedicando tutta la sua vita alla promozione di quello che vedeva come un nuovo ed efficace metodo di riportare al centro dell’attenzione pubblica la Chiesa. Un lavoro tenace e abile ma nascosto — il suo nome non fu mai fatto ufficialmente — e quindi in gran parte dimenticato. Come spesso è stato il lavoro delle donne nella Chiesa”.
LOR/ VIS 20110913 (540)

lunedì 12 settembre 2011

RECUPERARE PRIMATO DI DIO NEL NOSTRO MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 11 SET. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per Ancona (Italia) e, alle 10:00, presso il Cantiere Navale della città, ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica a conclusione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, sul tema: "Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana".

Nell’omelia, nel soffermarsi sul brano evangelico del discorso di Gesù sul pane della vita, il Santo Padre ha spiegato: “La reazione dei discepoli, molti dei quali abbandonarono Gesù, non è molto lontana dalle nostre resistenze davanti al dono totale che Egli fa di se stesso. Perché accogliere veramente questo dono vuol dire perdere se stessi, lasciarsi coinvolgere e trasformare, fino a vivere di Lui”.

La difficoltà dell’accettazione deriva dal fatto che “spesso confondiamo la libertà con l’assenza di vincoli, con la convinzione di poter fare da soli, senza Dio, visto come un limite alla libertà. È questa un’illusione che non tarda a volgersi in delusione, generando inquietudine e paura”.

“Dopo aver messo da parte Dio, o averlo tollerato come una scelta privata che non deve interferire con la vita pubblica, certe ideologie hanno puntato a organizzare la società con la forza del potere e dell’economia. La storia ci dimostra drammaticamente ” – ha sottolineato il Papa – “come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane.”

“È anzitutto il primato di Dio che dobbiamo recuperare nel nostro mondo e nella nostra vita, perché è questo primato a permetterci di ritrovare la verità di ciò che siamo, ed è nel conoscere e seguire la volontà di Dio che troviamo il nostro vero bene”.

Eucaristia, sorgente di sviluppo sociale positivo

Il punto di partenza per recuperare il primato di Dio è proprio l’Eucaristia. “Nel Sacramento dell’Eucaristia Dio si dona a noi, per aprire la nostra esistenza a Lui. (...) La comunione eucaristica sostiene e trasforma l’intera vita quotidiana. (...) La bimillenaria storia della Chiesa” – ha ricordato Benedetto XVI – “è costellata di santi e sante, la cui esistenza è segno eloquente di come proprio dalla comunione con il Signore, dall’Eucaristia nasca una nuova e intensa assunzione di responsabilità a tutti i livelli della vita comunitaria, nasca quindi uno sviluppo sociale positivo, che ha al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata”.

“Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana (...) è anima di una comunità ecclesiale che supera divisioni (...) e valorizza le diversità di carismi e ministeri ponendoli a servizio dell’unità della Chiesa”.

“Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto”.

“Non c’è nulla di autenticamente umano” – ha concluso il Pontefice – “che non trovi nell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza: la vita quotidiana diventi dunque luogo del culto spirituale, per vivere in tutte le circostanze il primato di Dio”.
PV-ANCONA/ VIS 20110912 (550)
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