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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 6 giugno 2003

IL PAPA AI LAICI: "NESSUN BATTEZZATO PUÒ RIMANERE OZIOSO"


CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II è partito in aereo da Rijeka alla volta di Osijek, situata sulla riva destra del Fiume Drava, a 25 chilometri dalla confluenza con il Danubio, centro amministrativo ed economico della regione croata orientale nota con il nome di Slavonia. Il Papa ha celebrato la Santa Messa all'Aeroporto Sportivo di Osijek alla quale hanno assistito le Autorità civili e religiose, pellegrini provenienti dalle nazioni confinanti, Rappresentanti della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Serbia, Rappresentanti delle Chiese della Riforma e Rappresentanti dell'Ebraismo e dell'Islam.

Non lontano dal luogo della celebrazione ad Osijek si trova la città di Vukovar, distrutta dalla guerra del 1991. La presenza nella celebrazione di un Crocifisso, danneggiato durante la guerra, è testimonianza di sofferenza ma anche di speranza, di riconciliazione e di novità di vita. Al termine della Messa, in segno di rinnovamento ecclesiale, ha avuto luogo l'incoronazione della statua della Madonna di Aljmas e dell'immagine della Madonna di Vocin, due santuari mariani distrutta dalla guerra e tornati ora a rifiorire.

All'inizio dell'omelia il Santo Padre ha detto a 100.000 fedeli che la Cerimonia Eucaristica di oggi segna la conclusione del secondo Sinodo della Diocesi di Djakovo e Srijem durato cinque anni e nella medesima celebrazione si fa memoria del 150° anniversario della fondazione della Provincia ecclesiastica di Zagreb.

"Agli inizi del terzo millennio" - ha detto il Papa nell'omelia - "Iddio chiama i credenti, in modo speciale i laici, ad un rinnovato slancio missionario. La missione non è una 'aggiunta' alla vocazione cristiana. Anzi, afferma il Concilio, la vocazione cristiana è per sua natura vocazione all'apostolato".

"Carissimi Fratelli e Sorelle" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa che è in Slavonia e Srijem ha bisogno di voi! Dopo i tempi duri della guerra, che ha lasciato negli abitanti di questa regione ferite profonde non ancora completamente rimarginate, l'impegno per la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale richiede il coraggio di individui animati dalla fede, aperti all'amore fraterno, sensibili alla difesa della dignità della persona, fatta ad immagine di Dio".

"Cari fedeli laici, uomini e donne" - ha detto ancora il Santo Padre - "voi siete chiamati ad assumere generosamente la vostra parte di responsabilità per la vita delle comunità ecclesiali cui appartenete. Il volto delle parrocchie, luogo di accoglienza e di missione, dipende anche da voi. Partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo e arricchiti dai doni dello Spirito, voi potete dare il vostro contributo nell'ambito della liturgia e della catechesi, nella promozione di iniziative missionarie e caritative di vario genere. Nessun battezzato può rimanere ozioso!".

Il Santo Padre ha osservato che durante il viaggio aereo verso Osijek "ho potuto ammirare le bellezze della pianura della Slavonia - chiamata 'il granaio della Croazia' - ed il mio pensiero è corso spontaneamente ai lavoratori dei campi, numerosi in questa regione. Ad essi mi rivolgo con speciale affetto".

"Cari Fratelli e Sorelle, so che la vostra vita è faticosa e che l'abbondanza dei frutti della terra talvolta non corrisponde al duro impegno che vi è richiesto. So anche che il lavoro agricolo conosce non lievi difficoltà: esso ha perso parte del suo valore e i giovani hanno scelto la vita urbana già prima dell'ultima guerra, a seguito della quale numerosi villaggi sono rimasti quasi senza abitanti".

Al termine del suo discorso il Santo Padre ha invitato gli agricoltori a "non perdere la fiducia, a considerare che con il vostro lavoro manuale - che richiama in modo tanto eloquente il biblico dovere affidato all'uomo di 'soggiogare' la terra e di 'dominare' il mondo visibile - voi siete quotidianamente 'cooperatori' di Dio creatore. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sono vicini e, mentre apprezzano altamente l'importanza e la dignità della vostra quotidiana fatica, auspicano che all'agricoltura e agli uomini e donne dei campi, venga riconosciuto il giusto rilievo nell'insieme dello sviluppo della comunità sociale".

Dopo la celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre si è recato al Palazzo Vescovile di Djakovo dove si è svolta la seconda colazione con i Vescovi della Diocesi e i Membri del Seguito Papale. Nel tardo pomeriggio il Papa si è recato in visita privata alla Cattedrale di Djakovo, edificata fra il 1866 e il 1882 in stile neo-romantico. Nella cripta sono collocate le tombe di tutti i Vescovi di Djakovo e la più sontuosa è quella di Josip Juraj Strossmayer, Vescovo dal 1849 al 1905, che fece costruire la Cattedrale.

Terminata la visita privata alla Cattedrale, il Papa è ripartito in aereo da Osijek con destinazione Rijeka, dove è rientrato nel Seminario Arcidiocesano.
PV-CROAZIA/MESSA/OSIJEK VIS 20030606 (780)

giovedì 5 giugno 2003

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Joliet in Illinois (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo James Edward Fitzgerald, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accolto la rinuncia presentata dal Vescovo Luigi Conti dall'incarico di Nunzio Apostolico in Malta e in Libia, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Félix del Blanco Prieto, finora Nunzio Apostolico in Camerun e in Guinea Equatoriale, Nunzio Apostolico in Malta.
RE:NN/…/FITZGERALD:CONTI:DEL BLANCO VIS 20030605 (100)

INIZIO 100° VIAGGIO APOSTOLICO DI GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 GIU. 2003. (VIS). Alle 15:30 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II partirà per la Croazia, dando inizio al 100° Viaggio Apostolico fuori d'Italia, dei suoi quasi venticinque anni di Pontificato. Il Viaggio, di cinque giorni, è la terza visita del Papa alla nazione balcanica, la prima si svolse nel settembre 1994 e la seconda nell'ottobre 1998.

La Croazia, nazione indipendente dal 1991, è una Repubblica che conta circa 4,8 milioni di abitanti sulla costa orientale dell'Adriatico. Si estende su di una superficie di 56.538 chilometri quadrati ed è costituita da 1.185 isole, di cui 66 disabitate. La capitale è Zagabria. I cattolici costituiscono l'80% della popolazione. Vi sono 15 circoscrizioni ecclesiastiche, 1.554 parrocchie, 27 Vescovi, 2,260 sacerdoti, 2 diaconi permanenti, 3.520 religiosi, 1.610 catechisti e 383 seminaristi maggiori.

Il volo alla volta della Croazia durerà poco più di un'ora. Alle 16:45 circa l'aereo papale atterrerà a Rijeka, centro amministrativo e città universitaria di 147.700 abitanti, e qui si svolgerà la cerimonia di benvenuto, alla presenza del Presidente della Croazia, Signor Stiepan Mesic. Successivamente il Papa lascerà l'aeroporto di Rijeka diretto al porto di Omisalj, per imbarcarsi sul catamarano "Marko Polo", e dopo un percorso di nove miglia nautiche (15 chilometri) giungerà al porto di Rijeka.

Nei prossimi cinque giorni, il Papa visiterà alcune località della Croazia, seminari arcidiocesani, incontrerà i Vescovi croati, visiterà il Santuario di Nostra Signora di Trsat e celebrerà tre messe, compresa la Santa Messa della cerimonia di Beatificazione il 6 giugno, e una Liturgia della Parola.

Rijeka, dove il Papa atterrerà oggi pomeriggio, è sull'isola di Krk, zona natale dei croati di lingua glagolitica, la cui creazione è attribuita a San Cirillo, lingua mantenuta soltanto in alcune zone dell'area dalmata della Croazia.

Secondo le informazioni riportate sul sito Croato ufficiale relativo al Viaggio del Papa, l'alfabeto croato glagolitico ha una storia lunga e interessante, antica di più di mille anni. I croati, che avevano ottenuto un permesso speciale da Papa Innocenzo IV nel 1248, erano gli unici in Europa ad usare l'alfabeto glagolitico nella lingua e nella scrittura per la liturgia. Il Vaticano dedicò un'attenzione particolare alla liturgia glagolitica nei secoli successivi, pubblicando a Roma vari messali nella medesima lingua. Questo privilegio fu accordato a tutte le terre croate che usavano la liturgia glagolitica, soprattutto sulla costa.

Nel 1252, Papa Innocenzo IV permise ai monaci benedettini glagolitici dell'isola maggiore di Krk, di usare la liturgia della Chiesa Croata-Slavonica e la Scrittura glagolitica, invece del latino. I membri dell'Ordine Monastico dei Benedettini, erano normalmente stretti osservanti della liturgia e della lingua latina in tutta Europa - eccetto in alcune zone della costa croata.

Quando il Concilio Vaticano II (1962-1965) permise l'uso delle lingue vernacolari nella liturgia, il Glagolitico rimase in uso in alcune chiese croate.
PV-CROATIA/INFORMAZIONI/… VIS 20030605 (450)

mercoledì 4 giugno 2003

PAPA GIOVANNI XXIII: "ECCOMI PRONTO!"


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). All'inizio della catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 fedeli, il Santo Padre ha detto di volere rendere omaggio a Papa Giovanni XXIII, che morì quarant'anni fa e che, ha sottolineato: "ho avuto la gioia di proclamare Beato".

Giovanni Paolo II ha rievocato il pomeriggio di lunedì 3 giugno 1963 quando i fedeli di Roma e i pellegrini accorsero a migliaia in Piazza San Pietro per pregare per Papa Giovanni e "per stringersi il più possibile all'amato Padre e Pastore, che, dopo una lunga e sofferta malattia, lasciava questo mondo. Alle ore 19:00, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Pro-Vicario di Roma, il Cardinale Luigi Traglia, iniziava la Santa Messa, mentre lui dal suo letto diventato altare consumava il suo sacrificio spirituale, il sacrificio di tutta la sua vita. (…) La fine di quella Messa coincise con la morte del Papa buono".

"Questo letto è un altare" - ha proseguito il Santo Padre citando gli scritti del Beato Papa Giovanni XXIII - "l'altare vuole una vittima: eccomi pronto. Offro la mia vita per la Chiesa, la continuazione del Concilio Ecumenico, la pace del mondo, l'unione dei cristiani".

Il Santo Padre ha sottolineato che anche in punto di morte, il suo Predecessore "proiettava il suo sguardo sul futuro e sulle attese del Popolo di Dio e del mondo. Con accento commosso egli affermava che il segreto del suo sacerdozio stava nel Crocefisso, sempre gelosamente custodito di fronte al suo letto". Il suo ministero sacerdotale fu "interamente dedicato a far conoscere e amare 'ciò che più vale nella vita: Gesù Cristo benedetto: la sua Santa Chiesa, il suo Vangelo".

"Meno di due mesi prima" - ha detto ancora Giovanni Paolo II - "l'11 aprile, Giovanni XXIII aveva pubblicato il documento più celebre del suo magistero: l'Enciclica 'Pacem in terris', che ho avuto occasione più volte quest'anno di ricordare. Tutta la vita dell'indimenticabile Pontefice fu una testimonianza di pace. Il suo Pontificato si rivelò un'altissima profezia di pace, che trovò nella 'Pacem in terris' la sua compiuta manifestazione, quasi un pubblico ed universale testamento".

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha concluso la catechesi affermando: "Ogni credente, in questo nostro mondo, - così egli scriveva - deve essere una scintilla di luce, un centro di amore, un fermento vivificatore nella massa. (…) Per essere scintilla di luce occorre vivere in contatto permanente con Dio. Questo mio venerato Predecessore, che ha lasciato un segno nella storia, ricorda anche agli uomini del terzo millennio che il segreto della pace e della gioia sta nella comunione profonda e costante con Dio".
AG/GIOVANNI XXIII/… VIS 20030604 (460)

ATTENZIONE QUALITÀ SERVIZI ED ECCELLENZA NEL TURISMO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.), è intervenuto questa mattina alla LXX Sessione del Consiglio Esecutivo dell'O.M.T., in corso a Madrid (Spagna), il 3 e 4 giugno 2003.

Monsignor Monni ha affermato: "Lo sviluppo dell'attività turistica richiede oggi una più spiccata chiarezza istituzionale e programmatica, necessaria per abbinare politiche a lungo termine alle relative infrastrutture di base. Di fatto si desidera un maggiore incremento della qualità dei servizi e delle strutture di accoglienza da parte dei privati".

"Questo perché appare impensabile" - ha continuato l'Osservatore Permanente - "che la globalizzazione riguardi solo l'aspetto economico del turismo, e non sia accompagnata da una mondializzazione della solidarietà. Ed è anche sotto questo aspetto, che diventa auspicabile la trasformazione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo in Istituzione Specializzata dell'O.N.U.".

Monsignor Monni ha infine affermato che: "La programmazione di politiche specifiche e mirate, unite ad una costante attenzione alla 'qualità' e alla 'eccellenza' nel turismo, sono i mezzi per conferire continuità ad un armonico sviluppo del settore. In questo senso, risulta evidente l'esigenza di una sempre maggiore crescita professionale degli operatori e dirigenti turistici. I comparti educativi presenti nel turismo dovrebbero sempre più rappresentare un ambito essenziale e fondamentale in tutto il citato programma operativo".
DELSS/TURISMO/MADRID:MONNI VIS 20030604 (230)

ORDINE FRATI MINORI CONSERVI IL PROPRIO STILE MISSIONARIO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzato al Padre Giacomo Bini, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, ed ai partecipanti al Capitolo Generale Ordinario convocato ad Assisi (Italia).

Nel Messaggio, datato 10 maggio, il Santo Padre esorta i religiosi ad ispirarsi all'esempio dei maestri e modelli di santità, "approfondendone la conoscenza, invocandoli devotamente, commemorandoli nelle loro ricorrenze liturgiche".

Il Santo Padre scrive inoltre che: "È importante che l'Ordine conservi il proprio stile missionario improntato a povertà e vita fraterna, animato da spirito di contemplazione e dalla sincera ricerca della giustizia, della pace e del rispetto del creato. È, altresì, indispensabile che ogni suo membro e tutte le fraternità collaborino all'edificazione dell'unica Chiesa di Cristo, in accordo e piena comunione con i Pastori delle locali Comunità cristiane".
MESS/FRATI MINORI/BINI VIS 20030604 (160)

CROAZIA SEGNATA TESTIMONIANZA INTREPIDI DISCEPOLI VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Nelle parole di saluto, nelle diverse lingue, che seguono la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 pellegrini, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato la figura del Beato Papa Giovanni XXIII, al quale ha dedicato la catechesi di questa settimana. Successivamente, rivolgendosi ai fedeli croati presenti, nella loro lingua, il Papa ha parlato del Viaggio Apostolico in Croazia, il 100° fuori d'Italia dei suoi quasi 25 anni di Pontificato, che avrà inizio domani.

Ricordando che ieri cadeva il 40° anniversario della morte del suo Predecessore, che ha proclamato Beato il 3 settembre 2000, il Santo Padre ha ricordato ai pellegrini che Papa Giovanni XXIII fu l'iniziatore del Concilio Vaticano II ed ha detto: "Quest'opera però è nata dalla sua profonda cura pastorale per le vicende della Chiesa, che caratterizzava tutta la sua vita. Come motto ha preso le parole: 'Ecce adsum!'. Eccomi pronto. Proprio in questo spirito di totale dedizione a Cristo e alla Chiesa ha edificato la santità propria e ha portato alla santità gli altri. La sua protezione e l'intercessione vi accompagni sempre".

"Mi accingo domani" - ha proseguito il Papa - "a compiere con grande speranza il mio terzo viaggio in Croazia, terra segnata dalla testimonianza di intrepidi discepoli del Vangelo. Lo scopo è quello di confermare nella fede i fratelli e le sorelle della comunità cattolica, che al tempo della persecuzione religiosa sono rimasti fedeli a Cristo, e non temono di affrontare le sfide del momento presente per continuare ad annunciarlo con coraggio".

Il Papa ha detto ancora: "In questi tredici anni dalla riconquistata indipendenza, hanno consolidato le strutture ecclesiali e ora si dedicano sempre più a una incisiva azione evangelizzatrice. Carissimi Fratelli e Sorelle, vi invito ad accompagnarmi con la preghiera. Affido questo mio centesimo Viaggio Apostolico alla Vergine Santa, tanto venerata in Croazia, perché sia Lei a guidare i miei passi e ad ottenere per il popolo croato una rinnovata primavera di fede e di civile progresso".

Infine il Papa ha detto: "Il mio pensiero va ora, con particolare affetto, alle persone disabili, convenute a Roma nel contesto dell'Anno europeo del disabile, in particolare ai partecipanti ai Giochi Mondiali Estivi 'Special Olympics', e al folto gruppo degli Istituti dell'Opera Don Orione, provenienti da diverse Regioni".
AG/SALUTI/… VIS 20030604 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre José Geraldo da Cruz, A.A., Superiore Provinciale dei Padri Agostiniani dell'Assunzione, Vescovo di Juazeiro (superficie: 56.649; popolazione: 419.674; cattolici: 350.000; sacerdoti: 19; religiosi: 29), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Muriaé (Brasile) nel 1941, ha emesso la professione religiosa nel 1961 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969. Succede al Vescovo José Rodrigues de Souza, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Oscar Fernández Guillén, dal 2001 Rettore del Seminario Maggiore Centrale a San José (Costa Rica), Vescovo di Puntarenas (superficie: 3.910; popolazione: 180.380; cattolici: 161.200; sacerdoti: 26; religiosi: 24), Costa Rica. Il Vescovo eletto è nato a San Rafael de Oreamuno (Costa Rica), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Ha nominato il Vescovo Mílton Antônio dos Santos, S.D.B., finora Vescovo di Corumbá (Brasile), Arcivescovo Coadiutore di Cuiabá (superficie: 24.542; popolazione: 800.000; cattolici: 700.000; sacerdoti: 61; religiosi: 193), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Campos do Jordão (Brasile), nel 1946, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1974 e la consacrazione episcopale nel 2000.
NER:RE:NEC/…/… VIS 20030604 (210)

martedì 3 giugno 2003

IL POPOLO IRACHENO APPREZZA IMPEGNO DEL PAPA PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", al termine del suo viaggio in Iraq, svoltosi dal 28 maggio al 2 giugno, come Inviato del Santo Padre per coordinare gli aiuti umanitari della Chiesa Cattolica al Paese, ha rilasciato oggi una dichiarazione.

Secondo quanto riportato in un Comunicato pubblicato questa mattina, l'Arcivescovo Cordes ha constatato che durante i numerosi incontri avuti con le Autorità civili e religiose e con i responsabili delle istituzioni caritative, "tutti hanno espresso gratitudine al Santo Padre per il suo instancabile impegno a favore del popolo iracheno e a favore della pace. Ho anche potuto sperimentare" - ha dichiarato l'Arcivescovo Cordes - "un grande spirito di comunione e di collaborazione fra i cristiani in Iraq, e ho promesso loro che riferirò al Papa i loro sentimenti di profonda gratitudine".

Il Presidente di "Cor Unum" ha affermato che d'accordo con la missione del suo Dicastero, verificherà "personalmente le necessità del Paese di definire un piano di aiuti al quale partecipino le organizzazioni umanitarie cattoliche. Esse hanno individuato alcuni settori urgenti di intervento, quali aiuti per l'alimentazione, gli alloggi, cure sanitarie ed educazione. Molte agenzie cattoliche di aiuto intendono prendersi carico, insieme ad altre istituzioni, di queste necessità".
…/AIUTI UMANITARI/IRAQ:CORDES VIS 20030603 (210)

IL PAPA AI VESCOVI INDIANI: LUCI ED OMBRE CHIESA IN INDIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 28 Presuli di rito latino dell'India, a conclusione della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel suo discorso in lingua inglese, il Papa ha affermato che le loro Diocesi sono "terreno fertile" per il raccolto della fede ed ha sottolineato che se anche le Chiese cattoliche locali sono "materialmente povere, specialmente a paragone di altre comunità cristiane, esse sono ricche in risorse umane". In particolare il Papa ha ricordato "il numero considerevole di vocazioni religiose e diocesane nelle loro province, e l'alta percentuale di fedeli che partecipano alla messa domenicale".

"Nonostante questi segni positivi" - ha proseguito il Pontefice - "le vostre Diocesi devono anche affrontare diverse sfide. L'influenza negativa dei mass media, il secolarismo, il materialismo, il consumismo, insieme alle false promesse di alcuni gruppi fondamentalisti, hanno indotto alcuni cattolici a rinunciare alla loro fede. Purtroppo perfino alcuni membri del clero si sono, alle volte, fatti attirare da ingannevoli promesse di denaro, agi e potere".

Il Santo Padre ha fatto successivamente riferimento alle iniziative pastorali necessarie per far fronte a queste sfide, affermando che esse devono essere radicate nei "quattro pilastri cristiani della santità, della preghiera, dei sacramenti e della Parola di Dio. (…) Un efficace piano pastorale deve tenere conto del contesto in modo da risolvere i problemi creati dalla società moderna", quali "la diffusione di una cultura della morte, che si manifesta, ad esempio, nelle minacce dirette contro i bambini non ancora nati, specialmente bambine. (…) Rimanete vigili nei vostri sforzi di predicare senza paura l'insegnamento della Chiesa riguardo al diritto inviolabile alla vita di ogni essere umano innocente".

"La globalizzazione" - ha detto ancora il Papa - "rappresenta una sfida riguardo ai costumi tradizionali e all'etica. Lo si può chiaramente constatare nei tentativi di imporre alla società asiatica tipi moralmente inaccettabili di pianificazione familiare e la salute riproduttiva. Allo stesso tempo, una comprensione non corretta della legge morale ha portato molte persone a giustificare l'attività sessuale immorale sotto la maschera della libertà, a sua volta risultata in una accettazione della mentalità contraccettiva". Il Papa ha ribadito che tutto ciò "contribuisce a diffondere l'Hiv/Aids che ha raggiunto proporzioni epidemiche nel vostro Paese".

Citando la Lettera Enciclica "Evangelium Vitae", Giovanni Paolo II ha affermato: "Occorre adoperarsi per il rispetto della dignità e dei diritti della donna per garantire a tutti i livelli della società indiana la promozione di un 'nuovo femminismo', 'rigettando la tentazione del 'dominio maschile', con l'obiettivo di riconoscere e riaffermare il vero genio femminile in ogni aspetto della vita sociale, superando tutte le discriminazioni e gli sfruttamenti".

Il Papa, ricordando che San Francesco Saverio "il quale tanto si adoperò per diffondere il cristianesimo in India, possedeva l'abilità di esercitare il ministero pastorale con successo in un ambiente non cristiano", ha auspicato che la Chiesa in India si ispiri a questo santo, ed ha detto: "Questo non è compito facile, specialmente in quelle aree dove le persone sperimentano l'animosità, la discriminazione e anche la violenza a causa delle convinzioni religiose o dell'affiliazione tribale. Queste difficoltà sono esacerbate dalla crescente attività di alcuni gruppi fondamentalisti hindu che creano sospetto nei confronti della Chiesa e delle altre religioni. Purtroppo in alcune regioni le autorità dello Stato hanno ceduto alle pressioni di questi estremisti e hanno promulgato leggi ingiuste, ostacolando le conversioni, proibendo il libero esercizio del diritto naturale alla libertà religiosa, o togliendo il sostegno dello stato a quanti, appartenenti a determinate caste, hanno scelto di convertirsi al cristianesimo".

Al termine del suo discorso il Papa ha affermato che "La Chiesa in India non deve mai abbandonare la sua missione fondamentale che è l'evangelizzazione" ed ha esortato i Vescovi a "continuare ad impegnare i leader locali di altre credenze religiose in un dialogo interreligioso" e "a mantenere un dialogo indipendente con le autorità locali e nazionali per assicurarsi che l'India continui a promuovere e proteggere i diritti umani fondamentali di tutti i suoi cittadini".
AL/…/INDIA VIS 20030603 (680)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:
- Il Signor Svetozar Marovic, Presidente di Serbia e Montenegro e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo John Thattumkal, S.S.C., di Cochin.

- Il Vescovo Stephen Athipozhiyil, di Alleppey.

- Il Vescovo Stanley Roman, di Quilon.

- Il Vescovo Joseph Kalathiparambil, di Calicut.
AP:AL/…/… VIS 20030603 (70)

INTERVENTO OSSERVATORE PERMANENTE SANTA SEDE ALL'O.M.T.


CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2003 (VIS). Il Monsignore Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, è a Madrid (Spagna), per partecipare alla 70a Sessione del Consiglio Esecutivo dell'O.M.T., in corso il 3 e 4 giugno.

In un Comunicato dell'Ufficio dell'Osservatore Permanente si legge che il turismo internazionale ha risentito di una grave crisi legata ad eventi quali la tragedia dell'11 settembre, la recente guerra in Iraq e l'epidemia della Sars, particolarmente grave in alcune parti del mondo.

La polmonite atipica Sars, si legge nel Comunicato, "oltre al costo di vite umane, ha determinato anche un conseguente blocco dei flussi di viaggiatori nelle zone colpite, rendendo ancora più problematica la ripresa del mercato turistico non solo nel continente asiatico, ma anche in quelli confinanti. Tali problemi, considerati cruciali per lo sviluppo e l'avvenire dell'industria turistica mondiale, saranno analizzati e discussi proprio nell'ambito del prossimo Consiglio Esecutivo dell'O.M.T.".

Il Consiglio Esecutivo dibatterà anche le seguenti tematiche: "il processo di trasformazione dell'Organizzazione in Istituzione Specializzate della Nazioni Unite; la necessità di un incremento del turismo sostenibile; l'importanza dello sviluppo della 'qualità' nel turismo e della promozione dei valori etici; l'opportunità di continui monitoraggi delle tendenze di settore e dell'elaborazione di dati statistici legati al mercato del turismo; la preparazione della XV Assemblea Generale dell'O.M.T., in programma a Pechino dal 17 al 24 ottobre prossimo. Sarà esaminato, molto probabilmente, l'allargamento dell'Unione Europea e i suoi riflessi nel comparto turistico".
DELSS/TURISMO/MADRID:MONNI VIS 20030603 (250)

lunedì 2 giugno 2003

COMMEMORAZIONE SETTIMO CENTENARIO MORTE SANT'IVO


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto un gruppo di pellegrini della Diocesi di Saint-Brieuc-Tréguier (Francia), a Roma per commemorare il settimo centenario della morte di Sant'Ivo, Santo Patrono dei giuristi, anche conosciuto come "l'avvocato dei poveri", la cui memoria liturgica cade il 19 maggio.

Il Santo Padre ha detto ai pellegrini che: "I valori proposti da Sant'Ivo rimangono un forte stimolo per il nostro tempo, in particolare nell'Europa che si sta edificando. Servitore della giustizia, Sant'Ivo invita gli uomini di buona volontà a costruire un mondo di pace, fondato sul rispetto del diritto e sul servizio alla verità. Difensore dei poveri, l'avvocato Ivo incoraggia le persone e i popoli a mettere in opera la solidarietà e l'equità, che garantiscono i diritti dei più deboli di cui si riconosce pienamente la dignità inalienabile".

"Sacerdote, predicatore infaticabile della Parola di Dio, egli chiama oggi la Chiesa a proporre a tutti il Vangelo, fonte di relazioni nuove fra gli uomini. Che l'esempio e la vita di Sant'Ivo stimolino i cristiani a contribuire attivamente alla costruzione dell'Europa, comunità di destini nella quale tutti sono chiamati ad operare perché l'amore e la verità si incontrino, e la giustizia e la pace si abbraccino".
AC/CENTENARIO SANT'IVO/… VIS 20030602 (220)

INVITO DEL PAPA A RECITARE IL ROSARIO ASSIDUAMENTE


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Alle 20:00 di oggi, festività della Visitazione della Beata Vergine Maria, si è svolta la tradizionale processione, a conclusione del mese mariano, dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini fino alla Grotta della Madonna di Lourdes nei Giardini Vaticani, durante la quale i fedeli hanno recitato il Santo Rosario. Al termine della processione, l'Arcivescovo Francesco Marchisano, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, ha letto un Messaggio del Papa.

Nel Messaggio il Santo Padre scrive: "Con ciascuno di voi mi raccolgo dinanzi alla Grotta, quasi recando in dono alla Vergine Immacolata tutto il cammino spirituale compiuto in questo mese mariano: ogni proposito, ogni preoccupazione, ogni necessità della Chiesa e del mondo. La Vergine Santa accolga ogni vostra invocazione".

"Desidero, in questa circostanza" - scrive ancora il Papa - "rinnovare a tutti l'invito a recitare il Rosario assiduamente, curandone con impegno la qualità. Penso anzitutto ai Sacerdoti: il loro esempio e la loro guida conducano i fedeli a riscoprire il senso e il valore di questa preghiera. Penso alle persone consacrate, specialmente alle religiose, che immagino tra voi numerose: possano seguire da presso Maria, che custodiva nel cuore i misteri del suo Figlio divino. Penso alle famiglie e le esorto a riunirsi spesso, soprattutto alla sera, per recitare insieme il Rosario: è questa una delle più belle e consolanti esperienze della comunità domestica!".

Il Santo Padre conclude il Messaggio esortando i fedeli a perseverare nella preghiera con la Vergine "come gli apostoli nel Cenacolo in attesa dell'ormai vicina Pentecoste. La liturgia di questi giorni ci fa rivivere il clima spirituale che precedette quell'Evento, e, se tutto l'Anno del Rosario deve caratterizzarsi per una prolungata preghiera con Maria, ancor più dobbiamo unirci a Lei in questi giorni della Novena invocando l'abbondante discesa dello Spirito sull'intera Chiesa diffusa nel mondo".
MESS/ROSARIO:VISITAZIONE/MARCHISANO VIS 20030602 (320)

ANNIVERSARIO RISTABILIMENTO GERARCHIA CATTOLICA PAESI BASSI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera, redatta in latino e datata 7 maggio, con la quale il Santo Padre Giovanni Paolo II nomina il Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 150° anniversario del ristabilimento della Gerarchia cattolica nei Paesi Bassi, in programma ad Utrecht il 7 giugno prossimo.

Accompagneranno il Cardinale Schotte, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, il Monsignor Santiago De Wit Guzmán, Segretario di Nunziatura a L'Aia; il Monsignore Petrus Albertus G. Rentinck, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Utrecht ed il Monsignore Hubertus Jozef Gerard Maria Schnackers, Vicario Generale della Diocesi di Roermond.
GPII-LETTERA/INVIATO SPECIALE/SCHOTTE VIS 20030602 (120)

L'ASCENSIONE ACCENDA NEI NOSTRI CUORI IL DESIDERIO DEL CIELO


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Coeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, e, nell'introdurre la preghiera mariana ha ricordato la celebrazione, in molti Paesi, della Solennità dell'Ascensione del Signore.

"L'Ascensione" - ha detto il Papa - "è il momento finale della 'Pasqua' di Cristo, che l'evangelista Giovanni descrive, appunto, come passaggio 'da questo mondo al Padre'. All'unico Padre celeste Egli vuole condurre l'intera umanità. 'Io vado a prepararvi un posto' - disse ai discepoli durante l'Ultima Cena - '…perché siate anche voi dove sono io'. La festa odierna accenda nei nostri cuori il desiderio del Cielo, nostra patria eterna".

Successivamente il Papa ha anche ricordato che oggi ricorre la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che ha per tema: "I mezzi della comunicazione sociale a servizio dell'autentica pace, alla luce della 'Pacem in terris'".

"A quarant'anni dalla pubblicazione della storica Enciclica del Beato Papa Giovanni XXIII" - ha detto il Santo Padre - "è quanto mai importante riflettere sul ruolo dei mass-media nella costruzione di un mondo pacifico, fondato su verità, giustizia, amore e libertà. In effetti, i mezzi di comunicazione sociale possono dare un valido contributo alla pace, abbattendo le barriere della diffidenza, incoraggiando la comprensione e il rispetto reciproco e, ben oltre, favorendo la riconciliazione e la misericordia. È dunque, in virtù della loro vocazione e della loro professione che gli operatori dei mass media sono chiamati ad essere anche operatori di pace".
ANG/ASCENSIONE:GIORNATA COMUNICAZIONI VIS 20030602 (280)

SCOMPARSA DEL CARDINALE FRANCESCO COLASUONNO A 78 ANNI


CITTA' DEL VATICANO, 1 GIU. 2003 (VIS). Appresa la notizia della scomparsa del Cardinale Francesco Colasuonno, avvenuta nella giornata di ieri all'età di 78 anni, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire telegrammi di cordoglio all'Arcivescovo Francesco Cacucci, di Bari-Bitonto (Italia) e alla sorella del Porporato, Signora Teresa Colasuonno. Il Porporato era stato Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Il Santo Padre, esprimendo il suo sentito cordoglio all'Arcivescovo Cacucci e alla comunità ecclesiale di Bari, della quale figlio illustre era il defunto Cardinale, scrive: "Nel ricordare con sentimenti di viva ammirazione il fecondo servizio alla Chiesa ed alla Santa Sede del compianto Porporato che aveva assunto come motto 'laetus serviam', rendo grazie a Dio per il dono di questo generoso pastore che con la sua vita ha onorato la Diocesi di Bari-Bitonto e, mentre elevo fervide preghiere perché Dio lo accolga nel gaudio eterno, invio a Lei, ai presenti al rito funebre, ed a quanti condividono il dolore per la scomparsa di questo fratello a me tanto caro, la confortatrice Benedizione Apostolica, segno della mia intensa partecipazione".

Nel telegramma fatto pervenire alla sorella del Cardinale, Signora Teresa Colasuonno, il Papa ricorda "con gratitudine al Signore l'ampia messe di bene raccolta dal compianto Cardinale mediante la sua intensa e paziente opera come Nunzio Apostolico, specialmente in occasione del suo servizio nei Paesi dell'Est Europeo, durante un particolare e sofferto periodo della storia di quelle nazioni".
TGR/SCOMPARSA/COLASUONNO VIS 20030602 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Benvenuto Italo Castellani, finora Vescovo di Faenza-Modigliana (Italia), Arcivescovo Coadiutore di Lucca (superficie: 1.520; popolazione: 307.507; cattolici: 301.200; sacerdoti: 316; religiosi: 506; diaconi permanenti: 16), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Cortona (Italia), nel 1943, è stato ordinato sacerdote nel 1973 e ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997.
NEC/…/CASTELLANI VIS 20030602 (70)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2003 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per il mese di giugno è la seguente: "Per i credenti che rivestono ruoli di responsabilità nella vita pubblica, perché, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e i principi della dottrina sociale della Chiesa difendano e promuovano in ogni situazione il rispetto dei valori umani".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Per i cristiani dell'India appartenenti a varie tradizioni, perché siano spinti ad offrire insieme una testimonianza di piena unità e comunione nell'unico Spirito che li guida".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/GIUGNO VIS 20030602 (110)

DICHIARAZIONE VISITA SEGRETARIO STATO STATI UNITI D'AMERICA


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2003 (VIS). A fine mattinata, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativa alla visita del Signor Colin Powell, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, al Santo Padre Giovanni Paolo II:

"Nella mattinata di oggi, lunedì 2 giugno 2003, il Santo Padre ha ricevuto Sua Eccellenza Colin Powell, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, il quale, successivamente, si è recato dall'Eminentissimo Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

"Tra i temi di conversazione affrontati vi è stato quello della ricostruzione materiale e politica dell'Iraq, la quale deve poter contare sulla cooperazione della comunità internazionale e riservare particolare attenzione ai diritti fondamentali, come il diritto alla libertà religiosa".

"Si è anche parlato delle nuove prospettive di pace che la realizzazione della nota 'road map' ha aperto in Terra Santa e nella regione intera. Grazie ad essa, si auspica che i due Stati, israeliano e palestinese, possano finalmente godere della stessa sicurezza e della stessa sovranità".

"Infine, si è avuto uno scambio di opinioni sulla situazione in Africa, ed in particolare sulla lotta contro le malattie epidemiche, che vede da sempre operanti sul luogo le diverse istituzioni assistenziali e caritative della Chiesa Cattolica".
OP/VISITA POWELL/NAVARRO-VALLS VIS 20030602 (230)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE STATO DI ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2003 (VIS). Il Signor Oded Ben-Hur, nuovo Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali. "La sua presenza oggi" - ha detto il Santo Padre - "testimonia il nostro desiderio comune di lavorare insieme per edificare un mondo di pace e di sicurezza, non solo in Israele e nel Medio Oriente, ma in ogni parte del globo, per tutti i popoli del mondo".

"Questo è un compito" - ha proseguito il Pontefice rivolgendosi al diplomatico in inglese - "che noi non intraprendiamo da soli ma con l'intera comunità internazionale: anzi forse come mai in passato, l'intera famiglia umana oggi sente l'urgente necessità di vincere la violenza e il terrore, di espugnare l'intolleranza e il fanatismo, per entrare in un'era di giustizia, riconciliazione e armonia fra gli individui, i gruppi e le nazioni".

"Questa esigenza" - ha ribadito il Santo Padre - "probabilmente da nessuna parte è più sentita che in Terra Santa. Non c'è assolutamente alcun dubbio che i popoli e le nazioni abbiano il diritto intrinseco di vivere nella sicurezza. Questo diritto, tuttavia, comporta un dovere corrispondente: rispettare il diritto degli altri. Perciò, proprio come la violenza ed il terrore non possono mai essere mezzo accettabile di rendere dichiarazioni politiche, neppure la vendetta può mai condurre ad una pace giusta e duratura. Gli atti di terrorismo sono sempre da condannare come autentici crimini contro l'umanità. Ogni Stato ha il diritto irrefutabile di difendersi contro il terrorismo, ma questo diritto deve essere sempre esercitato rispettando i limiti morali e giuridici nei suoi fini e mezzi".

Giovanni Paolo II ha affermato che "come altri membri della comunità internazionale, (…) la Santa Sede è convinta che il presente conflitto si risolverà solo quando ci saranno due stati indipendenti e sovrani. Come ho detto all'inizio di quest'anno ai membri del Corpo Diplomatico: 'Due popoli, israeliani e palestinesi, sono chiamati a vivere fianco a fianco, ugualmente liberi e sovrani, nel rispetto reciproco. È essenziale che entrambe le parti diano chiari segni del loro determinato impegno a realizzare questa pacifica convivenza'".

"Certamente le numerose questioni e difficoltà sorte da questa crisi devono essere affrontate in modo equo ed efficace. Le questioni concernenti i rifugiati palestinesi e gli insediamenti israeliani, per esempio, o il problema di determinare i confini territoriali e di definire lo status della maggioranza dei luoghi santi nella città di Gerusalemme, devono essere soggetto di aperto dialogo e di sincero negoziato. In nessun modo le decisioni devono essere prese unilateralmente. (…) Né gli insuccessi reali o apparenti devono scoraggiare le parti dal continuare il dialogo e i negoziati".

Il Papa ha sottolineato che l'Accordo Fondamentale fra la Santa Sede e lo Stato di Israele raggiunto dieci anni fa portò allo stabilimento di pieni rapporti diplomatici. "Sono contento" - ha soggiunto il Pontefice - "che stia per essere concluso un accordo riguardante i problemi fiscali ed economici", esprimendo "la fervente speranza che questo clima di cooperazione e di amicizia ci permetta di affrontare efficacemente le altre difficoltà che i fedeli cattolici in Terra Santa devono affrontare quotidianamente. Molti di questi problemi, quali l'accesso ai santuari cristiani e ai luoghi santi, l'isolamento e le sofferenze delle comunità cristiane, la diminuzione della popolazione cristiana causata dall'emigrazione, sono in qualche modo connessi con il corrente conflitto ma non dovrebbero scoraggiarci dal cercare possibili rimedi ora, dall'operare ora, per risolvere queste sfide".

Il Santo Padre ha dedicato le battute conclusive del suo discorso al suo pellegrinaggio giubilare in Terra Santa, ricordando che esso fu "un pellegrinaggio di speranza: la speranza che questo XXI secolo porti ad una nuova solidarietà fra i popoli del mondo, nella convinzione che lo sviluppo, la giustizia e la pace non saranno davvero conseguiti, se non sono conseguiti da tutti".
CD/LETTERE CREDENZIALI/ISRAELE:BEN-HUR VIS 20030602 (650)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Vescovo Heinz Josef Algermissen, di Fulda (Repubblica Federale di Germania).

- Il Signor Colin L. Powell, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America e Seguito.

- Due Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Sylvester Monteiro, di Aurangabad.

- Il Vescovo Varghese Chakkalakal, di Kannur.

Sabato 31 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Pablo Puente, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.

- L'Arcivescovo Alberto Bottari de Castello, Nunzio Apostolico in Gambia, Guinea, Liberia e Sierra Leone.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Francis Kallarakal, di Kottapuram.

- Il Vescovo Peter Thuruthikonam, di Vijayapuram.

- Il Vescovo Maria Callist Soosa Pakiam, di Trivandrum dei Latini.

- Il Cardinale Bernard Francis Law.
AP:AL/…/… VIS 20030602 (160)

venerdì 30 maggio 2003

DICHIARAZIONE RELATIVA PROGETTO COSTITUZIONE EUROPEA


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2003 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

"Si è notato, con soddisfazione, che, con l'attuale progetto di articolo 51, la Convenzione Europea ha incluso nel trattato costituzionale il contenuto della Dichiarazione 11 annessa al Trattato di Amsterdam ed ha previsto un dialogo costante con le Chiese e con le Comunità religiose, riconoscendone l'identità ed il contributo specifico".

"Per quanto attiene al primo progetto del Preambolo, si è constatata la menzione di varie ed importanti componenti che hanno concorso a plasmare il patrimonio europeo, ma si è rilevata con sorpresa l'assenza di una menzione esplicita del Cristianesimo".

"Di conseguenza, si condivide l'opinione di quegli autorevoli membri della Convenzione, che hanno già proposto l'inclusione di tale elemento nella successiva versione del Preambolo, per rispetto della verità storica e per un migliore bilanciamento del testo".
OP/CONVENZIONE EUROPEA/NAVARRO-VALLS VIS 20030530 (160)

NUOVO AMBASCIATORE DEL GIAPPONE RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Gunkatsu Kano, nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Nel porgere i suoi saluti alla Famiglia Imperiale del Giappone, ai responsabili del governo ed al popolo giapponese, il Papa ha ricordato in particolare i feriti del recente terremoto.

Il Santo Padre ha ricordato l'impegno del Giappone "a servire la causa della pace" ed ha affermato: "La situazione internazionale attuale, segnata da nuove tensioni in diversi punti del pianeta e dalla recrudescenza di azioni terroristiche, resta preoccupante. Tuttavia, questa congiuntura non deve far venire meno la determinazione di tutti coloro che sono già impegnati nella ricerca di soluzioni pacifiche per risolvere i conflitti".

Occorre, ha aggiunto il Papa, proseguire: "Gli sforzi riguardanti in particolare l'eliminazione progressiva, equilibrata e controllata delle armi di distruzione di massa, come la non-proliferazione e il disarmo nucleare. (…) La Comunità Internazionale deve anche mobilitarsi in permanenza perché, a livello mondiale e sul piano regionale, siano prese misure appropriate per prevenire le potenziali aggressioni, senza che esse nuocciano ai bisogni fondamentali delle popolazioni civili coinvolte, conducendole alla miseria e alla disperazione".

Giovanni Paolo II ha quindi ricordato la ricchezza "di tradizioni religiose e filosofiche" del Giappone, "contenenti risorse spirituali capaci di stimolare in modo efficace questo ardente desiderio di adoperarsi per la pace e la riconciliazione fra le comunità umane e fra le persone" e ha sottolineato che "Il vostro Paese rimane, attraverso la visione dolorosa di Hiroshima e Nagasaki, testimone vivente dei drammi del ventesimo secolo, ed invita tutti a ripetere con Papa Paolo VI: 'Mai più la guerra!'".

Successivamente il Papa ha ricordato il ruolo del Giappone nella cooperazione economica con i paesi asiatici ed il suo attivo ruolo di "promozione dei popoli". Riferendosi all'interesse del Paese per la salvaguardia dell'ambiente, ha ricordato che il Giappone ospiterà nel 2005 la Mostra Internazionale di Aïchi ed ha auspicato che essa "permetta alle numerose Nazioni partecipanti di dibattere serenamente sulle soluzioni concrete da adottare per risolvere i problemi connessi, fra gli altri, alla protezione dell'ambiente e alla gestione delle risorse naturali".

Il Santo Padre ha dedicato la conclusione del suo discorso alla piccola ma attiva comunità cattolica giapponese, affermando che la Chiesa desidera offrire alle giovani generazioni "in particolare attraverso l'educazione integrale impartita nelle scuole e nelle università, un contributo efficace alla crescita umana, spirituale, morale e civile, che li prepari a prendere parte attiva alla vita della Nazione".

Infine Giovanni Paolo II ha ricordato che la Chiesa desidera accogliere i numerosi immigranti che vengono in Giappone a cercare "lavoro, dignità e speranza. Con tutti gli uomini di buona volontà, la Chiesa intende lottare contro i fenomeni della discriminazione e dell'esclusione, che emarginano i più deboli minando i rapporti fra gli uomini".
CD/LETTERE CREDENZIALI/GIAPPONE VIS 20030530 (480)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha oggi ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale dell'India in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Abraham Viruthakulangara, di Nagpur, con l'Arcivescovo Emerito Leobard D'Souza.

- L'Arcivescovo Daniel Acharuparambil, O.C.D., di Verapoly.

- Il Vescovo Godfrey de Rozario, S.I., di Baroda.

- Il Vescovo Thomas Ignatius Macwan, di Ahmedabad.

- Il Vescovo Edwin Colaço, di Amravati.

- Il Vescovo Mathias Kappil, di Punalur.

- L'Arcivescovo Józef Nowacki, Nunzio Apostolico in Slovacchia.
AL:AP/…/… VIS 20030530 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Guillermo Rodríguez Melgarejo, dal 1994 Ausiliare dell'Arcidiocesi di Buenos Aires (Argentina), Vescovo di San Martín (superficie: 102; popolazione: 740.700; cattolici: 592.560; sacerdoti: 91; religiosi: 265; diaconi permanenti: 8), Argentina.
NER/…/RODRÍGUEZ VIS 20030530 (50)

mercoledì 28 maggio 2003

UDIENZA GENERALE: DIO NON CI ABBANDONA MAI NELLA PROVA


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2003 (VIS). Il Salmo 107, "Lode a Dio e invocazione di aiuto", è stato il tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 18.000 fedeli.

Giovanni Paolo II ha spiegato che il Salmo 107 derivante dalla "fusione di due frammenti salmici preesistenti, l'uno preso dal Salmo 56 e l'altro dal Salmo 59", "mostra come già Israele nell'Antico Testamento riutilizzava e attualizzava la Parola di Dio rivelata".

"Il Salmo risultante da questa combinazione è quindi, qualcosa di più della semplice somma o giustapposizione dei due brani preesistenti. (…) Speranza e incubo si fondono insieme e diventano sostanza della nuova preghiera, tutta protesa a seminare fiducia anche nel tempo della prova vissuta da tutta la comunità".

Il Santo Padre ha ricordato che il Salmo si apre "con un inno gioioso di lode". Per "la fedeltà amorosa del Signore (…) il popolo è sicuro di non venire mai abbandonato da Dio nel baratro del nulla e della disperazione".

Nella seconda parte del Salmo 107, ha proseguito il Pontefice, "Nell'angustia di Israele, che sente Dio come assente e distante, si leva la voce dell'oracolo del Signore che risuona nel tempio. In questa rivelazione Dio si presenta come arbitro e signore di tutta la terra. (…) Se il Signore regna, non si deve temere: non si è sballottati qua e là dalle forze oscure del fato o del caos. C'è sempre, anche nei momenti tenebrosi, un progetto superiore che regge la storia".

"Questa fede" - ha terminato la catechesi Giovanni Paolo II - "accende la fiamma della speranza. (…) Ciò significa che, nonostante la prova e il silenzio, Dio tornerà a rivelarsi, a sostenere e guidare il suo popolo. Solo da Lui può venire l'aiuto decisivo e non dalle alleanze militari esterne, cioè dalla forza delle armi. E solo con Lui si otterrà la libertà e si faranno 'cose grandi'".
AG/SALMO 107/… VIS 20030528 (340)

AIUTI CHIESA CATTOLICA IRAQ COORDINATI ARCIVESCOVO CORDES


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", si reca oggi in Iraq, inviato dal Santo Padre, per coordinare gli aiuti umanitari della Chiesa Cattolica al Paese.

Secondo quanto riportato in un Comunicato pubblicato dal Pontificio Consiglio "Cor Unum", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha chiesto all'Arcivescovo Cordes di "farsi concretamente interprete della Sua vicinanza spirituale verso l'intera popolazione irachena".

Il compito affidato al Presidente del Pontificio Consiglio sarà quello di "verificare di persona le necessità e le condizioni che permettano alla Chiesa cattolica di operare in quei territori martoriati dalla guerra. In particolare dovrà portare avanti con i Vescovi e le Organizzazioni Non Governative cattoliche, un piano di aiuti razionale e coordinato per rispondere alle emergenze sanitarie ed alimentari oltre che per la ricostruzione".

"La Chiesa, attraverso la sua presenza capillare" - si legge ancora nel Comunicato - "è disponibile ad impegnarsi - come in altre situazioni simili - sia per l'equa distribuzione degli aiuti umanitari sia per favorire la ricostruzione sociale e politica".

Durante il suo soggiorno in Iraq, l'Arcivescovo Cordes, che sarà accompagnato da esperti nel settore dell'aiuto umanitario, incontrerà il Nunzio Apostolico in Iraq, Arcivescovo Fernando Filoni, i Vescovi, i rappresentanti delle organizzazioni cattoliche presenti nel Paese e le autorità locali. Domenica 1° giugno, l'Arcivescovo Cordes celebrerà la Santa Messa nella Cattedrale di Baghdad ed il giorno successivo si recherà a Mossul.

Al termine del Comunicato si legge che: "Pur nel momento favorevole della caduta dell'embargo - che apre nuove possibilità di rapporto con la comunità irachena - il viaggio dell'inviato del Papa, si colloca in un periodo particolarmente delicato per le sorti della convivenza pacifica di quella regione".
…/AIUTI UMANITARI/IRAQ:CORDES VIS 20030528 (290)

ARCIVESCOVO FOLEY E ASSOCIAZIONI CATTOLICHE STAMPA IN U.S.A.


CITTA' DEL VATICANO, 28 MAG. 2003 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è negli Stati Uniti d'America, ad Atlanta, Georgia, per partecipare ad una serie di manifestazioni organizzate dal "Catholic News Service" (CNS) ed intervenire al Congresso della "Catholic Press Association" (CPA).

Domani giovedì 29 maggio, l'Arcivescovo pronuncerà un breve discorso all'inaugurazione del Congresso, e venerdì 30 maggio presiederà una Messa di commemorazione dei membri defunti della "Catholic Press Association". Infine sabato 31 maggio terrà l'omelia nella Cattedrale di Atlanta.
…/MEZZI COMUNICAZIONE/FOLEY VIS 20030528 (100)

martedì 27 maggio 2003

DATI STATISTICI RELATIVI ALLA CHIESA CATTOLICA IN CROAZIA


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2003 (VIS). In occasione del Viaggio Apostolico del Santo Padre Giovanni Paolo II in Croazia, dal 5 al 9 giugno prossimo, il 100° fuori d'Italia - nel corso del quale si recherà a Rijeka, Dubrovnik, Osijek e Zadar - riportiamo alcuni dati statistici relativi alla Chiesa cattolica in Croazia.

La Croazia, Paese già visitato dal Papa nel 1994 e nel 1998, conta una popolazione di 4.660.000 abitanti, dei quali 3.772.000 cattolici, l'80,9% del totale. Attualmente vi sono 27 Vescovi, 2.260 sacerdoti, 3.520 religiosi e 689 seminaristi.

In questa nazione balcanica la Chiesa ha 26 scuole materne, medie e secondarie e 8 scuole superiori e università nelle quali studiano più di 4.000 alunni e gestisce 33 case per anziani, invalidi e minorati, 57 orfanotrofi e asili nido, 21 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita e 18 centri speciali di educazione o rieducazione sociale.
…/DATI STATISTICI/CROAZIA VIS 20030527 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Miklós Beer, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest (Ungheria), Vescovo della Diocesi di Vác (superficie: 8.805; popolazione: 1.067.000; cattolici: 705.000; sacerdoti: 224: religiosi: 233; diaconi permanenti: 6), Ungheria.
NER/…/BEER VIS 20030527 (50)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'India, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Raul Nicolau Gonsalves, di Goa e Damão, con l'Ausiliare Vescovo Filipe Neri António Sebastião do Rosário Ferrão.

- Il Vescovo Thomas Bhalerao, S.I., di Nashik.

- Il Vescovo Thomas Dabre, di Vasai.

- L'Arcivescovo Stanislaus Fernandes, S.I., di Gandhinagar.

- L'Onorevole Dott.ssa Angela Merkel, Capogruppo parlamentare CDU/CSU (Germania), e Seguito.
AL:AP/…/… VIS 20030527 (90)

lunedì 26 maggio 2003

FORMAZIONE INTEGRALE PER PREPARARE EVANGELIZZATORI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, riuniti in questi giorni per riflettere sul tema: "La formazione nei territori di missione".

Il Papa ha affermato: "Urge una formazione integrale, in grado di preparare competenti e santi evangelizzatori all'altezza della loro missione. Ciò richiede un processo lungo e paziente, nel quale ogni approfondimento biblico, teologico, filosofico e pastorale trova il suo punto di forza nel rapporto personale con Cristo 'Via, Verità e Vita'".

"La Chiesa, specialmente nei Paesi di missione" - ha proseguito il Pontefice - "ha bisogno di persone preparate a servire il Vangelo in modo gratuito e generoso, pronte perciò a promuovere i valori della giustizia e della pace abbattendo ogni barriera culturale, razziale, tribale ed etnica, capaci di scrutare i 'segni dei tempi' e di scoprire i 'semi del Verbo', senza indulgere a riduzionismi né a relativismi",

"In primo luogo, però, si esige da tali persone che siano 'esperte' e 'innamorate' di Dio" - ha detto ancora il Santo Padre - "Accanto alla personale intimità con Cristo, è necessario curare una costante crescita nell'amore e nel servizio alla Chiesa". Il sacerdote, ha ricordato il Papa citando la "Pastores dabo vobis", "'È chiamato, pertanto, nella sua vita spirituale a rivivere l'amore di Cristo Sposo nei riguardi della Chiesa sposa'".

Ringraziando "quanti si dedicano generosamente al compito educativo nei territori di missione", il Papa ha concluso il suo discorso ricordando i "non pochi seminaristi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici appartenenti ai territori di missione" che "completano il loro itinerario formativo qui, a Roma, in Collegi e Centri, molti dei quali dipendono dal vostro Dicastero".
AC/FORMAZIONE:MISSIONE/CGE VIS 20030526 (290)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Murphy Nicholas Xavier Pakiam, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Kuala Lumpur (superficie: 63.763; popolazione: 7.944.600; cattolici: 91.951; sacerdoti: 52; religiosi: 154; diaconi permanenti: 1), Malesia. Il Vescovo Pakiam, finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi, succede all'Arcivescovo Antony Soter Fernandez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Charles Maung Bo, S.D.B., finora Vescovo di Pathein (Myanmar), Arcivescovo Metropolita di Yangon (superficie: 66.535; popolazione: 14.700.000; cattolici: 85.000; sacerdoti: 80; religiosi: 270), Myanmar.

- Ha nominato il Vescovo Paul Grawng, attualmente Vescovo di Myitkyina (Myanmar), Arcivescovo Metropolita di Mandalay (superficie: 212.407; popolazione: 15.000.000; cattolici: 22.809; sacerdoti: 31; religiosi: 174), Myanmar.

- Ha nominato il Vescovo John Hsane Hgyi, Vescovo di Pathein (superficie: 25.328; popolazione: 4.745.378; cattolici: 69.588; sacerdoti: 59; religiosi: 168), Myanmar, finora Ausiliare della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Ricardo Valenzuela Ríos, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Asunción (Paraguay), Vescovo Ordinario Militare per il Paraguay (sacerdoti: 21; religiosi: 3; diaconi permanenti: 2), Paraguay.

- Ha nominato Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Sacerdote Joseph Gyetin, dell'Arcidiocesi di Koupéla (Brukina Faso) e Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie per il Burkina Faso e il Niger; il Sacerdote Jan Piotrowski, della Diocesi di Tarnów (Polonia) e Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie per la Polonia; il Sacerdote Ignace Siluvai, della Diocesi di Tuticorin (India) e Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie per l'India.
NER:RE:NA/…/… VIS 20030526 (270)

IL RITO DI SAN PIO V NON SI PUÒ CONSIDERARE COME ESTINTO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2003 (VIS). Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", ha celebrato, nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore, la Santa Messa secondo il Messale detto di San Pio V, con la partecipazione di fedeli provenienti da numerosi Paesi. Prima della Celebrazione Eucaristica, i fedeli hanno recitato i Misteri Gloriosi del Santo Rosario.

Iniziando l'omelia, il Cardinale Castrillón Hoyos ha affermato: "Tre figure attirano oggi il nostro sguardo di credenti, in questa Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore: Maria Santissima, il Pietro di oggi e San Pio V".

"Ci rivolgiamo a Lei, la Madre di Dio" - ha affermato il Cardinale - "felici per essere stati accolti nella sua casa, nel contesto di quest'anno del Rosario, proclamato dal Santo Padre. (…) È tutta l'esistenza di Maria Santissima, presentata alla contemplazione orante del credente. È il mistero della nostra intera esistenza, che qui viene riprodotto".

Riferendosi successivamente al Santo Padre, il Cardinale Castrillón Hoyos ha detto: "È a Giovanni Paolo II, il nostro amato Papa, che va il nostro pensiero, la nostra preghiera e il nostro profondo ed affettuoso senso di comunione ecclesiale. In questi venticinque anni, la sua vita e il suo supremo ministero apostolico sono caratterizzati dall'instancabile difesa della Verità, dalla totale dedizione alla causa dell'unità della Chiesa e dalla profetica e coraggiosa opera pastorale per la promozione della vera e giusta pace fra i popoli e fra tutti gli uomini".

Il Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" ha rimarcato che: "una provvidenziale coincidenza" è stata quella di celebrare "il divino Sacrificio secondo il rito romano che prese forma nel Messale detto di San Pio V" nel medesimo luogo, la Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano le sue "spoglie mortali".

"Il rito cosiddetto di San Pio V" - ha sottolineato il Cardinale - "non si può considerare come estinto e l'Autorità del Santo Padre ha espresso la sua benevola accoglienza verso i fedeli che, pur riconoscendo la legittimità del rito romano rinnovato secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, rimangono legati al precedente rito e trovano in esso valido nutrimento spirituale nel loro cammino di santificazione. (…) L'antico rito romano conserva, quindi, nella Chiesa il suo diritto di cittadinanza nella multiformità dei riti cattolici, sia latini che orientali".

In una Lettera indirizzata al Cardinale Castrillón, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha trasmesso ai partecipanti alla Celebrazione Eucaristica la gratitudine del Santo Padre per la loro "cordiale adesione al Successore di Pietro" e per la "corale preghiera a Maria nel contesto dell'anno dedicato al Santo Rosario" innalzata per il 25° anniversario del suo Pontificato. Il Cardinale Sodano scrive inoltre che: "Sua Santità, riconoscente per il filiale gesto, si unisce spiritualmente al devoto omaggio a Maria Santissima chiedendole di intercedere presso il suo Figlio Gesù affinché tutti i cristiani siano lievito di santità e di rinnovamento spirituale nel mondo di oggi".
…/CELEBRAZIONE MESSA/SANTA MARIA MAGGIORE VIS 20030526 (500)

IL PAPA PREGA PER LA PIENA UNITÀ DI CATTOLICI E ORTODOSSI


CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto questa mattina una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Bulgaria, accompagnata dal Metropolita Kalinik. Erano presenti anche il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ed alcuni Vescovi.

Il Papa ha pregato i Membri della Delegazione di trasmettere a Sua Beatitudine Maxim, Patriarca della Chiesa Ortodossa di Bulgaria, "l'espressione della mia vicinanza spirituale nell'anelito che si concretizzi quanto prima la piena unità dei cristiani cattolici e ortodossi".

"Mentre anche la Bulgaria si apre al nuovo" - ha affermato il Santo Padre - "protesa verso un'Europa allargata, occorre ravvivare quel ricco patrimonio di fede e di cultura che la Chiesa e la nazione bulgara condividono, e che costituisce il miracolo dell'opera di evangelizzazione compiuta dai due Santi Fratelli di Tessalonica, Cirillo e Metodio, il cui retaggio, dopo undici secoli di cristianesimo tra gli Slavi, è e resta per loro più profondo e più forte di ogni divisione".

Dopo aver ricordato le parole che Cirillo, prossimo alla morte, scrisse nella sua Vita, auspicando l'unità della Chiesa, il Santo Padre ha affermato: "Questo messaggio di fede, così radicato nella vostra cultura e nel vostro essere Chiesa, è e resta il traguardo a cui tendere affinché l'Oriente e l'Occidente cristiani possano pienamente ricongiungersi e far meglio risplendere insieme il 'pleroma' della cattolicità della Chiesa".

Infine il Santo Padre ha precisato che la Delegazione Bulgara è a Roma per più di un motivo: per ricordare il primo anniversario del suo Viaggio Apostolico a Sofia, il suo "incontro indimenticabile con Sua Beatitudine Maxim" e per l'inaugurazione dell'uso liturgico della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Fontana di Trevi.

"Un'esperienza di condivisione fraterna" - ha concluso il Santo Padre - "improntata a rispetto reciproco delle nostre legittime diversità, può essere di incoraggiamento a conoscerci meglio e a collaborare anche in altri contesti e circostanze, ogni volta che se ne presenterà l'occasione. Che ciò sia di buon auspicio per il futuro delle nostre relazioni! Ne ringrazio il Signore e gli chiedo di benedire i nostri passi sulla strada intrapresa".
AC/SINODO ORTODOSSO BULGARIA/… VIS 20030526 (370)

NEL CENACOLO NASCE LA PREGHIERA DEL ROSARIO


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2003 (VIS). Alle 12:00 di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, per recitare il Regina Coeli con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Giovanni Paolo II ha ricordato che: "Nell'emisfero boreale, il mese di maggio segna il pieno rifiorire della natura; è anche il tempo della 'alleluia pasquale', che risuona in tutta la Chiesa, tempo quanto mai propizio per offrire alle nuove generazioni i doni di Cristo risorto: il Battesimo, la Prima Comunione e la Cresima".

Successivamente il Papa ha precisato che giovedì prossimo, con la festa dell'Ascensione di Cristo al Cielo "avrà inizio la novena della Pentecoste, e le comunità cristiane potranno rivivere l'esperienza originaria del Cenacolo, dove i discepoli stavano assidui e concordi nella preghiera con la Madre di Gesù. La presenza materna di Maria tra gli Apostoli era per loro memoria di Cristo (…); il suo cuore immacolato ne custodiva i misteri dall'Annunciazione alla Risurrezione e Ascensione al Cielo, attraverso la vita pubblica, la passione e la morte. In questo senso si può dire che nel Cenacolo è nata la preghiera del Rosario, perché là i primi cristiani hanno incominciato a contemplare con Maria il volto di Cristo, ricordando i vari momenti della sua vicenda terrena".

"Ho voluto indicare due speciali intenzioni di preghiera per quest'anno" - ha concluso il Santo Padre - "dedicato appunto al Santo Rosario: la famiglia, purtroppo seriamente minacciata nei suoi fondamentali principi e valori, e la pace nel mondo, con particolare riferimento alla Terra Santa. Voglia il Signore che, nonostante la feroce violenza che continua ad imperversare e che offende Dio e l'uomo, si rafforzi la ricerca di soluzioni eque, negoziate, per assicurare ad ogni popolo la serenità e la pace".
ANG/ROSARIO:FAMIGLIA:PACE/… VIS 20030526 (330)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'India in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Ivan Dias, Arcivescovo di Bombay, con gli Ausiliari Vescovo Percival Joseph Fernandez ed il Vescovo Agnelo Rufino Gracias.

- Il Vescovo Ferdinand Joseph Fonseca, già Ausiliare di Bombay.

- Il Vescovo Valerian D'Souza, di Poona.

- L'Arcivescovo Juliusz Janusz, Nunzio Apostolico in Ungheria.

Sabato 24 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Signor Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha, Primo Ministro della Repubblica di Bulgaria, e Seguito.

- Il Signor Grzegorz W. Kolodko, Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze della Repubblica di Polonia.

- Il Signor Hyun-seop Seo, Ambasciatore di Corea, con la Consorte, in visita di congedo.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20030526 (150)

IN BREVE


IN UN DISCORSO INDIRIZZATO AL SUPERIORE GENERALE, Padre Pierre Schouver ed ai Membri del Consiglio Generale della Congregazione dello Spirito Santo, fondata tre secoli fa, il 27 maggio 1703, il Papa esorta a rimanere fedeli "alla duplice eredità" dei fondatori: "l'attenzione ai poveri e il servizio missionario, cioè l'annuncio della Buona Novella di Cristo a tutti gli uomini".

IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, ha fatto pervenire un telegramma, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, all'Arcivescovo José Manuel Estepa Llaurens, Ordinario Militare per la Spagna, nel quale trasmette "il vivo cordoglio" del Papa nell'apprendere "la triste notizia del tragico incidente aereo occorso in Turchia, che ha causato la morte di 62 militari spagnoli, mentre rientravano da una missione di pace in Afganistan, e dell'equipaggio, lasciando numerose famiglie in lutto, come pure la nobile Nazione spagnola".
…/IN BREVE/… VIS 20030526 (140)

venerdì 23 maggio 2003

DELEGAZIONE MACEDONIA RICEVUTA DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza una Delegazione della Repubblica Ex-Jugoslava di Macedonia, accompagnata dal Primo Ministro Signor Branko Crvenkovski, in pellegrinaggio a Roma per venerare le reliquie di San Cirillo custodite nella chiesa romana di San Clemente, in occasione della festa dei Santi Cirillo e Metodio, Co-Patroni d'Europa.

"La mia fervente preghiera" - ha detto il Santo Padre - "è che il vostro Paese si rafforzi nel suo impegno all'unità e alla solidarietà, ideali che i Santi Fratelli di Salonicco incarnarono efficacemente nella loro vita, dedicata alla predicazione della fede cristiana. (…) Questi due santi rappresentarono il punto d'incontro fra Oriente e Occidente. Mediante i valori da loro insegnati e il loro esempio, essi seppero conciliare culture e tradizioni diverse in un ricco patrimonio unico per tutta la famiglia umana".

Successivamente, il Papa ha affermato che il Terzo Millennio deve riscoprire i valori ai quali si ispirò la vita dei Santi Cirillo e Metodio: la carità e la giustizia. Ambedue si trasformano in "realtà tangibili quando persone di buona volontà in ogni parte del globo (…), si impegnano senza compromessi alla 'causa della riconciliazione, della coesistenza amichevole, dello sviluppo dell'uomo e del rispetto per l'intrinseca dignità di ogni Nazione'".

"Il vostro annuale pellegrinaggio a Roma" - ha concluso il Pontefice - "non è solamente un tributo a San Cirillo ma è anche una testimonianza dei legami di amicizia esistenti fra la vostra Nazione e la Chiesa Cattolica. Vi incoraggio ad adoperarvi affinché tali legami si rafforzino, in particolare nell'ambito delle vostre comunità locali, suscitando (…) maggiore cooperazione fra la Chiesa Cattolica e il vostro Paese".
AC/PELLEGRINAGGIO MACEDONIA/CRVENKOVSKI VIS 20030523 (290)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India (Regione di Shillong), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Dominic Jala, S.D.B., di Shillong.

- Il Vescovo George Mamalasserry, di Tura.

- Il Vescovo Lumen Monteiro, C.S.C., di Agartala.

- Il Vescovo Stephen Rotluanga, C.S.C., di Aizawl.

Nel tardo pomeriggio di oggi è previsto che il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/…/… VIS 20030523 (90)

RIPENSARE GLI STRUMENTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace è intervenuto al Convegno Internazionale presso la Pontificia Università Gregoriana su "Chiesa e Ordine Internazionale".

Secondo quanto riportato in un Comunicato pubblicato oggi dal Dicastero, "Dopo aver rilevato che la dottrina sociale della Chiesa fonda l'ordine internazionale su valori etici e giuridici tendenti alla solidale convivenza e collaborazione tra le diverse comunità politiche", l'Arcivescovo Martino ha sottolineato che "l'obiettivo preminente di tale insegnamento è quello di legare le relazioni tra gli Stati ad un concetto di giustizia internazionale quale componente essenziale del bene comune".

Riferendosi alla situazione attuale, il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ricorda che "'la libertà e il ripristino del diritto non sono mai stati raggiunti attraverso l'uso della forza e la guerra' e afferma che 'gli strumenti normativi in alternativa alla forza armata, già esistenti nel diritto internazionale, devono essere ripensati in modo da renderli rispondenti alle effettive esigenze della comunità internazionale rafforzandone anzitutto la portata e la cogenza"
…/CHIESA E ORDINE INTERNAZIONALE/MARTINO VIS 20030523 (190)

INDIA: MADRE TERESA MODELLO PER LE OPERE DI CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi delle Provincie Ecclesiastiche dell'India, delle Regioni di Calcutta, Guwahati, Impahl e Shillong, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel suo discorso in lingua inglese, il Santo Padre ha ricordato che: "Per secoli i cattolici in India hanno compiuto l'essenziale opera di evangelizzazione, specialmente nel campo educativo e sociale, liberamente offerta ai cristiani e ai non cristiani. (…) È oltremodo sconcertante che coloro che desiderano diventare cristiani debbano ricevere il permesso dalle autorità locali, mentre altri hanno perso il loro diritto all'assistenza sociale e al sostegno della famiglia. Altri ancora sono vittime dell'ostracismo o sono stati espulsi dai loro villaggi. Purtroppo, certi movimenti fondamentalismi creano confusione fra alcuni cattolici e direttamente sfidano ogni tentativo di evangelizzazione. Auspico che, in quanto responsabili della fede, non vi facciate scoraggiare da queste ingiustizie ma anzi proseguiate ad impegnare la società in modo tale da invertire tali allarmanti tendenze".

Sottolineando che sussistono "ostacoli alla conversione non solo esterni ma anche in seno alle vostre comunità", il Santo Padre ha affermato: "Ciò può succedere quando gli appartenenti ad altre religioni, vedono il disaccordo, lo scandalo e la disunione nelle istituzioni cattoliche. Per questa ragione è importante che i sacerdoti, i religiosi e i laici lavorino insieme e specialmente cooperino con il loro Vescovo che è segno e fonte di unità".

Il Papa ha inoltre affermato che: "Fondamentale agli sforzi di evangelizzazione è lo sviluppo di una Chiesa locale che abbia essa stessa una vocazione missionaria. (…) L'impegno a seguire Cristo come sacerdote esige la migliore preparazione possibile". In tal senso il Papa ha avuto parole di elogio per le iniziative dei Vescovi affinché gli istituti di formazione di sacerdotale "raggiungano gli alti livelli di educazione e di preparazione necessarie al clero di oggi".

Parlando della formazione dei laici, il Santo Padre ha sottolineato la necessità di prepararli a ricevere i sacramenti, specialmente il sacramento del matrimonio, di formare catechisti, e di offrire "la necessaria assistenza morale e spirituale".

"L'India" - ha proseguito il Pontefice - "ha la grande fortuna di avere un ricordo diretto della vocazione della Chiesa all'amore dei più deboli nella testimonianza e nell'esempio di Madre Teresa di Calcutta, che presto sarà proclamata Beata. (…) Cari Vescovi, come Madre Teresa, anche voi siete chiamati ad essere straordinari esempi di semplicità, umiltà, carità per quanti sono a voi affidati. (…) Prego affinché voi vi ispirate all'esempio di Madre Teresa e la prendiate a modello delle opere caritative nelle vostre comunità".

Infine, Giovanni Paolo II ha affermato che "in un mondo dove tante persone hanno tante domande, è unicamente in Cristo che possono sperare di trovare risposte sicure" ed ha concluso il suo discorso sottolineando che: "Solo un'attiva ed impegnata partecipazione al mistero della riconciliazione può portare la vera pace ed una genuina risposta ai fardelli che opprimono l'anima. Mi rallegro di sentire che in molte delle vostre Diocesi i fedeli frequentemente fanno ricorso alla grazia del sacramento della Riconciliazione e vi incoraggio a continuare a ribadire l'importanza di questo sacramento".
AL/…/INDIA VIS 20030523 (530)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Robert C. Morlino, finora Vescovo di Helena (Stati Uniti d'America), Vescovo di Madison (superficie: 20.893; popolazione: 917.645; cattolici: 266.396; sacerdoti: 159; religiosi: 351; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Morlino succede al Vescovo William H. Bullock, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/MORLINO:BULLOCK VIS 20030523 (80)

giovedì 22 maggio 2003

COOPERARE INSIEME ALLA PACE E ALLA GIUSTIZIA NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza un gruppo di rappresentanti del Congresso Mondiale Ebraico e del Comitato Internazionale Ebraico per le Consultazioni Interreligiose.

Giovanni Paolo II ha affermato che: "Anche se il mondo di oggi è spesso segnato dalla violenza, dalla repressione e dallo sfruttamento, queste realtà non rappresentano l'ultima parola sul nostro umano destino. Dio promette un Nuovo Paradiso e una nuova Terra. Sappiamo che Dio tergerà tutte le lacrime, e che il cordoglio e il dolore non esisteranno più. Gli Ebrei e i Cristiani credono che le nostre vite siano un cammino verso la realizzazione delle promesse di Dio".

"Alla luce del ricco patrimonio religioso comune che noi condividiamo, possiamo considerare il presente come una opportunità piena di sfide per l'impegno comune di pace e di giustizia nel nostro mondo. La difesa della dignità di ogni essere umano creato ad immagine e somiglianza di Dio, è una causa che deve impegnare tutti i credenti. Questo tipo di cooperazione pratica fra cristiani ed ebrei richiede coraggio e intuizione, fiducia che è Dio a trarre il bene dai nostri sforzi".
AC/…/CONGRESSO MONDIALE EBRAICO VIS 20030522 (210)

DIFENDERE IL DIRITTO ALL'EDUCAZIONE DEI GIOVANI INDIGENI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, ha partecipato ieri alla Sessione relativa all'Educazione nell'ambito del Foro Permanente sui problemi degli Indigeni, in corso a New York.

L'Arcivescovo Migliore ha ricordato che le Nazioni Unite celebrano il Decennio Internazionale dei Popoli Indigeni del Mondo e che la Santa Sede accoglie con favore la decisione del Foro Permanente di scegliere "'L'Infanzia e la gioventù indigena' come tema della Seconda Sessione. "La Convenzione sui diritti del bambino" - ha affermato l'Arcivescovo - "firmata anche dalla Santa Sede, è il primo trattato internazionale sui diritti umani che riconosca l'infanzia indigena come un gruppo di soggetti di diritto, e specificatamente identifica i popoli indigeni come un gruppo discriminato in rapporto al rispetto della maggior parte dei diritti contemplati nel Documento".

"La Convenzione riafferma" - ha proseguito l'Arcivescovo Migliore - "che a un bambino indigeno 'non sia negato il diritto, in comunità con altri membri del suo gruppo, di beneficiare dalla propria cultura, di professare e praticare la propria religione, di usare la propria lingua". Però, nonostante i numerosi impegni internazionali, "i bambini rimangono particolarmente vulnerabili alle violazioni relativamente al diritto all'educazione, e per i bambini e i giovani indigeni questa sfida è accompagnata dal razzismo, dalla xenofobia e da intolleranze che continuano a colpire i bambini nella loro specificità e unicità culturale".

"Il diritto all'educazione non si limita solo all'accesso all'istruzione, ma anche ad assicurare un contenuto che possa dare tutti gli strumenti necessari ai bambini indigeni per affrontare il loro futuro. (…) Per proteggere il diritto all'educazione dell'infanzia e della gioventù indigena, la comunità internazionale può dare efficace sostegno agli sforzi delle comunità indigene in difesa del proprio patrimonio culturale e della propria identità. (…) La sfida alla quale devono rispondere gli individui e le organizzazioni e tutta la comunità internazionale, è quella di garantire che l'infanzia e la gioventù indigena non siano private del proprio presente e del proprio futuro".
DELSS/EDUCAZIONE INDIGENI/ONU:MIGLIORE VIS 20030522 (340)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER IL TERREMETO IN ALGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma fatto pervenire, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, all'Arcivescovo Augustine Kasujja, Nunzio Apostolico in Algeria, per il terremoto che ha colpito la notte scorsa il Paese:

"Dopo il terribile sisma che ha colpito la regione di Algeri, il Papa prega l'Onnipotente perché accolga nella sua misericordia tutte le persone morte in questa tragedia ed ugualmente prega per i numerosissimi feriti, per i soccorritori ancora impegnati nei soccorsi e per tutte le famiglie toccate da questo dramma, auspicando che esse trovino il conforto di cui hanno bisogno, particolarmente nell'espressione della solidarietà. Il Santo Padre presenta al Capo dello Stato, al Governo e alle famiglie delle vittime, l'espressione del suo vivo cordoglio e assicura tutto il popolo algerino della sua vicinanza spirituale in questa nuova prova".
TGR/TERREMOTO ALGERIA/SODANO:KASUJJA VIS 20030522 (150)

NON PUÒ ESSERCI PACE AUTENTICA SENZA RISPETTO DELLA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto questa mattina, nella Sala Clementina, i membri del Movimento per la Vita Italiano, che da 25 anni, e precisamente "dal 22 maggio del 1978" quando "venne legalizzato l'aborto in Italia - non ha mai smesso di operare a difesa della vita umana, uno dei valori cardini della civiltà dell'amore".

"Il Signore vi aiuti a operare incessantemente perché tutti, credenti e non credenti" - ha affermato il Papa - "comprendano che la tutela della vita umana fin dal concepimento è condizione necessaria per costruire un futuro degno dell'uomo".

Ricordando le parole della Venerabile Madre Teresa di Calcutta: "L'aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo", il Papa ha ribadito che: "Non può esserci pace autentica senza rispetto della vita, specie se innocente e indifesa qual è quella dei bambini non ancora nati. Un'elementare coerenza esige che chi cerca la pace difenda la vita. Nessuna azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la vita in ogni sua fase".

Il Santo Padre ha quindi precisato che il Movimento per la Vita è impegnato affinché il Parlamento italiano approvi una legge che rispetti i diritti del bambino non ancora nato: "anche se concepito con metodiche artificiali di per sé moralmente inaccettabili". In tal senso, il Papa ha espresso l'auspicio che: "si concluda rapidamente l'iter legislativo in corso e si tenga conto del principio che tra i desideri degli adulti e i diritti dei bambini ogni decisione va misurata sull'interesse dei secondi".

"Non scoraggiatevi e non stancatevi, carissimi Fratelli e Sorelle, di proclamare e testimoniare il vangelo della vita; siate al fianco delle famiglie e delle madri in difficoltà", ha detto il Papa al termine del suo discorso. Infine, rivolgendosi in particolare alle donne, ha rinnovato l'invito: "a difendere l'alleanza tra la donna e la vita, e di farvi 'promotrici di un 'nuovo femminismo' che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli 'maschilisti', sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento'".
AC/…/MOVIMENTO DIFESA VITA VIS 20030522 (380)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Guy Harpigny, Vescovo di Tournai (superficie: 3.796; popolazione: 1.284.761; cattolici: 900.000; sacerdoti: 593; religiosi: 1.212; diaconi permanenti: 39), Belgio. Il Vescovo eletto è nato a Luttre (Belgio) nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1997 è stato Decano principale di Mons e Parroco di diverse parrocchie.

- Il Reverendo Claude-Joseph Azéma, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Montpellier (superficie: 6.101; popolazione: 900.000; cattolici: 670.000; sacerdoti: 272; religiosi: 614; diaconi permanenti: 19), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Vailhauquès (Francia), ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Finora è stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.

- Il Monsignor Luigi De Magistris, Pro-Penitenziere Maggiore, Membro della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".
NER:NEA:NA/…/HARPIGNY:AZEMA:DE MAGISTRIS VIS 20030522 (130)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India (Regione di Imphal), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Joseph Mittathany, di Imphal, con il Coadiutore Vescovo Dominic Lumon.

- Il Vescovo Thomas Pulloppillil, di Bongaigaon.

- Il Vescovo Jose Mukala, di Kohima.

- Il Cardinale Jean Marie Lustiger, Arcivescovo di Paris (Francia).
AL:AP/…/… VIS 20030522 (70)

IL BAMBINO DEVE CRESCERE IN SANO AMBIENTE FAMILIARE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2003 (VIS). L'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha pronunciato ieri un discorso a Ginevra (Svizzera), nel corso della XLVI Assemblea Plenaria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel suo discorso, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, l'Arcivescovo Lozano ha affermato che: "Negli ultimi dieci anni più di due milioni di bambini sono stati uccisi in conflitti armati, sei milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono rimasti mutilati a causa delle mine antiuomo; nel 2002, 300.000 bambini sono stati reclutati per fare i soldati; più di 4.300.000 bambini sono morti recentemente di Aids, ogni giorno in Africa rimangono contagiati da questa malattia 7.000 bambini, e più di 14 milioni sono gli orfani. La povertà rimane la causa principale delle malattie infantili. (…) Anche nei paesi più ricchi, un bambino su sei vive sotto la soglia di povertà. Il divario fra ricchi e poveri si accresce sempre più; il 30% dei bambini di meno di cinque anni soffre la fame o di malnutrizione, il 50% di tutta la popolazione africana subsahariana soffre per la mancanza di acqua potabile".

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha anche ricordato che "250 milioni di bambini minori di 15 anni lavorano, fra i 50 e i 60 milioni dei quali in condizioni di pericolo. Secondo l'Organizzazione Mondiale del Lavoro 120 milioni di bambini e bambine fra i 5 e i 14 anni lavorano a tempo pieno, molti di loro sei giorni la settimana e alcuni sette giorni. Questi bambini sono obbligati molto spesso a vivere rinchiusi in locali senza ventilazione, mal illuminati e con guardie armate per impedire loro la fuga".

"Oggi, molti bambini e adolescenti sono abbandonati a se stessi" - ha continuato l'Arcivescovo - "molte famiglie hanno rinunciato al dovere educativo".

L'Arcivescovo Lozano ha ribadito che occorre "dare priorità alla salute materna e infantile, (…) in particolare in materia di fornitura d'acqua, igiene e cure sanitarie, (…) e di attenzione ai bambini in particolari situazioni di rischio".

"Insistiamo" - ha aggiunto l'Arcivescovo Lozano Barragán - "su due punti urgenti per creare un ambiente adeguato per il bambino: combattere la povertà con mezzi adeguati nell'ambito dell'attuale economia globalizzata. (…) La disuguaglianza esistente fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, non è più assolutamente sostenibile. Non meno importante è la condotta e lo sviluppo psico-sociale del bambino" che "deve sapere chi è, che cosa desidera, cosa gli è di beneficio e cosa lo danneggia; in questa complessità ha bisogno di una guida chiara e ferma".

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ha concluso il suo discorso affermando che: "l'ambiente principale per l'auto comprensione del bambino si trova nell'affetto, nell'amore e nella protezione assicurata dai genitori e da tutta la famiglia. (…) La scuola, nell'ambito della comunità educativa che davvero formi il bambino, deve essere un ambiente che prolunghi la famiglia nel senso più ampio".
DELSS/SALUTE:MALATTIA BAMBINI/LOZANO VIS 20030522 (490)

mercoledì 21 maggio 2003

SIMPOSIO ACCADEMICO SUL TEMA DEL MINISTERO PETRINO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2003 (VIS). Dal 21 al 24 maggio è in corso a Roma un Simposio Accademico, organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, sul tema del Ministero Petrino.

Secondo quanto riportato in un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri, l'iniziativa si ricollega alla Lettera Enciclica "Ut unum sint" riguardo la necessità di "trovare una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all'essenziale della sua missione, si apra ad una situazione nuova" e di "cercare, evidentemente insieme, le forme nelle quali questo ministero possa realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri".

Dopo la promulgazione dell'Enciclica, sono stati inviati al dicastero diversi studi e contributi da parte di altre Chiese e Comunità Ecclesiali, in risposta all'auspicio espresso dal Papa nella "Ut unum sint".

Al Simposio partecipano otto relatori (quattro cattolici e quattro ortodossi), sette specialisti cattolici e undici delegati in rappresentanza di alcune Chiese ortodosse. I temi presentati saranno i seguenti: Il fondamento biblico del Primato; Il Primato nei Padri; Il ruolo del Vescovo di Roma nei Concili Ecumenici; Discussioni recenti sul Primato in relazione al Concilio Vaticano I; Discussioni recenti sul Primato tra i teologi ortodossi.
…/MINISTERO PETRINO/CON-UC VIS 20030521 (200)

DIO S'IMPEGNA CONTRO IL MALE DELLA STORIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 20.000 fedeli, al Salmo 143: "Preghiera del Re per la vittoria e per la pace".

Il Salmo, ha affermato il Papa, "ha le caratteristiche di un inno regale. (…) A parlare in prima persona è lo stesso sovrano davidico, che riconosce l'origine divina dei suoi successi. Il Signore è raffigurato con immagini marziali, secondo l'antico uso simbolico: (…) una fortezza inespugnabile, uno scudo protettivo, un trionfatore. Si vuole, per questa via, esaltare la personalità di Dio, che s'impegna contro il male della storia: egli non è una potenza oscura o una sorta di fato, né un sovrano impassibile e indifferente rispetto alle vicende umane".

"Di fronte alla potenza divina" - ha spiegato il Pontefice - "il re ebraico si riconosce fragile e debole come lo sono tutte le creature umane. (…) Solo col sostegno divino possiamo superare i pericoli e le difficoltà che costellano ogni giorno la nostra vita. Solo contando sull'aiuto del Cielo potremo impegnarci (…) a camminare verso la libertà da ogni oppressione".

"L'intervento divino è dipinto con le tradizionali immagini cosmiche e storiche, allo scopo di illustrare la signoria divina sull'universo e sulle vicende umane. (…) È, questo, un modo molto concreto e orientale per rappresentare la malvagità, le perversioni, l'oppressione e l'ingiustizia: realtà tremende da cui il Signore ci libera, mentre ci inoltriamo nel mondo".

Infine, riferendosi alla conclusione del Salmo che termina con un inno di ringraziamento perché il Signore dà vittoria a chi si è "consacrato" a Lui, il Santo Padre ha ricordato che la parola "consacrato" in ebraico è "Messia" ed ha sottolineato che "Noi cristiani lo ripetiamo tenendo fisso lo sguardo su Cristo, che ci libera da ogni male e ci sostiene nella battaglia contro i perversi poteri nascosti".
AG/SALMO 143/… VIS 20030521 (330)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre riceverà in udienze separate, nel tardo pomeriggio di oggi, quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India (Regione di Guwahati), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Thomas Menamparampil, S.D.B., di Guwahati.

- Il Vescovo Robert Kerketta, S.D.B., di Tezpur.

- Il Vescovo John Thomas Kattrukudiyil, di Diphu.

- Il Vescovo Joseph Aind, S.D.B., di Dibrugarh.
AL/…/… VIS 20030521 (70)

USO LITURGICO CHIESA IN ROMA COMUNITÀ ORTODOSSA BULGARA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2003 (VIS). Il 24 maggio prossimo sarà inaugurato l'uso della Chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio a Fontana di Trevi (Roma), che in occasione del Viaggio Apostolico in Bulgaria, Papa Giovanni Paolo II offrì a Sua Beatitudine Maxime, Patriarca della Chiesa Ortodossa Bulgara, per la comunità ortodossa bulgara della capitale.

In un Comunicato pubblicato questa mattina si legge che è stata scelta per l'inaugurazione della Chiesa la data del 24 maggio, giorno in cui si commemorano solennemente in Bulgaria i Santi Cirillo e Metodio, perché la comunità ortodossa bulgara di Roma è dedicata ai due Santi Apostoli degli Slavi, e per ricordare il primo anniversario della visita del Santo Padre in Bulgaria, nel maggio 2002.

La Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Bulgara, composta di nove membri, sarà a Roma dal 22 al 27 maggio, in coincidenza con la visita ufficiale al Governo Italiano del Primo Ministro di Bulgaria, Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha. Alla celebrazione inaugurale del 24 maggio è prevista la presenza del Primo Ministro di Bulgaria, dei rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede e di alcuni membri della Curia Romana.

Nella chiesa è stata installata una Iconostasi mobile, che permette di officiare la liturgia secondo la tradizione orientale; per facilitare lo svolgimento delle attività di catechesi a favore dei fedeli ortodossi bulgari, sono stati inoltre eseguiti dei lavori di restauro. Tutto ciò, conclude il Comunicato, è stato possibile grazie ad un dono del Santo Padre ed al contributo di un benefattore.
…/CHIESA ORTODOSSA BULGARA/MAXIME VIS 20030521 (270)

martedì 20 maggio 2003

CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE NEL MESE DI GIUGNO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2003 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha pubblicato questa mattina il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel mese di giugno:

- Giovedì 5 - lunedì 9: Viaggio Apostolico in Croazia.

- Giovedì 19: Solennità del Corpus Domini, alle ore 19:00, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Santa Messa, processione a Santa Maria Maggiore, Benedizione Eucaristica.

- Domenica 22: XII Domenica del tempo ordinario, Viaggio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina.

- Sabato 28: Alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, Primi Vespri della Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Promulgazione e consegna dell'Esortazione Post-Sinodale "Ecclesia in Europa".

- Domenica 29: Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli. Alle ore 18:00 in Piazza San Pietro, Santa Messa e imposizione del Pallio.
GPII-CALENDARIO/GIUGNO/… VIS 20030520 (150)

DARE INIZIO ASSAI PRESTO EDUCAZIONE CRISTIANA DEI BAMBINI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nell'Aula Paolo VI i partecipanti alla 51a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, che quest'anno ha come tema centrale l'iniziazione cristiana.

Giovanni Paolo II ha affermato che la scelta di questo tema è "quanto mai opportuna, perché la formazione del cristiano e la trasmissione della fede alle nuove generazioni hanno un'importanza decisiva, resa ancora più grande dall'attuale contesto sociale e culturale, nel quale molti fattori concorrono a rendere più difficile, e per così dire 'contro corrente', l'impegno di diventare autentici discepoli del Signore, mentre la velocità e la profondità dei cambiamenti fanno crescere la distanza e a volte quasi l'incomunicabilità tra le generazioni".

"È poi di grande importanza" - ha proseguito il Pontefice - "dare inizio assai presto all'educazione cristiana dei bambini, in modo che essa sia vitalmente assimilata fin dai primi anni: le famiglie vanno rese consapevoli di questa loro nobilissima missione ed aiutate ad adempierla". Inoltre i sacerdoti, i catechisti, gli educatori devono "coltivare il colloquio personale con i ragazzi, adolescenti e giovani, non nascondendo la grandezza della chiamata di Dio e l'esigente impegno della risposta".

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento agli altri temi trattati dall'Assemblea, quali "la riforma del sistema scolastico italiano e le nuove prospettive che si aprono per l'insegnamento della religione cattolica". Quindi ha auspicato che "alla funzione educativa e formativa della scuola possano partecipare a pieno titolo sia gli insegnanti di religione sia la scuola cattolica, che ancora attende di vedere adeguatamente riconosciuto il proprio ruolo e contributo educativo, in un quadro di effettiva parità".

Il Papa ha espresso la sua "speciale vicinanza" a tutte le persone e le famiglie che sono prive di lavoro ed ha concluso il suo discorso affermando che: "Nonostante i miglioramenti intervenuti, esistono ancora, particolarmente in alcune regioni meridionali, aree in cui i giovani, le donne, e a volte anche padri di famiglia rimangono disoccupati, con grave danno per loro e per il Paese. L'Italia ha bisogno di una crescita di fiducia e di iniziativa, per poter offrire a tutti prospettive migliori e più incoraggianti".
AC/…/CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA VIS 20030520 (370)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli scomparsi nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Carlo Aliprandi, emerito di Cuneo (Italia), l'8 maggio, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Jozef Feranec, emerito di Banská Bystrica (Slovacchia), il 3 maggio, all'età di 93 anni.

- L'Arcivescovo Louis Ferrand, emerito di Tours (Francia), il 9 maggio, all'età di 97 anni.

- Il Vescovo Francis Paul McHugh, S.F.M., già Prelato di Itacoatiara (Brasile), il 6 maggio, all'età di 78 anni.

- Il Vescovo Giovanni Pisanu, emerito di Ozieri (Italia), il 1 luglio 2000, all'età di 79 anni.
- L'Arcivescovo Adolfo Rodríguez Herrera, emerito di Camagüey (Cuba), il 9 maggio, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo José Calasanz Rosenhammer, O.F.M., già Vicario Apostolico di Chiquitos (Bolivia), il 26 aprile, all'età di 103 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20030520 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2003 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'India (Regione di Calcutta), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Stephen Lepcha, di Darjeeling.

- Il Vescovo Salvadore Lobo, di Baruipur.

- Il Vescovo Joseph Suren Gomes, S.D.B., di Krishnagar.

- Il Vescovo Alphonsus Flavian D'Souza, S.I., di Raiganj.
AL/…/… VIS 20030520 (70)

lunedì 19 maggio 2003

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL PAPA ATTENTATI IN MAROCCO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2003 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma, fatto pervenire, a nome del Santo Padre, dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, all'Arcivescovo Domenico De Luca, Nunzio Apostolico in Marocco, per le vittime di un attacco terroristico ieri a Casablanca:

"Appresa con dolore la notizia degli attentati della notte scorsa a Casablanca, il Santo Padre prega per le numerose vittime e per le loro famiglie in lutto. Denunciando ancora una volta la violenza cieca che colpisce gli innocenti, il Santo Padre invoca l'Onnipotente perché illumini le coscienze ed assista gli uomini di pace nei loro sforzi. In questa dolorosa circostanza il Papa assicura il popolo marocchino e i suoi governanti della sua profonda vicinanza spirituale".
TGR/ATTACCO:CASABLANCA/SODANO:DE LUCA VIS 20030519 (130)
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