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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 12 marzo 2010

SACERDOTI: TOTALE ADESIONE A CRISTO E ALLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Congresso Teologico, organizzato dalla Congregazione per il Clero, che si tiene nei giorni 11 e 12 marzo presso la Pontificia Università Lateranense, sul tema: "Fedeltà di Cristo, Fedeltà del Sacerdote".

  "In un'epoca come la nostra" - ha detto il Santo Padre - "è importante avere ben chiara la peculiarità teologica del Ministero ordinato per non cedere alla tentazione di ridurlo alle categorie culturali dominanti. In un contesto di diffusa secolarizzazione, che esclude progressivamente Dio dalla sfera pubblica, e, tendenzialmente, anche dalla coscienza sociale condivisa, spesso il sacerdote appare 'estraneo' al sentire comune (...). Per tale motivo è importante superare pericolosi riduzionismi, che, nei decenni passati (...), hanno presentato il sacerdote quasi come un 'operatore sociale', rischiando di tradire lo stesso Sacerdozio di Cristo".

  "Come si rivela sempre più urgente l'ermeneutica della continuità per comprendere in modo adeguato i testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, analogamente appare necessaria" - ha sottolineato il Pontefice - "un'ermeneutica che potremmo definire 'della continuità sacerdotale', la quale, partendo da Gesù di Nazaret, Signore e Cristo, e passando attraverso i duemila anni della storia di grandezza e di santità, di cultura e di pietà, che il Sacerdozio ha scritto nel mondo, giunga fino ai nostri giorni".

  "È particolarmente importante" - ha affermato Benedetto XVI - "che la chiamata a partecipare all'unico Sacerdozio di Cristo nel Ministero ordinato fiorisca nel 'carisma della profezia': c'è grande bisogno di sacerdoti che parlino di Dio al mondo e che presentino a Dio il mondo; uomini non soggetti ad effimere mode culturali, ma capaci di vivere autenticamente quella libertà che solo la certezza dell'appartenenza a Dio è in grado di donare. (...) Oggi la profezia più necessaria è quella della fedeltà che partendo dalla Fedeltà di Cristo all'umanità (...) conduca a vivere il proprio sacerdozio nella totale adesione a Cristo e alla Chiesa".

  Il sacerdote "deve porre ogni cura nel sottrarsi alla mentalità dominante, che tende ad associare il valore del ministro non al suo essere, ma alla sua funzione (...)" - ha ribadito ancora il Papa - "L'orizzonte dell'appartenenza ontologica a Dio costituisce, inoltre, la giusta cornice per comprendere e riaffermare, anche ai nostri giorni, il valore del sacro celibato, che nella Chiesa latina è un carisma richiesto per l'Ordine sacro ed è tenuto in grandissima considerazione nelle Chiese Orientali. Esso è autentica profezia del Regno, (...) espressione del dono di sé a Dio e agli altri".

  "Quella del sacerdote è, pertanto, un'altissima vocazione, che rimane un grande Mistero (...). I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a Sé, rendendoci partecipi della Sua Missione salvifica. Infatti, la comprensione del Sacerdozio ministeriale è legata alla fede e domanda, in modo sempre più forte, una radicale continuità tra la formazione seminaristica e quella permanente".

  "Gli uomini e le donne del nostro tempo" - ha concluso il Pontefice - "ci chiedono soltanto di essere fino in fondo sacerdoti e nient'altro. I fedeli laici troveranno in tante altre persone ciò di cui umanamente hanno bisogno, ma solo nel sacerdote potranno trovare quella Parola di Dio che deve essere sempre sulle sue labbra; la Misericordia del Padre, abbondantemente e gratuitamente elargita nel Sacramento della Riconciliazione; il Pane di Vita nuova".
AC/SACERDOZIO/...                               VIS 20100312 (550)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Akio Johnson Mutek, di Torit, con il Vescovo emerito Paride Taban.

-    Il Vescovo Rudolf Deng Majak, di Wau.

-    Il Vescovo Erkolano Lodu Tombe, di Yei.

- L'Arcivescovo Robert Zolltsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AL:AP/.../...                                       VIS 20100312 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Jean-Claude Boulanger, Vescovo di Bayeux (superficie: 5.548; popolazione: 647.933; cattolici: 460.110; sacerdoti: 236; religiosi: 617; diaconi permanenti: 19), Francia. Finora Vescovo di Sées (Francia), il Vescovo Boulanger succede al Vescovo Pierre Pican, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.
NER:RE/.../BOULANGER:PICAN                             VIS 20100312 (70)

giovedì 11 marzo 2010

CONFESSORI: INSTAURARE DIALOGO DI SALVEZZA CON PENITENTI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Nel ricevere questa mattina i partecipanti al Corso annuale sul Foro Interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, il Santo Padre Benedetto XVI ha rilevato nel suo discorso che essi manifestano "la forte esigenza di approfondire una tematica essenziale per il ministero e la vita dei presbiteri".

  "Il vostro Corso si colloca provvidenzialmente" - ha ricordato il Santo Padre - "nell'Anno Sacerdotale, che ho indetto per il 150° anniversario della nascita al Cielo di San Giovanni Maria Vianney, il quale ha esercitato in modo eroico e fecondo il ministero della Riconciliazione. (...) Dal Santo Curato d'Ars, noi sacerdoti possiamo imparare non solo una inesauribile fiducia nel Sacramento della Penitenza, che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del 'dialogo di salvezza' che in esso si deve svolgere".

  "La coscienza del proprio limite ed il bisogno di ricorrere alla Misericordia Divina per chiedere perdono" - ha affermato il Papa - "per convertire il cuore e per essere sostenuti nel cammino di santità, sono fondamentali nella vita del sacerdote: solo chi per primo ne ha sperimentato la grandezza può essere convinto annunciatore e amministratore della Misericordia di Dio".

  "Viviamo in un contesto culturale segnato dalla mentalità edonistica e relativistica, che tende a cancellare Dio dall'orizzonte della vita, che non favorisce l'acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato. (...) Se guardiamo al contesto culturale in cui visse San Giovanni Maria Vianney, vediamo che, per vari aspetti, non era così dissimile dal nostro. Anche al suo tempo, infatti, esisteva una mentalità ostile alla fede, espressa da forze che cercavano addirittura di impedire l'esercizio del ministero".

  "In tali circostanze, il Santo Curato d'Ars fece 'della chiesa la sua casa', per condurre gli uomini a Dio. Egli visse con radicalità lo spirito di orazione, (...) apparendo ai suoi contemporanei un segno così evidente della presenza di Dio, da spingere tanti penitenti ad accostarsi al suo confessionale. Nelle condizioni di libertà in cui oggi è possibile esercitare il ministero sacerdotale, è necessario che i presbiteri vivano in 'modo alto' la propria risposta alla vocazione, perché soltanto chi diventa ogni giorno presenza viva e chiara del Signore può suscitare nei fedeli il senso del peccato, dare coraggio e far nascere il desiderio del perdono di Dio". 

  La 'crisi' del Sacramento della Penitenza, di cui spesso si parla, interpella anzitutto i sacerdoti e la loro grande responsabilità di educare il Popolo di Dio alle radicali esigenze del Vangelo" - ha ribadito il Pontefice - "In particolare, chiede loro di dedicarsi generosamente all'ascolto delle confessioni sacramentali; di guidare con coraggio il gregge, perché non si conformi alla mentalità di questo mondo, ma sappia compiere scelte anche controcorrente, evitando accomodamenti o compromessi".

  Infine Benedetto XVI ha invitato i sacerdoti  a instaurare con i penitenti il  "dialogo di salvezza", proposto da San Giovanni Maria Vianney. Un dialogo che "nascendo dalla certezza di essere amati da Dio, aiuta l'uomo a riconoscere il proprio peccato e a introdursi, progressivamente, in quella stabile dinamica di conversione del cuore, che porta alla radicale rinuncia al male e ad una vita secondo Dio".
AC/CONFESSIONE/PENITENZIERIA APOSTOLICA               VIS 20100311 (540)


MESSAGGIO PER LA MORTE DELLO SCEICCO TANTAWI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato a nome del Santo Padre Benedetto XVI, il seguente Messaggio allo Sceicco Muhammad Abd al-Aziz Wasil, "Wakil" dell'Università di Al-Azhar, Il Cairo (Egitto).

  "Nell'apprendere la notizia dell'improvvisa morte del Grande Imam e Sceicco di Al-Azhar, Dottor Muhammad Sayyed Tantawi, Papa Benedetto XVI mi ha pregato di trasmettere alla vostra comunità e alla famiglia dello Sceicco Tantawi le sue sentite condoglianze accompagnate dalla preghiera. Benedetto XVI ricorda la eminente figura del leader religioso che per molti anni è stato apprezzato interlocutore del dialogo fra musulmani e cattolici".

  "Esprimo a mia volta le mie condoglianze e ricordo con gratitudine l'impulso che il defunto Sceicco diede agli incontri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e del Comitato Permanente di Al-Azhar per il Dialogo".
MESS/MORTE SCEICCO TANTAWI/BERTONE               VIS 20100311 (150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

  - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Sudan, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Paulino Lukudu Loro, M.C.C.J., di Juba.

-    Il Monsignor Roko Taban Mousa, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Malakal, con il Vescovo emerito Vincent Mojwok Nyiker.

-    Il Vescovo Cesare Mazzolari, M.C.C.J., di Rumbek.

-    Il Vescovo Edward Hiiboro Kussala, di Tombura-Yambio.
AP:AL/.../...                                 VIS 20100311 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jorge Solórzano Pérez, Vescovo di Granata (superficie: 7.453; popolazione: 543.000; cattolici: 445.000; sacerdoti: 74; religiosi: 191), Nicaragua. Il Vescovo Solórzano Pérez, finora Vescovo di Matagalpa (Nicaragua), succede al Vescovo Bernardo Hombach, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore John Douglas Deshotel, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Dallas (superficie: 19.475; popolazione. 3.630.955; cattolici: 1.094.688; sacerdoti: 198; religiosi: 196; diaconi permanenti: 143), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Kinder (Stati Uniti d'America), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Vicario Generale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignore Mark Joseph Seitz, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Dallas (superficie: 19.475; popolazione. 3.630.955; cattolici: 1.094.688; sacerdoti: 198; religiosi: 196; diaconi permanenti: 143), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Milwaukee (Stati Uniti d'America) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora Parroco della "Saint Rita Parish" a Dallas (Stati Uniti d'America).
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20100311 (190)


mercoledì 10 marzo 2010

SAN BONAVENTURA: UNICITÀ E CONTINUITÀ DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, all'opera letteraria e dottrinale di San Bonaventura da Bagnoregio.

  "San Bonaventura, tra i vari meriti" - ha detto Papa Benedetto XVI - "ha avuto quello di interpretare autenticamente e fedelmente la figura di San Francesco d'Assisi". Infatti reagì di fronte alla corrente spiritualistica dell'Ordine Francescano, nata dalle idee dell'Abate Gioacchino da Fiore, che "sosteneva che con San Francesco era stata inaugurata la fase finale della storia (...) per iniziare la nuova Chiesa dello Spirito, non più legata alle vecchie strutture della Chiesa gerarchica. Vi era dunque il rischio di un gravissimo fraintendimento del messaggio di San Francesco, della sua umile fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, e tale equivoco comportava una visione erronea del Cristianesimo nel suo insieme".

  "San Bonaventura affrontò il problema proprio nell'ultima sua opera (...)  intitolata 'Hexaëmeron'" nella quale afferma che: "Dio è uno per tutta la storia (...). La storia è una, anche se è un cammino e (...) un cammino di progresso. (...) Gesù Cristo è l'ultima parola di Dio (...) Non c'è un altro Vangelo, non c'è un'altra Chiesa da aspettare. Perciò anche l'Ordine di San Francesco deve inserirsi in questa Chiesa, nella sua fede, nel suo ordinamento gerarchico"

  "Questo non significa" - ha proseguito Benedetto XVI - "che la Chiesa sia immobile, fissa nel passato e non possa esserci novità in essa". Con l'espressione "Le opere di Cristo non vengono meno, ma progrediscono" "San Bonaventura formula esplicitamente l'idea del progresso (...) Anche san Bonaventura riconosce i Padri come maestri per sempre, ma il fenomeno di San Francesco gli dà la certezza che la ricchezza della parola di Cristo è inesauribile e che anche nelle nuove generazioni possono apparire nuove luci. L'unicità di Cristo garantisce anche novità e rinnovamento nel futuro".

  "Anche oggi" - ha affermato il Pontefice - "esistono visioni secondo le quali tutta la storia della Chiesa nel secondo millennio sarebbe stata un declino permanente; alcuni vedono il declino già subito dopo il Nuovo Testamento. (...) Che cosa sarebbe la Chiesa senza la nuova spiritualità dei Cistercensi, dei Francescani e Domenicani, della spiritualità di Santa Teresa d'Avila e di San Giovanni della Croce, e così via? (...). San Bonaventura ci insegna l'insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell'apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa".

  "Dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto è nuovo, che c'è un'altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare è finita, e avremmo un'altra, totalmente altra, un utopismo anarchico. Grazie a Dio, i timonieri saggi della barca di Pietro, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, hanno da una parte difeso la novità del Concilio e nello stesso tempo l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di grazia".
 
  Commentando alcuni scritti teologico-mistici di San Bonaventura "che sono l'anima del suo governo", il Papa ha fatto rilevare l'importanza del suo capolavoro l''Itinerarium mentis in Deum', nel quale l'Autore indica che la conoscenza di Dio è un percorso in diverse tappe che culmina nella "unione appagante con la Trinità per mezzo di Cristo, a imitazione di Francesco d'Assisi".

  Prima dell'Udienza, nella Basilica di San Pietro, il Papa ha salutato il pellegrinaggio promosso dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, "luminosa figura del clero milanese" dopo la recente Beatificazione, nell'ottobre 2009.

  Riferendosi alla "straordinaria attività" dispiegata "in favore dei bambini in difficoltà, dei disabili, degli anziani, dei malati terminali e nel vasto ambito assistenziale e sanitario", il Santo Padre ha affermato: "Mediante i vostri progetti di solidarietà, vi sforzate di proseguire la benemerita opera iniziata dal Beato Carlo Gnocchi, apostolo dei tempi moderni e genio della carità cristiana".

  "In questo Anno sacerdotale, ancora una volta la Chiesa guarda a lui come a un modello da imitare. Il suo fulgido esempio sostenga l'impegno di quanti si dedicano al servizio dei più deboli e susciti nei sacerdoti il vivo desiderio di riscoprire e rinvigorire la consapevolezza dello straordinario dono di Grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo".
AG/SAN BONAVENTURA/...                           VIS 20100310 (740)



APPELLO IN FAVORE TURCHIA E NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha manifestato la sua profonda vicinanza "alle persone colpite dal recente sisma in Turchia ed alle loro famiglie. A ciascuno assicuro la mia preghiera, mentre chiedo alla comunità internazionale di contribuire con prontezza e generosità ai soccorsi".

  Successivamente, nel ricordare i fatti di violenti degli ultimi giorni in Nigeria ha detto: "Il mio sentito cordoglio va anche alle vittime dell'atroce violenza, che insanguina la Nigeria e che non ha risparmiato nemmeno i bambini indifesi. Ancora una volta ripeto con animo accorato che la violenza non risolve i conflitti, ma soltanto ne accresce le tragiche conseguenze. Faccio appello a quanti nel Paese hanno responsabilità civili e religiose, affinché si adoperino per la sicurezza e la pacifica convivenza di tutta la popolazione. Esprimo, infine, la mia vicinanza ai Pastori e ai fedeli nigeriani e prego perché, forti e saldi nella speranza, siano autentici testimoni di riconciliazione".
AG/APPELLO/TURCHIA:NIGERIA                       VIS 20100310 (170)


CRISI FINANZIARIA E DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 3 marzo scorso alla XIII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo sulla crisi economica e finanziaria mondiale.

  All'inizio del suo discorso l'Arcivescovo Tomasi ha espresso anche a nome della Delegazione della Santa Sede "le condoglianze e la solidarietà al popolo cileno per le vittime del recente terremoto".

  "La Delegazione delle Santa Sede" - ha proseguito l'Arcivescovo "intende riaffermare la sua convinzione che la prospettiva dei diritti umani offre un contributo positivo per una soluzione della corrente crisi finanziaria. (...) Questa situazione richiede nuove regole ed un sano sistema globale di governo che assicuri una via sostenibile e di vasta portata per lo sviluppo di tutti".

  L'Arcivescovo ha citato fra le conseguenze negative della crisi finanziaria "lo scandalo della fame, la crescente disuguaglianza nel mondo, milioni di persone disoccupate e milioni di altre ridotte in estrema povertà, (...) la mancanza di protezione sociale per i più vulnerabili. Questi squilibri, il Santo Padre ci ricorda nella recente enciclica 'Caritas in Veritate' 'sono prodotti quando l'azione economica, concepita meramente come motore per la creazione di ricchezza, è distaccata dall'azione politica, concepita come mezzo per perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione'. Equità e giustizia sono criteri essenziali nella gestione dell'economia mondiale".

  "Obiettivo comune è la protezione e il rispetto della dignità umana che accomuna l'intera famiglia umana, una unità radicata nei quattro principi fondamentali della centralità della persona umana, la solidarietà, la sussidiarietà e il bene comune. In tale contesto la revisione del Consiglio dei Diritti Umani deve tendere anche a operare cambiamenti sulla base di una realtà e di una concreta applicazione dei diritti umani, che deve essere prioritaria".

  "La dottrina sociale della Chiesa da sempre ha perseguito tale obiettivo con particolare attenzione ai membri più vulnerabili della società. Infatti dando priorità agli esseri umani e all'ordine creato che li sostiene nel loro viaggio terreno, noi possiamo modificare le regole che governano il sistema finanziario per servire un cambiamento concreto, e allontanarci dalle antiche abitudini di cupidigia che hanno portato alla crisi attuale, e promuovere uno sviluppo integrale e l'applicazione effettiva dei diritti umani poiché 'il capitale primario che deve essere salvaguardato e tenuto in considerazione è la persona umana nella sua integrità".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                                   VIS 20100310 (390)


martedì 9 marzo 2010

A PROPOSITO DEL DIBATTITO SUGLI ABUSI SESSUALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo una Nota del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., relativa ai casi di abusi sessuali di minori in istituzioni di enti ecclesiastici.

  "Da alcuni mesi la gravissima questione degli abusi sessuali su minori in istituzioni gestite da entri ecclesiastici e da parte di persone con responsabilità nella Chiesa, in particolare sacerdoti, ha investito la Chiesa e la società irlandese. Di recente il Santo Padre ha dimostrato la sua partecipazione, in particolare con due incontri, prima con i più alti rappresentanti dell'episcopato e poi con tutti i vescovi ordinari, e prepara la pubblicazione di una lettera sull'argomento per la Chiesa in Irlanda".

  "Ma nelle ultime settimane il dibattito sugli abusi sessuali nei confronti di minori sta coinvolgendo la Chiesa anche in alcuni Paesi dell'Europa centrale (Germania, Austria, Olanda). Su questo sviluppo ci siano permesse alcune semplici considerazioni".

  "Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte (la Provincia dei gesuiti tedeschi - prima ad essere coinvolta per il caso del Collegio Canisius di Berlino -, la Conferenza episcopale tedesca, la Conferenza episcopale austriaca, la Conferenza episcopale olandese…) hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa. Così facendo hanno affrontato le questioni "con il piede giusto", perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro. Inoltre, hanno ripreso in considerazione le "Direttive" già esistenti o hanno previsto nuove indicazioni operative per mettere a fuoco anche la strategia di prevenzione, affinché sia fatto tutto il possibile perché in futuro simili gravissimi fatti non abbiano a ripetersi".

  "Questi fatti mobilitano la Chiesa ad elaborare le risposte appropriate e vanno inseriti in un contesto e in una problematica più ampia che riguarda la tutela dei bambini e dei giovani dagli abusi sessuali nella società. Certamente gli errori compiuti nelle istituzioni e da responsabili ecclesiali sono particolarmente riprovevoli, data la responsabilità educativa e morale della Chiesa. Ma tutte le persone obiettive ed informate sanno che la questione è molto più ampia, e il concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva. Solo per fare un esempio, i dati recentemente forniti dalle autorità competenti in Austria dicono che in uno stesso periodo di tempo i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti. E' bene preoccuparsi anche di questi".

  "Giustamente in Germania vengono ora ipotizzate iniziative, promosse dal Ministero della famiglia, per convocare una "tavola rotonda" delle diverse realtà educative e sociali per affrontare la questione in una prospettiva complessiva e adeguata. La Chiesa è naturalmente pronta a partecipare e impegnarsi. Probabilmente la sua dolorosa esperienza può essere un contributo utile anche per altri. Il Cancelliere, Signora Merkel, ha giustamente dato atto alla Chiesa in Germania della serietà e della costruttività del suo impegno".

  "Per completare queste considerazioni, è bene ricordare ancora che la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità, ma ha anche un suo ordinamento specifico distinto, quello "canonico", che risponde alla sua natura spirituale e sacramentale, in cui quindi anche le procedure giudiziali e penali sono di natura diversa (ad esempio non prevedono pene pecuniarie o di privazione della libertà, ma impedimento di esercizio di ministero, privazione di diritti nel campo ecclesiastico, ecc.). Nell'ambito canonico il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti, e le norme canoniche lo hanno costantemente riaffermato, in particolare la Lettera "De delictis gravioribus" del 2001, talvolta inopportunamente citata come causa di una "cultura del silenzio". Chi conosce e capisce di che cosa si tratta, sa che è stata un segnale determinante per richiamare l'episcopato sulla gravità del problema e un impulso concreto per l'elaborazione di direttive operative per affrontarlo".

  "In conclusione, se non si può negare la gravità del travaglio che la Chiesa sta attraversando, non bisogna rinunciare a fare tutto il possibile perché se ne ottengano alla fine anche risultati positivi, di migliore protezione dell'infanzia e della gioventù nella Chiesa e nella società, e di purificazione per la Chiesa stessa".
OP/ABUSI SESSUALI/LOMBARDI                       VIS 20100309 (740)


PREOCCUPAZIONE E ORRORE VIOLENZE IN NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha espresso ieri "preoccupazione e orrore" di fronte ai gravi fatti di violenza avvenuti in Nigeria, dove pastori nomadi di religione musulmana dell'etnia Fulani, hanno ucciso cinquecento cristiani di etnia Berom, nei villaggi della parte centro settentrionale del Paese.

  Padre Lombardi ha precisato che la lettura che viene data degli avvenimenti è che "non si tratti di scontri di natura religiosa, ma sociale".

    L'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria), in una dichiarazione resa alla Radio Vaticana ha affermato che: "Si tratta del classico conflitto tra pastori e agricoltori, solo che i Fulani sono tutti musulmani e i Berom sono tutti cristiani. Facilmente la stampa internazionale è portata a dire che sono i cristiani e i musulmani ad uccidersi. Ma non è questo il caso, perché non si uccide a causa della religione, ma per rivendicazioni sociali, economiche, tribali, culturali. Le vittime sono povera gente che non sa, che non ha niente a che fare con tutto questo e che non ha alcuna colpa. Dal punto di vista della Chiesa, continuiamo a lavorare per promuovere buone relazioni fra cristiani e musulmani e cerchiamo anche di metterci d'accordo nel tentare di domare la violenza e di impegnarci assieme per affrontare i problemi concreti, politici ed etnici".

  "Preghiamo per la pace, per il buon governo, per la verità" - ha concluso l'Arcivescovo - "E preghiamo anche che la gente riconosca che l'unico modo di sopravvivere in questo Paese è che ci si riconosca come fratelli e cittadini dello stesso Paese".
.../NIGERIA/LOMBARDI:OLORUNFEMI                       VIS 20100309 (280)


SOLUZIONI RISPETTOSE DIGNITÀ DELLA DONNA


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2010 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York, alla LIV Sessione della Commissione sulla Condizione della Donna, del Consiglio Economico e Sociale, in occasione del dibattito sull'articolo 3: "Proseguimento della Quarta Conferenza Mondiale sul tema:  "Donne 2000: uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il XXI secolo".

  L'Arcivescovo Migliore ha affermato che il dibattito dei giorni precedenti sulla questione della condizione femminile "non è interamente positivo: include alcune luci, ma anche molte ombre inquietanti".

  "I progressi raggiunti relativi alla condizione della donna nel mondo negli ultimi quindici anni" - ha detto l'Arcivescovo - "includono, fra gli altri, miglioramenti nell'educazione delle giovani, la promozione di donne quali agenti fondamentali per l'eliminazione della povertà e la promozione dello sviluppo, la crescita della partecipazione alla vita sociale, le riforme politiche volte alla rimozione di forme di discriminazione contro le donne e leggi specifiche contro la violenza domestica".

  "In particolare" - ha proseguito l'Arcivescovo - "alcuni hanno posto l'accento sul ruolo indispensabile della società civile in tutte le sue componenti, nel ribadire la dignità delle donne, i loro diritti e responsabilità. Detto questo, le donne continuano a soffrire in molte parti del mondo".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha sottolineato che: "La violenza in forma di aborto di bambine, l'infanticidio, e l'abbandono sono realtà che non si  possono ignorare" come pure "La discriminazione nell'assistenza sanitaria e nella alimentazione". Inoltre "Ragazze dai 15 anni in poi rappresentano i due terzi della popolazione analfabeta del mondo".

  "E' triste constatare" - ha aggiunto l'Arcivescovo Migliore - "che tre quarti di persone colpite dall'Hiv/Aids siano ragazze e donne fra i 15 e i 24 anni. (...) E nel traffico internazionale di esseri umani, fino al 50% sono minori ed approssimativamente il 70% sono donne e ragazze".

  "Le ragioni di questa situazione precaria sono varie" e derivano da "dinamiche culturali e sociali e dal differimento e lentezza delle politiche"

  "Il raggiungimento dell'uguaglianza fra donne e uomini nell'educazione, nell'impiego, nella protezione legale e nei diritti politici e sociali è considerato nel contesto dell'uguaglianza di genere. Tuttavia l'evidenza dimostra che il trattamento di questo concetto, già menzionato nelle Conferenze de Il Cairo e di Pechino, e successivamente sviluppato in vari circoli internazionali, in modo crescente viene condotto ideologicamente, e attualmente rallentano il vero progresso della donna. Inoltre, in recenti documenti ufficiali ci sono interpretazioni di genere che dissolvono ogni specificità e complementarità fra uomini e donne. Queste teorie non cambieranno la natura delle cose ma certamente già oscurano e ostacolano ogni serio e opportuno progresso nel riconoscimento dell'inerente dignità e dei diritti della donna".

  L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato che quasi tutti i documenti di conferenze internazionali e di comitati ribadiscono che "Legare la realizzazione di diritti personali, sociali, economici e politici a una nozione di salute sessuale e a diritti riproduttivi che sono violenza verso la vita umana non nata, va a detrimento delle necessità integrali della donna  e degli uomini nella società"

  "Una soluzione rispettosa della dignità della donna non ci permette di sorvolare sul diritto alla maternità, ma ci impegna a promuovere la maternità investendo in essa e migliorando i sistemi sanitari locali, fornendo servizi essenziali di ostetricia".

  "Quindici anni fa la Piattaforma di Azione di Pechino" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "proclamò che i diritti umani della donna sono inalienabili, integrali e parte indivisibile dei diritti umani universali. Ciò è la chiave non solo per comprendere la dignità insita della donna e della giovane ma anche per renderla una realtà nel mondo".
DELSS/CONFERENZA DONNA/ONU:MIGLIORE               VIS 20100309 (570)


lunedì 8 marzo 2010

GRAZIE DEL PAPA SERVIZIO PROTEZIONE CIVILE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Dirigenti, il Personale e i Volontari della Protezione Civile Nazionale Italiana, accompagnati dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Dottor Guido Bertolaso.

  All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ringraziato tutti per l'opera di assistenza dopo il terremoto dell'aprile 2009 in Abruzzo ed ha ripetuto le parole pronunciate durante la visita ad Onna e l'Aquila: "Grazie di ciò che avete fatto e soprattutto dell'amore con cui l'avete fatto. Grazie dell'esempio che avete dato", ed ha ugualmente citato i "tanti volontari e volontarie che hanno garantito assistenza e sicurezza alla folla sterminata di giovani, e non solo, presente all'indimenticabile Giornata Mondiale della Gioventù del 2000, o venuta a Roma per l'ultimo saluto al Papa Giovanni Paolo II".

  "Voi costituite" - ha detto Benedetto XVI ai rappresentanti del volontariato della protezione civile nazionale italiana, che comprende 1.300.000 membri - "una delle espressioni più recenti e mature della lunga tradizione di solidarietà che affonda le radici nell'altruismo e nella generosità del popolo italiano".

  "I termini 'protezione' e 'civile'" - ha sottolineato il Papa - "rappresentano delle precise coordinate ed esprimono in maniera profonda la vostra missione, direi la vostra 'vocazione': proteggere le persone e la loro dignità - beni centrali della società civile - nei casi tragici di calamità e di emergenza che minacciano la vita e la sicurezza di famiglie o di intere comunità. Tale missione non consiste solo nella gestione dell'emergenza, ma in un contributo puntuale e meritorio alla realizzazione del bene comune".

  "La duplice dimensione della protezione, che si esprime sia durante l'emergenza che dopo, è bene espressa dalla figura del buon Samaritano" che "insegna, (...), ad andare oltre l'emergenza e a predisporre, potremmo dire, il rientro nella normalità".

  Il Santo Padre ha inoltre sottolineato che:  "Come ci insegna la pagina evangelica, l'amore del prossimo non può essere delegato: lo Stato e la politica, pur con le necessarie premure per il 'welfare', non possono sostituirlo. (...) I volontari non sono dei 'tappabuchi' nella rete sociale, ma persone che veramente contribuiscono a delineare il volto umano e cristiano della società. Senza volontariato, il bene comune e la società non possono durare a lungo, poiché il loro progresso e la loro dignità dipendono in larga misura proprio da quelle persone che fanno più del loro stretto dovere".

  "Oltre che custodi del territorio" - ha concluso il Pontefice - "siate sempre più icone viventi del buon Samaritano, conferendo attenzione al prossimo, ricordando la dignità dell'uomo e suscitando speranza. Quando una persona non si limita solo a compiere il proprio dovere nella professione e nella famiglia, ma s'impegna per gli altri, il suo cuore si dilata. Chi ama e serve gratuitamente l'altro come prossimo, vive ed agisce secondo il Vangelo e prende parte alla missione della Chiesa, che sempre guarda l'uomo intero e vuol fargli sentire l'amore di Dio".
AC/.../PROTEZIONE CIVILE                           VIS 20100308 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Valentino di Cerbo, Vescovo di Alife-Caiazzo (superficie: 580; popolazione: 70.000; cattolici: 69.759; sacerdoti: 63; religiosi: 56; diaconi permanenti: 4), Italia. Il Vescovo eletto, finora Capo Ufficio della Prima Sezione della Segreteria di Stato, è nato Frasso Telesino (Italia), nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
NER/.../DI CERBO                                     VIS 20100308 (80)


QUARESIMA: DIO CI INVITA CONVERSIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2010 (VIS). Alle ore 9:00 di oggi - III Domenica di Quaresima - il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di San Giovanni della Croce a Colle Salario, nel settore nord della diocesi di Roma, ed alle 9:30 ha presieduto la celebrazione della Santa Messa.
                                       
  "In Quaresima" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "ciascuno di noi è invitato da Dio a dare una svolta alla propria esistenza pensando e vivendo secondo il Vangelo, correggendo qualcosa nel proprio modo di pregare, di agire, di lavorare e nelle relazioni con gli altri. Gesù ci rivolge questo appello non con una severità fine a se stessa, ma proprio perché è preoccupato del nostro bene, della nostra felicità, della nostra salvezza. Da parte nostra, dobbiamo rispondergli con un sincero sforzo interiore, chiedendogli di farci capire in quali punti in particolare dobbiamo convertirci".

  "Sin dal suo nascere" - ha proseguito il Pontefice - "questa Parrocchia si è aperta ai Movimenti ed alle nuove Comunità ecclesiali, maturando così una più ampia coscienza di Chiesa e sperimentando nuove forme di evangelizzazione".

  "Vi esorto a proseguire con coraggio in questa direzione, impegnandovi, però, a coinvolgere tutte le realtà presenti in un progetto pastorale unitario. Ho appreso con favore che la vostra comunità si propone di promuovere, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, la corresponsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Come ho già avuto modo di ricordare, ciò esige un cambiamento di mentalità, soprattutto nei confronti dei laici, 'passando dal considerarli 'collaboratori' del clero a riconoscerli realmente 'corresponsabili' dell'essere e dell'agire della Chiesa, favorendo così la promozione di un laicato maturo ed impegnato'".

  "Carissime famiglie cristiane, carissimi giovani che abitate in questo quartiere e che frequentate la parrocchia, lasciatevi" -  ha esortato ancora il Papa - "sempre più coinvolgere dal desiderio di annunciare a tutti il Vangelo di Gesù Cristo. Non aspettate che altri vengano a portarvi altri messaggi, che non conducono alla vita, ma fatevi voi stessi missionari di Cristo per i fratelli, dove vivono, lavorano, studiano o soltanto trascorrono il tempo libero. Avviate anche qui una capillare e organica pastorale vocazionale, fatta di educazione delle famiglie e dei giovani alla preghiera e a vivere la vita come un dono che proviene da Dio".

  "Cari fratelli e sorelle! Il tempo forte della Quaresima invita ciascuno di noi a riconoscere il mistero di Dio, che si fa presente nella nostra vita (...).  Sul Golgota Dio, che durante la notte della fuga dall'Egitto si è rivelato come Colui che libera dalla schiavitù, si rivela come Colui che abbraccia ogni uomo con la potenza salvifica della Croce e della Risurrezione e lo libera dal peccato e dalla morte, lo accetta nell'abbraccio del Suo amore".

  "Rimaniamo nella contemplazione" - ha concluso il Pontefice - "di questo mistero del nome di Dio per comprendere meglio il mistero della Quaresima, e vivere come singoli e come comunità in permanente conversione, in modo da essere nel mondo costante epifania, testimonianza del Dio vivente, che libera e salva per amore".
HML/CONVERSIONE/SAN GIOVANNI DELLA CROCE         VIS 20100308 (520)


FARE LETTURA DIVERSA FATTI NELLA PROSPETTIVA FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2010 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di San Giovanni della Croce a Colle Salario, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare la prima lettura della liturgia di oggi, tratta dal Libro dell'Esodo, nella quale "Mosè, mentre pascola il gregge, vede un roveto in fiamme, che non si consuma", il Papa ha detto: "Dio si manifesta in diversi modi anche nella vita di ciascuno di noi. Per poter riconoscere la sua presenza è però necessario che ci accostiamo a lui consapevoli della nostra miseria e con profondo rispetto. Diversamente ci rendiamo incapaci di incontrarlo e di entrare in comunione con Lui".

  "Nel brano del Vangelo odierno" - ha spiegato il Papa - "Gesù viene interpellato circa alcuni fatti luttuosi: l'uccisione, all'interno del tempio, di alcuni Galilei per ordine di Ponzio Pilato e il crollo di una torre su alcuni passanti" ed ha affermato: "Di fronte alla facile conclusione di considerare il male come effetto della punizione divina, Gesù restituisce la vera immagine di Dio, che è buono e non può volere il male, e mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano l'effetto immediato delle colpe personali di chi le subisce, afferma: 'Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo'".

  "Gesù invita a fare una lettura diversa di quei fatti" - ha spiegato Bendetto XVI - "collocandoli nella prospettiva della conversione: le sventure, gli eventi luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti colpevoli, ma devono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l'illusione di poter vivere senza Dio, e per rafforzare, con l'aiuto del Signore, l'impegno di cambiare vita".

  "La possibilità di conversione" - ha concluso il  Pontefice - "esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi interpellare dalla precarietà dell'esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per condurli a un bene più grande".

  Al termine della recita dell'Angelus il Papa ha rivolto parole di saluto ad un gruppo di pellegrini francesi ricordando in particolare le persone colpite dall'uragano che ha colpito la settimana scorsa la zona occidentale della Francia.
ANG/CONVERSIONE/...                               VIS 20100308 (450)

GARANTIRE UN FUTURO AI CRISTIANI DI TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2010 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del mondo in vista della colletta Pro Terra Sancta, che tradizionalmente si tiene il Venerdì Santo.

  La lettera, firmata anche dal Segretario del Dicastero, l'Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., precisa che: "Il nostro appello quest'anno trae ispirazione dal pellegrinaggio compiuto 'sulle orme storiche di Gesù' dal Santo Padre Benedetto XVI nel maggio scorso". 

  Il Cardinale Sandri ricorda "l'ansia pastorale, ecumenica e interreligiosa" che  hanno animato le parole e i gesti del Pontefice e l'aver ascoltato "Insieme alla comunità ecclesiale di Israele e Palestina" "'una voce' di fraternità e di pace". Nel corso della sua visita Benedetto XVI ha sottolineato "fortemente il problema incessante dell'emigrazione", "ha ricordato che 'nella Terra Santa c'è posto per tutti'! Ed ha esortato le autorità a sostenere la presenza cristiana, e, nel contempo, ha assicurato ai cristiani di quella Terra la solidarietà della Chiesa".

  "L'anno sacerdotale impegna a favore dei Luoghi Santi, insieme ai rispettivi Vescovi, i carissimi presbiteri e seminaristi di tutta la Chiesa" - scrive il Cardinale Sandri invitando tutti a prodigarsi "instancabilmente per garantire un futuro ai cristiani là dove apparvero 'la benignità e l'umanità' del Nostro Dio e Padre".

  "Il Papa ha affidato alla Congregazione per le Chiese Orientali il compito di tenere vivo l'interesse per quella Terra benedetta. A Suo nome esorto tutti a confermare la solidarietà finora mostrata. I cristiani d'Oriente portano, infatti, una responsabilità che spetta alla Chiesa universale" - conclude il Cardinale Sandri - "quella cioè di custodire le 'origini cristiane', i luoghi e le persone che ne sono il 'segno', perché quelle 'origini' siano sempre il riferimento della missione cristiana, la misura del futuro ecclesiale e la sua sicurezza. Essi meritano, pertanto, l'appoggio di tutta la Chiesa".

  Un documento curato dalla Custodia di Terra Santa e una nota della Congregazione per le Chiese Orientali attestano le opere realizzate grazie alla Colletta dell'anno 2008/2009.

   Oltre che offrire borse di studio a sacerdoti a seminaristi provenienti dalla Terra Santa che studiano nelle Università Pontificie, sono stati realizzati restauri in vari luoghi, Ain Karem (Santuario della Visitazione), Gerusalemme, Betania, Betlemme, Jaffa, Magdala, Nazareth, Monte Nebo, Monte Tabor e Nain. Sono stati stanziati fondi per sostenere parrocchie, famiglie, scuole, università e opere culturali - attraverso la Custodia di Terra Santa - come la Facoltà di Scienze Bibliche e di Archeologia dello "Studium Biblicum Franciscanum" di Gerusalemme e il "Franciscan Media Center", una nuova forma di apostolato che trasmette, mediante le catene televisive, il Messaggio dei Luoghi Santi e la descrizione della vita della comunità cristiane locali".
.../COLLETTA TERRA SANTA/SANDRI                       VIS 20100308 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

    - Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Uganda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Henry Apaloryamam Ssentongo, di Moroto.

-    Il Vescovo Emmanuel Obbo, di Soroti.

    - L'Arcivescovo James Odongo, emerito di Tororo, Direttore Castrense.

  Sabato 6 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

  - Due Vescovi della Conferenza Episcopale di Uganda in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Joseph B. Willigers, M.H.M., di Jinja.

-    Il Vescovo Giuseppe Filippi, M.C.C.J., di Kotido.
AP:AL/.../...                                    VIS 20100308 (120)

venerdì 5 marzo 2010

VESCOVI UGANDA VICINI NECESSITÀ LORO POPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Vescovi della Conferenza Episcopale di Uganda al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel ricordare le vittime delle inondazioni nella regione di Bududa, il Santo Padre ha assicurato le sue preghiere per i defunti e ha invocato l'Onnipotente affinché "dia forza e speranza a tutti coloro che soffrono le conseguenze di questo tragico avvenimento".

  Successivamente il Papa ha ricordato la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, tenutasi l'autunno scorso, definendola "memorabile per il suo richiamo ad un rinnovato impegno al servizio di una più profonda evangelizzazione del vostro Continente. Il potere della parola di Dio e la conoscenza e l'amore di Gesù non possono che trasformare la vita delle persone cambiando in meglio il loro modo di pensare e di agire".

  "Alle luce del messaggio evangelico, voi siete consapevoli della necessità di incoraggiare i cattolici ugandesi ad apprezzare pienamente il sacramento del matrimonio nella sua unità ed indissolubilità, e il sacro diritto alla vita", ha detto il Pontefice invitando i Vescovi ad aiutare i sacerdoti ed i fedeli "a resistere alla seduzione della cultura materialistica dell'individualismo diffusasi in molti paesi. Continuate ad esigere una pace duratura fondata sulla giustizia, la generosità verso i bisognosi e su di uno spirito di dialogo e di riconciliazione".

  "Nel promuovere un autentico ecumenismo" - ha aggiunto il Pontefice - "siate particolarmente vicini ai più vulnerabili davanti al proselitismo delle sette. Guidateli nel rifiutare sentimenti superficiali ed una predicazione che svuota della sua forza la croce di Cristo; in tal modo continuerete, come pastori responsabili, a conservarli, con i loro figli, fedeli alla Chiesa di Cristo. (...) Continuate a sostenere tutti coloro che con cuore generoso assistono i profughi e gli orfani delle zone di guerra. Incoraggiate coloro che si occupano delle persone colpite dalla povertà, dall'Aids e da altre malattie, insegnando a vedere in coloro che servono il volto sofferente di Gesù".

  "La rinnovata evangelizzazione dà luogo ad una più profonda cultura cattolica che si radica nella famiglia. I vostri rapporti quinquennali mi hanno informato che i programmi educativi nelle parrocchie, nelle scuole e nelle associazioni, e i vostri interventi su argomenti di comune interesse, stanno diffondendo una più forte cultura cattolica. Gran bene può venire da persone laiche ben preparate attive nei mezzi di comunicazione, in politica e nella cultura. Si devono perciò offrire corsi di adeguata formazione del laicato, specialmente nella dottrina sociale cattolica".

  "I Vescovi, come primi agenti di evangelizzazione, sono chiamati a testimoniare in modo chiaro la concreta solidarietà che nasce dalla nostra comunione in Cristo. In uno spirito di carità cristiana, le Diocesi provviste di maggiori risorse, materiali e spirituali, devono assistere quelle che hanno minori risorse. Nel contempo, tutte le comunità hanno il dovere di impegnarsi nell'autosufficienza. E' importante che le vostre popolazioni sviluppino un senso di responsabilità verso se stesse, le loro comunità e la loro chiesa, e siano sempre più profondamente immerse in uno spirito cattolico di sensibilità verso le necessità della Chiesa universale".

  "I vostri sacerdoti" - ha concluso il Santo Padre - "quali ministri impegnati di evangelizzazione, già grandemente beneficiano della vostra paterna sollecitudine e guida. In questo Anno Sacerdotale (...) esortateli alla preghiera e alla vigilanza, specialmente nei riguardi dell'egocentrismo e di ambizioni mondane e politiche, o dell'eccessivo attaccamento alla famiglia o al gruppo etnico. Continuate a promuovere le vocazioni, provvedendo il dovuto discernimento dei candidati per la loro adeguata motivazione e formazione. (...) I sacerdoti e religiosi richiedono un costante sostegno nella loro vita di celibato e di verginità consacrata. Con il vostro esempio, insegnate loro la bellezza di questo modo di vivere, della paternità e maternità spirituale con la quale essi possono arricchire e rendere più profondo l'amore dei fedeli per il Creatore e Datore di ogni bene".
AL/UGANDA/...                                   VIS 20100305 (650)


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