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lunedì 16 settembre 2013

UDIENZA ALL'ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME: IL VOSTRO CAMMINO È NELLA STORIA, APRITE ORIZZONTI DI SPERANZA

Città del Vaticano, 13 settembre 2013 (VIS). Camminare, costruire e confessare. Il Papa ha indicato questo itinerario - lo stesso che propose all'inizio del suo ministero - ai partecipanti al pellegrinaggio dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Roma in occasione dell'Anno della Fede, nel corso dell'udienza di venerdì 13 settembre, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

L'esperienza del pellegrinaggio, ha detto Papa Francesco spiegando il termine camminare, è un grande simbolo della vita umana e cristiana. "Ognuno di noi può essere 'errante' o 'pellegrino'. Il tempo che viviamo vede molte persone 'erranti', perché prive di un ideale di vita e spesso incapaci di dare senso alle vicende del mondo. Con il segno del pellegrinaggio, voi mostrate la volontà di non essere 'erranti'. Il vostro cammino è nella storia, in un mondo in cui i confini si allargano sempre di più, cadono molte barriere e i nostri cammini sono legati in modo sempre più stretto a quello degli altri. Siate testimoni del senso profondo, della luce che porta la fede; sappiate conservare la grande ricchezza di valori, di sapienza del passato, ma vivendo intensamente il presente, impegnandovi nell’oggi, con lo sguardo verso il futuro, aprendo orizzonti di speranza con la vostra opera per dare un volto più umano alla società".

"L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha una storia quasi millenaria: il vostro è uno dei più antichi Ordini assistenziali, caritativi tuttora attivi. (...) Costruire con la carità, con la compassione, con l’amore" - ha detto Papa Francesco sottolineando che: "il vostro pellegrinaggio ha anche una finalità caritativa, in favore dei fratelli e sorelle della Terra Santa, specialmente dei più bisognosi, di coloro che stanno vivendo momenti di sofferenza, di tensione e di timore. E anche dei nostri fratelli cristiani che soffrono tanto. A loro rivolgo con grande affetto un saluto e un abbraccio, a tutti - cristiani e non cristiani - assicurando la mia preghiera quotidiana".

"Il vostro camminare per costruire nasce dal confessare in modo sempre più profondo la fede, cresce dal continuo impegno di alimentare la vostra vita spirituale, da una formazione permanente per una vita cristiana sempre più autentica e coerente. Questo è un punto importante per ciascuno di voi e per l’intero Ordine, (...) la professione di fede e la testimonianza della carità sono strettamente connesse e sono i punti qualificanti e di forza della vostra azione".

"Un vincolo antico - ha proseguito il Pontefice - vi lega al Santo Sepolcro, memoria perenne di Cristo crocifisso che vi è stato deposto e di Cristo risorto che ha vinto la morte. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia realmente il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto personale ed associativo. Credere nella potenza redentrice della Croce e della Risurrezione, per offrire speranza e pace. In modo particolare, la Terra di Gesù ne ha tanto bisogno! La fede non allontana dalle responsabilità che tutti siamo chiamati ad assumerci, ma al contrario provoca e spinge a un concreto impegno in vista di una società migliore".


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