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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 26 maggio 2011

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha concesso la conferma, richiestaGli in conformità al canone 153 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali dal Vescovo George Alencherry, di Thuckalay dei Siro-Malabaresi, che il 24 maggio 2011 è stato canonicamente eletto Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malabarese, riunitosi a ‘Mount Saint Thomas’, Kakkanad-Kochi (Kerala, India).

L’Arcivescovo eletto è nato nel 1945 a Thuruthy (India), ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1972 e l’ordinazione episcopale nel 1997. Finora è stato segretario dell’Arcivesco¬vo di Changanacherry, Vice-parroco della Cattedrale e Direttore delle “Sunday Schools” dell’Arcieparchia.
NA/ VIS 20110526 (110)

mercoledì 25 maggio 2011

PREGHIERA COMBATTIMENTO FEDE E VITTORIA PERSEVERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Nell’Udienza Generale di questo Mercoledì, Benedetto XVI, nel proseguire le catechesi sulla preghiera, si è soffermato sulla figura del Patriarca Giacobbe e sulla sua lotta con lo sconosciuto nel guado dello Yabboq. L’Udienza di oggi si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 15.000 persone.

Il Patriarca Giacobbe, uomo astuto che aveva carpito con l’inganno la benedizione del padre Isacco, nel tornare nella terra natale, è pronto ad affrontare il fratello, al quale aveva sottratto la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Dopo aver fatto attraversare a coloro che erano con lui il guado del torrente che delimitava il territorio di Esaù, viene improvvisamente aggredito da uno sconosciuto con il quale lotta per tutta la notte. “È buio, Giacobbe non riesce a vedere distintamente il suo contendente e anche per il lettore esso rimane ignoto (...). Solo alla fine, quando la lotta sarà ormai terminata e quel ‘qualcuno’ sarà sparito, solo allora Giacobbe lo nominerà e potrà dire di aver lottato con Dio”.

Il Patriarca dice al suo assalitore: “Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto”. “Colui che con l’inganno aveva defraudato il fratello della benedizione del primogenito” – ha detto il Papa – “ora la pretende dallo sconosciuto, di cui forse comincia a intravedere i connotati divini, ma senza poterlo ancora veramente riconoscere. Il rivale, che sembrava trattenuto e dunque sconfitto da Giacobbe, invece di piegarsi alla richiesta del Patriarca, gli chiede il nome. (...) Conoscere il nome di qualcuno, infatti, implica una sorta di potere sulla persona, perché il nome, nella mentalità biblica, contiene la realtà più profonda dell’individuo, ne svela il segreto e il destino. (....) Quando dunque, alla richiesta dello sconosciuto, Giacobbe rivela il proprio nome, si sta mettendo nelle mani del suo oppositore, è una forma di resa, di consegna totale di sé all’altro”.

“Ma in questo gesto di arrendersi anche Giacobbe paradossalmente risulta vincitore, perché riceve un nome nuovo, insieme al riconoscimento di vittoria da parte dell’avversario” – ha proseguito Benedetto XVI - “’Giacobbe’ richiama anche il verbo ‘ingannare, soppiantare’. Ebbene, ora, nella lotta, il Patriarca rivela al suo oppositore, in un gesto di consegna e di resa, la propria realtà di ingannatore, di soppiantatore; ma l’altro, che è Dio, trasforma questa realtà negativa in positiva: Giacobbe l’ingannatore diventa Israele, gli viene dato un nome nuovo che segna una nuova identità. Ma anche qui, il racconto mantiene la sua voluta duplicità, perché il significato più probabile del nome Israele è ‘Dio è forte, Dio vince’. Quando Giacobbe chiederà a sua volta il nome al suo contendente, questi rifiuterà di dirlo, ma si rivelerà in un gesto inequivocabile, donando la benedizione. (...) E non è la benedizione ghermita con inganno, ma quella gratuitamente donata da Dio, che Giacobbe può ricevere perché ormai solo, senza protezione, senza astuzie e raggiri, si consegna inerme, accetta di arrendersi e confessa la verità su se stesso”.

“L’episodio della lotta allo Yabboq” – ha detto ancora il Papa – “si offre così al credente come testo paradigmatico in cui il popolo di Israele parla della propria origine e delinea i tratti di una particolare relazione tra Dio e l’uomo. Per questo, come affermato anche nel ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’, ‘la tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza’”.

“Cari fratelli e sorelle, tutta la nostra vita è come questa lunga notte di lotta e di preghiera” – ha concluso il Pontefice – “da consumare nel desiderio e nella richiesta di una benedizione di Dio che non può essere strappata o vinta contando sulle nostre forze, ma deve essere ricevuta con umiltà da Lui, come dono gratuito che permette, infine, di riconoscere il volto del Signore. E quando questo avviene, tutta la nostra realtà cambia, riceviamo un nome nuovo e la benedizione di Dio”.
AG/ VIS 20110525 (650)

RESPONSABILI CONSIGLIO DIALOGO INTERRELIGIOSO COREA SUD

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Dal 23 al 27 maggio, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero, sono in Corea del Sud su invito della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso.

Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che in questi giorni sono previsti incontri con il Presidente della Repubblica, il Ministro della Cultura e con il Direttore per gli Affari Religiosi.

Il Cardinale Tauran e l’Arcivescovo Celata visiteranno il Jogye Order, il Centro del Buddismo Coreano e il Centro del Confucianesimo Coreano. È inoltre previsto un incontro con i Rappresentanti del Buddismo, del Confucianesimo, del Won Buddismo, del Chondogyo, dell’Associazione delle Religioni Native Coreane e del Protestantesimo.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso terrà una Conferenza al Seminario Maggiore di Seul sul “Dialogo Interreligioso secondo l’insegnamento del Papa Benedetto XVI”, a cui seguirà un incontro con i rappresentanti della stampa.

La visita si concluderà con la celebrazione della Santa Messa al Santuario dei Martiri Coreani “Cheoldusan”.
CON-DIR/ VIS 20110525 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jose Corazon T. Tala-Oc, Vescovo di Kalibo (superficie: 1.817; popolazione: 565.000; cattolici: 525.000; sacerdoti: 66; religiosi: 53), Filippine. È stato finora Vescovo di Romblon (Filippine).

- Il Sacerdote João Carlos Hatoa Nunes, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maputo (superficie: 25.238; popolazione: 4.346.000; cattolici: 1.030.000; sacerdoti: 156; religiosi: 418), Mozambico. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Beira (Mozambico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. È stato finora Pro-Vicario Generale, Cancelliere della Curia e Parroco della parrocchia San Francesco d’Assisi.
NER:NEA/ VIS 20110525 (100)

martedì 24 maggio 2011

DOCUMENTO “LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA”

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento: “La famiglia: il lavoro e la festa”, catechesi preparatorie del VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano (Italia), dal 30 maggio al 3 giugno 2012.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia; il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano; il Vescovo Franco Giulio Brambilla, Ausiliare di Milano, Coordinatore del gruppo di lavoro per la stesura delle Catechesi preparatorie di Milano 2012, Co-presidente del Comitato scientifico preparatorio del Congresso teologico-pastorale; il Padre Gianfranco Grieco, O.F.M. Conv., Capo Ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Don Davide Milani, responsabile delle comunicazioni sociali dell'Arcidiocesi di Milano.

Il Cardinale Antonelli, nel ricordare che quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della creazione del Dicastero da lui presieduto e del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, ha spiegato che l’incontro di Milano 2012, comprenderà il Congresso teologico-pastorale che occuperà i primi tre giorni ai quali faranno seguito i giorni di festa con la presenza del Santo Padre. “Un sussidio prezioso per la preparazione è il libro delle Catechesi sul tema dell’Incon¬tro, ‘La famiglia: il lavoro e la festa’ preparato a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia e dell’Arcidiocesi di Milano” che “Comprende 10 catechesi bibliche, corredate con testi del magistero (...). Il testo base è stampato dalla Libreria Editrice Vaticana in italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, polacco: potrà essere utilizzato direttamente nelle comunità ecclesiali e nelle famiglie”.

Il Cardinale Tettamanzi ha auspicato che le catechesi “possano innervare il cammino di tante diocesi in tutto il mondo e diventare un riferimento utile non soltanto per le iniziative della pastorale familiare e del lavoro. La necessità è davvero di fare un grande lavoro di comunicazione perché, grazie anche alle traduzioni, questi contenuti e le molteplici intuizioni che li caratterizzano, non restino appannaggio di pochi e non siano solo un patrimonio intraecclesiale”.

Il Vescovo Franco Giulio Brambilla ha affermato che le catechesi “formano un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo: il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo ‘spazio’ sociale e vive il ‘tempo’ umano. (...) Il primo gruppo di catechesi si sofferma sul modo di vivere le relazioni nella casa”. È necessario che le case si convertano “in spazi di accoglienza, luoghi dove si custodisce un’intimità profonda nella coppia e tra genitori e figli. (...) Il secondo gruppo introduce nella vita quotidiana il tema del lavoro. Il lavoro segna profondamente oggi lo stile della vita di famiglia: il lavoro non può essere solo il mezzo del sostentamento economico, ma deve diventare un luogo dell’identità personale e della relazione sociale. (...) Il terzo gruppo di catechesi si concentra sullo stile con cui la famiglia vive la festa. È diventato difficile nella condizione odierna vivere la domenica come tempo della festa. (...) L’uomo moderno ha inventato il tempo libero, ma sembra aver dimenticato la festa. (...) Per questo, la famiglia ha bisogno di iscrivere nel suo stile di vita il senso della festa, non solo pensandosi come soggetto di bisogni, ma come comunità dell’incontro”.

Dal 28 marzo 2011 è attivo il nuovo sito del Pontificio Consiglio per la Famiglia (www.familia.va) che informa sulle attività del Dicastero e i principali progetti. Una delle sezioni del sito è dedicata al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano.
OP/ VIS 20110524 (590)

lunedì 23 maggio 2011

90° ANNIVERSARIO UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i docenti e gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione del novantesimo anniversario di fondazione.

Il Papa ha menzionato le “grandi e rapide trasformazioni che si riflettono anche sulla vita universitaria” ed ha affermato: “La cultura umanistica sembra colpita da un progressivo logoramento (...); si riscontra la tendenza a ridurre l’orizzonte umano al livello di ciò che è misurabile, a eliminare dal sapere sistematico e critico la fondamentale questione del senso. (...) Nella misura in cui le scienze empiriche monopolizzano i territori della ragione, non sembra esserci più spazio per le ragioni del credere, per cui la dimensione religiosa viene relegata nella sfera dell’opinabile e del privato. In questo contesto, le motivazioni e le caratteristiche stesse della istituzione universitaria vengono poste radicalmente in questione”.

“La prospettiva cristiana” – ha proseguito il Papa – “non si contrappone al sapere scientifico e alle conquiste dell’ingegno umano, ma, al contrario, considera la fede quale orizzonte di senso, via alla verità piena, guida di autentico sviluppo. Senza orientamento alla verità, senza un atteggiamento di ricerca umile e ardita, ogni cultura si sfalda, decade nel relativismo e si perde nell’effimero”.

“Cari amici, fede e cultura” – ha sottolineato Benedetto XVI – “sono grandezze indissolubilmente connesse, manifestazione di quel ‘desiderium naturale videndi Deum’ che è presente in ogni uomo. Quando questo connubio si infrange, l’umanità tende a ripiegarsi e a rinchiudersi nelle sue stesse capacità creative”.

“La questione della Verità e dell'Assoluto - la questione di Dio – (...) è la domanda cruciale, da cui dipende radicalmente la scoperta del senso del mondo e della vita. (...) Il sapere della fede quindi illumina la ricerca dell’uomo, la interpreta umanizzandola, la integra in progetti di bene, strappandola alla tentazione del pensiero calcolatore, che strumentalizza il sapere e fa delle scoperte scientifiche mezzi di potere e di asservimento dell’uomo”.
“L’orizzonte che anima il lavoro universitario può e deve essere la passione autentica per l’uomo. (...) Servire l’uomo è fare la verità nella carità, è amare la vita, rispettarla sempre, a cominciare dalle situazioni in cui essa è più fragile e indifesa. È questo un nostro compito, specialmente nei tempi di crisi: la storia della cultura mostra come la dignità dell’uomo sia stata riconosciuta veramente nella sua integralità alla luce della fede cristiana”.

“Porsi (...) in atteggiamento di chiusura o di distacco di fronte alla proposta della fede significa dimenticare che essa è stata lungo la storia, e lo è tuttora, fermento di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo a svilupparne tutte le potenzialità positive per il bene autentico dell’uomo”.

“L’attestazione della fede e la testimonianza della carità sono inscindibili. (...) In Gesù noi scopriamo che Dio è amore e che solo nell'amore possiamo conoscerLo (...). Il vertice della conoscenza di Dio si raggiunge nell'amore (...). L’uomo ha bisogno di amore, l’uomo ha bisogno di verità, per non disperdere il fragile tesoro della libertà ed essere esposto alla violenza delle passioni e a condizionamenti aperti od occulti”.

Rivolgendosi ai professori Benedetto XVI ha ricordato loro che: “A voi, cari Docenti, è affidato un ruolo decisivo: mostrare come la fede cristiana sia fermento di cultura e luce per l’intelligenza, stimolo a svilupparne tutte le potenzialità positive, per il bene autentico dell’uomo”.

“Cuore pulsante e alimento costante della vita universitaria è la Cappella” – ha sottolineato il Pontefice al termine del suo discorso – “a cui è unito il Centro Pastorale ove gli Assistenti Spirituali delle diverse sedi sono chiamati a svolgere la loro preziosa missione sacerdotale che è imprescindibile per l’identità dell’Università Cattolica”.
AC/ VIS 20110523 (610)

CONVERSAZIONE DEL PAPA CON ASTRONAUTI STAZIONE SPAZIALE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI si è collegato con l’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, in occasione dell’ultima missione dello Shuttle Endeavour.

Dalla Sala Foconi del Palazzo Apostolico Vaticano il Santo Padre ha seguito le immagini degli astronauti su un ampio schermo televisivo, mentre a bordo della Stazione Spaziale arrivavano solo il suono e le voci.

Il Papa ha rivolto agli astronauti cinque domande. La prima domanda di Benedetto XVI è stata: “Contemplando dall’alto la Terra, quali considerazioni fate dunque sul modo in cui le nazioni e i popoli vivono insieme quaggiù, o su come la scienza può contribuire alla causa della pace?”

L’astronauta statunitense Mark Kelly ha risposto: “Noi voliamo sul mondo e non vediamo confini, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto del fatto che i popoli si combattono, che c’è tanta violenza in questo mondo (...). In genere, i popoli si combattono per ragioni diverse. (...) Sulla Terra, infatti, spesso si lotta per l’energia; nello spazio, utilizziamo l’energia solare e sulla Stazione spaziale abbiamo riserve energetiche. Vede, la scienza e la tecnologia applicate alla Stazione spaziale per sviluppare il potenziale di energia solare ci rifornisce in realtà di una quantità pressoché illimitata di energia. Ecco, se queste tecnologie fossero maggiormente utilizzate sulla Terra, probabilmente si potrebbe ridurre anche la violenza”.

Nel sottolineare la “responsabilità che tutti abbiamo per l’avvenire del nostro Pianeta”, il Papa ha domandato: “Dal vostro punto straordinario di osservazione come vedete la situazione della Terra?”

L’astronauta statunitense Ron Garan ha risposto: “Da un lato, vediamo quanto indescrivibilmente bello sia il pianeta che ci è stato dato; dall’altro, possiamo vedere quanto in realtà sia fragile”.

Il Papa ha domandato: “Nel vostro intenso impegno di lavoro e di ricerca” vi succede di meditare sul mistero della creazione e “forse anche di rivolgere una preghiera al Creatore?” L’astronauta italiano Roberto Vittori, che prima della partenza ha ricevuto da Benedetto XVI una medaglia raffigurante la creazione dell’uomo di Michelangelo, ha assicurato che nel vedere la bellezza del pianeta “prego per me, per le nostre famiglie, per il nostro futuro”.

Il Papa si è rivolto infine all’astronauta italiano Paolo Nespoli con queste parole: “Caro Paolo, so che nei giorni scorsi la tua mamma ti ha lasciato e quando fra pochi giorni tornerai a casa non la troverai più ad aspettarti. Tutti ti siamo stati vicini, anche io ho pregato per lei…Come hai vissuto questo tempo di dolore? Nella vostra Stazione vi sentite lontani e isolati e soffrite un senso di separazione, o vi sentite uniti fra voi e inseriti in una comunità che vi accompagna con attenzione e affetto?”

“Santo Padre” – ha risposto Paolo Nespoli – “Ho sentito le sue preghiere, le vostre preghiere arrivare fino quassù: è vero, siamo fuori da questo mondo, orbitiamo intorno alla Terra ed abbiamo un punto di vantaggio per guardare la Terra e per sentire tutto quello che ci sta attorno”.

Al termine il Santo Padre ha ringraziato dicendo: “Cari astronauti, vi ringrazio cordialmente per questa bellissima occasione di incontro e di dialogo con voi. Avete aiutato me e tante altre persone a riflettere insieme su temi importanti per l’avvenire dell’umanità. Faccio i migliori auguri per il vostro lavoro e per il successo della vostra grande missione al servizio della scienza, della collaborazione internazionale, del progresso autentico e della pace nel mondo”.
BXVI-ASTRONAUTI/ VIS 20110523 (570)

DIALOGO INTERRELIGIOSO SANTA SEDE - AL-AZHAR

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Città del Vaticano) e l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero, hanno incontrato il Signor Nabil Al-Arabi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Araba d’Egitto e Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi, recentemente eletto, nel corso della sua visita a Roma, mercoledì 18 maggio 2011.

Un Comunicato reso pubblico questa mattina informa che nel corso dell’incontro il Ministro ha trasmesso i saluti dello Sceicco di Al-Azhar, Professor Ahmad Al-Tayyib, ed ha espresso il desiderio del Grande Imam che le recenti difficoltà nei rapporti con la Santa Sede vengano superate.

Il Cardinale Tauran ha ribadito la stima di Sua Santità Papa Benedetto XVI per il popolo e le Autorità egiziane e la disponibilità della Santa Sede a proseguire sulla via del dialogo interreligioso e della cooperazione con Al-Azhar, che intercorre dal 1998.
CON-DIR/ VIS 20110523 (170)

SANTA SEDE SOSTIENE ACCESSO UNIVERSALE CURE MEDICHE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, è intervenuto il 18 maggio scorso alla LXIV Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra dal 16 al 24 maggio, con un discorso intitolato: “Garantire l’accesso universale alle cure mediche”.

“Il World Health Report 2010” – ha detto l’Arcivescovo Zimowski – “pone in evidenza come il finanziamento del sistema sanitario sia il canale per la auspicata copertura universale nella fornitura di servizi sanitari. Il Rapporto inoltre rileva con preoccupazione che, nonostante i progressi compiuti in alcuni Paesi, nel complesso siamo ancora molto lontani da una copertura sanitaria universale. (...) Tale triste fatto evidenzia la necessità di una vera solidarietà globale, in cui i Paesi ad alto reddito non soltanto promettano, ma effettivamente rispettino i loro impegni in materia di assistenza allo sviluppo”.

Citando l’Enciclica “Caritas in veritate”, l’Arcivescovo Zimowski ha citato Benedetto XVI il quale scrive: “Gli Stati economicamente più sviluppati faranno il possibile per destinare maggiori quote del loro prodotto interno lordo per gli aiuti allo sviluppo, rispettando gli impegni che su questo punto sono stati presi a livello di comunità internazionale”.

“Relativamente al Piano Strategico dell’OMS per l’HIV 2011-2015, la Santa Sede apprezza l'accento posto sull’eliminazione delle nuove infezioni da HIV nei bambini, ampliando e ottimizzando il loro trattamento e cura dell'HIV, fino ad oggi rimasti indietro rispetto ai progressi compiuti nel trattamento degli adulti”. In merito l’Arcivescovo ha sottolineato “l'importanza della formazione per cambiare i comportamenti umani e per una vita responsabile quali elementi chiave della campagna di prevenzione”.

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ha affermato che la sua Delegazione “condivide pienamente le preoccupazioni (...) sulla prevenzione degli infortuni riguardanti i minori”. La Santa Sede “si appella alla comunità internazionale affinché incoraggi il trasferimento del sapere in materia di misure e strumenti per la prevenzione degli incidenti riguardanti i minori nei Paesi a basso e medio reddito, dove si verifica il 95 % dei decessi di minori a seguito di infortuni. La Santa Sede auspica altresì che la comunità internazionale contribuisca a migliorare i servizi assistenziali di emergenza e di riabilitazione per gli infortuni non mortali negli ambienti in cui lunghe guerre civili aumentano drasticamente l’incidenza degli incidenti riguardanti i minori”.
DELSS/ VIS 20110523 (380)

NUOVO TESTAMENTO HA POSTO FINE INVISIBILITÀ DEL PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2011 (VIS). “Il Vangelo dell’odierna domenica, (...), propone un duplice comandamento sulla fede: credere in Dio e credere in Gesù. (...). Non sono due atti separati, ma un unico atto di fede, la piena adesione alla salvezza operata da Dio Padre mediante il suo Figlio Unigenito”, ha detto il Papa ai fedeli convenuti questa mattina in Piazza San Pietro per la recita del Regina Coeli.

“Il Nuovo Testamento ha posto fine all’invisibilità del Padre” – ha proseguito il Pontefice – “Il Figlio di Dio, con la sua incarnazione, morte e risurrezione, ci ha liberati dalla schiavitù del peccato per donarci la libertà dei figli di Dio e ci ha fatto conoscere il volto di Dio che è amore: Dio si può vedere, è visibile in Cristo”.

“La fede in Gesù comporta il seguirlo quotidianamente, nelle semplici azioni che compongono la nostra giornata. (...) Per i cristiani, per ciascuno di noi, dunque, la Via al Padre è lasciarsi guidare da Gesù, dalla sua parola di Verità, e accogliere il dono della sua Vita. (...) Cari amici, l’impegno di annunciare Gesù Cristo, ‘la via, la verità e la vita’, costituisce il compito principale della Chiesa”, ha concluso il Santo Padre.

Dopo il Regina Coeli il Papa ha salutato i pellegrini di lingua portoghese ed ha detto: “Mi unisco alla gioia della Chiesa in Portogallo, per la beatificazione di Madre Maria Chiara di Gesù Bambino, avvenuta ieri a Lisbona; e a quella in Brasile, dove oggi, a Salvador Bahia, viene proclamata beata Suor Dulce Lopes Pontes”.

Successivamente il Papa si è rivolto in inglese al “World Council of Churches” che ha organizzato in questi giorni a Kingston in Giamaica un Incontro Ecumenico Internazionale per la Pace. “Questa convocazione” – ha detto Benedetto XVI – “è il culmine di un programma durato un decennio colto a contrastare tutte le forme di violenza. Uniamoci in preghiera per questa nobile intenzione e impegniamoci per eliminare la violenza nelle famiglie, nella società e nella comunità internazionale”.

Infine Benedetto XVI ha salutato in italiano i rappresentanti del Movimento per la Via, congratulandosi “in particolare per l’impegno con cui aiutate le donne che affrontano gravidanze difficili, i fidanzati e i coniugi che desiderano una procreazione responsabile; così voi operate concretamente per la cultura della vita”.
ANG/ VIS 20110523 (390)

COMMEMORAZIONE DEI SANTI CIRILLO E METODIO

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina, nel contesto delle celebrazioni della memoria liturgica dei Santi Cirillo e Metodio, il Papa ha ricevuto in Vaticano il Signor George Ivanov, Presidente della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia e successivamente la Signora Tsetska Tsacheva, Presidente del Parlamento della Bulgaria, con le rispettive Delegazioni.
Nell’udienza alla Delegazione della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, il Santo Padre ha sottolineato che la vita di San Cirillo e Metodio “fu totalmente dedicata all’attività apostolica e l’intuizione divina di rendere comprensibile e accessibile il messaggio della Rivelazione alle popolazioni fu motivo di unità per tradizioni e culture differenti. Nell’accoglienza del disegno salvifico di Dio, i popoli possono ritrovare i fondamenti sui quali edificare civiltà e società pervase dallo spirito di riconciliazione e di convivenza pacifica. Non vi può essere unità reale senza il rispetto per la dignità di ogni persona umana e dei suoi diritti inalienabili”.

“Ai popoli europei, che si aprono in questi anni a nuove prospettive di cooperazione” – ha detto il Santo Padre rivolgendosi alla Delegazione della Repubblica di Bulgaria – “questi due grandi Santi ricordano che la loro unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane. Infatti, nella complessa storia dell'Europa, il Cristianesimo rappresenta un elemento centrale e qualificante. La fede cristiana ha plasmato la cultura del vecchio Continente e si è intrecciata in modo indissolubile con la sua storia, al punto che questa non sarebbe comprensibile se non si facesse riferimento alle vicende che hanno caratterizzato prima il grande periodo dell'evangelizzazione, e poi i lunghi secoli in cui il Cristianesimo ha assunto un ruolo sempre più rilevante. Risulta, pertanto, importante che l'Europa cresca anche nella dimensione spirituale, sulla scia della sua storia migliore. L'unità del Continente, che sta progressivamente maturando nelle coscienze e si sta definendo anche sul versante politico, rappresenta una prospettiva di grande speranza”.
AC/ VIS 20110523 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

Due Presuli della Conferenza Episcopale dell’India in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Thumma Bala, di Hyderabad; Amministratore Apostolico di Warangal.

- L’Arcivescovo Mariadas Kagithapu, M.S.F.S., di Visakhapatnam.

Sabato 21 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo John Baptist Thakur, S.I., di Muzaffarpur.

- Il Vescovo Angelus Kujur, S.I., di Purnea.

- Il Vescovo Thomas Thiruthalil, C.M., di Balasore.

- Il Vescovo Sarat Chandra Nayak, di Berhampur.

- Il Vescovo Lucas Kerketta, S.V.D., di Sambalpur.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto per la Congregazione per i Vescovi
AL:AP/ VIS 20110523 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Tabula Anthony Mpako, Vescovo della Diocesi di Queenstown (superficie: 25.000; popolazione: 2.200.000; cattolici: 52.000; sacerdoti: 22; religiosi: 26; diaconi permanenti: 10), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato a Eastern Cape (Sud Africa) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. È stato finora Parroco di St. Thomas Moore.

Sabato 21 maggio il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Thomas E. Gullickson, Nunzio Apostolico in Ucraina, finora Nunzio Apostolico in Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Dominica, Giamaica, Grenada, Guyana, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincenzo e Grenadine, Suriname e Delegato Apostolico nelle Antille.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Koudougou (Burkina Faso), presentata dal Vescovo Basile Tapsoba, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato l’Arciprete Mikaël Mouradian, Vescovo Eparchiale di Our Lady of Nareg in New York degli Armeni (cattolici: 36.000; sacerdoti: 10; religiosi: 16), Stati Uniti d’America. Finora Superiore del Convento di Notre Dame di Bzommar (Libano), succede al Vescovo Manuel Batakian, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:NN:RE/ VIS 20110523 (210)

venerdì 20 maggio 2011

DOMANI PAPA IN COLLEGAMENTO CON ASTRONAUTI ENDEAVOUR

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2011 (VIS). Domani, sabato 21 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI si collegherà via satellite con l’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), in occasione dell’ultima missione dello Space Shuttle Endeavour.

Il collegamento avrà luogo alle 13:11 (ora di Roma). Il Papa si rivolgerà in particolare ai due Astronauti europei di nazionalità italiana, Paolo Nespoli e Roberto Vittori.

L’evento sarà in diretta televisiva ed in streaming nel sito Internet della Radio Vaticana - CTV.
OP/ VIS 20110520 (90)

VALORI UMANI E RELIGIOSI CONDIVISI DA CRISTIANI E MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2011 (VIS). Dal 18 al 19 maggio, si è tenuto a Roma un secondo Colloquio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e del Reale Istituto per gli Studi Interreligiosi (Amman, Giordania), presieduto dal Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dal Professor Kamel Abu Jaber, Direttore del Reale Istituto per gli Studi Interreligiosi.

Tema del colloquio è stato: “Valori umani e religiosi condivisi da cristiani e musulmani per una educazione comune”.

Un Comunicato reso pubblico oggi riporta i punti principali esaminati dai partecipanti:

“1) Cristiani e musulmani condividono valori umani fondamentali come la sacralità della vita umana, la dignità della persona e i diritti fondamentali inalienabili che ne derivano.

“2) Alcuni valori religiosi sono comuni a cristiani e musulmani, mentre altri sono specifici di ogni comunità. È pertanto importante indicare gli elementi comuni ed identificare le diversità. Il rispetto delle diversità è condizione fondamentale per un dialogo autentico.

3) L’educazione, l’educazione religiosa in particolare, non deve formare identità in antagonismo o in conflitto, ma al contrario, deve aiutare il giovane ad avere una identità religiosa ben fondata e favorire la formazione di identità aperte ad altre identità.

4) Le scuole, le istituzioni e le università, private o statali, sono luogo privilegiato dell’educazione comune, dove i bambini e i giovani cristiani e musulmani studiano insieme. Tale esperienza deve essere protetta e salvaguardata, anche perché offre l’occasione di creare amicizie solide e durature.

Le due parti hanno concordato di incontrarsi nuovamente entro due anni. Un incontro preparatorio precederà il Colloquio”.
CON-DIR/ VIS 20110520 (290)

ASSEMBLEA GENERALE DI CARITAS INTERNATIONALIS

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2011 (VIS). Dal 22 al 27 maggio si terrà a Roma, nei locali della Domus Mariae Palazzo Carpegna, la XIX Assemblea Generale di “Caritas Internationalis”. Circa 300 delegati celebreranno il 60° anniversario di fondazione della Confederazione. I partecipanti saranno ricevuti in Udienza dal Santo Padre e, nel giorno dell’apertura, il Cardinale Segretario di Stato presiederà la celebrazione eucaristica.

“Caritas Internationalis” raggruppa 165 “Caritas” nazionali e mira anzitutto a coordinare il loro intervento in caso di emergenze e di crisi. Attualmente è presieduta dal Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa. Nel 2004 il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II le ha accordato la personalità canonica giuridica pubblica, sia in ragione della natura delle “Caritas” nazionali e diocesane, che sono l’organo ufficiale della carità dei Vescovi, sia in riconoscimento dei grandi servizi che la Confederazione svolge da decenni per il bene della Chiesa intera e dell’umanità.

L’attribuzione della personalità giuridica pubblica ha comportato la necessità di adeguare ad essa gli statuti, perché riflettano la natura e la finalità di “Caritas Internationalis” e la sua missione. L’Assemblea sarà un momento prezioso per presentare il lavoro svolto in detto ambito e, a norma degli statuti ora in vigore, per procedere a rinnovare gli uffici direttivi della Confederazione. Nel corso dell’incontro si rifletterà anche sul piano di lavoro di “Caritas Internationalis” per i prossimi 4 anni.
.../ VIS 20110520 (240)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Noel Fahey, Ambasciatore di Irlanda, in visita di congedo

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo John Barwa, di Cuttack-Bhubaneswar, con l'emerito Arcivescovo Raphael Cheenath, S.V.D..

- Il Vescovo Stephen M. Tiru, di Khunti.

- Il Vescovo Aleixo das Neves Dias, di Port Blair.

- Il Vescovo Vincent Barwa, di Simdega.

- Il Vescovo Victor Henry Thakur, di Bettiah.

- Il Vescovo Kurien Valiakandathil, di Bhagalpur.

- Il Vescovo Sebastian Kallupura, Vescovo di Buxar.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/ VIS 20110520 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Vincente Long Van Nguyen, O.F.M.Conv., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.844.000; cattolici: 1.085.000; sacerdoti: 561; religiosi: 1.737; diaconi permanenti: 1), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Dong Nai (Viêt Nam), è entrato nell’Ordine dei Francescani Conventuali nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. È stato finora Consigliere Generale della Federazione dell’Ordine dei Francescani Conventuali per Asia ed Australia.
NEA/ VIS 20110520 (80)

giovedì 19 maggio 2011

75° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE “TERESIANUM” ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto gli studenti della Pontificia Facoltà Teologica “Teresianum” di Roma, di cui quest’anno ricorre il 75° anniversario di fondazione.

Nel ricordare la ricchezza di spirituale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, il Papa ha sottolineato il “vasto movimento di rinnovamento originato nella Chiesa dalla testimonianza dei santi Teresa di Gesù e Giovanni della Croce” ed ha affermato: “Esso suscitò quel riaccendersi di ideali e di fervori di vita contemplativa che nel sedicesimo secolo ha, per così dire, infiammato l’Europa e il mondo intero”.

“Cari studenti, sulla scia di questo carisma si colloca anche il vostro lavoro di approfondimento antropologico e teologico, il compito di penetrare il mistero di Cristo, con quella intelligenza del cuore che è insieme un conoscere e un amare; ciò esige che Gesù sia posto al centro di tutto, dei vostri affetti e pensieri, del vostro tempo di preghiera, di studio e di azione, di tutto il vostro vivere”.

“Siate consapevoli” – ha proseguito il Pontefice – “che questi anni di studio sono un dono prezioso della Provvidenza divina; dono che va accolto con fede e vissuto diligentemente, come una irripetibile opportunità per crescere nella conoscenza del mistero di Cristo”.

“Grande importanza riveste, nel contesto attuale” – ha segnalato il Papa – “lo studio approfondito della spiritualità cristiana a partire dai suoi presupposti antropologici. La specifica preparazione che esso fornisce è certamente importante perché rende idonei e abilita all’insegnamento di questa disciplina, ma costituisce una grazia ancor più grande per il bagaglio sapienziale che porta con sé in ordine al delicato compito della direzione spirituale”.

“Ancora oggi la Chiesa continua a raccomandare la pratica della direzione spirituale”, ha sottolineato il Papa che ha poi affermato: “Ognuno, infatti, e in modo particolare quanti hanno accolto la chiamata divina ad una sequela più prossima, necessita di essere accompagnato personalmente da una guida sicura nella dottrina ed esperta nelle cose di Dio; essa può aiutare a guardarsi da facili soggettivismi, mettendo a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze vissute nella sequela di Gesù”.

“Fate tesoro di quanto avete appreso in questi anni di studio” – ha esortato il Pontefice – “per accompagnare quanti la provvidenza divina vi affiderà, aiutandoli nel discernimento degli spiriti e nella capacità di assecondare le mozioni dello Spirito Santo, con l’obiettivo di condurli alla pienezza della grazia, ‘fino a raggiungere - come dice san Paolo - la misura della pienezza di Cristo’”.

“Qui a Roma il vostro cuore e la vostra intelligenza sono provocati ad aprirsi alla dimensione universale della Chiesa, sono stimolati a ‘sentire cum Ecclesia’, in profonda sintonia con il Successore di Pietro. Vi esorto, pertanto” – ha concluso il Papa – “a vivere una sempre maggiore e più appassionata capacità di amare e di servire la Chiesa”.
AC/ VIS 20110519 (470)

GIOVANI PROTAGONISTI XLV GIORNATA MONDIALE PACE

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2011 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, reso pubblico oggi, rende noto che il tema scelto dal Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace il prossimo 1° gennaio 2012, è: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”.

“Il tema entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell’affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo”.

“Risulta quindi un dovere delle presenti generazioni quello di porre le future nelle condizioni di esprimere in maniera libera e responsabile l’urgenza per un ‘mondo nuovo’. La Chiesa accoglie i giovani e le loro istanze come il segno di una sempre promettente primavera ed indica loro Gesù come modello di amore che rende ‘nuove tutte le cose’ (Ap 21,5)”.

“I responsabili della cosa pubblica sono chiamati ad operare affinché istituzioni, leggi e ambienti di vita siano pervasi da umanesimo trascendente che offra alle nuove generazioni opportunità di piena realizzazione e lavoro per costruire la civiltà dell’amore fraterno coerente alle più profonde esigenze di verità, di libertà, di amore e di giustizia dell’uomo”.

“Di qui, allora, la dimensione profetica del tema scelto dal Santo Padre, che si inserisce nel solco della ‘pedagogia della pace’ tracciato da Giovanni Paolo II nel 1985 (‘La pace ed i giovani camminano insieme’), nel 1979 (‘Per giungere alla pace, educare alla pace’) e nel 2004 (‘Un impegno sempre attuale: educare alla pace’)”.

“I giovani dovranno essere operatori di giustizia e di pace in un mondo complesso e globalizzato. Ciò rende necessaria una nuova ‘alleanza pedagogica’ di tutti i soggetti responsabili. Il tema preannuncia una preziosa tappa del Magistero proposto da Benedetto XVI nei Messaggi per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, iniziato nel segno della verità (2006: ‘Nella verità la pace’), proseguito con le riflessioni sulla dignità dell’uomo (2007: ‘Persona umana, cuore della pace’), sulla famiglia umana (2008: ‘Famiglia umana, comunità di pace’), sulla povertà (2009: ‘Combattete la povertà, costruire la pace’), sulla custodia del creato (2010: ‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’) e sulla libertà religiosa (2011: ‘Libertà religiosa, via per la pace’), e che ora si rivolge alle menti e ai cuori pulsanti dei giovani: ‘Educare i giovani alla giustizia e alla pace’”.
MESS/ VIS 20110519 (410)

PRESA DI POSSESSO DIACONIA CARDINALE SARDI

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2011 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato questa mattina che martedì 24 maggio, alle 18:15, il Cardinale Paolo Sardi, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria Ausiliatrice in Via Tuscolana, Piazza di Santa Maria Ausiliatrice, 54.
OCL/ VIS 20110519 (60)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate otto Presuli della Conferenza Episcopale dell’India in Visita “ad Limina Apostolorum:

- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi, con l’Ausiliare Vescovo Binay Kandulna.

- L’Arcivescovo William D'Souza, S.I., di Patna.

- Il Vescovo Gabriel Kujur, S.I., di Daltonganj.

- Il Vescovo Julius Marandi, di Dumka.

- Il Vescovo Paul Alois Lakra, di Gumla.

- Il Vescovo Charles Soreng, S.I., di Hazaribag.

- Il Vescovo Felix Toppo, S.I., di Jamshedpur.
AL/ VIS 20110519 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 350° anniversario del Santuario Mariano di Werl (Arcidiocesi di Paderborn, Germania), che avranno luogo il 2 luglio.

- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione:

il Monsignore Fernando Ocáriz (Spagna), Vicario Generale della Prelatura personale dell'Opus Dei; Don Pascual Chávez Villanueva (Messico), Rettore Maggiore della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, Presidente dell'Unione dei Superiori Generali; il Sacerdote Julián Carrón (Spagna), Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Consigliere ecclesiastico dell'Associazione ecclesiale ‘Memores Domini’; il Padre François Xavier Dumortier, S.I. (Francia), Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana in Roma; il Sacerdote Pierangelo Sequeri (Italia), Vice Preside e Docente ordinario di Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Docente incaricato di Estetica del sacro presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano; Suor Sara Butler (Stati Uniti d'America), dell'Ordine delle “Missionary Servants of the Most Blessed Trinità”, Docente di Teologia dogmatica presso l'Università “St. Mary of the Lake”, Seminario di Mundelein; Suor Mary Lou Wirtz, F.C.J.M. (Stati Uniti d'America), Superiora Generale delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, Presidente dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali; la Dottoressa Chiara Amirante (Italia), Fondatrice e Responsabile dell'Associazione "Nuovi Orizzonti"; il Signor Kiko Argüello (Spagna), Responsabile dell'Équipe Internazionale del Cammino Neocatecumenale; la Professoressa Lucetta Scaraffia (Italia), Docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza in Roma.
NA/ VIS 20110519 (260)

mercoledì 18 maggio 2011

NELLA PREGHIERA QUOTIDIANA CHIEDIAMO SALVEZZA UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2011 (VIS). Dopo aver riflettuto, nelle due scorse catechesi, sulla preghiera come fenomeno universale, il Papa ha iniziato questa mattina “un percorso biblico su questo tema, che ci guiderà” – ha detto – “ad approfondire il dialogo di alleanza tra Dio e l’uomo che anima la storia della salvezza, fino al culmine, alla parola definitiva che è Gesù Cristo”.

Rivolgendosi ai pellegrini presenti all’Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha spiegato: “Sarà Abramo, il grande patriarca, padre di tutti i credenti, ad offrirci un primo esempio di preghiera, nell’episodio dell’intercessione per le città di Sodoma e Gomorra”, quando Dio annuncia il suo proposito di distruggere le due città per “la malvagità degli abitanti”.

“La richiesta di Abramo è ancora più seria e più profonda, perché non si limita a domandare la salvezza per gli innocenti. Abramo chiede il perdono per tutta la città e lo fa appellandosi alla giustizia di Dio (...) che cerca il bene e lo crea attraverso il perdono che trasforma il peccatore, lo converte e lo salva”.

“Il pensiero di Abramo, che sembra quasi paradossale, si potrebbe sintetizzare così: ovviamente non si possono trattare gli innocenti come i colpevoli, questo sarebbe ingiusto, bisogna invece trattare i colpevoli come gli innocenti, mettendo in atto una giustizia ‘superiore’, offrendo loro una possibilità di salvezza, perché se i malfattori accettano il perdono di Dio e confessano la colpa lasciandosi salvare, non continueranno più a fare il male, diventeranno anch’essi giusti, senza più necessità di essere puniti”.

Nel sottolineare che: “È il perdono che interrompe la spirale del peccato, e Abramo, nel suo dialogo con Dio, si appella esattamente a questo”, il Santo Padre ha affermato: “Attraverso l’intercessione, la preghiera a Dio per la salvezza degli altri, si manifesta e si esprime il desiderio di salvezza che Dio nutre sempre verso l’uomo peccatore. Il male, infatti, non può essere accettato, deve essere segnalato e distrutto attraverso la punizione: la distruzione di Sodoma aveva appunto questa funzione. Ma il Signore non vuole la morte del malvagio, vuole che egli si converta e viva; il suo desiderio è sempre quello di perdonare, salvare, dare vita, trasformare il male in bene”.

“Serve dunque una trasformazione dall’interno” – ha sottolineato il Papa – “un qualche appiglio di bene, un inizio da cui partire per tramutare il male in bene, l’odio in amore, la vendetta in perdono”.

“Ma la misericordia di Dio nella storia del suo popolo si allarga ulteriormente. (...) L’infinito e sorprendente amore divino sarà pienamente manifestato quando il Figlio di Dio si farà uomo, il Giusto definitivo, il perfetto Innocente, che porterà la salvezza al mondo intero morendo sulla croce, perdonando e intercedendo per coloro che ‘non sanno quello che fanno’. Allora la preghiera di ogni uomo troverà la sua risposta, allora ogni nostra intercessione sarà pienamente esaudita”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Pontefice – “la supplica di Abramo, nostro padre nella fede, ci insegni ad aprire sempre di più il cuore alla misericordia sovrabbondante di Dio, perché nella preghiera quotidiana sappiamo desiderare la salvezza dell’umanità e chiederla con perseveranza e con fiducia al Signore che è grande nell’amore”.
AG/ VIS 20110518 (540)

CATTOLICI DEL MONDO SI IMPEGNINO PREGARE CHIESA CINA

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2011 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questa mattina, tenutasi in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato la Chiesa in Cina. Martedì prossimo, 24 maggio, giorno dedicato alla memoria liturgica della Beata Maria Vergine, Aiuto dei Cristiani, venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai, il Papa ha invitato i fedeli di tutto il mondo ad unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina.

Mentre aumenta il numero di cattolici in Cina, Cristo, come in altri luoghi del mondo, continua ad essere “rifiutato, ignorato o perseguitato”. Il Santo Padre ha invitato “tutti i cattolici cinesi a continuare e a intensificare la propria preghiera, soprattutto a Maria, Vergine forte. Ma anche per tutti i cattolici del mondo pregare per la Chiesa che è in Cina deve essere un impegno: quei fedeli hanno diritto alla nostra preghiera, hanno bisogno della nostra preghiera”.

“I cattolici cinesi, come hanno detto molte volte, vogliono l’unità con la Chiesa universale, con il Pastore supremo, con il Successore di Pietro. Con la preghiera possiamo ottenere per la Chiesa in Cina di rimanere una, santa e cattolica, fedele e ferma nella dottrina e nella disciplina ecclesiale”.

“Sappiamo che, fra i nostri fratelli Vescovi, ci sono alcuni che soffrono e sono sotto pressione nell’esercizio del loro ministero episcopale. A loro, ai sacerdoti e a tutti i cattolici che incontrano difficoltà nella libera professione di fede esprimiamo la nostra vicinanza. Con la nostra preghiera possiamo aiutarli a trovare la strada per mantenere viva la fede, forte la speranza, ardente la carità verso tutti ed integra l’ecclesiologia che abbiamo ereditato dal Signore e dagli Apostoli”.

“A Maria” – ha detto infine il Santo Padre – “chiedo di illuminare quelli che sono nel dubbio, di richiamare gli smarriti, di consolare gli afflitti, di rafforzare quanti sono irretiti dalle lusinghe dell’opportunismo”.
AG/ VIS 20110518 (320)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Cali (Colombia) presentata dal Arcivescovo Juan Francisco Sarasti Jaramillo, C.I.M., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Dario de Jesús Monsalve Mejía, finora Coadiutore delle medesima Arcidiocesi Metropolitana.
RE/ VIS 20110518 (60)

martedì 17 maggio 2011

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2011 (VIS). Il 4 e 5 giugno prossimo, il Santo Padre Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico in Croazia, in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate. Questa mattina sono state pubblicate le statistiche della Chiesa cattolica in Croazia. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2009, sono a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

La Croazia, la cui capitale è Zagabria, conta una popolazione di 4.429.000 abitanti, dei quali 3.981.000 cattolici; l’89,88% della popolazione. Il Paese ha 17 circoscrizioni ecclesiastiche e 1.598 parrocchie. I Vescovi sono attualmente 25, i sacerdoti 2.343, i religiosi 3.711, i membri laici di Istituti Secolari sono 44 e 1.912 i catechisti. I seminaristi minori sono 149 e i maggiori 438.

Un totale di 13.362 studenti frequentano i 41 centri di istruzione diretti da ecclesiastici, dalle scuole materne all’università. In Croazia i centri caritativi e sociali di proprietà della Chiesa o diretti da ecclesiastici o religiosi, contano: 1 ambulatorio; 30 case per anziani, invalidi e minorati; 53 orfanotrofi e asili nido; 14 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita; 16 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 6 istituzione di altri tipo.
PV-CROAZIA/ VIS 20110517 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre riceverà questo pomeriggio in udienza l’Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110517 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Vila Real (Portogallo), presentata dal Vescovo Joaquim Gonçalves, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Amândio José Tomás, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Robert Daniel Colon, Vescovo di Joliet in Illinois (superficie: 10.920; popolazione: 1.904.000; cattolici: 655.415; sacerdoti: 283; religiosi: 669; diaconi permanenti: 209), Stati Uniti d’America. È stato finora Vescovo di Steubenville (Stati Uniti d’America).
RE:NER/ VIS 20110517 (90)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, Arcivescovo emerito di Valencia (Spagna), il 1° maggio, all’età di 80 anni.

- Il Vescovo Luigi Del Gallo Roccagiovine, già Delegato del Pontificio Consiglio per i Laici per lo Scoutismo Cattolico (Italia), il 12 maggio, all’età di 88 anni.

- L’Arcivescovo Gheorghe Gutiu, Vescovo emerito di Cluj-Gherla dei Romeni (Romania), l’8 maggio, all’età di 87 anni.

- L’Arcivescovo Jacques Georges Habib Hafouri, emerito di Hassaké-Nisibi (Siria), il 4 maggio, all’età di 94 anni.

- L’Arcivescovo Albert Kanene Obiefuna, emerito di Onitsha (Nigeria), l’11 maggio, all’età di 81 anni.
.../ VIS 20110517 (120)

lunedì 16 maggio 2011

CHIESA NON PUÒ VENIR MENO MISSIONE EVANGELIZZATRICE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i partecipanti all’Assemblea Generale delle Pontificie Opere Missionarie, Dicastero che dipende dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

“La Chiesa” – ha detto il Papa nel suo discorso – “deve rinnovare costantemente il suo impegno di portare Cristo, di prolungare la sua missione messianica per l’avvento del Regno di Dio, Regno di giustizia, di pace, di libertà, di amore. (...) È necessario pertanto continuare con rinnovato entusiasmo l’opera di evangelizzazione (...) per condurre gli uomini alla vera libertà dei figli di Dio contro ogni forma di schiavitù. È necessario gettare le reti del Vangelo nel mare della storia per portare gli uomini verso la terra di Dio”.

“Ma perché vi sia un deciso impegno nell’evangelizzazione” – ha proseguito il Pontefice – “è necessario che i singoli cristiani come le comunità credano veramente che ‘la Parola di Dio è la verità salvifica di cui ogni uomo in ogni tempo ha bisogno’. Se questa convinzione di fede non è profondamente radicata nella nostra vita, non potremo sentire la passione e la bellezza di annunciarla”.

“Tutti devono essere coinvolti nella ‘missio ad gentes’: Vescovi, presbiteri, religiosi e religiose, laici” – ha ribadito il Santo Padre – “Occorre, pertanto, prestare particolare cura affinché tutti i settori della pastorale, della catechesi, della carità siano caratterizzati dalla dimensione missionaria: la Chiesa è missione”.

“Condizione fondamentale per l’annuncio” – ha affermato il Papa – “è lasciarsi afferrare completamente da Cristo, Parola di Dio incarnata (...) Solo radicati profondamente in Cristo e nella sua Parola si è capaci di non cedere alla tentazione di ridurre l’evangelizzazione ad un progetto solo umano, sociale, nascondendo o tacendo la dimensione trascendente della salvezza offerta da Dio in Cristo. È una Parola che deve essere testimoniata e proclamata esplicitamente, perché senza una testimonianza coerente essa risulta meno comprensibile e credibile”.

“Il ministero dell’evangelizzazione è affascinante ed esigente: richiede amore per l’annuncio e la testimonianza, un amore così totale che può essere segnato anche dal martirio. La Chiesa non può venire meno alla sua missione di portare la luce di Cristo, di proclamare il lieto annuncio del Vangelo, anche se ciò comporta la persecuzione. È parte della sua stessa vita, come lo è stato per Gesù. I cristiani non devono avere timore, anche se ‘sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede’”

“Cari amici” – ha concluso il Pontefice – “vi ringrazio per il lavoro di animazione e formazione missionaria che, come direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, svolgete nelle vostre Chiese locali. Le Pontificia Opere Missionaria (...) restano uno strumento privilegiato per la cooperazione missionaria e per una proficua condivisione del personale e delle risorse finanziarie tra le Chiese”.
AC/ VIS 20110516 (430)

CALENDARIO ATTIVITÀ SANTO PADRE MAGGIO-SETTEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle attività e dei viaggi del Santo Padre nei mesi da maggio a settembre:

MAGGIO:

- Giovedì 26: Nella Basilica di Santa Maria Maggiore, alle 17:30, Santo Rosario con i Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana e consacrazione dell’Italia alla Vergine Maria in occasione del 150° anniversario dell’unità politica del Paese.

GIUGNO

- Sabato 4 – Domenica 5: Viaggio Apostolico in Croazia.

- Domenica 12: Solennità di Pentecoste. Alle 9:30 nella Basilica Vaticana, Santa Messa.

- Domenica 19: Solennità della Santissima Trinità. Visita pastorale alla Repubblica di San Marino.

- Giovedì 23: Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 19:30, Santa Messa, Processione a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica.

- Mercoledì 29: Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana, Santa Messa e imposizione del Pallio ai nuovi Metropoliti.

AGOSTO

- Lunedì 15: Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Alle 8:00, Santa Messa, nella Chiesa Parrocchiale di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo.

- Giovedì 18-Domenica 21: Viaggio Apostolico a Madrid (Spagna), in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù.
SETTEMBRE

Domenica 11: Visita Pastorale ad Ancona.

Giovedì 22-Domenica 25: Viaggio Apostolico in Germania.
OCL/ VIS 20110516 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Professor Guzmán Carriquiry, Segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, finora Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici.
NA/ VIS 20110516 (40)

PROMUOVERE VOCAZIONI SACERDOZIO E VITA CONSACRATA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2011 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Cæli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Nel commentare la pagina evangelica di questa IV Domenica di Pasqua che “ci presenta una delle icone più belle che, sin dai primi secoli della Chiesa, hanno raffigurato il Signore Gesù: quella del Buon Pastore”, il Santo Padre ha detto: “L’atteggiamento del gregge verso il Buon Pastore, Cristo, è presentato dall’Evangelista con due verbi specifici: ascoltare e seguire. Questi termini designano le caratteristiche fondamentali di coloro che vivono la sequela del Signore. Innanzitutto l’ascolto della sua Parola, dal quale nasce e si alimenta la fede. Solo chi è attento alla voce del Signore è in grado di valutare nella propria coscienza le giuste decisioni per agire secondo Dio. Dall’ascolto deriva, quindi, il seguire Gesù: si agisce da discepoli dopo aver ascoltato e accolto interiormente gli insegnamenti del Maestro, per viverli quotidianamente”.

“In questa domenica” – ha proseguito il Santo Padre – “viene dunque spontaneo ricordare a Dio i Pastori della Chiesa, e coloro che si stanno formando per diventare Pastori. Vi invito pertanto a una speciale preghiera per i Vescovi – compreso il Vescovo di Roma! –, per i parroci, per tutti coloro che hanno responsabilità nella guida del gregge di Cristo, affinché siano fedeli e saggi nel compiere il loro ministero. In particolare, preghiamo per le vocazioni al sacerdozio in questa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, affinché non manchino mai validi operai nella messe del Signore”.

“Settant’anni or sono” – ha ricordato Papa Benedetto XVI – “il Venerabile Pio XII istituì la Pontificia Opera per le vocazioni sacerdotali. La felice intuizione del mio Predecessore si fondava sulla convinzione che le vocazioni crescono e maturano nelle Chiese particolari, facilitate da contesti familiari sani e irrobustiti da spirito di fede, di carità e di pietà. Nel messaggio inviato per questa Giornata Mondiale ho sottolineato che una vocazione si compie quando si esce ‘dalla propria volontà chiusa e dalla propria idea di autorealizzazione, per immergersi in un’altra volontà, quella di Dio, lasciandosi guidare da essa’”.

“Anche in questo tempo, nel quale la voce del Signore rischia di essere sommersa in mezzo a tante altre voci, ogni comunità ecclesiale” – ha concluso Benedetto XVI - “è chiamata a promuovere e curare le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Gli uomini infatti hanno sempre bisogno di Dio, anche nel nostro mondo tecnologico, e ci sarà sempre bisogno di Pastori che annunciano la sua Parola e fanno incontrare il Signore nei Sacramenti”.
ANG/ VIS 20110516 (450)

APPELLO CESSAZIONE VIOLENZE LIBIA E SIRIA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2011 (VIS). Al termine della recita del Regina Coeli, il Santo Padre ha detto: “Continuo a seguire con grande apprensione il drammatico conflitto armato che, in Libia, ha causato un elevato numero di vittime e di sofferenze, soprattutto fra la popolazione civile. Rinnovo un pressante appello perché la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza, con l’aiuto degli Organismi internazionali che si stanno adoperando nella ricerca di una soluzione alla crisi. Assicuro, inoltre, la mia orante e commossa partecipazione all’impegno con cui la Chiesa locale assiste la popolazione, in particolare tramite le persone consacrate presenti negli ospedali”.

Nel riferirsi alla Siria il Santo Padre ha detto: “Il mio pensiero va anche alla Siria, dove è urgente ripristinare una convivenza improntata alla concordia e all’unità. Chiedo a Dio che non ci siano ulteriori spargimenti di sangue in quella Patria di grandi religioni e civiltà, ed invito le Autorità e tutti i cittadini a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca del bene comune e nell’accoglienza delle legittime aspirazioni a un futuro di pace e di stabilità”.

“Cari fratelli e sorelle, la beatificazione del Papa Giovanni Paolo II” – ha concluso il Papa – “ha avuto una risonanza mondiale. Vi sono altri testimoni esemplari di Cristo, molto meno noti, che la Chiesa addita con gioia alla venerazione dei fedeli. Oggi, a Würzburg, in Germania, è proclamato beato Georg Häfner, sacerdote diocesano, morto martire nel campo di concentramento di Dachau; e sabato 7 maggio scorso, a Pozzuoli, è stato beatificato un altro presbitero, Giustino Maria Russolillo, fondatore della Società delle Divine Vocazioni. Ringraziamo il Signore perché non fa mancare santi sacerdoti alla sua Chiesa!”.
ANG/ VIS 20110516 (290)

VESCOVI INDIA: LIBERTÀ DI RELIGIONE E DI CULTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”

“Le rivelazione definitiva di Dio che viene a noi in Gesù Cristo” – ha detto il Papa nel suo discorso – “e che i credenti nel mondo gioiosamente proclamano, è espressa in modo particolare nelle Sacre Scritture e nella vita sacramentale della Chiesa. (...) La rivelazione cristiana, accettata liberamente e con l’azione della grazia di Dio, trasforma gli uomini e le donne nell’intimo e stabilisce una meravigliosa relazione redentrice con Dio, il nostro Padre celeste, attraverso Cristo, nello Spirito Santo. Questo è il cuore del messaggio che noi insegniamo, questo è il grande dono che noi offriamo nella carità al nostro prossimo: una condivisione della vita di Dio”.

“Nella Chiesa, i primi passi dei credenti sulla via di Cristo devono essere sempre accompagnati da una solida catechesi che permetta loro di fiorire nella fede, nell’amore e nel servizio. (...) Nel riconoscere che la catechesi è distinta dalla speculazione teologica, i sacerdoti, i religiosi e i catechisti laici devono sapere come comunicare con chiarezza e amorosa devozione la bellezza che trasforma la vita e l’insegnamento cristiano, che permette ed arricchisce l’incontro con Cristo stesso. Ciò è particolarmente vero nella preparazione dei fedeli all’incontro con Nostro Signore nei sacramenti”.

Nel riferirsi alla particolarità dell’India nella quale si trovano “alcune antiche religioni, incluso il Cristianesimo”, Benedetto XVI ha sottolineato che: “La vita cristiana in queste società esige onestà e sincerità sul proprio credo, e rispetto per il credo del proprio vicino. La presentazione del Vangelo in tali circostanze, comporta il delicato processo dell’inculturazione. (...) Tale processo esige che i sacerdoti, i religiosi e i catechisti laici impieghino attentamente i linguaggi ed i costumi più appropriati dei popoli, ai quali prestano il loro servizio, nel presentare la Buona Novella. (...) Miei cari fratelli Vescovi, siete chiamati a controllare questo processo con fedeltà al ‘depositum fidei’ che è stato a noi trasmesso, per conservarlo e trasmetterlo”.

Relativamente al dialogo interreligioso il Papa ha ricordato: “Sono al corrente delle difficili circostanze che dovete affrontare nello sviluppo del dialogo con chi appartiene ad altri credi religiosi, mentre cercate di incoraggiare una atmosfera di tollerante interazione. Il vostro dialogo deve essere caratterizzato da un costante sguardo a ciò che è vero, per promuovere il rispetto reciproco ed evitare sembianze di sincretismo”.

“Mentre i cristiani indiani cercano di vivere in pace ed armonia con i loro vicini di altre religioni, la vostra prudente guida è fondamentale nella missione di azione morale e civile per la salvaguardia dei diritti umani fondamentali, della libertà di religione e della libertà di culto. Come sapete questi diritti si fondano sulla comune dignità di tutti gli uomini e sono riconosciuti dal concerto delle Nazioni”.

“Vi incoraggio ad operare con pazienza per stabilire il terreno comune necessario per godere armoniosamente dei diritti fondamentali nelle vostre comunità. Anche se incontra opposizione, la carità e la pazienza del cristiano devono servire a convincere gli altri della giustezza della tolleranza religiosa, dalla quale traggono beneficio anche i seguaci di altre religioni”.
AL/ VIS 20110516 (520)

SINTESI CULTURALI UMANISTICHE APERTE ALLA TRASCENDENZA

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i partecipanti al Congresso mondiale promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace nel 50° anniversario dell’Enciclica ‘Mater et magistra’ del Beato Giovanni XXIII.

“La verità, l’amore, la giustizia, additati dalla ‘Mater et magistra’” – ha detto il Papa nel suo discorso – “assieme al principio della destinazione universale dei beni, quali criteri fondamentali per superare gli squilibri sociali e culturali, rimangono i pilastri per interpretare ed avviare a soluzione anche gli squilibri interni all’odierna globalizzazione. A fronte di questi squilibri c’è bisogno del ripristino di una ‘ragione integrale’ che faccia rinascere il pensiero e l’etica. (...) Occorre sviluppare sintesi culturali umanistiche aperte alla Trascendenza mediante una nuova evangelizzazione”.

“Dai vari squilibri globali, che caratterizzano la nostra epoca, vengono alimentate disparità, differenze di ricchezza, ineguaglianze, che creano problemi di giustizia e di equa distribuzione delle risorse e delle opportunità, specie nei confronti dei più poveri”.

“Non sono meno preoccupanti” – ha sottolineato il Pontefice – “i fenomeni legati ad una finanza che, dopo la fase più acuta della crisi, è tornata a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti. (...) Analogamente, l’aumento dei prezzi delle risorse energetiche primarie, (...) finiscono per avere conseguenze negative sull’ambiente, nonché sull’uomo stesso”.

“La questione sociale odierna” – ha proseguito il Pontefice – “è senza dubbio questione di ‘giustizia sociale’ mondiale, (...) è, inoltre, questione di distribuzione equa delle risorse materiali ed immateriali, di globalizzazione della democrazia sostanziale, sociale e partecipativa. Per questo (...) è indispensabile che la nuova evangelizzazione del sociale evidenzi le implicanze di una giustizia che va realizzata a livello universale. Con riferimento alla fondazione di tale giustizia va sottolineato che non è possibile realizzarla poggiandosi sul mero consenso sociale, senza riconoscere che questo, per essere duraturo, deve essere radicato nel bene umano universale”.

Relativamente alla Dottrina Sociale della Chiesa, il Papa ha affermato che per la sua diffusione la Chiesa “conta anche sull’attività delle sue istituzioni culturali, sui programmi di istruzione religiosa e di catechesi sociale delle parrocchie, sui mass media e sull’opera di annuncio e di testimonianza dei ‘christifideles laici’. Questi debbono essere preparati spiritualmente, professionalmente ed eticamente”.

“Importanti istituzioni a servizio della nuova evangelizzazione del sociale sono” – ha concluso il Santo Padre – “oltre alle associazioni di volontariato e alle organizzazioni non governative cristiane o di ispirazione cristiana, le Commissioni Giustizia e Pace, gli Uffici per i problemi sociali e il lavoro, i Centri e gli Istituti di Dottrina sociale”.

AC/ VIS 20110516 (420)

CIRCOLARE LINEE GUIDA PER I CASI DI ABUSO SESSUALE SU MINORI

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2011 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica oggi la Lettera Circolare alle Conferenze Episcopali sulle linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici.

Il Documento, che porta la firma del Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e dell’Arcivescovo Luis F. Ladaira, S.I., Segretario della medesima Congregazione, è datata 3 maggio 2011.

“Tra le importanti responsabilità del Vescovo diocesano al fine di assicurare il bene comune dei fedeli e, specialmente, la protezione dei bambini e dei giovani, c’è il dovere di dare una risposta adeguata ai casi eventuali di abuso sessuale su minori commesso da chierici nella sua diocesi. Tale risposta comporta l’istituzione di procedure adatte ad assistere le vittime di tali abusi, nonché la formazione della comunità ecclesiale in vista della protezione dei minori. Detta risposta dovrà provvedere all’applicazione del diritto canonico in materia, e, allo stesso tempo, tener conto delle disposizioni delle leggi civili.

I. Aspetti generali:

a) Le vittime dell’abuso sessuale:

La Chiesa, nella persona del Vescovo o di un suo delegato, deve mostrarsi pronta ad ascoltare le vittime ed i loro familiari e ad impegnarsi per la loro assistenza spirituale e psicologica. Nel corso dei suoi viaggi apostolici, il Santo Padre Benedetto XVI ha dato un esempio particolarmente importante con la sua disponibilità ad incontrare ed ascoltare le vittime di abuso sessuale. In occasione di questi incontri, il Santo Padre ha voluto rivolgersi alle vittime con parole di compassione e di sostegno, come quelle contenute nella sua Lettera Pastorale ai Cattolici d’Irlanda (n.6): “Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata.”

b) La protezione dei minori

In alcune nazioni sono stati iniziati in ambito ecclesiale programmi educativi di prevenzione, per assicurare “ambienti sicuri” per i minori. Tali programmi cercano di aiutare i genitori, nonché gli operatori pastorali o scolastici, a riconoscere i segni dell’abuso sessuale e ad adottare le misure adeguate. I suddetti programmi spesso hanno meritato un riconoscimento come modelli nell’impegno per eliminare i casi di abuso sessuale nei confronti di minori nelle società odierne.

c) La formazione di futuri sacerdoti e religiosi:

Nel 2002, Papa Giovanni Paolo II disse: “Non c’è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani” (n. 3, Discorso ai Cardinali Americani, 23 aprile 2002). Queste parole richiamano alla specifica responsabilità dei Vescovi, dei Superiori Maggiori e di coloro che sono responsabili della formazione dei futuri sacerdoti e religiosi. Le indicazioni fornite nell’Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis, nonché le istruzioni dei Dicasteri competenti della Santa Sede, acquistano una crescente importanza in vista di un corretto discernimento vocazionale e di una sana formazione umana e spirituale dei candidati. In particolare si farà in modo che essi apprezzino la castità e il celibato e le responsabilità della paternità spirituale da parte del chierico e possano approfondire la conoscenza della disciplina della Chiesa sull’argomento. Indicazioni più specifiche possono essere integrate nei programmi formativi dei seminari e delle case di formazione previste nella rispettiva Ratio institutionis sacerdotalis di ciascun nazione e Istituto di vita consacrata e Società di vita apostolica.
Inoltre, una diligenza particolare dev’essere riservata al doveroso scambio d’informazioni in merito a quei candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono da un seminario all’altro, tra diocesi diverse o tra Istituti religiosi e diocesi.
d) L’accompagnamento dei sacerdoti:

1. Il Vescovo ha il dovere di trattare tutti i suoi sacerdoti come padre e fratello. Il vescovo curi, inoltre, con speciale attenzione la formazione permanente del clero, soprattutto nei primi anni dopo la sacra Ordinazione, valorizzando l’importanza della preghiera e del mutuo sostegno nella fraternità sacerdotale. Siano edotti i sacerdoti sul danno recato da un chierico alla vittima di abuso sessuale e sulla propria responsabilità di fronte alla normativa canonica e civile, come anche a riconoscere quelli che potrebbero essere i segni di eventuali abusi da chiunque compiuti nei confronti dei minori;

2. I vescovi assicurino ogni impegno nel trattare gli eventuali casi di abuso che fossero loro denunciati secondo la disciplina canonica e civile, nel rispetto dei diritti di tutte le parti;

3. Il chierico accusato gode della presunzione di innocenza, fino a prova contraria, anche se il vescovo può cautelativamente limitarne l’esercizio del ministero, in attesa che le accuse siano chiarite. Se del caso, si faccia di tutto per riabilitare la buona fama del chierico che sia stato accusato ingiustamente.

e) La cooperazione con le autorità civili:

L’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile. Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale. Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche.

II. Breve resoconto della legislazione canonica in vigore concernente il delitto di abuso sessuale di minori compiuto da un chierico:

Il 30 aprile 2001, Papa Giovanni Paolo II promulgò il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela [SST], con il quale l’abuso sessuale di un minore di 18 anni commesso da un chierico venne inserito nell'elenco dei delicta graviora riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede [CDF]. La prescrizione per questo delitto venne fissata in 10 anni a partire dal compimento del 18 anno di età della vittima. La normativa del motu proprio vale sia per i chierici Latini che per i chierici Orientali, sia per il clero diocesano che per il clero religioso.

Nel 2003, l’allora Prefetto della CDF, il Card. Ratzinger, ottenne da Giovanni Paolo II la concessione di alcune facoltà speciali per offrire maggiore flessibilità nelle procedure penali per i delicta graviora, fra cui l’uso del processo penale amministrativo e la richiesta della dimissione ex officio nei casi più gravi. Queste facoltà vennero integrate nella revisione del motu proprio approvata dal Santo Padre Benedetto XVI il 21 maggio 2010. Nelle nuove norme, la prescrizione è di 20 anni, che nel caso di abuso su minore, si calcolano a partire dal compimento del 18 anno di età della vittima. La CDF può eventualmente derogare alla prescrizione in casi particolari. Venne anche specificato il delitto canonico dell’acquisto, detenzione o divulgazione di materiale pedopornografico.

La responsabilità nel trattare i casi di abuso sessuale nei confronti di minori spetta in un primo momento ai Vescovi o ai Superiori Maggiori. Se l’accusa appare verosimile, il Vescovo, il Superiore Maggiore o il loro delegato devono condurre un’indagine preliminare secondo il can. 1717 CIC, il can. 1468 CCEO e l’art. 16 SST.

Se l’accusa è ritenuta credibile, si richiede che il caso venga deferito alla CDF. Una volta studiato il caso, la CDF indicherà al Vescovo o al Superiore Maggiore i passi ulteriori da compiere. Al contempo, la CDF offrirà una guida per assicurare le misure appropriate, sia garantendo una procedura giusta nei confronti dei chierici accusati, nel rispetto del loro diritto fondamentale per la difesa, sia tutelando il bene della Chiesa, incluso il bene delle vittime. E’ utile ricordare che normalmente l’imposizione di una pena perpetua, come la dimissio dallo stato clericale, richiede un processo penale giudiziale. Secondo il diritto canonico (cf. can. 1342 CIC) gli Ordinari non possono decretare pene perpetue per mezzo di decreti extragiudiziali; a questo scopo devono rivolgersi alla CDF, alla quale spetterà il giudizio definitivo circa la colpevolezza e l’eventuale inidoneità del chierico per il ministero, nonché la conseguente imposizione della pena perpetua (SST Art. 21, §2).

Le misure canoniche applicate nei confronti di un chierico riconosciuto colpevole dell’abuso sessuale di un minorenne sono generalmente di due tipi:
1) misure che restringono il ministero pubblico in modo completo o almeno escludendo i contatti con minori. Tali misure possono essere accompagnate da un precetto penale;
2) le pene ecclesiastiche, fra cui la più grave è la dimissio dallo stato clericale.

In taluni casi, dietro richiesta dello stesso chierico, può essere concessa pro bono Ecclesiae la dispensa dagli obblighi inerenti allo stato clericale, incluso il celibato.

L’indagine preliminare e l’intero processo debbono essere svolti con il dovuto rispetto nel proteggere la riservatezza delle persone coinvolte e con la debita attenzione alla loro reputazione.
A meno che ci siano gravi ragioni in contrario, il chierico accusato deve essere informato dell’accusa presentata, per dargli la possibilità di rispondere ad essa, prima di deferire un caso alla CDF. La prudenza del Vescovo o del Superiore Maggiore deciderà quale informazione debba essere comunicata all’accusato durante l’indagine preliminare.

Compete al Vescovo o al Superiore Maggiore il dovere di provvedere al bene comune determinando quali misure precauzionali previste dal can. 1722 CIC e dal can. 1473 CCEO debbano essere imposte. Secondo l’art. 19 SST, ciò deve essere fatto una volta iniziata l’indagine preliminare.

Va infine ricordato che, qualora una Conferenza Episcopale, salva l’approvazione della Santa Sede, intenda darsi norme specifiche, tale normativa particolare deve essere intesa come complemento alla legislazione universale e non come sostituzione di quest’ultima. La normativa particolare deve perciò essere in armonia con il CIC / CCEO nonché con il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (30 aprile 2001) così come aggiornato il 21 maggio 2010. Nel caso in cui la Conferenza decidesse di stabilire norme vincolanti sarà necessario richiedere la recognitio ai competenti Dicasteri della Curia Romana.

III. Indicazioni agli Ordinari sul modo di procedere:

Le Linee guida preparate dalla Conferenza Episcopale dovrebbero fornire orientamenti ai Vescovi diocesani e ai Superiori Maggiori nel caso fossero informati di presunti abusi sessuali nei confronti di minori, compiuti da chierici presenti sul territorio di loro giurisdizione. Tali Linee guida tengano comunque conto delle seguenti osservazioni:

a.) il concetto di “abuso sessuale su minori” deve coincidere con la definizione del motu proprio SST art. 6 (“il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni”) , nonché con la prassi interpretativa e la giurisprudenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, tenendo conto delle leggi civili del Paese;

b.) la persona che denuncia il delitto deve essere trattata con rispetto. Nei casi in cui l’abuso sessuale sia collegato con un altro delitto contro la dignità del sacramento della Penitenza (SST, art. 4), il denunciante ha diritto di esigere che il suo nome non sia comunicato al sacerdote denunciato (SST, art 24);

c.) le autorità ecclesiastiche si impegnino ad offrire assistenza spirituale e psicologica alle vittime;

d.) l’indagine sulle accuse sia fatta con il dovuto rispetto al principio della privacy e della buona fama delle persone;

e.) a meno che ci siano gravi ragioni in contrario, già in fase di indagine previa, il chierico accusato sia informato delle accuse con l’opportunità di rispondere alle medesime;

f.) gli organi consultivi di sorveglianza e di discernimento dei singoli casi, previsti in qualche luogo, non devono sostituire il discernimento e la potestas regiminis dei singoli vescovi;

g.) le Linee guida devono tener conto della legislazione del Paese della Conferenza, in particolare per quanto attiene all’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili;

h.) in ogni momento delle procedure disciplinari o penali sia assicurato al chierico accusato un sostentamento giusto e degno;

i.) si escluda il ritorno del chierico al ministero pubblico se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità.

Conclusione:

Le Linee guida preparate dalle Conferenze Episcopali mirano a proteggere i minori e ad aiutare le vittime nel trovare assistenza e riconciliazione. Esse dovranno indicare che la responsabilità nel trattare i delitti di abuso sessuale di minori da parte dei chierici appartiene in primo luogo al Vescovo diocesano. Infine, le Linee guida dovranno portare ad un orientamento comune all’interno di una Conferenza Episcopale aiutando ad armonizzare al meglio gli sforzi dei singoli Vescovi nel salvaguardare i minori .
CDF/ VIS 20110516 (2020)

NOTA SU LETTERA CIRCOLARE CONGREGAZIONE DOTTRINA FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota del Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, che presenta la Lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede alle Conferenze Episcopali sulle Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici:

“La Congregazione per la Dottrina della Fede chiede a tutte le Conferenze Episcopali del mondo di preparare entro il maggio 2012 “Linee guida” per trattare i casi di abuso sessuale di minori da parte di membri del clero, in modo adatto alle concrete situazioni nelle diverse regioni del mondo.

Con una ‘Lettera circolare’ la Congregazione offre un’ampia serie di principi e indicazioni, che non solo faciliteranno la formulazione delle Linee guida e quindi l’uniformità dei comportamenti delle autorità ecclesiastiche nelle varie nazioni, ma ne garantiranno anche la coerenza a livello di Chiesa universale, pur rispettando le competenze dei Vescovi e dei Superiori religiosi.

L’attenzione prioritaria alle vittime, i programmi di prevenzione, la formazione dei seminaristi e la formazione permanente del clero, la cooperazione con le autorità civili, l’attuazione attenta e rigorosa della normativa canonica più aggiornata in materia sono gli orientamenti principali che devono strutturare le Linee guida in ogni parte del mondo.

***

Nei giorni scorsi la Congregazione per la Dottrina della Fede ha inviato a tutte le Conferenze Episcopali una “Lettera circolare per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici”.

La preparazione del documento era stata annunciata nel luglio scorso, in occasione della pubblicazione delle nuove norme di attuazione del Motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela” (cfr Nota P. F. Lombardi, in OR, 16.7.2010, 1, e www.vatican.va, Abuso sui minori, la risposta della Chiesa).

Il Cardinale William Levada, Prefetto del Dicastero, aveva poi informato sulla preparazione in occasione della riunione dei cardinali durante il Concistoro del novembre scorso (cfr Comunicato Sala Stampa sulla Sessione pomeridiana, 19.11.2010).

Il documento è accompagnato da una Lettera di presentazione, a firma del Card. Levada, che ne illustra la natura e le finalità.

In seguito all’aggiornamento delle norme sulla questione degli abusi sessuali da parte di membri del clero, approvato dal Papa lo scorso anno, si ritiene “opportuno che ciascuna Conferenza Episcopale prepari delle Linee guida”, allo scopo di “assistere i Vescovi nel seguire procedure chiare e coordinate quando si devono trattare i casi di abuso sessuale di minori”, tenendo conto delle situazioni concrete delle diverse regioni su cui si esercitano le giurisdizioni dei diversi episcopati.

A questo fine, la Lettera Circolare “presenta alcuni temi generali”, che andranno necessariamente adattati alle diverse realtà, ma che contribuiranno a garantire – appunto grazie alle Linee guida - un orientamento comune all’interno di una Conferenza episcopale e in certa misura anche da parte dei diversi episcopati.

Sul lavoro da compiere per la stesura delle nuove Linee guida o per la revisione di quelle già esistenti, la lettera di presentazione del Cardinale Levada dà anche due indicazioni operative: anzitutto di coinvolgere i Superiori Maggiori degli istituti religiosi clericali (in modo che si tenga conto non solo del clero diocesano, ma anche di quello religioso), e poi di inviare copia delle Linee guida alla Congregazione “entro la fine del mese di maggio del 2012”.

In conclusione, appaiono chiare due preoccupazioni:

1. Incoraggiare ad affrontare tempestivamente ed efficacemente il problema con indicazioni chiare, organiche, adatte alle situazioni locali, compresi i rapporti con le norme e le autorità civili. La indicazione di una data precisa e di un termine relativamente breve entro cui elaborare le Linee guida da parte di tutte le Conferenze Episcopali è evidentemente una indicazione molto forte ed eloquente.

2. Rispettare la competenza fondamentale dei Vescovi diocesani (e dei Superiori maggiori religiosi) nella materia (la formulazione della Circolare è molto attenta a ribadire questo aspetto: le Linee guida servono ad “aiutare i Vescovi diocesani e i Superiori maggiori”).

La Lettera Circolare in sé è breve, ma molto densa, e si articola in tre parti.

La Prima sviluppa una serie di indicazioni generali, fra cui in particolare:
L’attenzione prioritaria alle vittime dell’abuso sessuale: l’ascolto e l’assistenza
spirituale psicologica alle vittime e ai familiari.

Lo sviluppo di programmi di prevenzione per creare ambienti veramente sicuri per i minori.

La formazione dei futuri sacerdoti e religiosi e lo scambio di informazioni sui candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono.

L’accompagnamento dei sacerdoti, la loro formazione permanente e la formazione alle loro responsabilità nel campo degli abusi, il modo di seguirli quando siano accusati, di trattare secondo il diritto gli eventuali casi di abuso, la riabilitazione della buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente.

La cooperazione con le autorità civili nell’ambito delle rispettive competenze e l’osservan¬za “delle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale”.
La cooperazione va attuata non solo per abusi da parte del clero, ma anche di personale che operi in strutture ecclesiastiche.

La Seconda richiama le prescrizioni oggi vigenti della legislazione canonica, dopo l’aggiornamento del 2010.

Si richiama la competenza dei Vescovi e Superiori maggiori per l’indagine preliminare e, in caso di accusa credibile, l’obbligo di deferimento del caso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che offre le indicazioni per la trattazione del caso.

Si parla delle misure precauzionali da imporre e delle informazioni da dare all’accusato nel corso delle indagini preliminari.

Si richiamano le misure canoniche e le pene ecclesiastiche che possono essere applicate ai colpevoli, compresa la dimissione dallo stato clericale.

Si precisa infine il rapporto fra la legislazione canonica valida per tutta la Chiesa e le eventuali norme specifiche particolari aggiuntive che le Conferenze Episcopali ritenessero opportune o necessarie, e la procedura da seguire in tali casi.

La Terza ed ultima parte enumera una serie di osservazioni utili per formulare i concreti orientamenti operativi per i Vescovi e Superiori maggiori.

Tra l’altro, si ribadisce la necessità di offrire assistenza alle vittime; di trattare con rispetto il denunciante e garantire la privacy e la buona fama delle persone; di tener nel dovuto conto le leggi civili del Paese, compreso l’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili; di garantire all’accusato informazione sulle accuse e possibilità di rispondervi, e in ogni caso un sostentamento giusto e degno; di escludere il ritorno del chierico al ministero pubblico, in caso di pericolo per i minori o scandalo della comunità. Ancora una volta, si ribadisce la responsabilità primaria di Vescovi e Superiori maggiori, che non può essere sostituita da organi di sorveglianza o discernimento, per quanto utili o anche necessari in appoggio a tale responsabilità.

La Circolare rappresenta dunque un nuovo passo molto importante per promuovere in tutta la Chiesa la consapevolezza della necessità e dell’urgenza di rispondere nel modo più efficace e lungimirante alla piaga degli abusi sessuali da parte di membri del clero, rinnovando così la piena credibilità della testimonianza e della missione educativa della Chiesa, e contribuendo a creare nella società in generale quegli ambienti educativi sicuri di cui vi è urgente bisogno.
OP/ VIS 20110516 (1190)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Sabato 14 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Salvatore Lobo, di Baruipur.

- Il Vescovo Stephen Lepcha, di Darjeeling.

- Il Vescovo Clement Tirkey, di Jalpaiguri.

- Il Vescovo Joseph Suren Gomes, S.D.B., di Krishnagar.

- Il Vescovo Alphonsus Flavian D’Souza, S.I., di Raiganj.
AL/ VIS 20110516 (100)
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