CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sua Maestà la Regina Margrethe II di Danimarca, e Seguito.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Canada Atlantico, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo André Richard, C.S.C., di Moncton.
- L'Arcivescovo Brendan Michael O'Brien, di Saint John's Newfoundland.
- Il Vescovo Martin William Currie, di Grand Falls.
- Il Vescovo Douglas Crosby, O.M.I., di Saint George's.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/.../... VIS 20060519 (100)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 19 maggio 2006
COMUNICATO RELATIVO FONDATORE LEGIONARI DI CRISTO
CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Con riferimento a notizie diffuse circa la persona del Fondatore dei Legionari di Cristo, Padre Marcial Maciel Degollado, la Sala Stampa della Santa Sede comunica quanto segue:
"A partire dal 1998, la Congregazione per la Dottrina della Fede ricevette accuse, già in parte rese pubbliche, contro il Reverendo Marcial Maciel Degollado, fondatore della Congregazione dei Legionari di Cristo, per delitti riservati all'esclusiva competenza del Dicastero. Nel 2002, il Reverendo Maciel pubblicò una dichiarazione per negare le accuse e per esprimere il suo dispiacere per l'offesa recatagli da alcuni ex Legionari di Cristo. Nel 2005, per motivi di età avanzata, il Reverendo Maciel si ritirò dall'ufficio di Superiore Generale della Congregazione dei Legionari di Cristo".
"Tutti questi elementi sono stati oggetto di maturo esame da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, e, a norma del Motu Proprio 'Sacramentorum sanctitatis tutela' promulgato il 30 aprile 2001 dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Sua Eminenza il Cardinale Joseph Ratzinger, ha autorizzato una investigazione delle accuse. Nel frattempo avvenne la morte di Papa Giovanni Paolo II e l'elezione del Cardinale Ratzinger a nuovo Pontefice".
"Dopo aver sottomesso le risultanze dell'investigazione ad attento studio, la Congregazione per la Dottrina delle Fede, sotto la guida del nuovo Prefetto, Sua Eminenza il Cardinale William Joseph Levada, ha deciso - tenendo conto sia dell'età avanzata del Reverendo Maciel che della sua salute cagionevole - di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il Padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico. Il Santo Padre ha approvato queste decisioni".
"Indipendentemente dalla persona del Fondatore si riconosce con gratitudine il benemerito apostolato dei Legionari di Cristo e dell'Associazione 'Regnum Christi'".
OP/LEGIONARI DI CRISTO/MACIEL VIS 20060519 (310)
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Motu Proprio
GENUINA SOLIDARIETÀ GRANDE SFIDA DEI CRISTIANI LAICI
CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Membri della Fondazione "Centesimus Annus Pro Pontifice" in occasione del Convegno di studio promosso da questa istituzione e dedicato al tema: "Democrazia, istituzioni e giustizia sociale".
Il Papa ha ricordato che il nome della fondazione richiama "l'ultima grande Enciclica sociale di Giovanni Paolo II" che riassumeva cento anni della storia della dottrina sociale della Chiesa e la "proiettava in avanti stimolandone il confronto con la 'res novae' del terzo millennio". A sua volta la qualifica Pro Pontifice sottolinea l'intendimento "di coltivare una particolare vicinanza al compito pastorale del Vescovo di Roma".
Il Santo Padre ha espresso la sua gioia nel constatare che la Fondazione, che ha cominciato la sua attività in un ambito prevalentemente italiano, ora la sta "progressivamente articolando in altre aree dell'Europa e dell'America" ed è poi passato a commentare il tema del Convegno di studi.
Il Convegno "affronta problemi di viva attualità" - ha detto il Papa - "Si lamentano talora le lentezze con cui un'autentica democrazia si fa strada, e tuttavia essa resta lo strumento storico più valido, se ben usato, per disporre responsabilmente del proprio futuro in modo degno dell'uomo".
La democrazia necessita di "istituzioni appropriate, credibili, autorevoli, non finalizzate a una mera gestione del potere pubblico, ma capaci di promuovere livelli articolati di partecipazione popolare, nel rispetto delle tradizioni di ciascuna nazione, e nella costante preoccupazione di custodirne l'identità".
"Altrettanto urgente" - ha proseguito Benedetto XVI - "è uno sforzo tenace, durevole e condiviso per la promozione della giustizia sociale. La democrazia raggiungerà la sua piena attuazione solo quando ogni persona ed ogni popolo sarà in grado di accedere ai beni primari (vita, cibo, acqua, salute, istruzione, lavoro, certezza dei diritti) attraverso un ordinamento delle relazioni interne e internazionali che assicuri a ciascuno la possibilità di parteciparvi. Non si potrà dare, peraltro, vera giustizia sociale se non in un'ottica di genuina solidarietà, che impegni a vivere e ad operare sempre gli uni per gli altri, e mai gli uni contro o a danno degli altri. In che modo rendere concreto tutto questo nel contesto mondiale di oggi è la grande sfida dei cristiani laici".
"La Chiesa, come ho scritto nell'Enciclica 'Deus caritas est'" - ha concluso il Papa - "intende 'contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste né queste possono essere operative a lungo'. Ciascuno di voi, in quanto fedele laico, viva come proprio 'il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società', giacché 'la carità deve animare l'intera esistenza dei fedeli laici e quindi anche la loro attività politica, vissuta come 'carità sociale'".
AC/DEMOCRAZIA:SOLIDARIETÁ/CENTESIMUS ANNUS VIS 20060519 (460)
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Libertà e diritti
IN MEMORIAM
CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Vescovo Charles Garrett Maloney, Vicario Generale di Louisville (Kentucky, Stati Uniti d'America), il 30 aprile, all'età di 93 anni.
- L'Arcivescovo Metodi Dimitrov Stratiev, A.A., Esarca Apostolico emerito per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria, il 12 maggio, all'età di 90 anni.
- Il Vescovo Cirilo Polidoro Van Vlierberghe, O.F.M., Prelato emerito di Illapel (Cile), il 9 maggio, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060519 (90)
- Il Vescovo Charles Garrett Maloney, Vicario Generale di Louisville (Kentucky, Stati Uniti d'America), il 30 aprile, all'età di 93 anni.
- L'Arcivescovo Metodi Dimitrov Stratiev, A.A., Esarca Apostolico emerito per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria, il 12 maggio, all'età di 90 anni.
- Il Vescovo Cirilo Polidoro Van Vlierberghe, O.F.M., Prelato emerito di Illapel (Cile), il 9 maggio, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20060519 (90)
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In memoriam
giovedì 18 maggio 2006
BENE COMUNE SOCIETÀ E NESSUNA VIOLAZIONE LAICITÀ STATO
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla LVI Assemblea Generale della Conferenza Episcopale italiana, che ha avuto per argomento la vita e il ministero dei sacerdoti.
Benedetto XVI ha affermato che "compito essenziale" dei Vescovi è "essere costantemente vicini ai nostri sacerdoti", "coltivare la formazione", "avere a cuore il loro benessere materiale e spirituale", "non lasciarli mai soli nelle fatiche del ministero" e "curare un'attenta selezione dei candidati al sacerdozio".
"Cari fratelli Vescovi italiani, mi unisco a voi nel dire un grande grazie ai nostri sacerdoti per la loro continua e spesso nascosta dedizione e nel chiedere loro, con animo fraterno, di fidarsi sempre del Signore e di camminare con generosità e coraggio sulla via che conduce alla santità, confortando e sostenendo anche noi Vescovi nel medesimo cammino".
Il Santo Padre ha precisato che nel corso dell'Assemblea Generale ci si è anche occupati del prossimo IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, in programma dal 16 al 20 ottobre 2006, sul tema: "Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo", al quale, ha detto, "avrò anch'io la gioia di intervenire".
"A Verona" - ha proseguito il Pontefice - "occorrerà dunque concentrarsi anzitutto su Cristo e pertanto sulla missione prioritaria della Chiesa di vivere alla sua presenza e di rendere il più possibile visibile a tutti questa medesima presenza".
Benedetto XVI ha ricordato con l'Enciclica "Deus caritas est" che: "La Chiesa è ben consapevole che 'alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio', cioè tra lo Stato e la Chiesa, ossia l'autonomia delle realtà temporali".
"In parti tempo" - ha soggiunto il Papa - "e proprio in virtù della medesima missione di salvezza, la Chiesa non può venir meno al compito di purificare la ragione, mediante la proposta della propria dottrina sociale, argomentata 'a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano', e di risvegliare le forze morali e spirituali, aprendo la volontà alle autentiche esigenze del bene".
"Una sana laicità dello Stato" - ha sottolineato il Santo Padre - "comporta senza dubbio che le realtà temporali si reggano secondo norme loro proprie, alle quali appartengono però anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell'essenza stessa dell'uomo e pertanto rinviano in ultima analisi al Creatore".
"Nelle circostante attuali, richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche pubblica alcuni fondamentali principi etici, radicati nella grande eredità cristiana dell'Europa e in particolare dell'Italia, non commettiamo dunque alcuna violazione della laicità dello Stato, ma contribuiamo piuttosto a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società".
Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: "su questi valori siamo debitori di una chiara testimonianza a tutti i nostri fratelli in umanità: con essa non imponiamo loro inutili pesi ma li aiutiamo ad avanzare sulla via della vita e dell'autentica libertà".
AC/.../ASSEMBLEA GENERALE CEI VIS 20060518 (510)
TUTTI SIAMO CHIAMATI AD ESSERE GUARDIANI NOSTRO FRATELLO
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina le Lettere Credenziali di cinque nuovi Ambasciatori: il Signor Moukhtar Wawa Dahab (Ciad), il Signor Amitava Tripathi (India), il Signor Domingos Dias Pereira Mascarenhas (Capo Verde), il Signor Valeriu Bobutac (Moldova) e la Signora Anna Maree Plunkett (Australia).
"Voi appartenete" - ha detto il Papa nel suo discorso comune rivolto a tutti i nuovi Ambasciatori - "alla grande famiglia dei diplomatici che, nel mondo intero, si adoperano per creare ponti fra i diversi paesi, nella prospettiva dell'instaurazione e dell'affermazione della pace e di relazioni più salde fra i popoli, sia sul piano della solidarietà fraterna che degli scambi economici e culturali per il benessere di tutte le popolazioni del pianeta. Ciò presuppone (...) una ferma volontà, ed anche larghezza di vedute, per non ridurre le decisioni da prendere a semplici urgenze del momento".
"In effetti non basta decidere la pace o la collaborazione tra le nazioni per il loro conseguimento. Ê necessario che ciascuno si impegni concretamente, accettando di non considerare unicamente l'interesse di (...) una categoria particolare della società, a detrimento dell'interesse generale, ma considerando innanzitutto il bene comune delle popolazioni del Paese e più in generale dell'umanità intera. Nell'era della globalizzazione, è importante che la gestione della vita politica non si ispiri in maniera preponderante o unicamente a considerazioni di ordine economico, alla ricerca di una crescente redditività, a un uso sconsiderato delle risorse del pianeta, a detrimento delle popolazioni, in particolare le più svantaggiate, rischiando d'ipotecare, nel lungo termine, il futuro del mondo".
"La pace" - ha proseguito il Pontefice - "si radica nel rispetto della libertà religiosa, che è un aspetto fondamentale e essenziale della libertà di coscienza degli individui e della libertà dei popoli. Ê importante che, ovunque nel mondo, tutti possano aderire alla religione di propria scelta e praticarla liberamente e senza paura, poiché nessuno può fondare la propria esistenza unicamente sulla ricerca del benessere materiale. Accettare una tale dimensione personale e comunitaria avrà indubbiamente effetti benefici sulla vita sociale".
Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esortando la comunità internazionale a privilegiare l'attenzione dedicata alla persona piuttosto che alle mere questioni economiche. "Ê nostro dovere" - ha detto - "accettare di essere responsabili gli uni degli altri e del cammino del mondo poiché nessuno può replicare come Caino alla domanda di Dio, nel libro della Genesi, "Sono forse il guardiano di mio fratello?"
Al termine, il Papa ha consegnato a ciascun Ambasciatore un discorso specifico relativo alla situazione del Paese rappresentato. Nel discorso indirizzato al rappresentante del Ciad, Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "mediante un autentico dialogo fra tutte le parti interessate, cessino tutte le violenze e giunga il tempo della riconciliazione" e che "tutti i governanti della regione pongano al centro delle loro preoccupazioni una ferma determinazione a favore della pace e della giustizia, per il bene dei loro popoli e favorendo rapporti di buon vicinato e di solidarietà ".
Il Santo Padre si è congratulato con l'Ambasciatore dell'India per lo sforzo compiuto dal suo Paese di risolvere "mediante i negoziati e mezzi pacifici la lunga controversia con il Pakistan" ed ha sottolineato che "il potenziamento del dialogo e della cooperazione possono contribuire ad affrontare numerose altre sfide che interessano la regione, quali la minaccia della violenza legata all'estremismo politico e religioso". Rivolgendosi al Rappresentante della Moldova, il Papa ha sottolineato che "la Chiesa prende a cuore il dibattito sullo stato della Trantrinistria" ed ha invitato il governo del Paese "a perseverare nella ricerca di una soluzione pacifica, e a operare in sintonia con gli organi dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa".
Nel discorso all'Ambasciatrice dell'Australia il Papa ha espresso la sua gioia per la celebrazione, nel 2008 a Sydney, della Giornata Mondiale della Gioventù ed ha sottolineato "il rispetto per l'ordine trascendente che ha condotto gli australiani a riconoscere l'importanza fondamentale del matrimonio e della stabilità della vita familiare nel cuore della società". Infine, nel discorso consegnato al Rappresentante di Capo Verde, il Papa ha auspicato "che la solidarietà internazionale, in particolare a favore dell'Africa, conosca un nuovo slancio affinché questo Continente, così duramente provato, possa impegnarsi risolutamente nel cammino del suo sviluppo integrale, della riconciliazione e della pace".
CD/LETTERE CREDENZIALI/... VIS 20060518 (700)
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Corpo Diplomatico,
Famiglia
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Kazimierz Marcinkiewicz, Primo Ministro della Polonia e Seguito.
AP/.../... VIS 20060518 (30)
AP/.../... VIS 20060518 (30)
UDIENZA AL METROPOLITA KIRILL, DI SMOLENSK E KALININGRAD
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza il Metropolita Kirill, di Smolensk e Kaliningrad, Presidente del Dipartimento per gli Affari Esteri del Patriarcato di Mosca.
Al termine dell'Udienza, in programma alle 18:00, il Rappresentante della Chiesa ortodossa assisterà ad un concerto del Coro del Monastero "Sretenskij" di Mosca presso l'Auditorium della Conciliazione in occasione della benedizione della prima chiesa ortodossa russa di Roma, dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, in programma alle 11:00 di domani mattina.
.../UDIENZA/METROPOLITA KIRILL VIS 20060518 (100)
mercoledì 17 maggio 2006
PREGHIERA VIAGGIO IN POLONIA E SANTO ROSARIO MESE VERGINE
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, nel salutare i pellegrini polacchi, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso la sua gioia di poter fra poco recarsi in visita in Polonia.
"Questa visita" - ha detto il Papa - "si svolgerà sotto il motto: 'Rimanete forti nella fede'. Già oggi chiedo a voi e a tutta la Chiesa in Polonia di pregare, affinché questi giorni, con l'aiuto della grazia di Dio, possiamo reciprocamente consolidarci nella testimonianza della fede. Il Servo di Dio Giovanni Paolo II ci accompagni. Sia lodato Gesù Cristo!".
Ad un gruppo di fedeli della Slovenia il Papa ha detto: "Rivolgo un caro saluto a voi, fedeli della Slovenia, specialmente il Coro della Cattedrale di Maribor! In questo vostro pellegrinaggio, in cui ricordate il decimo anniversario della visita del mio Predecessore, l'esempio della Sua vita vi renda saldi nella fedeltà al Cristo ed alla Chiesa. Di cuore vi imparto l'Apostolica Benedizione".
Infine, rivolgendosi ai giovani e ai malati, il Papa ha esortato "tutti ad intensificare la pia pratica del Santo Rosario, specialmente in questo mese di maggio dedicato alla Madre di Dio. (...) Esorto voi, cari malati, a rivolgervi con fiducia alla Madonna mediante questo pio esercizio, affidando a Lei tutte le vostre necessità. Auguro a voi, cari sposi novelli, di fare della recita del Rosario in famiglia un momento di crescita spirituale sotto lo sguardo materno della Vergine Maria".
AG/SALUTI/... VIS 20060517 (260)
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Udienza generale
PIETRO: DA UN MESSIA "UOMO DIVINO" A GESÙ "DIO UMANO"
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito, questa mattina, per la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, "il progetto di un approfondimento del ministero apostolico", esaminando questa volta "le personalità dei singoli Apostoli". All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 60.000 persone.
"Pietro" - ha detto il Papa - "è il personaggio più noto e citato negli scritti neotestamentari. (...) Con la famiglia di Zebedeo, padre di Giacomo e Giovanni, conduceva una piccola azienda di pesca sul lago di Genezaret (...) ed era animato da un sincero interesse religioso, che lo spinse a recarsi col fratello fino in Giudea per seguire la predicazione di Giovanni il Battista".
"Era un ebreo credente, fiducioso nella presenza operante di Dio nella storia del suo popolo, e addolorato per non vederne l'azione potente nelle vicende di cui egli era, al presente, testimone. (...) I Vangeli ci informano che Pietro è tra i primi quattro discepoli del Nazareno, ai quali se ne aggiunge un quinto, secondo il costume di ogni Rabbi di avere cinque discepoli. Quando Gesù passerà da cinque a dodici discepoli, sarà chiara la novità della sua missione: Egli è venuto a radunare l'Israele escatologico, simboleggiato dal numero dodici, quante erano le tribù d'Israele".
"Simone appare nei Vangeli" - ha proseguito il Pontefice - "con un carattere deciso e impulsivo; egli è disposto a far valere le proprie ragioni anche con la forza. (...) Al tempo stesso, è a volte anche ingenuo e pauroso, e tuttavia, onesto, fino al pentimento più sincero".
"I Vangeli consentono di seguirne passo passo l'itinerario spirituale. Il punto di partenza è la chiamata da parte di Gesù. Avviene in un giorno qualsiasi, mentre Pietro è impegnato nel suo lavoro di pescatore". Gesù "dice a Simone: 'prendi il largo e calate le reti per la pesca. (...) Simone il pescatore si fida di questo Rabbi, che non gli dà risposte ma lo chiama ad affidarsi. (...) Pietro accetta di lasciarsi coinvolgere in questa grande avventura: è generoso, si riconosce limitato, ma crede in colui che lo chiama e insegue il sogno del suo cuore. Dice di sì, e diventa discepolo di Gesù".
"Un altro momento significativo nel suo cammino spirituale Pietro lo vivrà nei pressi di Cesarea di Filippo, quando Gesù pone ai discepoli una precisa domanda. 'Chi dice la gente che io sia? (...) Ê Pietro a rispondere per conto anche degli altri: 'Tu sei il Cristo'".
"Questa risposta di Pietro" - ha sottolineato il Papa - "porta in sé come in germe la futura confessione di fede della Chiesa. Tuttavia Pietro non aveva ancora capito il profondo contenuto della missione messianica di Gesù. Lo dimostra poco dopo, lasciando capire che il Messia che sta inseguendo nei suoi sogni è molto diverso da quello del progetto di Dio. Davanti all'annuncio della passione si scandalizza e protesta, suscitando la vivace reazione di Gesù".
"Pietro vuole un Messia 'uomo divino', che compia le attese della gente imponendo a tutti la sua potenza; Gesù si presenta come il 'Dio umano', che sconvolge le aspettative della folla prendendo un cammino di umiltà e di sofferenza. (...) Pietro impara così che cosa significa veramente seguire Gesù. (...) Anche se con fatica, Pietro accoglie l'invito e prosegue il suo cammino sulle orme del Maestro".
AG/APOSTOLI/PIETRO VIS 20060517 (560)
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Udienza generale
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Francisco Polti Santillán, Opus Dei., finora Vescovo di Santo Tomé (Argentina), Vescovo di Santiago del Estero (superficie: 81.969; popolazione: 641.241; cattolici: 577.117, sacerdoti: 67; religiosi: 108; diaconi permanenti. 13), Argentina.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ban Mê Thuôt (Vietnam), presentata dal Vescovo Joseph Nguyên Tich Duc, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../POLTI SANTILLÁN:NGUYÊN TICH DUC VIS 20060517 (90)
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Nomine ed altri atti pontifici
martedì 16 maggio 2006
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Donald W. Wuerl, Arcivescovo Metropolita di Washington (superficie: 5.447; popolazione: 2.630.894; cattolici: 578.796; sacerdoti: 1.166; religiosi: 1.677; diaconi permanenti: 187), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Pittsburgh (Stati Uniti d'America), è nato a Pittsburgh (Stati Uniti d'America) nel 1940, è stato ordinato sacerdote nel 1966 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1986. Succede al Cardinale Theodore E. McCarrick, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo James Peter Sartain, Vescovo di Joliet in Illinois (superficie: 10.920; popolazione: 1.768.390; cattolici: 636.862; sacerdoti: 293; religiosi: 779; diaconi permanenti: 178), Stati Uniti d'America. Finora Vescovo di Little Rock (Stati Uniti d' America), succede al Vescovo Joseph L. Imesch, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Pablo Jaime Galimberti di Vietri, Vescovo di Salto (superficie: 49.295; popolazione: 368.372; cattolici: 278.000; sacerdoti: 31; religiosi: 91), Uruguay. Finora Vescovo di San José de Mayo (Uruguay), succede al Vescovo Daniel Gil Zorrilla, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../... VIS 20060516 (230)
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Nomine ed altri atti pontifici
CONVEGNO DEMOCRAZIA, ISTITUZIONI E GIUSTIZIA SOCIALE
CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2006 (VIS). "Democrazia, istituzioni e giustizia sociale" è il titolo di un Convengo Internazionale promosso dalla Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontifice", in programma il 18 e 19 maggio in Vaticano.
La Fondazione, istituita nel 1993, si ispira alla Lettera Enciclica "Centesimus Annus" (1991), con la quale Giovanni Paolo II intese commemorare il centenario della Enciclica "Rerum Novarum" di Papa Leone XIII. La Fondazione, senza fini di lucro, ha finalità religiosa, di culto e di beneficenza e si propone, in particolare, di collaborare alla diffusione dei valori umani, etici, sociali e cristiani, esposti nella "Centesimus Annus", di cui è garante il Sommo Pontefice.
Dopo il saluto del Presidente della Fondazione, il Conte Dottor Lorenzo Rossi di Montelera, interverranno, fra gli altri, il Professor Don Mario Toso, Rettore della Pontificia Università Salesiana, che parlerà su: "Democrazia e giustizia sociale"; il Professor Robert George, della Princeton University - Department of Politics (Stati Uniti d'America), il cui intervento verterà su: "Democrazia, diritto e persona umana" ed il professor Stefano Zamagni, dell'Università di Bologna, che parlerà su: "Democrazia ed Economia".
Nel pomeriggio del 18 maggio, il Professor Paolo Garonna, Sotto-Segretario Esecutivo della Commissione Economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, parlerà su: "Organizzazioni Internazionali e Democrazia Economica". Successivamente avrà luogo una Tavola Rotonda sul tema: "Un'autentica democrazia è possibile solo in uno stato di diritto e sulla base di una retta concezione della persona umana". Alla Tavola Rotonda parteciperanno il Professor Francesco Paolo Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, l'Avvocato Carlo Fratta Pasini, Presidente del Banco Popolare di Verona e Novara ed il Dr. Domingo Sugranyes, Vicepresidente Esecutivo della Corporation Mapfre ed il Vescovo Reinhard Marx, di Trier (Germania).
Venerdì 19, al termine dell'ultima sessione, i partecipanti saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre.
.../CONVEGNO/CENTESIMUS ANNUS VIS 20060516 (310)
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Libertà e diritti
lunedì 15 maggio 2006
FEDELTÀ AI VALORI CRISTIANI FONDAMENTO PECULIARE BAVIERA
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nell'Aula della Benedizione in Vaticano, i 500 partecipanti al pellegrinaggio "Bayerische Gebirgsschützen", Corpi Alpini Bavaresi, che ha incoraggiato a "restare saldi nella fedeltà ai valori cristiani che rappresentano il fondamento peculiare della Baviera".
"Con la celebrazione annuale della giornata in onore della 'Patrona Bavariae', la prima domenica di maggio" - ha ricordato Benedetto XVI - "voi vi ponete sotto la protezione della grande Patrona della nostra patria comune, ma anche al suo servizio. Non avete più il compito, come nei secoli scorsi, di difendere con le armi in pugno il Paese da nemici stranieri, ma oggi ci sono pericoli forse ancor più seri perché spesso non li si riconosce come tali".
AC/PATRONA BAVARIAE/... VIS 20060515 (140)
STATI DEVONO PROTEGGERE FAMIGLIA FONDATA MATRIMONIO
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia che celebra 25 anni di fondazione, essendo stato creato da Giovanni Paolo II il 9 maggio 1981.
Benedetto XVI ha ricordato che: "La famiglia fondata sul matrimonio costituisce un 'patrimonio dell'umanità', un'istituzione sociale fondamentale; è la cellula vitale e il pilastro della società e questo interessa credenti e non credenti. Essa è realtà che tutti gli Stati devono tenere nella massima considerazione, perché, come amava ripetere Giovanni Paolo II, 'l'avvenire dell'umanità passa attraverso la famiglia'".
Ribadendo che nel mondo odierno cresce sempre più il numero delle separazioni e dei divorzi "che rompono l'unità familiare e creano non pochi problemi ai figli, vittime innocenti di tali situazioni", il Santo Padre ha esortato a salvaguardare la stabilità della famiglia andando "controcorrente rispetto alla cultura dominante, e ciò esige pazienza, sforzo, sacrificio e ricerca incessante di mutua comprensione". I coniugi, ha detto ancora il Pontefice, possono superare le difficoltà e mantenersi fedeli alla loro vocazione "ricorrendo al sostegno di Dio con la preghiera e partecipando assiduamente ai sacramenti, in particolare all'Eucaristia. L'unità e la saldezza delle famiglie aiuta la società a respirare i valori umani autentici e ad aprirsi al Vangelo".
Benedetto XVI ha fatto riferimento ad un tema oggi "quanto mai delicato" che "è il rispetto dovuto all'embrione umano, che dovrebbe sempre nascere da un atto di amore ed essere già trattato come persona. I progressi della scienza e della tecnica nell'ambito della bioetica si trasformano in minacce quando l'uomo perde il senso dei suoi limiti e, in pratica, pretende di sostituirsi a Dio Creatore". Al riguardo il Papa ha ricordato che l'Enciclica "Humanae Vitae" di Paolo VI ribadisce che: "'la procreazione umana dev'essere sempre frutto dell'atto coniugale, con il suo duplice significato unitivo e procreativo".
"L'eros degradato a puro 'sesso' diventa merce, una semplice 'cosa' che si può comprare e vendere, anzi, l'uomo stesso diventa merce... In realtà, ci troviamo di fronte ad una degradazione del corpo umano'. Grazie a Dio, non pochi, specialmente tra i giovani, vanno riscoprendo il valore della castità, che appare sempre più come sicura garanzia dell'amore autentico".
"Il momento storico che stiamo vivendo" - ha proseguito il Papa - "chiede alle famiglie cristiane di testimoniare con coraggiosa coerenza che la procreazione è frutto dell'amore. Una simile testimonianza non mancherà di stimolare i politici e i legislatori a salvaguardare i diritti della famiglia. È noto infatti come vadano accreditandosi soluzioni giuridiche per le cosiddette 'unioni di fatto' che, pur rifiutando gli obblighi del matrimonio, pretendono di godere diritti equivalenti. A volte, inoltre, si vuole addirittura giungere ad una nuova definizione del matrimonio per legalizzare unioni omosessuali, attribuendo ad esse anche il diritto all'adozione di figli".
Il Papa ha concluso il suo discorso invitando tutte le comunità diocesane a partecipare con la proprie delegazioni al V Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà nel luglio prossimo a Valencia (Spagna).
AC/MATRIMONIO:FAMIGLIA/... VIS 20060515 (510)
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Famiglia,
Libertà e diritti
ESEMPIO CIRILLO E METODIO: MODELLO DIALOGO FRA LE CULTURE
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Valentin Bozhilov, nuovo Ambasciatore di Bulgaria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Nel discorso al diplomatico, il Papa ha ricordato le popolazioni colpite dalle recenti inondazioni che si sono abbattute sul Paese, ed ha sollecitato l'aiuto della comunità internazionale.
Successivamente, citando le parole dell'Ambasciatore, il Santo Padre ha riaffermato che l'esempio dei "Santi Cirillo e Metodio, primi evangelizzatori del Paese, è ancora oggi un modello di dialogo fra le culture", poiché grazie al loro zelo apostolico, "la Buona Novella di Cristo ha raggiunto gli abitanti dell'Europa centrale ed orientale nella loro lingua, ed una nuova cultura, alimentata dal Vangelo e dalla tradizione cristiana, ha potuto sorgere e svilupparsi sotto il loro impulso, attraverso la liturgia, il diritto e le istituzioni, fino a divenire il bene comune dei popoli slavi. Questi due apostoli, superando le rivalità e le divergenze dell'epoca, ci hanno mostrato le vie del dialogo e dell'unità".
"Il suo Paese (...) si prepara oggi ad aderire alla Unione Europea. In ragione della sua storia e della sua cultura, il popolo bulgaro (...) è chiamato a ricoprire un ruolo importante per contribuire a ridare al nostro continente lo slancio spirituale che troppo spesso fa difetto". Al riguardo Benedetto XVI ha ribadito il ruolo dei giovani le cui "nobili aspirazioni testimoniate nelle grandi occasioni come le Giornate Mondiali della Gioventù, difficilmente trovano spazio nella nostra società esclusivamente dedita al consumo dei beni materiali".
La Bulgaria, ha sottolineato Benedetto XVI, "saprà portare la sua pietra originale all'edificio comune, perchè esso non sia solamente un grande mercato di scambio di beni materiali (...) ma abbia ugualmente un'anima, una autentica dimensione spirituale, che rifletta l'eredità di tanti testimoni del passato e che sia terreno portatore di vita e di creatività, per forgiare l'uomo europeo di domani".
"In un mondo incerto e turbato come il nostro, l'Europa può diventare testimone e messaggera del necessario dialogo fra le culture e le religioni. La storia del vecchio continente, profondamente segnata dalle divisioni e dalle guerre fratricide ma anche dai suoi sforzi per superarle, l'invita in effetti a compiere questa missione, al fine di rispondere alle attese di tanti uomini e donne che aspirano ancora, in molti paesi del mondo, allo sviluppo, alla democrazia e alla libertà religiosa".
"La Santa Sede (...) non cessa di agire per promuovere (...) un vero dialogo fra le nazioni e fra i responsabili delle religioni. Si tratta innanzitutto di far retrocedere la violenza, che si sviluppa oggi pericolosamente, abbattendo i muri dell'ignoranza e della diffidenza che possono generarla".
"E poiché l'Europa non può ripiegarsi su se stessa, occorre favorire una migliore ripartizione delle ricchezze nel mondo e suscitare un vero sviluppo dell'Africa che possa correggere le ingiustizie dell'attuale squilibrio fra nord e sud, fattore di tensione e di minacce per la pace. Non dubito che il vostro Governo si impegnerà a farsi anch'esso messaggero di tolleranza e di rispetto reciproco nel concerto delle nazioni".
Il Papa ha concluso il suo discorso salutando la comunità cattolica che vive in Bulgaria che "conserva il prezioso ricordo del Beato Giovanni XXIII che fu un Delegato Apostolico apprezzato nel vostro Paese" ed invitando i fedeli cattolici bulgari "ad avere l'intento di collaborare tutte le volte che sia possibile con i loro fratelli della Chiesa ortodossa bulgara".
CD/LETTERE CREDENZIALI/BULGARIA:BOZHILOV VIS 20060515 (580)
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VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI A VALENCIA 8 E 9 LUGLIO
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la dichiarazione che segue: "Nei giorni 8 e 9 luglio 2006, il Santo Padre Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico a Valencia (Spagna), in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie".
OP/INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE/NAVARRO-VALLS VIS 20060515 (70)
OP/INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE/NAVARRO-VALLS VIS 20060515 (70)
II GIORNATA DEL PELLEGRINO: VIVO RICORDO GIOVANNI PAOLO II
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio di Papa Benedetto XVI al Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, in occasione della Seconda "Giornata del Pellegrino" promossa dall'Opera Romana Pellegrinaggi nella ricorrenza della prima apparizione della Vergine a Fatima e nel 25° anniversario dell'attentato al Papa Giovanni Paolo II.
Nel testo, letto dal Cardinale Ruini al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa scrive: "Con gioia mi unisco a quanti si raccolgono oggi in Piazza San Pietro, attorno alla statua della Madonna di Fatima, per affidare all'intercessione di Maria le grandi intenzioni della Chiesa e del mondo".
"Venticinque anni or sono, nella stessa Piazza San Pietro, venne gravemente ferito il Servo di Dio Giovanni Paolo II: una lapide in marmo bianco, posta nel luogo esatto dell'attentato, a cura del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ricorderà d'ora in poi quel drammatico evento".
Il Papa ringrazia gli ideatori e i realizzatori di questa iniziativa "che dimostra quanto sentita sia la presenza di Maria e quanto vivo sia il ricordo dell'amato Giovanni Paolo II nella Chiesa".
"Vegli Maria sui pastori e sul popolo cristiano," - conclude il Santo Padre - "guidi i passi delle Nazioni verso il pieno compimento della volontà del Signore e ottenga per tutti la pace; pace nei cuori, nelle famiglie e fra i popoli. Possa il messaggio di Fatima essere sempre più accolto, compreso e vissuto in ogni comunità".
MESS/GIORNATA DEL PELLEGRINO/RUINI VIS 20060515 (260)
DIALOGO E ACCOGLIENZA MIGRANTI E LIBERTÀ RELIGIOSA
CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, riunitisi per esaminare il tema: "Migrazione e itineranza da e per i Paesi a maggioranza islamica".
Il Papa ha rilevato che la Chiesa cattolica avverte "con crescente consapevolezza che il dialogo interreligioso fa parte del suo impegno a servizio dell'umanità nel mondo contemporaneo. (...) Stiamo vivendo tempi nei quali i cristiani sono chiamati a coltivare uno stile di dialogo aperto sul problema religioso, non rinunciando a presentare agli interlocutori la proposta cristiana in coerenza con la propria identità".
Sottolineando l'importanza della reciprocità nel dialogo, Benedetto XVI ha elogiato "gli sforzi che in tante comunità si vanno facendo per tessere con gli immigrati rapporti di mutua conoscenza e stima, che appaiono quanto mai utili per superare pregiudizi e chiusure mentali".
"Nella sua azione di accoglienza e di dialogo con i migranti e gli itineranti" - ha detto ancora il Pontefice - "la comunità cristiana ha come costante punto di riferimento Cristo che ha lasciato ai suoi discepoli, quale regola di vita, il comandamento nuovo dell'amore. L'amore cristiano è, per sua natura, preveniente. Ecco perché i singoli credenti sono chiamati ad aprire le loro braccia ed il loro cuore ad ogni persona, da qualunque Paese provenga, lasciando poi alle autorità responsabili della vita pubblica di stabilire in merito le leggi ritenute opportune per una sana convivenza".
Il Papa ha sottolineato che "i cristiani devono aprire il cuore specialmente ai piccoli ed ai poveri, nei quali Cristo stesso è presente in modo singolare. (...). Ovviamente, c'è da sperare che anche i cristiani che emigrano verso Paesi a maggioranza islamica trovino là accoglienza e rispetto della loro identità religiosa".
Al termine del suo discorso il Santo Padre ha ringraziato i membri del Dicastero di quanto compiono in favore "di un'organica ed efficace pastorale per i migranti e gli itineranti" ed ha concluso dicendo: ""A nessuno sfugge che questa è una frontiera significativa della nuova evangelizzazione nel mondo attuale globalizzato".
AC/MIGRANTI:ISLAM/CON-SM VIS 20060515 (350)
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Dialogo interreligioso/Ecumenismo
VITA CRISTIANA È MISTERO DI COMUNIONE CON GESÙ
CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2006 (VIS). L'Eucaristia e l'intercessione della Vergine Maria sono stati i temi centrali della riflessione del Santo Padre Benedetto XVI, che abitualmente precede la recita del "Regina Coeli".
"In questa quinta Domenica di Pasqua" - ha detto il Papa rivolgendosi alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro - "la liturgia ci presenta la pagina del Vangelo di Giovanni in cui Gesù, parlando ai discepoli nell'Ultima Cena, li esorta a rimanere uniti a Lui come i tralci alla vite".
"Si tratta di una parabola davvero significativa, perché esprime con grande efficacia che la vita cristiana è mistero di comunione con Gesù. (...) Il segreto della fecondità spirituale è l'unione con Dio, unione che si realizza soprattutto nell'Eucaristia, giustamente chiamata anche 'Comunione'".
Benedetto XVI ha ricordato che in questo periodo dell'anno moltissimi bambini ricevono la Prima Comunione e rivolgendosi a tutti i ragazzi che si incontrano per la prima volta con Gesù Eucaristia ha augurato loro "di diventare tralci della Vite che è Gesù e di crescere come suoi veri discepoli".
Successivamente il Papa sottolineando che: "Una via sicura per mantenersi uniti a Cristo, come tralci alla vite, è ricorrere all'intercessione di Maria", ha ricordato le apparizioni della Vergine ai tre pastorelli di Fatima, il 13 maggio 1917. "Il messaggio che affidò loro" - ha detto il Santo Padre - "era un forte richiamo alla preghiera e alla conversione; messaggio davvero profetico considerando il secolo XX funestato da inaudite distruzioni, causate da guerre e da regimi totalitari, nonché da estese persecuzioni contro la Chiesa".
Benedetto XVI ha quindi ricordato l'attento di cui rimase vittima Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981, quando il Servo di Dio "sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte per l'intervento di 'una mano materna' (...) e l'intero suo pontificato è stato segnato da ciò che la Vergine aveva preannunciato a Fatima".
"Se non sono mancate preoccupazioni e sofferenze" - ha concluso Benedetto XVI - "se ancora permangono motivi di apprensione per il futuro dell'umanità, è di conforto quanto la 'Bianca Signora' promise ai pastorelli: 'Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà'".
ANG/EUCARISTIA:INTERCESSIONE MARIA/... VIS 20060515 (370)
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