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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 17 novembre 2008

URGENTE AZIONE APOSTOLICA LAICI SOCIETÀ ATTUALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XXIII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, tenutosi sul tema: "A vent'anni dalla 'Christifideles laici': memoria, sviluppo, nuove sfide e compiti".

  L'Esortazione Apostolica "Christifideles laici" - ha spiegato il Papa - è "una rivisitazione organica degli insegnamenti del Concilio Vaticano II riguardanti i laici - la loro dignità di battezzati, la vocazione alla santità, l'appartenenza alla comunione ecclesiale, la partecipazione all'edificazione delle comunità cristiane e alla missione della Chiesa, la testimonianza in tutti gli ambienti sociali e l'impegno a servizio della persona per la sua crescita integrale e per il bene comune della società ".

  Il Documento "orienta il discernimento, l'approfondimento e l'orientamento  dell'impegno laicale nella Chiesa di fronte ai mutamenti sociali di questi anni" e "riconosce e incoraggia la 'nuova stagione aggregativa dei fedeli laici' (...) indicando quei 'criteri di ecclesialità' che sono necessari, da una parte, al discernimento dei Pastori e, dall'altra, alla crescita della vita delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità".

  "L'attuale condizione culturale e sociale" - ha proseguito il Pontefice - "rende ancora più urgente questa azione apostolica, per condividere a piene mani il tesoro di grazia e di santità, di carità, dottrina, cultura e opere, di cui è composto il flusso della tradizione cattolica. Le nuove generazioni sono non solo destinatarie preferenziali di questa trasmissione e condivisione ma anche soggetti che attentono nel proprio cuore proposte di verità e di felicità per poterne rendere testimonianza cristiana, come già accade in modo mirabile. Ne sono stato, io stesso, nuovamente testimone a Sydney, nella recente Giornata Mondiale della Gioventù".

  "Conosco anche il vostro impegno in merito a questioni di speciale rilevanza" - ha detto il Papa rivolgendosi ai Membri del Pontificio Consiglio per i Laici - "com'è quella della dignità e partecipazione delle donne nella vita della Chiesa e della società. (...) L'uomo e la donna, uguali in dignità, sono chiamati ad arricchirsi vicendevolmente in comunione e collaborazione, non solo nel matrimonio e nella famiglia, ma anche nella società in tutte le sue dimensioni".

  Infine il Pontefice ha esortato tutti i componenti del Dicastero a "seguire con diligente cura pastorale la formazione, la testimonianza e la collaborazione dei fedeli laici nelle più diverse situazioni in cui sono in gioco l'autentica qualità umana della vita nella società".

  "In particolar modo" - ha concluso il Pontefice - "ribadisco la necessità e l'urgenza della formazione evangelica e dell'accompagnamento pastorale di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica, che siano coerenti con la fede professata, che abbiamo rigore morale, capacità di giudizio culturale, competenza professionale e passione di servizio per il bene comune".
AC/ANNIVERSARIO CHRISTIFIDELES LAICI/...               VIS 20081117 (450)


venerdì 14 novembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo George Panikulam, Nunzio Apostolico in Etiopia e Delegato Apostolico in Somalia.
AP/.../...                                         VIS 20081114 (60)

giovedì 13 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Juan José Asenjo Pelegrina, Arcivescovo Coadiutore di Sevilla (superficie: 14.042; popolazione: 1.835.077; cattolici: 1.825.505; sacerdoti: 685; religiosi: 2.928; diaconi permanenti: 37), Spagna. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Córdoba (Spagna), è nato a Sigüenza (Spagna), nel 1945, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969 e l'ordinazione episcopale nel 1997.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., che è Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, Consultore della Congregazione per i Vescovi.
NEC:NA/.../ASENJO:LADARIA                     VIS 20081113 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Jesús Pérez Rodríguez, O.F.M., di Sucre.

    - Il Vescovo Walter Pérez Villamonte, di Potosí, con l'Ausiliare Vescovo Ricardo Ernesto Centellas Guzmán.

    - Il Vescovo Francisco Javier del Río Sendino, di Tarija, con il Vescovo emerito Adhmar Esquivel Kohenque.
AL/.../...                                                 VIS 20081113 (70)


LX ANNIVERSARIO DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato il programma degli eventi commemorativi del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promosso dal medesimo Dicastero, in programma in Vaticano il 10 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino ha spiegato che le iniziative "intendono da una parte celebrare quel famoso documento delle Nazioni Unite e, dall'altra sottolinearne il valore perenne, riproponendone la valenza educativa e orientativa per la costruzione di un mondo più giusto e più solidale".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "ritiene che i diritti umani esprimano la trascendente dignità della persona, unica creatura amata da Dio per se stessa, fine e mai mezzo, e pensa che la 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo' del 1948 sia un momento di fondamentale importanza nella maturazione, da parte dell'umanità, di una coscienza morale consona alla dignità della persona".

  "La Chiesa ha dato il proprio contributo" - ha ricordato il Porporato - "sia con la riflessione sui Diritti umani alla luce della Parola di Dio e della ragione umana - si pensi alla trattazione che dell'argomento ha svolto il Beato Giovanni XXIII nella 'Pacem in Terris' - sia con un impegno di annuncio e di denuncia che ne ha fatto un'infaticabile paladina della dignità dell'uomo e dei suoi diritti in questi sessant'anni che ci separano dalla Dichiarazione del 1948".

  "L'ultima vigorosa testimonianza resa al valore della Dichiarazione Universale è stata quella del Santo Padre Benedetto XVI il 18 aprile di quest'anno in occasione della visita alle Nazioni Unite. In quella memorabile circostanza affermò: (....) Il merito della 'Dichiarazione Universale' è di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti".

  "A partire da questa visione" - ha detto ancora il Cardinale Martino - "il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, unitamente alla Prefettura della Casa Pontificia, organizzerà nell'Aula Paolo VI, come già detto, una iniziativa celebrativa divisa in due momenti particolari. Il primo momento ufficiale alle ore 16:00, che consisterà in un Atto commemorativo prevalentemente di riflessione e di studio, vedrà la partecipazione dei Responsabili dei Dicasteri della Curia Romana e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Interverranno a questo momento, con interventi puntuali sul valore e sull'attualità della 'Dichiarazione Universale dei Diritti Umani', Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità; il Dottor Juan Somavia, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Laovoro (ILO); il Dottor Jacques Diouf, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.)".

  Nel pomeriggio dello stesso giorno, 10 novembre, alle 18:00, è in programma un concerto della "Brandenburrgisches Staatsorchester di Frankfurt, diretta dalla Direttrice spagnola Signora Inma Shara, al quale assisterà il Santo Padre Benedetto XVI.

  Poco prima dell'inizio del Concerto verranno assegnati i Premi attribuiti per il 2008 dalla Fondazione San Matteo, in memoria del Cardinale Van Thuân. Fra i premiati il Dottor Corneli Sommaruga, ex Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
OP/ANNIVERSARIO DIRITTI UMANI/MARTINO               VIS 20081113 (500)


RELIGIONI VEICOLO DI RICONCILIAZIONE E DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, è intervenuto ieri alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., svoltasi sul tema: "Cultura e Pace".

  "L'O.N.U." - ha detto il Cardinale all'inizio del suo discorso - "per sua natura e sua missione, deve essere scuola di pace. Infatti si deve imparare a pensare e ad agire tenendo conto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutti". Gli Stati membri, ha continuato il Porporato, "devono adoperarsi per superare la semplice logica dei rapporti di forza, in modo da lasciar spazio alla forza del diritto e alla saggezza dei popoli, diventando 'artigiani di Pace'".

  "In tale esigente compito" - ha ribadito il Cardinale Tauran -  "i credenti e le loro comunità hanno un ruolo da svolgere. Le religioni, malgrado le debolezze e le contraddizioni dei loro seguaci, sono veicolo di riconciliazione e di pace".

  "I credenti devono essere coerenti e credibili" - ha sottolineato il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "Essi non possono usare la religione per vessare la libertà di coscienza, per giustificare la violenza, per diffondere l'odio e il fanatismo o per minare l'autonomia della politica e della religione".

  "D'altra parte" - ha proseguito il Cardinale Tauran - "partecipando al dialogo pubblico nelle società di cui sono membri, i credenti si sentono chiamati a collaborare alla promozione del bene comune che poggia su di un piedistallo di valori comuni a tutti, credenti e non credenti: la sacralità della vita, la dignità della persona umana, il rispetto della libertà di coscienza e di religione, la pratica della libertà responsabile, l'accoglienza delle opinioni nella loro diversità, il giusto uso della ragione, l'apprezzamento della vita democratica, l'attenzione alle risorse naturali, per citarne alcuni".

  "Noi tutti insieme, possiamo" - ha concluso il Porporato - "senza rinunciare alle nostre specificità culturali e religiose, tracciare la via di un mondo più sicuro e più solidale! Andiamo al di là della semplice tolleranza e degli incerti compromessi. Facciamo della fraternità più che un ideale, una realtà!".
.../CULTURA:PACE/ONU:TAURAN                               VIS 20081113 (350)


UDIENZA AL PRESIDENTE DEL BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il seguente Comunicato:

  "Oggi, giovedì 13 novembre 2008, il Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, Sua Eccellenza il Signor Luiz Inácio Lula da Silva, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale e regionale. Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Brasile, in particolare sulle politiche sociali intese a migliorare le condizioni di vita di tante persone che vivono ancora nel disagio e nell'emarginazione e a favorire il ruolo fondamentale della famiglia nella lotta contro la violenza e il degrado sociale. Si è poi sottolineata la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato in vista della promozione dei valori morali e del bene comune non solo nel Paese, ma in modo speciale in favore dell'Africa. Al riguardo, dopo aver ricordato la grata visita che il Santo Padre ha compiuto nel Paese nel maggio 2007, in occasione della V Assemblea Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Carabi ad Aparecida, è stato espresso compiacimento per la firma dell'Accordo fra la Santa Sede e il Brasile, avvenuta successivamente nel contesto della stessa visita". 

  Un secondo Comunicato annuncia che "L'Accordo, che consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico e il regime fiscale".
OP/BRASILE/LULA                                   VIS 20081113 (310)


SEPARAZIONE VITA PUBBLICA DA TRADIZIONI: STRADA CIECA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il nuovo Ambasciatore della Repubblica di San Marino, Signor Sante Canducci, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico, Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "la fede cristiana, (...) ha impregnato la vita e la storia della gente e delle istituzioni sammarinesi" ed ha auspicato che: "l'attuale comunità civile e religiosa di San Marino sappia scrivere insieme una nuova pagina di progresso e di civiltà, riconoscendo il ruolo indispensabile che ogni famiglia è chiamata a svolgere nella formazione delle nuove generazioni come luogo di educazione alla pace".

  "Sono certamente mutate le condizioni ambientali e sociali in cui noi oggi viviamo" - ha rilevato il Pontefice affermando ancora che: "inalterato però resta l'obbiettivo ultimo di ogni quotidiano nostro impegno personale e comunitario: la ricerca dell'autentico benessere della persona, e la costruzione di una società aperta all'accoglienza e attenta alle reali esigenze di tutti".

  "L'insieme unitario di valori e di leggi, il comune 'alfabeto' spirituale che ha reso possibile nei secoli scorsi ai nostri popoli di scrivere nobili pagine di storia civile e religiosa, rappresenta una preziosa eredità da non disperdere, un patrimonio da incrementare con l'apporto delle moderne scoperte della scienza, della tecnica e della comunicazione, poste al servizio del vero bene dell'uomo".

  "Separare (...) totalmente la vita pubblica da ogni valore delle tradizioni" - ha posto in rilievo il Papa - "significherebbe introdursi in una strada cieca e senza uscita. Ecco perché è necessario ridefinire il senso di una laicità che sottolinei la vera differenza e autonomia tra le diverse componenti della società, ma che conservi anche le specifiche competenze in un contesto di comune responsabilità".

  "Certamente questa 'sana' laicità dello Stato" - ha aggiunto il Pontefice - "comporta che ogni realtà temporale si regga secondo proprie norme, le quali tuttavia non devono trascurare le fondamentali istanze etiche il cui fondamento risiede nella natura stessa dell'uomo, e che, proprio per questo, rinviano in ultima analisi al Creatore".

  "Quando la Chiesa cattolica" - ha ricordato il Pontefice al termine del suo discorso - "attraverso i suoi legittimi Pastori, fa appello al valore che taluni fondamentali principi etici, radicati nell'eredità cristiana dell'Europa, rivestono per la vita privata, ed ancor più per quella pubblica, è mossa unicamente dal desiderio di garantire e promuovere la inviolabile dignità della persona e l'autentico bene della società".
CD/LETTERE CREDENZIALI/SAN MARINO:CANDUCCI      VIS 20081113 (400)


mercoledì 12 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo José Moreira da Silva, Vescovo della Diocesi di Januária (superficie: 38.187; popolazione: 300.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 18; religiosi: 40; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora de Abadia" a Taguatinga (Brasile), è nato a Ponte Alta (Brasile), nel 1953 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Succede al Vescovo Anselmo Müller, M.S.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Neri José Tondello, Vescovo di Juína (superficie: 129.078; popolazione: 140.800; cattolici: 127.963; sacerdoti: 17; religiosi: 48), Brasile. Il Vescovo eletto, finora sacerdote 'fidei donum' nella medesima Diocesi e Rettore del Seminario Maggiore di Cuiabá (Brasile), è nato nel 1964 a Antônio Prado (Brasile), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993.
RE:NER/.../MOREIRA:MÜLLER:TONDELLO                   VIS 20081112 (160)


SENZA CRISTO NON ESISTE MONDO GIUSTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, svoltasi in Piazza San Pietro, all'insegnamento di San Paolo sulla Cristologia.

  Nella Prima Lettera ai Tessalonicesi, ha detto il Papa: "San Paolo parla del ritorno di Gesù, chiamato 'parusia', 'avvento'. (....) Paolo descrive la 'parusia' di Cristo con accenti quanto mai vivi e con immagini simboliche, che trasmettono però un messaggio semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore (...) Il nostro futuro è 'essere con il Signore'".

  Benedetto XVI ha ricordato che nella seconda Lettera ai Tessalonicesi "Paolo cambia la prospettiva; parla di eventi negativi che dovranno precedere quello finale e conclusivo. Non bisogna lasciarsi ingannare - dice - come se il giorno del Signore fosse davvero imminente, secondo un calcolo cronologico". Il testo prosegue annunciando che "prima dell'arrivo del Signore vi sarò l'apostasia e dovrà essere rivelato un non meglio identificato 'uomo iniquo', il 'figlio della perdizione', che la tradizione chiamerà poi l'Anticristo".

  Interrogandosi su quali siano gli atteggiamenti fondamentali del cristiano riguardo alla cose ultime: la morte, la fine del mondo, il Papa ha ribadito: "Il primo atteggiamento è la certezza che Gesù è risorto, è col Padre, e proprio così è con noi, per sempre. E nessuno è più forte di Cristo, perché Egli è col Padre, è con noi. Siamo perciò sicuri, liberati dalla paura. (...) In secondo luogo, la certezza che Cristo è con me. E come in Cristo il mondo futuro è già cominciato, questo dà anche certezza della speranza. Il futuro non é un buio nel quale nessuno si orienta. Non è così. Senza Cristo, anche oggi per il mondo il futuro è buio. (....) Il cristiano sa che la luce di Cristo è più forte e perciò vive in una speranza non vaga, in una speranza che dà certezza e dà coraggio per affrontare il futuro".

  Il Papa ha affermato che il terzo atteggiamento "è responsabilità per il mondo, per i fratelli davanti a Cristo, e nello stesso tempo anche certezza della sua misericordia. (...) Dobbiamo lavorare perché questo mondo si apra a Cristo, sia rinnovato, (...) Pur (...) sapendo (...) che Dio è giudice vero, siamo anche sicuri che questo giudice è buono, conosciamo il Suo volto. (...) Perciò possiamo essere sicuri della sua bontà e andare avanti con grande coraggio".

  San Paolo alla conclusione della seconda Lettera ai Corinzi, "ripete e mette in bocca ai Corinzi una preghiera nata nelle prime comunità cristiane dell'area palestinese: 'Maranà thà!' che letteralmente significa 'Signore nostro, vieni!'. Era la preghiera della prima cristianità e anche l'ultimo libro del Nuovo Testamento, si chiude con questa preghiera: 'Signore, vieni!'. Possiamo pregare anche noi così? Mi sembra che per noi oggi, nella nostra vita, nel nostro mondo, sia difficile pregare sinceramente perché perisca questo mondo, perché venga la nuova Gerusalemme, perché venga il giudizio ultimo e il giudice Cristo. Penso che sinceramente non osiamo pregare così per molti motivi, tuttavia in una modo giusto e corretto anche noi possiamo dire, con la prima cristianità: 'Vieni, Signore Gesù'. Certo, non vogliamo che adesso venga la fine del mondo. Ma, d'altra parte, vogliamo anche che finisca questo mondo ingiusto. Vogliamo anche noi che il mondo sia fondamentalmente cambiato, che incominci la civiltà dell'amore, che arrivi un mondo di giustizia, di pace, senza violenza, senza fame".

  "Possiamo e dobbiamo dire anche noi, con urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni Signore! Vieni nel modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c'è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tante parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove Tu sei sconosciuto. Vieni nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori (...) perché noi stessi possiamo divenire luci di Dio, presenza tua".
AG/SAN PAOLO                                   VIS 20081112 (570)


martedì 11 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bathurst (Australia), presentata dal Vescovo Patrick Dougherty, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Daniel Nlandu Mavi, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Matadi (superficie: 31.000; popolazione: 2.100.000; cattolici. 995.000; sacerdoti: 127; religiosi: 183), Repubblica Democratica del Congo.

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Govind Swarup, Professore di Astrofisica al "Tata Institute of Fundamental Research" del "National Centre for Radio Astrophysics" di Mumbai (India) ed il Professore Stanislas Dehaene, Professore di Psicologia Cognitiva Sperimentale al "Collège de France", (Parigi) e Direttore del "Inserm-CEA Cognitive Neuroimaging Unit" di Orsay (Francia).
RE:NEC:NA/.../...                                   VIS 20081111 (130)


PASTORALE NELLA CURA BAMBINI MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXIII Conferenza Internazionale sul tema: "La Pastorale nella cura dei Bambini malati", promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma, in Vaticano, nei giorni 13, 14 e 15 novembre 2008.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute); il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; la Professoressa Bruna Costacurta, Professore ordinario di Esegesi biblica nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana, Roma; il Professor Alberto G. Ugazio, Coordinatore del Dipartimento di Medicina pediatrica, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma.

  Nel presentare la Conferenza il Cardinale Lozano Barragán ha affermato che: "Nello scorso decennio oltre due milioni di bambini sono stati uccisi nel corso di conflitti armati, 6 milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono stati mutilati dalle mine antiuomo, mentre, di recente, sono stati reclutati 300.000 bambini soldato. Oltre 4 milioni e 300 mila bambini sono morti di AIDS".

  "La povertà" - ha proseguito il Cardinale - "resta la causa principale delle malattie dell'infanzia. Un miliardo e duecento milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. Perfino nei Paesi più ricchi, un bambino su sei vive sotto il livello di povertà. (...) Duecentocinquanta milioni di bambini al di sotto dei 15 anni lavorano, tra questi circa 60 milioni in condizioni di pericolo. (...) Oggi molti bambini e adolescenti sono abbandonati a se stessi (...) Non esistono controlli per i programmi televisivi o per Internet, in cui navigano senza alcun tipo di guida morale. Il commercio sessuale, la pedofilia, la violenza nelle scuole, i crimini, le bande organizzate, ecc., sono fenomeni sempre più in espansione. (...) Molte famiglie hanno rinunciato al loro dovere educativo. (...) Molte volte l'educazione scolastica si riduce ad una mera informazione, rinunciando all'autentica formazione". 

  Dopo aver illustrato i suddetti dati, il Cardinale ha dedicato il suo intervento al tema della conferenza, la cura dei bambini malati, ed ha affermato: "Nella prima parte, 'Situazione', ci porremo domande sulla realtà e sull'origine delle malattie infantili. Inizieremo con la storia delle cure dei bambini malati nel mondo, la demografia della popolazione infantile e la sua mortalità. Studieremo, in seguito, le principali affezioni che colpiscono i bambini, per poi valutare se la globalizzazione costituisce un'opportunità o un rischio per quelli che sono malati. (...) Quanto all'origine delle malattie infantili, (...) tratteremo dello stile di vita e dell'alimentazione; (...); relativamente all'aspetto politico, studieremo (...) le legislazioni, i sistemi sanitari, (...); per l'aspetto ecologico, ascolteremo le iniziative dell'Organizzazione Mondiale della Salute in materia".

  "Passeremo, in seguito, alla 'Riflessione'. Ci chiederemo cosa ci dicono la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa sulla cura dei bambini, quali sono state queste cure nel corso della storia della Chiesa e quale è stata la testimonianza dei Santi che hanno consacrato la loro vita alla cura dell'infanzia ammalata. (...) Termineremo, quindi, la nostra riflessione, con un dialogo sulle grandi religioni: Ebraismo, Islamismo, Induismo, Buddismo".

  "La terza parte è dedicata alla 'Azione'. Di che tipo di catechesi e formazione nella fede abbiamo bisogno per far fronte a questa grave problematica? Come procedere a livello sacramentale con questi bambini? Come adoperare le scienze psicologiche in questa cura? Dal punto di vista medico tratteremo della ricerca riguardante i medicinali, la nutrizione e lo stile di vita (...). Dal punto di vista socio-politico sottolineeremo la funzione che devono avere i mezzi di comunicazione sociale, i sistemi sanitari nazionali e internazionali, le legislazioni, il problema delle migrazioni, (...). A livello pastorale, ci chiederemo quale è il compito della Diocesi, della parrocchia, degli Ordini e Congregazioni religiose, nonché dei volontari".

  Il Porporato ha concluso la presentazione ricordando la partecipazione alla Conferenza di  "Quarantuno specialisti, provenienti da vari Paesi, e con la massima qualificazione nel ramo specifico che tratteranno".
OP/CONFERENZA BAMBINI MALATI/BARRAGAN               VIS 20081111 (650)


lunedì 10 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti d'età, dall'Arcivescovo Alfio Rapisarda, all'incarico di Nunzio Apostolico in Portogallo ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Rino Passigato, finora Nunzio Apostolico in Perù.
RE:NN/.../...                                 VIS 20081110 (50)

MAGISTERO PIO XII PREZIOSA EREDITÀ CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Alle ore 12:30 di questa mattina,  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti al Congresso su: "L'eredità del Magistero di Pio XII e il Concilio Vaticano II", promosso dalle Pontificie Università Gregoriana e Lateranense nel 50° anniversario della morte del Servo di Dio Papa Pio XII.

  Benedetto XVI ha sottolineato che il Magistero del Servo di Dio Pio XII "costituisce una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro".

  Papa Benedetto XVI ha ricordato inoltre che il Predecessore scrisse oltre quaranta Lettere Encicliche, fra le quali "Mystici Corporis" "nella quale il Papa affronta il tema della vera ed intima natura della Chiesa", la "Divino afflante Spiritu" sulla Sacra Scrittura e la "Mediator Dei" sulla Sacra Liturgia.

  "Numerose sono state poi le occasioni in cui Pio XII ha trattato della responsabilità dei laici nella Chiesa" - ha detto ancora Benedetto XVI rilevando che Papa Pio XII "si soffermò sulla grande importanza dei moderni mezzi di comunicazione" e sul "dovere dei giornalisti di fornire informazioni veritiere e rispettose delle norme morali".

  "Anche alle scienze e agli straordinari progressi da esse compiuti Pio XII rivolse la sua attenzione" - ha proseguito il Pontefice - "Pur ammirando le conquiste raggiunte in tali campi, il Papa non mancava di mettere in guardia dai rischi che una ricerca non attenta ai valori morali poteva comportare. (...) Con straordinaria lungimiranza, però, il Papa ammoniva circa la necessità di impedire ad ogni costo che questi geniali progressi scientifici venissero utilizzati per la costruzione di armi micidiali che avrebbero potuto provocare catastrofi immani e perfino la totale distruzione dell'umanità".

  "Ugualmente meritevole di speciale menzione è l'insegnamento mariologico di Pio XII, che ebbe il suo culmine nella proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria Santissima, per mezzo del quale il Santo Padre intendeva sottolineare la dimensione escatologica della nostra esistenza ed esaltare altresì la dignità della donna".

  Ponendo in risalto che: "Per natura ed indole Pio XII era un uomo misurato e realista, alieno da facili ottimismi, ma era altresì immune dal pericolo di quel pessimismo che non si addice ad un credente", Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Aborriva le sterili polemiche ed era profondamente diffidente nei confronti del fanatismo e del sentimentalismo".

  "Vi era altresì in lui il continuo sforzo e la ferma volontà di donare se stesso a Dio senza risparmio e senza riguardo per la sua salute cagionevole. (...) Tutto nasceva dall'amore per il suo Signore Gesù Cristo e dall'amore per la Chiesa e per l'umanità. Egli infatti era innanzitutto il sacerdote in costante ed intima unione con Dio". Da Dio "traeva origine e slancio il suo magistero, come d'altronde ogni altra sua attività".

  "Il suo poliedrico e fecondo magistero" - ha sottolineato Benedetto XVI - "resta anche per i cristiani di oggi di un valore inestimabile. (...) L'eredità del magistero di Pio XII è stata raccolta dal Concilio Vaticano II e riproposta alle generazioni cristiane successive".

  "Possiamo dunque ben dire" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "che nella persona del Sommo Pontefice Pio XII, il Signore ha fatto alla sua Chiesa un eccezionale dono, per il quale noi tutti dobbiamo esserGli grati".
AC/PIO XII/...                                   VIS 20081110 (540)


REPUBBLICA CINA: VALIDO CONTRIBUTO STABILITÀ MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, il Signor Wang Larry Yu-Yuan, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede ha presentato al Santo Padre le Lettere Credenziali.

  "Il governo di Taipei" - ha affermato il Papa nel discorso al Diplomatico  - "ha uno spiccato senso di appartenenza alla comunità mondiale, alla famiglia umana globale. Ciò si manifesta in molteplici modi, non ultimo nella generosità con la quale aiuto e soccorso nelle emergenze vengono offerti alle nazioni più povere. A tale riguardo il vostro Paese offre un valido contributo all'edificazione di un mondo più sicuro e stabile. La Santa Sede è lieta di collaborare con tutti coloro che cercano di promuovere la pace, la prosperità e lo sviluppo, ed apprezza l'impegno profuso dalla Repubblica di Cina per tale nobile causa".

  Benedetto XVI ha ricordato che anche se i cattolici del Paese siano poco meno dell'1 percento della popolazione, essi "aspirano a contribuire all'edificazione di una società umana, giusta, e contrassegnata da un autentica preoccupazione per il benessere dei membri più deboli della società". Il Papa ha inoltre ricordato al diplomatico: "Il fermo impegno del Governo del suo Paese a favore della libertà di religione che ha reso possibile alla Chiesa l'esercizio della sua missione di amore e di servizio e di esprimersi apertamente nel culto e nella proclamazione del Vangelo".

  Grazie "alla innata profondità spirituale e saggezza morale" del popolo asiatico "c'è una grande vitalità religiosa ed una grande capacità di rinnovamento fra i popoli dell'Asia, per cui c'è un terreno molto fertile perchè il dialogo interreligioso attecchisca e si sviluppi".

  "Quanto importante è nel mondo di oggi per diversi popoli essere in grado di ascoltare l'altro in un atmosfera di rispetto e dignità, consapevoli che la propria umanità condivisa è un legame molto più profondo che le diversità culturali che sembrano dividere gli uomini!", ha esclamato il Pontefice.

  "Il dialogo sincero e costruttivo è anche la chiave" - ha aggiunto il Pontefice - "per risolvere i conflitti che minacciano la stabilità mondiale. Al riguardo, la Santa Sede apprezza i recenti positivi sviluppi nelle relazioni fra Taiwan e la Cina continentale. La Chiesa Cattolica è oltremodo disponibile a promuovere soluzioni pacifiche alle dispute di qualsivoglia natura, 'dedicando attenzione ed incoraggiamento al più piccolo segno di desiderio di dialogo e di riconciliazione'. In questo modo, la Santa Sede desidera sostenere gli sforzi dei governi per diventare 'strenui difensori della dignità della persona umana e coraggiosi costruttori di pace'".
CD/CREDENZIALI/CINA:LARRY YU YUAN                   VIS 20081110 (410)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R., Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, con gli Ausiliari Vescovo Sergio Alfredo Gualberti Calandrina, Vescovo Stanislaw Dowlaszewicz Billman, O.F.M.Conv.,  e Vescovo Braulio Sáez García, O.C.D.

    - L'Arcivescovo Tito Solari Capellari, S.D.B., di Cochabamba, con l'Ausiliare Arcivescovo Luis Sáinz Hinojosa, O.F.M.

    - Il Vescovo Jorge Herbas Balderrama, O.F.M., Prelato Coadiutore di Aiquile.

    - Il Vescovo Jesús Juárez Párraga, S.D.B., di El Alto.

    - Il Vescovo Carlos Stetter, di San Ignacio de Velasco.
 
  Sabato 8 novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate:

    - L'Arcivescovo Vernon James Weisgerber, di Winnipeg (Canada), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vice Presidente Vescovo Pierre Morissette, di Saint-Jerome, e con il Segretario Generale Monsignor Mario Paquette.

    - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Gonzalo Ramiro del Castillo Crespo, O.C.D., Ordinario Militare;

    - Il Vescovo Julio María Elías Montoya, O.F.M., Vicario Apostolico di El Beni, con l'Ausiliare Vescovo Francisco Focardi, O.F.M., e con il già Ausiliare Vescovo Manuel Eguiguren Galarraga, O.F.M.

    - Il Vescovo Antonio Bonifacio Reimann Panic, O.F.M., Vicario Apostolico di Ñuflo de Chávez.

- L'Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, di Lviv dei Latini (Ucraina).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/..../...                                       VIS 20081110 (240)


INSEGNARE LA MEMORIA PER UNA EUROPA DI LIBERTÀ E DIRITTO


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, è intervenuto il 6 novembre scorso, in qualità di Rappresentante della Santa Sede, al IV Seminario del Consiglio d'Europa dei Ministri dell'Educazione dei Paesi firmatari della Convenzione Culturale Europea sul tema: "Insegnare la memoria: per vivere in una Europa della libertà e del diritto" (Nüremberg-Dachau, Germania, 5-7 novembre).

  "Il luogo in cui ci troviamo è ricco di memoria" - ha sottolineato il Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica - "In esso si svolsero avvenimenti drammatici, che hanno segnato la storia europea: i grandi raduni nazisti, ma anche il processo a quanti si macchiarono di gravi delitti contro l'umanità. Quei fatti, di cui questa città è stata testimone, ci parlano del dramma di un'epoca, in cui furono negate libertà e giustizia, calpestata la dignità dell'uomo".

  "Il ricordo del  dramma delle vittime, l'omaggio alla loro memoria esige" - ha proseguito il Presule - "che tutti si rendano conto che quelle vicende tenebrose devono essere una chiamata alla responsabilità nel costruire l'oggi e il domani del nostro continente, perché in nessun angolo dell'Europa e di tutto il mondo si ripetano tali tragedie. Al riguardo la Santa Sede apprezza l'impegno dei paesi aderenti alla Convenzione culturale europea affinché attraverso l'insegnamento della  memoria si possa contribuire non solo alla conoscenza del passato, ma alla mutua comprensione, al dialogo, alla prevenzione dei crimini contro l'umanità, al consolidamento di un'Europa della libertà e del diritto".

  "Il diritto e la libertà sono essenziali per evitare ricadute totalitarie non rispettose dell'uomo. Un diritto, però, che si fondi su un alto senso  della dignità e della giustizia. (...) Rischieremmo di cadere nuovamente nella barbarie, se non avessimo la passione per la giustizia e la libertà e se non ci impegnassimo, ciascuno secondo le proprie capacità, a far sì che il male non prevalga sul bene, come è accaduto nei confronti di milioni di figli del popolo ebraico".

  "Occorre dunque raddoppiare gli sforzi" - ha ribadito l'Arcivescovo Bruguès - "per liberare l'uomo dagli spettri del razzismo, dell'esclusione, dell'emarginazione, dell'asservimento, della xenofobia; per estirpare anche le radici di questi mali, che si insinuano anche nella società odierna e minano le fondamenta della pacifica convivenza umana".

  "Il dovere della memoria deve così continuare a scuotere il nostro cuore  e la nostra mente, a  portare la ragione a riconoscere il male e a rifiutarlo, a suscitare in noi il coraggio del bene e della resistenza contro il male. (...) Il tempo che passa porta alla progressiva scomparsa dei testimoni diretti di quella tragedia, ciò deve condurre ad uno sforzo maggiore per conservare la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni. Sono pertanto da incoraggiare tutte quelle iniziative, come "La giornata della memoria e della prevenzione dei crimini contro l'umanità", che contribuiscono a tenere viva la memoria di quei tragici eventi, a riflettere ed ad interrogarsi".
DELSS/MEMORIA/NÜREMBERG:BRUGUÈS                   VIS 20081110 (490)


BOLIVIA: CONSERVARE SPERANZA PROMUOVERE UNITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2008 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto oggi i Presuli della Conferenza Episcopale Boliviana, a conclusione della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha fatto riferimento alle "difficili circostanze nelle quali si trovano i fedeli e la popolazione" del Paese, "le quali, in questi momenti, sembrano più che mai riacutizzarsi. Sono certamente motivo di preoccupazione e di speciale sollecitudine pastorale per la Chiesa, che ha saputo accompagnare da presso tutti i boliviani in situazioni delicate, con l'unico fine di conservare la speranza, promuovere l'unità, esortare alla riconciliazione e salvaguardare la pace".

  "Non mancano" - ha proseguito il Pontefice - "altre sfide nella vostra missione pastorale, poiché la fede in terra boliviana ha bisogno di alimentarsi e di rafforzarsi, specialmente quando si percepiscono segni di una certa fiacchezza della vita cristiana a causa di fattori di diversa origine, una estesa incoerenza fra le fede professata e i modelli di vita personale e sociale, e una formazione superficiale che espone i battezzati all'influenza di promesse mirabolanti quanto vuote",

  Il Santo Padre ha segnalato che per far fronte a tali sfide "la Chiesa in Bolivia può contare su di un potente mezzo che è la devozione popolare, prezioso tesoro accumulato nei secoli grazie all'opera dei coraggiosi missionari e che si è mantenuto con instancabile fedeltà per generazioni nelle famiglie boliviane. E' un dono che deve essere custodito e promosso oggi, (...) perchè il valore dei segni penetri il cuore in profondità, perché sia sempre illuminato dalla Parola di Dio e si trasformi in ferme convinzioni di fede, consolidato dai sacramenti e della fedeltà ai valori morali".

"E' necessaria quindi" - ha proseguito il Pontefice - "una catechesi sistematica, generalizzata e penetrante, che insegni in modo chiaro e integrale le fede cattolica. (...) Anche un'educazione generale di qualità, che comprenda la dimensione spirituale e religiosa della persona, contribuisce notevolmente a porre le fondamenta per la crescita nella fede". In merito il Papa ha ricordato che la Chiesa in Bolivia conta numerosi istituti educativi "alcuni di grande prestigio, che devono continuare ad affidarsi all'attenzione dei propri pastori perché mantengano e siano rispettati nella propria identità".

  Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento per l'impegno profuso dei Presuli "nell'offrire ai seminaristi una solida formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale, mettendo a disposizione sacerdoti idonei per accompagnarli nel discernimento vocazionale, curandone la sicura idoneità e competenza. (...) E' inoltre necessario" - ha aggiunto il Papa - "un accompagnamento successivo per garantire la formazione permanente del clero e degli altri agenti pastorali, che ne  alimenti costantemente la vita spirituale e impedisca che 'azione pastorale ricada nella routine e nella superficialità".

  Ribadendo l'importanza che l'ascolto e la meditazione della Scritture "siano sempre in primo piano", il Papa ha sottolineato che "dall'ascolto docile della Parola divina nasce l'amore al prossimo e, con esso, il servizio disinteressato ai fratelli, un aspetto che occupa un posto molto rilevante nell'azione pastorale in Bolivia, davanti alle condizioni di povertà, emarginazione e abbandono di buona parte della popolazione".

  Il Santo Padre ha concluso con parole di incoraggiamento ai Vescovi affinché siano guida della Chiesa in Bolivia e promuovano fra di essi uno spirito di comunione di  concordia. "Una comunione arricchita da speciali vincoli di stretta fraternità con le altre Chiese particolari, alcune in terre lontane, ma che desiderano condividere con voi le gioie e le speranze dell'evangelizzazione in questo Paese".
AL/.../BOLIVIA                                   VIS 20081110 (570)


SOLIDARIETÀ MONDO EBRAICO, PACE KIVU, SANA ALIMENTAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2008 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che ricorre oggi "il 70° anniversario di quel triste avvenimento, verificatosi nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1938, quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei".

  "Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe" - ha detto il Pontefice - "furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah. Ancora oggi provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all'accoglienza reciproca. Invito, inoltre, a pregare per le vittime di allora e ad unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico".

  Di seguito il Papa ha lanciato un appello a favore della pace nella Repubblica Democratica del Congo ed ha detto: "Continuano a giungere inquietanti notizie dalla regione del Nord-Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Sanguinosi scontri armati e sistematiche atrocità hanno provocato e stanno provocando numerose vittime tra i civili innocenti; distruzioni, saccheggi e violenze di ogni tipo hanno costretto altre decine di migliaia di persone ad abbandonare anche quel poco che avevano per sopravvivere. Si calcola che i profughi siano attualmente più di un milione e mezzo. A tutti e a ciascuno di loro desidero esprimere la mia particolare vicinanza, mentre incoraggio e benedico quanti si stanno adoperando per alleviare le loro sofferenze, tra i quali menziono in particolare gli operatori pastorali di quella Chiesa locale. Alle famiglie private dei loro cari giungano il mio cordoglio e l'assicurazione della mia preghiera di suffragio. Infine, rinnovo il mio fervido appello affinché tutti collaborino al ripristino della pace in quella terra da troppo tempo martoriata, nel rispetto della legalità e soprattutto della dignità di ogni persona".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che si celebra oggi in Italia "la Giornata del Ringraziamento, che quest'anno ha per tema: 'Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare' ed ha detto: "Unisco la mia voce a quella dei Vescovi italiani che, a partire da queste parole di Gesù, attirano l'attenzione sul grave e complesso problema della fame, reso più drammatico dall'aumento dei prezzi di alcuni alimenti di base. La Chiesa, mentre ripropone il principio etico fondamentale della destinazione universale dei beni, lo mette in pratica, sull'esempio del Signore Gesù, con molteplici iniziative di condivisione. Prego per il mondo rurale, specialmente per i piccoli coltivatori dei Paesi in via di sviluppo. Incoraggio e benedico quanti si impegnano perché a nessuno manchi un'alimentazione sana e adeguata: chi soccorre il povero soccorre Cristo stesso".
ANG/EBREI:PACE:FAME/...                           VIS 20081110 (470)


CHIESA ROMANA PRESIEDE CARITÀ INTERA COMUNIONE CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i pellegrini e i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  "La liturgia ci fa celebrare oggi la Dedicazione della Basilica Lateranense, chiamata 'madre e capo di tutte le chiese dell'Urbe e dell'Orbe'" - ha ricordato il Papa - "In effetti, questa Basilica fu la prima ad essere costruita dopo l'editto dell'imperatore Costantino che, nel 313, concesse ai cristiani la libertà di praticare la loro religione. Lo stesso imperatore donò al Papa Melchiade l'antico possedimento della famiglia dei Laterani e vi fece edificare la Basilica, il Battistero e il Patriarchio, cioè la residenza del Vescovo di Roma, dove i Papi abitarono fino al periodo avignonese. La dedicazione della Basilica fu celebrata dal Papa Silvestro verso il 324 e il tempio fu intitolato al Santissimo Salvatore; solo dopo il VI secolo vennero aggiunti i titoli dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, da cui la comune denominazione. Questa ricorrenza interessò dapprima la sola città di Roma; poi, a partire dal 1565, si estese a tutte le Chiese di rito romano".

  "In tal modo, onorando l'edificio sacro" - ha detto il Papa - "si intende esprimere amore e venerazione per la Chiesa romana che, come afferma sant'Ignazio di Antiochia, 'presiede alla carità dell'intera comunione cattolica (Ai Romani, 1, 1)".

  "La Parola di Dio in questa solennità richiama una verità essenziale: il tempio di mattoni è simbolo della Chiesa viva, la comunità cristiana, che già gli Apostoli Pietro e Paolo, nelle loro lettere, intendevano come 'edificio spirituale', costruito da Dio con le 'pietre vive' che sono i cristiani, sopra l'unico fondamento che è Gesù Cristo, paragonato a sua volta alla 'pietra angolare'",

  "La bellezza e l'armonia delle chiese, destinate a rendere lode a Dio, invita anche noi esseri umani, limitati e peccatori, a convertirci per formare un 'cosmo', una costruzione bene ordinata, in stretta comunione con Gesù, che è il vero Santo dei Santi. Ciò avviene in modo culminante nella liturgia eucaristica, in cui l''ecclesìa', cioè la comunità dei battezzati, si ritrova unita per ascoltare la Parola di Dio e per nutrirsi del Corpo e Sangue di Cristo. Intorno a questa duplice mensa la Chiesa di pietre vive si edifica nella verità e nella carità e viene interiormente plasmata dallo Spirito Santo trasformandosi in ciò che riceve, conformandosi sempre più al suo Signore Gesù Cristo. Essa stessa, se vive nell'unità sincera e fraterna, diventa così sacrificio spirituale gradito a Dio".

  "Cari amici, la festa odierna celebra un mistero sempre attuale: che cioè Dio vuole edificarsi nel mondo un tempio spirituale (...). Questa ricorrenza ci ricorda anche l'importanza degli edifici materiali, in cui le comunità si raccolgono per celebrare le lodi di Dio. Ogni comunità ha pertanto il dovere di custodire con cura i propri edifici sacri, che costituiscono un prezioso patrimonio religioso e storico".
ANG/DEDICAZIONE BASILICA LATERANENSE/...               VIS 20081110 (500)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha accolto la rinunzia, presentata per raggiunti limiti d'età, dall'Arcivescovo Alfio Rapisarda, all'incarico di Nunzio Apostolico in Portogallo ed ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico l'Arcivescovo Rino Passigato, finora Nunzio Apostolico in Perù.
RE:NN/.../...                                 VIS 20081110 (50)

MAGISTERO PIO XII PREZIOSA EREDITÀ CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Alle ore 12:30 di questa mattina,  il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti al Congresso su: "L'eredità del Magistero di Pio XII e il Concilio Vaticano II", promosso dalle Pontificie Università Gregoriana e Lateranense nel 50° anniversario della morte del Servo di Dio Papa Pio XII.

  Benedetto XVI ha sottolineato che il Magistero del Servo di Dio Pio XII "costituisce una preziosa eredità di cui la Chiesa ha fatto e continua a fare tesoro".

  Papa Benedetto XVI ha ricordato inoltre che il Predecessore scrisse oltre quaranta Lettere Encicliche, fra le quali "Mystici Corporis" "nella quale il Papa affronta il tema della vera ed intima natura della Chiesa", la "Divino afflante Spiritu" sulla Sacra Scrittura e la "Mediator Dei" sulla Sacra Liturgia.

  "Numerose sono state poi le occasioni in cui Pio XII ha trattato della responsabilità dei laici nella Chiesa" - ha detto ancora Benedetto XVI rilevando che Papa Pio XII "si soffermò sulla grande importanza dei moderni mezzi di comunicazione" e sul "dovere dei giornalisti di fornire informazioni veritiere e rispettose delle norme morali".

  "Anche alle scienze e agli straordinari progressi da esse compiuti Pio XII rivolse la sua attenzione" - ha proseguito il Pontefice - "Pur ammirando le conquiste raggiunte in tali campi, il Papa non mancava di mettere in guardia dai rischi che una ricerca non attenta ai valori morali poteva comportare. (...) Con straordinaria lungimiranza, però, il Papa ammoniva circa la necessità di impedire ad ogni costo che questi geniali progressi scientifici venissero utilizzati per la costruzione di armi micidiali che avrebbero potuto provocare catastrofi immani e perfino la totale distruzione dell'umanità".

  "Ugualmente meritevole di speciale menzione è l'insegnamento mariologico di Pio XII, che ebbe il suo culmine nella proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria Santissima, per mezzo del quale il Santo Padre intendeva sottolineare la dimensione escatologica della nostra esistenza ed esaltare altresì la dignità della donna".

  Ponendo in risalto che: "Per natura ed indole Pio XII era un uomo misurato e realista, alieno da facili ottimismi, ma era altresì immune dal pericolo di quel pessimismo che non si addice ad un credente", Papa Benedetto XVI ha affermato che: "Aborriva le sterili polemiche ed era profondamente diffidente nei confronti del fanatismo e del sentimentalismo".

  "Vi era altresì in lui il continuo sforzo e la ferma volontà di donare se stesso a Dio senza risparmio e senza riguardo per la sua salute cagionevole. (...) Tutto nasceva dall'amore per il suo Signore Gesù Cristo e dall'amore per la Chiesa e per l'umanità. Egli infatti era innanzitutto il sacerdote in costante ed intima unione con Dio". Da Dio "traeva origine e slancio il suo magistero, come d'altronde ogni altra sua attività".

  "Il suo poliedrico e fecondo magistero" - ha sottolineato Benedetto XVI - "resta anche per i cristiani di oggi di un valore inestimabile. (...) L'eredità del magistero di Pio XII è stata raccolta dal Concilio Vaticano II e riproposta alle generazioni cristiane successive".

  "Possiamo dunque ben dire" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "che nella persona del Sommo Pontefice Pio XII, il Signore ha fatto alla sua Chiesa un eccezionale dono, per il quale noi tutti dobbiamo esserGli grati".
AC/PIO XII/...                                   VIS 20081110 (540)


REPUBBLICA CINA: VALIDO CONTRIBUTO STABILITÀ MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, il Signor Wang Larry Yu-Yuan, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede ha presentato al Santo Padre le Lettere Credenziali.

  "Il governo di Taipei" - ha affermato il Papa nel discorso al Diplomatico  - "ha uno spiccato senso di appartenenza alla comunità mondiale, alla famiglia umana globale. Ciò si manifesta in molteplici modi, non ultimo nella generosità con la quale aiuto e soccorso nelle emergenze vengono offerti alle nazioni più povere. A tale riguardo il vostro Paese offre un valido contributo all'edificazione di un mondo più sicuro e stabile. La Santa Sede è lieta di collaborare con tutti coloro che cercano di promuovere la pace, la prosperità e lo sviluppo, ed apprezza l'impegno profuso dalla Repubblica di Cina per tale nobile causa".

  Benedetto XVI ha ricordato che anche se i cattolici del Paese siano poco meno dell'1 percento della popolazione, essi "aspirano a contribuire all'edificazione di una società umana, giusta, e contrassegnata da un autentica preoccupazione per il benessere dei membri più deboli della società". Il Papa ha inoltre ricordato al diplomatico: "Il fermo impegno del Governo del suo Paese a favore della libertà di religione che ha reso possibile alla Chiesa l'esercizio della sua missione di amore e di servizio e di esprimersi apertamente nel culto e nella proclamazione del Vangelo".

  Grazie "alla innata profondità spirituale e saggezza morale" del popolo asiatico "c'è una grande vitalità religiosa ed una grande capacità di rinnovamento fra i popoli dell'Asia, per cui c'è un terreno molto fertile perchè il dialogo interreligioso attecchisca e si sviluppi".

  "Quanto importante è nel mondo di oggi per diversi popoli essere in grado di ascoltare l'altro in un atmosfera di rispetto e dignità, consapevoli che la propria umanità condivisa è un legame molto più profondo che le diversità culturali che sembrano dividere gli uomini!", ha esclamato il Pontefice.

  "Il dialogo sincero e costruttivo è anche la chiave" - ha aggiunto il Pontefice - "per risolvere i conflitti che minacciano la stabilità mondiale. Al riguardo, la Santa Sede apprezza i recenti positivi sviluppi nelle relazioni fra Taiwan e la Cina continentale. La Chiesa Cattolica è oltremodo disponibile a promuovere soluzioni pacifiche alle dispute di qualsivoglia natura, 'dedicando attenzione ed incoraggiamento al più piccolo segno di desiderio di dialogo e di riconciliazione'. In questo modo, la Santa Sede desidera sostenere gli sforzi dei governi per diventare 'strenui difensori della dignità della persona umana e coraggiosi costruttori di pace'".
CD/CREDENZIALI/CINA:LARRY YU YUAN                   VIS 20081110 (410)


venerdì 7 novembre 2008

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Krzysztof Bialasik Wawrowska, S.V.D., di Oruro.

- Il Vescovo Leonardo Mario Bernacchi, O.F.M., di Tabaicara, Vicario Apostolico di Camiri.

- Il Vescovo Luis Morgan Casey, Vicario Apostolico di Pando.

- Il Vescovo Carlos Bürgler, C.SS.R., Vicario Apostolico di Reyes.

È previsto che nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                                                    VIS 20081107 (90)


TRAPIANTO DI ORGANI: RISPETTARE DIGNITA' UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi a mezzogiorno i partecipanti al Congresso Internazionale "Un dono per la vita. Considerazioni sulla donazione degli organi", che si svolge a Roma dal 6 all'8 novembre, organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, in collaborazione con la Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche e il Centro Nazionale dei Trapianti.

 Il Papa ha affermato che "i trapianti di tessuti e di organi rappresentano una grande conquista della scienza medica e sono certamente un segno di speranza per tante persone che versano in gravi e a volte estreme situazioni cliniche".

 "Sfortunatamente - ha detto - il problema della disponibilità di organi vitali da trapianto non è teorico, ma drammaticamente pratico; esso è verificabile nella lunga lista d'attesa di tanti malati le cui uniche possibilità di sopravvivenza sono legate alle esigue offerte che non corrispondono ai bisogni oggettivi".

 Benedetto XVI ha ricordato che "il corpo di ogni persona, insieme con lo spirito che è dato ad ognuno singolarmente, costituisce un'unità inscindibile in cui è impressa l'immagine di Dio stesso. Per questo - ha aggiunto - è necessario, quindi, che in prima istanza si ponga il rispetto per la dignità della persona e la tutela della sua identità personale".

 Riferendosi alla tecnica dei trapianti di organi, il Papa ha sottolineato che "si può donare solamente se non è mai posto in essere un serio pericolo per la propria salute e la propria identità e sempre per un motivo moralmente valido e proporzionato. Eventuali logiche di compravendita degli organi, come pure l'adozione di criteri discriminatori o utilitaristici (...) sono atti moralmente illeciti".

 "Gli abusi nei trapianti e il loro traffico, che spesso toccano persone innocenti quali i bambini, devono trovare la comunità scientifica e medica prontamente unite nel rifiutarli come pratiche inaccettabili. Esse pertanto vanno decisamente condannate come abominevoli. Lo stesso principio etico va ribadito quando si vuole giungere alla creazione e distruzione di embrioni umani destinati a scopo terapeutico. La semplice idea di considerare l'embrione come "materiale terapeutico" contraddice le basi culturali, civili ed etiche su cui poggia la dignità della persona".

 Dopo aver messo in risalto che "il consenso informato è condizione previa di libertà, perché il trapianto abbia la caratteristica di un dono e non sia interpretato come un atto coercitivo o di sfruttamento", il Santo Padre ha ricordato che "i singoli organi vitali non possono essere prelevati che ex cadavere, il quale peraltro possiede pure una sua dignità che va rispettata. La scienza, in questi anni, ha compiuto ulteriori progressi nell'accertare la morte del paziente (...). In un ambito come questo, infatti, non può esserci il minimo sospetto di arbitrio e dove la certezza ancora non fosse raggiunta deve prevalere il principio di precauzione".

 Benedetto XVI ha affermato che la persona che riceve gli organi " dovrebbe essere ben cosciente del valore di questo gesto, poiché è destinatario di un dono che va oltre il beneficio terapeutico. Ciò che riceve (...) è una testimonianza di amore che deve suscitare una risposta altrettanto generosa, così da incrementare la cultura del dono e della gratuità".

 "Una medicina dei trapianti corrispondente a un'etica della donazione esige da parte di tutti l'impegno per investire ogni possibile sforzo nella formazione e nell'informazione, così da sensibilizzare sempre più le coscienze verso una problematica che investe direttamente la vita di tante persone. Pertanto - ha proseguito - sarà necessario fugare pregiudizi e malintesi, dissipare diffidenze e paure per sostituirle con certezze e garanzie in modo da permettere l'accrescersi in tutti di una sempre più diffusa consapevolezza del grande dono della vita".
AC/TRAPIANTI ORGANI/...                                              VIS 20081107 (600)


AMBASCIATORE LITUANIA: COLTIVARE LA MEMORIA STORICA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Vytautas Alisauskas, nuovo ambasciatore della Lituania presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina le sue lettere credenziali a Benedetto XVI.

 Nel suo discorso, il Papa si è congratulato con il nuovo ambasciatore per le sue parole sulla "necessità che l'Europa continui ad ispirarsi alla tradizione derivata dall'insegnamento del Vangelo" e ha ricordato che "nelle epoche recenti la fede dei lituani li ha sostenuti durante i tempi del dominio e dell'oppressione aiutandoli a difendere e consolidare la loro identità".

 "Ora che la Lituania ha riconquistato la sua indipendenza - ha continuato - rappresenta una testimonianza importante dei valori che hanno reso le persone capaci di sopravvivere in quegli anni così difficili (...). Le comunità che hanno vissuto in circostanze come quelle sono profondamente convinte che la vera felicità si trovi solamente in Dio. Sanno che qualsiasi società che nega il Creatore, inevitabilmente comincia a perdere il senso della bellezza, la verità e la bontà della vita umana".

 Il Santo Padre ha osservato che nei Paesi dell'Est europeo è cresciuta una generazione che "non ha conosciuto l'esperienza del governo totalitario e per questo tende a dar per scontata la propria libertà politica. Di conseguenza, c'è il pericolo che si perdano alcuni frutti maturati ai tempi della prova (...). La società contemporanea, malgrado la sua libertà, soffre sempre più della frammentazione e della confusione morale". Per questo, "è di vitale importanza che la Lituania e l'Europa tutta coltivino la memoria della storia che l'ha modellata per conservare la propria identità e sopravvivere e riemergere così nel XXI secolo".

 "È paradossale e tragico che nell'era della globalizzazione, quando le possibilità di comunicazione ed interazione con gli altri hanno raggiunto una dimensione che le generazioni precedenti a malapena potevano concepire, tante persone si sentano isolate. Questo fatto determina numerosi problemi sociali che non si posso risolvere soltanto in ambito politico. (...) La Chiesa ha un ruolo importante da svolgere perché vuole costruire una civiltà dell'amore. (...) Dato che l'amore di Dio porta a partecipare alla giustizia e alla generosità di Dio con gli altri, la prassi del cristianesimo porta naturalmente alla solidarietà (...), alla decisione di servire al bene comune e di responsabilizzarsi dei membri più deboli della società, contrasta il desiderio di accumulare ricchezze soltanto per uno solo. La nostra società ha bisogno di sfuggire dalla brama di beni materiali e focalizzarsi, invece, sui valori che promuovono realmente il bene della persona umana".

 Benedetto XVI ha affermato che la Lituania e la Santa Sede possono cooperare "per forgiare un'Europa in cui sia dala la priorità alla difesa del matrimonio e della vita familiare, alla protezione della vita umana dal momento del suo concepimento fino alla morte naturale e alla promozione di solide pratiche etiche nella ricerca medica e scientifica: pratiche veramente rispettose della dignità dell'essere umano. Possiamo promuovere una solidarietà effettiva con i poveri, i malati, gli emarginati".

 "Questi valori saranno un punto di riferimento per tutti quelli, soprattutto i giovani, che cercano delle risposte alla loro inquietudine sul significato della vita. Chiameranno coloro i quali bramano di scoprire la verità, spesso offuscata dai messaggi superficiali della società post-moderna. Attireranno tutti coloro che rifiutano una visione del mondo basata sul relativismo e il secolarismo e che aspirano invece a vivere compatibilmente con la vera nobiltà dello spirito umano".
CD/CREDENZIALI/LITUANIA:ALISAUSKAS                   VIS 20081107 (550)


DICHIARAZIONE FINALE FORUM CATTOLICO-MUSULMANO


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Ieri nel pomeriggio è stata pubblicata la dichiarazione finale dei partecipanti al primo Seminario del Forum Cattolico-Musulmano, che si è svolto dal 4 al 6 novembre a Roma, il cui tema è stato: "Amore per Dio, Amore per il prossimo".

 I 24 partecipanti e 5 consiglieri di ogni religione hanno discusso in questi giorni su due grandi temi: "Fondamenti Teologici e Spirituali", "Dignità Umana e Rispetto Reciproco". "I punti di similitudine e di diversità hanno mostrato lo specifico genio distintivo delle due religioni" si legge nella dichiarazione.

 1. "Per i cristiani la fonte e l'esempio dell'amore di Dio e del prossimo è l'amore di Cristo per suo Padre, per l'umanità e per ogni persona. (...) L'amore per il prossimo non si può separare dall'amore di Dio, perché è un'espressione del nostro amore verso Dio. (...) Radicato nell'amore sacrificale di Cristo, l'amore cristiano perdona e non esclude alcuno. Quindi include anche i propri nemici".

 "Per i musulmani, (...) l'amore è una forza trascendente e imperitura, che guida e trasforma il rispetto umano reciproco. Questo amore, come indicato dal Santo e amato profeta Maometto, precede l'amore umano per l'Unico Vero Dio".

 2. "La vita umana è un dono preziosissimo di Dio a ogni persona. Dovrebbe essere quindi preservata e onorata in tutte le sue fasi".

3. "La dignità umana deriva dal fatto che ogni persona è creata da un Dio amorevole per amore. (...) La persona esige il rispetto della sua dignità originaria e della sua vocazione umana. Quindi ha diritto al pieno riconoscimento della propria identità e della propria libertà di individuo, comunità e governo, con il sostegno della legislazione civile che garantisce pari diritti e piena cittadinanza".

 4. "Affermiamo che la creazione dell'umanità da parte di Dio presenta due grandi aspetti: la persona umana maschio e femmina e ci impegniamo insieme a garantire che la dignità e il rispetto umani vengano estesi sia agli uomini sia alle donne su una base paritaria".

 5. "L'amore autentico del prossimo implica il rispetto della persona e delle sue scelte in questioni di coscienza e di religione. Esso include il diritto di individui e comunità a praticare la propria religione in privato e in pubblico".

 6. "Le minoranze religiose hanno il diritto di essere rispettate nelle proprie convinzioni e pratiche religiose. Hanno anche diritto ai propri luoghi di culto e le loro figure e i loro simboli fondanti che considerano sacri non dovrebbero subire alcuna forma di scherno o di irrisione".

 7. "In quanto credenti cattolici e musulmani siamo consapevoli degli inviti e dell'imperativo a testimoniare la dimensione trascendente della vita attraverso una spiritualità alimentata dalla preghiera, in un mondo che sta diventando sempre più secolarizzato e materialistico".

 8. "Affermiamo che nessuna religione né i suoi seguaci dovrebbero essere esclusi dalla società. Ognuno dovrebbe poter rendere il suo contributo indispensabile al bene della società, in particolare nel servizio ai più bisognosi".

 9. "Riconosciamo che la creazione di Dio nella sua pluralità di culture, civiltà, lingue e popoli è una fonte di ricchezza e quindi non dovrebbe  mai divenire causa di tensione e di conflitto".

 10. "Siamo convinti del fatto che cattolici e musulmani hanno il dovere di offrire ai propri fedeli una sana educazione nei valori morali, religiosi, civili e umani  e di promuovere una attenta informazione sulla religione dell'altro".

 11. "Professiamo che cattolici e musulmani sono chiamati a essere strumenti di amore e di armonia tra i credenti e per tutta l'umanità, rinunciando a qualsiasi oppressione, violenza aggressiva e atti terroristici, in particolare quelli perpetrati in nome della religione, e a sostenere il principio di giustizia per tutti".

 12. "Esortiamo i credenti a operare per un sistema finanziario etico in cui i meccanismi normativi prendano in considerazione la situazione dei poveri e degli svantaggiati, siano essi individui o nazioni indebitate. Esortiamo i privilegiati del mondo a considerare la piaga di quanti sono colpiti più gravemente dall'attuale crisi nella produzione e nella distribuzione alimentare, e chiediamo ai credenti di tutte le denominazioni e a tutte le persone di buona volontà di cooperare per alleviare la sofferenza di chi ha fame e di eliminare le cause di quest'ultima".

 13. "I giovani sono il futuro delle comunità religiose e delle società in generale. Vivranno sempre di più in società multiculturali e multireligiose. È essenziale che siano  ben formati nelle proprie tradizioni religiose e ben informati sulle altre culture e religioni".

 14. "Abbiamo concordato di prendere in considerazione la possibilità di creare un Comitato cattolico-musulmano permanente, che coordini le risposte ai conflitti e ad altre situazioni di emergenza".

 15 "Attendiamo dunque il secondo seminario del Forum cattolico-musulmano che si svolgerà entro  due anni, in un Paese a maggioranza musulmana ancora da definire".

 La dichiarazione si conclude con "la soddisfazione di tutti i presenti dei risultati del Seminario e le loro aspettative di un dialogo più proficuo".
OP/DICHIARAZIONE CATTOLICI:MUSULMANI/...          VIS 20081107 (810)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Krzysztof Bialasik Wawrowska, S.V.D., di Oruro.

- Il Vescovo Leonardo Mario Bernacchi, O.F.M., di Tabaicara, Vicario Apostolico di Camiri.

- Il Vescovo Luis Morgan Casey, Vicario Apostolico di Pando.

- Il Vescovo Carlos Bürgler, C.SS.R., Vicario Apostolico di Reyes.

È previsto che nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                                                    VIS 20081107 (90)


giovedì 6 novembre 2008

FORUM CATTOLICO MUSULMANO: SUPERARE PREGIUDIZI PASSATI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i partecipanti al primo Forum Cattolico Musulmano, organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e i rappresentanti delle 138 autorità musulmane che hanno firmato la Lettera aperta ai capi religiosi cristiani il 13 ottobre 2007.

 Il Papa ha commentato questa lettera dicendo che "ha ricevuto numerose risposte e ha incentivato il dialogo, dando origine a iniziative e riunioni specifiche rivolte a una migliore conoscenza di noi stessi e a potenziare la stima per i valori che condividiamo (...). Il grande interesse che questo seminario ha risvegliato ci garantisce che le analisi e i dati positivi che emergono dal dialogo fra cristiani e musulmani non si limitano a un gruppo ristretto di esperti ed eruditi, ma costituiscono un sistema incommensurabile posto al servizio di tutti".

 Il tema del Forum "Amore per Dio, amore per il prossimo: la dignità della persona umana e il rispetto reciproco", ha proseguito il Santo Padre, "sottolinea ancor più i fondamenti teologici e spirituali di un insegnamento centrale nelle nostre rispettive religioni (...). Siamo chiamati a condividere con gli altri l'amore che Dio diffonde su di noi senza che ce lo meritiamo".

 "Mi compiaccio di sapere che nella riunione - ha continuato - è stato possibile adottare una posizione comune sulla necessità di adorare Dio e di amare il nostro prossimo, uomini e donne, indistintamente, soprattutto coloro in difficoltà. Dio ci chiama ad aiutare le vittime della malattia, della fame, della povertà, dell'ingiustizia e della violenza".

 "Per i cristiani l'amore di Dio è legato inseparabilmente all'amore (...) verso tutti gli uomini e donne senza distinzione di razza o cultura (...). La tradizione musulmana è anche molto precisa in materia di impegno pratico a favore dei più bisognosi (...). Per questo, dovremmo cooperare per la promozione del rispetto per la dignità umana e dei suoi diritti fondamentali, anche quando le nostre visioni antropologiche e le nostre teologie lo giustifichino in diverse forme. C'è un settore vastissimo nel quale possiamo lavorare insieme: la difesa e la promozione dei valori morali che sono parte della nostra eredità comune".

 "Soltanto se riconosciamo il ruolo centrale della persona e la dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita che è un dono di Dio, sacra tanto per i cristiani quanto per i musulmani, troveremo i punti in comune per costruire un mondo più fraterno nel quale i confronti e le differenze si regolino pacificamente e si neutralizzi il potere devastante delle ideologie".

 "La mia speranza - ha sottolineato il Santo Padre - è che la protezione di questi diritti fondamentali raggiunga le persone ovunque . I responsabili politici e religiosi hanno il dovere di garantire il libero esercizio di questi diritti nel pieno rispetto della libertà di coscienza e di religione di ogni individuo. La discriminazione e la violenza a cui ancora sono sottomesse le persone di fede nel mondo e le persecuzioni, spesso violente alle quali si vedono soggette, sono azioni inaccettabili e ingiustificabili, ancor più gravi e deplorevoli qualora siano compiute in nome di Dio".

"Il nome di Dio può soltanto essere un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Dobbiamo dimostrare, a parole nostre e sopra ogni cosa con i nostri fatti, che il messaggio delle nostre religioni è impeccabilmente un messaggio di armonia e di reciproca comprensione. È essenziale che lo facciamo, perché altrimenti ridurremmo non soltanto la credibilità e l'efficacia del nostro dialogo, ma anche le nostre religioni".

 "Uniamo i nostri sforzi - ha concluso il Pontefice - (...) per superare tutti i fraintendimenti e i disaccordi. Dobbiamo deciderci a superare i pregiudizi passati e a correggere la percezione, spesso distorta dell'altro, che possono creare ancora oggi delle difficoltà nei nostri rapporti. Lavoriamo insieme per educare tutte le persone, soprattutto i giovani per la costruzione di un futuro comune".
AC/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/...                   VIS 20081106 (640)


EGITTO: FAVORIRE RAPPORTI DI FRATELLANZA TRA RELIGIONI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto questa mattina le lettere credenziali della nuova ambasciatrice della Repubblica d'Egitto, Lamia Aly Hamada Mekhemar.

 Nel suo discorso, il Santo Padre ha affermato che "gli sforzi dell'Egitto a favore della pace, dell'armonia e di soluzioni giuste che rispettino gli Stati e le persone sono numerosi e concordano con quelli della Santa Sede, che si sforza anch'essa per favorirli e promuoverli".

 "Le religioni - ha detto - possono e devono essere fattori di pace. Malgrado tutto, possono essere fraintese e usate per provocare violenza o morte. Il rispetto della sensibilità e della storia proprie di ogni Paese o di ogni comunità umana e religiosa, (...) e soprattutto un'autentica volontà di ricerca della pace, favoriscono la riconciliazione dei popoli e la coabitazione pacifica fra tutti".

 Dopo aver messo in risalto che l'Egitto "è stato fin da sempre conosciuto come terra di ospitalità per gli innumerevoli rifugiati, musulmani e cristiani, che hanno cercato la sicurezza e la pace nelle sue terre", Benedetto XVI ha chiesto che "questa nobile tradizione continui per il bene di tutti".

 Riferendosi alla comprensione e al rispetto reciproco tra l'Islam e il Cristianesimo, il Papa ha assicurato che nonostante i progressi fatti in questo campo, "resta tuttavia ancora molta strada da fare".

 "E' importante - ha continuato - promuovere soprattutto una buona conoscenza reciproca, che non si può limitare a un cerchio ristretto di dialogo, bensì deve irradiare poco a poco verso gli individui che giorno dopo giorno, nelle città e nei paesi, dovranno sviluppare una mentalità di rispetto reciproco che potrebbe sfociare in una mutua stima".

 Il Santo Padre ha segnalato che la comunità cattolica in Egitto, sebbene sia piccola, "manifesta la grande diversità che esiste all'interno della nostra Chiesa e la possibilità di una coesistenza armoniosa tra le grandi tradizioni cristiane orientali e occidentali. Il suo impegno sociale e storico di fronte al popolo egiziano nei campi dell'istruzione, della sanità e delle opere caritative è testimone dell'amore gratuito senza alcuna distinzione religiosa. Questo è risaputo e apprezzato dalla società egiziana".

 "La Chiesa Cattolica desidera anche - ha detto - entrare in contatto nel vostro Paese con i molti turisti cattolici che lo visitano e che desiderano professarne la religione. Sono convinto del fatto che presto sarà loro concessa la possibilità di poter pregare Dio in maniera degna nei luoghi di culto appropriati nelle nuove località turistiche che si sono formate negli ultimi anni. Sarebbe un buon segnale per il mondo se l'Egitto favorisse i rapporti di amicizia e fratellanza tra le religioni e i popoli, secondo la propria antica e nobile tradizione".
CD/CREDENZIALI/EGITTO:MEKHEMAR               VIS 20081106 (430)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz, con l'Ausiliare Vescovo Oscar Omar Aparicio Céspedes.

- Il Vescovo Juan Vargas Aruquipa, di Coroico.

-Il Vescovo Toribio Ticona Porco, Prelato di Corocoro, con il Vescovo Prelato emerito Jesùs Agustìn Lòpez de Lama, C.P.
AL/.../...                                                                                         VIS 20081106 (70)


mercoledì 5 novembre 2008

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Salvatore Boccaccio, di Frosinone-Veroli-Ferentino (Italia), il 18 ottobre, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Ernest Kombo, S.I., di Owando (Repubblica del Congo), il 22 ottobre, all'età di 67 anni.

- L'Arcivescovo Santo Bartolomeo Quadri, emerito di Modena-Nonantola (Italia), il 17 ottobre, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Augusto Petrò, emerito di Uruguaiana (Brasile), il 28 ottobre, all'età di 90 anni.

- L'Arcivescovo Venedictos Printesis, emerito di Athenai (Grecia), il 21 ottobre, all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/...                                                           VIS 20081105 (100)


UDIENZA GENERALE: RISURREZIONE CHIAVE CRISTOLOGIA PAOLINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI, proseguendo la sua catechesi sulla cristologia paolina, si è soffermato oggi sull'importanza che l'apostolo da alla risurrezione di Gesù, come è evidente già nella Prima Lettera ai Corinzi.

 Il Papa ha spiegato che nella risurrezione "sta la soluzione del problema posto dal dramma della Croce. Da sola la Croce non potrebbe spiegare la fede cristiana. (...) Il mistero pasquale consiste nel fatto che quel Crocifisso "è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture". (...) Sta qui la chiave di volta della cristologia paolina: tutto ruota intorno a questo centro gravitazionale. (...) Colui che è stato crocifisso, e che ha così manifestato l'immenso amore di Dio per l'uomo, è risorto ed è vivo in mezzo a noi".

 Tuttavia, "l'originalità della cristologia di San Paolo non entra mai in contraddizione con la fedeltà alla tradizione. Il kerygma degli Apostoli presiede sempre alla personale rielaborazione di Paolo; ogni sua argomentazione muove dalla tradizione comune in cui si esprime la fede di tutte le Chiese, che sono una sola Chiesa. E così san Paolo offre un modello per tutti i tempi sul come fare teologia (...). Il teologo, il predicatore non crea nuove visioni del mondo e della vita ma è al servizio della verità trasmessa, al servizio del fatto reale di Cristo, della Croce, della risurrezione. Il suo compito è aiutarci a comprendere oggi, dietro le antiche parole, la realtà del "Dio con noi", quindi la realtà della vera vita".

 "San Paolo, nell'annunciare la risurrezione - ha poi detto il Santo Padre - non si preoccupa di presentarne un'esposizione dottrinale organica: (...) affronta il tema rispondendo a dubbi e domande concrete che gli venivano proposte dai fedeli (...). Si concentra sull'essenziale: noi siamo stati 'giustificati', cioè resi giusti, salvati, dal Cristo morto e risorto per noi. Emerge innanzitutto il fatto della risurrezione, senza il quale la vita cristiana sarebbe semplicemente assurda".

 "In quel mattino di Pasqua avvenne qualcosa di straordinario e, al tempo stesso, di molto concreto, contrassegnato da segni ben precisi, registrati da numerosi testimoni. Anche per Paolo, come per gli altri autori del Nuovo Testamento, la risurrezione è legata alla testimonianza di chi ha fatto un'esperienza diretta del Risorto. Si tratta di vedere e di sentire non solo con gli occhi o con i sensi, ma anche con una luce interiore che spinge a riconoscere ciò che i sensi esterni attestano come dato oggettivo. Paolo da (...) fondamentale importanza al tema delle apparizioni, le quali sono condizione per la fede nel Risorto (...). Si costituisce così quella catena della tradizione, che attraverso la testimonianza degli Apostoli e dei primi discepoli, giungerà alle generazioni successive fino a noi".

 "Il primo modo di esprimere questa testimonianza - ha segnalato il Pontefice - è predicare la risurrezione di Cristo come sintesi dell'annuncio evangelico e come punto culminante di un itinerario salvifico. Per l'Apostolo la risurrezione assume un'importanza capitale perché "consiste nel fatto che Gesù, elevato dall'umiltà della sua esistenza terrena, viene costituito Figlio di Dio con potenza".

 "Con la risurrezione comincia l'annuncio del Vangelo di Cristo a tutti i popoli, comincia il Regno di Cristo (...) il cui potere non è altro che quello della verità e dell'amore. La risurrezione rivela definitivamente l'identità (...) e la dignità incomparabile e altissima del Crocifisso: Gesù è Dio (...) Signore dei morti e dei vivi."

 "La teologia della croce non è una teoria - ha sottolineato Benedetto XVI - è la realtà della vita cristiana. Vivere nella fede in Gesù Cristo, vivere la verità e l'amore implica rinunce ogni giorno, implica sofferenze. Il cristianesimo non è il cammino della comodità, bensì è una scalata esigente, illuminata dalla luce di Cristo e dalla sua grande speranza."

 "In sintesi (...) il vero credente ottiene la salvezza professando con la sua bocca che Gesù è il Signore e credendo con il suo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti. In questo modo, il cristiano si inserisce in quel processo grazie al quale il primo Adamo, terrestre e soggetto alla corruzione, va trasformandosi nell'ultimo Adamo, celeste e incorruttibile. Questo processo è stato avviato con la risurrezione di Cristo nella quale pertanto si fonda la nostra speranza di entrare anche noi con Cristo nella nostra patria che è nei Cieli."
AG/SAN PAOLO/...                                                               VIS 20081105 (700)


martedì 4 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Carlos Suàrez Càzares, finora Emerito di Zamore (Messico), Ausiliare dell'Arcidiocesi di Morelia (superficie 18.000, popolazione 2.630.000, cattolici 2.498.500, sacerdoti 510, religiosi 1.295) in Messico.

- Il Reverendo Pedro Ossandón Buljevic, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Concepción (superficie 11.330, popolazione 1.189.000, cattolici 619.000, sacerdoti 127, religiosi 291, diaconi permanenti 29) in Cile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Santiago del Cile, è stato ordinato sacerdote nel 1986 e finora è stato Vicario Episcopale della zona nord della stessa Arcidiocesi.
NEA/.../SUAREZ CAZARES:OSSANDON BULJEVIC           VIS 20081104 (100)


DIFESA DELL'AMBIENTE: RIVEDERE STILI DI VITA E DI CONSUMO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'ONU, è intervenuto lo scorso 28 ottobre al Secondo Comitato della XLIII sessione ordinaria dell'Assemblea Generale di questo organismo, sul tema: "Sviluppo sostenibile: protezione del medio ambiente mondiale per le generazioni presenti a future".

 L'Arcivescovo ha affermato che "non soltanto non c'è opposizione tra essere umano e ambiente, ma esiste un'alleanza stabile e inseparabile nella quale l'ambiente condiziona in maniera essenziale l'esistenza e lo sviluppo dell'uomo, mentre questi perfeziona e nobilita l'ambiente con la propria creatività".

 "La responsabilità di proteggere il clima - ha detto - richiede che ci impegniamo a fondo nelle interazioni tra sicurezza alimentare e cambio climatico, concentrandoci sulla centralità della persona umana, in particolare sulle popolazione più vulnerabili, spesso situate in zone rurali di Paesi in via di sviluppo".

 In secondo luogo, ha continuato, "la responsabilità di difendere il clima dovrebbe basarsi sull'alleanza tra i principi di sussidiarietà e solidarietà a livello mondiale. In un mondo così ricco di rapporti come quello attuale, siamo testimoni della rapida espansione di una serie di sfide in molti settori della vita umana, dalla crisi alimentare ai disordini finanziari".

 L'osservatore permanente ha poi segnalato che "la questione ambientale non si può considerare separatamente da altre questioni, come l'energia e l'economia, la pace e la giustizia, gli interessi nazionali e la solidarietà internazionale".

 "La società di oggi - ha così concluso - non può rispondere in maniera adeguata al dovere di difendere l'ambiente se non rivede seriamente il proprio stile di vita, di consumo e di produzione. Per questo, esiste una necessità urgente di educare alla responsabilità ecologica, basata sul fatto che molti valori etici, fondamentali per lo sviluppo di una società pacifica, hanno uno stretto legame con la questione ambientale".
DELSS/AMBIENTE/ONU:MIGLIORE                                    VIS 20081104 (300)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE - BOTSWANA


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- La Santa Sede e la Repubblica di Botswana, "desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia e di sviluppare la cooperazione internazionale", hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Botswana, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 18 aprile 1961.

 Un comunicato informa che oggi 4 novembre 2008, nella sede della Rappresentanza Pontificia di Pretoria (Sud Africa), si è proceduto alla scambio delle Note Verbali e alla firma del Comunicato per l'allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica di Botswana.

 Il Botswana è una Repubblica presidenziale nell'ambito del Commonwealth dal 30 settembre 1966. Dal 1° aprile 2008 Presidente della Repubblica è il Sig. Seretse Khama Ian Khama. Il Paese si estende su una superficie di 581.730 kmq, con una popolazione di circa 1.586.000 abitanti. Il 70% del territorio è occupato dal deserto del Kalahari, mentre nel nord-ovest si trova il delta dell'Okavango, il più grande delta interno del mondo.

 La Chiesa cattolica è molto giovane e piccola da un punto di vista numerico. Solo il 5% della popolazione è di religione cattolica. I primi missionari giunsero nell'allora Protettorato del Bechuanaland nel 1850, ma solo nel 1928 gli Oblati di Maria Immacolata riuscirono a fondare una missione e una scuola elementare. Nel 1930 venne aperta una missione a Lobate e nel 1935 a Ramotwsa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale arrivarono i Padri Passionisti irlandesi. Attualmente i cattolici sono 84.000 distribuiti in due circoscrizioni ecclesiastiche: la Diocesi di Gaborone ed il Vicariato Apostolico di Francistown. I sacerdoti diocesani sono 27, le parrocchie 38, i religiosi sacerdoti 40, i religiosi non sacerdoti 4, le religiose 77 e i catechisti circa 300.

 I rapporti tra la Chiesa e lo Stato sono buoni. Durante i lavori dell'Assemblea della FAO a Roma nell'ottobre 2005, l'allora Presidente della Repubblica, Sig. Festus Mogae, espresse all'allora Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano il desiderio di avviare rapporti diplomatici regolari con la Santa Sede. In seguito si avviò al processo che oggi giunge felicemente alla sua conclusione.
OP/RELAZIONI DIPLOMATICHE/BOTSWANA              VIS 20081104 (370)


PRIMO SEMINARIO DEL FORUM CATTOLICO - MUSULMANO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Si inaugura oggi in Vaticano il primo Seminario organizzato dal Forum Cattolico-Musulmano (Catholic-Muslim Forum), istituito dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dai rappresentanti musulmani in riferimento alla lettera aperta che indirizzarono a Benedetto XVI e ad altri capi delle Chiese e comunità ecclesiali il 13 ottobre 2007, 138 esponenti musulmani e della risposta alla stessa da parte del Cardinale Segretario di Stato, a nome del Santo Padre, il 19 novembre 2007.

 Il Seminario, secondo quanto fa sapere un comunicato, sarà dedicato al tema "Amore di Dio; amore del prossimo", che sarà sviluppato secondo due linee di approfondimento; la prima si baserà sui fondamenti teologici e spirituali e la seconda sarà centrata sulla dignità della persona umana e il rispetto reciproco. Su ognuno di questi due sotto-temi sarà presentata una relazione da parte cattolica e una da parte musulmana, che serviranno come punto di partenza per i dibattiti successivi. Partecipano al Seminario 29 persone, per ogni parte, tra esperti, autorità religiose e consultori.

 È previsto che il Santo Padre riceva i partecipanti all'incontro il 6 novembre, giornata conclusiva del seminario. Nel pomeriggio, alle ore 16,30, avrà luogo presso l'Università Gregoriana una sessione pubblica in cui sarà resa nota la dichiarazione comune approvata alla fine delle sessioni. Interverranno un rappresentante cattolico e uno musulmano che risponderanno alle domande dei partecipanti.
CON-DIR/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/...            VIS 20081104 (240)


lunedì 3 novembre 2008

I MIGRANTI, UN DONO PER LE NOSTRE SOCIETA'


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è intervenuto al secondo Forum Mondiale su Migrazione e Sviluppo, svoltosi a Manila (Filippine) dal 27 al 30 ottobre.

 Nel suo discorso dello scorso 29 ottobre, reso pubblico oggi, il capo della delegazione della Santa Sede ha affermato che "ogni forma di migrazione temporanea e circolare non deve mai essere presa come pretesto per evitare il pieno rispetto dei diritti dei migranti, e in maniera specifica, del loro diritto alla riunificazione familiare, al riconoscimento del loro contributo allo sviluppo, sia attraverso il lavoro, sia con le rimesse di denaro a casa. Ogni fallimento in questo ambito indicherebbe una mancanza di politiche di integrazione e cooperazione nei Paesi di arrivo, come pure di politiche di sviluppo nazionale in quelli d'origine".

 "I Governi - ha proseguito - dovrebbero continuare a creare le condizioni per cui la migrazione non sia mai la sola opzione che resta alle persone al fine di trovare un lavoro e condurre una vita sicura e dignitosa. Maggiori occasioni di lavoro dovrebbero essere create nei Paesi d'origine e dovrebbe essere evitata ogni politica migratoria che mini i fondamenti della società, specialmente la famiglia, che ne è la cellula di base. I potenziali vantaggi dell'emigrazione sono superati dai problemi che appaiono in particolare nelle famiglie esposte al rischio della disintegrazione".

 L'Arcivescovo Marchetto ha segnalato che "nei Paesi di accoglienza, la riunificazione familiare è il modo migliore per promuovere l'integrazione degli immigrati ed eliminare molti problemi, in particolare quelli legati alla sicurezza e all'ordine pubblico".

 "I migranti - ha così concluso - non rappresentano solo un problema, ma anche un dono per le nostre società. Essi ci aiutano nel nostro lavoro, ci obbligano ad aprire la nostra mente, le nostre economie e le nostre politiche e ci stimolano a ricercare nuovi modelli. Soltanto assieme potremo vincere questa sfida ed aprire il nostro mondo al futuro, di cui tutti vogliamo godere".
DELSS/MIGRAZIONE:SVILUPPO/MANILA:MARCHETTO   VIS 20081103 (330)


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