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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 7 novembre 2008

AMBASCIATORE LITUANIA: COLTIVARE LA MEMORIA STORICA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Vytautas Alisauskas, nuovo ambasciatore della Lituania presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina le sue lettere credenziali a Benedetto XVI.

 Nel suo discorso, il Papa si è congratulato con il nuovo ambasciatore per le sue parole sulla "necessità che l'Europa continui ad ispirarsi alla tradizione derivata dall'insegnamento del Vangelo" e ha ricordato che "nelle epoche recenti la fede dei lituani li ha sostenuti durante i tempi del dominio e dell'oppressione aiutandoli a difendere e consolidare la loro identità".

 "Ora che la Lituania ha riconquistato la sua indipendenza - ha continuato - rappresenta una testimonianza importante dei valori che hanno reso le persone capaci di sopravvivere in quegli anni così difficili (...). Le comunità che hanno vissuto in circostanze come quelle sono profondamente convinte che la vera felicità si trovi solamente in Dio. Sanno che qualsiasi società che nega il Creatore, inevitabilmente comincia a perdere il senso della bellezza, la verità e la bontà della vita umana".

 Il Santo Padre ha osservato che nei Paesi dell'Est europeo è cresciuta una generazione che "non ha conosciuto l'esperienza del governo totalitario e per questo tende a dar per scontata la propria libertà politica. Di conseguenza, c'è il pericolo che si perdano alcuni frutti maturati ai tempi della prova (...). La società contemporanea, malgrado la sua libertà, soffre sempre più della frammentazione e della confusione morale". Per questo, "è di vitale importanza che la Lituania e l'Europa tutta coltivino la memoria della storia che l'ha modellata per conservare la propria identità e sopravvivere e riemergere così nel XXI secolo".

 "È paradossale e tragico che nell'era della globalizzazione, quando le possibilità di comunicazione ed interazione con gli altri hanno raggiunto una dimensione che le generazioni precedenti a malapena potevano concepire, tante persone si sentano isolate. Questo fatto determina numerosi problemi sociali che non si posso risolvere soltanto in ambito politico. (...) La Chiesa ha un ruolo importante da svolgere perché vuole costruire una civiltà dell'amore. (...) Dato che l'amore di Dio porta a partecipare alla giustizia e alla generosità di Dio con gli altri, la prassi del cristianesimo porta naturalmente alla solidarietà (...), alla decisione di servire al bene comune e di responsabilizzarsi dei membri più deboli della società, contrasta il desiderio di accumulare ricchezze soltanto per uno solo. La nostra società ha bisogno di sfuggire dalla brama di beni materiali e focalizzarsi, invece, sui valori che promuovono realmente il bene della persona umana".

 Benedetto XVI ha affermato che la Lituania e la Santa Sede possono cooperare "per forgiare un'Europa in cui sia dala la priorità alla difesa del matrimonio e della vita familiare, alla protezione della vita umana dal momento del suo concepimento fino alla morte naturale e alla promozione di solide pratiche etiche nella ricerca medica e scientifica: pratiche veramente rispettose della dignità dell'essere umano. Possiamo promuovere una solidarietà effettiva con i poveri, i malati, gli emarginati".

 "Questi valori saranno un punto di riferimento per tutti quelli, soprattutto i giovani, che cercano delle risposte alla loro inquietudine sul significato della vita. Chiameranno coloro i quali bramano di scoprire la verità, spesso offuscata dai messaggi superficiali della società post-moderna. Attireranno tutti coloro che rifiutano una visione del mondo basata sul relativismo e il secolarismo e che aspirano invece a vivere compatibilmente con la vera nobiltà dello spirito umano".
CD/CREDENZIALI/LITUANIA:ALISAUSKAS                   VIS 20081107 (550)


DICHIARAZIONE FINALE FORUM CATTOLICO-MUSULMANO


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Ieri nel pomeriggio è stata pubblicata la dichiarazione finale dei partecipanti al primo Seminario del Forum Cattolico-Musulmano, che si è svolto dal 4 al 6 novembre a Roma, il cui tema è stato: "Amore per Dio, Amore per il prossimo".

 I 24 partecipanti e 5 consiglieri di ogni religione hanno discusso in questi giorni su due grandi temi: "Fondamenti Teologici e Spirituali", "Dignità Umana e Rispetto Reciproco". "I punti di similitudine e di diversità hanno mostrato lo specifico genio distintivo delle due religioni" si legge nella dichiarazione.

 1. "Per i cristiani la fonte e l'esempio dell'amore di Dio e del prossimo è l'amore di Cristo per suo Padre, per l'umanità e per ogni persona. (...) L'amore per il prossimo non si può separare dall'amore di Dio, perché è un'espressione del nostro amore verso Dio. (...) Radicato nell'amore sacrificale di Cristo, l'amore cristiano perdona e non esclude alcuno. Quindi include anche i propri nemici".

 "Per i musulmani, (...) l'amore è una forza trascendente e imperitura, che guida e trasforma il rispetto umano reciproco. Questo amore, come indicato dal Santo e amato profeta Maometto, precede l'amore umano per l'Unico Vero Dio".

 2. "La vita umana è un dono preziosissimo di Dio a ogni persona. Dovrebbe essere quindi preservata e onorata in tutte le sue fasi".

3. "La dignità umana deriva dal fatto che ogni persona è creata da un Dio amorevole per amore. (...) La persona esige il rispetto della sua dignità originaria e della sua vocazione umana. Quindi ha diritto al pieno riconoscimento della propria identità e della propria libertà di individuo, comunità e governo, con il sostegno della legislazione civile che garantisce pari diritti e piena cittadinanza".

 4. "Affermiamo che la creazione dell'umanità da parte di Dio presenta due grandi aspetti: la persona umana maschio e femmina e ci impegniamo insieme a garantire che la dignità e il rispetto umani vengano estesi sia agli uomini sia alle donne su una base paritaria".

 5. "L'amore autentico del prossimo implica il rispetto della persona e delle sue scelte in questioni di coscienza e di religione. Esso include il diritto di individui e comunità a praticare la propria religione in privato e in pubblico".

 6. "Le minoranze religiose hanno il diritto di essere rispettate nelle proprie convinzioni e pratiche religiose. Hanno anche diritto ai propri luoghi di culto e le loro figure e i loro simboli fondanti che considerano sacri non dovrebbero subire alcuna forma di scherno o di irrisione".

 7. "In quanto credenti cattolici e musulmani siamo consapevoli degli inviti e dell'imperativo a testimoniare la dimensione trascendente della vita attraverso una spiritualità alimentata dalla preghiera, in un mondo che sta diventando sempre più secolarizzato e materialistico".

 8. "Affermiamo che nessuna religione né i suoi seguaci dovrebbero essere esclusi dalla società. Ognuno dovrebbe poter rendere il suo contributo indispensabile al bene della società, in particolare nel servizio ai più bisognosi".

 9. "Riconosciamo che la creazione di Dio nella sua pluralità di culture, civiltà, lingue e popoli è una fonte di ricchezza e quindi non dovrebbe  mai divenire causa di tensione e di conflitto".

 10. "Siamo convinti del fatto che cattolici e musulmani hanno il dovere di offrire ai propri fedeli una sana educazione nei valori morali, religiosi, civili e umani  e di promuovere una attenta informazione sulla religione dell'altro".

 11. "Professiamo che cattolici e musulmani sono chiamati a essere strumenti di amore e di armonia tra i credenti e per tutta l'umanità, rinunciando a qualsiasi oppressione, violenza aggressiva e atti terroristici, in particolare quelli perpetrati in nome della religione, e a sostenere il principio di giustizia per tutti".

 12. "Esortiamo i credenti a operare per un sistema finanziario etico in cui i meccanismi normativi prendano in considerazione la situazione dei poveri e degli svantaggiati, siano essi individui o nazioni indebitate. Esortiamo i privilegiati del mondo a considerare la piaga di quanti sono colpiti più gravemente dall'attuale crisi nella produzione e nella distribuzione alimentare, e chiediamo ai credenti di tutte le denominazioni e a tutte le persone di buona volontà di cooperare per alleviare la sofferenza di chi ha fame e di eliminare le cause di quest'ultima".

 13. "I giovani sono il futuro delle comunità religiose e delle società in generale. Vivranno sempre di più in società multiculturali e multireligiose. È essenziale che siano  ben formati nelle proprie tradizioni religiose e ben informati sulle altre culture e religioni".

 14. "Abbiamo concordato di prendere in considerazione la possibilità di creare un Comitato cattolico-musulmano permanente, che coordini le risposte ai conflitti e ad altre situazioni di emergenza".

 15 "Attendiamo dunque il secondo seminario del Forum cattolico-musulmano che si svolgerà entro  due anni, in un Paese a maggioranza musulmana ancora da definire".

 La dichiarazione si conclude con "la soddisfazione di tutti i presenti dei risultati del Seminario e le loro aspettative di un dialogo più proficuo".
OP/DICHIARAZIONE CATTOLICI:MUSULMANI/...          VIS 20081107 (810)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Krzysztof Bialasik Wawrowska, S.V.D., di Oruro.

- Il Vescovo Leonardo Mario Bernacchi, O.F.M., di Tabaicara, Vicario Apostolico di Camiri.

- Il Vescovo Luis Morgan Casey, Vicario Apostolico di Pando.

- Il Vescovo Carlos Bürgler, C.SS.R., Vicario Apostolico di Reyes.

È previsto che nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                                                    VIS 20081107 (90)


giovedì 6 novembre 2008

FORUM CATTOLICO MUSULMANO: SUPERARE PREGIUDIZI PASSATI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i partecipanti al primo Forum Cattolico Musulmano, organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e i rappresentanti delle 138 autorità musulmane che hanno firmato la Lettera aperta ai capi religiosi cristiani il 13 ottobre 2007.

 Il Papa ha commentato questa lettera dicendo che "ha ricevuto numerose risposte e ha incentivato il dialogo, dando origine a iniziative e riunioni specifiche rivolte a una migliore conoscenza di noi stessi e a potenziare la stima per i valori che condividiamo (...). Il grande interesse che questo seminario ha risvegliato ci garantisce che le analisi e i dati positivi che emergono dal dialogo fra cristiani e musulmani non si limitano a un gruppo ristretto di esperti ed eruditi, ma costituiscono un sistema incommensurabile posto al servizio di tutti".

 Il tema del Forum "Amore per Dio, amore per il prossimo: la dignità della persona umana e il rispetto reciproco", ha proseguito il Santo Padre, "sottolinea ancor più i fondamenti teologici e spirituali di un insegnamento centrale nelle nostre rispettive religioni (...). Siamo chiamati a condividere con gli altri l'amore che Dio diffonde su di noi senza che ce lo meritiamo".

 "Mi compiaccio di sapere che nella riunione - ha continuato - è stato possibile adottare una posizione comune sulla necessità di adorare Dio e di amare il nostro prossimo, uomini e donne, indistintamente, soprattutto coloro in difficoltà. Dio ci chiama ad aiutare le vittime della malattia, della fame, della povertà, dell'ingiustizia e della violenza".

 "Per i cristiani l'amore di Dio è legato inseparabilmente all'amore (...) verso tutti gli uomini e donne senza distinzione di razza o cultura (...). La tradizione musulmana è anche molto precisa in materia di impegno pratico a favore dei più bisognosi (...). Per questo, dovremmo cooperare per la promozione del rispetto per la dignità umana e dei suoi diritti fondamentali, anche quando le nostre visioni antropologiche e le nostre teologie lo giustifichino in diverse forme. C'è un settore vastissimo nel quale possiamo lavorare insieme: la difesa e la promozione dei valori morali che sono parte della nostra eredità comune".

 "Soltanto se riconosciamo il ruolo centrale della persona e la dignità di ogni essere umano, rispettando e difendendo la vita che è un dono di Dio, sacra tanto per i cristiani quanto per i musulmani, troveremo i punti in comune per costruire un mondo più fraterno nel quale i confronti e le differenze si regolino pacificamente e si neutralizzi il potere devastante delle ideologie".

 "La mia speranza - ha sottolineato il Santo Padre - è che la protezione di questi diritti fondamentali raggiunga le persone ovunque . I responsabili politici e religiosi hanno il dovere di garantire il libero esercizio di questi diritti nel pieno rispetto della libertà di coscienza e di religione di ogni individuo. La discriminazione e la violenza a cui ancora sono sottomesse le persone di fede nel mondo e le persecuzioni, spesso violente alle quali si vedono soggette, sono azioni inaccettabili e ingiustificabili, ancor più gravi e deplorevoli qualora siano compiute in nome di Dio".

"Il nome di Dio può soltanto essere un nome di pace e fratellanza, giustizia e amore. Dobbiamo dimostrare, a parole nostre e sopra ogni cosa con i nostri fatti, che il messaggio delle nostre religioni è impeccabilmente un messaggio di armonia e di reciproca comprensione. È essenziale che lo facciamo, perché altrimenti ridurremmo non soltanto la credibilità e l'efficacia del nostro dialogo, ma anche le nostre religioni".

 "Uniamo i nostri sforzi - ha concluso il Pontefice - (...) per superare tutti i fraintendimenti e i disaccordi. Dobbiamo deciderci a superare i pregiudizi passati e a correggere la percezione, spesso distorta dell'altro, che possono creare ancora oggi delle difficoltà nei nostri rapporti. Lavoriamo insieme per educare tutte le persone, soprattutto i giovani per la costruzione di un futuro comune".
AC/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/...                   VIS 20081106 (640)


EGITTO: FAVORIRE RAPPORTI DI FRATELLANZA TRA RELIGIONI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto questa mattina le lettere credenziali della nuova ambasciatrice della Repubblica d'Egitto, Lamia Aly Hamada Mekhemar.

 Nel suo discorso, il Santo Padre ha affermato che "gli sforzi dell'Egitto a favore della pace, dell'armonia e di soluzioni giuste che rispettino gli Stati e le persone sono numerosi e concordano con quelli della Santa Sede, che si sforza anch'essa per favorirli e promuoverli".

 "Le religioni - ha detto - possono e devono essere fattori di pace. Malgrado tutto, possono essere fraintese e usate per provocare violenza o morte. Il rispetto della sensibilità e della storia proprie di ogni Paese o di ogni comunità umana e religiosa, (...) e soprattutto un'autentica volontà di ricerca della pace, favoriscono la riconciliazione dei popoli e la coabitazione pacifica fra tutti".

 Dopo aver messo in risalto che l'Egitto "è stato fin da sempre conosciuto come terra di ospitalità per gli innumerevoli rifugiati, musulmani e cristiani, che hanno cercato la sicurezza e la pace nelle sue terre", Benedetto XVI ha chiesto che "questa nobile tradizione continui per il bene di tutti".

 Riferendosi alla comprensione e al rispetto reciproco tra l'Islam e il Cristianesimo, il Papa ha assicurato che nonostante i progressi fatti in questo campo, "resta tuttavia ancora molta strada da fare".

 "E' importante - ha continuato - promuovere soprattutto una buona conoscenza reciproca, che non si può limitare a un cerchio ristretto di dialogo, bensì deve irradiare poco a poco verso gli individui che giorno dopo giorno, nelle città e nei paesi, dovranno sviluppare una mentalità di rispetto reciproco che potrebbe sfociare in una mutua stima".

 Il Santo Padre ha segnalato che la comunità cattolica in Egitto, sebbene sia piccola, "manifesta la grande diversità che esiste all'interno della nostra Chiesa e la possibilità di una coesistenza armoniosa tra le grandi tradizioni cristiane orientali e occidentali. Il suo impegno sociale e storico di fronte al popolo egiziano nei campi dell'istruzione, della sanità e delle opere caritative è testimone dell'amore gratuito senza alcuna distinzione religiosa. Questo è risaputo e apprezzato dalla società egiziana".

 "La Chiesa Cattolica desidera anche - ha detto - entrare in contatto nel vostro Paese con i molti turisti cattolici che lo visitano e che desiderano professarne la religione. Sono convinto del fatto che presto sarà loro concessa la possibilità di poter pregare Dio in maniera degna nei luoghi di culto appropriati nelle nuove località turistiche che si sono formate negli ultimi anni. Sarebbe un buon segnale per il mondo se l'Egitto favorisse i rapporti di amicizia e fratellanza tra le religioni e i popoli, secondo la propria antica e nobile tradizione".
CD/CREDENZIALI/EGITTO:MEKHEMAR               VIS 20081106 (430)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Edmundo Luis Flavio Abastoflor Montero, di La Paz, con l'Ausiliare Vescovo Oscar Omar Aparicio Céspedes.

- Il Vescovo Juan Vargas Aruquipa, di Coroico.

-Il Vescovo Toribio Ticona Porco, Prelato di Corocoro, con il Vescovo Prelato emerito Jesùs Agustìn Lòpez de Lama, C.P.
AL/.../...                                                                                         VIS 20081106 (70)


mercoledì 5 novembre 2008

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Salvatore Boccaccio, di Frosinone-Veroli-Ferentino (Italia), il 18 ottobre, all'età di 70 anni.

- Il Vescovo Ernest Kombo, S.I., di Owando (Repubblica del Congo), il 22 ottobre, all'età di 67 anni.

- L'Arcivescovo Santo Bartolomeo Quadri, emerito di Modena-Nonantola (Italia), il 17 ottobre, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Augusto Petrò, emerito di Uruguaiana (Brasile), il 28 ottobre, all'età di 90 anni.

- L'Arcivescovo Venedictos Printesis, emerito di Athenai (Grecia), il 21 ottobre, all'età di 91 anni.
.../DEFUNTI/...                                                           VIS 20081105 (100)


UDIENZA GENERALE: RISURREZIONE CHIAVE CRISTOLOGIA PAOLINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2008 (VIS).- Benedetto XVI, proseguendo la sua catechesi sulla cristologia paolina, si è soffermato oggi sull'importanza che l'apostolo da alla risurrezione di Gesù, come è evidente già nella Prima Lettera ai Corinzi.

 Il Papa ha spiegato che nella risurrezione "sta la soluzione del problema posto dal dramma della Croce. Da sola la Croce non potrebbe spiegare la fede cristiana. (...) Il mistero pasquale consiste nel fatto che quel Crocifisso "è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture". (...) Sta qui la chiave di volta della cristologia paolina: tutto ruota intorno a questo centro gravitazionale. (...) Colui che è stato crocifisso, e che ha così manifestato l'immenso amore di Dio per l'uomo, è risorto ed è vivo in mezzo a noi".

 Tuttavia, "l'originalità della cristologia di San Paolo non entra mai in contraddizione con la fedeltà alla tradizione. Il kerygma degli Apostoli presiede sempre alla personale rielaborazione di Paolo; ogni sua argomentazione muove dalla tradizione comune in cui si esprime la fede di tutte le Chiese, che sono una sola Chiesa. E così san Paolo offre un modello per tutti i tempi sul come fare teologia (...). Il teologo, il predicatore non crea nuove visioni del mondo e della vita ma è al servizio della verità trasmessa, al servizio del fatto reale di Cristo, della Croce, della risurrezione. Il suo compito è aiutarci a comprendere oggi, dietro le antiche parole, la realtà del "Dio con noi", quindi la realtà della vera vita".

 "San Paolo, nell'annunciare la risurrezione - ha poi detto il Santo Padre - non si preoccupa di presentarne un'esposizione dottrinale organica: (...) affronta il tema rispondendo a dubbi e domande concrete che gli venivano proposte dai fedeli (...). Si concentra sull'essenziale: noi siamo stati 'giustificati', cioè resi giusti, salvati, dal Cristo morto e risorto per noi. Emerge innanzitutto il fatto della risurrezione, senza il quale la vita cristiana sarebbe semplicemente assurda".

 "In quel mattino di Pasqua avvenne qualcosa di straordinario e, al tempo stesso, di molto concreto, contrassegnato da segni ben precisi, registrati da numerosi testimoni. Anche per Paolo, come per gli altri autori del Nuovo Testamento, la risurrezione è legata alla testimonianza di chi ha fatto un'esperienza diretta del Risorto. Si tratta di vedere e di sentire non solo con gli occhi o con i sensi, ma anche con una luce interiore che spinge a riconoscere ciò che i sensi esterni attestano come dato oggettivo. Paolo da (...) fondamentale importanza al tema delle apparizioni, le quali sono condizione per la fede nel Risorto (...). Si costituisce così quella catena della tradizione, che attraverso la testimonianza degli Apostoli e dei primi discepoli, giungerà alle generazioni successive fino a noi".

 "Il primo modo di esprimere questa testimonianza - ha segnalato il Pontefice - è predicare la risurrezione di Cristo come sintesi dell'annuncio evangelico e come punto culminante di un itinerario salvifico. Per l'Apostolo la risurrezione assume un'importanza capitale perché "consiste nel fatto che Gesù, elevato dall'umiltà della sua esistenza terrena, viene costituito Figlio di Dio con potenza".

 "Con la risurrezione comincia l'annuncio del Vangelo di Cristo a tutti i popoli, comincia il Regno di Cristo (...) il cui potere non è altro che quello della verità e dell'amore. La risurrezione rivela definitivamente l'identità (...) e la dignità incomparabile e altissima del Crocifisso: Gesù è Dio (...) Signore dei morti e dei vivi."

 "La teologia della croce non è una teoria - ha sottolineato Benedetto XVI - è la realtà della vita cristiana. Vivere nella fede in Gesù Cristo, vivere la verità e l'amore implica rinunce ogni giorno, implica sofferenze. Il cristianesimo non è il cammino della comodità, bensì è una scalata esigente, illuminata dalla luce di Cristo e dalla sua grande speranza."

 "In sintesi (...) il vero credente ottiene la salvezza professando con la sua bocca che Gesù è il Signore e credendo con il suo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti. In questo modo, il cristiano si inserisce in quel processo grazie al quale il primo Adamo, terrestre e soggetto alla corruzione, va trasformandosi nell'ultimo Adamo, celeste e incorruttibile. Questo processo è stato avviato con la risurrezione di Cristo nella quale pertanto si fonda la nostra speranza di entrare anche noi con Cristo nella nostra patria che è nei Cieli."
AG/SAN PAOLO/...                                                               VIS 20081105 (700)


martedì 4 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Carlos Suàrez Càzares, finora Emerito di Zamore (Messico), Ausiliare dell'Arcidiocesi di Morelia (superficie 18.000, popolazione 2.630.000, cattolici 2.498.500, sacerdoti 510, religiosi 1.295) in Messico.

- Il Reverendo Pedro Ossandón Buljevic, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Concepción (superficie 11.330, popolazione 1.189.000, cattolici 619.000, sacerdoti 127, religiosi 291, diaconi permanenti 29) in Cile. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Santiago del Cile, è stato ordinato sacerdote nel 1986 e finora è stato Vicario Episcopale della zona nord della stessa Arcidiocesi.
NEA/.../SUAREZ CAZARES:OSSANDON BULJEVIC           VIS 20081104 (100)


DIFESA DELL'AMBIENTE: RIVEDERE STILI DI VITA E DI CONSUMO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'ONU, è intervenuto lo scorso 28 ottobre al Secondo Comitato della XLIII sessione ordinaria dell'Assemblea Generale di questo organismo, sul tema: "Sviluppo sostenibile: protezione del medio ambiente mondiale per le generazioni presenti a future".

 L'Arcivescovo ha affermato che "non soltanto non c'è opposizione tra essere umano e ambiente, ma esiste un'alleanza stabile e inseparabile nella quale l'ambiente condiziona in maniera essenziale l'esistenza e lo sviluppo dell'uomo, mentre questi perfeziona e nobilita l'ambiente con la propria creatività".

 "La responsabilità di proteggere il clima - ha detto - richiede che ci impegniamo a fondo nelle interazioni tra sicurezza alimentare e cambio climatico, concentrandoci sulla centralità della persona umana, in particolare sulle popolazione più vulnerabili, spesso situate in zone rurali di Paesi in via di sviluppo".

 In secondo luogo, ha continuato, "la responsabilità di difendere il clima dovrebbe basarsi sull'alleanza tra i principi di sussidiarietà e solidarietà a livello mondiale. In un mondo così ricco di rapporti come quello attuale, siamo testimoni della rapida espansione di una serie di sfide in molti settori della vita umana, dalla crisi alimentare ai disordini finanziari".

 L'osservatore permanente ha poi segnalato che "la questione ambientale non si può considerare separatamente da altre questioni, come l'energia e l'economia, la pace e la giustizia, gli interessi nazionali e la solidarietà internazionale".

 "La società di oggi - ha così concluso - non può rispondere in maniera adeguata al dovere di difendere l'ambiente se non rivede seriamente il proprio stile di vita, di consumo e di produzione. Per questo, esiste una necessità urgente di educare alla responsabilità ecologica, basata sul fatto che molti valori etici, fondamentali per lo sviluppo di una società pacifica, hanno uno stretto legame con la questione ambientale".
DELSS/AMBIENTE/ONU:MIGLIORE                                    VIS 20081104 (300)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE - BOTSWANA


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- La Santa Sede e la Repubblica di Botswana, "desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia e di sviluppare la cooperazione internazionale", hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Botswana, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 18 aprile 1961.

 Un comunicato informa che oggi 4 novembre 2008, nella sede della Rappresentanza Pontificia di Pretoria (Sud Africa), si è proceduto alla scambio delle Note Verbali e alla firma del Comunicato per l'allacciamento delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica di Botswana.

 Il Botswana è una Repubblica presidenziale nell'ambito del Commonwealth dal 30 settembre 1966. Dal 1° aprile 2008 Presidente della Repubblica è il Sig. Seretse Khama Ian Khama. Il Paese si estende su una superficie di 581.730 kmq, con una popolazione di circa 1.586.000 abitanti. Il 70% del territorio è occupato dal deserto del Kalahari, mentre nel nord-ovest si trova il delta dell'Okavango, il più grande delta interno del mondo.

 La Chiesa cattolica è molto giovane e piccola da un punto di vista numerico. Solo il 5% della popolazione è di religione cattolica. I primi missionari giunsero nell'allora Protettorato del Bechuanaland nel 1850, ma solo nel 1928 gli Oblati di Maria Immacolata riuscirono a fondare una missione e una scuola elementare. Nel 1930 venne aperta una missione a Lobate e nel 1935 a Ramotwsa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale arrivarono i Padri Passionisti irlandesi. Attualmente i cattolici sono 84.000 distribuiti in due circoscrizioni ecclesiastiche: la Diocesi di Gaborone ed il Vicariato Apostolico di Francistown. I sacerdoti diocesani sono 27, le parrocchie 38, i religiosi sacerdoti 40, i religiosi non sacerdoti 4, le religiose 77 e i catechisti circa 300.

 I rapporti tra la Chiesa e lo Stato sono buoni. Durante i lavori dell'Assemblea della FAO a Roma nell'ottobre 2005, l'allora Presidente della Repubblica, Sig. Festus Mogae, espresse all'allora Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano il desiderio di avviare rapporti diplomatici regolari con la Santa Sede. In seguito si avviò al processo che oggi giunge felicemente alla sua conclusione.
OP/RELAZIONI DIPLOMATICHE/BOTSWANA              VIS 20081104 (370)


PRIMO SEMINARIO DEL FORUM CATTOLICO - MUSULMANO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2008 (VIS).- Si inaugura oggi in Vaticano il primo Seminario organizzato dal Forum Cattolico-Musulmano (Catholic-Muslim Forum), istituito dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e dai rappresentanti musulmani in riferimento alla lettera aperta che indirizzarono a Benedetto XVI e ad altri capi delle Chiese e comunità ecclesiali il 13 ottobre 2007, 138 esponenti musulmani e della risposta alla stessa da parte del Cardinale Segretario di Stato, a nome del Santo Padre, il 19 novembre 2007.

 Il Seminario, secondo quanto fa sapere un comunicato, sarà dedicato al tema "Amore di Dio; amore del prossimo", che sarà sviluppato secondo due linee di approfondimento; la prima si baserà sui fondamenti teologici e spirituali e la seconda sarà centrata sulla dignità della persona umana e il rispetto reciproco. Su ognuno di questi due sotto-temi sarà presentata una relazione da parte cattolica e una da parte musulmana, che serviranno come punto di partenza per i dibattiti successivi. Partecipano al Seminario 29 persone, per ogni parte, tra esperti, autorità religiose e consultori.

 È previsto che il Santo Padre riceva i partecipanti all'incontro il 6 novembre, giornata conclusiva del seminario. Nel pomeriggio, alle ore 16,30, avrà luogo presso l'Università Gregoriana una sessione pubblica in cui sarà resa nota la dichiarazione comune approvata alla fine delle sessioni. Interverranno un rappresentante cattolico e uno musulmano che risponderanno alle domande dei partecipanti.
CON-DIR/FORUM CATTOLICO MUSULMANO/...            VIS 20081104 (240)


lunedì 3 novembre 2008

I MIGRANTI, UN DONO PER LE NOSTRE SOCIETA'


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- L'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è intervenuto al secondo Forum Mondiale su Migrazione e Sviluppo, svoltosi a Manila (Filippine) dal 27 al 30 ottobre.

 Nel suo discorso dello scorso 29 ottobre, reso pubblico oggi, il capo della delegazione della Santa Sede ha affermato che "ogni forma di migrazione temporanea e circolare non deve mai essere presa come pretesto per evitare il pieno rispetto dei diritti dei migranti, e in maniera specifica, del loro diritto alla riunificazione familiare, al riconoscimento del loro contributo allo sviluppo, sia attraverso il lavoro, sia con le rimesse di denaro a casa. Ogni fallimento in questo ambito indicherebbe una mancanza di politiche di integrazione e cooperazione nei Paesi di arrivo, come pure di politiche di sviluppo nazionale in quelli d'origine".

 "I Governi - ha proseguito - dovrebbero continuare a creare le condizioni per cui la migrazione non sia mai la sola opzione che resta alle persone al fine di trovare un lavoro e condurre una vita sicura e dignitosa. Maggiori occasioni di lavoro dovrebbero essere create nei Paesi d'origine e dovrebbe essere evitata ogni politica migratoria che mini i fondamenti della società, specialmente la famiglia, che ne è la cellula di base. I potenziali vantaggi dell'emigrazione sono superati dai problemi che appaiono in particolare nelle famiglie esposte al rischio della disintegrazione".

 L'Arcivescovo Marchetto ha segnalato che "nei Paesi di accoglienza, la riunificazione familiare è il modo migliore per promuovere l'integrazione degli immigrati ed eliminare molti problemi, in particolare quelli legati alla sicurezza e all'ordine pubblico".

 "I migranti - ha così concluso - non rappresentano solo un problema, ma anche un dono per le nostre società. Essi ci aiutano nel nostro lavoro, ci obbligano ad aprire la nostra mente, le nostre economie e le nostre politiche e ci stimolano a ricercare nuovi modelli. Soltanto assieme potremo vincere questa sfida ed aprire il nostro mondo al futuro, di cui tutti vogliamo godere".
DELSS/MIGRAZIONE:SVILUPPO/MANILA:MARCHETTO   VIS 20081103 (330)


MESSA DI SUFFRAGIO PER I CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2008 (VIS).- Come è ormai tradizione nel mese di novembre, il Papa ha celebrato questa mattina nella basilica vaticana la Santa Messa di suffragio per i Cardinali e i Vescovi che sono venuti a mancare durante l'anno. Hanno concelebrato insieme al Santo Padre i membri del collegio cardinalizio.

 Benedetto XVI ha ricordato all'inizio dell'omelia i nomi dei porporati che sono morti negli ultimi dodici mesi: Stephen Fumio Hamao, Alfons Maria Stickler, Aloisio Lorscheider, Peter Porekuu Dery, Adolfo Antonio Suárez Rivera, Ernesto Corripio Ahumada, Alfonso López Trujillo, Bernardin Gantin, Antonio Innocenti e Antonio José González Zumárraga.

 Nell'omelia il Papa ha affermato che "Dio è la vera sapienza che non invecchia, è la ricchezza autentica che non marcisce, è la felicità a cui aspira in profondità il cuore di ogni uomo. Questa verità, che attraversa i Libri sapienziali e riemerge nel Nuovo Testamento, trova compimento nell'esistenza e nell'insegnamento di Gesù. Nella prospettiva della sapienza evangelica, la stessa morte è portatrice di un salutare ammaestramento, perché costringe a guardare in faccia la realtà; spinge a riconoscere la caducità di ciò che appare grande e forte agli occhi del mondo. Di fronte alla morte perde d'interesse ogni motivo di orgoglio umano e risalta invece ciò che vale sul serio".

 "Tutti in questo mondo siamo di passaggio, perché tutti siamo creature - ha detto il Santo Padre -. In una parola, nessuno di noi è Dio. Riconoscere questa nostra differenza da Lui è la prima condizione per essere con Lui e in Lui: è condizione persino per diventare come Lui, ma solo accogliendo la grazia di un suo libero dono".

 "Se Dio ci ha amato gratuitamente - ha spiegato - anche noi possiamo, e dunque dobbiamo lasciarci coinvolgere da questo movimento oblativo, e fare di noi stessi un dono gratuito per gli altri. In questo modo conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti (...) e passiamo dalla morte alla vita come Gesù Cristo, che ha sconfitto la morte con la sua risurrezione, grazie alla potenza gloriosa dell'amore del Padre celeste".

 "Questa Parola di vita e di speranza ci è di profondo conforto dinanzi al mistero della morte, specialmente quando colpisce le persone che a noi sono più care. Il Signore ci assicura quest'oggi che i nostri compianti Fratelli, per i quali particolarmente preghiamo in questa santa Messa, sono passati dalla morte alla vita perchè hanno scelto Cristo (...) e si sono consacrati al servizio dei fratelli. Perciò, se anche hanno da espiare la loro parte di pena dovuta all'umana fragilità, che tutti ci segna, aiutandoci a mantenerci umili, la fedeltà a Cristo permette loro di entrare nella libertà dei figli di Dio".

 "Preghiamo perché noi, pellegrini sulla terra, manteniamo sempre orientati gli occhi e il cuore verso la meta ultima a cui aneliamo, la casa del Padre, il Cielo".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                                 VIS 20081103 (470)


PREGARE PER LE ANIME DEL PURGATORIO


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2008 (VIS).- Oggi a mezzogiorno, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio privato, che da su Piazza San Pietro, per recitare l'Angelus insieme ai fedeli che lo accompagnavano.

 Nel giorno in cui la Chiesa commemora tutti i suoi fedeli defunti, il Santo Padre ha detto che "è molto importante che noi cristiani viviamo il rapporto con i defunti nella verità della fede, e guardiamo alla morte e all'aldilà nella luce della Rivelazione".

 "Anche oggi - ha sottolineato - è necessario evangelizzare la realtà della morte e della vita eterna, realtà particolarmente soggette a credenze superstiziose e a sincretismi, perché la verità cristiana non rischi di mischiarsi con mitologie di vario genere".

 Dopo aver ricordato le parole di Sant'Agostino, per cui "tutti vogliamo la 'vita beata', la felicità", Benedetto XVI ha affermato che "non sappiamo bene che cosa sia e come sia, ma ci sentiamo attratti verso di essa. È questa una speranza universale, comune agli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi. L'espressione "vita eterna" vorrebbe dare un nome a questa attesa insopprimibile: non una successione senza fine, ma l'immergersi nell'oceano dell'infinito amore, nel quale il tempo, il prima e il dopo non esistono più. Una pienezza di vita e di gioia: è questo che speriamo e attendiamo dal nostro essere con Cristo".

 "Rinnoviamo quest'oggi la speranza della vita eterna fondata realmente nella morte e risurrezione di Cristo. (...) Tuttavia, la speranza cristiana - ha puntualizzato - non è soltanto individuale, ma anche speranza per gli altri. Le nostre esistenze sono profondamente legate le une alle altre e il bene e il male che ciascuno compie tocca sempre anche agli altri".

 Il Papa ha concluso affermando che "la preghiera di un'anima pellegrina nel mondo può aiutare un'altra anima che si sta purificando dopo la morte. Per questo, oggi la Chiesa ci invita e pregare per i nostri cari defunti e a far visita alle loro tombe nei cimiteri".

 Come di consueto, il Santo Padre è sceso nelle grotte vaticane per pregare in privato per i pontefici che vi sono sepolti e per tutti i defunti.
ANG/DEFUNTI/...                                                                 VIS 20081103 (360)


TUTTI I SANTI: DESIDERIO DI UNIRCI ALLA FAMIGLIA CELESTE


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2008 (VIS).- Oggi, Solennità di Ognissanti, Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus con i pellegrini in Piazza San Pietro ha affermato che quando contempliamo lo spettacolo della santità "il mondo ci appare come un 'giardino' dove lo Spirito di Dio ha suscitato con mirabile fantasia una moltitudine di santi e sante, di ogni età e condizione sociale, di ogni lingua, popolo e cultura".

 "Ognuno di essi - ha continuato - è diverso dagli altri, con la singolarità della propria personalità umana e del proprio carisma spirituale, ma in tutti è impresso "il sigillo di Dio", cioè l'impronta del suo amore".

 Il Papa ha spiegato che la Solennità di Tutti i Santi "si è venuta affermando nel corso del primo millennio cristiano come celebrazione collettiva dei martiri (...). Questo martirio, peraltro, possiamo intenderlo in senso lato come amore per Cristo senza riserve, amore che si esprime nel dono totale di sé a Dio e ai fratelli. Questa meta spirituale, a cui tutti i battezzati sono protesi, si raggiunge seguendo la via delle 'beatitudini' evangeliche (...). E' la stessa via tracciata da Gesù e che i santi e le sante si sono sforzati di percorrere, pur consapevoli dei loro limiti umani. Nella loro esistenza terrena, infatti, sono stati poveri in spirito, addolorati per i peccati, miti, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, perseguitati per la giustizia. E Dio li ha resi partecipi della sua felicità (...). Sono ora consolati, (...) vedono Dio di cui sono figli. In una parola: "Di essi è il Regno dei Cieli".

 "In questo giorno (...) sentiamo accendersi nei nostri cuori il desiderio di unirci per sempre alla famiglia dei santi, di cui già ora abbiamo la grazia di far parte. Possa questa bella aspirazione ardere in tutti i cristiani, ed aiutarli a superare ogni difficoltà, ogni paura, ogni tribolazione", ha così concluso il Santo Padre.
ANG/TUTTI I SANTI/...                                                                 VIS 20081103 (320)


venerdì 31 ottobre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico in Ciad e nella Repubblica Centroafricana, con i Familiari.
AP/.../...                                                                                     VIS 20081031 (30)

IL CARDINALE CORDES INCONTRA I PRELATI AMERICANI

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, Dicastero incaricato di promuovere l'impegno caritativo della Chiesa, si recherà negli Stati Uniti dal 3 al 10 novembre prossimi per incontrare i Vescovi americani, riuniti a Baltimora in occasione della loro Assemblea Plenaria.

 Insieme ai Presuli ed ai responsabili di Catholic Charities USA e di Catholic Relief Services, il Porporato rifletterà sugli elementi teologici evidenziati dalla prima Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Dio è amore". Nel corso della visita, il Cardinale Cordes terrà alcuni incontri e conferenze sulla carità nelle Arcidiocesi di New York, Denver e Newark. Riceverà inoltre una laurea honoris causa della Seton Hall University, la più antica Università diocesana cattolica degli Stati Uniti d'America.

 L'obiettivo principale della visita è favorire lo scambio di esperienze nell'ambito della pastorale della carità "in un momento - secondo quanto afferma un comunicato pubblicato oggi - caratterizzato da nuove sfide e opportunità, nel contesto di un tessuto sociale e demografico segnato da grandi cambiamenti".
CON-CU/CARITA/CORDES                                                      VIS 20081031 (170)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA NEL MESE DI NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS). L'Intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perché la testimonianza di amore offerta dai Santi fortifichi i cristiani nella dedizione a Dio e al prossimo, imitando Cristo che è venuto per servire e non per essere servito".

 L'Intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le comunità cristiane dell'Asia, contemplando il volto di Cristo, sappiano trovare le vie più consone per annunciarLo alle popolazioni di quel vasto continente, ricco di cultura e di antiche forme di spiritualità, nella piena fedeltà al Vangelo".
BXVI - INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/...                  VIS 20081031 (100)


IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DEL LIBANO

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- L'Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi a mezzogiorno il seguente comunicato:

"Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica libanese, Sua Eccellenza il Gen. Michel Sleiman, e Seguito. Successivamente, il Presidente Sleiman ha avuto un incontro con l'Em.mo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al quale in seguito si sono aggiunti Sua Eccellenza il Sig. Fawzi Salloukh, Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, e Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

 Nel corso dei cordiali colloqui, è stato ribadito l'interesse della Santa Sede per il Libano e il suo continuo impegno affinché ne sia salvaguardata la peculiare identità. Vivo apprezzamento è stato quindi espresso per lo sforzo che il Paese e i suoi leaders stanno compiendo nell'intento di ricondurre la vita istituzionale entro i binari della normale dialettica politica, dove ogni componente del popolo libanese possa apportare il suo contributo al bene comune e veda le proprie preoccupazioni e attese tenute nella dovuta considerazione. Ci si è soffermati, infine, sulla delicata situazione regionale, auspicando una rapida e giusta soluzione della questione palestinese e accennando alle condizioni e ai problemi delle comunità cristiane nel Medio Oriente.
OP/LIBANO/SLEISMAN                                                          VIS 20081031 (210)


IDENTITA' CATTOLICA DEI MOVIMENTI E DELLE COMUNITA'


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- I partecipanti alla XIII Conferenza della "Catholic Fraternità of Charismatic Covenant Communities and Fellowship" (Confraternita Cattolica delle Comunità e Associazioni del Rinnovamento Carismatico) sono stati ricevuti questa mattina da Benedetto XVI in Vaticano.

"Come ho già avuto modo di affermare in altre circostanze - ha detto il Papa - i Movimenti ecclesiali e le Nuove Comunità, fioriti dopo il Concilio Vaticano II, costituiscono un singolare dono del Signore ed una risorsa preziosa per la vita della Chiesa. Essi vanno accolti con fiducia e valorizzati nei loro diversi contributi da porre a servizio dell'utilità comune in modo ordinato e fecondo".

 Riferendosi poi a uno dei temi di riflessione della conferenza, "I Carismi nella vita della Chiesa particolare", il Santo Padre ha affermato che "Ciò che apprendiamo nel Nuovo Testamento sui carismi, che apparvero come segni visibili della venuta dello Spirito Santo, non è un evento storico del passato, ma realtà sempre viva: è lo stesso divino Spirito, anima della Chiesa, ad agire in essa in ogni epoca, e questi suoi misteriosi ed efficaci interventi si manifestano in questo nostro tempo in maniera provvidenziale".

 "I Movimenti e le Nuove Comunità sono come delle irruzioni dello Spirito Santo nella Chiesa e nella società contemporanea. Possiamo allora ben dire che uno degli elementi e degli aspetti positivi delle Comunità del Rinnovamento Carismatico Cattolico è proprio il rilievo che in esse rivestono i carismi o doni dello Spirito Santo e loro merito è averne richiamato nella Chiesa l'attualità".

 Benedetto XVI ha ricordato di seguito che il Concilio Vaticano II menzionava in vari documenti il tema delle nuove comunità ecclesiali e che anche "il Catechismo della Chiesa Cattolica ha sottolineato il valore e l'importanza dei nuovi carismi nella Chiesa, la cui autenticità viene però garantita dalla disponibilità a sottomettersi al discernimento dell'autorità ecclesiastica. Proprio perché assistiamo a una promettente fioritura di movimenti e comunità ecclesiali, è importante che i Pastori esercitino nei loro confronti un prudente e saggio discernimento".

 "So che sono allo studio opportune modalità per dare riconoscimento pontificio ai nuovi Movimenti e Comunità ecclesiali e non sono pochi quelli che già lo hanno ricevuto. (...) Di questo dato i Pastori, specialmente i Vescovi, non possono non tenere conto nel doveroso discernimento che ad essi compete".

 Il Papa ha segnalato che uno degli obiettivi della Confraternità, "conformemente alle indicazioni (...) di Giovanni Paolo II, è salvaguardare l'identità cattolica delle comunità carismatiche e incoraggiarle nel mantenere uno stretto legame con i Vescovi e con il Romano Pontefice" e ha manifestato il suo apprezzamento per la creazione di un Centro di formazione permanente per i membri e responsabili delle comunità carismatiche.

 "La salvaguardia della fedeltà all'identità cattolica e dell'ecclesialità da parte di ognuna delle vostre comunità - ha concluso il Pontefice -  vi permetterà di rendere dappertutto una testimonianza viva ed operante del profondo mistero della Chiesa. E sarà proprio questo a promuovere la capacità delle varie comunità di attirare nuovi membri".
AC/RINNOVAMENTO CARISMATICO/...                                 VIS 20081031 (500)


IL MONDO NON E' ORIGINATO DAL CAOS; E' UN COSMO


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Il Papa ha ricevuto oggi i membri della Pontificia Accademia delle Scienze, che svolgono la loro sessione plenaria dal 31 ottobre al 3 novembre sul tema: "Prospettive scientifiche sull'evoluzione dell'universo e della vita".

 Il Santo Padre ha affermato all'inizio del suo discorso che tanto Pio XII quanto Giovanni Paolo II misero in risalto che "non esiste un'opposizione tra la comprensione per fede della creazione e l'evidenza delle scienze empiriche. La filosofia, nelle sue prime tappe, aveva proposto immagini per spiegare l'origine del cosmo sulla base di uno o più elementi del mondo materiale. Questa genesi non è stata considerata una creazione, bensì una mutazione dell'origine del mondo".

 "Per svilupparsi ed evolvere, il mondo deve essere in primo luogo, e pertanto deve procedere dal nulla per poter essere. Vale a dire, deve essere creato dal primo Essere, che è tale in essenza".

 "Segnalare che la fondazione del cosmo e i suoi sviluppi è la sapienza provvidente del Creatore, non significa - ha continuato Benedetto XVI - che la creazione ha a che vedere soltanto con l'inizio della storia del mondo e della vita. Implica bensì che il Creatore fonda questi sviluppi e li sostiene continuamente".

 Dopo aver ricordato che Galileo "concepì la natura come un libro il cui autore è Dio, allo stesso modo in cui Dio è l'autore della Scrittura", il Papa ha sottolineato che "questa immagine ci aiuta anche a capire che il mondo, anziché essere originato dal caos, somiglia a un libro ordinato; è un cosmo".

 "La distinzione tra un semplice essere vivente e un essere spirituale che è "capax Dei", indica l'esistenza dell'anima intellettiva di un soggetto libero e trascendente. Per questo - ha così concluso - il Magistero della Chiesa ha affermato costantemente che "ogni anima spirituale è creata immediatamente da Dio - non è "prodotta" dai genitori - e anche che è immortale". Questo indica la peculiarità dell'antropologia e invita il pensiero moderno allo studio di questa".
AC/SCIENZA:EVOLUZIONE UNIVERSO/ACAD                      VIS 20081031 (330)


IL PENSIERO DI CRISTO CI PURIFICA DALLA FALSA SAPIENZA


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2008 (VIS).- Ieri pomeriggio, dopo la concelebrazione eucaristica nella basilica vaticana, presieduta dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il Santo Padre ha incontrato i professori e gli studenti delle Università ecclesiastiche romane in occasione dell'apertura dell'anno accademico.

 Commentando ciò che dice San Paolo sulla sapienza cristiana, distinguendo la sapienza di Dio, che contrasta con la "sapienza di questo mondo", Benedetto XVI ha affermato che quest'ultima "è un modo di vivere e di vedere le cose prescindendo da Dio e seguendo le opinioni dominanti, secondo i criteri del successo e del potere. La "sapienza divina" consiste nel seguire la mente di Cristo, è Cristo che ci apre gli occhi del cuore per seguire la strada della verità e dell'amore".

 "San Paolo esorta chi si ritiene sapiente secondo i criteri del mondo a "farsi stolto", per diventare veramente sapiente davanti a Dio (3,18). Questo non è un atteggiamento anti-intellettuale, non è opposizione alla "recta ratio". Paolo "seguendo Gesù" si oppone ad un tipo di superbia intellettuale, in cui l'uomo, pur sapendo molto, perde la sensibilità per la verità e la disponibilità ad aprirsi alla novità dell'agire divino".

 Il Papa ha messo in risalto il fatto che l'Apostolo delle Genti "denuncia il veleno della falsa sapienza, che è l'orgoglio umano. Non è infatti la conoscenza in sé che può far male, ma la presunzione, il "vantarsi" di ciò che si è arrivati - o si presume di essere arrivati - a conoscere. Proprio da qui derivano poi le fazioni e le discordie nella Chiesa e, analogamente, nella società. Si tratta dunque di coltivare la sapienza non secondo la carne, bensì secondo lo Spirito".

 "Il  "pensiero di Cristo" che per grazia abbiamo ricevuto, ci purifica dalla falsa sapienza. E questo "pensiero di Cristo" lo accogliamo attraverso la Chiesa e nella Chiesa, lasciandoci portare dal fiume della sua viva tradizione".

 Il Santo Padre ha manifestato il desiderio ai professori e agli studenti, che essendo fedeli a Cristo, "possiamo impegnarci intensamente nel lavoro intellettuale, interiormente liberi dalla tentazione dell'orgoglio e vantandoci sempre e solo nel Signore".
AC/.../UNIVERSITA ECCLESIASTICHE                                     VIS 20081031 (350)


giovedì 30 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Vescovo Stanislas Lukumwena, O.F.M., al governo pastorale della Diocesi di Kole (Repubblica Democratica del Congo), in conformità al canone 401 § 2 del Codice di Diritto Canonico.
RE/.../LUKUMWENA                                                                      VIS 20081030 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

- L'Arcivescovo Geraldo Lydio Rocha, di Mariana (Brasile), Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, con l'Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus e con il Vescovo Dimas Lara Barbosa, ausiliare di Sao Sebastiao do Rio de Janeiro, rispettivamente vicepresidente e segretario generale dello stesso organismo.

- Monsignor Walter Brandmüller, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
AP/.../...                                                               VIS 20081030 (90)

ORIENTAMENTI USO PSICOLOGIA NEI FUTURI SACERDOTI


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Questa mattina, presso l'Ufficio Stampa della Santa Sede, è stato presentato il documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica "Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio". Il testo è di 15 pagine ed è stato pubblicato in inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco e portoghese.

 Sono intervenuti nella conferenza stampa il Cardinale Zenon Grocholewski, l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., e don Carlo Bresciani, rispettivamente prefetto, segretario ed consultore e psicologo della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

 Il Cardinale Grocholewski ha affermato che il documento richiama "il contesto socio-culturale attuale che influisce, più o meno, sulla mentalità dei candidati che si presentano al Seminario, creando, in certi casi, delle ferite non ancora guarite o particolari difficoltà che possono condizionare la capacità di progredire nel cammino formativo verso il sacerdozio".

 "Questi problemi - ha detto - si presentano non soltanto al momento dell'ingresso in Seminario, ma talvolta appaiono in modo accentuato anche nel momento previo all'ordinazione sacerdotale".

 Il porporato ha sottolineato che "tanto l'influsso dell'odierno contesto socio-culturale quanto la necessità di una formazione anche umana del futuro sacerdote pongono la questione dell'eventuale uso delle scienze psicologiche nei Seminari".

 "Il documento - ha continuato - sottolinea il ruolo fondamentale dei formatori e, quindi, la necessità della loro adeguata preparazione in materia di pedagogia vocazionale". D'altro canto, ha detto, "Nella formazione umana, che non può essere separata da quella spirituale, il ruolo del tutto particolare ha da svolgere il padre spirituale". In tal senso ha citato il documento quando dice che "la direzione spirituale non può in alcun modo essere scambiata o sostituita da forme di analisi o di aiuto psicologico e che la vita spirituale di per sé favorisce una crescita nelle virtù umane, se non ci sono blocchi di natura psicologica".

Dopo aver evidenziato, in un altro aspetto che riprende il documento, "l'importanza della grazia divina  nella formazione dei candidati al sacerdozio", il cardinale ha segnalato che "il ricorso agli esperti nelle scienze psicologiche non può che essere soltanto ausiliare, ossia utile solo in alcuni casi per dare il parere circa la diagnosi, o circa l'eventuale terapia, o il sostegno psicologico allo sviluppo delle qualità umane richieste all'esercizio del ministero. In altre parole, si deve ricorrere a loro - ha sottolineato - solo "si casus ferat", ossia nei casi eccezionali che presentano particolari difficoltà.

 "L'ausilio delle scienze psicologiche - ha continuato -  deve integrarsi nel quadro della globale formazione del candidato, così da non ostacolare, ma da assicurare in modo particolare la salvaguardia del valore irrinunciabile dell'accompagnamento spirituale. Per questo, ha detto, "gli psicologi non posso far parte della squadra dei formatori".

 "Il Cardinale Grocholewski ha concluso ricordando che il documento "per ben tre volte cita il can. 1052, secondo il quale il Vescovo, per poter procedere all'ordinazione, deve avere la certezza morale sulla idoneità del candidato, provata con argomenti positivi e che, nel caso di un dubbio fondato, non deve procedere all'ordinazione".

 L'arcivescovo Bruguès ha affermato che "a nessuno, neppure ai Superiori Religiosi o Diocesani, è lecito entrare nella intimità psicologica o morale di una persona senza averne avuto il previo, esplicito, informato ed assolutamente libero consenso. (...) Lo psicologo non dovrà manifestare a terze persone, qualunque sia l'autorità di cui sono investite, sia religiosa che politica, senza il libero consenso dell'interessato, le conoscenze concernenti la vita intima alle quali fosse pervenuto".

 Infine, don Carlo Bresciani ha messo in risalto il fatto che "con questi Orientamenti la Chiesa, lungi dal voler affidare allo psicologo la formazione al sacerdozio, che è e resta essenzialmente di natura spirituale, intende valorizzare quanto le scienze umane, e psicologiche in particolare, possono dare come contributo alla preparazione di sacerdoti con personalità umanamente equilibrate. La Chiesa manifesta stima nelle discipline psicologiche, ma nello stesso tempo intende disciplinarne l'utilizzo in modo che risulti veramente proficuo".
OP/PSICOLOGIA:CANDIDATI SACERDOZIO/...                     VIS 20081030 (640)


CATTOLICESIMO, PIETRA ANGOLARE DELLA SOCIETÀ CANADESE


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- La nuova ambasciatrice del Canada presso la Santa Sede, Anne Leahy, ha presentato questa mattina in Vaticano le sue lettere credenziali a Benedetto XVI.

 Nel discorso che ha rivolto alla diplomatica, il Santo Padre ha citato in primo luogo le parole di Giovanni Paolo durante il suo viaggio in Canada nel 2002, quando ha affermato che i canadesi erano "eredi di un umanesimo straordinariamente ricco, grazie alla fusione di molti elementi culturali diversi. Ma il nucleo del vostro patrimonio è la visione spirituale e trascendente della vita, basata sulla rivelazione cristiana, che ha dato un impulso vitale al vostro sviluppo come società libera, democratica e solidale, riconosciuta in tutto il mondo come emblema dei diritti umani e della dignità umana".

 " Il Papa ha poi ricordato che fra non molto ricorreranno i 40 anni delle relazioni diplomatiche fra il Canada e la Santa Sede e ha elogiato la vocazione di questo Paese per "incentivare la collaborazione multilaterale a favore della soluzione di numerosi problemi che presuppongono una sfida per l'umanità di oggi". Il Santo Padre ha citato a questo proposito "l'impegno del Canada e della Santa Sede, insieme ad altri Paesi, ad appoggiare l'applicazione del Trattato per abolire le mine anti-uomo e promuoverne la diffusione in tutto il mondo (...). Allo stesso tempo Canada e Santa Sede, insieme ad altre nazioni, si sforzano di contribuire alla stabilità, alla pace e allo sviluppo nella regione dei Grandi Laghi in Africa".

 Citando le parole della nuova ambasciatrice Benedetto XVI ha riaffermato che "il Cattolicesimo, grazie alle sue istituzioni e alla cultura che ha promosso, rappresenta una pietra angolare nella costruzione della società canadese. Tuttavia, oggi, si notano profondi cambiamenti visibili nei diversi ambiti e a volte preoccupano al punto da domandarsi se non significhino una regressione nella concezione dell'essere umano. Questi cambiamenti riguardano soprattutto i settori della difesa e della promozione della vita e della famiglia fondata sul matrimonio naturale".

 In questo contesto, "una cultura della vita potrebbe alimentare nuovamente l'unione dell'esistenza personale e sociale del Canada". "Per questo - ha detto il Papa - credo sia necessario definire di nuovo il senso dell'esercizio della libertà (...) percepito sempre più come un valore assoluto, un diritto intangibile dell'individuo, ignorando l'importanza delle origini divine della libertà e della sua dimensione comunitaria. (...) Seconda questa interpretazione soltanto l'individuo può decidere e scegliere la fisionomia, caratteristiche e scopi della vita, della morte e del matrimonio".

 "La vera libertà - ha osservato - si basa e si sviluppa, infine, in Dio. È un dono che è possibile accogliere come seme che possa maturare in maniera responsabile ed arricchisca la persona e la società. L'esercizio di questa libertà implica il riferimento a una legge morale naturale, di carattere universale, che precede ed unifica tutti i diritti e i doveri. In questa prospettiva, desidero manifestare il mio appoggio a tutte le iniziative dei vescovi del Canada a favore della vita familiare e pertanto della dignità dell'essere umano".

 Infine, Benedetto XVI ha parlato delle scuole cattoliche in questo Paese che "grazie al proprio contributo nella trasmissione della fede alle nuove generazioni, preparandole al dialogo fra le diverse componenti della nazione, soddisfano un'esigenza costante della missione della Chiesa, per il bene di tutti, ed arricchiscono l'insieme della società canadese".
CD/CREDENZIALI:CANADA/LEAHY                                       VIS 20081030 (540)


DIALOGO TRA CULTURE E RELIGIONI RIGUARDA TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2008 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano una delegazione dell' International Jewish Committee on Interreligious Consultation, con il quale la Santa Sede "ha avuto per più di 30 anni contatti proficui e regolari che hanno contribuito a una maggiore comprensione ed accettazione tra cattolici ed ebrei".

 "Approfitto di questa occasione - ha detto il Papa - per riaffermare l'impegno della Chiesa a mettere in pratica i principi stabiliti nella dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II. Questa dichiarazione che condannava fermamente ogni forma di antisemitismo rappresenta una pietra angolare nella lunga storia dei rapporti fra cattolici ed ebrei e un avvertimento per una rinnovata comprensione teologica dei rapporti fra la Chiesa e il popolo ebraico".

 "Ai nostri giorni - ha continuato il Santo Padre - i cristiani sono ogni volta più coscienti del patrimonio spirituale che condividono con il popolo della Torah, il popolo eletto da Dio nella sua misericordia, un patrimonio che merita un rispetto, un apprezzamento e un amore reciproco più grande. Anche gli Ebrei sono chiamati a scoprire tutto ciò che hanno in comune con coloro che credono nel Signore, il Dio di Israele, che si è rivelato per la prima volta mediante la sua parola potente e piena di vita".

 "Nel nostro mondo tormentato, caratterizzato spesso dalla povertà, la violenza e lo sfruttamento, il dialogo fra le culture e le religioni si deve considerare sempre più come un dovere sacro che riguarda tutti coloro che sono impegnati nella costruzione di un mondo degno dell'essere umano. La capacità di accettarsi e rispettarsi reciprocamente, e di proclamare la verità nell'amore, è essenziale per superare le differenze, prevenire i fraintendimenti ed evitare gli scontri inutili (...). Un dialogo sincero richiede apertura e senso fermo dell'identità da entrambe le parti per arricchirsi a vicenda dei doni degli altri".
AC/DIALOGO/INTERNATIONAL JEWISH COMMITTEE      VIS 20081030 (300)


mercoledì 29 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre:

 -Ha accettato la rinuncia del Vescovo Giuseppe Bausardo, S.D.B., al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Alessandria d'Egitto in conformità al can. 401, §2 del Codice di Diritto Canonico e ha nominato Monsignor Gennaro De Martino, finora Vicario Delegato, Amministratore Apostolico "ad natum Sanctae Sedis" del Vicariato Apostolico di Alessandria d'Egitto.

 -Ha concesso il suo assenso all'elezione fatta canonicamente dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Maronita, di Don Joseph Soueif come Arcivescovo di Cipro dei Maroniti (superficie 9.351, popolazione 785.000, cattolici 10.000, sacerdoti 8, religiosi 8) a Cipro. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1962 a Chekka (Libano), è stato ordinato sacerdote nel 1987 e finora era Vicario dell'Arcieparchia di Tripoli (Libano) per la pastorale e l'applicazione degli atti sinodali.
RE:NER/.../BAUSARDO:DE MARTINO:SOUEIF                     VIS 20081029 (120)


LA CROCE HA AVUTO UN POSTO CENTRALE NELLA VITA DI PAOLO

CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- Nell'udienza generale di oggi, svoltasi in Piazza San Pietro, alla quale hanno partecipato 20.000 persone, il Papa ha parlato della teologia della Croce di San Paolo.

 Il Santo Padre ha ricordato che l'Apostolo delle Genti, dopo l'esperienza del cammino di Damasco, cambiò totalmente la sua esistenza, che "rimase segnata dal significato centrale della Croce: aveva capito che Gesù era morto e risorto per tutti e per se stesso. Nella Croce, quindi, si era manifestato l'amore gratuito e misericordioso di Dio".

 "Per San Paolo - ha continuato - la Croce ha un primato fondamentale nella storia dell'umanità; essa rappresenta il punto focale della sua teologia, perché dire Croce vuol dire salvezza come grazia per ogni creatura. Il tema della croce di Cristo diventa un elemento essenziale e primario della predicazione dell'Apostolo".

 Benedetto XVI ha messo in risalto che "lo scandalo e la stoltezza della Croce alla quale si riferisce San Paolo stanno proprio nel fatto che laddove sembra esserci solo fallimento, dolore, sconfitta, proprio lì c'è tutta la potenza dell'Amore sconfinato di Dio".

 "Se per i Giudei il motivo del rifiuto della Croce è nella rivelazione, cioè la fedeltà al Dio dei Padri, per i Greci, cioè i pagani, il criterio di giudizio per opporsi alla Croce è la ragione. Per questi ultimi, infatti, la Croce è moría, stoltezza, letteralmente insipienza, cioè un cibo senza sale (...). Decisamente inconcepibile era poi credere che un Dio potesse finire su una Croce! Oggi vediamo come questa logica greca sia anche la logica media del nostro tempo".

 " Perché San Paolo - ha domandato il Papa - ha fatto proprio della parola della Croce un punto così significativo della predicazione evangelica? La risposta non è difficile: la Croce rivela tutta "la potenza di Dio" , che è diversa dal potere umano; rivela infatti il suo amore".

 Per l'Apostolo, "Il Crocifisso è sapienza, perché manifesta davvero chi è Dio, cioè potenza di amore che va fino alla Croce per salvare l'uomo. Egli si serve di modi e strumenti che agli esseri umani sembrano solo debolezza. Il Crocifisso svela, da una parte, la debolezza dell'uomo e, dall'altra, la vera potenza di Dio, cioè la gratuità dell'amore: proprio questa totale gratuità dell'amore è la vera sapienza".

 Il Santo Padre ha segnalato che nella seconda Lettera ai Corinzi, "Paolo fa in due affermazioni fondamentali una perfetta sintesi della teologia della Croce: da una parte Cristo, che Dio ha trattato da peccato in nostro favore, è morto per tutti; dall'altra, Dio ci ha riconciliati con sé, non imputando a noi le nostre colpe. E' da questo "ministero della riconciliazione" che ogni schiavitù è ormai riscattata".

 "San Paolo ha rinunciato alla propria vita donando totalmente sé stesso per il ministero della riconciliazione, della Croce che è salvezza per noi. (...) È questo che dobbiamo saper fare anche noi. Possiamo trovare la nostra forza proprio nell'umiltà dell'amore e la nostra saggezza nella debolezza di rinunciare per entrare così nella forza di Dio (...). Noi tutti dobbiamo formare la nostra vita su questa vera saggezza: non vivere per noi stessi, ma vivere nella fede di Dio del quale tutti possiamo dire: "Mi ha amato e ha dato sé stesso per me".
AG/SAN PAOLO/...                                                                        VIS 20081029 (530)


BENEDETTO XVI: GIOVANNI XXIII È STATO UOMO E PASTORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2008 (VIS).- In occasione del 50° anniversario dell'elezione al soglio pontificio del Beato Giovanni XXIII, Benedetto XVI ha evocato la figura del "Papa buono", alla fine della Santa Messa presieduta ieri pomeriggio dal cardinale Tarcisio Bertone nella Basilica di San Pietro, cui hanno preso parte circa 3000 pellegrini della diocesi di Bergamo, alla quale apparteneva Giovanni XXIII.

 Benedetto XVI ha ricordato che negli anni dell'elezione di Giovanni XXIII, "la grazia di Dio andava preparando una stagione impegnativa e promettente per la Chiesa e per la società, e trovò nella docilità allo Spirito Santo, che distinse l'intera vita di Giovanni XXIII, il terreno buono per far germogliare la concordia, la speranza, l'unità e la pace, a bene dell'intera umanità".

 Il Beato Pontefice "indicò la fede in Cristo e l'appartenenza alla Chiesa, madre e maestra, quale garanzia di feconda testimonianza cristiana nel mondo. Così, nelle forti contrapposizioni del suo tempo, il Papa fu uomo e pastore di pace, che seppe aprire in Oriente e in Occidente inaspettati orizzonti di fraternità tra i cristiani e di dialogo con tutti".

 Il Santo Padre ha in seguito sottolineato che il Concilio Ecumenico Vaticano II, "deciso, preparato e iniziato" da Giovanni XXIII, è stato "un dono veramente speciale offerto alla Chiesa" che "tutti siamo impegnati ad accogliere in modo adeguato continuando a meditarne gli insegnamenti e a tradurne nella vita le indicazioni operative".

 Poi, riferendosi al Sinodo diocesano di Bergamo che è stato dedicato alla parrocchia, il Papa ha affermato che "è in essa che si impara a vivere concretamente la propria fede, e ciò consente di mantenere viva la ricca tradizione del passato e di riproporne i valori in un ambiente sociale secolarizzato, che si presenta ostile o indifferente".

 Benedetto XVI ha ricordato l'importanza che per Giovanni XXIII ricopriva la famiglia, in cui "si impara a vivere nel quotidiano il fondamentale precetto cristiano dell'amore". "Con molta fiducia" - ha aggiunto - Papa Roncalli affidava alla parrocchia, famiglia di famiglie, il compito di alimentare tra i fedeli i sentimenti di comunione e di fraternità".

 "Plasmata dall'Eucarestia - ha concluso Benedetto XVI citando le parole del suo predecessore - la parrocchia potrà diventare fermento di salutare inquietudine nel diffuso consumismo e individualismo del nostro tempo, risvegliando la solidarietà ed aprendo nella fede l'occhio del cuore a riconoscere il Padre, che è amore gratuito, desideroso di condividere con i figli la sua stessa gioia".
AC/GIOVANNI XXIII/...                           VIS 20081029 (410)


martedì 28 ottobre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2008 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Monsignor Johan Bonny Vescovo di Antwerpen (superficie 2.570, popolazione 1.474.367, cattolici 1.284.682, sacerdoti 789, religiosi 2.312, diaconi permanenti 76) in Belgio. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Oostende (Belgio), è stato ordinato sacerdote nel 1980 e fino ad oggi è stato rettore del Pontificio Collegio Belga di Roma e Officiale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Succede al Vescovo Paul Van den Berghe, la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.
NER:RE/.../BONNY:VAN DEN BERGHE            VIS 20081028 (100)


DIWALI: CRISTIANI E INDÙ: INSIEME PER LA NON-VIOLENZA


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2008 (VIS).- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha scritto un messaggio agli inseguitori dell'induismo, in occasione del Diwali, la festa della luce, che questo anno si tiene oggi 28 ottobre. Il messaggio si intitola "Cristiani e Indù: insieme per la non-violenza".

 Nel testo, il cardinale propone agli inseguitori dell'induismo di "considerare insieme come possiamo vivere in armonia nell'odierna società, rendendo testimonianza alla verità, alla luce ed alla speranza celebrate dal Diwali. Mentre le religioni sono spesso accusate di essere responsabili dei mali della società, noi sappiamo che è piuttosto la strumentalizzazione della religione che, contrariamente alle sue convinzioni fondamentali, viene utilizzata per compiere tante forme di violenza".

 "Per i cristiani, nel Discorso della Montagna Gesù ha esortato i suoi discepoli ad amare i propri nemici, a pregare per coloro che li odiano (...). Nella tradizione indù, la non-violenza è uno degli insegnamenti più importanti. Il Mahatma Gandhi, il Padre della nazione indiana, è rispettato e tenuto in alta considerazione in tutto il mondo, (...) a motivo della sua totale dedizione al servizio dell'umanità. Nel corso della sua lotta per la libertà, egli si rese conto che applicando il principio "occhio per occhio", "tutto il mondo diventa cieco". In tutta la sua vita egli sviluppò, tra gli altri, il concetto di "Ahimsa (non-violenza)".

 Gandhi, prosegue il porporato, "è un modello di non-violenza ed è stato una guida con l'esempio fino al punto di sacrificare la propria vita per il suo rifiuto di impegnarsi nella violenza".

 "La non-violenza non è solo un espediente tattico ma è l'atteggiamento di colui che, come ha detto il Papa, "è così convinto dell'amore di Dio e della sua potenza" che non teme di affrontare il male con le sole armi dell'amore e della verità. L'amore per i propri nemici è la rivoluzione dell'amore, un amore che fondamentalmente non dipende dalle capacità umane ma è un dono di Dio".

 "La non-violenza è incoraggiata da tante altre religioni. La non-violenza è centrale nelle nostre credenze come modo per promuovere la verità, la luce, il rispetto reciproco, la libertà e l'armonia. In quanto leaders religiosi, chiamati ad affermare la verità che si trova nelle nostre rispettive religioni, adoperiamoci per incoraggiare la non-violenza fra i nostri seguaci e sostenerla nelle loro azioni".

 "Facciamo tutto il possibile per promuovere la sacralità della vita umana, il bene dei poveri e dei deboli  in mezzo a noi e per collaborare, attraverso il dialogo, perché sia rispettata la dignità di ogni essere umano senza distinzioni di razza o casta, credo o classe. Indù e cristiani, soprattutto nella presente situazione, lasciamoci vincere dall'amore senza riserve, con la convinzione che la non-violenza è l'unica via per costruire una società globale più compassionevole, più giusta e più attenta ai bisognosi".
CON-DIR/DIWALI/TAURAN                VIS 20081028 (460)


I DOCUMENTI CONCILIARI SONO SEMPRE ATTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2008 (VIS).- Oggi si è reso pubblico un messaggio del Santo Padre al ministro generale dei Frati Minori Conventuali e Gran Cancelliere della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" (Seraphicum), padre Marco Tasca, in occasione del Convegno Internazionale su "Il Vaticano II nel Pontificato di Giovanni Paolo II", che si è aperto oggi a Roma.

 Organizzano il Convegno la Facoltà di Teologia "San Bonaventura" e l'Istituto dei Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II.

 Oltre a ricordare che Giovanni XXIII è stato il Papa che ha convocato il Concilio Vaticano II (1962-1965), di cui proprio oggi ricorre il 50° anniversario di elezione alla Cattedra di Pietro, Benedetto XVI scrive che "i documenti conciliari con il passare degli anni non hanno perso di attualità, ma anzi si rivelano particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata".

 Riferendosi al suo predecessore Giovanni Paolo II, sottolinea che "ha accolto praticamente in ogni suo documento, ed ancor più nelle sue scelte e nel suo comportamento come Pontefice, le fondamentali istanze del Concilio Ecumenico Vaticano II, diventandone così qualificato interprete e coerente testimone. Sua preoccupazione costante è stata quella di far conoscere a tutti quali vantaggi potevano scaturire dall'accoglienza della visione conciliare, non solo per il bene della Chiesa, ma anche per quello della stessa società civile e delle persone in essa operanti".

 "Noi tutti siamo davvero debitori di questo straordinario evento ecclesiale. La molteplice eredità dottrinale che ritroviamo nelle sue Costituzioni dogmatiche, nelle Dichiarazioni e nei Decreti, ci stimola tuttora ad approfondire la Parola del Signore per applicarla all'oggi della Chiesa, tenendo ben presenti le numerose necessità degli uomini e delle donne del mondo contemporaneo, estremamente bisognoso di conoscere e sperimentare la luce della speranza cristiana".

 Il Papa assicura ai partecipanti al Convegno che il dottore serafico (San Bonaventura), "con la ricchezza del suo pensiero, egli può offrirvi chiavi di lettura ancora attuali, con le quali avvicinarvi ai documenti conciliari per cercarvi risposte soddisfacenti ai molti interrogativi del nostro tempo".
MESS/VATICANO II:GIOVANNI PAOLO II/TASCA                            VIS 20081028 (340)


lunedì 27 ottobre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Roger Michael Mahony, Arcivescovo di Los Angeles (Stati Uniti d'America)

- Il Vescovo Jesùs Esteban Sàbada Pérez, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico di Aguarico (Ecuador), in visita "ad Limina Apostolorum"
AP:AL/.../...                                            VIS 20081027 (60)


FILIPPINE: FORGIARE VINCOLI DI ARMONIA E PACE

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2008 (VIS).-Benedetto XVI ha ricevuto stamani in Vaticano le lettere credenziali di Cristina Castañer-Ponce Enrile, nuova ambasciatrice delle Filippine presso la Santa Sede e nel suo discorso ha ricordato che il popolo filippino gode della nomea di "popolo generoso che da un immenso valore alla vita familiare e all'amicizia". Il Papa ha manifestato inoltre il suo ringraziamento ai filippini per il "contributo straordinario che hanno dato e danno alla vita della Chiesa locale e universale" e li ha incoraggiati a "forgiare vincoli di armonia di pace sociale nel loro Paese e in tutto il mondo".

  Il Santo Padre ha affermato che specialmente attraverso la sua attività diplomatica la Santa Sede "cerca di coinvolgere il mondo nel dialogo per promuovere i valori universali (...) e il progresso dell'umanità in cammino verso la comunione con Dio e con gli altri. La Chiesa Cattolica è impaziente di condividere la ricchezza del messaggio sociale del Vangelo che (...) da speranze di compimento della giustizia e di amore che ci rende fratelli in Cristo Gesù" e porta a termine questa missione "cosciente delle rispettive autonomie e competenze della Chiesa e dello Stato".

  "Potremmo affermare effettivamente - ha aggiunto - che la distinzione tra religione e politica è un obiettivo specifico del cristianesimo e uno dei suoi contributi storici e culturali fondamentali. La Chiesa è convinta che lo Stato e la religione sono chiamati ad aiutarsi reciprocamente per mettersi al servizio del benessere personale e sociale di tutti (...) I capi ecclesiastici e civili otterranno la fiducia delle persone se coltiveranno uno spirito di onestà e imparzialità, e faranno della giustizia il loro obiettivo".

  Il Papa si è riferito poi alla riunione del Foro Mondiale sulla Migrazione e lo Sviluppo svoltasi recentemente a Manila, e ha osservato che le iniziative di questo tipo sono sempre proficue "quando considerino l'immigrazione una fonte di sviluppo e non di ostacolo (...). La politica nazionale e internazionale rivolta verso la regolarizzazione dell'immigrazione deve basarsi su criteri di equità ed equilibrio. Occorre anche prestare particolare attenzione alla riunificazione delle famiglie, favorendo al tempo stesso le iniziative che promuovano opportunità di lavoro nei luoghi di origine".

  In questo ambito Benedetto XVI ha citato che i governanti filippini hanno approvato una riforma agraria generale " allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei più poveri". Procedimenti di questo tipo "giovano alla società inculcando il valore della responsabilità comune e stimolando l'iniziativa individuale e consentono che una nazione sia autosufficiente ed aumenti inoltre la sua partecipazione ai mercati internazionali". Il Papa ha auspicato che i mezzi approvati portino "alla giusta distribuzione della ricchezza e allo sviluppo sostenibile delle fonti naturali" affinché gli agricoltori filippini ottengano il necessario per mantenere le proprie famiglie".

 Infine, il papa ha elogiato la partecipazione delle Filippine ai fori internazionali che perseguono "il progresso della pace, la solidarietà umana e il dialogo interreligioso" e ha evidenziato che "alla luce del Vangelo, la Chiesa Cattolica è sempre stata convinta che il miglioramento delle condizioni umane non si limita alla dimensione puramente economica o tecnologica, ma riguarda l'accesso alla cultura, il rispetto della vita e la dignità degli altri, e il riconoscimento del bene più alto (...) Dio, l'autore e il fine ultimo di ogni benedizione".
CD/CREDENZIALI:FILIPPINE/CASTAÑER-PONCE         VIS 20081027 (540)


ANGELUS: IL PAPA RICORDA IL SINODO E I CRISTIANI ORIENTALI


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2008 (VIS).-A mezzogiorno Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus insieme alle migliaia di persone riunitesi in Piazza San Pietro.

 Prima della preghiera mariana il Papa ha parlato della chiusura del Sinodo dei Vescovi. " Ogni Assemblea sinodale - ha detto - è una forte esperienza di comunione ecclesiale, ma questa ancor più perché al centro al centro dell'attenzione è stato posto ciò che illumina e guida la Chiesa: la Parola di Dio, che è Cristo in persona (...). Secondo il significato originario del termine 'Chiesa', abbiamo sperimentato la gioia di essere convocati dalla Parola e, specialmente nella liturgia, ci siamo ritrovati in cammino dentro di essa, come nella nostra terra promessa, che ci fa pregustare il Regno dei Cieli".

 Il Santo Padre ha commentato uno degli aspetti che ha suscitato più riflessioni, " il rapporto tra la Parola e le parole, cioè tra il Verbo divino e le scritture che lo esprimono" per cui "una buona esegesi biblica esige sia il metodo storico-critico sia quello teologico, perché la Sacra Scrittura è Parola di Dio in parole umane. Questo comporta che ogni testo debba essere letto e interpretato tenendo presenti l'unità di tutta la Scrittura, la viva tradizione della Chiesa e la luce della fede.

 "Se è vero che la Bibbia è anche un'opera letteraria, anzi, il grande codice della cultura universale, è anche vero che essa non va spogliata dell'elemento divino, ma deve essere letta nello Spirito in cui è stata composta. Esegesi scientifica e lectio divina sono dunque entrambe necessarie e complementari per ricercare, attraverso il significato letterale, quello spirituale, che Dio vuole comunicare a noi oggi".

  "Al termine dell'Assemblea Sinodale - ha ricordato il Papa - i Patriarchi delle Chiese Orientali hanno lanciato un appello, che faccio mio, per richiamare l'attenzione della comunità internazionale dei leaders religiosi e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà sulla tragedia che si sta consumando in alcuni Paesi dell'Oriente, dove i cristiani sono vittime di intolleranze e di crudeli violenze, uccisi, minacciati e costretti ad abbandonare le loro case e a vagare in cerca di rifugio. Penso in questo momento soprattutto all'Iraq e all'India. Sono certo che le antiche e nobili popolazioni di quelle Nazioni hanno appreso, nel corso di secoli di rispettosa convivenza, ad apprezzare il contributo che le piccole, ma operose e qualificate, minoranze cristiane danno alla crescita della patria comune. Esse non domandano privilegi, ma desiderano solo di poter continuare a vivere nel loro Paese e insieme con i loro concittadini, come hanno fatto da sempre".

 "Alle autorità civili e religiose interessate chiedo - ha così concluso - di non risparmiare alcuno sforzo affinché la legalità e la convivenza civile siano presto ripristinate e i cittadini onesti e leali sappiano di poter contare su una adeguata protezione da parte delle istituzioni dello Stato. Auspico poi che i Responsabili civili e religiosi di tutti i Paesi, consapevoli del loro ruolo di guida e di riferimento per le popolazioni, compiano dei gesti significativi ed espliciti di amicizia e di considerazione nei confronti delle minoranze, cristiane o di altre religioni, e si facciano un punto d'onore della difesa dei loro legittimi diritti".
ANG/SINODO:CRISTIANI ORIENTE/...        VIS 20081027 (530)


IL PAPA SI RECHERÀ IN CAMERUN E IN ANGOLA A MARZO 2009


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2008 (VIS). Alle 9,30 di oggi, nella basilica vaticana, il Santo Padre ha presieduto alla celebrazione eucaristica con i padri sinodali con la quale si è conclusa la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, svoltasi dal 5 al 26 ottobre in Vaticano, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

 Durante l'omelia, il Papa ha voluto sottolineare "quanto è importante ascoltare la Parola e incarnarla nell'esistenza personale e comunitaria".

  "In questa celebrazione eucaristica, che chiude i lavori sinodali, avvertiamo in maniera singolare il legame che esiste fra l'ascolto amorevole di Dio e il servizio disinteressato verso i fratelli. Quante volte, nei giorni scorsi, abbiamo sentito esperienze e riflessioni che evidenziano il bisogno oggi emergente di un ascolto più intimo di Dio, di una conoscenza più vera della sua parola di salvezza, di una condivisione più sincera della fede che alla mensa della parola divina si alimenta costantemente!".

 Oltre a ringraziare ogni partecipante al Sinodo per il proprio contributo, Benedetto XVI ha ricordato in maniera speciale i vescovi della Cina continentale, che non hanno potuto partecipare all'Assemblea Sinodale. "Rendo grazie a Dio - ha detto - del loro amore per Cristo, della loro comunione con la Chiesa universale e della loro fedeltà al Successore dell'Apostolo Pietro. Essi sono presenti nella nostra preghiera, insieme con tutti i nostri fedeli che sono affidati alle loro cure pastorali. Chiediamo al "Pastore supremo del gregge" di dare ad essi gioia, forza e zelo apostolico per guidare con sapienza e con lungimiranza la comunità cattolica in Cina, a tutti noi tanto cara".

 Il Santo Padre ha assicurato che tutti noi, che abbiamo preso parte al Sinodo, portiamo nel nostro cuore la rinnovata consapevolezza che compito prioritario della Chiesa, all'inizio di questo millennio, è innanzitutto nutrirsi della Parola di Dio, per rendere efficace l'impegno della nuova evangelizzazione. Occorre ora che questa esperienza ecclesiale sia recata in ogni comunità; è necessario che si comprenda la necessità di tradurre in gesti di amore la parola ascoltata, perché solo così diviene credibile l'annuncio del Vangelo, nonostante le umane fragilità che segnano le persone. Ciò richiede in primo luogo una conoscenza più intima di Cristo ed un ascolto sempre docile della sua parola.

 "In questo Anno Paolino, facendo nostre le parole dell'Apostolo: "Guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Co 9,16), auspico di cuore che in ogni comunità si avverta con più salda convinzione questo anelito di Paolo come vocazione al servizio del Vangelo per il mondo. (...) Tanta gente è alla ricerca, talora persino senza rendersene conto, dell'incontro con Cristo e col suo Vangelo; tanti hanno bisogno di ritrovare in Lui il senso della loro vita".

  Oltre a sottolineare che non di rado "l'incontro con la Scrittura rischia di non essere "un fatto" di Chiesa, ma esposto al soggettivismo e all'arbitrarietà", il Papa ha detto che "è indispensabile una promozione pastorale e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura, per annunciare, celebrare e vivere la Parola nella comunità cristiana, dialogando con le culture del nostro tempo, mettendosi al servizio della verità e non delle ideologie correnti e incrementando il dialogo che Dio vuole avere con gli uomini". Per questo - ha continuato - è necessario "la preparazione dei pastori", e si devono "incoraggiare gli sforzi in atto per suscitare il movimento biblico tra i laici, la formazione degli animatori dei gruppi, (...) e per far conoscere la fede attraverso la Parola di Dio, anche a chi è "lontano" e specialmente a quanti sono in sincera ricerca del senso della vita".

 "Il luogo privilegiato in cui risuona la Parola di Dio, che edifica la Chiesa, è senza dubbio la liturgia. In essa si può vedere che la Bibbia è il libro di un popolo e per un popolo. (...) Esiste, pertanto, un rapporto di reciproca vitale appartenenza tra popolo e Libro: la Bibbia rimane un Libro vivo con il popolo che lo legge; il popolo non sussiste senza il Libro, perché in esso trova la sua ragion d'essere, la sua vocazione, la sua identità. Questa mutua appartenenza fra popolo e Sacra Scrittura è celebrata in ogni assemblea liturgica".

 Benedetto XVI ha concluso affidando alla Vergine la II Assemblea Speciale del Sinodo per l'Africa che si svolgerà a Roma nell'ottobre 2009 e ha annunciato la sua intenzione di recarsi in Camerun nel marzo prossimo per consegnare ai rappresentanti delle Conferenze Episcopali l' Instrumentum laboris di tale Assemblea Sinodale. "Di lì proseguirò, a Dio piacendo, per l'Angola per celebrare solennemente il 500° anniversario dell'evangelizzazione del Paese".
HML/CHIUSURA SINODO/...        VIS 20081027 (760)


IL SINODO PRESENTA 55 PROPOSIZIONI AL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS).-Le sessioni di lavoro del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio si sono concluse sabato scorso con l'approvazione di 55 proposizioni che i padri sinodali hanno presentato a Benedetto XVI.

 Per benevola decisione del Sommo Pontefice, è stata pubblicata una versione in lingua italiana, provvisoria, ufficiosa e non ufficiale, a cura della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Questa è la seconda volta che Benedetto XVI consente la conoscenza delle proposte con le quali si concludono le assemblee sinodali. Normalmente si consegnano al Papa perché ne faccia uso qualora lo ritenga necessario durante la preparazione dell'Esortazione Apostolica, il documento conclusivo del Sinodo.

 La prima parte dell'elenco, intitolata: "La Parola di Dio nella fede della Chiesa", comprende le proposizioni da 3 a 13. In esse, si mette in risalto il dovere che hanno i pastori di educare i fedeli a vivere meglio il loro rapporto con Gesù Cristo, mediante la lettura e la meditazione delle Scritture.

 Oltre ad analizzare i rapporti fra Antico e Nuovo Testamento, le proposizioni mettono in evidenza che i poveri sono i primi ad aver diritto all'annuncio del Vangelo, "bisognosi non solo di pane, ma anche di parole di vita".

 Riferendosi a una "delle grandi sfide attuali: l'enorme sviluppo che la scienza ha realizzato nei confronti della conoscenza della natura, con il paradossale risultato che si finisce per offuscare il messaggio etico che proviene da essa", il Sinodo chiede a tutti i pastori "che siano sensibili alla riscoperta della legge naturale e alla sua funzione  nella formazione delle coscienze".

 Nella seconda parte (proposizioni da 14 a 37) si affronta il tema de "La Parola di Dio nella vita della Chiesa". Rispetto alla Parola di Dio e alla Liturgia, si propone che la Bibbia possa occupare un luogo visibile nelle Chiese e che si proclami la Parola di Dio in maniera chiara, "avendo dimestichezza con la dinamica della comunicazione".

 Riguardo l'omelia - uno dei temi più trattati nel Sinodo - si insiste sul dovere prepararle in profondità, tenendo conto di quel che dicono le letture proclamate, quel che dicono personalmente al sacerdote e quel che egli deve dire alla comunità tenendo in considerazione la situazione concreta. Allo stesso modo, si promuove la "Lectio Divina" (lettura orante della Scrittura).

 I Padri Sinodali incoraggiano i laici nel loro lavoro di trasmissione della fede e sottolineano il ruolo indispensabile della donna in questo servizio, soprattutto nella famiglia, nella catechesi e nel ministero del lettorato. Precisano anche che, malgrado la celebrazione della Parola sia uno dei luoghi privilegiati dell'incontro con il Signore, occorre evitare che si confonda con la Liturgia Eucaristica.

 Un'altra delle proposte raccoglie il suggerimento dello stesso Pontefice, di tenere conto nell'esegesi dei due livelli metodologici indicati dalla Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" 12: quello storico e quello teologico, giacché, ha ribadito Benedetto XVI durante un intervento nel Sinodo, " se scompare l'ermeneutica della fede, compare necessariamente l'ermeneutica positivista o secolarista, secondo cui il divino non compare nella storia umana".

 La terza e ultima parte raccoglie le proposizioni dalla 38 alla 54 su "La Parola di Dio nella missione della Chiesa". In essa, si parla della Parola di Dio e dell'arte liturgica, così come della traduzione e diffusione della Bibbia. Si sottolinea anche l'importanza di tutti i mezzi di comunicazione per l'evangelizzazione e chiama l'attenzione di fronte alla lettura fondamentalista della Bibbia e il fenomeno delle sette.

 Altri temi del capitolo sono il dialogo interreligioso, la promozione di pellegrinaggi e dello studio delle Sacre Scritture in Terra Santa, il dialogo con gli Ebrei e con i musulmani, e il rapporto tra Parola e custodia della creazione.

  I padri sinodali chiedono che sia potenziato il dialogo interreligioso e insistono sulla "necessità che sia effettivamente assicurata a tutti i credenti la libertà di professare la propria religione in privato e in pubblico, nonché la libertà di coscienza". I prelati suggeriscono alle conferenze episcopali che promuovano incontri e dialoghi con gli Ebrei. Riguardo ai musulmani, il Sinodo insiste sull' "importanza del rispetto della vita, dei diritti dell'uomo e della donna, come pure sulla distinzione tra l'ordine socio-politico e l'ordine religioso nella promozione della giustizia e della pace nel mondo. Tema importante in questo dialogo sarà la reciprocità e la libertà di coscienza e di religione", precisano.

  Nell'ultima proposizione, dedicata alla Vergine Maria, modello della fede della Chiesa, si invita a promuovere tra i fedeli la preghiera dell'Angelus e del Rosario.
SE/ELENCO FINALE PROPOSTE/...        VIS 20081027 (730)


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