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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 28 luglio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 26 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Anthony Pappusamy, Arcivescovo di Madurai (superficie: 8.010; popolazione: 6.170.000; cattolici: 115.166; sacerdoti: 250; religiosi: 1.495), India. Finora Vescovo di Dindigul (India), succede all'Arcivescovo Peter Fernando, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Pierre Nguyên Văn Kham, Vescovo di My Tho (superficie: 9.262; popolazione: 5.280.320; cattolici: 126.560; sacerdoti: 123; religiosi: 282), Viêt Nam. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Thành-Phô Hô Chí Minh (Viêt Nam).

- Ha nominato il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo emerito di Philadelphia (Stati Uniti d'America), Suo Inviato Speciale alla Celebrazione Eucaristica prevista nella nuova Cattedrale di Saint Louis (Stati Uniti d'America) per il 24 agosto 2014, in occasione del 250° anniversario della fondazione dell’omonima Città.

- Ha nominato il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia) Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’850° anniversario della traslazione delle reliquie dei Re Magi da Milano a Colonia (Germania), in programma il 28 settembre 2014.

venerdì 25 luglio 2014

CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME INCIDENTE AEREO IN MALI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Ghaleb Moussa Abdalla Bader, di Algeri (Algeria), per le numerose vittime dell'incidente che ha coinvolto ieri un aereo dell'Air Algérie, precipitato in Mali,

"Sua Santità Papa Francesco - si legge nel telegramma - si associa con la preghiera al dolore dei familiari che hanno perduto i loro cari, ed esprime le sue sentite condoglianze assicurando la sua profonda vicinanza in questa dolorosa prova. Il Pontefice chiede a Dio di accogliere i defunti nella sua pace e Lo invoca affinché porti consolazione e speranza a tutte le persone colpite da questa tragedia".

PAPA FRANCESCO RICEVE MERIAM, LA GIOVANE CRISTIANA SUDANESE CONDANNATA A MORTE PER APOSTASIA

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Ieri, nella Domus Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha ricevuto la signora Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la giovane cristiana sudanese che era stata condannata a morte per apostasia, incarcerata nei mesi scorsi e poi liberata grazie alle pressioni della comunità internazionale.

Meriam era accompagnata dal marito Daniel Wani e dai due piccoli bimbi, Martin di un anno e mezzo, e Maya, nata in carcere due mesi fa. La famigliola era accompagnata dal viceministro degli esteri italiano Lapo Pistelli, che si era recato ieri in Sudan per completare la trattativa e accompagnare Meriam e i suoi in Italia, dove si preparano per trasferirsi negli Stati Uniti.

L’incontro è durato poco meno di mezz'ora e si è svolto in un clima sereno e affettuoso. Il Papa ha ringraziato Meriam e la sua famiglia per la coraggiosa testimonianza di costanza nella fede. Meriam ha ringraziato per il grande sostegno e conforto ricevuto dalla preghiera del Papa e di tante altre persone credenti e di buona volontà. Il Segretario particolare del Papa, Monsignor Yohannis Gaid, ha svolto servizio di interprete. Alla fine il Papa ha salutato anche il personale italiano che accompagna la famiglia di Meriam in questo passaggio in Italia.
Con questo gesto il Papa ha voluto manifestare la sua vicinanza, attenzione e preghiera anche per tutti coloro che soffrono per la loro fede e in particolare per i cristiani che subiscono persecuzioni o limitazioni imposte alla libertà religiosa.

CONFLITTO ISRAELIANO-PALESTINESE: LA VOCE DELLA RAGIONE SOMMERSA DAL FRAGORE DELLE ARMI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 23 luglio scorso, alla XXI Sessione Speciale del Consiglio per i Diritti Umani dedicata alla situazione dei diritti umani nei territori occupati palestinesi, compresa Gerusalemme Est.

"Mentre continua a crescere il numero di persone uccise, ferite, sradicate dalle proprie case nel conflitto tra Israele e alcuni gruppi palestinesi, particolarmente nella Striscia di Gaza, la voce della ragione sembra venire sommersa dal fragore delle armi - ha affermato il Presule - (...) La maggior parte delle vittime è costituita da civili che, per la legge umanitaria internazionale, dovrebbero essere protetti. Le Nazioni Unite stimano che circa il settanta per cento dei palestinesi uccisi è costituito da civili innocenti. Ciò è intollerabile quanto i missili lanciati indiscriminatamente contro bersagli civili in Israele. Le coscienze sono paralizzate da un clima di prolungata violenza che cerca di imporre una soluzione attraverso l’annientamento dell’altro. Demonizzare gli altri, però, non elimina i loro diritti. Al contrario, la via verso il futuro risiede nel riconoscere la nostra umanità comune".

L'Arcivescovo Tomasi ha ricordato che durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Francesco, nel chiedere che si ponga fine alla presente, inaccettabile, situazione del conflitto israelo-palestinese, ha affermato: "'È giunto il momento per tutti di avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti'”.

"La legittima aspirazione alla sicurezza, da una parte, e a condizioni di vita decenti, dall’altra, con libero accesso a mezzi di sussistenza quali medicinali, acqua e lavoro, per esempio, riflette un diritto umano fondamentale, senza il quale è molto difficile conservare la pace - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - Il peggioramento della situazione a Gaza ci ricorda di continuo quanto sia necessario arrivare a un cessate il fuoco immediato e dare inizio a negoziati per una pace duratura". A tale proposito l'Osservatore Permanente ha nuovamente ricordato le parole del Pontefice: “'La pace porterà con sé innumerevoli benefici per i popoli di questa regione e per il mondo intero. Occorre dunque incamminarsi risolutamente verso di essa, anche rinunciando ognuno a qualche cosa'. Spetta alla comunità internazionale - ha aggiunto l'Arcivescovo Tomasi - intraprendere con zelo la ricerca della pace e aiutare le parti di questo orribile conflitto a raggiungere un accordo al fine di porre fine alla violenza e di guardare al futuro con reciproca fiducia".

"La Delegazione della Santa Sede reitera il suo punto di vista che la violenza non paga mai. La violenza porterà soltanto altre sofferenze, devastazione e morte, e impedirà che la pace divenga realtà. La strategia di violenza può essere contagiosa e diventare incontrollabile. Per combattere la violenza e le sue conseguenze dannose dobbiamo evitare di abituarci alle uccisioni. In un momento in cui la brutalità è pratica comune e le violazioni dei diritti umani sono onnipresenti, non dobbiamo diventare indifferenti ma reagire in modo concreto per ridurre il conflitto che riguarda tutti noi".

"I media dovrebbero riportare in maniera giusta e priva di pregiudizi la tragedia di tutti coloro che soffrono a causa del conflitto, al fine di facilitare lo sviluppo di un dialogo imparziale che riconosca i diritti di tutti, rispetti le giuste preoccupazioni della comunità internazionale e tragga beneficio dalla solidarietà della comunità internazionale nel sostenere uno sforzo serio per ottenere la pace. Con un occhio al futuro, il circolo vizioso di ritorsioni e rappresaglie deve cessare. 'Con la violenza - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, ricordando quanto affermato dal Santo Padre in occasione dell'Incontro con il Presidente di Israele e il Presidente di Palestina, nei Giardini Vaticani - uomini e donne continueranno a vivere da avversari o da nemici, ma con la pace potranno vivere da fratelli e sorelle'".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Florentino Galang Lavarias, Arcivescovo Metropolita di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.561.000; cattolici: 3.324.000; sacerdoti: 176; religiosi: 151), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Santa Ines (Filippine) nel 1957, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo di Iba (Filippine), succede al Vescovo Paciano Aniceto, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Severo C. Caermare, Vescovo di Dipolog (superficie: 7.205; popolazione: 977.000; cattolici: 787.000; sacerdoti: 68; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Poblacion (Filippine) nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 1997 è stato Amministratore della "Our Mother of Perpetual Help Parish", Godod, Zamboanga del Norte; dal 1997 al 2002 Formatore al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2002 al 2003 Amministratore di "San Isidore Parish", Gutalac, Zamboanga del Norte; dal 2003 al 2004 Formatore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2004 al 2006 Rettore, professore e liturgista al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2006 al 2007 Formatore, professore e Decano degli studi presso e dal 2003 al 2004 Rettore e professore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2013 Amministratore presso la "St. Antonio de Padua Parish" a Gulayon, Dipolog City. Finora Rettore della Cattedrale di "Nostra Signora del Santissimo Rosario" a Dipolog City, succede al Vescovo José R. Manguiran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Celestino Aós Braco, O.F.M. Cap., Vescovo di Copiapó (superficie: 75.176; popolazione: 272.000; cattolici: 207.000; sacerdoti: 23; religiosi: 76; diaconi permanenti: 35), Cile. Il Vescovo eletto è nato a Artaiz (Spagna) nel 1945, ha emesso la professione temporale religiosa come Francescano Cappuccino nel 1964, la professione perpetua nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. In Spagna è stato Professore a Lecaroz - Navarra, Vicario a Tudela, Professore a Pamplona e Vicario a Zaragoza. Inviato nel 1983 nel Cile è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Longavi; Superiore della Comunità a Los Ángeles; Parroco della Parrocchia di “San Miguel” a Viña del Mar; Superiore della comunità di Recreo; Vicario Episcopale per la Vita Consacrata della diocesi di Valparaiso; Economo provinciale dei Cappuccini in Cile; Promotore di Giustizia del Tribunale ecclesiastico di Valparaiso; Giudice del Tribunale dell’arcidiocesi di Concepción e Tesoriere dell’Associazione cilena di diritto canonico. Finora Vicario Parrocchiale della Parrocchia di San “Francisco de Asís” a Los Ángeles, Diocesi di Santa María de Los Ángeles (Cile), succede al Vescovo Gaspar Francisco Quintana Jorquera, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

giovedì 24 luglio 2014

CORDOGLIO VITTIME INCIDENTE AEREO MAGONG (TAIiWAN)

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo John Hung Shan-chuan S.V.D., di Taipei (Taiwan), Presidente della Conferenza Regionale dei Vescovi di Cina, per le vittime dell'incidente occorso ad un aereo della TransAsia Airways che mercoledì scorso ha tentato un atterraggio di emergenza nei pressi dell'Aeroporto di Magong (Taiwan). Nell'incidente hanno perso la vita 48 persone ed oltre 10 sono rimaste ferite.

Addolorato per l'accaduto, il Santo Padre esprime la sua vicinanza ai familiari delle vittime, assicura le sue preghiere ed invoca Dio affinché conceda consolazione, forza e pace.

MESSAGGIO DEL PAPA 50° ANNIVERSARIO SANTUARIO ARGENTINO DI SAN PANTALEONE

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). "Un tempio che appare fermo ma che il popolo di Dio pellegrino fa camminare. Così ha camminato per cinquant'anni nei cuori di tanti fedeli che sono venuti a venerare il santo, a implorare la salute e a professare la loro fede. Così ha camminato nel cuore del quartiere, proiettandosi per tutta la città". Queste le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai fedeli che domenica 27 luglio si raduneranno nel barrio di Mataderos a Buenos Aires (Argentina), per celebrare il cinquantesimo anniversario del santuario di San Pantaleone. "Prego il Signore - scrive il Papa nel Messaggio - che vi conceda la grazia di continuare a camminare, di continuare questo pellegrinaggio del cuore in mezzo alla grande città".

Ricordando con nostalgia i tempi in cui, come arcivescovo di Buenos Aires, visitava personalmente la parrocchia dedicata al santo medico di Nicomedia, il Papa continua: "Desidero stare accanto a voi per poter rivivere in qualche modo le occasioni in cui il 27 luglio ho potuto recarmi al santuario per aiutare i sacerdoti nelle confessioni. Tornavo a casa spiritualmente rafforzato dalla testimonianza di fede. Non è immaginabile tutto il bene che ho ricevuto. E per tutto questo bene desidero ringraziare. Che il Signore vi ricompensi in abbondanza".

"Io prego per voi, per le vostre famiglie, per il santuario e per i sacerdoti", scrive infine Papa Francesco chiedendo a sua volta preghiere. "In questi giorni di festa ... sono vicino a voi... Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi guidi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joy Alappat, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di St. Thomas the Apostle of Chicago dei Siro-Malabaresi (cattolici: 87.000; sacerdoti: 53; religiosi: 31), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Parappukara (India), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. In India, ha svolto il ministero pastorale a Chalakudy, Mala, nella Cattedrale Eparchiale e in qualità di Cappellano della comunità siro-malabarese a Chennai. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1993, è stato Cappellano alla Georgetown University, Parroco a New Milford (Connecticut), Newark e Garfield (New Jersey). È stato finora Rettore della Cattedrale Eparchiale a Bellwood (Illinois).

mercoledì 23 luglio 2014

PARTITA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Alle 20:45 del 1° settembre, allo Stadio Olimpico di Roma, si terrà la prima partita interreligiosa per la pace, evento internazionale a favore di "Scholas Occurrentes" e della Fondazione P.U.P.I. Onlus. Scenderanno in campo campioni di livello mondiale, come Lionel Messi, Gianluigi Buffon, Zinedine Zidane, Javier Zanetti, Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Yuto Nagatomo e Samuel Eto'o, ognuno in rappresentanza delle diverse religioni.

L'iniziativa ha origine nell'aprile 2013, in occasione dell'udienza di Papa Francesco alle squadre di Italia e Argentina, al termine di una partita di beneficenza. In quell'occasione il Pontefice volle condividere con il calciatore Javier Zanetti l'idea di organizzare una partita alla quale partecipassero persone di diverse religioni per promuovere la fratellanza e la condivisione attraverso lo sport. I biglietti saranno messi in vendita da venerdì 25 luglio e il ricavato sarà interamente destinato a finalità caritative.

"Scholas Occurrentes", che ha sede presso la Pontificia Accademia delle Scienze, in Vaticano, è un'entità educativa di bene pubblico promossa da Papa Bergoglio, che utilizza la tecnologia, l'arte e lo sport per promuovere l'integrazione sociale e la cultura dell'incontro. La Fondazione P.U.P.I. Onlus, senza fini di lucro, creata oltre dieci anni fa da Paula e Javier Zanetti, promuove e sostiene programmi di adozione a distanza e di assistenza per alleviare le diverse condizioni di disagio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Iraq e Giordania.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Jan Kot, O.M.I., Vescovo della Diocesi di Zé Doca (superficie: 35.110; popolazione: 332.000; cattolici: 305.000; sacerdoti: 25; religiosi: 30; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Makón (Polonia), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Nel 1994 è stato destinato alle missioni in Brasile. Dal 1992 al 1994 è stato Vicario Parrocchiale a Siedlce (Polonia); dal 1005 al 2000 Parroco a Jussarval, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2000 al 2005 Parroco di Vitória di Santo Antão, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2003 al 2012 Secondo Consigliere Provinciale e dal 2012 Primo Consigliere Provinciale. Finora Parroco nella Parrocchia “Sagrado Coração de Maria” a Campo Alegre do Fidalgo, diocesi di São Raimundo Nonato (Brasile), succede al Vescovo Carlo Ellena, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

martedì 22 luglio 2014

"LA GIOIA DEL VANGELO: UNA GIOIA MISSIONARIA", III CONGRESSO MONDIALE MOVIMENTI ECCLESIALI E NUOVE COMUNITÀ

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Dal 20 al 22 novembre 2014, il Pontificio Consiglio per i Laici ha promosso il III Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità, il cui tema: "La gioia del Vangelo: una gioia missionaria", si ispira alla Esortazione Apostolica di Papa Francesco "Evangelii gaudium". Al Congresso, che avrà luogo presso il Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae (Roma), parteciperanno i delegati delle realtà associative internazionali più diffuse nel mondo, già riconosciute quali associazioni internazionali di fedeli o in costante dialogo con il Dicastero.

Nel corso del Regina Coeli della Pentecoste 2013 (19 maggio), in occasione dell'Anno della Fede, il Santo Padre, si rivolse ai membri dei nuovi movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, affermando: "Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa! (...) Portate sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa". Dopo quell'incontro, il Santo Padre ha presentato l'Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium": "un vero e proprio vademecum per i movimenti ecclesiali e le nuove comunità", il cui obiettivo prioritario è la necessità di una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia per il cammino della Chiesa nei nostri giorni.

È partendo da questi presupposti che il Pontificio Consiglio per i Laici ha consultato movimenti ecclesiali e nuove comunità riguardo l'organizzazione, la logistica e le principali tematiche da affrontare nel Congresso Mondiale. Nel frattempo si sono formalmente aperte anche le iscrizioni dei delegati al Congresso, che hanno registrato, finora, l'adesione di membri di movimenti ecclesiali e nuove comunità provenienti da tutti i continenti e da più di ottanta realtà associative internazionali, che saranno accompagnati, durante i giorni del Congresso, da alcuni Vescovi diocesani e Presuli della Curia romana.

Risultano già iscritti al Congresso più di cinquantacinque fondatori e responsabili generali di varie comunità sparse nel mondo. I Superiori del Dicastero hanno deciso di dedicare l'incontro annuale del 27 giugno scorso, alla preparazione di questo importante evento e all'ascolto dei partecipanti, provenienti da più di trenta associazioni internazionali di fedeli.

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Giordania e in Iraq.
 
Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano all'Ionio, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: l'Arcivescovo Carlos José Ñáñez, di Córdoba (Argentina); il Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz e Presidente della Conferenza Episcopale (Guatemala); il Vescovo Gerhard Feige, di Magdeburg (Repubblica Federale di Germania).

- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: Cristiano Bettega, Direttore dell'Ufficio Nazionale per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana; Hector Sherri, Presidente della Commissione Teologica di Malta e della Commissione Ecumenica Diocesana (Malta); Michael Joeng-Hun Shin, Incaricato per l'Ecumenismo nella Conferenza Episcopale Coreana; Fernando Rodríguez Garrapucho, Direttore del Centro di Studi Orientali ed Ecumenici Juan XXIII presso la Pontificia Università di Salamanca (Spagna); il Fratello Enzo Bianchi, Priore del Monastero di Bose (Italia); Padre Franck Lemaitre, O.P., Direttore del Servizio Nazionale per l'Unità dei Cristiani della Conferenza Episcopale Francese; Padre John Crossins, O.S.F.S., Direttore Esecutivo del Segretariato per le questioni ecumeniche e interreligiose della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America; Padre Jorge A. Scampini, O.P., Professore di Ecumenismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires (Argentina); Padre Milan Žust, S.I. (Slovenia), Docente presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana in Roma; Suor Maria Ha Fong Ko, F.M.A. (Macau), Docente di Esegesi Neotestamentaria presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium in Roma e presso l'Holy Spirit Seminary di Hong Kong.

lunedì 21 luglio 2014

PROGRAMMA VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO A CASERTA

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma della Visita Pastorale de Santo Padre a Caserta (Italia), sabato 26 luglio prossimo.

Il Santo Padre partirà in elicottero dall'eliporto del Vaticano alle 15:00 per atterrare, 45 minuti dopo, nell’eliporto della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare, presso la Reggia di Caserta. Alle 16:00 Papa Francesco incontrerà i sacerdoti della diocesi nel Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare nella Reggia di Caserta ed alle 18:00 celebrerà la Santa Messa sulla Piazza davanti alla Reggia. Alle 19:30 il Santo Padre ripartirà alla volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 20:15.

IMITARE LA PAZIENZA DI DIO, CON IL SOSTEGNO DI UNA INCROLLABILE FIDUCIA NELLA VITTORIA FINALE DEL BENE, CIOÈ DI DIO

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Alle 12:00 di ieri, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, Papa Francesco si è soffermato sulla parabola evangelica del buon grano e della zizzania, che affronta il problema del male nel mondo e mette in risalto la pazienza di Dio. "La scena si svolge in un campo - ha detto il Papa - dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il nemico e semina la zizzania, termine che in ebraico deriva dalla stessa radice del nome 'Satana' e richiama il concetto di divisione. Tutti sappiamo che il demonio è uno 'zizzaniatore', colui che cerca sempre di dividere le persone, le famiglie, le nazioni e i popoli. I servitori vorrebbero subito strappare l’erba cattiva, ma il padrone lo impedisce con questa motivazione: 'Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano'".

"L’insegnamento della parabola è duplice - ha spiegato Papa Francesco - Anzitutto dice che il male che c’è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il Maligno. (...) Questo nemico è astuto: ha seminato il male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo. E qui veniamo al secondo tema: la contrapposizione tra l’impazienza dei servi e la paziente attesa del proprietario del campo, che rappresenta Dio. Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi… (...) Dio invece sa aspettare. Egli guarda nel 'campo' della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente, sa aspettare".

"L’atteggiamento del padrone è quello della speranza fondata sulla certezza che il male non ha né la prima né l’ultima parola. Ed è grazie a questa paziente speranza di Dio che la stessa zizzania, cioè il cuore cattivo con tanti peccati, alla fine può diventare buon grano. Ma attenzione: la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non si può fare confusione tra bene e male! Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio. Alla fine, infatti, il male sarà tolto ed eliminato: al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l’ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla. (...) Alla fine saremo tutti giudicati con lo stesso metro con cui abbiamo giudicato: la misericordia che avremo usato verso gli altri sarà usata anche con noi. Chiediamo alla Madonna, nostra Madre - ha concluso il Papa - di aiutarci a crescere nella pazienza, nella speranza e nella misericordia con tutti i fratelli".

APPELLO PER LE COMUNITÀ CRISTIANE IN MEDIO ORIENTE

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). "Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società" - ha detto il Papa dopo la recita dell'Angelus - Oggi sono perseguitate; i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!".

"E a voi, qui in piazza e a quanti ci seguono per mezzo della televisione, rivolgo l’invito a ricordare nella preghiera queste comunità cristiane. Vi esorto, inoltre, a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace! Preghiamo in silenzio, chiedendo la pace; tutti, in silenzio…. Maria Regina della pace, prega per noi!".

"IL TERRORISMO È UNA FOLLIA, SA SOLTANTO UCCIDERE"

Città del Vaticano, 19 luglio 2014 (VIS). Venerdì 18 luglio, nel ventesimo anniversario dell'attentato contro la sede dell'Amia (Associación Mutual Israelita Argentina), a Buenos Aires (18 luglio 1994), che causò 85 vittime ed oltre 200 feriti, il Santo Padre ha indirizzato un video-messaggio alla comunità israelita argentina per esprimere la sua vicinanza a tutti i familiari delle vittime.
"Il terrorismo è una follia. - afferma Papa Francesco - Il terrorismo sa soltanto uccidere, non sa costruire, distrugge. Sono vicino a tutti coloro che hanno avuto le vite stroncate, le speranze distrutte, rovinate. (...) Buenos Aires è una città che ha bisogno di piangere, che ancora non ha pianto abbastanza. A rischio di cadere in un luogo comune, lo ripeto: abbiamo bisogno di piangere. Siamo molto inclini ad archiviare le cose, a non farci carico delle storie, delle sofferenze, delle cose che potevano essere belle e non lo sono state. Per questo ci costa tanto intraprendere la strada della giustizia, per affrontare i danni che tale tragedia ha inflitto alla società. Con la mia vicinanza e la mia preghiera per tutte le vittime, oggi esprimo anche l'aspirazione alla giustizia. Si faccia giustizia. Che Dio benedica tutti, le istituzioni e le famiglie. E che Dio conceda la pace a quanti morirono in questo atto di follia".

IL CARDINALE SANDRI AI CRISTIANI ORIENTALI: LE VOSTRE LACRIME SONO LE NOSTRE, MA NOI CONDIVIDIAMO LA STESSA SPERANZA CHE È CRISTO

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di luglio. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa quattrocento fedeli delle Chiese Orientali.

Il Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia, dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di Aleppo (Siria). "Le loro case e chiese sono state saccheggiate e incendiate. Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di molti". Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime" e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino".

Dopo aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente colpiti dall’odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni, edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni; là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla comunità umana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joseph Gébara, Vescovo dell'Eparchia di Nossa Senhora do Paraíso em São Paulo dei Greco-Melkiti (cattolici: 436.000; sacerdoti: 11; religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Brasile. Finora Vescovo Coadiutore della medesima circoscrizione ecclesiastica, succede al Vescovo Farès Maakaroun, M.S.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Sabato 19 luglio, il Santo Padre ha nominato il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Suo Inviato Speciale alla consacrazione del nuovo Santuario di San Gabriele dell’Addolorata (Teramo, Italia), in programma il 21 settembre 2014.

venerdì 18 luglio 2014

TELEFONATA DEL SANTO PADRE A SHIMON PERES E MAHMOUD ABBAS: FAR CESSARE OGNI OSTILITÀ

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). Facendo seguito all’accorato appello a continuare a pregare per la pace in Terra Santa di domenica scorsa, stamattina il Santo Padre Francesco ha telefonato personalmente al Presidente Shimon Peres e al Presidente Mahmoud Abbas, condividendo le sue gravissime preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto che coinvolge in modo particolare la Striscia di Gaza e che, in un clima di crescente ostilità, odio e sofferenza per i due popoli, sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria.

Come aveva fatto durante il Suo recente pellegrinaggio in Terra Santa e in occasione dell’invocazione per la pace l’8 giugno scorso, il Santo Padre ha assicurato la Sua incessante preghiera e quella di tutta la Chiesa per la pace in Terra Santa e ha condiviso con i Suoi interlocutori, che considera uomini di pace e che vogliono la pace, il bisogno di continuare a pregare e di impegnarsi per far sì che tutte le parti interessate e quanti hanno responsabilità politiche a livello linocale e internazionale si impegnino per far cessare ogni ostilità, adoperandosi in favore di una tregua, della pace e della riconciliazione dei cuori.

PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO VITTIME SCIAGURA AEREO MALAYSIAN AIRLINES

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha appreso con costernazione la notizia della sciagura dell’aereo della Malaysian Airlines nella regione orientale dell’Ucraina, segnata da forti tensioni. Il Papa eleva la sua preghiera per le numerose vittime dell’incidente e per i loro familiari, rinnovando alle parti in conflitto l’accorato appello per la pace e per un impegno a trovare soluzioni di dialogo, al fine di evitare ulteriori perdite di vite umane innocenti.


FRATERNITÀ FRA CRISTIANI E MUSULMANI TEMA CENTRALE DEL MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). "Verso un'autentica fraternità fra cristiani e musulmani" è il titolo del Messaggio che il Pontificia Consiglio per il Dialogo Interreligioso rivolge ai fedeli dell'Islam per la fine del Ramadan, (Id al-Fitr 1435 H./2014 A.D). Il Documento è a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Dicastero, e del Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

Ricordando che nel 2013, primo anno del suo ministero petrino, il Santo Padre Francesco aveva personalmente firmato il Messaggio in occasione dell''Id-al Firt, il Cardinale Tauran cita anche l'Angelus dell'11 agosto 2013, nel quale il Papa aveva salutato i musulmani come "nostri fratelli". "Tutti noi riconosciamo - si legge nel testo - la pregnanza di queste parole. Infatti, cristiani e musulmani sono fratelli e sorelle dell’unica famiglia umana, creata dall’unico Dio".

Il Messaggio ricorda anche le parole che Papa Giovanni Paolo II rivolse ad alcuni capi religiosi musulmani nel 1982, in Nigeria: “Tutti noi, cristiani e musulmani, viviamo sotto il sole di un unico Dio misericordioso. Crediamo tutti in un solo Dio Creatore dell’Uomo. Acclamiamo la signoria di Dio e difendiamo la dignità dell’uomo in quanto servo di Dio. Adoriamo Dio e professiamo una sottomissione totale a lui. In questo senso possiamo dunque chiamarci gli uni gli altri fratelli e sorelle nella fede in un solo Dio”.

"Rendiamo grazie all’Altissimo - prosegue il documento - per tutto ciò che abbiamo in comune, pur essendo consapevoli delle nostre differenze. Noi percepiamo l’importanza della promozione di un dialogo fruttuoso basato sul reciproco rispetto ed amicizia. Ispirati dai nostri valori condivisi e rafforzati dai nostri sentimenti di genuina fraternità, siamo chiamati a lavorare insieme per la giustizia, la pace e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Ci sentiamo particolarmente responsabili dei più bisognosi: i poveri, i malati, gli orfani, i migranti, le vittime della tratta umana e tutti coloro che soffrono a causa di ogni forma di dipendenza".

"Come sappiamo, il mondo attuale deve affrontare gravi sfide che esigono solidarietà da parte delle persone di buona volontà. - nota il Messaggio - Queste sfide comprendono le minacce all’ambiente, la crisi dell’economia globale e alti livelli di disoccupazione specialmente fra i giovani. Tali situazioni generano un senso di vulnerabilità ed una mancanza di speranza nel futuro. Non dobbiamo neppure dimenticare i problemi affrontati dalle tante famiglie che sono state separate, lasciando i propri cari e spesso anche bambini piccoli. Lavoriamo insieme, perciò, per costruire ponti di pace e promuovere la riconciliazione specialmente nelle aree in cui musulmani e cristiani subiscono insieme l’orrore della guerra".

"Possa la nostra amicizia - si legge infine nel Messaggio - ispirarci sempre a cooperare nell’affrontare queste numerose sfide con saggezza e prudenza. In tal modo potremo aiutare a ridurre le tensioni e i conflitti, facendo progredire il bene comune. Dimostreremo pure che le religioni possono essere sorgente di armonia a vantaggio di tutta la società".

"Preghiamo che la riconciliazione, la giustizia, la pace e lo sviluppo rimangano le nostre prime priorità, per il benessere ed il bene dell’intera famiglia umana. Con Papa Francesco, vi rivolgiamo i nostri cordiali auguri di una gioiosa festa e di una vita di prosperità nella pace".

giovedì 17 luglio 2014

VISITA DEL SANTO PADRE A CASERTA SABATO 26 E LUNEDÌ 28 LUGLIO

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che il Santo Padre Francesco si recherà a Caserta (Italia), nei giorni 26 e 28 luglio 2014. Nel pomeriggio di sabato 26, su invito del Vescovo Giovanni D'Avise, il Papa incontrerà la comunità cattolica della Diocesi e celebrerà la Santa Messa nella festa di Sant'Anna, Patrona della città, probabilmente nel parco della Reggia di Caserta. La sera dello stesso giorno, il Papa rientrerà in Vaticano per la recita dell'Angelus di domenica 27 luglio, in Piazza San Pietro. Lunedì 28 luglio, Papa Francesco si recherà nuovamente a Caserta per incontrare in forma privata il Pastore evangelico Giovanni Traettino e la sua comunità, nella Chiesa della Riconciliazione.

DONATA AL PAPA MAGLIA "ALBICELESTE" AUTOGRAFATA

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Nonostante la sconfitta di domenica scorsa contro la Germania, che ha vinto 1-0 nei tempi supplementari i Mondiali di Calcio Brasile 2014, i giocatori della squadra di calcio argentina hanno donato a Papa Francesco la maglia "Albiceleste" della squadra nazionale con l'autografo di tutti i suoi membri. I giocatori hanno voluto ringraziare Papa Francesco delle sue preghiere, e durante il soggiorno brasiliano, la Asociación de Futbol Argentino" (AFA) ha installato nel complesso sportivo brasiliano che li ha ospitati, una gigantografia che ritrae il Papa con la squadra argentina, in occasione di una partita amichevole in suo onore, giocata contro l'Italia, lo scorso anno in Vaticano.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Vescovo Guy Étienne Germain Gaucher, O.C.D., Ausiliare emerito di Bayeux-Lisieux (Francia), il 3 luglio, all'età di 84 anni.
- Vescovo John Jobst, S.A.C, emerito di Broome (Australia), il 5 luglio, all'età di 94 anni.

- Vescovo Estanislau Amadeu Kreutz, emerito di Santo Ângelo (Brasile), il 6 luglio, all'età di 86 anni.

- Vescovo Guillermo Leaden, S.D.B, Ausiliare emerito di Buenos Aires (Argentina), il 14 luglio, all'età di 101 anni.

- Vescovo Pietro Giacomo Nonis, emerito di Vicenza (Italia), il 15 luglio, all'età di 87 anni.

mercoledì 16 luglio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 16 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Bernardito C. Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione degli Stati Americani (O.A.S.), attualmente anche Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.).

- Il Vescovo Juan Carlos Vera Plasencia, M.S.C.,Vescovo Ordinario Militare per il Perú (sacerdoti: 77; religiosi: 14), Perù. È stato finora Vescovo Prelato della Prelatura Territoriale di Caravelí (Perú).

- Il Vescovo Tarcísio Scaramussa, S.D.B., Vescovo Coadiutore della Diocesi di Santos (superficie: 2.423; popolazione: 1.779.000; cattolici: 1.524.000; sacerdoti: 86; religiosi: 150; diaconi permanenti: 23), Brasile. È stato finora Vescovo Ausiliare di São Paulo (Brasile).

- Consultori della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (per un quinquennio): l'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia); l'Arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica; Suor Marcella Farina, F.M.A., Docente Ordinario di Teologia Fondamentale e Sistematica nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium", Roma; Padre José Cristo Rey García Paredes, C.M.F., Vice Direttore dell'Istituto Teologico di Vita Religiosa di Madrid (Spagna); P. Robert J. Geisinger, S.I., Docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, Procuratore Generale della Compagnia di Gesù, Roma; Padre Loïc-Marie Le Bot, O.P., Decano della Facoltà di Diritto Canonico dell'Istituto Cattolico di Toulouse (Francia); Suor Maria Domenica Melone, S.F.A., Rettore Magnifico della Pontificia Università "Antonianum", Roma; Padre Pier Luigi Nava, S.M.M., Docente di formazione alla vita consacrata nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium", Roma; il Sacerdote Jesu Maria James Pudumai Doss, S.D.B., Docente straordinario nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Salesiana, Roma; Padre Bruno Secondin, O.Carm., Docente ordinario emerito di Spiritualità moderna e Fondamenti di vita spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana, Roma; P.adre Yuji Sugawara, S.I., Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana, Roma; la Dottoressa Elena Lucia Bolchi, consacrata nell'Ordo Virginum dell'Arcidiocesi di Milano, Patrono stabile del Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo, Milano (Italia); la Dottoressa Lourdes Grosso García, M.Id., Direttrice del Segretariato della Commissione Episcopale per la Vita Consacrata della Conferenza Episcopale Spagnola, Madrid (Spagna).

martedì 15 luglio 2014

URGENTE INTERVENIRE EMERGENZA UMANITARIA MINORI MIGRANTI NEGLI STATI UNITI

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha indirizzato un Messaggio agli organizzatori, relatori e partecipanti al "Coloquio México Santa Sede sobre movilidad humana y desarrollo", (Città del Messico, 12-15 luglio), letto, nel corso della sessione inaugurale, dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Il Pontefice invita tutta la comunità internazionale ad adottare nuove misure in materia di migrazione legale, e, sottolineando il dramma dei bambini che attraversano le frontiere degli Stati Uniti non accompagnati, chiede che i minori siano accolti e protetti, promuovendo politiche di informazione sui rischi di tali viaggi e la realizzazione di iniziative di sviluppo sociale nei Paesi di origine.

"La globalizzazione - scrive il Papa - è un fenomeno che ci interpella, specialmente in una delle sue principali manifestazioni qual è l’emigrazione. Si tratta di uno dei 'segni' di questo tempo che viviamo e che ci riporta alle parole di Gesù 'E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?' (Lc. 12,57). Nonostante il grande flusso di migranti presente in tutti i Continenti e in quasi tutti i Paesi, la migrazione viene ancora vista come emergenza, o come un fatto circostanziato e sporadico, mentre è ormai divenuto un elemento caratteristico e una sfida delle nostre società".

"È un fenomeno che porta con sé grandi promesse insieme a molteplici sfide. Molte persone costrette all’emigrazione soffrono e, spesso, muoiono tragicamente; molti dei loro diritti sono violati, sono obbligati a separarsi dalle loro famiglie e purtroppo continuano a essere oggetto di atteggiamenti razzisti e xenofobi. Di fronte a tale situazione, ripeto quanto ha avuto modo di affermare nel Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato dell’anno in corso: 'È necessario un cambiamento di atteggiamento verso i migranti e rifugiati da parte di tutti; il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione - che, alla fine, corrisponde proprio alla 'cultura dello scarto' - ad un atteggiamento che abbia alla base la 'cultura dell’incontro', l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore”.

"Mi preme, inoltre, richiamare l’attenzione sulle decine di migliaia di bambini che emigrano soli, non accompagnati, per sfuggire alla povertà e alla violenza: è questa una categoria di migranti che, dall'America Centrale e dal Messico attraversa la frontiera con gli Stati Uniti d’America in condizioni estreme, in cerca di una speranza che la maggior parte delle volte risulta vana. Essi aumentano di giorno in giorno. Tale emergenza umanitaria richiede, come primo, urgente intervento, che questi minori siano accolti e protetti. Tali misure, tuttavia, non saranno sufficienti, ove non siano accompagnate da politiche di informazione circa i pericoli di un tale viaggio e, soprattutto, di promozione dello sviluppo nei loro Paesi di origine".

"È, infine, necessario, - conclude Papa Francesco - di fronte a questa sfida richiamare l’attenzione di tutta la Comunità Internazionale affinché possano essere adottate nuove forme di migrazione legale e sicura. Auguro pieno successo alla lodevole iniziativa del Ministero degli Affari Esteri del Governo messicano di organizzare un colloquio di studio e di riflessione sulla grande sfida dell’emigrazione e imparto di cuore ad ognuno dei presenti la mia Benedizione Apostolica".

IL CARDINALE PAROLIN IN MESSICO: MIGRAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Ieri, a Città del Messico, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, è intervenuto al Colloquio Messico Santa Sede, sul tema "Mobilità umana e sviluppo", con la partecipazione dei Ministri degli Affari Esteri di Messico, Honduras, El Salvador e Guatemala che hanno esaminato le responsabilità delle parti coinvolte nella partenza, transito e destinazione dei migranti. Di seguito riportiamo ampi estratti dell'intervento del Segretario di Stato, pronunciato in lingua spagnola.

"Il grande contributo del cristianesimo all'umanità, che, con la maturazione dei tempi, sarà raccolto dall'Illuminismo come categoria politica, è la fraternità universale. Illuminata dalla fede, la ragione rivela che nella grande famiglia umana siamo tutti figli dello stesso Padre. (...) Sin dall'inizio il cristianesimo ha affermato in modo radicale che tutti siamo liberi, tutti siamo uguali, tutti siamo fratelli. (...) Di conseguenza, la dignità della persona non deriva dalla situazione economica, dall'appartenenza politica, dal livello di istruzione, dall'etnia, dallo status di immigrazione o di credo religioso. Ogni essere umano, per il fatto stesso di essere persona, possiede una dignità che merita di essere trattata con il massimo rispetto".

"Ogni giorno riceviamo notizie sul crescente numero di persone che nel mondo devono lasciare la propria terra tra laceranti situazioni di sofferenza e di dolore. Le cause sono sempre le stesse: la violazione dei diritti umani più elementari, la violenza, la mancanza di sicurezza, le guerre, la disoccupazione e la miseria. (...) Cercando di arrivare a una terra promessa in cui sia possibile una vita degna, migliaia di persone soffrono la fame, vessazioni, l'umiliazione della propria dignità, a volte torture, mentre alcuni muoiono in solitudine nell'indifferenza di molti. In pieno XXI secolo, attoniti, assistiamo al traffico di esseri umani, vediamo persone costrette a lavorare in condizioni di semi-schiavitù, persone abusate sessualmente, persone che cadono nella rete di bande criminali che, per corruzione e connivenze, operano nell'impunità a livello transnazionale. La questione che affrontiamo oggi, quella della 'mobilità umana' nel mondo attuale, è parte di questo mondo di dolore che non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto la Chiesa, nel più vasto movimento di persone e di popoli di tutti i tempi".

"Credo di poter dire con ragione che nel nostro mondo globalizzato, il progresso non si ottiene solo con un maggiore flusso di capitali, merci e informazioni. Un aumento dello scambio commerciale e finanziario tra le nazioni non comporta, automaticamente, un miglioramento del tenore di vita della popolazione, né automaticamente genera più ricchezza. A questo proposito, notiamo che le nazioni, in particolare quelle più avanzate a livello economico e sociale, devono il loro sviluppo in gran parte ai migranti. (...) Quelle società in cui gli immigrati legali non sono accolti, ma trattati con pregiudizio, come soggetti pericolosi o nocivi, dimostrano di essere molto deboli e impreparate ad affrontare le sfide dei prossimi decenni. Al contrario, quei paesi che sanno vedere i nuovi arrivati come elementi generatori di ricchezza soprattutto umana e culturale, e quindi sanno accoglierli, quelle società che si impegnano in modo coerente nell'integrazione degli immigrati, trasmettono un messaggio inequivocabile a tutta la comunità internazionale, di solidità e garanzia che in sé stesse portano ad un progresso sempre maggiore".

certo che la mobilità umana e il suo impatto sullo sviluppo sono due dei fenomeni sociali più complessi, difficili da risolvere senza uno spirito generale di fiducia. Da un lato il migrante ha il dovere di integrarsi nel Paese che lo accoglie, rispettandone le leggi e l'identità nazionale, dall'altra parte, lo Stato ha anche il dovere di difendere i propri confini, senza mai dimenticare il rispetto dei diritti umani e il dovere della solidarietà. È chiaro che il fenomeno della migrazione non può essere risolto soltanto con politiche legislative o adottando politiche sociali, per quanto buone, e ancor meno solo ricorrendo alle forze dell'ordine e della sicurezza. La soluzione del problema dell'immigrazione passa attraverso una profonda conversione culturale e sociale che permetta di passare da una 'cultura di chiusura' ad una 'cultura di accoglienza e di incontro'".

"In questo contesto, la Chiesa è stata, e sempre sarà, un collaboratore leale. Per definizione è cattolica, cioè universale, transnazionale. Il suo messaggio non si limita alla vita privata dei fedeli, ma perseguendo la loro conversione, si espande e raggiunge le vie della cultura e della giustizia sociale, poiché non è possibile definirsi cristiani senza la giustizia e la fraternità, anche verso i non credenti. Inoltre, la Santa Sede, governo centrale della Chiesa universale, è un soggetto con piena sovranità nel diritto internazionale, che gode di piena personalità giuridica. (...) Con l'aiuto dei Rappresentanti Pontifici, la Chiesa partecipa ai più svariati forum politici e veglia sulla salvaguardia dei diritti umani universali, nel rispetto dei principi etici e morali che caratterizzano la vita sociale. La Chiesa sosterrà sempre, a livello nazionale ed internazionale, ogni iniziativa volta all'adozione di politiche concertate".

"Confrontati dal fenomeno migratorio, è urgente superare paure ataviche e identificare strategie comuni a livello locale, regionale e globale, in tutti i settori della società. Pensiamo, ad esempio, agli Stati Uniti d'America, la cui Amministrazione ha diffuso nelle ultime settimane i dati relativi alla migrazione dei bambini che attraversano la frontiera non accompagnati da adulti. Il loro numero cresce esponenzialmente di giorno in giorno, sia che emigrino per sfuggire alla povertà e alla violenza o nella speranza di unirsi ai familiari che sono dall'altra parte del confine. È urgente proteggerli e assisterli, perché la loro debolezza è maggiore e perché, indifesi, sono alla mercé di qualsiasi abuso o incidente. La politica è l'arte del possibile. Rendiamo l'impossibile possibile. Proponiamoci sfide ambiziose. Non scoraggiamoci per quelli che sono, solo apparentemente, insuccessi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Janusz Wiesław Kaleta al governo pastorale della Diocesi di Karaganda (Kazakhstan), presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Satriano, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati (superficie: 1.415; popolazione: 139.400; cattolici: 136.900; sacerdoti: 87; religiosi: 105; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Brindisi (Italia) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1984 al 1993 Educatore e poi Padre Spirituale nel Seminario diocesano di Ostuni; dal 1985 al 1997 insegnante di Religione presso la Scuola Media Statale “S. Giovanni Bosco”, il Liceo Scientifico Statale “L. Pepe”, in Ostuni e il Liceo Classico Statale “Calamo” in Ostuni; dal 1993 al 1997 Vicario Parrocchiale della parrochia Maria SS. Annunziata di Ostuni; dal 1997 al 2000 Sacerdote “fidei donum” in Kenya-Marsabit, come Parroco; dal 2001 al 2003 Rettore del Seminario diocesano; dal 1985 Canonico Mansionario del Capitolo Cattedrale di Ostuni e dal 1991 Canonico del Capitolo Cattedrale. Dal 2003 è Vicario Generale della medesima Arcidiocesi con i seguenti altri incarichi: Vicario Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata; Cappellano del Villaggio Turistico “Rosa Marina” di Ostuni; Assistente delle Missionarie della Regalità; Coordinatore dei Sacerdoti Missionari della Regalità; Responsabile della formazione dei sacerdoti giovani; Delegato del Consiglio Affari Economici. Dal 2006 è anche Assistente del Serra Club di Brindisi e dal 2007 Segretario Generale del Sinodo Diocesano.

- Ha nominato il Monsignore Wojciech Zaluski, Nunzio Apostolico in Burundi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Zaluski-Lipnewo (Polonia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Consigliere di Nunziatura.

lunedì 14 luglio 2014

ANGELUS: LA PARABOLA DEL SEMINATORE PARLA OGGI A CIASCUNO DI NOI, COME PARLAVA AGLI ASCOLTATORI DI GESÙ DUEMILA ANNI FA

Città del Vaticano, 13 luglio 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Santo Padre si è soffermato sul Vangelo di questa domenica dedicato alla parabola del seminatore.

"Quando parla al popolo, Gesù utilizza molte parabole - ha detto il Papa - un linguaggio comprensibile a tutti, con immagini tratte dalla natura e dalle situazioni della vita quotidiana. La prima che racconta è un’introduzione a tutte le parabole: è quella del seminatore, che senza risparmio getta la sua semente su ogni tipo di terreno".

"E il vero protagonista di questa parabola è proprio il seme, che produce più o meno frutto a seconda del terreno su cui è caduto. I primi tre terreni sono improduttivi: lungo la strada la semente è mangiata dagli uccelli; sul terreno sassoso i germogli seccano subito perché non hanno radici; in mezzo ai rovi il seme viene soffocato dalle spine. Il quarto terreno è il terreno buono, e soltanto lì il seme attecchisce e porta frutto".

"In questo caso - ha spiegato Papa Francesco - Gesù non si è limitato a presentare la parabola, l’ha anche spiegata ai suoi discepoli. La semente caduta sulla strada indica quanti ascoltano l’annuncio del Regno di Dio ma non lo accolgono; così sopraggiunge il Maligno e lo porta via. Il Maligno infatti non vuole che il seme del Vangelo germogli nel cuore degli uomini. Questo è il primo paragone. Il secondo è quello del seme caduto sulle pietre: esso rappresenta le persone che ascoltano la parola di Dio e l’accolgono subito, ma superficialmente, perché non hanno radici e sono incostanti; e quando arrivano le difficoltà e le tribolazioni, queste persone si abbattono subito. Il terzo caso è quello della semente caduta tra i rovi: Gesù spiega che si riferisce alle persone che ascoltano la parola ma, a causa delle preoccupazioni mondane e della seduzione della ricchezza, rimane soffocata. Infine, la semente caduta sul terreno fertile rappresenta quanti ascoltano la parola, la accolgono, la custodiscono e la comprendono, ed essa porta frutto. Il modello perfetto di questa terra buona è la Vergine Maria".

"Questa parabola parla oggi a ciascuno di noi, come parlava agli ascoltatori di Gesù duemila anni fa - ha detto Papa Francesco - Ci ricorda che noi siamo il terreno dove il Signore getta instancabilmente il seme della sua Parola e del suo amore. Con quali disposizioni lo accogliamo? E possiamo porci la domanda: com’è il nostro cuore? A quale terreno assomiglia: a una strada, a una pietraia, a un roveto? Dipende da noi diventare terreno buono senza spine né sassi, ma dissodato e coltivato con cura, affinché possa portare buoni frutti per noi e per i nostri fratelli".

"E ci farà bene non dimenticare - ha concluso il Papa - che anche noi siamo seminatori. Dio semina semi buoni, e anche qui possiamo porci la domanda: che tipo di seme esce dal nostro cuore e dalla nostra bocca? Le nostre parole possono fare tanto bene e anche tanto male; possono guarire e possono ferire; possono incoraggiare e possono deprimere. Ricordatevi: quello che conta non è ciò che entra, ma quello che esce dalla bocca e dal cuore".

NUOVO APPELLO PER LA PACE IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 14 luglio 2014 (VIS). Dopo l'Angelus, il Papa ha rivolto a tutti i presenti "un accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace in Terra Santa, alla luce dei tragici eventi degli ultimi giorni".

"Ho ancora nella memoria - ha detto Papa Francesco - il vivo ricordo dell’incontro dell’8 giugno scorso con il Patriarca Bartolomeo, il Presidente Peres e il Presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza. Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano. Invece no! La preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né rassegnarci a che la violenza e l’odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione. Esorto le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per far cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti. E invito tutti voi ad unirvi nella preghiera. In silenzio, tutti, preghiamo. (Preghiera silenziosa) Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: 'mai più la guerra!'; 'con la guerra tutto è distrutto!'. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace... Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono".

Successivamente, nel ricordare che oggi ricorre la "Domenica del Mare", il Santo Padre ha rivolto il suo pensiero ai marittimi, ai pescatori e alle loro famiglie, esortando le comunità cristiane, in particolare quelle costiere, ad essere attente e sensibili nei loro confronti. "Invito i cappellani e i volontari dell’Apostolato del Mare a continuare il loro impegno nella cura pastorale di questi fratelli e sorelle. Tutti affido, specialmente quanti si trovano in difficoltà e lontano da casa, alla materna protezione di Maria, Stella del Mare".

"Saluto ora con grande affetto - ha detto infine il Pontefice - tutti i figli e le figlie spirituali di san Camillo de Lellis, del quale domani ricorre il 400° anniversario della morte. Invito la Famiglia camilliana, al culmine di questo anno giubilare, ad essere segno del Signore Gesù che, come buon samaritano, si china sulle ferite del corpo e dello spirito dell’umanità sofferente, versando l’olio della consolazione e il vino della speranza. A voi convenuti qui in Piazza san Pietro, come pure agli operatori sanitari che prestano servizio nei vostri ospedali e case di cura, auguro di crescere sempre più nel carisma di carità, alimentato dal contatto quotidiano con i malati. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me".

VIDEO-MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AMMALATI POLICLINICO GEMELLI


Città del Vaticano, 14 luglio 2014 (VIS). Nella mattinata di ieri, a seguito della mancata visita al Policlinico "A. Gemelli" di Roma, programmata per il 27 giugno scorso e annullata all’ultimo momento per un’improvvisa indisposizione, il Santo Padre ha indirizzato ai pazienti del nosocomio un videomessaggio. "Comprendo - afferma - il dispiacere non solo dei responsabili ma anche di tutti coloro che hanno lavorato con tanto sforzo e passione. Comprendo soprattutto la delusione dei malati già pronti per poter pregare insieme durante la Santa Messa che avrei voluto salutare personalmente".

Nel periodo estivo "molti partono per riposarsi un poco. (...) Ma l’estate - ricorda Papa Francesco - diventa anche un tempo difficile soprattutto per gli anziani e per i malati che restano più soli e che trovano con maggior difficoltà per alcuni servizi soprattutto nelle grandi città. Così il tempo del riposo è anche il tempo in cui le difficoltà della vita sembrano diventare ancora più forti".

"Coltivate nella preghiera il gusto delle cose di Dio - esorta il Pontefice - siate testimoni che solo in Dio è la vostra forza. Voi malati, che sperimentate la fragilità del corpo, potete testimoniare con forza alle persone che vi stanno accanto, come il bene prezioso della vita è il Vangelo, l'amore misericordioso del Padre e non i soldi o il potere. infatti anche quando una persona è, nelle logiche mondane, importante, non può aggiungere un solo giorno alla propria vita".

Infine, ringraziando il personale medico e paramedico del Policlinico per la dedizione, l'amore e la professionalità con la quale accudiscono i malati, il Papa afferma: "Sappiate che ho desiderato molto l'incontro con voi ma, come ben sapete, noi non siamo padroni della nostra vita e non possiamo disporre a nostro piacimento. Dobbiamo accettare le fragilità. Con me coltivate la fiducia che solo in Dio sta la nostra forza. Vi affido a Maria e voi continuate a pregare per me, perché ho bisogno".

IL RIDUZIONISMO SCARTA TUTTA UNA GENERAZIONE DI GIOVANI

Città del Vaticano, 13 luglio 2014 (VIS). Sabato 12 luglio, il Santo Padre ha consumato il pranzo con i partecipanti al Seminario internazionale - svoltosi nella Casina Pio IV in Vaticano - sulla proposta di Papa Francesco nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium "per un’economia sempre più inclusiva".

tanto importante quello che voi fate - ha detto il Pontefice - riflettere sulla realtà, ma riflettere senza paura, riflettere con intelligenza. Senza paura e con intelligenza. E questo è un servizio". Riferendosi ai temi trattati nel Seminario, il Santo Padre ha dedicato alcune parole al riduzionismo antropologico.

"Credo che questo momento sia il tempo più forte del riduzionismo antropologico. Succede all’uomo quello che succede al vino quando diventa grappa: passa per un alambicco organizzativo. Non è più vino, è un’altra cosa: più utile forse, più qualificata, ma non è vino! Per l’uomo è lo stesso: l’uomo passa per questo alambicco e finisce - e questo lo dico sul serio! - per perdere l’umanità e diventa uno strumento del sistema, sistema sociale, economico, sistema dove spadroneggiano gli squilibri. Quando l’uomo perde la sua umanità, che cosa ci aspetta? Avviene quello che a me viene di dire in un linguaggio comune: una politica, una sociologia, un atteggiamento 'dello scarto': si scarta quello che non serve, perché l’uomo non è al centro. E quando l’uomo non è al centro, c’è un’altra cosa al centro e l’uomo è al servizio di quest’altra cosa. L’idea è quindi salvare l’uomo, nel senso che torni al centro: al centro della società, al centro dei pensieri, al centro della riflessione. Portare l’uomo, un’altra volta, al centro. E questo è un bel lavoro, e voi lo fate. Vi ringrazio per questo lavoro. Voi studiate, fate riflessioni, fate questi convegni per questo, perché l’uomo non sia scartato. Si scartano i bambini, perché il livello di natalità - almeno qui in Europa - tutti lo conosciamo; si scartano gli anziani, perché non servono. E adesso? Si scarta tutta una generazione di giovani, e questo è gravissimo! Ho visto una cifra: 75 milioni di giovani, sotto i 25 anni, senza lavoro. I giovani 'né - né': né studiano, né lavorano. Non studiano perché non hanno possibilità, non lavorano perché non c’è lavoro. È un altro scarto! Quale sarà il prossimo scarto? Fermiamoci in tempo, per favore!".

Infine il Papa ha ringraziato nuovamente i commensali per l'aiuto che danno con il loro lavoro e la loro riflessione "per recuperare questa situazione squilibrata e per recuperare l’uomo e riportarlo al centro della riflessione e al centro della vita. È il re dell’universo! - ha esclamato - E questa non è teologia, non è filosofia - è realtà umana. Con questo andremo avanti. Grazie, grazie davvero. Grazie!".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Luigi Bianco, Nunzio Apostolico in Etiopia, finora Nunzio Apostolico in Honduras.

- Il Vescovo Claudio Maniago, Vescovo della Diocesi di Castellaneta (superficie: 1.043; popolazione: 128.687; cattolici: 125.861; sacerdoti: 54; religiosi: 41; diaconi permanenti: 1), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Firenze (Italia).

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di La Habana (Cuba), Suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del 350° anniversario della fondazione della parrocchia di Notre Dame-de-Québec (Canada), “chiesa-madre di tutte le parrocchie dell’America del Nord”, in programma il 14 settembre 2014.

- Il Sacerdote Luca Sansalone, Vicario Giudiziale del Tribunale di Prima Istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione Lazio, finora Vicario Giudiziale Aggiunto presso il medesimo Tribunale.

venerdì 11 luglio 2014

MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO 2014: PROMUOVERE UN TURISMO CHE SI SVILUPPI IN ARMONIA CON LA COMUNITÀ CHE ACCOGLIE

Città del Vaticano, 11 luglio 2014 (VIS). Questa mattina, il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha reso pubblico il Messaggio per la Giornata Mondiale del Turismo 2014 (27 settembre), promossa dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), sul tema: "Turismo e sviluppo comunitario". Il Messaggio è a firma del Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Dicastero e del Vescovo Joseph Kalathiparambil, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

Nel testo che riportiamo di seguito, viene sottolineato lo stretto rapporto fra sviluppo comunitario e sviluppo umano integrale, proprio della dottrina sociale della Chiesa, ricordando che gli esseri umani sono custodi e non proprietari della creazione. Il Messaggio si sofferma anche sui programmi di sviluppo sostenibile e solidale nelle aree più svantaggiate, sottolineando il ruolo delle comunità locali nella difesa, nella valorizzazione del proprio patrimonio naturale e culturale, e nell'arricchimento umano ed economico che il turismo responsabile apporta ai suoi protagonisti, promuovendo valori come il rispetto reciproco e la tolleranza.

"Il 27 settembre, con il tema 'Turismo e sviluppo comunitario', si celebra la Giornata Mondiale del Turismo, promossa come ogni anno dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Consapevole dell’importanza sociale ed economica del turismo nel momento attuale, la Santa Sede vuole accompagnare questo fenomeno dall’ambito che le è proprio, in particolare nel contesto dell’evangelizzazione.

Nel suo Codice Etico Mondiale, l’OMT afferma che il turismo deve essere un’attività benefica per le comunità di destinazione: 'Le popolazioni locali saranno partecipi delle attività turistiche, e ne condivideranno in modo equo i benefici economici, sociali e culturali, in particolare per quanto attiene alla creazione diretta e indiretta di occupazione'. Ciò vuol dire che occorre instaurare tra le due realtà una relazione di reciprocità, che porti ad un mutuo arricchimento.

La nozione di 'sviluppo comunitario' è strettamente legata ad un concetto più ampio che è parte della dottrina sociale della Chiesa, quello cioè di 'sviluppo umano integrale', a partire dal quale leggiamo e interpretiamo il primo. A questo riguardo sono illuminanti le parole di Papa Paolo VI, che nell’enciclica 'Populorum progressio' affermava che 'lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere sviluppo autentico, dev’essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo'.

Come può il turismo contribuire a questo sviluppo? Per rispondere a questa domanda, lo sviluppo umano integrale e, di conseguenza, lo sviluppo comunitario nel campo del turismo devono essere diretti al conseguimento di un progresso equilibrato che sia sostenibile e rispettoso di tre ambiti: economico, sociale e ambientale, intendendo con ciò tanto la sfera ecologica quanto il contesto culturale.

Il turismo è un motore fondamentale di sviluppo economico, per l’importante contributo che apporta al PIL (tra il 3% e il 5% a livello mondiale), all’impiego (tra il 7% e l’8% dei posti di lavoro) e alle esportazioni (il 30% delle esportazioni mondiali di servizi).

Nel momento presente, in cui si riscontra una diversificazione delle destinazioni, ogni luogo del pianeta diventa una meta potenziale. Per questo, il settore turistico si evidenzia come una delle opzioni più attuabili e sostenibili per ridurre il livello di povertà delle aree più arretrate. Se adeguatamente sviluppato, esso può essere uno strumento prezioso di progresso, di creazione di posti di lavoro, di sviluppo di infrastrutture e di crescita economica.

Siamo consapevoli che, come ha affermato Papa Francesco, 'la dignità dell’uomo è collegata al lavoro', e che pertanto ci viene chiesto di affrontare il problema della disoccupazione con 'gli strumenti della creatività e della solidarietà'. In questa linea, il turismo appare come uno dei settori con più capacità di generare un tipo di impiego 'creativo' e diversificato, del quale con maggiore facilità possono beneficiare i gruppi più svantaggiati, di cui fanno parte donne, giovani e alcune minoranze etniche.

È essenziale che i benefici economici del turismo raggiungano tutti i settori della società locale e abbiano un impatto diretto sulle famiglie e, al tempo stesso, ci si deve avvalere al massimo delle risorse umane locali. È fondamentale altresì che per ottenere questi benefici si seguano criteri etici, che siano rispettosi, anzitutto, delle persone, tanto a livello comunitario quanto di ogni singolo individuo, fuggendo da 'una concezione economicista della società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri della giustizia sociale'. Nessuno, infatti, può costruire la propria prosperità a spese degli altri.

I benefici di un turismo a favore dello 'sviluppo comunitario' non possono essere ridotti esclusivamente all’aspetto economico, ma vi sono altre dimensioni di uguale o maggiore importanza. Tra queste compaiono l’arricchimento culturale, l’opportunità di incontro umano, la costruzione di 'beni relazionali', la promozione del rispetto reciproco e della tolleranza, la collaborazione tra enti pubblici e privati, il potenziamento del tessuto sociale e associativo, il miglioramento delle condizioni sociali della comunità, lo stimolo ad uno sviluppo economico e sociale sostenibile e la promozione della formazione lavorativa dei giovani, per citarne alcune.

Lo sviluppo turistico esige che protagonista principale sia la comunità locale, che lo deve far proprio, con l’attiva presenza dei partner sociali, istituzionali e degli enti civici. È importante creare opportune strutture di partecipazione e coordinamento, favorendo il dialogo, assumendo impegni, integrando gli sforzi e determinando obiettivi comuni e soluzioni basate sul consenso. Non si tratta di fare qualcosa 'per' la comunità, bensì 'con' la comunità.

Inoltre, una destinazione turistica non è soltanto un bel paesaggio o una confortevole infrastruttura, ma è, anzitutto, una comunità locale, con il suo contesto fisico e la sua cultura. Occorre promuovere un turismo che si sviluppi in armonia con la comunità che accoglie, con l’ambiente, con le sue forme tradizionali e culturali, con il suo patrimonio e i suoi stili di vita. E, in questo incontro rispettoso, la popolazione locale e i visitatori possono instaurare un dialogo fecondo che incoraggi la tolleranza, il rispetto e la reciproca comprensione.

La comunità locale, poi, deve sentirsi chiamata a salvaguardare il proprio patrimonio naturale e culturale, conoscendolo, sentendosene orgogliosa, rispettandolo e rivalorizzandolo, affinché possa condividerlo con i turisti e trasmetterlo alle generazioni future.

Infine, anche i cristiani del luogo devono essere capaci di mostrare la loro arte, le tradizioni, la storia, i valori morali e spirituali, ma soprattutto la fede che è all’origine di tutto questo e gli dà senso.

In questo cammino verso uno sviluppo integrale e comunitario, la Chiesa, esperta in umanità, vuole contribuire offrendo la propria visione cristiana di sviluppo, proponendo 'ciò che possiede in proprio: una visione globale dell'uomo e dell'umanità'.

A partire dalla nostra fede, noi possiamo offrire il senso della persona, il senso di comunità e di fraternità, di solidarietà, di ricerca della giustizia, di saperci custodi (e non proprietari) del creato e, sotto l’azione dello Spirito Santo, continuare a collaborare con l’opera di Cristo.

Seguendo quanto chiedeva Papa Benedetto XVI a coloro che lavorano nella pastorale del turismo, dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi al fine di 'illuminare questo fenomeno con la dottrina sociale della Chiesa, promuovendo una cultura del turismo etico e responsabile, in modo che giunga ad essere rispettoso della dignità delle persone e dei popoli, accessibile a tutti, giusto, sostenibile ed ecologico'.

Con particolare gioia vediamo come in diverse parti del mondo la Chiesa abbia riconosciuto le potenzialità del settore turistico e abbia messo in moto progetti semplici ma efficaci.

Sempre più numerose sono le associazioni cristiane che organizzano viaggi di turismo responsabile in zone in sviluppo, come pure quelle che promuovono il cosiddetto 'turismo solidale o di volontariato', durante il quale le persone approfittano del tempo delle vacanze per collaborare a progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo.

Degni di nota sono, poi, quei programmi di turismo sostenibile e solidale, promossi da Conferenze episcopali, diocesi o congregazioni religiose in zone svantaggiate, che accompagnano le comunità locali aiutandole a creare spazi di riflessione, promuovendo la formazione e l’autodeterminazione, consigliando e collaborando alla redazione di progetti e favorendo il dialogo con le autorità e altri gruppi. Ciò ha portato alla creazione di un’offerta turistica gestita dalle comunità locali, attraverso associazioni e microimprese dedite al turismo (alloggio, ristorazione, guide, produzione artigianale, ecc.).

Numerose, inoltre, sono le parrocchie delle zone turistiche che accolgono il visitatore offrendo proposte liturgiche, formative e culturali, con il desiderio che le vacanze 'siano proficue per la loro crescita umana e spirituale, convinti che nemmeno in questo tempo possiamo dimenticare Dio, che mai si dimentica di noi'. Pertanto, esse cercano di sviluppare una 'pastorale dell’amabilità', che permetta di accogliere con uno spirito di apertura e fraternità, mostrando il volto di una comunità viva e accogliente. E affinché l’ospitalità sia più efficace, si rende necessaria una collaborazione effettiva con gli altri settori coinvolti.

Queste proposte pastorali sono ogni giorno più significative, specialmente quando sta crescendo un tipo di 'turista vivenziale', che cerca di instaurare legami con la popolazione locale e desidera sentirsi membro della comunità ospitante, partecipando alla sua vita quotidiana, valorizzando l’incontro e il dialogo.

La sollecitudine ecclesiale nell’ambito del turismo si è concretizzata, pertanto, in numerosi progetti, originati da una moltitudine di esperienze nate dallo sforzo, dall’entusiasmo e dalla creatività di tanti sacerdoti, religiosi e laici che desiderano collaborare, in questo modo, allo sviluppo socio-economico, culturale e spirituale della comunità locale, e aiutarla a guardare con speranza al futuro.

Consapevole del fatto che la sua prima missione è l’evangelizzazione, la Chiesa vuole offrire pertanto la sua spesso umile collaborazione, per rispondere alle situazioni concrete dei popoli, specialmente dei più bisognosi. Essa lo fa convinta che 'evangelizziamo anche quando cerchiamo di affrontare le diverse sfide che possano presentarsi'.
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