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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 14 giugno 2011

EVANGELIZZAZIONE: COMPITO DI TUTTI I MEMBRI DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). Alle 19:30 di ieri sera, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Convegno ecclesiale che conclude l’anno pastorale della Diocesi di Roma e che ha per tema: “Si sentirono trafiggere il cuore” (At 2, 37). La gioia di generare alla fede nella Chiesa di Roma (13-16 giugno 2011).

Nel commentare il tema del Convegno, il Papa ha affermato: “La fede non si conserva di per se stessa nel mondo, non si trasmette automaticamente nel cuore dell’uomo, ma deve essere sempre annunciata. E l’annuncio della fede, a sua volta, per essere efficace deve partire da un cuore che crede, che spera, che ama, un cuore che adora Cristo e crede nella forza dello Spirito Santo!. (...) La risposta della fede nasce quando l’uomo scopre, per grazia di Dio, che credere significa trovare la vita vera, la ‘vita piena’”.

“La Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “ciascuno di noi, deve portare nel mondo questa lieta notizia che Gesù è il Signore, Colui nel quale la vicinanza e l’amore di Dio per ogni singolo uomo e donna, e per l’umanità intera si sono fatti carne. Questo annuncio deve risuonare nuovamente nelle regioni di antica tradizione cristiana”. Benedetto XVI ha ricordato in proposito le parole rivolte ai giovani in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia (2005): “La felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia”.

“Se gli uomini dimenticano Dio” – ha proseguito il Pontefice – “è anche perché spesso si riduce la persona di Gesù a un uomo sapiente e ne viene affievolita se non negata la divinità. Questo modo di pensare impedisce di cogliere la novità radicale del Cristianesimo, perché se Gesù non è il Figlio unico del Padre allora nemmeno Dio è venuto a visitare la storia dell’uomo. L’incarnazione, invece, appartiene al cuore del Vangelo! Cresca, dunque, l’impegno per una rinnovata stagione di evangelizzazione, che è compito non solo di alcuni, ma di tutti i membri della Chiesa”.

“Non dobbiamo anche noi oggi mostrare la bellezza e la ragionevolezza della fede, portare la luce di Dio all’uomo del nostro tempo, con coraggio, con convinzione, con gioia? Molte sono le persone che ancora non hanno incontrato il Signore: ad esse va rivolta una speciale cura pastorale”. L’attenzione pastorale è oggi più che mai urgente e “chiede di impegnarci con fiducia, sostenuti dalla certezza che la grazia di Dio sempre opera nel cuore dell’uomo”.

“Ma chi è il messaggero di questo lieto annuncio? Sicuramente lo è ogni battezzato” – ha affermato il Papa – “Soprattutto lo sono i genitori, ai quali spetta il compito di chiedere il Battesimo per i propri figli. (...) Fin da piccoli, i bambini hanno bisogno di Dio ed hanno la capacità di percepire la sua grandezza; sanno apprezzare il valore della preghiera e dei riti, così come intuire la differenza fra il bene ed il male. Sappiate, allora, accompagnarli nella fede sin dalla più tenera età”.

“E come coltivare poi il germe della vita eterna a mano a mano che il bambino cresce? (...) Da sempre la comunità cristiana ha accompagnato la formazione dei bambini e dei ragazzi, aiutandoli non solo a comprendere con l’intelligenza le verità della fede, ma anche a vivere esperienze di preghiera, di carità e di fraternità” – ha proseguito il Santo Padre – “La parola della fede rischia di rimanere muta, se non trova una comunità che la mette in pratica, rendendola viva ed attraente”.

Successivamente il Papa ha incoraggiato “gli adolescenti che compiono il cammino dell’iniziazione cristiana, a maturare un coerente impegno di vita” e “a percorrere questa strada che fa scoprire il Vangelo non come un’utopia, ma come la forma piena dell’esistenza. Tutto ciò va proposto in particolare a coloro che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, affinché il dono dello Spirito Santo confermi la gioia di essere stati generati figli di Dio”.

“Perché tutto questo risulti efficace e porti frutto è necessario che la conoscenza di Gesù cresca e si prolunghi oltre la celebrazione dei Sacramenti. È questo il compito della catechesi” che “è azione ecclesiale e pertanto è necessario che i catechisti insegnino e testimonino la fede della Chiesa e non una loro interpretazione. Proprio per questo è stato realizzato il ‘Catechismo della Chiesa Cattolica’, che idealmente questa sera riconsegno a tutti voi, affinché la Chiesa di Roma possa impegnarsi con rinnovata gioia nell’educazione alla fede”.

“È necessario” – ha concluso il Pontefice – “educare al silenzio e all’interiorità. Confido che nelle parrocchie di Roma gli itinerari di iniziazione cristiana educhino alla preghiera, perché essa permei la vita ed aiuti a trovare la Verità che abita il nostro cuore. La fedeltà alla fede della Chiesa, poi, deve coniugarsi con una ‘creatività catechetica’ che tenga conto del contesto, della cultura e dell’età dei destinatari. Il patrimonio di storia e arte che Roma custodisce è una via ulteriore per avvicinare le persone alla fede. Invito tutti a fare tesoro nella catechesi di questa ‘via della bellezza’ che conduce a Colui che è, secondo Sant’Agostino, la Bellezza tanto antica e sempre nuova”.
AC/ VIS 20110614 (870)

SANTO PADRE CONFERISCE PRIMA VOLTA “PREMIO RATZINGER”

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del “Premio Ratzinger”, istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”, che il Santo Padre conferirà per la prima volta il 30 giugno prossimo.

Nel corso della Conferenza Stampa, il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione, ha presentato i vincitori del premio: il Professor Manlio Simonetti, laico italiano, studioso di Letteratura cristiana antica e Patrologia; il Professor Olegario González de Cardedal, sacerdote spagnolo, docente di Teologia sistematica ed il Professor Maximilian Heim, cistercense tedesco, Abate del Monastero di Heilingenkreuz (Austria) e docente di Teologia fondamentale e dogmatica.

“Il Professor Simonetti” - ha detto il Cardinale Ruini – “è una delle massime autorità a livello internazionale, e probabilmente la prima in Italia, nel campo degli studi sul cristianesimo antico. (...) Ora, pur avendo compiuto 85 anni, sta attivamente lavorando sui testi cristiani delle origini e ancora sul cristianesimo dei primi quattro secoli”.

Il Professor Olegario González de Cardedal, 76 anni, “è stato Ordinario di Teologia dogmatica alla Pontificia Università di Salamanca e per dieci anni, dal 1969 al 79, è stato Membro della Commissione Teologica Internazionale. (...) Le sue opere teologiche principali riguardano Dio e la Trinità, la cristologia, il rapporto tra teologia e antropologia, in particolare sotto l’aspetto del confronto tra fede cristiana e non credenza”.

Il Professor Maximilian Heim, 50 anni, “è stato chiamato nel 2009 a far parte del Nuovo Circolo di allievi di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI” ed “è consulente per la pubblicazione dell’’Opera Omnia’ di Joseph Ratzinger. (...) Oltre ad essere monaco e teologo, ha un’intensa attività di divulgazione dei temi della fede e della teologia ad un pubblico più ampio, attraverso una serie di conferenze e la pubblicazione di una collana di volumi: entrambe le iniziative portano il nome di ‘Auditorium’”.

Benedetto XVI ha disposto, a partire dal 1° marzo 2010, l’istituzione di questa Fondazione rispondendo al desiderio manifestato da molti studiosi nel corso degli anni. Una delle competenze del Comitato Scientifico è quella di elaborare i criteri di eccellenza per l’istituzione e l’assegnazione di premi agli studiosi che si sono distinti nelle attività di pubblicazione e/o ricerca scientifica.
OP/ VIS 20110614 (380)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2011 (VIS). II Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Pascal N’Koué, Arcivescovo Metropolita di Parakou (superficie: 9.259; popolazione: 398.000; cattolici: 184.000; sacerdoti: 48; religiosi: 103), Benin. È stato finora Vescovo di Natitingou (Benin).

- Il Vescovo Hlib (Borys Sviatoslav) Lonchyna, M.S.U., Esarca Apostolico dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna (cattolici: 10.000; sacerdoti: 13; religiosi: 3). L’Esarca eletto è stato finora Amministratore Apostolico “sede vacante” del medesimo Esarcato.
NER/ VIS 20110614 (90)

lunedì 13 giugno 2011

BENEDETTO XVI AGLI ZINGARI: “VOI SIETE NELLA CHIESA”

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto 2.000 pellegrini zingari giunti da ogni parte d’Europa, in rappresentanza dei due milioni di zingari che vivono nel Continente.

All’inizio del suo discorso il Papa ha citato le parole che il Servo di Dio Paolo VI rivolse agli zingari nel 1965: “’Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa’. Anch’io ripeto oggi con affetto: voi siete nella Chiesa!”.

“Il vostro popolo” – ha ricordato Benedetto XVI – “ha dato alla Chiesa il beato Zefirino Giménez Malla, di cui celebriamo il centocinquantesimo anniversario della nascita e il settantacinquesimo del martirio. (...) Oggi, il beato Zefirino” – ha detto il Pontefice – “vi invita a seguire il suo esempio e vi indica la via: la dedizione alla preghiera e in particolare al Rosario, l’amore per l’Eucaristia e per gli altri Sacramenti, l’osservanza dei comandamenti, l’onestà, la carità e la generosità verso il prossimo, specialmente verso i poveri; ciò vi renderà forti di fronte al rischio che le sette o altri gruppi mettano in pericolo la vostra comunione con la Chiesa”.

“La vostra storia” – ha proseguito il Pontefice – “è complessa e, in alcuni periodi, dolorosa. (...) Siete rimasti senza patria e avete considerato idealmente l’intero Continente come la vostra casa. (...) Purtroppo lungo i secoli avete conosciuto il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio. È stato - come voi dite - il Porrájmos, il ‘Grande Divoramento’, un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore”.

“La coscienza europea non può dimenticare tanto dolore! Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo! Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione e sforzatevi di non essere mai causa della sofferenza altrui!”.

“Vi invito, cari amici, a scrivere insieme una nuova pagina di storia per il vostro popolo e per l’Europa!” – ha esclamato il Papa – “La ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società. Date anche voi la vostra fattiva e leale collaborazione, affinché le vostre famiglie si collochino degnamente nel tessuto civile europeo!”.

“Infine, anche voi siete chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice della Chiesa” – ha concluso il Pontefice – “promuovendo l’attività pastorale nelle vostre comunità. La presenza tra di voi di sacerdoti, diaconi e persone consacrate, che appartengono alle vostre etnie, è dono di Dio e segno positivo del dialogo delle Chiese locali con il vostro popolo, che occorre sostenere e sviluppare. Date fiducia e ascolto a questi vostri fratelli e sorelle, e offrite insieme a loro il coerente e gioioso annuncio dell’amore di Dio per il popolo zingaro, come per tutti i popoli! La Chiesa desidera che tutti gli uomini si riconoscano figli dello stesso Padre e membri della stessa famiglia umana”.
AC/ VIS 20110613 (530)

BICENTENARIO NASCITA SAN GIOVANNI NEPOMUCENO

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la lettera, redatta in latino e datata 8 maggio, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo di Philadelphia (Stati Uniti d’America), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del bicentenario della nascita di San Giovanni Nepomuceno Neumann, che avranno luogo a Prachatice (Repubblica Ceca), il 18 giugno 2011.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Rigali è composta da: Don Zdenak Mares, Decano del Capitolo della cattedrale di San Nicola e da Don Vlastimil Krocil, membro del Capitolo della Cattedrale di San Nicola ed Amministratore a Veseli nad Luznici.
BXVI-LETTERA/ VIS 20110613 (110)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L’Arcivescovo Joseph Augustine Charanakunnel, Arcivescovo di Raipur (India) in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Signor Mario Juan Bosco Cayota Zappettini, Ambasciatore di Uruguay, con la Consorte, in visita di congedo.
AP:AL/ VIS 20110613 (70)

DALLE CHIESE ORIENTALI

CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei Romeni, S.B. Lucian Muresan, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica Romena e dopo aver informato la Sede Apostolica, ha trasferito, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Vasile Bizau, al presente Vescovo della Curia Arcivescovile Maggiore, alla sede eparchiale di Maramures dei Romeni (cattolici: 152.383; sacerdoti: 143; religiosi: 3), Romania.
NA/ VIS 20110613 (80)

LA CHIESA È CATTOLICA FIN DAL PRIMO MOMENTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Domenica di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

“Lo Spirito creatore di tutte le cose” – ha detto il Papa nell’omelia – “e lo Spirito Santo che Cristo ha fatto discendere dal Padre sulla comunità dei discepoli, sono uno e il medesimo: creazione e redenzione si appartengono reciprocamente e costituiscono, in profondità, un unico mistero d’amore e di salvezza”.

“Lo Spirito Santo è innanzitutto Spirito Creatore e quindi la Pentecoste è festa della creazione. Per noi cristiani, il mondo è frutto di un atto di amore di Dio, che ha fatto tutte le cose (...). Dio perciò non è il totalmente Altro, innominabile e oscuro. Dio si rivela, ha un volto, Dio è ragione, Dio è volontà, Dio è amore, Dio è bellezza”.

“Lo Spirito Santo è Colui che ci fa riconoscere in Cristo il Signore” – ha spiegato Benedetto XVI – “e ci fa pronunciare la professione di fede della Chiesa: ‘Gesù è Signore. (...) Recitando il Credo, noi entriamo nel mistero della prima Pentecoste (...). Nel Credo che ci unisce da tutti gli angoli della Terra, che, mediante lo Spirito Santo, fa in modo che ci si comprenda pur nella diversità delle lingue, attraverso la fede, la speranza e l’amore, si forma la nuova comunità della Chiesa di Dio”.

“Lo Spirito Santo anima la Chiesa” – ha sottolineato il Pontefice – “Essa non deriva dalla volontà umana, dalla riflessione, dall’abilità dell’uomo e dalla sua capacità organizzativa, poiché se così fosse essa già da tempo si sarebbe estinta, così come passa ogni cosa umana. Essa invece è il Corpo di Cristo, animato dallo Spirito Santo”.

“La Chiesa è cattolica fin dal primo momento (...) la sua universalità non è il frutto dell’inclusione successiva di diverse comunità. Fin dal primo istante, infatti, lo Spirito Santo l’ha creata come la Chiesa di tutti i popoli; essa abbraccia il mondo intero, supera tutte le frontiere di razza, classe, nazione; abbatte tutte le barriere e unisce gli uomini nella professione del Dio uno e trino. Fin dall’inizio la Chiesa è una, cattolica e apostolica: questa è la sua vera natura e come tale deve essere riconosciuta. Essa è santa, non grazie alla capacità dei suoi membri, ma perché Dio stesso, con il suo Spirito, la crea, la purifica e la santifica sempre”.

“Infine, il Vangelo di oggi ci consegna questa bellissima espressione: ‘I discepoli gioirono al vedere il Signore’” – “Oggi, a Pentecoste” – ha concluso il Pontefice – “questa espressione è destinata anche a noi, perché nella fede possiamo vederLo; nella fede Egli viene tra di noi e anche a noi mostra le mani e il fianco, e noi ne gioiamo. Perciò vogliamo pregare: Signore, mostrati! Facci il dono della tua presenza, e avremo il dono più bello: la tua gioia”.
HML/ VIS 20110613 (480)

PENTECOSTE BATTESIMO DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 12 GIU. 2011 (VIS). Conclusa la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Caeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

“La solennità della Pentecoste, che oggi celebriamo, conclude il tempo liturgico di Pasqua. In effetti, il Mistero pasquale – la passione, morte e risurrezione di Cristo e la sua ascensione al Cielo – trova il suo compimento nella potente effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti insieme con Maria, la Madre del Signore, e gli altri discepoli. Fu il ‘battesimo’ della Chiesa, battesimo nello Spirito Santo”.

“La voce di Dio divinizza il linguaggio umano degli Apostoli, i quali diventano capaci di proclamare in modo ‘polifonico’ l’unico Verbo divino. Il soffio dello Spirito Santo riempie l’universo, genera la fede, trascina alla verità, predispone l’unità tra i popoli” – ha spiegato il Pontefice ricordando che il Beato Antonio Rosmini scrive: “‘nel dì della Pentecoste dei cristiani Iddio promulgò … la sua legge di carità, scrivendola per mezzo dello Spirito Santo non sulle tavole di pietra, ma nel cuore degli Apostoli, e per mezzo degli Apostoli comunicandola poi a tutta la Chiesa’”.

Lo Spirito Santo, ‘che è Signore e dà la vita’ (...) ha il potere di santificare, abolire le divisioni, dissolvere la confusione dovuta al peccato. Egli, incorporeo e immateriale, elargisce i beni divini, sostiene gli esseri viventi, perché agiscano in conformità al bene. Come Luce intelligibile dà significato alla preghiera, dà vigore alla missione evangelizzatrice, fa ardere i cuori di chi ascolta il lieto messaggio, ispira l’arte cristiana e la melodia liturgica”.

“Cari amici, lo Spirito Santo, che crea in noi la fede nel momento del nostro Battesimo” – ha concluso Benedetto XVI – “ci permette di vivere quali figli di Dio, coscienti e consenzienti, secondo l’immagine del Figlio Unigenito”.

Dopo il Regina Coeli, il Papa ha ricordato che domani a Dresda (Germania), “sarà proclamato Beato Alois Andritzki, sacerdote e martire, ucciso dai nazionalsocialisti nel 1943, all’età di 28 anni. Lodiamo il Signore per questo eroico testimone della fede, che si aggiunge alla schiera di quanti hanno dato la vita nel nome di Cristo nei campi di concentramento. Vorrei affidare alla loro intercessione, oggi che è Pentecoste, la causa della pace nel mondo. Possa lo Spirito Santo ispirare coraggiosi propositi di pace e sostenere l’impegno di portarli avanti, affinché il dialogo prevalga sulle armi e il rispetto della dignità dell’uomo superi gli interessi di parte. Lo Spirito, che è vincolo di comunione, raddrizzi i cuori deviati dall’egoismo e aiuti la famiglia umana a riscoprire e custodire con vigilanza la sua fondamentale unità”.

“Dopodomani, 14 giugno, ricorre la Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue” – ha ricordato ancora il Santo Padre – “milioni di persone che contribuiscono, in modo silenzioso, ad aiutare i fratelli in difficoltà. A tutti i donatori rivolgo un cordiale saluto e invito i giovani a seguire il loro esempio”.

“Rivolgo un cordiale saluto” – ha detto infine il Santo Padre – “ai giornalisti e ai relatori riuniti a Pistoia per il Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato dall’associazione ‘Greenaccord’ sul tema: ‘Lo spazio comune dell’uomo nel creato". Ai giornalisti impegnati per la tutela dell’ambiente va il mio incoraggiamento”.
ANG/ VIS 20110613 (550)

IL PAPA PRESIEDE RIUNIONE CON CAPI DICASTERO CURIA ROMANA

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Papa ha presieduto una riunione dei Capi Dicastero della Curia Romana.
.../ VIS 20110613 (50)

CITTA' DEL VATICANO, 13 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Thomas Aquino Manyo Maeda, Vescovo della Diocesi di Hiroshima (superficie: 31.818; popolazione: 7.601.000; cattolici: 20.334; sacerdoti: 73; religiosi: 213), Giappone. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Tsuwasaki (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Giapponese, succede al Vescovo Joseph Atsumi Misue, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Reverendo Andrew Peter Wypych, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (superficie: 3.654; popolazione: 6.111.000; cattolici: 2.383.000; sacerdoti: 1.692; religiosi: 3.128; diaconi permanenti: 643), Stati Uniti d’America. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Kazimierza Wielka (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Parroco della Parrocchia “Saint Francis Borgia Parish” a Chicago.

- Ha nominato il Reverendo Alberto Rojas, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Chicago (Stati Uniti d’America). Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a El Zapote de la Labor (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. È stato finora Parroco della “Good Shepherd Parish” a Chicago.

Sabato 11 giugno il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Vartan Achkarian, C.A.M., all’ufficio di Ausiliare dell’Eparchia Patriarcale di Beirut degli Armeni, a norma del canone 201, paragrafo, 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kayes (Mali), presentata dal Vescovo Joseph Dao, per raggiunti limiti d’età.
NER:NEA:RE/ VIS 20110613 (250)

venerdì 10 giugno 2011

DIPLOMAZIA PONTIFICIA SERVIZIO PAPA E COMUNIONE ECCLESIALE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Superiori ed Alunni della Pontificia Accademia Ecclesiastica, il cui Presidente è l’Arcivescovo Beniamino Stella.

“La diplomazia pontificia, come viene comunemente chiamata” – ha detto il Papa nel suo discorso – “ha una lunghissima tradizione e la sua attività ha contribuito in maniera non irrilevante a plasmare, in età moderna, la fisionomia stessa delle relazioni diplomatiche tra gli Stati”.

“Lealtà, coerenza, e profonda umanità sono le virtù fondamentali di qualsiasi inviato, il quale è chiamato a porre non solo il proprio lavoro e le proprie qualità, ma, in qualche modo, l’intera persona al servizio di una parola che non è sua”.

“Come si pongono, in tutto ciò, la persona e l’azione del diplomatico della Santa Sede, che, ovviamente, presenta aspetti del tutto particolari? Egli, in primo luogo – (...) - è un sacerdote, un vescovo. (...) Egli è un servitore della Parola di Dio, è stato investito, come ogni sacerdote, di una missione che non può essere svolta a tempo parziale, ma che gli richiede di essere, con l’intera vita, una risonanza del messaggio che gli è affidato, quello del Vangelo. Ed è proprio sulla base di questa identità sacerdotale, ben chiara e vissuta in modo profondo, che si viene ad inserire, con certa naturalezza, il compito specifico di farsi portatore della parola del Papa, dell’orizzonte universale del suo ministero e della sua carità pastorale, nei confronti delle Chiese particolari e di fronte alle istituzioni nelle quali viene legittimamente esercitata la sovranità nell’ambito statale o delle organizzazioni internazionali”.

“Ben si capisce come nell’esercizio di un ministero tanto delicato” – ha sottolineato il Pontefice – “la cura per la propria vita spirituale, la pratica delle virtù umane e la formazione di una solida cultura vadano di pari passo e si sostengano reciprocamente. Sono dimensioni che permettono di mantenere un profondo equilibrio interiore, in un lavoro che esige, fra l’altro, capacità di apertura all’altro, equanimità di giudizio, distanza critica dalle opinioni personali, sacrificio, pazienza, costanza e talora anche fermezza nel dialogo verso tutti”.

“D’altro canto” – ha concluso il Pontefice – “il servizio alla persona del Successore di Pietro, (...) consente di vivere in costante e profondo riferimento alla cattolicità della Chiesa. E laddove c’è apertura all’oggettività della cattolicità, lì c’è anche il principio di autentica personalizzazione: la vita spesa al servizio del Papa e della comunione ecclesiale è, sotto questo profilo, estremamente arricchente”.
AC/ VIS 20110610 (410)

SANTA SEDE E PROTOCOLLO CONVENZIONE DIRITTI FANCIULLO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). L’Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 6 giugno scorso, alla XVII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell’Uomo sui diritti del fanciullo.

Il Nunzio ha presentato le sue congratulazioni agli incaricati della preparazione del progetto di Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo per facilitare una procedura di comunicazione (OPC), ed ha affermato che essa rappresenta “una parola di speranza e di incoraggiamento per quei fanciulli e giovani la cui innocenza e dignità umana è stata ferita dalla crudeltà che può essere presente nel mondo degli adulti”.

“La Santa Sede” – ha concluso l’Arcivescovo Tomasi - “considera il nuovo Protocollo Opzionale (...) un opportuno contributo per il rafforzamento del sistema dei diritti umani. Che esso ci faccia avvicinare al nostro obiettivo finale: la preservazione incondizionata e il rispetto delle dignità di ogni singola persona, donna o uomo, adulto o fanciullo”.
DELSS/ VIS 20110610 (170)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Neethinathan Anthonisamy, di Chingleput.

- Il Vescovo Thomas Aquinas Lephonse, Vescovo di Coimbatore.

- Il Vescovo Amalraj Arulappan, di Ootacamund.

- Il Vescovo Soundaraj Periyanayagam, S.D.B., di Vellore.

- Il Vescovo Antony Pappusamy, di Dindigul.

- Il Vescovo Peter Remigius, di Kottar.

- Il Signor Benjamin Konan Kouamé, Ambasciatore di Costa d’Avorio, con la Consorte, in visita di congedo.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20110610 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Alfredo Zecca, Arcivescovo Metropolita di Tucumán (superficie: 10.996; popolazione: 1.112.000; cattolici: 1.034.201; sacerdoti: 143; religiosi: 238; diaconi permanenti: 10), Argentina. L’Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1949, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Attualmente Professore Ordinario della Facoltà Teologica dell’Università Cattolica Argentina, succede all’Arcivescovo Luis Héctor Villalba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha eretto l’Eparchia caldea del Canada con il titolo di “Mar Addai” di Toronto dei Caldei (fedeli caldei: 38.000: sacerdoti: 4).

- Ha nominato l’Arcivescovo Hanna Zora, primo Vescovo dell’Eparchia di Toronto dei Caldei, trasferendolo dalla Sede di Ahwaz dei Caldei (Iran) e conservandogli il titolo di Arcivescovo ad personam.

- Ha nominato il Vescovo Ernesto Mandara, Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto (superficie: 918; popolazione: 187.351; cattolici: 175.808; sacerdoti: 109; religiosi: 234; diaconi permanenti: 6), Italia. È stato finora Ausiliare della Diocesi di Roma.

- Ha nominato il Monsignore Matthew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto (superficie: 109.507; popolazione: 14.133.000; cattolici: 44.366; sacerdoti: 39; religiosi: 35), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Kulu (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Vicario Generale nell’Arcidiocesi di Kaduna (Nigeria), succede al Vescovo Kevin J. Aje, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE:ECE/ VIS 20110610 (240)

giovedì 9 giugno 2011

ECOLOGIA UMANA NECESSITÀ IMPERATIVA

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nella Sala Clementina le Lettere Credenziali di sei nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: Signor Stefan Gorda, Moldova; Signor Narciso Ntugu Abeso Oyana, Guinea Equatoriale; Signor Henry Llewellyn Lawrence, Belize; Signor Hussan Edin Aala, Siria; Signora Genevieve Delali Tsegah, Ghana; Signor George Robert Furness Troup, Nuova Zelanda.

Il Santo Padre ha tenuto ai sei nuovi diplomatici un discorso comune e successivamente ha consegnato ad ognuno un testo specifico relativo alla Nazione rappresentata.

“Il primo semestre di questo anno” – ha detto il Papa nel suo discorso – “è stato segnato da innumerevoli tragedie che hanno coinvolto la natura, la tecnica e i popoli. L’uomo (...) non può essere dominato dalla tecnica (...). Una tale consapevolezza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, davanti alle proprie responsabilità nei confronti della nostra vita e delle tecnologie”.

“L’ecologia umana” – ha affermato il Pontefice – “è una necessità imperativa. Adottare in tutto un modo di vivere rispettoso dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento delle energie pulite che salvaguardano il patrimonio della creazione e non presentano pericoli per l’uomo, devono essere priorità politiche ed economiche”.

“Il cambiamento di mentalità in questo ambito” – ha sottolineato il Papa – “deve permettere di giungere rapidamente ad una arte di vivere insieme che rispetti l’alleanza fra uomo e natura, senza la quale la famiglia umana rischia di estinguersi. (...) L’insieme dei governanti deve impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla a ricoprire il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. Le Nazioni Unite, mi sembra, siano il quadro naturale per una tale riflessione che non deve essere oscurata da interessi politici ed economici, ciecamente partigiani, ma deve privilegiare la solidarietà rispetto all’interesse particolare”.

“Occorre inoltre interrogarsi sul giusto ruolo della tecnica. (...) Credere che essa sia l’agente esclusivo del progresso e della felicità, significa ridurre l’uomo ad oggetto, cosa che finisce nell’accecamento e nell’infelicità, quando l’uomo attribuisce e delega alla tecnica poteri che non ha. (...) La tecnica che domina l’uomo, lo priva della sua umanità. L’orgoglio che essa genera ha fatto nascere nelle nostre società un economismo che non si può trattare e un certo edonismo che determina soggettivamente ed egoisticamente i comportamenti. L’indebolimento del primato dell’essere umano comporta uno smarrimento esistenziale ed una perdita del senso della vita”.

“È dunque urgente” – ha ribadito Benedetto XVI – “arrivare a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica (...) La tecnica deve aiutare la natura a sbocciare nella linea voluta dal Creatore. Operando in tal modo, lo scienziato e il ricercatore aderiscono al disegno di Dio che ha voluto che l’uomo sia vertice e gestore della creazione. Soluzioni basate su tale fondamento proteggeranno la vita umana e la sua vulnerabilità, i diritti delle generazioni presenti e di quelle future”.

“I governi devono promuovere un umanesimo rispettoso della dimensione spirituale e religiosa dell’uomo, poiché la dignità della persona umana non varia con la fluttuazione delle opinioni. Rispettare la sua aspirazione alla giustizia e alla pace permette l’edificazione di una società che si promuove da se stessa, quando sostiene la famiglia o quando rifiuta, ad esempio, il primato esclusivo del denaro”.

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: “La vita sociale deve essere considerata innanzitutto come una realtà di ordine spirituale, i responsabili della politica hanno la missione di guidare i popoli verso l’armonia umana e la saggezza tanto desiderate, che devono culminare nella libertà religiosa, volto autentico della pace”.

Nel suo discorso all’Ambasciatore della Moldova, il Santo Padre afferma: “È bene che la Moldova desideri far parte della casa comune europea” ed ha aggiunto: “Rendo grazie per il riconoscimento giuridico di cui gode la Chiesa cattolica in Moldova, per la sua organizzazione progressiva e per la costruzione di nuove chiese fra cui la cattedrale. (...) Che le autorità civili abbiano il coraggio di trovare soluzioni soddisfacenti giuste ed eque per il patrimonio ecclesiastico confiscato, per permettere alla Chiesa cattolica di disporre di mezzi per compiere la sua missione, non solo in ambito religioso ma anche in campo educativo, sanitario e caritativo”.

“Nel perfezionamento della società e nello spiegamento delle nuove strutture in grado di dare una trama più flessibile, non mancherà ai figli e alle figlie della Guinea Equatoriale” – scrive il Papa all’Ambasciatore di questa Nazione – “la presenza animatrice della Chiesa, che infonde la luce della fede in Cristo. (...) Non si può mancare di notare con viva soddisfazione l’impegno profuso per recuperare e ristrutturare molti luoghi di culto, e le iniziative intraprese per migliorare le condizioni di vita degli abitanti, in particolare di coloro che sperimentano grandi difficoltà a vivere in maniera degna”.

Nel suo discorso al Rappresentante del Belize il Santo Padre sottolinea: “La libertà di religione e la libertà di culto consentono ai credenti di prosperare come individui e di contribuire positivamente e pienamente alla vita della Nazione in ogni sfera dell’attività umana. Che il suo Paese, Signor Ambasciatore, sia un esempio a tale riguardo per i suoi vicini e per coloro che si impegnassero a diminuire le conseguenze di tali diritti e dei loro corrispettivi valori”.

“La Siria è stata tradizionalmente un esempio di tolleranza, convivenza e di rapporti armoniosi fra cristiani e musulmani, attualmente sono buone le relazioni ecumeniche e interreligiose” – afferma il Papa nel discorso indirizzato all’Ambasciatore della Siria - “Gli avvenimenti occorsi in questi ultimi mesi in alcuni paesi del Mediterraneo, fra cui la Siria, manifestano il desiderio di un futuro migliore nell’ambito dell’economia, della giustizia, della libertà e della partecipazione alla vita pubblica. Tali avvenimenti mostrano anche l’urgente necessità di autentiche riforme della vita politica, economica e sociale. Tuttavia, è estremamente auspicabile che tali evoluzioni non si realizzino in termini d’intolleranza, di discriminazione e di conflitto, ed ancor meno di violenza, ma in termini di rispetto assoluto della verità, della convivenza, dei diritti legittimi delle persone e della collettività, e della riconciliazione. Di tali principi devono essere garanti le Autorità, tenendo conto delle aspirazioni della società civile e delle istituzioni internazionali”.

Nel discorso all’Ambasciatore del Ghana, il Santo Padre elogia il fatto che “Il Ghana abbia potuto superare negli ultimi tempi certi ostacoli per progredire in modo stabile in ambito economico, sociale e politico. (...) Auspico che tale processo sia coronato da un risultato positivo nella corrente consultazione costituzionale, in modo tale che la struttura legislativa ed amministrativa della Nazione consolidino una cultura responsabile ed una attiva partecipazione allo sviluppo del Paese nella libertà, giustizia e solidarietà”.

Infine Benedetto XVI esprime al Rappresentante della Nuova Zelanda la sua “solidarietà a tutti coloro che ancora subiscono le conseguenze del devastante terremoto che ha colpito Christchurch il 22 febbraio scorso” e ricorda che: “A causa della sua posizione geografica (...) alcuni paesi vicini, fra i quali ‘I Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo’ guardano alla Nuova Zelanda come ad un esempio di stabilità politica, di stato di diritto e di alti standard dell’economia. (...) Tutto ciò assegna al suo Paese una particolare responsabilità morale. Fedele alle sue tradizioni migliori, la Nuova Zelanda è chiamata ad usare la sua posizione di influenza per la pace e la stabilità della regione, l’incoraggiamento di istituzioni democratiche mature e stabili, e la promozione di autentici diritti umani e di uno sviluppo economico sostenibile”.
CD/ VIS 20110609 (1240)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi.

- Il Signor Luiz Felipe de Seixas Corrêa, Ambasciatore del Brasile, con la Consorte, in Visita di congedo.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell’India, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L’Arcivescovo Malayappan Chinnappa, S.D.B., di Madras and Mylapore, con l’Ausiliare Vescovo Lawrence Pius Dorairaj.

- L’Arcivescovo Peter Fernando, di Madurai.

- L’Arcivescovo Anthony Anandarayar, di Pondicherry and Cuddalore.
AP:AL/ VIS 20110609 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Doaninoel, S.M., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Honiara (superficie: 10.728; popolazione: 235.136; cattolici: 53.378; sacerdoti: 41; religiosi: 110), Isole Salomone, trasferendolo dall’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Rabaul (Papua Nuova Guinea).
NEA/ VIS 20110609 (50)

mercoledì 8 giugno 2011

BENEDETTO XVI RIEVOCA VIAGGIO APOSTOLICO CROAZIA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Nel corso dell’Udienza Generale di questo Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha rievocato il Viaggio Apostolico in Croazia, compiuto il 4 e 5 giugno scorso, il cui tema è stato: “Insieme in Cristo”.

“L’occasione principale della mia Visita” – ha ricordato il Papa – “era la Iª Giornata Nazionale delle famiglie cattoliche croate, culminata nella Concelebrazione eucaristica di domenica mattina, che ha visto la partecipazione, nell’area dell’Ippodromo di Zagabria, di un grande moltitudine di fedeli”.

“Nell’Europa di oggi, le Nazioni di solida tradizione cristiana” – ha affermato il Santo Padre – “hanno una speciale responsabilità nel difendere e promuovere il valore della famiglia fondata sul matrimonio, che rimane comunque decisiva sia nel campo educativo sia in quello sociale. Questo messaggio aveva dunque una particolare rilevanza per la Croazia, che, ricca del suo patrimonio spirituale, etico e culturale, si appresta ad entrare nell’Unione Europea”.

“La Santa Messa è stata celebrata nel peculiare clima spirituale della novena di Pentecoste. (...) Questo mi ha dato modo di sottolineare il dono e l’impegno della comunione nella Chiesa, come pure di incoraggiare i coniugi nella loro missione. Ai nostri giorni, mentre purtroppo si constata il moltiplicarsi delle separazioni e dei divorzi, la fedeltà dei coniugi è diventata di per se stessa una testimonianza significativa dell’amore di Cristo, che permette di vivere il Matrimonio per quello che è, cioè l’unione di un uomo e di una donna che, con la grazia di Cristo, si amano e si aiutano per tutta la vita, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”.

“La fede nel Dio che è Amore si trasmette prima di tutto con la testimonianza di una fedeltà all’amore coniugale, che si traduce naturalmente in amore per i figli, frutto di questa unione. Ma questa fedeltà non è possibile senza la grazia di Dio, senza il sostegno della fede e dello Spirito Santo”.

“In questo contesto di grande attenzione alla famiglia, si è collocata molto bene la Veglia con i giovani, avvenuta la sera di sabato” – ha ricordato ancora il Pontefice che ha affermato: “A loro ho ripetuto la domanda che Gesù fece ai suoi primi discepoli: ‘Che cosa cercate?’, ma ho detto loro che Dio li cerca prima e più di quanto essi stessi cerchino Lui. È questa la gioia della fede: scoprire che Dio ci ama per primo! È una scoperta che ci mantiene sempre discepoli, e quindi sempre giovani nello spirito!”.

“Un altro momento che possiamo dire di ‘cenacolo’ è stata la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale, con i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i giovani in formazione nei Seminari e nei Noviziati. (...) Nella Cattedrale di Zagabria si trova la monumentale tomba del Beato Cardinale Alojzije Stepinac, Vescovo e Martire. Egli, in nome di Cristo, si oppose con coraggio prima ai soprusi del nazismo e del fascismo e, dopo, a quelli del regime comunista”.

“Molto significativo” – ha proseguito il Pontefice – “è stato anche l’incontro con esponenti della società civile, del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale, con il Corpo Diplomatico e con i Leaders religiosi, radunati nel Teatro Nazionale di Zagabria. In quel contesto, ho avuto la gioia di rendere omaggio alla grande tradizione culturale croata, inseparabile dalla sua storia di fede e dalla presenza viva della Chiesa”.

“Ancora una volta è apparsa evidente a tutti noi la più profonda vocazione dell’Europa, che è quella di custodire e rinnovare un umanesimo che ha radici cristiane e che si può definire ‘cattolico’, cioè universale ed integrale. Un umanesimo che pone al centro la coscienza dell’uomo, la sua apertura trascendente e al tempo stesso la sua realtà storica, capace di ispirare progetti politici diversificati ma convergenti alla costruzione di una democrazia sostanziale, fondata sui valori etici radicati nella stessa natura umana”.

“Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera” – ha concluso il Pontefice – “ottenendo che la mia visita pastorale si svolgesse ottimamente. Ora, mentre ringraziamo il Signore per questo grande dono, chiediamo a Lui, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Croati, che quanto ho potuto seminare porti frutti abbondanti, per le famiglie croate, per l’intera Nazione e per tutta l’Europa”.
AG/ VIS 20110608 (700)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Roberto Francisco Ferrería Paz, Vescovo della Diocesi di Campos (superficie: 12.520; popolazione: 1.063.000; cattolici: 919.000; sacerdoti: 81, religiosi: 103; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Ausiliare di Niterói (Brasile), succede al Vescovo Roberto Gomes Guimarães, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Francesco Biasin, Vescovo della Diocesi di Barra do Piraí – Volta Redonda (superficie: 4.768; popolazione: 804.000; cattolici: 604.267; sacerdoti: 51; religiosi: 82; diaconi permanenti: 2), Brasile. Finora Vescovo di Pesqueira (Brasile), il Vescovo Biasin succede al Vescovo João Maria Messi, O.S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., Vescovo di Tibù (superficie: 7.825; popolazione: 222.000; cattolici: 211.000; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Colombia. Il Vescovo eletto è nato in Cogua (Colombia), nel 1963, ha emesso la professione religiosa solenne nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. È stato finora Superiore del Convento Cristo Re a Bucaramanga (Colombia).
NER:RE VIS 20110608 (150)

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