CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2006 (VIS). Oggi, festa della Santa Famiglia di Nazaret, prima. della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto un saluto "a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la pace e l'amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi nel Natale".
Sottolineando che: "Dio ha voluto nascere e crescere in una famiglia umana", il Santo Padre ha affermato: "In questo modo l'ha consacrata come prima e ordinaria via del suo incontro con l'umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia e adolescenza. In tal modo ha messo in luce il valore primario della famiglia nell'educazione della persona".
"Da Maria e Giuseppe Gesù è stato introdotto nella comunità religiosa" - ha proseguito il Pontefice - "frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme (...). Quando ebbe dodici anni, rimase nel Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli si doveva 'occupare delle cose del Padre suo', cioè della missione affidatagli da Dio".
"Questo episodio evangelico rivela la più autentica e profonda vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la bellezza della fede, dell'amore per Dio e per la sua Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova pieno compimento nell'amore. Da loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del sangue".
Benedetto XVI ha ribadito ancora che: "La Santa Famiglia di Nazaret è veramente il 'prototipo' di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola e dall'Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di essere cellula viva non solo della società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere umano".
Il Papa ha concluso le sue meditazioni invocando "la protezione di Maria Santissima e di San Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea, che mina le basi stesse dell'istituto familiare. Aiutino le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo, immagine viva dell'amore di Dio".
Al termine della recita dell'Angelus il Papa si è rivolto ai fedeli in diverse lingue. Salutando i pellegrini polacchi li ha esortati a rendere grazie a Dio "per l'anno passato e per ogni bene ricevuto, e particolarmente per il pellegrinaggio in Polonia. Ricordo" - ha detto il Pontefice - "l'itinerario sulle orme del Servo di Dio Giovanni Paolo II e la vostra testimonianza di fede. Oggi, nella Domenica della Santa Famiglia, prego perché le vostre famiglie siano un degno luogo di educazione dei bambini e dei giovani".
ANG/SACRA FAMIGLIA/... VIS 20070102 (540)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
giovedì 1 febbraio 2007
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Domenico Calcagno, di Savona-Noli.
- Il Vescovo Martino Canessa, di Tortona.
- Il Vescovo Alberto Maria Careggio, di Ventimiglia-San Remo.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../... VIS 20070201 (80)

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Udienze
ESEQUIE CARDINALE JAVIERRE ORTAS PRESIEDUTE DOMANI DAL PAPA
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Un Comunicato dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice rende noto che il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, domani 2 febbraio, alle ore 12:00, all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, la Liturgia Esequiale del Cardinale Antonio María Javierre Ortas, S.D.B., Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, morto questa mattina a Roma, all'età di 85 anni.
OCL/ESEQUIE/JAVIERRE VIS 20070201 (80)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Perchè i beni della terra, donati da Dio per tutti gli uomini, siano usati con saggezza e secondo criteri di giustizia e solidarietà".
L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché la lotta contro le malattie e le grandi epidemie nel Terzo Mondo trovi nello spirito di solidarietà una sempre più generosa collaborazione da parte dei governi di tutte le Nazioni".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20070201 (100)

SANTA SEDE NON APPONE FIRMA CONVENZIONE DIRITTI DISABILI
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico l'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, relativo all'approvazione da parte dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., il 13 dicembre scorso, della Convezione sulla protezione dei diritti e della dignità delle persone disabili, che sarà aperta alla firma degli Stati membri il 30 marzo 2007.
In una Nota acclusa al discorso del Presule, viene precisato che: "Sin dall'inizio dei lavori, nel luglio 2002, la Santa Sede ha partecipato attivamente alla redazione del Documento, collaborando all'inserimento di espliciti riferimenti al rispetto del diritto alla vita e al riconoscimento del ruolo della famiglia nella vita delle persone disabili. Tuttavia, nella tappa finale dei lavori sono stati introdotti inaccettabili riferimenti alla 'salute riproduttiva' negli articoli 23 e 25 e, per tale motivo, la Santa Sede ha deciso di non aderire alla nuova Convezione".
L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato nel suo intervento che: "La Santa Sede ha ripetutamente insistito sul fatto che i disabili devono essere completamente integrati nel tessuto sociale, nella convinzione che anch'essi possiedono diritti umani pieni ed inalienabili".
In merito all'articolo 23, l'Osservatore Permanente ha affermato che la Delegazione della Santa Sede "interpreta tutti i termini e le espressioni relative ai servizi di pianificazione familiare, alla regolazione della fertilità e del matrimonio, come pure la parola 'genere', nel medesimo modo in cui tali termini sono stati interpretati nelle riserve e dichiarazioni di interpretazione all'epoca delle Conferenze Internazionali del Cairo, su Popolazione e Sviluppo (1994) e di Pechino, sulla Donna (1995)".
L'Arcivescovo Migliore ha precisato che in merito all'Articolo 25, relativo alla salute, specificatamente alla salute sessuale e riproduttiva, la Santa Sede interpreta l'accesso alla salute riproduttiva come un concetto olistico che non considera l'aborto o l'accesso all'aborto come dimensione di tali termini". Tuttavia, ha soggiunto il Presule, "noi ci siamo opposti all'inclusione di tale frase il questo articolo, perché in taluni paesi i servizi di salute riproduttiva includono l'aborto, negando così il diritto intrinseco alla vita di ogni essere umano, affermato anche dall'articolo 10 della Convezione. È certamente tragico che, (...) la medesima Convenzione, creata per proteggere le persone disabili da tutte le discriminazioni nell'esercizio dei propri diritti, possa essere usata per negare il fondamentale diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate".
"Per questa ragione" - ha concluso l'Arcivescovo Migliore - "e nonostante i numerosi articoli positivi della presente Convenzione, la Santa Sede non può apporre la sua firma".
DELSS/DISABILI/O.N.U.:MIGLIORE VIS 20070201 (420)

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Famiglia,
Libertà e diritti
IL PAPA RICORDA DIFFICOLTÀ CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali, in occasione della Quarta Riunione Plenaria.
"Il vostro incontro riguardante la costituzione e la missione della Chiesa è di grande importanza per il nostro comune cammino verso il ristabilimento della piena comunione. La Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali condividono un patrimonio ecclesiale che ha origine nell'epoca apostolica e nei primi secoli del cristianesimo. Questo 'patrimonio di esperienza' deve contraddistinguere il nostro futuro 'guidando il nostro cammino verso il ritrovamento della piena comunione".
Ponendo in risalto che "Ancora oggi molte persone attendono di conoscere le verità del Vangelo", Papa Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "la loro sete della Buona Novella rafforzi la nostra determinazione ad operare e pregare con diligenza per quella unità, necessaria alla Chiesa, per esercitare la sua missione nel mondo".
Il Papa ha affermato che molti dei presenti provenivano dal Medio Oriente e al riguardo ha ricordato le difficoltà incontrate dalle minoranze cristiane, che, "per sopravvivere in un panorama geopolitico così instabile sono frequentemente tentate di emigrare. In tali circostanze ai cristiani di tutte le tradizioni ed alle comunità in Medio Oriente è chiesto di essere coraggiosi e determinati con la forza dello Spirito di Cristo".
"Che l'intercessione e l'esempio dei molti martiri e santi, che in queste terre hanno offerto una coraggiosa testimonianza di Cristo" - ha concluso il Pontefice - "sostenga e rafforzi le comunità cristiane nella loro fede!".
AC/.../COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO VIS 20070201 (280)

DIALOGO INTERRELIGIOSO: NECESSITÀ VITALE NOSTRO TEMPO
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una Delegazione della "Fondazione per la Ricerca e il Dialogo Interreligioso e Interculturale", presieduta dall'Arcivescovo Damaskinos, Metropolita di Andrinopla. Della Delegazione faceva parte Sua Altezza Reale il Principe Hassan di Giordania.
Nel suo discorso il Papa, che fu uno dei membri fondatori di questa istituzione, ringraziando il Metropolita per il dono del primo frutto del lavoro della Fondazione: l'edizione congiunta, in lingua originale e in ordine cronologico, dei tre libri sacri delle tre religioni monoteiste, ha detto che essa: "Era infatti il primo progetto che intendevamo realizzare creando insieme questa Fondazione, per 'dare un contributo specifico e positivo al dialogo fra le culture e le religioni".
"Siamo chiamati, ebrei, cristiani e musulmani, a riconoscere e sviluppare i legami che ci uniscono. È questa l'idea che ci ha indotto a creare questa Fondazione, che ha l'obiettivo di ricercare 'il messaggio essenziale e più autentico che le tre religioni monoteiste, l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam, possono rivolgere al mondo del XXI secolo', con il fine di dare nuovo impulso al dialogo interreligioso e interculturale, per mezzo della ricerca comune, ponendo in luce e diffondendo, ciò che, nei nostri rispettivi patrimoni spirituali, contribuisce a rafforzare i legami fraterni fra le nostre comunità di credenti".
"La rilettura e, per alcuni, la scoperta dei testi che tante persone nel mondo" - ha sottolineato il Santo Padre - "venerano come sacri, obbligano al rispetto reciproco, nel dialogo fiducioso. Gli uomini di oggi attendono da noi un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della nostra volontà comune di aiutarli a realizzare la loro legittima aspirazione a vivere nella giustizia e nella pace".
"I lavori della Fondazione contribuiranno ad una presa di coscienza crescente di tutto ciò che, nelle diverse culture del nostro tempo, è conforme alla saggezza divina e serve la dignità dell'uomo, per meglio discernere e meglio rigettare tutto ciò che è usurpazione del nome di Dio e snaturamento dell'umanità dell'uomo".
"Le nostre rispettive tradizioni religiose" - ha concluso il Pontefice - "insistono tutte sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona umana. (...) Con tutti gli uomini di buona volontà, noi aspiriamo alla pace. È perché, lo ripeto con insistenza: la ricerca ed il dialogo interreligioso e interculturale non sono una opzione, ma una necessità vitale per il nostro tempo".
AC/DIALOGO INTERRELIGIOSO/HASSAN:DAMASKINOS VIS 20070201 (410)

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Dialogo interreligioso/Ecumenismo
mercoledì 31 gennaio 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Sérgio da Rocha, finora Ausiliare di Fortaleza (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Teresina (superficie: 26.495; popolazione: 1.052.564; cattolici: 958.197; sacerdoti: 91; religiosi: 196; diaconi permanenti: 2), Brasile.
NEC/.../DA ROCHA VIS 20070131 (50)

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Nomine ed altri atti pontifici
APPELLO PRESIDENTE NAPOLITANO AL DIALOGO E RISPETTO
CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Alle 20:00 di ieri sera, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativa all'intervento dell'Onorevole Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, lunedì scorso, nel corso della visita ufficiale in Spagna, sulla necessità di tener conto delle ragioni della Chiesa nella regolamentazione delle unioni di fatto.
"L'intervento dal Presidente Giorgio Napolitano è certamente molto apprezzabile, dimostra la grande attenzione per le posizioni del Santo Padre da lui già più volte manifestata, e incoraggia ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto che non è sempre presente nell'attuale dibattito politico. Invita alla ricerca di una visione ampia sui problemi della società, con grande sensibilità verso le preoccupazioni espresse dalle autorità della Chiesa, riconoscendone la legittimità e il fatto che sono profondamente motivate e mosse dalla ricerca del bene comune della società e nel caso specifico della società italiana".
"Rimane da vedere come possa essere trovata nel dialogo la auspicata sintesi, coinvolgendo le diverse componenti della comunità politica e sociale italiana, e in modo che le posizioni manifestate dalle autorità della Chiesa in Italia siano tenute nel conto dovuto".
OP/INTERVENTO NAPOLITANO/LOMBARDI VIS 20070131 (200)

TUTTI SERVIAMO IL VANGELO SECONDO I NOSTRI DONI
CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, in occasione dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di circa 6.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente ripreso la catechesi sulle prime figure del Cristianesimo e si è soffermato su alcuni collaboratori di San Paolo: Bartolomeo, Silvano e Apollo.
"Dobbiamo riconoscere" - ha detto il Papa - "che l'Apostolo è un esempio eloquente di uomo aperto alla collaborazione: nella Chiesa egli non vuole fare tutto da solo, ma si avvale di numerosi e diversificati colleghi".
Barnaba, che significa 'figlio dell'esortazione' (At 4,36) o 'figlio della consolazione', "è il soprannome di un giudeo-levita nativo di Cipro. Stabilitosi a Gerusalemme, egli fu uno dei primi che abbracciarono il cristianesimo, dopo la risurrezione del Signore" - ha spiegato il Pontefice - "Fu lui a farsi garante della conversione di Saulo presso la comunità cristiana di Gerusalemme, la quale ancora diffidava dell'antico persecutore". Il Santo Padre ha ricordato inoltre la partecipazione di Barnaba al Concilio di Gerusalemme "dove, dopo un approfondito esame della questione, gli Apostoli con gli Anziani decisero di disgiungere la pratica della circoncisione dall'identità cristiana". Però, i due, Paolo e Barnaba, "entrarono poi in contrasto, all'inizio del secondo viaggio missionario, perché Barnaba era dell'idea di prendere come compagno Giovanni Marco, mentre Paolo non voleva, essendosi il giovane separato da loro durante il viaggio precedente".
"Quindi anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie" - ha commentato il Santo Padre - "E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono 'caduti dal cielo'. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono".
Sila, di cui risulta anche la forma latinizzata Silvano, "fu incaricato di recare 'ai fratelli di Antiochia, Siria e Cilicia' le decisioni prese al Concilio di Gerusalemme e di spiegarle." - ha proseguito il Pontefice - "Evidentemente egli era ritenuto capace di operare una sorta di mediazione tra Gerusalemme e Antiochia, tra ebreo-cristiani e cristiani di origine pagana, e così servire l'unità della Chiesa nella diversità di riti e di origini".
Il terzo compagno di Paolo, Apollo, 'uomo colto, versato nelle Scritture ...pieno di fervore', si recò a predicare ad Efeso e Corinto, ma "Il suo successo in quella città ebbe però un risvolto problematico, in quanto vi furono alcuni membri di quella Chiesa che nel suo nome, affascinati dal suo modo di parlare, si opponevano agli altri".
"Paolo nella 'Prima Lettera ai Corinzi' esprime apprezzamento per l'operato di Apollo, ma rimprovera i Corinzi di lacerare il Corpo di Cristo suddividendosi in fazioni contrapposte." - ha ricordato il Papa - "Egli trae un importante insegnamento da tutta la vicenda: sia io che Apollo - egli dice - non siamo altro che 'diakonoi', cioè semplici ministri, attraverso i quali siete venuti alla fede. Ognuno ha un compito differenziato nel campo del Signore: 'Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere... Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio' (1 Cor 3,6-9)".
"Questa parola vale anche oggi per tutti, sia per il Papa, sia per i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i laici. Tutti siamo umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo per quanto possiamo, secondo i nostri doni, e preghiamo Dio perché faccia Lui crescere oggi il suo Vangelo, la sua Chiesa".
AG/BARNABA:SILVANO:PAOLO/... VIS 20070131 (580)
"Dobbiamo riconoscere" - ha detto il Papa - "che l'Apostolo è un esempio eloquente di uomo aperto alla collaborazione: nella Chiesa egli non vuole fare tutto da solo, ma si avvale di numerosi e diversificati colleghi".
Barnaba, che significa 'figlio dell'esortazione' (At 4,36) o 'figlio della consolazione', "è il soprannome di un giudeo-levita nativo di Cipro. Stabilitosi a Gerusalemme, egli fu uno dei primi che abbracciarono il cristianesimo, dopo la risurrezione del Signore" - ha spiegato il Pontefice - "Fu lui a farsi garante della conversione di Saulo presso la comunità cristiana di Gerusalemme, la quale ancora diffidava dell'antico persecutore". Il Santo Padre ha ricordato inoltre la partecipazione di Barnaba al Concilio di Gerusalemme "dove, dopo un approfondito esame della questione, gli Apostoli con gli Anziani decisero di disgiungere la pratica della circoncisione dall'identità cristiana". Però, i due, Paolo e Barnaba, "entrarono poi in contrasto, all'inizio del secondo viaggio missionario, perché Barnaba era dell'idea di prendere come compagno Giovanni Marco, mentre Paolo non voleva, essendosi il giovane separato da loro durante il viaggio precedente".
"Quindi anche tra santi ci sono contrasti, discordie, controversie" - ha commentato il Santo Padre - "E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono 'caduti dal cielo'. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato. La santità cresce nella capacità di conversione, di pentimento, di disponibilità a ricominciare, e soprattutto nella capacità di riconciliazione e di perdono".
Sila, di cui risulta anche la forma latinizzata Silvano, "fu incaricato di recare 'ai fratelli di Antiochia, Siria e Cilicia' le decisioni prese al Concilio di Gerusalemme e di spiegarle." - ha proseguito il Pontefice - "Evidentemente egli era ritenuto capace di operare una sorta di mediazione tra Gerusalemme e Antiochia, tra ebreo-cristiani e cristiani di origine pagana, e così servire l'unità della Chiesa nella diversità di riti e di origini".
Il terzo compagno di Paolo, Apollo, 'uomo colto, versato nelle Scritture ...pieno di fervore', si recò a predicare ad Efeso e Corinto, ma "Il suo successo in quella città ebbe però un risvolto problematico, in quanto vi furono alcuni membri di quella Chiesa che nel suo nome, affascinati dal suo modo di parlare, si opponevano agli altri".
"Paolo nella 'Prima Lettera ai Corinzi' esprime apprezzamento per l'operato di Apollo, ma rimprovera i Corinzi di lacerare il Corpo di Cristo suddividendosi in fazioni contrapposte." - ha ricordato il Papa - "Egli trae un importante insegnamento da tutta la vicenda: sia io che Apollo - egli dice - non siamo altro che 'diakonoi', cioè semplici ministri, attraverso i quali siete venuti alla fede. Ognuno ha un compito differenziato nel campo del Signore: 'Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere... Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio' (1 Cor 3,6-9)".
"Questa parola vale anche oggi per tutti, sia per il Papa, sia per i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i laici. Tutti siamo umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo per quanto possiamo, secondo i nostri doni, e preghiamo Dio perché faccia Lui crescere oggi il suo Vangelo, la sua Chiesa".
AG/BARNABA:SILVANO:PAOLO/... VIS 20070131 (580)

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Udienza generale
martedì 30 gennaio 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo George V. Murry, S.I., finora Vescovo di Saint Thomas (Isole Vergini), Vescovo di Youngstown (superficie: 8.813; popolazione: 1.220.477; cattolici: 233.999; sacerdoti: 173; religiosi: 242; diaconi permanenti: 66), Stati Uniti d'America.
- L'Arcivescovo Leo Boccardi, che è Nunzio Apostolico in Sudan, Nunzio Apostolico in Eritrea.
- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nauru, che è anche Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Samoa, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
NER:NN/.../MURRY:BOCCARDI:BALVO VIS 20070130 (100)
- Il Vescovo George V. Murry, S.I., finora Vescovo di Saint Thomas (Isole Vergini), Vescovo di Youngstown (superficie: 8.813; popolazione: 1.220.477; cattolici: 233.999; sacerdoti: 173; religiosi: 242; diaconi permanenti: 66), Stati Uniti d'America.
- L'Arcivescovo Leo Boccardi, che è Nunzio Apostolico in Sudan, Nunzio Apostolico in Eritrea.
- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Nauru, che è anche Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Isole Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Stati Federati di Micronesia, Palau, Samoa, Tonga, Vanuatu, e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.
NER:NN/.../MURRY:BOCCARDI:BALVO VIS 20070130 (100)

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Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AP/.../... VIS 20070130 (40)

COMMISSIONE DIALOGO TEOLOGICO CATTOLICO-ORTODOSSO
CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, reso pubblico questa mattina, rende noto che è in corso a Roma, da oggi, 30 gennaio, al 3 febbraio, la riunione annuale della "Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali".
La Riunione si svolge sotto la presidenza del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Dicastero e del Metropolita Anba Bishoy, della Chiesa Copta Ortodossa. La Delegazione ortodossa comprende i rappresentanti delle sette Chiese locali che compongono la 'famiglia' delle Chiese Orientali ortodosse: la Chiesa copta ortodossa, la Chiesa sira-ortodossa, la Chiesa armena apostolica (rappresentata dai due Catholicossati di Etchmiadzin e di Cilicia), la Chiesa ortodossa d'Etiopia, la Chiesa ortodossa di Eritrea e la Chiesa ortodossa Sira del Malankar.
La Delegazione cattolica comprende rappresentanti della tradizione latina e di differenti tradizioni orientali cattoliche (tra l'altro delle Chiese copta cattolica, siro-cattolica, armena cattolica, maronita, siro-malabarese ed etiopica).
Dalla sua creazione nel 2003, questa Commissione ha concentrato il suo studio su questioni che riguardano l'ecclesiologia, sopratutto le strutture di comunione e l'esercizio del ministero apostolico nella Chiesa.
CON-UC/DIALOGO CATTOLICO ORTODOSSO/... VIS 20070130 (200)

TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME INONDAZIONI IN ANGOLA
CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha fatto pervenire all'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Nunzio Apostolico in Angola, per le vittime delle inondazioni che in questi ultimi giorni hanno colpito il Paese.
"Il Sommo Pontefice segue con costernazione il dramma delle popolazioni dell'Angola sferzate dalle piogge torrenziali che hanno causato morte, devastazioni e gravi danni e desidera trasmettere la sua vicinanza alle popolazioni e raccomandare le vittime alla misericordia divina, invocando consolazione e sostegno per le famiglie delle vittime e per quanti hanno perso anche i propri beni. Il Santo Padre Benedetto XVI invoca le più grandi Benedizioni divine su quanti sono rimasti colpiti da questo dramma senza dimenticare coloro che prestano la propria opera nelle importanti operazioni di soccorso e ricostruzione".
TGR/INONDAZIONI ANGOLA/BECCIU VIS 20070130 (150)

lunedì 29 gennaio 2007
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York.
- L'Arcivescovo Paolo Romeo, di Palermo (Italia).
- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Liguria), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Angelo Bagnasco, di Genova, con l'Ausiliare Vescovo Luigi Ernesto Palletti.
- Il Vescovo Mario Oliveri, di Albenga-Imperia.
- Il Vescovo Alberto Tanasini, di Chiavari.
- Il Vescovo Bassano Staffieri, di La Spezia-Sarzana-Brugnato.
Sabato 27 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Emilia-Romagna), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Lino Pizzi, di Forlì-Bertinoro.
- Il Vescovo Mariano De Nicolò, di Rimini.
- Il Vescovo Luigi Negri, di San Marino-Montefeltro.
- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../... VIS 20070129 (160)

APPELLO PER LA PACE IN LIBANO E NELLA STRISCIA DI GAZA
CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un appello per la pace in Libano e nella Striscia di Gaza.
"Nei giorni scorsi, la violenza è tornata ad insanguinare il Libano. È inaccettabile che si percorra questa strada per sostenere le proprie ragioni politiche. Provo una pena immensa per quella cara popolazione. So che molti Libanesi sono colpiti dalla tentazione di lasciare ogni speranza e si sentono come disorientati da quanto sta succedendo".
"Faccio mie le forti parole pronunciate da Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir a denuncia degli scontri fratricidi. Con lui e con gli altri responsabili religiosi, invoco l'aiuto di Dio affinché tutti i Libanesi indistintamente possano e vogliano lavorare insieme per fare della loro patria una vera casa comune, superando quegli atteggiamenti egoistici che impediscono di prendersi veramente cura del proprio Paese".
"Ai cristiani del Libano" - ha concluso il Pontefice - "ripeto l'esortazione ad essere promotori di un autentico dialogo fra le varie comunità, mentre invoco su tutti la protezione di Nostra Signora del Libano".
Successivamente, Papa Benedetto XVI ha auspicato che "cessino al più presto le violenze nella Striscia di Gaza", ed ha detto: "All'intera popolazione desidero esprimere la mia spirituale vicinanza ed assicurare la mia preghiera, affinché prevalga in tutti la volontà di lavorare insieme per il bene comune, intraprendendo vie pacifiche per comporre le differenze e le tensioni".
ANG/PACE LIBANO:GAZA/... VIS 20070129 (270)

TOMMASO D'AQUINO: MAESTRO DI DIALOGO CON ALTRE CULTURE
CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato le riflessioni che precedono la recita dell'Angelus a San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa e Patrono delle scuole cattoliche, del quale ricorre oggi la memoria liturgica.
Rivolgendosi alle migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che San Tommaso "offre un valido modello di armonia tra ragione e fede, dimensioni dello spirito umano, che si realizzano pienamente nell'incontro e nel dialogo tra loro".
"Secondo il pensiero di San Tommaso, la ragione umana, (...) si muove, (...), in un orizzonte ampio, aperto, dove può esprimere il meglio di sé. Quando invece l'uomo si riduce a pensare soltanto ad oggetti materiali e sperimentabili e si chiude ai grandi interrogativi sulla vita, su se stesso e su Dio, si impoverisce. Il rapporto tra fede e ragione costituisce una seria sfida per la cultura attualmente dominante nel mondo occidentale".
Il Papa ha riconosciuto gli "innumerevoli effetti positivi" della scienza moderna ma ha avvertito, al tempo stesso, che "la tendenza a considerare vero soltanto ciò che è sperimentabile costituisce una limitazione della ragione umana (...). È urgente, pertanto, riscoprire in modo nuovo la razionalità umana aperta alla luce del 'Logos' divino e alla sua perfetta rivelazione che è Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo. Quando è autentica la fede cristiana" - ha ribadito il Pontefice - "non mortifica la libertà e la ragione umana (...). La fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali".
"Con lungimirante saggezza, San Tommaso d'Aquino riuscì ad instaurare un confronto fruttuoso con il pensiero arabo ed ebraico del suo tempo, sì da essere considerato un maestro sempre attuale di dialogo con altre culture e religioni. Egli seppe presentare quella mirabile sintesi cristiana tra ragione e fede che per la civiltà occidentale rappresenta un patrimonio prezioso, a cui attingere anche oggi per dialogare efficacemente con le grandi tradizioni culturali e religiose dell'est e del sud del mondo".
Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha menzionato la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, che ricorre oggi, assicurando: "Un particolare ricordo nella preghiera, a tutte le persone che soffrono per questo male. (...) Incoraggio gli operatori sanitari e i volontari che li assistono, come pure quanti in diversi modi uniscono i loro sforzi per debellare questa che non è solo una malattia, ma una piaga sociale. Per questa nobile causa, si sono prodigati, sulle orme di Cristo" - ha ricordato ancora il Papa - "Raoul Follereau e il Beato Damiano de Veuster, apostolo dei lebbrosi a Molokai".
Infine Papa Benedetto XVI ha rivolto alcune parole di saluto ai ragazzi e alle ragazze dell'Azione Cattolica della Diocesi di Roma, venuti per la conclusione del "Mese della Pace". Un ragazzo ed una ragazza erano nell'appartamento pontificio per aiutare il Papa a far volare due colombe, simbolo di pace. Lanciate le colombe in volo, il Papa ha esclamato: "Che siano auspicio di pace per il mondo intero! Buona domenica a tutti".
ANG/TOMMASO D'AQUINO:LEBBRA:PACE/... VIS 20070129 (540)

ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita cattolica, il giorno 11 ottobre 2006, del Padre Elie Haddad, B.S., ad Arcivescovo di Saïda dei Greco Melkiti (cattolici: 27.000; sacerdoti: 44; religiosi: 94), Libano. L'Arcivescovo eletto è nato ad Ablah nella Bekaa (Libano) nel 1960, è entrato nell'Ordine Basiliano Salvatoriano nel 1972 e finora è stato Presidente del Tribunale d'Appello della Chiesa Melkita in Libano.
NER/.../HADDAD VIS 20070129 (90)

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Nomine ed altri atti pontifici
RISCOPRIRE BELLEZZA DELLA "VERITÀ DEL MATRIMONIO"
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Prelati Uditori, gli Officiali e gli Avvocati del Tribunale della Rota Romana in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario.
All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "l'espressione 'verità del matrimonio' perde (...) rilevanza esistenziale in un contesto culturale segnato dal relativismo e dal positivismo giuridico, che considerano il matrimonio come una mera formalizzazione sociale dei legami affettivi. Di conseguenza, esso non solo diventa contingente come lo possono essere i sentimenti umani, ma si presenta come una sovrastruttura legale che la volontà umana potrebbe manipolare a piacimento, privandola perfino della sua indole eterosessuale".
Il Papa ha richiamato l'attenzione sul fatto che "ad alcuni sembra che la dottrina conciliare sul matrimonio, e concretamente la descrizione di questo istituto come 'intima communitas vitae et amoris' (Cost. past. 'Gaudium et spes', n. 48), debba portare a negare l'esistenza di un vincolo coniugale indissolubile, perché si tratterebbe di un 'ideale' al quale non possono essere 'obbligati' i 'cristiani normali'".
"La 'verità antropologica e salvifica del matrimonio' - anche nella sua dimensione giuridica - viene presentata già nella Sacra Scrittura". - ha sottolineato il Papa - "La risposta di Gesù a quei farisei che gli chiedevano il suo parere circa la liceità del ripudio è ben nota: 'Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi' (Mt 19,4-6). Le citazioni della Genesi (1,27; 2,24) ripropongono la verità matrimoniale del 'principio', quella verità la cui pienezza si trova in rapporto all'unione di Cristo con la Chiesa (cfr Ef 5, 30-31), e che è stata oggetto di così ampie e profonde riflessioni da parte del Papa Giovanni Paolo II nei suoi cicli di catechesi sull'amore umano nel disegno divino".
"Ogni matrimonio" - ha proseguito il Pontefice - "è certamente frutto del libero consenso dell'uomo e della donna, ma la loro libertà traduce in atto la capacità naturale inerente alla loro mascolinità e femminilità. (...) L'indissolubilità del matrimonio non deriva dall'impegno definitivo dei contraenti, ma è intrinseca alla natura del 'potente legame stabilito dal Creatore' (Giovanni Paolo II, Catechesi del 21 novembre 1979, n. 2). I contraenti si devono impegnare definitivamente proprio perché il matrimonio è tale nel disegno della creazione e della redenzione".
Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "Di fronte alla relativizzazione soggettivistica e libertaria dell'esperienza sessuale, la tradizione della Chiesa afferma con chiarezza l'indole naturalmente giuridica del matrimonio, cioè la sua appartenenza per natura all'ambito della giustizia nelle relazioni interpersonali. In quest'ottica, il diritto s'intreccia davvero con la vita e con l'amore come un suo intrinseco dover essere. (...) 'In un orientamento fondato nella creazione, l'eros rimanda l'uomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicità e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione' (Deus caritas est, 11). Amore e diritto possono così unirsi fino al punto da far sì che marito e moglie si debbano a vicenda l'amore che spontaneamente si vogliono: l'amore è in essi il frutto del loro libero volere il bene dell'altro e dei figli; il che, del resto, è anche esigenza dell'amore verso il proprio vero bene".
Davanti al rischio di una distorta interpretazione delle norme canoniche vigenti, il Santo Padre ha esortato a reagire "con coraggio e fiducia, applicando costantemente l'ermeneutica del rinnovamento nella continuità e non lasciandosi sedurre da vie interpretative che implicano una rottura con la tradizione della Chiesa".
"Il contributo dei tribunali ecclesiastici al superamento della crisi di senso sul matrimonio, nella Chiesa e nella società civile, potrebbe sembrare ad alcuni piuttosto secondario e di retroguardia." - ha detto ancora il Pontefice - "Tuttavia, proprio perché il matrimonio ha una dimensione intrinsecamente giuridica, l'essere saggi e convinti servitori della giustizia in questo delicato ed importantissimo campo ha un valore di testimonianza molto significativo e di grande sostegno per tutti".
"Voi, cari Prelati Uditori, siete impegnati su un fronte nel quale la responsabilità per la verità si fa sentire in modo speciale ai nostri tempi. Rimanendo fedeli al vostro compito, fate sì che la vostra azione si inserisca armonicamente in una globale riscoperta della bellezza di quella 'verità sul matrimonio' - la verità del 'principio' - che Gesù ci ha pienamente insegnato e che lo Spirito Santo ci ricorda continuamente nell'oggi della Chiesa".
AC/.../ROTA ROMANA VIS 20070129 (780)

venerdì 26 gennaio 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Prelatura di Cafayate (Argentina), presentata dal Vescovo Cipriano García Fernández, O.S.A., per raggiunti limiti d'età.
- Ha eretto la Diocesi di Ensenada (Messico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Tijuana e dalla Diocesi di Mexicali, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tijuana.
- Ha nominato il Sacerdote Sigifredo Noriega Barceló primo Vescovo della nuova Diocesi di Ensenada (superficie: 52.646; popolazione: 658.899; cattolici: 621.346; sacerdoti: 43; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Ciudad Obregón (Messico), è nato a Granados (Messico) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.
- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Armeno-Cattolica, riunitosi a Bzommar (Libano), dal 4 al 13 settembre 2006, dell'Arciprete Emmanuel Dabbaghian, ad Arcivescovo di Baghdad degli Armeni (cattolici: 2.000; sacerdoti: 2; religiosi: 2), Iraq. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1933 ad Aleppo (Siria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. È stato sinora Sincello per la Georgia dell'Ordinariato per gli Armeni dell'Europa Orientale e Parroco della Parrocchia Armena Cattolica di Tbilissi in Georgia.
RE:ECE:NER/.../GARCÍA:NORIEGA:DABBAGHIAN VIS 20070126 (200)

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