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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 9 dicembre 2009

NELLE DIFFICOLTÀ INVOCARE BEATA VERGINE MARIA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2009 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Dapprima riferendosi ai testi biblici e al Libro della Genesi ed al racconto dell'Annunciazione del Vangelo di Luca, il Papa ha spiegato che: "Satana ai primordi della creazione sembra avere la meglio, ma verrà un figlio di donna che gli schiaccerà la testa. Così, mediante la stirpe della donna, Dio stesso vincerà. Quella donna è la Vergine Maria, dalla quale è nato Gesù Cristo che, con il suo sacrificio, ha sconfitto una volta per sempre l'antico tentatore. Per questo, in tanti dipinti o statue dell'Immacolata, Ella è rappresentata nell'atto di schiacciare un serpente sotto il suo piede".

  "L'Evangelista Luca, invece, ci mostra la Vergine Maria che riceve l'annuncio del Messaggero celeste (cfr Lc 1,26-38)" - ha proseguito il Pontefice - "Ella appare come l'umile e autentica figlia d'Israele, vera Sion in cui Dio vuole porre la sua dimora. E' il virgulto dal quale deve nascere il Messia, il Re giusto e misericordioso. (...) A differenza di Adamo ed Eva, Maria rimane obbediente alla volontà del Signore, con tutta se stessa pronuncia il suo 'sì' e si mette pienamente a disposizione del disegno divino. E' la nuova Eva, vera "madre di tutti i viventi", di quanti cioè per la fede in Cristo ricevono la vita eterna".

  "Cari amici, che gioia immensa avere per madre Maria Immacolata!" - ha esclamato Benedetto XVI - "Ogni volta che sperimentiamo la nostra fragilità e la suggestione del male, possiamo rivolgerci a Lei, e il nostro cuore riceve luce e conforto. Anche nelle prove della vita, nelle tempeste che fanno vacillare la fede e la speranza, pensiamo che siamo figli suoi e che le radici della nostra esistenza affondano nell'infinita grazia di Dio. La Chiesa stessa, anche se esposta agli influssi negativi del mondo, trova sempre in Lei la stella per orientarsi e seguire la rotta indicatale da Cristo. Maria è infatti la Madre della Chiesa, come hanno solennemente proclamato il Papa Paolo VI e il Concilio Vaticano II".

  "Mentre, pertanto, rendiamo grazie a Dio per questo segno stupendo della sua bontà" - ha concluso il Papa - "affidiamo alla Vergine Immacolata ognuno di noi, le nostre famiglie e le comunità, tutta la Chiesa e il mondo intero".
ANG/IMMACOLATA/...                               VIS 20091209 (420)


OGNI STORIA UMANA È SACRA E RICHIEDE IL PIÙ GRANDE RISPETTO


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2009 (VIS). Questo pomeriggio, nella Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto si è recato a Piazza di Spagna per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata, la cui statua è collocata su di una colonna di fronte alla Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha salutato i Padri Domenicani ed ha ricevuto l'omaggio dell'Associazione Commercianti Via Condotti. Al Suo arrivo in Piazza di Spagna, il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato poi deposto ai piedi della Colonna dell'Immacolata, con la partecipazione di migliaia di fedeli.

  "Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza?" - ha detto il Papa nel suo discorso - "Ricorda che 'dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia'. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura', Gesù ha vinto il male".

  "Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia!" - ha esclamato il Pontefice - "Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che (...) ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili".

  "Nella città vivono - o sopravvivono - persone invisibili" - ha sottolineato il Papa - "che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all'ultimo, finché la notizia e l'immagine attirano l'attenzione. E' un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C'è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto".

  "La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti noi!" - ha esclamato ancora Benedetto XVI - "Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. (...) I mass media tendono a farci sentire sempre 'spettatori', come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti 'attori' e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri".

  Dopo aver invocato Maria Immacolata di aiutarci "a riscoprire e difendere la profondità delle persone", il Papa ha reso omaggio "a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell'amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società".
BXVI-OMAGGIO/IMMACOLATA/...                       VIS 20091209 (530)


RUPERTO DI DEUTZ: STUDIO RAZIONALE FEDE E CONTEMPLAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa si è soffermato sulla figura di un monaco del XII secolo: Ruperto di Deutz, una città vicina a Colonia, sede di un famoso monastero.

  "Ruperto amò sempre la vita monastica" - ha spiegato il Santo Padre - "Si distinse per l'integerrima dirittura morale e per il forte attaccamento alla Sede di Pietro". Ruperto fu nominato Abate di Deutz nel 1120 dove rimase fino al 1129, anno della sua morte. "Ruperto" - ha proseguito il Papa - "ci insegna che quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedeltà alla sana dottrina e dona serenità e libertà interiore".

  Ricordando le numerose opere di Ruperto "ancora oggi di grande interesse", Benedetto XVI ha sottolineato che l'Abate di Deutz "intervenne con determinazione" in alcune controversie teologiche come la difesa della "presenza di Cristo nel Sacramento dell'Eucaristia". Il Papa ha sottolineato "il pericolo di ridimensionare il realismo eucaristico, considerare, cioè, l'Eucaristia quasi come solo un rito di comunione, di socializzazione, dimenticando troppo facilmente che nell'Eucaristia è presente realmente Cristo risorto - con il suo Corpo risorto - il quale si mette nelle nostre mani per tirarci fuori da noi stessi, incorporarci nel Suo Corpo immortale e guidarci così a vita nuova. Questo grande che il Signore è presente in tutta la sua realtà nelle specie eucaristiche è un mistero da adorare e da amare sempre di  nuovo!" - ha esclamato il Papa.

  "Un'altra controversia, nella quale l'abate di Deutz fu coinvolto" - ha proseguito Benedetto XVI - "riguarda il problema della conciliazione della bontà e dell'onnipotenza di Dio con l'esistenza del male". L'Abate "parte dalla bontà di Dio, dalla verità che Dio è sommamente buono e non può che volere il bene. Così egli individua l'origine del male nell'uomo stesso e nell'uso sbagliato della libertà".

  Ruperto, ha aggiunto il Papa, "sostiene che l'Incarnazione, evento centrale di tutta la storia, era stata prevista sin dall'eternità, indipendentemente dal peccato dell'uomo, affinché tutta la creazione potesse dare lode a Dio Padre e amarlo come un'unica famiglia radunata attorno a Cristo".

  Infine Benedetto XVI ha sottolineato che Ruperto "è il primo scrittore che ha identificato la sposa del 'Cantico dei Cantici' con Maria santissima. Così il suo commento a questo libro della Scrittura si rivela una sorta di 'summa' mariologica, in cui sono presentati i privilegi e le eccellenti virtù di Maria. (...) Ruperto, inoltre, ha cura di inserire la sua dottrina mariologica in quella ecclesiologica. In altri termini, egli vede in Maria santissima la parte più santa della Chiesa intera" e ciò conservò una eco nel Concilio Vaticano II, con la proclamazione di Maria Madre della Chiesa.

  Ruperto di Deutz, ha concluso il Santo Padre "Come tutti i rappresentanti della teologia monastica" seppe "coniugare lo studio razionale dei misteri della fede con l'orazione e con la contemplazione, considerata il vertice di ogni conoscenza di Dio".
AG/RUPERTO DI DEUTZ/...                           VIS 20091209 (470)


MESSAGGIO VERTICE CARTAGENA MINE ANTIUOMO


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre, firmato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ed indirizzato alla Signora Susan Eckey, Presidentessa della II Conferenza di Studio della Convenzione sulla proibizione dell'impiego, immagazzinamento, produzione e trasporto delle mine antiuomo e della loro distruzione. La Conferenza si è tenuta a Cartagena (Colombia), dal 30 novembre al 4 dicembre 2009.

  "Sin dalla sua adozione, la Convenzione ha ottenuto il beneplacito della maggioranza degli Stati del mondo, anche se purtroppo, l'adesione non è stata universale - si legge nel Messaggio - La Santa Sede in questa occasione lancia un appello a tutti gli Stati affinché riconoscano le deplorevoli conseguenze umanitarie delle mine antiuomo. (...) Le migliaia di vittime che tuttora le mine antiuomo provocano, ci ricordano, nel caso fosse necessario ripeterlo, che vana è l'illusione di voler costruire la pace e la stabilità con una visione esclusivamente militare. È opportuno ripetere in questa circostanza che la pace, la sicurezza e la stabilità non possono sussistere solo in funzione della sicurezza militare, ma dipendono soprattutto da quelle condizioni che permettono il pieno sviluppo della persona umana, che tante volte si vede ostacolato dall'uso e dalla presenza di mine antiuomo".
MESS/MINE ANTIUOMO/CARTAGENA:ECKEY               VIS 20091209 (210)


VESPRI UNIVERSITARI ROMA PRESIEDUTI DA BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato oggi che il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la preghiera dei Vespri con gli Universitari degli Atenei Romani, nella Basilica Vaticana, giovedì 17 dicembre, alle ore 17:30.
OCL/VESPRI/UNIVERSITARI                             VIS 20091209 (50)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Daniel E. Flores, Vescovo di Brownsville (superficie: 10.945; popolazione: 1.170.776; cattolici: 995.160; sacerdoti: 120; religiosi: 178; diaconi permanenti: 65), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Flores, finora Ausiliare di Detroit (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Raymundo J. Peña, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/FLORES:PEÑA                                                          VIS 20091209 (80)

lunedì 7 dicembre 2009

ISTITUZIONI CATTOLICHE, PATRIMONIO FEDE CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI,  nel ricevere i Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Sud 3 e 4), al temine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha dedicato il suo discorso ai luoghi deputati alla trasmissione della cultura: scuole, università ed alle conseguenze della teologia della liberazione.

  "La scuola cattolica" - ha detto il Papa - "non si può concepire né vivere separata dalle altre istituzioni educative, ma è al servizio della società, ricopre una funzione pubblica ed ha un servizio di utilità pubblica non riservato unicamente ai cattolici, ma aperto a quanti chiedono di poter avere accesso a una proposta educativa di qualità. Il problema della parità giuridica ed economica con la scuola statale potrà essere correttamente impostato solo partendo dal riconoscimento del ruolo fondamentale della famiglia, sussidiario di altre istituzioni educative".

  In merito all'insegnamento della scuola superiore, il Papa ha sottolineato che la Chiesa "è stata sempre solidale con le università e con la sua vocazione di elevare gli uomini e le donne ai gradi più alti della conoscenza, della verità e del dominio del mondo in tutti i suoi aspetti". Benedetto XVI ha espresso la sua riconoscenza alle congregazioni religiose che in Brasile hanno fondato e sostenuto alunne celebri università ricordando che tali sedi "non appartengono a coloro che le hanno istituite o a coloro che le frequentano, ma sono espressione della Chiesa e del patrimonio di fede".

  L'agosto scorso, ha ricordato ancora il Papa, ricorrevano i 25 anni della Istruzione "Libertatis nuntius" della Congregazione per la Dottrina della Fede su alcuni aspetti della teologia della liberazione che "sottolineava il pericolo insito nell'accettazione senza senso critico, da parte di alcuni teologi, delle tesi e metodologie derivanti dal marxismo".

  "Le conseguenze più o meno visibili caratterizzate dalla ribellione, dalla divisione, dal dissenso, nei luoghi ove ancora perdurano, producono nelle vostre comunità diocesane grandi sofferenze ed una grave perdita di forze vive".

  "Esorto quanti in qualche modo si sentono attratti, coinvolti o condizionati, nel più intimo di sé, da alcuni principi ingannevoli della teologia della liberazione a tener conto della citata Istruzione, accogliendo la sua luce benigna; ricordo a tutti che 'la suprema norma della fede della Chiesa proviene dall'unità che lo Spirito ha posto fra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa in una reciprocità tale che i tre non possano sussistere in forma indipendente", ha esclamato il Santo Padre.

  Il Papa ha concluso il suo discorso invocando la Vergine Maria "tanto amata e venerata (...) in Brasile". "In Lei troviamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e impariamo a conoscere e amare il mistero della Chiesa che vive nella storia e della quale noi siamo parte. Diveniamo così 'anime ecclesiali', apprendendo a resistere a questa 'secolarizzazione interna' che minaccia la Chiesa e i suoi insegnamenti".
AL/.../BRASILE                                           VIS 20091207 (490)



LA PAROLA DI DIO MUOVE LA STORIA, CONVOCA LA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). A mezzogiorno il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio che dà su Piazza San Pietro per pregare l'Angelus con migliaia di persone lì riunite.

 Il Santo Padre ha spiegato che in questa seconda domenica di Avvento, San Luca nel suo Vangelo "concentra l'attenzione su Giovanni Battista, precursore del Messia, e traccia con grande precisione le coordinate spazio-temporali della sua predicazione".

 "L'evangelista -ha continuato- vuole avvertire chi legge o ascolta che il Vangelo non è una leggenda, ma il racconto di una storia vera, che Gesù di Nazaret è un personaggio storico inserito in quel preciso contesto. Il secondo elemento degno di nota è che, dopo questa ampia introduzione storica, il soggetto diventa "la parola di Dio", presentata come una forza che scende dall'alto e si posa su Giovanni il Battista".

 Benedetto XVI ha messo in rilievo che "la Parola di Dio è il soggetto che muove la storia, ispira i profeti, prepara la via del Messia, convoca la Chiesa. Gesù stesso è la Parola divina che si è fatta carne nel grembo verginale di Maria: in Lui Dio si è rivelato pienamente, ci ha detto e dato tutto, aprendoci i tesori della sua verità e della sua misericordia".

 "Il fiore più bello germogliato dalla parola di Dio è la Vergine Maria. Lei è la primizia della Chiesa, giardino di Dio sulla terra. Ma, mentre Maria è l'Immacolata - così la celebreremo dopodomani -, la Chiesa ha continuamente bisogno di purificarsi, perché il peccato insidia tutti i suoi membri. Nella Chiesa è sempre in atto una lotta tra il deserto e il giardino, tra il peccato che inaridisce la terra e la grazia che la irriga perché produca frutti abbondanti di santità. Preghiamo dunque la Madre del Signore affinché ci aiuti, in questo tempo di Avvento, a "raddrizzare" le nostre vie, lasciandoci guidare dalla parola di Dio".

 Dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha ricordato che domani, 7 dicembre, si inaugurerà a Copenhagen la Conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici, "con cui la comunità internazionale intende contrastare il fenomeno del riscaldamento globale".

 "Auspico -ha detto- che i lavori aiuteranno ad individuare azioni rispettose della creazione e promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità della persona umana ed orientato al bene comune. La salvaguardia del creato postula l'adozione di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i poveri e le generazioni future. In questa prospettiva, per garantire pieno successo alla Conferenza, invito tutte le persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da Dio nella natura e a riscoprire la dimensione morale della vita umana".
ANG/PAROLA DIO:CLIMA/...                                                     VIS 20091207 (440)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln, Germania.
 
 Sabato 5 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

 - Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

 - Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Luiz Carlos Eccel, di Caçador.

    - Il Vescovo Augsinho Petry, di Rio do Sul.

    - Il Vescovo Jacinto Inácio Flach, di Criciuma.

    - Il Vescovo João Oneres Marchiori, Amministratore Apostolico di Lages.

- Il Reverendo Nilo Buss, Amministratore Diocesano di Tubarão.
AP:AL/.../...                                       VIS 20091207 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato don Pedro Daniel Martínez Vescovo Coadiutore di San Luis (superficie 76.748; popolazione 377.000; cattolici 358.000; sacerdoti 74; religiosi 92) in Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Mendoza (Argentina), fu ordinato sacerdote nel 1981 e attualmente era rettore del Seminario Maggiore di San Rafael (Argentina).

- Ha nominato Dom Marian Eleganti, O.S.B., Vescovo Ausiliare di Chur (superficie 12.272; popolazione 1.645.541; cattolici 689.746; sacerdoti 628; religiosi 1.273; diaconi permanenti 40) in Svizzera. Il Vescovo eletto è nato a Uznach (Svizzera) nel 1955, ha fatto la professione perpetua nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Attualmente era Abate del Monastero di Sankt Otmarsberg a Uznach, diocesi di Sankt Gallen (Svizzera).

- Ha nominato il Monsignor Theodorus Cornelius Maria Hoogenboom e Don Herman Willebrordus Woorts Vescovi Ausiliari dell'Arcidiocesi di Utrecht (superficie 10.000; popolazione 3.938.514; cattolici 766.000; sacerdoti 460; religiosi 1.204; diaconi permanenti 82) nei Paesi Bassi. Il Vescovo eletto Hoogenboom è nato a Oudewater (Paesi Bassi) nel 1960, è stato ordinato sacerdote nel 1999 e attualmente era vicario generale, vicario giudiziale e prevosto del capitolo metropolitano di Utrecht. Il Vescovo eletto Woorts è nato nel 1963 ad Abcoude (Paesi Bassi), è stato ordinato sacerdote nel 1992 e attualmente era vicario episcopale per la regione di Utrecht e per la liturgia e canonico del capitolo metropolitano di Utrecht.

  Sabato scorso, 5 dicembre, si è reso pubblico che il Papa:

- Ha eretto le nuove Diocesi di Sisak e di Bjelovar-Krizevci (Croazia), dismembrandole dal territorio dell'Arcidiocesi di Zagreb e rendendole suffraganee della medesima Chiesa Metropolitana. Ha nominato il Monsignor Vlado Kosic, finora Ausiliare di Zagreb, primo Vescovo di Sisak.

- Ha nominato il Monsignor Vhjekoslav Huzjak, primo Vescovo di Bjelovar-Krizevci (Croazia). Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Jalzabet (Croazia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. E' stato finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Croata.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Gambella (Etiopia) al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Angelo Moreschi, S.D.B., primo Vicario Apostolico di Gambella (superficie: 50.000; popolazione: 507.000; cattolici: 8.430; sacerdoti: 14; religiosi: 9), in Etiopia, elevandolo allo stesso tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Nave (Italia), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982, e finora è stato prefetto apostolico di Gambella.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Jimma-Bonga (superficie: 57.000; popolazione: 3.500.000; cattolici: 12.185; sacerdoti: 9; religiosi: 23), Etiopia, al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Markos Ghebremedhin, C.M., primo Vicario Apostolico di Jimma-Bonga in Etiopia, elevandolo allo stesso tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Shappa (Etiopia), ha emesso i voti perpetui nel 1992 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993. È stato finora Superiore Provinciale dei Padri Lazzaristi in Etiopia.

- Ha trasferito il Vescovo Method Kilaini dall'ufficio di Ausiliare di Dar-es-Salaam (Tanzania) all'ufficio di ausiliare della Diocesi di Bukoba (superficie: 8.608; popolazione: 873.000; cattolici: 523.334; sacerdoti: 139; religiosi: 525), in Tanzania.
NEC:NEA/.../...                                   VIS 20091207 (300)


BENEDETTO XVI RICORDA CADUTA MURO DI BERLINO


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Cappella Sistina, il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito ad un concerto in Suo onore offerto dal Presidente della Repubblica Federale di Germania, Signor Horst Köhler, in occasione del LX anniversario della fondazione della Repubblica Federale di Germania e nel XX anniversario della caduta del Muro di Berlino.

  Gli "Augsburger Domsingknaben" e la "Residenz-Kammerorchester München", diretti dal Maestro Reinhard Kammler, hanno eseguito l'Oratorio di Natale BWV 248 (Cantate I-III) di Johann Sebastian Bach.

  "Ricordiamo" - ha detto il Santo Padre al termine del Concerto - "il 20° anniversario della caduta del Muro di Berlino, quella frontiera di morte che per tanti anni aveva diviso la nostra patria e aveva  separato a forza uomini, famiglie, vicini e amici. Molti allora avevano avvertito gli avvenimenti del 9 novembre 1989 come gli albori inaspettati della libertà, dopo una lunga e sofferta notte di violenza ed oppressione per un sistema totalitario che, alla fin fine, conduceva in un nichilismo, in uno svuotamento delle anime".

  "Nella dittatura comunista" - ha affermato il Papa - "non vi era azione alcuna che sarebbe stata ritenuta male in sé e sempre immorale. Ciò che serviva agli obiettivi del partito era buono, per quanto disumano poteva pur essere".

  "Oggi, qualcuno si domanda se l'ordine sociale occidentale sia tanto migliore e più umanitario. La storia della Repubblica Federale di Germania, di fatto, ne è la prova. E ciò lo dobbiamo in buona parte alla Legge Fondamentale. (...) Perché essa esorta gli uomini a dare la priorità, in responsabilità davanti a Dio Creatore, alla dignità umana, a rispettare il matrimonio e la famiglia quali fondamento di ogni società, nonché ad avere riguardo e profondo rispetto per quanto è sacro agli altri".

  "Che i cittadini della Germania" - ha proseguito il Pontefice - "responsabili del compito espresso nella Legge Fondamentale circa il rinnovamento spirituale-politico dopo il nazionalsocialismo e dopo il Secondo Conflitto Mondiale, possano continuare a collaborare per la costruzione di una società libera e sociale".

  "La storia dell'Europa nel XX secolo dimostra" - ha sottolineato il Papa - "che la responsabilità davanti a Dio è di importanza decisiva per il retto agire politico. Dio ricongiunge gli uomini in una vera comunione, e fa capire al singolo che nella comunione con l'altro è pur presente Uno più grande, il Quale è la causa originaria della nostra vita e del nostro essere insieme. Ciò si manifesta a noi, in modo particolare, anche nel mistero del Natale, dove questo Dio si avvicina a noi nel suo amore e, da Bambino, chiede il nostro amore".
BXVI-CONCERTO/GERMANIA/...                       VIS 20091207 (430)


IL PAPA RICEVE PRESIDENTE REPUBBLICA FEDERALE GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

 "Nella mattinata di oggi, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, S.E. il Sig. Horst Köhler, con la consorte, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da S.E. Mons. Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

 "Durante i cordiali colloqui vi è stato uno scambio di opinioni su vari temi: si è ricordato il concerto per il duplice anniversario della fondazione della Repubblica Federale di Germania e del 20° della caduta del Muro di Berlino, occasione della visita del Presidente in Vaticano, e ci si è soffermati sull'attuale crisi economica con le sue conseguenze come pure sulla situazione internazionale, con particolare attenzione all'Europa ed al continente africano".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE GERMANIA/...                              VIS 20091207 (160)

venerdì 4 dicembre 2009

PIENE RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE E RUSSIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Ieri pomeriggio, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nel pomeriggio di oggi, 3 dicembre 2009, Sua Santità Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Dimitri Medvedev, Presidente della Federazione Russa. In precedenza, il Capo di Stato aveva incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei colloqui è stato espresso compiacimento, da entrambe le Parti, per i cordiali rapporti esistenti e si è concordato di stabilire piene relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Federazione Russa".

  "Dopo uno scambio di opinioni sulla situazione economica e politica internazionale, anche alla luce dell'Enciclica 'Caritas in Veritate', di cui il Santo Padre ha offerto al Presidente un esemplare in lingua russa, ci si è soffermati sulle attuali sfide alla sicurezza ed alla pace. Quindi si è parlato di temi culturali e sociali di comune interesse, come il valore della famiglia, e del contributo dei credenti alla vita della Russia".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE RUSSIA                  VIS 20091204 (200)


MEDITAZIONI DI AVVENTO ALLA PRESENZA DEL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina alle 9:00, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI e della Famiglia Pontificia, nella Cappella "Redemptoris Mater", del Palazzo Apostolico Vaticano, si è tenuta la prima Meditazione di Avvento.

  In questo anno 2009, proclamato dal Santo Padre "Anno Sacerdotale", il tema delle Meditazioni, tenute da Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "Ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio".

  Le prossime Meditazioni di Avvento sono in programma per venerdì 11 e venerdì 18 dicembre.
.../MEDITAZIONI AVVENTO/CANTALAMESSA            VIS 20091204 (90)


RINNOVAMENTO SPIRITUALE ALBANIA


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Anastas, Arcivescovo di Tirana, Durazzo e di tutta l'Albania, con alcuni Rappresentanti della Chiesa Ortodossa Autocefala di Albania.

  "Come è noto, Illirico accolse il Vangelo sin dai tempi apostolici" - ha detto il Santo Padre ai Presuli - "Da allora il messaggio salvifico di Cristo ha portato frutto nella vostra Patria sino ai giorni nostri. Come testimoniano i primissimi scritti della vostra cultura, un'antica formula battesimale latina e un inno bizantino sulla risurrezione del Signore giunti fino a noi, la fede dei nostri anche padri cristiani ha lasciato tracce splendide ed indelebili sin dalle prime righe della storia, della letteratura e delle arti del vostro popolo".

  "E tuttavia la testimonianza più straordinaria si trova sicuramente nella vita stessa" - ha sottolineato il Papa - "Durante la seconda parte del secolo scorso, i cristiani in Albania, sia ortodossi che cattolici vi hanno mantenuto viva la fede nonostante un regime ateo estremamente repressivo ed ostile; e, come è ben noto, molti cristiani hanno crudelmente pagato quella fede con la propria vita".

  "La caduta di quel regime ha felicemente lasciato il posto alla ricostruzione delle comunità cattoliche ed ortodosse in Albania" - ha proseguito Benedetto XVI - elogiando nel contempo l'attività missionaria dell'Arcivescovo Anastas, "in particolare nella ricostruzione dei luoghi di culto, nella formazione del clero e nell'opera di catechesi che vengono ora permesse: un movimento di rinnovamento che Vostra Beatitudine ha giustamente descritto come Ngjallja (Risurrezione)".

  "Da quando ha ottenuto la libertà, la Chiesa Ortodossa di Albania è stata in grado di partecipare con profitto al dialogo teologico internazionale cattolico-ortodosso. Il vostro impegno a questo riguardo" - ha detto il Papa - "rispecchia felicemente le fraterne relazioni fra cattolici e ortodossi nel vostro Paese ed offre ispirazione all'intero popolo albanese, mostrando come sia possibile per i cristiani vivere in armonia".

  "In questa luce, dovremmo sottolineare gli elementi di fede che le nostre Chiese condividono: la comune professione del credo niceno-costantinopolitano; il comune Battesimo per la remissione dei peccati e per incorporarci in Cristo e nella Chiesa; l'eredità dei primi Concili ecumenici; la comunione reale, anche se imperfetta, che già condividiamo ed il comune desiderio, nonché gli sforzi di collaborazione, di edificare su ciò che già esiste".

  Successivamente il Santo Padre ha espresso apprezzamento per due importanti iniziative in corso in Albania: "La fondazione della Società biblica interconfessionale e la creazione del Comitato per le relazioni interconfessionali. Si tratta di sforzi puntuali per promuovere la reciproca comprensione e la concreta cooperazione, non solo fra cattolici e ortodossi, ma anche fra cristiani, musulmani e bektash (seguaci di Haci Bektash Veli (1209-1271), mistico musulmano n.d.r.).

  Infine il Papa ha espresso la sua gioia per il "rinnovamento spirituale" del popolo albanese ed ha assicurato all'Arcivescovo Anastas che la Chiesa Cattolica "farà tutto il possibile per offrire una testimonianza comune di fratellanza e di pace e per perseverare insieme a voi nell'impegno rinnovato per l'unità delle nostre Chiese".
AC/ALBANIA/ANASTAS                           VIS 20091204 (500)



UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza undici Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud 3 - Sud 4), in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    L'Arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, S.C.I., di Florianópolis.

-    Il Vescovo Aloísio Alberto Dilli, O.F.M., di Uruguaiana.

-    Il Vescovo Gílio Felício, di Bagé.

-    Il Vescovo Irineu Gassen, O.F.M., di Vacaria.

-    Il Vescovo Paulo Antônio De Conto, di Montenegro.

-    Il Vescovo Antônio Carlos Rossi Keller, di Frederico Westphalen.

-    Il Vescovo Liro Vendelino Meurer, Ausiliare di Passo Fundo.

-    Il Vescovo Giuseppe Negri, di Blumenau.

-    Il Vescovo Walmir Alberto Valle, I.M.C., di Joaçaba.

-    Il Vescovo Irineu Roque Scherer, di Joinville.

-    Il Vescovo Manoel João Francisco, di Chapecó.
AL/.../....                                  VIS 20091204 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Southwark (Inghilterra), presentata dall'Arcivescovo Kevin McDonald, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Nha Trang (Viêt Nam), presentata dal Vescovo Paul Nguên Van Hòa, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Joseph Võ Dúc Minh, Coadiutore della medesima Diocesi.
RE/.../MCDONALD:VAN HÒA:DUC MINH                     VIS 20091204 (90)


giovedì 3 dicembre 2009

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Papa in occasione della celebrazione della XVIII Giornata Mondiale del Malato, in programma l'11 febbraio 2010, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, nella Basilica Vaticana.

  Nel ricordare che quest'anno coincide con il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio della Pastorale Sanitaria, il Santo Padre scrive: "La felice coincidenza con il 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari costituisce un motivo ulteriore per ringraziare Dio del cammino sinora percorso nel settore della pastorale della salute. Auspico di cuore che tale ricorrenza sia occasione per un più generoso slancio apostolico al servizio dei malati e di quanti se ne prendono cura".

  "Nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, l'umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce" - scrive Papa Benedetto XVI - "Il Signore Gesù nell'Ultima Cena, prima di ritornare al Padre, si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli, anticipando il supremo atto di amore della Croce. Con tale gesto ha invitato i suoi discepoli ad entrare nella sua medesima logica dell'amore che si dona specialmente ai più piccoli e ai bisognosi (cfr Gv 13,12-17). Seguendo il suo esempio, ogni cristiano è chiamato a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del buon Samaritano".

  "A conclusione della parabola, Gesù "Ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che, con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l'esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza".

  "Nell'attuale momento storico-culturale" - continua il Papa - "si avverte anche più l'esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, come pure di una presenza nella società capace di trasmettere in maniera efficace i valori evangelici a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale".

  "Ringrazio di cuore le persone che, ogni giorno" - ha detto infine il Papa - "'svolgono il servizio verso i malati e i sofferenti'", facendo in modo che "l'apostolato della misericordia di Dio, a cui attendono, risponda sempre meglio alle nuove esigenze'".

  "In quest'Anno Sacerdotale, il mio pensiero si dirige particolarmente a voi, cari sacerdoti, 'ministri degli infermi', segno e strumento della compassione di Cristo, che deve giungere ad ogni uomo segnato dalla sofferenza. Vi invito, cari presbiteri, a non risparmiarvi nel dare loro cura e conforto. Il tempo trascorso accanto a chi è nella prova si rivela fecondo di grazia per tutte le altre dimensioni della pastorale".

  "Mi rivolgo infine a voi, cari malati, e vi domando di pregare e di offrire le vostre sofferenze per i sacerdoti, perché possano mantenersi fedeli alla loro vocazione e il loro ministero sia ricco di frutti spirituali, a beneficio di tutta la Chiesa".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                      VIS 20091203 (490)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Signor Dmitrij Anatolievic Medvedev, Presidente della Federazione Russa.
AP/.../...                                       VIS 20091203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Atanga, S.I., Arcivescovo di Bertoua (superficie: 26.320; popolazione: 327.550; cattolici: 122.655; sacerdoti: 56; religiosi: 97), Camerun. Finora Vescovo di Bafoussam (Camerun), l'Arcivescovo Atanga succede all'Arcivescovo Roger Perenne, C.I.C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Sosthène Léopold Bayemi Matjei, Vescovo di Obala (superficie: 14.849; popolazione: 713.842; cattolici: 407.865; sacerdoti: 91; religiosi: 80), Camerun. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Matomb (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Professore di Filosofia presso l'Università dell'Africa Centrale di Yaoundé e Collaboratore presso la Nunziatura Apostolica in Camerun. Succede al Vescovo Jérome Owono-Mimboe, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Faustin Ambassa Ndjodo, C.I.C.M., Vescovo di Batouri (15.981; popolazione: 205.000; cattolici: 47.000; sacerdoti: 27; religiosi: 44), Camerun. Il Vescovo eletto, nato nel 1964 a Ekouda (Camerun), ordinato sacerdote nel 1997, è stato finora Superiore provinciale dei Padri Scheutisti (C.I.C.M.) e Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori d'Africa e Madagascar (C.O.S.M.A.M.).

- Ha nominato il Reverendo Ginés Ramón García Beltrán, Vescovo di Guadix (superficie: 5.677; popolazione: 109.982; cattolici: 107.000; sacerdoti: 66; religiosi: 131), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Canonico della Cattedrale di Almería (Spagna), nato a Lora (Spagna), nel 1961 e ordinato sacerdote nel 1985, succede al Vescovo Juan García-Santacruz Ortiz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, il Sacerdote Barthélemy Adoukonou, Segretario Generale della "Conférence Episcopale Régionale de l'Afrique de l'Ouest Francophone (C.E.R.A.O.), e della "Association of the Episcopal Conferences of Anglophone West Africa (A.E.C.A.W.A.), Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Ha nominato il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, finora Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.
NER:RE:NA/.../...                                     VIS 20091203 (330)


mercoledì 2 dicembre 2009

GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, CANTORE DELL'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Guglielmo di Saint-Thierry è stato il protagonista della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

  Amico ed estimatore di Bernardo di Chiaravalle - ha detto il Papa - Guglielmo "nacque a Liegi tra il 1075 e il 1080. Di nobile famiglia, dotato di un'intelligenza viva e di un innato amore per lo studio, frequentò famose scuole dell'epoca, come quelle della sua città natale e di Reims, in Francia.  (…) Divenne abate del monastero di Saint-Thierry, comunità dove incontrò non poche resistenze di fronte ai suoi tentativi di riforma, e così, nonostante il consiglio contrario dell'amico Bernardo,  nel 1135, lasciò l'abbazia benedettina, (…), per unirsi ai cistercensi di Signy", dove si dedicò alla composizione di scritti di letteratura spirituale, importanti nella storia della teologia monastica.

 Nell'opera "De natura et dignitate amoris" (La natura e la dignità dell'amore), "è espressa" - ha proseguito il Papa  - "una delle idee fondamentali di Guglielmo, valida anche per noi. L'energia principale che muove l'animo umano è l'amore. (…) In definitiva, un solo compito è affidato a ogni essere umano: imparare a voler bene, ad amare, sinceramente, autenticamente, gratuitamente. Ma solo alla scuola di Dio questo compito viene assolto e l'uomo può raggiungere il fine per cui è stato creato".

  "Imparare ad amare richiede un lungo e impegnativo cammino" - ha sottolineato il Santo Padre - "In questo itinerario la persona deve imporsi un'ascesi efficace, un forte controllo di sé per eliminare ogni affetto disordinato, (…) e unificare la propria vita in Dio, sorgente, meta e forza dell'amore, fino a giungere al vertice della vita spirituale, che Guglielmo definisce come 'sapienza'. A conclusione di questo itinerario ascetico, si sperimenta una grande serenità e dolcezza".

  Guglielmo, nel parlare dell'amore di Dio, attribuisce "una notevole importanza alla dimensione affettiva. In fondo, cari amici, il nostro cuore è fatto di carne, e quando amiamo Dio, che è l'Amore stesso, come non esprimere in questa relazione con il Signore anche i nostri umanissimi sentimenti (…). Il Signore stesso, facendosi uomo, ha voluto amarci con un cuore di carne!".

  "Secondo Guglielmo, poi," - ha spiegato ancora il Papa - "l'amore ha un'altra proprietà importante: illumina l'intelligenza e permette di conoscere meglio e in modo profondo Dio e, in Dio, le persone e gli avvenimenti. La conoscenza che procede dai sensi e dall'intelligenza riduce, ma non elimina, la distanza tra il soggetto e l'oggetto, tra l'io e il tu. L'amore, invece, produce attrazione e comunione, fino al punto che vi è una trasformazione e un'assimilazione tra il soggetto che ama e l'oggetto amato (…). E questo vale anzitutto nella conoscenza di Dio e dei suoi misteri, che superano la capacità di comprensione della nostra intelligenza: Dio lo si conosce se lo si ama!", ha esclamato infine Papa Benedetto XVI.

  Papa Benedetto XVI ha concluso la catechesi citando la "Epistola aurea", indirizzata ai Certosini di Mont-Dieu, sintesi del pensiero di Guglielmo di Saint-Thierry sulla scienza dell'amore, nella quale scrive: "L'immagine di Dio presente nell'uomo lo spinge verso la somiglianza, cioè verso un'identità sempre più piena tra la propria volontà e quella divina. A questa perfezione, che Guglielmo chiama 'unità di spirito', si giunge non con lo sforzo personale (…), ma per l'azione dello Spirito Santo, che prende dimora nell'anima e purifica, assorbe e trasforma in carità ogni slancio e ogni desiderio d'amore presente nell'uomo. (…) In tal modo l'uomo merita di diventare non Dio, ma ciò che Dio è: l'uomo diventa per grazia ciò che Dio è per natura".
AG/GUGLIELMO DI THIERRY/…                       VIS 20091202 (600)


ACCOSTARSI CON FIDUCIA SACRAMENTO RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). "Oggi ricorre il 25° anniversario di promulgazione dell'Esortazione Apostolica 'Reconciliatio et paenitentia', che richiamò l'attenzione sull'importanza del sacramento della penitenza nella vita della Chiesa", ha detto il Papa al termine dell'Udienza Generale di oggi.

  "In questa significativa ricorrenza" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "desidero rievocare alcune figure straordinarie di 'apostoli del confessionale', instancabili dispensatori della misericordia divina: San Giovanni Maria Vianney, San Giuseppe Cafasso, San Leopoldo Mandic, San Pio da Pietrelcina".

  Rivolgendosi ai giovani, il Papa ha avuto parole di esortazione dicendo loro che la testimonianza di fede e di carità di questi santi deve incoraggiarli a fuggire il peccato e a progettare il futuro come un generoso servizio a Dio e al prossimo. "Aiuti voi, cari malati, a sperimentare nella sofferenza la misericordia di Cristo crocifisso. E solleciti voi, cari sposi novelli, a creare in famiglia un clima costante di fede e di reciproca comprensione".

  "L'esempio di questi Santi, assidui e fedeli ministri del perdono divino, sia infine per i sacerdoti - specialmente in questo Anno sacerdotale - e per tutti i cristiani un invito a confidare sempre nella bontà di Dio, accostandosi e celebrando con fiducia il Sacramento della Riconciliazione".
AG/CONFESSIONE/…                                     VIS 20091202 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Camino Fernando Castrellón Pizano, S.D.B., Vescovo di Barrancabermeja (superficie: 15.000; popolazione: 556.000; cattolici: 400.000; sacerdoti: 69; religiosi: 59; diaconi permanenti: 1), Colombia.

- Il Monsignore Petar Rajic, finora Consigliere di Nunziatura, Nunzio Apostolico in Kuwait, Bahrein e Qatar, e Delegato Apostolico nella Penisola Arabica, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, è nato a Toronto (Canada), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. E' stato finora Consigliere di Nunziatura nelle Rappresentanze Pontificie in Iran, Lituania e presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
NER:NN/.../CASTRELLÓN PIZANO:RAJIC                       VIS 20091202 (120)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Martino Gomiero, emerito di Adria - Rovigo (Italia), il 20 novembre all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Ambrose Mathalaimuthu, emerito di Coimbatore (India), il 15 novembre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20091202 (50)


martedì 1 dicembre 2009

MESSA MEMBRI COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa con i Membri della Commissione Teologica Internazionale.

  Nell'omelia il Papa ha delineato la figura dell'autentico teologo che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio.  Negli ultimi duecento anni, negli studi della Sacra Scrittura, ha detto il Papa, sono emersi "grandi specialisti e (...) maestri di fede che sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio".

  La storia della Chiesa, ha proseguito il Santo Padre, è ricca di uomini e donne capaci di umiltà e di arrivare alla verità, come Santa Teresa di Lisieux, Damian de Veuster, "piccoli che sono anche dotti", modelli ai quali ispirarsi "che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore".

  "Dopo la sua risurrezione il Signore, sulla strada verso Damasco, tocca il cuore di Saulo, che è uno dei dotti che non vedono. (...) Diventa cieco e diventa realmente vedente. (...) E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la (...) sapienza più grande di tutte le saggezze umane".
HML/TEOLOGO/CTI                     VIS 20091201 (220)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI DICEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché i bambini siano rispettati e amati e mai siano vittime di sfruttamento nelle sue varie forme".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché a Natale i popoli della terra riconoscano nel Verbo Incarnato la luce che illumina ogni uomo e le Nazioni aprano le porte a Cristo, Salvatore del mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                 VIS 20091201 (100)

AMERICA: PROCESSO DI INCULTURAZIONE E FORMAZIONE LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla XIV Riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, tenutosi il 17 e 18 novembre. L'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei Vescovi si è tenuta in Vaticano nel 1997.

  Alle sessioni, presiedute dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno partecipato quattro Cardinali e sei Arcivescovi e Vescovi che hanno analizzato la situazione ecclesiale e sociale nei diversi paesi e l'inculturazione della Buona Novella nel continente americano.

  "Il processo di inculturazione - si legge nel Comunicato - dipende in grande misura da una equilibrata educazione alla fede, svolta soprattutto dalle famiglie, dalle scuole e dalle università cattoliche e oggi, in modo veramente urgente, attraverso i media, il cui uso corretto e competente costituisce un veicolo di straordinaria efficacia pastorale".

  I Cardinali e i Vescovi hanno espresso preoccupazione per i problemi quali "commercio di droghe, riciclaggio di guadagni illeciti, corruzione, violenza, corsa agli armamenti, discriminazione razziale, debito estero, disuguaglianze tra i gruppi sociali, irragionevole distruzione della natura".

  "Il fenomeno della corruzione è notevolmente esteso. La Chiesa appoggia gli sforzi delle autorità civili intesi a sconfiggerla o perlomeno a diminuirne la portata. Da parte sua è disposta a contribuire efficacemente a sradicare questo male dalla società civile con un'adeguata educazione dei fedeli e con una maggior presenza di laici cristiani qualificati che, per la loro formazione familiare, scolastica e parrocchiale, promuovano la pratica di valori come la verità, l'onestà, la laboriosità ed il servizio del bene comune".

  "Un fattore che desta preoccupazione" - si legge ancora nel Comunicato - "è la facilità con cui possono circolare le armi. (...) Dalle Chiese particolari d'America deve alzarsi una voce profetica che denunci il riarmo e lo scandaloso commercio di armi da guerra, il quale assorbe ingenti somme di denaro che dovrebbero essere, invece, destinate a combattere la miseria ed a promuovere lo sviluppo".

  Riguardo al tema dell'immigrazione nel Comunicato si legge: "Il fenomeno continua anche oggi ed interessa, in particolare, numerose persone e famiglie provenienti da Nazioni latino-americane, che si sono stanziate nelle regioni del Nord del Continente".

  Fra le speranze dell'America Latina viene sottolineata in particolare "la grande missione continentale, in atto nei paesi dell'America Latina, con lo scopo di promuovere la nuova evangelizzazione. (...) Significativo segno di speranza è costituito dalle iniziative pastorali e di promozione umana della Chiesa, dalla solidarietà verso i poveri e gli emarginati di ogni genere".

  "Partendo dal Vangelo" - hanno ribadito i Membri dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi occorre promuovere una cultura della solidarietà che incentivi opportune iniziative di sostegno ai poveri ed agli emarginati, in modo speciale ai rifugiati".

  Il Comunicato si conclude con l'annuncio della XV riunione del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, in programma il 16 e il 17 novembre 2010.
SE/RIUNIONE SINODO AMERICA/ETEROVIC               VIS 20091201 (490)


lunedì 30 novembre 2009

COMUNICATO UDIENZA PRESIDENTI ARGENTINA E CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

"Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione del 25° anniversario della firma del "Trattato di Pace e Amicizia" tra il Cile e l'Argentina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienze separate il Presidente della Nazione Argentina, Sua Eccellenza la Signora Cristina Fernández de Kirchner, e il Presidente della Repubblica di Cile, Sua Eccellenza la Signora Michelle Bachelet Jeria. Le illustri ospiti si sono incontrate anche con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. In seguito il Santo Padre ha pronunciato un Discorso alle Delegazioni dei due Presidenti, riunitesi nella Sala Clementina.

Nel corso dei cordiali colloqui si è ricordato con gratitudine la meritoria opera di Mediazione compiuta dal Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II e dal compianto Card. Antonio Samoré, i quali aiutarono i due Paesi, attraverso la via del dialogo, a dissipare un'annosa controversia territoriale. In particolare, ci si è soffermati sul fatto che, nel corso di questo quarto di secolo, l'intesa ha portato frutti concreti di bene e di prosperità a due popoli fratelli e continua ad essere d'esempio e di modello per i Paesi dell'America Latina e per l'intera Comunità internazionale. Non è mancato uno scambio di vedute sull'attuale situazione internazionale".
OP/UDIENZA/ARGENTINA:CILE                                       VIS 20091130 (250)


L'AVVENTO CI INVITA A PERCEPIRE LA PRESENZA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). Benedetto XVI ha presieduto questo pomeriggio nella basilica vaticana la celebrazione dei primi vespri della I Domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico per la vita della Chiesa.

 Nell'omelia, il Papa ha riflettuto sul significato della parola Avvento, che "i cristiani adottarono per esprimere la loro relazione con Gesù Cristo" e comprende anche il significato di "visita". In questo caso, di tratta di una visita di Dio, che entra nella mia vita e vuole rivolgersi a me".

 "Tutti facciamo esperienza, nell'esistenza quotidiana - ha affermato -, di avere poco tempo per il Signore e poco tempo pure per noi. Si finisce per essere assorbiti dal "fare". Non è forse vero che spesso è proprio l'attività a possederci, la società con i suoi molteplici interessi a monopolizzare la nostra attenzione? Non è forse vero che si dedica molto tempo al divertimento e a svaghi di vario genere?".

 "L'Avvento, questo tempo liturgico forte che stiamo iniziando - ha continuato - ci invita a sostare in silenzio per capire una presenza. E' un invito a comprendere che i singoli eventi della giornata sono cenni che Dio ci rivolge, segni dell'attenzione che ha per ognuno di noi. Quanto spesso Dio ci fa percepire qualcosa del suo amore! Tenere, per così dire, un "diario interiore" di questo amore sarebbe un compito bello e salutare per la nostra vita! L'Avvento ci invita e ci stimola a contemplare il Signore presente. La certezza della sua presenza non dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi?"

 Benedetto XVI ha segnalato che "altro elemento fondamentale dell'Avvento è l'attesa, attesa che è nello stesso tempo speranza. (...)La speranza segna il cammino dell'umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace".

 Dopo aver messo in rilievo che "ci sono modi molto diversi di attendere", il Papa ha sottolineato che "se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l'attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c'è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l'attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell'attesa rende il presente più prezioso".

 Il Santo Padre ha incoraggiato i fedeli a vivere "intensamente il presente dove già ci raggiungono i doni del Signore, proiettati verso il futuro, un futuro carico di speranza". Il Messia, ha aggiunto, "venendo tra noi, ci ha recato e continua ad offrirci il dono del suo amore e della sua salvezza. Presente tra noi, ci parla in molteplici modi: nella Sacra Scrittura, nell'anno liturgico, nei santi, negli eventi della vita quotidiana, in tutta la creazione, che cambia aspetto a seconda che dietro di essa ci sia Lui o che sia offuscata dalla nebbia di un'incerta origine e di un incerto futuro".

 "A nostra volta - ha concluso -, noi possiamo rivolgergli la parola, presentargli le sofferenze che ci affliggono, l'impazienza, le domande che ci sgorgano dal cuore. Siamo certi che ci ascolta sempre! E se Gesù è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Se Lui è presente, possiamo continuare a sperare anche quando gli altri non possono più assicurarci alcun sostegno, anche quando il presente diventa faticoso".
HML/AVVENTO/...                                                          VIS 20091130 (680)


INIZIA NEL 2010 TERZA FASE DIALOGO CATTOLICI-ANGLICANI


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi il seguente comunicato riguardante il Comitato preparatorio della III Fase della "Commissione Internazionale tra Anglicani e Cattolici" (ARCIC):

 "A seguito dell'incontro tenutosi in Vaticano il 21 novembre tra Papa Benedetto XVI e l'Arcivescovo di Canterbury, Dott. Rowan Williams, nel corso del quale essi hanno ribadito il desiderio di rafforzare le relazioni ecumeniche tra anglicani e cattolici, il 23 novembre si è riunito un Comitato preparatorio per approntare la terza fase della "Commissione Internazionale tra anglicani e cattolici" (ARCIC, Anglican - Roman Catholic International Commission). È stato deciso che questa nuova fase avrà inizio entro il prossimo anno".

 "Nella terza fase si tratteranno questioni fondamentali riguardanti la Chiesa - Chiesa locale e Chiesa universale - intesa come comunione, e del modo in cui la Chiesa, locale e universale, possa discernere, nella comunione, il giusto insegnamento morale".
 
 "Nei prossimi mesi verranno nominati i membri della Commissione e sarà annunciata la data del suo primo incontro".
OP/ARCIC/WILLIAMS                                                     VIS 20091130 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- il Vescovo Anton Stres, C.M., Arcivescovo Metropolita di Ljubljana (superficie: 6.134; popolazione: 768.647; cattolici: 570.985; sacerdoti: 438; religiosi: 604; diaconi permanenti: 9), Slovenia. Finora Vescovo coadiutore di Maribor, Slovenia, succede all'Arcivescovo Alojzij Uran,  del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
   
-  il Vescovo Marjan Turnsek, finora Vescovo di Murska Sobota, Slovenia, Arcivescovo coadiutore di Maribor (superficie: 3.682; popolazione: 419.849; cattolici:356.427; sacerdoti: 199; religiosi: 136; diaconi permanenti: 3), Slovenia.

-il Vescovo Peter Stumpf, S.D.B., finora Vescovo ausiliare di Maribor, Vescovo di Murska Sobota (superficie: 1.102; popolazione: 119.818; cattolici: 95.135; sacerdoti: 64; religiosi: 26), Slovenia.
NER:RE:NEC/.../…                                VIS 20091130 (120)

AVVENTO: TEMPO DI SPERANZA, CHIAMATA LOTTA AIDS


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2009 (VIS). - Oggi a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per pregare l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

 Il Papa ha ricordato che oggi comincia "un nuovo Anno liturgico, che si apre naturalmente con l'Avvento, tempo di preparazione al Natale del Signore", spiegando come il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla liturgia, afferma che la Chiesa "nel ciclo annuale presenta tutto il mistero di Cristo, dall'Incarnazione e Natività fino all'Ascensione, al giorno di Pentecoste e all'attesa della beata speranza e del ritorno del Signore".

 "Il Concilio insiste, ha proseguito, sul fatto che il centro della liturgia è Cristo, come il sole intorno al quale, al modo dei pianeti, ruotano la Beata Vergine Maria - la più vicina - e quindi i martiri e gli altri santi che "in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi".

 "Questa è la realtà dell'Anno liturgico vista, per così dire, "dalla parte di Dio". E dalla parte - diciamo - dell'uomo, della storia e della società? Che rilevanza può avere?, si è domandato Benedetto XVI.

 "La risposta - ha detto - ce la suggerisce proprio il cammino dell'Avvento (...). Il mondo contemporaneo ha bisogno soprattutto di speranza: ne hanno bisogno i popoli in via di sviluppo, ma anche quelli economicamente evoluti. Sempre più ci accorgiamo che ci troviamo su un'unica barca e dobbiamo salvarci tutti insieme. Soprattutto ci rendiamo conto, vedendo crollare tante false sicurezze, che abbiamo bisogno di una speranza affidabile, e questa si trova solo in Cristo, il quale, come dice la Lettera agli Ebrei, "è lo stesso ieri e oggi e per sempre".

 Cristo "abbraccia tutte le dimensioni del tempo, perché è morto e risorto, è "il Vivente" e, mentre condivide la nostra precarietà umana, rimane per sempre e ci offre la stabilità stessa di Dio (...). Chiunque anela alla libertà, alla giustizia, alla pace può risollevarsi e alzare il capo, perché in Cristo la liberazione è vicina".

 "Possiamo pertanto affermare - ha concluso - che Gesù Cristo non riguarda solo i cristiani, o solo i credenti, ma tutti gli uomini, perché Egli, che è il centro della fede, è anche il fondamento della speranza. E della speranza ogni essere umano ha costantemente bisogno".

 Dopo aver pregato l'Angelus, il Santo Padre ha parlato della Giornata Mondiale contro l'AIDS che si celebra il 1 dicembre. "Il mio pensiero e la mia preghiera - ha detto - vanno ad ogni persona colpita da questa malattia, in particolare ai bambini, ai più poveri, a quanti sono rifiutati".

 "La Chiesa non cessa di prodigarsi per combattere l'AIDS, attraverso le sue istituzioni e il personale a ciò dedicato. Esorto tutti a dare il proprio contributo con la preghiera e l'attenzione concreta, affinché quanti sono affetti dal virus HIV sperimentino la presenza del Signore che dona conforto e speranza. Auspico infine che, moltiplicando e coordinando gli sforzi, si giunga a fermare e debellare questa malattia".
ANG/AVVENTO:AIDS/...                                                 VIS 20091130 (500)


IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DEL PERU


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

 "Oggi, lunedì 30 novembre 2009, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Perù, Sua Eccellenza il Signor Alan García Pérez, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale, specialmente nella regione.

"Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Perù, in particolare sull'impegno del Governo per sradicare la povertà, sulla promozione dello stato di diritto, sulla salvaguardia dell'ambiente, nonché sugli ambiti di collaborazione tra la Chiesa e lo Stato".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE PERU                               VIS 20091130 (150)


MESSAGGIO A BARTOLOMEO I NELLA FESTA DI SANT'ANDREA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2009 (VIS). - Come è tradizionale nella festa di Sant'Andrea, Benedetto XVI ha scritto un messaggio all'arcivescovo Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, che gli ha consegnato il cardinale Walter Kasper, presidente del Consiglio Pontificio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, durante la sua visita ad Istanbul.

 Nel suo messaggio per la festa del patrono del patriarcato di Costantinopoli, il Papa, ricordando il martire, fratello di San Pietro, afferma che "la memoria dei santi martiri spinge tutti i cristiani a dare testimonianza della propria fede davanti al mondo. È una chiamata urgente, soprattutto ai nostri giorni, quando la Cristianità affronta sfide sempre più complesse".

 "Le nostre Chiese - scrive Benedetto XVI - si sono impegnate sinceramente negli ultimi decenni a proseguire il cammino che porta al ristabilimento della piena comunione e, anche se non abbiamo ancora raggiunto questo obiettivo, abbiamo fatto molti passi che hanno reso possibile approfondire i legami comuni".

 Questa "apertura" ha guidato i lavori della Commissione Internazionale Mista per il Dialogo Interreligioso che ha celebrato la sua ultima sessione plenaria il mese passato a Cipro e di cui il tema è stato "Il ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo millennio". "Un tema complesso e che richiede un studio approfondito e un dialogo paziente, se aspiriamo all'integrazione tra la tradizione orientale e quella occidentale", osserva il Papa.

 "La Chiesa Cattolica intende il ministero petrino come un dono del Signore alla sua Chiesa. Questo ministero non deve interpretarsi secondo una prospettiva di potere, ma di servizio all'unità nella verità e nella carità - spiega il Papa -. Il Vescovo della Chiesa di Roma che  presiede nella carità (...) è il Servus Servorum Dei (il Servo dei Servi di Dio) (...). Si tratta di cercare uniti, ispirati al modello del primo millennio, i modi con cui il ministero del Vescovo di Roma possa compiere un servizio di amore riconosciuto da uno e da tutti".

 Benedetto XVI osserva che durante il cammino verso la piena comunione "possiamo offrire già una testimonianza comune, lavorando uniti al servizio dell'umanità, soprattutto difendendo la dignità della persona umana e affermando i valori etici fondamentali, promuovendo allo stesso tempo la giustizia e la pace" e che entrambe le Chiese "possono cooperare alla sensibilizzazione con riguardo alla responsabilità dell'umanità nella salvaguardia della creazione".
MESS/SANT'ANDREA/BARTOLOMEO I                           VIS 20091130 (400)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

-Tredici presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud 3), in Visita "ad Limina Apostolorum":

   - L'Arcivescovo Dadeus Grings, di Porto Alegre, con gli Ausiliari Vescovi Remídio José Bohn e Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S.

    - Il Vescovo Irineu Sílvio Wilges, O.F.M., di Cachoeira do Sul.

    - Il Vescovo Girônimo Zanandréa, di Erexim.

    - Il Vescovo Zeno Hastenteufel, di Novo Hamburgo.

    - Il Vescovo Jaime Pedro Kohl, P.S.D.P., di Osório.

    - Il Vescovo Jacinto Bergmann, di Pelotas.

    - Il Vescovo José Mário Stroeher, di Rio Grande.

    - Il Vescovo Aloísio Sinésio Bohn, di Santa Cruz do Sul.

    - Il Vescovo Hélio Adelar Rubert, di Santa Maria.

    - Il Vescovo José Clemente Weber, di Santo Ângelo.

    - Il Vescovo Frederico Heimler, S.D.B., di Cruz Alta.

-Sua Altezza Reale e Imperiale Otto d'Asburgo, Arciduca d'Austria, e Seguito.
AL:AP/…/…                                VIS 20091130 (150)

venerdì 27 novembre 2009

XXV ANNI DEL TRATTATO DI PACE TRA ARGENTINA E CILE


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienze separate i presidenti della Repubblica di Argentina e del Cile, rispettivamente Cristina Fernández de Kirchner e Michelle Bachelet, in occasione del XXV anniversario del Trattato di Pace e di Amicizia tra i due paesi.

 Successivamente nella Sala Clementina, rivolgendosi ai presidenti di Argentina e Cile e alle loro rispettive delegazioni, il Papa ha ricordato che questo trattato "ha posto fine alla controversia territoriale che hanno mantenuto per lungo tempo" le due nazioni nella zona Australe.

 "Di fatto - ha detto - è un'opportuna e felice commemorazione di quegli intensi negoziati che, con la mediazione pontificia, si conclusero con una soluzione degna, ragionevole ed equanime, evitando così il conflitto armato che stava per contrapporre due popoli fratelli".

 Il Santo Padre ha sottolineato che il "Trattato di Pace e Amicizia, e la mediazione che lo rese possibile, è inscindibilmente legato all'amata figura di Papa Giovanni Paolo II, il quale, mosso da sentimenti di affetto verso quelle amate Nazioni, e in sintonia con il suo instancabile lavoro di messaggero e artefice di pace, non esitò ad accettare il delicato e cruciale compito di essere mediatore in quel contenzioso. Con l'inestimabile aiuto del Cardinale Antonio Samoré, seguì personalmente tutte le vicissitudini di quei lunghi e complessi negoziati, fino alla (...) firma del Trattato, alla presenza delle delegazioni di entrambi i Paesi, e dell'allora segretario di Stato il Cardinale Agostino Casaroli".

 "A venticinque anni di distanza, possiamo constatare con soddisfazione - ha continuato - come quello storico evento abbia contribuito beneficamente a rafforzare in entrambi i Paesi i sentimenti di fraternità, come pure una più decisa cooperazione e integrazione, concretizzata in numerosi progetti economici, scambi culturali e importanti opere di infrastruttura, superando in tal modo pregiudizi, sospetti e reticenze del passato".

 Il Papa ha segnalato che "Cile e Argentina non sono solo due Nazioni vicine ma molto di più: sono due popoli fratelli con una vocazione comune di fraternità, di rispetto e di amicizia, che è frutto in gran parte della tradizione cattolica che è alla base della loro storia e del loro ricco patrimonio culturale e spirituale".

 Riferendosi di nuovo al Trattato che si commemora oggi, il Santo Padre ma messo in risalto che "è un esempio luminoso della forza dello spirito umano e della volontà di pace di fronte alla barbarie e all'assurdità della violenza e della guerra come mezzo per risolvere le divergenze". In questo contesto ha precisato che "è necessario perseverare in ogni momento, con volontà ferma e fino alle estreme conseguenze, nel cercare di risolvere le controversie con vera volontà di dialogo e di accordo, attraverso pazienti negoziati e necessari impegni, e tenendo sempre conto delle giuste esigenze e dei legittimi interessi di tutti".

 "Affinché la causa della pace si faccia strada nella mente e nel cuore di tutti gli uomini e, in modo particolare, di quelli che sono chiamati a servire i propri concittadini dalle più alte magistrature delle nazioni, è necessario che si fondi su salde convinzioni morali, nella serenità degli animi, a volte tesi e polarizzati, e nella ricerca costante del bene comune nazionale, regionale e mondiale".

 Benedetto XVI ha concluso ponendo in rilievo che il conseguimento della pace "richiede la promozione di un'autentica cultura della vita, che rispetti pienamente la dignità dell'essere umano, unita al rafforzamento della famiglia come cellula primaria della società. Richiede anche la lotta contro la povertà e la corruzione, l'accesso a un'educazione di qualità per tutti, una crescita economica solidale, il consolidamento della democrazia e lo sradicamento della violenza e dello sfruttamento, soprattutto nei riguardi delle donne e dei bambini".
AC/TRATTATO PACE/ARGENTINA:CILE                          VIS 20091130 (620)


giovedì 26 novembre 2009

MESSAGGIO ANNO GIUBILARE VIÊT NAM


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). In occasione del 350° anniversario della creazione dei Vicariati Apostolici di Tonkin e Cochinchina e dei 50 anni della presenza della gerarchia apostolica in Viêt Nam, il Santo Padre si è unito alla commemorazione con l'invio di un Messaggio al Vescovo Pierre Nguyen-Van-Nhon, di Dalat, Presidente della Conferenza Episcopale Vietnamita.

  Nel Messaggio, datato 17 novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ricorda che l'apertura del Giubileo coincide con la festa dei centodiciassette gloriosi santi martiri vietnamiti ed auspica che "il ricordo della loro nobile testimonianza aiuti il popolo di Dio in Viêt Nam a promuovere la carità, ad accrescere la speranza e a consolidare la propria fede che alle volte la vita quotidiana mette alla prova".

  Il luogo scelto per le celebrazioni, nota il Santo Padre, è So-Kiên nell'Arcidiocesi di Hanoi, sede del primo Vicariato Apostolico del Viêt Nam, ed auspica che la sede "così cara al vostro cuore sia il fulcro di una profonda evangelizzazione che porti a tutta la società vietnamita i valori evangelici della carità, della verità, della giustizia e della rettitudine. Questi valori, vissuti nella sequela di Cristo, assumono una nuova dimensione che supera il senso morale tradizionale, se ancorati a Cristo che desidera il bene di ogni uomo e vuole la sua felicità".

  "L'Anno Giubilare è un tempo di grazia propizio alla riconciliazione con Dio e con il prossimo. A tal fine, si devono riconoscere le mancanze del passato e del presente commesse contro i fratelli nella fede e contro i fratelli compatrioti e domandare perdono. Nel contempo, conviene, inoltre, risolversi ad approfondire e ad arricchire la comunione ecclesiale e a edificare una società giusta, solidale ed equa mediante l'autentico dialogo, il rispetto reciproco offerto per rinnovare l'annuncio del Vangelo ai concittadini, divenendo sempre più una Chiesa di comunione e missione".

  Benedetto XVI conclude il Messaggio con parole di saluto ai religiosi, alle religiose e ai laici del Viêt Nam "sempre presenti nel mio ricordo e nella mia preghiera quotidiana" ed esortando i Vescovi "a testimoniare con coraggio e perseveranza la grandezza di Dio e della bellezza della vita in Cristo".
MESS/GIUBILEO/VIÊT NAM:NGUYEN                   VIS 20091126 (370)


VENTENNALE COMMISSIONE BENI CULTURALI CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, ed il Professor Francesco Buranelli, Segretario della medesima Pontificia Commissione, sono intervenuti questa mattina ad una Conferenza Stampa nel ventennale del Dicastero.

  L'Arcivescovo Ravasi ha precisato che fino al 2007, il Pontificio Consiglio della Cultura e la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, sono stati  presieduti da due distinti Presidenti, ognuno con una sua propria autonomia.

  Quando l'Arcivescovo Ravasi è stato eletto Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il Papa ha disposto che il Pontificio Consiglio della Cultura e la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa formassero un unico organismo con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra affinché i tre dicasteri si occupassero di argomenti strettamente culturali; il primo di cultura in generale; la seconda di patrimonio culturale ed artistico della Chiesa e il terzo delle catacombe e della loro storia.

  Il Professor Buranelli ha a sua volta spiegato che "la gestione dei beni culturali ecclesiastici si è organizzata secondo la struttura gerarchica della Chiesa: a livello di Chiesa universale è competente questa Pontificia Commissione; le Conferenze Episcopali sono a loro volta invitate a istituire un Ufficio Nazionale per i Beni Culturali della Chiesa".

  Riguardo alla partecipazione della Santa Sede con gli Organismi internazionali (UNESCO, Consiglio d'Europa, ICCROM, ICOMOS, ecc.), il Professor Buranelli ha sottolineato che: "L'obiettivo principale consiste nel diffondere una sempre maggiore consapevolezza del ruolo e del valore specifico del patrimonio culturale religioso, particolarmente di quello cristiano, all'interno del patrimonio culturale di ogni nazione e di conseguenza nel patrimonio mondiale dell'umanità".

  Il Professor Buranelli ha sottolineato inoltre che la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa si impegna a far "propri gli insegnamenti di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI" e a non avere più paura di questa amicizia tra chiesa e arte, di accettare ancora una volta il carattere specifico dell'arte in Occidente, scaturita anche dal suo seno, di voler cercare Dio a partire dalla propria coscienza di Uomo, nel rispetto della sensibilità e della cultura di ciascun artista".

   La partecipazione della Santa Sede alla LIV Biennale di Arte Contemporanea di Venezia, con un padiglione della Pontificia Commissione "permetterà, attraverso spunti di riflessione e di confronto tra artisti e teologi di sviluppare un tessuto connettivo di immagini e simboli che consenta alla nostra società di tornare ad essere consapevole delle proprie radici culturali e di riacquisire la capacità di vedere l'invisibile".
OP/ANNIVERSARIO COMMISSIONE BENI CULTURALI    VIS 20091126 (430)


SESSIONE PLENARIA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). La Commissione Teologica Internazionale, presieduta del Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, terrà la prima Sessione plenaria annuale del nuovo quinquennio dal 30 novembre al 4 dicembre 2009, presso la "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano, sotto la direzione del Padre Charles Morerod, OP, Segretario Generale.

  In un Comunicato reso pubblico questa mattina, si rende noto che la Commissione di cui quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario di creazione ad opera di Paolo VI, deciderà innanzitutto i temi che saranno trattati in questo nuovo quinquennio nonché l'organizzazione concreta dei lavori. Fra i temi che il Cardinale Presidente ha chiesto ai membri di prendere in considerazione vi è l'importante questione della metodologia teologica, sulla quale si era già riflettuto durante il precedente quinquennio.

  Durante la settimana di lavori i membri della Commissione Teologica Internazionale saranno invitati a partecipare ad una Santa Messa celebrata dal Santo Padre nel Palazzo Apostolico.
OP/PLENARIA COMMISSIONE TEOLOGICA/LEVADA     VIS 20091126 (170)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina inc udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione SUD 1), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Reverendo Jamil de Souza, Amministratore Diocesano di Franca.

    - Il Vescovo Benedito Gonçalves dos Santos, di Presidente Prudente.

    - Reverendo Joaquim Wladimir L. Dias, Amministratore Diocesano di Jundiai.

    - Il Vescovo José Benedito Simão, di Assis.

    - Il Vescovo Benedito Beni dos Santos, di Lorena.
AL/.../...                                 VIS 20091126 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Raúl Gómez González, primo Vescovo di Tenancingo (superficie: 2.896; popolazione: 350.406; cattolici: 332.829; sacerdoti: 65; religiosi: 86) Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Capilla di Guadalupe, Jalisco (Messico), ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. E' stato finora Vicario Generale della Diocesi di San Juan de los Lagos (Messico).
NER/.../GÓMEZ GONZALEZ                             VIS 20091126 (80)


mercoledì 25 novembre 2009

HUGO E RICCARDO DI SAN VITTORE: CONTEMPLAZIONE DIVINA


CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2009 (VIS). Nell'udienza generale di oggi, celebrata nell'Aula Paolo VI, il Papa ha parlato di Ugo e di Riccardo di San Vittore, due monaci che vissero ed esercitarono il loro magistero nell'Abbazia di San Vittore, a Parigi, dove dal dodicesimo secolo era presente un'importante scuola di teologia monastica e scolastica.

 Il Santo Padre ha spiegato che delle origini di Ugo di San Vittore si sa poco; "forse nacque in Sassonia o nelle Fiandre" e morì nel 1141. "Raggiunse una grande notorietà e stima, al punto da essere chiamato un "secondo sant'Agostino" (...) per la sua dedizione alle scienze profane e alla teologia".

 "Ugo di San Vittore è un tipico rappresentante della teologia monastica, interamente fondata sull'esegesi biblica. (...) Diceva che prima di scoprire il valore simbolico e l'insegnamento morale dei racconti biblici, occorre conoscere e approfondire il significato della storia narrata nella Scrittura: diversamente - avvertiva con un efficace paragone - si rischia di essere come degli studiosi di grammatica che ignorano l'alfabeto. A chi conosce il senso della storia descritta nella Bibbia, le vicende umane appaiono segnate dalla Provvidenza divina, secondo un suo disegno ben ordinato, (...) salvaguardando sempre la libertà e la responsabilità dell'essere umano".

 Benedetto XVI ha ricordato che nel Trattato "De Sacramentis christianae fidei", Ugo segnala tre elementi che definiscono un sacramento: "l'istituzione da parte di Cristo, la comunicazione della grazia, e l'analogia tra l'elemento visibile, quello materiale, e l'elemento invisibile, che sono i doni divini".

 "È importante anche oggi - ha aggiunto - che gli animatori liturgici, e in particolare i sacerdoti, valorizzino con sapienza pastorale i segni propri dei riti sacramentali, curandone attentamente la catechesi, affinché ogni celebrazione dei sacramenti sia vissuta da tutti i fedeli con devozione, intensità e letizia spirituale".

 Riferendosi successivamente a Riccardo, il Papa ha spiegato che proveniva dalla Scozia e che fu "priore dell'Abbazia di San Vittore dal 1162 al 1172, anno della sua morte". Nello studio della Bibbia "a differenza del suo maestro, privilegia il senso allegorico, il significato simbolico della Scrittura".

 Nei suoi insegnamenti, ha continuato, "invitava i fedeli ad esercitare le varie virtù, imparando a disciplinare e a ordinare con la ragione i sentimenti ed i moti interiori affettivi ed emotivi. Solo quando l'uomo ha raggiunto equilibrio e maturazione umana in questo campo, è pronto per accedere alla contemplazione".

 "Ugo e Riccardo di San Vittore - ha concluso - elevano il nostro animo alla contemplazione delle realtà celesti (...) e all'ammirazione della Santissima Trinità" come modello "di comunione perfetta. Come cambierebbe il mondo se nelle famiglie, nelle parrocchie e in ogni altra comunità i rapporti fossero vissuti seguendo sempre l'esempio delle tre Persone divine, in cui ognuna vive non solo con l'altra, ma per l'altra e nell'altra!"

 Al termine dell'udienza, il Papa ha salutato tra gli altri i responsabili ed il personale dell'emittente "Tele Lumiere-Noursat", del Libano, che ha incoraggiato a "proseguire con generosità la missione al servizio del Vangelo, della pace e della riconciliazione in Libano e in tutta la regione".
AG/UGO:RICCARDO SAN VITTORE/...            VIS 20091125 (510)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre:
 - Ha nominato il Vescovo Ricardo Ernesto Centellas Guzmán, finora ausiliare della diocesi di Potosí (Bolivia), Vescovo della stessa Diocesi (superficie: 118.218; popolazione: 761.000; cattolici: 685.000; sacerdoti: 65; religiosi: 109; diaconi permanenti: 8). Il Vescovo Centellas Guzmán succede al Vescovo Walter Pérez Villamonte, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, comma 2, del Codice di Diritto Canonico.

 - Ha nominato il Vescovo Aloísio Jorge Pena Vitral, finora ausiliare della Diocesi di Belo Horizonte (Brasile), Vescovo di Teófilo Otoni (superficie: 25.376; popolazione: 466.000; cattolici: 332.000; sacerdoti: 38; religiosi: 65), Brasile. Il Vescovo Pena Vitral succede al Vescovo Diogo Reesink O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/…                        VIS 20091125 (150)

martedì 24 novembre 2009

BENI CULTURALI E MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE MIGRANTI


CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2009 (VIS). Alle 11:30 di giovedì 26 novembre, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del ventennale della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, alla quale interverranno l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, ed il Professor Francesco Buranelli, Segretario della medesima Pontificia Commissione.

  Alle ore 11:30 di venerdì 27 novembre, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 96ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (17 gennaio 2010), sul tema: "I migranti ed i rifugiati minorenni".

  Alla Conferenza Stampa l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario, ed il Monsignor Novatus Rugambwa, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
OP/BENI CULTURALI:MIGRANTI/...               VIS 20091124 (150)


lunedì 23 novembre 2009

INCONTRO BENEDETTO XVI ARTISTI CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Sistina, ha avuto luogo l'incontro di Benedetto XVI con gli artisti, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura nel decennale della Lettera di Giovanni Paolo II agli Artisti (4 aprile 1999) e nel 45° anniversario dell'Incontro di Paolo VI con gli Artisti (7 maggio 1964).

  I 262 artisti presenti provenienti da tutto il mondo, sono stati così raggruppati: pittura e scultura; architettura; letteratura e poesia; musica e canto; cinema, teatro, danza e fotografia.

  Dopo l'ingresso del Santo Padre, la Cappella Musicale Pontificia Sistina ha eseguito "Domine, quando veneris", di Giovanni Pierluigi da Palestrina. L'attore italiano Sergio Castellitto ha letto alcuni brani della Lettera agli Artisti di Giovanni Paolo II.

  "Con questo incontro" - ha detto il Santo Padre - "desidero esprimere e rinnovare l'amicizia della Chiesa con il mondo dell'arte, un'amicizia consolidata nel tempo, poiché il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ha ben compreso il valore delle arti e ne ha utilizzato sapientemente i multiformi linguaggi per comunicare il suo immutabile messaggio di salvezza. Questa amicizia va continuamente promossa e sostenuta, affinché sia autentica e feconda, adeguata ai tempi e tenga conto delle situazioni e dei cambiamenti sociali e culturali".

  "Il mio pensiero va" - ha ricordato il Pontefice - "al 7 maggio del 1964, (...) quando, in questo stesso luogo, si realizzava uno storico evento, fortemente voluto dal Papa Paolo VI per riaffermare l'amicizia tra la Chiesa e le arti. (...)  In quella circostanza, Paolo VI assunse l' impegno di 'ristabilire l'amicizia tra la Chiesa e gli artisti', e chiese loro di farlo proprio e di condividerlo, analizzando con serietà e obiettività i motivi che avevano turbato tale rapporto e assumendosi ciascuno con coraggio e passione la responsabilità di un rinnovato, approfondito itinerario di conoscenza e di dialogo, in vista di un'autentica 'rinascita' dell'arte, nel contesto di un nuovo umanesimo".

  "Il 'Giudizio Universale', che campeggia alle mie spalle" - ha proseguito il Pontefice - "ricorda che la storia dell'umanità è movimento ed ascensione, è inesausta tensione verso la pienezza, verso la felicità ultima, verso un orizzonte che sempre eccede il presente mentre lo attraversa. Nella sua drammaticità, però, questo affresco pone davanti ai nostri occhi anche il pericolo della caduta definitiva dell'uomo, minaccia che incombe sull'umanità quando si lascia sedurre dalle forze del male. L'affresco lancia perciò un forte grido profetico contro il male; contro ogni forma di ingiustizia. Ma per i credenti il Cristo risorto è la Via, la Verità e la Vita. Per chi fedelmente lo segue è la Porta che introduce in quel 'faccia a faccia', in quella visione di Dio da cui scaturisce senza più limitazioni la felicità piena e definitiva".

  "Il momento attuale" - ha detto ancora il Papa - "è purtroppo segnato, (...), anche da un affievolirsi della speranza, da una certa sfiducia nelle relazioni umane, per cui crescono i segni di rassegnazione, di aggressività, di disperazione".

  "Che cosa può ridare entusiasmo e fiducia, che cosa può incoraggiare l'animo umano a ritrovare il cammino, ad alzare lo sguardo sull'orizzonte, a sognare una vita degna della sua vocazione se non la bellezza?".

  "La bellezza colpisce, ma proprio così richiama l'uomo al suo destino ultimo, (...) gli dona il coraggio di vivere fino in fondo il dono unico dell'esistenza. La ricerca della bellezza di cui parlo, evidentemente, non consiste in alcuna fuga nell'irrazionale o nel mero estetismo".

  "Troppo spesso, però" - ha detto il Papa - "la bellezza che viene propaganda è illusoria e mendace. (...) Si tratta di una seducente ma ipocrita bellezza che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull'alto che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell'oscenità, della trasgressione o della provocazione fina a se stessa. L'autentica bellezza, invece, schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l'Altro, verso l'Oltre da sé".

  "L'arte, in tutte le sue espressioni, nel momento in cui si confronta con i grandi interrogativi dell'esistenza, (...) può assumere una valenza religiosa e trasformarsi in un percorso di profonda riflessione interiore e di spiritualità. Questa affinità, questa sintonia tra percorso di fede e itinerario artistico, l'attesta un incalcolabile numero di opere d'arte che hanno come protagonisti i personaggi, le storie, i simboli di quell'immenso deposito di 'figure' - in senso lato - che è la Bibbia, la Sacra Scrittura".

  "Si parla, in proposito, di una 'via pulchritudinis', una via della bellezza che costituisce al tempo stesso un percorso artistico, estetico, e un itinerario di fede, di ricerca teologica. (...) La via della bellezza ci conduce, dunque, a cogliere il Tutto nel frammento, l'Infinito nel finito, Dio nella storia dell'umanità".

  "Simone Weil scriveva a tal proposito: 'In tutto quel che suscita in noi il sentimento puro ed autentico del bello, c'è realmente la presenza di Dio. C'è quasi una specie di incarnazione di Dio nel mondo, di cui la bellezza è il segno. Il bello è la prova sperimentale che l'incarnazione è possibile. Per questo ogni arte di prim'ordine è, per sua essenza, religiosa'".

  Citando la Lettera agli Artisti di Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI ha ricordato che il Servo di Dio "ha riaffermato il desiderio della Chiesa di rinnovare il dialogo e la collaborazione con gli artisti: 'Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, 'la Chiesa ha bisogno dell'arte'"; ma domandava subito dopo: 'L'arte ha bisogno della Chiesa?', sollecitando così gli artisti a ritrovare nella esperienza religiosa, nella rivelazione cristiana e nel 'grande codice' che è la Bibbia una sorgente di rinnovata e motivata ispirazione".

  "Voi siete custodi della bellezza; voi avete, grazie al vostro talento, la possibilità di parlare al cuore dell'umanità (...) Siate anche voi, attraverso la vostra arte, annunciatori e testimoni di speranza per l'umanità! E non abbiate paura di confrontarvi con la sorgente prima e ultima della bellezza, di dialogare con i credenti, con chi, come voi, si sente pellegrino nel mondo e nella storia verso la Bellezza infinita!".

  "La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre, li incoraggia a varcare la soglia e a contemplare con occhi affascinati e commossi la méta ultima e definitiva, il sole senza tramonto che illumina e fa bello il presente".

  Al termine del discorso del Papa, la Cappella Musicale Pontificia Sistina ha eseguito "Veni dilecte mi" di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Infine il Papa ha preso congedo dagli artisti e, l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha consegnato agli artisti, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, una medaglia in ricordo dell'avvenimento.
AC/INCONTRO ARTISTI/RAVASI                 VIS 20091123 (1220)



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