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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 11 novembre 2013

PREGHIERA E SOFFERENZA PERSONE MALATE: RISORSA SPIRITUALE E PATRIMONIO PER OGNI COMUNITÀ CRISTIANA

Città del Vaticano, 9 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, Il Papa ha ricevuto in udienza i settemila partecipanti al pellegrinaggio dell'Unione Nazionale Italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali (UNITALSI), l'associazione che da 110 anni si dedica alle persone ammalate o in condizioni di fragilità. "Da 110 anni la vostra associazione - ha detto il Papa - si dedica alle persone ammalate con uno stile tipicamente evangelico. Infatti, la vostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità e ministero della consolazione".

"Penso ai tanti soci dell'UNITALSI (...): siete uomini e donne (...) che, mossi dall’amore per Cristo e sull’esempio del Buon Samaritano, di fronte alla sofferenza non voltate la faccia dall’altra parte. (...) I poveri, anche i poveri di salute - ha affermato il Papa - sono una ricchezza per la Chiesa; e voi dell’UNITALSI, insieme a tante altre realtà ecclesiali, avete ricevuto il dono e l’impegno di raccogliere questa ricchezza, per aiutare a valorizzarla, non solo per la Chiesa stessa ma per tutta la società".

"Il contesto culturale e sociale di oggi è piuttosto incline a nascondere la fragilità fisica, a ritenerla soltanto come un problema, che richiede rassegnazione e pietismo o alle volte scarto delle persone. L’UNITALSI è chiamata ad essere segno profetico e andare contro questa logica mondana, aiutando i sofferenti ad essere protagonisti nella società, nella Chiesa e anche nella stessa associazione. (...) Si tratta di valorizzare realmente la presenza e la testimonianza delle persone fragili e sofferenti, non solo come destinatari dell’opera evangelizzatrice, ma come soggetti attivi di questa stessa azione apostolica".

Papa Francesco ha invitato i malati presenti a non considerarsi "solo oggetto di solidarietà e di carità", ma a sentirsi "inseriti a pieno titolo nella vita e nella missione della Chiesa. Voi avete un vostro posto, un ruolo specifico (...) in ogni ambito ecclesiale. La vostra presenza (...) la vostra preghiera, l’offerta quotidiana delle vostre sofferenze in unione a quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo (...) sono una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana. Non vergognatevi di essere un tesoro prezioso della Chiesa!".

"L’esperienza più forte che l’UNITALSI vive nel corso dell’anno è quella del pellegrinaggio ai luoghi mariani, specialmente a Lourdes. Anche il vostro stile apostolico e la vostra spiritualità fanno riferimento alla Vergine Santa. Riscopritene le ragione più profonde! In particolare, imitate la maternità di Maria, la cura materna che Lei ha di ciascuno di noi". Il Papa ha ricordato a questo proposito il miracolo delle Nozze di Cana, e l'intervento di Maria presso suo Figlio perché l'acqua diventi vino, migliore di quello servito fino ad allora.

"Questo intervento di Maria presso il suo Figlio - ha concluso il Pontefice - mostra la cura della Madre verso gli uomini. È una cura attenta ai nostri bisogni più veri: Maria sa di che cosa abbiamo bisogno! Lei si prende cura di noi, intercedendo presso Gesù e chiedendo per ciascuno il dono del 'vino nuovo', cioè l’amore, la grazia che ci salva".

CARDINALE CLÁUDIO HUMMES, OFM, INVIATO SPECIALE DEL PAPA IN PARAGUAY

Città del Vaticano, 9 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 10 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Cláudio Hummes, OFM, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del pellegrinaggio nazionale delle reliquie di San Roque González de Santa Cruz e dei Compagni martiri, nel 25° anniversario della loro canonizzazione, in programma ad Asunción (Paraguay) il 15 novembre 2013.

Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta da Don Virgilio Rodi Alonso, Parroco-Rettore della Cattedrale metropolitana di Asunción e Vicario Giudiziale del Tribunale Interdiocesano e dal Padre Alberto Luna, S.I., Provinciale dei Gesuiti in Paraguay.

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi.

- L'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana.

- L'Arcivescovo Joseph Marino, Nunzio Apostolico in Malaysia e in Timor Orientale; Delegato Apostolico in Brunei.

- L'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico.

- Il Vescovo Rudolf Voderholzer, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).

Sabato 9 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Nikola Eterović, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Marcelino Hernández Rodríguez, Vescovo di Colima (superficie: 11.391; popolazione: 682.000; cattolici: 621.000; sacerdoti: 121; religiosi: 230), Messico. Finora Vescovo di Orizaba (Messico), succede al Vescovo José Luis Amezcua Melgoza, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Domenica 10 novembre il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Nekemte (Etiopia), presentata dal Vescovo Theodorus van Ruijven, C.M., per raggiunti limiti di età. Gli succede il Vescovo Varghese Thottamkara, C.M., Coadiutore del medesimo Vicariato Apostolico.

Sabato 9 novembre il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Mark O'Toole, Vescovo di Plymouth (superficie: 12.831; popolazione: 3.494.000; cattolici: 68.685; sacerdoti: 103; religiosi: 133; diaconi permanenti: 31), Inghilterra, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Londra nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1996 al 2002 è stato Decano degli studi del seminario di Allen Hall. Nel 2002 è stato nominato Segretario Personale del Cardinale Cormac Murphy O'Connor. Finora Rettore del Seminario di Allen Hall, succede al Vescovo Hugh Christopher Budd, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- il Professor Shinya Yamanaka, Docente di biologia cellulare all'Università di Kyoto (Giappone), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze.

- Il Professor Juan Martín Maldacena, Docente di fisica teorica all'"Institute for Advanced Study" di Princeton, New Jersey (Stati Uniti d'America), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze.

- Il Professore Stefano Zamagni, Docente di economia all'Università di Bologna (Italia), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

venerdì 8 novembre 2013

COSTA RICA: COLLABORAZIONE TRA LA CHIESA E LO STATO NELL'AFFRONTARE PROBLEMATICHE SOCIALI

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Nella mattinata di oggi, 8 novembre 2013, il Presidente della Repubblica di Costa Rica, la Signora Laura Chinchilla Miranda, è stata ricevuta in Udienza da Sua Santità Francesco e, successivamente, si è incontrata con l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, sono state rilevate la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato nell’affrontare alcune problematiche sociali e l’attenzione comune ad alcuni temi quali la tutela della vita e la salvaguardia dell’ambiente. Inoltre ci si è soffermati sull’opportunità di addivenire ad un Accordo tra il Costa Rica e la Santa Sede, in modo da rafforzare le relazioni bilaterali per il bene e lo sviluppo del Paese.

Infine, si è fatto cenno alla situazione regionale e ad alcune problematiche internazionali, rilevando la necessità dell’impegno per la costruzione della pace.

IL SERVIZIO ALLA GIUSTIZIA DEVE ESSERE ESERCITATO TENENDO FISSO LO SGUARDO ALL'ICONA DEL BUON PASTORE

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il dicastero della Curia Romana, che esercita la funzione di Tribunale Supremopromuovendo la retta amministrazione della giustizia nella Chiesa. In questa occasione la Sessione Plenaria ha posto al centro dei lavori la promozione di una efficace difesa del vincolo matrimoniale nei processi canonici di nullità.

Il Pontefice ha ricordato che l'attività del dicastero è volta "a favorire l'opera dei Tribunali ecclesiastici, chiamati a rispondere adeguatamente ai fedeli che si rivolgono alla giustizia della Chiesa per ottenere una giusta decisione" ed ha definito "senz'altro opportuna" l'attenzione rivolta al ministero del Difensore del vincolo "perché la sua presenza e il suo intervento sono obbligatori per tutto lo sviluppo del processo".,

Il Papa ha citato l'Istruzione "Dignitas connubii" che "descrive in particolare, il ruolo del Difensore del vincolo nelle cause di nullità per incapacità psichica, che in alcuni Tribunali costituiscono il capo unico di nullità. Sottolinea la solerzia che egli deve porre nel valutare i quesiti rivolti ai periti, nonché le risultanze delle stesse perizie. Pertanto, il Difensore del vincolo che vuole rendere un buon servizio non può limitarsi ad una frettolosa lettura degli atti, né a risposte burocratiche e generiche. Nel suo delicato compito, egli è chiamato a cercare di armonizzare le prescrizioni del Codice di Diritto Canonico con le concrete situazioni della Chiesa e della società".

"L’adempimento fedele e pieno del compito del Difensore del vincolo non costituisce una pretesa, lesiva delle prerogative del giudice ecclesiastico, al quale unicamente spetta la definizione della causa. Quando il Difensore del vincolo esercita il dovere di appellare, anche alla Rota Romana, contro una decisione che ritiene lesiva della verità del vincolo, il suo compito non prevarica quello del giudice. Anzi, i giudici possono trovare nell’accurata opera di colui che difende il vincolo matrimoniale un aiuto alla propria attività. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha definito la Chiesa come comunione. In questa prospettiva vanno visti sia il servizio del Difensore del vincolo, sia la considerazione che ad esso va riservata, in un rispettoso e attento dialogo".

Il Santo Padre ha ricordato agli operatori impegnati nel ministero della giustizia ecclesiale che "essi agiscono a nome della Chiesa, sono parte della Chiesa. Pertanto, bisogna sempre tenere vivo il raccordo tra l’azione della Chiesa che evangelizza e l’azione della Chiesa che amministra la giustizia. Il servizio alla giustizia è un impegno di vita apostolica: esso richiede di essere esercitato tenendo fisso lo sguardo all’icona del Buon Pastore, che si piega verso la pecorella smarrita e ferita".

"Perseverare nella ricerca di un esercizio limpido e retto della giustizia nella Chiesa, in risposta ai legittimi desideri che i fedeli rivolgono ai Pastori, specialmente quando fiduciosi richiedono di chiarire autorevolmente il proprio status", è stato l'invito con il quale Papa Francesco ha concluso il suo discorso ai partecipanti alla Plenaria.


PRESENTAZIONE NUOVA RIVISTA "LATINITAS"

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del primo numero della nuova serie della rivista semestrale "Latinitas", a cura della "Pontificia Academia Latinitatis", istituita da Papa Benedetto XVI nel novembre 2012. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Professor Ivano Dionigi, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, Rettore dell’Università di Bologna; il Dottor Valerio Massimo Manfredi, Scrittore.

Dopo l'epigrafe di dedica a Papa Francesco, il primo numero apre con l'articolo di Ivano Dionigi che risponde alle domande "Latino per chi? Latino perché?".

La rivista è suddivisa in tre sezioni: quella più propriamente scientifica ("Historica et philologica"); "Humaniora", dedicata alla letteratura contemporanea in lingua latina e l'ultima "Ars docendi" che affronta i problemi della didattica delle lingue e culture classiche, spaziando dall'Antichità ai giorni nostri.

Completa il volume un'appendice redatta in latina con "Breves de Academiae vita notitiae", un breve resoconto delle principali attività dell'Accademia, gli "Argumenta" o "abstracts" dei contributi della rivista, secondo le norme internazionali in uso nelle pubblicazioni scientifiche, e un utile "Index universus". La nuova "Latinitas" pubblicherà articoli in latino e per la prima volta, in italiano ed in altre lingue.



UDIENZE

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

giovedì 7 novembre 2013

LE BEATITUDINI TEMA DELLE TRE PROSSIME GIORNATE MONDIALI DELLA GIOVENTÙ

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha stabilito i temi delle tre prossime edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù, scandendo le tappe dell’itinerario di preparazione spirituale che nell’arco di tre anni condurrà alla celebrazione internazionale con il Successore di Pietro prevista a Cracovia (Polonia) nel luglio 2016:

XXIX Giornata Mondiale della Gioventù, 2014: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,3).

XXX Giornata Mondiale della Gioventù, 2015: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 5,8).

XXXI Giornata Mondiale della Gioventù, 2016 (Cracovia) "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia" (Mt 5,7).

ACCORDO TRA SANTA SEDE E REPUBBLICA DEL CIAD SULLO STATUTO GIURIDICO DELLA CHIESA CATTOLICA IN CIAD

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Mercoledì 6 novembre 2013, nella sede del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Ciad a N’Djaména, è stato firmato un Accordo tra Santa Sede e la Repubblica del Ciad sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Ciad.

Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico in Ciad, e per la Repubblica del Ciad il Signor Moussa Faki Mahamat, Ministro degli Affari Esteri e dell’Integrazione Africana.

L’Accordo, che consta di 18 articoli, entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica. Esso stabilisce il riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa cattolica e delle istituzioni ecclesiastiche e, fissando il quadro giuridico dei rapporti tra la Chiesa e lo Stato, afferma il valore sociale della loro collaborazione per la promozione della dignità della persona umana e per l’edificazione di una società più giusta e pacifica.

EVANGELIZZARE L'ANIMA D'EUROPA: INCONTRO A BARCELLONA DEI VESCOVI RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Dal 7 al 10 novembre, a Barcellona (Spagna), è in corso un incontro dei Vescovi responsabili della comunicazione sociale delle Conferenze episcopali in Europa, sul tema "Evangelizzare l'anima d'Europa", per confrontarsi sulle sfide e gli strumenti a disposizione per comunicare il Vangelo nell'attuale contesto culturale europeo in continuo mutamento.

L'incontro, promosso dalla Commissione CCEE delle Comunicazioni Sociali presieduta da S.E. Monsignor José Ignacio Munilla Aguirre, Vescovo di San Sebastián, si apre nel pomeriggio di domani con l'intervento del Cardinale Lluís Martinez Sistach dedicato alla comunicazione innovativa dell'arcidiocesi di Barcellona e alla presentazione del nuovo Sito Web del CCEE. Successivamente l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali aprirà un dibattito sui cinquant'anni del decreto conciliare "Inter mirifica", sulla storia e i cambiamenti verificatisi dalla sua pubblicazione.

Il 9 novembre, fra gli altri temi, si parlerà del "marketing del Vangelo": cioè su come i mezzi di comunicazione commerciale possono essere al servizio dell'annunzio del Vangelo; della tecnologia al servizio della Chiesa e del Papa come padre della comunicazione.

Nella patria di Anton Gaudí i Vescovi europei avranno l'opportunità di analizzare il ruolo dell'architettura nella comunicazione della bellezza del creato. Domenica 10 novembre, al termine dell'incontro, è prevista una visita alla Basilica della Sacra Famiglia guidata dall'architetto Jordi Bonet che parlerà dell'opera di Gaudí come unità inseparabile tra liturgia e architettura.

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Josef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

- L'Arcivescovo Léon Kalenga Badikebele, Nunzio Apostolico in El Salvador e in Belize.

- Il Dr. Michael Nazir-Ali, già Vescovo anglicano di Rochester

- Il Signor Han Thomas Hong-soon, Ambasciatore di Corea, in visita di congedo.

mercoledì 6 novembre 2013

I CARISMI SONO MEZZI PER CRESCERE NELLA CARITÀ

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, riprendendo il tema della comunione dei santi, Papa Francesco si è soffermato, nella catechesi per l'Udienza Generale del Mercoledì, sulla comunione tra i cristiani che cresce mediante la partecipazione ai beni spirituali, sui Sacramenti, i carismi e la carità.

Nei Sacramenti ciascuno di noi "è incorporato a Cristo e unito a tutta la comunità dei credenti. Pertanto, se da un lato è la Chiesa che 'fa' i Sacramenti, dall'altro sono i Sacramenti che 'fanno' la Chiesa, la edificano, generando nuovi figli, aggregandoli al popolo santo di Dio. (...) I Sacramenti ci spingono ad essere missionari, e l’impegno apostolico di portare il Vangelo in ogni ambiente, anche in quelli più ostili, costituisce il frutto più autentico di un’assidua vita sacramentale, in quanto è partecipazione all’iniziativa salvifica di Dio, che vuole donare a tutti la salvezza".

"Un secondo aspetto della comunione alle cose sante è quello della comunione dei carismi. Lo Spirito Santo - ha spiegato il Pontefice - dispensa ai fedeli una moltitudine di doni e di grazie spirituali; questa ricchezza (...) dei doni dello Spirito Santo è finalizzata alla edificazione della Chiesa". I carismi "non sono dati a beneficio di chi li riceve, ma per l’utilità del popolo di Dio". Essi "sono grazie particolari, date ad alcuni per fare del bene a tanti altri. Sono delle attitudini, delle ispirazioni e delle spinte interiori, che nascono nella coscienza e nell’esperienza di determinate persone, le quali sono chiamate a metterle al servizio della comunità. In particolare, questi doni spirituali vanno a vantaggio della santità della Chiesa e della sua missione".

Il terzo aspetto della comunione alle cose sante è la comunione della carità. "I carismi sono importanti nella vita della comunità cristiana, ma sono sempre dei mezzi per crescere nella carità, nell'amore, che san Paolo colloca al di sopra dei carismi. Senza l’amore, - ha sottolineato Papa Francesco - anche i doni più straordinari sono vani (...). Il più piccolo dei nostri gesti d’amore ha effetti buoni per tutti! (...) Questa solidarietà fraterna non è una figura retorica, un modo di dire, ma è parte integrante della comunione tra i cristiani. Se la viviamo, noi siamo nel mondo segno, 'sacramento' dell’amore di Dio".

"Non si tratta solo di quella carità spicciola che ci possiamo offrire a vicenda, si tratta di qualcosa di più profondo: è una comunione che ci rende capaci di entrare nella gioia e nel dolore altrui per farli nostri sinceramente. E spesso siamo troppo aridi, indifferenti, distaccati e invece di trasmettere fraternità, trasmettiamo malumore, freddezza, egoismo. E con malumore, freddezza, egoismo non si può far crescere la Chiesa; la Chiesa cresce soltanto con l'amore che viene dallo Spirito Santo".

"E adesso mi permetto di chiedervi un atto di carità - ha detto Papa Francesco alle decine di migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro e scherzando ha aggiunto: "State tranquilli che non si farà la raccolta! Prima di venire in piazza sono andato a trovare una bambina di un anno e mezzo con una malattia gravissima. Suo papà e sua mamma pregano, e chiedono al Signore la salute di questa bella bambina. Si chiama Noemi. Sorrideva poveretta! Facciamo un atto di amore. Noi non la conosciamo, ma è una bambina battezzata, è una di noi, è una cristiana. Facciamo un atto di amore per lei e in silenzio chiediamo che il Signore la aiuti in questo momento e le dia la salute. In silenzio un attimo e poi pregheremo l'Ave Maria".

I pellegrini nella Piazza sono rimasti silenziosi alcuni istanti, finché il Papa ha detto: "E adesso tutti insieme preghiamo la Madonna per la salute di Noemi". "Grazie per questo atto di carità", ha detto infine il Santo Padre ai 50.000 pellegrini che tutti insieme hanno recitato l'Ave Maria.

AI ROM D'UNGHERIA: SIATE APOSTOLI FRA LA VOSTRA GENTE

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa nel salutare i diversi gruppi linguistici presenti in Piazza San Pietro, si è rivolto in particolare al popolo Rom-Zingari ungheresi che partecipa in questi giorni al pellegrinaggio nazionale a Roma, con queste parole: "Avete portato qui con voi la croce che dieci anni fa fu benedetta in questa Piazza dal Beato Giovanni Paolo II. Dalla croce di Cristo, segno di amore, di misericordia e di riconciliazione, continuate ad attingere la speranza e la forza necessaria per essere apostoli fra la vostra gente".

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Dopo l'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto il Signor Henrique Capriles Radonski, Governatore dello Stato di Miranda (Venezuela).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Santo Gangemi, Nunzio Apostolico in Guinea, già Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone.

- Il Reverendo Ailton Menegussi, Vescovo della Diocesi di Crateús (superficie: 21.817; popolazione: 394.000; cattolici: 361.000; sacerdoti: 31; religiosi: 38; diaconi permanenti: 4), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Nova Venécia (Brasile) nel 1962 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1998. Dal 1998 al 2000 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia “São José” ad Águia Branca e “Nossa Senhora Aparecida” a Montanha, Diocesi di São Mateus; dal 2000 al 2003 Vicario Parrocchiale a São Mateus; dal 2000 al 2003 Rettore del Seminario Minore e Propedeutico “João XXIII”, a São Mateus; dal 2003 al 2012 Rettore del Seminario Maggiore di São Mateus a Carapina, Arcidiocesi di Vitória do Espírito Santo; dal 2003 al 2012 Padre Spirituale del Seminario Maggiore “Maria, Mãe da Igreja” della Diocesi di Colatina a Serra, Arcidiocesi di Vitória do Espírito Santo; dal 2003 al 2012 Coordinatore dell’Equipe diocesana vocazionale della diocesi di São Mateus; dal 2007 al 2012 Membro del Consiglio di Formazione della diocesi di São Mateus. È stato finora Parroco nella Parrocchia “São Francisco de Assis” a Barra de São Francisco, Diocesi di São Mateus.
- Il Vescovo Salvatore R. Matano, Vescovo di Rochester (superficie: 18.400; popolazione: 1.580.000; cattolici: 359.000; sacerdoti: 245; religiosi: 535; diaconi permanenti: 134), Stati Uniti d'America. È stato finora Vescovo di Burlington (Stati Uniti d'America).

- Il Padre Pierre Jubinville, C.S.Sp., Vescovo della Diocesi di San Pedro (superficie: 20.002; popolazione: 453.000; cattolici: 416.000; sacerdoti: 28; religiosi: 47), Paraguay. Il Vescovo eletto è nato a Ottawa (Canada) nel 1960, ha emesso la prima professione nella Congregazione dello Spirito Santo nel 1981, la professione perpetua nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. Dal 1990 al 1991 è stato Missionario in Messico, dove ha collaborato nella Parrocchia "El Pujal" nella diocesi di San Luis Potosí; dal 1991 al 1996 Missionario in Paraguay e Collaboratore nella Parrocchia di "San José Obrero" di Choré nella diocesi di San Pedro; dal 1996 al 1999 Parroco della Parrocchia "San Francisco de Asís" in Lima, diocesi di San Pedro; dal 1999 al 2010 è stato Formatore dell'aspirantato e postulandato spiritano in Paraguay, presso Fernando de la Mora, Asunción; dal 2010 al 2012 Superiore della comunità spiritana in Asunción, Paraguay. È stato finora Primo Assistente Generale della Congregazione dello Spirito Santo a Roma.

martedì 5 novembre 2013

PRESENTAZIONE DOCUMENTO PREPARATORIO III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA SINODO DEI VESCOVI DEDICATA ALLE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Relatore Generale della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, il Vescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e l'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia), Segretario Speciale della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del documento preparatorio della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione", in programma in Vaticano, dal 5 al 19 ottobre 2014.

Il Vescovo Baldisseri ha spiegato che "la tematica di questo Sinodo (...) s’inserisce in un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, è proprio l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volta a precisare lo 'status quaestionis' e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, è l’Assemblea Generale Ordinaria prevista per il 2015, al fine di cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia".

"Il processo di preparazione di ogni Assemblea sinodale inizia con una consultazione tra i diversi Organismi che vengono interpellati sul tema in questione. In questo caso, però, tale processo si sviluppa con modalità particolari, sia perché la metodologia sinodale è al presente in un momento di generale revisione, sia perché si tratta di un’Assemblea Straordinaria".

"Per quanto riguarda il rinnovamento metodologico, l’idea è quella di rendere l’Istituzione sinodale un vero ed efficace strumento di comunione attraverso il quale si esprima e si realizzi la collegialità auspicata dal Concilio Vaticano II. Infatti, a questo scopo, è volontà del Santo Padre potenziare anche l’attività della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi perché essa possa adempire adeguatamente la sua missione di promuovere la collegialità episcopale, 'cum Petro e sub Petro', nel governo della Chiesa universale. Ciò comporterà non solo cambiamenti strutturali e di natura metodologica del processo sinodale, ma anche l’adeguamento funzionale della Segreteria Generale, compresa pure la ricostituzione dello spazio fisico della sua Sede".

"Per quanto riguarda il carattere straordinario della prossima assemblea sinodale è da precisare che secondo l’Ordo Synodi Episcoporum (cf. Art. 4, 2º), questa tipologia di sinodi risponde alla necessità di trattare una materia che, 'pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione'. È evidente che la crisi sociale e spirituale del mondo attuale incide sulla vita familiare e crea una vera urgenza pastorale, la quale giustifica la convocazione di un’Assemblea Generale Straordinaria"

Il Cardinale Erdő ha affermato che nel documento preparatorio "La famiglia appare come una realtà che discende dalla volontà del Creatore e costituisce una realtà sociale. Non è quindi una mera invenzione della società umana tanto meno di qualche potere puramente umano, ma piuttosto una realtà naturale, che è stata elevata da Cristo Signore nel contesto della grazia divina. Il documento, come anche la Chiesa stessa, collega strettamente la problematica della famiglia con quella del matrimonio".

Il Cardinale Erdő ha passato in rassegna tutte le questioni esaminate nel testo, dalla preparazione al matrimonio, all'evangelizzazione degli sposi e delle loro famiglie, alle unioni di fatto senza riconoscimento religioso né civile, alla situazione dei divorziati cattolici risposati, alle unioni di persone dello stesso sesso, ai procedimenti di nullità del matrimonio. "L'intero questionario - ha affermato il Cardinale Erdö - viene collocato in un contesto più elevato: oltre ai problemi esistenti apre l’orizzonte verso il riconoscimento del fatto che la famiglia è un vero dono del Creatore all’umanità".

Infine l'Arcivescovo Forte ha ricordato che la prospettiva nella quale possono essere affrontate le sfide della vita familiare oggi, può essere definita dalle parole che il Beato Giovanni XXIII annotava nel suo diario nel clima di preparazione al Concilio (1962) : "Tutto riguardare in luce di ministero pastorale, cioè: anime da salvare e da edificare". "Non si tratta - ha detto - di dibattere questioni dottrinali, peraltro esplicitate dal Magistero anche recente (...) L'invito che ne deriva per tutta la Chiesa è a mettersi in ascolto dei problemi e delle attese che vivono oggi tante famiglie, manifestando ad esse vicinanza e proponendo loro in maniera credibile la misericordia di Dio e la bellezza del rispondere alla Sua chiamata".

DOCUMENTO PREPARATORIO DEL SINODO DEI VESCOVI

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Pubblichiamo di seguito il Documento preparatorio della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, dal titolo: "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione".

I - Il Sinodo: famiglia ed evangelizzazione

La missione di predicare il Vangelo a ogni creatura è stata affidata direttamente dal Signore ai suoi discepoli e di essa la Chiesa è portatrice nella storia. Nel tempo che stiamo vivendo l’evidente crisi sociale e spirituale diventa una sfida pastorale, che interpella la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia, nucleo vitale della società e della comunità ecclesiale.
Proporre il Vangelo sulla famiglia in questo contesto risulta quanto mai urgente e necessario. L’importanza del tema emerge dal fatto che il Santo Padre ha deciso di stabilire per il Sinodo dei Vescovi un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volto a precisare lo “status quaestionis” e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, l’Assemblea Generale Ordinaria del 2015, per cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia.

Si profilano oggi problematiche inedite fino a pochi anni fa, dalla diffusione delle coppie di fatto, che non accedono al matrimonio e a volte ne escludono l’idea, alle unioni fra persone dello stesso sesso, cui non di rado è consentita l’adozione di figli. Fra le numerose nuove situazioni che richiedono l’attenzione e l’impegno pastorale della Chiesa basterà ricordare: matrimoni misti o inter-religiosi; famiglia monoparentale; poligamia; matrimoni combinati con la conseguente problematica della dote, a volte intesa come prezzo di acquisto della donna; sistema delle caste; cultura del non-impegno e della presupposta instabilità del vincolo; forme di femminismo ostile alla Chiesa; fenomeni migratori e riformulazione dell’idea stessa di famiglia; pluralismo relativista nella concezione del matrimonio; influenza dei media sulla cultura popolare nella comprensione delle nozze e della vita familiare; tendenze di pensiero sottese a proposte legislative che svalutano la permanenza e la fedeltà del patto matrimoniale; diffondersi del fenomeno delle madri surrogate (utero in affitto); nuove interpretazioni dei diritti umani. Ma soprattutto in ambito più strettamente ecclesiale, indebolimento o abbandono della fede nella sacramentalità del matrimonio e nel potere terapeutico della penitenza sacramentale.
Da tutto questo si comprende quanto urgente sia che l’attenzione dell’episcopato mondiale “cum et sub Petro” si rivolga a queste sfide. Se ad esempio si pensa al solo fatto che nell’attuale contesto molti ragazzi e giovani, nati da matrimoni irregolari, potranno non vedere mai i loro genitori accostarsi ai sacramenti, si comprende quanto urgenti siano le sfide poste all’evangelizzazione dalla situazione attuale, peraltro diffusa in ogni parte del “villaggio globale”. Questa realtà ha una singolare rispondenza nella vasta accoglienza che sta avendo ai nostri giorni l’insegnamento sulla misericordia divina e sulla tenerezza nei confronti delle persone ferite, nelle periferie geografiche ed esistenziali: le attese che ne conseguono circa le scelte pastorali riguardo alla famiglia sono amplissime. Una riflessione del Sinodo dei Vescovi su questi temi appare perciò tanto necessaria e urgente, quanto doverosa come espressione di carità dei Pastori nei confronti di quanti sono a loro affidati e dell’intera famiglia umana.

II - La Chiesa e il vangelo sulla famiglia

La buona novella dell’amore divino va proclamata a quanti vivono questa fondamentale esperienza umana personale, di coppia e di comunione aperta al dono dei figli, che è la comunità familiare. La dottrina della fede sul matrimonio va presentata in modo comunicativo ed efficace, perché essa sia in grado di raggiungere i cuori e di trasformarli secondo la volontà di Dio manifestata in Cristo Gesù.

Circa il richiamo delle fonti bibliche su matrimonio e famiglia, in questa sede si riportano solo i riferimenti essenziali. Così pure per i documenti del Magistero sembra opportuno limitarsi ai documenti del Magistero universale della Chiesa, integrandoli con alcuni testi del Pontificio Consiglio della Famiglia e rimandando ai Vescovi partecipanti al Sinodo il compito di dar voce ai documenti dei loro rispettivi organismi episcopali.

In ogni tempo e nelle più diverse culture non è mai mancato né l’insegnamento chiaro dei pastori né la testimonianza concreta dei credenti, uomini e donne, che in circostanze molto differenti hanno vissuto il Vangelo sulla famiglia come un dono incommensurabile per la vita loro e dei loro figli. L’impegno per il prossimo Sinodo Straordinario è mosso e sostenuto dal desiderio di comunicare a tutti, con incisività maggiore, questo messaggio, sperando così che «il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini» (DV 26).

Il progetto di Dio Creatore e Redentore

La bellezza del messaggio biblico sulla famiglia ha la sua radice nella creazione dell’uomo e della donna fatti entrambi a immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,24-31; 2, 4b-25). Legati da un vincolo sacramentale indissolubile, gli sposi vivono la bellezza dell’amore, della paternità, della maternità e della dignità suprema di partecipare così alla opera creatrice di Dio.

Nel dono del frutto della loro unione assumono la responsabilità della crescita e dell’educazione di altre persone per il futuro del genere umano. Attraverso la procreazione l’uomo e la donna compiono nella fede la vocazione all’essere collaboratori di Dio nella custodia del creato e nella crescita della famiglia umana.

Il Beato Giovanni Paolo II ha commentato quest’aspetto nella Familiaris Consortio: «Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (cf. Gen 1,26s): chiamandolo all’esistenza per amore, l’ha chiamato nello stesso tempo all’amore. Dio è amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d’amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell’essere, Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione (cf. Gaudium et Spes, 12). L’amore è, pertanto, la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano» (FC, n. 11).

Questo progetto di Dio creatore, che il peccato originale ha sconvolto (cf. Gn 3, 1-24), si è manifestato nella storia attraverso le vicende del popolo eletto fino alla pienezza dei tempi, allorché, con l’incarnazione il Figlio di Dio non solo confermò la volontà divina di salvezza, ma con la redenzione offrì la grazia di obbedire a questa medesima volontà.

Il Figlio di Dio, Verbo fatto carne (cf. Gv 1,14) nel grembo della Vergine Madre è vissuto e cresciuto nella famiglia di Nazaret, e ha partecipato alle nozze di Cana di cui ha arricchito la festa con il primo dei suoi “segni” (cf. Gv 2,1-11). Egli ha accettato con gioia l’accoglienza familiare dei suoi primi discepoli (cf. Mc 1,29-31; 2,13-17) e ha consolato il lutto della famiglia dei suoi amici a Betania (cf. Lc 10,38-42; Gv 11,1-44).
Gesù Cristo ha ristabilito la bellezza del matrimonio riproponendo il progetto unitario di Dio, che era stato abbandonato per la durezza del cuore umano persino all’interno della tradizione del popolo di Israele (cf. Mt 5,31-32; 19.3-12; Mc 10,1-12; Lc 16,18). Tornando all’origine Gesù ha insegnato l’unità e la fedeltà degli sposi, rifiutando il ripudio e l’adulterio.

Proprio attraverso la straordinaria bellezza dell’amore umano – già celebrata con accenti ispirati nel Cantico dei Cantici, e del legame sponsale richiesto e difeso da Profeti come Osea (cf. Os 1,2-3,3) e Malachia (cf. Ml 2,13-16) –, Gesù ha affermato l’originaria dignità dell’amore dell’uomo e della donna.

L’insegnamento della Chiesa sulla famiglia

Anche nella comunità cristiana primitiva la famiglia apparve come la «Chiesa domestica» (cf. CCC,1655): Nei cosiddetti “codici familiari” delle Lettere apostoliche neotestamentarie, la grande famiglia del mondo antico è identificata come il luogo della solidarietà più profonda tra mogli e mariti, tra genitori e figli, tra ricchi e poveri (cf. Ef 5,21-6,9; Col 3,18-4,1; 1Tm 2,8-15; Tt 2,1-10; 1Pt 2,13-3,7; cf. inoltre anche la Lettera a Filemone). In particolare, la Lettera agli Efesini ha individuato nell’amore nuziale tra l’uomo e la donna «il mistero grande», che rende presente nel mondo l’amore di Cristo e della Chiesa (cf. Ef 5,31-32).

Nel corso dei secoli, soprattutto nell’epoca moderna fino ai nostri giorni, la Chiesa non ha fatto mancare un suo costante e crescente insegnamento sulla famiglia e sul matrimonio che la fonda. Una delle espressioni più alte è stata proposta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et Spes, che trattando alcuni dei problemi più urgenti dedica un intero capitolo alla promozione della dignità del matrimonio e della famiglia, come appare nella descrizione del suo valore per la costituzione della società: «la famiglia, nella quale le diverse generazioni si incontrano e si aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza umana più completa e ad armonizzare i diritti della persona con le altre esigenze della vita sociale, è veramente il fondamento della società» (GS 52). Di speciale intensità è l’appello a una spiritualità cristocentrica per gli sposi credenti: «i coniugi stessi, creati ad immagine del Dio vivente e muniti di un’autentica dignità personale, siano uniti da un uguale mutuo affetto, dallo stesso modo di sentire, da comune santità, così che, seguendo Cristo principio di vita nelle gioie e nei sacrifici della loro vocazione, attraverso il loro amore fedele possano diventare testimoni di quel mistero di amore che il Signore ha rivelato al mondo con la sua morte e la sua risurrezione» (GS 52).

Anche i Successori di Pietro dopo il Concilio Vaticano II hanno arricchito con il loro Magistero la dottrina sul matrimonio e sulla famiglia, in particolare Paolo VI con la Enciclica Humanae vitae, che offre specifici insegnamenti di principio e di prassi. Successivamente il Papa Giovanni Paolo II nella Esortazione Apostolica Familiaris consortio volle insistere nel proporre il disegno divino circa la verità originaria dell’amore sponsale e della famiglia: «Il “luogo” unico, che rende possibile questa donazione secondo l’intera sua verità, è il matrimonio, ossia il patto di amore coniugale o scelta cosciente e libera, con la quale l’uomo e la donna accolgono l’intima comunità di vita e d’amore, voluta da Dio stesso (cfr. Gaudium et Spes, 48), che solo in questa luce manifesta il suo vero significato. L’istituzione matrimoniale non è una indebita ingerenza della società o dell’autorità, né l’imposizione estrinseca di una forma, ma esigenza interiore del patto d’amore coniugale che pubblicamente si afferma come unico ed esclusivo perché sia vissuta così la piena fedeltà al disegno di Dio Creatore. Questa fedeltà, lungi dal mortificare la libertà della persona, la pone al sicuro da ogni soggettivismo e relativismo, la fa partecipe della Sapienza creatrice» (FC 11).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica raccoglie questi dati fondamentali: «L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un’intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48; Codice di Diritto Canonico, 1055, 1]» (CCC 1660).

La dottrina esposta nel Catechismo tocca sia i principi teologici sia i comportamenti morali, trattati sotto due titoli distinti: Il sacramento del matrimonio (nn. 1601-1658) e Il sesto comandamento (nn. 2331-2391). L’attenta lettura di queste parti del Catechismo procura una comprensione aggiornata della dottrina della fede a sostegno dell’azione della Chiesa davanti alle sfide odierne. La sua pastorale trova ispirazione nella verità del matrimonio visto nel disegno di Dio che ha creato maschio e femmina e nella pienezza del tempo ha rivelato in Gesù anche la pienezza dell’amore sponsale elevato a sacramento. Il matrimonio cristiano fondato sul consenso è anche dotato di propri effetti quali sono i beni e i compiti degli sposi, tuttavia non è sottratto al regime del peccato (cfr. Gen 3,1-24) che può procurare ferite profonde e anche offese alla dignità stessa del sacramento.

La recente Enciclica di Papa Francesco, Lumen Fidei, parla della famiglia nel suo legame con la fede che rivela «quanto possono essere saldi i vincoli tra gli uomini quando Dio si rende presente in mezzo ad essi» (LF 50). «Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cf. Gn 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata» (LF 52). «La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. Essa fa scoprire una grande chiamata, la vocazione all’amore, e assicura che quest’amore è affidabile, che vale la pena di consegnarsi ad esso, perché il suo fondamento si trova nella fedeltà di Dio, più forte di ogni nostra fragilità» (LF 53).

III - Questionario

Le seguenti domande permettono alle Chiese particolari di partecipare attivamente alla preparazione del Sinodo Straordinario, che ha lo scopo di annunciare il Vangelo nelle sfide pastorali di oggi circa la famiglia.

1 - Sulla diffusione della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa riguardante la famiglia
a) Qual è la reale conoscenza degli insegnamenti della Bibbia, della “Gaudium et spes”, della “Familiaris consortio” e di altri documenti del Magistero postconcilare sul valore della famiglia secondo la Chiesa Cattolica? Come i nostri fedeli vengono formati alla vita familiare secondo l’insegnamento della Chiesa?
b) Dove l’insegnamento della Chiesa è conosciuto, è integralmente accettato? Si verificano difficoltà nel metterlo in pratica? Quali?
c) Come l’insegnamento della Chiesa viene diffuso nel contesto dei programmi pastorali a livello nazionale, diocesano e parrocchiale? Quale catechesi si fa sulla famiglia?
d) In quale misura – e in particolari su quali aspetti – tale insegnamento è realmente conosciuto, accettato, rifiutato e/o criticato in ambienti extra ecclesiali? Quali sono i fattori culturali che ostacolano la piena ricezione dell’insegnamento della Chiesa sulla famiglia?

2 - Sul matrimonio secondo la legge naturale
a) Quale posto occupa il concetto di legge naturale nella cultura civile, sia a livello istituzionale, educativo e accademico, sia a livello popolare? Quali visioni dell’antropologia sono sottese a questo dibattito sul fondamento naturale della famiglia?
b) Il concetto di legge naturale in relazione all’unione tra l’uomo e la donna è comunemente accettato in quanto tale da parte dei battezzati in generale?
c) Come viene contestata nella prassi e nella teoria la legge naturale sull’unione tra l’uomo e la donna in vista della formazione di una famiglia? Come viene proposta e approfondita negli organismi civili ed ecclesiali?
d) Se richiedono la celebrazione del matrimonio battezzati non praticanti o che si dichiarino non credenti, come affrontare le sfide pastorali che ne conseguono?

3 - La pastorale della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione
a) Quali sono le esperienze nate negli ultimi decenni in ordine alla preparazione al matrimonio? Come si è cercato di stimolare il compito di evangelizzazione degli sposi e della famiglia? Come promuovere la coscienza della famiglia come “Chiesa domestica”?
b) Si è riusciti a proporre stili di preghiera in famiglia che riescano a resistere alla complessità della vita e della cultura attuale?
c) Nell’attuale situazione di crisi tra le generazioni, come le famiglie cristiane hanno saputo realizzare la propria vocazione di trasmissione della fede?
d) In che modo le Chiese locali e i movimenti di spiritualità familiare hanno saputo creare percorsi esemplari?
e) Qual è l’apporto specifico che coppie e famiglie sono riuscite a dare in ordine alla diffusione di una visione integrale della coppia e della famiglia cristiana credibile oggi?
f) Quale attenzione pastorale la Chiesa ha mostrato per sostenere il cammino delle coppie in formazione e delle coppie in crisi?

4 - Sulla pastorale per far fronte ad alcune situazioni matrimoniali difficili
a) La convivenza ad experimentum è una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente?
b) Esistono unioni libere di fatto, senza riconoscimento né religioso né civile? Vi sono dati statistici affidabili?
c) I separati e i divorziati risposati sono una realtà pastorale rilevante nella Chiesa particolare? In quale percentuale si potrebbe stimare numericamente? Come si fa fronte a questa realtà attraverso programmi pastorali adatti?
d) In tutti questi casi: come vivono i battezzati la loro irregolarità? Ne sono consapevoli? Manifestano semplicemente indifferenza? Si sentono emarginati e vivono con sofferenza l’impossibilità di ricevere i sacramenti?
e) Quali sono le richieste che le persone divorziate e risposate rivolgono alla Chiesa a proposito dei sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione? Tra le persone che si trovano in queste situazioni, quante chiedono questi sacramenti?
f) Lo snellimento della prassi canonica in ordine al riconoscimento della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale potrebbe offrire un reale contributo positivo alla soluzione delle problematiche delle persone coinvolte? Se sì, in quali forme?
g) Esiste una pastorale per venire incontro a questi casi? Come si svolge tale attività pastorale? Esistono programmi al riguardo a livello nazionale e diocesano? Come viene annunciata a separati e divorziati risposati la misericordia di Dio e come viene messo in atto il sostegno della Chiesa al loro cammino di fede?

5 - Sulle unioni di persone della stesso sesso
a) Esiste nel vostro paese una legge civile di riconoscimento delle unioni di persone dello stesso sesso equiparate in qualche modo al matrimonio?
b) Quale è l’atteggiamento delle Chiese particolari e locali sia di fronte allo Stato civile promotore di unioni civili tra persone dello stesso sesso, sia di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unione?
c) Quale attenzione pastorale è possibile avere nei confronti delle persone che hanno scelto di vivere secondo questo tipo di unioni?
d) Nel caso di unioni di persone dello stesso sesso che abbiano adottato bambini come comportarsi pastoralmente in vista della trasmissione della fede?

6 - Sull’educazione dei figli in seno alle situazioni di matrimoni irregolari
a) Qual è in questi casi la proporzione stimata di bambini e adolescenti in relazione ai bambini nati e cresciuti in famiglie regolarmente costituite?
b) Con quale atteggiamento i genitori si rivolgono alla Chiesa? Che cosa chiedono? Solo i sacramenti o anche la catechesi e l’insegnamento in generale della religione?
c) Come le Chiese particolari vanno incontro alla necessità dei genitori di questi bambini di offrire un’educazione cristiana ai propri figli?
d) Come si svolge la pratica sacramentale in questi casi: la preparazione, l’amministrazione del sacramento e l’accompagnamento?

7 - Sull’apertura degli sposi alla vita
a) Qual è la reale conoscenza che i cristiani hanno della dottrina della Humanae vitae sulla paternità responsabile? Quale coscienza si ha della valutazione morale dei differenti metodi di regolazione delle nascite? Quali approfondimenti potrebbero essere suggeriti in materia dal punto di vista pastorale?
b) È accettata tale dottrina morale? Quali sono gli aspetti più problematici che rendono difficoltosa l’accettazione nella grande maggioranza delle coppie?
c) Quali metodi naturali vengono promossi da parte delle Chiese particolari per aiutare i coniugi a mettere in pratica la dottrina dell’Humanae vitae?
d) Qual è l’esperienza riguardo a questo tema nella prassi del sacramento della penitenza e nella partecipazione all’eucaristia?
e) Quali contrasti si evidenziano tra la dottrina della Chiesa e l’educazione civile al riguardo?
f) Come promuovere una mentalità maggiormente aperta alla natalità? Come favorire la crescita delle nascite?

8 - Sul rapporto tra la famiglia e persona
a) Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione dell’uomo: la famiglia è un luogo privilegiato perché questo avvenga?
b) Quali situazioni critiche della famiglia nel mondo odierno possono diventare un ostacolo all’incontro della persona con Cristo?
c) In quale misura le crisi di fede che le persone possono attraversare incidono nella vita familiare?

9 - Altre sfide e proposte
Ci sono altre sfide e proposte riguardo ai temi trattati in questo questionario, avvertite come urgenti o utili da parte dei destinatari?

NESSUN FERITO DOPO IL COLPO DI MORTAIO CHE HA COLPITO LA NUNZIATURA DI DAMASCO

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che nelle prime ore di questa mattina un colpo di mortaio ha colpito la sede della Nunziatura Apostolica a Damasco, nel quartiere centrale di Malki, in Siria. Dato che l'esplosione non ha provocato feriti, né gravi danni materiali, la Nunziatura rimane aperta al pubblico.

In una intervista alla Radio Vaticana, il Nunzio Apostolico, Arcivescovo Mario Zenari, ha precisato che i danni sono stati limitati, non ci sono stati feriti, poiché il colpo di mortaio è caduto alle 6:35 di questa mattina, quando gli impiegati della Nunziatura non erano ancora arrivati al lavoro. Il Nunzio ha aggiunto che queste cose capitano giornalmente in Siria. Sabato scorso, ha segnalato l'Arcivescovo Zenari, tre colpi di mortaio hanno danneggiato il tetto del convento dei Padri Francescani ad Aleppo, senza provocare vittime. Nelle ultime settimane, in altre zone della Damasco vecchia, sono caduti questi rockets, e attorno alla Nunziatura, anche altre volte, colpi di mortaio hanno provocato la fuga delle persone che abitano nei pressi, soprattutto bambini. Il Presule ha invitato la comunità internazionale e le parti in conflitto a raddoppiare gli sforzi per porre fine al conflitto in Siria. "La gente sta soffrendo, sta morendo ogni giorno, sta lasciando i propri villaggi, le case distrutte quotidianamente, ci sono rifugiati e sfollati ogni giorno".



lunedì 4 novembre 2013

SANTA MESSA PER I CARDINALI E I VESCOVI DEFUNTI

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti nel corso dell'anno. "Nulla potrà mai separarci dall'amore che Cristo stesso meritò per noi, donandosi totalmente. (...) Solo il peccato dell’uomo può interrompere questo legame; ma anche in questo caso Dio lo cercherà sempre, lo rincorrerà per ristabilire con lui un’unione che perdura anche dopo la morte - ha detto il Papa - anzi, un’unione che nell’incontro finale con il Padre raggiunge il suo culmine".

Con questa parole Papa Francesco ha spiegato ai presenti che i Presuli defunti sono nella mani di Dio. "Questa realtà, piena di speranza, è la prospettiva della risurrezione finale, della vita eterna, alla quale sono destinati 'i giusti', coloro che accolgono la Parola di Dio e sono docili al suo Spirito". Al termine dell'omelia il Papa ha affidato alla misericordia del Signore "i nostri fratelli Cardinali e Vescovi defunti. Uomini dediti alla loro vocazione e al loro servizio alla Chiesa, che hanno amato come si ama una sposa".


PAPA FRANCESCO: LASCIARE CHE IL SIGNORE FACCIA DELLA NOSTRA VITA UN DONO D'AMORE

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Alle 12:00 di ieri, domenica, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Papa Francesco ha dedicato la sua meditazione domenicale al Vangelo di San Luca che narra la conversione di Zaccheo. "Non c’è professione o condizione sociale, non c’è peccato o crimine di alcun genere che possa cancellare dalla memoria e dal cuore di Dio uno solo dei suoi figli. 'Dio ricorda', sempre, non dimentica nessuno di quelli che ha creato; Lui è Padre, sempre in attesa vigile e amorevole di veder rinascere nel cuore del figlio il desiderio del ritorno a casa. E quando riconosce quel desiderio, anche semplicemente accennato, e tante volte quasi incosciente, subito gli è accanto, e con il suo perdono gli rende più lieve il cammino della conversione e del ritorno".

"Se tu hai un peso sulla tua coscienza - ha detto il Papa - se tu hai vergogna di tante cose che hai commesso, fermati un po’, non spaventarti. Pensa che qualcuno ti aspetta perché mai ha smesso di ricordarti; e questo qualcuno è tuo Padre, è Dio che ti aspetta! Arrampicati, come ha fatto Zaccheo - ha esortato il Papa - sali sull’albero della voglia di essere perdonato; io ti assicuro che non sarai deluso. Gesù è misericordioso e mai si stanca di perdonare! Ricordatelo bene, così è Gesù. (...) Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: 'Oggi devo fermarmi a casa tua', cioè nel tuo cuore, nella tua vita. E accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, può liberarci dall’egoismo e fare della nostra vita un dono d’amore".

PREGHIERA DEL SANTO PADRE NELLE GROTTE VATICANE

Città del Vaticano, 2 novembre 2013 (VIS). Nella commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre si è recato nella Grotte della Basilica Vaticana, per pregare in privato presso le tombe dei Sommi Pontefici ivi sepolti.

Queste le parole di Papa Francesco: "In queste Grotte Vaticane affidiamo alla misericordia del Padre coloro che hanno qui il loro sepolcro e attendono la resurrezione della carne. In particolare affidiamo i Sommi Pontefici che hanno svolto il servizio di pastori della Chiesa universale, perché siano partecipi dell'eterna liturgia del cielo".




SANTA MESSA AL CIMITERO DEL VERANO: AVERE IL CUORE ANCORATO NEL CIELO

Città del Vaticano, 1 novembre 2013 (VIS). Alle 16:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa all'ingresso monumentale del Cimitero del Verano a Roma. Hanno concelebrato con il Santo Padre il Cardinale Vicario Agostino Vallini, l’Arcivescovo Filippo Iannone, Vicegerente della diocesi di Roma, i Vescovi Ausiliari e il Parroco di San Lorenzo fuori le Mura, Padre Armando Ambrosi.

"A quest’ora, prima del tramonto - ha detto il Papa nell'omelia - in questo cimitero ci raccogliamo e pensiamo al nostro futuro, pensiamo a tutti quelli che se ne sono andati, che ci hanno preceduto nella vita e sono nel Signore. (...) Il Signore Dio, la bellezza, la bontà, la verità, la tenerezza, l’amore pieno. Ci aspetta tutto questo. Quelli che ci hanno preceduto e sono morti nel Signore sono là. Essi proclamano che sono stati salvati non per le loro opere – hanno fatto anche opere buone – ma sono stati salvati dal Signore (...) È Lui che ci salva, è Lui che alla fine della nostra vita ci porta per mano come un papà, proprio in quel Cielo dove sono i nostri antenati".

"Possiamo entrare nel Cielo soltanto grazie al sangue dell’Agnello, grazie al sangue di Cristo (...) che ci ha giustificati, che ci ha aperto le porte del Cielo. E se oggi ricordiamo questi nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nella vita e sono in Cielo, è perché essi sono stati lavati dal sangue di Cristo. Questa è la nostra speranza: la speranza del sangue di Cristo! Una speranza che non delude. Se camminiamo nella vita con il Signore, Lui non delude mai!".

Successivamente Papa Francesco ha citato un passaggio di San Giovanni: "'Siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è'" ed ha ribadito: Vedere Dio, essere simili a Dio: questa è la nostra speranza. E oggi, proprio nel giorno dei Santi e prima del giorno dei Morti, è necessario pensare un po’ alla speranza: questa speranza che ci accompagna nella vita. I primi cristiani dipingevano la speranza con un’ancora, come se la vita fosse l’ancora gettata nella riva del Cielo e tutti noi incamminati verso quella riva, aggrappati alla corda dell’ancora. Questa è una bella immagine della speranza: avere il cuore ancorato là dove sono i nostri antenati, dove sono i Santi, dove è Gesù, dove è Dio. Questa è la speranza che non delude; oggi e domani sono giorni di speranza".

"La speranza è un po’ come il lievito, che ti fa allargare l’anima; ci sono momenti difficili nella vita, ma con la speranza l’anima va avanti e guarda a ciò che ci aspetta. (...) Anche la speranza ci purifica, ci alleggerisce; questa purificazione nella speranza in Gesù Cristo ci fa andare in fretta, prontamente. In questo pre-tramonto d’oggi, ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita (...) Lo guardo con quella gioia di essere accolto dal Signore? Questo è un pensiero cristiano, che ci dà pace. Oggi è un giorno di gioia, ma di una gioia serena, tranquilla, della gioia della pace. Pensiamo al tramonto di tanti fratelli e sorelle che ci hanno preceduto, pensiamo al nostro tramonto, quando verrà. E pensiamo al nostro cuore e domandiamoci: 'Dove è ancorato il mio cuore?'. Se non fosse ancorato bene, ancoriamolo là, in quella riva, sapendo che la speranza non delude perché il Signore Gesù non delude".

Alla fine della messa dopo la benedizione delle tombe il Santo Padre ha pronunciato le seguenti parole: "Anche vorrei pregare in modo speciale per questi fratelli e sorelle nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, una vita più degna. Noi abbiamo visto le fotografie, la crudeltà del deserto, abbiamo visto il mare dove tanti sono affogati. Preghiamo per loro. E anche preghiamo per quelli che si sono salvati, e in questo momento sono in tanti posti d’accoglienza, ammucchiati, sperando che le pratiche legali si affrettino per potersene andare da un’altra parte, più comodi, in altri centri di accoglienza".

LA SANTITÀ È UNA VOCAZIONE PER TUTTI

Città del Vaticano, 1 novembre 2013 (VIS). "La festa di Tutti i Santi, che oggi celebriamo, ci ricorda che il traguardo della nostra esistenza non è la morte, è il Paradiso!", ha detto il Papa affacciandosi questa mattina alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"I Santi non sono superuomini, né sono nati perfetti - ha sottolineato il Pontefice - Sono come noi, come ognuno di noi, sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma (...) quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace. (...) I Santi non hanno mai odiato. Capite bene questo: l’amore è di Dio, ma l’odio da chi viene? L’odio non viene da Dio, ma dal diavolo! E i Santi si sono allontanati dal diavolo; i Santi sono uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri. Mai odiare, ma servire gli altri, i più bisognosi; pregare e vivere nella gioia; questa è la strada della santità!".

"Essere santi non è un privilegio di pochi, come se qualcuno avesse avuto una grossa eredità; tutti noi nel Battesimo abbiamo l’eredità di poter diventare santi. La santità è una vocazione per tutti. Tutti perciò siamo chiamati a camminare sulla via della santità, e questa via ha un nome, un volto: il volto di Gesù Cristo. Lui ci insegna a diventare santi. Lui nel Vangelo ci mostra la strada: quella delle Beatitudini. Il Regno dei cieli, infatti, è per quanti non pongono la loro sicurezza nelle cose, ma nell’amore di Dio; per quanti hanno un cuore semplice, umile, non presumono di essere giusti e non giudicano gli altri, quanti sanno soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce, non sono violenti ma misericordiosi e cercano di essere artefici di riconciliazione e di pace".

"Oggi, in questa festa - ha concluso il Pontefice - i Santi (...) ci dicono: fidatevi del Signore, perché il Signore non delude!" e "ci dimostrano con la loro vita che chi rimane fedele a Dio e alla sua Parola sperimenta già su questa terra il conforto del suo amore e poi il 'centuplo' nell’eternità. Questo è ciò che speriamo e domandiamo al Signore per i nostri fratelli e sorelle defunti. Con sapienza la Chiesa ha posto in stretta sequenza la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati si unisce l’orazione di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna".

Dopo la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato che nel pomeriggio al cimitero romano del Verano avrebbe pregato in particolare "per le vittime della violenza, specialmente per i cristiani che hanno perso la vita a causa delle persecuzioni" e "per quanti, fratelli e sorelle nostri, uomini, donne e bambini sono morti assaliti dalla sete, dalla fame e dalla fatica nel tragitto per raggiungere una condizione di vita migliore. In questi giorni abbiamo visto nei giornali quell’immagine crudele del deserto: facciamo tutti, in silenzio, una preghiera per questi fratelli e sorelle nostre".



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia dell'Arcivescovo Alois Kothgasser, S.D.B., all’ufficio di Arcivescovo di Salzburg, (Austria), presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Carlo Bresciani, Vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto (superficie: 456; popolazione: 138.267; cattolici: 131.059; sacerdoti: 113; religiosi: 190; diaconi permanenti: 14), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Nave (Italia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1975. Dal 1982 al 1985 è è stato Vicario Cooperatore festivo a Maderno sul Lago di Garda, dal 1985 al 1986 a S. Vigilio di Concesio e dal 1986 al 2009 a Lodrino in Valle Trompia. Dal 1982 al 2009 è stato Docente all’Università Cattolica di Milano e dal 1982 al 2001 Assistente Ecclesiastico dell’Associazione dei Medici Cattolici (AMCI). Dal 1997 al 2009 ha diretto l’Istituto Superiore di Scienze Religiose presso l’Università Cattolica, Sede di Brescia. Nel 2004 è stato nominato Direttore dell’Istituto Superiore Formatori di Brescia, collegato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nel 2009 è stato nominato Rettore del Seminario diocesano di Brescia. Succede al Vescovo Gervasio Gestori del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Valerio Lazzeri Vescovo della diocesi di Lugano (superficie: 2.811; popolazione: 317.000; cattolici: 241.000; sacerdoti: 257; religiosi: 449; diaconi permanenti: 6), Svizzera. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Dongio (Svizzera) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1991 è stato nominato Vice-Rettore e Docente nel Collegio Papio di Ascona. Dal 1993 al 1999 ha prestato servizio presso la Congregazione per l’Educazione Cattolica. Nel 1999 Vicario parrocchiale a Locarno, Docente di Teologia Spirituale e di Patristica presso la Facoltà di Lugano e Vicario episcopale per le Religiose. Succede al Vescovo Pier Giacomo Grampa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Warszawa (Polonia), presentata dal Vescovo Marian Duś, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Józef Górzyński, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Warszawa (superficie: 3.350; popolazione: 1.543.700; cattolici: 1.420.000; sacerdoti: 1.220; religiosi: 2.604; diaconi pe4rmanenti: 1), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Zelechów (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985. Dal 1985 al 1987 è stato Vicario parrocchiale a Grójec; dal 1993 Docente di liturgia nel Seminario maggiore di Warszawa. Dal 1999 Presidente della Commissione teologica presso il Collegio nazionale dei coordinatori del Rinnovamento nello Spirito. Dal 2002 al 2007 Vicepresidente della Commissione liturgica nell’arcidiocesi di Warszawa. Dal 2004 al 2012 Parroco della parrocchia dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a Warszawa. È stato finora moderatore della Curia, membro del Consiglio pastorale, del Consiglio presbiterale e del Collegio dei consultori e presidente della Commissione liturgica dell’arcidiocesi di Warszawa.

- Ha nominato Monsignor Rafał Markowski Vescovo Ausiliare di Warszawa (Polonia). Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Józefów (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Dal 1982 al 1985 è stato Vicario parrocchiale a Warka; dal 1987 al 1993 Prefetto di disciplina nel Seminario maggiore di Varsavia. Dal 1993 al 2002 Direttore dell’emittente radiofonica “Plus”, trasformatasi poi in “Radio Józef”. Attualmente è portavoce e amministratore dell’arcivescovado di Varsavia, Rettore della chiesa della Beata Vergine Maria Madre di Dio, dove si trova anche il centro delle Fraternità monastiche di Gerusalemme, Professore aggiunto nell’Università Cardinale Stefan Wyszyński e membro della Commissione della Conferenza Episcopale Polacca per il dialogo con le religioni non cristiane.

- Ha nominato il Reverendo Mitrato Eugeniusz Mirosław Popowicz, Vescovo Ausiliare dell’Arcieparchia di Przemyśl-Warszawa dei Bizantini (cattolici: 30.000; sacerdoti: 48; religiosi: 100; diaconi permanenti: 3), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Czluchów (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale a Elblag e Pasłęk; vicario giudiziale e docente nel Seminario maggiore a Leopoli; vicario episcopale e parroco a Górowo Iławeckie e Lelkowo; docente nel Seminario maggiore dei Padri Basiliani a Przemyśl; membro del Consiglio presbiterale, del Collegio dei consultori e del Consiglio economico. Dal 1996 è Parroco della Cattedrale bizantina di Przemyśl e Protosincello dell’Arcieparchia.

- Ha nominato il Padre Georges Abou Khazen, O.F.M., Vicario Apostolico di Aleppo dei Latini (cattolici: 13.000; sacerdoti: 42; religiosi: 258), Siria. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 ad Aïn Zebdeh (Libano), ha emesso i voti perpetui nell'Ordine dei Frati Minori nel 1972 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973. È stato inviato come vicario parrocchiale ad Alessandria d’Egitto ed in seguito a Gerusalemme presso la parrocchia del Santissimo Salvatore, della quale è divenuto parroco nel 1975. Dal 1983 al 1998 è stato parroco a Betlemme e poi nuovamente a Gerusalemme fino al 2004. Da allora è guardiano e parroco di S. Francesco in Aleppo e Vicario Generale per il Nord della Siria. È stato finora Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis del medesimo Vicariato.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Esarca e Superiore Generale della Congregazione d'Italia dei Monaci Basiliani, a norma del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, canone 201, paragrafo 1, presentata dal Padre Archimandrita Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I.

- Ha nominato il Vescovo Marcello Semeraro, che è Vescovo di Albano (Italia), Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata.

- Ha nominato l'Abata Michel Van Parys, O.S.B., Egumeno dell'Abbazia Territoriale di Santa Maria di Grottaferrarta.

Venerdì 1° novembre, il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Mombasa (Kenya), presentata dal Vescovo Boniface Lele, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Emmanuel Barbera, O.F.M. Cap., Vescovo della Diocesi di Malindi, Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'Arcidiocesi di Mombasa.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Cleveland (Stati Uniti d'America.), presentata dal Vescovo Roger W. Gries, O.S.B., per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Max Leroy Mésidor, finora Vescovo della diocesi di Fort-Liberté. Arcivescovo Coadiutore di Cap-Haïtien (superficie: 2.200; popolazione: 1.575.000; cattolici: 814.000; sacerdoti: 83; religiosi: 143), Haiti. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1962 a Saint-Marc (Haiti), è stato ordinato sacerdote nel 1988 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2012. Dal 1988 al 1989 è stato Vicario parrocchiale a Petite-Rivière de l’Artibonite; dal 1989 al 1992 Amministratore della medesima parrocchia; dal 1992 al 1993 Vicario nella Cattedrale di Les Gonaïves; dal 1993 al 1998 Parroco della Parrocchia della Visitazione; dal 2000 al 2008 Parroco della Parrocchia di Saint-Marc; dal 2008 al 2012 Vicario generale della diocesi e Parroco della Cattedrale di Les Gonaïves.

giovedì 31 ottobre 2013

CIRCOLO DI SAN PIETRO: CONTINUATE AD ESSERE SEGNO VISIBILE DELLA CARITÀ DI CRISTO VERSO QUANTI SI TROVANO NEL BISOGNO

Città del Vaticano, 31 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, nel ricevere nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i Soci del Circolo San Pietro, il Santo Padre, ricordando le finalità del Circolo, ha detto: "Ogni giorno ciascuno di noi è chiamato ad essere consolatore, a farsi strumento umile ma generoso della provvidenza di Dio e della sua misericordiosa bontà, del suo amore che capisce e compatisce, della sua consolazione che solleva e dà coraggio". Il Papa ha anche ringraziato i Soci del Circolo per l'Obolo di San Pietro raccolto nelle chiese di Roma che è partecipazione alla sollecitudine del Papa per le persone più bisognose della Città.

"Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Pontefice - continuate ad essere segno visibile della carità di Cristo verso quanti si trovano nel bisogno sia in senso materiale che in senso spirituale, come pure verso i pellegrini che giungono a Roma da ogni parte del mondo. (...)
Vi incoraggio a proseguire in questa vostra azione, attingendo l’amore da dare ai fratelli alla scuola della carità divina, mediante la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio".

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