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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 30 novembre 2007

FERMA SPERANZA PER AFFRONTARE DIFFICOLTÀ MONDO PRESENTE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2007 (VIS). Il Cardinale Georges Marie Martin Cottier, O.P., Pro-Teologo emerito della Casa Pontificia ed il Cardinale Albert Vanhoye, S.I., Professore emerito di esegesi del Nuovo Testamento del Pontificio Istituto Biblico, sono intervenuti questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione della seconda Enciclica di Papa Benedetto XVI: "Spe salvi", sulla speranza cristiana.

  "La speranza cristiana" - ha affermato il Cardinale Cottier - " è stata oggetto di una critica sempre più dura: sarebbe puro individualismo; abbandonando il mondo alla sua miseria, il cristiano si sarebbe rifugiato in una salvezza eterna soltanto privata".

  "Rimane una domanda" - ha proseguito il Porporato - "che non si può eludere: come può essere nata l'idea che, con il cristianesimo, la ricerca della salvezza fosse una ricerca egoistica che si rifiuta al servizio degli altri?".

  "La nuova problematica ha un'incidenza determinante per la crisi moderna della fede e della speranza cristiane. Emerge così una nuova forma di speranza che si chiama 'fede nel progresso' orientata verso un mondo nuovo, il mondo del 'regno dell'uomo'".

  "La fede nel progresso come tale" - ha spiegato il Cardinale Cottier - "diventa dunque sempre più fortemente la convinzione dominante della modernità. Due categorie entrano sempre più al centro dell'idea del progresso: la ragione e la libertà. Il progresso è nel crescente dominio della ragione, la quale è considerata come un potere del bene e per il bene. Il progresso è anche nel superamento di tutte le dipendenze, vale a dire che va verso la libertà perfetta. In questa prospettiva, la libertà si presenta come promessa di pienezza della realizzazione dell'uomo".

  "Quello che precede concerne la diagnosi sulla crisi della speranza cristiana nella cultura moderna" - ha rilevato il Cardinale Cottier - "e della sua sostituzione con la fede nel progresso. Nel corso della storia, sono apparse sempre più evidenti le aporie di quest'ultima. Ritorna di nuovo con insistenza la domanda: che cosa possiamo sperare? In questa prospettiva, i nn. 22-23, hanno un'importanza decisiva. Ci dicono il motivo essenziale dell'enciclica dal punto di vista sia pastorale che culturale".

  Il Cardinale Vanhoye ha affermato a sua volta che: "La breve Introduzione dell'Enciclica dimostra subito l'importanza decisiva della speranza, che sarà poi ribadita più volte. Per poter affrontare il presente con tutti i suoi problemi e le sue difficoltà, abbiamo assolutamente bisogno di una speranza e di una speranza veramente  valida e ferma".

  "Nelle pagine successive, dal titolo: 'La vita eterna - che cos'è?' (nn. 10-12), il Santo Padre" - ha proseguito il Porporato - "esprime con vivo realismo la mentalità attuale di molte persone. La vita eterna è l'oggetto della speranza. Ma a molte persone, oggi, 'la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. Non vogliono affatto la vita eterna, ma quella presente. [...] La morte, certamente, si vorrebbe rimandare il più possibile. Ma vivere sempre, senza un termine - questo, tutto sommato, può essere solo noioso e alla fine, insopportabile".

  "La seconda grande parte dell'Enciclica" - ha precisato il Cardinale Vanhoye -"descrive i 'Luoghi di apprendimento e di esercizio della speranza' (non. 32-48) e riguarda quindi, in modo più concreto, la vita cristiana. Vengono distinti tre luoghi: I. La preghiera come scuola della speranza; II. Agire e soffrire come luoghi di apprendimento della speranza; III. Il Giudizio [con una g maiuscola] come luogo di apprendimento e di esercizio della speranza".

  L'Enciclica presenta "il Giudizio finale di Dio 'come luogo di apprendimento e di esercizio della speranza' in un senso evidentemente diverso dai luoghi precedenti, perché il Giudizio finale non è una realtà presente come sono le preghiere e le sofferenze. Il Giudizio finale suscita, però, la speranza perché eliminerà il male. Qui l'Enciclica offre riflessioni profonde sul terribile problema del male e della giustizia".
OP/ENCICLICA SPE SALVI/COTTIER:VANHOYE               VIS 20071130 (610)


SPE SALVI: ENCICLICA DI BENEDETTO XVI SPERANZA CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la seconda Enciclica di Papa Benedetto XVI, "Spe salvi", dedicata alla speranza cristiana. Il testo si compone di una introduzione e otto capitoli e parte da un passo della Lettera di San Paolo ai Romani: SPE SALVI facti sumus (nella speranza siamo stati salvati").

  Gli otto capitoli sono intitolati: "La fede è speranza"; "Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo testamento e nella Chiesa primitiva"; "La vita eterna - che cos'è?"; "La speranza cristiana è individualistica?; La trasformazione della fede-speranza cristiana nel tempo moderno; "La vera fisionomia della speranza cristiana"; 'Luoghi' di apprendimento e di esercizio della speranza: I. La preghiera come scuola della speranza; II. Agire e soffrire come luoghi di apprendimento della speranza; III. Giudizio come luogo di apprendimento e di esercizio della speranza; "Maria, stella della speranza".

  "La redenzione, la salvezza, secondo la fede cristiana" - spiega il Papa nell'introduzione - "non è un semplice dato di fatto. La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino".

  Perciò  "elemento distintivo dei cristiani" è "il fatto che essi hanno un futuro: … sanno … che la loro vita non finisce nel vuoto". Il Papa sottolinea che il messaggio cristiano non è solo "informativo", ma "performativo". Questo significa che "il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova".

  "Giungere a conoscere Dio - il vero Dio, questo significa ricevere speranza". Questo lo comprendevano bene i primi cristiani, come gli Efesini, che prima di incontrare Cristo avevano molti dèi ma vivevano "senza speranza e senza Dio". Il problema per i cristiani di antica data - sottolinea -  è l'abitudine al Vangelo: la speranza "che proviene dall'incontro reale con … Dio, quasi non è più percepibile".

  Il Papa ricorda che Gesù non ha portato "un messaggio sociale-rivoluzionario" come Spartaco, e "non era un combattente per una liberazione politica, come Barabba o Bar-Kochba". Ha portato "qualcosa di totalmente diverso: … l'incontro con il Dio vivente … l'incontro con una speranza che era più forte delle sofferenze della schiavitù e che per questo trasformava dal di dentro la vita e il mondo", "anche se le strutture esterne rimanevano le stesse".

  Cristo ci rende veramente liberi: "Non siamo schiavi dell'universo" e delle "leggi della materia e dell'evoluzione". (...) Siamo liberi perché "il cielo non è vuoto", perché il Signore dell'universo è Dio che "in Gesù si è rivelato come Amore". 

  Cristo è il "vero filosofo" che  "ci dice chi in realtà è l'uomo e che cosa egli deve fare per essere veramente uomo". "Egli indica anche la via oltre la morte; solo chi è in grado di fare questo, è un vero maestro di vita". E ci offre una speranza che è insieme attesa e presenza: perché "il fatto che questo futuro esista, cambia il presente".

  Il Papa rileva che "forse oggi molte persone rifiutano la fede semplicemente perché la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. (...) "L'attuale crisi della fede - prosegue - è soprattutto una crisi della speranza cristiana". "La restaurazione del paradiso perduto, non si attende più dalla fede" ma dal progresso tecnico-scientifico, da cui - si ritiene - potrà emergere "il regno dell'uomo". La speranza diventa così "fede nel progresso" fondata su due colonne: la ragione e la libertà che "sembrano garantire da sé, in virtù della loro intrinseca bontà, una nuova comunità umana perfetta".

  "Il regno della ragione … è atteso come la nuova condizione dell'umanità diventata totalmente libera". (16-20) "Due tappe essenziali della concretizzazione politica di questa speranza" sono state la Rivoluzione francese (19) e quella marxista. Di fronte agli sviluppi della Rivoluzione francese, "l'Europa dell'Illuminismo … ha dovuto riflettere in modo nuovo su ragione e libertà". La rivoluzione proletaria d'altra parte ha  lasciato "dietro di sé una distruzione desolante". "L'errore fondamentale di Marx" è stato questo: "ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà… Credeva che una volta messa a posto l'economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo". (20-21) "Diciamolo ora in modo molto semplice - scrive il Papa: l'uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza". "L'uomo non può mai essere redento semplicemente" da una struttura esterna. (...) L'uomo viene redento mediante l'amore". Un amore incondizionato, assoluto : "La vera grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere  solo Dio - il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora sino alla fine". (26)

  Il Papa indica quattro luoghi di apprendimento e di esercizio della speranza. Il primo è la preghiera: "Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora … se non c'è più nessuno che possa aiutarmi … Egli può aiutarmi".

  Accanto alla preghiera c'è poi l'agire. "La speranza in senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo" affinché "il mondo diventi un po' più luminoso e umano. E solo se so che "la mia vita personale e la storia nel suo insieme sono custodite nel potere indistruttibile dell'amore" io "posso sempre ancora sperare anche se … non ho più niente da sperare".

  Anche il soffrire è un luogo di apprendimento della speranza. "Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza": tuttavia "non è la fuga davanti al dolore che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore". (...) Fondamentale è poi saper soffrire con l'altro e per gli altri. "Una società che non riesce ad accettare i sofferenti …è una società crudele e disumana".

  Infine, altro luogo di apprendimento della speranza è il Giudizio di Dio. "La fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza": "esiste la risurrezione della carne. Esiste una giustizia. Esiste la 'revoca' della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto". Il Papa si dice "convinto che la questione della giustizia costituisce l'argomento essenziale, in ogni caso l'argomento più forte, in favore della fede nella vita eterna". E' impossibile  infatti "che l'ingiustizia della storia sia l'ultima parola". "Dio è giustizia e crea giustizia. E' questa la nostra consolazione e la nostra speranza. Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia". "La grazia non esclude la giustizia…I malvagi alla fine, nel banchetto eterno, non siederanno indistintamente a tavola accanto alle vittime, come se nulla fosse stato".
ENC/SPE SALVI/...                                VIS 20071130 (1.150)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Corea, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Lazzaro You Heung-sik, di Daejon.

    - Il Vescovo Boniface Choi Ki-san, di Incheon, con il Vescovo emerito William John McNaughton, M.M.

    - Il Vescovo Paul Choi Deok-ki, di Suwon, con l'Ausiliare Vescovo Matthias Ri Iong-hoon.

    - Il Vescovo Joseph Lee Han-taek, S.I., di Uijongbu

    - Il Vescovo Jacobus Kim Ji-Seok, di Wonju.

    - L'Arcivescovo John Choi Young-soo, di Daegu, con l'Ausiliare Vescovo Thaddeus Cho Hwan-kil.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                               VIS 20071130 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Reinhard Marx, Arcivescovo Metropolita di München und Freising (superficie: 12.081; popolazione: 3.473.600; cattolici: 1.819.941; sacerdoti: 1.336; religiosi: 3.219; diaconi permanenti: 203), Germania. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Trier (Germania), è nato a Geseke (Germania), nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1979, e nel 1996 ha ricevuto l'ordinazione episcopale.

- Ha nominato il Vescovo Óscar Urbina Ortega, Arcivescovo Metropolita di Villavicencio (superficie: 50.000; popolazione: 550.000; cattolici: 502.000; sacerdoti: 154; religiosi: 59; diaconi permanenti: 13), Colombia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Cúcuta (Colombia), è nato ad Arboledas (Colombia), nel 1947, è stato ordinato sacerdote nel 1973 e nel 1998 ha ricevuto la consacrazione episcopale.

- Ha nominato il Reverendo Alfonso Carrasco Rouco, Vescovo di Lugo (superficie: 7.703; popolazione: 289.080; cattolici: 282.125; sacerdoti: 398; religiosi: 330), Spagna. Il Vescovo eletto, finora professore di Teologia Dogmatica presso la Facoltà "San Dámaso" di Madrid (Spagna), è nato nel 1956 a Villalba (Spagna), è stato ordinato sacerdote nel 1985. Succede al Vescovo José Higinio Gómez González, O.F.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre John Corriveau, O.F.M.Cap., già Ministro Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, Vescovo di Nelson (superficie: 78.400; popolazione: 370.000; cattolici: 75.000; sacerdoti: 38; religiosi: 25), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Zurich (Canada), nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1965, quale Religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Succede al Vescovo Eugene Jerome Cooney, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignor Vittorio Lupi, Vescovo di Savona-Noli (superficie: 400; popolazione: 148.808; cattolici: 146.410; sacerdoti: 134; religiosi: 458; diaconi permanenti: 8), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 a Ceriana (Imperia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1964. Il Vescovo Lupi è stato finora Vicario Generale della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo.

- Ha nominato il Monsignore Paul Tighe, del Clero dell'Arcidiocesi di Dublin (Irlanda), Segretario del Pontificio Consiglio della Comunicazioni Sociali. Il Monsignor Tighe è stato finora Direttore del "Diocesan Office for Public Affairs".

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Antonio Scotti, finora Addetto di Segreteria di I classe presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Segretario Aggiunto del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
NER:RE:NA/.../...                                   VIS 20071130 (390)


giovedì 29 novembre 2007

RISPOSTA DEL PAPA AI LEADER RELIGIOSI MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2007 (VIS). Il 13 ottobre scorso, in occasione della fine del Ramadan (Eid al-Fitr), un gruppo di 138 Guide Religiose Musulmane ha indirizzato una lettera aperta al Santo Padre Benedetto XVI e ai responsabili delle altre Chiese e confessioni cristiane, dal titolo "Una Parola Comune tra Noi e Voi".

  Il Santo Padre ha risposto con una lettera, a firma dell'Eminentissimo Segretario di Stato, indirizzata a Sua Altezza Reale il Principe Ghazi bin Muhammad bin Talal, Presidente dello "Aal al-Bayt Institute for Islamic Thought", uno dei firmatari della lettera, il quale aveva personalmente curato l'inoltro della lettera aperta.

  Nel ringraziare e mostrare apprezzamento per la significativa iniziativa dell'eminente gruppo di personalità musulmane, il Santo Padre riafferma l'importanza del dialogo basato sul rispetto effettivo della dignità della persona, sulla oggettiva conoscenza della religione dell'altro, sulla condivisione dell'esperienza religiosa e sull'impegno comune a promuovere mutuo rispetto e accettazione.

  La risposta dell'Eminentissimo Segretario di Stato accenna anche alla disponibilità del Santo Padre a ricevere il Principe Ghazi e una delegazione dei firmatari della lettera e manifesta altresì la disponibilità del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, in collaborazione con alcuni Istituti Pontifici specializzati, per un incontro di lavoro.
BXVI-LETTERA/.../LEADER RELIGIOSI MUSULMANI         VIS 20071129 (210)


IL PAPA INVITATO IN SLOVENIA DAL PRIMO MINISTRO JANSA

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Nella mattinata di giovedì 29 novembre 2007, il Primo Ministro della Repubblica di Slovenia, Signor Janez Jansa, è stato ricevuto dal Santo Padre Benedetto XVI e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone.

  "Il Premier ha voluto esprimere la riconoscenza della Nazione slovena per l'attenzione manifestata dalla Santa Sede sin dall'indipendenza ed ha invitato il Santo Padre a compiere una visita in Slovenia nel 2009, in occasione dell'Anno dei Giovani e della chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale".

  "Il Signor Jansa ha inoltre informato circa le priorità e le principali iniziative del prossimo semestre di Presidenza slovena dell'Unione Europea (gennaio-giugno 2008). A tale riguardo il Cardinale Segretario di Stato ha espresso i migliori auguri che il semestre di presidenza slovena porti risultati positivi in modo particolare anche per la stabilità e la pace nella regione del Sud-est europeo".

  "Sono state, infine, trattate alcune questioni bilaterali, come il processo di restaurazione dei beni ecclesiastici nazionalizzati durante il regime comunista e la prospettiva di erezione dell'Ordinariato castrense".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE SLOVENIA                       VIS 20071129 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Janez Jansa, Primo Ministro della Repubblica di Slovenia, e Seguito.

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale di Corea, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, Arcivescovo di Seoul ed Amministratore Apostolico di Pyong-yang, con gli Ausiliari Vescovo Andrew Yeom Soo jung, Vescovo Lucas Kim Woon-hoe e Vescovo Basil Cho Kyu-man.

- L'Arcivescovo Andreas Choi Chang-mou, di Kwangju, con l'Ausiliare Vescovo Hyginus Kim Hee-joong.

- Il Vescovo Peter Kang U-il, di Cheju.

- Il Vescovo Vincent Ri Pyung-ho, di Jeonju.

- Il Vescovo John Chang Yik, di Ch'unch'on ed Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Hamhung.
AP:AL/.../...                                               VIS 20071129 (130)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Rochus Josef Tatamai, M.S.C., finora Ausiliare della Diocesi di Kerema (Papua Nuova Guinea), Vescovo di Bereina (superficie: 19.146; popolazione: 86.500; cattolici: 69.000, sacerdoti: 21; religiosi: 39; diaconi permanenti: 1), Papua Nuova Guinea.
NER/.../TATAMAI                                             VIS 20071129 (50)

mercoledì 28 novembre 2007

EFREM SIRO: MOLTEPLICITÀ CULTURALE CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2007 (VIS). Proseguendo la catechesi sui Padri della Chiesa, il Santo Padre Benedetto XVI, si è soffermato, nel corso l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 persone, su Sant'Efrem Siro, "il poeta più rinomato di tutta l'epoca patristica".

  Prima di tratteggiare la figura di Sant'Efrem, il Papa ha precisato che: "Secondo l'opinione comune di oggi, il cristianesimo sarebbe una religione europea, che avrebbe poi esportato la cultura di questo Continente in altri Paesi. Ma la realtà è molto più complessa, poiché la radice della religione cristiana si trova nell'Antico Testamento e quindi a Gerusalemme e nel mondo semitico".

  "Il cristianesimo si nutre sempre a questa radice dell'Antico Testamento. Anche la sua espansione nei primi secoli si è avuta sia verso occidente - verso il mondo greco-latino, dove ha poi ispirato la cultura europea - sia verso oriente, fino alla Persia, all'India, contribuendo così a suscitare una specifica cultura, in lingue semitiche, con una propria identità.

 "Per mostrare questa pluriformità culturale dell'unica fede cristiana dagli inizi" - ha detto Benedetto XVI - "vorrei parlare oggi di Sant'Efrem Siro, nato a Nisibi attorno al 306 in una famiglia cristiana" e morto a Emessa nel 373. "Egli fu il più importante rappresentante del cristianesimo di lingua siriaca e riuscì a conciliare in modo unico la vocazione del teologo e quella del poeta".

  "La poesia" - ha  spiegato il Pontefice - permette ad Efrem  "di approfondire la riflessione teologica attraverso paradossi e immagini. Nello stesso tempo la sua teologia diventa liturgia, diventa musica: egli era infatti un grande compositore, un musicista. Teologia, riflessione sulla fede, poesia, canto, lode di Dio vanno insieme; ed è proprio in questo carattere liturgico che nella teologia di Efrem appare con limpidezza la verità divina".

  "Alla poesia e agli inni per la liturgia, Efrem conferisce un carattere didattico e catechetico; si tratta di inni teologici e insieme adatti per la recita o il canto liturgico. Efrem si serve di questi inni per diffondere, in occasione delle feste liturgiche, la dottrina della Chiesa".

  Benedetto XVI ha posto l'accento sulla riflessione di Efrem sul tema di Dio Creatore ed ha detto: "niente nella creazione è isolato, e il mondo è, accanto alla Sacra Scrittura, una Bibbia di Dio. Usando in modo sbagliato la sua libertà, l'uomo capovolge l'ordine del cosmo".

  "Per Efrem" - ha proseguito il Pontefice - "è rilevante il ruolo della donna. Il modo in cui egli ne parla è sempre ispirato a sensibilità e rispetto: la dimora di Gesù nel seno di Maria ha innalzato grandemente la dignità della donna. Per Efrem, come non c'è Redenzione senza Gesù, così non c'è Incarnazione senza Maria. Le dimensioni divine e umane del mistero della nostra redenzione si trovano già nei testi di Efrem".

  "Efrem, onorato dalla tradizione cristiana con il titolo di 'cetra dello Spirito Santo', restò diacono della sua Chiesa per tutta la vita. Fu una scelta decisiva ed emblematica: egli fu diacono, cioè servitore, sia nel ministero liturgico, sia, più radicalmente, nell'amore a Cristo, da lui cantato in modo ineguagliabile, sia infine nella carità verso i fratelli, che introdusse con rara maestria nella conoscenza della divina Rivelazione".
AG/EFREM/...                                   VIS 20071128 (490)


MOLTIPLICARE SFORZI PER FERMARE DIFFUSIONE AIDS

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha lanciato un appello affinché ci si adoperi per bloccare la diffusione dell'AIDS.

  "Il 1° dicembre prossimo" - ha detto Benedetto XVI - "ricorrerà la Giornata Mondiale contro l'Aids. Sono spiritualmente vicino a quanti soffrono per questa terribile malattia come pure alle loro famiglie, in particolare a quelle colpite dalla perdita di un congiunto. Per tutti assicuro la mia preghiera".

  "Desidero, inoltre, esortare tutte le persone di buona volontà a moltiplicare gli sforzi per fermare la diffusione del virus HIV, a contrastare lo spregio che sovente colpisce quanti ne sono affetti, e a prendersi cura dei malati, specialmente quando sono ancora fanciulli".
AG/APPELLO AIDS/...                              VIS 20071128 (130)


I GIOVANI MIGRANTI: MESSAGGIO DEL PAPA GIORNATA MIGRANTE

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2007 (VIS). Tema del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra il 13 gennaio 2008, è "I giovani migranti". Il Documento è stato pubblicato in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

  "Il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato invita quest'anno a riflettere in particolare sui giovani migranti. (...) Il vasto processo di globalizzazione in atto nel mondo porta con sé un'esigenza di mobilità, che spinge anche numerosi giovani ad emigrare e a vivere lontano dalle loro famiglie e dai loro Paesi. 'La conseguenza è che dai Paesi d'origine se ne va spesso la gioventù dotata delle migliori risorse intellettuali, mentre nei Paesi che ricevono i migranti vigono normative che rendono difficile il loro effettivo inserimento".

  "Per i giovani migranti risulta particolarmente sentita la problematica costituita dalla cosiddetta 'difficoltà della duplice appartenenza': da un lato, essi sentono vivamente il bisogno di non perdere la cultura d'origine, mentre, dall'altro, emerge in loro il comprensibile desiderio di inserirsi organicamente nella società che li accoglie, senza che tuttavia questo comporti una completa assimilazione e la conseguente perdita delle tradizioni avite. Tra i giovani ci sono poi le ragazze, più facilmente vittime di sfruttamento, di ricatti morali e persino di abusi di ogni genere".

  "Guardando poi più d'appresso al settore dei migranti forzati, dei rifugiati, dei profughi e delle vittime del traffico di esseri umani, ci si incontra purtroppo anche con molti bambini e adolescenti. A questo proposito, è impossibile tacere di fronte alle immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati, presenti in diverse parti del mondo. (...) Questi bambini e adolescenti hanno avuto come unica esperienza di vita i 'campi' di permanenza obbligatoria, dove si trovano segregati, lontani dai centri abitati e senza possibilità di frequentare normalmente la scuola".

  "Come rispondere alle attese dei  giovani migranti?  Che  fare  per  venire loro incontro? Occorre certo puntare in primo luogo sul supporto della famiglia e della scuola. Ma quanto complesse sono le situazioni e quanto numerose sono le difficoltà che incontrano questi giovani nei loro contesti familiari e scolastici! All'interno  delle  famiglie sono venuti meno i tradizionali ruoli che esistevano nei  Paesi di origine e si assiste spesso ad uno scontro tra genitori rimasti ancorati alla loro cultura e figli velocemente acculturati nei nuovi contesti sociali".

  "Né va sottovalutata  la  fatica  che  i  giovani incontrano per inserirsi nei percorsi educativi vigenti nei Paesi in cui vengono accolti. Lo stesso sistema scolastico pertanto dovrebbe tener conto di queste loro condizioni e prevedere per i ragazzi immigrati specifici itinerari formativi d'integrazione adatti alle loro esigenze. Importante sarà anche l'impegno di creare nelle aule un clima di reciproco rispetto e dialogo tra tutti gli allievi, sulla base di quei principi e valori universali che sono comuni a tutte le culture".

  "La Chiesa guarda con singolare attenzione al mondo dei migranti e chiede a coloro che hanno ricevuto nei Paesi di origine una formazione cristiana di far fruttificare questo patrimonio di fede e di valori evangelici in modo da offrire una coerente  testimonianza  nei  diversi contesti esistenziali".

  "Vi è poi tra i migranti, (...), una categoria da considerare in modo speciale, ed è quella degli studenti di altri Paesi che per ragioni di studio si trovano lontani da casa. Il loro numero è in continua crescita: sono giovani bisognosi di una pastorale specifica, perché non solo sono studenti, come tutti, ma anche migranti temporanei. Essi si sentono spesso soli, sotto la pressione dello studio e talvolta stretti anche da difficoltà economiche".

  "Occorre far sì che abbiano modo di aprirsi al dinamismo dell'interculturalità, arricchendosi nel contatto con altri studenti di culture e religioni diverse. Per i giovani cristiani quest'esperienza di studio e di formazione può essere un utile campo di maturazione della loro fede, stimolata ad aprirsi a quell'universalismo che è elemento costitutivo della Chiesa cattolica".

  "Cari giovani migranti, preparatevi a costruire accanto ai vostri giovani coetanei una società più giusta e fraterna, adempiendo con scrupolo e serietà i vostri doveri nei confronti delle vostre famiglie e dello Stato. Siate rispettosi delle leggi e non lasciatevi mai trasportare dall'odio e dalla violenza. Cercate piuttosto di essere protagonisti sin da ora di un mondo dove regni la comprensione e la solidarietà, la giustizia e la pace".

  "La Chiesa ha bisogno anche di voi e conta sul vostro apporto. Voi potete svolgere un ruolo quanto mai provvidenziale nell'attuale contesto dell'evangelizzazione. Provenendo da culture diverse, ma accomunati tutti dall'appartenenza all'unica Chiesa di Cristo, potete mostrare che il Vangelo è vivo e adatto per ogni situazione;  è  messaggio  antico e sempre nuovo; Parola  di speranza e di salvezza per gli uomini di ogni razza e cultura, di ogni età e di ogni epoca".
MESS/GIOVANI MIGRANTI/...                                     VIS 20071128 (800)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, finora Ausiliare di Münster (Germania), Vescovo di Limburg (superficie: 6.182; popolazione: 2.329.472; cattolici: 685.458; sacerdoti: 457; religiosi: 1.267; diaconi permanenti: 60), Repubblica Federale di Germania.

- L'Arcivescovo Henryk Józef Nowacki, finora Nunzio Apostolico in Slovacchia, Nunzio Apostolico in Nicaragua.
NER/.../TEBARTZ-VAN ELST:NOWACKI                     VIS 20071128 (70)


martedì 27 novembre 2007

VISITA DEL SANTO PADRE OSPEDALE ROMANO ORDINE DI MALTA

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2007 (VIS). Domenica 2 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita all'Ospedale romano "San Giovanni Battista", del Sovrano Militare Ordine di Malta, centro specializzato nella neuroriabilitazione e nella cura dei cerebrolesi.

  Dopo la celebrazione della Santa Messa per i malati e le loro famiglie, il Papa visiterà i reparti dell'Ospedale, fermandosi in particolare con i pazienti ricoverati nell'Unità di Risveglio, una delle poche strutture sanitarie italiane specificamente dedicate al trattamento dei pazienti traumatizzati cranio-encefalici in fase di "risveglio" dal coma.

  Un Comunicato dell'Ufficio Comunicazione dell'Ordine di Malta precisa che: "L'evento riveste una duplice valenza storica perché - sebbene si tratti in assoluto della prima visita di un Papa a questo polo ospedaliero - esso può vantare un legame ancestrale con la Sede di Pietro: l'attuale complesso sorge infatti nell'area dell'antico 'Castello della Magliana', per secoli utilizzato dai Pontefici quale residenza estiva".
.../VISITA OSPEDALE/ORDINE MALTA                       VIS 20071127 (160)


DELEGAZIONE SANTA SEDE CONFERENZA DI ANNAPOLIS

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2007 (VIS). Il Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha confermato la presenza di una Delegazione della Santa Sede alla Conferenza Internazionale sul Medio Oriente, che si apre oggi ad Annapolis (Stati Uniti d'America). La Delegazione è composta dal Monsignor Piero Parolin, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati e dal Monsignor Franco Coppola, Consigliere di Nunziatura.

  Al termine della recita dell'Angelus di domenica scorsa, il Santo Padre aveva invitato i fedeli ad unirsi alla Giornata di preghiera indetta dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America per implorare dallo Spirito di Dio la pace in Terra Santa e "i doni della saggezza e del coraggio per tutti i protagonisti dell'importante incontro".

  "Ad Annapolis, negli Stati Uniti" - ha ricordato il Pontefice - "Israeliani e Palestinesi, con l'aiuto della Comunità Internazionale, intendono rilanciare il processo negoziale per trovare una soluzione giusta e definitiva al conflitto che da sessant'anni insanguina la Terra Santa e tante lacrime e sofferenze ha provocato nei due popoli".
.../DELEGAZIONE ANNAPOLIS/PAROLIN:COPPOLA       VIS 20071127 (180)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di N'Zérékoré (Guinea), presentata dal Vescovo Philippe Kourouma, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../KOUROUMA                                             VIS 20071127 (40)

PRESENTAZIONE MESSAGGIO GIORNATA MIGRANTE E RIFUGIATO

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti,  l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario, e il Monsignor Novatus Rugambwa, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 94a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (13 gennaio 2008) sul tema: "I giovani migranti".
 
  "Nella nostra epoca le migrazioni giovanili" - ha affermato il Cardinale Martino - "sono aumentate in maniera considerevole. I giovani sono spinti ad emigrare a causa della povertà e miseria, del degrado ambientale, di conflitti locali ed internazionali, di persecuzioni politiche e religiose, di richiesta di manodopera nei Paesi industrializzati, del ricongiungimento con i  nuclei familiari, ecc".

  Ponendo l'accento sul fatto che il giovane immigrato "spesso si trova solo, a metà strada tra due culture, in una terra di nessuno", il Cardinale Martino ha sottolineato che tutto ciò fa vivere il giovane "in una situazione di grande incertezza, che gli impedisce di pensare ad un progetto credibile per il proprio futuro e moltiplica i fattori che portano all'emarginazione che spalancano le porte alla malavita con la criminalità, la prostituzione, l'alcool, la droga ed il ladrocinio".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio ha segnalato che: "La crisi dei valori nei nostri giorni porta poi alla morte dello spirito anche di molti giovani immigrati. La maggioranza di loro è anche relativamente lontana dalla preoccupazioni religiose e spesso riconosce di non essere stata né sensibilizzata né educata a tale proposito".

  "L'azione pastorale specifica in favore dei giovani immigrati va fatta naturalmente tenendo conto della situazione esistenziale di ciascuno. Bisogna allora fare attenzione alla lingua, cultura, religione, provenienza e storia del giovane immigrato, pur considerando che la testimonianza di fede è il fulcro di ogni azione pastorale".

  L'Arcivescovo Marchetto ha dedicato il suo intervento agli aspetti concernenti il diritto di asilo e la situazione dei profughi. Ricordando che relativamente ai minori non accompagnati, in alcuni Stati si giunge perfino alla loro detenzione, l'Arcivescovo si è soffermato sulle condizioni di vita nei campi di accoglienza.

  "I campi di accoglienza" - ha detto l'Arcivescovo Marchetto - "dovrebbero tornare ad essere ciò per cui furono creati: un luogo ove stare temporaneamente. (...) Al presente, invece, rientra in una prassi generale, specialmente nei Paesi del Sud del mondo, obbligare le persone a vivere in campi sovraffollati, molte volte in situazioni spaventose. Normalmente ai rifugiati non è nemmeno concesso di lavorare, mentre la loro libertà di movimento è limitata, diventando così totalmente dipendenti dalle distribuzioni di cibo interne ai campi. Per di più esso frequentemente è ridotto, assieme ad altri beni necessari ad una vita con un minimo di dignità. (...) Difficilmente esiste, quindi, un futuro per chi vive in tali insediamenti, situati per lo più in zone remote".

  Infine l'Arcivescovo ha citato in particolare l'opera benemerita soprattutto di religiose "assistite da ONG cattoliche o da Organizzazioni delle Nazioni Unite, in servizi di ascolto e accompagnamento di giovani, specialmente ragazze che hanno subito violenze, stupri o minacce. Esistono, inoltre, alcuni centri di accoglienza per ragazze minori, già madri, per offrire loro una seconda opportunità di completare la loro istruzione interrotta, o di apprendere un mestiere".

 Monsignor Rugambwa ha centrato il suo intervento sull'emigrazione per motivi di studio ed ha sottolineato che nel Messaggio "il Santo Padre ci presenta gli studenti esteri come un dono per l'uomo e per la Chiesa. Essi portano con sé le grandi risorse della loro gioventù e dovrebbero essere aperti e ricettivi alle nuove idee ed esperienze, mentre, allo stesso tempo, essere capaci di restare ancorati nella verità".

  "Questi giovani - afferma inoltre il Sommo Pontefice - ha precisato Monsignor Rugambwa - non devono soltanto sviluppare un'apertura al dinamismo di inculturazione, ma anche cercare opportunità di dialogo tra culture e religioni, aprendo così nuove e vibranti possibilità di dialogo che permetteranno, anzitutto di fare l'esperienza dell'universalità della Chiesa".
OP/MIGRANTI:RIFUGIATI/MARTINO:MARCHETTO               VIS 20071127 (670)


lunedì 26 novembre 2007

INCONTRO SANTO PADRE CON MEMBRI COLLEGIO CARDINALIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un Comunicato relativo all'incontro di preghiera e di riflessione del Santo Padre con i Membri del Collegio Cardinalizio che ha avuto luogo nella giornata di ieri, 23 novembre, nell'Aula Nuova del Sinodo dei Vescovi, in Vaticano.

  La sessione mattutina si è aperta con il saluto del Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, il quale proprio ieri festeggiava l'80° genetliaco.

  Dopo aver rivolto un particolare augurio al Cardinale Decano, il Santo Padre ha  brevemente introdotto il tema della giornata: il dialogo ecumenico alla luce della preghiera e del mandato del Signore: 'Ut unum sint'".

  Successivamente, il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, "ha tracciato a grandi linee l'attuale quadro del dialogo e dei rapporti ecumenici, distinguendo tre ambiti principali:  i rapporti con le antiche Chiese orientali e le Chiese ortodosse; i rapporti con le Comunità ecclesiali nate dalla Riforma del XVI secolo; i rapporti con i movimenti carismatici e pentecostali sviluppatisi soprattutto nel secolo scorso".

  Nella sua relazione il Cardinale Kasper ha presentato "i risultati conseguiti in ognuno di questi campi, descrivendo il cammino compiuto finora ed i problemi aperti".

  "Nel successivo dibattito, si è avuto un ampio scambio di esperienze e di opinioni, che ha rispecchiato la varietà delle situazioni. Sono intervenuti 17 cardinali e sono stati toccati problemi diversi tra cui l'impegno ecumenico comune dei cristiani nel campo sociale e caritativo e nel difendere i valori morali nelle trasformazioni delle società moderne".

  "In particolare" - si legge ancora nel Comunicato - "la dottrina sociale della Chiesa e la sua attuazione sono state indicate come uno dei campi più promettenti per l'ecumenismo. Si è parlato dell'impegno di proseguire la 'purificazione della memoria' e di usare forme di comunicazione attente a non ferire la sensibilità degli altri cristiani".

  "Si è suggerito un approfondimento delle possibilità degli sviluppi ecumenici. Sono stati evocati eventi recenti molto significativi come la Assemblea ecumenica di Sibiu (Romania), l'incontro ecumenico ed interreligioso di Napoli, il viaggio del Patriarca di Mosca Alessio II a Parigi, i grandi raduni ecumenici dei movimenti ecclesiali a Stoccarda (Germania).

  "Si è anche parlato in un contesto più ampio dei rapporti con l'ebraismo e del dialogo interreligioso".

  L'incontro è proseguito nel pomeriggio alle 17:00 con la recita del Vespro e poi con nuovi interventi dei porporati. In totale si sono avuti 16 interventi.

  "Sul tema dell'ecumenismo sono stati toccati ancora argomenti quali la collaborazione fra i cristiani di diverse confessioni per la difesa della famiglia nella società e negli ordinamenti giuridici, e anche l'importanza dell'ecumenismo spirituale e dei rapporti personali con i fedeli e le autorità delle altre confessioni cristiane".

  "Alcuni interventi si sono occupati delle relazioni con gli ebrei e con l'Islam. Si è parlato del segno incoraggiante rappresentato dalla lettera delle 138 personalità musulmane e della visita del Re dell'Arabia Saudita al Santo Padre".

  "Le considerazioni si sono allargate alle difficoltà della fede cristiana nel mondo secolarizzato, al dovere e all'importanza di una nuova evangelizzazione, che risponda alle attese profonde e permanenti di felicità e libertà dell'uomo postmoderno. Nel continente latinoamericano" - si legge ancora nel Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - "vi è un nuovo slancio di missionarietà alimentato anche dalla recente Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano svoltasi ad Aparecida (Brasile)".

  "Interventi specifici sono stati dedicati alla situazione della vita consacrata nel mondo di oggi e alla formazione nei seminari".

  "È stata ricordata l'importante lettera del Santo Padre alla Chiesa cattolica in Cina e si è parlato della sua accoglienza favorevole da parte di vescovi e fedeli".

  "Si è ricordata l'urgenza dell'impegno della Chiesa per la pace, per la lotta alla povertà e per il disarmo, soprattutto nucleare".

  "Alcuni interventi di natura informativa hanno riguardato il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale a Québec (Canada), l'Anno Paolino, la diffusione della stampa cattolica e in particolare dell'Osservatore Romano".

  "Dopo una breve risposta del Cardinale Walter Kasper su alcuni punti particolari, ha preso la parola il Santo Padre per un intervento riassuntivo conclusivo, in cui ha anche ringraziato i porporati per la loro partecipazione e il loro contributo, e ha annunciato la prossima pubblicazione della sua nuova enciclica dedicata alla speranza, in risposta alle attese più profonde dei nostri contemporanei".
OP/RIUNIONE CARDINALI ECUMENISMO/...                   VIS 20071126 (720)


GRANDEZZA CRISTIANA NON CONSISTE NEL DOMINIO MA SERVIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato il secondo Concistoro Ordinario Pubblico del suo Pontificato, per la creazione di 23 nuovi Cardinali. 

  Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre ha letto la formula di creazione e ha proclamato solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, Sua Eminenza Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, a nome di tutti ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di omaggio e gratitudine.

  Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia:

  "Nel Collegio dei Cardinali" - ha detto il Papa - "rivive (...) l'antico 'presbyterium' del Vescovo di Roma, i cui componenti, mentre svolgevano funzioni pastorali e liturgiche nelle varie chiese, non gli facevano mancare la loro preziosa collaborazione per quanto riguardava l'adempimento dei compiti connessi con il suo universale ministero apostolico".

  "I tempi sono mutati" - ha osservato il Pontefice - "e la grande famiglia dei discepoli di Cristo è oggi disseminata in ogni continente sino agli angoli più remoti della terra, parla praticamente tutte le lingue del mondo e ad essa appartengono popoli di ogni cultura. La diversità dei membri del Collegio Cardinalizio, sia per provenienza geografica che culturale, pone in rilievo questa crescita provvidenziale ed evidenzia al tempo stesso le mutate esigenze pastorali a cui il Papa deve rispondere".

  Benedetto XVI ha ricordato che: "L'universalità, la cattolicità della Chiesa ben si riflette pertanto nella composizione del Collegio dei Cardinali (...) Ognuno di voi, cari e venerati Fratelli neo-Cardinali, rappresenta dunque una porzione dell'articolato Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa diffusa dappertutto. (...) Penso ora con affetto alle comunità affidate alle vostre cure e, in maniera speciale, a quelle più provate dalla sofferenza, da sfide e difficoltà di vario genere. Tra queste, come non volgere lo sguardo con apprensione ed affetto, in questo momento di gioia, alle care comunità cristiane che si trovano in Iraq?"

  "Questi nostri fratelli e sorelle nella fede" - ha proseguito il Pontefice - "sperimentano nella propria carne le conseguenze drammatiche di un perdurante conflitto e vivono al presente in una quanto mai fragile e delicata situazione politica. Chiamando ad entrare nel Collegio dei Cardinali il Patriarca della Chiesa Caldea, Emmanuel III Delly, ho inteso esprimere in modo concreto la mia vicinanza spirituale e il mio affetto per quelle popolazioni. Vogliamo insieme, cari e venerati Fratelli, riaffermare la solidarietà della Chiesa intera verso i cristiani di quella amata terra e invitare ad invocare da Dio misericordioso, per tutti i popoli coinvolti, l'avvento dell'auspicata riconciliazione e della pace".

  Commentando il Vangelo di Marco nel quale si narra come l'ambizione spinga "i figli di Zebedeo a rivendicare per se stessi i posti migliori nel regno messianico, alla fine dei tempi", il Santo Padre ha sottolineato che: "Ogni vero discepolo di Cristo può aspirare ad una cosa sola: a condividere la sua passione, senza rivendicare alcuna ricompensa. Il cristiano è chiamato ad assumere la condizione di 'servo' seguendo le orme di Gesù, spendendo cioè la sua vita per gli altri in modo gratuito e disinteressato".

  "Non la ricerca del potere e del successo" - ha affermato il Santo Padre - "ma l'umile dono di sé per il bene della Chiesa deve caratterizzare ogni nostro gesto ed ogni nostra parola. La vera grandezza cristiana, infatti, non consiste nel dominare, ma nel servire".

  "Siate apostoli di Dio che è Amore e testimoni della speranza evangelica: questo attende da voi il popolo cristiano" - ha concluso il Pontefice - "Cristo vi domanda di confessare davanti agli uomini la sua verità, di abbracciare e condividere la sua causa; e di compiere tutto questo 'con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza' (1 Pt 3,15-16), cioè con quell'umiltà interiore che è frutto della cooperazione con la grazia di Dio".

  Al termine dell'omelia il rito è proseguito con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e ai Suoi successori.

  I nuovi Cardinali, secondo l'ordine di creazione, si sono inginocchiati poi dinanzi al Santo Padre che ha imposto loro la Berretta cardinalizia e ha assegnato a ciascuno una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia), quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Santo Padre nell'Urbe.

  Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, il Santo Padre Benedetto XVI ha scambiato con ciascun neo Cardinale l'abbraccio di pace, che a sua volta ogni neo cardinale ha scambiato con gli altri neocardinali.

  La Celebrazione si è conclusa con la preghiera universale, la recita del 'Pater Noster' e la Benedizione finale.
BXVI-CONCISTORO/.../...                               VIS 20071126 (780)


CHIESE TITOLARI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2007 (VIS). Riportiamo di seguito l'elenco del Titolo o della Diaconia assegnati dal Santo Padre Benedetto XVI a ciascuno dei nuovi Cardinali nel momento della creazione:

1.    Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei, Iraq.

2.    Cardinale Leonardo Sandri, Diaconia dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari.

3.    Cardinale John Patrick Foley, Diaconia di San Sebastiano al Palatino.

4.    Cardinale Giovanni Lajolo, Diaconia di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio.

5.    Cardinale Paul Josef Cordes, Diaconia di San Lorenzo in Piscibus.

6.    Cardinale Angelo Comastri, Diaconia di San Salvatore in Lauro.

7.    Cardinale Stanislaw Rilko, Diaconia del Sacro Cuore di Cristo Re.

8.    Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., Diaconia di San Giovanni della Pigna.

9.    Cardinale Agustín García-Gasco Vicente, Titolo di San Marcello.

10.    Cardinale Seán Baptist Brady, Titolo dei Santi Quirico e Giulitta.

11.    Cardinale Lluís Martínez Sistach, Titolo di San Sebastiano alle Catacombe.

12.    Cardinale André Vingt-Trois, Titolo di San Luigi dei Francesi.

13.    Cardinale Angelo Bagnasco, Titolo della Gran Madre di Dio.

14.    Cardinale Théodore-Adrien Sarr, Titolo di Santa Lucia a Piazza d'Armi.

15.     Cardinale Oswald Gracias, Titolo di San Paolo della Croce a "Corviale".

16.    Cardinale Francisco Robles Ortega, Titolo di Santa Maria della Presentazione.

17.    Cardinale Daniel N. DiNardo, Titolo di Sant'Eusebio.

18.    Cardinale Odilo Pedro Scherer, Titolo di Sant'Andrea al Quirinale.

19.    Cardinale John Njue, Titolo del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.

20.     Cardinale Giovanni Coppa, Diaconia di San Lino.

21.    Cardinale Estanislao Esteban Karlic, Titolo della Beata Vergine Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires.

22.    Cardinale Urbano Navarrete, S.I., Diaconia di San Ponziano.

23.    Cardinale Umberto Betti, O.F.M., Diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia.
.../CHIESE TITOLARI:DIACONIE/...                       VIS 20071126 (290)


POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2007 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

  Lunedì 26 novembre 2007, alle ore 17:00, il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova (Italia), Titolo della Gran Madre di Dio, Via Cassia, 1.

  Martedì 27 novembre 2007, alle ore 17:00, il Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Diaconia di San Sebastiano al Palatino, Via di San Bonaventura, 1.

  Domenica 2 dicembre 2007, alle ore 18:30, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Diaconia dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari, Piazza Benedetto Cairoli, 117.
OCL/POSSESSO/BAGNASCO:FOLEY:SANDRI                   VIS 20071126 (120)


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