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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 17 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Tomislav Koljatic Maroevic, finora Ausiliare di Concepción (Cile), Vescovo di Linares (superficie: 15.110; popolazione: 395.574; cattolici: 323.670; sacerdoti: 57; religiosi: 146; diaconi permanenti: 15), Cile. Il Vescovo Maroevic succede al Vescovo Carlos Marcio Camus Larenas, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/KOLJATIC:CAMUS VIS 20030117 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Gilberto Pereira Lopes, di Campinas.

- L'Arcivescovo José Lambert, C.S.S., di Sorocaba.

- L'Arcivescovo Arnaldo Ribeiro, di Ribeirão Preto.

- Il Vescovo Diógenes Silvas Matthes, di Franca, con il Coadiutore Vescovo Caetano Ferrari, O.F.M.

- Il Vescovo Antônio de Sousa, C.S.S., di Assis, con il Coadiutore Maurício Grotto de Camargo.

- Il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
AL:AP/…/… VIS 20030117 (110)

CONDURRE VITA ESEMPLARE, ISPIRATA PIENA ADESIONE A CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2003 (VIS). Come di consueto all'inizio del nuovo anno, questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Funzionari e gli Agenti dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, ringraziandoli per la "disponibilità" e la "fedele vigilanza".

"L'odierna occasione è quanto mai gradita" - ha detto il Papa - "per rinnovarvi l'espressione della mia stima e della mia riconoscenza per il lavoro, che in maniera discreta ed efficiente compite, sacrificando a volte anche comprensibili attese delle vostre famiglie. Di tutto Iddio vi renda merito".

Il Santo Padre ha auspicato inoltre che: "La vostra quotidiana attività a contatto con folle di pellegrini e di visitatori, che accorrono per incontrare il Successore di Pietro, vi sia di stimolo ad approfondire sempre più la vostra fede. La vicinanza alle tombe degli Apostoli vi sia di incessante richiamo a condurre una vita esemplare, ispirata alla piena adesione a Cristo. Siatene certi: la fedeltà alle proprie convinzioni religiose e morali, e la coerente applicazione dei principi evangelici costituiscono una sorgente di vera pace e di intima gioia".
AC/…/PUBBLICA SICUREZZA VATICANO VIS 20030117 (200)

giovedì 16 gennaio 2003

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Fréderic Etsou-Nzabi-Bamungwabi, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

- Il Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal, di Zipaquirá (Colombia) e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM).
AP/…/… VIS 20030116 (50)

NOTA DOTTRINALE RELATIVA IMPEGNO CATTOLICI VITA POLITICA


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2003 (VIS). Oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblico il testo della "Nota Dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica". La Nota è indirizzata ai Vescovi della Chiesa Cattolica e, in special modo, ai politici cattolici e a tutti i fedeli laici chiamati alla partecipazione della vita pubblica e politica nelle società democratiche.

La Nota, datata 24 novembre 2002, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, è firmata dal Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e dall'Arcivescovo Tarcisio Bertone, S.D.B., allora Segretario della medesima Congregazione. Il testo è stato pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, italiana, tedesca e portoghese e comprende quattro capitoli ed una conclusione.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"I. UN INSEGNAMENTO COSTANTE. L'impegno del cristiano nel mondo in duemila anni di storia si è espresso seguendo percorsi diversi. Uno è stato attuato nella partecipazione all'azione politica. (…) La Chiesa venera tra i suoi Santi numerosi uomini e donne che hanno servito Dio mediante il loro generoso impegno nelle attività politiche e di governo. Tra di essi, S. Tommaso Moro, proclamato Patrono dei Governanti e dei Politici, seppe testimoniare fino al martirio la 'dignità inalienabile della coscienza'. (…) Affermò con la sua vita e con la sua morte che 'l'uomo non si può separare da Dio, né la politica dalla morale'. (…) Mediante l'adempimento dei comuni doveri civili, 'guidati dalla coscienza cristiana', in conformità ai valori che con essa sono congruenti, i fedeli laici svolgono anche il compito loro proprio di animare cristianamente l'ordine temporale. (…) La presente 'Nota' non ha la pretesa di riproporre l'intero insegnamento della Chiesa in materia, riassunto peraltro nelle sue linee essenziali nel 'Catechismo della Chiesa Cattolica', ma intende soltanto richiamare alcuni principi propri della coscienza cristiana che ispirano l'impegno sociale e politico dei cattolici nelle società democratiche".

"II. ALCUNI PUNTI NODALI NELL'ATTUALE DIBATTITO CULTURALE E POLITICO. È oggi verificabile un certo relativismo culturale che offre evidenti segni di sé nella teorizzazione e difesa del pluralismo etico che sancisce la decadenza e la dissoluzione della ragione e dei principi della legge morale naturale. A seguito di questa tendenza non è inusuale, purtroppo, riscontrare in dichiarazioni pubbliche affermazioni in cui si sostiene che tale pluralismo etico è la condizione per la democrazia".

"Questa concezione relativista del pluralismo nulla ha a che vedere con la legittima libertà dei cittadini cattolici di scegliere, tra le opinioni politiche compatibili con la fede e la legge morale naturale, quella che secondo il proprio criterio meglio si adegua alle esigenze del bene comune. La libertà politica non è né può essere fondata sull'idea relativista che tutte le concezioni sul bene dell'uomo hanno la stessa verità e lo stesso valore. (…) Se il cristiano è tenuto ad 'ammettere la legittima molteplicità e diversità delle opzioni temporali', egli è ugualmente chiamato a dissentire da una concezione del pluralismo in chiave di relativismo morale, nociva per la stessa vita democratica, la quale ha bisogno di fondamenti veri e solidi, vale a dire, di principi etici che per la loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale non sono 'negoziabili'. (…) La struttura democratica su cui uno Stato moderno intende costruirsi sarebbe alquanto fragile se non ponesse come suo fondamento la centralità della persona. È il rispetto della persona, peraltro, a rendere possibile la partecipazione democratica".

"La conquista scientifica, infatti, ha permesso di raggiungere obiettivi che scuotono la coscienza e impongono di trovare soluzioni capaci di rispettare in maniera coerente e solida i principi etici. (…) I cattolici, in questo frangente, hanno il diritto e il dovere di intervenire per richiamare al senso più profondo della vita e alla responsabilità che tutti possiedono dinanzi ad essa. Giovanni Paolo II, continuando il costante insegnamento della Chiesa, ha più volte ribadito che quanti sono impegnati direttamente nelle rappresentanze legislative hanno il 'preciso obbligo di opporsi' ad ogni legge che risulti un attentato alla vita umana. Per essi, come per ogni cattolico, vige l'impossibilità di partecipare a campagne di opinione in favore di simili leggi né ad alcuno è consentito dare ad esse il suo appoggio con il proprio voto. (…) In questo contesto, è necessario aggiungere che la coscienza cristiana ben formata non permette a nessuno di favorire con il proprio voto l'attuazione di un programma politico o di una singola legge in cui i contenuti fondamentali della fede e della morale siano sovvertiti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a tali contenuti".

"Quando l'azione politica viene a confrontarsi con principi morali che non ammettono deroghe, eccezioni o compromesso alcuno, allora l'impegno dei cattolici si fa più evidente e carico di responsabilità. Dinanzi a queste 'esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili' (…) è in gioco l'essenza dell'ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona. persona. È questo il caso delle leggi civili in materia di 'aborto' e di 'eutanasia' (da non confondersi con la rinuncia allo 'accanimento terapeutico', la quale è, anche moralmente, legittima), che devono tutelare il diritto primario alla vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale. Allo stesso modo occorre ribadire il dovere di rispettare e proteggere i diritti dello 'embrione umano'. Analogamente, devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della 'famiglia', fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e protetta nella sua unità e stabilità, a fronte delle moderne leggi sul divorzio: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali un riconoscimento legale".

"Così pure la garanzia della libertà di 'educazione' ai genitori per i propri figli è un diritto inalienabile, riconosciuto tra l'altro nelle Dichiarazioni internazionali dei diritti umani. Alla stessa stregua, si deve pensare alla 'tutela sociale dei minori' e alla liberazione delle vittime dalle 'moderne forme di schiavitù' (si pensi ad esempio, alla droga e allo sfruttamento della prostituzione). Non può essere esente da questo elenco il diritto alla 'libertà religiosa' e lo sviluppo per una 'economia' che sia al servizio della persona e del bene comune, nel rispetto della giustizia sociale, del principio di solidarietà umana e di quello di sussidiarietà. (…) Come non vedere, infine, in questa esemplificazione il grande tema della 'pace'. (…) La pace è sempre 'frutto della giustizia ed effetto della carità'; esige il rifiuto radicale e assoluto della violenza e del terrorismo e richiede un impegno costante e vigile da parte di chi ha la responsabilità politica".

III. PRINCIPI DELLA DOTTRINA CATTOLICA SU LAICITÀ E PLURALISMO. Per la dottrina morale cattolica la laicità intesa come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica - ma non da quella morale - è un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartiene al patrimonio di civiltà che è stato raggiunto. Giovanni Paolo II ha più volte messo in guardia contro i pericoli derivanti da qualsiasi confusione tra la sfera religiosa e la sfera politica. (…) Questione completamente diversa è il diritto-dovere dei cittadini cattolici, come di tutti gli altri cittadini, di cercare sinceramente la verità e di promuovere e difendere con mezzi leciti le verità morali riguardanti la vita sociale, la giustizia, la libertà, il rispetto della vita e degli altri diritti della persona. Il fatto che alcune di queste verità siano anche insegnate dalla Chiesa non diminuisce la legittimità civile e la 'laicità' dell'impegno di coloro che in esse si riconoscono, indipendentemente dal ruolo che la ricerca razionale e la conferma procedente dalla fede abbiano svolto nel loro riconoscimento da parte di ogni singolo cittadino. (…) Sarebbe un errore confondere la giusta 'autonomia' che i cattolici in politica debbono assumere con la rivendicazione di un principio che prescinde dall'insegnamento morale e sociale della Chiesa".

"Vivere ed agire politicamente in conformità alla propria coscienza non è un succube adagiarsi su posizioni estranee all'impegno politico o su una forma di confessionalismo, ma l'espressione con cui i cristiani offrono il loro coerente apporto perché attraverso la politica si instauri un ordinamento sociale più giusto e coerente con la dignità della persona umana. (…) Coloro che in nome del rispetto della coscienza individuale volessero vedere nel dovere morale dei cristiani di essere coerenti con la propria coscienza un segno per squalificarli politicamente, negando loro la legittimità di agire in politica coerentemente alle proprie convinzioni riguardanti il bene comune, incorrerebbero in una forma di intollerante laicismo".

IV. CONSIDERAZIONI SU ASPETTI PARTICOLARI. È avvenuto in recenti circostanze che anche all'interno di alcune associazioni o organizzazioni di ispirazione cattolica, siano emersi orientamenti a sostegno di forze e movimenti politici che su questioni etiche fondamentali hanno espresso posizioni contrarie all'insegnamento morale e sociale della Chiesa. Tali scelte e condivisioni, (…) non sono compatibili con l'appartenenza ad associazioni o organizzazioni che si definiscono cattoliche. (…) È insufficiente e riduttivo pensare che l'impegno sociale dei cattolici possa limitarsi a una semplice trasformazione delle strutture, perché se alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta. (…) In una società dove la verità non viene prospettata e non si cerca di raggiungerla, viene debilitata anche ogni forma di esercizio autentico di libertà, aprendo la via ad un libertinismo e individualismo, dannosi alla tutela del bene della persona e della società intera".

"A questo proposito è bene ricordare una verità che non sempre oggi viene percepita o formulata esattamente nell'opinione pubblica corrente: il diritto alla libertà di coscienza e in special modo alla libertà religiosa, proclamato dalla Dichiarazione 'Dignitatis humanae' del Concilio Vaticano II, si fonda sulla dignità ontologica della persona umana, e non su di una inesistente uguaglianza tra le religioni e tra i sistemi culturali umani. (…) L'affermazione della libertà di coscienza e della libertà religiosa non contraddice quindi affatto la condanna dell'indifferentismo e del relativismo religioso da parte della dottrina cattolica, anzi con essa è pienamente coerente".

"V. CONCLUSIONE. Gli orientamenti contenuti nella presente 'Nota' intendono illuminare uno dei più importanti aspetti dell'unità di vita del cristiano: la coerenza tra fede e vita, tra vangelo e cultura, richiamata dal Concilio Vaticano II".
CDF/CATTOLICI:POLITICA/RATZINGER VIS 20030116 (1730)

SALUTO AUTORITÀ REGIONE LAZIO, COMUNE E PROVINCIA DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto gli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, per il tradizionale scambio di auguri all'inizio del nuovo anno. Nella prima mattinata, il Santo Padre ha ricevuto il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Silvano Moffa ed il Presidente della Giunta regionale del Lazio, Onorevole Francesco Storace.

Nel suo discorso il Santo Padre ha detto: "Proprio quando crescono i pericoli di scontro e di conflitto fra le diverse Nazioni e culture, emerge più nitida e più urgente quella missione di amore, e quindi di pace, di reciproca comprensione e riconciliazione che è propria del cristianesimo e che pertanto corrisponde alla vocazione storica di Roma, centro dalla cattolicità".

Giovanni Paolo II ha ricordato alcuni problemi che minacciano non soltanto Roma e il Lazio, ma molte altre Nazioni, quali la "crisi di tante famiglie", la "scarsità delle nascite" e il "conseguente invecchiamento della popolazione". Sottolineando la necessità di una collaborazione fra la Chiesa e le istituzioni civili relativamente a questi problemi, il Santo Padre ha affermato che: "Occorre infatti far maturare una rinnovata consapevolezza dell'importanza e della sacralità dei legami familiari, come pure della gioia che accompagna la nascita e l'educazione dei figli. (…) Ma è ugualmente indispensabile che la famiglia fondata sul matrimonio sia oggetto privilegiato delle politiche sociali. (…) Parimenti importante è la nostra reciproca collaborazione riguardo alla formazione delle giovani generazioni".

Successivamente il Santo Padre ha ribadito l'attenzione che i pubblici amministratori devono dedicare al settore economico, in particolare alle possibilità di lavoro e di occupazione, dicendo in merito che: "L'alto numero di immigrati che, anche a Roma e nel Lazio, hanno potuto in questi ultimi mesi regolarizzare la loro posizione lavorativa conferma d'altronde che esiste un dinamismo della nostra società bisognoso di essere meglio compreso e valorizzato".

Infine il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando il dovere della società di dedicarsi ai suoi membri più deboli, in particolare agli anziani, affermando che: "Un aspetto fondamentale della solidarietà verso coloro che si trovano in situazioni di sofferenza è costituito dall'impegno per la cura della salute"
AC/AUTORITÀ LOCALI/… VIS 20030116 (380)

mercoledì 15 gennaio 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto l'Eparchia di Idukki dei Siro Malabaresi (India), con territorio dismembrato dall'Eparchia di Kothamangalam dei Siro-Malabaresi, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi. Ha nominato il Sacerdote Mathew Anikuzhikattil, Primo Vescovo di Idukki dei Siro Malabaresi. Il Vescovo eletto è nato a Kunchithanny (India) nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Finora è stato Rettore del Seminario Minore dell'Eparchia di Kothamangalam dei Siro-Malabaresi.

- Ha eretto l'Eparchia di Muvattupuzha, dei Siro-Malankaresi (popolazione: 6.600.000; cattolici: 18.120; sacerdoti: 37; religiosi: 97), India, con territorio dismembrato dall'Eparchia di Tiruvalla dei Siro-Malankaresi, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Trivandrum dei Siro-Malankaresi. Ha nominato il Vescovo Thomas Mar Koorilos Chakkalapadickal, sinora Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Tiruvalla dei Siro-Malankaresi, primo Vescovo dell'Eparchia di Muvattupuzha dei Siro-Malankaresi.

- Ha nominato il Padre José Soares Filho, O.F.M.Cap., finora Economo Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini a Roma, Vescovo Coadiutore di Carolina (superficie: 18.252; popolazione: 148.000; cattolici: 115.000; sacerdoti: 8; religiosi: 13; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Itapetim (Brasile). Ha emesso la professione solenne nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1990 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1991.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Eger (Ungheria), presentata dal Vescovo Endre Kovács, O.Cist., per raggiunti limiti d'età.
ECE:NER:NEC:RE/…/… VIS 20030115 (230)

CARDINALE TRUJILLO LEGATO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Suo Legato per le celebrazioni del IV Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Manila (Filippine), dal 23 al 26 gennaio.

La Lettera Pontificia, redatta in lingua latina, porta la data del 27 dicembre 2002. Oggi sono stati resi pubblici anche i nomi dei componenti la Missione che accompagnerà il Cardinale Legato Pontificio nelle Filippine: il Monsignor Hernando M. Coronel, Segretario Generale della Conferenza Episcopale delle Filippine ed il Sacerdote Gregory Ramon D. Gaston, dell'Arcidiocesi di Manila.
GPII-LETTERA/LEGATO PONTIFICIO/LOPEZ TRUJILLO VIS 20030115 (130)

UDIENZA GENERALE: CATECHESI SUL SALMO 118


CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2003 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di questa mattina, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha continuato la catechesi sui Salmi, oggi dedicata ai versetti 145-152 del Salmo 118, il Salmo più lungo di tutto il salterio.

Il Papa ha detto che il Salmo 118, "composto di 22 stanze, corrispondenti alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico, è una grande celebrazione della Parola di Dio, fonte di saggezza, di vita e di verità" ed ha aggiunto che "Nel Salmo 118, le parole della preghiera e la Parola del Signore formano insieme una costellazione che è come la stella polare della fede e della fiducia del salmista. La sua preghiera costituisce un dialogo che comincia prima all'alba e prosegue per tutto il giorno, in particolare nelle difficoltà dell'esistenza".

"Ci affideremo per la nostra meditazione" - ha proseguito il Pontefice "a un grande Padre della Chiesa, Sant'Ambrogio", che nel suo Commento al Salmo 118, "invita il credente ad anticipare l'alba, ad andare incontro al sole della giustizia: 'Cristo sarà la prima luce a splendere nel segreto del tuo cuore. È Lui che farà risplendere per te la luce mattutina se mediterai la Sua Parola'. Accogliamo questo invito a cominciare ogni giorno pregando il Signore, affinché Egli si avvicini a noi e ci guidi".

"Raccogliamo anche noi l'appello di Sant'Ambrogio" - ha concluso il Santo Padre - "e ogni mattina apriamo lo sguardo sulla vita quotidiana, sulle sue gioie e sui suoi incubi, invocando Dio perché ci stia vicino e ci guidi con la Sua parola, che infonde serenità e grazia".

Successivamente il Papa ha letto le sintesi della catechesi odierna in lingua francese, inglese, tedesca, spagnola, portoghese e polacca e, nelle stesse lingue, ha rivolto parole di saluto ai gruppi di pellegrini presenti.
AG/SALMO 118/… VIS 20030115 (310)

martedì 14 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Aloísio Lorscheider, O.F.M., Arcivescovo di Aparecida.

- Il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Arcivescovo di São Paulo, con gli Ausiliari Vescovo Odilo Pedro Scherer e Vescovo Benedito Beni dos Santos.

- L'Arcivescovo Aloysio José Leal Penna, S.I., di Botucatu.

- Il Vescovo Luiz Demétrio Valentini, di Jales.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/…/… VIS 20030114 (100)

IN BREVE


IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II HA INVIATO UNA LETTERA al Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, nella ricorrenza del 25° anniversario della sua Ordinazione Episcopale, il 15 gennaio. Il Papa ricorda gli anni di servizio del Cardinale nel Corpo Diplomatico della Santa Sede ed esprime la sua gratitudine per la sua collaborazione come Segretario di Stato. Il Cardinale Sodano celebrerà una Messa di ringraziamento nella Basilica di Santa Maria Maggiore, alle 17:00 di sabato 18 gennaio.

L'ARCIVESCOVO PAUL JOSEF CORDES, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO "COR UNUM" si è recato ieri in visita in Viêt Nam dove rimarrà fino al 20 gennaio, per incontrare la Chiesa locale e sostenere le opere diocesane socio-caritative. Questa visita risponde all'invito dell'Arcivescovo Pham Minh Mân, di Hô Chi Minh Ville. Istituito nel 1970, il Pontificio Consiglio "Cor Unum", definito "Dicastero della Carità del Santo Padre", ha intrattenuto vari contatti con la Chiesa vietnamita, facendo giungere costantemente aiuti concreti a quelle comunità che hanno attraversato periodi di gravi sofferenze.
…/IN BREVE/… VIS 20030114 (180)

lunedì 13 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sul I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Nelson José Westrupp, S.C.I., di São José dos Campos.

- Il Vescovo Bruno Gamberini, di Bragança Paulista.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20030113 (70)

CENTENARIO PONTIFICIO COLLEGIO PORTOGHESE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto la Comunità del Pontificio Collegio Portoghese di Roma, in occasione del centenario di fondazione.

Il Papa ha rivolto parole di saluto e ringraziamento ai responsabili del Pontificio Collegio "per il servizio e la formazione, la diligenza e la competenza dimostrata; e agli alunni per la serietà e l'entusiasmo nel corrispondere alle aspettative delle rispettive diocesi".

Il Santo Padre ha sottolineato la "grande utilità del Collegio portoghese nell'accogliere degnamente i sacerdoti, che hanno l'opportunità di continuare la loro formazione teologica e pastorale, avvalendosi di tutte le risorse offerte dalla Città Eterna".

"A titolo di omaggio" - ha proseguito il Pontefice - "non posso mancare di ricordare che in questi 100 anni di esistenza sono passati nel Collegio 867 alunni, la gran parte dei sacerdoti sono divenuti pastori insigni e impegnati - fra di essi, si contano tre Cardinali e 64 Vescovi - che in questo Istituto hanno ricevuto una formazione di alto livello".

Auspicando che tutti sappiano "apportare il proprio contributo per approfondire e consolidare l'unità della Chiesa, della quale Roma è segno e centro" - il Santo Padre Giovanni Paolo II ha esortato i presbiteri a "progredire senza stancarsi nella formazione cristiana e sacerdotale, apostolica e culturale che la Chiesa aspetta da voi".

"Questa Istituzione" - ha concluso il Santo Padre - "deve continuare ad essere, come nel passato, vivaio di apostoli, punto di unione fra la Roma cattolica e i vostri Paesi, testimonianza viva dell'impegno e della fedeltà degli stessi alla sede di Pietro".
AC/PONTIFICIO COLLEGIO PORTOGHESE/… VIS 20030113 (280)

SÌ VITA, DIRITTO, SOLIDARIETA: NO MORTE, EGOISMO GUERRA


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha pronunciato il tradizionale discorso d'inizio del nuovo anno ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e rivolgendosi ai Rappresentanti Diplomatici di 174 Nazioni ha affermato: "Attraverso di voi e grazie a voi, mi giungono le speranze e le aspirazioni, i successi e gli insuccessi dei vostri Paesi".

Il discorso del Santo Padre è stato pronunciato in lingua francese ed è anche stato reso pubblico in lingua inglese, italiana e spagnola. Di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

"Sono impressionato dal sentimento di paura che dimora sovente nel cuore dei nostri contemporanei. Il terrorismo subdolo che può colpire in qualsiasi istante e ovunque; il problema non risolto del Medio Oriente, con la Terra Santa e l'Iraq; gli scossoni che scompigliano il Sud America, particolarmente l'Argentina, la Colombia e il Venezuela; i conflitti che impediscono a numerosi Paesi africani di dedicarsi al proprio sviluppo; le malattie che propagano il contagio e la morte; il problema grave della fame, in modo speciale in Africa; i comportamenti irresponsabili che contribuiscono all'impoverimento delle risorse del pianeta: ecco altrettanti flagelli che minacciano la sopravvivenza dell'umanità, la serenità delle persone e la sicurezza delle società".

"Ma tutto può cambiare. Dipende da ciascuno di noi. (…) Dipende chiaramente anche dai responsabili politici chiamati a servire il bene comune. Non vi sorprenda il fatto che, di fronte ad una platea di diplomatici, io proponga al riguardo alcuni imperativi, ai quali mi sembra necessario ottemperare, se si vuole evitare che popoli interi, forse addirittura l'umanità stessa, precipitino nell'abisso".

"Anzitutto un 'SÌ ALLA VITA'! Rispettare la vita e le vite: tutto comincia da qui, poiché il più fondamentale diritto umano è il diritto alla vita. L'aborto, l'eutanasia o la clonazione umana, ad esempio, rischiano di ridurre la persona umana ad un semplice oggetto: in qualche modo, la vita e la morte a comando! Quando sono prive di ogni criterio morale, le ricerche scientifiche che manipolano le sorgenti della vita, sono una negazione dell'essere e della dignità della persona. Anche la stessa guerra attenta alla vita umana, perché reca con sé sofferenza e morte. La lotta per la pace è sempre una lotta per la vita!"

"Poi, il RISPETTO DEL DIRITTO. La vita in società - in particolare la vita internazionale - suppone dei principi comuni intangibili, il cui scopo è di garantire la sicurezza e la libertà dei cittadini e delle Nazioni. Tali regole di condotta sono alla base della stabilità nazionale e internazionale. Oggi, i responsabili politici hanno a disposizione testi appropriati e pertinenti istituzioni. Basta metterli in pratica. Il mondo sarebbe totalmente diverso se si cominciasse ad applicare, in maniera sincera, gli accordi sottoscritti!"

"Infine il DOVERE DELLA SOLIDARIETÀ. In un mondo inondato da informazioni, ma che paradossalmente comunica con tanta difficoltà, e dove le condizioni di esistenza sono scandalosamente ineguali, è importante non lasciare nulla di intentato perché tutti si sentano responsabili della crescita e della felicità di tutti. Ne va del nostro avvenire".

"Si impongono pertanto alcune scelte affinché l'uomo abbia ancora un avvenire: i popoli della terra e i loro dirigenti devono avere talvolta il coraggio di dire 'no'.

"'NO ALLA MORTE'! Cioè, 'no' a tutto ciò che attenta all'incomparabile dignità di ogni essere umano, a cominciare da quella dei bambini non ancora nati. Se la vita è davvero un tesoro, bisogna saperlo conservare e farlo fruttificare senza snaturarlo. 'No' a tutto ciò che indebolisce la famiglia, cellula fondamentale della società".

"'NO ALL'EGOISMO'! Cioè, 'no' a tutto ciò che spinge l'uomo a rifugiarsi nel bozzolo di una classe sociale privilegiata o di una cultura di comodo che esclude l'altro. Il modo di vivere di quanti usufruiscono del benessere, il loro modo di consumare, debbono essere rivisti alla luce delle ripercussioni che hanno sugli altri Paesi. (…) Egoismo è anche l'indifferenza delle Nazioni opulente nei confronti dei Paesi abbandonati a se stessi. Tutti i popoli hanno il diritto di ricevere una parte equa dei beni di questo mondo, e della conoscenza scientifica e tecnologica dei Paesi più capaci. Come, ad esempio, non pensare all'accesso per tutti ai medicinali generici, necessari per sostenere la lotta contro le epidemie attuali? Questo accesso è spesso impedito da considerazioni economiche a corto termine".

"'NO ALLA GUERRA'! La guerra non è mai una fatalità; essa è sempre una sconfitta dell'umanità. Il diritto internazionale, il dialogo leale, la solidarietà fra Stati, l'esercizio nobile della diplomazia, sono mezzi degni dell'uomo e delle Nazioni per risolvere i loro contenziosi. Dico questo pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell'arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità. (…) Mi accontenterò oggi di aggiungere, davanti al costante aggravarsi della crisi mediorientale, che la sua soluzione non potrà mai essere imposta ricorrendo al terrorismo o ai conflitti armati, ritenendo addirittura che vittorie militari possano essere la soluzione. E che dire delle minacce di una guerra che potrebbe abbattersi sulle popolazioni dell'Iraq, terra dei profeti, popolazioni già estenuate da più di dodici anni di embargo? Mai la guerra può essere considerata un mezzo come un altro, da utilizzare per regolare i contenziosi fra le Nazioni".

"L'Europa di oggi, contemporaneamente unita e allargata. Essa ha saputo abbattere i muri che la sfiguravano. Si è impegnata nell'elaborazione e nella costruzione di una realtà capace di coniugare unità e diversità, sovranità nazionale e azione comune, progresso economico e giustizia sociale. Questa Europa nuova porta in sé i valori che hanno fecondato, per due millenni, un'arte di pensare e di vivere di cui il mondo intero ha beneficiato. Fra questi valori, il cristianesimo occupa un posto privilegiato avendo dato origine a un umanesimo che ha impregnato la sua storia e le sue istituzioni. Ricordando tale patrimonio, la Santa Sede e l'insieme delle Chiese cristiane hanno insistito presso i redattori del futuro Trattato costituzionale dell'Unione Europea affinché in esso figuri un riferimento alle Chiese e alle istituzioni religiose. Infatti, sembra augurabile che, nel pieno rispetto della laicità, siano riconosciuti tre elementi complementari: la libertà religiosa nella sua dimensione non solo individuale e cultuale, ma pure sociale e comunitaria; l'opportunità di un dialogo e di una consultazione strutturati fra i Governi e le comunità dei credenti; il rispetto dello statuto giuridico di cui le Chiese e le istituzioni religiose già godono negli Stati membri dell'Unione. Un'Europa che rinnegasse il proprio passato, che negasse il fatto religioso e non tenesse in conto alcuna dimensione spirituale, risulterebbe fortemente sminuita di fronte al progetto ambizioso che mobilita le sue energie: costruire l'Europa di tutti!"

"Anche l'Africa ci offre oggi l'occasione di rallegrarci: l'Angola ha cominciato l'opera di ricostruzione; il Burundi ha intrapreso il cammino che potrebbe condurre alla pace, ed attende dalla comunità internazionale comprensione e aiuti finanziari; la Repubblica Democratica del Congo si è impegnata seriamente in un dialogo nazionale che dovrebbe condurre alla democrazia. Il Sudan ha ugualmente dato prova di buona volontà, anche se il cammino verso la pace è lungo e arduo. (…) Non si possono non deplorare i gravi avvenimenti che scuotono la Costa d'Avorio e la Repubblica Centroafricana, invitando gli abitanti dei rispettivi Paesi a deporre le armi, a rispettare le loro Costituzioni e a gettare le basi di un dialogo nazionale. Sarà, così, facile coinvolgere le varie componenti della comunità nazionale nell'elaborazione di un progetto di società in cui tutti possano ritrovarsi. Inoltre, sempre di più, è bene ricordarlo, gli Africani tentano di trovare le soluzioni più adatte ai loro problemi, grazie all'azione dell'Unione Africana e ad efficaci mediazioni regionali".

"Una constatazione si impone: ormai l'indipendenza degli Stati non può più essere concepita, se non nell'interdipendenza. (…) Per evitare di precipitare nel caos, mi sembra che si impongano due esigenze. Anzitutto recuperare in seno agli Stati e fra gli Stati il valore primordiale della legge naturale. Inoltre, l'azione senza sosta di uomini di Stato probi e disinteressati. In effetti, l'indispensabile competenza professionale dei responsabili politici non può essere legittimata che da un saldo riferimento a forti convinzioni etiche".

"Il benessere materiale e spirituale dell'umanità, la tutela delle libertà e dei diritti della persona umana, il servizio pubblico disinteressato, la vicinanza alle situazioni concrete, precedono qualsiasi programma politico e costituiscono un'esigenza etica che è quanto di meglio possa assicurare la pace interna delle Nazioni e la pace fra gli Stati".

"È evidente che per un credente a simili motivazioni si aggiungono quelle che offre la fede in Dio creatore e padre di tutti gli uomini (…) Tenendo conto di ciò, lo Stato ha tutto l'interesse a vigilare perché la libertà religiosa, diritto naturale - individuale e sociale - sia effettivamente garantita a tutti. Come ho già avuto occasione di affermare, quando i credenti si sentono rispettati nella propria fede, e vedono le proprie comunità giuridicamente riconosciute, collaborano con tanta più convinzione al progetto comune della società civile di cui sono membri".

"Il dialogo ecumenico fra cristiani, e i contatti rispettosi con le altre religioni, in particolare con l'Islam, costituiscono il miglior antidoto alle derive settarie, al fanatismo o al terrorismo religioso. Per quanto concerne la Chiesa cattolica, non citerò che un caso per me motivo di grande sofferenza: la sorte riservata alle comunità cattoliche nella Federazione Russa, che da diversi mesi vedono alcuni dei loro pastori impediti di raggiungerle, per ragioni amministrative. La Santa Sede si attende dalle autorità governative decisioni concrete che mettano fine a questa crisi, decisioni che siano conformi agli impegni internazionali sottoscritti dalla Russia moderna e democratica. I cattolici russi vogliono vivere come i loro fratelli del resto del mondo, con la stessa libertà e la medesima dignità".

Attualmente sono 174 le Nazioni che intrattengono rapporti diplomatici pieni con la Santa Sede. Nel 2002 sono stati stabiliti rapporti diplomatici con la Repubblica di Timor Est (20 maggio) e con lo Stato del Quatar (18 novembre). A queste Nazioni sono da aggiungere l'Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa e l'Ufficio dell'Organizzazione per le Liberazione della Palestina (OLP).
AC/CORPO DIPLOMATICO/… VIS 20030113 (1680)

BATTESIMO DEL SIGNORE ESPRIME SOLIDARIETÀ ALL'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2003 (VIS). Oggi, Festa del Battesimo del Signore, conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, a mezzogiorno, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Santo Padre ha ricordato che: "Confuso tra le folle penitenti, Gesù aveva chiesto a Giovanni Battista di essere battezzato lasciando sconcertato lo stesso Precursore. Ma proprio tale gesto rivela la singolarità del messianismo di Gesù: esso consiste nel compiere la volontà del Padre, facendosi 'vittima di espiazione per i nostri peccati'. L'umile solidarietà con i peccatori lo condurrà alla morte sulla Croce".

"Immergersi nella morte e nella risurrezione di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "libera radicalmente l'uomo dal peccato e dalla morte e realizza una nuova nascita secondo lo Spirito, per una vita che non avrà mai fine. Ecco il Battesimo che il Risorto affida agli Apostoli inviandoli nel mondo intero. Questo stesso Battesimo stamani, secondo la consuetudine, ho avuto la gioia di amministrare ad alcuni neonati".

"Il Battesimo dei bambini" - ha affermato il Santo Padre - "tanto caro alla tradizione cristiana, fa comprendere con immediata eloquenza la vera natura della salvezza. Essa è grazia, cioè dono gratuito del Signore. (…) Per questo è bene che i genitori cristiani siano solleciti nel portare i loro figli al fonte battesimale, affinché ricevano, in forza della fede della Chiesa, il grande dono della vita divina".
ANG/BATTESIMO/… VIS 20030113 (270)

ACCOMPAGNATE BAMBINI BATTEZZATI CAMMINO SANTITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2003 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto nella Cappella Sistina la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a ventidue bambini, provenienti dall'Italia, dalla Polonia e dal Libano.

Nell'omelia il Santo Padre ha detto: "Con il Battesimo ogni cristiano incontra Cristo in maniera personale: viene inserito nel mistero della sua morte e della sua resurrezione, e riceve una vita nuova, che è la stessa vita di Dio. Quale grande dono e quale grande responsabilità!".

Rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine dei neonati, Giovanni Paolo II ha detto: "Il Signore vi affida, quali custodi responsabili, le loro vite così preziose ai suoi occhi. Impegnatevi amorevolmente perché crescano 'in sapienza, età, e grazia'; aiutateli ad essere fedeli alla loro vocazione. Tra poco, anche a nome loro, rinnoverete la promessa di lottare contro il male e di aderire pienamente a Cristo. Che la vostra esistenza sia sempre segnata da questo impegno generoso!".

"Siate altresì coscienti" - ha concluso il Pontefice - "che il Signore chiede a voi una nuova e più profonda collaborazione: vi affida cioè il compito quotidiano di accompagnarli nel cammino della santità. Sforzatevi di essere voi stessi santi per guidare i vostri figli verso questa alta meta della vita cristiana. Non dimenticate che, per essere santi, 'c'è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell'arte della preghiera'".
HML/BATTESIMO NEONATI/CAPPELLA SISTINA VIS 20030113 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali; l'Arcivescovo Robert Sarah, emerito di Conakry (Guinea) e Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; l'Arcivescovo Csaba Ternyák, Segretario della Congregazione per il Clero; l'Arcivescovo Piergiorgio Silvano Nesti, emerito di Camerino-San Severino Marche (Italia) e Segretario della Congregazione per gli Istituto di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; l'Arcivescovo Giuseppe Pittau, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.
NA/…/… VIS 20030113 (110)

TELEGRAMMA PER INCIDENTE AEREO IN PERÙ


CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma inviato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, al Vescovo Emiliano Cisneros Martínez, O.A.R., di Chachapoyas (Perù), per l'incidente aereo del 9 gennaio scorso, verificatosi nei pressi della capitale del Paese:

"Sua Santità Giovanni Paolo II nell'apprendere con profondo cordoglio la triste notizia dell'incidente aereo avvenuto nei pressi della Capitale, che ha gettato numerose famiglie nel lutto, offre suffragi per l'eterno riposo delle vittime ed eleva le sue preghiere al Signore perché conceda consolazione e serenità spirituale a quanti piangono la perdita dei loro cari".

"Chiedo a Vostra Eccellenza di trasmettere le sentite condoglianze del Santo Padre alle famiglie delle vittime, esprimendo la sua paterna sollecitudine e i suoi sentimenti di vicinanza spirituale, e, nel contempo, il Santo Padre impartisce a tutti di cuore la confortante Benedizione Apostolica in segno di speranza nel Cristo Risorto".
TGR/INCIDENTE AEREO/PERÙ:CISNEROS VIS 20030113 (170)

venerdì 10 gennaio 2003

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Roger Etchégaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- Il Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Il Cardinale Jan Pieter Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
AP/…/… VIS 20030110 (70)

MESSAGGIO ANNIVERSARIO OPERA MISSIONARIA SANTA INFANZIA


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II, datato 6 gennaio 2003, Solennità dell'Epifania, giorno in cui ricorreva il 160° anniversario di fondazione della Pontificia Opera Missionaria della Santa Infanzia o Infanzia Missionaria, attualmente presente in 110 Nazioni.

Rivolgendosi ai ragazzi missionari, il Papa scrive: "Vi sforzate in tanti modi di condividere la sorte dei bambini costretti anzitempo al lavoro e di soccorrere l'indigenza di quelli poveri; solidarizzate con le ansie e con i drammi dei bambini coinvolti nelle guerre dei grandi, restando spesso vittime della violenza bellica; pregate ogni giorno perché il dono della fede, che voi avete ricevuto, sia partecipato a milioni di vostri piccoli amici che ancora non conoscono Gesù".

Ricordando i bambini dell'Opera della Santa Infanzia che passano di casa in casa a dare l'annuncio del Natale, il Santo Padre sottolinea che: "Quest'impegno di evangelizzazione e di solidarietà - voi ben lo sapete - non si limita ad alcune settimane e al solo periodo natalizio, ma si estende a tutta la vita. Ecco perché vi incoraggio a rispondere generosamente alle innumerevoli richieste di aiuto che pervengono dai Paesi poveri".

Successivamente il Santo Padre ricorda i numerosissimi bambini che, per liberare loro coetanei costretti a combattere hanno rinunciato ad un giocattolo o ad uno svago costoso per finanziare la costruzione di scuole in zone di missione, e precisa che "Sono più di tremila i progetti che i bambini missionari stanno finanziando con i loro contributi".

"Preghiamo" - esorta il Papa - "perché un numero sempre più grande di bambini metta a disposizione del Vangelo, non solo una stagione, ma tutta la propria esistenza. Chiediamo altresì a Dio che si estenda dappertutto l'azione benefica dell'Infanzia Missionaria".

Al termine del Messaggio, il Santo Padre invita i bambini che fanno parte della Pontificia Opera Missionaria della Santa Infanzia ad assumere "come primo impegno la recita di una Ave Maria al giorno" ed esorta i più grandi a recitare, almeno qualche volta, "un'intera decina di Rosario o addirittura l'intera Corona. È molto suggestivo il Rosario missionario: una decina, quella bianca è per la vecchia Europa (…); la decina gialla è per l'Asia (…); la decina verde è per l'Africa (…); la decina rossa è per l'America (…); la decina azzurra è per il Continente dell'Oceania".
MESS/OPERA SANTA INFANZIA/… VIS 20030110 (400)
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