Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

martedì 12 maggio 2009

COMUNITÀ CATTOLICHE COME CANDELE ACCESE SUI LUOGHI SANTI


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2009 (VIS). Alle 11:40 (ora locale), il Santo Padre Benedetto XVI, si è recato in automobile dal Centro Hechal Shlomo al Cenacolo, per recitare il Regina Caeli con gli Ordinari di Terra Santa.

Il Cenacolo è il luogo dell'istituzione del Sacerdozio ordinato e dei sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione. La parola latina "Coenaculum" indica di per sé il luogo dove si cena, ma più genericamente designava il piano superiore, la parte ospitale della casa. La tradizione cristiana sull'autenticità del Cenacolo è antichissima e risale alla fine del III secolo.

Al piano inferiore, c'è un cenotafio, detto "La Tomba di Davide", meta di pellegrinaggi ebraici nazionali, anche se il riferimento alla sepoltura di Davide non ha nessun fondamento storico o archeologico; l'anticamera della sala della Tomba, adibita a sinagoga, corrisponde all'antica cappella dedicata al ricordo della Lavanda dei piedi. Oggi l'edificio è proprietà dello Stato di Israele. Attraverso il chiostro del convento francescano del 1335, si accede al Museo della Shoah, in ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazisti. E' uno dei luoghi affidati alla "Custodia di Terra Santa", dal secolo XIV dei Frati Minori Francescani.

La Provincia di Terra Santa era considerata la più importante di tutte le province francescane poiché comprendeva la terra dove Gesù Cristo nacque, visse, predicò la Buona Novella, morì e risuscitò dai morti. Secondo l'Ordine Francescano, San Francesco stesso visitò la Terra Santa e la Provincia di Terra Santa fra il 1219 ed il 1220.

Nel 1333 Roberto d'Angiò, Re di Napoli, e la moglie, Regina Sancia, incaricandone il frate Ruggero Garini, condussero dei negoziati con il Sultano dell'Egitto per acquistare il Cenacolo e per acquisire il diritto di celebrare alcuni riti nel Santo Sepolcro. Con il sostegno finanziario della Regina, il frate Garini costruì un monastero accanto al Santo Cenacolo. Trattando con le autorità musulmane, i sovrani ottennero per i francescani il diritto alla proprietà legale di alcuni santuari ed il diritto all'uso di altri. Tali avvenimenti segnarono il ritorno definitivo dei Francescani in Terra Santa.

Nel 1342 Papa Cemente VI, in due bolle, approvò l'opera dei Sovrani di Napoli e impartì l'istruzione di affidare la gestione della provincia ecclesiastica alla Custodia di Terra Santa.

I primi statuti francescani riguardanti la Terra Santa risalgono al 1377 e stabiliscono che un massimo di 20 frati servano nei Luoghi Santi del Cenacolo, del Santo Sepolcro e di Betlemme. Nel 1517 la Santa Sede conferì completa autonomia alla Custodia di Terra Santa confermandone lo stato di Provincia con speciali privilegi e particolari diritti. Dal 1558 la Custodia ha sede nel Convento del Santissimo Salvatore a Gerusalemme.

Mentre il termine Custodia di Terra Santa si riferisce alla provincia ecclesiastica, il Custode di Terra Santa è il Superiore Provinciale dei frati che vivono in Medio Oriente. La sua giurisdizione si estende ai territori di Israele, Palestina, Giordania, Libano, una parte dell'Egitto, Cipro e Rodi. Data l'importanza del suo ruolo, il Custode è direttamente nominato dalla Santa Sede, previa consultazione con i frati della Custodia. L'attuale Custode è Padre Pierbattista Pizzaballa.

"Voi rappresentate" - ha detto il Papa - "le comunità cattoliche della Terra Santa che, nella loro fede e devozione, sono come delle candele accese che illuminano i luoghi santi cristiani, onorati un tempo dalla presenza di Gesù, il nostro Dio vivente".

"Nel Cenacolo il mistero di grazia e di salvezza, del quale siamo destinatari ed anche araldi e ministri, può essere espresso solamente in termini di amore. Poiché Egli ci ha amati per primo e continua ad amarci, noi possiamo rispondere con l'amore".

"Questo amore trasformante, che è grazia e verità, ci sollecita, come individui e come comunità, a superare la tentazione di ripiegarci su noi stessi nell'egoismo o nell'indolenza, nell'isolamento, nel pregiudizio o nella paura, e a donarci generosamente al Signore ed agli altri. Ci porta come comunità cristiane ad essere fedeli alla nostra missione con franchezza e coraggio"

"L'invito alla comunione di mente e di cuore, (...) è di speciale rilevanza nella Terra Santa. Le diverse Chiese cristiane che qui si trovano rappresentano un patrimonio spirituale ricco e vario e sono un segno delle molteplici forme di interazione tra il Vangelo e le diverse culture. Esse ci ricordano anche che la missione della Chiesa è di predicare l'amore universale di Dio e di riunire da lontano e da vicino tutti quelli che sono chiamati da Lui, in modo che, con le loro tradizioni ed i loro talenti, formino l'unica famiglia di Dio".

"Nella misura in cui il dono dell'amore è accettato e cresce nella Chiesa, la presenza cristiana nella Terra Santa e nelle regioni vicine sarà viva. Questa presenza è di importanza vitale per il bene della società nel suo insieme. Le parole chiare di Gesù sull'intimo legame tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo, sulla misericordia e sulla compassione, sulla mitezza, la pace e il perdono sono un lievito capace di trasformare i cuori e plasmare le azioni. I Cristiani nel Medio Oriente, insieme alle altre persone di buona volontà, stanno contribuendo, come cittadini leali e responsabili, nonostante le difficoltà e le restrizioni, alla promozione ed al consolidamento di un clima di pace nella diversità".

Nel rivolgersi ai Vescovi, il Papa ha detto loro: "Contate sul mio appoggio ed incoraggiamento nel fare tutto quello che è in vostro potere per aiutare i nostri fratelli e sorelle Cristiani a rimanere e ad affermarsi qui nella terra dei loro antenati ed essere messaggeri e promotori di pace".

"Da parte mia" - ha concluso il Pontefice - "rinnovo il mio appello ai nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo a sostenere e ricordare nelle loro preghiere le comunità cristiane della Terra Santa e del Medio Oriente".

Dopo la recita del Regina Caeli, Papa Benedetto XVI si è diretto alla Concattedrale latina di Gerusalemme dove ha rivolto parole di saluto alle 300 persone lì convenute, tra cui alcune religiose contemplative. Qui il Papa ha sostato in Venerazione del Santissimo Sacramento e successivamente ha ascoltato il saluto rivoltogli dal Patriarca Latino di Gerusalemme. A sua volta il Papa ha espresso gratitudine alle religiose contemplative per le preghiere offerte per il suo ministero universale ed ha chiesto loro "con le parole del Salmista (...) di 'pregare per la pace di Gerusalemme', di pregare continuamente per la fine del conflitto che ha arrecato così grandi sofferenze ai popoli di questa regione".

Conclusa la cerimonia il Papa ha raggiunto il Patriarcato Latino di Gerusalemme dove ha consumato il pranzo con gli Ordinari di Terra Santa, gli Abati e il Seguito papale.
PV-ISRAELE/CENACOLO:CONCATT./GERUSALEMME VIS 20090512 (1100)

Nessun commento:

Posta un commento

Copyright © VIS - Vatican Information Service