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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 16 maggio 2014

MARTEDÌ 13 MAGGIO IL SANTO PADRE FRANCESCO PRESIEDE XIII CONSIGLIO ORDINARIO SINODO DEI VESCOVI

Città del Vaticano, 16 maggio 2014 (VIS). Il Consiglio Ordinario del Sinodo dei Vescovi si è riunito nei giorni 13 e 14 maggio per analizzare la prima bozza dello "Instrumentum laboris" in vista della III Assemblea Generale Straordinaria in programma in ottobre, sul tema: "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". Il Santo Padre Francesco ha presieduto detto Consiglio martedì 13 maggio.

Il Segretario Generale, Cardinale Lorenzo Baldisseri, ha espresso gratitudine al Santo Padre per la Lettera del 1° aprile, con la quale il Papa ha elevato all'episcopato il Sotto-Segretario, Monsignor Fabio Fabene, allo scopo di rinforzare ancora di più quella collegialità affettiva ed effettiva che è parte costitutiva del Sinodo dei Vescovi.

La bozza dello "Instrumentum laboris" è stata opportunamente esaminata e sono stati inseriti i suggerimenti emersi durante la discussione. Inoltre è stata presentata la nuova metodologia sinodale che sarà seguita durante lo svolgimento dell’Assemblea Generale Straordinaria.

Ai lavori delle due giornate, oltre ai Membri del Consiglio Ordinario, tra i quali il Relatore Generale, il Cardinale Peter Erdö, e il Segretario Speciale, Arcivescovo Bruno Forte, erano presenti il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris (Francia), ed il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile) e Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile (C.N.B.B.), invitati a partecipare, in quanto Presidenti Delegati insieme al Cardinale Antonio Tagle, Arcivescovo di Manile (Filippine), alla III Assemblea Generale Straordinaria.

COMUNICATO DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 16 maggio 2014 (VIS). Relativamente al rinvio degli impegni mattutini del Santo Padre, Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato questa mattina quanto segue: "Il Papa ha celebrato regolarmente la messa a Santa Marta con i fedeli, ma ha rinviato le udienze previste per questa mattina a motivo di una leggera indisposizione".

giovedì 15 maggio 2014

AI NUOVI AMBASCIATORI: COMMERCIO DELLE ARMI E MIGRAZIONI FORZATE SFIDE CHE È URGENTE AFFRONTARE PER COSTRUIRE UN MONDO PIÙ PACIFICO

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto in udienza, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, sette nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: il Signor Pierre-Yves Fux, (Svizzera); il Signor Rudolf P. von Balmoos, (Liberia); il Signor Nega Tsegaye Tessema, (Etiopia); il Signor Nasreldin Ahmed Wali Abdeltif, (Sudan); la Signora Margaret Ann Louise Jobson, (Giamaica); la Signora Claudinah Ntini Ramosepele, (Sud Africa) e il Signor Mysore Kapanalah Lokesh, (India).

Il Santo Padre si è soffermato nel suo discorso sulle sfide che è urgente affrontare per costruire un mondo più pacifico: il commercio delle armi e le migrazioni forzate.

"La pace. Questa parola riassume tutti i beni a cui aspirano ogni persona e tutte le società umane. Anche l’impegno con cui cerchiamo di promuovere le relazioni diplomatiche non ha, in ultima analisi, altro scopo che questo: far crescere nella famiglia umana la pace nello sviluppo e nella giustizia. Si tratta di una meta mai pienamente raggiunta, che chiede di essere ricercata nuovamente da parte di ogni generazione, affrontando le sfide che ogni epoca pone".

"Tutti parlano di pace - ha affermato il Papa - tutti dichiarano di volerla, ma purtroppo il proliferare di armamenti di ogni genere conduce in senso contrario. Il commercio delle armi ha l’effetto di complicare e allontanare la soluzione dei conflitti, tanto più perché esso si sviluppa e si attua in larga parte al di fuori della legalità. Ritengo pertanto che, mentre siamo riuniti in questa Sede Apostolica, che per sua natura è investita di uno speciale servizio alla causa della pace, possiamo unire le nostre voci nell’auspicare che la comunità internazionale dia luogo ad una nuova stagione di impegno concertato e coraggioso contro la crescita degli armamenti e per la loro riduzione".

"Un’altra sfida alla pace che è sotto i nostri occhi - ha ricordato Papa Francesco - e che purtroppo assume in certe regioni e in certi momenti il carattere di vera e propria tragedia umana, è quello delle migrazioni forzate. Si tratta di un fenomeno molto complesso, e occorre riconoscere che sono in atto sforzi notevoli da parte delle Organizzazioni internazionali, degli Stati, delle forze sociali, come pure delle comunità religiose e del volontariato, per cercare di rispondere in modo civile e organizzato agli aspetti più critici, alle emergenze, alle situazioni di maggiore bisogno. Ma, anche qui, ci rendiamo conto che non ci si può limitare a rincorrere le emergenze. Ormai il fenomeno si è manifestato in tutta la sua ampiezza e nel suo carattere, per così dire, epocale. È giunto il momento di affrontarlo con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i livelli: globale, continentale, di macro-regioni, di rapporti tra Nazioni, fino al livello nazionale e locale".

"Noi possiamo osservare in questo campo esperienze tra loro opposte. Da una parte, storie stupende di umanità, di incontro, di accoglienza; persone e famiglie che sono riuscite ad uscire da realtà disumane e hanno ritrovato la dignità, la libertà, la sicurezza. Dall’altra parte, purtroppo, ci sono storie che ci fanno piangere e vergognare: esseri umani, nostri fratelli e sorelle, figli di Dio che, spinti anch’essi dalla volontà di vivere e lavorare in pace, affrontano viaggi massacranti e subiscono ricatti, torture, soprusi di ogni genere, per finire a volte a morire nel deserto o in fondo al mare".

"Il fenomeno delle migrazioni forzate è strettamente legato ai conflitti e alle guerre, e dunque anche al problema della proliferazione delle armi (...). Sono ferite di un mondo che è il nostro mondo, nel quale Dio ci ha posto a vivere oggi e ci chiama ad essere responsabili dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perché nessun essere umano sia violato nella sua dignità. Sarebbe un’assurda contraddizione parlare di pace, negoziare la pace e, al tempo stesso, promuovere o permettere il commercio di armi. Potremmo anche pensare che sarebbe un atteggiamento in un certo senso cinico proclamare i diritti umani e, contemporaneamente, ignorare o non farsi carico di uomini e donne che, costretti a lasciare la loro terra, muoiono nel tentativo o non sono accolti dalla solidarietà internazionale".

"La Santa Sede - ha concluso il Pontefice - dichiara oggi a voi e ai Governi dei vostri rispettivi Paesi la sua ferma volontà di continuare a collaborare affinché si compiano passi in avanti su questi fronti e in tutte le strade che conducono alla giustizia e alla pace, sulla base dei diritti umani universalmente riconosciuti".

PAPA FRANCESCO RICEVE IL GOVERNATORE GENERALE DELLA NUOVA ZELANDA

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Governatore Generale della Nuova Zelanda, On. Sir Jerry Mateparae, il quale si è successivamente incontrato con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati su alcuni aspetti della vita sociale ed economica del Paese, nonché sull’apprezzato contributo della Chiesa cattolica in vari settori della società neozelandese. Inoltre, vi è stato uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riferimento alla cooperazione regionale nei vari programmi di sviluppo, come anche nella partecipazione alle missioni di pace in varie parti del mondo.

CONFERENZA ASIATICA SULLA FAMIGLIA

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma all'Arcivescovo Socrates B. Villegas, di Lingayen Dagupan, Presidente della Conferenza Episcopale delle Filippine, in occasione della Conferenza Asiatica sulla Famiglia, in corso, dal 13 al 16 maggio, a Manila, sul tema: "Le Famiglie d'Asia: Luci di Speranza".

"Ricordando che la 'famiglia è la cellula fondamentale della società dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri'" - si legge nel testo - Sua Santità esorta tutti i fedeli laici ad approfondire insieme la propria esperienza di fede e di comunione, sotto la guida del Successore di Pietro e dei Vescovi, per essere lievito dell'amore di Cristo nella società".

RINVIATA LA VISITA DEL PAPA AL SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). La visita del Papa al Santuario-Parrocchia del Divino Amore, che era stata prevista per Domenica 18 maggio nel pomeriggio, non avrà luogo, al fine di alleggerire gli impegni del Santo Padre nel corso della preparazione all’imminente viaggio in Terra Santa. La visita è quindi rinviata a data ancora da stabilire.

APPELLO CONGIUNTO PER UNA MAGGIORE SOLIDARIETÀ NEL MONDO

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, ad Amman, il Royal Institute for Inter-Faith Studies (Amman, Giordania) ed il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, hanno concluso il loro terzo Incontro, presieduto da Sua Altezza Reale Principe El Hassan bin Talal e dal Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, sul tema: "Affrontare le sfide attuali con l'educazione",

Al termine dei lavori - che come ricordano i partecipanti si sono svolti alla vigilia della visita di Papa Francesco in Terra Santa, fonte di speranza per tutti i popoli della Terra Santa e della regione - è stato rilasciata una dichiarazione comune di ferma condanna di tutte le forme di violenza, e più recentemente del rapimento delle studentesse nigeriane delle quali si richiede l'immediata liberazione, perché facciano ritorno alle loro famiglie e alle loro scuole.

Riaffermando la necessità di risolvere pacificamente tutti i conflitti, i partecipanti informano che l'incontro si è svolto in un clima di cordialità e di amicizia e sono stati concordati i seguenti punti:

- le istituzioni fondamentali per l'educazione dei fanciulli e dei giovani sono la famiglia e la scuola;

- l'importanza di un'adeguata educazione religiosa per la trasmissione di valori religiosi e morali;

- la necessaria considerazione della dignità della persona umana, specialmente nelle istituzioni educative;

- il rammarico per la mancata osservanza delle disposizioni internazionali volte a garantire l'effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali, in particolare la libertà di religione;

- le sfide più urgenti da affrontare comprendono la risoluzione pacifica degli attuali conflitti, l'eliminazione della povertà e la promozione della dimensione spirituale e morale della vita;

- la convinzione che la religione non è la causa dei conflitti, ma piuttosto lo sono la disumanità e l'ignoranza; di conseguenza essenziale è l'educazione integrale;

Al riguardo molti ricordano che le religioni, se propriamente comprese e praticate, non sono causa di divisione e di conflitto ma piuttosto fattore necessario alla riconciliazione e alla pace. Come credenti auspichiamo che la saggezza umana sia sempre in accordo con la saggezza divina.

Infine, poiché il futuro dell'umanità è nelle mani delle giovani generazioni, proponiamo il seguente Decalogo Culturale per tutti gli educatori:

1) Mai rinunciare alla curiosità intellettuale;

2) Avere coraggio intellettuale invece che codardia intellettuale;

3) Essere umili e non intellettualmente ignoranti;
4) Praticare l'empatia intellettuale invece che la ristrettezza di vedute;

5) Osservare l'integrità intellettuale;

6) Mantenere la propria autonomia intellettuale;

7) Perseverare di fronte alla superficialità imperante;

8) Confidare nella ragione;

9) Essere intellettualmente imparziali e non intellettualmente faziosi;

19) Considerare il pluralismo una ricchezza e non una minaccia.

I partecipanti si impegnano infine a promuovere il loro proficuo dialogo con futuri incontri ed altre iniziative.

50 ANNI DI DIALOGO INTERRELIGIOSO

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Lunedì 19 maggio 2014, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (PCDI) celebrerà i 50 anni dalla sua fondazione. Il Dicastero fu infatti istituto il 19 maggio 1964 dal Servo di Dio Papa Paolo VI, con la Lettera Apostolica "Progrediente Concilio", col nome di “Segretariato per i Non-Cristiani”: "con il compito di rivolgere la sua salutare attenzione a quanti sono privi della religione cristiana, ed ai quali pure sembrano fare riferimento le parole del Signore: 'Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile: anche queste io devo condurre’ (Gv 10, 16)".

Lunedì 19 maggio ore 16.30, presso la Sala San Pio X (Via dell’Ospedale, 1), si terrà una Conferenza pubblica sul tema “50 anni al servizio del dialogo interreligioso”, organizzata dal Dicastero per l’occasione. Al saluto del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del PCDI, seguiranno le relazioni del Segretario del Dicastero, Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, e del Padre Damian Howard, SJ, dell’Heythrop College di Londra. In tale circostanza sarà pure pubblicato e distribuito ai presenti il documento “Dialogue In Truth And Charity. Pastoral Orientations For Interreligious Dialogue” che offre linee guida ai pastori e ai fedeli, sulla base delle concrete indicazioni ed esperienze delle chiese locali, per continuare il lungo cammino del dialogo interreligioso.

UDIENZE

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza diciotto Presuli della Conferenza Episcopale del Messico, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo di México, con gli Ausiliari: Vescovo Carlos Briseño Arch, O.A.R.; Vescovo Florencio Armando Colín Cruz; Vescovo Jesús Antonio Lerma Nolasco; Vescovo Andrés Vargas Peña; Vescovo Adolfo Miguel Castaño Fonseca; Vescovo Crispín Ojeda Marquez; Vescovo Jorge Estrada Solorzano.

- Il Vescovo Juan Odilón Martínez García, di Atlacomulco.

- Il Vescovo Francisco Javier Chavolla Ramos, di Toluca.

- L'Arcivescovo Rogelio Cabrera López, di Monterrey, con l'Ausiliare Vescovo Jorge Alberto Cavazos Arizpe.

- Il Vescovo Antonio González Sánchez, di Ciudad Victoria.

- Il Vescovo Ramón Calderón Batres, di Linares.

- Il Vescovo Ruy Rendón Leal, di Matamoros.

- Il Vescovo Gustavo Rodrígo Vega, di Nuevo Laredo.

- Il Vescovo Alondo Gerardo Garza Treviño, di Piedras Negras.

- Il Vescovo José Raúl Vera López, O.P., di Saltillo.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Gabriel Ángel Villa Vahos, Vescovo di Ocaña (superficie: 18.000; popolazione: 627.000; cattolici: 427.000; sacerdoti: 72; religiosi: 66; diaconi permanenti: 4), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Sopetrán (Colombia) nel 1962 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1989. Ha svolto successivamente i seguenti incarichi: Vicario Parrocchiale di Sopetrán; Professore e Formatore nel Seminario diocesano; Parroco di “Nuestra Señora de La Merced” a Yarumal; Rettore del Seminario Maggiore diocesano “Santo Tomás de Aquino”; Direttore del Dipartimento per i Ministeri della Conferenza Episcopale colombiana; Parroco di “Nuestra Señora del Carmen” a Yarumal; Vice Rettore della “Fundación Universitaria Católica del Norte”; dal 2010 al 2011 Amministratore Diocesano di Santa Rosa de Osos; Vicario per la Pastorale della diocesi di Santa Rosa de Osos e, dal 2011. È stato finora Direttore del Dipartimento per le Vocazioni e i Ministeri del Consiglio Episcopale Latinoamericano CELAM. Succede al Vescovo Jorge Enrique Lozano Zafra, del quale il il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Enrique Díaz Díaz, Vescovo Coadiutore della diocesi di San Cristóbal de Las Casas (superficie: 36.821; popolazione: 1.734.000; cattolici: 1.325.000; sacerdoti: 105; religiosi: 248; diaconi permanenti: 320), Messico. È stato finora Vescovo Ausiliare della medesima diocesi.

mercoledì 14 maggio 2014

LA FORTEZZA, IL DONO CHE SI MANIFESTA IN MODO ESEMPLARE NEI MOMENTI DIFFICILI

Città del Vaticano, 14 maggio 2014 (VIS). All'inizio dell'Udienza Generale di questa mattina, tenuta in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato i primi tre doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto consiglio, trattati nelle precedenti catechesi. Quindi il Papa si è soffermato sul quarto dono della fortezza: "C'è una parabola, raccontata da Gesù, che ci aiuta a cogliere l'importanza di questo dono. Un seminatore esce a seminare; non tutto il seme che sparge, però, porta frutto. Quello che finisce sulla strada viene mangiato dagli uccelli; quello che cade sul terreno sassoso o in mezzo ai rovi germoglia, ma viene presto seccato dal sole o soffocato dalle spine. Solo quello che finisce sul terreno buono può crescere e dare frutto".

Il seminatore rappresenta il Padre che sparge abbondantemente il seme della sua Parola. "Il seme, però, si scontra spesso con l'aridità del nostro cuore e, anche quando viene accolto, rischia di rimanere sterile. Con il dono della fortezza, invece, lo Spirito Santo libera il terreno del nostro cuore, lo libera dal torpore, dalle incertezze e da tutti i timori che possono frenarlo, in modo che la Parola del Signore venga messa in pratica, in modo autentico e gioioso. (...) Ci sono anche dei momenti difficili e delle situazioni estreme in cui il dono della fortezza si manifesta in modo straordinario, esemplare, È il caso di coloro che si trovano ad affrontare esperienze particolarmente dure e dolorose, che sconvolgono la loro vita e quella dei loro cari. La Chiesa risplende della testimonianza di tanti fratelli e sorelle che non hanno esitato a dare la propria vita, pur di rimanere fedeli al Signore e al suo Vangelo. (...) Tutti noi, conosciamo gente che ha vissuto situazioni difficili, tanti dolori. Ma, pensiamo a quegli uomini, a quelle donne, che conducono una vita difficile, lottano per portare avanti la famiglia, educare i figli: fanno tutto questo perché c'è lo spirito di fortezza che li aiuta. (...) Questi nostri fratelli e sorelle sono santi, santi nel quotidiano, santi nascosti in mezzo a noi: hanno proprio il dono della fortezza per portare avanti il loro dovere di persone, di padri, di madri, di fratelli, di sorelle, di cittadini. (...) E ci farà bene pensare a questa gente: se loro fanno tutto questo, se loro possono farlo, perché non io? E ci farà bene chiedere al Signore che ci dia il dono della fortezza".

"Non bisogna pensare - ha proseguito il Pontefice - che il dono della fortezza sia necessario soltanto in alcune occasioni o situazioni particolari. Questo dono deve costituire la nota di fondo del nostro essere cristiani, nell’ordinarietà della nostra vita quotidiana. (...) L’apostolo Paolo ha detto una frase che ci farà bene sentire: 'Tutto posso in colui che mi dà la forza'. (...) Cari amici - ha detto infine il Santo Padre - a volte possiamo essere tentati di lasciarci prendere dalla pigrizia o peggio dallo sconforto, soprattutto di fronte alle fatiche e alle prove della vita. In questi casi, non perdiamoci d’animo, invochiamo lo Spirito Santo, perché con il dono della fortezza possa sollevare il nostro cuore e comunicare nuova forza ed entusiasmo alla nostra vita e alla nostra sequela di Gesù".

IL PAPA PREGA PER I MINATORI DI SOMA E PERCHÉ SI UNISCANO LE FORZE PER PREVENIRE LE VERGOGNOSE STRAGI DI MIGRANTI NEL MEDITERRANEO

Città del Vaticano, 14 maggio 2014 (VIS). Al termine della catechesi Papa Francesco ha invitato a pregare per le 201 vittime dell'esplosione nella miniera di Soma, a circa 120 chilometri da Smirne (Turchia) e per le oltre 400 persone che ancora si trovano a duemila metri di profondità.

"Cari fratelli - ha detto - vi invito a pregare per i minatori che ieri sono morti nella miniera di Soma, in Turchia, e per quanti si trovano ancora intrappolati nelle gallerie. Il Signore accolga i defunti nella sua casa e dia conforto ai loro familiari".

Il Papa ha invitato a non dimenticare i 17 migranti che, ad un centinaio di miglia dalla costa di Lampedusa, hanno perso la vita nel naufragio di un'imbarcazione con a bordo più di 400 persone, di cui 200 risultano disperse. "E preghiamo anche - ha esclamato - per le persone che in questi giorni hanno perso la vita nel Mare Mediterraneo. Si mettano al primo posto i diritti umani e si uniscano le forze per prevenire queste stragi vergognose".

ALLA DELEGAZIONE DELLA "TERRA DEI FUOCHI E DEI VELENI": LA DIGNITÀ DELLA PERSONA UMANA E I DIRITTI ALLA SALUTE SIANO SEMPRE ANTEPOSTI AD OGNI ALTRO INTERESSE

Città del Vaticano, 14 maggio 2014 (VIS). Nei saluti nelle diverse lingue, il Santo Padre ha invitato i pellegrini di lingua portoghese a recitare quotidianamente il Santo Rosario nel mese di Maria ed ha incoraggiato i cristiani di Siria ed Iraq a pregare il Signore perché doni loro la fortezza di offrire, attraverso le azioni e la vita quotidiana, una testimonianza vera e autentica di Cristo e del Suo Vangelo.

In lingua italiana il Papa ha salutato le Figlie di San Camillo che celebrano il Capitolo Generale esortandole "ad essere segno gioioso dell'amore di Dio tra le persone sofferenti". Ringraziando i fedeli della Sardegna venuti a Roma per ricambiare la sua visita dell'anno passato, il Papa li ha incoraggiati ad "affrontare le situazioni problematiche che ancora affliggono la vostra bella isola, perseverando nella speranza e nella solidarietà. Io vi assicuro - ha detto - che non mi sono dimenticato di voi e prego. Ricordo tanto quelle parole che voi mi avete detto sui gravi problemi della Sardegna. Vi assicuro di esservi vicino".

Infine Papa Francesco si è rivolto ad una delegazione proveniente dalla Campania, dalla cosiddetta "Terra dei fuochi e dei veleni", gravemente contaminata dal criminale smaltimento di rifiuti speciali nelle discariche illegali, i cui roghi avvelenano l'atmosfera e il terreno, con gravi conseguenze sulla salute della popolazione per l'insorgenza di tumori di vario genere. Papa Francesco ha espresso alla delegazione la sua vicinanza spirituale auspicando che "la dignità della persona umana e i diritti alla salute vengano sempre anteposti ad ogni altro interesse".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Colatina (Brasile), presentata dal Vescovo Décio Zandonade, S.D.B., in conformità al Canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Sacerdote Kevin Doran, Vescovo di Elphin (superficie: 301; popolazione: 71.650; cattolici: 69.270; sacerdoti: 75; religiosi: 105; diaconi permanenti: 6), Irlanda. Il Vescovo eletto è nato a Dublin (Irlanda) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dal 1977 al 1983 è stato insegnante nella scuola professionale di Ringsend, Dublin; dal 1980 al 1983 ha servito nel Segretariato diocesano per l'Educazione. Nel 1983 è stato nominato Cappellano Universitario; dal 1995 al 1998 Vicario Parrocchiale a Foxrock; dal 1998 al 2006 Direttore diocesano, e poi nazionale, per le vocazioni; dal 2005 al 2009 Parroco di Glendalough; dal 2008 al 2012 Segretario Generale del Comitato di preparazione del 50° Congresso Eucaristico Internazionale; dal 2007 Direttore per la Formazione dei Diaconi Permanenti; dal 1996 Segretario della Commissione della Conferenza Episcopale per la Bioetica; Membro del Comitato di Gestione dell'Ospedale Mater Misericordiae a Dublin e Consultore presso la Congregazione per l'Educazione Cattolica. Dal 2013 Amministratore della parrocchia del Sacro Cuore a Dublin. Succede al Vescovo Christopher Jones, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Fernando Barbosa Dos Santos, C.M., Vescovo Prelato di Tefé (superficie: 264.677; popolazione: 243.000; cattolici: 188.000; sacerdoti: 24; religiosi: 45; diaconi permanenti: 6), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Sertânia (Brasile), ha emesso i voti religiosi nel 1995 nella Congregazione della Missione (Lazzaristi) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 1998 Vicario parrocchiale nella Parrocchia “Santo Antônio” a Quixeramobim, diocesi di Quixadá; dal 1998 al 1999 Formatore nel Seminario Propedeutico della Congregazione della Missione a Fortaleza; dal 1999 al 2000
Amministratore parrocchiale della Parrocchia “São Pedro e São Paulo” a Fortaleza; dal 2000 al 2003 Formatore nel Seminario di Belém do Pará; dal 2003 al 2006 e dal 2006 al 2009 Superiore Provinciale della Provincia Lazzarista di Fortaleza; dal 2009 al 2010 Parroco della Parrocchia “São José” a Tucuruí, diocesi di Cametá; dal 2009 Economo della Provincia Lazzarista di Fortaleza. È stato finora Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora dos Remédios”, nell'arcidiocesi di Fortaleza.

martedì 13 maggio 2014

CONVERSAZIONE DEL PAPA CON GLI ALUNNI DEI PONTIFICI COLLEGI E CONVITTI DI ROMA

Città del Vaticano, 12 maggio 2014 (VIS). Nella tarda mattinata di ieri, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto i Rettori e gli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma. Alcuni sacerdoti e seminaristi, residenti a Roma per motivi di studio e provenienti da diversi parti del mondo, hanno rivolto al Papa una decina di domande scritte alle quali Papa Francesco ha risposto a braccio, senza un testo preparato. È stato un dialogo sul tema del sacerdozio, delle tentazioni e delle sfide dei consacrati. In apertura il Papa ha espresso la sua solidarietà ai cristiani dell'Ucraina e del Medio Oriente, sottolineando che oggi la Chiesa soffre molto, a causa delle persecuzioni in molte parti del mondo.

Rispondendo alla domanda di un seminarista americano, Papa Francesco ha messo in guardia dal pericolo dell'"accademicismo", che si verifica quando i seminaristi tornano alle proprie diocesi non come presbiteri ma come laureati presbiteri, non come padri, ma come "dottori". Al riguardo il Papa ha ricordato i quattro pilastri della formazione sacerdotale: la formazione spirituale, la formazione accademica, la formazione comunitaria e la formazione apostolica. A proposito della vita comunitaria, nel rispondere ad un seminarista cinese, il Papa ha affermato che non ci si può preparare da soli al sacerdozio, bisogna prepararsi nella comunità e superare i vizi capitali che nascono dalle relazioni umane. "Mai - ha detto il Santo Padre - mai sparlare degli altri. Se io ho qualcosa contro l'altro, o che non sono d'accordo: in faccia! (...) Le chiacchiere sono la peste di una comunità; si parla in faccia, sempre. (...) E pregare per quelli con i quali ho problemi".

Il Papa ha esortato ad essere pazienti, a studiare seriamente e a profittare di tutte le opportunità offerte da una permanenza all'estero. Bisogna anche, ha aggiunto, cercare la calma con la preghiera. "Nel tempo di turbolenza andare a cercare rifugio sotto il manto della Santa Madre di Dio", perché "il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un bel rapporto con la Chiesa". Rispondendo ad un seminarista filippino, il Papa ha affermato che per esercitare la leadership nella vita sacerdotale "c'è una sola strada: il servizio. (...) Il servizio è fare, tante volte, la volontà degli altri. (...) Un pastore che cerca se stesso, sia per la strada dei soldi sia per la strada della vanità, non è un servitore, non ha una vera leadership. L'umiltà deve essere l'arma del pastore".

Un seminarista del Camerun ha domandato come far convivere in modo equilibrato tutte le dimensioni della vita ministeriale e Papa Francesco ha raccomandato la vigilanza: "Il lavoro, la preghiera, un po' di spazio per riposare, uscire da casa, camminare un po', tutto questo è importante... ma dovrete regolarlo con la vigilanza e anche con i consigli... L'ideale è finire la giornata stanchi (...) Non avere bisogno di prendere le pastiglie: finire stanco. Ma con una buona stanchezza, non con una stanchezza imprudente, perché quello fa male alla salute e alla lunga si paga caro". Alla domanda di come dovrebbe essere un sacerdote per la nuova evangelizzazione, il Papa ha risposto che l'evangelizzazione richiede "uscire da se stesso", "essere vicino alla gente, essere vicino a tutti. (...) Vicinanza, ma cordiale; vicinanza d'amore, anche vicinanza fisica". "Proprio nell'omelia si misura la vicinanza del pastore col suo popolo". "Credo - ha affermato il Papa - che in genere le nostre omelie non siano buone, non sono proprio del genere letterario omiletico: sono conferenze, o sono lezioni", ed ha sottolineato che se nell'omelia si parla di "cose astratte, di verità della fede, tu non fai un'omelia, fai scuola!". "Siamo in ritardo. È uno dei punti della conversione di cui oggi la Chiesa ha bisogno: aggiustare bene le omelie, perché la gente capisca".

Infine, all'ultima domanda di un seminarista polacco su come rimanere disposti e lieti nel servizio del popolo di Dio, Papa Francesco ha riposto che molto importante è l'incontro con le persone, con il Vescovo e con gli altri sacerdoti, ma senza spaventarsi. "Il buon pastore - ha affermato - non deve spaventarsi. Forse ha timore dentro, ma non si spaventa mai", ed ha aggiunto che uno dei tesori da coltivare è l'amicizia sacerdotale. Prima di prendere congedo dai seminaristi il Papa ha detto: "Vi auguro di essere amici con quelli che il Signore ti mette avanti per l'amicizia. L'amicizia sacerdotale è una forza di perseveranza, di gioia apostolica, di coraggio, anche di senso dell'umorismo".

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE MARCO CÉ

Città del Vaticano, 13 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivscovo Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, per la morte, ieri, all'età di 88 anni, del Cardinale Marco Cé, Patriarca emerito di Venezia (Italia).

"All'intera comunità diocesana, come pure ai familiari del compianto porporato, e a quanti lo hanno conosciuto e stimato" il Papa esprime la sua profonda partecipazione al loro dolore e ricorda "con gratitudine la sua instancabile opera profusa dapprima a Crema sua diocesi di origine, poi a Bologna al fianco del Cardinale Poma, in seguito nell’Azione Cattolica Italiana, infine come mite e saggio pastore di codesta chiesa veneziana. Penso altresì al generoso servizio da lui reso alla parola di Dio mediante la predicazione di giornate di spiritualità al clero e ai giovani, come pure il fervido impegno nell’attuazione di un autentico spirito liturgico".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Petros Stefanou, Vescovo delle Diocesi di Syros, Milos, Santorini (superficie: 633; popolazione: 31.600; cattolici: 6.785; sacerdoti: 11; religiosi: 14), Grecia. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Ermupoli (Grecia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995 per la Diocesi di Syros. Dal 1995 è Parroco di San Pietro Apostolo a Posidonia, e San Giuseppe a Vissas nell'isola di Syros; insegnante di religione nelle scuole medie; Economo diocesano e membro del Consiglio Economico; Responsabile del Centro Pastorale San Paolo e del Centro Catechetico; Segretario della Commissione per la Catechesi a Syros. Succede al Vescovo Fragkiskos Papamanolis, O.F.M. Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesime Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Petros Stefanou, Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis di Candia, Creta, (Grecia) che succede al Vescovo Fragkiskos Papamanolis, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al medesimo ufficio, presentata per raggiunti limiti d'età.

lunedì 12 maggio 2014

AI NUOVI PRESBITERI: NON STANCATEVI MAI DI ESSERE MISERICORDIOSI

Città del Vaticano, 11 maggio 2014 (VIS). Nella Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, Il Santo Padre Francesco ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l'Ordinazione presbiterale a tredici diaconi: sei italiani, quattro provenienti da alcuni paesi dell'America Latina, uno dal Pakistan, uno dalla Corea del Sud e uno dal Vietnam.

Il Papa, che ha aggiunto alcune riflessioni personali al Rito di Ordinazione, ha esortato i presbiteri a non stancarsi mai di essere misericordiosi, ricordando che non sono padroni della dottrina, perché la dottrina è del Signore.

"Voi (...) che state per essere promossi all’ordine del presbiterato - ha detto - considerate che esercitando il ministero della sacra dottrina sarete partecipi della missione di Cristo, unico maestro. Dispensate a tutti quella Parola, che voi stessi avete ricevuto con gioia, dalle vostre mamme, dalle vostre catechiste. Leggete e meditate assiduamente la parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato. Sia dunque nutrimento al popolo di Dio la vostra dottrina, che non è vostra: voi non siete padroni della dottrina! È la dottrina del Signore, e voi dovete essere fedeli alla dottrina del Signore! (...), perché con la parola e l’esempio edifichiate la casa di Dio, che è la Chiesa".

"Con il Battesimo aggregherete nuovi fedeli al popolo di Dio; con il sacramento della Penitenza rimetterete i peccati in nome di Cristo e della Chiesa. E qui - ha aggiunto il Pontefice - voglio fermarmi e chiedervi, per l’amore di Gesù Cristo: non stancatevi mai di essere misericordiosi! Per favore! Abbiate quella capacità di perdono che ha avuto il Signore, che non è venuto a condannare, ma a perdonare! Abbiate misericordia, tanta! E se vi viene lo scrupolo di essere troppo 'perdonatori', pensate a quel santo prete del quale vi ho parlato, che andava davanti al tabernacolo e diceva: 'Signore, perdonami se ho perdonato troppo. Ma sei tu che mi hai dato il cattivo esempio!'. E io vi dico, davvero: a me fa tanto dolore quanto trovo gente che non va più a confessarsi perché è stata bastonata, sgridata. Hanno sentito che le porte delle chiese gli si chiudevano in faccia! Per favore, non fate questo: misericordia, misericordia! Il buon pastore entra per la porta e la porta della misericordia sono le piaghe del Signore: se voi non entrate nel vostro ministero per le piaghe del Signore, non sarete buoni pastori".

"E pensate a quello che diceva Sant’Agostino - ha detto infine il Papa - dei pastori che cercavano di piacere a se stessi, che usavano le pecorelle del Signore come pasto e per vestirsi, per indossare la maestà di un ministero che non si sapeva se fosse di Dio. Infine, partecipando alla missione di Cristo, capo e pastore, in comunione filiale con il vostro vescovo, impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia, per condurli a Dio Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo. Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare e salvare ciò che era perduto".

REGINA CAELI: IMPORTUNATE I VOSTRI PASTORI PERCHÉ VI DIANO IL LATTE DELLA DOTTRINA E DELLA GRAZIA

Città del Vaticano, 11 maggio 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, conclusa la Santa Messa di Ordinazione di tredici nuovi presbiteri, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Caeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nel commentare il Vangelo di oggi, il Santo Padre ha affermato che l'immagine di Gesù Buon Pastore esemplifica "un rapporto basato sulla tenerezza, sull’amore, sulla reciproca conoscenza e sulla promessa di un dono incommensurabile: 'Io sono venuto - dice Gesù - perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza'".

"Tale rapporto - ha detto Papa Francesco - è il modello delle relazioni tra i cristiani e delle relazioni umane. Molti anche oggi, come ai tempi di Gesù, si propongono come 'pastori' delle nostre esistenze; ma solo il Risorto è il vero Pastore, che ci dà la vita in abbondanza".

Successivamente il Papa ha invitato a pregare per "i Pastori della Chiesa, per tutti i Vescovi, compreso il Vescovo di Roma, per tutti i sacerdoti, per tutti! In particolare preghiamo per i nuovi sacerdoti della Diocesi di Roma, che ho ordinato poco fa, nella Basilica di San Pietro. Un saluto a questi 13 sacerdoti! Il Signore aiuti noi pastori ad essere sempre fedeli al Maestro e guide sagge e illuminate del popolo di Dio a noi affidato. Anche a voi, per favore, chiedo di aiutarci: aiutarci ad essere buoni pastori".

Il Papa ha citato in merito un testo di San Cesario di Arles, un padre dei primi secoli della Chiesa, che spiegava "come il popolo di Dio deve aiutare il pastore, e faceva questo esempio: quando il vitellino ha fame va dalla mucca, dalla madre, a prendere il latte. La mucca, però, non lo dà subito: sembra che se lo trattenga per sé. E cosa fa il vitellino? Bussa col suo naso alla mammella della mucca, perché venga il latte. É bella l’immagine! 'Così voi – dice questo santo – dovete essere con i pastori: bussare sempre alla loro porta, al loro cuore, perché vi diano il latte della dottrina, il latte della grazia e il latte della guida'. E vi chiedo, per favore, di importunare i pastori, di disturbare i pastori, tutti noi pastori, perché possiamo dare a voi il latte della grazia, della dottrina e della guida. Importunare! Pensate a quella bella immagine del vitellino, come importuna la mamma perché gli dia da mangiare".

"In questa domenica - ha proseguito il Pontefice - ricorre la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Nel Messaggio di quest’anno ho ricordato che 'ogni vocazione richiede in ogni caso un esodo da sé stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo'. Per questo la chiamata a seguire Gesù è nello stesso tempo entusiasmante e impegnativa. (...) Preghiamo perché anche in questo tempo, tanti giovani sentano la voce del Signore, che ha sempre il rischio di venire come soffocata da tante altre voci".

Dopo la recita del Regina Caeli, il Santo Padre ha rivolto parole di saluto alle Comunità Neocatecumenali che "in queste domeniche del tempo di Pasqua portano l’annuncio di Gesù risorto in 100 piazze di Roma e in tante città del mondo. Il Signore vi doni - ha detto - la gioia del Vangelo! E andate avanti, voi, che siete bravi!. Una benedizione speciale - ha continuato - per i bambini e i ragazzi che hanno ricevuto o stanno per ricevere la Prima Comunione e la Cresima". Infine il Papa ha invitato "a dedicare un bel ricordo e una preghiera a tutte le mamme. (...) Affidandole alla mamma di Gesù, preghiamo la Madonna per le nostre mamme e per tutte le mamme (...) Un grande saluto alle mamme: un grande saluto!".

UNA FESTA PER LA SCUOLA

Città del Vaticano, 10 maggio 2014 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha incontrato il mondo della scuola italiana: insegnanti, educatori, alunni e operatori legati all'ambiente scolastico. L'evento è stato organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana nell'ambito del progetto "La Chiesa per la Scuola", Alle 16:15 il Santo Padre percorrendo in jeep tutti i settori di Piazza San Pietro e Via della Conciliazione ha salutato tutti i presenti. L'Incontro sul tema: "We care" ha avuto inizio alle 17:00 con i saluti del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e della Professoressa Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione del Governo Italiano. Testimonianze del mondo della scuola si sono alternate a momenti di musica e di spettacolo.

"Si vede - ha detto il Papa nel suo discorso - che questa manifestazione non è 'contro', è 'per'! Non è un lamento, è una festa! Una festa per la scuola. Sappiamo bene che ci sono problemi e cose che non vanno, lo sappiamo. Ma voi siete qui, noi siamo qui perché amiamo la scuola. E dico 'noi' perché io amo la scuola (...) Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. (...) Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. (...) E questo è bellissimo! - ha continuato - Nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma se uno ha imparato a imparare, - è questo il segreto, imparare ad imparare! - questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realtà! Questo lo insegnava anche un grande educatore italiano, che era un prete: Don Lorenzo Milani. Gli insegnanti sono i primi che devono rimanere aperti alla realtà (...) con la mente sempre aperta a imparare! Perché se un insegnante non è aperto a imparare, non è un buon insegnante, e non è nemmeno interessante; i ragazzi capiscono, hanno 'fiuto', e sono attratti dai professori che hanno un pensiero aperto, 'incompiuto', che cercano un 'di più', e così contagiano questo atteggiamento agli studenti".

"Un altro motivo è che la scuola è un luogo di incontro. - ha proseguito il Pontefice - E questo è fondamentale proprio nell’età della crescita, come un complemento alla famiglia. (...) La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono complementari, e dunque è importante che collaborino, nel rispetto reciproco. (...) Questo fa pensare a un proverbio africano tanto bello: 'Per educare un figlio ci vuole un villaggio'. (...) E poi amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e al bello. (...) L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. (...) La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti 'ingredienti'. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera".

"Se una cosa è vera, è buona ed è bella; se è bella, è buona ed è vera; e se è buona, è vera ed è bella. E insieme questi elementi ci fanno crescere e ci aiutano ad amare la vita, anche quando stiamo male, anche in mezzo ai problemi. La vera educazione - ha detto infine il Santo Padre - ci fa amare la vita, e ci apre alla pienezza della vita!"".
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