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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 24 ottobre 2005

LETTERA AI VESCOVI CINESI ASSENTI ASSEMBLEA SINODALE


CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera, firmata dai Presidenti Delegati del Sinodo dei Vescovi, i Cardinali Francis Arinze, Juan Sandoval Iñiguez e Telesphore Placidus Toppo, e dal Segretario Generale, Arcivescovo Nicola Eterovic, indirizzata ai quattro Vescovi cinesi assenti dall'Assemblea Sinodale: Vescovo Antonio Li Duan, Xi'an; Vescovo Luca Li Jingfeng, Fengsiang; Vescovo Aloysius Jin Luxian, S.I., Shanghai; e Vescovo Giuseppe Wei Jingyi, Qiqihar.

Di seguito riportiamo il testo integrale:

"Città del Vaticano, 22 ottobre 2005

Desideratissimi Fratelli nell'Episcopato,

Noi, Padri Sinodali, partecipanti all'Undicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in unione al Papa Benedetto XVI desideriamo farvi pervenire il nostro fraterno e cordiale saluto.
La vostra assenza dai lavori sinodali ha causato profondo dispiacere nel nostro animo. Avremmo gradito incontrarvi ed ascoltare dalla vostra viva voce la storia della vostra sofferta e fruttuosa esperienza ecclesiale. Tutto ciò non è stato possibile, ma vi assicuriamo che voi e tutta la Chiesa che è in Cina siete particolarmente presenti nel nostro cuore e nella nostra preghiera.
Come sapete, il Mistero eucaristico è al centro delle nostre riflessioni. A questo proposito, ci piace sottolineare che proprio nell'Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, tutti noi siamo in comunione con Cristo e con la Chiesa universale. Di tutto questo, unitamente a voi, diamo lode all'eterno Padre, datore di ogni bene: dal Suo cuore sgorga quell'amore che si riversa in noi attraverso lo Spirito del Signore Risorto, che fa di noi '"un cuor solo e un'anima sola'" (Atti 4, 32).
Nel Signore Gesù vi auguriamo che tutte le comunità ecclesiali in Cina fioriscano nell'ascolto della Parola, nella celebrazione del Mistero pasquale e nel generoso servizio ai fratelli. Questi voti includono l'ardente auspicio che si possano trovare presto vie rendere ancora più visibile la piena comunione. Affidiamo a Maria Santissima, Madre della Chiesa, tali aneliti, che sono accompagnati da una fervida preghiera di tutta la Chiesa".
SE/LETTERA VESCOVI CINESI/... VIS 20051024 (340)

NEL SERVIZIO AL PROSSIMO LA VERA GIOIA


CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina alle 12:00, nell'Aula Paolo VI, i pellegrini che ieri hanno assistito alla Canonizzazione dei Beati Jósef Bilczewski, Zygmunt Gorazdowski, Alberto Hurtado Cruchaga, Gaetano Catanoso e Felice da Nicosia.

Papa Benedetto XVI ha detto che San Bilczewski, Arcivescovo di Leópolis dei Latini (Ucraina) e San Gorazdowski, Presbitero, "hanno realizzato il loro sacerdozio uniti a Cristo e totalmente dediti agli uomini".

"Una figura insigne del Cile" - ha continuato il Papa - "è Padre Alberto Hurtado Cruchaga, Sacerdote della Compagnia di Gesù. (...) L'obiettivo della sua vita è stato quello di essere un altro Cristo. Questo Santo" - ha detto il Santo Padre - "invita tutti alla responsabilità, ma specialmente alla santità. Che sia per tutti un intercessore, affinché portiate nelle vostre case, comunità ecclesiali ed ambiti sociali, la luce che dà splendore alla vostra vita e gioia al vostro cuore".

Il Santo Padre ha sottolineato come San Gaetano Catanoso "abbia annunciato il Regno di Dio con ardore apostolico e con la convinzione del testimone; ha amministrato i Sacramenti, e soprattutto, la divina Eucaristia" e "si è posto al servizio degli ultimi, dei più lontani, dei più poveri ed abbandonati".

Nel salutare i pellegrini provenienti dal paese di San Felice da Nicosia, in particolare i Frati Minori Cappuccini, il Santo Padre ha detto che "in un mondo fortemente tentato dalla ricerca dell'apparenza e del benessere egoistico, San Felice ricorda a tutti che la vera gioia è spesso nascosta dietro le piccole cose e si raggiunge eseguendo il proprio dovere quotidiano con spirito di servizio".
AC/CANONIZZAZIONE/... VIS 20051024 (270)

LEGAME PARTICOLARE TRA EUCARISTIA E MISSIONE DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre, prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ha ricordato che, con la Celebrazione Eucaristica, nella quale sono stati proclamati cinque nuovi Santi, si è concluso il Sinodo dei Vescovi e l'Anno dell'Eucaristia, che il Santo Padre Giovanni Paolo II aveva aperto nell'ottobre 2004.

"Questi nuovi Santi, che contempliamo nella gloria celeste" - ha detto Papa Benedetto - "ci invitano a ricorrere in ogni circostanza alla materna protezione della Madonna, per avanzare sempre più nel cammino della perfezione evangelica, sostenuti dalla costante unione con il Signore realmente presente nel Sacramento dell'Eucaristia".

"In tal modo" - ha proseguito il Santo Padre - "potremo vivere la vocazione a cui ogni cristiano è chiamato, quella, cioè, di essere 'pane spezzato per la vita del mondo', come opportunamente ci ricorda l'odierna Giornata Missionaria Mondiale. Quanto mai significativo è il legame tra la missione della Chiesa e l'Eucaristia. (...) Chi accoglie Cristo nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue non può tenere per sé questo dono, ma è spinto a condividerlo nella testimonianza coraggiosa del Vangelo, nel servizio ai fratelli in difficoltà, nel perdono delle offese. Per alcuni, poi, l'Eucaristia è germe di una specifica chiamata a lasciare tutto per andare ad annunciare Cristo a chi ancora non lo conosce".

Il Santo Padre ha affidato a Maria Santissima, "Donna Eucaristica, i frutti spirituali del Sinodo e dell'Anno dell'Eucaristia. Che sia Lei a vegliare sul cammino della Chiesa e ad insegnarci a crescere nella comunione con il Signore Gesù per essere testimoni del suo amore, in cui sta il segreto della gioia".

Al termine dell'Angelus, il Santo Padre ha salutato i pellegrini e la Autorità civili e religiose dei Paesi di provenienza dei nuovi Santi.
ANG/SANTI:EUCARISTIA:MISSIONE/... VIS 20051024 (290)

CONCLUSIONE SINODO DEI VESCOVI ED ANNO EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto con i Padri Sinodali, la Concelebrazione Eucaristica che ha concluso il Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia e l'Anno dell'Eucaristia ed ha proceduto alla Canonizzazione di cinque nuovi Santi, i primi del Suo Pontificato.

Nell'omelia, parlando del Vescovo polacco Jozef Bilczewski (1860-1923), il Papa ha ricordato che fu "un uomo di preghiera" e che "la profonda conoscenza della teologia, la fede e la devozione eucaristica (...) hanno fatto di lui un esempio per i sacerdoti e un testimone per tutti i fedeli".

Anche il Santo Polacco Zygmunt Gorazdowski (1845-1920), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Sorelle di San Giuseppe "è diventato famoso per la devozione fondata sulla celebrazione e sull'adorazione dell'Eucaristia. Il vivere l'offerta di Cristo l'ha spinto verso i malati, i poveri e i bisognosi".

Del Sacerdote gesuita cileno Sant'Alberto Hurtado Cruchaga (1901-1952), il Santo Padre ha detto che: "volle identificarsi con il Signore e amare con lo stesso amore i poveri. (...) Nell'amore e sottomissione totale alla volontà di Dio trovava la forza per il suo apostolato. Fondò 'El Hogar de Cristo' per i più bisognosi e i senzatetto, offrendo un ambiente familiare pieno di calore umano. Nel suo ministero sacerdotale si distinse per la semplicità e la disponibilità".

Del sacerdote italiano San Gaetano Catanoso (1879-1963), Fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, il Papa ha sottolineato che: "La messa quotidiana e la frequente adorazione del Sacramento dell'altare furono l'anima del suo sacerdozio: con ardente ed instancabile carità pastorale egli si dedicò alla predicazione, alla catechesi, al ministero delle Confessioni, ai poveri, ai malati, alla cura delle vocazioni sacerdotali".

Papa Benedetto ha ricordato infine San Felice da Nicosia (1715-1787), religioso, dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, che fu "austero e penitente, fedele alle più genuine espressioni della tradizione francescana" e che "ci aiuta a scoprire il valore delle piccole cose che impreziosiscono la vita, e ci insegna a cogliere il senso della famiglia e del servizio ai fratelli, mostrandoci che la gioia vera e duratura, alla quale anela il cuore di ogni esser umano, è frutto dell'amore".

Il Santo Padre ha voluto infine, con i Padri Sinodali ed a nome di tutto l'Episcopato, "inviare un fraterno saluto ai Vescovi della Chiesa in Cina". "Con viva pena" - ha detto Papa Benedetto - "abbiamo sentito la mancanza dei loro quattro Rappresentanti. Voglio tuttavia assicurare a tutti i Presuli cinesi che siamo vicini con la preghiera a loro e ai loro sacerdoti e fedeli. Il sofferto cammino delle comunità (...) non rimarrà senza frutto".

"La contemplazione dell'Eucaristia" - ha proseguito il Pontefice - "deve spingere tutti i membri della Chiesa, in primo luogo i sacerdoti, ministri dell'Eucaristia, a ravvivare il loro impegno di fedeltà. Sul mistero eucaristico, celebrato e adorato, si fonda il celibato che i presbiteri hanno ricevuto quale dono prezioso e segno dell'amore indiviso verso Dio e il prossimo. Anche per i laici la spiritualità eucaristica deve essere l'interiore motore di ogni attività e nessuna dicotomia è ammissibile tra le fede e la vita nella loro missione di animazione cristiana del mondo".

Il Santo Padre ha concluso l'omelia sottolineando che: "In questa prospettiva eucaristica ben si colloca l'odierna Giornata Missionaria Mondiale, alla quale il venerato Servo di Dio Giovanni Paolo II aveva dato come tema di riflessione: 'Missione: Pane spezzato per la vita del mondo'".

"Ancor oggi, di fronte alle folle, Cristo continua ed esortare i suoi discepoli: 'Date loro voi stessi da mangiare' (Mt 14,16) e, in suo nome, i missionari annunciano e testimoniano il Vangelo, talvolta anche con il sacrificio della vita".
HML/CHIUSURA SINODO:ANNO EUCARISTIA/... VIS 20051024 (620)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Cartagena (Colombia), presentata dall'Arcivescovo Carlos José Ruiseco Vieira, in conformità al canone 401, paragrado 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l'Arcivescovo Enrique Jiménez Carvajal, C.I.M., finora Arcivescovo Coadiutore della medesima Arcidiocesi Metropolitana.

- Ha nominato Membri della Congregazione delle Cause dei Santi l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; l'Arcivescovo Angelo Comastri, Presidente della Fabbrica di San Pietro; e l'Arcivescovo Pier Giacomo De Nicolò.

Sabato 22 ottobre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Christian Nourrichard, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Rouen (Francia), Vescovo Coadiutore di Évreux (superficie: 5.978; popolazione: 541.000; cattolici: 390.000; sacerdoti: 118; religiosi: 341; diaconi permanenti: 22), Francia. Il Vescovo eletto è nato a Notre-Dame-de-Bondeville (Francia), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974.

- Il Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, Arcivescovo di Lagos (Nigeria), Suo Inviato Speciale al Congresso Eucaristico Nazionale del Ghana, che si terrà a Kumasi il 19 ed il 20 novembre prossimo.
RE:NA:NEC/.../... VIS 20051024 (190)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Vescovo William Stephen Skylstad, di Spokane (Stati Uniti d'America), Presidente della Conferenza Episcopale, con il Vice Presidente Cardinale Francis Eugene George, Arcivescovo di Chicago, e con il Segretario Generale, Monsignor William P. Fay.

- Il Cardinale Cláudio Hummes, Arcivescovo di São Paulo (Brasile).
AP/.../... VIS 20051024 (70)

venerdì 21 ottobre 2005

VENTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2005 (VIS). Nel corso della Ventesima Congregazione Generale, tenutasi questa mattina, con la partecipazione di 245 Padri Sinodali, è stato presentato e votato il Messaggio finale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Francis Arinze. Successivamente, il Relatore Generale, il Segretario Speciale ed i Relatori dei Circoli Minori o Gruppi Linguistici, hanno esaminato gli emendamenti collettivi alle Proposizioni.

Nel pomeriggio di oggi, nel corso della Ventunesima Congregazione Generale, è prevista la presentazione delle Proposizioni emendate.
SE/VENTESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051021 (80)

CREATIVITÀ MUSICALE SI NUTRE RADICI CRISTIANE D'EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2005 (VIS). Al termine del concerto in onore del Santo Padre, tenutosi ieri pomeriggio in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha ringraziato il Direttore Christian Thielemann e tutti i componenti dell'Orchestra Filarmonica di Monaco di Baviera, i Cantori del Coro della Cattedrale di Ratisbona, i "Regensbuger Domspatzen", ed i Cantori dell'Athestis Chorus.

Dei "Regensburger Domspatzen" il Papa ha detto: "Sono fiero e grato che questo magnifico Coro, che può vantare una ininterrotta tradizione millenaria, per trent'anni sia stato guidato con passione da mio fratello Georg e ora, sotto Roland Büchner, si trovi nuovamente in ottime mani".

Riferendosi ai brani in repertorio ed ai loro Autori, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Richard Wagner, Wolfgang Amadeus Mozart, Giuseppe Verdi e Hans Pfitzner, il Santo Padre ha detto: "Voi ci avete fatto sperimentare qualcosa della vastità della creatività musicale che, in definitiva, è stata sempre nutrita dalle radici cristiane dell'Europa. Anche se Wagner, Pfitzner, Verdi ci conducono in nuove zone dell'esperienza della realtà, rimane, tuttavia, sempre presente ed efficace il fondamento comune dello spirito europeo formato dal cristianesimo. Anche in questo concerto, ancora una volta, abbiamo potuto sperimentare, come una musica di alto livello ci purifichi e ci sollevi, come, in definitiva, ci faccia sentire la grandezza e la bellezza di Dio".

Il Santo Padre ha concluso il suo breve indirizzo in lingua italiana con queste parole: "Formulo voti che l'armonia del canto e della musica, che non conosce barriere sociali e religiose, rappresenti un costante invito per i credenti e per tutte le persone di buona volontà a ricercare insieme l'universale linguaggio dell'amore, che rende gli uomini capaci di costruire un mondo di giustizia e di solidarietà, di speranza e di pace".
BXVI-CONCERTO/CRISTIANESIMO/... VIS 20051021 (260)

giovedì 20 ottobre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Nasrallah-Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano).

- Il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India).

- Il Cardinale Miguel Obando Bravo, Arcivescovo emerito di Managua (Nicaragua).

- Il Cardinale Janis Pujats, Arcivescovo di Riga (Lettonia).

- Il Cardinale Paul Shan Kuo-hsi, Vescovo di Kaohsiung (Taiwan).

- Il Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada).

- L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (India).
AP/.../... VIS 20051020 (90)

EMENDAMENTI PROPOSIZIONI, CONCERTO IN ONORE DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2005 (VIS). Oggi non si terrà la Congregazione Generale, il Relatore Generale del Sinodo, con il Segretario Speciale e i Relatori dei Circoli Minori o gruppi linguistici, esamineranno gli Emendamenti collettivi alle Proposizioni.

Alle ore 18:00, nell'Aula Paolo VI in Vaticano, si terrà un Concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, con l'Orchestra Filarmonica di Monaco di Baviera, il Coro Regensburger Domspatzen e l'Athestis Chorus. Il programma prevede diversi brani, fra i quali il "Sanctus" da Missa L'Anno Santo, di Monsignor Georg Ratzinger, fratello del Santo Padre, l'"Ave Verum" di Wolfgang Amadeus Mozart; il "Te Deum" di Giuseppe Verdi. Al termine del concerto il Papa pronuncerà un discorso.
SE/EMENDAMENTI PROPOSIZIONI:CONCERTO/... VIS 20051020 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo della Chiesa Greco-Melkita, riunitosi a Ain Traz (Libano), dal 20 al 27 giugno 2005, del Padre Georges Bakouny, ad Arcivescovo di Tiro dei Greco-Melkiti cattolici (cattolici: 7.000; sacerdoti: 11; religiosi: 11), Libano. L'Arcivescovo eletto è nato a Ain el-Roummaneh (Libano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Finora è stato parroco a Safra-Jbeil e Coordinatore della pastorale giovanile per la medesima Arcieparchia e Direttore della pastorale giovanile universitaria per le facoltà di Architettura e Medicina all'Università Libanese.
NER/.../BAKOUNY VIS 20051020 (100)

mercoledì 19 ottobre 2005

IL SIGNORE NON È SOVRANO INESORABILE MA PADRE AMOROSO


CITTÀ DEL VATICANO, 19 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI - di cui oggi ricorre il primo semestre di Pontificato - ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì al Salmo 129, "Dal profondo a Te grido, Signore", che è, ha ricordato il Papa, "uno dei Salmi più celebri ed amati dalla tradizione cristiana". L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 40.000 persone.

"Il Salmo che abbiamo ascoltato, conosciuto come il 'De profundis'" - ha spiegato il Santo Padre - "è, prima di tutto, un canto alla misericordia divina ed alla riconciliazione tra il peccatore e il Signore. (...) Si apre con una voce che sale dalle profondità del male e della colpa (...) e poi si sviluppa in tre momenti dedicati al tema del peccato e del perdono".

Commentando i versetti:"Se consideri le colpe Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono; perciò avremo il tuo timore", il Santo Padre ha osservato che: "è significativo il fatto che a generare il timore, atteggiamento di rispetto misto ad amore, non sia il castigo, ma il perdono. Più che la collera di Dio, deve provocare in noi un santo timore la sua magnanimità generosa e disarmante. Dio, infatti, non è un sovrano inesorabile che condanna il colpevole, ma un padre amoroso, che dobbiamo amare non per paura di una punizione, ma per la sua bontà pronta a perdonare".

Nella seconda parte del Salmo, "fioriscono nel cuore del salmista pentito l'attesa, la speranza, la certezza che Dio pronuncerà una parola liberatrice e cancellerà il peccato", mentre nella terza parte, "la salvezza personale, prima implorata dall'orante, è ora estesa a tutta la comunità" e "si innesta nella fede storica del popolo dell'alleanza, 'redento' dal Signore, non solo dalle angustie dell'oppressione egiziana, ma anche 'da tutte le colpe'".

"Partendo dal gorgo tenebroso del peccato, la supplica del salmista giunge all'orizzonte luminoso di Dio, ove domina 'la misericordia e la redenzione', due grandi caratteristiche del Dio d'amore".

In ultimo, il Santo Padre ha inquadrato il Salmo nel solco della tradizione cristiana, citando la meditazione di Sant'Ambrogio che, nel suo trattato su "La penitenza", scrive: "Se vuoi essere giustificato, confessa il tuo misfatto: un'umile confessione dei peccati scioglie l'intrico delle colpe. Tu vedi con quale speranza di perdono ti spinga a confessare".

Alla fine dell'udienza e dopo avere salutato i pellegrini nelle diverse lingue, il Santo Padre ha benedetto la statua di Santa Mariana de Jesús Paredes y Flores, "il Giglio di Quito" (1618-1645), la prima Santa dell'Ecuador, canonizzata da Pio XII nel 1950. La statua sarà collocata in una nicchia laterale all'esterno della Basilica Vaticana.
AG/SALMO 129/... VIS 20051019 (430)

RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2005 (VIS). I Padri Sinodali si sono riuniti questa mattina per gruppi linguistici o Circoli Minori per preparare gli Emendamenti collettivi alle proposte. Al termine delle riunione di oggi pomeriggio, sempre per gruppi linguistici, le proposte saranno consegnate alla Segreteria Generale del Sinodo. Successivamente, sarà proiettato nell'Aula del Sinodo il film "San Pietro", del regista Giulio Base. Si tratta di un omaggio del Dottor Ettore Bernabei, Presidente della "Lux Vide", che in onore dei Padri Sinodali ha voluto offrire la visione di questo film in anteprima. La Rai lo metterà in onda tra qualche settimana.

Nel corso della diciannovesima Congregazione Generale, tenutasi ieri mattina, l'Arcivescovo Nicola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha offerto al Santo Padre Benedetto XVI la prima copia del primo volume dell'Enchiridion del Sinodo dei Vescovi, opera creata in occasione del 40° anniversario dell'istituzione del Sinodo dei Vescovi.

In una nota informativa si legge: "Si tratta di una raccolta di documenti attinenti al Sinodo dei Vescovi, dalle sue origini fino al 1988, di grande interesse non solo per i Membri del Collegio Episcopale, bensì per ricercatori, storici e teologi, ai quali fornisce una documentazione di prima importanza per la vita e la missione della Chiesa successivamente al Concilio Vaticano II".

Il Santo Padre ha deciso di offrire il medesimo volume ai partecipanti al Sinodo, "come segno di gratitudine e di incoraggiamento nella fedeltà, nella comunione e nell'amore alla Chiesa incentrata nel mistero dell'Eucaristia".
SE/GRUPPI LINGUISTICI/... VIS 20051019 (200)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Guillermo Rodrigo Teodoro Ortiz Mondragón, finora Ausiliare di México (Messico), Vescovo di Cuautitlán (superficie: 2.145; popolazione: 4.000.000; cattolici: 3.500.000; sacerdoti: 223; religiosi: 445), Messico.
NER/.../ORTIZ MONDRAGÓN VIS 20051019 (50)

martedì 18 ottobre 2005

DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTÀ DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, durante la Diciannovesima Congregazione Generale tenutasi nell'Aula del Sinodo, ha avuto luogo la presentazione della lista unificata delle proposte. Quest'ultima sarà, successivamente, consegnata al Santo Padre perché ne tenga conto nel redigere l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale.

Nel pomeriggio, i Padri Sinodali si riuniranno per gruppi linguistici o Circoli Minori per preparare gli emendamenti collettivi alle proposte.
SE/DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051018 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Renato Pine Mayugba, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Lingayen-Dagupan (superficie: 1.565; popolazione: 1.215.000; cattolici: 1.002.000; sacerdoti: 74; religiosi: 61), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario "Mary Help of Christians College" a Bonuan (Filippine), è nato a Sampaloc (Filippine), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../MAYUGBA VIS 20051018 (70)

CHIUSURA SINODO VESCOVI, CANONIZZAZIONE DI CINQUE BEATI


CITTÀ DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Alle 9:30 di domenica 23 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, il Santo Padre presiederà, in Piazza San Pietro, la Concelebrazione Eucaristica con i Padri Sinodali, di chiusura della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e procederà alla canonizzazione di cinque Beati.

I nomi dei futuri santi sono: Józef Bilczewski (1860-1923), Vescovo; Gaetano Catanoso (1879-1963), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Zygmunt Gorazdowski (1845-1920), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Alberto Hurtado Cruchaga (1901-1952), Presbitero, della Compagnia di Gesù, e Felice da Nicosia (1715-1787), Religioso, dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini.

"In questa domenica, in cui si conclude l'Anno dell'Eucaristia e vengono proclamati cinque nuovi santi" - si legge in una nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice - "siamo invitati a fare dell'Eucaristia sempre più il culmine e la fonte della vita e della missione della Chiesa e ad essere testimoni del Vangelo fino agli estremi confini della terra".
OCL/CHIUSURA SINODO:CANONIZZAZIONE/... VIS 20051018 (160)

ALL'ALTARE UNITÀ VITA E MINISTERO DEL CARDINALE CAPRIO


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Messa Esequiale del Cardinale Giuseppe Caprio, mancato sabato scorso, all'età di 90 anni.

Nell'omelia il Papa, ricordando che il defunto Porporato ha "servito fedelmente la Chiesa", si è soffermato sui momenti salienti della sua vita: la nascita in un piccolo paese dell'Irpinia, gli anni di Seminario di Benevento, gli studi all'Università Gregoriana di Roma e l'ordinazione sacerdotale nel 1938. "Ringrazio Dio col cuore pieno di confusione e riconoscenza" - si legge nel testamento del defunto Cardinale - "d'avermi chiamato al sacerdozio".

"Anche noi nella preghiera" - ha affermato il Pontefice - "ci associamo in questo momento al suo rendimento di grazie, mentre ci accingiamo ad offrire per la sua anima il sacrificio eucaristico, centro e forma della vita sacerdotale. Mi piace pensare, specialmente in questi giorni in cui tutta la Chiesa è come concentrata sul mistero eucaristico, che proprio lì, all'altare, la vita e il ministero del Cardinale Caprio abbiano avuto il loro punto di profonda unità".

Successivamente Papa Benedetto XVI ha rievocato gli anni trascorsi dal Cardinale Caprio a servizio della Sede Apostolica, a Nanchino, Bruxelles, Saigon, Taipei e Nuova Delhi. "La presenza di Cristo risorto" - ha proseguito il Pontefice - "è stata certamente il conforto nei momenti più difficili, come fu, in particolare, il periodo di domicilio coatto nella Nunziatura a Nanchino, nel 1951, ed il successivo obbligo di lasciare la Cina".

Citando il motto scelto dal defunto Porporato "Pax in virtute" "quando, nel 1961, il Beato Papa Giovanni XXIII lo elesse Arcivescovo", il Santo Padre ha rievocato il periodo trascorso dal Cardinale Caprio come Pro-Nunzio in India, la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, ed infine il servizio reso alla Sede Apostolica "in importanti uffici, tra i quali quello di Sostituto della Segreteria di Stato e di Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica".

Del defunto Porporato, creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel 1979, "è stata riconosciuta" - ha detto Papa Benedetto - "la visione d'insieme dei problemi della Chiesa e la preoccupazione costante di considerare gli aspetti amministrativi nella loro relazione con gli interessi superiori, in piena adesione allo spirito del Concilio".

Infine, il Papa, ricordando l'amore per l'Oriente del defunto Cardinale, ha esclamato: "Con affetto e gratitudine accompagniamo questo nostro fratello nell'ultimo viaggio verso il vero Oriente, cioè verso Cristo, sole senza tramonto, con la piena fiducia che Iddio lo accoglierà a braccia aperte, riservandogli il posto preparato per i suoi amici, fedeli servitori del Vangelo e della Chiesa".
HML/MORTE/CARDINALE CAPRIO VIS 20051018 (450)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Ettore Cunial, Vice Camerlengo emerito di Santa Romana Chiesa, il 6 ottobre, all'età di 99 anni.

- Il Vescovo Alberto Cosme Do Amaral, emerito di Leiria-Fátima (Portogallo), il 7 ottobre, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Charles Kambale Mbogha, A.A. di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo), il 9 ottobre, all'età di 63 anni.

- Il Vescovo Aloysius J. Wycislo, emerito di Green Bay (Stati Uniti d'America), l'11 ottobre, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20051018 (100)

lunedì 17 ottobre 2005

DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula del Sinodo, si è tenuta, in presenza del Santo Padre e di 233 Padri Sinodali, la diciassettesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia. Nel corso della stessa è stata data lettura delle Relazioni dei Circoli Minori o gruppi linguistici. Presidente delegato di turno è stato il Cardinale Francis Arinze. Successivamente ha avuto luogo la prima votazione per l'elezione di 12 membri del Consiglio Post-Sinodale.

Di seguito riportiamo gli estratti di alcune Relazioni:

CIRCOLO MINORE INGLESE B: VESCOVO DONALD WILLIAM WUERL, DI PITTSBURGH (STATI UNITI D'AMERICA). "Nel riflettere sulla necessità di celebrare l'Eucaristia nelle circostanze attuali vediamo in discussione un certo numero di valori. Punto primo e più significativo, è il fatto che l'Eucaristia è essenziale alla Chiesa. (...) Tuttavia, dobbiamo anche tenere in conto il grave problema della mancanza di sacerdoti in tante parti del mondo. Riconosciamo anche il ruolo dei sacerdoti sposati nelle Chiese Orientali. Dal nostro incontro è emerso che il celibato non è l'unico né il principale motivo della mancanza di vocazioni. Di fatto, la cultura contemporanea vive una crisi in molti altri ambiti, quali la natura, la durata e la vitalità del matrimonio. La mancata assunzione di responsabilità per tutta la vita sembra essere un motivo ricorrente delle nostre riflessioni relative alla vita moderna. (...) Nell'analizzare la situazione dobbiamo fornire alcune osservazioni su come affrontarla. (...) La prima riguarda l'ovvia necessità di incoraggiare le vocazioni al ministero sacerdotale. (...) Le Chiese locali devono essere aperte alla condivisione dei sacerdoti. (...) Infine, abbiamo affrontato la questione del servizio Eucaristico che spesso oggi sostituisce la Messa. (...) Dalle nostre riflessioni è scaturito rafforzato il bisogno di individuare, laddove sia necessario, i servizi religiosi più chiaramente definibili, al posto della Messa. (...) Abbiamo concluso che i programmi per sacerdoti, diaconi e laici su una buona liturgia sono, non solo utili, ma necessari. È stato incoraggiato sia il coinvolgimento dei laici ben preparati, che i programmi di formazione liturgica nelle parrocchie".

CIRCOLO MINORE SPAGNOLO B: VESCOVO ALBERTO GIRALDO JARAMILLO, P.S.S., DI MEDELLÍN (COLOMBIA). "I membri hanno elaborato 27 proposizioni che possono essere raccolte nei seguenti enunciati. Che si diano orientamenti di sostegno ai sacerdoti perché le loro celebrazioni esprimano la consapevolezza di agire sotto l'azione dello Spirito Santo. In questo modo assicurano la presenza di Cristo nell'Eucaristia, con tutta la ricchezza della sua opera salvifica. Che ogni Vescovo dia grande importanza alla formazione dei seminaristi seguendo con cura questi ultimi e i loro formatori. Occorre riservare particolare attenzione alla selezione ed alla formazione dei candidati al sacerdozio, per vivere il carisma del celibato. Che si possa assicurare la dignitosa celebrazione nella Cattedrale, nelle parrocchie e nelle diverse chiese della diocesi e si assicuri che i fedeli visitino il Santissimo Sacramento nelle diverse ore del giorno. Che si organizzi nella diocesi una pastorale vocazionale ben strutturata, che parte dalla preghiera per le vocazioni e abbia l'appoggio delle famiglie, dei sacerdoti e dei seminaristi. Che si presti particolare attenzione agli ammalati in modo da assicurare loro l'Eucaristia, alimento di immortalità. L'Eucaristia sarà la fonte inesauribile di una cultura della vita. Che si offra una compagnia attenta a quanti hanno formato le loro famiglie a partire dal Sacramento del matrimonio. Nell'occuparsi della difficile situazione di coloro che hanno provato il dolore della separazione, occorrerà trattarli con misericordia, per offrire loro orientamento e appoggio che consentano di chiarire la loro situazione mediante un processo canonico adeguato. Che si faccia una rinnovata pastorale del Sacramento della Riconciliazione. Che riusciamo a trovare percorsi catechetici adeguati affinché i sacerdoti e i fedeli comprendano la presenza di Maria in ogni celebrazione eucaristica. Che riusciamo a comprendere che, anche se l'Eucaristia è un dono, è nostro dovere pastorale avvicinare le persone a questo Sacramento, aiutandoli a ricevere degnamente il Signore Gesù Cristo Sacramentato".

CIRCOLO MINORE INGLESE A: ARCIVESCOVO DIARMUID MARTIN, DI DUBLINO (IRLANDA). "(...) L'Adorazione Eucaristica, al di fuori della Messa, dovrebbe scaturire dall'azione eucaristica e ricondurre ad essa. L'Adorazione Eucaristica considerata segno riemergente dei tempi, può sostenere fortemente la santità degli individui e delle comunità. Il gruppo ha espresso particolare apprezzamento, conferma ed incoraggiamento ai sacerdoti per la loro fedeltà al Ministero Eucaristico. Parlando dell''ars celebrandi' è stato sottolineato che essa non implica una sorta di coreografia del rito liturgico, bensì un modo per entrare nel Mistero dell'Eucaristia, e il desiderio di entrare in comunione con Dio attraverso il Mistero Pasquale. (...) È stato proposto di preparare una lista di omelie tematiche che trattino i Misteri fondamentali della Salvezza con riferimenti appropriati al Lezionario, ai Padri della Chiesa e al Catechismo della Chiesa Cattolica. Il gruppo ha sottolineato il bisogno di sviluppare una spiritualità eucaristica dei laici. È stata, inoltre, suggerita la compilazione di un 'Vademecum Eucaristico' con contenuti dottrinali, catechetici e devozionali a beneficio dei fedeli. Il Circolo Minore ha evidenziato i legami tra l'Eucaristia e il Sacramento della Penitenza, specialmente in considerazione del fatto che molti hanno perso il senso del peccato. La grave mancanza di sacerdoti in alcune aree è motivo di preoccupazione per l'intera Chiesa. In assenza di sacerdoti, il Circolo Minore ha sottolineato l'importanza della Liturgia della Parola per sostenere quanti sono privati della possibilità di ricevere l'Eucaristia. In alcune parti del mondo, la diminuzione del numero dei fedeli che partecipano regolarmente alla Messa domenicale è fonte di grande preoccupazione".

CIRCOLO MINORE FRANCESE C: VESCOVO PAUL-ANDRÉ DUROCHER, DI ALEXANDRIA-CORWALL (CANADA). "(...) Il nostro atteggiamento dinanzi alla secolarizzazione deve essere più sfumato. In effetti, nel mondo attuale esistono molti semi della Parola. L'Eucaristia può rispondere alla sete e alle speranze del nostro tempo. (...) La fede celebrata nell'Eucaristia deve, inoltre, essere vissuta quotidianamente. La contemplazione del Sacrificio di Cristo, al quale siamo chiamati ad unirci, potrà aiutarci a formare questa unità di fede e di vita. Occorre, però, intendere questo Sacrificio come un mistero d'amore, una promessa di vita, un cammino di libertà. La mancanza di sacerdoti ci addolora e sentiamo con forza la preoccupazione dei numerosi fedeli che a causa di questo fenomeno, non possono ricevere i Sacramenti. L'idea di ordinare 'viri probati' è stata discussa, ma non ha ottenuto la maggioranza dei voti. Il gruppo è unanime nell'affermare il valore inestimabile del celibato sacerdotale per la Chiesa latina e desidera impegnare la Chiesa in una pastorale vocazionale ancora più vigorosa, positiva e aperta ai doni di Dio. D'altra parte, riteniamo che una migliore ridistribuzione dei sacerdoti 'fidei donum' possa aiutare ad attenuare un po' questa mancanza".

CIRCOLO MINORE TEDESCO: VESCOVO GERHARD LUDWIG MÜLLER, DI REGENSBURG (GERMANIA). "La presentazione dell'Eucaristia come fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa rimane compito della teologia, della spiritualità e della pastorale. Le carenze nella comprensione della liturgia e nella pratica possono essere superate soltanto attraverso un orientamento positivo e che porti il fedele a Gesù Cristo. Egli è 'la luce vera, quella che illumina ogni uomo' (Gv 1, 9). Nella civiltà occidentale, però, i cristiani sono succubi della secolarizzazione della coscienza. Ciò può portare alla banalizzazione delle verità cristiane e alla profanazione della liturgia e del modo di vivere. Spesso esiste una discrepanza tra il catechismo e le tentazioni e le pressioni di un'impostazione di vita collettiva determinata solo dal mondo interiore. Le conseguenze possono essere l'indifferenza, ma anche le aggressioni nei confronti della dottrina e della morale della Chiesa, in apparenza estranea al mondo e ostile alla vita. (...) Come può la Chiesa, nel senso di 'Gaudium et spes', accogliere, dividere e formulare le preoccupazioni, le domande e i bisogni degli uomini di oggi e, tuttavia, proprio oggi, testimoniare Cristo come risposta alle domande esistenziali fondamentali dell'uomo? È possibile attendersi un autentico rinnovamento dai cristiani, dai religiosi e dai laici, soprattutto dai giovani cristiani impegnati, che si lasciano attrarre da Cristo, che vivono dell'amore di Cristo eucaristico e che sono disposti a vivere il matrimonio cristiano e la vita secondo i precetti evangelici, in quanto chiamati dallo Spirito Santo per costruire la Chiesa con i diversi carismi. Qui non si tratta di numeri, bensì di qualità".

CIRCOLO MINORE ITALIANO B: VESCOVO RENATO CORTI, DI NOVARA. "È parso bene privilegiare due domande: quella relativa all'educazione alla fede eucaristica e quella relativa all'impegno missionario che siamo chiamati a coltivare attraverso la Celebrazione Eucaristica. (...) Circa il tema dell'educazione dei fedeli alla centralità della Celebrazione Eucaristica domenicale, la discussione ha condotto a dedicare ampio spazio alla domenica, intesa come 'Dies Christi' e come 'Dies hominis'. Si è toccato il tema dell'Eucaristia, soprattutto considerando la domenica come 'Dies Ecclesiae'. (...) Si è pure riflettuto sull'esperienza che deve essere proposta a chi accede ai Sacramenti e come dare a tutto ciò la forma di un itinerario, anzi di una Mistagogia. Quanto alla pastorale in favore di coloro che sono in una situazione matrimoniale irregolare, la riflessione ha considerato innanzi tutto il tempo che precede il matrimonio, con riferimento all'educazione dei giovani e ai corsi prematrimoniali, poi la condizione spesso carica di solitudine che si vive all'interno delle famiglie, cogliendo l'urgenza che nelle nostre parrocchie si coltivi molto il contatto diretto con le stesse; infine è stata considerata la situazione specifica di coloro che vivono una situazione matrimoniale irregolare, tentando di indicare alcune possibili ed importanti attenzioni perché queste persone si sentano accolte, si affidino al Signore e compiano passi concreti alla luce del Vangelo".
SE/DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051017 (1590)

IL PAPA ALLA F.A.O.: PROMUOVERE DIALOGO FRA LE CULTURE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2005 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Signor Jacques Diouf, Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (F.A.O.), in occasione della Giornata Mondiale dell'
Alimentazione (GMA), che si celebra ogni anno il 16 ottobre, anniversario della fondazione della F.A.O. nel 1945.

"La celebrazione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione" - scrive il Santo Padre - "ci ricorda che la fame e la malnutrizione sono, purtroppo, fra i più gravi scandali che colpiscono ancora la vita della famiglia umana, ciò che rende sempre più urgente l'azione intrapresa dalla F.A.O. sotto il suo mandato".

Il Papa sottolinea che: "La fame non dipende unicamente da situazioni geografiche e climatiche o da circostanze sfavorevoli legate ai raccolti. Essa è anche causata dall'uomo e dal suo egoismo che si traduce in carenze nell'organizzazione sociale, dalla rigidità delle strutture economiche troppo spesso votate unicamente al profitto, ed anche dalla pratiche contro la vita umana e da sistemi ideologici che riducono la persona, privata della sua dignità fondamentale, a non essere che uno strumento".

Riferendosi successivamente al tema scelto della Giornata Mondiale dell'Alimentazione: "Agricoltura e dialogo di culture", Papa Benedetto scrive che tale argomento "invita a considerare il dialogo come uno strumento efficace per creare le condizioni della sicurezza alimentare" e che "la convergenza fra tutti i protagonisti, associata ad una cooperazione effettiva, può contribuire ad edificare la 'vera pace', permettendo di vincere le tentazioni ricorrenti di conflitto, causate da differenze di visioni culturali, di etnie o di livello di sviluppo".

"È anche necessario" - prosegue il Pontefice - "essere direttamente attenti alle situazioni umane, con l'obiettivo di mantenere la diversità dei modelli di sviluppo e di forme di assistenza tecnica, in funzione di condizioni particolari di ogni paese e di ogni comunità, che si tratti di condizioni economiche o ambientali, o ancora sociali, culturali e spirituali".

"La Chiesa cattolica" - conclude il Santo Padre - "che partecipa anch'essa alle azioni volte a conseguire uno sviluppo davvero armonioso, in collaborazione con i soci presenti sul terreno, intende incoraggiare l'attività e gli sforzi della F.A.O. perchè tale organizzazione susciti, nel proprio settore di competenza, un vero dialogo delle culture ed che essa contribuisca anche ad aumentare la capacità di nutrire la popolazione mondiale, nel rispetto della bio-diversità. In effetti l'essere umano non deve compromettere imprudentemente l'equilibrio naturale, frutto dell'ordine del Creato, ma deve al contrario adoperarsi a trasmettere alle generazioni future una terra capace di nutrirle".
MESS/FAO:GMA/DIOUF VIS 20051015 (430)

UNIFICAZIONE DELLE PROPOSTE


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2005 (VIS). Nella giornata odierna, nella quale non è prevista nessuna Congregazione Generale, continuano i lavori di unificazione delle Proposte da parte del Relatore Generale, del Segretario Generale e dei Relatori dei Circoli Minori o gruppi linguistici del Sinodo dei Vescovi.

Alle 17:00, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, avrà inizio l'Adorazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, alla quale assisteranno i Padri Sinodali. Alla celebrazione, nella quale si alterneranno preghiere, canti, momenti di silenzio e letture dalla Sacra Scrittura sul mistero eucaristico, potranno partecipare tutti coloro che lo desiderino.
SE/PROPOSTE:ADORAZIONE EUCARISTICA/... VIS 20051017 (100)

DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo, ha avuto luogo la diciottesima Congregazione Generale per la presentazione e discussione della bozza del Messaggio.

In apertura della Diciottesima Congregazione Generale, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, ha comunicato che il Santo Padre Benedetto XVI ha deciso di regalare a tutti i Padri Sinodali, insigniti della dignità episcopale, un anello decorato con un simbolo eucaristico, il pellicano che con il suo sangue nutre i suoi piccoli. Inoltre l'Arcivescovo Eterovic ha comunicato che gli esperti, gli uditori e le uditrici, riceveranno dal Santo Padre, un Rosario per ricordo.

Quindi, non avendo nessun Padre Sinodale ottenuto la maggioranza assoluta richiesta nella prima votazione, per essere eletto membro del Consiglio Post-Sindoale, si è proceduto ad una seconda votazione nella quale sono stati eletti i dodici Padri Sinodali che hanno ottenuto il maggior numero di voti a maggioranza relativa. L'elenco dei membri eletti, con l'aggiunta dei membri di nomina pontificia, sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Nel pomeriggio, numerosi Padri Sinodali hanno partecipato, in Piazza San Pietro, all'incontro del Santo Padre Benedetto XVI con i bambini che hanno ricevuto quest'anno la Prima Comunione, provenienti da tutto il mondo.
SE/DICIOTTESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051017 (70)

ASCOLTARE IL GRIDO DEI POVERI E LOTTARE CONTRO LA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2005 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la celebrazione, domani, della Giornata Mondiale della Lotta contro la Povertà, istituita da Padre Joseph Wresinski, Fondatore del Movimento "ATD Quarto Mondo", che, il 17 ottobre 1987, collocò nella Piazza del Trocadero, a Parigi, una lapide per le vittime della povertà.

"La povertà" - ha detto il Papa - "è un flagello contro il quale l'umanità deve lottare incessantemente. Noi siamo chiamati ad una solidarietà sempre maggiore, perché nessuno sia escluso dalla società".

"Le mie preghiere" - ha proseguito il Santo Padre - "sono dedicate ai poveri che lottano con coraggio per vivere nella dignità e che si preoccupano della famiglia e delle necessità dei loro fratelli. Saluto tutti coloro che si pongono al servizio dei bisognosi".

Infine Papa Benedetto ha invitato la Autorità civili e i responsabili della comunità internazionale "ad ascoltare il grido dei poveri e ad intensificare la loro azione nella lotta contro la povertà".

Successivamente il Pontefice ha ricevuto una Delegazione dell'Istituto per i Diritti dell'Uomo di Auschwitz, per l'assegnazione del "Premio Giovanni Paolo II". Istituito dopo la visita di Giovanni Paolo II ad Auschwitz-Birkenau nel 1979, il Premio, la cui giuria è presieduta dal Cardinale Franciszek Macharski, Arcivescovo emerito di Cracovia (Polonia), si propone di difendere e diffondere il messaggio papale di pace e di salvaguardia dei diritti umani e viene conferito alle personalità del mondo contemporaneo che nella loro attività quotidiana hanno messo in pratica le sue finalità.

Quest'anno il Premio è stato attribuito al Vescovo Václav Maly, Ausiliare di Praga (Repubblica Ceca), che fu membro del Movimento dissidente "Carta 77" negli anni del regime comunista ed al giornalista polacco Stefan Wilkanowicz, Presidente della Fondazione di Cultura Cristiana Znak.
ANG/POVERTÀ/... VIS 20051017 (310)

ANGELUS: BENEDETTO XVI RICORDA GIOVANNI PAOLO II


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT. 2005 (VIS). L'omaggio a Giovanni Paolo II, nell'anniversario della sua elezione al Soglio Pontificio e la sintesi del suo Pontificato, sono stati i temi centrali della riflessione che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Ventisette anni or sono, in un giorno come questo" - ha ricordato il Santo Padre - "il Signore ha chiamato il Cardinale Karol Wojtyla, Arcivescovo di Cracovia, a succedere a Giovanni Paolo I, morto a poco più di un mese dalla sua elezione. Giovanni Paolo II, 'venuto da un paese lontano', fu riconosciuto quale autorità morale anche da tanti non cristiani e non credenti, come hanno dimostrato le commoventi manifestazioni di affetto in occasione della sua malattia e di vivo cordoglio dopo la sua morte. Presso la Sua tomba, nelle Grotte Vaticane, prosegue ancora ininterrotto il pellegrinaggio di tantissimi fedeli, ed anche questo costituisce un segno eloquente di quanto l'amato Giovanni Paolo II sia entrato nel cuore della gente".

"Possiamo definire Giovanni Paolo II come un Papa totalmente consacrato a Gesù per mezzo di Maria, come era ben evidenziato nello Suo stemma: 'Totus tuus'. Venne eletto nel cuore del mese del Rosario, e la corona che spesso teneva tra le mani è diventata uno dei simboli del suo Pontificato".

"In realtà, il Rosario" - ha spiegato Benedetto XVI - "non si contrappone alla meditazione della Parola di Dio e alla preghiera liturgica; rappresenta, anzi, un naturale ed ideale complemento, in particolare come preparazione e come ringraziamento alla Celebrazione Eucaristica. Il Cristo, incontrato nel Vangelo e nel Sacramento, lo contempliamo con Maria nei vari momenti della sua vita, grazie ai misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi".

"Contemplativo e missionario: così è stato l'amato Papa Giovanni Paolo II. Lo è stato grazie all'intima unione con Dio, quotidianamente alimentata dall'Eucaristia e da prolungati tempi di orazione".

"Nell'ora dell'Angelus, a lui tanto cara" - ha concluso il Santo Padre - "è dolce e doveroso ricordarlo in questo anniversario, rinnovando a Dio il rendimento di grazie per aver donato alla Chiesa ed al mondo un così degno successore dell'Apostolo Pietro. La Vergine Maria ci aiuti a fare tesoro della sua preziosa eredità".
ANG/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 20051017 (360)

CATECHESI BAMBINI CHE HANNO RICEVUTO PRIMA COMUNIONE


CITTÀ DEL VATICANO, 15 OTT. 2005 (VIS). Questo pomeriggio, 150.000 persone, fra cui 100.000 bambini italiani e di altre parti del mondo che hanno ricevuto quest'anno la Prima Comunione, hanno partecipato in Piazza San Pietro ad un incontro di catechesi e di preghiera con il Santo Padre, sul tema: "Il Pane del Cielo".

I bambini, accompagnati dai loro familiari e dai catechisti, gremivano Piazza San Pietro e parte di Via della Conciliazione. L'ingresso del Santo Padre Benedetto XVI è stato preceduto da un momento di festa con musica e spettacoli realizzati dai bambini.

Momento culminante è stato il dialogo nel quale il Santo Padre ha risposto spontaneamente alle domande che hanno posto alcuni bambini, che erano seduti vicino.

Nel rispondere alla prima domanda, il Santo Padre ha raccontato il giorno della sua Prima Comunione: "Una bella domenica di marzo del 1936, 69 anni fa. Era un giorno di sole, la Chiesa era molto bella, c'era musica. Il ricordo più bello è l'aver capito che Gesù era entrato nel mio cuore, aveva visitato me, e con Gesù, Dio stesso era con me. Questo è un dono di amore che realmente vale più di tutto il resto della vita". "Da quel giorno" - ha detto il Santo Padre - "ho promesso al Signore: vorrei essere sempre con te, e l'ho pregato: però Tu stai sempre con me".

Una bambina ha chiesto al Papa perché confessarsi prima di ricevere la Comunione se si commettono sempre gli stessi peccati. Il Santo Padre, divertito dalla domanda, ha risposto: "È vero che i nostri peccati sono sempre gli stessi, ma non facciamo forse pulizia nelle nostre case, nelle nostre abitazioni, almeno ogni settimana, anche se la sporcizia è sempre la stessa? Se non lo si fa c'è il rischio che la sporcizia non si veda, ma forse si accumuli. Lo stesso succede nella nostra anima" - ha proseguito Papa Benedetto - "se non ci si confessa mai, l'anima è trascurata. Io mi sento contento di me, ma non capisco che devo sempre migliorare per andare avanti. La confessione" - ha sottolineato il Santo Padre - "è necessaria solo in caso di peccato grave, ma è molto utile confessarsi regolarmente per coltivare la purezza e la bellezza dell'anima, e, così, maturare spiritualmente e umanamente".

Ad un'altra domanda sulla presenza di Gesù nell'Eucaristia, nonostante non lo si veda, il Santo Padre ha risposto:"Non lo vediamo, ma ci sono tante cose che non vediamo, che esistono e che sono essenziali. Per esempio" - ha spiegato - "non vediamo la nostra ragione, la nostra intelligenza, che però esistono perché possiamo parlare e pensare. Non vediamo neanche l'elettricità, ma ne percepiamo gli effetti, come la luce. Non vediamo le cose più profonde, ma possiamo vederne e sentirne gli effetti".

Ad un'altra bambina, che gli ha chiesto cosa fare se suo padre non va a Messa la domenica, il Papa ha suggerito di parlare con lui "con grande amore, con grande rispetto" e di dirgli: "Carissima mamma, carissimo papà, sai che è molto importante per tutti noi, anche per te? Incontriamoci con Gesù".

L'incontro si è concluso con l'Adorazione e la Benedizione Solenne con l'Eucaristia. Prima, il Santo Padre ha spiegato ai bambini che adorare è "riconoscere che Gesù è il Signore, il centro delle nostre vite. Pregare" - ha continuato il Santo Padre" - è dire: Gesù sono tuo, non voglio perdere mai questa amicizia, questa comunione con te". "L'assenza di Dio" - ha concluso Papa Benedetto - "è una lacuna distruttiva. È Lui la luce, la guida per la nostra vita, della quale abbiamo bisogno".
AC/PRIMA COMUNIONE/... VIS 20051017 (590)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE CAPRIO


CITTÀ DEL VATICANO, 17 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio per la morte del Cardinale Giuseppe Caprio, avvenuta nel pomeriggio di sabato. Il Porporato italiano, che avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 15 novembre, era Titolare della Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Gran Maestro Emerito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Presidente Emerito della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede.

Il Santo Padre ricorda nel telegramma indirizzato alla sorella del Cardinale, "la lunga e ricca esperienza acquisita dal compianto Porporato, quale solerte collaboratore di ben cinque Papi, miei predecessori, che gli affidarono delicati ed importanti uffici" e rende grazie al Signore "per il fedele e generoso servizio, da lui svolto, alla Chiesa ed alla Santa Sede".

Domani, martedì 18 ottobre, alle 11:00, il Santo Padre presiederà la Santa Messa delle Esequie all'altare della Cattedra della Basilica Vaticana.
TGR/MORTE CARDINALE CAPRIO/... VIS 20051017 (130)

VISITA DI BENEDETTO XVI AL PONTIFICIO COLLEGIO ETIOPICO


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre si è recato in visita al Pontificio Collegio Etiopico, situato nello Stato della Città del Vaticano, in occasione del 75° anniversario della sua apertura.

Nel discorso rivolto ai Presuli di Etiopia ed Eritrea al termine della visita "ad Limita Apostolorum", il Papa, ricordando l'ubicazione del Collegio all'interno della Città del Vaticano, ha detto che essa "è segno eloquente degli stretti legami di comunione che legano la Chiesa nei vostri Paesi con la sede di Roma".

"La testimonianza di unità che voi date" - ha proseguito il Pontefice - "che trascende ogni divisione politica ed etnica, ha un ruolo di vitale importanza nel portare la riconciliazione e nel sanare la regione martoriata nella quale vivete".

Il Papa ha esortato i Presuli ad "esprimere solidarietà, in ogni modo possibile, ai vostri fratelli e sorelle sofferenti della Somalia, dove l'instabilità politica rende quasi impossibile vivere con dignità".

"Nei vostri Paesi" - ha detto ancora Papa Benedetto - "dove i cattolici sono una piccola minoranza, l'opera del dialogo ecumenico è particolarmente urgente e mi rallegro che la vostra Conferenza Episcopale stia affrontando tale sfida. (...) Poiché il progresso ecumenico dipende anche da un'adeguata formazione teologica, esso potrà essere validamente coadiuvato dalla creazione di una Università Cattolica in Etiopia, e rendo grazie a Dio che i lunghi negoziati relativi a questo progetto siano stati proficui".

Il Santo Padre, ricordando che la metà della popolazione dei due Paesi ha meno di venti anni, ha affermato che i Vescovi "hanno numerose opportunità di orientare nella giusta direzione la vitalità e l'entusiasmo delle nuove generazioni" ed ha incoraggiato ugualmente i Presuli "ad aiutarli a riconoscere e a rispondere con generosità se Dio li chiama a servirLo nel sacerdozio e nella vita religiosa. Nel ringraziare le generazioni di missionari - tra i quali c'è qui qualcuno dei vostri - prego che i semi piantati continuino a produrre frutti in un ricco raccolto di vocazioni indigene".

Infine, Papa Benedetto XVI, al termine del suo discorso, ha ricordato che la visita dei Presuli a Roma coincide con il termine dell'Anno dell'Eucaristia, ed ha detto: "Vi incoraggio ad approfondire la vostra devozione personale a questo grande mistero. (...) Il vostro popolo ha sperimentato la fame, l'oppressione e la guerra. Aiutatelo a riscoprire nell'Eucaristia l'atto centrale della trasformazione che sola può autenticamente rinnovare il mondo, convertendo la violenza in amore, la schiavitù in libertà, la morte in vita".
AL/.../ETIOPIA:ERITREA VIS 20051017 (410)

INTERVISTA CONCESSA DA BENEDETTO XVI TELEVISIONE POLACCA


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2005 (VIS). Riportiamo di seguito il testo dell'intervista concessa dal Santo Padre Benedetto XVI alla Televisione Statale Polacca (TVP), in occasione della Giornata del Papa che da cinque anni si celebra in Polonia, ogni 16 ottobre.

L'intervista, realizzata nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dal Padre Andrzej Majewski, Responsabile della Redazione dei Programmi Cattolici della TVP, è stata trasmessa domenica 16 ottobre in Polonia e dalle 20:30 dello stesso giorno è disponibile sul sito della Radio Vaticana, nella traduzione, dall'originale in lingua italiana, in inglese, francese, tedesco, portoghese e spagnolo.

"Il 16 ottobre del 1978, il Cardinale Karol Wojtyla diventò Papa e da quel giorno Giovanni Paolo II, per oltre 26 anni, da Successore di San Pietro, come è Lei adesso, ha guidato la Chiesa assieme ai Vescovi e ai Cardinali. Tra i Cardinali vi era anche Vostra Santità, persona singolarmente apprezzata e stimata dal suo Predecessore; persona di cui il Pontefice Giovanni Paolo II ebbe a scrivere nel libro 'Alzatevi, andiamo' - e qui cito - 'Ringrazio Iddio per la presenza e l'aiuto del Cardinale Ratzinger. È un amico provato", ha scritto Giovanni Paolo II.
D. - Padre Santo come è iniziata questa amicizia e quando Vostra Santità ha conosciuto il Cardinale Karol Wojtyla?
R. - Personalmente l'ho conosciuto soltanto nei due Pre-Conclave e Conclave del '78. Avevo naturalmente sentito parlare del Cardinale Wojtyla, inizialmente soprattutto nel contesto della corrispondenza fra Vescovi polacchi e tedeschi nel '65. I Cardinali tedeschi mi hanno raccontato come era grandissimo il merito e il contributo dell'Arcivescovo di Cracovia e che era proprio l'anima di questa corrispondenza realmente storica. Da amici universitari avevo anche sentito della sua filosofia e della grandezza della sua figura di pensatore. Ma, come ho detto, l'incontro personale la prima volta si è realizzato per il Conclave del '78. Dall'inizio ho sentito una grande simpatia e, grazie a Dio, immeritatamente, il Cardinale di quel tempo mi ha donato fin dall'inizio la sua amicizia. Sono grato per questa fiducia che mi ha donato, senza i miei meriti. Soprattutto vedendolo pregare, ho visto e non solo capito, ho visto che era un uomo di Dio. Questa era l'impressione fondamentale: un uomo che vive con Dio, anzi in Dio. Mi ha poi impressionato la cordialità, senza pregiudizi, con la quale si è incontrato con me. In questi incontri del Pre-Conclave dei Cardinali, ha preso diverse volte la parola e qui ho avuto anche la possibilità di sentire la statura del pensatore. Senza grandi parole, era così nata un'amicizia che veniva proprio dal cuore e, subito dopo la sua elezione, il Papa mi ha chiamato diverse volte a Roma per colloqui e alla fine mi ha nominato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
D. - Dunque non è stata una sorpresa questa nomina e questa convocazione a Roma?
R. - Per me era un po' difficile, perché dall'inizio del mio Episcopato a Monaco, con la solenne consacrazione a Vescovo nella Cattedrale di Monaco, vi era per me un obbligo, quasi un matrimonio con questa Diocesi ed avevano anche sottolineato che dopo decenni ero il primo Vescovo originario della Diocesi. Mi sentivo quindi molto obbligato e legato a questa Diocesi. C'erano poi dei problemi difficili che non erano ancora risolti e non volevo lasciare la Diocesi con dei problemi non risolti. Di tutto questo ho discusso con il Santo Padre, con grande apertura e con questa fiducia che aveva il Santo Padre, che era molto paterno con me. Mi ha dato quindi tempo di riflettere, egli stesso voleva riflettere. Alla fine mi ha convinto, perché questa era la volontà di Dio. Potevo così accettare questa chiamata e questa responsabilità grande, non facile, che di per sé superava le mie capacità. Ma nella fiducia alla paterna benevolenza del Papa e con la guida dello Spirito Santo, potevo dire di sì.
D. - Questa esperienza durò per più di 20 anni…
R. - Sì, sono arrivato nel febbraio dell'82 ed è durata fino alla morte del Papa nel 2005.
D. - Quali sono, secondo Lei, Santo Padre, i punti più significativi del Pontificato di Giovanni Paolo II?
R. - Possiamo avere, direi, due punti di vista: uno ad extra - al mondo -, ed uno ad intra - alla Chiesa -. Riguardo al mondo, mi sembra che il Santo Padre, con i suoi discorsi, la sua persona, la sua presenza, la sua capacità di convincere, ha creato una nuova sensibilità per i valori morali, per l'importanza della religione nel mondo. Questo ha fatto sì che si creasse una nuova apertura, una nuova sensibilità per i problemi della religione, per la necessità della dimensione religiosa nell'uomo e soprattutto è cresciuta - in modo inimmaginabile - l'importanza del Vescovo di Roma. Tutti i cristiani hanno riconosciuto - nonostante le differenze e nonostante il loro non riconoscimento del Successore di Pietro - che è lui il portavoce della cristianità. Nessun altro al mondo, a livello mondiale può parlare così nel nome della cristianità e dar voce e forza nell'attualità del mondo alla realtà cristiana. Ma anche per la non cristianità e per le altre religioni, era lui il portavoce dei grandi valori dell'umanità. E' anche da menzionare che è riuscito a creare un clima di dialogo fra le grandi religioni e un senso di comune responsabilità che tutti abbiamo per il mondo, ma anche che le violenze e le religioni sono incompatibili e che insieme dobbiamo cercare la strada per la pace, in una responsabilità comune per l'umanità. Spostiamo l'attenzione ora verso la situazione della Chiesa. Io direi che, anzitutto, ha saputo entusiasmare la gioventù per Cristo. Questa è una cosa nuova, se pensiamo alla gioventù del '68 e degli anni Settanta. Che la gioventù si sia entusiasmata per Cristo e per la Chiesa ed anche per valori difficili, poteva ottenerlo soltanto una personalità con quel carisma; soltanto Lui poteva in tal modo riuscire a mobilitare la gioventù del mondo per la causa di Dio e per l'amore di Cristo. Nella Chiesa ha creato" - penso - "un nuovo amore per l'Eucaristia. Siamo ancora nell'Anno dell'Eucaristia, voluto da lui, con tanto amore; ha creato un nuovo senso per la grandezza della Misericordia Divina; e ha anche approfondito molto l'amore per la Madonna e ci ha così guidato ad una interiorizzazione della fede e, allo stesso tempo, ad una maggiore efficienza. Naturalmente bisogna menzionare - come sappiamo tutti - anche quanto sia stato essenziale il suo contributo per i grandi cambiamenti nel mondo nell'89, per il crollo del cosiddetto socialismo reale.
D. - Nel corso dei suoi incontri personali e dei colloqui con Giovanni Paolo II, che cosa faceva maggior impressione a Vostra Santità? Potrebbe raccontarci i suoi ultimi incontri, forse di quest'anno, con Giovanni Paolo II?
R. - Sì. Gli ultimi due incontri li ho avuti, un primo, al Policlinico "Gemelli", intorno al 5-6 febbraio; e, un secondo, il giorno prima della sua morte, nella sua stanza. Nel primo incontro il Papa soffriva visibilmente, ma era pienamente lucido e molto presente. Io era andato semplicemente per un incontro di lavoro, perché avevo bisogno di alcune sue decisioni. Il Santo Padre - benché soffrendo - seguiva con grande attenzione quanto dicevo. Mi comunicò in poche parole le sue decisioni, mi diede la sua benedizione, mi salutò in tedesco, accordandomi tutta la sua fiducia e la sua amicizia. Per me è stato molto commovente vedere, da una parte, come la sua sofferenza fosse in unione col Signore sofferente, come portasse la sua sofferenza con il Signore e per il Signore; e, dall'altra, vedere come risplendesse di una serenità interiore e di una lucidità completa. Il secondo incontro è stato il giorno prima della morte: era ovviamente più sofferente, visibilmente, circondato da medici ed amici. Era ancora molto lucido, mi ha dato la sua benedizione. Non poteva più parlare molto. Per me questa sua pazienza nel soffrire è stato un grande insegnamento, soprattutto riuscire a vedere e a sentire come fosse nella mani di Dio e come si abbandonasse alla volontà di Dio. Nonostante i dolori visibili, era sereno, perché era nelle mani dell'Amore Divino.
D. - Lei, Santo Padre, spesso nei suoi discorsi evoca la figura di Giovanni Paolo II, e di Giovanni Paolo II dice che era un Papa grande, un Predecessore compianto e venerato. Ricordiamo sempre le parole di Vostra Santità espresse alla Messa del 20 aprile scorso, parole dedicate proprio a Giovanni Paolo II. È stato Lei, Santo Padre, a dire - e qui cito - "sembra che egli mi tenga forte per mano, vedo i suoi occhi ridenti e sento le sue parole, che in quel momento rivolge a me in particolare: 'non aver paura!'". Santo Padre, una domanda alla fine molto personale: Lei continua ad avvertire la presenza di Giovanni Paolo II, e se è così, in che modo?
R. - Certo. Comincio a rispondere alla prima parte della sua domanda. Avevo inizialmente, parlando dell'eredità del Papa, dimenticato di parlare dei tanti documenti che ci ha lasciato - 14 Encicliche, tante Lettere Pastorali e tanti altri - e tutto questo rappresenta un patrimonio ricchissimo che non è ancora sufficientemente assimilato nella Chiesa. Io considero proprio una mia missione essenziale e personale di non emanare tanti nuovi documenti, ma di fare in modo che questi documenti siano assimilati, perché sono un tesoro ricchissimo, sono l'autentica interpretazione del Vaticano II. Sappiamo che il Papa era l'uomo del Concilio, che aveva assimilato interiormente lo spirito e la lettera del Concilio e con questi testi ci fa capire veramente cosa voleva e cosa non voleva il Concilio. Ci aiuta ad essere veramente Chiesa del nostro tempo e del tempo futuro. Adesso vengo alla seconda parte della sua domanda. Il Papa mi è sempre vicino attraverso i suoi testi: io lo sento e lo vedo parlare, e posso stare in dialogo continuo col Santo Padre, perché con queste parole parla sempre con me, conosco anche l'origine di molti testi, ricordo i dialoghi che abbiamo avuto su uno o sull'altro testo. Posso continuare il dialogo con il Santo Padre. Naturalmente questa vicinanza attraverso le parole è una vicinanza non solo con i testi, ma con la persona, dietro i testi sento il Papa stesso. Un uomo che va dal Signore, non si allontana: sempre più sento che un uomo che va dal Signore si avvicina ancora di più e sento che dal Signore è vicino a me in quanto io sono vicino al Signore, sono vicino al Papa e lui ora mi aiuta ad essere vicino al Signore e cerco di entrare nella sua atmosfera di preghiera, di amore del Signore, di amore della Madonna e mi affido alla sue preghiere. C'è così un dialogo permanente ed anche un essere vicini, in un nuovo modo, ma in modo molto profondo.
D. - Padre Santo, la aspettiamo ora in Polonia. Tanti domandano quando il Papa verrà in Polonia?
R. - Sì, l'intenzione di venire in Polonia, se Dio vuole, se i tempi me lo permetteranno, c'è. Ho parlato con l'Arcivescovo Dziwisz riguardo alla data e mi dicono che giugno sarebbe il periodo più adeguato. Tutto è ancora naturalmente da organizzare con tutte le istanze competenti. In questo senso è una parola provvisoria, ma sembra che forse il prossimo giugno, se il Signore lo concede, potrei venire in Polonia.
Santo Padre, a nome di tutti i telespettatori, la ringrazio di cuore per questa intervista. Grazie, Padre Santo.
Grazie a Lei".
BXVI-INTERVISTA/TV POLACCA/... VIS 20051017 (1800)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sankt Gallen (Svizzera), presentata dal Vescovo Ivo Fürer, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Domenico Angelo Scotti, Vescovo di Trivento (superficie: 1.234; popolazione: 57.210; cattolici: 57.150; sacerdoti: 72; religiosi: 70; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è nato a Pollutri (Chieti) nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Succede al Vescovo Antonio Santucci, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 15 ottobre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Héctor Luis Morales Sánchez, finora Vicario Generale della Diocesi di Ciudad Valles (Messico), Vescovo Prelato di Huautla (superficie: 1.284; popolazione: 134.300; cattolici: 123.500; sacerdoti: 19; religiosi: 14; diaconi permanenti: 1), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Tamuin (Messico) nel 1954 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1979. Succede al Vescovo Hermenegildo Ramírez Sánchez, M.J., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prelatura territoriale, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Jorge Solórzano Pérez, finora Ausiliare di Managua (Nicaragua), Vescovo di Matagalpa (superficie: 6.794; popolazione: 500.000; cattolici: 480.000; sacerdoti: 27; religiosi: 70), Nicaragua.

- Il Padre Fortunato Pablo Urcey, O.A.R., finora Priore Provinciale della Provincia di "San José" in Madrid, Vescovo Prelato di Chota (superficie: 6.823; popolazione: 338.000; cattolici: 316.000; sacerdoti: 31; religiosi: 33), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Estollo (Spagna). Ha emesso la professione solenne nel 1968 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER:RE/.../... VIS 20051017 (180)

venerdì 14 ottobre 2005

RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI DEI PADRI SINODALI


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2005 (VIS). Oggi e domani mattina proseguiranno i lavori dei gruppi linguistici per la preparazione e approvazione dei testi che saranno presentati, nel pomeriggio di oggi, dai Circoli Minori. Nel frattempo sono stati resi pubblici gli interventi "in scriptis" di alcuni Padri Sinodali, non pronunciati nell'Aula.

Riportiamo di seguito gli estratti di alcuni interventi:

VESCOVO IAN MURRAY, DI ARGYLL AND THE ISLES (GRAN BRETAGNA) (SCOZIA). "(...) La liturgia è uno strumento chiave di evangelizzazione e deve essere celebrata in una lingua che introduca i fedeli al cuore del Mistero della fede. I testi devono trascendere i capricci delle mode linguistiche. Le lingue locali presentano difficoltà particolari, come accade nella mia diocesi con il gaelico scozzese. In situazioni come questa si dovrebbe conferire alle Conferenze Episcopali locali l'autorità di mettere a punto e approvare questi testi liturgici. I cappellani, grazie alla conoscenza linguistica dei paesi europei, devono essere in grado di accogliere gli immigrati e servirli possibilmente nelle diverse lingue".

ARCIVESCOVO LIBORIUS NDUMBUKUTI NASHENDA, O.M.I., DI WINDHOEK (NAMIBIA). "(...) La teologia dell'Eucaristia tocca quasi ogni settore fondamentale della teologia. Dal Concilio Vaticano II in poi, sono stati affrontati tutti i temi principali. Perciò, ogni documento che venga direttamente dal Sinodo dei Vescovi deve fornire una trattazione equilibrata, intertestuale del tema. Sarebbe un errore produrre un documento che affronti solo alcuni dei temi in questione per correggere determinati abusi di cui ci si è resi conto. Piuttosto, esso dovrebbe suggerire risposte pastorali alle necessità di quelle persone della terra che sono private del dono dell'Eucaristia (per esempio, divorziati che ricevono la Santa Comunione, per citare solo una di queste situazioni). Dovremmo evitare, a ogni costo, di produrre un documento disciplinare, o che dia la sensazione di concentrarsi su rubriche prive di un forte fondamento teologico. (...) Noi tutti Padri Sinodali dovremmo avere la consapevolezza che il documento che stiamo preparando deve costituire una parte della trilogia sull'Eucaristia, di recente elaborazione. Innanzitutto, la Lettera del nostro compianto Santo Padre 'Mane nobiscum Domine'; quindi, la riflessione pubblicata dalla Congregazione per il Culto Divino; ed ora, il Documento Sinodale".

ARCIVESCOVO FELIX ALABA ADEOSIN JOB, DI IBADAN (NIGERIA). "Desidero parlare a questa Assemblea della cura pastorale degli immigrati. (...) L''Instrumentum laboris' ci ricorda che l'Eucaristia riunisce i fedeli e fa di loro una comunità, a prescindere dalle differenze di razza, di lingua, di nazione e di cultura. (...) La migrazione non si limita ai soli fedeli laici. Abbiamo sacerdoti e religiosi mandati a studiare o ad acquisire l'esperienza necessaria per lo sviluppo delle loro congregazioni o delle loro diocesi. (...) Se il sacerdote immigrante deve celebrare il Santo Sacrificio con dignità, devozione e riverenza, è necessario che sia riconosciuto, che gli venga garantito un mezzo di sussistenza dignitoso e che sia rassicurato sulla sua appartenenza. (...) La cura delle immigranti religiose è più complessa e merita una maggiore attenzione. La vita consacrata è una testimonianza di Cristo nella Chiesa e la loro presenza è una benedizione per la Chiesa locale. Tuttavia, esse non devono risiedere in una Chiesa locale senza l'autorizzazione scritta dell'Ordinario locale. In questi tempi, la diminuzione del numero di religiosi nell'antica Chiesa e il desiderio di sopravvivenza e di continuità hanno portato a reclutare in modo indiscriminato le giovani donne nei territori di missione. Queste giovani vengono sradicate dalla loro cultura e dalla loro tradizione e trapiantate in Europa e in America, dove spesso sono sopraffatte dal clima, dalla cultura e dalle usanze e vengono espulse dalle istituzioni. Inevitabilmente, molte di loro cadono vittima delle persone e delle situazioni. La loro situazione come corpo spezzato di Cristo deve essere considerata con compassione e amore. Esse sono parte del Corpo di Cristo, la Chiesa".
SE/CIRCOLI MINORI/... VIS 20051014 (610)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza sette Presuli della Conferenza Episcopale di Etiopia ed Eritrea, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Don Angelo Moreschi, S.D.B., Prefetto Apostolico di Gambella (Etiopia).

- Il Padre Theodorus van Ruijven, C.M., Prefetto Apostolico di Jimma-Bonga (Etiopia).

- Il Vescovo Menghisteab Tesfamariam, M.C.C.I., di Asmara (Eritrea), con il Vescovo emerito Zekarias Yohannes.

- Il Vescovo Thomas Osman, O.F.M.Cap., di Barentu (Eritrea), con il Vescovo emerito Luca Milesi, O.F.M.Cap.

- Il Vescovo Kidane Yebio, di Keren (Eritrea).
AL/.../... VIS 20051014 (100)

IN BREVE


IL MONSIGNOR FRANCISCO FOLLO, CAPO DELLA DELEGAZIONE DELLA SANTA SEDE alla XXXIII Sessione della Conferenza Generale dell'U.N.E.S.C.O., è intervenuto, il 10 ottobre scorso, su questioni relative alla bioetica, all'educazione e al rapporto tra libertà e giustizia. "Oggi" - ha detto - "ci troviamo di fronte ad una nuova situazione dove l'uomo può o potrà mettere in gioco il destino di tutta la sua specie, tentato com'è di trattare l'essere umano alla stregua di semplice materiale di laboratorio". Per cui, ha ribadito Monsignor Follo, "La ragione principale per la quale la bioetica deve esistere, è per motivi etici". In merito all'educazione, il Capo della Delegazione della Santa Sede ha sottolineato che essa "deve perseguire obiettivi sempre più ambiziosi e formare le persone, libere e responsabili, in particolare riguardo al comportamento in materia affettiva e sociale".

OGGI È STATO RESO PUBBLICO IL MESSAGGIO AI MUSULMANI PER LA FINE DEL RAMADAN, dal titolo: "Continuando sulla via del dialogo" inviato dall'Arcivescovo Michael L. Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. "Dimostriamo" - scrive l'Arcivescovo - "come cristiani e musulmani, che si può vivere insieme in una sincera fraternità, sempre cercando di compiere la volontà di Dio Misericordioso che ha creato l'umanità perché fosse un'unica famiglia".

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE PRESSO LE NAZIONI UNITE, è intervenuto ieri davanti alla Terza Commissione sul tema: "Il risultato della IV Conferenza Mondiale sulla Donna (1995) e della sessione speciale dell'Assemblea Generale dal titolo "Donne 2000: uguaglianza genetica, sviluppo e pace nel XXI secolo". L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato come "la Santa Sede ritenga necessario risolvere al più presto il problema delle necessità specifiche di cura sanitaria delle donne. Al giorno di oggi, molte di loro non hanno accesso a nessuno dei trattamenti sanitari fondamentali". In un altro intervento, il Nunzio Apostolico ha parlato del diritto all'informazione e della sua importanza nella vita delle società e delle istituzioni democratiche.
.../IN BREVE/... VIS 20051014 (320)

giovedì 13 ottobre 2005

SEDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 12 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula del Sinodo, si è tenuta la Sedicesima Congregazione Generale, durante la quale è stata data lettura della 'Relatio post disceptationem'. Alla sessione pomeridiana hanno assistito 239 Padri Sinodali ed hanno partecipato anche gli uditori. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Telesphore Placidus Toppo.

La "Relatio post disceptationem" del Cardinale Angelo Scola, Relatore Generale, si è aperta con un riferimento a Giovanni Paolo II, che ha voluto dedicare al tema "Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa" questa XI Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, e con la meditazione con la quale il Santo Padre Benedetto XVI ha dato inizio alla Prima Congregazione Generale.

Il Cardinale Scola ha affermato "di non aver fatto una sintesi, bensì una collazione degli interventi, anche per la vastità dei temi trattati e delle sensibilità messe in gioco. L'introduzione si conclude enunciando l'orientamento di fondo emerso, in linea di massima, dagli interventi: il superamento di ogni dualismo tra dottrina e pastorale, tra teologia e liturgia".

La Relazione consta di due parti: la Prima Parte: "Educare il Popolo di Dio alla fede nell'Eucaristia", è suddivisa in cinque capitoli. Nel I capitolo si afferma che numerosi interventi hanno messo in luce le oggettive difficoltà che il popolo cristiano incontra oggi, nel credere e celebrare l'Eucaristia, ed è emersa la seria responsabilità dei pastori in ordine all'evangelizzazione e alla nuova evangelizzazione.

Nel II capitolo, si espongono i tratti principali dei contenuti essenziali di questo grande Mistero, emersi dalla necessità di educare i credenti ad un'integrale fede eucaristica.

Nel III capitolo si sottolinea il posto di grande rilievo che ha avuto, nella discussione, il nesso tra Eucaristia e settenario sacramentale.

Il IV capitolo tratta dell'Eucaristia e del popolo sacerdotale, i fedeli che nel loro radunarsi riscoprono la propria appartenenza alla Chiesa, e si parla di "Dies Domini", di Vescovi e presbiteri, diaconi permanenti e ministri straordinari della Comunione, parrocchie e piccole comunità, famiglia, vita consacrata, giovani.

Infine, il V capitolo raccoglie il tema "Eucaristia e missione": per essere missionaria la Chiesa deve anche essere profondamente eucaristica.

La Seconda Parte, "L'azione eucaristica", consta di quattro capitoli. Nel I capitolo, il Relatore nota che molti Padri hanno ricordato con gratitudine il benefico influsso della riforma liturgica attuata a partire dal Concilio Vaticano II sulla vita della Chiesa, (...) insieme all'urgenza di una maggiore attenzione per l'"ars celebrandi", (...) dopo aver trattato, nel II capitolo, la struttura della celebrazione liturgica.

Nella Conclusione, che precede le diciassette Questioni per i Circoli Minori con cui si chiude la Relazione, il Cardinale Scola afferma: "Il lavoro che attende ora tutti i Padri Sinodali costituisce la parte più delicata, dalla quale emergeranno le 'Proposte' che offriremo al discernimento proprio del carisma del Successore di Pietro".

Seguono gli estratti di sei interventi degli uditori ed una sintesi dell'intervento di un Padre Sinodale:

SIGNOR LEONARDO CASCO, PRESIDENTE DELLA "ALIANZA PARA LA FAMILIA" (HONDURAS). "(...) Poiché la realtà ci dice che sono molto numerosi i cattolici che vivono attualmente nel mondo che non conoscono esattamente i principi dottrinali della fede che professano, vivendo quello che si potrebbe definire un cattolicesimo 'light' (per usare un termine di moda), sembrerebbe allora imprescindibile e improrogabile trovare, quarant'anni dopo la conclusione del Concilio Vaticano II, una formula che restituisca al fedele laico una formazione dottrinale, etica e morale di base, così come la consapevolezza dell'importanza di appartenere all'unica Chiesa di Cristo e l'orgoglio, inteso in senso positivo, di essere cattolico. (...) Ritengo altrettanto necessario che i vescovi e i sacerdoti non si creino scrupoli nel proporre con gioia e sicurezza al fedele laico una vita di fede impegnativa e salda. (...) Mi riferisco non solo al fatto di insistere sulla partecipazione alla Messa domenicale, ma anche di raccomandare pratiche di pietà quotidiane che vadano dall'offerta delle opere al mattino, alla recita dell'Angelus e del Santo Rosario, fino - perché no - alla Messa quotidiana, se possibile. Secondo la mia esperienza personale, posso affermare che, quando tali pratiche si compiono e si propongono continuamente con costanza e senza stancarsi, i frutti si raccolgono quasi immediatamente, portando il laico a vivere in un'atmosfera di fede che lo rende migliore nella vita personale e in quella soprannaturale. (...) In sintesi, il mio intervento si concretizza nell'invito a infondere con rinnovato entusiasmo nei laici lo spirito impegnato dei cristiani dei primi tempi, ovvero il ricorso alla preghiera e al sacrificio, le pratiche quotidiane di norme fondamentali di pietà e il dovere e diritto di tutti i fedeli all'apostolato".

SIGNORA MARTHA LORENA ALVARADO DE CASCO, PRESIDENTE DEL "COMITÉ POR LA VIDA" (HONDURAS). "Come sposa, madre, sorella, figlia e nonna, credo che sia necessaria una formazione della donna che, fin dalla prima infanzia, la prepari allo sviluppo delle sue due caratteristiche essenziali: la femminilità e il dono della maternità. (...) Purtroppo negli ultimi decenni la donna a mano a mano ha perso il vero significato della sua identità e, quindi, del vero senso della sua missione cristiana. (...) C'è molto da fare a proposito della donna; tuttavia, molto rispettosamente, propongo, per quanto possibile, di mantenere separata l'educazione di bambini e bambine, al fine di creare l'ambiente favorevole per formare le fanciulle a immagine della Vergine Maria, modello di tutte le donne. Gli studi fatti dimostrano che l'educazione separata di bambini e bambine semplifica, tra l'altro, il processo educativo e lo sviluppo di una sana affettività, specialmente negli anni dell'adolescenza. (...) L'educazione separata facilita, inoltre, la nascita di vocazioni alla vita religiosa e, di conseguenza, la nascita di vocazioni sacerdotali tra gli uomini. Vorrei anche sottoporre alla vostra considerazione il fatto di insistere nella configurazione di gruppi giovanili rivolti esclusivamente alle ragazze allo scopo di fortificare la loro condizione femminile e la loro formazione spirituale e dottrinale. (...) Per concludere, penso che potrebbe essere una bella esperienza promuovere nelle parrocchie, in determinati giorni della settimana, l'adorazione di Gesù Sacramento da parte delle famiglie. Allo stesso modo, condivido, così come è stato detto nel corso di vari interventi, l'importanza di facilitare la confessione ai fedeli laici e la convenienza, per molte ragioni, dell'uso del confessionale, quando si tratta di donne di qualsiasi età".

FRATELLO MARC HAYET, RESPONSABILE GENERALE DEI PICCOLI FRATELLI DI GESÙ (FRANCIA). "(...) Avrei qui una richiesta. Facciamo attenzione al nostro modo di parlare. Parlare del nostro mondo soprattutto in termini di 'cultura di morte', non è forse mancare di rispetto verso quanti cercano di vivere la loro fede in Dio o la loro fede nell'uomo donandosi al servizio della vita - dai padri e madri di famiglia fino alle persone impegnate in politica o nel sociale? Questo mondo è anche il luogo di tutte le generosità e di tutti gli impegni, a volte anche a prezzo della vita; ed è proprio per questo mondo vario, e non per un altro, che il Padre ama, che ha dato suo Figlio (ce lo ricorda l'Eucaristia) e che opera lo Spirito. (...) Gli uomini e le donne di oggi ascoltano la parola del Vangelo solo se viene loro presentata come proposta alla loro libertà, in un dialogo vero nel quale noi rispettiamo la loro ricerca e accettiamo di accogliere la loro competenza e la loro esperienza di vita, compresa quella dei più poveri, ricca di umanità. L'umile segno del Pane e del Vino, accessibile a tutti e comprensibile da tutti, forse ci invita a questo dialogo".

SUOR RITA BURLEY, A.C.I., SUPERIORA GENERALE DELLE ANCELLE DEL SACRO CUORE DI GESÙ (GRAN BRETAGNA). "La Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù ha al centro della propria vita la celebrazione dell'Eucaristia. (...) L'invito di Cristo: 'Fate questo in memoria di me', è vissuto con il protrarsi della grazia della celebrazione nell'adorazione Eucaristica e nel lavoro apostolico che trasmette l'esperienza dell'amore salvifico di Dio. (...) 'Non c'è quindi autentica celebrazione ed adorazione dell'Eucaristia che non conduca alla missione'. (...) È nostro desiderio essere donne e comunità di carità e comunione al servizio della vera Vita. (...) Facciamo questo in molti modi, a seconda delle necessità e delle culture locali e l'Eucaristia costituisce sempre il cuore pulsante della nostra missione. La gente di Bazartete, a Timor Est, sta vivendo le penose conseguenze della guerra. Le nostre Sorelle offrono la presenza salvifica dell'Adorazione Eucaristica, sostengono progetti umanitari e di istruzione e si dedicano all'ascolto delle sofferenze delle persone, accompagnandole nel difficile cammino verso la pace e la riconciliazione: 'Vi lascio la pace, vi do la mia pace' (Gv 14,27). Nella diocesi di Yokohama, in Giappone, all'interno di una forte cultura buddista, le Sorelle danno una silenziosa testimonianza della loro fede alla Presenza del Signore Risorto; e attraverso l'insegnamento che prestano nelle scuole e nelle Università trasmettono i valori evangelici dell'amore, del perdono e del rispetto. (...) Vivere secondo l'Eucaristia e lavorare per la giustizia sono due fatti inseparabili. La Comunione con Cristo nell'Eucaristia comporta l'accettazione della responsabilità morale di lavorare con Lui, in collaborazione con altri, per trasformare sistemi e mentalità ingiusti in strategie e piani che promuovano la vera natura dell'amore di Dio per la nostra famiglia umana".

SIGNOR ANDREA RICCARDI, FONDATORE DELLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO (ITALIA). "La vita del cristiano tra la gente spesso cade nell'anonimato. Il cristiano ha qualcosa da dare agli altri? Non si dà, se non quel che si è ricevuto: il pane della Parola e dell'Eucaristia. Gesù dice ai discepoli: 'Date voi stessi loro da mangiare' (Mt 14,16): è la missione. Se si offre il pane buono, si sperimenta che c'è fame, che il tempo è meno negativo di quel che ci appare. E di fronte alle grandi povertà? Oggi si è smarriti o dimentichi. Non si può far mancare ai poveri il Vangelo. La carità non dura senza il nutrimento dell'Eucaristia. Questo l'ho visto in tante note e ignote esistenze tra i poveri, che fanno sì che oggi -nonostante i nostri limiti la Chiesa sia una risorsa per i più disperati. Infine i cristiani, dall'inferno delle persecuzioni del XX secolo, mostrano che sempre è possibile vivere e comunicare il Vangelo. Nel 2000 Giovanni Paolo II ha invitato a raccogliere le testimonianze dei nuovi martiri. Richiamo la vostra attenzione sul fatto che è un'opera da riprendere nelle Chiese particolari e a livello centrale. C'è un testamento dei martiri da aprire nel contesto dell'Eucaristia. Il legame tra Eucaristia e martirio è fonte di fiducia e speranza al di là della nostra lettura realistica o pessimistica delle situazioni".

SIGNOR ALEXEI V. JUDIN, PROFESSORE DI STORIA DELLA CHIESA E DEL DIALOGO INTERCONFESSIONALE NELLA FEDERAZIONE RUSSA, RUSSIAN STATE UNIVERSITY FOR THE HUMANITIES, ST. THOMAS COLLEGE (MOSCA) (FEDERAZIONE RUSSA). "(...) Come voi ben sapete noi cattolici in Russia affrontiamo il problema del dialogo con gli ortodossi in modo serio. (...) Noi cattolici abbiamo le norme che regolano l'intercomunione con i non cattolici, ma il reciproco riconoscimento con gli ortodossi della vera presenza del Signore nell'Eucaristia ci impegna a fare passi avanti sulla via del riavvicinamento. Quali passi possiamo fare? Innanzitutto, senza violare le regole e senza diluire l'identità cattolica, dobbiamo poter superare l'attuale crisi dell'Ecumenismo. L'Ecumenismo, nella sua versione attuale, si concentra piuttosto sulle discussioni circa le diverse questioni storiche, teologiche, ecc. La dimensione dell'Ecumenismo spirituale si limita a preghiere generiche e ad incontri fraterni, ma si arresta davanti all'Eucaristia. In effetti tutte queste espressioni e questi eventi cercano di evitare la realtà eucaristica. (...) Come possiamo approfondire questa conoscenza reciproca nella prospettiva eucaristica? Non ho una risposta certa, ma posso presentarvi una proposta. Abbiamo molti carismi nella Chiesa Cattolica i carismi dei diversi Ordini, delle diverse Congregazione religiose, dei vari Movimenti - possiamo assicurare l'unità tra loro non solo a livello giuridico amministrativo, ma anche a livello spirituale. (...) Dunque, se siamo in grado di gestire le cose nell'ambiente cattolico, assicurando l'unità tra diversi carismi, perchè non possiamo avvicinare il Mistero Eucaristico nell'unità riconciliata tra realtà d'Oriente e Occidente?".

VESCOVO JOSEPH ZEN ZE-KIUN, S.D.B., DI HONG KONG (XIANGGANG) (CINA). "La Chiesa in Cina, apparentemente divisa in due, una ufficiale riconosciuta dal governo e una clandestina che rifiuta di essere indipendente da Roma, è in realtà una Chiesa sola, perché tutti vogliono stare uniti al Papa. Dopo lunghi anni di separazione forzata, la stragrande maggioranza dei Vescovi della Chiesa ufficiale è stata legittimata dalla magnanimità del Santo Padre. Specialmente negli ultimi anni è risultato sempre più chiaro che i Vescovi ordinati senza approvazione del Romano Pontefice non vengono accettati né dal clero né dai fedeli. Si spera che davanti a questo 'sensus Ecclesiae' il governo veda la convenienza di addivenire ad una normalizzazione della situazione, anche se gli elementi 'conservatori' interni alla Chiesa ufficiale vi pongono resistenza per ovvii motivi di interesse. L'invito che il Santo Padre ha fatto a quattro vescovi di partecipare ai lavori sinodali era una buona opportunità, ma sembra sia stata sciupata. L'Eucaristia ben celebrata potrà certamente accelerare la venuta della vera libertà religiosa per il popolo cinese".
SE/SEDICESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051013 (1730)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza otto Presuli della Conferenza Episcopale di Etiopia in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., di Addis Abeba.

- Il Vescovo Tesfay Medhin, di Adigrat.

- Il Vescovo Musie Ghebreghiorgis, O.F.M.Cap., di Emdebar.

- Il Vescovo Lorenzo Ceresoli, M.C.C.I,, Vicario Apostolico di Awasa.

- Il Vescovo Woldetensaé Ghebreghiorghis, O.F.M., Vicario Apostolico di Harar

- Il Vescovo Abraham Desta, Vicario Apostolico di Meki.

- Il Vescovo Leonardus Dobbelaar, C.M., Vicario Apostolico di Nekemte.

- Il Vescovo Domenico Crescentino Marinozzi, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Soddo-Hosanna.
AL/.../... VIS 20051013 (100)

SINODO: UNITÀ E IMPEGNO TRASMISSIONE FEDE EUCARISTICA


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2005 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la seconda Conferenza Stampa relativa alla XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dopo la presentazione della "Relatio post disceptationem", documento che riassume i temi centrali trattati dai Padri Sinodali.

Alla Conferenza Stampa hanno partecipato i Cardinali e Presidenti Delegati del Sinodo: il Cardinale Francis Arinze, il Cardinale Juan Sandoval Íñiguez ed il Cardinale Telesphore Placidus Toppo; l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente della Commissione per l'Informazione ed il Vescovo Sofron Stefan Mudry, O.S.B.M., Vice Presidente della medesima Commissione.

Il Cardinale Arinze ha detto che il presente Sinodo lo ha particolarmente colpito per l'impegno profuso da tutti i partecipanti nella trasmissione delle fede e per l'importanza attribuita alla "ars celebrandi", affinché la fede della quale si nutre il popolo di Dio nella Chiesa, lo accompagni all'uscita dalla chiesa e lo incoraggi a condividere con gli altri ciò che ha ricevuto.

Il Cardinale Sandoval Íñiguez ha fatto riferimento alla profondità della fede nell'Eucaristia e ha scelto come esempio di tale fede le parole di un disabile che, prima di ricevere la comunione, poiché non poteva parlare, ha scritto sul computer: "Nel Crocifisso sembra ci sia il Signore, ma non c'è; nell'Eucaristia sembra che non ci sia il Signore, ma invece c'è". "Tutti" - ha detto il Cardinale - "condividiamo la fede nella presenza reale di Cristo". Successivamente il Cardinale Sandoval ha citato come uno dei momenti culminanti del Sinodo la presenza e le parole pronunciate dal Santo Padre Benedetto XVI il primo giorno dell'Assemblea Sinodale, e la partecipazione del Papa "come un altro Padre Sinodale" all'ora della discussione libera a conclusione delle sessioni pomeridiane.

Il Cardinale Toppo ha sottolineato la capacità di aggregazione del Sinodo che ha convocato partecipanti provenienti dai cinque continenti "uniti dalla stessa fede" ed ha osservato che in Asia, suo continente di provenienza, dove convivono tante religioni, il segno distintivo dei cattolici è l'unità nell'Eucaristia sotto la guida del Santo Padre. Il Cardinale Toppo ha anche ricordato che il Presidente della Delegazione indiana, che ha partecipato alle Esequie di Giovanni Paolo II, colpito dalla partecipazione ed unità dei cattolici durante la cerimonia esequiale, ha detto: "Oggi abbiamo sperimentato la presenza di Dio".

La scarsa partecipazione alla Messa domenicale nei paesi occidentali è stato il tema della relazione presentata dall'Arcivescovo Foley all'Assemblea Sinodale, mentre i momenti più emozionanti sono stati quelli che hanno visto protagonisti alcuni Padri Sinodali e Delegati dei Paesi dell'Europa Centrale e Orientale che hanno rievocato le persecuzioni e i sacrifici subiti sotto i regimi totalitari.

La Conferenza Stampa si è conclusa con l'intervento del Vescovo Mudry che ha posto l'accento sulla fede nell'Eucaristia dei cattolici e degli ortodossi e sull'insegnamento della fede cattolica, a cominciare dalla famiglia. Successivamente il Vescovo ha citato l'opera dei sacerdoti ed il ruolo della liturgia, affermando che forse nelle chiese orientali i "segni visibili della santità", con la presenza del tabernacolo, sono più percettibili nelle chiese orientali che nelle chiese occidentali.

Alla fine della Conferenza Stampa, un giornalista ha chiesto perché di fronte al problema della mancanza di sacerdoti in alcune regioni del mondo si metta in dubbio, come soluzione, l'ordinazione sacerdotale di uomini sposati. Il Cardinale Toppo ha risposto che: "il vero problema è la crisi della fede; la mancanza di sacerdoti è un sintomo di questa crisi". In questo senso, il Cardinale Sandoval Íñiguez ha indicato come cause dell'insufficienza di sacerdoti, "la mancanza di fede, la secolarizzazione, il chiudersi nei confronti dell'infinito". Il Vescovo ucraino Mudry ha aggiunto che nella Chiesa Orientale cattolica ci sono sacerdoti sposati, ma che questa non è una soluzione al problema suddetto perché "devono, tra le altre cose, dedicare tempo alla famiglia ed allo studio, ed è difficile che si possano trasferire in un altro luogo per continuare la loro missione, se il Vescovo lo chiede".

Relativamente alla questione della non ammissione alla Comunione Eucaristica delle persone divorziate, il Cardinale Arinze ha sottolineato come la Chiesa "mostri compassione davanti a queste persone che soffrono, ma che, pur continuando ad essere sempre membri della Chiesa, non possono ricevere la comunione, in quanto la loro situazione non riflette l'immagine di unità tra il Cristo e la Sua Chiesa (lo Sposo e la Sposa).

Riferendosi all'invito, contenuto negli interventi di questi giorni, ad una maggiore omogeneità di inculturazione, il Cardinale Toppo ha sottolineato come quest'ultima "sia essenziale e sia espressione della fede del popolo". Il Cardinale Sandoval Íñiguez ha aggiunto finalmente che "la cosa importante è che i canti, la danza, il colore, ecc. aiutino all'interiorizzazione, ad unirsi al Signore, e che la Cerimonia non si converta in uno spettacolo per divertire e nulla più".
SE/CONFERENZA STAMPA/... VIS 20051013 (790)

RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo, i Padri Sinodali si sono riuniti per gruppi linguistici per esaminare le questioni relative alla "Relatio post disceptationem", presentata nel pomeriggio di ieri dal Cardinale Angelo Scola, Relatore Generale. Nel pomeriggio di oggi, dalla 16:30 alle 19:00, è in programma una nuova riunione dei gruppi linguistici per la preparazione delle relazioni che ogni gruppo presenterà nel pomeriggio di venerdì, nel corso della Diciassettesima Congregazione Generale.
SE/GRUPPI LINGUISTICI/... VIS 20051013 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Consultori della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il Vescovo Aloysius M. Sutrisnaatmaka, di Palangkaraya (Indonesia); il Monsignore Vojtech Nepsinsky, Rettore del Seminario e Presidente della Commissione liturgica diocesana di Banská Bystrica (Slovacchia); il Sacerdote Michael Kunzler, Professore di Liturgia presso la Facoltà Teologica di Paderborn (Germania); il Padre José Raimundo Pinto de Melo, S.I., Membro della Commissione liturgica nazionale (Brasile); il Padre Konstantin Morozov, O.F.M.Cap. (Ucraina).

- Membro del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, il Padre Jesús Castellano Cervera, O.C.D., Professore presso il Pontificio Istituto di Spiritualità "Teresianum" di Roma.
NA/.../... VIS 20051013 (120)
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