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lunedì 27 ottobre 2008

IL SINODO PRESENTA 55 PROPOSIZIONI AL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2008 (VIS).-Le sessioni di lavoro del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio si sono concluse sabato scorso con l'approvazione di 55 proposizioni che i padri sinodali hanno presentato a Benedetto XVI.

 Per benevola decisione del Sommo Pontefice, è stata pubblicata una versione in lingua italiana, provvisoria, ufficiosa e non ufficiale, a cura della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Questa è la seconda volta che Benedetto XVI consente la conoscenza delle proposte con le quali si concludono le assemblee sinodali. Normalmente si consegnano al Papa perché ne faccia uso qualora lo ritenga necessario durante la preparazione dell'Esortazione Apostolica, il documento conclusivo del Sinodo.

 La prima parte dell'elenco, intitolata: "La Parola di Dio nella fede della Chiesa", comprende le proposizioni da 3 a 13. In esse, si mette in risalto il dovere che hanno i pastori di educare i fedeli a vivere meglio il loro rapporto con Gesù Cristo, mediante la lettura e la meditazione delle Scritture.

 Oltre ad analizzare i rapporti fra Antico e Nuovo Testamento, le proposizioni mettono in evidenza che i poveri sono i primi ad aver diritto all'annuncio del Vangelo, "bisognosi non solo di pane, ma anche di parole di vita".

 Riferendosi a una "delle grandi sfide attuali: l'enorme sviluppo che la scienza ha realizzato nei confronti della conoscenza della natura, con il paradossale risultato che si finisce per offuscare il messaggio etico che proviene da essa", il Sinodo chiede a tutti i pastori "che siano sensibili alla riscoperta della legge naturale e alla sua funzione  nella formazione delle coscienze".

 Nella seconda parte (proposizioni da 14 a 37) si affronta il tema de "La Parola di Dio nella vita della Chiesa". Rispetto alla Parola di Dio e alla Liturgia, si propone che la Bibbia possa occupare un luogo visibile nelle Chiese e che si proclami la Parola di Dio in maniera chiara, "avendo dimestichezza con la dinamica della comunicazione".

 Riguardo l'omelia - uno dei temi più trattati nel Sinodo - si insiste sul dovere prepararle in profondità, tenendo conto di quel che dicono le letture proclamate, quel che dicono personalmente al sacerdote e quel che egli deve dire alla comunità tenendo in considerazione la situazione concreta. Allo stesso modo, si promuove la "Lectio Divina" (lettura orante della Scrittura).

 I Padri Sinodali incoraggiano i laici nel loro lavoro di trasmissione della fede e sottolineano il ruolo indispensabile della donna in questo servizio, soprattutto nella famiglia, nella catechesi e nel ministero del lettorato. Precisano anche che, malgrado la celebrazione della Parola sia uno dei luoghi privilegiati dell'incontro con il Signore, occorre evitare che si confonda con la Liturgia Eucaristica.

 Un'altra delle proposte raccoglie il suggerimento dello stesso Pontefice, di tenere conto nell'esegesi dei due livelli metodologici indicati dalla Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" 12: quello storico e quello teologico, giacché, ha ribadito Benedetto XVI durante un intervento nel Sinodo, " se scompare l'ermeneutica della fede, compare necessariamente l'ermeneutica positivista o secolarista, secondo cui il divino non compare nella storia umana".

 La terza e ultima parte raccoglie le proposizioni dalla 38 alla 54 su "La Parola di Dio nella missione della Chiesa". In essa, si parla della Parola di Dio e dell'arte liturgica, così come della traduzione e diffusione della Bibbia. Si sottolinea anche l'importanza di tutti i mezzi di comunicazione per l'evangelizzazione e chiama l'attenzione di fronte alla lettura fondamentalista della Bibbia e il fenomeno delle sette.

 Altri temi del capitolo sono il dialogo interreligioso, la promozione di pellegrinaggi e dello studio delle Sacre Scritture in Terra Santa, il dialogo con gli Ebrei e con i musulmani, e il rapporto tra Parola e custodia della creazione.

  I padri sinodali chiedono che sia potenziato il dialogo interreligioso e insistono sulla "necessità che sia effettivamente assicurata a tutti i credenti la libertà di professare la propria religione in privato e in pubblico, nonché la libertà di coscienza". I prelati suggeriscono alle conferenze episcopali che promuovano incontri e dialoghi con gli Ebrei. Riguardo ai musulmani, il Sinodo insiste sull' "importanza del rispetto della vita, dei diritti dell'uomo e della donna, come pure sulla distinzione tra l'ordine socio-politico e l'ordine religioso nella promozione della giustizia e della pace nel mondo. Tema importante in questo dialogo sarà la reciprocità e la libertà di coscienza e di religione", precisano.

  Nell'ultima proposizione, dedicata alla Vergine Maria, modello della fede della Chiesa, si invita a promuovere tra i fedeli la preghiera dell'Angelus e del Rosario.
SE/ELENCO FINALE PROPOSTE/...        VIS 20081027 (730)


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