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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 13 maggio 2010

BENEDETTO XVI RECITA IL ROSARIO DAVANTI MADONNA FATIMA

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). Alle 21:15 (ora del Portogallo), il Santo Padre si è recato in autovettura panoramica alla Cappella delle Apparizioni per la recita del Rosario, alla luce delle fiaccole, con i pellegrini lì riuniti. Prima della preghiera, Benedetto XVI ha benedetto i ceri dei partecipanti e ha rivolto loro alcune parole.

“Cari pellegrini, tutti voi insieme, con la candela accesa in mano” – ha detto il Papa – “sembrate un mare di luce intorno a questa semplice cappella, eretta premurosamente in onore della Madre di Dio e Madre nostra, la cui via di ritorno dalla terra al cielo era apparsa ai Pastorelli come una striscia di luce”.

“Però sia Maria che noi stessi non godiamo di luce propria: la riceviamo da Gesù. La presenza di Lui in noi rinnova il mistero e il richiamo del roveto ardente, quello che un tempo sul monte Sinai ha attirato Mosè e non smette di affascinare quanti si rendono conto di una luce speciale in noi che arde però senza consumarci”.

“A Mosè, Dio aveva ordinato: ‘Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è un suolo santo’ . E così ha fatto; calzerà nuovamente i sandali per andare a liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto e guidarlo alla terra promessa. (...) Lungo il corso della storia del popolo eletto, la promessa della terra va assumendo sempre di più questo significato: la terra è donata perché ci sia un luogo dell’obbedienza, affinché ci sia uno spazio aperto a Dio”.

“Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo ed aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non a un dio qualsiasi, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore portato fino alla fine, in Gesù Cristo crocifisso e risorto. (...) Non abbiate paura di parlare di Dio e di manifestare senza vergogna i segni della fede, facendo risplendere agli occhi dei vostri contemporanei la luce di Cristo”.

“Fratelli e sorelle, in questo luogo stupisce osservare come tre bambini si sono arresi alla forza interiore che li ha invasi nelle apparizioni dell’Angelo e della Madre del Cielo. Qui, dove tante volte ci è stato chiesto di recitare il Rosario, lasciamoci attrarre dai misteri di Cristo, i misteri del Rosario di Maria. (...) Nel meditare i misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi mentre recitiamo le ‘Ave Maria’, contempliamo l’intero mistero di Gesù, dall’Incarnazione fino alla Croce e alla gloria della Risurrezione; contempliamo l’intima partecipazione di Maria a questo mistero e la nostra vita in Cristo oggi, che pure si presenta tessuta di momenti di gioia e di dolore, di ombre e di luce, di trepidazione e di speranza. La grazia invade il nostro cuore suscitando il desiderio di un incisivo ed evangelico cambiamento di vita”.

“Sento che mi accompagnano la devozione e l’affetto dei fedeli qui convenuti e del mondo intero” – ha concluso il Papa – “Porto con me le preoccupazioni e le attese di questo nostro tempo e le sofferenze dell’umanità ferita, i problemi del mondo, e vengo a deporli ai piedi della Madonna di Fatima: Vergine Madre di Dio e nostra Madre carissima, intercedi per noi presso il tuo Figlio perché tutte le famiglie dei popoli, sia quelle che si distinguono con il nome cristiano, sia quelle che ignorano ancora il loro Salvatore, vivano in pace e concordia fino a ricongiungersi in un solo popolo di Dio a gloria della santissima e indivisibile Trinità”.

Al termine della recita del Santo Rosario, Benedetto XVI è rientrato alla casa “Nossa Senhora do Carmo”. Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha presieduto la celebrazione della Santa Messa alla vigilia della festa mariana del 13 maggio.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (650)

LA LUCE DEI PASTORELLI È IL FIGLIO DI DIO FATTO UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Fatima, decimo anniversario della Beatificazione dei Pastorelli Giacinta e Francesco, il Papa ha celebrato l’Eucaristia sulla Spianata del Santuario di Fatima con la partecipazione di mezzo milione di persone.

Nell’omelia il Santo Padre ha affermato: “Sono venuto a Fatima per gioire della presenza di Maria e della sua materna protezione. (...) Sono venuto a Fatima per pregare, con Maria e con tanti pellegrini, per la nostra umanità afflitta da miserie e sofferenze, (...) per affidare alla materna protezione di Maria i sacerdoti, i consacrati e le consacrate, i missionari e tutti gli operatori di bene che rendono accogliente e benefica la Casa di Dio”.

Nel ricordare le “innocenti e profonde confidenze mistiche dei Pastorelli” – ha affermato Benedetto XVI – “qualcuno potrebbe guardarli con un po’ di invidia perché essi hanno visto, oppure con la delusa rassegnazione di chi non ha avuto la stessa fortuna, ma insiste nel voler vedere”.

“Le Scritture” – ha proseguito il Pontefice – “ci invitano a credere. (...) Dio può raggiungerci, offrendosi alla nostra visione interiore. Di più, quella Luce nell’intimo dei Pastorelli, che proviene dal futuro di Dio, è la stessa che si è manifestata nella pienezza dei tempi ed è venuta per tutti: il Figlio di Dio fatto uomo. (...) Perciò la nostra speranza ha fondamento reale, poggia su un evento che si colloca nella storia e al tempo stesso la supera: è Gesù di Nazaret”.

“La fede in Dio” – ha sottolineato il Pontefice – “apre all’uomo l’orizzonte di una speranza certa che non delude; indica un solido fondamento sul quale poggiare, senza paura, la propria vita; richiede l’abbandono, pieno di fiducia, nelle mani dell’Amore che sostiene il mondo”.

Nel richiamare l’attenzione sul fatto che “i Pastorelli hanno fatto della loro vita un’offerta a Dio e una condivisione con gli altri per amore di Dio”, il Santo Padre ha affermato: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. (...) L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo… Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima, quando la Madonna domanda: ‘Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?’”.

“Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull’altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l’Amore di Dio che arde nel suo”.

Benedetto XVI ha concluso l’omelia affermando: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Al termine della Santa Messa, il Papa si è rivolto ai malati presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione con queste parole: “Fratello e Sorella mia, agli occhi di Dio hai ‘un valore così grande da essersi Egli stesso fatto uomo per poter com-patire con l’uomo, (...), in carne e sangue, come ci viene dimostrato nel racconto della Passione di Cristo. Da lì in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide la sofferenza e la sopportazione; da lì si diffonde in ogni sofferenza la ‘con-solatio’, la consolazione dell’amore partecipe di Dio. (...) Potrai superare la sensazione di inutilità della sofferenza che consuma la persona nell’intimo di se stessa e la fa sentire un peso per gli altri, quando, in verità, la sofferenza, vissuta con Gesù, serve per la salvezza dei fratelli”.

“Il divin Maestro, più che dilungarsi a spiegare le ragioni della sofferenza, ha preferito chiamare ciascuno a seguirlo, dicendo: ‘Prendi la tua croce e seguimi’. Vieni con me. Prendi parte, con la tua sofferenza, a quest’opera di salvezza del mondo, che si realizza mediante la mia sofferenza, per mezzo della mia Croce. Man mano che abbracci la tua croce, unendoti spiritualmente alla mia Croce, si svelerà ai tuoi occhi il significato salvifico della sofferenza. Troverai nella sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale”.

“Cari malati” – ha detto ancora il Santo Padre – “accogliete questa chiamata di Gesù che passerà accanto a voi nel Santissimo Sacramento e affidategli ogni contrarietà e pena che affrontate, affinché diventino – secondo i Suoi disegni – mezzo di redenzione per il mondo intero. Voi sarete redentori del Redentore, come siete figli nel Figlio. Presso la croce ... si trova la Madre di Gesù, la nostra Madre”.

Prima di congedarsi, Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto in varie lingue ai numerosi pellegrini presenti.

Infine il Papa ha compiuto una visita alle tombe dei Pastorelli situate nella Basilica del Santuario di Fatima e quindi è rientrato alla Casa “Nossa Senhora do Carmo” per il pranzo con i Vescovi del Portogallo e il Seguito papale.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100513 (820)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Hà Nôi (Viêt Nam), presentata dall’Arcivescovo Joseph Ngô Quang Kiêt, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Pierre Nguyên Vân Nhon, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Padre Paul Nguyên Thai Hop, O.P., Vescovo di Vinh (superficie: 30.594; popolazione: 6.090.000; cattolici: 486.234; sacerdoti: 167; religiosi: 610), (Viêt Nam). Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Lang Anh (Viêt Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Finora Professore presso l’Università Statale di Hochminh Ville (Viêt Nam), succede al Vescovo Paul-Marie Cao Dinh Thuyên, M.S.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
RE:NER/ VIS 20100513 (140)

mercoledì 12 maggio 2010

INTERVISTA AL PAPA DURANTE VOLO PER LISBOA


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Come di consueto, a bordo dell’aereo papale per Lisboa, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto, questa mattina, alle domande dei giornalisti che lo accompagnavano.
Nella domanda relativa alla secolarizzazione sperimentata in questo momento dal Portogallo, in passato profondamente cattolico, il Santo Padre ha risposto che il Portogallo “ha portato questa fede in tutte le parti del mondo; una fede coraggiosa, intelligente e creativa; (...) La dialettica tra secolarismo e fede in Portogallo ha una lunga storia. (...) In questi secoli di dialettica tra illuminismo, secolarismo e fede, non mancavano mai persone che volevano creare dei ponti e creare un dialogo”.
“Penso che proprio il compito e la missione dell’Europa in questa situazione è trovare questo dialogo, integrare fede e razionalità moderna in un'unica visione antropologica, che completa l’essere umano e rende così anche comunicabili le culture umane. Perciò direi che la presenza del secolarismo è una cosa normale, ma la separazione, la contrarietà tra secolarismo e cultura della fede è anomala e deve essere superata. La grande sfida di questo momento è che i due si incontrino e così trovino la loro vera identità. Questa, come ho detto, è una missione dell’Europa e la necessità umana in questa nostra storia".
Rispondendo alla domanda relativa alla attuale crisi economica che potrebbe mettere a rischio, secondo alcuni, il futuro dell’Unione Europea, il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che: “l’etica non è una cosa esterna, ma interna alla razionalità e al pragmatismo economico. D’altra parte, dobbiamo anche confessare che la fede cattolica, cristiana, spesso era troppo individualistica, lasciava le cose concrete, economiche al mondo e pensava solo alla salvezza individuale”.
“Tutta la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa va in questo senso - di allargare l’aspetto etico e della fede al di sopra dell’individuo, alla responsabilità verso il mondo, ad una razionalità ‘performata’ dall’etica. D’altra parte, gli ultimi avvenimenti sul mercato, in questi ultimi due, tre anni, hanno mostrato che la dimensione etica è interna e deve entrare nell’interno dell’agire economico, perché l’uomo è uno, e si tratta dell’uomo, di un’antropologia sana, che implica tutto, e solo così si risolve il problema, solo così l’Europa svolge e realizza la sua missione"
Con la terza domanda sul significato delle Apparizioni di Fatima, è stato chiesto al Papa se il terzo segreto possa estendersi, al di là dell’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle sofferenze della Chiesa di oggi per i peccati degli abusi sessuali sui minori.
“Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa” – ha risposto Benedetto XVI – “che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano. Perciò è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta per la Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano. Il Signore ci ha detto che la Chiesa sarebbe stata sempre sofferente, in modi diversi, fino alla fine del mondo. L’importante è che il messaggio, la risposta di Fatima, sostanzialmente non va a devozioni particolari, ma proprio alla risposta fondamentale, cioè conversione permanente, penitenza, preghiera, e le tre virtù cardinali: fede, speranza e carità. Così vediamo qui la vera e fondamentale risposta che la Chiesa deve dare, che noi, ogni singolo, dobbiamo dare in questa situazione”.
“Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia”.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (690)

SOLO CRISTO PUÒ SODDISFARE PROFONDI ANELITI DEL CUORE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Alle 17:30, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre si è diretto in autovettura panoramica al Terriero do Paço di Lisboa, dove, prima della celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato 200.000 persone, il Sindaco di Lisboa ha consegnato al Papa le chiavi della città.
“In questa città di Lisbona, da dove sono partiti in grande numero generazioni e generazioni di cristiani” – ha detto il Papa nell’omelia – “glorioso è il posto che il Portogallo si è guadagnato in mezzo alle nazioni per il servizio offerto alla diffusione della fede: nelle cinque parti del mondo ci sono Chiese locali che hanno avuto origine dall’azione missionaria portoghese”.
“In passato” – ha proseguito il Pontefice – “la vostra partenza alla ricerca di altri popoli non ha impedito né distrutto i vincoli con ciò che eravate e credevate, anzi, con cristiana saggezza, siete riusciti a trapiantare esperienze e particolarità, aprendovi al contributo degli altri per essere voi stessi, in un’apparente debolezza che è forza. Oggi, partecipando all’edificazione della Comunità europea, portate il contributo della vostra identità culturale e religiosa”.
“Nel fiume vivo della Tradizione ecclesiale, Cristo non si trova a duemila anni di distanza, ma è realmente presente tra noi e ci dona la Verità, ci dona la luce che ci fa vivere e trovare la strada verso il futuro. Presente nella sua Parola, nell’assemblea del popolo di Dio con i suoi Pastori e, in modo eminente, nel sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, Gesù è qui con noi”.
“Sappiamo” – ha affermato il Papa – “che non mancano alla Chiesa figli riottosi e persino ribelli, ma è nei Santi che la Chiesa riconosce i propri tratti caratteristici e, proprio in loro, assapora la sua gioia più profonda”.
“La priorità pastorale è quella di fare di ogni donna e uomo cristiani una presenza raggiante della prospettiva evangelica in mezzo al mondo, nella famiglia, nella cultura, nell’economia, nella politica. Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista”.
“Affinché ciò non accada” – ha sottolineato il Pontefice – “bisogna annunziare di nuovo con vigore e gioia l’evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del cristianesimo, fulcro e sostegno della nostra fede, leva potente delle nostre certezze, vento impetuoso che spazza via qualsiasi paura e indecisione, qualsiasi dubbio e calcolo umano. La risurrezione di Cristo ci assicura che nessuna potenza avversa potrà mai distruggere la Chiesa”.
“Quindi” – ha proseguito il Santo Padre – “la nostra fede ha fondamento, ma c’é bisogno che questa fede diventi vita in ognuno di noi. (...) Soltanto Cristo può soddisfare pienamente i profondi aneliti di ogni cuore umano e dare risposte ai suoi interrogativi più inquietanti circa la sofferenza, l’ingiustizia e il male, sulla morte e la vita nell’Aldilà”.
“Non dubitate mai della sua presenza!” – ha esortato il Pontefice – “Cercate sempre il Signore Gesù, crescete nella amicizia con lui, ricevetelo nella comunione. Imparate ad ascoltare la sua parola e anche a riconoscerlo nei poveri. Vivete la vostra esistenza con gioia ed entusiasmo, sicuri della sua presenza e della sua amicizia gratuita, generosa, fedele fino alla morte di croce”.
“Testimoniate a tutti” – ha concluso il Pontefice – “la gioia per questa sua presenza forte e soave, cominciando dai vostri coetanei. Dite loro che è bello essere amico di Gesù e vale la pena seguirlo. Con il vostro entusiasmo mostrate che, fra tanti modi di vivere che il mondo oggi sembra offrici – apparentemente tutti dello stesso livello –, l’unico in cui si trova il vero senso della vita e quindi la gioia vera e duratura è seguendo Gesù”.
Prima di concludere le Celebrazione Eucaristica, il Papa ha dato lettura di un breve messaggio in occasione del 50° anniversario della fondazione del Santuario di Cristo Re in Almada (Diocesi di Setúbal). “Vorrei da qui additare” – ha detto Benedetto XVI – alle nuove generazioni gli esempi di speranza in Dio e lealtà al voto fatto, che in esso ci hanno lasciato scolpiti i Vescovi e i Fedeli cristiani di allora, in segno di amore e riconoscenza per la preservazione della pace in Portogallo”.
Infine il Papa è rientrato nella Nunziatura Apostolica per la cena. Ascoltando i canti di un gruppo di giovani di varie parrocchie e movimenti ecclesiali, il Santo Padre si è affacciato al balcone della Nunziatura per salutarli e benedirli.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (730)

RICERCA VERITÀ PER LA CHIESA MISSIONE IRRINUNCIABILE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). A conclusione della celebrazione della Santa Messa in privato, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato al Centro Culturale di Belém per l’incontro con i rappresentanti del mondo della cultura. Il Papa è stato accolto dal Vescovo Manoel Clemente, di Porto, Presidente della Commissione episcopale per la cultura e dal regista Manoel de Oliveira, che ha rivolto al Pontefice alcune parole di saluto.
Nel suo discorso il Papa ha affermato che: “Oggi la cultura riflette una ‘tensione’, che alle volte prende forme di ‘conflitto’, fra il presente e la tradizione. La ‘valorizzazione del ‘presente’, però, quale fonte ispiratrice del senso della vita, sia individuale che sociale, si scontra con la forte tradizione culturale del Popolo portoghese, profondamente segnata dal millenario influsso del cristianesimo e con un senso di responsabilità globale; esso si è affermato nell’avventura delle scoperte e nello zelo missionario, condividendo il dono della fede con altri popoli”.
“Questo ‘conflitto’ fra la tradizione e il presente si esprime nella crisi della verità” – ha affermato il Papa aggiungendo che: “Un popolo che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia, privo di valori chiaramente definiti e senza grandi scopi chiaramente enunciati”, ma “La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. Per questo la Chiesa la ricerca, l’annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verità è per la Chiesa irrinunciabile”.
“Per una società formata in maggioranza da cattolici e la cui cultura è stata profondamente segnata dal cristianesimo, si rivela drammatico il tentativo di trovare la verità al di fuori di Gesù Cristo. Per noi, cristiani, la Verità è divina; è il ‘Logos’ eterno, che ha acquisito espressione umana in Gesù Cristo (...) La convivenza della Chiesa, nella sua ferma adesione al carattere perenne della verità, con il rispetto per altre ‘verità’, o con la verità degli altri, è un apprendistato che la Chiesa stessa sta facendo. In questo rispetto dialogante si possono aprire nuove porte alla trasmissione della verità”.
“’La Chiesa deve venire a dialogo con il mondo in cui si trova a vivere. La Chiesa si fa parola, la Chiesa si fa messaggio, la Chiesa si fa dialogo’” - ha detto Benedetto XVI citando le parole di Papa Paolo VI – “Infatti, il dialogo senza ambiguità e rispettoso delle parti in esso coinvolte è oggi una priorità nel mondo, alla quale la Chiesa non intende sottrarsi. (...) Constatata la diversità culturale, bisogna far sì che le persone non solo accettino l’esistenza della cultura dell’altro, ma aspirino anche a venire arricchite da essa e ad offrirle ciò che si possiede di bene, di vero e di bello”. “’Per additare nuovi mondi al mondo’” – ha affermato il Santo Padre con l’Autore di ‘Os Lusiades’, Luigi di Camões, poeta nazionale: “Voi, operatori della cultura in ogni sua forma, creatori di pensiero e di opinione, ‘avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell’umanità, di toccare la sensibilità individuale e collettiva, di suscitare sogni e speranze, di ampliare gli orizzonti della conoscenza e dell’impegno umano. (…) di dialogare con i credenti, con chi come voi, si sente pellegrino nel mondo e nella storia verso la Bellezza infinita’”.
“Proprio con lo scopo di ’mettere il mondo moderno in contatto con le energie vivificanti e perenni del Vangelo’” - ha affermato Benedetto XVI citando Papa Giovanni XXIII – “si è realizzato il Concilio Vaticano II, nel quale la Chiesa, partendo da una rinnovata consapevolezza della tradizione cattolica, prende sul serio e discerne, trasfigura e supera le critiche che sono alla base delle forze che hanno caratterizzato la modernità, ossia la Riforma e l’Illuminismo. Così da sé stessa la Chiesa accoglieva e ricreava il meglio delle istanze della modernità, da un lato superandole e, dall’altro evitando i suoi errori e vicoli senza uscita. L’evento conciliare ha messo i presupposti per un autentico rinnovamento cattolico e per una nuova civiltà – la ‘civiltà dell’amore’ - come servizio evangelico all’uomo e alla società”.
“La Chiesa” – ha concluso il Papa – “ritiene come sua missione prioritaria, nella cultura attuale, tenere desta la ricerca della verità e, conseguentemente, di Dio; portare le persone a guardare oltre le cose penultime e mettersi alla ricerca delle ultime”.
Al termine dell’incontro con i rappresentanti del mondo della cultura, il Pontefice ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Lisboa per l’incontro con il Primo Ministro del Portogallo Signor José Socrates Carvalho Pinto de Sousa.
PV-PORTOGALLO/ VIS 20100512 (770)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Timothy L. Doherty, Vescovo di Lafayette in Indiana (superficie: 25.455; popolazione: 1.296.384; cattolici: 108.000; sacerdoti: 98; religiosi: 81; diaconi permanenti: 17), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Rockford (Stati Uniti d’America), ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Parroco della “St. Catherine of Siena Church” a Dundee e della “St. Mary Mission Church” a Gilberts (Stati Uniti d’America), succede al Vescovo William L. Higi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100512 (110)

martedì 11 maggio 2010

IL PAPA IN PORTOGALLO PELLEGRINO MADONNA DI FATIMA

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Alle 9:10 (ora locale) di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino diretto a Lisboa, dove, dopo un volo di 3 ore, alle 11:00 (ora del Portogallo) è atterrato all'aeroporto internazionale Portela, dando inizio al suo quindicesimo Viaggio Apostolico fuori d'Italia.

  Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva e dal Cardinale José da Cruz Policarpo, Patriarca di Lisboa. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti diverse Autorità politiche e civili e alcuni Vescovi del Portogallo.

  "Vengo nelle vesti di pellegrino della Madonna di Fatima" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "investito dall'Alto nella missione di confermare i miei fratelli che avanzano nel loro pellegrinaggio verso il Cielo".

  "La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci verità del Vangelo che costituiscono per l'umanità, fredda di amore e senza speranza nella salvezza, sorgente di speranza. Certo, questa speranza ha come prima e radicale dimensione non la relazione orizzontale, ma quella verticale e trascendente. La relazione con Dio è costitutiva dell'essere umano: questi è stato creato e ordinato verso Dio, cerca la verità nella propria struttura conoscitiva, tende verso il bene nella sfera volitiva, ed è attratto dalla bellezza nella dimensione estetica".

  "La coscienza è cristiana" - ha detto il Santo Padre - "nella misura in cui si apre alla pienezza della vita e della sapienza, che abbiamo in Gesù Cristo. La visita, che ora inizio sotto il segno della speranza, intende essere una proposta di sapienza e di missione".

  "Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo deriva il giusto ordinamento della società" - ha affermato il Pontefice - "Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato l'essenziale considerazione del senso umano della vita. Non si tratta di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica".

  Benedetto XVI ha ricordato in proposito che l'instaurazione della repubblica, cento anni fa, in Portogallo, "ha aperto, nella distinzione fra Chiesa e Stato, un nuovo spazio di libertà per la Chiesa, a cui i due Concordati del 1940 e del 2004 avrebbero dato forma, in ambiti culturali e prospettive ecclesiali assai segnate da rapidi cambiamenti. Le sofferenze causate dalle trasformazioni sono state in genere affrontate con coraggio".

  "Il vivere nella pluralità di sistemi di valori e di quadri etici richiede un viaggio al centro del proprio io e al nucleo del cristianesimo per rinforzare la qualità della testimonianza fino alla santità, trovare sentieri di missione fino alla radicalità del martirio", ha concluso il Santo Padre.

  Al termine del suo discorso Benedetto XVI ha raggiunto la Nunziatura Apostolica di Lisboa da dove, alle 12:30 (ora del Portogallo), si è recato in automobile al Mosteiro dos Jerónimos, distante nove chilometri. Il Monastero è stato costruito nel periodo 1502-1580 sul piccolo eremo Santa Maria de Belém, e poi donato dal re Manuel I all'Ordine dei Frati di San Girolamo.

  Il complesso viene utilizzato attualmente dal Cerimoniale portoghese per l'accoglienza dei Capi di Stato. Il luogo ha un particolare significato simbolico in relazione ai viaggi degli esploratori e dei missionari portoghesi, ricordati anche dal vicino monumento di Torre di Belém. Dal 1983, il sito è sulla lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Infine, il complesso monumentale ha fatto da cornice per la cerimonia della firma del nuovo "Trattato di Lisbona" dell'Unione Europea, il 13 dicembre 2007.

  Benedetto XVI è stato accolto dal presidente Cavaco Silva e della Consorte e al termine della cerimonia di benvenuto, accompagnato dal Cardinale da Cruz Policarpo, ha compiuto una breve visita all'antica Chiesa di Santa María de Belém dove si è raccolto per alcuni istanti in preghiera davanti al Santissimo Sacramento posto sull'altare. La breve visita si è conclusa nel chiostro del Monastero.

  Alle 13:15 (ora del Portogallo), il Papa ha percorso in autovettura panoramica i 400 metri che lo separavano dal Palácio de Belém, costruito nel XVI secolo e residenza dei sovrani portoghesi fino alla data della dichiarazione della Repubblica nel 1911, quando divenne residenza ufficiale del Presidente della Repubblica.

  Nel Palácio de Belém, dove il Papa ha compiuto la visita di cortesia al Presidente della Repubblica del Portogallo, Benedetto XVI ha apposto la sua firma nel Libro d'Oro. Al termine dell'Incontro il Papa ha salutato i familiari del Presidente e il personale  del Palazzo radunato nel giardino. Infine ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica di Lisboa per il pranzo.
PV-PORTOGALLO/                               VIS 20100511 (800)

NUOVA ININFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE IN FIBRA OTTICA IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Un Comunicato, reso pubblico questa mattina, rende noto che il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e Telecom Italia hanno annunciato, questa mattina, la firma del Contratto per la Fornitura del primo nucleo dell'infrastruttura di Comunicazione Integrata per lo Stato della Città del Vaticano, consistente in un'infrastruttura di rete IP a Larga Banda, in grado di supportare servizi evoluti di fonia, dati e video nell'ambito territoriale della Santa Sede e dello Stato Città del Vaticano.

  Il piano prevede, tra le altre cose, il collegamento in fibra ottica delle dieci sedi extraterritoriali più significative, incluse le Ville Pontificie di Castel Gandolfo e la stazione radio di Santa Maria di Galeria.
OP/                                       VIS 20100511 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Eduardo A. Nevares, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Phoenix (superficie: 113.831; popolazione: 4.415.210; cattolici: 706.433; sacerdoti: 328; religiosi: 317; diaconi permanenti: 269), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a San Antonio (Stati Uniti d'America), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. È stato finora Vice-Rettore del "Pontifical College Josephinum" a Columbus (Stati Uniti d'America).

- Presidente della Commissione Disciplinare della Curia Romana, il Vescovo Giorgio Corbellini, Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, finora Membro della medesima Commissione.
NEA:NA/                                   VIS 20100511 (100)

lunedì 10 maggio 2010

CONSEGNATO EDITORE SECONDO VOLUME “GESÙ DI NAZARETH”

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che: “Il testo definitivo del secondo volume dell’opera ‘Gesù di Nazareth’ di Sua Santità Benedetto XVI è stato consegnato nei giorni scorsi agli editori incaricati della pubblicazione. Questo secondo volume è dedicato alla Passione e alla Risurrezione, e riprende dal punto dove finiva il primo volume”.

“L’originale tedesco è stato affidato allo stesso tempo a Manuel Herder – l’editore che sta curando l’opera completa (“Gesammelte Schriften”) di Joseph Ratzinger – e a Don Giuseppe Costa, Direttore della Libreria Editrice Vaticana. Sarà quest’ultima – come editore principale – a provvedere alla concessione dei diritti, a pubblicare l’edizione italiana, e ad affidare il testo ad altri editori per le diverse traduzioni nella varie lingue, che saranno condotte direttamente sull’originale tedesco”.

“Si auspica che la pubblicazione del libro avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione, essa quindi, per quanto rapida, richiederà ancora diversi mesi, dati i tempi necessari alla traduzione accurata di un testo tanto importante e atteso”.
OP/ VIS 20100510 (180)

MARIA PROTAGONISTA PRIMI PASSI COMUNITÀ CRISTIANA

CONGRESSO EUCARISTICO BRASILE E VIAGGIO PORTOGALLO

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAG. 2010 (VIS). Dopo la recita del Regina Caeli, il Papa ha rivolto un messaggio al popolo brasiliano, che dal 13 al 16 maggio prossimo celebra a Brasilia il XVI Congresso Eucaristico Nazionale.

“Nel tema del Congresso” – ha detto il Santo Padre – “appaiono le parole dei discepoli di Emmaus ‘Rimani con noi, Signore’, che esprimono il desiderio che palpita nel cuore di ogni essere umano. Che tutti voi, pastori e popolo fedele, riscopriate che il cuore del Brasile è l’Eucaristia. Proprio nel Santissimo Sacramento dell’Altare Gesù dimostra la sua volontà di rimanere con noi, di vivere in noi, di donarsi a noi. La sua adorazione ci porta a riconoscere il primato di Dio, Egli può trasformare il cuore degli uomini, elevandoli all’unione con Cristo in un solo Corpo”.

“Di fatto” – ha proseguito il Pontefice – “nel ricevere il Corpo del Signore Risorto, sperimentiamo la comunione con un Amore che non possiamo tenere per noi stessi:
esso esige che lo comunichiamo agli altri per poter costruire così una società più giusta. Essendo prossimi alla chiusura dell’Anno Sacerdotale, invito tutti i sacerdoti a coltivare una spiritualità profondamente eucaristica sull’esempio del Santo Curato d’Ars che, cercando di unire il suo sacrificio personale al sacrifico di Cristo presente sull’Altare, esclamava: ‘Quanto bene fa un sacerdote nell’offrirsi in sacrificio a Dio tutti i giorni!’. Mentre invoco, per intercessione di Nuestra Señora Aparecida, le più grandi grazie del cielo affinché, alimentati dall’Eucaristia, pane dell’unità, si convertano in autentici discepoli missionari, di cuore concedo a tutti la Benedizione Apostolica”.

Successivamente, nel salutare i fedeli di lingua inglese presenti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che martedì 11 maggio ha inizio il suo Viaggio Apostolico in Portogallo in occasione del decimo anniversario della beatificazione dei due pastorelli Giacinta e Francesco. “Chiedo le vostre preghiere per il buon esito di questo viaggio e a mia volta assicuro le mie preghiere a Nostra Signora di Fatima per tutto il Popolo di Dio”.
ANG/ VIS 20100510 (340)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l’Arcivescovo Józef Kowalczyk, Primate della Polonia e Arcivescovo Metropolita di Gniezno (superficie: 8.122, popolazione: 676.199; cattolici: 667.011; sacerdoti: 541; religiosi: 340), Polonia. Finora Rappresentante Pontificio in Polonia, succede all’Arcivescovo Henryk Józef Muszynski, Primate della Polonia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo Victor Emilio Masalles Pere, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Santo Domingo (superficie: 4.032; popolazione: 5.447.000; cattolici: 4.794.392; sacerdoti: 447; religiosi: 2.774; diaconi permanenti: 155), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto, è nato a Barcelona (Spagna) nel 1961, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1991. È stato finora Parroco di “José da Calasanz” in Santo Domingo.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Augsburg (Germania), presentata dal Vescovo Walter Mixa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico e la rinuncia all’ufficio di Ordinario Militare per la Repubblica Federale di Germania, presentata dal medesimo Vescovo.

- Ha nominato l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in India, e finora Nunzio Apostolico in Thailandia, in Singapore ed in Cambogia e Delegato Apostolico in Myanmar, in Laos, in Malaysia e in Brunei.

- Ha nominato il Vescovo Kyrillos William, di Assiut, Lycopolis dei Copti (Egitto), Membro del Consiglio Speciale per l’Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Ha nominato l’Arcivescovo Iván Antonio Marín López, di Popayán (Colombia), e l’Arcivescovo José Horacio Gómez, Coadiutore di Los Angeles (Stati Uniti d’America), Membro del Consiglio Speciale per l’America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
NER:RE:NEA:NN:NA/ VIS 20100510 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, questa mattina, in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Patrick Hoogmartens, di Hasselt.

- Il Vescovo Aloysius Jousten, di Liège.

- Il Vescovo Guy Harpigny, di Tournai.

- Il Monsignor Jean-Marie Huet, Amministratore Diocesano di Namur, con l’Ausiliare Vescovo Pierre Warin.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100510 (80)

TESTIMONIARE FEDE ED ESSERE LIEVITO SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Riferendosi a quanto letto nei rapporti quinquennali presentati dai Presuli sulle diverse Diocesi, il Papa ha menzionato “la diminuzione del numero di battezzati che testimoniano apertamente la propria fede e la propria appartenenza alla Chiesa, l’elevazione progressiva della media dell’età del clero, dei religiosi e delle religiose, l’insufficienza delle persone ordinate o consacrate impegnate nella pastorale attiva e nell’ambito educativo e sociale, il numero limitato di candidati al sacerdozio e alla vita consacrata”.

“La formazione cristiana, soprattutto quella delle giovani generazioni, le questioni relative al rispetto della vita e all’istituzione del matrimonio e della famiglia costituiscono altri punti sensibili. Si possono ancora menzionare le situazioni complesse e sovente preoccupanti legate alla crisi economica, alla disoccupazione, all’integrazione sociale degli immigrati, a una coesistenza pacifica delle diverse comunità linguistiche e culturali della Nazione”.

“Un avvenimento significativo” – ha sottolineato il Papa – “per il presente e per il futuro, è stata la canonizzazione del Padre Damien De Veuster. (...) La sua grandezza, (...) risiede nella sua ricchezza interiore, nella sua costante preghiera, nella sua unione con Cristo che egli vedeva presente nei fratelli ai quali, come a Cristo, egli si donava senza riserve. In questo Anno Sacerdotale, è bene proporre il suo esempio sacerdotale e missionario, particolarmente ai sacerdoti e ai religiosi”.

“Le diminuzione del numero dei sacerdoti non deve essere intesa come un processo inevitabile” – ha sottolineato il Papa – “È necessario e urgente assegnare al ministero sacerdotale il suo giusto posto e riconoscerne l’insostituibile carattere sacramentale. Ne risulta di conseguenza la necessità di una vasta e seria pastorale delle vocazioni, fondata sull’esemplarità della santità dei sacerdoti, sull’attenzione ai germi di vocazione presenti in molti giovani e sulla preghiera assidua e fiduciosa, secondo le raccomandazioni di Gesù”.

Il Santo Padre ha espresso gratitudine e ha lodato l’opera dei sacerdoti, dei religiosi e dei missionari ed ha sottolineato che: “Solo Cristo calma la tempesta, solo Cristo ridona forza e coraggio per condurre una vita santa e piena di fedeltà al ministero, alla consacrazione a Dio e alla testimonianza cristiana”.

“È importante che i sacerdoti dedichino particolare cura alle celebrazioni liturgiche, in particolare all’Eucaristia” – ha detto ancora il Papa - “È necessario che le celebrazioni si svolgano nel rispetto della tradizione liturgica della Chiesa, con la partecipazione attiva dei fedeli, secondo il ruolo che corrisponde a ciascuno di essi, unendosi al mistero pasquale di Cristo”.

“Nei vostri rapporti” – ha proseguito il Pontefice – “voi vi dimostrate attenti alla formazione dei laici, in vista di un inserimento sempre più efficace nell’animazione delle realtà temporali. (...) È bene discernere tutte le possibilità che scaturiscono dalla vocazione comune dei laici alla santità e all’impegno apostolico, nel rispetto delle distinzione essenziale fra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune dei fedeli”.

“Tutti i membri della Comunità cattolica” – ha concluso il Pontefice – “in modo particolare i laici, sono chiamati a testimoniare apertamente la loro fede e ad essere lievito nella società, rispettando la sana laicità delle istituzioni pubbliche e le altre confessioni religiose. Una tale testimonianza non può limitarsi al solo incontro personale, ma deve anche assumere le caratteristiche di una proposta pubblica, rispettosa ma legittima, dei valori ispirati dal messaggio evangelico di Cristo”.
AL/ VIS 20100510 (570)

sabato 8 maggio 2010

CARDINALE POGGI PROTAGONISTA OSTPOLITIK VATICANA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri Papa Benedetto XVI ha presieduto il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio” al termine della Liturgia Esequiale del Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, mancato il 4 maggio scorso, all’età di 92 anni. La Santa Messa è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, con gli altri Cardinali presenti a Roma.
“Dinanzi al mistero della morte” – ha detto il Papa – “per l’uomo che non ha fede tutto sembrerebbe andare irrimediabilmente perduto. È la parola di Cristo, allora, a rischiarare il cammino della vita e a conferire valore ad ogni suo momento. (...) In questo orizzonte di fede il nostro compianto Fratello ha condotto tutta la propria esistenza, consacrata a Dio e al servizio dei fratelli, divenendo così testimone di quelle fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio”.
“Possiamo dire che l’intera missione sacerdotale del Cardinale Luigi Poggi è stata dedicata al diretto servizio della Santa Sede”, ha affermato il Pontefice ricordando le varie tappe della missione del Porporato. “Nel 1945 iniziò il suo lavoro presso l’allora Prima Sezione della Segreteria di Stato: anni difficili” – ha commentato il Papa – “nel corso dei quali egli non si risparmiò nel servire la Chiesa”.
Nella primavera del 1963, presso il governo della Repubblica Tunisina si impegnò ”per arrivare ad un ‘modus vivendi’ tra la Santa Sede e il Governo di quel Paese circa la situazione giuridica della Chiesa Cattolica in Tunisia, nell’aprile 1965 venne nominato Delegato Apostolico per l’Africa Centrale, con dignità di Arcivescovo (...). Nel maggio 1969 fu promosso Nunzio Apostolico in Perù, dove rimase sino all’agosto 1973, quando venne richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio Apostolico con incarichi speciali, specificamente per avere contatti con i Governi di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania e Bulgaria, al fine di migliorare la situazione della Chiesa cattolica in quei Paesi”, ha ricordato Benedetto XVI.
Quando nel luglio 1974 furono istituzionalizzati i rapporti tra la Santa Sede ed il governo polacco, l’allora Arcivescovo Poggi venne nominato Capo della Delegazione della Santa Sede per i contatti permanenti di lavoro con il Governo della Polonia. “In quel periodo” – ha detto il Papa – “fece numerosi viaggi in Polonia, incontrando molte personalità sia politiche che ecclesiastiche, diventando, alla scuola del suo superiore, il Cardinale Agostino Casaroli, un protagonista della ‘ostpolitik’ vaticana nei Paesi del blocco comunista”.
“Il 19 aprile 1986 è nominato Nunzio Apostolico in Italia: proprio da allora anche questa Nunziatura è stata incaricata di studiare le pratiche relative alle provviste vescovili nel Paese. E, sempre in quel periodo, fu lui, in qualità di Rappresentante Pontificio, a gestire una delicata fase di riordinamento delle Diocesi italiane”.
“Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 26 novembre 1994, venne nominato dal Venerabile Giovanni Paolo II Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, conservando tale incarico fino al marzo 1998”.
“‘Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui’. (...) Pensiamo a queste illuminanti parole di San Paolo, mentre rendiamo al caro Cardinale Luigi Poggi l’ultimo commosso saluto. (...) L’unione sacramentale, ma reale, con il Mistero pasquale di Cristo apre al battezzato la prospettiva di partecipare alla sua stessa gloria. (...) Ecco perché la pia morte di un fratello in Cristo, tanto più se segnato dal carattere sacerdotale, è sempre motivo di intimo e riconoscente stupore per il disegno della divina paternità, che ci libera dal potere delle tenebre e ci trasferisce nel regno del suo Figlio diletto”.
HML/ VIS 20100508 (590)

venerdì 7 maggio 2010

BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE GEORGIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:
“Venerdì 7 maggio 2010 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto Sua Eccellenza Mikhail Saakashvili, Presidente di Georgia. Successivamente, il medesimo Capo di Stato ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Gli incontri hanno permesso di affrontare varie questioni bilaterali e di rilievo della vita della Georgia, rinnovando l’impegno delle Parti a favore degli scambi interculturali. Si è riconosciuto, in particolare, il positivo contributo umanitario operato dalla Caritas nei confronti di tutta la popolazione e si è incoraggiata la pacifica convivenza tra i credenti delle diverse religioni in favore del bene comune. Per quanto concerne la situazione nella Regione, si è auspicato che ogni difficoltà venga risolta attraverso il dialogo ed il negoziato tra le istanze interessate”.
OP/ VIS 20100507 (170)

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE

GUARDIE SVIZZERE DEPOSITARIE ANTICA TRADIZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, in occasione del giuramento delle trenta nuove reclute, accompagnate dai Familiari.
Esprimendosi in tedesco, il Papa ha ricordato la lunga storia della Guardia Svizzera Pontificia, di cui da ora in poi faranno parte le nuove reclute, “guardiani visibili”, ed ha esortato a proseguire con “generoso servizio” la tradizione di servizio al Successore di Pietro che nei secoli ha posto in essi la propria fiducia. Il Papa ha auspicato che nello svolgimento di tale missione possano maturare “come persone e come cristiani”.
Successivamente, esprimendosi in lingua francese, il Pontefice ha affermato che le reclute della Guardia Svizzera Pontificia “in modo indiretto ma reale sono associate al servizio di Pietro nella Chiesa”. Riferendosi alla missione affidata al primo apostolo dopo la Risurrezione, di mostrare concretamente la propria sollecitudine verso tutti, ha sottolineato che il Successore di Pietro “vuole riservare la stessa attenzione a tutte le Chiese e ad ogni fedele, come pure a ogni uomo che spera nella Chiesa”.
“Accanto al Successore di Pietro” – ha detto il Papa alle reclute – “la carità che anima il vostro animo è chiamata a divenire universale. Il vostro cuore deve dilatarsi. Il vostro servizio vi porterà a scoprire nel viso di ogni uomo e di ogni donna, un pellegrino che sulla sua strada attende di incontrare un altro volto attraverso il quale scorgere un segno vivente del Signore”.
Il Papa ha concluso il suo breve discorso esprimendosi in italiano. “Noi sappiamo” – ha detto – “che tutto ciò che facciamo per il Nome di Gesù, per quanto sia umile, ci trasforma e ci configura un po’ di più all’uomo nuovo rigenerato in Cristo. Così il vostro servizio in favore del ministero petrino vi darà un senso più vivo della cattolicità, insieme con una percezione più profonda della dignità dell’uomo che passa vicino a voi e che cerca nell’intimo di se stesso la via della vita eterna”.
Benedetto XVI ha invocato sulle nuove reclute della Guardia Svizzera l’intercessione della Beata Vergine Maria e dei santi Patroni Sebastiano, Martino e Nicola di Flüe.
AC/ VIS 20100507 (380)

GIORNATE DI CULTURA E SPIRITUALITÀ RUSSA IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l’Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato le “Giornate di Cultura e di Spiritualità Russa in Vaticano” che si concluderanno con un concerto in onore di Benedetto XVI (19-20 maggio).
I due eventi sono stati promossi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
L’Arcivescovo Ravasi ha precisato che dal 14 al 20 maggio il Metropolita Hilarion di Volokolamsk farà tappa, con la Delegazione del Patriarcato di Mosca, a Ravenna, Milano, Torino e Bologna.
Nel pomeriggio del 19 maggio, il Metropolita inaugurerà a Roma una Mostra Fotografica, a cura del fotografo Vladimir Chodakov, su: “La Chiesa Ortodossa Russa oggi”. Alle 16:30 avrà luogo il Simposio “Ortodossi e cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente”. Alle sessione interverranno il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e l’Arcivescovo Ravasi.
Il 20 maggio, alle 9:00, il Metropolita presiederà la celebrazione di una Divina Liturgia nella Parrocchia Ortodossa Russa di Santa Caterina martire. Nel pomeriggio, alle 18:00, avrà luogo un concerto dell’Orchestra Nazionale Russa e del Coro Sinodale di Mosca, in onore del Papa. Il concerto, promosso da Sua Santità Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, si terrà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
OP/ VIS 20100507 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Mikheil Saakashvili, Presidente della Georgia, con la Consorte e Seguito.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- Il Vescovo Lucas Van Looy, di Gent (Belgio).
- Il Monsignor Koen Vanhoutte, Amministratore Diocesano di Brugge.
- Il Vescovo Valentino Di Cerbo, di Alife-Caiazzo (Italia), con i Familiari.
AP:AL/ VIS 20100507 (80)

giovedì 6 maggio 2010

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE CONFEDERAZIONE ELVETICA


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:
“Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza la Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica, la quale si è successivamente incontrata con l’Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Durante i cordiali colloqui, oltre a ricordare la partecipazione del Presidente all’odierno giuramento dei nuovi membri della Guardia Svizzera Pontificia, sono stati toccati temi che riguardano la vita socio-economica e questioni attinenti all’attuale situazione internazionale, con particolare riferimento al dialogo interreligioso”.
OP/ VIS 20100506 (120)

EMIRO DEL KUWAIT RICEVUTO DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). “Oggi, 6 maggio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l’Emiro dello Stato di Kuwait, Sua Altezza Sheikh Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.
“Nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento alla promozione della pace nella Regione del Medio Oriente e del dialogo interreligioso. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cristiana apporta alla società kuwaitiana e ci si è soffermati sulle particolari necessità di tale minoranza”.
AC/ VIS 20100506 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- La Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica e Seguito.
- Sua Altezza Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, Emiro dello Stato del Kuwait, e Seguito.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Belgio, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L’Arcivescovo André-Mutien Léonard, di Mechelen-Brussel, con gli Ausiliari Vescovo Rémy Victor Vancottem e Vescovo Jozef De Kesel.
- Il Vescovo Johan Jozef Bonny, di Antwerpen.
AP:AL/ VIS 20100506 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Derry (Irlanda), presentata dal Vescovo Francis Lagan, per raggiunti limiti d’età.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ondo (Nigeria), presentata dal Vescovo Francis Florunsho Clement Alonge, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Jude Ayodeji Arogundade, Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Monsignore Liam MacDaid, Vescovo di Clogher (superficie: 3.456; popolazione: 112.401; cattolici: 86.483; sacerdoti: 85; religiosi: 140), Irlanda. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della Curia, è nato a Bundoran (Irlanda), nel 1945 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede al Vescovo Joseph Duffy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
- Ha nominato Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il Padre Gabriele Ferdinando Betoglio, C.S. Procuratore Generale e Segretario Generale della Congregazione dei Missionari di San Carlo (Scalabriniani).
RE:NER:NA/ VIS 20100506 (150)

mercoledì 5 maggio 2010

PREGARE E SOSTENERE SACERDOTI NELLE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, alla missione del sacerdote di santificare gli uomini.

“Santificare una persona” – ha detto il Papa – “significa (...) metterla in contatto con Dio, con questo suo essere luce, verità, amore puro. (...) Parte essenziale della grazia del sacerdozio è il dono, il compito di creare questo contatto. Questo si realizza nell’annuncio della parola di Dio, nella quale la sua luce ci viene incontro. Si realizza in un modo particolarmente denso nei Sacramenti”.

“Negli ultimi decenni, vi sono state tendenze orientate a far prevalere, nell’identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell’annuncio, staccandola da quella della santificazione; spesso si è affermato che è necessario superare una pastorale meramente sacramentale”.

“Il ministro ordinato: egli rappresenta Cristo” – ha affermato il Pontefice – “l’Inviato del Padre, ne è presenza, ne continua la missione, mediante la ‘parola’ e il ‘sacramento’, che sono le due fondamentali colonne del servizio sacerdotale. (...) È necessario riflettere se, in taluni casi, l’aver sottovalutato l’esercizio fedele del ‘munus sanctificandi’, non abbia forse rappresentato un indebolimento della stessa fede nell’efficacia salvifica dei Sacramenti e, in definitiva, nell’operare attuale di Cristo e del suo Spirito, attraverso la Chiesa, nel mondo”.

“È importante, quindi” – ha proseguito il Pontefice – “promuovere una catechesi adeguata per aiutare i fedeli a comprendere il valore dei Sacramenti, ma è altrettanto necessario, sull’esempio del Santo Curato d’Ars, essere disponibili, generosi e attenti nel donare ai fratelli i tesori di grazia che Dio ha posto nelle nostre mani, e dei quali non siamo i ‘padroni’, ma custodi ed amministratori. Soprattutto in questo nostro tempo, nel quale, da un lato, sembra che la fede vada indebolendosi e, dall’altro, emergono un profondo bisogno e una diffusa ricerca di spiritualità, è necessario che ogni sacerdote ricordi che nella sua missione l’annuncio missionario e il culto non sono mai separati, e promuova una sana pastorale sacramentale per formare il Popolo di Dio e aiutarlo a vivere in pienezza la Liturgia, il culto della Chiesa, i Sacramenti come doni gratuiti di Dio, atti liberi ed efficaci della sua azione di salvezza”.

“Ciascun presbitero sa bene di essere strumento necessario all’agire salvifico di Dio, ma pur sempre strumento. Tale coscienza deve rendere umili e generosi nell’amministrazione dei Sacramenti, nel rispetto delle norme canoniche, ma anche nella profonda convinzione che la propria missione è far sì che tutti gli uomini, uniti a Cristo, possano offrirsi a Dio come ostia viva e santa a Lui gradita”.

Rivolgendosi a tutti i sacerdoti, il Santo Padre li ha esortati con queste parole: “Vivete con gioia e con amore la Liturgia e il culto” ed ha rinnovato l’invito a “’tornare al confessionale, come luogo nel quale celebrare il Sacramento della Riconciliazione, ma anche come luogo in cui ‘abitare’ più spesso, perché il fedele possa trovare misericordia, consiglio e conforto, sentirsi amato e compreso da Dio e sperimentare la presenza della Misericordia Divina, accanto alla Presenza reale nell’Eucaristia’”.

“E vorrei” – ha aggiunto Benedetto XVI – “anche invitare ogni sacerdote a celebrare e vivere con intensità l’Eucaristia (...) Il sacerdote è chiamato ad essere ministro di questo grande Mistero, nel Sacramento e nella vita”.

È indispensabile la tensione verso la perfezione morale, “che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale: c’è anche un esempio di fede e di testimonianza di santità, che il Popolo di Dio si attende dai suoi Pastori”.

“Cari amici” – ha concluso Benedetto XVI – “siate consapevoli del grande dono che i sacerdoti sono per la Chiesa e per il mondo; attraverso il loro ministero, il Signore continua a salvare gli uomini, a rendersi presente, a santificare. Sappiate ringraziare Dio, e soprattutto siate vicini ai vostri sacerdoti con la preghiera e con il sostegno, specialmente nelle difficoltà, affinché siano sempre più Pastori secondo il cuore di Dio”.
AG/ VIS 20100505 (650)

APPELLO DISARMO NUCLEARE ED ELOGIO MATRIMONIO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Al termine della catechesi dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricordato che: “Il 3 maggio scorso si sono aperti a New York, i lavori dell’ottava Conferenza di Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari”.

“Il processo verso un disarmo nucleare concertato e sicuro” – ha detto il Papa – “è strettamente connesso con il pieno e sollecito adempimento dei relativi impegni internazionali. La pace, infatti, riposa sulla fiducia e sul rispetto degli obblighi assunti, e non soltanto sull’equilibrio delle forze. In tale spirito, incoraggio le iniziative che perseguono un progressivo disarmo e la creazione di zone libere dalle armi nucleari, nella prospettiva della loro completa eliminazione dal pianeta”.

“Esorto, infine, tutti i partecipanti alla riunione di New York a superare i condizionamenti della storia e a tessere pazientemente la trama politica ed economica della pace, per aiutare lo sviluppo umano integrale e le autentiche aspirazioni dei Popoli”.
Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto anche a quanti parteciperanno alla fine del mese, al Congresso sulla famiglia a Jönköping, Svezia.

“Il vostro messaggio al mondo è davvero un messaggio di gioia” – ha affermato il Pontefice – “perché il dono che Dio ci fa del matrimonio e della vita familiare ci fa sperimentare uno sprazzo dell’infinito amore che unisce le tre divine persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Gli esseri umani, creati ad immagine e somiglianza di Dio, sono stati creati per l’amore – nell’intimo del nostro essere, noi aneliamo ad amare e ad essere amati”.

“Il matrimonio è un vero strumento di salvezza, non soltanto per le persone coniugate ma per l’intera società” – ha concluso il Santo Padre – “Come ogni obiettivo valido, esso comporta sacrifici, e ci chiama ad essere preparati a sacrificare i nostri interessi per il bene dell’altro. Ci chiama ad esercitare la tolleranza e ad offrire il perdono. Ci invita ad educare e proteggere il dono di una nuova vita. (...) Incoraggio tutti voi nel vostro impegno di promuovere l’adeguata comprensione ed apprezzamento che l’inestimabile dono del matrimonio e della vita familiare offrono alla società umana”.
AG/ VIS 20100505 (350)

CARITAS IN VERITATE SESSIONE ACCADEMIA SCIENZE SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). La Professoressa Mary Ann Glendon, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha presentato oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, una sintesi della XVI Sessione Plenaria della Pontificia Accademia, che ha avuto luogo dal 30 aprile al 4 maggio, nella Casina Pio IV in Vaticano, sul tema: “Crisi nell’economia mondiale: ripianificare il percorso”.

La Professoressa Glendon ha sottolineato che la Sessione Plenaria del 2010 è stata la prima tenuta dall’Accademia dopo la pubblicazione dell’Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate” e che i lavori dell’Accademia hanno seguito le direttive indicate da Benedetto XVI.

I tre argomenti esaminati dai partecipanti sono stati: Il finanziamento dell’economia e la vita quotidiana; Le conseguenze della crisi sui poveri e il Governo dell’attività economica.

Relativamente al primo tema gli accademici hanno posto in rilievo che la fragilità del sistema economico è in parte conseguenza della fiducia eccessiva nelle attività finanziarie speculative separate dall’attività produttiva nell’economia reale. Relativamente alle ripercussioni della crisi sui poveri, si è constatato che per la prima volta il mondo avrà, a breve, più di un miliardo di persone denutrite.

“Se si paragona il costo relativo delle erogazioni finanziarie per fronteggiare la crisi, all’ammontare necessario per l’alimentazione di base, non si può fare a meno di concludere che questa crisi ha molto allontanato l’attenzione dalle questioni urgenti dello sviluppo”, ha affermato la Professoressa Glendon.

Infine la Professoressa Glendon ha riaffermato che: “I principi esposti nella ‘Caritas in veritate’ circa la necessità di una più forte regolamentazione della finanza internazionale sono stati discussi con varie misure concrete suggerite per assicurare una maggiore trasparenza negli strumenti finanziari e per evitare i problemi di rischi morali derivanti dalle erogazioni finanziarie”.
ACADSS/ VIS 20100505 (290)

CARDINALE HUMMES INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Claudio Hummes, O.F.M., Prefetto della Congregazione per il Clero, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del XVI Congresso Eucaristico Nazionale del Brasile che avranno luogo a Brasilia dal 13 al 16 maggio 2010.

Nella Lettera, redatta in lingua latina e datata 19 aprile, il Santo Padre auspica che questo avvenimento sia proficuo e raccomanda i partecipanti a Nuestra Señora de Aparecida.
BXVI-LETTERA/ VIS 20100505 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri, in udienza, il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/ VIS 20100505 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote José Valdeci Santos Mendes, Vescovo della Diocesi di Brejo (superficie: 23.340; popolazione: 475.000; cattolici: 444.500; sacerdoti: 25; religiosi: 16), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Coroatá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Finora Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora da Graça” ad Arari e Coordinatore diocesano per la pastorale, succede al Vescovo Valter Carrijo, S.D.S., del quale il Santo Padre ha ricevuto la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20100505 (100)

martedì 4 maggio 2010

TELEGRAMMA CORDOGLIO PER MORTE CARDINALE LUIGI POGGI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Papa ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la morte, oggi a Roma, all’età di 92 anni, del Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.
Nel telegramma inviato ai familiari del defunto Porporato, il Santo Padre scrive: Desidero esprimere la mia viva partecipazione al lutto che colpisce i familiari e quanto conobbero e stimarono il compianto Porporato per tanti anni solerte collaboratore della Santa Sede in particolare come Nunzio Apostolico in vari paesi e come Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”.
Venerdì 7 maggio, alle 17:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, celebrerà la Liturgia Esequiale con i Cardinali presenti a Roma.
Al termine il Papa si rivolgerà ai presenti e presiederà il rito della “Ultima Commendatio” e della “Valedictio”.
TGR/ VIS 20100504 (170)

AUGURI DEL PAPA AL RABBINO EMERITO DI ROMA ELIO TOAFF


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio autografo di augurio al Rabbino emerito di Roma, Elio Toaff, in occasione del suo 95° Genetliaco, festeggiato ieri 3 maggio. Il Messaggio è stato letto pubblicamente da Monsignor Georg Gänswein, Segretario Particolare del Santo Padre, durante la solenne cerimonia tenuta a Roma in occasione della serata inaugurale della Fondazione Elio Toaff per la Cultura Ebraica.
“Penso” – scrive il Papa – “con le espressioni del Salmo, a come il Signore abbia rinfrancato l’anima Sua, guidandoLa per il giusto cammino, anche nella valle più oscura, nell’ora della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico. Il Signore, nei suoi misteriosi disegni, ha voluto che Ella sperimentasse in maniera singolare la sua salvezza, divenendo un segno di speranza per la rinascita di molti Suoi fratelli”.
“Mi è specialmente caro ricordare il Suo impegno per la promozione di relazioni fraterne tra cattolici ed ebrei, e la sincera amicizia che La legò al mio venerato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II”.
MSG/ VIS 20100504 (180)

TERZA RIUNIONE CONSIGLIO PRESINODALE MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Nei giorni 23-24 aprile 2010 si è riunito il Consiglio Presinodale per l’Assemblea Speciale per il Medio Oriente, come informa un Comunicato emesso ieri, lunedì 3 maggio.
Alla riunione hanno partecipato: Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca d’Antiochia dei Maroniti (Libano); il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri (Siria); Sua Beatitudine Gregorios III Laham, B.S., Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria); Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano); Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini; l’Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei (Iran), Presidente della Conferenza Episcopale Iraniana; l’Arcivescovo Luigi Padovese, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico dell’Anatolia, Presidente della Conferenza Episcopale di Turchia. Non ha potuto prendere parte ai lavori Sua Beatitudine il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq).
L’ordine del giorno prevedeva, dopo il saluto e l’introduzione del Segretario Generale, Vescovo Nikola Eterović, le comunicazioni dei singoli Membri circa la situazione ecclesiale nel contesto socio-politico delle regioni mediorientali e soprattutto l’elaborazione della bozza dell’”Instrumentum laboris”, documento di lavoro dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi che avrà luogo dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: “La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. ‘La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola’ (At 4, 32)”.
“L’obiettivo dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente è duplice” – si legge ancora nel Comunicato – “confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità mediante la Parola di Dio e i Sacramenti, e ravvivare la comunione ecclesiale tra le Chiese particolari, affinché possano offrire un’autentica testimonianza cristiana, a contatto con altre Chiese e comunità ecclesiali. Da qui l’urgenza di un impegno ecumenico convinto, ‘perché tutti siano una sola cosa, perché il mondo creda’ (cf. Gv 17, 21)”.
“Il futuro Sinodo” – conclude il Comunicato – “sarà un’occasione preziosa per esaminare a fondo anche la situazione religiosa e sociale, per dare ai cristiani una visione chiara del senso del loro essere attivi testimoni di Cristo, nel contesto di società a maggioranza musulmana. Si tratterà, dunque, di procedere ad una riflessione sulla situazione presente, non facile a motivo dei conflitti e dell’instabilità, che causano l’esodo della popolazione, compresi non pochi cristiani”.
SE/ VIS 20100504 (440)

GIOVEDÌ GIURAMENTO 30 RECLUTE GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Giovedì 6 maggio, alle 17:00, nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, trenta nuove reclute arruolate negli ultimi dodici mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera. Presterà giuramento anche il nuovo Maggiore della Guardia William Kloter.
Alle 7:30 di giovedì 6 maggio, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alla quale assisteranno le nuove Guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 9:00, nel Cortile d’Onore del Quartiere Svizzero, il Comandante del Corpo, Colonnello Daniel Rudolf Anrig deporrà una corona d'alloro davanti al monumento che commemora l’eroica morte di 147 soldati elvetici, caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell’Imperatore Carlo V. L’Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni e le onorificenze ad alcuni membri del Corpo.
Quest’anno sarà inoltre presente la Signora Doris Leuthard, Presidente della Confederazione Elvetica. Il Capo di Stato Maggiore, Peter Stutz, rappresenterà l’esercito svizzero. Il Governo Cantonale di San Gallo prenderà parte alla cerimonia come ospite d’onore. La Banda musicale della città di Uzwil, offrirà un concerto di gala per le nuove Guardie e i familiari, venerdì 7 maggio, alle 16:30, nel Cortile d’Onore.
La cerimonia del giuramento si celebra tutti gli anni il 6 maggio per commemorare la morte delle 147 svizzere cadute durante il “Sacco di Roma”.
GSP/ VIS 100504 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Consiglio scientifico della “Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche” (Avepro), il Reverendo Professor Slwomir Nowosad, Vice-Rettore per la Ricerca e le Relazioni Internazionali e Docente ordinario di Teologia Morale presso l’Università Cattolica di Lublin (Polonia); il Professor John L. Davies, Docente emerito presso l’ “Anglia Ruskin University”, Chelmsford (Gran Bretagna); il Professor Peter Jonkers, Docente ordinario di Filosofia presso l’Università Cattolica di Tilburg (Paesi Bassi); il Professor Donald McQuillan, già Direttore dell’”Irish Universities Quality Board” (Irlanda); Dottoressa Emanuela Stefani, Direttore della “Conferenza dei Rettori delle Università Italiane”, Roma (Italia).
Sabato 1 maggio il Santo Padre:
- Ha elevato l’Amministrazione Apostolica delle Comores (Oceano Indiano) al rango di Vicariato Apostolico, con la nuova denominazione di Arcipelago delle Comores e la medesima configurazione territoriale.
- Ha nominato primo Vicario Apostolico di Comores (superficie: 2.033; popolazione: 800.000; cattolici: 6.000; sacerdoti: 6: religiosi: 14), Oceano Indiano, il Padre Charles Mahuza Yava, S.D.S., già Superiore Provinciale della Provincia Salvatoriana Africana. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 nel territorio di Sandoa (Repubblica Democratica del Congo), ha emesso la Processione Perpetua nella Società del Divin Salvatore nel 1991 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Finora è stato Parroco della Parrocchia di Moroni (Grande Comore).NA:ECE VIS 20100504 (120)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Riportiamo di seguito i dati relativi i Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Cardinale Paul Augustin Mayer, O.S.B., (Germania), Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 30 aprile, all’età di 98 anni.
- Il Cardinale Tomas Spidlik, S.I., (Repubblica Ceca), della Diaconia di S. Agata de’ Goti, il 16 aprile, all’età di 90 anni.
- L’Arcivescovo William Donald Borders, emerito di Baltimore (Stati Uniti d’America), il 19 aprile, all’età di 96 anni.
- Il Vescovo Edmund Joseph Fitzgibbon, S.P.S., emerito di Warri (Nigeria), il 17 aprile, all’età di 85 anni.
- Il Vescovo Norman Francis McFarland, emerito di Orange in California (Stati Uniti d’America), il 16 aprile, all’età di 88 anni..../DEFUNTI/... VIS 20100504 (130)

lunedì 3 maggio 2010

DIO AIUTA AD AFFRONTARE E SUPERARE LE DIFFICOLTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Il Papa ha compiuto oggi una visita pastorale a Torino (Italia) a motivo dell'ostensione della Sacra Sindone.

 Dopo un breve incontro con i cittadini in Piazza San Carlo, il Santo Padre ha presieduto alle 10.45 la celebrazione eucaristica nello stesso luogo.

 Nell'omelia, Benedetto XVI ha fatto riferimento alle difficoltà nella vita cristiana. In questo senso ha ricordato "a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono in solitudine, agli emarginati, agli immigrati".

 Nonostante i numerosi problemi, ha continuato, "è proprio la certezza che ci viene dalla fede, la certezza che non siamo soli, che Dio ama ciascuno senza distinzione ed è vicino a ciascuno con il suo amore, che rende possibile affrontare, vivere e superare la fatica dei problemi quotidiani".

 Il Papa ha esortato le famiglie "a vivere la dimensione cristiana dell'amore nelle semplici azioni quotidiane, nei rapporti familiari superando divisioni e incomprensioni, nel coltivare la fede che rende ancora più salda la comunione".

 "Desidero anche incoraggiare lo sforzo, spesso difficile, di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica: la collaborazione per perseguire il bene comune e rendere la Città sempre più umana e vivibile".

 Il Santo Padre ha incoraggiato in particolare i giovani a "non perdere mai la speranza, quella che viene dal Cristo Risorto, dalla vittoria di Dio sul peccato, sull'odio e sulla morte".

 Riferendosi successivamente alla Sacra Sindone, il Pontefice ha sottolineato che "in essa vediamo, come specchiati, i nostri patimenti nelle sofferenze di Cristo (...). Proprio per questo essa è un segno di speranza: Cristo ha affrontato la croce per mettere un argine al male; per farci intravedere, nella sua Pasqua, l'anticipo di quel momento in cui anche per noi, ogni lacrima sarà asciugata e non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno".

 Benedetto XVI ha concluso esortando i fedeli di Torino a "a restare saldi in quella fede che avete ricevuto, che dà senso alla vita, che dà forza di amare; a non perdere mai la luce della speranza nel Cristo Risorto, che è capace di trasformare la realtà e rendere nuove tutte le cose; a vivere in città, nei quartieri, nelle comunità, nelle famiglie, in modo semplice e concreto l'amore di Dio: "Come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri".

 Dopo la Messa e prima del Regina Coeli, il Papa si è rivolto a Maria, che a Torino è venerata come patrona con il titolo di Vergine della Consolazione. "A Lei affido questa Città e tutti coloro che vi abitano. Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull'intera Comunità dei credenti, perché siano "sale e luce" in mezzo alla società".
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (510)

AI GIOVANI: SIATE PARTE DEL GRANDE MOSAICO DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Alle 16.30 il Santo Padre è arrivato a Piazza San Carlo per incontrare i giovani dell'arcidiocesi di Torino e delle diocesi limitrofe. Dopo la presentazione del cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, e il saluto di due giovani, il Papa ha pronunciato un discorso ai presenti.

 Ricordando che 25 anni fa Giovanni Paolo II ha dedicato ai giovani una lettera incentrata sull'incontro di Gesù con il giovane ricco, che gli chiede cosa debba fare per avere la vita eterna, Benedetto XVI ha detto: "Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. "Cambiare" è diventata, in molti casi, la parola d'ordine (...) e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita".

 Tuttavia il Papa si è domandato: "E' proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l'amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all'esistenza.
Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità,  vorremmo che non avesse mai termine. Dio ci ha creato in vista del "per sempre", ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande".

 "Nel dialogo con il giovane, che possedeva molte ricchezze, Gesù indica qual è la ricchezza più grande della vita: l'amore. Amare Dio e amare gli altri con tutto se stessi (...). Non c'è nulla, quindi, di più grande per l'uomo, un essere mortale e limitato, che partecipare alla vita di amore di Dio. Oggi viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all'individualismo (...). Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all'amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!".

 "Vivete questo incontro con l'amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti - ha esortato Benedetto XVI i giovani - (...).l'amore di Cristo per il giovane del Vangelo è il medesimo che egli ha per ciascuno di voi. Non è un amore confinato nel passato, non è un'illusione, non è riservato a pochi (...).Ciascuno si senta "parte viva" della Chiesa, coinvolto nell'opera di evangelizzazione, senza paura (...) con i fratelli nella fede e in comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza individualista anche nel vivere la fede, per respirare a pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico della Chiesa di Cristo".

 Il Santo Padre ha posto come esempio il beato Piergiorgio Frassati, di cui si celebra il ventesimo anniversario della beatificazione e che "visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace (...). Il Papa ha ricordato che il motto di Frassati era " Vivere e non vivacchiare" e ha invitato quanti lo ascoltavano a "scoprire che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!".

 "La sacra Sindone - ha concluso - sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell'amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un'espressione credibile del volto di Cristo".
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (650)

SACRA SINDONE: ICONA DEL MISTERO DEL SABATO SANTO

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Concluso l'incontro con i giovani, a cui hanno partecipato circa 20.000 persone, il Santo Padre si è recato in automobile alla Cattedrale di Torino per venerare la Sacra Sindone, la cui ostensione è iniziata il 10 aprile e finirà il 23 maggio.

 Il Papa, che è stato ricevuto dal parroco e dai canonici del Capitolo Metropolitano, ha adorato l'Eucaristia nella Cappella del Santissimo Sacramento per trasferirsi in seguito sull'altare maggiore, dove ha venerato la Sacra Sindone.

 Dopo aver venerato il Sacro Sudario, Benedetto XVI ha letto la sua meditazione intitolata "Il mistero del Sabato Santo", sottotitolo del tema dell'ostensione: "Passio Christi- Passio hominis".

 "La Sacra Sindone -ha detto il Papa- è l'icona di questo mistero (...).  Infatti essa è un telo sepolcrale, che ha avvolto la salma di un uomo crocifisso in tutto corrispondente a quanto i Vangeli ci dicono di Gesù (...). Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio (...), nel nostro tempo, specialmente dopo aver attraversato il secolo scorso, l'umanità è diventata particolarmente sensibile al mistero del Sabato Santo. Il nascondimento di Dio fa parte della spiritualità dell'uomo contemporaneo, in maniera esistenziale, quasi inconscia, come un vuoto nel cuore che è andato allargandosi sempre di più (...). Dopo le due guerre mondiali, i lager e i gulag, Hiroshima e Nagasaki, la nostra epoca è diventata in misura sempre maggiore un Sabato Santo: l'oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita, in modo particolare interpella noi credenti. Anche noi abbiamo a che fare con questa oscurità".

 "E tuttavia la morte del Figlio di Dio, di Gesù di Nazaret ha un aspetto opposto, totalmente positivo, fonte di consolazione e di speranza. E questo mi fa pensare al fatto che la sacra Sindone si comporta come un documento "fotografico", dotato di un "positivo" e di un "negativo". E in effetti è proprio così: il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini. Il Sabato Santo è la "terra di nessuno" tra la morte e la risurrezione, ma in questa "terra di nessuno" è entrato Uno, l'Unico, che l'ha attraversata con i segni della sua Passione per l'uomo".

 "In quel "tempo oltre il tempo" Gesù Cristo è "disceso agli inferi" (...). Dio, fattosi uomo, è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell'uomo, dove non arriva alcun raggio d'amore, dove regna l'abbandono totale senza alcuna parola di conforto: "gli inferi". Gesù Cristo, rimanendo nella morte, ha
oltrepassato la porta di questa solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui (...). L'essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l'amore, allora anche là è arrivata la vita. Nell'ora dell'estrema solitudine non saremo mai soli: "Passio Christi. Passio hominis".

 "Questo è il mistero del Sabato Santo! Proprio di là, dal buio della morte del Figlio di Dio, è spuntata la luce di una speranza nuova: la luce della Risurrezione. Ed ecco, mi sembra che guardando questo sacro Telo con gli occhi della fede si percepisca qualcosa di questa luce (...). Questo è il potere della Sindone: dal volto di questo "Uomo dei dolori", che porta su di sé la passione dell'uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre passioni, le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati (...) promana una maestà solenne, una signoria paradossale".

 "Come parla la Sindone? Parla con il sangue, e il sangue è la vita! La Sindone è un'Icona scritta col sangue; sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato destro. L'immagine impressa sulla Sindone è quella di un morto, ma il sangue parla della sua vita. Ogni traccia di sangue parla di amore e di vita (...). E' come una sorgente che mormora nel silenzio, e noi possiamo sentirla, possiamo ascoltarla, nel silenzio del Sabato Santo".

 Terminata la meditazione, Benedetto XVI ha salutato le suore dei diversi monasteri della diocesi e i membri del Comitato della Sacra Sindone per trasferirsi successivamente alla Casa della Divina Provvidenza, dove, alle 18.30, nella Chiesa del Cottolengo ha incontrato i malati.
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (710)

DIO RENDE FECONDA L'OFFERTA DELLA SOFFERENZA

CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2010 (VIS). Alle 18.30, il Papa ha incontrato i malati nella Chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza, fondata da san Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842), nei sobborghi di Torino nel 1832.

 "Questo incontro - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso -, si intona molto bene al mio pellegrinaggio alla sacra Sindone, in cui possiamo leggere tutto il dramma della sofferenza, ma anche, alla luce della Risurrezione di Cristo, il pieno significato che essa assume per la redenzione del mondo".

 Parlando del Cottolengo, Benedetto XVI ha affermato che "pur attraversando nella sua vita momenti drammatici, mantenne sempre una serena fiducia di fronte agli eventi; attento a cogliere i segni della paternità di Dio, riconobbe, in tutte le situazioni, la sua presenza e la sua misericordia e, nei poveri, l'immagine più amabile della sua grandezza".

 "Principio fondamentale della sua opera fu, fin dall'inizio, -ha continuato-l'esercizio verso tutti della carità cristiana, che gli permetteva di riconoscere in ogni uomo, anche se ai margini della società, una grande dignità (...). Perciò il farsi carico di tante sofferenze umane significava, per il nostro Santo, creare relazioni di vicinanza affettiva, familiare e spontanea, dando vita a strutture che potessero favorire questa vicinanza, con quello stile di famiglia che continua ancora oggi".

 Il Papa ha assicurato ai malati che hanno avuto una missione importante: "Vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo. Offrendo il nostro dolore a Dio per mezzo di Cristo, noi possiamo collaborare alla vittoria del bene sul male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto di amore".

"Questa Casa -ha sottolineato- è uno dei frutti maturi nati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo, e manifesta che la sofferenza, il male, la morte non hanno l'ultima parola, perché dalla morte e dalla sofferenza la vita può risorgere".

 Il Santo Padre ha concluso mettendo in rilievo che "in questo luogo comprendiamo meglio che, se la passione dell'uomo è stata assunta da Cristo nella sua Passione, nulla andrà perduto. Il messaggio di questa solenne Ostensione della Sindone: "Passio Christi - Passio hominis", qui si comprende in modo particolare".

 Terminata la visita e dopo aver salutato i malati presenti nella Chiesa del Cottolengo, il Papa si è diretto all'aeroporto di Torino, dove, alle 20:00, è salito sull'aereo di ritorno a Roma. Dall'aeroporto di Ciampino si è recato in elicottero in Vaticano.
PV-ITALIA/                                                                                 VIS 20100503 (420)

COMUNICATO RIUNIONE VISITATORI LEGIONARI DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente comunicato:

"1. Nei giorni 30 aprile e 1° maggio il Cardinale Segretario di Stato ha presieduto in Vaticano una riunione con i cinque Vescovi incaricati della Visita Apostolica alla Congregazione dei Legionari di Cristo (mons. Ricardo Blázquez Pérez, Arcivescovo di Valladolid; mons. Charles Joseph Chaput, OFMCap., Arcivescovo di Denver; mons. Ricardo Ezzati Andrello SDB, Arcivescovo di Concepción; mons. Giuseppe Versaldi, Vescovo di Alessandria; mons. Ricardo Watty Urquidi, M.Sp.S., Vescovo di Tepic). Ad essa hanno preso parte i Prefetti della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

 Una delle sessioni si è svolta alla presenza del Santo Padre, al quale i Visitatori hanno presentato una sintesi delle loro Relazioni, già anteriormente inviate.

 Nel corso della Visita sono stati incontrati personalmente più di 1.000 Legionari e sono state vagliate diverse centinaia di testimonianze scritte. I Visitatori si sono recati in quasi tutte le case religiose e in molte delle opere di apostolato dirette dalla Congregazione. Hanno ascoltato, a voce o per iscritto, il giudizio di molti Vescovi Diocesani dei Paesi in cui la Congregazione opera. I Visitatori hanno anche incontrato numerosi membri del Movimento "Regnum Christi", benché esso non fosse oggetto della Visita, in particolare uomini e donne consacrate. Hanno ricevuto anche notevole corrispondenza da parte di laici impegnati e di familiari di aderenti al Movimento.

 I cinque Visitatori hanno testimoniato l'accoglienza sincera loro riservata e lo spirito di fattiva collaborazione mostrato dalla Congregazione e dai singoli religiosi. Pur avendo agito indipendentemente, sono giunti ad una valutazione ampiamente convergente e ad un giudizio condiviso. Essi hanno attestato di avere incontrato un gran numero di religiosi esemplari, onesti, pieni di talento, molti dei quali giovani, che cercano Cristo con zelo autentico e che offrono l'intera loro esistenza per la diffusione del Regno di Dio.

2. La Visita Apostolica ha potuto appurare che la condotta di P. Marcial Maciel Degollado ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione.

 I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti di P. Maciel, confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso. Di tale vita era all'oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da P. Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico.

 Non di rado un lamentevole discredito e allontanamento di quanti dubitavano del suo retto comportamento, nonché l'errata convinzione di non voler nuocere al bene che la Legione stava compiendo, avevano creato attorno a lui un meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile, rendendo di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera vita.

3. Lo zelo sincero della maggioranza dei Legionari, emerso anche nelle visite alle case della Congregazione e a molte loro opere, non da pochi assai apprezzate, ha portato molti in passato a ritenere che le accuse, via via divenute più insistenti e lanciate qua e là, non potessero essere che calunnie.

 Perciò la scoperta e la conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore, distintamente evidenziati dai Visitatori.

4. Dai risultati della Visita Apostolica sono emerse con chiarezza, tra gli altri elementi:
a) la necessità di ridefinire il carisma della Congregazione dei Legionari di Cristo, preservando il nucleo vero, quello della "militia Christi", che contraddistingue l'azione apostolica e missionaria della Chiesa e che non si identifica con l'efficientismo a qualsiasi costo;
b) la necessità di rivedere l'esercizio dell'autorità, che deve essere congiunta alla verità, per rispettare la coscienza e svilupparsi alla luce del Vangelo come autentico servizio ecclesiale;
c) la necessità di preservare l'entusiasmo della fede dei giovani, lo zelo missionario, il dinamismo apostolico, per mezzo di un'adeguata formazione. Infatti, la delusione circa il fondatore potrebbe mettere in questione la vocazione e quel nucleo di carisma che appartiene ai Legionari di Cristo ed è loro proprio.

5. Il Santo Padre intende rassicurare tutti i Legionari e i membri del Movimento "Regnum Christi" che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore: ad essi va in questo momento il pensiero e la preghiera del Santo Padre, insieme alla gratitudine per quanti di loro, pur in mezzo a grandi difficoltà, hanno avuto il coraggio e la costanza di esigere la verità.

6. Il Santo Padre, nel ringraziare i Visitatori per il delicato lavoro da essi svolto con competenza, generosità e profonda sensibilità pastorale, si è riservato di indicare prossimamente le modalità di questo accompagnamento, a cominciare dalla nomina di un suo Delegato e di una Commissione di studio sulle Costituzioni.

 Ai membri consacrati del Movimento "Regnum Christi", che lo hanno richiesto con insistenza, il Santo Padre invierà un Visitatore.

7. Infine, il Papa rinnova a tutti i Legionari di Cristo, alle loro famiglie, ai laici impegnati nel movimento "Regnum Christi", il suo incoraggiamento, in questo momento difficile per la Congregazione e per ciascuno di loro. Li esorta a non perdere di vista che la loro vocazione, scaturita dalla chiamata di Cristo e animata dall'ideale di testimoniare al mondo il suo amore, è un autentico dono di Dio, una ricchezza per la Chiesa, il fondamento indistruttibile su cui costruire il futuro personale e quello della Legione."
OP/                                                                                               VIS 20100503 (970)
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