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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 20 aprile 2012

UDIENZE


Città del Vaticano, 20 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L’Onorevole Stanislaw Tillich, Ministro Presidente dello Stato Libero di Sassonia, con la Consorte, e Seguito

- L'Arcivescovo Giovanni D’Aniello, Nunzio Apostolico in Brasile.

- Quindici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America (Regione XI), in Visita “ad Limina Apostolorum”:

    - L'Arcivescovo José Horacio Gómez, di Los Angeles, con gli Ausiliari: Vescovo Thomas J. Curry; Vescovo Gerald E. Wilkerson; Vescovo Edward William Clark; Vescovo Alexander Salazar; Vescovo Oscar Azarcon Solis, e con l’Arcivescovo emerito  Cardinale Roger Michael Mahony.

    - Il Vescovo Armando Xavier Ochoa, di Fresno.

    - Il Vescovo Richard John Garcia, di Monterey in California.

    - Il Vescovo Tod David Brown, di Orange in California, con l'Ausiliare Vescovo Dominic Mai Luong.

    - Il Vescovo Gerald Richard Barnes, di San Bernardino, con l'Ausiliare Vescovo Rutilio Juan Del Riego.

    - Il Vescovo Robert Henry Brom, di San Diego, con il Coadiutore Vescovo Cirilo B. Flores.

mercoledì 18 aprile 2012

LA CHIESA NON DEVE TEMERE PERSECUZIONI MA CONFIDARE PRESENZA DI DIO


Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). Nel riprendere la catechesi sulla preghiera, Papa Benedetto XVI si è soffermato nell'Udienza Generale odierna, su quella che è stata definita la "piccola Pentecoste" verificatasi al culmine di una fase difficile nella vita della Chiesa nascente.

Gli Atti degli Apostoli narrano che Pietro e Giovanni vennero arrestati perché annunciavano la risurrezione di Gesù a tutto il popolo. Dopo un processo sommario, furono rimessi in libertà, raggiunsero i loro fratelli e raccontarono quanto avevano dovuto subire a causa della testimonianza resa a Gesù. Nell'apprendere quanto occorso, la prima comunità cristiana non cerca di fare analisi su come reagire, su come difendersi, né pensa a quali misure adottare, semplicemente, davanti alla prova, si mette a pregare invocando l'aiuto di Dio che ascolterà la preghiera inviando lo Spirito Santo.

"Si tratta di una preghiera unanime e concorde dell’intera comunità - ha spiegato il Papa - che fronteggia una situazione di persecuzione a causa di Gesù. (...) perché quanto vivono i due Apostoli non riguarda soltanto loro, ma tutta la Chiesa. Di fronte alle persecuzioni subite a causa di Gesù, la comunità non solo non si spaventa e non si divide, ma è profondamente unita nella preghiera".

Quando i credenti sono nella prova a causa della loro fede "l'unità si consolida, invece di essere compromessa, perché è sostenuta da una preghiera incrollabile. La Chiesa non deve temere le persecuzioni che nella sua storia è costretta a subire, ma confidare sempre, come Gesù al Getsemani, nella presenza, nell’aiuto e nella forza di Dio, invocato nella preghiera".

La prima comunità, prima di cercare di comprendere in profondità ciò che è accaduto, cerca di leggere gli avvenimenti alla luce della fede e lo fa proprio attraverso la Parola di Dio. San Luca narra negli Atti degli Apostoli che la comunità di Gerusalemme parte dal ricordare e invocare la grandezza e immensità di Dio e successivamente, con i Salmi, passa a riconoscere come Dio abbia agito nella storia, sia stato vicino al suo popolo "mostrandosi un Dio che si interessa dell'uomo - ha detto Benedetto XVI - (...), che non lo abbandona. (...) Ciò che è accaduto viene letto alla luce di Cristo, che è la chiave per comprendere anche la persecuzione. L'opposizione verso Gesù, la sua Passione e Morte, vengono rilette (...) come attuazione del progetto di Dio Padre per la salvezza del mondo. (...) Nella preghiera, la meditazione sulla Sacra Scrittura alla luce del mistero di Cristo aiuta a leggere la realtà presente all'interno della storia di salvezza che Dio attua nel mondo".

"Proprio per questo la richiesta che la prima comunità cristiana di Gerusalemme formula a Dio nella preghiera non è quella di essere difesa, di essere risparmiata dalla prova, di avere successo, ma solamente quella di poter proclamare (...) con franchezza, con libertà, con coraggio, la Parola di Dio". I primi cristiani aggiungono che questo annuncio sia accompagnato dalla mano di Dio, perché si compiano guarigioni, segni, prodigi, sia cioè una forza che trasformi la realtà, che cambi il cuore, la mente, la vita degli uomini e porti la novità radicale del Vangelo".

"Anche noi, - ha concluso il Pontefice - dobbiamo saper portare gli avvenimenti della nostra vita quotidiana nella nostra preghiera, per ricercarne il significato profondo. E come la prima comunità cristiana, anche noi, lasciandoci illuminare dalla Parola di Dio, attraverso la meditazione sulla Sacra Scrittura, possiamo imparare a vedere che Dio è presente nella nostra vita, anche nei momenti difficili, e che tutto (...) fa parte di un superiore disegno di amore nel quale la vittoria finale sul male, sul peccato e sulla morte è veramente quella del bene, della grazia, della vita, di Dio".


IL PAPA CHIEDE SOSTEGNO PREGHIERE SUO SERVIZIO ALLA CHIESA


Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). Al termine dei saluti nelle diverse lingue ai partecipanti all'Udienza Generale di oggi, provenienti dal Sud Africa, Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam , Lituania e Perù, il Santo Padre ha ringraziato per le migliaia di messaggi augurali ricevuti negli ultimi giorni ed ha detto: "Desidero esprimere cordiale gratitudine per gli auguri che mi avete presentato per il VII anniversario della mia elezione. Vi chiedo di sostenermi sempre con le vostre preghiere, affinché, con l’aiuto dello Spirito Santo, possa perseverare nel mio servizio a Cristo e alla Chiesa".

COMUNICATO STAMPA PONTIFICIA COMMISSIONE ECCLESIA DEI

Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato Stampa della Pontificia Commissione Ecclesia Dei: "In data 17 aprile 2012 è pervenuto, come richiesto nell'incontro del 16 marzo 2012, svoltosi presso la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il testo della risposta di Sua Eccellenza Monsignor Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il suddetto testo sarà esaminato dal Dicastero e successivamente sottoposto al giudizio del Santo Padre".

IV CENTENARIO ARCHIVIO SEGRETO: 85 KM DI DOCUMENTI


Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). L'Archivio Segreto Vaticano, dove sono custoditi tutti gli atti e i documenti della Santa Sede, celebra quest'anno il quarto centenario dalla sua fondazione. Tra le iniziative per commemorare tale ricorrenza, il Convegno "Religiosa Archivorum Custodia", apertosi ieri in Vaticano, nel corso del quale importanti studiosi hanno ripercorso la storia dell'archivio, la sua importanza culturale e i risultati delle ricerche più recenti.

Per una superficiale interpretazione del suo nome, l'Archivio Segreto Vaticano - dove segreto deve intendersi nella sua accezione latina di "privato" - è sempre stato ammantato da un'aura di mistero. Si tratta di una raccolta di documenti eccezionali, unica per dimensioni e profondità storica. Costituito originariamente da manoscritti risalenti al pontificato di Papa Gregorio VII (1073-1085), sopravvissuti allo scisma avignonese, l'Archivio fu fondato da Paolo V Borghese nei primi anni del Seicento.

In un'intervista a Radio Vaticana, Monsignor Sergio Pagano, Prefetto dell'Archivio ha detto: "Sono secoli e secoli di registrazione di lettere partite dai Papi o ricevute dal Papa, di documenti della Camera Apostolica, e naturalmente di documentazione diplomatica dei vari nunzi, delle missioni diplomatiche, dei Concili, dei Sinodi e così via. Allora l'archivio stava in 400 metri lineari, oggi raggiunge 85 chilometri lineari".

Nel 1881, Papa Leone XIII aprì l'archivio alla libera consultazione degli studiosi. Secondo lo storico tedesco Arnold Esch: "È il più grande Archivio al mondo, almeno per quanto riguarda il Medioevo, e soprattutto è un Archivio con un materiale universale".

Nonostante l'impegno degli studiosi, buona parte rimane ancora inesplorata. Si tratta non solo dei documenti della Segreteria di Stato dell'attuale Pontificato, ma soprattutto dello sconfinato materiale proveniente dalle nunziature e dal periodo della Seconda Guerra Mondiale.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Río Gallegos (Argentina), presentata dal Vescovo Juan Carlos Romanín, S.D.B., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

AVVISO


Città del Vaticano, 18 aprile 2012 (VIS). Domani, giovedì 19 aprile, settimo anniversario dell'elezione al Pontificato del Santo Padre Benedetto XVI e giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno venerdì 20 aprile.


martedì 17 aprile 2012

OMELIA DEL PAPA NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO



Città del Vaticano, 17 aprile 2012 (VIS). Ieri mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, Papa Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione di una Santa Messa di ringraziamento per i due anniversari che ricorrono questa settimana: ieri, 16 aprile, il suo  85° compleanno, e l'elezione al soglio pontificio il 19 aprile di sette anni fa. Alla Santa Messa hanno assistito alcuni membri del Collegio Cardinalizio ed una ampia rappresentanza dell'episcopato della terra natale del Pontefice.

"Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile" - ha ricordato il Papa nell'omelia - "la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei Santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre" e il Sabato Santo, che cadeva il 16 aprile l'anno della nascita del Pontefice.

Bernadette Soubirous, (...) cresciuta (...) in una povertà difficilmente immaginabile. (...) sapeva vedere, con il cuore puro e genuino. E Maria le indica la sorgente (...), acqua viva, pura e incontaminata; acqua che è vita, acqua che dona purezza e salute. (...) Penso che possiamo considerare quest’acqua come un’immagine della verità che ci viene incontro nella fede: la verità non simulata, ma incontaminata. (...) Questa piccola Santa è sempre stata per me un segno che mi ha indicato da dove proviene l’acqua viva di cui abbiamo bisogno – l’acqua che ci purifica e che dà la vita –, e un segno di come dovremmo essere: con tutto il sapere e tutte le capacità, che pure sono necessari, non dobbiamo perdere il cuore semplice, lo sguardo semplice del cuore, capace di vedere l’essenziale, e dobbiamo sempre pregare il Signore affinché conserviamo in noi l’umiltà che consente al cuore di rimanere chiaroveggente – di vedere ciò che è semplice ed essenziale, la bellezza e la bontà di Dio – e di trovare così la sorgente dalla quale viene l’acqua che dona la vita e purifica".

Successivamente il Papa ha ricordato Benedetto Giuseppe Labre "un Santo un po’ particolare che, mendicando, vagabonda da un santuario all’altro e non vuole fare altro che pregare e con ciò rendere testimonianza a quello che conta in questa vita: Dio. (...) Egli ci mostra che (...) al di là di tutto ciò che può esserci in questo mondo, al di là delle nostre necessità e capacità, quello che conta, l’essenziale è conoscere Dio. Egli da solo basta". La vita del santo che percorse tutta l'Europa vagabondando da un Santuario all'altro "rende evidente che colui che si apre a Dio non si estranea dal mondo e dagli  uomini, bensì trova fratelli, perché da parte di Dio cadono le frontiere, solo Dio può  abbattere le frontiere, perché grazie a Dio siamo tutti fratelli".

"E poi, infine" - ha detto Benedetto XVI - "c’è il Mistero Pasquale. Nello stesso giorno in cui sono nato, grazie alla premura dei miei genitori, sono anche rinato dall’acqua e dallo Spirito (...) La vita biologica di per sé è un dono, eppure è circondata da una grande domanda. Diventa un vero dono solo se, insieme ad essa, si può dare una promessa che è più forte di qualunque sventura che ci possa minacciare, se essa viene immersa in una forza che garantisce che è un bene essere uomo, che per questa persona è un bene qualsiasi cosa possa portare il futuro. Così, alla nascita va associata la rinascita, la certezza che, in verità, è un bene esserci, perché la promessa è più forte delle minacce. Questo è il senso della rinascita dall’acqua e dallo Spirito: essere immersi nella promessa che solo Dio può fare: è bene che tu ci sia, e ne puoi essere certo, qualsiasi cosa accada. Da questa certezza ho potuto vivere, rinato dall’acqua e dallo Spirito. (...)  Ora, la rinascita ci è donata nel Battesimo, ma noi dobbiamo continuamente crescere in essa, dobbiamo sempre di nuovo lasciarci immergere da Dio nella sua promessa, per essere veramente rinati nella grande, nuova famiglia di Dio che è più forte di tutte le debolezze e di tutte le potenze negative che ci minacciano".

"Il giorno in cui sono stato battezzato, (...) era Sabato Santo. Allora si usava ancora anticipare la Veglia Pasquale nella mattinata, alla quale sarebbe seguito ancora il buio del Sabato Santo, senza l’Alleluia. Mi sembra che questo singolare paradosso, questa singolare anticipazione della luce in un giorno oscuro, possa essere quasi un’immagine della storia dei nostri giorni. Da un lato, c’è ancora il silenzio di Dio e la sua assenza, ma nella Risurrezione di Cristo già c’è l’anticipazione del «sì» di Dio, e in base a questa anticipazione noi viviamo e, attraverso il silenzio di Dio, sentiamo il suo parlare, e attraverso il buio della sua assenza intravvediamo la sua luce. L’anticipazione della Risurrezione nel mezzo di una storia che si evolve è la forza che ci indica la strada e che ci aiuta ad andare avanti".

"Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta. So, però, che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza. Questo aiuta noi ad andare avanti, e in questa ora ringrazio di cuore tutti coloro che continuamente mi fanno percepire il 'sì' di Dio attraverso la loro fede".


COSTANTINO IL GRANDE. RELIGIONE E STATO ALLE RADICI DELL'EUROPA

Città del Vaticano, 17 aprile 2012 (VIS). "Costantino il Grande. Alle Radici dell'Europa" è il titolo del Convegno    Internazionale di Studi che avrà luogo dal 18 al 21 aprile in Vaticano. L'evento è organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche in occasione del 1700° anniversario della Battaglia di Ponte Milvio e della conversione di Costantino.

Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede si è tenuta una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O, Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; la Professoressa Claire Sotinel, professoressa di storia romana all'Université de Paris-Créteil e membro della École Française di Roma ed il Professor Giovanni Maria Vian, Direttore de L'Osservatore Romano.

"Queste giornate di studio sono il frutto di una fattiva cooperazione scientifica con istituzioni culturali di alto livello - l'Archivio Segreto Vaticano, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Biblioteca Ambrosiana, l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l'Università Statale di Milano -, e con la cooperazione e il contributo della Delegazione dell'Unione Europea presso la Santa Sede, il Consiglio Regionale del Lazio, e la Pontificia Università Lateranense".

Oltre al Convegno del 2012 è in programma un Convegno nel 2013 a Milano in occasione del settecentesimo anniversario della promulgazione dell'Editto di Milano che stabilisce la libertà di religione nell'Impero Romano, ponendo fine alle persecuzioni contro alcuni gruppi religiosi, specialmente i cristiani. Mentre il Convegno del 2013 sarà dedicato alla denominata "rivoluzione costantiniana", il Convegno di Roma verterà sul contesto in cui visse Costantino e i rapporti fra cristiani ed impero romano prima del 313. Gli studiosi, ha detto il Padre Ardura "si avvicenderanno sui rapporti fra religione e Stato, sull'idea di libertà religiosa nell'Impero, sulla religione dal punto di vista dell'Imperatore e del Senato Romano".

"Non mancheranno le discussioni sulla conversione di Costantino, sul suo battesimo e sul suo  atteggiamento nei confronti dei cristiani all'indomani della Battaglia di Ponte Milvio che ebbe luogo il 28 ottobre del 312 e nella quale perì il suo antagonista Massenzio. Gli storici cristiani, di questa epoca e posteriori, influenzati dal resoconto di Eusebio di Cesarea, videro nella vittoria di Costantino un intervento divino.

"Questa battaglia non fu un evento di grande rilievo dal punto di vista propriamente strategico-militare, ma assunse rapidamente il ruolo di simbolo fondativo di un mondo nuovo, nato dall'incontro di Costantino con il cristianesimo. Infatti la tolleranza nei confronti delle istanze religiose dei soggetti dell'Impero stava per concludere l'era delle persecuzioni imperiali contro i cristiani, per favorire l'evangelizzazione dell'intero Impero, disegnando il profilo dell'Europa occidentale e balcanica. Un'Europa in cui sono sbocciati i valori di dignità umana, di distinzione e cooperazione fra religione e Stato, di libertà di coscienza, di religione e di culto. Certo, queste realtà, che andranno a far parte integrante del patrimonio umanistico e culturale dell'Europa avranno bisogno di molti secoli per giungere a maturità, ma esse sono tutte in nuce nella svolta costantiniana e quindi nell'evento della Battaglia di Ponte Milvio".

La Professoressa Claire Sotinel ha sottolineato che l'analisi storica, attenta e critica "permette di capire quello che è successo dopo la vittoria di Ponte Milvio, per aiutarci a riflettere, nel secolo XXI, su questioni importanti come le interazioni tra religione e potere politico, la costituzione di un orizzonte religioso plurale, le possibilità di convivenza tra religioni diverse e molto altro ancora".

lunedì 16 aprile 2012

AUGURI AL SANTO PADRE DAI CARDINALI E DAI SUOI COMPATRIOTI



Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI compie oggi 85 anni. Il Papa è nato il 16 aprile 1927 nella località bavarese di Marktl am Inn e in questa stessa settimana, il 19 di aprile, ricorre il settimo anniversario della sua elezione al soglio pontificio.

Questa mattina, nella duplice ricorrenza, è stata celebrata, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, una Santa Messa di ringraziamento alla quale hanno assistito i membri del Collegio Cardinalizio ed una nutrita rappresentanza dell'episcopato della terra natale del Pontefice.

Prima della celebrazione eucaristica, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha rivolto al Santo Padre alcune parole di saluto.

"Sette anni fa il Signore Le ha chiesto un grande gesto d'amore dicendole, come un giorno a Pietro: 'Se mi ami, pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle'. Con la generosità di sempre Ella ha detto il suo sì ed ha così iniziato il Suo ministero petrino".

"Noi oggi, in occasione del Suo genetliaco, vogliamo ringraziarLa per la sollecitudine con cui Ella esercita questo servizio d'amore. Non per nulla la Sua prima Enciclica è stata tutto un inno all'Amore che è Dio, come a quell'amore che deve animare ogni Pastore, chiamato a fare entrare nel mondo la luce di Dio ed in tal modo anche il calore del suo a amore".

"Padre Santo, che il Signore continui ad esserLe vicino, realizzando la promessa annunziata da Dio all'uomo giusto nel Salmo 90: 'Longitudine dierum replebo Eum et ostendam illi salutare meum' 'lo sazierò di lunghi anni e gli mostrerò la mia salvezza'", ha concluso il Porporato.


LA PACE DI CRISTO FRUTTO DELLA SUA VITTORA RADICALE SUL MALE







Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Prima della recita del "Regina Coeli", Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro che la prima domenica dopo la Pasqua è dedicata alla Divina Misericordia.

"Gesù, nelle due apparizioni agli Apostoli riuniti nel cenacolo, ripeté più volte il saluto 'Pace a voi!'" - ha spiegato il Pontefice. Dopo la risurrezione il saluto tradizionale "diventa il dono di quella pace che solo Gesù può dare, perché è il frutto della sua vittoria radicale sul male. La 'pace' che Gesù offre ai suoi amici è il frutto dell'amore di Dio che lo ha portato a morire sulla croce, a versare tutto il suo sangue, come Agnello mite e umile, pieno di grazie e di verità. Ecco perché il beato Giovanni Paolo II ha voluto intitolare questa Domenica dopo la Pasqua alla Divina Misericordia".

Da Gesù vivo "scaturiscono i Sacramenti pasquali del Battesimo e dell'Eucaristia: chi si accosta ad essi con fede riceve il dono della vita eterna". "Il culto cristiano - ha affermato il Pontefice - è (...) essenzialmente un incontro con il Signore risorto, che vive nella dimensione di Dio, al di là del tempo e dello spazio, e tuttavia si rende realmente presente in mezzo alla comunità, ci parla nelle Sacre Scritture e spezza per noi il Pane di vita eterna. Attraverso questi segni noi viviamo ciò che sperimentarono i discepoli, cioè il fatto di vedere Gesù e nello stesso tempo di non riconoscerlo".

Infine il Papa ha invitato i credenti ad accogliere il dono della pace che ci offre Gesù Risorto lasciandoci "riempire il cuore dalla sua misericordia! In questo modo, con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito che ha risuscitato Cristo dai morti, anche noi possiamo portare agli altri questi doni pasquali"

Al termine della preghiera mariana, il Papa si è rivolto ai fedeli con queste parole: "Giovedì prossimo, in occasione del settimo anniversario della mia elezione alla cattedra di Pietro, vi chiedo di pregare per me, perché il Signore mi dia la forza di compiere la missione che mi ha affidato".

SACRA TUNICA SIMBOLO UNITÀ INDIVISIBILE CHIESA





Città del Vaticano, 14 aprile 2012 (VIS). In questi giorni, migliaia di pellegrini si recano al Duomo di Treviri (Germania) nella ricorrenza del quinto centenario della prima ostensione pubblica della Sacra Tunica (Der Heilige Rock) che Gesù indossava prima della crocifissione e che, secondo il Vangelo di Giovanni, i soldati romani si disputarono tirandola a sorte.

Secondo la tradizione parte della Sacra Tunica venne in possesso dell'Imperatrice Elena, madre di Costantino il Grande, che l'avrebbe consegnata all'Arcivescovo di Treviri, Sant'Agrizio. I fedeli poterono vedere la reliquia per la prima volta soltanto nel 1512,  quando l'imperatore Massimiliano I chiese all'Arcivescovo Richard von Greiffenklau di esporre la Sacra Tunica.

In occasione dell'inizio del pellegrinaggio che si protrarrà fino al 13 maggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un messaggio al Monsignor Stephan Ackermann, attuale Vescovo di Treviri. Il Messaggio è datato 6 aprile, Venerdì Santo.

Il Papa ricorda che Giovanni ci dice che la Tunica è tutta di un solo pezzo; per cui i soldati romani la tirano a sorte perché non vogliono strapparla.

"I Padri della Chiesa - scrive il Papa - vedono in questo passo l’unità della Chiesa; essa è fondata come unica e indivisa comunità dall’amore di Cristo. La Sacra Tunica intende rendercelo visibile. L’amore del Salvatore rimette insieme ciò che è diviso". (...)

"La Tunica di Cristo è 'tessuta interamente da capo a fondo'. Anche questa è un‘ immagine della Chiesa, che vive non grazie alle proprie forze, ma per l’azione di Dio. Come unica e indivisa comunità essa è opera di Dio, non il prodotto degli uomini e delle loro capacità. La Sacra Tunica vuole, nello stesso tempo, essere un ammonimento alla Chiesa perché rimanga fedele alle sue origini, si renda consapevole che la sua unità, il suo consenso, la sua efficacia, la sua testimonianza, (...) possono essere solo un dono di Dio".

"La Sacra Tunica non è una toga, un vestito elegante, che esprime un ruolo sociale. È un modesto capo di vestiario, che serve a coprire e proteggere chi lo porta, custodendone la riservatezza. Questo abito è il dono indiviso del Crocifisso alla Chiesa, che egli ha santificato con il suo sangue. Per questo la Sacra Tunica ricorda alla Chiesa la sua dignità. (...) Vi è bisogno di una costante disposizione alla conversione e all’umiltà, per essere discepoli del Signore con amore e con verità. Nello stesso tempo, la particolare dignità e integrità della Chiesa non può venire svenduta e abbandonata al chiasso di un giudizio sommario da parte della pubblica opinione".

"Il pellegrinaggio giubilare - conclude il Papa - ha come motto, che è poi un’invocazione al Signore, 'Riconduci all’unità ciò che è diviso'. Non vogliamo rimanere bloccati nell’isolamento. Vogliamo chiedere al Signore di guidarci nel cammino comune della fede, e di rendere nuovamente vivi i suoi contenuti. Potremo così, crescendo insieme come cristiani nella fede, nella preghiera e nella testimonianza, nel mezzo delle prove del nostro tempo, confessare la sua magnificenza e la sua bontà".

NOTA DEL DIRETTORE SALA STAMPA SUL CASO ORLANDI

Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha reso pubblica questa mattina una nota sulle affermazioni relative al Vaticano e al caso Orlandi, apparse recentemente sui quotidiani italiani. Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente dello Stato della Città del Vaticano e cittadina vaticana, sparì misteriosamente il 22 giugno 1983 all'età di 15 anni. In questi trenta anni la sua scomparsa ha alimentato numerose congetture, dall'intervento dei servizi segreti all'implicazione di Alì Agca, il cittadino turco che attentò alla vita di Giovanni Paolo II, alla partecipazione di gruppi legati alla delinquenza romana. Nel 2006 un programma della televisione italiana ha diffuso una telefonata nella quale si indicava una connessione fra il luogo di sepoltura del capo di uno di questi gruppi criminali con quello di Emanuela Orlandi.

Di seguito riportiamo estratti della Nota di Padre Lombardi, S.I.

"È giusto ricordare anzitutto che il Papa Giovanni Paolo II in persona si dimostrò particolarmente coinvolto dal tragico sequestro, tanto che intervenne diverse volte (ben otto in meno di un anno!) pubblicamente con appelli per la liberazione di Emanuela, si recò personalmente a visitare la famiglia, si interessò perché fosse garantito un posto di lavoro per il fratello Pietro. A questo impegno personale del Papa è naturale che corrispondesse l’impegno dei suoi collaboratori. Il Cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato e quindi primo collaboratore del Papa, seguì personalmente la vicenda, tanto che, com’è noto, si mise a disposizione per i contatti con i rapitori con una linea telefonica particolare".

"Come ha attestato (...) il cardinale Giovanni Battista Re - allora Assessore della Segreteria di Stato e oggi principale e più autorevole testimone di quel tempo -, non solo la Segreteria di Stato stessa, ma anche il Governatorato furono impegnati nel fare tutto il possibile per contribuire ad affrontare la dolorosa situazione con la necessaria collaborazione con le Autorità italiane inquirenti, a cui spettava evidentemente la competenza e la responsabilità delle indagini, essendo il sequestro avvenuto in Italia. La piena disponibilità alla collaborazione da parte delle personalità vaticane che a quel tempo occupavano posizioni di responsabilità, risulta da fatti e circostanze. (...) Atteso che tutte le lettere e le segnalazioni pervenute in Vaticano furono prontamente girate al Dottor Domenico Sica e all’Ispettorato di P.S. presso il Vaticano, si presume che siano custodite presso i competenti uffici giudiziari italiani".

"Anche nella seconda fase dell’inchiesta - anni dopo - le tre rogatorie indirizzate alle Autorità vaticane dagli inquirenti italiani trovarono risposta". Come domandato dagli inquirenti, numerose persone furono interrogate in Vaticano, e le loro dichiarazioni furono inviate alle autorità richiedenti. (...) I relativi fascicoli esistono tuttora e continuano a essere a disposizione degli inquirenti. È anche da rilevare che all’epoca del sequestro di Emanuela, le Autorità vaticane, in spirito di vera collaborazione, concessero agli inquirenti italiani ed al SISDE l’autorizzazione a tenere sotto controllo il telefono vaticano della famiglia Orlandi e ad accedere liberamente in Vaticano per recarsi presso l’abitazione degli stessi Orlandi, senza alcuna mediazione di funzionari vaticani. Non è quindi fondato accusare il Vaticano di aver ricusato la collaborazione alle Autorità italiane preposte alle indagini".

"La sostanza della questione è che purtroppo non si ebbe in Vaticano alcun elemento concreto utile per la soluzione del caso da fornire agli inquirenti. A quel tempo le Autorità vaticane, in base ai messaggi ricevuti che facevano riferimento ad Ali Agca – che, come periodo, coincisero praticamente con l’istruttoria sull’attentato al Papa – condivisero l’opinione prevalente che il sequestro fosse utilizzato da una oscura organizzazione criminale per inviare messaggi od operare pressioni in rapporto alla carcerazione e agli interrogatori dell’attentatore del Papa".

"Non si ebbe alcun motivo per pensare ad altri possibili moventi del sequestro. L’attribuzione di conoscenza di segreti attinenti al sequestro stesso da parte di persone appartenenti alle istituzioni vaticane, senza indicare alcun nominativo, non corrisponde quindi ad alcuna informazione attendibile o fondata; a volte sembra quasi un alibi di fronte allo sconforto e alla frustrazione per il non riuscire a trovare la verità".

In conclusione (...) non risulta che sia stato nascosto nulla, né che vi siano in Vaticano "segreti" da rivelare sul tema. Continuare ad affermarlo è del tutto ingiustificato".

"Infine, poiché la collocazione della tomba di Enrico De Pedis presso la Basilica dell’Apollinare ha continuato e continua ad essere motivo di interrogativi e discussioni – anche a prescindere dal suo eventuale rapporto con la vicenda del sequestro Orlandi - si ribadisce che da parte ecclesiastica non si frappone nessun ostacolo a che la tomba sia ispezionata e che la salma sia tumulata altrove, perché si ristabilisca la giusta serenità, rispondente alla natura di un ambiente sacro".

"Per terminare, vorremmo riprendere spunto e ispirazione dall’intensa partecipazione personale di Giovanni Paolo II alla tragica vicenda della giovane e alla sofferenza della sua famiglia, rimasta finora nell’oscurità sulla sorte di Emanuela. Ancor più perché questa sofferenza purtroppo si ravviva al sorgere di ogni nuova pista di spiegazione, finora senza esito. Se le persone che scompaiono ogni anno in Italia e di cui non si sa più nulla nonostante le inchieste e le ricerche sono purtroppo numerose, la vicenda di questa giovane cittadina vaticana innocente scomparsa continua a tornare sotto i riflettori. Non sia questo un motivo per scaricare sul Vaticano colpe che non ha, ma sia piuttosto occasione per rendersi conto della realtà terribile e spesso dimenticata che è costituita dalla scomparsa delle persone – in particolare di quelle più giovani - e opporsi, da parte di tutti e con tutte le forze, ad ogni attività criminosa che ne sia causa".

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Sabato 21 aprile 2012, alle ore 18.00, il Cardinale Prosper Grech, O.S.A., prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria Goretti, Via di Santa Maria Goretti, 29.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.00, il Cardinale Karl Becker, S.I., prenderà possesso della Diaconia di San Giuliano Martire, Via Cassia, 1036.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.15, il Cardinale Manuel Monteiro De Castro, Penitenziere Maggiore, prenderà possesso della Diaconia di San Domenico di Guzman, Via Vincenzo Marmorale, 25.

Domenica 22 aprile 2012, alle ore 11.30, il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong  Kong, prenderà possesso del Titolo Regina degli Apostoli, Via Antonino Pio, 75.

Giovedì 26 aprile 2012, alle ore 17.00, il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, prenderà possesso della Diaconia di San Giuseppe dei Falegnami, Clivo Argentario, 1.

UDIENZE


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Onorevole Horst Seehofer, Ministro Presidente della Baviera.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 16 aprile 2012 (VIS). Sabato 14 aprile il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Marek Solczynski, Nunzio Apostolico in Azerbaigian, attualmente Nunzio Apostolico in Georgia e in Armenia.

- Consultori della Congregazione delle Cause dei Santi: il Monsignor Luis Manuel Cuña Ramos; il Sacerdote Filippo Urso; il Padre Wojciech Giertych, O.P., Don Antonio Escudero Cabello, S.D.B.; il Padre Marek Rostkowsi, O.M.I.; il Padre Alfonso Amarante, C.SS.R.; Suor Albarosa Ines Bassani, S.V.D.I.; Suor Grazia Loparco, F.M.A.

venerdì 13 aprile 2012

IL SANTO PADRE E I VOLONTARI EUROPEI


Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). "Il Santo Padre e i volontari europei" è il titolo di un volume presentato questa mattina presso la sede del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Alla presentazione erano presenti il Cardinale Robert Sarah, Presidente di "Cor Unum", il Monsignor Giampietro Dal Toso, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio e il Signor Michel Roy, Segretario di Caritas Internationalis.

"Il libro - spiega un Comunicato di "Cor Unum" - oltre all'intervento del Papa sul tema del volontariato, raccoglie gli interventi più significativi dell'incontro, tenutosi in Vaticano il 10 e 11 novembre scorso, che ha visto come protagonisti i vescovi e i responsabili delle organizzazioni cattoliche di tutta Europa in occasione dell'anno europeo del volontariato. L'evento sarà un'occasione per parlare delle strategie future della Chiesa in questo ambito".

Nel corso del Convegno la Signora Kristallina Georgieva, della Commissione Europea con delega al Volontariato, ha espresso il suo plauso e l'incoraggiamento ai movimenti di Volontariato, sottolineando il loro valore civile, soprattutto nell'attuale fase di crisi culturale ed economica dell'Europa ed ha ricordato che il 20% dei cittadini europei è coinvolto in esperienze di volontariato. "Il volontariato - ha affermato la Signora Kristallina - è una grande risorsa dell'Europa e fa parte del DNA europeo".

Benedetto XVI che ha ricevuto i partecipanti alla riunione di "Cor Unum" all'incontro di novembre, ha osservato che esso "coincide con la memoria liturgica di San Martino di Tours, che raffigurato nell'atto di condividere il suo mantello con un povero, è considerato modello di carità in Europa e nel mondo. Attualmente il lavoro volontario come servizio caritativo è diventato un elemento universalmente riconosciuto della cultura moderna. Tuttavia, le sue origini possono essere tracciate nella sollecitudine caratteristica dei cristiani di salvaguardare, senza discriminazioni, la dignità della persona umana creata ad immagine e somiglianza di Dio. Se si rinnegano o si oscurano tali radici spirituali e i criteri della nostra collaborazione diventano puramente utilitaristici, la caratteristica distintiva del servizio che voi offrite rischia di andare perduta, a detrimento di tutta la società".

RISULTATI LOTTA CONTRO ABUSI SU MINORI NEGLI STATI UNITI


Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). È stata recentemente presentata negli Stati Uniti la relazione annuale relativa al 2011 sulla realizzazione e lo sviluppo della "Carta per la protezione dei bambini e dei giovani" redatta dall'episcopato nel 2002 e che deve essere rispettata da tutte le Diocesi. La Carta, alla cui base vi è la linea della "tolleranza zero", contiene una serie di regole cui attenersi, e prevede delle verifiche periodiche per accertare il bisogno di ulteriori miglioramenti.

"L'Osservatore Romano" rende noto che i risultati ottenuti nel 2011 dimostrano il costante sforzo per assicurare protezione di minori e giovani da abusi sessuali perpetrati da esponenti del clero, impegno che costituisce una priorità per la Chiesa locale. Secondo quanto emerso dall'ultimo rapporto quasi tutte le arcidiocesi, diocesi ed eparchie negli Stati Uniti hanno rispettato le regole stabilite dalla Carta, che è stata aggiornata lo scorso anno con alcune novità come l'introduzione del reato di pornografia infantile e l'equiparazione dell'abuso su incapace a quello su minore.

La relazione annuale 2011 riporta 683 nuovi casi di abusi denunciati da persone adulte e relativi a fatti accaduti nella maggior parte fra il 1960 e il 1984. A queste persone sono stati offerti programmi di sostegno, dei 683 adulti, 453 hanno accettato il supporto morale e psicologico. Ventuno denunce - il 3% del totale - provengono da minorenni. Alcune sono state giudicate attendibili dalle forze dell'ordine, tre sono state dimostrate false, altre sono in corso di accertamento. Un quarto degli accusati, 253 esponenti del clero sono morti, 58 sono stati ridotti allo stato laicale e 281 sono stati rimossi dai loro incarichi pastorali.

I Vescovi affermano che i risultati raggiunti non devono indurre ad abbassare la guardia. Nella presentazione della relazione 2011, il Cardinale Arcivescovo di New York e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, Sua Eminenza Timothy Michael Dolan, ha sottolineato che. "Anche se la maggioranza delle denunce riguarda il passato, la Chiesa deve continuare a vigilare. Essa deve continuare a fare tutto quanto sia possibile affinché gli abusi non si ripetano. Tutti dobbiamo continuare a lavorare per una piena guarigione e riconciliazione con le vittime". Per i Vescovi, affrontare la questione degli abusi "è una comune priorità". In un precedente intervento, il Cardinale Dolan ha assicurato che tutti i sacerdoti riconosciuti responsabili di "tali delitti intollerabili" saranno sollevati dal loro ministero in modo permanente.

La relazione ricorda inoltre che in tutto il Paese oltre due milioni di volontari hanno partecipato a corsi di formazione nelle parrocchie e scuole in relazione con programmi di protezione. 4,8 milioni di minori hanno ricevuto nozioni su come riconoscere e difendersi dai tentativi di abuso e tutte le arcidiocesi, diocesi ed eparchie che collaborano offrono programmi di prevenzione. L'impegno della Chiesa negli Stati Uniti comprende anche una serie di iniziative che ogni anno culminano nel Mese Nazionale della Prevenzione di Abusi su Minori, che si celebra in aprile.

DALLE PARABOLE A TWITTER

Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). Si apre questo pomeriggio presso l'Istituto Massimo di Roma il Congresso "Dalle parabole a Twitter", dedicato alle sfide e alle opportunità che le nuove tecnologie delle comunicazione presentano alla nuova evangelizzazione.

I lavori saranno aperti dal Padre Francesco Tata, S.I., Rettore dell'Istituto. Al dibattito parteciperà il Professor Ettore Franzini, Docente di tecniche dei nuovi media presso l'Università LUMSA di Roma; Fabio Bolzetta, giornalista di TV2000 e responsabile dell'Ufficio Stampa di WeCa, l'associazione dei webmaster cattolici e Lucandrea Massaro, social media editor di "Aleteia", rete sociale cristiana online realizzata sotto il patronato del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali e del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione. Modera l'evento Alessandro Gisotti, giornalista della Radio Vaticana e docente del Corso di giornalismo dell'Istituto Massimo.

BIBLIOTECA VATICANA: DIGITALIZZAZIONE DI UN MILIONE DI PAGINE DI MANOSCRITTI E INCUNABOLI

Città del Vaticano, 13 aprile 2012 (VIS). Nella giornata di ieri, l'Osservatore Romano ha riportato l'annuncio del Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Monsignor Cesare Pasini, relativo alla digitalizzazione, nei prossimi cinque anni, di un milione e mezzo di pagine di manoscritti e incunaboli della Biblioteca Apostolica e delle Bodleian Libraries di Oxford. È la più estesa iniziativa di digitalizzazione intrapresa finora dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e sarà realizzata grazie alla Polonsky Foundation.

Due terzi dei volumi da digitalizzare - circa un milione di pagine, equivalenti a circa 2.500 libri - saranno selezionati fra i manoscritti greci ed ebraici e gli incunaboli della Biblioteca Apostolica Vaticana. La Biblioteca possiede 8.900 incunaboli, la quarta collezione più importante del mondo in quanto a numero. Recentemente è stato trasferito sulla rete il catalogo informatico degli incunaboli; grazie al nuovo progetto di digitalizzazione, si spera di porre a disposizione di tutti i navigatori della rete oltre 800 esemplari completamente digitalizzati, fra i quali il famoso incunabolo "De Europa", di Pio II Piccolomini, stampato da Albrecht Kunne a Memmingen prima del 1491; e la Bibbia latina delle 42 linee di Johann Gutenberg, il primo libro stampato con caratteri mobili fra il 1454 e il 1455.

Della collezione di manoscritti ebraici, saranno digitalizzati alcuni di speciale valore storico, come il "Sifra", scritto fra la fine del secolo IX e la metà del secolo X, probabilmente il codice ebraico più antico di quelli giunti sino a noi; un'intera Bibbia scritta in Italia intorno all'anno 1100; commentari biblici e talmudici; Halakah e Kabbalah; e scritti filosofici, medici e astronomici.

Dei manoscritti greci saranno digitalizzati opere di Omero, Sofocle, Platone, Ippocrate, i codici del Nuovo Testamento e dei Padri della Chiesa, molti dei quali riccamente decorati con miniature bizantine.

La Biblioteca Vaticana possiede oltre 80.000 manoscritti e 8.900 incunaboli. Monsignor Pasini ha affermato che "digitalizzare significa sia conservare meglio i beni culturali, rendendone meno assidua la consultazione e garantendo una riproduzione di alto livello prima di un possibile degrado dell'originale, sia renderle più immediatamente accessibili, in rete, a molte più persone".

Due anni orsono si è parlato per la prima volta di un progetto globale di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il numero dei manoscritti digitalizzati aumenta poco a poco grazie all'attività del Laboratorio di riproduzione della Biblioteca; e grazie anche a progetti concreti in collaborazione con istituzioni culturali, come l'attuale digitalizzazione dei manoscritti Palatini latini realizzata dall'Università di Heidelberg.
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