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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 14 novembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo George Panikulam, Nunzio Apostolico in Etiopia e Delegato Apostolico in Somalia.
AP/.../...                                         VIS 20081114 (60)

giovedì 13 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Juan José Asenjo Pelegrina, Arcivescovo Coadiutore di Sevilla (superficie: 14.042; popolazione: 1.835.077; cattolici: 1.825.505; sacerdoti: 685; religiosi: 2.928; diaconi permanenti: 37), Spagna. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Córdoba (Spagna), è nato a Sigüenza (Spagna), nel 1945, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969 e l'ordinazione episcopale nel 1997.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., che è Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, Consultore della Congregazione per i Vescovi.
NEC:NA/.../ASENJO:LADARIA                     VIS 20081113 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Jesús Pérez Rodríguez, O.F.M., di Sucre.

    - Il Vescovo Walter Pérez Villamonte, di Potosí, con l'Ausiliare Vescovo Ricardo Ernesto Centellas Guzmán.

    - Il Vescovo Francisco Javier del Río Sendino, di Tarija, con il Vescovo emerito Adhmar Esquivel Kohenque.
AL/.../...                                                 VIS 20081113 (70)


LX ANNIVERSARIO DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato il programma degli eventi commemorativi del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promosso dal medesimo Dicastero, in programma in Vaticano il 10 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino ha spiegato che le iniziative "intendono da una parte celebrare quel famoso documento delle Nazioni Unite e, dall'altra sottolinearne il valore perenne, riproponendone la valenza educativa e orientativa per la costruzione di un mondo più giusto e più solidale".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "ritiene che i diritti umani esprimano la trascendente dignità della persona, unica creatura amata da Dio per se stessa, fine e mai mezzo, e pensa che la 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo' del 1948 sia un momento di fondamentale importanza nella maturazione, da parte dell'umanità, di una coscienza morale consona alla dignità della persona".

  "La Chiesa ha dato il proprio contributo" - ha ricordato il Porporato - "sia con la riflessione sui Diritti umani alla luce della Parola di Dio e della ragione umana - si pensi alla trattazione che dell'argomento ha svolto il Beato Giovanni XXIII nella 'Pacem in Terris' - sia con un impegno di annuncio e di denuncia che ne ha fatto un'infaticabile paladina della dignità dell'uomo e dei suoi diritti in questi sessant'anni che ci separano dalla Dichiarazione del 1948".

  "L'ultima vigorosa testimonianza resa al valore della Dichiarazione Universale è stata quella del Santo Padre Benedetto XVI il 18 aprile di quest'anno in occasione della visita alle Nazioni Unite. In quella memorabile circostanza affermò: (....) Il merito della 'Dichiarazione Universale' è di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti".

  "A partire da questa visione" - ha detto ancora il Cardinale Martino - "il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, unitamente alla Prefettura della Casa Pontificia, organizzerà nell'Aula Paolo VI, come già detto, una iniziativa celebrativa divisa in due momenti particolari. Il primo momento ufficiale alle ore 16:00, che consisterà in un Atto commemorativo prevalentemente di riflessione e di studio, vedrà la partecipazione dei Responsabili dei Dicasteri della Curia Romana e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Interverranno a questo momento, con interventi puntuali sul valore e sull'attualità della 'Dichiarazione Universale dei Diritti Umani', Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità; il Dottor Juan Somavia, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Laovoro (ILO); il Dottor Jacques Diouf, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.)".

  Nel pomeriggio dello stesso giorno, 10 novembre, alle 18:00, è in programma un concerto della "Brandenburrgisches Staatsorchester di Frankfurt, diretta dalla Direttrice spagnola Signora Inma Shara, al quale assisterà il Santo Padre Benedetto XVI.

  Poco prima dell'inizio del Concerto verranno assegnati i Premi attribuiti per il 2008 dalla Fondazione San Matteo, in memoria del Cardinale Van Thuân. Fra i premiati il Dottor Corneli Sommaruga, ex Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
OP/ANNIVERSARIO DIRITTI UMANI/MARTINO               VIS 20081113 (500)


RELIGIONI VEICOLO DI RICONCILIAZIONE E DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, è intervenuto ieri alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., svoltasi sul tema: "Cultura e Pace".

  "L'O.N.U." - ha detto il Cardinale all'inizio del suo discorso - "per sua natura e sua missione, deve essere scuola di pace. Infatti si deve imparare a pensare e ad agire tenendo conto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutti". Gli Stati membri, ha continuato il Porporato, "devono adoperarsi per superare la semplice logica dei rapporti di forza, in modo da lasciar spazio alla forza del diritto e alla saggezza dei popoli, diventando 'artigiani di Pace'".

  "In tale esigente compito" - ha ribadito il Cardinale Tauran -  "i credenti e le loro comunità hanno un ruolo da svolgere. Le religioni, malgrado le debolezze e le contraddizioni dei loro seguaci, sono veicolo di riconciliazione e di pace".

  "I credenti devono essere coerenti e credibili" - ha sottolineato il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "Essi non possono usare la religione per vessare la libertà di coscienza, per giustificare la violenza, per diffondere l'odio e il fanatismo o per minare l'autonomia della politica e della religione".

  "D'altra parte" - ha proseguito il Cardinale Tauran - "partecipando al dialogo pubblico nelle società di cui sono membri, i credenti si sentono chiamati a collaborare alla promozione del bene comune che poggia su di un piedistallo di valori comuni a tutti, credenti e non credenti: la sacralità della vita, la dignità della persona umana, il rispetto della libertà di coscienza e di religione, la pratica della libertà responsabile, l'accoglienza delle opinioni nella loro diversità, il giusto uso della ragione, l'apprezzamento della vita democratica, l'attenzione alle risorse naturali, per citarne alcuni".

  "Noi tutti insieme, possiamo" - ha concluso il Porporato - "senza rinunciare alle nostre specificità culturali e religiose, tracciare la via di un mondo più sicuro e più solidale! Andiamo al di là della semplice tolleranza e degli incerti compromessi. Facciamo della fraternità più che un ideale, una realtà!".
.../CULTURA:PACE/ONU:TAURAN                               VIS 20081113 (350)


UDIENZA AL PRESIDENTE DEL BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il seguente Comunicato:

  "Oggi, giovedì 13 novembre 2008, il Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, Sua Eccellenza il Signor Luiz Inácio Lula da Silva, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale e regionale. Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Brasile, in particolare sulle politiche sociali intese a migliorare le condizioni di vita di tante persone che vivono ancora nel disagio e nell'emarginazione e a favorire il ruolo fondamentale della famiglia nella lotta contro la violenza e il degrado sociale. Si è poi sottolineata la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato in vista della promozione dei valori morali e del bene comune non solo nel Paese, ma in modo speciale in favore dell'Africa. Al riguardo, dopo aver ricordato la grata visita che il Santo Padre ha compiuto nel Paese nel maggio 2007, in occasione della V Assemblea Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Carabi ad Aparecida, è stato espresso compiacimento per la firma dell'Accordo fra la Santa Sede e il Brasile, avvenuta successivamente nel contesto della stessa visita". 

  Un secondo Comunicato annuncia che "L'Accordo, che consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico e il regime fiscale".
OP/BRASILE/LULA                                   VIS 20081113 (310)


SEPARAZIONE VITA PUBBLICA DA TRADIZIONI: STRADA CIECA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il nuovo Ambasciatore della Repubblica di San Marino, Signor Sante Canducci, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico, Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "la fede cristiana, (...) ha impregnato la vita e la storia della gente e delle istituzioni sammarinesi" ed ha auspicato che: "l'attuale comunità civile e religiosa di San Marino sappia scrivere insieme una nuova pagina di progresso e di civiltà, riconoscendo il ruolo indispensabile che ogni famiglia è chiamata a svolgere nella formazione delle nuove generazioni come luogo di educazione alla pace".

  "Sono certamente mutate le condizioni ambientali e sociali in cui noi oggi viviamo" - ha rilevato il Pontefice affermando ancora che: "inalterato però resta l'obbiettivo ultimo di ogni quotidiano nostro impegno personale e comunitario: la ricerca dell'autentico benessere della persona, e la costruzione di una società aperta all'accoglienza e attenta alle reali esigenze di tutti".

  "L'insieme unitario di valori e di leggi, il comune 'alfabeto' spirituale che ha reso possibile nei secoli scorsi ai nostri popoli di scrivere nobili pagine di storia civile e religiosa, rappresenta una preziosa eredità da non disperdere, un patrimonio da incrementare con l'apporto delle moderne scoperte della scienza, della tecnica e della comunicazione, poste al servizio del vero bene dell'uomo".

  "Separare (...) totalmente la vita pubblica da ogni valore delle tradizioni" - ha posto in rilievo il Papa - "significherebbe introdursi in una strada cieca e senza uscita. Ecco perché è necessario ridefinire il senso di una laicità che sottolinei la vera differenza e autonomia tra le diverse componenti della società, ma che conservi anche le specifiche competenze in un contesto di comune responsabilità".

  "Certamente questa 'sana' laicità dello Stato" - ha aggiunto il Pontefice - "comporta che ogni realtà temporale si regga secondo proprie norme, le quali tuttavia non devono trascurare le fondamentali istanze etiche il cui fondamento risiede nella natura stessa dell'uomo, e che, proprio per questo, rinviano in ultima analisi al Creatore".

  "Quando la Chiesa cattolica" - ha ricordato il Pontefice al termine del suo discorso - "attraverso i suoi legittimi Pastori, fa appello al valore che taluni fondamentali principi etici, radicati nell'eredità cristiana dell'Europa, rivestono per la vita privata, ed ancor più per quella pubblica, è mossa unicamente dal desiderio di garantire e promuovere la inviolabile dignità della persona e l'autentico bene della società".
CD/LETTERE CREDENZIALI/SAN MARINO:CANDUCCI      VIS 20081113 (400)


mercoledì 12 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo José Moreira da Silva, Vescovo della Diocesi di Januária (superficie: 38.187; popolazione: 300.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 18; religiosi: 40; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora de Abadia" a Taguatinga (Brasile), è nato a Ponte Alta (Brasile), nel 1953 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Succede al Vescovo Anselmo Müller, M.S.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Neri José Tondello, Vescovo di Juína (superficie: 129.078; popolazione: 140.800; cattolici: 127.963; sacerdoti: 17; religiosi: 48), Brasile. Il Vescovo eletto, finora sacerdote 'fidei donum' nella medesima Diocesi e Rettore del Seminario Maggiore di Cuiabá (Brasile), è nato nel 1964 a Antônio Prado (Brasile), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993.
RE:NER/.../MOREIRA:MÜLLER:TONDELLO                   VIS 20081112 (160)


SENZA CRISTO NON ESISTE MONDO GIUSTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, svoltasi in Piazza San Pietro, all'insegnamento di San Paolo sulla Cristologia.

  Nella Prima Lettera ai Tessalonicesi, ha detto il Papa: "San Paolo parla del ritorno di Gesù, chiamato 'parusia', 'avvento'. (....) Paolo descrive la 'parusia' di Cristo con accenti quanto mai vivi e con immagini simboliche, che trasmettono però un messaggio semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore (...) Il nostro futuro è 'essere con il Signore'".

  Benedetto XVI ha ricordato che nella seconda Lettera ai Tessalonicesi "Paolo cambia la prospettiva; parla di eventi negativi che dovranno precedere quello finale e conclusivo. Non bisogna lasciarsi ingannare - dice - come se il giorno del Signore fosse davvero imminente, secondo un calcolo cronologico". Il testo prosegue annunciando che "prima dell'arrivo del Signore vi sarò l'apostasia e dovrà essere rivelato un non meglio identificato 'uomo iniquo', il 'figlio della perdizione', che la tradizione chiamerà poi l'Anticristo".

  Interrogandosi su quali siano gli atteggiamenti fondamentali del cristiano riguardo alla cose ultime: la morte, la fine del mondo, il Papa ha ribadito: "Il primo atteggiamento è la certezza che Gesù è risorto, è col Padre, e proprio così è con noi, per sempre. E nessuno è più forte di Cristo, perché Egli è col Padre, è con noi. Siamo perciò sicuri, liberati dalla paura. (...) In secondo luogo, la certezza che Cristo è con me. E come in Cristo il mondo futuro è già cominciato, questo dà anche certezza della speranza. Il futuro non é un buio nel quale nessuno si orienta. Non è così. Senza Cristo, anche oggi per il mondo il futuro è buio. (....) Il cristiano sa che la luce di Cristo è più forte e perciò vive in una speranza non vaga, in una speranza che dà certezza e dà coraggio per affrontare il futuro".

  Il Papa ha affermato che il terzo atteggiamento "è responsabilità per il mondo, per i fratelli davanti a Cristo, e nello stesso tempo anche certezza della sua misericordia. (...) Dobbiamo lavorare perché questo mondo si apra a Cristo, sia rinnovato, (...) Pur (...) sapendo (...) che Dio è giudice vero, siamo anche sicuri che questo giudice è buono, conosciamo il Suo volto. (...) Perciò possiamo essere sicuri della sua bontà e andare avanti con grande coraggio".

  San Paolo alla conclusione della seconda Lettera ai Corinzi, "ripete e mette in bocca ai Corinzi una preghiera nata nelle prime comunità cristiane dell'area palestinese: 'Maranà thà!' che letteralmente significa 'Signore nostro, vieni!'. Era la preghiera della prima cristianità e anche l'ultimo libro del Nuovo Testamento, si chiude con questa preghiera: 'Signore, vieni!'. Possiamo pregare anche noi così? Mi sembra che per noi oggi, nella nostra vita, nel nostro mondo, sia difficile pregare sinceramente perché perisca questo mondo, perché venga la nuova Gerusalemme, perché venga il giudizio ultimo e il giudice Cristo. Penso che sinceramente non osiamo pregare così per molti motivi, tuttavia in una modo giusto e corretto anche noi possiamo dire, con la prima cristianità: 'Vieni, Signore Gesù'. Certo, non vogliamo che adesso venga la fine del mondo. Ma, d'altra parte, vogliamo anche che finisca questo mondo ingiusto. Vogliamo anche noi che il mondo sia fondamentalmente cambiato, che incominci la civiltà dell'amore, che arrivi un mondo di giustizia, di pace, senza violenza, senza fame".

  "Possiamo e dobbiamo dire anche noi, con urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni Signore! Vieni nel modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c'è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tante parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove Tu sei sconosciuto. Vieni nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori (...) perché noi stessi possiamo divenire luci di Dio, presenza tua".
AG/SAN PAOLO                                   VIS 20081112 (570)


martedì 11 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bathurst (Australia), presentata dal Vescovo Patrick Dougherty, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Daniel Nlandu Mavi, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Matadi (superficie: 31.000; popolazione: 2.100.000; cattolici. 995.000; sacerdoti: 127; religiosi: 183), Repubblica Democratica del Congo.

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Govind Swarup, Professore di Astrofisica al "Tata Institute of Fundamental Research" del "National Centre for Radio Astrophysics" di Mumbai (India) ed il Professore Stanislas Dehaene, Professore di Psicologia Cognitiva Sperimentale al "Collège de France", (Parigi) e Direttore del "Inserm-CEA Cognitive Neuroimaging Unit" di Orsay (Francia).
RE:NEC:NA/.../...                                   VIS 20081111 (130)


PASTORALE NELLA CURA BAMBINI MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXIII Conferenza Internazionale sul tema: "La Pastorale nella cura dei Bambini malati", promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma, in Vaticano, nei giorni 13, 14 e 15 novembre 2008.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute); il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; la Professoressa Bruna Costacurta, Professore ordinario di Esegesi biblica nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana, Roma; il Professor Alberto G. Ugazio, Coordinatore del Dipartimento di Medicina pediatrica, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma.

  Nel presentare la Conferenza il Cardinale Lozano Barragán ha affermato che: "Nello scorso decennio oltre due milioni di bambini sono stati uccisi nel corso di conflitti armati, 6 milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono stati mutilati dalle mine antiuomo, mentre, di recente, sono stati reclutati 300.000 bambini soldato. Oltre 4 milioni e 300 mila bambini sono morti di AIDS".

  "La povertà" - ha proseguito il Cardinale - "resta la causa principale delle malattie dell'infanzia. Un miliardo e duecento milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. Perfino nei Paesi più ricchi, un bambino su sei vive sotto il livello di povertà. (...) Duecentocinquanta milioni di bambini al di sotto dei 15 anni lavorano, tra questi circa 60 milioni in condizioni di pericolo. (...) Oggi molti bambini e adolescenti sono abbandonati a se stessi (...) Non esistono controlli per i programmi televisivi o per Internet, in cui navigano senza alcun tipo di guida morale. Il commercio sessuale, la pedofilia, la violenza nelle scuole, i crimini, le bande organizzate, ecc., sono fenomeni sempre più in espansione. (...) Molte famiglie hanno rinunciato al loro dovere educativo. (...) Molte volte l'educazione scolastica si riduce ad una mera informazione, rinunciando all'autentica formazione". 

  Dopo aver illustrato i suddetti dati, il Cardinale ha dedicato il suo intervento al tema della conferenza, la cura dei bambini malati, ed ha affermato: "Nella prima parte, 'Situazione', ci porremo domande sulla realtà e sull'origine delle malattie infantili. Inizieremo con la storia delle cure dei bambini malati nel mondo, la demografia della popolazione infantile e la sua mortalità. Studieremo, in seguito, le principali affezioni che colpiscono i bambini, per poi valutare se la globalizzazione costituisce un'opportunità o un rischio per quelli che sono malati. (...) Quanto all'origine delle malattie infantili, (...) tratteremo dello stile di vita e dell'alimentazione; (...); relativamente all'aspetto politico, studieremo (...) le legislazioni, i sistemi sanitari, (...); per l'aspetto ecologico, ascolteremo le iniziative dell'Organizzazione Mondiale della Salute in materia".

  "Passeremo, in seguito, alla 'Riflessione'. Ci chiederemo cosa ci dicono la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa sulla cura dei bambini, quali sono state queste cure nel corso della storia della Chiesa e quale è stata la testimonianza dei Santi che hanno consacrato la loro vita alla cura dell'infanzia ammalata. (...) Termineremo, quindi, la nostra riflessione, con un dialogo sulle grandi religioni: Ebraismo, Islamismo, Induismo, Buddismo".

  "La terza parte è dedicata alla 'Azione'. Di che tipo di catechesi e formazione nella fede abbiamo bisogno per far fronte a questa grave problematica? Come procedere a livello sacramentale con questi bambini? Come adoperare le scienze psicologiche in questa cura? Dal punto di vista medico tratteremo della ricerca riguardante i medicinali, la nutrizione e lo stile di vita (...). Dal punto di vista socio-politico sottolineeremo la funzione che devono avere i mezzi di comunicazione sociale, i sistemi sanitari nazionali e internazionali, le legislazioni, il problema delle migrazioni, (...). A livello pastorale, ci chiederemo quale è il compito della Diocesi, della parrocchia, degli Ordini e Congregazioni religiose, nonché dei volontari".

  Il Porporato ha concluso la presentazione ricordando la partecipazione alla Conferenza di  "Quarantuno specialisti, provenienti da vari Paesi, e con la massima qualificazione nel ramo specifico che tratteranno".
OP/CONFERENZA BAMBINI MALATI/BARRAGAN               VIS 20081111 (650)


lunedì 10 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti d'età, dall'Arcivescovo Alfio Rapisarda, all'incarico di Nunzio Apostolico in Portogallo ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Rino Passigato, finora Nunzio Apostolico in Perù.
RE:NN/.../...                                 VIS 20081110 (50)

MAGISTERO PIO XII PREZIOSA EREDITÀ CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Alle ore 12:30 di questa mattina,  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti al Congresso su: "L'eredità del Magistero di Pio XII e il Concilio Vaticano II", promosso dalle Pontificie Università Gregoriana e Lateranense nel 50° anniversario della morte del Servo di Dio Papa Pio XII.

  Benedetto XVI ha sottolineato che il Magistero del Servo di Dio Pio XII "costituisce una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro".

  Papa Benedetto XVI ha ricordato inoltre che il Predecessore scrisse oltre quaranta Lettere Encicliche, fra le quali "Mystici Corporis" "nella quale il Papa affronta il tema della vera ed intima natura della Chiesa", la "Divino afflante Spiritu" sulla Sacra Scrittura e la "Mediator Dei" sulla Sacra Liturgia.

  "Numerose sono state poi le occasioni in cui Pio XII ha trattato della responsabilità dei laici nella Chiesa" - ha detto ancora Benedetto XVI rilevando che Papa Pio XII "si soffermò sulla grande importanza dei moderni mezzi di comunicazione" e sul "dovere dei giornalisti di fornire informazioni veritiere e rispettose delle norme morali".

  "Anche alle scienze e agli straordinari progressi da esse compiuti Pio XII rivolse la sua attenzione" - ha proseguito il Pontefice - "Pur ammirando le conquiste raggiunte in tali campi, il Papa non mancava di mettere in guardia dai rischi che una ricerca non attenta ai valori morali poteva comportare. (...) Con straordinaria lungimiranza, però, il Papa ammoniva circa la necessità di impedire ad ogni costo che questi geniali progressi scientifici venissero utilizzati per la costruzione di armi micidiali che avrebbero potuto provocare catastrofi immani e perfino la totale distruzione dell'umanità".

  "Ugualmente meritevole di speciale menzione è l'insegnamento mariologico di Pio XII, che ebbe il suo culmine nella proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria Santissima, per mezzo del quale il Santo Padre intendeva sottolineare la dimensione escatologica della nostra esistenza ed esaltare altresì la dignità della donna".

  Ponendo in risalto che: "Per natura ed indole Pio XII era un uomo misurato e realista, alieno da facili ottimismi, ma era altresì immune dal pericolo di quel pessimismo che non si addice ad un credente", Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Aborriva le sterili polemiche ed era profondamente diffidente nei confronti del fanatismo e del sentimentalismo".

  "Vi era altresì in lui il continuo sforzo e la ferma volontà di donare se stesso a Dio senza risparmio e senza riguardo per la sua salute cagionevole. (...) Tutto nasceva dall'amore per il suo Signore Gesù Cristo e dall'amore per la Chiesa e per l'umanità. Egli infatti era innanzitutto il sacerdote in costante ed intima unione con Dio". Da Dio "traeva origine e slancio il suo magistero, come d'altronde ogni altra sua attività".

  "Il suo poliedrico e fecondo magistero" - ha sottolineato Benedetto XVI - "resta anche per i cristiani di oggi di un valore inestimabile. (...) L'eredità del magistero di Pio XII è stata raccolta dal Concilio Vaticano II e riproposta alle generazioni cristiane successive".

  "Possiamo dunque ben dire" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "che nella persona del Sommo Pontefice Pio XII, il Signore ha fatto alla sua Chiesa un eccezionale dono, per il quale noi tutti dobbiamo esserGli grati".
AC/PIO XII/...                                   VIS 20081110 (540)


REPUBBLICA CINA: VALIDO CONTRIBUTO STABILITÀ MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, il Signor Wang Larry Yu-Yuan, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede ha presentato al Santo Padre le Lettere Credenziali.

  "Il governo di Taipei" - ha affermato il Papa nel discorso al Diplomatico  - "ha uno spiccato senso di appartenenza alla comunità mondiale, alla famiglia umana globale. Ciò si manifesta in molteplici modi, non ultimo nella generosità con la quale aiuto e soccorso nelle emergenze vengono offerti alle nazioni più povere. A tale riguardo il vostro Paese offre un valido contributo all'edificazione di un mondo più sicuro e stabile. La Santa Sede è lieta di collaborare con tutti coloro che cercano di promuovere la pace, la prosperità e lo sviluppo, ed apprezza l'impegno profuso dalla Repubblica di Cina per tale nobile causa".

  Benedetto XVI ha ricordato che anche se i cattolici del Paese siano poco meno dell'1 percento della popolazione, essi "aspirano a contribuire all'edificazione di una società umana, giusta, e contrassegnata da un autentica preoccupazione per il benessere dei membri più deboli della società". Il Papa ha inoltre ricordato al diplomatico: "Il fermo impegno del Governo del suo Paese a favore della libertà di religione che ha reso possibile alla Chiesa l'esercizio della sua missione di amore e di servizio e di esprimersi apertamente nel culto e nella proclamazione del Vangelo".

  Grazie "alla innata profondità spirituale e saggezza morale" del popolo asiatico "c'è una grande vitalità religiosa ed una grande capacità di rinnovamento fra i popoli dell'Asia, per cui c'è un terreno molto fertile perchè il dialogo interreligioso attecchisca e si sviluppi".

  "Quanto importante è nel mondo di oggi per diversi popoli essere in grado di ascoltare l'altro in un atmosfera di rispetto e dignità, consapevoli che la propria umanità condivisa è un legame molto più profondo che le diversità culturali che sembrano dividere gli uomini!", ha esclamato il Pontefice.

  "Il dialogo sincero e costruttivo è anche la chiave" - ha aggiunto il Pontefice - "per risolvere i conflitti che minacciano la stabilità mondiale. Al riguardo, la Santa Sede apprezza i recenti positivi sviluppi nelle relazioni fra Taiwan e la Cina continentale. La Chiesa Cattolica è oltremodo disponibile a promuovere soluzioni pacifiche alle dispute di qualsivoglia natura, 'dedicando attenzione ed incoraggiamento al più piccolo segno di desiderio di dialogo e di riconciliazione'. In questo modo, la Santa Sede desidera sostenere gli sforzi dei governi per diventare 'strenui difensori della dignità della persona umana e coraggiosi costruttori di pace'".
CD/CREDENZIALI/CINA:LARRY YU YUAN                   VIS 20081110 (410)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R., Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, con gli Ausiliari Vescovo Sergio Alfredo Gualberti Calandrina, Vescovo Stanislaw Dowlaszewicz Billman, O.F.M.Conv.,  e Vescovo Braulio Sáez García, O.C.D.

    - L'Arcivescovo Tito Solari Capellari, S.D.B., di Cochabamba, con l'Ausiliare Arcivescovo Luis Sáinz Hinojosa, O.F.M.

    - Il Vescovo Jorge Herbas Balderrama, O.F.M., Prelato Coadiutore di Aiquile.

    - Il Vescovo Jesús Juárez Párraga, S.D.B., di El Alto.

    - Il Vescovo Carlos Stetter, di San Ignacio de Velasco.
 
  Sabato 8 novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate:

    - L'Arcivescovo Vernon James Weisgerber, di Winnipeg (Canada), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vice Presidente Vescovo Pierre Morissette, di Saint-Jerome, e con il Segretario Generale Monsignor Mario Paquette.

    - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gonzalo Ramiro del Castillo Crespo, O.C.D., Ordinario Militare;

    - Il Vescovo Julio María Elías Montoya, O.F.M., Vicario Apostolico di El Beni, con l'Ausiliare Vescovo Francisco Focardi, O.F.M., e con il già Ausiliare Vescovo Manuel Eguiguren Galarraga, O.F.M.

    - Il Vescovo Antonio Bonifacio Reimann Panic, O.F.M., Vicario Apostolico di Ñuflo de Chávez.

- L'Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, di Lviv dei Latini (Ucraina).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/..../...                                       VIS 20081110 (240)


INSEGNARE LA MEMORIA PER UNA EUROPA DI LIBERTÀ E DIRITTO


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, è intervenuto il 6 novembre scorso, in qualità di Rappresentante della Santa Sede, al IV Seminario del Consiglio d'Europa dei Ministri dell'Educazione dei Paesi firmatari della Convenzione Culturale Europea sul tema: "Insegnare la memoria: per vivere in una Europa della libertà e del diritto" (Nüremberg-Dachau, Germania, 5-7 novembre).

  "Il luogo in cui ci troviamo è ricco di memoria" - ha sottolineato il Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica - "In esso si svolsero avvenimenti drammatici, che hanno segnato la storia europea: i grandi raduni nazisti, ma anche il processo a quanti si macchiarono di gravi delitti contro l'umanità. Quei fatti, di cui questa città è stata testimone, ci parlano del dramma di un'epoca, in cui furono negate libertà e giustizia, calpestata la dignità dell'uomo".

  "Il ricordo del  dramma delle vittime, l'omaggio alla loro memoria esige" - ha proseguito il Presule - "che tutti si rendano conto che quelle vicende tenebrose devono essere una chiamata alla responsabilità nel costruire l'oggi e il domani del nostro continente, perché in nessun angolo dell'Europa e di tutto il mondo si ripetano tali tragedie. Al riguardo la Santa Sede apprezza l'impegno dei paesi aderenti alla Convenzione culturale europea affinché attraverso l'insegnamento della  memoria si possa contribuire non solo alla conoscenza del passato, ma alla mutua comprensione, al dialogo, alla prevenzione dei crimini contro l'umanità, al consolidamento di un'Europa della libertà e del diritto".

  "Il diritto e la libertà sono essenziali per evitare ricadute totalitarie non rispettose dell'uomo. Un diritto, però, che si fondi su un alto senso  della dignità e della giustizia. (...) Rischieremmo di cadere nuovamente nella barbarie, se non avessimo la passione per la giustizia e la libertà e se non ci impegnassimo, ciascuno secondo le proprie capacità, a far sì che il male non prevalga sul bene, come è accaduto nei confronti di milioni di figli del popolo ebraico".

  "Occorre dunque raddoppiare gli sforzi" - ha ribadito l'Arcivescovo Bruguès - "per liberare l'uomo dagli spettri del razzismo, dell'esclusione, dell'emarginazione, dell'asservimento, della xenofobia; per estirpare anche le radici di questi mali, che si insinuano anche nella società odierna e minano le fondamenta della pacifica convivenza umana".

  "Il dovere della memoria deve così continuare a scuotere il nostro cuore  e la nostra mente, a  portare la ragione a riconoscere il male e a rifiutarlo, a suscitare in noi il coraggio del bene e della resistenza contro il male. (...) Il tempo che passa porta alla progressiva scomparsa dei testimoni diretti di quella tragedia, ciò deve condurre ad uno sforzo maggiore per conservare la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni. Sono pertanto da incoraggiare tutte quelle iniziative, come "La giornata della memoria e della prevenzione dei crimini contro l'umanità", che contribuiscono a tenere viva la memoria di quei tragici eventi, a riflettere ed ad interrogarsi".
DELSS/MEMORIA/NÜREMBERG:BRUGUÈS                   VIS 20081110 (490)


BOLIVIA: CONSERVARE SPERANZA PROMUOVERE UNITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto oggi i Presuli della Conferenza Episcopale Boliviana, a conclusione della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha fatto riferimento alle "difficili circostanze nelle quali si trovano i fedeli e la popolazione" del Paese, "le quali, in questi momenti, sembrano più che mai riacutizzarsi. Sono certamente motivo di preoccupazione e di speciale sollecitudine pastorale per la Chiesa, che ha saputo accompagnare da presso tutti i boliviani in situazioni delicate, con l'unico fine di conservare la speranza, promuovere l'unità, esortare alla riconciliazione e salvaguardare la pace".

  "Non mancano" - ha proseguito il Pontefice - "altre sfide nella vostra missione pastorale, poiché la fede in terra boliviana ha bisogno di alimentarsi e di rafforzarsi, specialmente quando si percepiscono segni di una certa fiacchezza della vita cristiana a causa di fattori di diversa origine, una estesa incoerenza fra le fede professata e i modelli di vita personale e sociale, e una formazione superficiale che espone i battezzati all'influenza di promesse mirabolanti quanto vuote",

  Il Santo Padre ha segnalato che per far fronte a tali sfide "la Chiesa in Bolivia può contare su di un potente mezzo che è la devozione popolare, prezioso tesoro accumulato nei secoli grazie all'opera dei coraggiosi missionari e che si è mantenuto con instancabile fedeltà per generazioni nelle famiglie boliviane. E' un dono che deve essere custodito e promosso oggi, (...) perchè il valore dei segni penetri il cuore in profondità, perché sia sempre illuminato dalla Parola di Dio e si trasformi in ferme convinzioni di fede, consolidato dai sacramenti e della fedeltà ai valori morali".

"E' necessaria quindi" - ha proseguito il Pontefice - "una catechesi sistematica, generalizzata e penetrante, che insegni in modo chiaro e integrale le fede cattolica. (...) Anche un'educazione generale di qualità, che comprenda la dimensione spirituale e religiosa della persona, contribuisce notevolmente a porre le fondamenta per la crescita nella fede". In merito il Papa ha ricordato che la Chiesa in Bolivia conta numerosi istituti educativi "alcuni di grande prestigio, che devono continuare ad affidarsi all'attenzione dei propri pastori perché mantengano e siano rispettati nella propria identità".

  Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento per l'impegno profuso dei Presuli "nell'offrire ai seminaristi una solida formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale, mettendo a disposizione sacerdoti idonei per accompagnarli nel discernimento vocazionale, curandone la sicura idoneità e competenza. (...) E' inoltre necessario" - ha aggiunto il Papa - "un accompagnamento successivo per garantire la formazione permanente del clero e degli altri agenti pastorali, che ne  alimenti costantemente la vita spirituale e impedisca che 'azione pastorale ricada nella routine e nella superficialità".

  Ribadendo l'importanza che l'ascolto e la meditazione della Scritture "siano sempre in primo piano", il Papa ha sottolineato che "dall'ascolto docile della Parola divina nasce l'amore al prossimo e, con esso, il servizio disinteressato ai fratelli, un aspetto che occupa un posto molto rilevante nell'azione pastorale in Bolivia, davanti alle condizioni di povertà, emarginazione e abbandono di buona parte della popolazione".

  Il Santo Padre ha concluso con parole di incoraggiamento ai Vescovi affinché siano guida della Chiesa in Bolivia e promuovano fra di essi uno spirito di comunione di  concordia. "Una comunione arricchita da speciali vincoli di stretta fraternità con le altre Chiese particolari, alcune in terre lontane, ma che desiderano condividere con voi le gioie e le speranze dell'evangelizzazione in questo Paese".
AL/.../BOLIVIA                                   VIS 20081110 (570)


SOLIDARIETÀ MONDO EBRAICO, PACE KIVU, SANA ALIMENTAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2008 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che ricorre oggi "il 70° anniversario di quel triste avvenimento, verificatosi nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1938, quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei".

  "Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe" - ha detto il Pontefice - "furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah. Ancora oggi provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all'accoglienza reciproca. Invito, inoltre, a pregare per le vittime di allora e ad unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico".

  Di seguito il Papa ha lanciato un appello a favore della pace nella Repubblica Democratica del Congo ed ha detto: "Continuano a giungere inquietanti notizie dalla regione del Nord-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Sanguinosi scontri armati e sistematiche atrocità hanno provocato e stanno provocando numerose vittime tra i civili innocenti; distruzioni, saccheggi e violenze di ogni tipo hanno costretto altre decine di migliaia di persone ad abbandonare anche quel poco che avevano per sopravvivere. Si calcola che i profughi siano attualmente più di un milione e mezzo. A tutti e a ciascuno di loro desidero esprimere la mia particolare vicinanza, mentre incoraggio e benedico quanti si stanno adoperando per alleviare le loro sofferenze, tra i quali menziono in particolare gli operatori pastorali di quella Chiesa locale. Alle famiglie private dei loro cari giungano il mio cordoglio e l'assicurazione della mia preghiera di suffragio. Infine, rinnovo il mio fervido appello affinché tutti collaborino al ripristino della pace in quella terra da troppo tempo martoriata, nel rispetto della legalità e soprattutto della dignità di ogni persona".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che si celebra oggi in Italia "la Giornata del Ringraziamento, che quest'anno ha per tema: 'Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare' ed ha detto: "Unisco la mia voce a quella dei Vescovi italiani che, a partire da queste parole di Gesù, attirano l'attenzione sul grave e complesso problema della fame, reso più drammatico dall'aumento dei prezzi di alcuni alimenti di base. La Chiesa, mentre ripropone il principio etico fondamentale della destinazione universale dei beni, lo mette in pratica, sull'esempio del Signore Gesù, con molteplici iniziative di condivisione. Prego per il mondo rurale, specialmente per i piccoli coltivatori dei Paesi in via di sviluppo. Incoraggio e benedico quanti si impegnano perché a nessuno manchi un'alimentazione sana e adeguata: chi soccorre il povero soccorre Cristo stesso".
ANG/EBREI:PACE:FAME/...                           VIS 20081110 (470)


CHIESA ROMANA PRESIEDE CARITÀ INTERA COMUNIONE CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i pellegrini e i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  "La liturgia ci fa celebrare oggi la Dedicazione della Basilica Lateranense, chiamata 'madre e capo di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe'" - ha ricordato il Papa - "In effetti, questa Basilica fu la prima ad essere costruita dopo l'editto dell'imperatore Costantino che, nel 313, concesse ai cristiani la libertà di praticare la loro religione. Lo stesso imperatore donò al Papa Melchiade l'antico possedimento della famiglia dei Laterani e vi fece edificare la Basilica, il Battistero e il Patriarchio, cioè la residenza del Vescovo di Roma, dove i Papi abitarono fino al periodo avignonese. La dedicazione della Basilica fu celebrata dal Papa Silvestro verso il 324 e il tempio fu intitolato al Santissimo Salvatore; solo dopo il VI secolo vennero aggiunti i titoli dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, da cui la comune denominazione. Questa ricorrenza interessò dapprima la sola città di Roma; poi, a partire dal 1565, si estese a tutte le Chiese di rito romano".

  "In tal modo, onorando l'edificio sacro" - ha detto il Papa - "si intende esprimere amore e venerazione per la Chiesa romana che, come afferma sant'Ignazio di Antiochia, 'presiede alla carità dell'intera comunione cattolica (Ai Romani, 1, 1)".

  "La Parola di Dio in questa solennità richiama una verità essenziale: il tempio di mattoni è simbolo della Chiesa viva, la comunità cristiana, che già gli Apostoli Pietro e Paolo, nelle loro lettere, intendevano come 'edificio spirituale', costruito da Dio con le 'pietre vive' che sono i cristiani, sopra l'unico fondamento che è Gesù Cristo, paragonato a sua volta alla 'pietra angolare'",

  "La bellezza e l'armonia delle chiese, destinate a rendere lode a Dio, invita anche noi esseri umani, limitati e peccatori, a convertirci per formare un 'cosmo', una costruzione bene ordinata, in stretta comunione con Gesù, che è il vero Santo dei Santi. Ciò avviene in modo culminante nella liturgia eucaristica, in cui l''ecclesìa', cioè la comunità dei battezzati, si ritrova unita per ascoltare la Parola di Dio e per nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo. Intorno a questa duplice mensa la Chiesa di pietre vive si edifica nella verità e nella carità e viene interiormente plasmata dallo Spirito Santo trasformandosi in ciò che riceve, conformandosi sempre più al suo Signore Gesù Cristo. Essa stessa, se vive nell'unità sincera e fraterna, diventa così sacrificio spirituale gradito a Dio".

  "Cari amici, la festa odierna celebra un mistero sempre attuale: che cioè Dio vuole edificarsi nel mondo un tempio spirituale (...). Questa ricorrenza ci ricorda anche l'importanza degli edifici materiali, in cui le comunità si raccolgono per celebrare le lodi di Dio. Ogni comunità ha pertanto il dovere di custodire con cura i propri edifici sacri, che costituiscono un prezioso patrimonio religioso e storico".
ANG/DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE/...               VIS 20081110 (500)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti d'età, dall'Arcivescovo Alfio Rapisarda, all'incarico di Nunzio Apostolico in Portogallo ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Rino Passigato, finora Nunzio Apostolico in Perù.
RE:NN/.../...                                 VIS 20081110 (50)

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