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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 11 dicembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Cormac Murphy-O'Connor, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna).

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Taiwan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Hung Shan-chuan, S.V.D., di Taipei; Amministratore Apostolico delle Isole Kinmen o Quemoy e Matzu.

     - Il Vescovo John Baptist Lee Keh-mien, di Hsinchu.

    - Il Vescovo Philip Huan Chao-ming, di Hwalien, con l'Ausiliare Vescovo John Baptist Tseng Chien-tsi.

    - Il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, di Kaohsiung.
AP:AL/.../...                                 VIS 20081211 (90)


MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico, in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese,  il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLII Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2009), sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "La povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. (...) Combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione. (...) Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un'unica famiglia in cui tutti - individui, popoli e nazioni - regolino i loro comportamenti improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità".

  "Sappiamo, però, che esistono povertà immateriali, che non sono diretta e automatica conseguenza di carenze materiali. Ad esempio, nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una parte, a quello che viene chiamato il 'sottosviluppo morale'  e, dall'altra, alle conseguenze negative del 'supersviluppo'. Non dimentico poi che, nelle società cosiddette 'povere', la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse".

  "La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo sviluppo demografico. (...) Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani. A fronte di ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della linea di povertà assoluta, mentre oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla povertà popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico".

"Un altro ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche quali, ad esempio, la malaria, la tubercolosi e l'AIDS, che, nella misura in cui colpiscono i settori produttivi della popolazione, influiscono grandemente sul peggioramento delle condizioni generali del Paese. (...) Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita".

  "È soprattutto difficile combattere l'AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano le problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo diminuire la diffusione dell'AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie".

  "Quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini. (...) Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora principalmente i figli".

  "Un altro ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo. Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare. (...) Inoltre, un eccessivo accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti".

  "Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi dall'ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica. Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti, ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti".

  "L'attuale crisi alimentare (...) mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. (...) I dati sull'andamento della povertà relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. (...) Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti".

  "Per governare la globalizzazione occorre però una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all'interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È necessario un 'codice etico comune', le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale, ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano (cfr Rm 2,14-15)".

 "Non avverte forse ciascuno di noi nell'intimo della coscienza l'appello a recare il proprio contributo al bene comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un'autentica pace".

  "La marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse".

  "Gran parte del commercio mondiale ha interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa aggiunta di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso reddito, che risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi commerciali. La loro crescita ha risentito negativamente del rapido declino, registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti primari, che costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la gran parte africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari continua a costituire un potente fattore di rischio".

  "La funzione oggettivamente più importante della finanza, quella cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi negativi di un sistema di scambi finanziari - a livello nazionale e globale - basati su una logica di brevissimo termine, che persegue l'incremento del valore delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle diverse forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l'attività finanziaria sia a volte guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione, a lungo termine, del bene comune. (...) Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia finanziaria".

  "Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della legalità. D'altra parte, non si può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano all'origine di molti fallimenti nell'aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle persone e sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell'iniziativa sembra attualmente il vero progetto a medio e lungo termine. (...) In un'economia moderna, infatti, il valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare reddito presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo ineludibile, di cui si deve tener conto se si vuole lottare contro la povertà materiale in modo efficace e duraturo".

  "Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio adeguato a una corretta logica economica da parte degli attori del mercato internazionale, ad una corretta logica politica da parte degli attori istituzionali e ad una corretta logica partecipativa capace di valorizzare la società civile locale e internazionale. (...) In particolare, la società civile assume un ruolo cruciale in ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente un fenomeno culturale e la cultura nasce e si sviluppa nei luoghi del civile".

  "La globalizzazione (...) va governata con oculata saggezza. Rientra in questa forma di saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei poveri della terra, superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di ordine sia culturale e politico che spirituale e morale. (...) I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione internazionale vengono affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle persone, ma come questioni tecniche, che si esauriscono nella predisposizione di strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello stanziamento di anonimi finanziamenti".

  "Nell'Enciclica 'Centesimus annus', Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di 'abbandonare la mentalità che considera i poveri - persone e popoli - come un fardello e come fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto'. 'I poveri - egli scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero'. Nell'attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. (...) La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili".

  "Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai tempi dell'Enciclica 'Rerum novarum' essi erano costituiti soprattutto dagli operai della nuova società industriale; nel magistero sociale di Pio XI, di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI e di Giovanni Paolo II sono state messe in luce nuove povertà man mano che l'orizzonte della questione sociale si allargava, fino ad assumere dimensioni mondiali. (...) Per questo la Chiesa, mentre segue con attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro incidenza sulle povertà umane, indica i nuovi aspetti della questione sociale, non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto concernenti l'identità dell'uomo e il suo rapporto con Dio".

  "'Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi', scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo: 'Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l'opera sua'. (...) La Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare 'gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società'".
MESS/GIORNATA PACE 2009/...                         VIS 20081211 (1850)


COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE



CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presieduto, questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLII Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio del 2009, sul tema: "Combattere la povertà, costruire la pace".

  Il Messaggio di Benedetto XVI, ha detto il Cardinale Martino, "riprende e sviluppa quello del Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della Pace del 1993, che illustrava le connessioni e i reciprochi condizionamenti tra povertà e pace (...). Anche il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI ci fa vedere come la lotta alla povertà e la pace si richiamino costantemente in una feconda circolarità che costituisce uno dei presupposti più stimolanti per dare corpo ad un adeguato approccio culturale, sociale e politico delle complesse tematiche relative alla realizzazione della pace nel nostro tempo, segnato dal fenomeno della globalizzazione".

  "Tale fenomeno viene approfondito dal Santo Padre che ne evidenzia il significato metodologico e contenutistico, consentendo, in questo modo, un approccio ampio e articolato al tema della lotta alla povertà. Il n. 2 del Messaggio, infatti, si sofferma a lungo su questi aspetti nell'intento di dare un profilo ai volti, molteplici e complementari, della povertà odierna".

  "Il Papa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "considera soprattutto il ruolo delle scienze sociali nella misurazione dei fenomeni di povertà. Esse permettono di acquisire dati soprattutto di tipo quantitativo, e se la povertà fosse solo di tipo materiale e quantitativo, le scienze sociali sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali caratteristiche. Sappiamo, però, che così non è. Esistono povertà immateriali che non sono una diretta e automatica conseguenza delle povertà materiali".

  "Nelle società cosiddette ricche e progredite esistono ampi fenomeni di povertà relazionale, morale e spirituale; molte persone sono alienate e vivono forme di disagio nonostante il generale benessere economico. Si tratta del 'sottosviluppo morale' e delle conseguenze negative del 'supersviluppo'".

  "Nelle società cosiddette 'povere' la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non permettono un adeguato uso delle risorse. La povertà materiale non spiega mai, da sola, le povertà immateriali, mentre è vero piuttosto il contrario".
  "Il Messaggio papale" - ha concluso il Cardinale - "si presenta strutturato in due parti, in ognuna della quali il tema della lotta alla povertà, nel contesto della globalizzazione, viene progressivamente trattato in relazione ai vari aspetti della promozione della pace. Nella prima parte si evidenziano le implicazioni morali collegate alla povertà; nella seconda, la lotta alla povertà è messa in relazione con l'esigenza di una maggiore solidarietà globale".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO PACE/MARTINO               VIS 20081211 (450)


DIRITTI DELL'UOMO ULTIMAMENTE FONDATI IN DIO CREATORE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, in Vaticano, ha avuto luogo, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, un Concerto promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. La "Brandenburgishes Staatsorchester di Frankfurt ha eseguito brani musicali di Mendelsshon, Mozart, Ponchielli e De Falla, diretti dal Maestro Signora Inma Shara.

  "La dignità di ogni uomo è garantita veramente soltanto quando tutti i suoi diritti fondamentali" - ha detto il Papa al termine del Concerto - "vengono riconosciuti, tutelati e promossi".

  "Da sempre" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là della differente formulazione e del diverso peso che possono rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale, perché insito nella stessa natura dell'uomo. La legge naturale, scritta da Dio nella coscienza umana, è un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi".

  "I diritti dell'uomo sono, pertanto, ultimamente fondati in Dio creatore, il quale ha dato ad ognuno l'intelligenza e la libertà. Se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perché privi di solido fondamento".

  "La celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione costituisce pertanto un'occasione per verificare in quale misura gli ideali, accettati dalla maggior parte della comunità delle Nazioni nel 1948, siano oggi rispettati nelle diverse legislazioni nazionali e, più ancora, nella coscienza degli individui e delle collettività".

  "Indubbiamente un lungo cammino è stato già percorso, ma ne resta ancora un lungo tratto da completare: centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla libertà, alla sicurezza; non sempre rispettata l'uguaglianza tra tutti né la dignità di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni".

 "Non cessi, pertanto" - ha concluso il Pontefice - "il comune impegno a promuovere e meglio definire i diritti dell'uomo, e si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto".
AC/DIRITTI UMANI/...                               VIS 20081211 (360)


mercoledì 10 dicembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Manuel Felipe Diáz Sánchez, Arcivescovo Metropolita di Calabozo (superficie: 32.000; popolazione: 570.000; cattolici: 528.000; sacerdoti: 25; religiosi: 26; diaconi permanenti: 12), Venezuela. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Carúpano (Venezuela), è nato ad Araure (Venezuela), nel 1955, è stato ordinato sacerdote nel 1979 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1997.
NER/.../DIÁZ SÁNCHEZ VIS 20081210 (70)


SAN PAOLO: PREDICAZIONE SUI SACRAMENTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.000 persone, alla predicazione di San Paolo sui sacramenti.

  "Da San Paolo" - ha detto il Papa - "abbiamo imparato che esiste un nuovo inizio nella storia e della storia in Gesù Cristo, l'uomo, che è uomo e Dio. Con Lui, che viene da Dio, comincia una nuova storia formata dal suo sì al Padre, (...) dall'amore e dalla verità".

  "Come possiamo entrare noi" - si è chiesto il Pontefice - "in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? (...) Come Gesù arriva nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di San Paolo, di tutto il nuovo Testamento, è: tramite lo Spirito Santo" che "ha creato a Pentecoste l'inizio della nuova umanità, della nuova comunità, la Chiesa, il Corpo di Cristo".

  Lo Spirito di Cristo "mi tocca interiormente (...) si serve di due elementi di congregazione visibile: della parola dell'annuncio e dei sacramenti, particolarmente Battesimo ed Eucaristia (...). La fede non viene dalla lettura ma dall'ascolto. Non è una cosa solo interiore, ma una relazione che suppone un incontro tra l'annuncio (...) e crea comunione".

  "La Parola si è fatta carne in Gesù per creare una nuova umanità. Perciò la parola dell'annuncio diventa sacramento. (...) Nessuno può battezzare se stesso; (...) nessuno può farsi cristiano da se stesso (...). Solo dall'altro possiamo essere fatti cristiani. E questo altro che ci fa cristiani ci dà il dono della fede (...). Un cristianesimo autonomo, è una contraddizione in sé. Questo altro è in primo luogo la comunità dei credenti, la Chiesa. (...) Solo Cristo può costituire la Chiesa; Cristo è il vero donatore dei sacramenti".

  "Divenire cristiani è più che un'operazione cosmetica che aggiungerebbe qualche cosa di bello ad un'esistenza già più o meno completa, (...) è un nuovo inizio, rinascita, morte e risurrezione (...) Il Cristianesimo non è una cosa puramente spirituale, implica il corpo, implica il cosmo, si estende verso nuova terre e nuovi cieli".

  Ricordando quanto San Paolo scrive dell'istituzione del sacramento dell'Eucaristia nella prima Lettera ai Corinzi, il Santo Padre ha spiegato che: "Col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio, l'unico vero sacrificio è l'amore del Figlio".

  L'Apostolo delle Genti, ha spiegato ancora il Santo Padre, sottolinea che il calice che benediciamo è comunione con il Sangue di Cristo e il pane che spezziamo è comunione con il Corpo di Cristo: "Cristo si unisce personalmente con ognuno di noi, ma lo stesso Cristo si unisce anche con l'uomo e con la donna accanto a me".
 
  Riferendosi al capitolo 10 della prima Lettera ai Corinzi, nella quale San Paolo parla di "arrivare ad essere un solo corpo, in quanto partecipi dell'unico pane", Benedetto XVI ha affermato che "il realismo della Chiesa è tutt'altro, molto più profondo e vero che quello di uno Stato organismo, perché realmente Cristo dà il Suo corpo e ci fa il Suo Corpo, diventiamo realmente uniti col Corpo Risorto di Cristo e così uniti uno con l'altro. (...) La Chiesa non è solo una corporazione come lo Stato; è un Corpo; non è organizzazione, ma è un organismo".

  In merito al matrimonio, il Papa ha ricordato che San Paolo definisce questo sacramento "un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa. (...) L'amore matrimoniale ha per modello l'amore di Cristo verso la Chiesa. (...) Un autentico matrimonio sarà ben vissuto se nella costante crescita umana e affettiva resta sempre legato all'efficacia della Parola e al significato del Battesimo. (...) La partecipazione al Corpo e al Sangue del Signore non fa a altro che cementare oltre che rendere visibile una unione resa per grazia indissolubile".
AG/SAN PAOLO:SACRAMENTI/...                       VIS 20081210 (610)


ALBERO DI NATALE DONO REGIONE BASSA AUSTRIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2008 (VIS). Venerdì 12 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza la Delegazione della Regione della Bassa Austria, rappresentata dal Governatore Dr. Erwin Pröll, accompagnata da circa 1.000 pellegrini, per il dono dall'albero di Natale che sarà collocato in Piazza San Pietro.

  Insieme alla pianta principale verranno donati una quarantina di esemplari più piccoli per la decorazione dell'Aula Paolo VI, della Sala Clementina, dell'Appartamento Pontificio e di Uffici della Curia Romana.

  Nel pomeriggio di sabato 13 dicembre, alle 16:30, verrà inaugurato in Piazza San Pietro il grande abete posto vicino al Presepe. L'albero, un abete rosso di 120 anni di età e alto 33 metri, proviene dai boschi della Bassa Austria, precisamente dal Comune di Gutenstein. Oltre duemila sfere ed una grande stella orneranno il maestoso abete della Piazza, il cui allestimento è curato tradizionalmente dalle maestranze vaticane. L'accensione dell'Albero avverrà per mano di un bambini del coro di Altenburg durante una breve manifestazione presieduta dal Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato, accompagnato dal Vescovo Renato Boccardo, Segretario Generale del Governatorato, alla quale parteciperanno le  personalità istituzionali e i pellegrini della Bassa Austria. L'evento sarà allietato dalla musica e dai canti eseguiti dagli strumentisti di Ziersdorf e dai cantori di Altenberg.

  Gli allestimenti natalizi in Piazza San Pietro culmineranno il 24 dicembre con l'inaugurazione, all'imbrunire, del tradizionale Presepio realizzato come di consueto al centro della piazza.

  La scena della nascita di Gesù, che domina il centro della rappresentazione, quest'anno è collocata sotto una struttura provvisoria coperta da semplici assi di legno, ricavata a ridosso delle mura di Betlemme. L'ambientazione di margini delle città è enfatizzata dalla presenza di una torre di ingresso, di un grande portale che fa da sfondo alla Natività e da umili abitazioni contadine che si sviluppano intorno alle mura stesse. La rappresentazione è completata da una serie di personaggi dalle dimensioni statuarie che, sistemati con accorto gioco di prospettive, arricchiscono la scena. Parte della statue provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant'Andrea della Valle, mentre altre sono state aggiunte successivamente".

  Come ogni anno, il progetto e la realizzazione del presepio sono stati curati dai Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
.../ALBERO NATALE:PRESEPIO/PRÖLL                       VIS 20081210 (390)


martedì 9 dicembre 2008

PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE DEI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina, nel corso dell'udienza privata all'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLI

- Beato Sigismondo Felice Feli?ski, nato a Wojutyn (oggi Ucraina), già Arcivescovo di Varsavia, (1822-1895);

- Beato Arcangelo Tadini, nato a Verolanuova (Italia), Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, (1846-1912);

- Beato Francesc Coll y Guitart, nato a Gombren (Spagna), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori e Fondatore della Congregazione delle Suore Domenicane dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria, (1812-1875);

- Beato Rafael Arnáiz Barón, nato a Burgos (Spagna), Frate Oblato dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti), (1911-1938);

- Beata Maria della Croce Jugan (al secolo: Giovanna), nata a Petites-Croix (Francia), Fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore dei Poveri, (1792-1879);

- Beata Caterina Volpicelli, nata a Napoli (Italia), Fondatrice dell'Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore, (1839-1894).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Giacinto Bianchi, nato a Villa Pasquali (Italia), Sacerdote Diocesano e Fondatore dell'Istituto delle Figlie Missionarie di Maria, (1835-1914);

- Servo di Dio Andrea van den Boer (al secolo: Giovanni), nato ad Udenhout (Paesi Bassi), Fratello professo dei Frati della Beata Vergine Maria Madre della Misericordia, (1841-1917);

- Serva di Dio Maria Chiara di Gesù Bambino Galvão Meixa de Moura Telles e Albuquerque (al secolo: Libânia do Carmo), nata ad Amadora (Portogallo), Fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Ospedaliere dell'Immacolata Concezione, (1843-1899).
CCS/DECRETI/AMATO                               VIS 20081209 (260)


LIBERTA RELIGIOSA E PIAGA TRAFFICO ESSERI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto al XVI Consiglio Ministeriale dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), al quale hanno partecipato ad Helsinki (Finlandia), il 4 e 5 dicembre scorso, i Ministri degli Affari Esteri di 56 Paesi Membri.

  In merito al diritto alla libertà religiosa, nel suo intervento del 4 dicembre scorso, l'Arcivescovo Mamberti, ha affermato: "La Santa Sede promuove questo diritto, richiede che sia rispettato universalmente e guarda con preoccupazione agli episodi di violenza sempre più frequenti e ai costanti atti di discriminazione e di intolleranza contro i cristiani ed i membri di altre religioni".

  "La piaga del traffico di essere umani" - ha detto ancora l'Arcivescovo Mamberti - "è un fenomeno sociale pluridimensionale di miseria, povertà, avidità, corruzione, ingiustizia e oppressione. (...) Le cause di questo fenomeno includono fattori economici come lo squilibrio fra i livelli di benessere rurale e urbano e il desiderio disperato di sfuggire alla povertà. Al problema contribuiscono anche fattori giuridici e politici quali l'assenza di legislazione e l'ignoranza dei genitori e delle vittime dei propri diritti garantiti dalla legge".

  "La globalizzazione e il crescente movimento di persone possono anche rendere vulnerabili alcuni gruppi, come le donne e le giovani, più facile preda dei trafficanti che (...) considerano le persone come mera  merce da comprare, vendere, usare e di cui abusare a piacimento".

  "C'è un altro aspetto che va riconosciuto e affrontato collettivamente" - ha proseguito il Presule - "se si vuole contrastare in modo efficace questo aberrante sfruttamento umano. Mi riferisco alla banalizzazione della sessualità nei mezzi di comunicazione sociale e nell'industria dell'intrattenimento che alimenta il declino dei valori morali e conduce al degrado di uomini e donne e anche all'abuso dei minori".

  Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha detto infine: "La mia Delegazione desidera sottolineare l'impegno della Chiesa cattolica a sostegno della dignità di ogni vita umana, in particolare dei più vulnerabili e desidera garantire il suo pieno sostegno agli sforzi dell'Osce per eliminare la piaga del traffico di esseri umani, in particolare di donne e bambini, della prostituzione e del lavoro forzato"
DELSS/.../OSCE:MAMBERTI.                           VIS 20081209 (370)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- L'Arcivescovo Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Professor Mario Agnes, Gentiluomo di Sua Santità, Direttore emerito de "L'Osservatore Romano".
AP/.../...                                         VIS 20081209 (70)


IN LITURGIA AVVENTO RISUONA MESSAGGIO PIENO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nella liturgia dell'Avvento" - ha detto il Santo Padre - "risuona un messaggio pieno di speranza, che invita ad alzare lo sguardo all'orizzonte ultimo, ma al tempo stesso a riconoscere nel presente i segni del Dio-con-noi".

  "Questo vuole fare il Signore in Avvento: parlare al cuore del suo Popolo e, per suo tramite, all'umanità intera, per annunciare la salvezza. Anche oggi si leva la voce della Chiesa: "Nel deserto preparate la via del Signore" (Is 40, 3). Per le popolazioni sfinite dalla miseria e dalla fame, per le schiere dei profughi, per quanti patiscono gravi e sistematiche violazioni dei loro diritti, la Chiesa si pone come sentinella sul monte alto della fede e annuncia: 'Ecco il vostro Dio! Ecco il Signore Dio viene con potenza' (Is 40,11)".

  "Questo annuncio profetico" - ha proseguito il Pontefice - "si è realizzato in Gesù Cristo. Egli, con la sua predicazione e poi con la sua morte e risurrezione, ha portato a compimento le antiche promesse, rivelando una prospettiva più profonda e universale. Ha inaugurato un esodo non più solo terreno, storico, e come tale provvisorio, ma radicale e definitivo: il passaggio dal regno del male al regno di Dio, dal dominio del peccato e della morte a quello dell'amore e della vita. Pertanto, la speranza cristiana va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica, perché ciò che Gesù ha iniziato è un'umanità nuova, che viene 'da Dio', ma al tempo stesso germoglia in questa nostra terra, nella misura in cui essa si lascia fecondare dallo Spirito del Signore".

  "Si tratta perciò di entrare pienamente nella logica della fede: credere in Dio, nel suo disegno di salvezza, ed al tempo stesso impegnarsi per la costruzione del suo Regno. La giustizia e la pace, infatti, sono dono di Dio, ma richiedono uomini e donne che siano 'terra buona', pronta ad accogliere il buon seme della sua Parola".

  Dopo l'Angelus il Papa, ricordando che venerdì 5 dicembre è morto il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Sua Santità Alessio II, ha detto: "Ci uniamo nella preghiera ai nostri fratelli ortodossi per raccomandare la sua anima alla bontà del Signore, affinché lo accolga nel suo Regno di luce e di pace".

  La Delegazione della Santa Sede che assisterà il 9 dicembre alle esequie del Patriarca Alessio, è composta dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, dal Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum"; dall'Arcivescovo Antonio Mennini, Rappresentante della Santa Sede nella Federazione Russa; dal Padre Milan Zust, S.I., Officiale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Monsignore Ante Jozic, Segretario della Nunziatura Apostolica a Mosca.

  "Nel pomeriggio di giovedì prossimo", 11 dicembre, - ha ricordato infine il Papa - "incontrerò nella Basilica di San Pietro gli universitari degli Atenei romani, al termine della Santa Messa che sarà presieduta dal Cardinale Agostino Vallini. In occasione dell'Anno Paolino, consegnerò ai giovani studenti la 'Lettera ai Romani' dell'Apostolo Paolo, e sarò lieto di salutarli, insieme con i Rettori, i docenti e il personale tecnico e amministrativo, in questo tradizionale appuntamento che prepara al Santo Natale".
ANG/AVVENTO                                   VIS 20081209 (580)


IMMACOLATA CONCEZIONE: VITTORIA SUL PECCATO ORIGINALE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Il mistero dell'Immacolata Concezione di Maria" - ha detto il Papa - "che oggi solennemente celebriamo, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale innanzitutto, e poi la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria Santissima".

  "L'esistenza di quello che la Chiesa chiama 'peccato originale' è purtroppo di un'evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L'esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene? Specialmente per un credente, l'interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male?".

  "Le prime pagine della Bibbia (Gn 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l'esistenza, in particolare ha creato l'essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr Sap 1,13-14; 2,23-24) il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell'inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. E' il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all'antico serpente (Gn 3,15)".

  "Fin dal principio, dunque, 'l'eterno consiglio' - come direbbe Dante - ha un 'termine fisso' (Paradiso, XXXIII, 3): la Donna predestinata a diventare madre del Redentore, madre di Colui che si è umiliato fino all'estremo per ricondurre noi alla nostra originaria dignità. Questa Donna, agli occhi di Dio, ha da sempre un volto e un nome: 'piena di grazia' (Lc 1,28), come la chiamò l'Angelo visitandola a Nazareth. E' la nuova Eva, sposa del nuovo Adamo, destinata ad essere madre di tutti i credenti. Così scriveva sant'Andrea di Creta: 'La Theotókos Maria, il comune rifugio di tutti i cristiani, è stata la prima ad essere liberata dalla primitiva caduta dei nostri progenitori' (Omelia IV sulla Natività, PG 97, 880 A)".

  "Carissimi, in Maria Immacolata" - ha concluso il Pontefice - "noi contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo: la bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo".
ANG/IMMACOLATA/...                                       VIS 20081209 (430)


MARIA AIUTACI AD ESSERE ANIMA DEL MONDO NOSTRA EPOCA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2008 (VIS). Alle ore 15:45 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato a Piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha ricevuto l'omaggio dell'Associazione dei Commercianti di Via Condotti.  Al Suo arrivo in Piazza di Spagna, il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, nella piazza affollata di fedeli.

  "Circa tre mesi fa, ho avuto la gioia di recarmi in pellegrinaggio a Lourdes, in occasione dei 150 anni dalla storica apparizione della Vergine Maria a santa Bernadette" - ha ricordato il Papa - "Le celebrazioni di questo singolare anniversario si concludono proprio oggi, solennità dell'Immacolata Concezione. (...) La convinzione circa l'immacolato concepimento di  Maria esisteva già molti secoli prima delle apparizioni di Lourdes, ma esse giunsero come un sigillo celeste dopo che il mio venerato predecessore, il beato Pio IX, ne definì il dogma, l'8 dicembre del 1854".

  "Volgendo lo sguardo a Maria riconosciamo in lei il 'sorriso di Dio', il riflesso immacolato della luce divina, ritroviamo in lei nuova speranza pur in mezzo ai problemi e ai drammi del mondo" ha affermato il Papa e, commentando l'omaggio floreale alla Vergine, ha detto: "E' tradizione che il Papa si unisca all'omaggio della Città recando a Maria un cesto di rose. (...) Ma come si suol dire - non c'è rosa senza spine, e anche sugli steli di queste stupende rose bianche non mancano le spine, che per noi rappresentano le difficoltà, le sofferenze, i mali che pure hanno segnato e segnano la vita delle persone e delle nostre comunità. Alla Madre si presentano le gioie, ma si confidano anche le preoccupazioni, sicuri di trovare in lei conforto per non abbattersi e sostegno per andare avanti".

  "O Vergine Immacolata" - ha proseguito il Pontefice - "in questo momento vorrei affidarti specialmente i 'piccoli' di questa nostra Città: i bambini, anzitutto, e soprattutto quelli gravemente malati, i ragazzi disagiati e quanti subiscono le conseguenze di pesanti situazioni familiari. (...) Ti affido, o Maria, gli anziani soli, gli ammalati, gli immigrati che fanno fatica ad ambientarsi, i nuclei familiari che stentano a far quadrare il bilancio e le persone che non trovano occupazione, o hanno perso un lavoro indispensabile per andare avanti".

  "Insegnaci, Maria, ad essere solidali con chi è in difficoltà, a colmare le sempre più vaste disparità sociali; aiutaci a coltivare un più vivo senso del bene comune, del rispetto di ciò che è pubblico, spronaci a sentire la città - e più che mai questa nostra Città di Roma - come patrimonio di tutti, ed a fare ciascuno, con coscienza ed impegno, la nostra parte per costruire una società più giusta e solidale".

  "O Madre Immacolata, che sei per tutti segno di sicura speranza e di consolazione, fa' che ci lasciamo attrarre dal tuo candore immacolato. La tua Bellezza - Tota Pulchra, cantiamo quest'oggi - ci assicura che è possibile la vittoria dell'amore; anzi, che è certa; ci assicura che la grazia è più forte del peccato, e dunque è possibile il riscatto da qualunque schiavitù. Sì, o Maria, tu ci aiuti a credere con più fiducia nel bene, a scommettere sulla gratuità, sul servizio, sulla non violenza, sulla forza della verità; ci incoraggi a rimanere svegli, a non cedere alla tentazione di facili evasioni, ad affrontare la realtà, coi suoi problemi, con coraggio e responsabilità. Così hai fatto tu, giovane donna, chiamata a rischiare tutto sulla Parola del Signore".

  "Sii madre amorevole per i nostri giovani, perché abbiano il coraggio di essere 'sentinelle del mattino', e dona questa virtù a tutti i cristiani, perché siano anima del mondo in questa non facile stagione della storia. Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, Salus Populi Romani, prega per noi!"
AC/IMMACOLATA CONCEZIONE/PIAZZA DI SPAGNA       VIS 20081209 (660)


CUSTODIRE PATRIMONIO CULTURALE E SPIRITUALE EUROPEO


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Papa indirizzato al Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e all'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione della Giornata di Studio promossa dai due Dicasteri, sul tema: "Culture e Religioni in dialogo".

  "L'Europa contemporanea, che si affaccia sul Terzo Millennio" - scrive il Papa - "è frutto di due millenni di civiltà. Essa affonda le sue radici sia nell'ingente e antico patrimonio di Atene e di Roma sia, e soprattutto, nel fecondo terremo del Cristianesimo, che si è rivelato capace di creare nuovi patrimoni culturali pur recependo il contributo originale di ogni civiltà".

  "Nel contesto odierno" - rileva il Papa - "appare più che mai importante riflettere sulle antiche radici dalle quali è fluita linfa abbondante nel corso dei secoli. (...) "Anche se purtroppo molti Europei sembrano ignorare le radici cristiane dell'Europa, esse sono vive, e dovrebbero tracciare il cammino e alimentare la speranza di milioni di cittadini che condividono i medesimi valori".

  Il Santo Padre invita i credenti a "promuovere iniziative di dialogo interculturale e interreligioso, al fine di stimolare la collaborazione su temi di interesse reciproco, come la dignità della persona umana, la ricerca del bene comune, la costruzione della pace, lo sviluppo. (...) Per essere autentico, un tale dialogo deve evitare cedimenti al relativismo e al sincretismo ed essere animato da sincero rispetto per gli altri e da generoso spirito di riconciliazione e di fraternità".

  "Incoraggio quanti si dedicano alla costruzione di un'Europa accogliente, solidale e sempre più fedele alle sue radici e, in particolare, esorto i credenti affinché contribuiscano non solo a custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che li contraddistingue e che fa parte integrante della loro storia, ma siano ancora più impegnati a ricercare vie nuove per affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contrassegnano l'epoca post-moderna. Tra queste, mi limito a citare la difesa della vita dell'uomo in ogni sua fase, la tutela di tutti i diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo giusto e solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".
MESS/CULTURE:RELIGIONI/TAURAN:RAVASI               VIS 20081209 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Francis Arinze, per raggiunti limiti d'età, all'incarico di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, finora Arcivescovo di Toledo (Spagna).

  Sabato 6 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Reverendo Ulrich Boom, Vescovo Ausiliare di Würzburg (superficie: 8.531; popolazione: 341.481; cattolici: 854.106; sacerdoti: 762; religiosi: 1.422; diaconi permanenti: 55), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato ad Alsstätte (Repubblica Federale di Germania), nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. E' stato finora Parroco della Parrocchia di San Diacono a Miltenberg, membro del Consiglio Pastorale e della Commissione dell'arte della medesima Diocesi.
RE:NER/.../BOOM                                     VIS 20081209 (90)


venerdì 5 dicembre 2008

IL PAPA ASSISTE PRIMA PREDICA DI AVVENTO

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, in presenza del Santo Padre e della Famiglia Pontificia, si è svolta la prima Predica di Avvento nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano.

  Il tema della Predica di quest'anno, proposta dal Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "'Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna' (Gal 4,4). Con San Paolo incontro a Cristo che viene". Il Predicatore, si legge in una Nota, proporrà una riflessione sul posto che occupa Cristo nel pensiero e nella vita dell'Apostolo delle Genti. Le prossime prediche si terranno il 12 e il 19 dicembre.
.../PREDICHE AVVENTO/CANTALAMESSA                   VIS 20081205 (120)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE ARGENTINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Juan Pablo Cafiero, nuovo Ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che l'Argentina è "un Paese dalle solide tradizioni cristiane dalle quali sono scaturiti significativi costumi conformati alle peculiarità e religiosità di quelle persone che quotidianamente aspirano a superare se stesse e ad apportare alla comunità internazionale il meglio di sé".

  "Il messaggio evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "si è inciso profondamente in questa Nazione dando copiosi frutti, specialmente in illustri modelli di condotta che hanno arricchito le persone con la testimonianza esemplare delle virtù umane e cristiane". Il Santo Padre ha citato in merito il Beato Ceferino Namuncurá, giovane mapuche, quale "splendido segno di come Cristo, essendo realmente Parola Incarnata" "amore fino agli estremi", non è lontano da nessuna cultura né da nessuna persona. Al contrario, la risposta alla quale si anela nel cuore delle culture è quella che conferisce loro l'identità più profonda, unendosi all'umanità e rispettando la ricchezza delle diversità, apre a tutti la crescita nell'autentica umanità".

  "Nell'esercizio della missione che le è propria" - ha sottolineato il Pontefice - "la Chiesa cerca in ogni momento di promuovere la dignità della persona e di elevarla in modo integrale a beneficio di tutti" e "senza pretendere di convertirsi in soggetto politico, aspira, con 1'indipendenza della sua autorità morale, a collaborare lealmente e apertamente con tutti i responsabili dell'ordine temporale nel nobile disegno di promuovere una civiltà della giustizia, della pace, della riconciliazione, della solidarietà di quelle norme dalle quali non è possibile derogare né tradire per cedere a consensi partitici, perché sono profondamente insite nel cuore umano e rispondono alla verità".

  "Il secolo XXI dimostra con maggior chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo con i valori irrinunciabili che elevano la persona e tutta la comunità. Fra questi occorre sottolineare la difesa della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, (...) la difesa della vita umana dal concepimento fino al termine naturale, l'eliminazione della povertà, (...) la lotta contro la corruzione, l'adozione di strumenti che assistano i genitori nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, la promozione dei giovani perché siano uomini e donne di pace e di riconciliazione".

  "Precisamente oggi, con la presenza di una Delegazione di questa Sede Apostolica, si incontreranno i Presidenti di Argentina e Cile per commemorare il trentesimo Anniversario della mediazione realizzata da (...) Giovanni Paolo II nella soluzione delle divergenze fra le due nazioni sulla determinazione dei confini nella zona australe del Continente. Il monumento in costruzione nella località di Monte Aymond sarà una testimonianza eloquente e servirà a rafforzare i legami di fraternità e la volontà di comprensione fra i due Paesi, i quali, grazie agli sforzi dei governanti e delle istituzioni, e ai comuni ideali culturali, sociali e religiosi, hanno saputo abbandonare le vie dell'incomprensione per dimostrare che con il dialogo e la grandezza del cuore si può raggiungere una pace degna, stabile e solida, che è propria dei popoli civilizzati e saggi".
CD/CREDENZIALI/ARGENTINA:CAFIERO                   VIS 20081205 (540)


VALORE IRRINUNCIABILE LEGGE MORALE NATURALE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, che questa volta coincide con la conclusione del settimo quinquennio della creazione di detta Commissione.

  Riferendosi al progetto di documento che è in via di approvazione, intitolato: Alla ricerca di un'etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale", il Santo Padre ha ribadito "la necessità e l'urgenza, nel contesto odierno, di creare nella cultura e nella società civile e politica le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale".

  "La legge naturale" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte".

  Commentando il tema "Senso e metodo della Teologia", che i membri della Commissione hanno esaminato negli ultimi anni, Benedetto XVI ha sottolineato che: "Il vero lavoro della teologia è entrare nella parola di Dio, cercare di capirla per quanto possibile e di farla capire al nostro mondo, e trovare così le risposte alle nostre grandi domande".

  "Il metodo in teologia non potrà costituirsi solo in base ai criteri e alle norme comuni alle altre scienze, ma dovrà osservare innanzitutto i principi e le norme che derivano dalla Rivelazione e dalla fede, nella sua dimensione personale ed ecclesiale".

  "La virtù fondamentale del teologo" - ha affermato il Pontefice - "è di cercare l'obbedienza alla fede, che lo rende collaboratore della verità" ed ha concluso: "L'obbedienza alla verità non significa rinuncia alla ricerca e alla fatica del pensare. L'inquietudine del pensiero, che indubbiamente non potrà mai essere nella vita dei credenti del tutto placata, dal momento che sono anch'essi nel cammino della ricerca e dell'approfondimento della Verità, sarà tuttavia un'inquietudine che li accompagna e li stimola nel pellegrinaggio del pensiero verso Dio, e risulterà così feconda".
AC/LEGGE NATURALE:TEOLOGICA/CTI                   VIS 20081205 (330)


ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO: AMBASCIATORI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i  Membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, con il Gran Maestro dell'Ordine, Cardinale John Patrick Foley,e con il Gran Priore dell'Ordine, Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

  L'Ordine Equestre è riunito in questi giorni a Roma per la "'consulta mondiale', che ogni cinque anni prevede l'incontro dei luogotenenti, dei delegati magisteriale e dei membri del gran magistero per valutare la situazione della comunità cattolica in Terra Santa, le attività svolte dall'Ordine e stabilire le direttive per il futuro".

  "Nato infatti quale 'Guardia d'onore'" - ha ricordando il Pontefice - l'Ordine Equestre ha goduto di una singolare attenzione da parte dei Romani Pontefici, i quali lo hanno dotato degli strumenti spirituali e giuridici necessari per assolvere l proprio specifico servizio".

  "Un vincolo antico e glorioso lega il vostro Sodalizio cavalleresco al Santo Sepolcro di Cristo, dove viene celebrata in maniera tutta particolare la gloria della sua morte e della sua risurrezione. Proprio questo costituisce il fulcro centrale della vostra spiritualità. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia dunque il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto e programma personale ed associativo".

  Il Papa ha esortato le Dame e i Cavalieri dell'Ordine ad "essere costruttori, nel stro tempo, di una speranza fattiva fondata sulla presenza del Signore risorto, il quale (...) guida e sostiene le fatiche di quanti si dedicano all'edificazione di una nuova umanità ispirata ai valori evangelici della giustizia, dell'amore e della pace. Quanto ha bisogno di giustizia e di pace la Terra di Gesù!" - ha esclamato il Pontefice - "Continuate a lavorare per questo, e non stancatevi di domandare, con la 'Preghiera del cavaliere e della dama del Santo Sepolcro' che quanto prima queste aspirazioni trovino pieno compimento".

  "Domandate al Signore" - ha proseguito il Pontefice - "che Vi 'renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i fratelli'; chideteGli di fecondare con la potenza del suo amore la vostra costante opera a sostegno dell'ardente desiderio di pace di quelle comunità, appesantite negli ultimi anni da un clima incerto e pericoloso".

  "A quelle care popolazioni cristiane, che continuano a soffrire a causa della crisi politica, economica e sociale del Medio Oriente, resa ancor più pesante con l'aggravarsi della situazione mondiale, rivolgo un affettuoso pensiero, riservando una particolare attestazione di vicinanza spirituale ai molti nostri fratelli nelle fede che sono costretti ed emigrare. Come non condividere la pena di quelle comunità tanto provate?".

  "In questi giorni d'Avvento" - ha concluso il Pontefice - "mentre ci prepariamo a festeggiare il Natale, lo sguardo della nostra fede si dirige verso Betlemme (...) L'occhio del cuore si volge poi a tutti gli altri luoghi santificati dal passaggio del Redentore. A Maria, (...), domandiamo di far sentire la sua materna protezione ai nostri fratelli e sorelle che lì abitano e quotidianamente affrontano non poche difficoltà".
AC/ORDINE SANTO SEPOLCRO/FOLEY:TWAL               VIS 20081205 (490)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE PATRIARCA ALESSIO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI  ha fatto pervenire al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, un telegramma di cordoglio per la morte, questa mattina, all'età di 79 anni, di Sua Santità Alexis II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie. 

  "Ho appreso con viva commozione" - scrive il Pontefice - "la triste notizia della morte di Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie, e con fraterno affetto desidero far giungere al Santo Sinodo e a tutti i Membri della Chiesa Ortodossa Russa le mie più sincere condoglianze, assicurando la mia spirituale vicinanza in questo momento di grande tristezza. Elevo suppliche al Signore affinché accolga nel suo Regno di pace e di gioia eterna questo suo instancabile ministro e doni consolazioni e conforto a quanti ne piangono la dolorosa dipartita. Memore del comune impegno sul cammino della reciproca comprensione e collaborazione fra ortodossi e cattolici, mi è gradito ricordare gli sforzi che il defunto Patriarca ha profuso per la rinascita della Chiesa, dopo la dura oppressione ideologica, che ha causato il martirio di tanti testimoni della fede cristiana. Ricordo anche la buona battaglia per la difesa dei valori umani ed evangelici che egli ha condotto in particolare nel Continente europeo, auspicando che il suo impegno produca frutti di pace e di autentico progresso umano, sociale e spirituale. Nell'ora sofferta del commiato, mentre il suo copro mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione, possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a quanti ne raccoglieranno l'eredità nel guidare codesta veneranda Chiesa Ortodossa Russa".

  Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha espresso il suo dolore per la morte del Patriarca che "era stato chiamato" - afferma in una Dichiarazione - "a guidare la Chiesa Ortodossa Russa in un'epoca di grandi cambiamenti. Sotto la sua direzione, quella Chiesa è stata in grado di affrontare le sfide della transizione dal regime sovietico all'epoca presente con rinnovata vitalità interiore".

  Il Porporato ha rievocato inoltre i "numerosi incontri con Sua Santità, che ha sempre espresso al Santo Padre la sua buona volontà ed il suo desidero di potenziare la collaborazione con la Chiesa cattolica. Mai si è dubitato del suo impegno personale per migliorare i rapporti con la Chiesa Cattolica, nonostante le difficoltà e le tensioni che alle volte emergevano".
TGR/MORTE PATRIARCA ALEXIS/                        VIS 20081205 (420)


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