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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 22 novembre 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M.Cap., Vescovo di Bokungu-Ikela (superficie: 42.000; popolazione: 520.450; cattolici: 44.300; sacerdoti: 24; religiosi: 26), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Vice-Provinciale del suo ordine religioso nella Repubblica Democratica del Congo, è nato a Boto (Repubblica Democratica del Congo), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.

- Il Monsignore François Xavier Maroy, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Bukavu (superficie: 8.815; popolazione: 1.346.216; cattolici: 860.599; sacerdoti: 187; religiosi: 686), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato a Bukavu (Repubblica Democratica del Congo), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Il Reverendo José Miguel Gómez Rodríguez, Vescovo di Líbano-Honda (superficie: 3,477; popolazione: 310.000; cattolici: 290.000; sacerdoti: 42; religiosi: 80), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Bogotá nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Finora è stato Direttore del Dipartimento per la Catechesi e la Pastorale Biblica del Segretariato Permanente dell'Episcopato colombiano.

Sabato 20 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Luciano Nervi, S.M.M., Vescovo di Mangochi (superficie: 11.385; popolazione: 1.180.000; cattolici: 205.000; sacerdoti: 117; religiosi: 56), Malawi. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale, è nato a Sforzatica di Dalmine (Bergamo) nel 1938. Succede al Vescovo Alessandro Assolari, S.M.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Dori (Burkina Faso), con territorio dismembrato dalle Diocesi di Fada N'Gourma e Ouahigouya, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Kupela.

- Ha nominato il Reverendo Joachim Ouédraogo, primo Vescovo di Dori (superficie: 36.896; popolazione: 710.000; cattolici: 2.726; religiosi: 16; religiosi: 32), Burkina Faso. Il Vescovo eletto, nato nel 1962 a Rouko (Burkina Faso), ordinato sacerdote nel 1991, è stato finora Rettore del Seminario Minore N.D. de Nazareth di Ouahigouya e Vicario Generale.

- Ha nominato Membri del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi i Cardinali: Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani; Attilio Nicora, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e l'Arcivescovo-Vescovo Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NER:NEA:RE:ECE:NA/.../... VIS 20041122 (390)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America (Regione IX), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Raymond Leo Burke, di Saint Louis, con l'Ausiliare Vescovo Robert J. Hermann.

- Il Vescovo John Raymond Gaydos, di Jefferson City.

- Il Vescovo Raymond James Boland, di Kansas City-Saint Joseph, con il Coadiutore, Vescovo Robert W. Finn.

- Il Vescovo John Joseph Leibrecht, di Springfield-Cape Girardeau.

- L'Arcivescovo Jerome George Hanus, O.S.B., di Dubuque.

- Il Monsignor Roger J. Augustine, Amministratore Diocesano di Sioux City con il Vescovo emerito Lawrence Donald Soens.

Sabato 20 novembre il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20041122 (130)

XL ANNIVERSARIO "LUMEN GENTIUM"


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II rivolgendosi ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus, ha ricordato che oggi, ultima domenica dell'anno liturgico, si celebra la solennità di Cristo, Re dell'Universo, la "Giornata pro Orantibus" per le comunità di vita contemplativa e la Giornata delle Migrazioni, sul tema: "Il mondo come casa: dalla diffidenza all'accoglienza".

"Oggi, ultima Domenica dell'anno liturgico, si celebra la solennità di Cristo Re dell'universo" - ha detto il Papa - "A Lui guardavano i Padri del Concilio Vaticano II quando, il 21 novembre di quarant'anni or sono, promulgarono la Costituzione Dogmatica che inizia con le parole 'Lumen gentium cum sit Christus, 'Essendo Cristo la luce delle genti'. La 'Lumen gentius' ha segnato una tappa miliare nel cammino della Chiesa sulle strade del mondo contemporaneo ed ha stimolato il Popolo di Dio ad assumere con maggior decisione le sue responsabilità nell'edificazione di quel Regno di Cristo che avrà il suo pieno compimento solo ad di là della storia".

"L'animazione evangelica dell'ordine temporale" - ha proseguito il Pontefice - "è infatti un dovere di ogni battezzato in particolare dei fedeli laici. Utile sussidio per questa loro missione è anche il 'Compendio della Dottrina sociale della Chiesa', pubblicato proprio quest'anno dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, al quale rinnovo l'espressione della mia gratitudine".

"Ogni impegno umano, tuttavia, per raggiungere lo scopo, deve trovare appoggio nella preghiera. Oggi si celebra la 'Giornata pro Orantibus'. Affido a Maria Santissima le comunità di vita contemplativa, che saluto con affetto. Non manchi mai a questi nostri fratelli e sorelle il sostegno spirituale e materiale di tutti i fedeli".
ANG/LUMEN GENTIUM/... VIS 20041122 (290)

PROTEGGERE FAMIGLIA TESSUTO FONDAMENTALE SOCIETÀ UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i 150 partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, tenutasi nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano sul tema: "La missione delle coppie mature e sperimentate verso i fidanzati e le coppie giovani".

Il Papa ha affermato che il lavoro del Dicastero "per diffondere il 'vangelo della famiglia' (...) è una nobile e decisiva missione. La famiglia, fondata sul matrimonio, è un'istituzione naturale insostituibile ed elemento fondamentale del bene comune di ogni società. Chi distrugge questo tessuto fondamentale dell'umana convivenza, non rispettandone l'identità e stravolgendone i compiti, causa una ferita profonda alla società e provoca danni spesso irreparabili. Giustamente, pertanto, voi intendete riflettere sui vari aspetti che toccano la famiglia, a livello sia nazionale che internazionale".

Citando l'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio", Giovanni Paolo II ha sottolineato "il posto singolare" che "spetta alla missione dei coniugi e delle famiglie cristiane (...) 'a servizio dell'edificazione della Chiesa' e 'della costruzione del Regno di Dio nella storia. Questa missione non ha perso nulla della sua attualità, ha anzi assunto caratteristiche di eccezionale urgenza".

Il Papa ha incoraggiato i presenti ad "un impegno rinnovato in favore delle giovani famiglie" e degli sposi novelli. Ricordando che sono le famiglie giovani le più esposte ad eventuali difficoltà "come quelle create dall'adattamento alla vita in comune o dalla nascita di figli", il Papa ha esortato i giovani coniugi ad accogliere "l'aiuto discreto, delicato e generoso" di altre coppie più anziane ed ha sottolineato che il ministero pastorale della Chiesa dovrà riservare una specifica attenzione alle giovani coppie "per educarle a vivere responsabilmente l'amore coniugale".

"A questo riguardo" - ha aggiunto Giovanni Paolo II - "rilevo con piacere la crescente presenza in tutto il mondo di movimenti a favore della famiglia e della vita. (...) Dieci anni fa, nella Lettera alle Famiglie, sottolineavo quanto la ricca esperienza di altre famiglie si riveli importante, specialmente quando il 'noi' dei genitori, del marito e della moglie, si sviluppa (...) nel 'noi' della famiglia, con il dono preziosissimo dei figli".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando il V Incontro Mondiale delle Famiglie organizzato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia e dall'Arcidiocesi di Valencia (Spagna), in programma nella città spagnola nel 2006.
AC/PLENARIA:FAMIGLIA/CON:TRUJILLO VIS 20041120 (380)

RISPETTO UMANA DIGNITÀ NEL SERVIZIO AGLI INFERMI


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Membri del Consiglio di Amministrazione Internazionale dell'Ospedale San Giuseppe di Gerusalemme.

"Colgo l'occasione per incoraggiare voi e tutti coloro che prestano la loro collaborazione nell'Ospedale" - ha detto il Papa in inglese - "a dare sempre il meglio di voi stessi nel generoso servizio ai malati, rispettando la loro umana dignità ed il loro valore, unico agli occhi di Dio. Apprezzo il lodevole senso di solidarietà e sollecitudine per le necessità della comunità palestinese che ha condotto alla fondazione dell'Ospedale San Giuseppe, unico ospedale cattolico a Gerusalemme. Che l'Ospedale continui a trovare sostegno morale e materiale sia in Terra Santa che all'estero".
AC/AMMINISTRAZIONE OSPEDALE GERUSALEMME/... VIS 20041122 (140)

venerdì 19 novembre 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Edward Idris Cassidy, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Il Vescovo Eduardo Maria Taussig, di San Rafael (Argentina).

- Il Dottor Flavio Cattaneo, Direttore Generale della RAI-Radiotelevisione Italiana con la Consorte.

- Il Professor Giuseppe Dalla Torre, Rettore della Libera Università Maria Santissima Assunta e Seguito.
AP/.../... VIS 20041119 (80)

CARDINALE RATZINGER: DIO EMARGINATO SOCIETÀ CONTEMPORANEA


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2004 (VIS). Il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in una intervista concessa al quotidiano "La Repubblica", pubblicata questa mattina, afferma, fra l'altro, che una società come la nostra dove Dio viene emarginato ed è assolutamente assente, si autodistrugge.

Secondo il Cardinale Ratzinger "esiste un'aggressività ideologica secolare, che può essere preoccupante. In Svezia un pastore protestante che aveva predicato sull'omosessualità in base ad un brano della Scrittura, è andato in carcere per un mese. Il laicismo non è più quell'elemento di neutralità, che apre spazi di libertà per tutti. Comincia a trasformarsi in un'ideologia che si impone tramite la politica e non concede spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana, la quale rischia così di diventare cosa puramente privata e in fondo mutilata. In questo senso una lotta esiste e noi dobbiamo difendere la libertà religiosa contro l'imposizione di un'ideologia che si presenta come fosse l'unica voce della razionalità, mentre invece è solo l'espressione di un 'certo' razionalismo".

Ma per lei cos'è la laicità?

"La laicità giusta è la liberta di religione. Lo Stato non impone una religione, ma dà libero spazio alle religioni con una responsabilità verso la società civile e quindi permette a queste religioni di essere fattori nella costruzione della vita sociale".

Alla domanda sulla autentica essenza del Cristianesimo, il Porporato la descrive come: "una storia di amore fra Dio e gli uomini. Se si capisce questo nel linguaggio del nostro tempo, il resto seguirà".

Dove sta Dio nella società contemporanea?

"È molto emarginato. Nella vita politica sembra quasi indecente parlare di Dio, quasi fosse un attacco alla libertà di chi non crede. Il mondo politico segue le sue norme e le sue strade, escludendo Dio come cosa che non appartiene a questa terra. Lo stesso nel mondo del commercio, dell'economia e della vita privata. Dio rimane ai margini. A me sembra invece necessario riscoprire, e le forze ci sono, che anche la sfera politica ed economica ha bisogno di una responsabilità che nasce dal cuore dell'uomo e, in ultima istanza, ha a che fare con la presenza o l'assenza di Dio. Una società in cui Dio è assolutamente assente, si autodistrugge. Lo abbiamo visto nei grandi regimi totalitari del secolo scorso".

Un grosso nodo è l'etica sessuale. L'Enciclica "Humanae vitae" ha prodotto un fossato tra magistero e comportamento pratico dei fedeli. È ora di rimeditarla?

"Per me è evidente che dobbiamo continuare a riflettere. Già nei suoi primi anni di Pontificato Giovanni Paolo II ha offerto al problema un nuovo tipo di approccio antropologico, personalistico, sviluppando una visione molto diversa della relazione fra l'io e il tu dell'uomo e della donna. Vero è che la pillola ha dato il via ad una rivoluzione antropologica di grandissime dimensioni. Non si è rivelata essere, come forse si poteva pensare all'inizio, solo un aiuto per le situazioni difficili, ma ha cambiato la visione della sessualità dell'uomo e del corpo stesso. È stata sganciata la sessualità dalla fecondità e così è cambiato profondamente il concetto della stessa vita umana. L'atto sessuale ha perso la sua intenzionalità e finalità, che prima era sempre stata visibile e determinante, sicché tutti i tipi di sessualità sono diventati equivalenti. Soprattutto da questa rivoluzione consegue l'equiparazione tra omosessualità ed eterosessualità. Ecco perché dico che Paolo VI ha indicato un problema di grandissima importanza".

Ecco, l'omosessualità. È un tema che riguarda l'amore tra due persone e non la mera sessualità. Cosa può fare la Chiesa per capire questo fenomeno?

"Diciamo due cose. Anzitutto dobbiamo avere un grande rispetto per queste persone, che soffrono anche e che vogliono trovare un loro modo di vivere giusto. D'altra parte, creare ora la forma giuridica di una specie di matrimonio omosessuale, in realtà, non aiuta queste persone".

Quindi lei giudica negativamente la scelta fatta in Spagna?

"Sì, perché è distruttiva per la famiglia e la società. Il diritto crea la morale o una forma di morale, poiché la gente normale comunemente ritiene che quanto afferma il diritto sia anche moralmente lecito. E se giudichiamo questa unione più o meno equivalente al matrimonio, abbiamo una società che non riconosce più la specificità né il carattere fondamentale della famiglia, cioè l'essere proprio dell'uomo e della donna che ha lo scopo di dare continuità - non solo in senso biologico - all'umanità. Ecco perché la scelta fatta in Spagna non reca un vero beneficio a queste persone; poiché in tal modo distruggiamo elementi fondamentali di un ordine di diritto".

Eminenza, a volte la Chiesa dicendo no su tutto, è andata incontro a sconfitte. Non dovrebbe essere almeno possibile un patto di solidarietà tra due persone, anche omosessuali, riconosciuto e tutelato dalla legge?

"Ma l'istituzionalizzazione di una simile intesa - lo voglia o no il legislatore - apparirebbe necessariamente all'opinione pubblica come un altro tipo di matrimonio e la relativizzazione sarebbe inevitabile. Non dimentichiamo poi che con queste scelte, verso cui oggi inclina un'Europa - diciamo così - in decadenza, ci separiamo da tutte le grandi culture dell'umanità, le quali hanno sempre riconosciuto il significato proprio della sessualità: cioè che un uomo e una donna sono creati per essere congiuntamente la garanzia del futuro dell'umanità. Garanzia non solo fisica ma morale".
.../INTERVISTA/CARDINALE RATZINGER VIS 20041119 (880)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE ARAMBURU


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Jorge Mario Bergolgio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), nell'apprendere la notizia della scomparsa, ieri sera all'età di 92 anni, del Cardinale Juan Carlos Aramburu, Arcivescovo emerito dell'Arcidiocesi argentina.

"Profondamente addolorato nell'apprendere la triste notizia della scomparsa del caro Cardinale Jaun Carlos Aramburu, Arcivescovo emerito di Buenos Aires, dopo una vita di totale dedizione a Dio e di servizio alla Chiesa, condotta in totale sobrietà e distinguendosi per la prudenza e la probità, esprimo le mie sentite condoglianze a Lei, ai Vescovi Ausiliari, al clero, alle comunità religiose e laiche di questa Arcidiocesi. Mi unisco a Lei nel raccomandare alla misericordia del Padre celeste questo zelante Pastore che con tanta carità pastorale ha servito il suo popolo e la Chiesa".

"Il suo generoso ed intenso operato prima come Presbitero e poi come Vescovo di Tucuman e successivamente per ventitre anni come Arcivescovo di questa Chiesa particolare, ed infine il suo ministero pastorale nel Santuario di San Cayetano, testimoniano la sua grande dedizione alla causa del Vangelo, e danno prova del suo profondo amore per la Chiesa ed del suo zelo per la salvezza delle anime".

"In questo momento di dolore nel quale la comunità ecclesiale di Buenos Aires e tanti fedeli argentini piangono il loro amato pastore, e mentre ricordo la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, il suo servizio alla Chiesa universale e l'accoglienza che mi riservò in occasione del mio Viaggio Apostolico in Argentina nel 1987, mi è grato impartire con affetto la confortatrice Benedizione Apostolica in segno di speranza nella vittoria del Signore Risorto".
TGR/SCOMPARSA CARDINALE ARAMBURU/BERGOGLIO VIS 20041119 (290)

EVANGELIZZAZIONE NELL'ASIA MULTIETNICA E MULTIRELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Membri del Consiglio Post-Sinodale della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi per l'Assemblea Speciale per l'Asia, tenutasi dal 19 aprile al 14 maggio 1998, sul tema: "Perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".

Il Papa ha ringraziato i Membri per la loro collaborazione e il prezioso contributo nella redazione dell'Esortazione Apostolica Post -Sinodale "Ecclesia in Asia" e nella valutazione sulla sua applicazione nel Continente Asiatico ed ha sottolineato la necessità di un "dialogo fruttuoso", particolarmente urgente alla luce della "situazione multietnica, multireligiosa e multiculturale dell'Asia, dove il cristianesimo è troppo spesso visto come straniero".

Ricordando l'alta percentuale di giovani in Asia, il Papa ha detto che essa rappresenta: "motivo di ottimismo perché le nuove generazioni, cariche di promesse, sono disponibili a dedicarsi totalmente a una causa; una sfida, perché i sogni non realizzati possono generare delusione".

"Inoltre" - ha aggiunto Giovanni Paolo II - "la Chiesa intende contribuire alla causa della pace in Asia, dove vari conflitti e il terrorismo provocano la perdita di molte vite umane. Durante l'Assemblea Speciale, i Padri Sinodali hanno guardato con apprensione alla Terra Santa 'cuore del cristianesimo" dove "i focolai di guerra sono andati allargandosi ed è pertanto urgente costruire la pace".

"Per annunciare in profondità il Vangelo in Asia è necessario che tutti i credenti in Cristo compenetrino ogni aspetto della vita con la loro fede. (...) Specialmente dove essi soffrono e non sono liberi di professare la loro fede, occorre proclamare il Regno di Dio con una 'silenziosa testimonianza di vita', portando la croce e seguendo le orme di Cristo sofferente e crocifisso, nell'attesa paziente che venga il giorno in cui ci sarà piena libertà religiosa".

Il Santo Padre ha ricordato come la celebrazione del Sinodo per l'Asia abbia messo in luce che "il dialogo è un 'modo caratteristico della vita della Chiesa in Asia'", che si estende al dialogo nella Chiesa, con le altre comunità cristiane e con "i valori culturali e religiosi di differenti popoli".

"Il fatto che la Chiesa in Asia sia un 'piccolo gregge'" - ha concluso il Pontefice - "non deve portare allo scoraggiamento, perché l'efficacia dell'evangelizzazione non dipende dai numeri. (...) Gesù insegna che ciò che è piccolo e nascosto agli occhi degli uomini, grazie all'intervento onnipotente di Dio, può ottenere risultati insperati".
AC/RIUNIONE POST-SINODALE/ASIA VIS 20041119 (410)

giovedì 18 novembre 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo di Abidjan (Costa d'Avorio).

- L'Arcivescovo Alfio Rapisarda, Nunzio Apostolico in Portogallo.

- Il Reverendo Canonico John Peterson, Segretario Generale della Comunione Anglicana a Londra e Direttore dell'"Anglican Communion Office".

- Il Singor Kazys Lozoraitis, Ambasciatore di Lituana, in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20041118 (70)

XVI ASSEMBLEA PLENARIA PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2004 (VIS). La XVI Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha avuto inizio questa mattina nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, sul tema: "La missione delle coppie mature e sperimentate verso i fidanzati e le coppie giovani". Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Dicastero, ha tenuto la prolusione, seguita dagli interventi del Segretario e del Sotto-Segretario.

Un Comunicato del Pontificio Consiglio precisa che il tema è stato scelto con l'obiettivo "di avviare una riflessione approfondita sulla situazione attuale in cui versa la famiglia, con speciale riferimento al contributo che tanti focolari domestici, che vivono in pienezza la realtà del matrimonio secondo la Parola di Dio e gli insegnamenti della Chiesa, possono offrire ai fidanzati e ai giovani sposi, per accompagnarli nel cammino di preparazione al matrimonio e poi nei primi anni della vita coniugale e familiare".

Quanti sono impegnati nella pastorale familiare e le famiglie stesse che "hanno a cuore la buona riuscita del matrimonio", si legge ancora nel Comunicato, possono essere vicini ai giovani sposi ed "offrire un aiuto discreto, sapiente e valido non solo ai figli sposati, ma anche ai nipoti. I nonni, con la loro saggezza ed affetto, possono costituire una risorsa nelle inevitabili difficoltà della vita delle giovani famiglie. Queste coppie mature e ricche di esperienza umana e cristiana sono quanto mai preziose perché capaci di testimoniare con la vita e l'apostolato la bellezza e la felicità della vita familiare vissuta in pienezza e secondo il disegno di Dio".

Il programma dell'Assemblea Plenaria prevede l'esame dei seguenti temi: "La tenerezza nel matrimonio (coppia giovane)"; "La stabilità della coppia, problemi di incomprensione"; "Famiglia e procreazione"; "Educazione sessuale e sfide alle giovani famiglie"; "Presentazione del V Incontro mondiale delle famiglie a Valencia (Spagna) nel 2006"; "Problemi giuridici sulla vita e la famiglia"; "Panoramica dei problemi della famiglia e della vita nelle Nazioni Unite e nelle politiche internazionali".

Sabato 20 novembre i partecipanti all'Assemblea Plenaria saranno ricevuti in udienza dal Santo Padre Giovanni Paolo II.
CON-F/PLENARIA:MATRIMONIO/TRUJILLO VIS 20041118 (350)

APPELLO ALL'UMANITÀ PERCHÈ CESSI VIOLENZA OMICIDA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Capi religiosi dell'Azerbaigian ed ha detto che la loro visita: "mi richiama alla mente quella che Iddio mi ha dato di compiere in Azerbaigian nel 2002".

"Benvenuto a Lei, Sheikh-ul-Islam, Capo della Presidenza dei Musulmani del Caucaso, che con costante abnegazione si adopera per costruire la pace in una regione dove, purtroppo, continuano conflitti violenti. Benvenuto a Lei, Vescovo Aleksandr di Baku e della Regione del Caspio, appartenente alla Chiesa Ortodossa Russa, alla quale mi legano vincoli di stima e di affetto. Benvenuto a Lei, Capo della Comunità degli Ebrei della Montagna, antica comunità che offre, in un contesto a stragrande maggioranza islamica, un esempio di coesistenza e collaborazione fraterna".

Ricordando il defunto Presidente della Repubblica Heydar Aliev ed il nuovo Presidente, il figlio Ilham Aliev, Giovanni Paolo II ha detto: "Auspico di cuore che in Azerbaigian ritorni in pienezza la pace, con la risoluzione della questione del Nagorno-Karabagh. Questa, come altre contese, vanno affrontate con buona volontà, nella mutua ricerca di aperture reciproche e di comprensione, e con spirito di vera riconciliazione".

Il Santo Padre ha detto ai Capi religiosi: "Iddio vi aiuti a costruire una coesistenza sempre più proficua tra voi e la Comunità cattolica dell'Azerbaigian. Ad essa e al suo Ordinario, il caro Padre Jan Capla, invio il mio affettuoso pensiero, pregando il Signore che l'aiuti a proseguire la missione evangelica nel Caucaso".

"Questa vostra visita al Papa di Roma" - ha auspicato il Papa - "sia come un simbolo per il mondo: mostri cioè che la tolleranza è possibile, e costituisce un valore di civiltà, che pone le premesse per un più ampio e solidale sviluppo umano, civile e sociale. Nessuno ha il diritto di presentare o usare le religioni come strumento di intolleranza, come mezzo di aggressione, di violenza e di morte. Al contrario, la loro amicizia e stima reciproca, se è anche sostenuta dall'impegno di tolleranza dei Governanti, costituisce una ricca risorsa di autentico progresso e di pace".

Infine il Papa ha affermato: "Insieme - musulmani, ebrei e cristiani - vogliamo rivolgere in nome di Dio e della civiltà, un appello all'umanità perché cessi la violenza omicida e si percorra la via dell'amore e della giustizia per tutti. Questa è la via delle religioni. Questa via Dio ci aiuti a percorrere con perseveranza e pazienza!".
AC/.../CAPI RELIGIOSI AZERBAIGIAN VIS 20041118 (410)

mercoledì 17 novembre 2004

UDIENZA GENERALE: ABBATTERE MURI ODIO PER VIVERE NELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2004 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato il Salmo 66: "Tutti i popoli glorifichino il Signore".

La frase del Salmo: "'La terra ha dato il suo frutto'" - ha precisato il Santo Padre - "ci fa pensare ad un inno di ringraziamento rivolto al Creatore per i doni della terra, segno della benedizione divina".

"La benedizione divina richiesta per Israele" - ha proseguito il Pontefice - "si manifesta concretamente nella fertilità dei campi e nella fecondità, ossia nel dono della vita. (...) Grazie alla benedizione implorata da Israele , tutta l'umanità potrà conoscere 'la via' e 'la salvezza' del Signore, cioè il suo progetto salvifico. A tutte le culture e a tutte le società viene rivelato che Dio giudica e governa i popoli e le nazioni di ogni parte della terra, conducendo ciascuno verso orizzonti di giustizia e di pace".

Giovanni Paolo II ha segnalato che il Salmo "allude forse al muro di separazione che nel tempio di Gerusalemme teneva distinti gli ebrei dai pagani: 'In Cristo Gesù voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al Sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia... Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio".

"Ne consegue" - ha aggiunto il Papa - "un messaggio per noi: dobbiamo abbattere i muri delle divisioni, dell'ostilità e dell'odio, perché la famiglia dei figli di Dio si ritrovi in armonia all'unica mensa, a benedire e a lodare il Creatore per i doni che egli elargisce a tutti, senza distinzioni".

Il Santo Padre ha concluso la catechesi ribadendo che la tradizione cristiana "ha riletto il Salmo 66 in chiave cristologica e mariologica. Per i Padri della Chiesa 'la terra che ha dato il suo frutto' è la Vergine Maria che dà alla luce Cristo Signore".

Al termine dell'Udienza, il Papa ha rivolto parole di saluto ai familiari dei militari italiani che un anno fa hanno perso la vita a Nassiriya (Iraq) "nell'adempimento della loro missione di pace".
AG/SALMO 66/... VIS 20041117 (390)

martedì 16 novembre 2004

FEDE NELL'EUCARISTIA, COMUNIONE COLLEGIALE, CARITA'


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Membri del Decimo Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, che stanno preparando il Sinodo in programma nell'ottobre 2005, sul tema: "L'Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa".

"Il prossimo Sinodo" - ha detto il Papa - "sarà un'occasione propizia perchè nella Chiesa si confermi la fede nell'adorabile mistero dell'Eucaristia, si rinnovi la comunione collegiale e gerarchica, si promuova la carità fraterna".

Riferendosi all'Enciclica "Ecclesia de Eucharistia" (2003) ed alla Lettera Apostolica "Mane nobiscum Domine", pubblicata l'ottobre scorso, il Santo Padre ha sottolineato che entrambi i documenti sono affidati alla Chiesa "perchè la dottrina e la prassi eucaristica trovino universalmente gli animi pronti alla comunione con il Signore e con i fratelli nel mandato della carità".

Giovanni Paolo II ha segnalato che i pastori della Chiesa devono "essere maestri autentici della comunione, perchè tutto il gregge del Signore cresca nell'unità di un solo corpo, si dilatino gli spazi della carità pastorale, la collegialità e la comunione gerarchica fioriscano per i frutti santi dello Spirito".

"Possa la Chiesa, rinnovata nella riscoperta del dono e del mistero dell'Eucaristia, estendere tale inesauribile ricchezza di vita ai vicini ed ai lontani in un'urgente opera di nuova evangelizzazione".
AC/SINODO EUCARISTIA/... VIS 20041116 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Carlos José Tissera del clero della diocesi di Villa de la Concepciòn del Rio Cuarto, finora Parroco della Cattedrale, Vescovo di San Francisco (superficie: 19.611; popolazione: 209.600; cattolici: 205.400; sacerdoti: 38; religiosi: 48), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Rio Cuarto (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
NER/.../TISSERA VIS 20041116 (60)

ETICA E INFORMAZIONE: CONFINI, LIMITI, REMORE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2004 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, è intervenuto nel pomeriggio di ieri ad una tavola rotonda sul tema: "Etica e Informazione: confini, limiti e remore nella moderna comunicazione" che si è svolta all'Istituto Patristico Augustinianum a Roma.

L'Arcivescovo Foley ha iniziato il suo intervento congratulandosi con l'Ordine degli Agostiniani in occasione del 1650° anniversario della nascita di Sant'Agostino di Ippona, ricordando che nella Chiesa di Sant'Agostino in Roma sono custodite le reliquie del Santo e Dottore della Chiesa e di sua madre, Santa Monica. Ha anche parlato della "Basilica di San Pietro in Cieldoro, a Pavia, dove le reliquie di Sant'Agostino sono conservate sotto l'altare principale da quasi 1.300 anni". Le stesse reliquie - i resti mortali di Sant'Agostino - sono state portate a Roma per una settimana, restando nell'appartamento privato di Giovanni Paolo II dal pomeriggio dell'11 alla mattina del 12 novembre.

Sottolineando come Sant'Agostino "abbia continuato a comunicare dopo 1.600 anni", l'Arcivescovo Foley ha parlato della comunicazione oggi e ha detto: "Per noi i capisaldi della comunicazione dovrebbero essere la verità, la dignità dell'individuo ed il bene comune. Perciò, il primo principio - valido per ogni persona e per ogni motivo - è 'Mai raccontare menzogne'. Il secondo principio è che la dignità della persona non deve mai essere violata - ad esempio tramite falsa propaganda, pornografia, discorsi che fomentano l'odio. Il terzo principio è che ogni comunicazione deve contribuire al bene comune, non sminuirlo. (...) Pertanto, un'autentica comunicazione deve essere conforme ad una giusta legge e deve essere di incoraggiamento al fine di contribuire al bene comune".
CON-CS/ETICA:INFORMAZIONE/FOLEY VIS 20041116 (280)

lunedì 15 novembre 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Lviv degli Ucraini (Ucraina).

- L'Arcivescovo Brendan Michael O' Brien, di Saint John Newfoundland (Canada), Presidente della Conferenza Episcopale Canadese.

- L'Arcivescovo Andrè Gaumond, di Sherbrooke, Vice-presidente della Conferenza Episcopale Canadese.

- Il Monsignore Mario Paquette, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Canadese.

- Il Vescovo Cyryl Klimowicz, di San Giuseppe a Irkutsk (Russia).

- Il Professore Stanislaw Wilk, nuovo Rettore dell'Università Cattolica di Lublino (Polonia).

Sabato 13 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Dermot Ahern, Ministro degli Esteri di Irlanda con la Consorte e Seguito.

- L'Arcivescovo Vsevolod, di Scopelos della Chiesa Ortodossa di Ucraina negli Stati Uniti d'America.

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20041115 (130)

SUORE SANTA ELISABETTA: TESTIMONIARE MISERICORDIA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto udienza le partecipanti al Capitolo Generale della Congregazione di Santa Elisabetta, con la nuova Superiora Generale, Madre Samuela Werbinska.

Giovanni Paolo II ha detto alle religiose che le loro fondatrici, Clara Wolff, Matilde e Maria Merket e Francesca Werner, ispirandosi all'esempio di Santa Elisabetta d'Ungheria, Patrona della Congregazione, "si dedicarono totalmente ai poveri ed ai bisognosi, contemplando nel loro volto quello del Redentore. Da allora il vostro Istituto è notevolmente cresciuto ed oggi guarda con fiducia all'avvenire, estendendo le sue tende in diverse regioni del mondo".

Dopo avere ricordato il tema del capitolo generale 'Duc in altum!', il Papa ha affermato: "Il vostro apostolato sarà tanto più efficace quanto più resterete ancorate alle vostre radici carismatiche. (...) Coltivando un'intensa vita di preghiera e di ascolto di Dio, vi sarà più facile assicurare ai fratelli ed alle sorelle in difficoltà non solo il sostegno materiale, ma anche la consolazione spirituale".

Per "rispondere con 'fedeltà creativa' alle sfide dell'odierna società" - ha concluso il Papa - "occorre ripartire da Cristo e testimoniare, in maniera semplice e concreta, il suo amore misericordioso per tutti, in modo speciale per quanti, ai margini delle nostre società, sono considerati gli 'sconfitti' della vita".
AC/.../SUORE SANTA ELISABETTA VIS 20041115 (210)

IL PAPA: "SONO VICINO AL POPOLO IRACHENO"

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Albert Edward Ismail Yelda, nuovo Ambasciatore della Repubblica dell'Iraq presso la Santa Sede in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali . Il Santo Padre ha detto di aver seguito gli eventi iracheni attraverso la presenza del Nunzio Apostolico ed ha chiesto di rassicurare il popolo iracheno "sul mio interesse per le molte vittime del terrorismo e della violenza".

"La vostra antica cultura è stata definita la 'culla della civiltà' e si è gloriata della presenza dei cristiani sin dall'inizio della cristianità" ha detto il Santo Padre in inglese. "Infatti essa è stata un bell'esempio dei tanti modi in cui gli aderenti a diverse religioni possono vivere in pace ed armonia".

Il Papa ha detto all'Ambasciatore - che parla l'arabo, l'inglese, l'assiro, l'aramaico e l'ebraico - che è essenziale proteggere la dignità di ogni essere umano - di cui ha parlato anche il diplomatico nel suo discorso - e che tale dignità "è sia norma di legge che valore fondamentale di governo. Preservare questo fondamentale principio è essenziale per ogni moderna società che veramente cerca di salvaguardare e promuovere il bene comune. (...) E' mia speranza che il popolo iracheno continui a promuovere la sua lunga tradizione di tolleranza, sempre riconoscendo i diritti di libertà di culto e di insegnamento religioso. Una volta protetti questi fondamentali diritti dall'ordinamento legislativo e diventati, quindi, valori fondamentali del modo di vivere della società, essi renderanno capaci tutti i cittadini, indifferenti al credo religioso, di dare il loro contributo alla ricostruzione dell'Iraq".

Giovanni Paolo II ha assicurato l'Ambasciatore che "l'intera Chiesa cattolica, ed in particolare i Cristiani Caldei presenti nel vostro Paese sin dal tempo degli Apostoli, sono stati incaricati di assistere il vostro popolo nella costruzione di un paese più pacifico e più stabile".

"L'Iraq è attualmente alle prese con il difficile processo di transizione da un regime totalitario ad una forma di democrazia statale nella quale la dignità di ogni persona è rispettata e tutti i cittadini possiedono uguali diritti" ha sottolineato il Papa. "Mentre preparate il vostro popolo ad intraprendere il lavoro di eleggere liberamente gli uomini e le donne che guideranno l'Iraq di domani, incoraggio l'attuale governo nel suo sforzo di far sì che queste elezioni siano giuste e trasparenti, dando a tutti i cittadini eleggibili un eguale opportunità per l'esercizio di questo diritto democratico".

Il Santo Padre, sottolineando "la lotta per vincere le sfide causate dalla povertà, dalla disoccupazione e dalla violenza attualmente presenti in Iraq" ha detto: "Possa il vostro governo lavorare per far cessare le dispute e i conflitti attraverso il dialogo e la negoziazione, ricorrendo alla forza militare solo come ultima risorsa".

"Pertanto" - ha concluso il Pontefice - "è essenziale che lo Stato, con l'assistenza della comunità internazionale, promuova la mutua comprensione e la tolleranza tra i vari gruppi etnici e religiosi per la creazione di un ambiente (...) impegnato nella costruzione della giustizia e della pace, e capace di sostenere la necessaria crescita economica e lo sviluppo integrale del bene comune dei vostri cittadini e dello stesso Paese".

Le relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l'Iraq sono state instaurate il 27 agosto 1966 ed il 14 ottobre dello stesso anno è stata aperta la Nunziatura Apostolica.
CD/LETTERE CREDENZIALI/IRAQ:YELDA VIS 20041115 (520)

GIORNATA RINGRAZIAMENTO ESPRESSA NELL'EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2004 (VIS). La Giornata del Ringraziamento è stato il tema della riflessione fatta oggi dal Santo Padre prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro sotto la finestra del suo studio.

Il Papa ha ricordato che l'Italia "celebra oggi il Giorno del Ringraziamento a Dio per i frutti della terra raccolti durante l'anno. La celebrazione principale si svolge a Genova, scelta quest'anno quale 'Capitale europea della cultura'. Mi unisco volentieri con la preghiera che si eleva dalla comunità ecclesiale genovese e da tutti coloro che operano a vario titolo nel settore agricolo".

"Per noi cristiani" - ha detto il Santo Padre - "il ringraziamento si esprime pienamente nell'Eucaristia. In ogni Santa Messa, benediciamo il Signore, Dio dell'universo, presentandogli il pane ed il vino, frutti 'della terra e del lavoro dell'uomo'. A questi semplici alimenti Cristo ha legato la sua oblazione sacrificale. Uniti a Lui, anche i credenti sono chiamati ad offrire a Dio la loro esistenza e il quotidiano lavoro".

Il Papa ha concluso chiedendo a "Maria, Madre della Divina Provvidenza, che ci insegni ad essere grati al Signore di quanto la natura e la fatica umana producono per il nostro sostentamento, e che ci renda pronti a condividere le nostre risorse con quanti sono nel bisogno".
ANG/RINGRAZIAMENTO/... VIS 20041115 (210)
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