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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 28 febbraio 2012

PRESENZA BENEDETTO XVI INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

 Città del Vaticano, 28 Febbraio (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma della visita del Santo Padre a Milano (Italia) in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa". Benedetto XVI sarà presente gli ultimi tre giorni dell'Incontro internazionale, che inizierà martedì 29 maggio e si concluderà domenica 3 giugno.

Venerdì 1° giugno, alle ore 17:00, è previsto l'arrivo del Santo Padre all'aeroporto internazionale di Milano Linate, dove sarà accolto dalle Autorità. Alle 17:30 il Papa incontrerà la cittadinanza alla quale rivolgerà alcune parole in Piazza del Duomo. Alle 19:15 Benedetto XVI si recherà al teatro alla Scala dove si terrà un concerto in suo onore.

Sabato  2 giugno, alle 10:00, il Santo Padre celebrerà le Lodi nel Duomo di Milano, con la partecipazione di sacerdoti, religiosi e religiose, ai quali rivolgerà una Meditazione. Al termine Benedetto XVI si trasferirà in auto allo Stadio di San Siro per un incontro con i cresimandi. Nel pomeriggio, in Arcivescovado, il Papa avrà un incontro con le Autorità Civili e pronuncerà un discorso. Alle 20:30 il Santo Padre parteciperà all'Incontro Mondiale della Famiglie nel corso della Festa delle Testimonianze, che si terrà a Milano Parco Nord.

Domenica 3 giugno, Benedetto XVI presiederà la Concelebrazione Eucaristica che avrà inizio alle 10:00 a Milano Parco Nord. Dopo la recita dell'Angelus, alle 12:00, il Papa ritornerà in Arcivescovado dove saluterà i membri della Fondazione Milano Famiglie 2012 e gli organizzatori della Visita. Alle 17:00, il Papa prenderà congedo dalle Autorità civili all'aeroporto di Milano-Linate e quindi intraprenderà il viaggio di ritorno in Vaticano.

Gli Incontri Mondiali delle Famiglie hanno origine nel 1981, quando il Beato Giovanni Paolo II promulgò l'Esortazione Apostolica "Familiaris Consortio" e istituì il Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il primo Incontro delle Famiglie si celebrò a Roma nel 1994 e da allora si sono tenuti ogni tre anni, con l'obiettivo di celebrare il dono divino della famiglia e riunire le famiglie per pregare ed approfondire la comprensione del ruolo della famiglia cristiana come Chiesa domestica e unità fondamentale dell'evangelizzazione.

VIVIFICARE TRADIZIONE CATTOLICA IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 28 Febbraio 2012 (VIS). La Pontificia Commissione per l'America Latina ha pubblicato un messaggio dal titolo "Impegnati con l'America nella nuova Evangelizzazione", a firma del Presidente, Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., in occasione della Giornata Ispanoamericana, domenica 4 marzo, festeggiata da tutte le Diocesi spagnole.

"Oggi - si legge nel Messaggio - la Chiesa in Spagna e la Chiesa in America devono confrontarsi con sfide comuni. La ricchissima tradizione cattolica (...) corre il rischio di una graduale erosione. La secolarizzazione avanza ovunque. Non manca ostilità nei confronti della Chiesa e del suo messaggio. La corrente edonista e relativista della società dei consumi e dello spettacolo tende a scalzare la cultura cristiana dei popoli".

Occorre perciò "attualizzare, riformulare e vivificare la tradizione cattolica, radicandola più profondamente nel cuore dei fedeli, nella vita delle famiglie e nella cultura dei popoli, affinché risplenda la bellezza della verità, la  promessa di felicità e novità di vita più umana per tutti".  In America e in Europa c'è bisogno di una nuova evangelizzazione.

Benedetto XVI nel 2007, ad Aparecida, ha segnalato che il patrimonio più prezioso dell'America Latina è la fede cattolica, che "ha animato la vita e la cultura" del Continente "nel corso di più di cinque secoli". Tale patrimonio - come indicano i Vescovi ad Aparecida - si esprime "nella carità che incoraggia ovunque gesti, opere e percorsi di solidarietà verso i più bisognosi ed emarginati (...) nella coscienza della dignità della persona, la sapienza della vita, la passione per la giustizia, la speranza contro ogni speranza e la gioia di vivere anche in condizioni difficili".

Nel messaggio si ricorda che "gli appelli a una 'nuova evangelizzazione' sono stati molto frequenti, sia da parte di Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, indirizzati in particolare all'Europa e all'America. (...) Sono necessarie persone che rendano Dio presente nella propria vita, in tutte le dimensioni dell'esistenza e convivenza, ed invitino a condividere una vita nuova, autentica, più umana, che rimandi all'avvenimento che la rende possibile e che continuamente la rigenera. (...)  Che non manchi la preghiera del Popolo di Dio in tutte le diocesi in questa Giornata affinché la Provvidenza divina susciti nuove vocazioni missionarie".

Il messaggio enumera alcune raccomandazioni per rafforzare l'impegno missionario della nuova evangelizzazione, fra le quali: accogliere le famiglie e le comunità degli immigranti latinoamericani, in particolare in questi tempi di crisi, perché "hanno bisogno della vicinanza solidale, caritativa, evangelizzatrice e catechetica, delle comunità cristiane"; si devono anche accogliere i sacerdoti latinoamericani che prestano il proprio servizio pastorale nelle diocesi straniere. Si consiglia anche di contare sui giovani per la nuova evangelizzazione e continuare il cammino iniziato nella Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in un "pellegrinaggio spirituale, educativo e missionario", fino alla prossima Giornata di Rio de Janeiro, nel luglio 2013.

FAMIGLIA INSOSTITUIBILE NELLA TRASMISSIONE FEDE

Città del Vaticano, 28 febbraio 2012 (VIS). Il XII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha recentemente tenuto la settima Riunione, i cui lavori sono stati resi noti in un Comunicato.

Nel suo intervento l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo, ha ricordato che dal 7 al 28 ottobre 2012 si terrà la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". I membri del Consiglio esamineranno una bozza dello "Instrumentum laboris"  della XIII Assemblea, soffermandosi sull'identità dei destinatari della nuova evangelizzazione e sull'identità del cristiano nel suo rapporto con Gesù Cristo.

"Particolarmente ricco - segnala il Comunicato - è stato il dibattito attorno al primato della fede nel presente momento storico segnato dalla crisi della fede, che è anche una crisi di trasmissione della fede stessa. Si è parlato della “infecondità dell’evangelizzazione attuale”, anche in presenza di certi influssi della cultura attuale che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa. A tale proposito, l’indizione dell’Anno della Fede sarà un’occasione propizia per approfondire il dono della fede ricevuto dal Signore per viverlo e trasmetterlo agli altri".

"Il luogo originario della trasmissione della fede - si ribadisce - è stato indicato nella famiglia, dove la fede viene comunicata ai giovani che nella esperienza di famiglia imparano sia il contenuto sia la prassi della fede cristiana. L’opera insostituibile della famiglia viene prolungata dalla catechesi svolta nelle istituzioni ecclesiali, soprattutto attraverso la liturgia con i sacramenti e l’omelia, oppure dando spazio alle missioni parrocchiali, alla pietà popolare, ai movimenti, alle comunità ecclesiali".

ARCHIVIO SEGRETO VATICANO SVELATO

Città del Vaticano, 28 Febbraio 2012 (VIS). Domani si apre presso i Musei Capitolini di Roma la mostra "Lux in Arcana: l'Archivio Segreto Vaticano si svela", organizzata in occasione del IV centenario di fondazione degli Archivi Vaticani. Visitabile fino al 9 settembre, la Mostra propone un centinaio di importanti documenti dall'VIII al XX secolo, fra i quali la supplica del Parlamento inglese a Clemente VIII relativa alla causa di scioglimento del vincolo matrimoniale di Enrico VIII; la bolla di scomunica di Martin Lutero; il processo di Filippo il Bello contro i Templari ed una lettera di Bernadette Soubirous a Pio IX.

lunedì 27 febbraio 2012

ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA ROMANA

Città del Vaticano, 26 febbraio 2012 (VIS). Alle 18:00 della I Domenica di Quaresima sono iniziati gli Esercizi Spirituali, ai quali partecipa il Santo Padre Benedetto XVI con i collaboratori della Curia Romana.

Il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), detta le meditazioni, sul tema: "La comunione del cristiano con Dio - 'E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo'" 1Gv 1,3).

Gli Esercizi si tengono nella Cappelle "Redemptoris Mater" nel Palazzo Apostolico e si concludono sabato mattina 3 marzo. Nella settimana degli Esercizi sono sospese tutte le udienze, compresa l'Udienza Generale di mercoledì 29 febbraio .

QUARESIMA: PREGHIERA, PENITENZA, ED OPERE CARITÀ PER RINNOVARE RAPPORTO CON DIO

Città del Vaticano, 27 Febbraio 2012 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha commentato il Vangelo della liturgia domenicale, il brano di San Marco che narra le tentazioni di Gesù nel deserto.

  Nel citare San Leone Magno, il Santo Padre ha affermato: '"Il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio'. Che cosa può insegnarci questo episodio? Come leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo, 'l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico', la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo".

"Dio si rivolge all’uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell’uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: 'convertitevi e credete nel Vangelo'; è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna".
Dopo l'Angelus, il Papa ha salutato i pellegrini nelle diverse lingue ed ha affidato alle loro preghiere la settimana di Esercizi Spirituali che ha inizio questa sera, ai quali parteciperà con i collaboratori della Curia Romana.

MATRIMONIO UNICO "LUOGO" DEGNO CHIAMATA ESISTENZA NUOVO ESSERE UMANO

Città del Vaticano, 25 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i 200 scienziati e membri della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione dei lavori della XVIII Assemblea Generale, sul tema: "Diagnosi e terapia dell'infertilità", che, ha detto Benedetto XVI, "possiede un peculiare valore scientifico ed esprime la possibilità concreta di un fecondo dialogo tra dimensione etica e ricerca biomedica".

"La ricerca di una diagnosi e di una terapia - ha detto il Pontefice - rappresenta l’approccio scientificamente più corretto alla questione dell’infertilità, ma anche quello maggiormente rispettoso dell’umanità integrale dei soggetti coinvolti. Infatti, l’unione dell’uomo e della donna in quella comunità di amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l’unico 'luogo' degno per la chiamata all’esistenza di un nuovo essere umano, che è sempre un dono".

"La dignità umana e cristiana della procreazione - ha spiegato il Papa - non consiste in un 'prodotto', ma nel suo legame con l’atto coniugale, espressione dell’amore dei coniugi, della loro unione non solo biologica, ma anche spirituale. (...) Le legittime aspirazioni genitoriali della coppia che si trova in una condizione di infertilità devono pertanto trovare, con l’aiuto della scienza, una risposta che rispetti pienamente la loro dignità di persone e di sposi. (...) Lo scientismo e la logica del profitto sembrano oggi dominare il campo dell’infertilità e della procreazione umana, giungendo a limitare anche molte altre aree di ricerca".

"La Chiesa presta molta attenzione alla sofferenza delle coppie con infertilità - ha ricordato Benedetto XVI - ha cura di esse e, proprio per questo, incoraggia la ricerca medica. La scienza, tuttavia, non sempre è in grado di rispondere ai desideri di tante coppie. Vorrei allora ricordare agli sposi che vivono la condizione dell’infertilità, che non per questo la loro vocazione matrimoniale viene frustrata. I coniugi, per la loro stessa vocazione battesimale e matrimoniale, sono sempre chiamati a collaborare con Dio nella creazione di un’umanità nuova. La vocazione all’amore, infatti, è vocazione al dono di sé e questa è una possibilità che nessuna condizione organica può impedire. Dove, dunque, la scienza non trova una risposta, la risposta che dona luce viene da Cristo".

  Benedetto XVI ha invitato gli scienziati partecipanti all'Assemblea a proseguire "il cammino intrapreso di una scienza intellettualmente onesta e affascinata dalla ricerca continua del bene dell’uomo" ed ha ammonito affermando: "l'indifferenza della coscienza nei confronti del vero e del bene rappresenta una pericolosa minaccia per un autentico progresso scientifico". Il Papa ha esortato anche ad un dialogo, poiché "proprio la matrice culturale creata dal cristianesimo – radicata nell’affermazione dell’esistenza della Verità e dell’intelligibilità del reale alla luce della Somma Verità – ha reso possibile nell’Europa del Medioevo lo sviluppo del sapere scientifico moderno, sapere che nelle culture precedenti era rimasto solo in germe".

UDIENZE

Città del Vaticano, 25 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, con l'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario della medesima Congregazione.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 febbraio (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Arrigo Miglio, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Cagliari (superficie: 4.041; popolazione: 572.615; cattolici: 567.615; sacerdoti: 247; religiosi: 919; diaconi permanenti: 37), Italia. L'Arcivescovo eletto è  nato a San Giorgio Canavese (Italia) nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Nel 1980 è stato Vicario per la pastorale e dal 1981 al 1992 Vicario Generale di Ivrea. È stato docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Vice assistente nazionale degli Scouts e Assistente Generale dell’AGESCI, Assistente Ecclesiastico dell’Istituto secolare delle Missionarie dell’Amore Infinito. Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1992. Attualmente è Segretario della Conferenza Episcopale Piemontese e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Finora Vescovo della Diocesi di Ivrea (Italia), succede all'Arcivescovo Giuseppe Mani, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi,  presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Medellín (Colombia), presentata dal Vescovo Gilberto Jiménez Narváez, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo John F. Du, Arcivescovo Metropolita di Palo (superficie:4.620; popolazione: 1.762.000; cattolici: 1.362.000; sacerdoti: 161; religiosi: 191), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato in Bantayan, nell’arcidiocesi di Cebu, nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Nel 1982 è stato nominato Professore nel Seminario Minore di Cebu, diventandone successivamente Procuratore e Vice Rettore. Mons. Du è stato anche Direttore Spirituale delle Missionarie della Carità in Cebu e Membro della Commissione per la Formazione Permanente del Clero della medesima arcidiocesi. Nel 1997 ha ricevuto la consacrazione episcopale e finora è stato Vescovo di Dumaguete (Filippine). È Tesoriere della Conferenza Episcopale delle Filippine.

venerdì 24 febbraio 2012

UDIENZE

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- L'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

IL RE DI TONGA DAL PAPA

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Papa Benedetto XVI ha ricevuto oggi il Re di Tonga - stato insulare dell'Oceania - Sua Maestà Siaosi Tupou V, che successivamente ha incontrato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

In un Comunicato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi si rende noto che: "Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati su alcuni aspetti della vita sociale ed economica del Paese, nonché sul positivo contributo della Chiesa cattolica in vari settori della società e delle attività di promozione umana. Ha fatto seguito uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riferimento agli Stati insulari del Pacifico".

CONOSCERE A FONDO FEDE ILLUMINARE ALTRI NELL'ASCOLTO VOCE DI DIO

Città del Vaticano, 24 febbraio (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre, Vescovo di Roma, ha avuto un incontro con i parroci e i sacerdoti della Diocesi di Roma. Dopo la lettura di un frammento della Lettera di San Paolo agli Efesini (4,1-16), Benedetto XVI ha commentato il testo.

L'apostolo scrive: "Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto", con umiltà e mansuetudine, "sopportandovi a vicenda nell'amore, sempre disposti a conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace".

Il Papa ha spiegato che la prima chiamata ricevuta è il battesimo; la seconda è la vocazione ad essere pastori al servizio di Cristo. "La grande sofferenza della Chiesa di oggi nell’Europa e nell’Occidente è la mancanza di vocazioni sacerdotali, ma il Signore chiama sempre, manca l’ascolto. Noi abbiamo ascoltato la sua voce e dobbiamo essere attenti alla voce del Signore anche per altri, aiutare perché ci sia ascolto, e così sia accettata la chiamata".

La prima delle virtù che deve accompagnare la vocazione, come afferma San Paolo, è l'umiltà, la virtù dei seguaci di Cristo che "essendo uguale a Dio, si è umiliato, accettando forma di servo e obbedendo fino alla croce. Questo è il cammino dell’umiltà del Figlio che noi dobbiamo imitare. (...) Il contrario dell’umiltà è la superbia, come la radice di tutti i peccati. La superbia che è arroganza, che vuole soprattutto potere, apparenza, (...) non ha l’intenzione di piacere a Dio, ma di piacere a se stessi, di essere accettati dagli altri e – diciamo – venerati dagli altri. L’«io» al centro del mondo: si tratta del mio io superbo, che sa tutto. Essere cristiano vuol dire superare questa tentazione originaria, che è anche il nucleo del peccato originale: essere come Dio, ma senza Dio".

"L’umiltà è soprattutto verità (...). Proprio riconoscendo che io sono un pensiero di Dio, della costruzione del suo mondo, e sono insostituibile, proprio così, nella mia piccolezza, e solo in questo modo, sono grande. (...) Impariamo questo realismo: non voler apparire, ma voler piacere a Dio e fare quanto Dio ha pensato di me e per me, e così accettare anche l’altro. (...) Accettare me stesso e accettare l’altro vanno insieme: solo accettando me stesso nel grande tessuto divino posso accettare anche gli altri, che formano con me la grande sinfonia della Chiesa e della creazione". Si apprende così ad accettare la propria posizione nella Chiesa consapevoli che "il mio piccolo servizio" è "grande agli occhi di Dio".

La mancanza di umiltà distrugge l'unità del Corpo di Cristo. L'unità non può crescere senza la conoscenza della fede. "Un grande problema della Chiesa attuale è la mancanza di conoscenza della fede, è l''analfabetismo religioso'. (...) Con questo analfabetismo non possiamo crescere. (...) Perciò dobbiamo noi stessi appropriarci di nuovo di questo contenuto, come ricchezza dell’unità e non come un pacchetto di dogmi e di comandamenti, ma come una realtà unica che si rivela nella sua profondità e bellezza. Dobbiamo fare il possibile per un rinnovamento catechistico, perché la fede sia conosciuta e così Dio sia conosciuto, Cristo sia conosciuto, la verità sia conosciuta e cresca l’unità nella verità".

 Benedetto XVI ha sottolineato che non si può vivere nella "fanciullezza della fede". Molti fedeli non sono andati al di là della prima catechesi per cui "non possono, come adulti, con competenza e con convinzione profonda, esporre e rendere presente la filosofia della fede (...) la grande saggezza, la razionalità della fede" per illuminare gli altri. E' necessaria  una "fede adulta", che non intenda essere, come si è inteso negli ultimi decenni, emancipata dal magistero della Chiesa; quando si abbandona il Magistero, il risultato è "la dipendenza (...) dalle opinioni del mondo, dalla dittatura dei mezzi di comunicazione". Al contrario l'autentica emancipazione consiste nel liberarsi di tali opinioni, nella libertà dei figli di Dio. "Dobbiamo pregare molto il Signore, perché ci aiuti ad essere emancipati in questo senso, liberi in questo senso, con una fede realmente adulta, che (...) possa aiutare anche gli altri ad arrivare alla vera perfezione (...) in comunione con Cristo".

"Oggi il concetto di verità è un po' sotto sospetto perché si combina verità con violenza. Purtroppo nella storia ci sono stati anche episodi dove si cercava di difendere la verità con la violenza. Ma le due sono contrarie. La verità non si impone con altri mezzi, se non da se stessa! La verità può arrivare solo tramite (...) la propria luce. Ma abbiamo bisogno della verità. (...) Senza verità siamo ciechi nel mondo, non abbiamo strada. Il grande dono di Cristo è proprio che vediamo il Volto di Dio e (...) conosciamo il fondo, l'essenziale della verità in Cristo".

"Dove è la verità, nasce la carità. Grazie a Dio, lo vediamo in tutti i secoli: nonostante i fatti negativi, il frutto della carità è sempre stato presente nella cristianità e lo è oggi! Lo vediamo nei martiri, lo vediamo in tante suore, frati e sacerdoti che servono umilmente i poveri, i malati, che sono presenza della carità di Cristo. E così sono il grande segno che qui è la verità".

RIUNIONE GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO VIETNAM-SANTA SEDE


Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

"Con riferimento alla decisione adottata al termine del secondo incontro del Gruppo di Lavoro congiunto Vietnam – Santa Sede, svoltosi nella Città del Vaticano dal 23 al 24 giugno 2010, avrà luogo ad Hanoi, nei giorni 27-28 febbraio corrente, il terzo incontro del gruppo di Lavoro. Dopo alcune visite compiute dal rappresentante Pontificio non residente in Vietnam, la riunione servirà ad approfondire e a sviluppare le relazioni bilaterali”.

CARITÀ, FORMA PRIVILEGIATA DI EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 24 febbraio (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Soci del Circolo San Pietro, che hanno consegnato al Papa l'obolo per la carità del Papa, raccolto nelle parrocchie della Diocesi di Roma. L'obolo è un aiuto offerto al Successore di Pietro per rispondere alle innumerevoli richieste di aiuto che gli provengono da ogni parte del mondo, specialmente dai Paesi più poveri.

  Benedetto XVI ha ringraziato i membri del Circolo per l'opera compiuta mediante una rete assistenziale dedicata ai bisognosi, che comprende mense per i poveri, asilo notturno, case famiglia e aiuti internazionali, e li ha esortati ricordando loro che fede, carità e testimonianza devono essere le linee guida del loro apostolato.

"Abbiamo appena iniziato il cammino quaresimale - ha detto il Papa - Questo Tempo liturgico ci invita a riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. (...) La testimonianza della carità tocca in modo particolare il cuore degli uomini; la nuova evangelizzazione, (...) richiede grande apertura di spirito e sapiente disponibilità verso tutti".

"L’autenticità della nostra fedeltà al Vangelo - ha sottolineato il Pontefice -  si verifica anche in base all’attenzione e alla sollecitudine concreta che ci sforziamo di manifestare verso il prossimo, specialmente verso i più deboli ed emarginati. L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. Anche se la cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince".

"La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell’altro, desiderando che egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello significa aprire gli occhi sulle sue necessità, superando la durezza di cuore che rende ciechi alle sofferenze altrui. Così il servizio caritativo diventa una forma privilegiata di evangelizzazione, alla luce dell’insegnamento di Gesù, il quale riterrà come fatto a se stesso quanto avremo fatto ai nostri fratelli, specialmente a chi tra loro è piccolo e trascurato".

"Occorre armonizzare il nostro cuore con il cuore di Cristo - ha concluso il Papa - affinché il sostegno amorevole offerto agli altri si traduca in partecipazione e consapevole condivisione delle loro sofferenze e delle loro speranze, rendendo così visibile, da una parte la misericordia infinita di Dio verso ogni uomo (...) e dall’altra la nostra fede in Lui. L’incontro con l’altro e l’aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine".

Il Circolo di San Pietro è stato fondato a Roma nel 1869 da un gruppo di giovani sotto la guida del Cardinale Iacobini. Il Pontefice volle che esercitassero la carità a favore dei poveri; furono così avviate molteplici attività caritative e assistenziali nella Diocesi di Roma.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto l’Eparchia di Segheneity (Eritrea) con territorio dismembrato dall’Eparchia di Asmara.

- Ha nominato il Padre Abba Fikremariam Hagos Tsalim, finora Protosincello dell’Eparchia di Asmara, primo Vescovo di Segheneity (superficie: 29.499; popolazione: 850.000; cattolici: 35.557; sacerdoti: 52; religiosi: 70), Eritrea. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 ad Addis Abeba (Etiopia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. È stato parroco di Segheneity e decano di quella zona pastorale. E’ membro del Tribunale Ecclesiastico ed attualmente ricopre l’incarico di Protosincello dell’Eparchia di Asmara.

- Ha nominato il Monsignore Dominik Schwaderlapp, Vescovo Ausiliare di Köln (superficie:  6.181; popolazione: 5.200.000; cattolici: 2.111.166; sacerdoti: 1.061; religiosi: 2.028; diaconi permanenti: 317), Repubblica Federale di Germania. Il Vescovo eletto è nato a-Selters/Westerwald (Repubblica Federale di Germania), nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993 a Köln. Dal 1993 al 1996 è stato Viceparroco a Neuss; dal 1996 al 2003 ha ricoperto l'incarico di Segretario particolare dell'Arcivescovo di Köln; dal 2004 è Vicario Generale di Köln e Moderatore della Curia arcidiocesana e Canonico del Capitolo Metropolitano.

POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012(VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione della seguente presa di possesso:

Domenica 26 febbraio 2012, alle ore 11:00, il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, prenderà possesso della Diaconia di Nostra Signora di Coromoto in San Giovanni di Dio, Largo Nostra Signora di Coromoto, 2.

INCONTRO CON I PARROCI DI ROMA

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto i parroci e i sacerdoti del clero della Diocesi di Roma - di cui il Pontefice è il Vescovo - che come di consueto riceve all'inizio della Quaresima. L'udienza si svolge in forma di "lectio divina": dopo la lettura di un frammento della Lettera di San Paolo agli Efesini (4,1 - 16), il Papa ha commentato il testo. Al termine la recita del Padre Nostro e la Benedizione Apostolica.

NELLA NOSTRA CONDIZIONE MORTALE ACCOGLIAMO DIO E SPERIAMO NELLA RISURREZIONE

Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha presieduto la tradizionale processione penitenziale dalla Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino, alla Basilica di Santa Sabina. Alla processione hanno partecipato numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi e i Monaci Benedettini di Sant'Anselmo, i Padri Domenicani di Santa Sabina ed alcuni fedeli.

 Dopo la processione, Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e imposizione delle ceneri. Ricevute le ceneri dalle mani del Cardinale Josef Tomko, titolare della Basilica, il Papa ha imposto le ceneri ai cardinali, ad alcuni monaci, religiosi e fedeli. Dopo la proclamazione del vangelo, il Santo Padre ha tenuto l'omelia in cui ha spiegato il significato del segno liturgico delle ceneri "un segno materiale, un elemento della natura, che diventa nella Liturgia un simbolo sacro, molto importante in questa giornata che dà inizio all’itinerario quaresimale".

"La cenere è uno di quei segni materiali che portano il cosmo all’interno della Liturgia. (...) Si tratta (...) di un segno non sacramentale, ma pur sempre legato alla preghiera e alla santificazione del Popolo cristiano". Prima dell'imposizione individuale sul capo, il sacerdote benedice le ceneri; in una delle due formule di benedizione si fa riferimento al testo del Libro della Genesi che accompagna il gesto dell'imposizione: "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" (cfr Gen 3,19) Questo passo della Genesi conclude il giudizio pronunciato da Dio dopo il peccato originale.

A causa del peccato di Adamo, Dio maledice il suolo da cui egli è stato tratto, quando, dopo la creazione del mondo "il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7-8. (...) Il segno della cenere ci riporta al grande affresco della creazione, in cui si dice che l’essere umano è una singolare unità di materia e di soffio divino, attraverso l’immagine della polvere del suolo plasmata da Dio e animata dal suo respiro (...)  Possiamo osservare come nel racconto della Genesi il simbolo della polvere subisca una trasformazione negativa a causa del peccato. Mentre prima della caduta il suolo è una potenzialità totalmente buona (...) dopo la caduta (...) la polvere della terra non richiama più solo il gesto creatore di Dio, tutto aperto alla vita, ma diventa segno di un inesorabile destino di morte: 'Polvere tu sei e in polvere ritornerai'".

La terra partecipa alla sorte dell'uomo e concederà i suoi frutti solo in cambio di 'dolore' e 'sudore del volto'. (...) "Questa maledizione del suolo ha una funzione medicinale per l’uomo, che dalle 'resistenze' della terra dovrebbe essere aiutato a mantenersi nei suoi limiti e riconoscere la propria natura (...) Ciò significa che l’intenzione di Dio, che è sempre benefica, è più profonda della maledizione. Questa, infatti, è dovuta non a Dio ma al peccato, però Dio non può non infliggerla, perché rispetta la libertà dell’uomo e le sue conseguenze, anche negative. (...) Insieme con la giusta punizione intende anche annunciare una via di salvezza, che passerà proprio attraverso la terra, attraverso quella 'polvere', quella 'carne' che sarà assunta dal Verbo".

La Liturgia del Mercoledì delle Ceneri riprende le parole della Genesi in una prospettiva salvifica "come invito alla penitenza, all’umiltà, ad avere presente la propria condizione mortale, ma non per finire nella disperazione, bensì per accogliere, proprio in questa nostra mortalità, l’impensabile vicinanza di Dio, che, oltre la morte, apre il passaggio alla risurrezione, al paradiso finalmente ritrovato".

La possibilità per noi del perdono divino dipende essenzialmente dal fatto che Dio stesso, nella persona del suo Figlio, ha voluto condividere la nostra condizione, ma non la corruzione del peccato. E il Padre lo ha risuscitato con la potenza del suo Santo Spirito e Gesù, il nuovo Adamo, è diventato (...) la primizia della nuova creazione".

  "Quel Dio che scacciò i progenitori dall’Eden - ha concluso il Pontefice - ha mandato il proprio Figlio nella nostra terra devastata dal peccato, (...) affinché noi, figli prodighi, possiamo ritornare, pentiti e redenti dalla sua misericordia, nella nostra vera patria. Così sia, per ciascuno di noi, per tutti i credenti, per ogni uomo che umilmente si riconosce bisognoso di salvezza".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 23 febbraio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Calcutta in India presentata dall'Arcivescovo Lucas Sirkar S.D.B., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Thomas D’Souza, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

mercoledì 22 febbraio 2012

QUARESIMA: TEMPO ASSUMERE PROPRIE REPONSABILITA'

 Città del Vaticano, 22 febbraio (VIS). Oggi, Mercoledì delle Ceneri, il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale ad alcune riflessioni sul tempo di Quaresima appena iniziato, un itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo Pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore.

Benedetto XVI ha ricordato ai 7.500 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI che, nei primi secoli di vita della Chiesa, la quaresima era il tempo nel quale i catecumeni iniziavano il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il Battesimo. "Successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale (...). La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo".

"Il tempo che precede la Pasqua - ha proseguito il Pontefice - è un tempo di metanoia, il tempo del cambiamento, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei secoli".

"La Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi 'Quadragesima', tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura (...) Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza di fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. (...) Questo numero" è "un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E’ il tempo delle decisioni mature".

Noè  trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell'arca a causa del diluvio e attende altri quaranta giorni, dopo il diluvio, prima di toccare la terraferma. Mosè rimane sul monte Sinai quaranta giorni e quaranta notti per raccogliere la Legge. Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall'Egitto alla terra promessa e quaranta sono gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici. Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio. Quaranta sono anche gli anni dei regni di Saul, di Davide e di Salomone, i primi re d'Israele. Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni e dopo la risurrezione istruisce i suoi discepoli prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo.

"La liturgia cristiana della Quaresima - ha spiegato il Papa - ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. (...) Gesù si reca nel deserto per stare in profonda unione con il Padre. Questa dinamica è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima ed esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente. Ma in questo tempo di 'deserto' (...) Gesù (...) è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del maligno, il quale gli propone una via messianica lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso l'amore ed il dono totale sulla Croce".
Benedetto XVI ha notato che la Chiesa è in cammino nel "deserto" del mondo e della storia, che è anche l'aspetto negativo della realtà che ci circonda: "la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento al trascendente. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora".

Infine il Santo Padre ha invitato i fedeli a ritrovare "nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato".
Conclusa la catechesi Benedetto XVI ha salutato in diverse lingue i fedeli ed esprimendosi in polacco ha sottolineato che "il digiuno e la preghiera, la penitenza e le opere di misericordia" ci preparano "a vivere gioiosamente il mattino di Pasqua".

  Nell'Aula Paolo VI il Santo Padre ha dato il benvenuto ai fedeli dell'Ordinariato Personale di Nostra Signora di Washington, eretto da poco meno di un anno, nel territorio della Inghilterra e Galles, per i gruppi di sacerdoti e fedeli anglicani che desiderano entrare in piena comunione con la Chiesa Cattolica. L'Udienza Generale si è conclusa con la Benedizione Apostolica.
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