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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 18 novembre 2013

"È FONDAMENTALE PER LA CHIESA NON CHIUDERSI" AFFERMA IL PAPA NEL VIDEO-MESSAGGIO AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO AL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questo pomeriggio Papa Francesco ha inviato un video-messaggio ai partecipanti al Pellegrinaggio-Incontro "Nostra Signora di Guadalupe, stella della nuova evangelizzazione nel continente americano", indetto in occasione dell'Anno della fede dalla Pontificia Commissione per l'America Latina insieme con i Cavalieri di Colombo e con l'Istituto Superiore di Studi di Guadalupe, nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe (Città del Messico, 16-19 novembre 2013). Di seguito riportiamo ampi estratti del video-messaggio.

"Oltre a trasmettervi il mio affetto, la mia vicinanza ed il desiderio di essere con voi, desidero condividere brevemente alcune riflessioni, come contributo a questi giorni di incontro.

Aparecida propone di porre la Chiesa in stato permanente di missione, di realizzare sì atti di natura missionaria, ma nel contesto più ampio di una missionarietà generalizzata: che tutta l'attività abituale delle Chiese particolari abbia un carattere missionario. E ciò nella certezza che l'impegno missionario, più che un'attività fra le altre (...) è il paradigma di tutta l'azione pastorale. (...) È fondamentale per la Chiesa non chiudersi, non sentirsi già soddisfatta e sicura con quel che ha raggiunto. Se accade ciò, la Chiesa si ammala, si ammala di abbondanza immaginaria, (...), in certo modo 'fa indigestione' e si devitalizza. Bisogna uscire dalla propria comunità ed avere l'audacia di andare verso le periferie esistenziali che hanno bisogno di sentire la vicinanza di Dio. Egli non abbandona nessuno e mostra sempre la Sua tenerezza e la Sua misericordia inesauribile, quindi, questo è ciò che bisogna portare a tutta la gente.

Un secondo punto: l'obiettivo di tutta l'attività pastorale è sempre orientato dall'impulso missionario di arrivare a tutti, senza escludere nessuno e tenendo in gran considerazione la condizione di ognuno. Si deve arrivare a tutti e condividere la gioia di essersi incontrati con Cristo. Non si tratta di andare come chi impone un nuovo obbligo, come chi si limita al rimprovero o al lamento dinanzi a quel che si considera imperfetto o insufficiente. La missione evangelizzatrice esige molta pazienza (...). E sa anche presentare il messaggio cristiano in maniera serena e graduale, con il profumo del Vangelo, come faceva il Signore. Sa privilegiare, in primo luogo, l’essenziale e più necessario, cioè la bellezza dell’amore di Dio che ci parla in Cristo morto e risorto.

Terzo: chi conduce la pastorale nella Chiesa particolare è il Vescovo e lo fa come il pastore che conosce per nome le sue pecore (...) manifestando effettivamente la maternità della Chiesa e la misericordia di Dio. L’atteggiamento del vero pastore non è quello del principe o del mero funzionario attento principalmente alla disciplina, alle regole, ai meccanismi organizzativi. Questo porta sempre ad una pastorale distante dalla gente, incapace di favorire ed ottenere l’incontro con Cristo e l’incontro con i fratelli. Il popolo di Dio a lui affidato ha bisogno che il Vescovo vegli per lui, prendendosi cura soprattutto di quello che lo mantiene unito e promuove la speranza nei cuori. Ha bisogno che il Vescovo sappia discernere, senza spegnerlo, il soffio dello Spirito Santo che viene da dove vuole, per il bene della Chiesa e la sua missione nel mondo.

Quarto: questi atteggiamenti del Vescovo, devono anche essere partecipati molto profondamente dagli altri agenti di pastorale, soprattutto dai presbiteri. La tentazione del clericalismo, che tanto danno fa alla Chiesa in America Latina, è un ostacolo per lo sviluppo della maturità e della responsabilità cristiana di buona parte del laicato. Il clericalismo implica un atteggiamento autoreferenziale, un atteggiamento di gruppo, che impoverisce la proiezione verso l’incontro del Signore, che ci fa discepoli, e verso gli uomini che aspettano l’annuncio. Perciò, credo che sia importante, urgente, formare ministri capaci di prossimità, di incontro, che sappiano infiammare il cuore della gente, camminare con loro, entrare in dialogo con le sue speranze ed i suoi timori. Questo lavoro, i Vescovi non lo possono delegare. Lo devono assumere come qualcosa di fondamentale per la vita della Chiesa, senza risparmiare sforzi, attenzioni e accompagnamento. (...) La cultura di oggi esige una formazione seria, bene organizzata. Ed io mi chiedo se abbiamo la capacità autocritica sufficiente per valutare i risultati di seminari molto piccoli, con carenza di personale formativo sufficiente.

Voglio dedicare alcune parole alla vita consacrata. La vita consacrata nella Chiesa è un fermento (...) che fa crescere la Chiesa verso l’ultima manifestazione di Cristo Gesù. Chiedo ai consacrati ed alle consacrate di essere fedeli al carisma ricevuto, che nel loro servizio alla Santa Madre Chiesa gerarchica, non lascino svanire quella grazia che lo Spirito Santo diede ai loro fondatori e che devono trasmettere in tutta la sua integrità.

Cari fratelli e sorelle, molte grazie per ciò che fate per questa missione continentale. Ricordate che avete ricevuto il Battesimo, che vi ha trasformato in discepoli del Signore. Ma ogni discepolo è, a sua volta, missionario (...). Vi prego, come padre e fratello in Gesù Cristo, che vi facciate carico della fede che avete ricevuto nel Battesimo. E, come fecero la mamma e la nonna di Timoteo, trasmettiate la fede ai vostri figli e nipoti, e non solo a loro. Questo tesoro della fede non è dato per uso personale. È per donarlo, per trasmetterlo, e così crescerà".


IL PAPA PRESIEDE SANTA MESSA PER ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR VERGÉZ ALZAGA SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). L'episcopato è un servizio, non un onore ha ribadito ieri il Santo Padre nella Santa Messa per l'ordinazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Per l'ordinazione del nuovo Vescovo, originario di Salamanca (Spagna), membro della Congregazione dei Legionari di Cristo, Papa Francesco ha tenuto l'omelia rituale del Pontificale Romano prevista per la consacrazione dei vescovi, integrandola con alcune aggiunte a braccio, nelle quali ha menzionato il servizio alla tenerezza e alla carità del Presule in qualità di segretario del defunto Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio. Infine, ricordando che gli è stata affidata la cura pastorale dei dipendenti del Vaticano, il Papa lo ha esortato ad essere "padre e fratello loro, con vero amore e tenerezza".

CARDINALE FILONI INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE A DUE CONGRESSI MISSIONARI IN AMERICA LATINA

Città del Vaticano, 16 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 14 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del IV Congresso Missionario Americano (CAM 4) e del IX Congresso Missionario Latinoamericano (COMLA 9), in programma a Maracaibo (Venezuela), dal 26 novembre al 1° dicembre 2013.



UDIENZE

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- Il Signor Guy Ryder, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

- L'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.

- L'Arcivescovo Mario Giordana, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia).





ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Franz Lackner, O.F.M., Arcivescovo di Salzburg (superficie: 9.715; popolazione: 713.085; cattolici: 487.691; sacerdoti: 297; religiosi: 492; diaconi permanenti: 40), Austria. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1956 a Feldbach (Austria). Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Francescani nel 1984, ha emesso la professione perpetua nel 1989 ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Nel 1998 è stato nominato Professore di Metafisica presso il Pontificio Ateneo Antonianum. Nel 1999 è stato eletto Ministro Provinciale della Provincia “S. Bernardi Senensis” di Wien dei Frati Minori Francescani. Dal 1999 svolge anche il compito di Professore di Filosofia a Heiligenkreuz. Il Ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2002 ed è stato finora Vescovo Ausiliare di Graz-Seckau (Austria).

Sabato 16 novembre il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Roman Pindel, Vescovo di Bielsko-Żywiec (superficie: 3.000; popolazione: 766.300; cattolici: 680.700; sacerdoti: 634; religiosi: 632), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Oswiecim (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dopo l’ordinazione, ha lavorato come Vicario parrocchiale a Kozy e a Racławice. Dal 1986 è stato assistente e in seguito Professore aggiunto (1992) presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Accademia Teologica di Krakow. Dal 2004 al 2011 è stato Direttore spirituale presso il Seminario Maggiore di Kraków. Dal 2011 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Kraków; Direttore della cattedra di Ermeneutica biblica e Giudaismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università “Giovanni Paolo II” di Kraków; dal 1990 assistente diocesano del Rinnovamento dello Spirito Santo e delegato del Vescovo per l’assistenza ai nuovi movimenti religiosi. Finora Rettore del Seminario Maggiore di Kraków e Docente di Sacra Scrittura presso l’Università Giovanni Paolo II, succede al Vescovo Tadeusz Rakoczy del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Pedro Javier Torres, Ausiliare dell’arcidiocesi di Córdoba (superficie: 19.722; popolazione: 2.115.000; cattolici: 1.856.000; sacerdoti: 344; religiosi: 967; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato a Cordoba (Argentina) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1999 al 2001 a Cordoba è stato Docente, Formatore e Rettore nel Seminario Maggiore N.S. de Loreto, Vicario parrocchiale di San Juan Bosco, Parroco di La Resurrección del Señor y N.S. de Pompeya, di N.S. de Luján y San Fermín, di María Madre del Redentor y los Santos Juan y Pablo, e di N.S. del Valle; Membro del Comitato Interreligioso per la Pace; Membro del Collegio dei Consultori; portavoce diocesano nei mass media circa la Bioetica, l’Ecumenismo ed il Dialogo interreligioso. È stato anche Segretario Esecutivo della Commissione Episcopale di Ecumenismo e di Rapporti con il Giudaismo, l’Islam e le altre religioni; Docente in incontri sacerdotali e corsi pastorali, e predicatore di ritiri spirituali in diverse diocesi argentine.

- Ha nominato il Monsignor Angelo Genoni, Capo Ufficio nella Sezione Ordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, finora Aiutante di Studio nel medesimo Dicastero.

venerdì 15 novembre 2013

NEL POMERIGGIO CONFERMATA PRESENZA DEL PAPA ALLA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONSIGNOR FERNANDO VERGÉZ, MENTRE LE UDIENZE PREVISTE QUESTA MATTINA SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI UN RAFFREDDORE

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). A causa di un raffreddore, Papa Francesco ha annullato le udienze previste questa mattina, secondo quanto comunicato ai giornalisti dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. Trattandosi di udienze ad alcuni capi dicastero della Curia, perciò residenti a Roma che possono essere ricevuti in qualunque momento, il Papa ha preferito rinviarle.

Padre Lombardi ha confermato invece la presenza del Pontefice questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro per la consacrazione episcopale di Monsignor Fernando Vergéz Alzaga, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.


COMUNICARE LA FEDE NELLA DIOCESI DEL PAPA: PRIMO FORUM DELLE UNIVERSITÀ CATTOLICHE DI ROMA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). "Comunicare la fede a Roma" è l'argomento del Forum delle università cattoliche e pontificie della diocesi del Papa, che si terrà sabato 16 novembre presso la Pontificia Università Lateranense. Il Forum è organizzato dall'Ufficio per la pastorale universitaria della Diocesi di Roma in occasione dell'Anno della fede.

Il Vescovo Ausiliare Lorenzo Leuzzi, Direttore dell'Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, ha precisato che l'obiettivo dell'incontro è duplice: da una parte c'è la necessità di verificare la specificità della proposta culturale delle università cattoliche e pontificie nel sistema universitario integrato romano e nello stesso tempo esse desiderano presentare alla diocesi di Roma le loro proposte formative e di animazione nella prospettiva di comunicare la fede. "Inoltre - sottolinea il Presule - il Forum costituisce la conclusione di quel cammino di collaborazione tra le università cattoliche e pontificie, iniziato con il Sinodo, e apre una nuova fase di dialogo tra la Chiesa e le università nella città di Roma".

PAOLO VI SULLE ORME DI SAN PIETRO IN TERRA SANTA

Città del Vaticano, 15 novembre 2013 (VIS). Oggi pomeriggio all'Auditorium San Fedele a Milano, si tiene il Convegno "4-6 gennaio 1964. Paolo VI pellegrino in Terra Santa: un evento storico per la Chiesa universale", con cui l'Arcidiocesi e il suo Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola, vogliono rendere omaggio ad uno sei suoi più illustri arcivescovi, il Cardinale Giovanni Battista Montini, nel 50° anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio, il 21 giugno 1963.

Il Convegno è dedicato al viaggio in Terra Santa di Papa Paolo VI, primo pontefice dopo San Pietro a recarvisi in pellegrinaggio. Un viaggio storico che verrà rievocato attraverso il documentario "Ritorno alla sorgenti - Paolo VI in Terra Santa", prodotto nel 1964 dalla Custodia di Terra Santa e restaurato per l'occasione, che mostra una Terra Santa precedente alla guerra dei "Sei Giorni". Tra le immagini memorabili della pellicola, da segnalare quelle del commovente incontro avvenuto a Gerusalemme tra Paolo VI e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora.

giovedì 14 novembre 2013

VISITA DEL SANTO PADRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: "LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI SONO COMUNI E LE RISPOSTE POSSONO ESSERE CONVERGENTI"

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, poco prima delle 11:00, il Santo Padre Francesco è giunto al Quirinale per una visita ufficiale al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente nel Cortile d'onore del Palazzo presidenziale, dove gli sono stati resi gli onori militari e sono stati eseguiti l'inno dello Stato della Città del Vaticano e l'inno nazionale italiano. Quindi il Santo Padre e il Presidente della Repubblica hanno raggiunto lo Studio del Presidente ove si sono intrattenuti in colloquio privato e, successivamente, nel Salone delle Feste, hanno tenuto i loro discorsi. Il presente è il terzo incontro del Santo Padre Francesco con il Presidente Napolitano, il primo è stato il 19 marzo, giorno di inizio del Pontificato, il secondo l'8 giugno scorso, quando fu il Presidente Napolitano a recarsi in Vaticano, e il terzo, questa mattina, in cui il Santo Padre ricambia la visita.

Papa Francesco ha ringraziato il Presidente della Repubblica Italiana per i suoi tanti gesti di attenzione in questi primo otto mesi di Pontificato che si aggiungono, ha detto, ai molti manifestati nel primo settennato, nei confronti del Predecessore Benedetto XVI, al quale il Papa ha rivolto il suo pensiero e il suo affetto ricordando la sua visita al Quirinale nel 2008, definito, in quell'occasione, la simbolica casa di tutti gli italiani.

"RendendoLe visita in questo luogo così carico di simboli e di storia - ha proseguito il Pontefice - vorrei idealmente bussare alla porta di ogni abitante di questo Paese, dove si trovano le radici della mia famiglia terrena, e offrire a tutti la parola risanatrice e sempre nuova del Vangelo".

Il Papa ha citato i momenti salienti delle relazioni tra lo Stato italiano e la Santa Sede ricordando l’inserimento nella Costituzione repubblicana dei Patti Lateranensi e l’Accordo di revisione del Concordato, del quale ricorrerà tra poche settimane il trentesimo anniversario. Tale Accordo rappresenta "il solido quadro di riferimento normativo per uno sviluppo sereno dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, quadro che riflette e sostiene la quotidiana collaborazione al servizio della persona umana in vista del bene comune, nella distinzione dei rispettivi ruoli e ambiti d’azione. Tante sono le questioni di fronte alle quali le nostre preoccupazioni sono comuni e le risposte possono essere convergenti. Il momento attuale è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilità di lavoro. È necessario moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa".

In questo contesto "Il compito primario che spetta alla Chiesa è quello di testimoniare la misericordia di Dio e di incoraggiare generose risposte di solidarietà per aprire a un futuro di speranza; perché là dove cresce la speranza si moltiplicano anche le energie e l’impegno per la costruzione di un ordine sociale e civile più umano e più giusto, ed emergono nuove potenzialità per uno sviluppo sostenibile e sano". Il Santo Padre ha ricordato le visite pastorali in Italia, a Lampedusa anzitutto, dove ha incontrato da vicino "la sofferenza di coloro che, a causa delle guerre o della miseria, si avviano verso l’emigrazione in condizioni spesso disperate" e, nel contempo, ha potuto constatare "l’encomiabile testimonianza di solidarietà di tanti che si prodigano nell’opera di accoglienza". Il Papa ha anche ricordato la visita a Cagliari, per pregare davanti alla Madonna di Bonaria, e quella ad Assisi, per venerare il Santo Patrono d'Italia dal quale ha preso il nome. "Anche in questi luoghi - ha detto - ho toccato con mano le ferite che affliggono oggi tanta gente".

La famiglia al "centro delle speranze e delle difficoltà sociali" è stato l'ultimo argomento del discorso del Papa che ha sottolineato come la Chiesa "continua a promuovere l’impegno di tutti, singoli ed istituzioni, per il sostegno alla famiglia, che è il luogo primario in cui si forma e cresce l’essere umano, in cui si apprendono i valori e gli esempi che li rendono credibili. La famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito e realizzare la sua missione. Mentre mette a disposizione della società le sue energie, essa chiede di essere apprezzata, valorizzata e tutelata".

Prima di lasciare il Palazzo Presidenziale, il Papa ha incontrato i dipendenti del Quirinale e le loro famiglie e, sottolineando quanto importanti siano i bambini, ha ringraziato il Presidente Napolitano per l'opportunità di questo incontro familiare. Ricordando che alcuni tra i dipendenti del Quirinale hanno la possibilità di accostare le diverse problematiche sociali, familiari e personali, che i cittadini fanno giungere fiduciosi al Presidente della Repubblica, il Santo Padre ha esortato ad avere sempre uno spirito di accoglienza e di comprensione verso tutti. "C'è tanto bisogno - ha detto - di persone che si impegnano con professionalità e anche con un senso spiccato di umanità e di comprensione, con una attenzione solidale specialmente verso i più deboli. Vi incoraggio a non perdervi d'animo nelle difficoltà, ma ad essere pronti a sostenervi gli uni gli altri".

Il Vescovo di Roma ha preso congedo dal Presidente della Repubblica con l'auspicio "sostenuto dalla preghiera, che l’Italia, attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappia nuovamente trovare la creatività e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e la dignità di ogni persona, e ad offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la pace e la giustizia".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Sebastian Francis Shaw, O.F.M., Arcivescovo di Lahore (superficie: 23.069; popolazione: 27.023.000; cattolici: 404.000; sacerdoti: 78; religiosi: 343), Pakistan. È stato finora Vescovo Ausiliare di Lahore e Amministratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Nanterre (Francia) presentata dal Vescovo Gérard Daucourt, in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

mercoledì 13 novembre 2013

IL BATTESIMO È IL PUNTO DI PARTENZA DI UN CAMMINO DI CONVERSIONE CHE DURA TUTTA LA VITA

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nella catechesi per l'Udienza Generale di oggi, con la partecipazione di 45.000 fedeli, il Papa ha proseguito la sua riflessione sugli articoli del Credo, soffermandosi sull'unico riferimento esplicito a un Sacramento all'interno del Credo. "Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati". "In effetti il Battesimo è la 'porta' della fede e della vita cristiana. (...) La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale". "L'espressione - ha spiegato il Pontefice - può essere divisa in tre punti: 'professo'; 'un solo battesimo'; 'per la remissione dei peccati'".

"'Professo'. (...) Pronunciando queste parole - ha detto il Papa - noi affermiamo la nostra vera identità di figli di Dio (...). Al tempo stesso, al Battesimo è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il Sacramento della Penitenza o Confessione è, infatti, come un 'secondo battesimo', che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro Battesimo è il punto di partenza di un cammino bellissimo, un cammino verso Dio che dura tutta la vita, un cammino di conversione che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza. Pensate a questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione. Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa".

Nell'affermare che Il Battesimo è l'atto di nascita del cristiano alla Chiesa, il Papa ha chiesto ai partecipanti all'Udienza di alzare la mano se, oltre il giorno del compleanno, ricordavano anche il giorno del battesimo, e dato che in Piazza San Pietro si sono levate poche mani, ha assegnato a tutti un compito da fare a casa: cercare il giorno in cui erano nati alla Chiesa perché "Il primo compleanno è quello della nascita alla vita e il secondo compleanno è quello della nascita alla Chiesa".

Papa Francesco è passato al secondo elemento: un solo battesimo, ricordando che la parola "battesimo" significa letteralmente "immersione". "Questo Sacramento - ha sottolineato - costituisce una vera immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature. Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli. Illuminazione perché, attraverso il Battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo, 'luce vera che illumina ogni uomo' e scaccia le tenebre del peccato. (...) In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso 'luce' - la luce della fede che ha ricevuto - per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita".

Infine, il terzo elemento: "per la remissione dei peccati". "Nel sacramento del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Con il Battesimo si apre la porta ad una effettiva novità di vita che non è oppressa dal peso di un passato negativo, ma risente già della bellezza e della bontà del Regno dei cieli. Si tratta di un intervento potente della misericordia di Dio nella nostra vita, per salvarci. Questo intervento salvifico non toglie alla nostra natura umana la sua debolezza - tutti siamo deboli e tutti siamo peccatori-; e non ci toglie la responsabilità di chiedere perdono ogni volta che sbagliamo!".

"Io non mi posso battezzare più volte,- ha improvvisato il Papa al termine della catechesi - ma posso confessarmi e rinnovare così la grazia del Battesimo. È come se io facessi un secondo Battesimo. Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po', a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore. Andiamo avanti così, gioiosi, perché la vita va vissuta con la gioia di Gesù Cristo; e questa è una grazia del Signore".

Al termine della catechesi il Papa ha salutato fra gli altri con affetto i familiari delle vittime di Nassirya (Iraq), a dieci anni dall'attentato terroristico in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 soldati e due civili italiani.

PAPA FRANCESCO: COMBATTERE BATTAGLIE PER LA VITA, MAI PER LA MORTE!

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Al termine della catechesi, Papa Francesco ha lanciato un appello perché cessi la guerra in Siria ed ha ricordato il popolo filippino colpito dal terribile tifone Haiyan:

"Fratelli e sorelle, ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e anche l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente! In questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!".



LA DIPLOMAZIA PONTIFICIA IN UN MONDO GLOBALIZZATO

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Nuova del Sinodo, è avvenuta la presentazione del volume "La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato", del Cardinale Tarcisio Bertone, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Alla presentazione sono intervenuti come Moderatore, Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Il volume che raccoglie i principali interventi pronunciati dal Cardinale Bertone nei setti anni di servizio alla Santa Sede, è arricchito da una prefazione di Papa Francesco. "Ispirati pensieri - ha detto il Cardinale riferendosi alle parole del Pontefice - che non cessano di stupirmi e credo stupiranno anche voi per quella visione ampia della diplomazia".

La seconda parte del volume è dedicata ai diplomatici, sia a quelli che ci hanno preceduto, come pure a coloro che si stanno formando presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica. L'Arcivescovo Mamberti, citando il Cardinale Bertone, ricorda: "I Rappresentanti del Papa non sono solo Ambasciatori come gli altri perché non sono degli 'estranei' là dove operano" ed ha affermato: "Non bisogna mai dimenticare che la diplomazia pontificia prima ancora di essere veicolo del dialogo fra comunità civile e quella ecclesiale 'è anzitutto uno strumento di coesione intraecclesiale', segno di quella 'sollecitudine per tutte le Chiese', che da sempre anima il Vescovo di Roma, così che 'il metro della vita dei Servitori della Chiesa (...) è intessuto, pur nei limiti inerenti alla condizione e possibilità di ciascuno, dalla silenziosa e generosa dedizione al Corpo di Cristo e al servizio duraturo della causa dell'uomo".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 13 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Broken Bay (Australia), presentata dal Vescovo David Louis Walker, per raggiunti limiti d'età.

martedì 12 novembre 2013

IL DIALOGO INTERRELIGIOSO NELL'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ed il Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, M.C.C.J. Segretario del medesimo Dicastero, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del volume: "Il dialogo interreligioso nell'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica (1963-2013)". Alla Conferenza Stampa ha partecipato anche il Vescovo Francesco Gioia, O.F.M.Cap., curatore del volume.

Obiettivo del volume, di cui viene pubblicata la terza edizione, che comprende il magistero pontificio dal Concilio Vaticano II fino al Pontificato di Benedetto XVI, è di presentare direttamente sia ai cattolici, sia ai seguaci di altre religioni il pensiero ufficiale della Chiesa, secondo lo spirito della "Nostra aetate", che esorta "per mezzo del dialogo e la collaborazione con i seguaci delle altre religioni, a rendere testimonianza alla fede e alla vita cristiana, e a riconoscere, conservare e far progredire i beni spirituali e morali e i valori socio-culturali che si trovano in essi".

"La scelta dei testi - ha precisato il Cardinale Tauran - rispetta le competenze del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, tralasciando, pertanto, sia il dialogo con gli ebrei, che è di competenza della Commissione per i Rapporti religiosi con l’Ebraismo costituita in seno al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sia il dialogo ecumenico, ossia l’aspetto delle relazioni con le altre Chiese e comunità ecclesiali, delle quali si occupa lo stesso Consiglio per l’Unità".

Il volume consiste, fondamentalmente, in una raccolta di brani conciliari, di encicliche, esortazioni apostoliche, e discorsi dei pontefici, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI. Vi sono poi alcuni documenti di Dicasteri della Curia Romana, riguardanti il dialogo interreligioso. In totale, si tratta di 909 documenti, di cui 7 testi conciliari, 2 di Giovanni XXIII, 97 di Paolo VI, 2 di Giovanni Paolo I, 591 di Giovanni Paolo II, 188 di Benedetto XVI, 15 della Curia Romana, 3 testi legislativi, e 4 della Commissione Teologica Internazionale.

"Il vantaggio di un volume cartaceo - ha aggiunto il Porporato - anche se corposo, perché conta 2100 pagine, è quello di offrire un accesso agevole al metodo e ai fondamenti teologici del dialogo interreligioso insegnato e praticato nel Magistero della Chiesa cattolica. I tre indici, analitico, geografico e generale, consentono in pochi minuti di reperire i contenuti più interessanti, e poi magari di andare a cercare i testi in formato elettronico su internet".

"La vera novità del volume - ha spiegato il Cardinale Tauran - consiste proprio nella raccolta ragionata dei testi di Benedetto XVI", il cui apporto è stato determinante. "In sette anni di pontificato, si possono contare ben 188 interventi di Benedetto XVI sul dialogo interreligioso, rispetto ai 591 di Giovanni Paolo II in più di un quarto di secolo. L’attenzione a questo tema è stata costante, anzi crescente, in un pontificato, come nell’altro. Benedetto XVI ha proposto il 'dialogo della carità nella verità'. Un anno dopo Ratisbona, 38 saggi musulmani, divenuti poi 138, scrissero al Papa, in un documento noto come 'A common word between us and you', esponendo i principi dell’islam e auspicando una mutua comprensione, e un rapporto tra islam e cristianesimo fondato sull'amore di Dio e del prossimo, secondo l’insegnamento di Gesù. Frutto di questa lodevole iniziativa fu la creazione di un Forum islamo-cristiano, che dura ancora oggi".
Il Cardinale Tauran ha ricordato inoltre che, come i suoi predecessori, Benedetto XVI ha affermato che la libertà religiosa è un diritto sacro e inalienabile, e non ha perso occasione per sostenerla. "Convinto che negare o limitare in maniera arbitraria la libertà religiosa significhi coltivare una visione riduttiva della persona umana e rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana, Benedetto XVI ha individuato nel processo di globalizzazione mondiale, tuttora in corso, un’occasione propizia per promuovere relazioni di universale fraternità tra gli uomini".

Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha elogiato la "certosina pazienza" del Vescovo Francesco Gioia, che con gli Officiali del Dicastero, ha curato la presente e le precedenti edizioni del volume.

Il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot ha passato brevemente in rassegna quello che gli ultimi Papi hanno affermato nel loro Magistero sul dialogo con i seguaci delle altre religioni. Paolo VI nell'"Ecclesiam Suam" espresse la profonda convinzione che "la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere; la Chiesa si fa parola; la Chiesa si fa messaggio; la Chiesa si fa colloquio". Giovanni Paolo I, pur nella brevità dei suoi 33 giorni di pontificato, si è incamminato sulla strada tracciata dal suo Predecessore, "chiamando tutti alla collaborazione per fare argine, all'interno delle nazioni, alla violenza cieca e, nella vita internazionale, promuovere l'elevazione dei popoli meno favoriti". Giovanni Paolo II sviluppò la “cultura del dialogo” e dopo i drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001 e le loro tragiche conseguenze nel Medio e Vicino Oriente, propose un Decalogo per la pace ai Capi di Stato e ai Rappresentanti dei Governi di tutto il mondo. All’inizio del suo Pontificato, Benedetto XVI si è posto subito sul solco del magistero di Papa Woytila, dicendo che “la Chiesa vuole continuare a costruire ponti di amicizia con i seguaci di tutte le religioni, al fine di ricercare il bene autentico di ogni persona e della società nel suo insieme”.

"Il cammino è ancora lungo - ha concluso Padre Ayuso Guixot - ma con Papa Francesco esso continua con il “dialogo dell’amicizia”. In pochi mesi, Papa Francesco ha già tenuto numerosi incontri con rappresentanti di altre religioni e speso molte parole sul dialogo interreligioso. (...) Vorrei anche ricordare che quest’anno è stato lui stesso a firmare il messaggio annuale di auguri alla comunità musulmana per la festa della fine del Ramadan".

UDIENZE

Città del Vaticano, 12 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza, nella Casa Santa Marta, il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca.

lunedì 11 novembre 2013

IL PAPA INVIA UN PRIMO CONTRIBUTO DI 150.000 DOLLARI IN SOCCORSO POPOLAZIONI DELLE FILIPPINE

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Papa Francesco, tramite il Pontificio Consiglio "Cor Unum", ha stabilito di inviare un primo contributo di 150.000 dollari per il soccorso delle popolazioni delle Filippine colpite dal tifone Haiyan che, nel fine settimana, ha colpito con straordinaria veemenza il territorio del Paese, in particolare le isole di Leyte e di Samar, causando - secondo i dati al momento accertati, ma non ancora definitivi - oltre 10 mila vittime.

Tale somma, che verrà ripartita attraverso la Chiesa locale nelle regioni maggiormente toccate dalla calamità, sarà impiegata a sostegno delle opere di assistenza svolte in favore degli sfollati e degli alluvionati, e vuole essere - precisa un Comunicato di "Cor Unum" - una prima e immediata espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento del Sommo Pontefice nei confronti delle persone e dei territori devastati dalle inondazioni.


CORDOGLIO DEL SANTO PADRE PER LA SCOMPARSA DEL CARDINALE DOMENICO BARTOLUCCI

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta stamattina, all'età di 96 anni, del Cardinale Domenico Bartolucci, Diacono dei SS. Nomi di Gesù e Maria in via Lata, già Maestro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina", inviato dal Santo Padre ai congiunti del Porporato.

"Appresa la notizia della morte del venerato Cardinale Domenico Bartolucci, desidero esprimere all’omonima Fondazione, ai familiari e alla comunità diocesana fiorentina sentimenti di profondo cordoglio pensando con affetto a questo caro e stimato sacerdote, illustre compositore e musicista, che ha esercitato il suo lungo e intenso ministero specialmente mediante la musica sacra che nasce dalla fede ed esprime la fede. Ricordo con viva gratitudine la sua feconda opera quale direttore della Cappella Sistina e la valorizzazione sapiente del prezioso tesoro della polifonia, tesa ad elevare il cuore nella lode a Dio. Innalzo fervide preghiere al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo generoso servitore e insigne uomo di chiesa nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a quanti ne piangono la scomparsa la confortatrice Benedizione Apostolica".

La Liturgia Esequiale del Cardinale Bartolucci sarà celebrata mercoledì 13 novembre 2013, alle ore 15:30, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi. Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito dell’Ultima "Commendatio" e della "Valedictio".


ANGELUS: LA FEDELTÀ DI DIO È ETERNA

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). Con Gesù "il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita", ha detto Papa Francesco affacciandosi questa mattina alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli che lo attendevano in Piazza San Pietro. Come di consueto, il Santo Padre ha commentato il Vangelo odierno che ci presenta l'incontro di Gesù con i sadducei, i quali negavano la risurrezione. "Ed è proprio su questo tema che essi rivolgono una domanda a Gesù, per metterlo in difficoltà e ridicolizzare la fede nella risurrezione dei morti. Partono da un caso immaginario: 'Una donna ha avuto sette mariti, morti uno dopo l’altro', e chiedono a Gesù: 'Di chi sarà moglie quella donna dopo la sua morte?'".

"Gesù, sempre mite e paziente - ha spiegato il Pontefice - per prima cosa risponde che la vita dopo la morte non ha gli stessi parametri di quella terrena. La vita eterna è un’altra vita, in un’altra dimensione dove, tra l’altro, non ci sarà più il matrimonio, che è legato alla nostra esistenza in questo mondo. I risorti – dice Gesù – saranno come gli angeli, e vivranno in uno stato diverso, che ora non possiamo sperimentare e nemmeno immaginare. E così Gesù spiega. Ma poi Gesù, per così dire, passa al contrattacco. E lo fa citando la Sacra Scrittura, con una semplicità e un’originalità che ci lasciano pieni di ammirazione per il nostro Maestro, l’unico Maestro! La prova della risurrezione Gesù la trova nell’episodio di Mosè e del roveto ardente, là dove Dio si rivela come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe".

"Il nome di Dio è legato ai nomi degli uomini e delle donne con cui Lui si lega, e questo legame è più forte della morte. E noi possiamo dire anche del rapporto di Dio con noi, con ognuno di noi: Lui è il nostro Dio! (...) Come se Lui portasse il nostro nome. Piace a Lui dirlo, e questa è l’alleanza. Ecco perché Gesù afferma: 'Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui'. E questo è il legame decisivo, l’alleanza fondamentale, l’alleanza con Gesù: Lui stesso è l’Alleanza, Lui stesso è la Vita e la Risurrezione, perché con il suo amore crocifisso ha vinto la morte. In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa".

"La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di questa attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia. (...) Non è questa vita a fare da riferimento all’eternità, (...), ma è l’eternità - quella vita - a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi! Se guardiamo solo con occhio umano, siamo portati a dire che il cammino dell’uomo va dalla vita verso la morte. (...) Ma questo è soltanto se lo guardiamo con occhio umano. Gesù capovolge questa prospettiva e afferma che il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita: la vita piena!".

"La morte sta dietro, alle spalle, non davanti a noi. Davanti a noi sta il Dio dei viventi, il Dio dell’alleanza, il Dio che porta il mio nome, il nostro nome (...) Sta la definitiva sconfitta del peccato e della morte, l’inizio di un nuovo tempo di gioia e di luce senza fine. Ma già su questa terra, nella preghiera, nei Sacramenti, nella fraternità, noi incontriamo Gesù e il suo amore, e così possiamo pregustare qualcosa della vita risorta. L’esperienza che facciamo del suo amore e della sua fedeltà accende come un fuoco nel nostro cuore e aumenta la nostra fede nella risurrezione. Infatti, se Dio è fedele e ama, non può esserlo a tempo limitato: la fedeltà è eterna, non può cambiare. L’amore di Dio è eterno, non può cambiare! Non è a tempo limitato: è per sempre! È per andare avanti! Lui è fedele per sempre e Lui ci aspetta, ognuno di noi, accompagna ognuno di noi con questa fedeltà eterna".

IL PAPA PREGA PER LE FILIPPINE E RINNOVA LA SUA SOLIDARIETÀ AL POPOLO EBRAICO NEL 75° ANNIVERSARIO NOTTE DEI CRISTALLI

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). Come tutte le domeniche, al termine della recita dell'Angelus, Papa Francesco ha salutato i fedeli presenti in Piazza San Pietro. Nel ricordare il tifone che ha devastato le Filippine causando in questi giorni moltissime vittime e ingenti danni materiali, il Papa ha assicurato la sua vicinanza e le sue preghiere alle popolazioni delle Filippine. "Preghiamo un attimo, in silenzio, e poi alla Madonna, per questi nostri fratelli e sorelle e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto. Preghiamo in silenzio”. È seguita la recita dell'Ave Maria con i fedeli. Papa Francesco ha anche dedicato alcune parole a Maria Teresa Bonzel, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua, proclamata Beata nel pomeriggio di oggi a Paderborn (Germania).

"Ricorre oggi - ha proseguito il Pontefice - il settantacinquesimo anniversario della cosiddetta 'Notte dei cristalli': le violenze della notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 contro gli ebrei, le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico, i nostri fratelli più grandi, maggiori. E preghiamo Dio affinché la memoria del passato, la memoria dei peccati passati ci aiuti ad essere sempre vigilanti contro ogni forma di odio e di intolleranza".

Infine Papa Francesco ha ricordato che in questa domenica, in Italia, si celebra la "Giornata del Ringraziamento": "Unisco la mia voce a quella dei Vescovi esprimendo la mia vicinanza al mondo agricolo, specialmente ai giovani che hanno scelto di lavorare la terra. Incoraggio quanti si impegnano perché a nessuno manchi un’alimentazione sana e adeguata".


TELEGRAMMA AL PRESIDENTE DELLE FILIPPINE COLPITE DAL TIFONE HAIYAN

Città del Vaticano, 10 novembre 2013 (VIS). L'Arcivescovo Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre, un telegramma al Signor Benigno Aquino III, Presidente della Repubblica delle Filippine, per il passaggio nel Paese del tifone Haiyan che ha colpito diverse regioni causando centinaia di vittime e la distruzione di abitazioni e raccolti.

"Sua Santità Papa Francesco, profondamente addolorato dalla distruzione e dalla perdita di vite umane causate dal tifone - si legge nel testo - esprime la sua sentita solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dalla tempesta e dalle sue conseguenze. Il Papa ricorda in particolare quanti piangono la perdita dei loro cari e coloro che hanno avuto la casa distrutta. Il Santo Padre prega per tutto il popolo filippino ed offre incoraggiamento alle autorità civili e al personale di soccorso che assistono le vittime dell'uragano ed invoca per la Nazione le benedizioni divine della fortezza e della consolazione".

PREGHIERA E SOFFERENZA PERSONE MALATE: RISORSA SPIRITUALE E PATRIMONIO PER OGNI COMUNITÀ CRISTIANA

Città del Vaticano, 9 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, Il Papa ha ricevuto in udienza i settemila partecipanti al pellegrinaggio dell'Unione Nazionale Italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali (UNITALSI), l'associazione che da 110 anni si dedica alle persone ammalate o in condizioni di fragilità. "Da 110 anni la vostra associazione - ha detto il Papa - si dedica alle persone ammalate con uno stile tipicamente evangelico. Infatti, la vostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità e ministero della consolazione".

"Penso ai tanti soci dell'UNITALSI (...): siete uomini e donne (...) che, mossi dall’amore per Cristo e sull’esempio del Buon Samaritano, di fronte alla sofferenza non voltate la faccia dall’altra parte. (...) I poveri, anche i poveri di salute - ha affermato il Papa - sono una ricchezza per la Chiesa; e voi dell’UNITALSI, insieme a tante altre realtà ecclesiali, avete ricevuto il dono e l’impegno di raccogliere questa ricchezza, per aiutare a valorizzarla, non solo per la Chiesa stessa ma per tutta la società".

"Il contesto culturale e sociale di oggi è piuttosto incline a nascondere la fragilità fisica, a ritenerla soltanto come un problema, che richiede rassegnazione e pietismo o alle volte scarto delle persone. L’UNITALSI è chiamata ad essere segno profetico e andare contro questa logica mondana, aiutando i sofferenti ad essere protagonisti nella società, nella Chiesa e anche nella stessa associazione. (...) Si tratta di valorizzare realmente la presenza e la testimonianza delle persone fragili e sofferenti, non solo come destinatari dell’opera evangelizzatrice, ma come soggetti attivi di questa stessa azione apostolica".

Papa Francesco ha invitato i malati presenti a non considerarsi "solo oggetto di solidarietà e di carità", ma a sentirsi "inseriti a pieno titolo nella vita e nella missione della Chiesa. Voi avete un vostro posto, un ruolo specifico (...) in ogni ambito ecclesiale. La vostra presenza (...) la vostra preghiera, l’offerta quotidiana delle vostre sofferenze in unione a quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo (...) sono una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana. Non vergognatevi di essere un tesoro prezioso della Chiesa!".

"L’esperienza più forte che l’UNITALSI vive nel corso dell’anno è quella del pellegrinaggio ai luoghi mariani, specialmente a Lourdes. Anche il vostro stile apostolico e la vostra spiritualità fanno riferimento alla Vergine Santa. Riscopritene le ragione più profonde! In particolare, imitate la maternità di Maria, la cura materna che Lei ha di ciascuno di noi". Il Papa ha ricordato a questo proposito il miracolo delle Nozze di Cana, e l'intervento di Maria presso suo Figlio perché l'acqua diventi vino, migliore di quello servito fino ad allora.

"Questo intervento di Maria presso il suo Figlio - ha concluso il Pontefice - mostra la cura della Madre verso gli uomini. È una cura attenta ai nostri bisogni più veri: Maria sa di che cosa abbiamo bisogno! Lei si prende cura di noi, intercedendo presso Gesù e chiedendo per ciascuno il dono del 'vino nuovo', cioè l’amore, la grazia che ci salva".

CARDINALE CLÁUDIO HUMMES, OFM, INVIATO SPECIALE DEL PAPA IN PARAGUAY

Città del Vaticano, 9 novembre 2013 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera, redatta in latino e datata 10 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Cláudio Hummes, OFM, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del pellegrinaggio nazionale delle reliquie di San Roque González de Santa Cruz e dei Compagni martiri, nel 25° anniversario della loro canonizzazione, in programma ad Asunción (Paraguay) il 15 novembre 2013.

Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta da Don Virgilio Rodi Alonso, Parroco-Rettore della Cattedrale metropolitana di Asunción e Vicario Giudiziale del Tribunale Interdiocesano e dal Padre Alberto Luna, S.I., Provinciale dei Gesuiti in Paraguay.

UDIENZE

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo André Dupuy, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi.

- L'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana.

- L'Arcivescovo Joseph Marino, Nunzio Apostolico in Malaysia e in Timor Orientale; Delegato Apostolico in Brunei.

- L'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico.

- Il Vescovo Rudolf Voderholzer, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).

Sabato 9 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Nikola Eterović, Nunzio Apostolico nella Repubblica Federale di Germania.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Marcelino Hernández Rodríguez, Vescovo di Colima (superficie: 11.391; popolazione: 682.000; cattolici: 621.000; sacerdoti: 121; religiosi: 230), Messico. Finora Vescovo di Orizaba (Messico), succede al Vescovo José Luis Amezcua Melgoza, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Domenica 10 novembre il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Nekemte (Etiopia), presentata dal Vescovo Theodorus van Ruijven, C.M., per raggiunti limiti di età. Gli succede il Vescovo Varghese Thottamkara, C.M., Coadiutore del medesimo Vicariato Apostolico.

Sabato 9 novembre il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Mark O'Toole, Vescovo di Plymouth (superficie: 12.831; popolazione: 3.494.000; cattolici: 68.685; sacerdoti: 103; religiosi: 133; diaconi permanenti: 31), Inghilterra, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Londra nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1996 al 2002 è stato Decano degli studi del seminario di Allen Hall. Nel 2002 è stato nominato Segretario Personale del Cardinale Cormac Murphy O'Connor. Finora Rettore del Seminario di Allen Hall, succede al Vescovo Hugh Christopher Budd, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- il Professor Shinya Yamanaka, Docente di biologia cellulare all'Università di Kyoto (Giappone), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze.

- Il Professor Juan Martín Maldacena, Docente di fisica teorica all'"Institute for Advanced Study" di Princeton, New Jersey (Stati Uniti d'America), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze.

- Il Professore Stefano Zamagni, Docente di economia all'Università di Bologna (Italia), Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

venerdì 8 novembre 2013

COSTA RICA: COLLABORAZIONE TRA LA CHIESA E LO STATO NELL'AFFRONTARE PROBLEMATICHE SOCIALI

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Nella mattinata di oggi, 8 novembre 2013, il Presidente della Repubblica di Costa Rica, la Signora Laura Chinchilla Miranda, è stata ricevuta in Udienza da Sua Santità Francesco e, successivamente, si è incontrata con l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, sono state rilevate la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato nell’affrontare alcune problematiche sociali e l’attenzione comune ad alcuni temi quali la tutela della vita e la salvaguardia dell’ambiente. Inoltre ci si è soffermati sull’opportunità di addivenire ad un Accordo tra il Costa Rica e la Santa Sede, in modo da rafforzare le relazioni bilaterali per il bene e lo sviluppo del Paese.

Infine, si è fatto cenno alla situazione regionale e ad alcune problematiche internazionali, rilevando la necessità dell’impegno per la costruzione della pace.

IL SERVIZIO ALLA GIUSTIZIA DEVE ESSERE ESERCITATO TENENDO FISSO LO SGUARDO ALL'ICONA DEL BUON PASTORE

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il dicastero della Curia Romana, che esercita la funzione di Tribunale Supremopromuovendo la retta amministrazione della giustizia nella Chiesa. In questa occasione la Sessione Plenaria ha posto al centro dei lavori la promozione di una efficace difesa del vincolo matrimoniale nei processi canonici di nullità.

Il Pontefice ha ricordato che l'attività del dicastero è volta "a favorire l'opera dei Tribunali ecclesiastici, chiamati a rispondere adeguatamente ai fedeli che si rivolgono alla giustizia della Chiesa per ottenere una giusta decisione" ed ha definito "senz'altro opportuna" l'attenzione rivolta al ministero del Difensore del vincolo "perché la sua presenza e il suo intervento sono obbligatori per tutto lo sviluppo del processo".,

Il Papa ha citato l'Istruzione "Dignitas connubii" che "descrive in particolare, il ruolo del Difensore del vincolo nelle cause di nullità per incapacità psichica, che in alcuni Tribunali costituiscono il capo unico di nullità. Sottolinea la solerzia che egli deve porre nel valutare i quesiti rivolti ai periti, nonché le risultanze delle stesse perizie. Pertanto, il Difensore del vincolo che vuole rendere un buon servizio non può limitarsi ad una frettolosa lettura degli atti, né a risposte burocratiche e generiche. Nel suo delicato compito, egli è chiamato a cercare di armonizzare le prescrizioni del Codice di Diritto Canonico con le concrete situazioni della Chiesa e della società".

"L’adempimento fedele e pieno del compito del Difensore del vincolo non costituisce una pretesa, lesiva delle prerogative del giudice ecclesiastico, al quale unicamente spetta la definizione della causa. Quando il Difensore del vincolo esercita il dovere di appellare, anche alla Rota Romana, contro una decisione che ritiene lesiva della verità del vincolo, il suo compito non prevarica quello del giudice. Anzi, i giudici possono trovare nell’accurata opera di colui che difende il vincolo matrimoniale un aiuto alla propria attività. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha definito la Chiesa come comunione. In questa prospettiva vanno visti sia il servizio del Difensore del vincolo, sia la considerazione che ad esso va riservata, in un rispettoso e attento dialogo".

Il Santo Padre ha ricordato agli operatori impegnati nel ministero della giustizia ecclesiale che "essi agiscono a nome della Chiesa, sono parte della Chiesa. Pertanto, bisogna sempre tenere vivo il raccordo tra l’azione della Chiesa che evangelizza e l’azione della Chiesa che amministra la giustizia. Il servizio alla giustizia è un impegno di vita apostolica: esso richiede di essere esercitato tenendo fisso lo sguardo all’icona del Buon Pastore, che si piega verso la pecorella smarrita e ferita".

"Perseverare nella ricerca di un esercizio limpido e retto della giustizia nella Chiesa, in risposta ai legittimi desideri che i fedeli rivolgono ai Pastori, specialmente quando fiduciosi richiedono di chiarire autorevolmente il proprio status", è stato l'invito con il quale Papa Francesco ha concluso il suo discorso ai partecipanti alla Plenaria.


PRESENTAZIONE NUOVA RIVISTA "LATINITAS"

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del primo numero della nuova serie della rivista semestrale "Latinitas", a cura della "Pontificia Academia Latinitatis", istituita da Papa Benedetto XVI nel novembre 2012. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Professor Ivano Dionigi, Presidente della Pontificia Accademia di Latinità, Rettore dell’Università di Bologna; il Dottor Valerio Massimo Manfredi, Scrittore.

Dopo l'epigrafe di dedica a Papa Francesco, il primo numero apre con l'articolo di Ivano Dionigi che risponde alle domande "Latino per chi? Latino perché?".

La rivista è suddivisa in tre sezioni: quella più propriamente scientifica ("Historica et philologica"); "Humaniora", dedicata alla letteratura contemporanea in lingua latina e l'ultima "Ars docendi" che affronta i problemi della didattica delle lingue e culture classiche, spaziando dall'Antichità ai giorni nostri.

Completa il volume un'appendice redatta in latina con "Breves de Academiae vita notitiae", un breve resoconto delle principali attività dell'Accademia, gli "Argumenta" o "abstracts" dei contributi della rivista, secondo le norme internazionali in uso nelle pubblicazioni scientifiche, e un utile "Index universus". La nuova "Latinitas" pubblicherà articoli in latino e per la prima volta, in italiano ed in altre lingue.



UDIENZE

Città del Vaticano, 8 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

giovedì 7 novembre 2013

LE BEATITUDINI TEMA DELLE TRE PROSSIME GIORNATE MONDIALI DELLA GIOVENTÙ

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha stabilito i temi delle tre prossime edizioni della Giornata Mondiale della Gioventù, scandendo le tappe dell’itinerario di preparazione spirituale che nell’arco di tre anni condurrà alla celebrazione internazionale con il Successore di Pietro prevista a Cracovia (Polonia) nel luglio 2016:

XXIX Giornata Mondiale della Gioventù, 2014: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,3).

XXX Giornata Mondiale della Gioventù, 2015: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 5,8).

XXXI Giornata Mondiale della Gioventù, 2016 (Cracovia) "Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia" (Mt 5,7).

ACCORDO TRA SANTA SEDE E REPUBBLICA DEL CIAD SULLO STATUTO GIURIDICO DELLA CHIESA CATTOLICA IN CIAD

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Mercoledì 6 novembre 2013, nella sede del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica del Ciad a N’Djaména, è stato firmato un Accordo tra Santa Sede e la Repubblica del Ciad sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Ciad.

Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, Nunzio Apostolico in Ciad, e per la Repubblica del Ciad il Signor Moussa Faki Mahamat, Ministro degli Affari Esteri e dell’Integrazione Africana.

L’Accordo, che consta di 18 articoli, entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica. Esso stabilisce il riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa cattolica e delle istituzioni ecclesiastiche e, fissando il quadro giuridico dei rapporti tra la Chiesa e lo Stato, afferma il valore sociale della loro collaborazione per la promozione della dignità della persona umana e per l’edificazione di una società più giusta e pacifica.

EVANGELIZZARE L'ANIMA D'EUROPA: INCONTRO A BARCELLONA DEI VESCOVI RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Dal 7 al 10 novembre, a Barcellona (Spagna), è in corso un incontro dei Vescovi responsabili della comunicazione sociale delle Conferenze episcopali in Europa, sul tema "Evangelizzare l'anima d'Europa", per confrontarsi sulle sfide e gli strumenti a disposizione per comunicare il Vangelo nell'attuale contesto culturale europeo in continuo mutamento.

L'incontro, promosso dalla Commissione CCEE delle Comunicazioni Sociali presieduta da S.E. Monsignor José Ignacio Munilla Aguirre, Vescovo di San Sebastián, si apre nel pomeriggio di domani con l'intervento del Cardinale Lluís Martinez Sistach dedicato alla comunicazione innovativa dell'arcidiocesi di Barcellona e alla presentazione del nuovo Sito Web del CCEE. Successivamente l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali aprirà un dibattito sui cinquant'anni del decreto conciliare "Inter mirifica", sulla storia e i cambiamenti verificatisi dalla sua pubblicazione.

Il 9 novembre, fra gli altri temi, si parlerà del "marketing del Vangelo": cioè su come i mezzi di comunicazione commerciale possono essere al servizio dell'annunzio del Vangelo; della tecnologia al servizio della Chiesa e del Papa come padre della comunicazione.

Nella patria di Anton Gaudí i Vescovi europei avranno l'opportunità di analizzare il ruolo dell'architettura nella comunicazione della bellezza del creato. Domenica 10 novembre, al termine dell'incontro, è prevista una visita alla Basilica della Sacra Famiglia guidata dall'architetto Jordi Bonet che parlerà dell'opera di Gaudí come unità inseparabile tra liturgia e architettura.

UDIENZE

Città del Vaticano, 7 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Josef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.

- L'Arcivescovo Léon Kalenga Badikebele, Nunzio Apostolico in El Salvador e in Belize.

- Il Dr. Michael Nazir-Ali, già Vescovo anglicano di Rochester

- Il Signor Han Thomas Hong-soon, Ambasciatore di Corea, in visita di congedo.

mercoledì 6 novembre 2013

I CARISMI SONO MEZZI PER CRESCERE NELLA CARITÀ

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, riprendendo il tema della comunione dei santi, Papa Francesco si è soffermato, nella catechesi per l'Udienza Generale del Mercoledì, sulla comunione tra i cristiani che cresce mediante la partecipazione ai beni spirituali, sui Sacramenti, i carismi e la carità.

Nei Sacramenti ciascuno di noi "è incorporato a Cristo e unito a tutta la comunità dei credenti. Pertanto, se da un lato è la Chiesa che 'fa' i Sacramenti, dall'altro sono i Sacramenti che 'fanno' la Chiesa, la edificano, generando nuovi figli, aggregandoli al popolo santo di Dio. (...) I Sacramenti ci spingono ad essere missionari, e l’impegno apostolico di portare il Vangelo in ogni ambiente, anche in quelli più ostili, costituisce il frutto più autentico di un’assidua vita sacramentale, in quanto è partecipazione all’iniziativa salvifica di Dio, che vuole donare a tutti la salvezza".

"Un secondo aspetto della comunione alle cose sante è quello della comunione dei carismi. Lo Spirito Santo - ha spiegato il Pontefice - dispensa ai fedeli una moltitudine di doni e di grazie spirituali; questa ricchezza (...) dei doni dello Spirito Santo è finalizzata alla edificazione della Chiesa". I carismi "non sono dati a beneficio di chi li riceve, ma per l’utilità del popolo di Dio". Essi "sono grazie particolari, date ad alcuni per fare del bene a tanti altri. Sono delle attitudini, delle ispirazioni e delle spinte interiori, che nascono nella coscienza e nell’esperienza di determinate persone, le quali sono chiamate a metterle al servizio della comunità. In particolare, questi doni spirituali vanno a vantaggio della santità della Chiesa e della sua missione".

Il terzo aspetto della comunione alle cose sante è la comunione della carità. "I carismi sono importanti nella vita della comunità cristiana, ma sono sempre dei mezzi per crescere nella carità, nell'amore, che san Paolo colloca al di sopra dei carismi. Senza l’amore, - ha sottolineato Papa Francesco - anche i doni più straordinari sono vani (...). Il più piccolo dei nostri gesti d’amore ha effetti buoni per tutti! (...) Questa solidarietà fraterna non è una figura retorica, un modo di dire, ma è parte integrante della comunione tra i cristiani. Se la viviamo, noi siamo nel mondo segno, 'sacramento' dell’amore di Dio".

"Non si tratta solo di quella carità spicciola che ci possiamo offrire a vicenda, si tratta di qualcosa di più profondo: è una comunione che ci rende capaci di entrare nella gioia e nel dolore altrui per farli nostri sinceramente. E spesso siamo troppo aridi, indifferenti, distaccati e invece di trasmettere fraternità, trasmettiamo malumore, freddezza, egoismo. E con malumore, freddezza, egoismo non si può far crescere la Chiesa; la Chiesa cresce soltanto con l'amore che viene dallo Spirito Santo".

"E adesso mi permetto di chiedervi un atto di carità - ha detto Papa Francesco alle decine di migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro e scherzando ha aggiunto: "State tranquilli che non si farà la raccolta! Prima di venire in piazza sono andato a trovare una bambina di un anno e mezzo con una malattia gravissima. Suo papà e sua mamma pregano, e chiedono al Signore la salute di questa bella bambina. Si chiama Noemi. Sorrideva poveretta! Facciamo un atto di amore. Noi non la conosciamo, ma è una bambina battezzata, è una di noi, è una cristiana. Facciamo un atto di amore per lei e in silenzio chiediamo che il Signore la aiuti in questo momento e le dia la salute. In silenzio un attimo e poi pregheremo l'Ave Maria".

I pellegrini nella Piazza sono rimasti silenziosi alcuni istanti, finché il Papa ha detto: "E adesso tutti insieme preghiamo la Madonna per la salute di Noemi". "Grazie per questo atto di carità", ha detto infine il Santo Padre ai 50.000 pellegrini che tutti insieme hanno recitato l'Ave Maria.

AI ROM D'UNGHERIA: SIATE APOSTOLI FRA LA VOSTRA GENTE

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Papa nel salutare i diversi gruppi linguistici presenti in Piazza San Pietro, si è rivolto in particolare al popolo Rom-Zingari ungheresi che partecipa in questi giorni al pellegrinaggio nazionale a Roma, con queste parole: "Avete portato qui con voi la croce che dieci anni fa fu benedetta in questa Piazza dal Beato Giovanni Paolo II. Dalla croce di Cristo, segno di amore, di misericordia e di riconciliazione, continuate ad attingere la speranza e la forza necessaria per essere apostoli fra la vostra gente".

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Dopo l'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto il Signor Henrique Capriles Radonski, Governatore dello Stato di Miranda (Venezuela).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 novembre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Santo Gangemi, Nunzio Apostolico in Guinea, già Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone.

- Il Reverendo Ailton Menegussi, Vescovo della Diocesi di Crateús (superficie: 21.817; popolazione: 394.000; cattolici: 361.000; sacerdoti: 31; religiosi: 38; diaconi permanenti: 4), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Nova Venécia (Brasile) nel 1962 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1998. Dal 1998 al 2000 è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia “São José” ad Águia Branca e “Nossa Senhora Aparecida” a Montanha, Diocesi di São Mateus; dal 2000 al 2003 Vicario Parrocchiale a São Mateus; dal 2000 al 2003 Rettore del Seminario Minore e Propedeutico “João XXIII”, a São Mateus; dal 2003 al 2012 Rettore del Seminario Maggiore di São Mateus a Carapina, Arcidiocesi di Vitória do Espírito Santo; dal 2003 al 2012 Padre Spirituale del Seminario Maggiore “Maria, Mãe da Igreja” della Diocesi di Colatina a Serra, Arcidiocesi di Vitória do Espírito Santo; dal 2003 al 2012 Coordinatore dell’Equipe diocesana vocazionale della diocesi di São Mateus; dal 2007 al 2012 Membro del Consiglio di Formazione della diocesi di São Mateus. È stato finora Parroco nella Parrocchia “São Francisco de Assis” a Barra de São Francisco, Diocesi di São Mateus.
- Il Vescovo Salvatore R. Matano, Vescovo di Rochester (superficie: 18.400; popolazione: 1.580.000; cattolici: 359.000; sacerdoti: 245; religiosi: 535; diaconi permanenti: 134), Stati Uniti d'America. È stato finora Vescovo di Burlington (Stati Uniti d'America).

- Il Padre Pierre Jubinville, C.S.Sp., Vescovo della Diocesi di San Pedro (superficie: 20.002; popolazione: 453.000; cattolici: 416.000; sacerdoti: 28; religiosi: 47), Paraguay. Il Vescovo eletto è nato a Ottawa (Canada) nel 1960, ha emesso la prima professione nella Congregazione dello Spirito Santo nel 1981, la professione perpetua nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. Dal 1990 al 1991 è stato Missionario in Messico, dove ha collaborato nella Parrocchia "El Pujal" nella diocesi di San Luis Potosí; dal 1991 al 1996 Missionario in Paraguay e Collaboratore nella Parrocchia di "San José Obrero" di Choré nella diocesi di San Pedro; dal 1996 al 1999 Parroco della Parrocchia "San Francisco de Asís" in Lima, diocesi di San Pedro; dal 1999 al 2010 è stato Formatore dell'aspirantato e postulandato spiritano in Paraguay, presso Fernando de la Mora, Asunción; dal 2010 al 2012 Superiore della comunità spiritana in Asunción, Paraguay. È stato finora Primo Assistente Generale della Congregazione dello Spirito Santo a Roma.

martedì 5 novembre 2013

PRESENTAZIONE DOCUMENTO PREPARATORIO III ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA SINODO DEI VESCOVI DEDICATA ALLE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA

Città del Vaticano, 5 novembre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Péter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Relatore Generale della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, il Vescovo Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, e l'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia), Segretario Speciale della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del documento preparatorio della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione", in programma in Vaticano, dal 5 al 19 ottobre 2014.

Il Vescovo Baldisseri ha spiegato che "la tematica di questo Sinodo (...) s’inserisce in un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, è proprio l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, volta a precisare lo 'status quaestionis' e a raccogliere testimonianze e proposte dei Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, è l’Assemblea Generale Ordinaria prevista per il 2015, al fine di cercare linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia".

"Il processo di preparazione di ogni Assemblea sinodale inizia con una consultazione tra i diversi Organismi che vengono interpellati sul tema in questione. In questo caso, però, tale processo si sviluppa con modalità particolari, sia perché la metodologia sinodale è al presente in un momento di generale revisione, sia perché si tratta di un’Assemblea Straordinaria".

"Per quanto riguarda il rinnovamento metodologico, l’idea è quella di rendere l’Istituzione sinodale un vero ed efficace strumento di comunione attraverso il quale si esprima e si realizzi la collegialità auspicata dal Concilio Vaticano II. Infatti, a questo scopo, è volontà del Santo Padre potenziare anche l’attività della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi perché essa possa adempire adeguatamente la sua missione di promuovere la collegialità episcopale, 'cum Petro e sub Petro', nel governo della Chiesa universale. Ciò comporterà non solo cambiamenti strutturali e di natura metodologica del processo sinodale, ma anche l’adeguamento funzionale della Segreteria Generale, compresa pure la ricostituzione dello spazio fisico della sua Sede".

"Per quanto riguarda il carattere straordinario della prossima assemblea sinodale è da precisare che secondo l’Ordo Synodi Episcoporum (cf. Art. 4, 2º), questa tipologia di sinodi risponde alla necessità di trattare una materia che, 'pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione'. È evidente che la crisi sociale e spirituale del mondo attuale incide sulla vita familiare e crea una vera urgenza pastorale, la quale giustifica la convocazione di un’Assemblea Generale Straordinaria"

Il Cardinale Erdő ha affermato che nel documento preparatorio "La famiglia appare come una realtà che discende dalla volontà del Creatore e costituisce una realtà sociale. Non è quindi una mera invenzione della società umana tanto meno di qualche potere puramente umano, ma piuttosto una realtà naturale, che è stata elevata da Cristo Signore nel contesto della grazia divina. Il documento, come anche la Chiesa stessa, collega strettamente la problematica della famiglia con quella del matrimonio".

Il Cardinale Erdő ha passato in rassegna tutte le questioni esaminate nel testo, dalla preparazione al matrimonio, all'evangelizzazione degli sposi e delle loro famiglie, alle unioni di fatto senza riconoscimento religioso né civile, alla situazione dei divorziati cattolici risposati, alle unioni di persone dello stesso sesso, ai procedimenti di nullità del matrimonio. "L'intero questionario - ha affermato il Cardinale Erdö - viene collocato in un contesto più elevato: oltre ai problemi esistenti apre l’orizzonte verso il riconoscimento del fatto che la famiglia è un vero dono del Creatore all’umanità".

Infine l'Arcivescovo Forte ha ricordato che la prospettiva nella quale possono essere affrontate le sfide della vita familiare oggi, può essere definita dalle parole che il Beato Giovanni XXIII annotava nel suo diario nel clima di preparazione al Concilio (1962) : "Tutto riguardare in luce di ministero pastorale, cioè: anime da salvare e da edificare". "Non si tratta - ha detto - di dibattere questioni dottrinali, peraltro esplicitate dal Magistero anche recente (...) L'invito che ne deriva per tutta la Chiesa è a mettersi in ascolto dei problemi e delle attese che vivono oggi tante famiglie, manifestando ad esse vicinanza e proponendo loro in maniera credibile la misericordia di Dio e la bellezza del rispondere alla Sua chiamata".
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