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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 12 dicembre 2011

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ARMENIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica di Armenia, Signora Serzh Sargsyan, il quale successivamente, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Signor Edward Nalbadian, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B. Segretario di Stato, con il Monsignor Ettore Balestrero, Sotto-Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati.

  "Nel corso dei cordiali colloqui, dopo aver manifestato vivo compiacimento per i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Armenia, le Parti hanno avuto uno scambio di opinioni sul ruolo della Chiesa Armena Apostolica e della Chiesa Cattolica nella società, nonché il contributo offerto da entrambe per il bene comune. Si è sottolineata l'importanza del patrimonio cristiano del Paese e l'impegno di educare ai valori fondamentali le nuove generazioni".
OP/                                                   VIS 20111212 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Nuova Zelanda in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Atcherley Dew, di Wellington.

    - Il Vescovo Patrick James Dunn, di Auckland.

    - Il Vescovo Barry Philip Jones, di Christchurch.

    - Il Vescovo Colin David Campbell, di Dunedin.

    - Il Vescovo Denis George Browne, di Hamilton in New Zealand.

    - Il Vescovo Peter James Cullinane, di Palmerston North, con il Coadiutore Vescovo Charles Edward Drennan.

- Lord Jonathan Sacks, Rabbino Capo delle Congregazioni Ebraiche Unite del Commonwealth.
  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/                             VIS 20111212 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS).  Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote José Luis Del Palacio Pérez-Medel, Vescovo di El Callao (superficie: 147.850; popolazione: 1.015.000; cattolici: 912.000; sacerdoti: 102; religiosi: 247; diaconi permanenti: 8), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Madrid (Spagna), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1970 al 1975 è stato membro dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Toledo, Cuenca, Murcia, Alicante, Sevilla, Huelva e Cadiz. Dal 1975 è il Responsabile dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Perù. Finora Professore nella Facoltà di Teologia "Redemptoris Mater" di El Callao, succede al Vescovo Miguel Irizar Campos, C.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Vescovi Ausiliari dell’Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.195.261; cattolici: 1.040.690; sacerdoti: 701; religiosi: 3.358; diaconi permanenti: 95), Canada:

    - Il Padre Gaétan Proulx, O.S.M.. Il Vescovo eletto è nato nel 1947. Nel 1969 è entrato nell'Ordine dei Servi di Maria ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 2000 al 2006 è stato Priore Provinciale per il Canada, Francia e Belgio È stato finora Parroco di Notre-Dame-de-Foy, nell’Arcidiocesi di Québec.

- Il Reverendo Denis  Grondin. Il Vescovo eletto è nato a Rimouski (Canada) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1999 è stato nominato Amministratore della parrocchia Notre-Dame-de-l’Espérance e dal 2001 al 2007 membro dell’équipe “in solidum” delle parrocchie del Sacré-Coeur-de-Jésus (Point-au-Pic), Notre-Dame-des-Monts, Saint-Etienne (La Malbaie), Sait-Irénée (Cap-à-l’Aigle), Saint-Raphaël (Clermont), Saint-Philippe, Saint-Agnès e Saint-Aimé-des-Lacs. Dal 2005  è stato nominato Animatore della pastorale presso il Centro di Salute e di Servizi Sociali di Charlevoix a cui si è aggiunto anche l’Ospedale de la Malbaie a partire dal 2009. Dal 2007 al 2011 ha retto la parrocchia di Saint-Siméon. È stato finora è stato Parroco di dieci parrocchie nella regione di Charlevoix dell'arcidiocesi di Québec.

  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Vescovo Ausiliare di Montevideo (superficie: 540; popolazione: 394.000; cattolici: 883.000; sacerdoti: 252; religiosi: 721; diaconi permanenti: 35), Uruguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Montevideo ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Ha ricoperto i seguenti ministeri: Vicario del Noviziato e Postnoviziato Salesiano, Direttore dell’Aspirantato Salesiano e Maestro dei Novizi, Direttore dell’Istituto Pre-universitario Juan XXIII e Professore di Storia della Chiesa. È stato finora Ispettore Salesiano nell’Uruguay e Presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay.

- Il Monsignor Edward Robinson Wijesinghe, Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, finora Aiutante di Studio del medesimo Dicastero.

- Membri del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Cardinale: Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo);

- Il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America);

- L'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze;

- Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy (Sri Lanka);

- Il Sacerdote François Bousquet, Professore presso la Facoltà di Teologia e di Scienze religiose dell’“Institut Catholique de Paris” (Francia);

- Il Professor Jean-Luc Marion, filosofo, docente di metafisica presso le università di Paris-Sorbonne (Paris IV) e di Chicago (Francia);

- Il Maestro Arvo Pärt, musicista e compositore (Estonia).

- Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Professor José Tolentino De Mendonça, presso la Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Lisbona (Portogallo);

- Il Professor Edouard Ade, Docente dell’Università Cattolica dell’Africa dell’Ovest (Benin);

- Il Padre: Antonino Spadaro S.I., Direttore della rivista La Civiltà Cattolica, Professore presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana;

- Il Professore Fidel González Fernández M.C.C.J., presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana e presso la Facoltà di Storia Ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana (Spagna);

- Il Dottor Santiago Calatrava, Architetto e Ingegnere (Spagna);

- Il Professor Francesc Torralba Rosello, Docente di Filosofia presso l’Università “Ramon Llull” di Barcellona (Spagna);

- Il Professor Piero Benvenuti, Docente di Astrofisica e Direttore del Centro Interdipartimentale di Scienze e Attività Spaziali “G. Colombo” presso l’Università di Padova;

- Il Professor Wolf Joachim Singer, Docente di Neurologia e Direttore del “Max Planck Institute für Hirnforschung-Frankfurt am Mein” (Repubblica Federale di Germania);

- Il Professor Bruno Coppi, Docente di Fisica presso il Massachusetts Institute of Technology-MIT “Plasma Science & Fusion Center” di Cambridge (Stati Uniti d’America);

- La Dottoressa Micol Forti, Curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani;

- La Dottoressa Marguerite A. Peeters, giornalista, Direttrice Generale del “Brussels-based Institute for Intercultural Dialogue Dynamics” (Belgio).
NA:NEA/                 VIS 20111212 (770)

venerdì 9 dicembre 2011

TRIPLICE AUGURIO DEL PAPA PER IL NATALE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di mercoledì 7 dicembre, grazie a un "tablet" connesso al quadro elettrico, Benedetto XVI ha acceso, dall'appartamento pontificio, l'Albero di Natale più grande del mondo, che si trova a Gubbio. Prima dell'accensione il Papa ha rivolto alcune parole - trasmesse in televisione - a quanti assistevano alla cerimonia.

  "Prima di accendere le luci dell'Albero - ha detto Benedetto XVI - vorrei fare un triplice augurio. Questo grande Albero di Natale è collocato sulle pendici del Monte Ingino sulla cui sommità (...) è situata anche la Basilica del Patrono di Gubbio, Sant'Ubaldo. Guardandolo, il nostro sguardo è spinto in modo naturale verso l'alto, verso il Cielo, verso il mondo di Dio".

  "Il primo augurio, allora, è che il nostro sguardo, quello della mente e del cuore, non si fermi solamente all'orizzonte di questo nostro mondo, alle cose materiali, ma sia un po' come questo albero, sappia tendere verso l'alto, sappia rivolgersi a Dio. Lui mai ci dimentica, ma chiede che anche noi non ci dimentichiamo di Lui".

  "Il Vangelo ci dice che nella notte del santo Natale una luce avvolse i pastori annunciando loro una grande gioia: la nascita di Gesù, di Colui che viene a portare luce, anzi di Colui che è la luce vera che illumina ogni uomo. Il grande albero che tra poco accenderò domina la città di Gubbio e illuminerà con la sua luce il buio della notte".

  "Il secondo augurio è che esso ricordi come anche noi abbiamo bisogno di una luce che illumini il cammino della nostra vita e ci dia speranza, specialmente in questo nostro tempo in cui sentiamo in modo particolare il peso delle difficoltà, dei problemi, delle sofferenze, e un velo di tenebra sembra avvolgerci. Ma quale luce è capace di illuminare veramente il nostro cuore e donarci una speranza ferma, sicura? È proprio il Bambino che contempliamo nel santo Natale, in una semplice e povera grotta, perché è il Signore che si fa vicino a ciascuno di noi e chiede che lo accogliamo nuovamente nella nostra vita, chiede di volergli bene, di avere fiducia in Lui, di sentire che è presente, ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta".

  "Ma questo grande Albero è formato da tante luci. L'ultimo augurio che vorrei rivolgere è che ciascuno di noi sappia portare un po' di luce negli ambienti in cui vive: in famiglia, al lavoro, nel quartiere, nei Paesi, nelle Città. Ciascuno sia una luce per chi gli sta accanto; esca dall'egoismo che spesso chiude il cuore e spinge a pensare solo a se stessi; doni un po' di attenzione all'altro, un po' di amore. Ogni piccolo gesto di bontà è come una luce di questo grande Albero: insieme alle altre luci è capace di illuminare l'oscurità della notte, anche quella più buia".
BXVI/                                                   VIS 20111209 (480)

PAPA AFFIDA "MADRE DEI REDENTI" ANGUSTIE PRIVI LIBERTÀ E LAVORO

CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2011 (VIS). Nella Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Prima dell'Angelus il Papa ha ricordato che il Beato Pio IX, nella Lettera apostolica "Ineffabilis Deus" del 1854, affermava che Maria "'fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale'. Tale verità di fede è contenuta nelle parole del saluto che le rivolse l’Arcangelo Gabriele: 'Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te' . L’espressione 'piena di grazia' indica l’opera meravigliosa dell’amore di Dio, che ha voluto ridarci la vita e la libertà, perdute col peccato, mediante il suo Figlio Unigenito incarnato, morto e risorto".

  "Per questo, fin dal II secolo in Oriente e in Occidente - ha proseguito il Santo Padre - la Chiesa invoca e celebra la Vergine che, col suo 'sì', ha avvicinato il Cielo alla terra, diventando 'generatrice di Dio e nutrice della nostra vita'".

  "Anche a noi è donata la 'pienezza della grazia' che dobbiamo far risplendere nella nostra vita, perché 'il Padre del Signore nostro Gesù Cristo – scrive San Paolo – ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale … e ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati … predestinandoci a essere per lui figli adottivi'. Questa figliolanza la riceviamo per mezzo della Chiesa, nel giorno del Battesimo. A tale proposito santa Hildegarda di Bingen scrive: 'La Chiesa è, dunque, la vergine madre di tutti i cristiani. Nella forza segreta dello Spirito Santo li concepisce e li dà alla luce, offrendoli a Dio in modo che siano anche chiamati figli di Dio'", ha concluso il Papa.

  Dopo l'Angelus Benedetto XVI ha salutato i soci dell’Azione Cattolica Italiana, che nella festa dell’Immacolata rinnovano l’adesione all’Associazione ed ha detto: "L’Azione Cattolica è una scuola di santità e di evangelizzazione: auguro ogni bene per il suo impegno formativo e apostolico".

  Infine si è rivolto ai pellegrini di lingua spagnola per affidare alla "Madre dei redenti (...) le intenzioni e i santi desideri che ispira in noi questo Tempo di Avvento, come pure le necessità e le angustie di quanti sono privati della libertà, che non hanno lavoro o vivono momenti di difficoltà e di dolore".
ANG/                              VIS 20111209 (430)

UNICA INSIDIA CHIESA DEVE TEMERE È IL PECCATO DEI SUOI MEMBRI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). Nel primo pomeriggio di ieri, Benedetto XVI si è recato in Piazza di Spagna a Roma per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata, raffigurata da una statua collocata sulla sommità della colonna che si staglia di fronte alla sede dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha ricevuto l’omaggio dell’Associazione Commercianti Via Condotti.

Raggiunta Piazza di Spagna il Santo Padre ha dato inizio con una preghiera all’atto di venerazione all’Immacolata. Dopo la lettura di un brano dall’Apocalisse di San Giovanni apostolo e prima dell’omaggio floreale all’immagine della Vergine, ha rivolto ai presenti un discorso.

  Benedetto XVI ha spiegato che il passo dell'Apocalisse appena proclamato - che descrive una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle - si riferisce alla Vergine ed alla Chiesa. Da una parte "la 'donna' dell’Apocalisse è Maria stessa. Il simbolo della veste luminosa chiaramente esprime una condizione che riguarda tutto l’essere di Maria: Lei è la 'piena di grazia', ricolma dell’amore di Dio".

  La luna che tiene sotto i suoi piedi è simbolo della morte: "Maria (...) è pienamente associata alla vittoria di Gesù Cristo, suo Figlio, sul peccato e sulla morte (...).  Come la morte non ha più alcun potere su Gesù risorto, così, per una grazia e un privilegio singolare di Dio Onnipotente, Maria l’ha lasciata dietro di sé, l’ha superata. E questo si manifesta nei due grandi misteri della sua esistenza: all’inizio, l’essere stata concepita senza peccato originale, che è il mistero che celebriamo oggi; e, alla fine, l’essere stata assunta in anima e corpo nel Cielo".

  La corona di dodici stelle sul capo della donna vestita di sole "rappresenta le dodici tribù d’Israele e significa che la Vergine Maria è al centro del Popolo di Dio, di tutta la comunione dei santi. E così questa immagine (...) ci introduce alla seconda grande interpretazione del segno celeste della 'donna vestita di sole': oltre a rappresentare la Madonna, questo segno impersona la Chiesa (...). Essa è incinta, nel senso che porta nel suo seno Cristo e lo deve partorire al mondo (...). È proprio per questo, perché porta Gesù, che la Chiesa incontra l’opposizione di un feroce avversario, rappresentato nella visione apocalittica da 'un enorme drago rosso' che  ha cercato invano di divorare Gesù, "invano perché Gesù, attraverso la sua morte e risurrezione, è salito verso Dio (...). Perciò il dragone, sconfitto una volta per sempre nel cielo, rivolge i suoi attacchi contro la donna – la Chiesa – nel deserto del mondo. Ma in ogni epoca la Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e della santa Eucaristia. E così in ogni tribolazione, attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta vincitrice".

  "L’unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria è Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa è santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati. Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel tempo, si rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo aiuto; lo domanda perché Ella accompagni il cammino di fede, perché incoraggi l’impegno di vita cristiana e perché dia sostegno alla nostra speranza. Ne abbiamo bisogno, soprattutto in questo momento così difficile per l’Italia, per l’Europa, per varie parti del mondo. Maria ci aiuti a vedere che c’è una luce al di là della coltre di nebbia che sembra avvolgere la realtà".
BXVI/OMAGGIO IMMACOLATA              VIS 20111209 (640)

ACCORDO SANTA SEDE E MOZAMBICO

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). La Segreteria di Stato ha reso pubblico questa mattina un Comunicato che rende nota la firma di un accordo fra la Santa Sede e la Repubblica del Mozambico, il 7 dicembre scorso, nella sede del Ministero per gli affari Esteri e la Cooperazione del Paese africano.

  "L'Accordo - si legge nel Comunicato - il primo di questo genere firmato da un Paese dell'Africa Australe, consolida i vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti. Esso si compone di un Preambolo e di ventitré Articoli, che regolano vari ambiti, tra i quali lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Mozambico, il riconoscimento dei titoli di studio e del matrimonio canonico e il regime fiscale".

  L'Accordo è stato firmato, per la Santa Sede, dall'Arcivescovo Antonio Arcari, Nunzio Apostolico in Mozambico, e per la Repubblica di Mozambico, dal Dottor Oldemiro Julio Marques Baloi, Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione.
SS/                                                   VIS 20111209 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Nunzio Galantino, Vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio (superficie: 1.311; popolazione: 107.600; cattolici: 106.000; sacerdoti: 87; religiosi: 77; diaconi permanenti: 3), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Cerignola (Italia), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Dal 1972 al 1977 è stato Vice Rettore del Seminario di Foggia e Assistente dell'Azione Cattolica Ragazzi; dal 1974 al 1977 è stato Docente al Pontificio Seminario Regionale di Benevento; dal 1977 è stato Parroco in San Francesco d’Assisi in Cerignola; Vicario Episcopale per la Pastorale; Vicario Episcopale per la Cultura e la Formazione Permanente; dal 1977 è stato Docente di Antropologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; dal 2004 è stato Responsabile del Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della C.E.I. È stato finora Parroco della parrocchia “San Francesco d’Assisi”, in Cerignola, e Vicario Episcopale per la Cultura e la Formazione Permanente.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Polokwane in Sud Africa, presentata dal Vescovo Mogale Paul Nkhumishe, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Jeremiah Madimetja Masela, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Polokwane (Sud Africa).

  In data 8 dicembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Guajará-Mirim (Brasile), presentata dal Vescovo Geraldo Verdier, in conformità al Canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Benedito Araújo, finora Coadiutore della medesima Diocesi.
NER:RE/                 VIS 20111209 (300)

mercoledì 7 dicembre 2011

RIVELAZIONE DIVINA NON AVVIENE SECONDO LOGICA TERRENA

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI, all'"Inno di giubilo messianico", preghiera di Gesù tramandata dagli evangelisti Matteo e Luca, che "è l'apice di un cammino di preghiera in cui emerge chiaramente la profonda e intima comunione di Gesù con la vita del Padre nello Spirito Santo e si manifesta la sua filiazione divina".

  Al principio dell'Inno, ha affermato il Papa, Gesù si rivolge a Dio chiamandolo Padre, un termine che esprime "la coscienza e la certezza di Gesù di essere 'il Figlio', in intima e costante comunione con Lui, e questo è il punto centrale e la fonte di ogni preghiera di Gesù. (...) Il nome 'Padre' è seguito da un secondo titolo, 'Signore del cielo e della terra'" che "richiama la grande narrazione biblica della storia di amore di Dio per l’uomo, che inizia con l’atto creatore. Gesù si inserisce in questa storia di amore, ne è il vertice e il compimento. (...) Attraverso l’espressione 'Signore del cielo e della terra' possiamo anche riconoscere come in Gesù, il Rivelatore del Padre, viene riaperta all’uomo la possibilità di accedere a Dio".

 A chi il Figlio vuole rivelare i misteri di Dio? "La rivelazione divina  - ha spiegato il Pontefice - non avviene secondo la logica terrena, per la quale sono gli uomini colti e potenti che possiedono le conoscenze importanti e le trasmettono alla gente più semplice, ai piccoli. Dio ha usato tutt’altro stile: i destinatari della sua comunicazione sono stati proprio i 'piccoli'. (...) Qual è 'la piccolezza' che apre l’uomo all’intimità filiale con Dio e ad accogliere la sua volontà? (...) È la purezza del cuore quella che permette di riconoscere il volto di Dio in Gesù Cristo; è avere il cuore semplice come quello dei bambini, senza la presunzione di chi si chiude in se stesso, pensando di non avere bisogno di nessuno, neppure di Dio".

 "Nel Vangelo di Matteo, dopo l'Inno di Giubilo, troviamo uno degli appelli più accorati di Gesù: 'Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro'. Gesù chiede di andare a Lui che è la vera sapienza, a Lui che è 'mite e umile di cuore'; propone 'il suo giogo', la strada della sapienza del Vangelo che non è una dottrina da imparare o una proposta etica, ma una Persona da seguire: Egli stesso, il Figlio Unigenito in perfetta comunione con il Padre".

  "Anche noi - ha concluso Benedetto XVI - possiamo rivolgerci a Dio, nella preghiera, con confidenza di figli, invocandolo con il nome di Padre (...). Ma dobbiamo avere il cuore dei piccoli, dei 'poveri in spirito',  per riconoscere che non siamo autosufficienti (...), ma abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di incontrarlo, di ascoltarlo, di parlargli. La preghiera ci apre a ricevere il dono di Dio, la sua sapienza, che è Gesù stesso, per compiere la volontà del Padre sulla nostra vita e trovare ristoro nelle fatiche del nostro cammino".

  A conclusione dell'Udienza Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto, nella diverse lingue, ai pellegrini presenti e ha ricordato che la Solennità dell'Immacolata Concezione, che si festeggia domani, "ci ricorda la singolare adesione di Maria al progetto salvifico di Dio. Preservata da ogni ombra di peccato per essere dimora tutta santa del Verbo incarnato, Ella si è sempre fidata pienamente del Signore". Il Papa ha esortato in particolare i giovani a sforzarsi di imitarla "con cuore puro e limpido, lasciandovi plasmare da Dio che anche in voi intende 'fare grandi cose'".
AG/                   VIS 20111207 (610)

ARCIVESCOVO MAMBERTI: GfORNATA CONTRO DISCRIMINAZIONI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto al XVIII Consiglio Ministeriale dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), in corso il 6 e 7 dicembre a Vilnius (Lituania).

  L'Arcivescovo Mamberti ha trattato, oltre ad altri temi, il tema della migrazione, che per la Santa Sede è argomento di fondamentale importanza, soprattutto nelle attuali circostanze di crisi economica e finanziaria. In questo contesto, l'Arcivescovo Memberti ha affermato che esiste un consenso crescente nella comunità internazionale sulla necessità di prestare maggiore attenzione ai migranti; ed ha assicurato che il ricongiungimento familiare deve avere una considerazione primaria. "La famiglia - ha affermato  - svolge un ruolo fondamentale  nel processo di integrazione, nel dare stabilità  alla presenza  degli immigrati  nel nuovo ambiente sociale. (...) I migranti,  consapevoli dei propri diritti,  possono sentirsi più sicuri nell’offrire i loro servizi e le loro capacità  e, mentre la  comunità  che li accoglie, ben informata  e rispettosa di tali diritti, si sentirà libera  di estendere la propria solidarietà  per  edificare insieme un futuro comune".

  Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha anche fatto riferimento all'impegno dell'OSCE nella difesa della libertà fondamentali e dei diritti umani, uno dei quali è il diritto alla libertà di religione, che: "nonostante venga ripetutamente proclamato dalla comunità internazionale, nonché nelle costituzioni della maggior parte degli Stati, continua ad essere ampiamente violato anche oggi". Proprio Papa Benedetto XVI ha ricordato nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2011 che i cristiani sono attualmente il gruppo religioso che subisce il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede. Secondo l'Arcivescovo Mamberti "Potrebbero esserci  più di  duecento milioni di cristiani,  di  differenti confessioni,  che sono in difficoltà  per via  di strutture  legali e culturali  che portano  alla loro discriminazione". A causa di tutto ciò l'Arcivescovo ha proposto l'istituzione di una giornata mondiale contro la persecuzione e la discriminazione dei cristiani che potrebbe dimostrarsi "un segno importante del fatto che i governi sono desiderosi di affrontare questa grave questione".

Contro il traffico di esseri umani

  Infine l'Arcivescovo ha trattato il grande problema del traffico di esseri umani, specialmente i minori e le donne, per lo sfruttamento sessuale, lavorativo e la schiavitù domestica, diventato un "potente affare globale" che coinvolge tanti Paesi di origine, di transito e di destinazione. "Per  opporsi alla piaga  del traffico  di esseri umani con maggiore determinazione e risultati più concreti,  è necessaria una convergenza di sforzi:  una mentalità che  sia incentrata  sulla dignità unica  di ogni persona,  la  punizione certa  dei trafficanti,  la lotta alla corruzione, (...) la correttezza  dei mezzi di comunicazione sociale nel riferire i danni cagionati da tale traffico". 
DELSS/                                        VIS 20111207 (460)

IL PAPA SU "YOUTUBE" IN FRANCESE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Da oggi sarà possibile seguire l'attività del Papa e della Santa Sede in video, in lingua francese, sul sito: www.youtube.com/vaticanfr

  Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano (CTV) arricchiscono la loro offerta su Youtube, finora disponibile già in italiano, inglese, spagnolo e tedesco. Ai centri di radio e televisione vaticana si aggiunge in questo caso la Televisione cattolica francese KTO, che assicurerà la versione francese dei brevi reportages in video sui principali appuntamenti pubblici del Papa Benedetto XVI.

  In un Comunicato diffuso questa mattina si legge che con tale iniziativa, la Chiesa Cattolica "dimostra così ancora una volta il suo impegno nell'uso delle nuove tecnologie, che permettono di portare sempre più vicino ai fedeli la voce e gli insegnamenti del Papa".
RV:CTV/                             VIS 20111207 (140)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto:

- Il Professor Carl Albert Anderson,Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.

- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/                                VIS 20111207 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale José Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (superficie: 20.827; popolazione: 7.158.000; cattolici: 6.452.000; sacerdoti: 1.432; religiosi: 4.286; diaconi permanenti: 5), Messico. Finora Arcivescovo di Monterrey (Messico), il Cardinale Robles Ortega succede al Cardinale Juan Sandoval Íñiguez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Michael Kennedy, Vescovo della Diocesi di Armidale (superficie: 120.000; popolazione: 176.621; cattolici: 42.748; sacerdoti: 34; religiosi: 45; diaconi permanenti: 1), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Wagga Wagga (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. È stato finora parroco a Leeton, Membro dell'équipe diocesana per la promozione delle vocazioni, docente di Teologia Morale e Mariologia presso il Seminario diocesano e Membro del gruppo dei direttori spirituali presso lo stesso Seminario. È stato anche Presidente della Confraternita del Clero Cattolico. Succede al Vescovo Luc Matthys, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione:
- Il Monsignor Georg Austen (Germania), del Clero dell'Arcidiocesi di Paderborn, Segretario Generale di "Bonifatiuswerk der deutschen Katholiken", Membro del Comitato centrale dei Cattolici tedeschi;

- Il Sacerdote Denis Biju Duval (Francia), Docente Ordinario di Teologia della Carità presso l'Istituto Pastorale "Redemptor hominis" della Pontificia Università Lateranense in Roma, Membro della Comunità dell'Emmanuel;
- Il Sacerdote Achim Buckenmaier (Germania), Docente di Teologia Dogmatica nella "Akademie für die Theologie des Volkes Gottes", istituita presso la Pontificia Università Lateranense in Roma;
- Il Sacerdote José Luis Del Palacio y Pérez Medel, del Clero dell'Arcidiocesi di Madrid, Fondatore e membro del consiglio direttivo della Facoltà di Teologia "Redemptoris Mater" di Callao (Perú), Docente di Teologia e di Diritto Canonico;
- Il Sacerdote Marian Królikowski (Polonia), del Clero della Diocesi di Kielce, Fondatore della "Scuola della Nuova Evangelizzazione «San Paolo»", Fondatore e Priore della comunità di vita consacrata "Koinonia San Paolo" di Kielce;
- Il Monsignor Sergio Lanza (Italia), del Clero della Diocesi di Como, Assistente Ecclesiastico Generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Docente Ordinario di Teologia Pastorale presso la Facoltà di Teologia e presso l'Istituto Pastorale "Redemptor hominis" della Pontificia Università Lateranense in Roma;
- Il Sacerdote Xavier Morlans i Molina (Spagna), del Clero dell'Arcidiocesi di Barcelona, Docente di Teologia Fondamentale presso la Facultat de Teologia de Catalunya di Barcelona;
- Il Monsignor Antonio Pitta (Italia), del Clero della Diocesi di Lucera Troia, Docente Ordinario di Esegesi del Nuovo Testamento presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense in Roma;

- Il Monsignor Henryk Seweryniak (Polonia), del Clero della Diocesi di Plock, Docente di Teologia Fondamentale presso l'Universytet Kardynala Stefana Wyszynskiego di Warszawa;
- Il Dottor Moysés Louro De Azevedo Filho (Brasile), Fondatore e Moderatore Generale della Comunità Cattolica Shalom, Associazione Internazionale di Fedeli;
- Il Dottor Curtis A. Martin (Stati Uniti d'America), Fondatore e Presidente di "Fellowship of Catholic University Students" (FOCUS), Docente aggiunto presso l'"Augustine Institute" di Denver;
- Il Dottor Ralph Martin (Stati Uniti d'America), Direttore dei "Graduate Theological Programs in Evangelization" presso la "Sacred Heart School of Theology" di Detroit;
- Il Professor Thomas Söding (Germania), Docente di Nuovo Testamento nella "Katholisch Theologische Fakultät della Ruhr Universität di Bochum", Membro della Commissione Teologica Internazionale;
- La Dottoressa Maria Voce (Italia), Presidente del Movimento dei Focolari (Opera di Maria);
- Il Dottor Petroc Willey (Gran Bretagna), Decano del "Graduate Research presso il Maryvale Institute" di Birmingham.
NER:RE:NA/                                                  VIS 20111207 (570)

AVVISO

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Informiamo i nostri lettori che domani, 8 dicembre, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. La trasmissione riprenderà venerdì 9 dicembre.
..../                     VIS 20111207 (50)

martedì 6 dicembre 2011

CORDIALI RAPPORTI FRA CRISTIANESIMO E GIAINISMO

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina si è svolto un incontro fra una Delegazione del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (PCID), presieduta dal Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del PCID ed una Delegazione del Giainismo, antica religione indiana, presieduta dal Signor Nemu Chandaria, Vice-Presidente del Consiglio Direttivo dell'Istituto Giainista.

  Si tratta del secondo incontro dal 1995. Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che vi sono stati diversi contatti fra la comunità Giainista e il PCID a partire dal 1986. Nel corso dell'odierno incontro, svoltosi in una atmosfera di rispetto ed amicizia reciproca, i membri delle due Delegazioni hanno espresso soddisfazione per i cordiali rapporti e per la collaborazione esistente fra la comunità cristiana e giainista in paesi dove entrambe convivono fianco a fianco.

  "Le Delegazioni - si legge nel Comunicato - hanno auspicato l'ampliamento della collaborazione reciproca, ed hanno concordato sulla necessità di rafforzare, a livello locale, tale collaborazione,  per meglio contribuire al bene comune di tutta la società. In particolare hanno posto l'accento sull'importanza dell'educazione delle giovani generazioni perché siano consapevoli delle proprie tradizioni, e per meglio conoscere e rispettare quelle altrui".

  "Con l'obiettivo di individuare aree concrete di convergenza alla base della collaborazione, sono stati  discussi il principio giainista della 'non-violenza' (Ahimsa) e il principio cristiano  della 'carità'.  Le Delegazioni hanno trovato elementi comuni che possono motivare e sostenere la collaborazione giainista-cattoilica, riconoscendo le differenze fra i due principi".

  "Le Delegazioni hanno inoltre riconosciuto che tali elementi, a livello pratico, richiedono che i fedeli di ambedue le tradizioni promuovano il rispetto reciproco, la verità, l'onestà, la libertà, la pace, l'armonia sociale e si impegnino ad eliminare ogni forma di violenza contro gli esseri umani, in particolare l'ingiustizia, la povertà e lo sfruttamento delle risorse naturali".
CON-DIR/                                        VIS 20111206 (310)

BENEDETTO XVI ACCENDERÀ L'ALBERO DI NATALE PIÙ GRANDE DEL MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Domani, 7 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI accenderà l'Albero di Natale più grande dl mondo, "segno universale di pace e fratellanza tra i popoli", realizzato a Gubbio.

  Dal 1981 un gruppo di volontari allestisce l'albero sul versante del monte Ingino ai piedi del quale è situata la città di Gubbio. L'Albero si distende, con una base di 450 metri, per oltre 750 metri sulle pendici del monte Ingino, partendo dalle mura della città medioevale e arrivando alla Basilica del Patrono, Sant'Ubaldo, posta in cima alla montagna. Copre una superficie di circa 130 mila metri quadrati; oltre 300 punti luminosi di colore verde ne delineano la sagoma che si illumina con 400 luci multicolore; alla sommità una cometa disegnata da oltre 250 punti luminosi con una superficie di circa mille metri quadrati.

  L'Albero viene acceso il 7 dicembre di ogni anno con una cerimonia alla quale partecipano rappresentanti del mondo della cultura, delle istituzioni, della scienza e dello spettacolo. Nel 2011 Benedetto XVI accenderà l'Albero direttamente dall'appartamento pontificio grazie ad un sistema di alta tecnologia telematica. Al Santo Padre basterà sfiorare lo schermo di un "tablet" Sony con sistema operativo Android, che attraverso la rete Internet può interfacciarsi con un web server connesso al sistema erogante la corrente elettrica all'Abete.

  Il Santo Padre sarà visibile a Gubbio grazie a un collegamento video dall'appartamento pontificio allestito dal Centro Televisivo Vaticano (CTV). La cerimonia di accensione, trasmessa da televisioni nazionali e internazionali, ha inizio alle 17:30 e l'intervento in video-collegamento di Papa Benedetto XVI è fissato introno alle 18:30.
.../                  VIS 20111206 (280)

SANTA SEDE STATO MEMBRO ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE MIGRAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Nella giornata di ieri la Santa Sede è entrata a far parte dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (O.I.M.) come Stato membro. La richiesta da parte vaticana è stata accolta dagli Stati aderenti all'organismo internazionale con sede a Ginevra, durante la sessione plenaria.

   L'O.I.M., istituita nel 1951, fonda la sua attività sul principio che la migrazione in condizioni umane e in forma ordinata è di beneficio ai migranti e alla società. L'Organizzazione conta oltre 130 Stati membri e quasi cento Osservatori, fra Stati e organizzazioni internazionali e non governative, di portata mondiale.

  L'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha affermato, ieri, in un'intervista concessa alla Radio Vaticana, che: "In questo momento, mentre vediamo nel mondo un continuo crescere di migranti, di rifugiati, di gente in movimento per varie ragioni, è importante essere presenti e partecipare agli sforzi della Comunità internazionale per apportare qualcosa di specifico, tipico della Santa Sede: una voce etica che dia una interpretazione di queste nuove situazioni", nelle quali "non è tanto la politica che prevale, quanto piuttosto la necessità di andare incontro alle esigenze umane di queste persone, che si trovano in cammino nelle varie regioni del mondo".

  La Chiesa, ha ricordato ancora l'Arcivescovo Tomasi, con la sua esperienza secolare opera in prima linea al servizio dei migranti, avvalendosi di una vasta rete di organizzazioni cattoliche, per cui la "collaborazione con le strutture esistenti della Comunità internazionale è un passo logico e operativo che porta a rendere il servizio ancora più efficace". Le strutture della Chiesa "servono veramente con generosità tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede religiosa, dal loro colore, dalla loro situazione legale. È la persona umana, è la dignità della persona umana che conta e che spesso è messa a rischio nelle situazioni di marginalità che vengono a crearsi nel movimento da un Paese all'altro, per queste persone che cercano lavoro o che cercano una forma nuova di sopravvivenza". La lettura etica della Chiesa, ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, va a beneficio della "difesa della persona umana e della sua dignità".
RV/                              VIS 20111206 (370)

AL CARDINALE BERTONE PREMIO "GIOVANNI PAOLO II" PER LA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Al Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, è stato conferito il premio "Giovanni Paolo II" per la pace, dall'Associazione Anassilaos, con sede a Reggio Calabria.

  Nel discorso di domenica scorsa il Porporato ha ricordato che nella Lettera Enciclica "Redemptoris hominis", Giovanni Paolo II individuò "nel rispetto dei diritti umani la via maestra per assicurare la pace tra i popoli". Anche Papa Benedetto XVI, ponendo "attenzione ai valori universali che accomunano le religioni, le culture e i diversi sistemi di pensiero" ha "individuato in un valore assoluto, la verità, il fondamento della pace".

  Per questo, ha aggiunto il Cardinale Bertone, l'attuale Pontefice non si stanca "di richiamare i cristiani alla centralità di Gesù che, abbattendo ogni muro di separazione, mostra possibilità reale (...) di un impegno per la pace universale".

  Di Giovanni Paolo II, il Segretario di Stato ha ricordato anche i "gesti concreti" di pace, come l'insistenza sui diritti umani, i viaggi tra i popoli in guerra, le iniziative presso le comunità internazionali per scongiurare o ricomporre conflitti e gli incontri interreligiosi convocati ad Assisi".
SS/                              VIS 20111206 (200)

NATALE RICORDA DOVERE CHIESA IMPEGNARSI PER BAMBINI CHE SOFFRONO

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo un editoriale di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, pubblicato su "Octava Dies", settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano.

“Che ne sarà di questo bambino?” è la domanda che nel Vangelo sta sulla bocca di amici e parenti alla nascita del piccolo Giovanni, che sarà il Battista, ed è anche la domanda di tutti noi davanti alla meraviglia di un bimbo che viene nel mondo. Domanda che cela insieme speranza e una certa preoccupazione.

  "È la domanda che ci siamo fatti all’incontro del Papa con i bambini due settimane fa - certo il momento più bello e commovente dell’intero viaggio in Benin - con l’anziano Pontefice accompagnato per mano e attorniato da bimbetti deliziosi a passo di danza. Il documento sinodale portato in Africa dal Papa enumera, in un passaggio impressionante, alcuni dei 'trattamenti intollerabili inflitti a tanti bambini': 'I bambini uccisi prima della nascita, i piccoli non desiderati, gli orfani, gli albini, i fanciulli di strada, quelli abbandonati, i bambini-soldato, i bambini prigionieri, i piccoli forzati a lavorare, quelli maltrattati a causa di un handicap fisico o mentale, quelli considerati come stregoni, i ragazzi venduti come schiavi sessuali, quelli traumatizzati, senza alcuna prospettiva di avvenire…'. Per tutti loro la Chiesa sa di doversi impegnare. Sulle più di 125.000 istituzioni di salute e carità che fanno capo alla Chiesa nel mondo, ben oltre 20.000 sono dedicate specificamente all’infanzia; moltissime altre alla scuola o al recupero dei fanciulli di strada o in difficoltà".

  "In occasione di un recente convegno internazionale sulla protezione dei bambini dagli abusi sessuali, l’intervento di Monsignor Scicluna, con un 'Decalogo' di principi chiari e decisi, ha riscosso applausi a scena aperta. Ed è giusto ricordare l’impegno prezioso e generoso dedicato da moltissime donne, religiose e laiche, in questo campo. Certo uno dei modi più belli – e utili – di servizio femminile all’umanità e alla Chiesa. Nel tempo di Avvento e di Natale, tempo del Signore bambino, sono riflessioni spontanee: abbiamo tutti i motivi per continuare ad essere in prima linea su queste frontiere".
CTV/                  VIS 20111206 (360)

lunedì 5 dicembre 2011

ORATORIO E PROIEZIONE FILM OFFERTI AL PAPA DA BAYERISCHER RUNDFUNK

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di venerdì 2 dicembre, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha assistito allo "Oratorio natalizio delle Alpi", del compositore bavarese Hans Berger ed alla proiezione del film "Dal cielo in terra - Avvento e Natale nelle Prealpi Bavaresi", della Signora Sigrid Esslinger, prodotto dalla Radiotelevisione bavarese "Bayerischer Rundfunk, che ha offerto al Papa ambedue gli eventi della serata.

  Al termine della proiezione Benedetto XVI ha ringraziato il compositore e il suo Ensemble, la  regista del film ed i rappresentanti della Radiotelevisione Bavarese per aver portato "un po' di usanze e di senso della vita tipicamente bavaresi nella casa del Papa".

  "Da noi, l’Avvento è chiamato 'tempo silenzioso' - ha proseguito il Santo Padre - Il silenzio della casa diventa, per la fede, attesa del Signore, gioia della sua presenza. (...) Oggi l’Avvento è spesso proprio il contrario: tempo di una sfrenata attività, si compra, si vende, preparativi di Natale, dei grandi pranzi. (...). Ma, come avete visto, le tradizioni popolari della fede non sono sparite, anzi, sono state rinnovate, approfondite, aggiornate. E così creano isole per l’anima, isole del silenzio, isole della fede, isole per il Signore, nel nostro tempo, e questo mi sembra molto importante. E dobbiamo dire grazie a tutti coloro che rendono presente la realtà della fede nelle nostre case, nel nostro tempo".
BXVI-AVVENTO                VIS 20111205 (240)

CONVERSIONE E SOBRIETÀ STILE DI VITA IN PREPARAZIONE AL NATALE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2011 (VIS). Nella seconda domenica di Avvento, il Santo Padre ha rivolto brevi parole ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus ed ha ricordato che il periodo liturgico del Tempo di Avvento "mette in risalto le due figure che hanno avuto un ruolo preminente nella preparazione della venuta storica del Signore Gesù: la Vergine Maria e san Giovanni Battista".

  Nel Vangelo odierno "Giovanni viene presentato come una figura molto ascetica (...). Gesù stesso, una volta, lo contrappose a coloro che 'stanno nei palazzi dei re' e che 'vestono con abiti di lusso' . Lo stile di Giovanni Battista dovrebbe richiamare tutti i cristiani a scegliere la sobrietà come stile di vita, specialmente in preparazione alla festa del Natale, in cui il Signore – come direbbe san Paolo – 'da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà'".

  "Per quanto riguarda la missione di Giovanni - ha proseguito il Papa -  essa fu un appello straordinario alla conversione: il suo battesimo 'è legato ad un ardente invito a un nuovo modo di pensare e di agire, è legato soprattutto all’annuncio del giudizio di Dio' e della imminente comparsa del Messia. (...) L’appello di Giovanni (....) chiama ad un cambiamento interiore, a partire dal riconoscimento e dalla confessione del proprio peccato. Mentre ci prepariamo al Natale, è importante che rientriamo in noi stessi e facciamo una verifica sincera sulla nostra vita".

Proteggere i migranti

  Al termine della recita dell'Angelus, nel rivolgere parole di saluto ai pellegrini nelle diverse lingue, Benedetto XVI ha ricordato che nei prossimi giorni si celebrerà a Ginevra il 60° anniversario dell'istituzione dell'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, il 60° della Convenzione sullo status dei rifugiati ed il 50° della Convenzione sulla riduzione dei casi di apolidia.

  "Affido al Signore - ha detto il Pontefice - quanti, spesso forzatamente, debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di nazionalità. Mentre incoraggio la solidarietà nei loro confronti, prego per tutti coloro che si prodigano per proteggere e assistere questi fratelli in situazioni di emergenza, esponendosi anche a gravi fatiche e pericoli".
ANG/                  VIS 20111205 (370)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Nicola Girasoli, Nunzio Apostolico in Antigua e Barbuda, Bahamas, Dominica, Giamaica, Grenada, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincenzo e Grenadine, Suriname, Repubblica Cooperativistica della Guyana e Delegato Apostolico nelle Antille.

- Undici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Myers, di Newark, con gli Ausiliari Vescovo Edgar M. Da Cunha, S.D.V.; Vescovo Gaetano Aldo Donato; Vescovo Manuel A. Cruz; e con i già Ausiliari: Vescovo David Arias, O.A.R. e Vescovo Dominic Anthony Marconi.

    - Il Vescovo Paul Gregory Bootkoski, di Metuchen.

    - Il Vescovo Arthur Joseph Serratelli, di Paterson, con l'emerito Vescovo Frank Joseph Rodimer.

    - Il Vescovo David M. O'Connell, C.M., di Trenton, con l'emerito Vescovo John Mortimer Smith.

    - Il Vescovo Donald Walter  Trautman, di Erie.

- La Signora Jasna Krivošić-Prpić, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in visita di congedo

-  Il Cardinale Marc Òuellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/                             VIS 20111205 (170)

venerdì 2 dicembre 2011

PREDICHE DI AVVENTO ALLA PRESENZA DI BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, il Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., ha tenuto la prima predica di Avvento sul tema: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura” (Marco 16, 15).

  Le prediche di Avvento, che si tengono nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano, tornano quest'anno sul tema dell'evangelizzazione, in preparazione al Sinodo dei Vescovi 2012 sullo stesso argomento. Padre Cantalamessa si soffermerà in particolare su quattro grandi momenti di accelerazione o ripresa dell’impegno missionario: la seconda parte del secolo III, con la conversione di vasti strati dell’Impero romano ad opera dei vescovi; i secoli VI-IX in cui i monaci operano per la rievangelizzazione dell’Europa dopo le invasioni barbariche; il secolo XVI con la scoperta e la conversione dei popoli del “Nuovo mondo” mediante l’apostolato dei frati e l’epoca attuale che vede la Chiesa impegnata in una rievangelizzazione dell’Occidente secolarizzato attraverso l’impegno dei laici.
.../AVVENTO/CANTALAMESSA                          VIS 20111202 (180)

AI TEOLOGI: UNIRE FEDE E RAGIONE PER EVITARE VIOLENZA MOTIVI RELIGIOSI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i membri dell'annuale Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, a conclusione dei lavori, presieduti dal Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Il Pontefice si è soffermato nel suo discorso sui tre temi che la Commissione sta studiando negli ultimi anni. In merito al primo, la questione di Dio e la comprensione del monoteismo, Benedetto XVI ha ricordato che: "Dietro la professione della fede cristiana nel Dio unico si ritrova la quotidiana professione di fede del popolo di Israele", ma con l'incarnazione del Figlio in Gesù Cristo "il monoteismo del Dio unico si è illuminato con una luce completamente nuova: la luce trinitaria. E nel mistero trinitario s'illumina anche la fratellanza fra gli uomini". Perciò la teologia "può aiutare i credenti a prendere coscienza e a testimoniare che il monoteismo trinitario ci mostra il vero Volto di Dio, ed (...) è forza di pace personale e universale".

  La Commissione ha studiato anche i criteri secondo i quali una teologia possa essere definita "cattolica". In merito il Papa ha spiegato che: "Il punto di partenza di ogni teologia cristiana è (...) l’accoglienza personale del Verbo fatto carne, l’ascolto della Parola di Dio nella Sacra Scrittura". Tuttavia la storia della Chiesa mostra che "il riconoscimento del punto di partenza non basta a giungere all’unità nella fede. Ogni lettura della Bibbia si colloca necessariamente in un dato contesto di lettura, e l’unico contesto nel quale il credente può essere in piena comunione con Cristo è la Chiesa e la sua Tradizione viva".

  La teologia cattolica deve continuare a dedicare particolare attenzione al legame tra fede e ragione, come ha sempre fatto nel corso della storia. Ciò è più che mai necessario, ha detto il Pontefice, "per rendere possibile una sinfonia delle scienze e per evitare le derive violente di una religiosità che si oppone alla ragione e di una ragione che si oppone alla religione".

  Il terzo tema che la Commissione ha esaminato è la relazione fra la Dottrina sociale della Chiesa e l'insieme della Dottrina cristiana. In merito Benedetto XVI ha ribadito che: "L’impegno sociale della Chiesa non è solo qualcosa di umano, né si risolve in una teoria sociale. La trasformazione della società operata dai cristiani attraverso i secoli è una risposta alla venuta nel mondo del Figlio di Dio. (...) I discepoli di Cristo Redentore sanno che senza l’attenzione all’altro, il perdono, l’amore anche dei nemici, nessuna comunità umana può vivere in pace (...). Nella necessaria collaborazione a favore del bene comune anche con chi non condivide la nostra fede, dobbiamo rendere presenti i veri e profondi motivi religiosi del nostro impegno sociale (...). Chi avrà percepito i fondamenti dell’agire sociale cristiano vi potrà così anche trovare uno stimolo per prendere in considerazione la stessa fede in Gesù Cristo".

  Infine il Papa ha affermato che la Chiesa ha grande bisogno della riflessione dei teologi "sul mistero del Dio di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Senza una sana e vigorosa riflessione teologica la Chiesa rischierebbe di non esprimere pienamente l’armonia tra fede e ragione".
AC/                          VIS 20111202 (540)

STUDENTI INTERNAZIONALI NON CADANO PREDA “FUGA DEI CERVELLI”

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, di cui è Presidente l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, ha organizzato in questi giorni il III Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti internazionali. Questa mattina il Santo Padre, nel ricevere i partecipanti, ha notato con grande interesse che l'incontro delle culture, tema del Congresso, è "una realtà fondamentale nella nostra epoca e per il futuro dell’umanità e della Chiesa".

  "Oggi più che mai la reciproca apertura tra le culture - ha proseguito il  Pontefice - è terreno privilegiato per il dialogo tra quanti sono impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo. L’incontro delle culture nel campo universitario deve essere pertanto incoraggiato e sostenuto (....) Gli studenti internazionali, infatti, hanno la potenzialità di diventare, con la loro formazione intellettuale, culturale e spirituale, artefici e protagonisti di un mondo dal volto più umano".

  "A motivo della carenza di formazione qualificata e di strutture adeguate nella terra di origine  - ha spiegato il Papa - come pure delle tensioni sociali e politiche, e grazie ai sostegni economici per lo studio all’estero, gli studenti internazionali sono una realtà in aumento all’interno del grande fenomeno migratorio. È importante, dunque, offrire ad essi una sana ed equilibrata preparazione intellettuale, culturale e spirituale, perché non cadano preda della 'fuga dei cervelli', ma formino una categoria socialmente e culturalmente rilevante in prospettiva del loro rientro come futuri responsabili nei Paesi di origine, e contribuiscano a costituire dei 'ponti' culturali, sociali e spirituali con i Paesi di accoglienza".

  Il mondo universitario costituisce per la Chiesa un campo privilegiato per l’evangelizzazione dato che "la diffusione di ideologie 'deboli' nei diversi campi della società sollecita i cristiani a un nuovo slancio nel campo intellettuale, al fine di incoraggiare le giovani generazioni nella ricerca e nella scoperta della verità sull’uomo e su Dio". E in merito il Papa ha ricordato l'esempio del Beato John Henry Newman, la cui vita "così legata al contesto accademico, conferma l’importanza e la bellezza di promuovere un ambiente educativo nel quale la formazione intellettuale, la dimensione etica e l’impegno religioso procedano insieme".

  "I giovani cristiani, provenendo da culture diverse, ma appartenendo all’unica Chiesa di Cristo, possono mostrare che il Vangelo è Parola di speranza e di salvezza per gli uomini di ogni popolo e cultura, di ogni età e di ogni epoca", ha concluso il Pontefice.
AC/                   VIS 20111202 (410)

DEDICATA A MARIA RAPPRESENTAZIONE NATIVITÀ PIAZZA SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). La rappresentazione in Piazza San Pietro della Natività, quest'anno è dedicata a Maria, la madre di Gesù. L’ispirazione viene dalla recente Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, profondamente devoto alla Madonna.

  A sinistra del Presepe, che sarà  inaugurato il 24 dicembre, sono stati ricostruiti un tempio e alcune abitazioni ispirate ad un genere iconografico tradizionale degli ambienti palestinesi dell'epoca, dove si svolgono le scene di vita di Maria, dall'Annunciazione all'incontro con la cugina Elisabetta, alla presentazione di Gesù al Tempio. I personaggi del presepio provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant'Andrea della Valle.

  L'albero di Natale, innalzato accanto all'obelisco di Piazza San Pietro è un abete rosso proveniente dalla regione ucraina della Zakarpattya, alto 30,5 metri, con un diametro del tronco di 56 cm, con una chioma di oltre 700 rami, che saranno decorati con oltre 2.500 sfere di colore oro e argento, e con luci bianche e gialle.

  L'abete, dono della Repubblica di Ucraina, sarà collocato in situ il 5 dicembre e all'inaugurazione, il 16 dicembre, saranno presenti i Vescovi cattolici dell'Ucraina.
OP/                    VIS 20111202 (200)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze (Italia).
AP/                  VIS 20111202 (40)

giovedì 1 dicembre 2011

CAMPIONI DELLA FEDE PERENNE MODELLO PER I BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). "Testimonianze e testimoni. I martyria e i campioni della fede", è stato il tema della XVI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, tenutasi nel pomeriggio di ieri nell'Aula Magna del Palazzo San Pio X in Roma. Nel corso della Seduta è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie attribuito dal Santo Padre a giovani studiosi, artisti o istituzioni che si siano distinti nella promozione dell'umanesimo cristiano.

  Il primo premio "ex aequo" è stato attribuito allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme ed alla Dottoressa Daria Mastrorilli. Lo Studium  si è distinto per le numerose campagne di scavo archeologico volte a scoprire e recuperare le memorie bibliche di Terra Santa. La Dottoressa Daria Matrorilli ha studiato il culto dei Martiri Zotico, Ireneo e Amanzio, indagando il cimitero omonimo a Roma.

  La Dottoressa Cecilia Proverbio ha ricevuto la Medaglia del Pontificato per la sua Tesi Dottorale sull'apparato iconografico delle basiliche paleocristiane di Roma, in particolare delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo.

  Nel corso della Seduta, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio inviato da Benedetto XVI al Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Consiglio di Coordinamento fra le Accademie.

  Il Papa scrive nel Messaggio che il tema della Seduta offre l'occasione per riflettere sulla la storicità del cristianesimo, il suo intrecciarsi continuamente con la storia "per trasformarla in profondità grazie al lievito del Vangelo e della santità vissuta e testimoniata".

  Particolare interesse riveste la vita delle antiche comunità cristiane e, fra i siti archeologici in cui emergono i segni della presenza cristiana, Benedetto XVI riserva particolare attenzione alla Terra Santa, "ambito per eccellenza in cui ricercare i segni della presenza storica di Cristo e della prima comunità dei suoi discepoli"; e alla città di Roma, dove soprattutto le catacombe "attestano che la comunità cristiana, sin dalle origini, ha voluto esaltare le figure dei campioni della fede come modelli e punti di riferimento per tutti i battezzati".

  "I numerosissimi interventi monumentali e artistici dedicati ai martiri, documentati appunto dalle indagini archeologiche e da tutte le altre ricerche connesse, scaturiscono da una convinzione sempre presente nella comunità cristiana, di ieri come di oggi: il Vangelo parla al cuore dell’uomo e si comunica soprattutto attraverso la testimonianza viva dei credenti - nota il Pontefice -.  Se osserviamo con attenzione l’esempio dei martiri, dei coraggiosi testimoni dell’antichità cristiana, come anche dei numerosissimi testimoni dei nostri tempi, ci accorgiamo che sono persone profondamente libere, libere da compromessi e da legami egoistici, consapevoli dell’importanza e della bellezza della loro vita, e proprio per questo capaci di amare Dio e i fratelli in maniera eroica, tracciando la misura alta della santità cristiana".

  "Anche oggi la Chiesa, se vuole efficacemente parlare al mondo, se vuole continuare ad annunciare fedelmente il Vangelo e far sentire la sua presenza amichevole agli uomini e alle donne che vivono la loro esistenza sentendosi 'pellegrini della verità e della pace', deve farsi, anche nei contesti apparentemente più difficili o indifferenti all’annuncio evangelico, testimone della credibilità della fede, deve cioè saper offrire testimonianze concrete e profetiche attraverso segni efficaci e trasparenti di coerenza, di fedeltà e di amore appassionato e incondizionato a Cristo, non disgiunto da un’autentica carità, dall’amore per il prossimo. Ieri come oggi, il sangue dei martiri, la loro tangibile ed eloquente testimonianza, tocca il cuore dell’uomo e lo rende fecondo, capace di far germogliare in sé una vita nuova, di accogliere la vita del Risorto per portare risurrezione e speranza al mondo che lo circonda".
MESS/                              VIS 20111201 (600)

NUOVA EVANGELIZZAZIONE DIPENDE IN GRAN PARTE DALLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con il Presidente Cardinale Ennio Antonelli, nella ricorrenza del XXX anniversario di istituzione del Dicastero, ad opera del Beato Giovanni Paolo II e del trentesimo di pubblicazione dell'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio".

  "Nel nostro tempo - ha affermato Benedetto XVI - come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro (...) così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è 'spazio umano' dell’incontro con Cristo. (...) La famiglia fondata sul sacramento del Matrimonio è attuazione particolare della Chiesa, comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante. Come la Chiesa, la famiglia è chiamata ad accogliere, irradiare e manifestare nel mondo l’amore e la presenza di Cristo".

  "L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile. La famiglia cristiana (...) riflette nel mondo lo splendore di Cristo e la bellezza della Trinità divina" nella misura in cui "riesce a vivere l'amore come comunione e servizio, come dono reciproco e apertura verso tutti".

  Nel ricordare la recente visita ad Ancona per la chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale italiano, nel corso della quale ha incontrato insieme coniugi e sacerdoti, il Papa ha detto: 'Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del popolo di Dio. Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera mera destinataria dell’azione pastorale. (...) 'La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale'".

  "Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale (...); la formazione dei coniugi, (...) le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie".

  Infine Benedetto XVI, nel riferirsi al VII Incontro Mondiale delle Famiglie in programma a Milano (Italia), nel luglio 2012, ha detto: "Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo".
AC/                  VIS 20111201 (470)

PROMUOVERE ACCESSO UNIVERSALE TERAPIE CONTRO HIV/AIDS

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids 2011.

  Nel Comunicato, a firma dell'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Dicastero, si legge che la Giornata "deve costituire una nuova opportunità di promuovere l'accesso universale alle terapie per i contagiati, la prevenzione della trasmissione da madre a figlio, e  l'educazione di uno stile di vita che implichi un approccio coretto e responsabile alla sessualità. Inoltre il presente è un momento privilegiato per rilanciare la lotta contro il pregiudizio sociale".

  Si stima che 1.800.000 persone muoiano ogni anno a causa dell'Hiv/Aids, principalmente nell'Africa subsahariana. "Sono persone che potrebbero condurre una vita normale se solo avessero accesso a terapie farmacologiche ad hoc, quelle conosciute come terapie antiretrovirali".

  "Si assiste a morti che non sono più giustificabili, ed anche al dolore dei parenti delle persone interessate. (...) Ormai non si può più giustificare  la trasmissione dell'infezione da madri a figli".

  "Sebbene l'estensione di queste terapie a tutte le popolazioni e a tutte le parti di una popolazione non si possa più rimandare, di fondamentale importanza rimane anche la formazione, l'educazione, di tutti, e in particolare delle nuove generazioni, ad una sessualità fondata su di 'una antropologia ancorata alla legge naturale e illuminata dalla Parola di Dio'.  La Chiesa e il suo Magistero invocano uno stile di vita che privilegi l'astinenza, la fedeltà coniugale e il rifiuto della promiscuità sessuale perché, come l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale 'Africae Munus' ha ribadito, tutto ciò fa parte della questione di uno 'sviluppo integrale ' a cui le persone e le comunità hanno diritto".

  "Nel lanciare questo nuovo appello all'impegno e alla solidarietà in favore di tutte le vittime (sia dirette che indirette) dell'Hiv/Aids, vorremo ringraziare, in unione di spirito con il Santo Padre, tutti coloro che si sono impegnati, spesso per molti anni, nell'assistenza dei malati. Ci riferiamo alle istituzioni, alle agenzie e ai volontari che lavorano nel settore sanitario e specialmente dell'Aids e (....) che, senza dubbio, meritano sostegno operativo e il sostegno, senza vincoli ideologici, di organizzazioni internazionali e benefattori".

  "Infine, desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle persone malate di Hiv/Aids, a coloro che sono loro vicini, e a tutti gli operatori sanitari che, essendo esposti al rischio di infezione, offrono tutte le cure possibili, nel rispetto della personalità e della dignità del malato".
CON-AVA/                             VIS 20111201 (410)

CHIESA NECESSITA METANOIA PER PRESENTARSI MAESTRA E TESTIMONE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noti i lavori della Sesta Riunione del XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 23 e 24 novembre scorso.

  Nella sessione di apertura l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che nell'ottobre 2012 è in programma la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Nel corso della riunione è stata presentata una sintesi delle risposte ai "Lineamenta" inviate dalle Conferenze Episcopali, dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche 'sui iuris', dagli organismi della Curia Romana e dall'Unione dei Superiori Generali. Tenendo conto di tali risposte è stato elaborato uno schema per la redazione dell'"Instrumentum laboris" della futura Assemblea sinodale.

  Si è cercato di dare una descrizione adeguata di "Nuova Evangelizzazione", rivolta ai cristiani che hanno abbandonato la pratica religiosa, ai non credenti, agli agnostici e ai fedeli di altre religioni; e che interessa tutta la Chiesa, anche se in modo diverso secondo le regioni. "Con la nuova evangelizzazione la Chiesa cerca di rispondere ai mutamenti costanti che intervengono nella comunità umana universale nel processo di globalizzazione in un clima culturale e morale di secolarizzazione e agnosticismo. Di fronte a tali sfide si richiedono nuovi linguaggi e nuovi mezzi e soprattutto testimoni credibili perché sia trasmessa la fede alle nuove generazioni nei nuovi contesti sociali".

 Infine si sottolinea che la Chiesa "mentre avverte con rinnovata acuta sensibilità il dovere di predicare il Vangelo, ha necessità di una metanoia che le permetta, tra l'altro, di presentarsi come maestra e testimone a persone che cercano il Signore, perché, annunciando il Vangelo, di fatto proclama la conversione e il perdono dei peccati".

  La prossima riunione del Consiglio avrà luogo il 16 e 17 febbraio 2012.
OP/                              VIS 20111201 (320)

INVIATO SPECIALE CENTENARIO CATTEDRALE DI YANGON

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS).  Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 4 novembre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale al centenario della cattedrale di Yangon (Myanmar), in programma l'8 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino sarà accompagnato da una missione composta dal Sacerdote Joseph Maung Win, Parroco della "St.Anthony's Parish" e dal Sacerdote George Shwe Htun, Viceparroco della "St. Mary's Cathedral".
BXVI-LETERA/                 VIS 20111201 (100)

PRESENZA VESCOVO LEI SHIYIN ORDINAZIONE EPISCOPALE IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). In occasione della consacrazione del Vescovo coadiutore di Yibin avvenuta nella mattinata di ieri, 30 novembre, nel Sichuan (Cina), alcuni giornalisti hanno posto la domanda su come sia da valutare la presenza del Vescovo Lei Shiyin a tale cerimonia. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha dato la seguente risposta che viene di seguito trascritta:

  "Ho saputo dai mass media che stamattina ha avuto luogo l’ordinazione del Reverendo Pietro Luo Xuegang come Vescovo Coadiutore della diocesi di Yibin nel Sichuan. Il consacrante principale è stato l’anziano Vescovo Diocesano, Monsignor Giovanni Chen Shizhong. Tutti i consacranti sono Vescovi in comunione con il Santo Padre, eccetto Lei Shiyin di Leshan".

  "Dopo le tre recenti ordinazioni episcopali senza il mandato pontificio, il fatto di avere un nuovo Presule che è in comunione con il Papa e con tutti i Vescovi cattolici del mondo è certamente positivo. Ciò sarà apprezzato non soltanto dai Vescovi e dai fedeli cinesi, ma anche nella Chiesa universale. Invece la partecipazione del Vescovo illegittimo, che - com’è noto - si trova nella condizione canonica di una persona scomunicata, non va nella stessa direzione e suscita disapprovazione e sconcerto da parte dei fedeli, tanto più perché risulta che egli ha preso parte come Vescovo consacrante e ha concelebrato l’Eucaristia. La recidività della sua disobbedienza alle norme della Chiesa purtroppo aggrava la sua posizione canonica".

  "In situazioni ordinarie la presenza del Vescovo Lei Shiyin avrebbe dovuto essere esclusa assolutamente e comporterebbe delle conseguenze canoniche per gli altri Vescovi partecipanti. Nella presente circostanza è probabile che questi ultimi non abbiano potuto impedirla senza gravi inconvenienti. In ogni caso, la Santa Sede potrà valutare meglio la questione quando riceverà più ampie ed approfondite informazioni".
OP/                  VIS 20111201 (310)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza
sedici Presuli della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia, con gli Ausiliari Vescovo Daniel Edward Thomas; Vescovo Timothy C. Senior; Vescovo John J. McIntyre; Vescovo Michael J. Fitzgerald.

    - Il Vescovo John Oliver Barres, di Allentonwn.

    - Il Vescovo Mark L Bartchak, Vescovo di Altoona-Johnstown.

    - Il Vescovo Lawrence E. Brandt, di Greensburg.

    - Il Vescovo Joseph Patrick McFadden, di Harrisburg.

    - Il Vescovo David Allen Zubik, di Pittsburgh, con l' Ausiliare Vescovo William J. Waltersheid e  con il già Ausiliare, Vescovo William Joseph Winter.

    - Il Vescovo Joseph C. Bambera, di Scranton, con gli emeriti Vescovo James Clifford Timlin, Vescovo Joseph Francis Martino e con il già Ausiliare Vescovo John Martin Dougherty.
AL/                  VIS 20111201 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Armando Xavier Ochoa, finora Vescovo di El Paso (Stati Uniti d'America), Vescovo di Fresno (superficie: 91.268; popolazione: 2.778.000; cattolici: 1.084.000; sacerdoti: 166: religiosi:152; diaconi permanenti: 46), Stati Uniti d'America.
NER/                     VIS 20111201 (50)

mercoledì 30 novembre 2011

CRISTIANI SONO CHIAMATI AD ESSERE "TESTIMONI DI PREGHIERA"

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2011 (VIS). L'Udienza Generale di oggi si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 5.500 fedeli provenienti da diversi paesi. Concluso il ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nell'Antico Testamento, il Papa ha iniziato oggi una nuova serie dedicata alla preghiera di Cristo "che attraversa tutta la sua vita, come un canale segreto che irriga l’esistenza, le relazioni, i gesti e che lo guida, con progressiva fermezza, al dono totale di sé, secondo il progetto di amore di Dio Padre".

  Benedetto XVI ha affermato che un momento particolarmente significativo è la preghiera che segue il battesimo di Gesù nel Giordano. Secondo la predicazione di Giovanni, il battesimo doveva segnare una svolta determinante: lasciare una condotta legata al peccato ed iniziare una vita nuova. Come i primi cristiani, anche in noi sorge la domanda perché Gesù si sottoponga volontariamente a questo battesimo di penitenza e di conversione, dato che non aveva peccati e non aveva bisogno di convertirsi. Qui sorge lo stupore del Battista che domanda: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". Il Pontefice ha spiegato: "Discendendo allora nel fiume Giordano, Gesù, senza peccato, rende visibile la sua solidarietà con coloro che riconoscono i propri peccati, scelgono di pentirsi e di cambiare vita; fa comprendere che essere parte del popolo di Dio vuol dire entrare in un’ottica di novità di vita, di vita secondo Dio. In questo gesto Gesù anticipa la croce, dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori, assumendo sulle sue spalle il peso della colpa dell’intera umanità, adempiendo la volontà del Padre".

  Raccogliendosi in preghiera dopo il battesimo, Gesù mostra l’intimo legame con il Padre e "sperimenta la sua paternità, coglie la bellezza esigente del suo amore, e nel colloquio con Lui riceve la conferma della sua missione con le parole che risuonano dal Cielo, Tu sei 'il Figlio mio, l'amato'" e con lo Spirito Santo che discende su di Lui. "Nella preghiera - ha detto il Papa - Gesù vive un ininterrotto contatto con il Padre per realizzare fino in fondo il progetto di amore per gli uomini". Ed è in questa profonda unione con il Padre che Gesù compie il passaggio dalla vita nascosta di Nazareth al suo ministero pubblico.

Cristo, maestro di preghiera

La preghiera di Gesù ha la sua origine, come dimostrano i riferimenti dei Vangeli, dal modo di pregare acquisito in famiglia, fortemente legato alla tradizione religiosa del popolo di Israele; ma la sua origine "profonda ed essenziale" è "nel suo essere il Figlio di Dio, nel suo rapporto unico con Dio Padre". Nella narrazione evangelica, "le ambientazioni della preghiera di Gesù si collocano sempre all'incrocio tra l’inserimento nella tradizione del suo popolo e la novità di una relazione personale unica con Dio. 'Il luogo deserto' in cui spesso si ritira, 'il monte' dove sale a pregare, 'la notte' che gli permette la solitudine richiamano momenti del cammino della rivelazione di Dio nell’Antico Testamento, indicando la continuità del suo progetto salvifico".

  "La preghiera di Gesù tocca tutte le fasi del suo ministero e tutte le sue giornate. Le fatiche non la bloccano. I Vangeli, anzi, lasciano trasparire una consuetudine di Gesù a trascorrere in preghiera parte della notte. (....) Quando le decisioni si fanno urgenti e complesse, la sua preghiera diventa più prolungata e intensa".

  Nel contemplare il modo di pregare di Gesù, ha affermato Benedetto XVI, dobbiamo interrogarci sulla nostra preghiera e sul tempo che dedichiamo al rapporto con Dio. In proposito il Papa ha ribadito l'importanza della "lettura orante della Sacra Scrittura. Ascoltare, meditare, tacere davanti al Signore che parla è un'arte che si impara praticandola con costanza". La preghiera è un dono di Dio che esige tuttavia "impegno e continuità".

  Oggi i cristiani sono chiamati "a essere testimoni di preghiera, proprio perché il nostro mondo è spesso chiuso all'orizzonte divino e alla speranza che porta l’incontro con Dio. Nell’amicizia profonda con Gesù e vivendo in Lui e con Lui la relazione filiale con il Padre, attraverso la nostra preghiera fedele e costante, possiamo aprire finestre verso il Cielo di Dio. Anzi, nel percorrere la via della preghiera, (...) possiamo aiutare altri a percorrerla".

  "Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Santo Padre - educhiamoci ad un rapporto con Dio intenso, ad una preghiera che non sia saltuaria, ma costante, piena di fiducia, capace di illuminare la nostra vita, come ci insegna Gesù. E chiediamo a Lui di poter comunicare alle persone che ci stanno vicino, a coloro che incontriamo sulla nostra strada, la gioia dell’incontro con il Signore, luce per l’esistenza".
AG/                  VIS 20111130 (780)
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