Città del Vaticano, 13 marzo 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio fatto pervenire tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, all'Arcivescovo Enrico Masseroni, di Vercelli (Italia), in occasione delle esequie dell’Ingegner Francesco Lamolinara, il tecnico italiano rapito in Nigeria il 12 maggio 2011 e rimasto ucciso assieme al collega britannico Christopher McManus giovedì scorso in un blitz per la loro liberazione:
"Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, informato circa la tragica scomparsa dell'Ingegner Francesco Lamolinara, desidera far giungere ai familiari l'espressione del suo vivo cordoglio ed assicurare la sentita partecipazione al grave lutto che li ha colpiti e, mentre ricorda del compianto defunto la generosa disponibilità verso il prossimo ed il contributo alla pacifica convivenza tra i popoli, innalza fervide preghiere di cristiano suffragio per la sua anima ed invia di cuore ai congiunti e agli amici la confortatrice Benedizione Apostolica, estendendola a quanti partecipano alla celebrazione esequiale ed ai concittadini di Gattinara". (paese natale del defunto).
"Mi unisco di cuore al dolore e alla preghiera, facendomi vicino ai familiari ed agli amici incontrati in agosto per sostenere la loro speranza in questo momento tanto difficile".
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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martedì 13 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
VIOLENZA CONTRARIA AL REGNO DI DIO
Città del Vaticano, 11 marzo 2012 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, III domenica di Quaresima, Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.
Nel commentare il Vangelo di San Giovanni che narra l'episodio di Gesù che scaccia dal tempio di Gerusalemme in venditori di animali e i cambiamonete, fatto che destò grande impressione nella folla e nei discepoli, il Papa ha detto: "Come dobbiamo interpretare questo gesto di Gesù? Anzitutto va notato che esso non provocò alcuna repressione dei tutori dell'ordine pubblico, perché fu visto come una tipica azione profetica: i profeti infatti, a nome di Dio, denunciavano spesso abusi, e lo facevano a volte con gesti simbolici. Il problema, semmai, era la loro autorità. Ecco perché i Giudei chiesero a Gesù: "Quale segno ci mostri per fare questo cose?, dimostraci che agisci veramente a nome di Dio".
"La cacciata dei venditori dal tempio - ha proseguito il Pontefice "è stata anche interpretata in senso politico-rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, 'zelanti' per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di Gesù attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma Gesù deluse questa attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare Gesù come violento: la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell’anticristo. La violenza non serve mai all’umanità, ma la disumanizza".
"Le parole che Gesù disse compiendo quel gesto: 'Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!'. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: 'Mi divora lo zelo per la tua casa'. Questo salmo è un’invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell’odio dei nemici: la situazione che Gesù vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell’amore che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il 'segno' che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. 'Distruggete questo tempio – disse – e in tre giorni lo farò risorgere'. E san Giovanni annota: 'Egli parlava del tempio del suo corpo'. Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell’amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale ogni credente può adorare Dio Padre 'in spirito e verità'".
"Lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo tempio nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale".
Appello in favore del Madagascar
Dopo l'Angelus il Papa ha lanciato un appello in favore de Madagascar ed ha detto: "Il mio pensiero va anzitutto alle care popolazioni del Madagascar che recentemente sono state colpite da violente calamità naturali, con gravi danni alle persone, alle strutture e alle coltivazioni. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le famiglie maggiormente provate, auspico e incoraggio il generoso soccorso della comunità internazionale".
IL PAPA E IL PRIMATE COMUNIONE ANGLICANA CELEBRANO FESTA DI SAN GREGORIO MAGNO
Città del Vaticano, 10 marzo 2012 (VIS). Nel pomeriggio di sabato 10 marzo, nella Chiesa dei Santi Andrea e Gregorio al monte Celio, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei primi Vespri della III domenica di Quaresima, in occasione del Millenario della fondazione della Casa Madre dei Camaldolesi dell'Ordine di San Benedetto e la memoria del Transito di San Gregorio Magno, con la partecipazione di Sua Grazia il Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana.
Dopo i Salmi e la lettura del Vangelo, l'omelia è stata tenuta da Benedetto XVI e dall'Arcivescovo di Canterbury.
"L’odierna celebrazione è dunque connotata da un profondo carattere ecumenico che, come sappiamo, fa parte ormai dello spirito camaldolese contemporaneo. Questo Monastero camaldolese romano ha sviluppato con Canterbury e la Comunione Anglicana, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, legami ormai tradizionali. Per la terza volta oggi il Vescovo di Roma incontra l’Arcivescovo di Canterbury nella casa di san Gregorio Magno. Ed è giusto che sia così, perché precisamente da questo Monastero il Papa Gregorio scelse Agostino e i suoi quaranta monaci per inviarli a portare il Vangelo fra gli Angli, poco più di mille e quattrocento anni fa".
Il Pontefice ha ricordato la testimonianza luminosa che San Gregorio diede alla Chiesa intera "con un servizio irreprensibile e pieno di zelo per il Vangelo. Veramente si può applicare anche a Gregorio ciò che Paolo scrisse di sé: la grazia di Dio in lui non è stata vana. È questo, in realtà, il segreto per la vita di ciascuno di noi: accogliere la grazia di Dio e acconsentire con tutto il cuore e con tutte le forze alla sua azione. È questo il segreto anche della vera gioia, e della pace profonda".
"Alla base di tutto - ha spiegato il Papa - c'è la grazia di Dio, c'è' il dono della chiamata, il mistero dell'incontro con Gesù vivo. Ma questa grazia domanda la risposta dei battezzati: richiede l'impegno di rivestirsi dei sentimenti di Cristo: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, perdono reciproco, e sopratutto, come sintesi e coronamento, l''agape', l'amore che Dio ci ha donato mediante Gesù e che lo Spirito Santo ha effuso nei nostri cuori".
Successivamente Benedetto XVI ha ricordato che la Congregazione dei Monaci Camaldolesi dell'Ordine di San Benedetto ha potuto percorrere mille anni di storia "nutrendosi quotidianamente della Parola di Dio e dell'Eucaristia, così come aveva insegnato loro il fondatore San Romualdo, secondo il 'triplex bonum' della solitudine, della vita comune e dell'evangelizzazione". Numerosi santi, beati e martiri, uomini di scienza e di arte, storici, pastori della Chiesa "figure esemplari di uomini e donne di Dio (...) hanno mostrato gli orizzonti e la grande fecondità della tradizione camaldolese".
Infine il Santo Padre ha auspicato che "tutti i fedeli, Cattolici ed Anglicani, (...) visitando a Roma i sepolcri gloriosi dei santi Apostoli e Martiri, rinnovino anche l'impegno di pregare costantemente e di operare l'unità, per vivere pienamente secondo quell''ut unum sint' che Gesù ha rivolto al Padre".
Nella sua omelia l'Arcivescovo Rowan Williams ha fatto riferimento alla comunione che è "certa ma imperfetta" fra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana. Ambedue condividono "la prospettiva della restaurazione della piena comunione sacramentale, di una vita eucaristica che sia pienamente visibile, e perciò di una testimonianza che sia pienamente credibile, in modo che il mondo confuso e tormentato possa entrare nella luce accogliente e trasfigurante di Cristo".
Tuttavia "il nostro riconoscere l'unico Corpo nella vita corporativa gli uni degli altri è instabile e incompleto; e senza un tale definitivo riconoscimento noi non siamo ancora pienamente liberi di condividere il potere trasformante del Vangelo nella Chiesa e nel mondo".
A conclusione della celebrazione dei Vespri, il Santo Padre e l'Arcivescovo di Canterbury si sono recati nella Cappella di San Gregorio, dove hanno acceso due ceri in onore della memoria di San Gregorio Magno e di Sant'Agostino di Canterbury.
PRESENTAZIONE ANNUARIO PONTIFICIO 2012
Città del Vaticano, 10 marzo 2012 (VIS). L'Annuario Pontificio 2012 è stato presentato questa mattina al Santo Padre dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato e dall'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali, in presenza dei collaboratori che hanno curato la nuova edizione e la stampa del volume. È stato anche presentato l'"Annuarium Statisticum Ecclesiae", curato dallo stesso Ufficio.
Fra le novità del nuovo Annuario 2012: il Santo Padre ha eretto 8 nuove Sedi Vescovili; 1 Ordinariato personale ed 1 Ordinariato militare; ha elevato 1 Arcidiocesi e 8 Diocesi a Sedi Metropolitane; 1 Prelatura, 1 Vicariato Apostolico e 1 Prefettura Apostolica a Diocesi, 1 Missione "sui iuris" a Prefettura Apostolica
I dati statistici, riferiti all'anno 2010, forniscono un'analisi sintetica delle principali dinamiche riguardanti la Chiesa Cattolica nelle 2.966 circoscrizioni ecclesiastiche del pianeta. Nel 2010 si contano poco meno di 1.196. milioni di cattolici nel mondo, a fronte dei 1.181 milioni circa del 2009, con un aumento assoluto di 15 milioni di fedeli pari all' 1,3%. Nel corso degli ultimi due anni, la presenza dei fedeli cattolici battezzati nel mondo rimane stabile attorno al 17,5%.
Le quote territoriali dei cattolici hanno subito tra il 2009 e il 2010 variazioni non trascurabili: sono diminuite nell'America Meridionale (da 28,54 a 28,34 percento e in Europa da (24,05 al 23,83 per cento). Sono aumentate in Africa (da 15,15 a 15,55 per cento) e nell'Asia Sud Orientale (da 10,41 a 10,87 per cento).
Dal 2009 al 2010, il numero di Vescovi nel mondo è passato da 5.065 a 5.104 con un aumento relativo dello 0,77%. L’incremento ha interessato l’Africa (16 nuovi Vescovi), l’America (15) e l’Asia (12), mentre una lieve flessione si è manifestata in Europa (da 1.607 a 1.606) e in Oceania (da 132 a 129).
La tendenza alla crescita del numero dei sacerdoti, che ha avuto inizio dal 2000, è proseguita anche nel 2010, anno in cui si contano 412.236 sacerdoti, di cui 277.009 membri del clero diocesano e 135.227 del clero religioso; nel 2009 erano invece 410.593 (275.542 diocesani e 135.051 religiosi). Gli incrementi si registrano in Asia (1.695), in Africa (761), in Oceania (52) e in America (42 unità), mentre il calo ha riguardato l’Europa (con -905 sacerdoti).
Il numero dei diaconi permanenti è aumentato, in quest’anno, del 3,7%, passando da 38.155 del 2009 a 39.564 del 2010. I diaconi permanenti sono presenti soprattutto in America del Nord e in Europa con una quota relativa al totale mondiale del 64,3% e di 33,2%, rispettivamente.
La tendenza alla flessione dei religiosi professi non sacerdoti sembra diminuire. Nel mondo, essi erano 54.229 nel 2009 e hanno raggiunto il numero di 54.665 nel 2010. In netto calo in America del Sud (3,5%) e in America del Nord (0,9%), sono stazionari in Europa; i religiosi professi aumentano in Asia (+4,1%), dove accrescono la propria quota sul totale mondiale, e in Africa (+3,1%).
Anche il mondo delle religiose professe sta attraversando una profonda trasformazione caratterizzata da una dinamica fortemente decrescente. A livello globale, esse passano da 729.371 nel 2009 a 721.935 nel 2010. Il calo ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con variazioni negative anche di rilievo (-2,9% in Europa, -2,6% in Oceania e -1,6% in America). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è stato decisamente significativo, attorno al 2% per entrambi i continenti.
Il numero degli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o religiosi è costantemente aumentato nel corso dell’ultimo quinquennio. Nel complesso, è cresciuto del 4%, passando dalle 114.439 unità del 2005 alle 118.990 del 2010.
In diminuzione in Europa (-10,4%) e in America (-1,1%), i seminaristi maggiori aumentano in Africa (+14,2%), in Asia (+13,0%) e in Oceania (+12,3%).
SFIDE E PRIORITÀ NUOVA EVANGELIZZAZIONE AMERICA LATINA
Città del Vaticano, 10 marzo 2012 (VIS). La Pontificia Commissione per l'America Latina ha appena pubblicato un libro dal titolo "Riflessioni sulla Nuova Evangelizzazione in America Latina: Sfide e Priorità". Il volume di 130 pagine è la risultante di una Giornata di Studio promossa dalla Pontificia Commissione l'11 novembre 2011.
Il volume con una introduzione del Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, raccoglie tre conferenze: "La nuova evangelizzazione alla luce del Magistero Pontificio", dell'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; "Dall'Evangelizzazione di Gesù Cristo alla missione continentale come nuova evangelizzazione" del Vescovo Santiago Silva Retamales, Segretario Generale del Celam e "La nuova evangelizzazione oggi in America Latina. Sfide e proprietà", del Dottor Guzmán Carriquiry Lecour, Segretario della Pontificia Commissione per l'America Latina. Segue un elenco di 41 "raccomandazioni" relativo alla nuova evangelizzazione in America Latina.
Il libro verrà inviato a tutti i membri e consiglieri della Commissione, a tutti i Vescovi dell'America Latina, ai Prefetti e ai Presidenti dei diversi dicasteri e organismi della Curia Romana.
Nel Comunicato di presentazione reso pubblico questa mattina dalla Pontificia Commissione, si segnala che il nuovo volume costituisce "un insieme di utili apporti per quella 'nuova evangelizzazione'" alla quale Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno ripetutamente convocato e che "oggi trova una significativa risposta nella 'missione continentale' lanciata dalla V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano ad Aparecida (maggio 2007), e in fase di piena realizzazione (...). Inoltre, viene proposto come ulteriore contributo alle tante riflessioni e scambi di esperienze che si stanno realizzando in vista della prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2012) (...) e del successivo "Anno della Fede".
LA SANTA SEDE AL VI FORUM MONDIALE DELL'ACQUA
Città del Vaticano, 12 marzo 2012 (VIS). La Santa Sede è presente con una Delegazione al VI Forum Mondiale dell’Acqua, in corso a Marsiglia (Francia), dal 12 al 7 marzo. Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha elaborato un documento, intitolato: "Acqua, un elemento essenziale per la vita" e avente come sottotitolo: "Impostare soluzioni efficaci".
Il testo, in particolare, ricorda come – nonostante alcuni progressi – un accesso adeguato all’acqua potabile non sia ancora garantito a buona parte della popolazione mondiale. Si auspica, inoltre, una migliore gestione dell’acqua da parte delle autorità pubbliche, degli operatori privati e della società civile e si invitano tali istanze ad agire con responsabilità, sobrietà e solidarietà alla luce dei principi di giustizia e di sussidiarietà".
"I Forum Mondiali dell’Acqua, organizzati ogni tre anni dal Consiglio Mondiale dell’Acqua, radunano soggetti privati, statali ed esponenti del mondo associativo per analizzare e sviluppare una visione di lungo periodo su tale risorsa indispensabile".
UDIENZE
Città del Vaticano, 10 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
Tredici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Jerome George Hanus, O.S.B., di Dubuque.
- Il Vescovo Martin John Amos, di Davenport.
- Il Vescovo Richard Edmund Pates, di Des Moines, con il Vescovo emerito Joseph Leo Charron, C.PP.S.
- Il Vescovo Ralph Walker Nickless, di Sioux City.
- L'Arcivescovo Robert James Carlson, di Saint Louis, con l'Ausiliare Vescovo Edward M. Rice, e con il già Ausiliare Vescovo Robert Joseph Hermann.
- Il Vescovo John Raymond Gaydos, di Jefferson City.
- Il Vescovo Robert W. Finn, di Kansas City-Saint Joseph, con l'emerito Vescovo Raymond James Boland.
- Il Vescovo James Vann Johnston, di Springfield-Cape Girardeau con l'emerito Vescovo John Joseph Leibrecht.
- Frére Alois, Priore di Taizé
- Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, e Seguito.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 10 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato l'Arcivescovo Francesco Alfano, Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia (superficie: 205; popolazione: 240.900; cattolici: 240.000; sacerdoti: 169; religiosi: 501; diaconi permanenti: 6), Italia. Finora Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, succede all'Arcivescovo Felice Cece, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Wien, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 450° anniversario del rinnovamento formale dell’Arcivescovado di Praga, che avrà luogo il 12 maggio 201
- Ha nominato l'Arcivescovo Mario Roberto Cassari, Nunzio Apostolico in Sud Africa, Botswana, Namibia e Swaziland, finora Nunzio Apostolico in Croazia.
venerdì 9 marzo 2012
IL PAPA AI VESCOVI U.S.A. SU CRISI MATRIMONIO E FAMIGLIA
Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regioni VII-IX), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Di seguito riportiamo estratti del discorso del Pontefice.
"Vorrei soffermarmi (...) sulla contemporanea crisi del matrimonio e della famiglia, e più in generale, sulla visione cristiana della sessualità umana. È sempre più evidente che un indebolimento nell'apprezzare l'indissolubilità dell'alleanza matrimoniale, e il diffuso rifiuto di una etica sessuale responsabile e matura fondata sulla pratica della castità, hanno condotto a gravi problemi sociali, con immense conseguenze umane ed economiche".
"Al riguardo occorre particolarmente menzionare le potenti correnti politiche e culturali che cercano di alterare la definizione giuridica del matrimonio. Il coscienzioso sforzo della Chiesa di resistere a tale pressione richiede una difesa ragionata del matrimonio quale istituzione naturale che consiste in una specifica comunione delle persone, essenzialmente radicata nella complementarità dei sessi ed orientata alla procreazione. Le differenze sessuali non possono essere messe da parte come irrilevanti nella definizione del matrimonio. Difendere l'istituzione del matrimonio come una realtà sociale è in definitiva una questione di giustizia, poiché comporta la salvaguardia del bene dell'intera comunità umana e dei diritti dei genitori e dei figli".
"Nei nostri colloqui, alcuni di voi hanno sottolineato con preoccupazione le crescenti difficoltà incontrate nel comunicare l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia nella sua integrità, e della diminuzione nel numero dei giovani che si accostano al sacramento del matrimonio. Certamente dobbiamo riconoscere delle deficienze nella catechesi degli ultimi decenni, che a volte hanno mancato di comunicare il ricco patrimonio dell'insegnamento cattolico sul matrimonio, istituzione naturale elevata da Cristo alla dignità di sacramento, vocazione degli sposi cristiani nella società e nella Chiesa, e pratica di castità coniugale".
"A livello paratico, i programmi di preparazione al matrimonio devono essere attentamente riveduti per garantire una maggiore concentrazione sulla loro componente catechetica e sulla presentazione delle responsabilità sociali ed ecclesiali che il matrimonio cristiano comporta. In tale contesto non possiamo trascurare il grave problema pastorale presentato dalla diffusa pratica della coabitazione, spesso di coppie che sembrano inconsapevoli di commettere un grave peccato, per non tacere il danno apportato alla stabilità della società. Incoraggio i vostri sforzi di promuovere una pastorale chiara e norme liturgiche per la degna celebrazione del matrimonio che incarnino una testimonianza senza ambiguità alle esigenze oggettive della moralità cristiana, mentre mostrano sensibilità e sollecitudine per le giovani coppie".
"In tale grande sforzo pastorale si presenta l'urgente necessità per tutta la comunità cristiana di recuperare l'apprezzamento della virtù della castità. (...) Non è meramente una questione di presentare degli argomenti, ma di far piacere una visione integrata, coerente ed elevata della sessualità umana. La ricchezza di questa visione è più solida e interessante delle ideologie permissive esaltate in certi ambienti; questi infatti costituiscono una potente e distruttiva forma di contro-catechesi per i giovani".
La castità, come ci ricorda il Catechismo, richiede "l'acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia per la libertà umana". In una società che sempre più tende a fraintendere e perfino ridicolizzare la dimensione essenziale dell'insegnamento di Cristo, i giovani devono essere rassicurati che 'se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui, nella nostra vita, non perdiamo nulla, assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande'".
"Concludo ricordando che tutti i nostri sforzi in quest'ambito sono diretti al bene dei minori, che hanno il diritto fondamentale di crescere con una sana comprensione del posto della sessualità nelle relazioni umane. I bambini sono il più grande tesoro e il futuro di ogni società: curarsi davvero di loro significa riconoscere la nostra responsabilità di insegnamento e difesa, e di vivere le virtù morali che sono la chiave della realizzazione umana. Auspico che la Chiesa negli Stati Uniti, quantunque mortificata dagli eventi dello decennio scorso, perseveri nella storica missione di educare i giovani e contribuire così al consolidamento di quella sana vita familiare che è la più sicura garanzia di solidarietà intergenerazionale e di sanità della società nel suo complesso.
NUOVA EVANGELIZZAZIONE PARTE DAL CONFESSIONALE
Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i 1.300 sacerdoti e diaconi partecipanti al "Corso sul Foro interno", promosso ogni anno dalla Penitenzieria Apostolica.
Nel suo discorso Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza di una adeguata preparazione teologica, spirituale e canonica per essere confessori, dato che il sacramento della Riconciliazione è essenziale per la vita di fede ed è strettamente connesso all'annuncio del Vangelo. "I Sacramenti e l’annuncio della Parola - ha detto il Papa - infatti, non devono mai essere concepiti come separati, ma, al contrario (...). Il sacerdote rappresenta Cristo, l'Inviato del Padre, ne continua la missione, mediante la 'parola' e il 'sacramento', in questa totalità di corpo e anima, di segno e parola".
La confessione sacramentale è così una via privilegiata per la nuova evangelizzazione: "La reale conversione dei cuori, che è aprirsi all’azione trasformante e rinnovatrice di Dio, è il 'motore' di ogni riforma e si traduce in una vera forza evangelizzante. Nella Confessione il peccatore pentito, per l’azione gratuita della Misericordia divina, viene giustificato, perdonato e santificato (...) Solo chi si è lasciato profondamente rinnovare dalla Grazia divina, può portare in se stesso, e quindi annunciare, la novità del Vangelo". Tutti i santi della storia testimoniano lo stretto rapporto fra santità e sacramento della riconciliazione. La nuova evangelizzazione "trae linfa vitale dalla santità dei figli della Chiesa, dal cammino quotidiano di conversione personale e comunitaria per conformarsi sempre più profondamente a Cristo".
Il Papa ha ricordato che nell'amministrare il sacramento della riconciliazione, i sacerdoti sono strumento per l'incontro degli uomini con Dio. Il peccatore pentito sente un profondo desiderio di cambiamento e di misericordia e sperimenta, mediante il Sacramento "l'incontro e l'abbraccio con Cristo".
"Sarete - ha detto il Pontefice - Sarete perciò collaboratori e protagonisti di tanti possibili “nuovi inizi”, quanti saranno i penitenti che vi si accosteranno. (...) La nuova evangelizzazione, allora, parte anche dal Confessionale! Parte cioè dal misterioso incontro tra l’inesauribile domanda dell’uomo (...) e la Misericordia di Dio, unica risposta adeguata al bisogno umano di infinito". Se i fedeli sperimentano realmente la misericordia di Cristo nel sacramento "diverranno essi stessi testimoni credibili di quella santità, che è il fine della nuova evangelizzazione".
"Tutto questo, cari amici, se è vero per i fedeli laici, acquista ancora maggiore rilevanza per ciascuno di noi. Il ministro del Sacramento della Riconciliazione collabora alla nuova evangelizzazione rinnovando egli stesso, per primo, la coscienza del proprio essere penitente e del bisogno di accostarsi al perdono sacramentale, perché si rinnovi quell’incontro con Cristo".
Infine il Santo Padre ha esortato i sacerdoti con queste parole: "La novità di Cristo sia sempre il centro e la ragione della vostra esistenza sacerdotale, perché chi vi incontra possa, attraverso il vostro ministero, proclamare come Andrea a Giovanni: 'Abbiamo incontrato il Messia'. In tal modo, ogni Confessione, dalla quale ciascun cristiano uscirà rinnovato, rappresenterà un passo in avanti della nuova evangelizzazione".
TELEGRAMMA MORTE CARDINALE JOSÉ T. SÁNCHEZ
Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Ricardo J. Vidal, Arcivescovo emerito di Cebu (Filippine), per la morte, questa mattina a Manila, all'età di 91 anni, del Cardinale José T. Sánchez, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.
Il Papa ha ricordato la generosa dedizione del Porporato "al servizio del Signore come sacerdote e Vescovo nel suo paese natale, e il servizio reso insieme insieme "nella Curia romana durante il Pontificato del Beato Giovanni Paolo II. Mi unisco a Lei nel raccomandare la nobile anima del defunto al nostro Padre celeste. Prego che la sua testimonianza ispiri altri a dedicare la vita al servizio del Signore e alla sua santa Chiesa, in particolare nel sacerdozio".
UDIENZE
Città del Vaticano, 9 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza otto Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d’America, in visita “ad Limina Apostolorun”:
- L'Arcivescovo George Joseph Lucas, di Omaha con l'emerito Vescovo Elden Francis Curtiss.
- Il Vescovo William J. Dendinger, di Grand Island.
- Il Vescovo Fabian Wendelin Bruskewitz, di Lincoln.
- L'Arcivescovo Joseph F. Naumann, di Kansas City in Kansas.
- Il Vescovo John B. Brungardt, di Dodge City.
- Il Vescovo Michael Owen Jackels, di Wichita.
- Il Vescovo Edward J. Weisenburger, Vescovo eletto di Salina.
giovedì 8 marzo 2012
TEOLOGIA OGGI: PROSPETTIVE, PRINCIPI E CRITERI
Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). La Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato oggi il documento: "Theology Today: Perspectives, Principles and Criteria".
Un Comunicato pubblicato questa mattina dalla Commissione Teologica Internazionale precisa che: "Il documento esamina alcune questioni attuali della teologia e propone, alla luce dei principi costitutivi della teologia, i criteri metodologici che sono determinanti per la teologia cattolica rispetto ad altre discipline affini, come le scienze religiose. Il testo è distribuito in tre capitoli: la teologia presuppone l’ascolto della Parola di Dio accolta nella fede (capitolo 1); la si esercita nella comunione della Chiesa (capitolo 2); e mira a dare ragione di un modo scientifico di accostarsi alla verità di Dio in una prospettiva di autentica saggezza (capitolo 3)".
Il testo, in lingua inglese, è stato pubblicato sulla pagina Internet della Commissione Teologica Internazionale, sul Sito Vaticano www.vatican.va. Il Documento appare anche sulla rivista "Origins. CNS Documentary Service" e sul sito Internet della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America. Una traduzione italiana sarà prossimamente disponibile su "La Civiltà Cattolica" e successivamente sono previste traduzioni nelle principali lingue.
Il Comunicato della Commissione segnala infine che la preparazione del documento: "fu iniziata nel precedente quinquennium 2004-2008, dalla sottocommissione presieduta dal Padre Santiago del Cura Elena" e che "è stato redatto, tenendo presente lo studio svolto, durante l'attuale quinquennium, dalla sottocommissione presieduta da Monsignor Paul McPartlan".
GRANDE CONTRIBUTO MUSEI VATICANI MOSTRA "ETRUSCHI. L'IDEALE EROICO E IL VINO LUCENTE
Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Etruschi, l'ideale eroico e il vino lucente" è il titolo della mostra presentata questa mattina nei Musei Vaticani e che si inaugura al Palazzo Mazzetti di Asti (Italia), il 17 marzo prossimo.
La mostra presenta 300 oggetti, in molti casi inediti, in alcuni casi esposti per la prima volta o poco conosciuti, dei quali 140 provenienti dal Museo Gregoriano Etrusco dei Musei Vaticani e gli altri dalle principali collezioni etrusche italiane.
L'esposizione che documenta il rapporto storico-culturale fra Mediterraneo orientale e mondo etrusco, si apre con l'Elmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e la comunità della valle del Tanaro, ritrovato alla fine del secolo XIX nelle acque del fiume che bagna Asti. La prima parte dell'esposizione racconta l'importazione dell'ideale eroico e dei costumi omerici in Etruria, per mezzo di una serie di tematiche - mito, commercio, atletismo - che contraddistinguono le prime fasi della cultura etrusca. Con la diffusione dei poemi omerici nella penisola italiana, cambia l'autorappresentazione dei personaggi più autorevoli della comunità etrusca che ora perseguono l'ideale del principe-eroe e si qualificano, oltre che per l'abilità militare, anche per le grandi ricchezze accumulate e le usanze cerimoniali. Uno dei reperti più significativi di questo settore è la visiera in bronzo, proveniente dai Musei Vaticani, che illustra la Mostra.
La seconda parte dell'esposizione si apre con l'analisi dei cerimoniali del banchetto, nelle sue diverse rappresentazioni, documentate da servizi di pregio, arredi ed eloquenti immagini di pittura e scultura. Si potrà ammirare la tomba "della Scrofa nera", le cui pitture furono staccate dall'ipogeo a scopo conservativo. Per la prima volta dopo la scoperta ottocentesca sarà riunificato il pregevole sarcofago dei Vipiniana da Tuscania, con l'immagine del defunto che banchetta sul coperchio, custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze ed il mito dei Niobidi sulla cassa, appartenente alla collezione del Museo Gregoriano Etrusco. La mostra si chiude con una rassegna di teste votive di diverso tipo, dai bambini in fasce agli anziani, provenienti da santuari, fino a due volti grotteschi, usciti per l'occasione, in anteprima, dai depositi dei Musei Vaticani.
Infine si potrà ammirare un lussuoso gabinetto "etrusco" del Castello di Racconigi, appartenente al Re Carlo Alberto di Savoia, esempio della diffusione del gusto artistico "all'etrusca" che si diffuse in Europa fra Sette e Ottocento.
UDIENZE
Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Il Signor David McAllister, Ministro Presidente del Land Niederachsen (Bassa Sassonia), e Seguito.
- Dodici Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo John Clayton Nienstedt, di Saint Paul and Minneapolis, con l'Ausiliare Vescovo Lee Anthony Piché.
- Il Vescovo Michael J. Hoeppner, di Crookston.
- Il Vescovo Paul D. Sirba, di Duluth.
- Il Vescovo John Martin LeVoir, di New Ulm.
- Il Vescovo John Francis Kinney, di Saint Cloud.
- Il Vescovo John M. Quinn, di Winona., con il Vescovo emerito Bernard Joseph Harrington.
- Il Vescovo David A. Kagan, di Bismark.
- Il Vescovo Samuel Joseph Aquila, di Fargo.
- Il Vescovo Robert D. Gruss, di Rapid City.
- Il Vescovo Paul Joseph Swain, di Sioux Falls.
Il Signor Nikola Kaloudov, Ambasciatore di Bulgaria, con la Consorte, in visita di congedo.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 8 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Liam Stephen Cary, Vescovo di Baker (superficie: 173.013; popolazione: 502.610: cattolici: 37.029; sacerdoti: 60; religiosi: 25; diaconi permanenti:12) Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Prineville (Stati Uniti d'America), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992 per l'Arcidiocesi di Portland in Oregon. Dal 1992 al 1994 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Joseph Parish” a Salem; dal 1993 al 1997 è stato Membro dell’“Educating for Chastity Task Force”; dal 1994 al 1998 è stato Direttore delle vocazioni sacerdotali; dal 1997 al 1998 è stato Vicario parrocchiale della “Saint Anne Parish” a Gresham e nel 1998 Vicario Parrocchiale della “Saint Luke Parish” a Woodburn; dal 1998 al 2011 è stato Parroco della “Sacred Heart Parish” a Medford; finora è stato Parroco della “Saint Mary Parish” a Eugene.
mercoledì 7 marzo 2012
CORO ABBAZIA DI WESTMINSTER SI ESIBIRÀ IN SAN PIETRO
Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Coro dell’Abbazia di Westminster, canterà insieme al Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina" durante le cerimonie liturgiche della Solennità dei Santi Pietro e Paolo - il 29 giugno prossimo - che saranno trasmesse a livello internazionale. Il Coro di Westminster è stato invitato dalla Santa Sede, tramite il Maestro della Sistina, Monsignor Massimo Palombella.
In un Comunicato congiunto reso pubblico questa mattina, si precisa che "Questa importante iniziativa ecumenica rappresenta la prima volta che, in 500 anni di storia, il Coro della Cappella Sistina unisce le sue forze con quelle di un altro coro. L’invito a recarsi a Roma giunge dopo la visita di Papa Benedetto XVI all’Abbazia, nel settembre 2010, quando il Santo Padre partecipò ai Vespri e pregò sulla tomba di Eduardo il Confessore insieme all’Arcivescovo di Canterbury, il Reverendo Dr. Rowan Williams, durante la sua visita di Stato in Inghilterra e Scozia".
L'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Chiesa d'Inghilterra ha ricordato che San Pietro è il Patrono della Basilica Vaticana e dell'Abbazia di Westminster. "Celebrare insieme la sua testimonianza apostolica e il suo esempio è un forte richiamo alla vocazione comune delle nostre chiese ad essere fedeli, oggi, alla pienezza apostolica del Vangelo".
I due cori canteranno insieme durante i Primi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il 28 giugno e durante la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, la mattina del 29 giugno. Il Coro dell'Abbazia di Westminster si recherà anche al Monastero Benedettino di Montecassino per cantare i Vespri e la Messa insieme alla comunità monastica del luogo in cui è sepolto San Benedetto. Furono i Monaci Benedettini a stabilire la tradizione del culto liturgico quotidiano, che continua fino ai nostri giorni, nell'Abbazia di Westminster, fondata da San Dunstano nel 960.
TELEGRAMMI VITTIMA INCIDENTE FERROVIARIO IN POLONIA E PER VITTIME ESPLOSIONI IN CONGO
Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato - tramite il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., all'Arcivescovo Józef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, un telegramma di cordoglio per le vittime dell'incidente ferroviario accaduto nella serata di sabato 3 marzo a Szczekociny, presso Zawiercie (Polonia).
Il Santo Padre esprime il suo cordoglio per l'avvenimento e la sua vicinanza spirituale a tutte le persone colpite ed assicura la sua preghiera per le vittime del tragico incidente, partecipando al lutto delle loro famiglie e di tutta la Polonia. Benedetto XVI implora per tutti i defunti il dono della divina misericordia e la vita eterna. Ai feriti augura un pronto e completo ristabilimento in salute. Per quanti soffrono a causa del tragico incidente supplica il dono del coraggio e della pace anche nel dolore e li conforta con la parola di San Paolo ai Tessalonicesi: "Noi crediamo (...) che Gesù è morto e risuscitato, così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con Lui".
Il Santo Padre ha fatto ugualmente pervenire, tramite il Cardinale Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Louis Portella-Mbuyu, Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, per la morte di più di 200 persone a Brazzaville, domenica 4 marzo, a causa delle esplosioni verificatesi in un deposito di munizioni.
Davanti a tale "tragica catastrofe" Benedetto XVI esprime il suo profondo cordoglio ai familiari e agli amici delle vittime e invoca il Signore di accogliere i defunti nella sua pace e nella sua luce. Nel contempo il Papa esprime gratitudine per l'impegno dei soccorritori e domanda a Dio di portare conforto e speranza ai feriti ed a tutte le persone coinvolte in questa tragedia.
70% POPOLAZIONE MONDIALE VIVE IN PAESI CON GRAVI LIMITAZIONI DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA
Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). "Gli attacchi terroristici contro i cristiani in Africa, in Medio Oriente e in Asia sono aumentati del 309% dal 2003 al 2010. Circa il 70% della popolazione mondiale vive in Paesi con gravi limitazioni alla fede e alla pratica religiosa, e sono le minoranze religiose a pagare il prezzo più alto", ha affermato l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, nel suo intervento - il 1° marzo scorso - alla XIX sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani.
"In generale - ha ricordato l'Arcivescovo Tomasi - le crescenti restrizioni poste alla religione riguardano 2,2 miliardi di persone. Gli individui colpiti o hanno perso la protezione della loro società oppure hanno sperimentato ingiuste restrizioni imposte dal governo, oppure sono diventati vittima della violenza dovuta a un fanatismo impulsivo".
Fra le cause di questo fenomeno, l'Arcivescovo Tomasi ha citato "la mutevole situazione politica, percezioni errate del ruolo della religione, il vantaggio personale, e le sottili ambiguità nell’intendere il secolarismo". Nelle circostanze attuali, è urgente che la comunità internazionale si impegni ulteriormente "al fine di assicurare la protezione delle persone nell'esercizio della libertà di religione e della pratica religiosa" in modo da contribuire come cittadini al pieno diritto alla vita sociale e al progresso del proprio Paese.
L'Osservatore della Santa Sede ha ribadito che gli Stati devono assicurare a tutti i cittadini il diritto a godere della libertà di religione individualmente e comunitariamente. La libertà di religione non è un diritto derivato o concesso bensì "un diritto fondamentale e inalienabile della persona umana. (...) Il compito del Governo non è quello di definire la religione (...) bensì di conferire alle comunità di fede una personalità giuridica, affinché possa operare pacificamente all'interno di una struttura legale".
"Il rispetto della libertà religiosa di tutti i cittadini può essere a rischio laddove è riconosciuto il concetto di 'religione di Stato', specialmente quando questo diventa la fonte del trattamento ingiusto degli altri, che appartengano a una fede diversa, o che non abbiano nessuna fede".
Sostenere tolleranza reciproca tra i cittadini di religione diversa
Al di là delle considerazioni istituzionali - ha affermato l'Arcivescovo -, il problema fondamentale relativo alla promozione e alla tutela dei diritti umani nell’ambito della libertà religiosa è l’intolleranza, che ogni anno porta alla violenza e all’uccisione di tante persone innocenti solo per le loro convinzioni religiose. La responsabilità realistica e collettiva, pertanto, è quella di sostenere la tolleranza reciproca e il rispetto dei diritti umani, nonché una maggiore uguaglianza tra i cittadini di religione diversa, al fine di realizzare una democrazia sana, in cui vengano riconosciuti il ruolo pubblico della religione e la distinzione tra la sfera religiosa e quella temporale. (...) Al fine di raggiungere questo auspicabile obiettivo, occorre però superare una cultura che sminuisce la persona umana e che cerca di eliminare la religione dalla vita pubblica".
"Le religioni non sono una minaccia, bensì una risorsa. Contribuiscono allo sviluppo delle civiltà, e questo è un bene per tutti. Le loro libertà e attività vanno protette, affinché la collaborazione tra le fedi religiose e le società possa favorire il bene comune. (...) Il sistema educativo e i media hanno un ruolo importante, escludendo il pregiudizio e l’odio dai libri di testo, dai notiziari e dai giornali, e diffondendo informazioni accurate e corrette su tutti i gruppi che compongono la società".
"La mancanza di educazione e d’informazione, che facilita la manipolazione delle persone per trarne vantaggi politici, è però troppo spesso legata al sottosviluppo, alla povertà, all’impossibilità di partecipare in modo effettivo alla gestione della società. Una maggiore giustizia sociale offre un terreno fertile per l’attuazione di tutti i diritti umani. Le religioni sono comunità basate su convinzioni e la loro libertà garantisce un contributo di valori morali, senza i quali non è possibile la libertà di tutti. Per questa ragione, la comunità internazionale ha la responsabilità urgente e benefica di contrastare la tendenza alla crescente violenza contro i gruppi religiosi e l’ingannevole neutralità, che di fatto mira a neutralizzare la religione".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 6 marzo 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha eretto la nuova eparchia di Faridabad dei Siro-Malabaresi (India).
- Ha nominato il Monsignor Kuriakose Bharanikulangara primo Vescovo Eparchiale di Faridabad (sacerdoti 44; religiosi: 200), conferendogli la dignità di Arcivescovo "ad personam". L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1959 a Karippassery (India), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. È stato Vicario Assistente nella parrocchia di Tripunithura e Co-Editore di "Satyadeepam", il settimanale dell'Arcieparchia. Ha conseguito la licenza in diritto canonico e il dottorato in diritto canonico orientale. Ha conseguito il diploma in giurisprudenza pastorale presso l'Accademia Ecclesiastica Pontificia "in Urbe", ed ha svolto il servizio diplomatico in diverse Rappresentanze Pontificie. Ultimamente presso la "Permanent Observer Mission" all'ONU in New York, quindi è stato Consigliere di Nunziatura presso la Nunziatura Apostolica in Germania. Come nuovo Vescovo di Faridabad, col titolo "ad personam" di Arcivescovo, Monsignor Bharankiulangara sarà membro del Sinodo della Chiesa Siro-Malabarese.
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